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Provence

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  1. Aggiungerei che considerando le case editrici come Miraggi, Nutrimenti, NNE, NEO, Marcos y Marcos e tutte le altre che vengono comunemente definite medie, ho l'impressione sia molto difficile pubblicare senza agente o conoscenze dirette (ad esempio, aver partecipato a qualche corso di scrittura con loro), forse ancor più che con le big. Magari si potrebbe prendere in considerazione un'altra definizione, cioè case editrici di qualità, che fanno una selezione seria, hanno un' ottima reputazione fra i loro lettori o in determinati generi, svolgono con accuratezza e rispetto il loro lavoro. A queste, come dice giustamente @Bambola, si può arrivare senza agenti, perchè, pur nel loro piccolo, fanno veramente un ottimo lavoro di scouting.
  2. Provence

    Premio Dea Planeta [29/02/2020]

    Ha pubblicato C.P. con La Nave di Teseo, in questi giorni il suo libro ha ricevuto molte recensioni su importanti quotidiani. Congratulazioni!
  3. è spesso la piccola e media editoria a fare ricerca di nuove voci, a offrire possibilità a noi esordienti, a far cultura. Certo, ci possono essere casi negativi, ma perché non riconoscere, in tempi editoriali così difficili, il coraggio e l'idealismo di molti?
  4. Provence

    Nero Press

    Grazie Francorvo. L'ho detto che sono ormai rimbecillita!
  5. Provence

    Nero Press

    Ho inviato stamattina, seguendo le istruzioni e mi è arrivata subito la conferma di ricezione della mail da parte della redazione. Buona fortuna a tutti i partecipanti di questa finestra!
  6. Provence

    Nero Press

    Grazie @Kikki, ma questo significa che si può spedire dalle 24.00 del 28 febbraio (fino alle 24.00 del 1 marzo) ? Scusate, su queste cose sono un po' tarda
  7. Provence

    Il Filo di Arianna

    Cari (e competenti) "Dedalici" che seguo con grande interesse, volevo farvi una domanda riguardo un argomento sul quale rifletto da un po'. Quando un testo non può essere editato? Mi spiego meglio: in base a quale parametri un editor ritiene inutile procedere a un editing? Di fronte a testi quasi illeggibili, è possibile salvare qualcosa (magari, dico per dire, la curiosità dell'argomento) o si lascia perdere? O in genere chi sceglie di fare l'editing sa già di aver scritto un testo decoroso? Grazie e tantissimi auguri per il vostro lavoro!
  8. Provence

    Lorem Ipsum

    La cosa che davvero amareggia è che, dopo aver pagato la lettura, l'editing e quindi aver instaurato anche un rapporto di fiducia con l'agenzia, non abbiano ritenuto necessario ed educato rispondere alla tua ultima richiesta riguardo le piccole o medie case editrici da consigliarti...
  9. Provence

    Meucci Agency

    Credo siano stati molto impegnati con Più libri più liberi. Anche l'agenzia con cui sto lavorando è stata in ritardo con le risposte perché impegnata alla fiera. Buona fortuna a tutti e due!
  10. Provence

    Fratelli Frilli

    Grazie Dale
  11. Provence

    Fratelli Frilli

    Ciao @Dale, innanzitutto un grosso bravo per la tua pubblicazione, poi volevo sapere quanto tempo è trascorso tra quando hai inviato il tuo manoscritto intero e la risposta positiva. Io ho inviato la sinossi ai primi di settembre e il giorno dopo il signor Frilli mi ha richiesto il manoscritto. Posso ancora sperare in una risposta positiva?
  12. Provence

    Meucci Agency

    Niente mattoni storici? Povero Manzoni, per fortuna si è pubblicato in self
  13. Provence

