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ElleryQ

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    New York
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    Giallista nonché investigatore dilettante, laureato all'Università di Harvard e interessato al crimine solo per curiosità. Bibliofilo, amante della matematica.

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  1. È appunto una sensazione personale, perché noi spieghiamo fino alla nausea che si tratta di una ripartizione per politica editoriale, non sono black o white list, sono solo classificazioni di procedure. Non sono liste di valore o di merito! Il questionario lo inviamo come primo test, quando la CE viene inserita da un utente in Da Testare. La CE viene spostata lì quando ci sono delle testimonianze diverse rispetto alla classificazione in cui era stata inserita (a volte per semplice autodichiarazione della CE stessa). Fino a che non ci accertiamo o non otteniamo sufficienti testimonianze riguardo le politiche editoriali attuate, la CE resta in Da Testare. Molte non lo sono, ma altre lo dichiarano in partenza, per cui in tali casi non c'è uno sfruttamento della buona fede dell'autore, è quest'ultimo che sceglie. Molte piccole CE nascono come EAP o lo dimostrano spiegandone i motivi. Validi o meno che siano. Non necessariamente, qui sul forum ci sono anche scrittori più giovani che scelgono EAP con consapevolezza e fornscono le loro motivazioni. Per quanto il forum sia in prevalenza orientato e sia nato come contrario all'EAP, con il cambio di proprietà ha assunto un atteggiamento più flessibile e di certo non giudica le scelete personali. Anche qui non necessariamente. In determinati meccanismi, proprio perché non facilmente riconoscibili né palesati, possono incappare anche autori che hanno già pubblicato. Lo abbiamo spiegato varie volte, ma alla domanda potrebbe risponderti meglio il nostro CM @Marco_LP.
  2. ElleryQ

    Richieste abilitazione Narrativa over 18

    È quell' "anagraficamente" che mi preoccupa! Abilitato, @KirehTep .
  3. Come spiegavo nel post più sopra, non è facile distinguere tra i possibili escamotage trovati per introdurre forme di editoria sempre nuove e sempre più ibride. Gli editori non a pagamento puri, oggi, sono davero pochi, molti altri dovrebbero essere considerati a pagamento o DB, per essere realmente fiscali riguardo alle nostre liste (e per questo mi soffermerò dopo su un'osservazione fatta da @Avv.Lenti). Finiremmo, come spiegavo, per avere molte più liste e ingenerare confusione. È più semplice e logica la nostra tripartizione, per motivi di praticità e ordine; d'altra parte, se più autori ci confermano che una determinata CE pur professandosi Non A Pagamento non lo è affatto o lo è con discriminazioni, siamo sempre pronti a rivalutare il caso e spostarla di lista. Nel nostro caso, tendenzialmente consideriamo EAP o DB quelle CE che utilizzano i concorsi come unica modalità di publlicazione o come via preferenziale. Diverso è il caso di Mondadori e di quelle CE che indicono concorsi periodici ma che non costituiscono via esclusiva o privilegiata di pubblicazione. Si tratta ovviamente di una nostra modalità di classificazione e sempre per motivi di praticità, come spiegavo sopra. Esatto, idem vale per le pubblicazioni a carattere scientifico. Queste CE sono "per natura" a pagamento e ciò non ha nulla a che vedere con la qualità, né con la violazione di norme. Ed ecco perché prima, @Wanderer , proponevo eventualmente di regolamentare meglio le No EAP con sanzioni, perché professarsi ciò che non si è finisce per essere un artificio nei confronti dell'autore. Grazie @Avv.Lenti . Le clausole possono nascondere tali raggiri. Se invece l'editore disattende totalmente il contratto, in tal caso la legge è dalla parte dell'autore, per cui è più agevole dimostrare l'inadempienza in un contratto standard senza artifizi. Per ultimo, passami la battuta @Wanderer : Tra le liste di editori non più nominabili sul WD.
  4. La legge parla già chiaro su quelli che dovrebbero essere i doveri dell'editore. L'editore è tenuto a editare, pubblicare e diffondere l'opera a fronte della cessione dello sfruttamento economico dei diritti d'autore. Stop. Non è previsto che l'autore paghi per questo o che rinunci alle royalties. Poiché gli accordi/contratti di edizione avvengono mediante negoziazione tra le parti, però, esiste una certa derogabilità. In pratica, nel passaggio da quanto predisposto dalla L.d.A. agli accordi tra i contraenti (flessibili e regolati dalla L.d.A. solo dove non disposto diversamene dalle parti stesse) le maglie restano larghe. La legge, quindi, non è del tutto vincolante. Probabilmente, all'epoca, il legislatore non aveva motivo di rendere il tutto più tassativo e rigido, ma nel tempo, si sa, "fatta la legge trovato l'inganno". Una regolamentazione ulteriore sarebbe sì utile per differenziare (visto che attualmente esistono diverse forme "ibride": dal POD al crowdfunding, a no EAP "condizionata" – editori che nonostante tutto non pagano le royalties o le pagano solo dopo un certo tot di copie, quote sociali, concorsi, acquisto di altri volumi dell'editore – ad altro ancora) ma ciò che andrebbe reso più tassativo è proprio il caso della No EAP "condizionata" o per meglio dire EAP "mascherata". E questo si verifica spesso da parte di editori che si pubblicizzano come (o si autodichiarano) non a pagamento. Non dico che di sprovveduti non ce ne siano, al contrario, ma credo che oggi siano meno giustificabili rispetto a 15-20 anni fa, quando c'era meno informazione in merito. Oggi, chi si rivolge a un EAP lo fa per scelta più consapevole. Diverso, invece, è proprio il caso degli autori che si affidano a chi si palesa come editore non a pagamento e poi ricorre a escamotage per non pagare, o pagare solo dietro minaccia legale. Lì, a mio avviso, si potrebbe parlare di inganno. È a tutti gli effetti una pubblicità ingannevole dichiararsi No EAP e poi non pagare ugualmente le royalties, o chiedere contributi indiretti. Qui, in effetti, si può intervenire solo "a cose fatte". Questa forma, a mio parere, è ancora più insidiosa, perché un conto è sapere a monte che se vuoi pubblicare devi sborsare una somma e decidi di farlo volontariamente (scelte individuali, discutibili o meno), un altro è essere convinto di avere a che fare con un editore non a pagamento e ritrovarti a pagare indirettamente. Non solo, poi per far valere i tuoi sacrosanti diritti come autore sei costretto a spendere per rivolgerti a dei legali e ottenere quelle 200-300 euro (se ti va di lusso, altrimenti diventa più che altro una questione di principio) o almeno la risoluzione del contratto. Più facile a dirsi che a farsi, perché le sfumature sono ben più delle 50 di grigio e a volerle normare tutte bisognerebbe creare un codice apposito. Esattamente come quando ci viene chiesto di creare liste alternative qui sul WD. I casi sono talmente tanti e vari che ci ritroveremmo a dover differenziare in decine e decine di liste e sarebbe ancora più complesso consultarle. Forse ogni singolo autore dovrebbe avere molto meno entusiasmo e leggere bene ogni riga del contratto prima di firmare (in quanti lo fanno sul serio, pur trattandosi della realizzazione del sogno della propria vita?). Ora come ora, io credo, solo chi vuole compie scelte di editoria "alternativa". Gli inconsapevoli sono quelli fuoriviati proprio da chi, con troppa facilità, si autodefinisce No EAP. Se una revisione della legge va fatta, andrebbe fatta in tal senso, in maniera tale che se una CE si definisce No EAP debba rispettare in maniera più tassativa determinati doveri, in caso contrario dovrebbe essere passibile di una qualche penalità o sanzione reale e pesante. Il tutto in maniera molto diretta, senza che sia l'autore a dover far valere i suoi diritti a proprie spese. È molto raro che un EAP puro richieda prelazioni, opzioni e simili, il suo obiettivo è avere molti autori, stampare tot copie e rivenderle loro. La cosa finisce lì e spesso si tratta di contratti che vincolano per poco tempo. È più facile purtroppo, e casi ce ne sono tanti, che sia un editore "ibrido" o che si professa No EAP a vincolare l'autore in questo modo. In conclusione, ripeto, a mio parere la legge andrebbe sì rivista, ampliata, e differenziati i casi attualmente più diffusi di editoria "alternativa", ma andrebbe reso più comprensibile e tassativo ciò che è No EAP, con sanzioni reali e maggiori proprio per stroncare sul nascere i facili mascheramenti.
  5. ElleryQ

