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Dark Smile

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  1. Dark Smile

    Riflesso

    @Poeta Zaza Ciao, ti ringrazio della lettura, son felice che arrivi forte. Circa ai sensi, non ho notato la mancanza dell'olfatto, mi hai quasi fatto venire voglia di utilizzarlo
  2. Dark Smile

    Riflesso

    @Anglares ciao, è un piacere averti qui. Non c'è fretta, quando vuoi e se vuoi è lì, non scappa. Nono, infatti. Non è assolutamente un racconto. In primis è un confronto tra me e me, scrivo frammenti brevi in modo da mettere in vista quello che al momento pare essere il mio impulso. Ultimamente mi sto ponendo delle domande, al centro c'è questa: come faccio a conoscermi inchiostramente in modo più autentico possibile? Dopo ciò v'è anche la curiosità di cosa possa trasmette e come possa essere vista dall'esterno la scena o il pensiero o quello che sia. Credo che in questo preciso caso non volessi una direzione o forse ho incanalato la sua impossibilità. Paradossalmente la scrittura ha un suo limite anche nella sua libertà, era un pensiero dello sfondo o forse pur troppo evidente. Ti ringrazio, son parole preziose e terrò assolutamente in conto di quanto hai espresso, ci lavorerò appena la mente mia formulerà la miccia. A presto
  3. Dark Smile

    Cane randagio

    Ciao, proverò a stendere un'analisi, son un po' fuori allenamento, vediamo cosa ne esce fuori Ho apprezzato tantissimo l'atmosfera inquieta, frammentata, con un velo di sporcizia, di pesantezza e di fame. Ci poni direttamente tra i denti qualcosa da masticare, una scena da vedere, curiosità da sfamare. Hai buttato qualche carta sul piatto, qualche dettaglio e personalmente amo questo modo di fare, che assume la forma di un proporsi sottile eppure diretto. Mi convince, però, poco l'andata a capo continua che crea quell'effetto singhiozzo troppo frequente, minando un'idea complessiva di amalgama. Quei punti di sospensione li trovo d'intralcio, non mi aiutano a valorizzare la pausa o la parola successiva. perché proprio il termine torre? Curiosità. Complessivamente direi sia un frammento da rivedere, ti consiglio di mettere a fuoco la scena centrale, mi sono sentita una lettrice un po' dispersa, m'è rimasto solo il contare e il senso di fame del ragazzo, ma non la scena che unisce le due cose: non so se mi sono spiegata. Limando la correlazione tra i due, credo che otterresti una presa più salda. Inoltre arricchirei di più sensazioni il testo, non limitarti, mi è parso di avvertire una sorta di freno, di troppo controllo. Spero di esser stata almeno un pochetto utile, un saluto e a presto.
  4. Dark Smile

    Goccia di nessuno

    Domani sarà ieri il sole sarà sera nuvola afosa sul derma la parola un fiume placido che stagnandosi muore a riva nell'egoista nostra forma un singhiozzo avvolto nella carta da forno mentre i gradi scendono e il vento bussa graffia su pareti di paglia e vaniglia per sempre e solo un attimo comprensione la spessa coltre in goccia di diamante nel tocco di nessuno.
  5. Dark Smile

    Goccia di nessuno

    @Hearts Ciao! Ti ringrazio per la lettura L'intento era quello di sformare la forma, per questo ho optato per non usare la punteggiatura. Ti dirò, all'inizio l'avevo posta come flusso senza alcuna andata a capo, ma mi pareva confusionario e non mi dava quel senso che cercavo. Ne sono felice, lo smarrimento volevo si avvertisse come una goccia e come dentro una goccia. Un saluto.
  6. Dark Smile

    Una Parte Di Te

    Ciao! Il tuo componimento mi lascia una serie di sensazioni, alcune delle quali ho apprezzato, altre mi hanno lasciato perplessa. I versi si sciolgono in una scorrevolezza essenziale, ma per quel che mi risulta troppo leggera, ciò non mi permette di agguantare un profumo nella sua interezza, come se dovessi crearlo in sua assenza. La semplicità ha una sua profonda complessità che, piuttosto di rimanere coperta, s'espone timida. Trovo una leggerezza che si appesantisce con il calare della notte, un tentativo nel rimanere delicati, come un lenzuolo a coprire in vista di un freddo interiore. Una distrazione iniziale, per terminare al culmine di solitudine: quando si rimane soli con se stessi il peso grava, anche dopo averlo ignorato tutto il dì. Tutto questo però pare non bastarmi, come quelle risposte che ti lasciano l'amaro in bocca, troppo generali e vaghe. Com'è questa piccola parte? La notte come ti tocca e deteriora? Il giorno che sapore ha sulle labbra? Queste domande mi son posta, ma sono consapevole che si tratti di puro gusto personale. Ho adocchiato una ricerca di linearità, d'immediatezza, che per me son troppo puliti. Tuttavia è stato bello confrontarsi con una lettura completamente diversa dalla mia ricerca e attenzione. Mi aiutano a notare differenze e riflessi nel confronto. Un saluto.
  7. Dark Smile