    Le schede di lettura del Premio Italo Calvino

    Mi sono arrivate le schede dei due libri, entrambe soddisfacenti. Una riguardava un giallo, i rilievi sono stati ampiamente positivi, il libro è stato definito piacevole e apprezzabile, costruito con astruzia e abilità, c'è solo qualche suggerimento sull'entrata in scena di un personaggio. Una paginetta. Il secondo giudizio è stato di due pagine fitte, il lettore è entrato nel dettaglio, commentando frasi e dialoghi. Lodata l'efficacia della scrittura e soprattutto dei dialoghi, definiti il banco di prova di un romanzo. Il libro è stato considerato buono, ma ci sono numerose critiche sul fatto che il romanzo è didascalico, vale a dire (questo lo spiego io) è edificante, consolatorio, a tratti retorico. Condivido in pieno questo appunto, purtroppo era proprio quello che io volevo: un romanzo in cui per una volta, almeno sulla carta, prevalga il bene, in cui il buono sia sostanzialmente un buono perchè di buoni sulla faccia della terra ce ne sono ancora un bel po', nonostante tutto. A parte questo, posso dire che il romanzo ha certo avuto più letture e tutte di lettori "forti". Il giudizio più esplicitamente positivo è quello sul giallo, ma è un romanzo di genere, che temo non rientri fra i gusti del Calvino. Che romanzi scelgono dunque per le segnalazioni e i finalisti? Suppongo letteratura "bianca", non di genere, soprattutto sperimentatrice a livello formale, per il resto come credo abbia detto Edgar ci saranno un 50 buoni romanzi e lì entrano in gioco i gusti dei lettori, com'è giusto che sia. Prima e ultima partecipazione al Calvino: il Premio dà quello che promette, è serio e i lettori sono molto competenti, ma ideologicamente ( a livello di concezione della letteratura) siamo su due sponde differenti. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla discussione, mettere in comune le proprie impressioni, oltre che essere consolatorio aiuta anche a comprendere i nostri errori.
  14. Provence

    Le schede di lettura del Premio Italo Calvino

    Io aspetto ben due schede. A questo punto credo arriveranno dopo Ferragosto, l'unico problema è l'anno: 2019? 2020? 2021?
  15. Caro @Claudio provo a risponderti. Io ho scritto un romanzo sperabilmente letterario: per la forma mimetica, che passa dal neorealimo all'ampollosità dannunziana in base ai contesti in cui si muovono i protagonisti, per i contenuti perchè propone valori "forti", quasi una visione provvidenzialistica manzoniana. Risultato: consensi e complimenti dagli addetti ai lavori con la doverosa premessa che la commerciabilità è pari a zero. Ho provato a cercare di capire come funzionasse il sistema: principalmente credo che l'editoria viva l'identica crisi sociale e politica del Paese, editor free lance impiegati dalle C.E. i quali non osano proporre la pubblicazione di cose insolite e "diverse", ma preferiscono andare sul sicuro con i soliti nomi e i soliti temi; poi un'omogeneizzazione dei libri, per cui meglio andare sul sicuro con le solite solfe. Da lettore mi rammarico, perchè quando leggo un libro di genere di solito trovo quel che mi aspetto, quando passo al literary trovo trame scontate ( registi in crisi, scrittori in crisi, ricchi industriali in crisi, giornalisti in crisi, famosi musicisti in crisi, tutte professioni notoriamente praticate dalla maggioranza degli italiani), ambientate in contesti borghesi di una borghesia che esiste solo tra gli scrittori borghesi, oppure in contesti proletari che i succitati scrittori conoscono da telegiornali e inchieste giornalistiche (tipo le Iene o Striscia la notizia). Infine la forma: perchè devo trascorrere mezzora su una pagina infarcita di metafore e analogie per capire dove la storia vada a parare, quando i grandi Scrittori, in due righe, mi hanno mostrato un mondo? En passant, sarà un caso che l'ultimo italiano vincitore del Nobel sia stato Dario Fo nel 1997, tra l'altro un grande uomo di teatro? In conclusione, che motivo ci sarebbe per pubblicare uno sconosciuto che scrive in modo "diverso" cose "diverse"? Per confortarci, andiamo a vedere le vicende editoriali di Italo Svevo. Forse la gloria letteraria coincide con l'essere postumi, una bella fregatura
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