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Dark Smile

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    Sognatore
  • Compleanno 06/01/1994

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    Donna

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  1. Dark Smile

    Di mattina, al risveglio

    Ciao @dirk dunque, ero molto curiosa di leggerti, così ho ben approfittato di questa poesia, mi è rimasto un retrogusto strano, un po' ricco e un po' vuoto, che ora proverò ad approfondire. Le due strofe son separate ma al contempo unite, anche se a prima impressione mi è sembrato il contrario, ciò ha aumentato il mio interesse verso le immagini, permettendomi di cogliere, oppure non capirci nulla, alcuni elementi: 1) Alienazione. L'ho colta soprattutto nella prima parte, ove i pensieri non colti divengono il cruccio di non saper guardare bene, mettere a fuoco un qualcosa di apparentemente marginale, sfuggente o di sfondo ad altro. Più precisamente ho percepito il sapore dell'alienazione, quell'asprezza di sentirsi quasi in pausa, come fossimo una canzone senza note e parole e musica. 2) Confine. Una linea di confine demarca i versi, come fossimo al centro su un sentiero e ci girassimo prima a destra, poi a sinistra, per poi capire che entrambi fan parte dello spazio in cui siamo. Logica e illogica, un contrasto che si annulla su di un filo sottilissimo, che segna il passaggio alla strofa successiva, ma lo si nota a lettura ultimata. Ho trovato qui la possibile chiave della mia interpretazione. Dare voce al sonno che così diviene comprensibile, perché palese ed elaborabile, non assolutamente scontato o banale, ma una possibilità verso la quale tendere. Questo dettaglio l'ho amato, ciò che non si coglieva in strada, emerge forzatamente qui, come un lampo esploso all'improvviso nel cervello, e non si sa quanto si è svegli e quanto non, ci si sente misti. la finestra serrata, non so ben dire ma probabilmente è una delle immagini che più mi ha colpito del componimento, una finestra fa pensare a una vista, in questo caso "annullata" nel senso di "rivolta all'interno", ho pensato molto all'inconscio e quanto inabissiamo dentro di noi. questi versi li ho trovati parecchio interessanti, ho tentato di assemblare i tasselli che la mia mente ha prodotto, una strada che si percorre al contrario, un distendersi che è un chiudersi arrotolandosi su se stessi affinché il sedimento sul viso possa essere toccato. L'inversione, direi, sia il terzo elemento della poesia. Davvero un piacere è stato leggere questa poesia, spero di non aver detto un sacco di sciocchezze, e che risulti comprensibile, giacché la stesura di questo mio parere l'ho iniziata ieri notte, ma solo ora son riuscita a riaccendere il pc per ultimarla. Un saluto e a presto
  2. Dark Smile

    Occhi di pizzo

    Ciao @dirk no, assolutamente nessuna cavolata, anzi, apprezzo tantissimo le interpretazioni altrui, indipendentemente da quanto siano vicine o distanti dalla mia; infine quel "a sentimento" mi piace, molto. Probabilmente un flusso di coscienza, sì, non saprei nemmeno io dire con esattezza considerando l'ispirazione sfumata che ha creato tali versi, tuttavia i temi fissi attorno al quale si gira ci son senza ombra di dubbio. Ed è interessante valutare come vengano chiamati dal lettore, con quali parole, tu hai optato per viaggio, mancanza e sensualità. La stanchezza e l'aspetto quasi decadente degli elementi evidenziati c'è, anzi, forse il vero protagonista della poesia potrebbe essere addirittura il deteriorarsi in un attimo che, tuttavia, non si comprende e qui veniamo all'impressione che evidenzi qui: Molto spesso è complicato limitare la veduta come fossimo su foto: un punto su carta è un pallino, nel mondo è una sfera. Saperlo mi soddisfa non poco, nel mio piccolo. Uhm, domanda interessante. E se ti rispondessi con un "nessuna delle due" e al contempo "in un certo senso entrambe"? Sì, il senso è all'incirca questo e funge da base alla poesia, letta con quel tipo di occhio. Ti andrebbe di esporre meglio cosa non ti abbia convinto? Sono un po' tonta oggi e non colgo con rapidità i concetti, temo. Tuttavia, mi son posta il problema: andare a capo oppure no? Alla fine ho optato per il male minore, in quanto entrambe le possibilità non m'entusiasmavano più di tanto. Mi ha fatto tanto piacere Dirk, un abbraccio
  3. Dark Smile