    Alabama

    Ne sono felice, è bello che un delirio -o come vogliamo chiamarlo- venga accolto in modo così prezioso, poi se posso esserti utile è un piacere. Comunque è merito tuo, apprezzo tantissimo le scritture che riescono non solo ad avvolgere, tirandoti dentro, ma anche stimolare e dar la possibilità di uno stacco. Cercherò di fare più saltelli, un abbraccio
  8. Dark Smile

    Alabama

    @Anglares Accidenti che poesia, delicata e al contempo così cruda da far male, così come il centro che, sarò sincera, non ho trovato. Questo non perché non abbia colto il tema, che ho potuto ben confermare, allontanandomi dalla deviazione, grazie a un tuo specificare nei commenti; bensì è un centro così ramificato, così turbolento, da rimanere avvinghiati alla nebbia: al buio della mia coscienza. Frase che continua a ripetere il mio cervello, o forse il cuore, o forse la pancia: da quanti occhi e prospettive può essere visto un tema? L'aborto è davvero spinoso, rimango inerme e nel dubbio, talvolta non si ha la possibilità di schierarsi da una parte o dall'altra, talvolta rimane tutto così sfumato che bisogna "accontentarsi" della non-parola. Non so bene quanto possa risultare chiara, spero di essermi spiegata al meglio, nonostante l'esposizione forse un po' ingarbugliata. Colpevole. Al buio della mia coscienza. Con le orecchie bendate. Chissà liberandole, se qualcosa di definito si possa udire. Chiedo venia per il piccolo delirio, ma volevo lasciar un pensierino.
  9. Dark Smile

    Lampi di Poesia 4 - Off topic

    @Anglares Spero di non deludere, allora, e soprattutto di non mancare, mi ci vorrebbe una sveglia da lampo, oltre che il tempo. Il piacere non manca senz'altro.
  10. Dark Smile

    Lampi di Poesia 4 - Off topic

    @Ippolita2018 grazie mille per il pensiero, cercherò di non mancare al prossimo giro. Così macchio il contest dei miei lampi strambi.
  11. Dark Smile

    Occhi di pizzo

    Curve beige sui seni dell'assenza s'incavano negl'occhi di pizzo aderiscono ai sedili erranti d'un treno che attraversa, nello schianto del miraggio di chi resta a bocca asciutta. Le mie caviglie rotte stridono sull'asfalto bruciato e rotaie con cappelli di sole pallido, mi spingono, via, verso pelli che dormono nella rasa terra dello sguardo mio. Era un gabbiano volava nudo in un bagliore azzuro, è un giullare dal reggiseno sbiadito si aggira in cerca della sua voce rubata dai semafori stanchi a bordo strada, andatura lenta del tessuto nell'attimo una guida per il suono che passa nel caos di chi avanza col fumo in faccia.
  12. Dark Smile

    Occhi di pizzo

    Ciao cara @Floriana Son tanto felice che il titolo ti sia piaciuto, son ben una frana nell'idearli e peer questo componimento mi son disperata un po' prima di pensarne uno che si potesse sposare al meglio con i versi. Ho notato di aver allungato di molto i pensieri e se da un lato m'ha incuriosita, dall'altro un poco indispettita. Come detto anche nel commento precedente ho notato difetti, ma confesso di non averci ancora rimesso le manine, perché non ho avuto né tempo né voglia, ahimè. Mi rendi davvero tanto tantissimo lieta, perché quando ho scritto e riletto quei versi ho sentito proprio la sabbia in bocca, uno stato emotivo che mi sapeva tanto di deserto. Ti ringrazio molto, sempre utile visionare quelli che possono essere i punti forti e deboli di una poesia e quindi del poetare stesso, se ci si sofferma un poco a riflettere. Ho adorato che sia venuta a galla l'immagine femminile, che sì in parte c'è, non saprei però dire se funga da base oppure da margine o ancora da lato, tuttavia trovo interessante non saperlo. Un abbraccione, Flo
  13. Dark Smile