    Richieste correzione titolo di una discussione o racconto

    @Galvan , fatto.
  6. ElleryQ

    Dark Zone

    Un saluto a tutti, riapriamo la discussione su Dark Zone, che rimane in free. Grazie alla gentile collaborazione della stessa editrice @Francesca Pace e a sue segnalazioni, abbiamo appurato che il concorso nasce con puro scopo di beneficenza, come affermato anche in questo filmato tratto dal loro sito. Buon proseguimento a tutti.
  7. ElleryQ

    CSA Editrice (Gruppo CSA)

    @Quelo , leggi il post qui sopra, per cortesia. La costola editoriale di CSA non è più nominabile su questo forum. Ho dovuto editare il post affinché risultasse pubblicabile. In ogni caso, come scritto nel mio post precedente, continuate cortesemente con le sole esperienze su CSA, grazie!
  8. ElleryQ

    Consigli opinioni su casa editrice Robin

    Ciao @luca castiglione , se non erro, hai tentato di inserire anche una CE non più presente tra le nostre liste. Quella (con la lettera K , per intenderci) ha richiesto espressamente di essere rimossa. Per Robin, invece, puoi leggere la discussione, come suggerito già da @AdStr .
  9. ElleryQ

    Libromania

    Se non erro, qui sul forum ci sono anche dei vincitori e finalisti di qualche edizione di quel concorso.
  10. Generalmente rispondo io sulle questioni legali, ma ho avuto un lungo periodo di assenza. Come già ti hanno risposto correttamente @Avv.Lenti e @Wanderer , sono la stessa cosa a livello legale e formale. Il contratto di edizione è un accordo tra le parti.
  11. ElleryQ

    Questione uguaglianza titolo

    Ciao @Luke80 , discussioni simili alla tua ce ne sono già in precedenza. È utile effettuare una ricerca col motore interno del forum, prima di aprire nuovi topic. In ogni caso, se il blog non è famosissimo, o appartenente a un personaggio molto noto, oppure se il nome non è stato registrato, non corri rischi. Si tratta di due cose diverse, di fatto anche un film e una canzone potrebbero avere lo stesso titolo:
  12. ElleryQ

    Musicaos Editore

    In base a quanto emerso nel forum e a un'altra testimonianza giunta tramite MP, al momento sposto nuovamente in Da Testare.
  13. ElleryQ

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    @Maria Santiago , fatto.
  14. ElleryQ

    Maratta Edizioni

    @Maratta Edizioni , fatto.
  15. ElleryQ

    Porto Seguro Editore

    Ciao @D'anton , di solito chiediamo ai neo iscritti di presentarsi in Ingresso (questo è il link) agli altri membri della comunità, prima di interagire in altre sezioni. Ti attendiamo per conoscerti meglio.
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