    Occhi di pizzo

    Curve beige sui seni dell'assenza s'incavano negl'occhi di pizzo aderiscono ai sedili erranti d'un treno che attraversa, nello schianto del miraggio di chi resta a bocca asciutta. Le mie caviglie rotte stridono sull'asfalto bruciato e rotaie con cappelli di sole pallido, mi spingono, via, verso pelli che dormono nella rasa terra dello sguardo mio. Era un gabbiano volava nudo in un bagliore azzuro, è un giullare dal reggiseno sbiadito si aggira in cerca della sua voce rubata dai semafori stanchi a bordo strada, andatura lenta del tessuto nell'attimo una guida per il suono che passa nel caos di chi avanza col fumo in faccia.
  4. Dark Smile

    Gioviale

    Ciao credo sia la prima volta che leggo il tuo poetare, dunque, vediamo che ne esce fuori. La contrapposizione che appare chiara, ma al contempo lieve come fossimo sotto un'ala di leggera protezione, cade tra il sogno e la realtà. Personalmente ho trovato interessante porre la vita in una via di mezzo ambigua, per usare la tua terminologia: la freccia della vita per essere scoccata necessita di una "forza", da un lato il sognare può coltivare una ricchezza di fondo per colorare la motivazione -che non sia solo vento, insomma-, tuttavia al contempo sognare avvelena la punta della freccia, svaluta in caso di eccessi la realtà, paradossalmente rende nota l'aridità di una terra, tuttavia, non più fertile per lo sguardo. Ho trovato prezioso questa sorta di triangolo che ha riempito la mia mente una volta terminata la lettura. Oltre ciò, molto interessante la scelta delle parole, han dato modo di controllare il sentimento di fondo che aleggia oltre i versi, dando prova probabilmente di una versatilità e una capacità d'assemblaggio che sarebbe interessante approfondire. la mitezza va a smussare laddove la miseria appaia meschina e debole, una passione umana che diviene marginale e opaca, come se vedessimo un vetro e ci ostinassimo a pulirlo, come non fosse mai lucido abbastanza. Potrei anche aver frainteso, in tal caso chiedo perdono, ma l'interpretazione che mi si è creata in mente è stata di questo tipo. due versi, un mondo, direi. Una stella tramonta, eppure è tenerezza. Quei contrasti che, volente o nolente, fan parte di noi e della vita in un'armonia che paradossalmente non si vede a occhio nudo, ma si sospetta. Un piacere è stato leggerti, a presto
  5. Dark Smile

    [LP1 - fuori concorso] Veleno verde

    Ciao @Rica Le tue parole son un piacere per gli occhi, confesso. Gli aspetti messi in evidenza mi rendono piuttosto lieta, mi piace l'idea di trasmettere un sapore, un profumo. Inoltre sono una grande amante dei contrasti, delle sfumature, pertanto l'alternanza rilevata m'ha acceso non poco le iridi. Infine, non saprei dire con certezza cosa si posi su cosa, ma l'arrivo della delicatezza mi fa sorridere, ti ringrazio. Esattamente. Il tempo è una tematica a me molto cara, tendo a utilizzarlo molto. Devo ammettere che sono restia a modificare le poesie, soprattutto quelle nate completamente "indipendenti dal mio volere". Questo perché temo di tradire un senso che possa arrivare a comprendere successivamente. Tuttavia ci sono dei cambi, piccini, che sto valutando, tra quelli esposti. Ti ringrazio tanto per la tua lettura. A presto
  6. Dark Smile

    Veto di ciliegia

    Ciao @Anglares piacevole appuntamento il tuo giungere. Sì, trovo le tue analisi preziose e l'aria di questo posto stimolante. Ci sto prendendo più gusto, credo. E io l'apprezzo tantissimo, sul serio. Grazie. Ok, cercherò d'essere il più chiara possibile. Mi riferisco sia al quadro che al pittore nell'atto di dipingere. In quel verso la scissione tra interno ed esterno si fonde pur rimanendo scisso, proseguendo la metafora del vetro -difatti non usciamo mai dalle porte mozze delle ciglia-: siamo noi o ciò che dipingiamo sulle tele? Forse entrambe le cose in un perpetuare di riflessi, li uni verso gli altri. In quel momento è come se mi fossi trovata dinanzi una me dipinta, verso la quale poi mi rivolgo, a seguire, scendendo nell'inchiostro in quel conflitto tra libertà e veto di cui parli commentando la strofa successiva. Non mancherò
  7. Dark Smile