    Lampi di Poesia 3 - Off topic

    Spero di riuscire e di non dimenticare la data, tra imprevisti e sbadataggine andiam alla grande. Farò di tutto
  14. Dark Smile

    Lampi di Poesia 3 - Off topic

    Un bacio di pietra risuona nel tremulare, affacciata in avanti.
  15. Dark Smile

    Occhi di pizzo

    @dirk ti ringrazio, per lo spunto condiviso e l'impegno d'analisi. Ti dirò, rileggendo dopo tempo, a freddo, la poesia ho colto un difetto nel crescendo stesso, come se i versi piuttosto che delinearsi, alla fine si siano sfatti e disciolti nella confusione. Al momento sto pensando se separare quei versi rendendola una strofa a sé, come fosse uno slancio per una rapida ricaduta nel fumo. Mi alletta molto, proverò a stenderne una versione giusto per giochicchiar tra me e me. Infine, pensando di lasciare, invece, tutto legato senza suddivisioni in strofe: son dubbiosa se tenere quella coppia "era/è" in quanto potrebbe esser superflua, in fondo la distinzione dei tempi v'è e potrebbe essere sufficiente. Quindi grazie, sei stata preziosa, e son proprio curiosa come possa venire 'sta poesia, limandola un po'. A presto
  16. Dark Smile

    Di mattina, al risveglio

    Ciao @dirk dunque, ero molto curiosa di leggerti, così ho ben approfittato di questa poesia, mi è rimasto un retrogusto strano, un po' ricco e un po' vuoto, che ora proverò ad approfondire. Le due strofe son separate ma al contempo unite, anche se a prima impressione mi è sembrato il contrario, ciò ha aumentato il mio interesse verso le immagini, permettendomi di cogliere, oppure non capirci nulla, alcuni elementi: 1) Alienazione. L'ho colta soprattutto nella prima parte, ove i pensieri non colti divengono il cruccio di non saper guardare bene, mettere a fuoco un qualcosa di apparentemente marginale, sfuggente o di sfondo ad altro. Più precisamente ho percepito il sapore dell'alienazione, quell'asprezza di sentirsi quasi in pausa, come fossimo una canzone senza note e parole e musica. 2) Confine. Una linea di confine demarca i versi, come fossimo al centro su un sentiero e ci girassimo prima a destra, poi a sinistra, per poi capire che entrambi fan parte dello spazio in cui siamo. Logica e illogica, un contrasto che si annulla su di un filo sottilissimo, che segna il passaggio alla strofa successiva, ma lo si nota a lettura ultimata. Ho trovato qui la possibile chiave della mia interpretazione. Dare voce al sonno che così diviene comprensibile, perché palese ed elaborabile, non assolutamente scontato o banale, ma una possibilità verso la quale tendere. Questo dettaglio l'ho amato, ciò che non si coglieva in strada, emerge forzatamente qui, come un lampo esploso all'improvviso nel cervello, e non si sa quanto si è svegli e quanto non, ci si sente misti. la finestra serrata, non so ben dire ma probabilmente è una delle immagini che più mi ha colpito del componimento, una finestra fa pensare a una vista, in questo caso "annullata" nel senso di "rivolta all'interno", ho pensato molto all'inconscio e quanto inabissiamo dentro di noi. questi versi li ho trovati parecchio interessanti, ho tentato di assemblare i tasselli che la mia mente ha prodotto, una strada che si percorre al contrario, un distendersi che è un chiudersi arrotolandosi su se stessi affinché il sedimento sul viso possa essere toccato. L'inversione, direi, sia il terzo elemento della poesia. Davvero un piacere è stato leggere questa poesia, spero di non aver detto un sacco di sciocchezze, e che risulti comprensibile, giacché la stesura di questo mio parere l'ho iniziata ieri notte, ma solo ora son riuscita a riaccendere il pc per ultimarla. Un saluto e a presto
  17. Dark Smile

