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Provence

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  1. Provence

    Lorem Ipsum

    La cosa che davvero amareggia è che, dopo aver pagato la lettura, l'editing e quindi aver instaurato anche un rapporto di fiducia con l'agenzia, non abbiano ritenuto necessario ed educato rispondere alla tua ultima richiesta riguardo le piccole o medie case editrici da consigliarti...
  2. Provence

    Meucci Agency

    Credo siano stati molto impegnati con Più libri più liberi. Anche l'agenzia con cui sto lavorando è stata in ritardo con le risposte perché impegnata alla fiera. Buona fortuna a tutti e due!
  3. Provence

    Fratelli Frilli

    Grazie Dale
  4. Provence

    Fratelli Frilli

    Ciao @Dale, innanzitutto un grosso bravo per la tua pubblicazione, poi volevo sapere quanto tempo è trascorso tra quando hai inviato il tuo manoscritto intero e la risposta positiva. Io ho inviato la sinossi ai primi di settembre e il giorno dopo il signor Frilli mi ha richiesto il manoscritto. Posso ancora sperare in una risposta positiva?
  5. Provence

    Meucci Agency

    Niente mattoni storici? Povero Manzoni, per fortuna si è pubblicato in self
  6. Provence

    Le schede di lettura del Premio Italo Calvino

    Mi sono arrivate le schede dei due libri, entrambe soddisfacenti. Una riguardava un giallo, i rilievi sono stati ampiamente positivi, il libro è stato definito piacevole e apprezzabile, costruito con astruzia e abilità, c'è solo qualche suggerimento sull'entrata in scena di un personaggio. Una paginetta. Il secondo giudizio è stato di due pagine fitte, il lettore è entrato nel dettaglio, commentando frasi e dialoghi. Lodata l'efficacia della scrittura e soprattutto dei dialoghi, definiti il banco di prova di un romanzo. Il libro è stato considerato buono, ma ci sono numerose critiche sul fatto che il romanzo è didascalico, vale a dire (questo lo spiego io) è edificante, consolatorio, a tratti retorico. Condivido in pieno questo appunto, purtroppo era proprio quello che io volevo: un romanzo in cui per una volta, almeno sulla carta, prevalga il bene, in cui il buono sia sostanzialmente un buono perchè di buoni sulla faccia della terra ce ne sono ancora un bel po', nonostante tutto. A parte questo, posso dire che il romanzo ha certo avuto più letture e tutte di lettori "forti". Il giudizio più esplicitamente positivo è quello sul giallo, ma è un romanzo di genere, che temo non rientri fra i gusti del Calvino. Che romanzi scelgono dunque per le segnalazioni e i finalisti? Suppongo letteratura "bianca", non di genere, soprattutto sperimentatrice a livello formale, per il resto come credo abbia detto Edgar ci saranno un 50 buoni romanzi e lì entrano in gioco i gusti dei lettori, com'è giusto che sia. Prima e ultima partecipazione al Calvino: il Premio dà quello che promette, è serio e i lettori sono molto competenti, ma ideologicamente ( a livello di concezione della letteratura) siamo su due sponde differenti. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla discussione, mettere in comune le proprie impressioni, oltre che essere consolatorio aiuta anche a comprendere i nostri errori.
  7. Provence