    Veto di ciliegia

    Ciao @Exairesi grazie del passaggio e della lettura, peraltro molto stimolante. Prima di procedere, premetto che scrivo parecchio di getto, ho un legame con l'inchiostro un po' sanguigno e adoro porre i versi nelle mani dei lettori, curiosa di carpirne significati, anche differenti dai miei. Detto questo, s'inizia. La prima strofa è stata scritta in pullman, viaggiavo da ore e ho il vizio di riflettere molto al finestrino, accompagnata dalla musica. In quel momento pensavo al tema della possibilità, difatti inizialmente i versi erano: Le possibilità sono riflesse su copertine di vetro lungo una strada di pullman Ho preferito toni freddi, sfumati leggermente da un astio che va rassegnandosi, particolare che hai individuato e del quale sono molto lieta, ci tenevo particolarmente che giungesse. Quella distanza che si percepisce è lo stesso vetro che ci separa dal mondo, in quello s'urtano gli incontri tra le due parti: l'osservatore e l'osservato. Questo mi ha permesso d'introdurre la denuncia attraverso il panorama: fuliggine. Mi fa sorridere, poi, l'errore di battitura, hai scritto "nozze" ed è buffo, perché nella versione precedente il verso era così: tra pilastri a nozze e ciglia mozze tuttavia mi pareva fin troppo criptico, considerando il componimento poi a livello complessivo. Il passaggio dal generale all'intimo è decisamente presente, lo reputo un mio piccolo vizietto. Credo che l'effetto risultate sia dovuto allo spezzarsi del luogo dell'ispirazione, proprio a partire dalle rose mi trovavo sul divano a tentare di riallacciarmi a quanto iniziato e ho pensato di tornare dentro il panorama e ho finito per fondere l'interno con l'esterno, come avviene guardando attraverso il vetro, introspettivamente parlando. Sono davvero contenta che in particolare quella frase ti sia piaciuta, ho immaginato rose che sbocciavano nella fuliggine e sanguinavano. Inoltre mi fa sorridere l'accostamento della crepa. L'ultima strofa è il culmine dell'intimo, che per forza di cose si ripara dietro la freddezza e rigidità iniziale, come un arretrare e un timido distogliere di sguardo, per evitare. Il veto lo lascio libero, mi piace che il lettore possa interpretare a modo suo, tuttavia posso aggiungere la mia, accennata al punto giusto. Il veto qui, qualunque esso sia, è un rivolgersi duplice sia verso l'esterno che verso l'interno, poiché molto spesso il veto è anche verso e dentro se stessi, per tutte le volte che scegliamo il silenzio o, al contrario, fingiamo che le parole siano libere dalla propria gabbia di pelle. Quindi, per concludere, è anche una critica rivolta a me stessa e di conseguenza al mio inchiostro. Possiam affermare che sia un periodo di produttiva crisi, per me, e quando accade tendo a dialogare in tal modo con la mia Musa. Un saluto, è stato un piacere, apprezzo tanto questo tipo di scambio, passerò senz'altro a dare un'occhiata a qualcosa di tuo, mi ha incuriosita il tuo modo di leggere.
  8. Dark Smile

    [LP1 - fuori concorso] Clausura

    Ciao Interessante è leggerti in quanto mi sento molto lontana dalla tua poesia, un'occhiata sull'opposto lo trovo molto stimolante per allargare il mio punto di vista. Dunque, veniamo alla poesia e provo a esporre. Ho apprezzato il contrasto bello netto presente sotto diversi punti di vista, troviamo versi spezzati, brevi, che quasi ti vien di riprenderli un po' in mano, come se dovessi gustare altro e tale altro arriva prepotente non appena i tasselli del contenuto iniziano a vorticare in testa, offrendoti come un quadro, donandoti frammenti di colori a pennellate tra lo smanioso e l'elegante. Ed è proprio l'eleganza, unita all'affilatura senza filtri, ad avermi conquistata prima di qualsiasi altra cosa. L'amore qui descritto ha un'ambivalenza di fondo che forse è in ogni dove presente, quell'annullare il circostante in vista di un noi, un duo, che talvolta può cambiare prepotentemente il tuo modo di vivere, ponendoti in una posizione quasi scomoda, la cui scomodità ovviamente non si nota mai nel durante -tralasciando i casi singolari, poiché il carattere può far molto-. Il chiostro in festa è un dettaglio che ho particolarmente apprezzato, dona quel piglio giocoso ed elettrico, oltre che vitale, in netta opposizione con il deserto, ove tutto si spegne e il silenzio parla e parla e ci zittisce. Lettura molto piacevole. A presto.
  9. Dark Smile