    Occhi di pizzo

    Ciao @dirk no, assolutamente nessuna cavolata, anzi, apprezzo tantissimo le interpretazioni altrui, indipendentemente da quanto siano vicine o distanti dalla mia; infine quel "a sentimento" mi piace, molto. Probabilmente un flusso di coscienza, sì, non saprei nemmeno io dire con esattezza considerando l'ispirazione sfumata che ha creato tali versi, tuttavia i temi fissi attorno al quale si gira ci son senza ombra di dubbio. Ed è interessante valutare come vengano chiamati dal lettore, con quali parole, tu hai optato per viaggio, mancanza e sensualità. La stanchezza e l'aspetto quasi decadente degli elementi evidenziati c'è, anzi, forse il vero protagonista della poesia potrebbe essere addirittura il deteriorarsi in un attimo che, tuttavia, non si comprende e qui veniamo all'impressione che evidenzi qui: Molto spesso è complicato limitare la veduta come fossimo su foto: un punto su carta è un pallino, nel mondo è una sfera. Saperlo mi soddisfa non poco, nel mio piccolo. Uhm, domanda interessante. E se ti rispondessi con un "nessuna delle due" e al contempo "in un certo senso entrambe"? Sì, il senso è all'incirca questo e funge da base alla poesia, letta con quel tipo di occhio. Ti andrebbe di esporre meglio cosa non ti abbia convinto? Sono un po' tonta oggi e non colgo con rapidità i concetti, temo. Tuttavia, mi son posta il problema: andare a capo oppure no? Alla fine ho optato per il male minore, in quanto entrambe le possibilità non m'entusiasmavano più di tanto. Mi ha fatto tanto piacere Dirk, un abbraccio
  18. Dark Smile

    Gioviale

    Ciao credo sia la prima volta che leggo il tuo poetare, dunque, vediamo che ne esce fuori. La contrapposizione che appare chiara, ma al contempo lieve come fossimo sotto un'ala di leggera protezione, cade tra il sogno e la realtà. Personalmente ho trovato interessante porre la vita in una via di mezzo ambigua, per usare la tua terminologia: la freccia della vita per essere scoccata necessita di una "forza", da un lato il sognare può coltivare una ricchezza di fondo per colorare la motivazione -che non sia solo vento, insomma-, tuttavia al contempo sognare avvelena la punta della freccia, svaluta in caso di eccessi la realtà, paradossalmente rende nota l'aridità di una terra, tuttavia, non più fertile per lo sguardo. Ho trovato prezioso questa sorta di triangolo che ha riempito la mia mente una volta terminata la lettura. Oltre ciò, molto interessante la scelta delle parole, han dato modo di controllare il sentimento di fondo che aleggia oltre i versi, dando prova probabilmente di una versatilità e una capacità d'assemblaggio che sarebbe interessante approfondire. la mitezza va a smussare laddove la miseria appaia meschina e debole, una passione umana che diviene marginale e opaca, come se vedessimo un vetro e ci ostinassimo a pulirlo, come non fosse mai lucido abbastanza. Potrei anche aver frainteso, in tal caso chiedo perdono, ma l'interpretazione che mi si è creata in mente è stata di questo tipo. due versi, un mondo, direi. Una stella tramonta, eppure è tenerezza. Quei contrasti che, volente o nolente, fan parte di noi e della vita in un'armonia che paradossalmente non si vede a occhio nudo, ma si sospetta. Un piacere è stato leggerti, a presto
  19. Dark Smile

    [LP1 - fuori concorso] Veleno verde

    Foschia sulle labbra rosee polvere e sale su macerie di carne come miele nel latte dei giorni, le scale tremule amavo sfiorarle fingevo fossero petali da posare sulle crepe delle statue, ma impiccati i fiori, sui sentieri son fantasmi ostinati a vagare in un bacio di veleno verde.
  20. Dark Smile

    [LP1 - fuori concorso] Veleno verde

    Ciao @Rica Le tue parole son un piacere per gli occhi, confesso. Gli aspetti messi in evidenza mi rendono piuttosto lieta, mi piace l'idea di trasmettere un sapore, un profumo. Inoltre sono una grande amante dei contrasti, delle sfumature, pertanto l'alternanza rilevata m'ha acceso non poco le iridi. Infine, non saprei dire con certezza cosa si posi su cosa, ma l'arrivo della delicatezza mi fa sorridere, ti ringrazio. Esattamente. Il tempo è una tematica a me molto cara, tendo a utilizzarlo molto. Devo ammettere che sono restia a modificare le poesie, soprattutto quelle nate completamente "indipendenti dal mio volere". Questo perché temo di tradire un senso che possa arrivare a comprendere successivamente. Tuttavia ci sono dei cambi, piccini, che sto valutando, tra quelli esposti. Ti ringrazio tanto per la tua lettura. A presto
  21. Dark Smile