    Le schede di lettura del Premio Italo Calvino

    Io aspetto ben due schede. A questo punto credo arriveranno dopo Ferragosto, l'unico problema è l'anno: 2019? 2020? 2021?
  8. Caro @Claudio provo a risponderti. Io ho scritto un romanzo sperabilmente letterario: per la forma mimetica, che passa dal neorealimo all'ampollosità dannunziana in base ai contesti in cui si muovono i protagonisti, per i contenuti perchè propone valori "forti", quasi una visione provvidenzialistica manzoniana. Risultato: consensi e complimenti dagli addetti ai lavori con la doverosa premessa che la commerciabilità è pari a zero. Ho provato a cercare di capire come funzionasse il sistema: principalmente credo che l'editoria viva l'identica crisi sociale e politica del Paese, editor free lance impiegati dalle C.E. i quali non osano proporre la pubblicazione di cose insolite e "diverse", ma preferiscono andare sul sicuro con i soliti nomi e i soliti temi; poi un'omogeneizzazione dei libri, per cui meglio andare sul sicuro con le solite solfe. Da lettore mi rammarico, perchè quando leggo un libro di genere di solito trovo quel che mi aspetto, quando passo al literary trovo trame scontate ( registi in crisi, scrittori in crisi, ricchi industriali in crisi, giornalisti in crisi, famosi musicisti in crisi, tutte professioni notoriamente praticate dalla maggioranza degli italiani), ambientate in contesti borghesi di una borghesia che esiste solo tra gli scrittori borghesi, oppure in contesti proletari che i succitati scrittori conoscono da telegiornali e inchieste giornalistiche (tipo le Iene o Striscia la notizia). Infine la forma: perchè devo trascorrere mezzora su una pagina infarcita di metafore e analogie per capire dove la storia vada a parare, quando i grandi Scrittori, in due righe, mi hanno mostrato un mondo? En passant, sarà un caso che l'ultimo italiano vincitore del Nobel sia stato Dario Fo nel 1997, tra l'altro un grande uomo di teatro? In conclusione, che motivo ci sarebbe per pubblicare uno sconosciuto che scrive in modo "diverso" cose "diverse"? Per confortarci, andiamo a vedere le vicende editoriali di Italo Svevo. Forse la gloria letteraria coincide con l'essere postumi, una bella fregatura
  9. Scusa Ospite, dire che La coscienza di Zeno è un romanzo precursore del Verismo italiano può provocare un rivoltamento nella tomba al fu Svevo. Il Verismo si afferma nella seconda metà dell'Ottocento, i Malavoglia sono stati pubblicati nel 1881 e La coscienza di Zeno nel 1923...
  10. scusate la banalità degli esempi, ma tanto per intenderci l'Odissea, l'Orlando Furioso, i Promessi Sposi, La coscienza di Zeno ecc. ecc. hanno una trama debole? Un romanzo letterario, che aspira dunque ad entrare nella letteratura, deve cogliere temi universali a cui provare a dare una risposta originale (non lo dico io, lo dicono i manuali di letteratura)
  11. Emanuela Canepa, vincitrice dell'edizione XXX aveva frequentato la scuola Palomar. Credo però che il nocciolo della questione non sia il fatto che addetti ai lavori nel mondo editoriale partecipino al Calvino, ci mancherebbe, e concordo con Zorro. Penso che il frequentare scuole di scrittura o frequentare a qualche titolo l'ambiente editoriale influenzi notevolmente il modo di scrivere, di conseguenza i Lettori del Calvino si trovano spesso di fronte a opere il cui "linguaggio", chiamiamolo così, risuona familiare con quello di libri conosciuti e pubblicati e quindi tali opere risultano più "efficaci" rispetto ad altre. Comunque, è giusto che chi investe anche notevoli somme per frequentare le scuole di scrittura abbia l'opportunità e l'occasione di entrare in finale in questo prestigioso premio. Scusate tutto questo spiegone, alla fine quello su cui rifletto è se un'opera davvero innovativa, per forma o contenuto, ma fuori dagli attuali schemi editoriali (perchè, ovviamente, il Calvino ci tiene a far pubblicare i suoi finalisti) possa davvero emergere all'interno di questo premio.
  12. Veramente, leggendo delle edizioni precedenti, la tempistica non coinciderebbe, perchè di solito le telefonate avvenivano nei primi giorni di maggio. Forse il nostro @Draka che è stato finalista potrà illuminarci (in realtà è solo per illudermi ancora qualche giorno...)
  13. Provence

    Premi Nebbia Gialla per noir e polizieschi [31/03/2019]

    Ciao @beppecoraggio anch'io non ho ricevuto nessuna comunicazione. Per di più quello sventato del mio figliolo, che per farmi un piacere ha voluto spedirmi il pacco con le tre copie del romanzo, lo ha inviato per posta ordinaria. Non è che pensi di avere possibilità di vittoria ma che almeno i dattiloscritti arrivino alla Biblioteca ci terrei proprio
  14. Carissimo Che condivido in toto quello che dici. Anch'io sono ormai d'epoca, ma d'altra parte per avere dei contenuti da scrivere mi è stato necessario prima vivere, lavorare, crescere figli, partecipare alla vita collettiva, ecc. A parte questa pleonastica parentesi personale, posso citare per esperienza diretta i motivi per cui finora non sono stata pubblicata, citando almeno 2 editor importanti che gentilmente me l'hanno spiegato. Scrivo bene cose troppo impegnative per il lettore comune (che tristezza questa definizione), mi pongo e gli pongo domande troppo trascendenti, se mi impegnerò a scrivere cose più commerciali la loro porta (dei suddetti editor, tra l'altro persone stimatissime e assai competenti) sarà aperta. Devo dire che non mi sono fatta avanti con particolare convinzione, scrivo per passione, però... Però ho questa impressione, che qualcuno in precedenza ha già riportato nella discussione: il mondo editoriale attualmente è costituito in buona parte da giovani free lance, spesso sottopagati, mi sembra anche normale che offrano loro molte più occasioni di pubblicazione rispetto a chi è fuori dal giro. Mi viene conseguente una riflessione "keynesiana": chi stimola la domanda ? chi decide cosa vogliamo desiderare? Noi leggiamo quello che ci viene offerto e a questo ci adattiamo, oppure possiamo decidere di scrivere noi quello che ci piacerebbe leggere. Io la ritengo una bella sfida. Chiudo e mi scuso per il lungo pippone: Svevo si pubblicava i romanzi a spese sue perchè gli editori gli criticavano la forma, poco elegante, e la stranezza, quindi l'impubblicabilità, del contenuto. Come al solito, il tempo è stato galantuomo. Hasta la victoria siempre!
  15. Provence

    Un editor deve conoscere bene l'Italiano?

    Mi aggancio a quanto dice @cheguevara per sottolineare il fatto che gli editor (e parlo di libri editati dai professionisti delle CE grandi) abbiano seppellito i poveri trapassati (d'altra parte nomen omen): nei romanzi si usa solo il passato remoto; il trapassato prossimo o il trapassato remoto, che sottolineano l'anteriorità rispetto a un tempo passato sono passati anch'essi a miglior vita
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