    Veto di ciliegia

    Siamo numeri di combinazioni su copertine di vetro lungo una strada di pullman, e letti in fiore i panorami di fuliggine tra le porte mozze delle ciglia. Dal pavimento al palato sono noie sbocciate tra le rose dal taglio sanguigno, lingua di mattonelle e suole sulle ciliegie di vecchie torte, cadono nei bicchieri nell'alcool del nuovo ieri sulle tele del pittore. Oh, soave voce che trasporta i sentimenti come figli e volute di luce, portato al labbro il veto la parola è libera di materializzarsi in una gabbia di piume cadute.
  10. Dark Smile

    La foglia del divenire

    Ciao Anglares, eccomi tra i tuoi versi, vediamo, dubito di essere brava a commentare come te, ma esporrò volentieri le mie impressioni. Voglio iniziare dalla partenza, bellissima l'immagine di aprire una foglia, negli aspetti più piccini si possono nascondere immensità tanto complesse quanto affascinanti, talvolta forse non è un male esser sassolini trasportati dalla corrente, perché facendoci parte possiam comprender al meglio del fiume le acque o quanto in profondità la luce riesca a toccare e come uno sfilar di capelli bianchi dall'occhio non si vede, non si sente, forse diventeremmo pagliuzze con troppe ondate sensoriali sulla pelle oppure una matassa grigia senza il battere delle ciglia, il voltar del capo a soffermarsi proprio in quel punto d'origine. Mi sono sempre chiesta se la parola una volta scritta muoia o viva, se essa non risulti che un deturpare in cerca di una comprensione, spesso stimolo che mette a tacerne tanti, come un forzar di direzione o ancora paura di illuminare gli angoli delle vie e precluderci le varianti delle alternative. E io, concludendo la parte delirante del mio commento, ho immaginato tanti occhi sul mondo, ma pochi respiri. Il componimento è dinamismo, sebbene di sottofondo io percepisca la stabilità di un volto, il volto del divenire che ho collocato sulla foglia -associazione che peraltro ho molto apprezzato-, capelli bianchi che mi fan pensare alla saggezza, alla vecchiaia, eppure, non so bene perché, soprattutto ai rami secchi. La vista diviene il labbro del seno annichilito dalla parola che allo stesso tempo rimane avvolta temendo la comprensione, sembra una catena di condanne e limitazioni e catene. Questa, l'unica luce tra le rughe, mi vien da dire, forse per il senso malinconico che avverto, come se tra le mani avessi lo scorrere del tempo, delle possibilità, ma anche del non sapere bene dove andare, smarriti nel divenire, aggiungerei, fino al risplendere. Al graffio di una carezza contiene un contrasto splendido, dona sia un conforto che un'agitazione apparentemente lieve, nella luce convulsa del respiro, che personalmente mi suggerisce la contraddizione intrinseca dell'equilibrio. Inoltre, tale componimento associato alla pura creazione diviene interessante, indice di una ricerca di qualcosa che permanga il più libera possibile tra i versi, sebbene graffiata dal significato, forse, tanti occhi potranno accudirla di una luce diversa ogni volta restituendo alla parola la sua possibilità. D'altro canto, in minima parte ci vedo anche quella leggera insicurezza dannata del poeta che sfocia nella tenacia e nel porre il cuore verso il senso, per catturarne la parola e renderla lucente. Probabilmente non ne avrò azzeccata nemmeno mezza, tuttavia mi piace questo vagare e spero che ti sia in qualche modo utile o perlomeno di piacevole lettura. A presto
  11. Dark Smile

    [LP 1] Sehnsucht

    Ciao Ippolita, uhm, più che un commento, poiché tale componimento è da rivedere con calma, tento di concentrare i pensieri in un punto, onde evitar il dilagare del delirio. La lama affilata potrebbe benissimo essere la stessa parola, che per certi versi è involucro di un sentire la cui efficacia per l'appunto si può solo percepire come emulazione. Le emozioni forti spiazzano l'animo e ci si ritrova contemplanti e muti in un silenzio ben più ricco e suggestivo di una poesia? E allora il ruolo della scrittura e della parola qual è? Messo in risalto ciò, personalmente mi chiedo: se fossi l'aurora non avrei bisogno della parola, ma insinuerei il mio essere affinché possa ribollire inesorabile nelle sostanze che m'osservano, ovvero: la percezione possiede la parola e se fossi aurora saprei raccontarmi? Molto, ma molto interessante, sono versi che stimolano i tuoi. A presto
  12. Dark Smile