    Veto di ciliegia

    Siamo numeri di combinazioni su copertine di vetro lungo una strada di pullman, e letti in fiore i panorami di fuliggine tra le porte mozze delle ciglia. Dal pavimento al palato sono noie sbocciate tra le rose dal taglio sanguigno, lingua di mattonelle e suole sulle ciliegie di vecchie torte, cadono nei bicchieri nell'alcool del nuovo ieri sulle tele del pittore. Oh, soave voce che trasporta i sentimenti come figli e volute di luce, portato al labbro il veto la parola è libera di materializzarsi in una gabbia di piume cadute.
  22. Dark Smile

    Veto di ciliegia

    Ciao @Anglares piacevole appuntamento il tuo giungere. Sì, trovo le tue analisi preziose e l'aria di questo posto stimolante. Ci sto prendendo più gusto, credo. E io l'apprezzo tantissimo, sul serio. Grazie. Ok, cercherò d'essere il più chiara possibile. Mi riferisco sia al quadro che al pittore nell'atto di dipingere. In quel verso la scissione tra interno ed esterno si fonde pur rimanendo scisso, proseguendo la metafora del vetro -difatti non usciamo mai dalle porte mozze delle ciglia-: siamo noi o ciò che dipingiamo sulle tele? Forse entrambe le cose in un perpetuare di riflessi, li uni verso gli altri. In quel momento è come se mi fossi trovata dinanzi una me dipinta, verso la quale poi mi rivolgo, a seguire, scendendo nell'inchiostro in quel conflitto tra libertà e veto di cui parli commentando la strofa successiva. Non mancherò
  23. Dark Smile

    Veto di ciliegia

    Ciao @Exairesi grazie del passaggio e della lettura, peraltro molto stimolante. Prima di procedere, premetto che scrivo parecchio di getto, ho un legame con l'inchiostro un po' sanguigno e adoro porre i versi nelle mani dei lettori, curiosa di carpirne significati, anche differenti dai miei. Detto questo, s'inizia. La prima strofa è stata scritta in pullman, viaggiavo da ore e ho il vizio di riflettere molto al finestrino, accompagnata dalla musica. In quel momento pensavo al tema della possibilità, difatti inizialmente i versi erano: Le possibilità sono riflesse su copertine di vetro lungo una strada di pullman Ho preferito toni freddi, sfumati leggermente da un astio che va rassegnandosi, particolare che hai individuato e del quale sono molto lieta, ci tenevo particolarmente che giungesse. Quella distanza che si percepisce è lo stesso vetro che ci separa dal mondo, in quello s'urtano gli incontri tra le due parti: l'osservatore e l'osservato. Questo mi ha permesso d'introdurre la denuncia attraverso il panorama: fuliggine. Mi fa sorridere, poi, l'errore di battitura, hai scritto "nozze" ed è buffo, perché nella versione precedente il verso era così: tra pilastri a nozze e ciglia mozze tuttavia mi pareva fin troppo criptico, considerando il componimento poi a livello complessivo. Il passaggio dal generale all'intimo è decisamente presente, lo reputo un mio piccolo vizietto. Credo che l'effetto risultate sia dovuto allo spezzarsi del luogo dell'ispirazione, proprio a partire dalle rose mi trovavo sul divano a tentare di riallacciarmi a quanto iniziato e ho pensato di tornare dentro il panorama e ho finito per fondere l'interno con l'esterno, come avviene guardando attraverso il vetro, introspettivamente parlando. Sono davvero contenta che in particolare quella frase ti sia piaciuta, ho immaginato rose che sbocciavano nella fuliggine e sanguinavano. Inoltre mi fa sorridere l'accostamento della crepa. L'ultima strofa è il culmine dell'intimo, che per forza di cose si ripara dietro la freddezza e rigidità iniziale, come un arretrare e un timido distogliere di sguardo, per evitare. Il veto lo lascio libero, mi piace che il lettore possa interpretare a modo suo, tuttavia posso aggiungere la mia, accennata al punto giusto. Il veto qui, qualunque esso sia, è un rivolgersi duplice sia verso l'esterno che verso l'interno, poiché molto spesso il veto è anche verso e dentro se stessi, per tutte le volte che scegliamo il silenzio o, al contrario, fingiamo che le parole siano libere dalla propria gabbia di pelle. Quindi, per concludere, è anche una critica rivolta a me stessa e di conseguenza al mio inchiostro. Possiam affermare che sia un periodo di produttiva crisi, per me, e quando accade tendo a dialogare in tal modo con la mia Musa. Un saluto, è stato un piacere, apprezzo tanto questo tipo di scambio, passerò senz'altro a dare un'occhiata a qualcosa di tuo, mi ha incuriosita il tuo modo di leggere.
  24. Dark Smile