    [LP 1] Nonna

    Ciao A volte,per forza di cose, le persone si trovano a contenere lande desolate e malinconie che crepitano come deserti, perché emotivamente parlando i deserti li vedo proprio come macerie di ricordi. Ho parecchio apprezzato il riflesso che hai internato nell'introspettivo dire. Si sente molto una sorta di alone di vissuto, me lo sono immaginato come fumo avvolgente bianco, non saprei dire perché. il dettaglio della gonna l'ho adorato, pone in una prospettiva intima, quasi a sentirsi intrusi di questo vedere. Lettura interessante, di quelle che forse si gustano dopo più masticazioni e soste. A presto.
  13. Dark Smile

    [LP1 - fuori concorso] Veleno verde

    @millika ciao, mi fa piacere ricevere il tuo parere, grazie per essere passata! Ti ringrazio, tengo molto allo stridere della dolcezza e crudeltà, compongono forse il mio modo di percepire prediletto ciò che osservo, da amante dei contrasti. Circa i suggerimenti, sentiti sempre libera, l'armonia a volte mi sfugge, nei momenti in cui non m'appartiene, quindi è sempre utile un occhio opposto e in tal senso più vigile, a prescindere dalle mie idee, come semplice scambio. Specifico, a questo punto, per amor di chiarezza, alcune cose. La prima modifica non è attuabile, in quanto il verso "come miele nel latte dei giorni" è legato al precedente, non al successivo. La seconda, quel "immaginandole" potrebbe trasformare il senso da un inganno consapevole al fantasticare a occhi aperti, una sottigliezza sul quale ragionerò. Infine, c'è un dettaglio che, forse, potrebbe interessarti visto il tuo apprezzamento verso la similitudine: la virgola tra i fiori e i sentieri sono un confine di scena, i fiori sono stati impiccati proprio sulle scale tremule, per sottolineare che salire non significa coprire o addolcire crepe del passato, quelle rimangono impresse una volta che il tempo decida di parlare. Sul destinati ci faccio un pensierino. Comunque, ho provato a stendere una versione seguendo i tuoi suggerimenti, tentando di aggiustar i punti critici: questo è il risultato, giusto per condivisione d'idea. Foschia sulle labbra rosee polvere e sale su macerie di carne, come miele nel latte dei giorni. Le scale tremule amavo sfiorare immaginandole petali da posare sulle crepe delle statue, ma, impiccati i fiori, sui sentieri son fantasmi destinati a vagare in un bacio di veleno verde. Grazie per questo confronto, alla prossima!
  14. Dark Smile

    [LP1 - fuori concorso] Veleno verde

    @Floriana Cara Flo Molto interessante, l'origine del lampo è stato tale pensiero: la voce del tempo in un mondo di macerie fatte uomo è un bacio di veleno verde. Poi nella mia testa si sono addossati impulsi e sensazioni che non ho saputo gestire, molto spesso sono solita interpretarmi dopo e credo di aver colto molto che alla stesura e condivisione m'era sfuggito. Trovo molto curioso che l'associazione con la natura sia così palese, ne son lieta. In effetti nemmeno a me piace così tanto quel "ma", anzi, forse senza sarebbe pur più "logico", sì! Sei un genio, Flo. il "ma" è funzionalmente contenuto in "impiccati i fiori", assurdo che non ci abbia pensato prima. E io t'auguro bona cena
  15. Dark Smile

    [LP1 - fuori concorso] Veleno verde

    Grazie @Anglares sono felice di aver potuto contribuire nel mio piccolo, anche se in netto ritardo anche nel ritardo stesso. Oh, ti ringrazio, anzi un po' mi rassicuri, talvolta ho un certo timore nel commentare, soprattutto quando vi sono di mezzo le sensazioni. Esattamente, rileggendo a caldo i versi l'unico che sono riuscita a isolare è stato proprio quello che hai evidenziato, ha una concretezza precisa che mi ha permesso in qualche modo di fissare un punto, il resto invece sembra un groviglio che ci ruota attorno. Perciò ero titubante se condividere o meno, in fondo bisogna essere coraggiosi o incredibilmente stupidi a proporre una poesia tutta da capire. A freddo, mi sto decisamente divertendo a rileggerla, credo che il lampo poetico sia funzionale a slacciare quelli che sono i limiti razionali verso un componimento, perciò ho adorato la tua idea non appena letta. Infine, ci tengo molto al senso artistico, lo cerco, forse è uno dei miei obiettivi, sebbene sia complicato camminargli accanto. Grazie a te
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