    [LP1 - fuori concorso] Clausura

    Ciao Interessante è leggerti in quanto mi sento molto lontana dalla tua poesia, un'occhiata sull'opposto lo trovo molto stimolante per allargare il mio punto di vista. Dunque, veniamo alla poesia e provo a esporre. Ho apprezzato il contrasto bello netto presente sotto diversi punti di vista, troviamo versi spezzati, brevi, che quasi ti vien di riprenderli un po' in mano, come se dovessi gustare altro e tale altro arriva prepotente non appena i tasselli del contenuto iniziano a vorticare in testa, offrendoti come un quadro, donandoti frammenti di colori a pennellate tra lo smanioso e l'elegante. Ed è proprio l'eleganza, unita all'affilatura senza filtri, ad avermi conquistata prima di qualsiasi altra cosa. L'amore qui descritto ha un'ambivalenza di fondo che forse è in ogni dove presente, quell'annullare il circostante in vista di un noi, un duo, che talvolta può cambiare prepotentemente il tuo modo di vivere, ponendoti in una posizione quasi scomoda, la cui scomodità ovviamente non si nota mai nel durante -tralasciando i casi singolari, poiché il carattere può far molto-. Il chiostro in festa è un dettaglio che ho particolarmente apprezzato, dona quel piglio giocoso ed elettrico, oltre che vitale, in netta opposizione con il deserto, ove tutto si spegne e il silenzio parla e parla e ci zittisce. Lettura molto piacevole. A presto.
  25. Dark Smile

    La foglia del divenire

    Ciao Anglares, eccomi tra i tuoi versi, vediamo, dubito di essere brava a commentare come te, ma esporrò volentieri le mie impressioni. Voglio iniziare dalla partenza, bellissima l'immagine di aprire una foglia, negli aspetti più piccini si possono nascondere immensità tanto complesse quanto affascinanti, talvolta forse non è un male esser sassolini trasportati dalla corrente, perché facendoci parte possiam comprender al meglio del fiume le acque o quanto in profondità la luce riesca a toccare e come uno sfilar di capelli bianchi dall'occhio non si vede, non si sente, forse diventeremmo pagliuzze con troppe ondate sensoriali sulla pelle oppure una matassa grigia senza il battere delle ciglia, il voltar del capo a soffermarsi proprio in quel punto d'origine. Mi sono sempre chiesta se la parola una volta scritta muoia o viva, se essa non risulti che un deturpare in cerca di una comprensione, spesso stimolo che mette a tacerne tanti, come un forzar di direzione o ancora paura di illuminare gli angoli delle vie e precluderci le varianti delle alternative. E io, concludendo la parte delirante del mio commento, ho immaginato tanti occhi sul mondo, ma pochi respiri. Il componimento è dinamismo, sebbene di sottofondo io percepisca la stabilità di un volto, il volto del divenire che ho collocato sulla foglia -associazione che peraltro ho molto apprezzato-, capelli bianchi che mi fan pensare alla saggezza, alla vecchiaia, eppure, non so bene perché, soprattutto ai rami secchi. La vista diviene il labbro del seno annichilito dalla parola che allo stesso tempo rimane avvolta temendo la comprensione, sembra una catena di condanne e limitazioni e catene. Questa, l'unica luce tra le rughe, mi vien da dire, forse per il senso malinconico che avverto, come se tra le mani avessi lo scorrere del tempo, delle possibilità, ma anche del non sapere bene dove andare, smarriti nel divenire, aggiungerei, fino al risplendere. Al graffio di una carezza contiene un contrasto splendido, dona sia un conforto che un'agitazione apparentemente lieve, nella luce convulsa del respiro, che personalmente mi suggerisce la contraddizione intrinseca dell'equilibrio. Inoltre, tale componimento associato alla pura creazione diviene interessante, indice di una ricerca di qualcosa che permanga il più libera possibile tra i versi, sebbene graffiata dal significato, forse, tanti occhi potranno accudirla di una luce diversa ogni volta restituendo alla parola la sua possibilità. D'altro canto, in minima parte ci vedo anche quella leggera insicurezza dannata del poeta che sfocia nella tenacia e nel porre il cuore verso il senso, per catturarne la parola e renderla lucente. Probabilmente non ne avrò azzeccata nemmeno mezza, tuttavia mi piace questo vagare e spero che ti sia in qualche modo utile o perlomeno di piacevole lettura. A presto
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