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swetty

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  1. swetty

    Tutti parlano, ma che dicono?

    Eh, @Marcello, ma le cose poi si complicano ancora... Mario non vive in carcere a Roma come tutti pensano è: Mario non vive (in carcere a Roma) come tutti pensano -> non è in carcere ed è a Milano Mario non vive in carcere (a Roma) come tutti pensano -> è in carcere a Milano Mario (non vive in carcere) a Roma come tutti pensano -> è a Roma ma non è in carcere Mario (non vive) in carcere a Roma come tutti pensano -> è a Roma in carcere, ma ha diversi benefici e non se la passa male ecc.
  2. swetty

    Tutti parlano, ma che dicono?

    In realtà scioglie la prima ambiguità ma ne crea un'altra (a me di platino il pelo nell'uovo, quelli d'oro non li ritiro neanche più ). Cioè ci lascia col dubbio che sia una tra: Mario non vive (a Roma) come tutti pensano -> Mario a Roma non vive come tutti pensano (lavora e non rapina banche) Mario (non vive a Roma) come tutti pensano -> Mario non vive, come tutti pensano, a Roma (ok rapina banche, ma lo fa a Milano ) Direi di sì. Senza virgola invece Marcello ha torto. (Che diciamocelo, come frase ha quel certo non so che da tanto è fantasy ) Direi anch'io. Ma rimane la seconda ambiguità: Mario vive (a Roma) come tutti pensano -> Mario a Roma vive come tutti pensano (ossia rapina banche) Mario (vive a Roma) come tutti pensano -> Mario vive, come tutti pensano, a Roma (e non a Milano) Poi inventarono Javascript, dove neanche 1+1 fa sempre 2, e il mondo non fu più lo stesso. (E comunque manco in PHP 1+1 fa sempre 2).
  3. swetty

    Tutti parlano, ma che dicono?

    Io proverei a buttar lì l'idea che sia la virgola a disambiguare la frase. Ossia: Mario non vive a Roma come tutti pensano: qui il "come" si attacca diretto a "Roma" e quindi "tutti pensano che stia a Roma ma invece non è vero", in analogia a Ho visto il cane che ti sta dietro, dove "che ti sta dietro" è uno specificatore del cane e quindi ho visto quel particolare cane che si trova dietro di te e non un altro che magari è sul tavolo. Mario non vive a Roma, come tutti pensano: qui il "come" si riferisce a tutta la frase e quindi "come tutti pensano, Mario non vive a Roma"; anche qui in analogia a Ho visto il cane, che ti sta dietro, che invece indica che stiamo cercando il cane e l'ho visto dietro di te. Ma la vedo debole.
  4. Ragazzi, sono qui a chiedervi un minimo di pazienza. Purtroppo @Niko è partito per l'anno sabbatico e nessuno di noi sa come si fanno le pulizie per cui siamo tutti impegnati con il nuovo corso di formazione Il mocio e i suoi accessori: il secchio si svuota da solo? ci siamo ritrovati tutti impegnati proprio all'ultima settimana e quindi facciamo un po' fatica. Dai controlli formali siete tutti ammessi, ci resta solo da decidere per le penalità. Per cui votate pure, intanto noi finiamo di leggere.
  5. Sì, ti sbagli, se metti le cose all’inizio, dove definisci il tuo mondo, che può essere uno in cui si ritrovano turbanti o uno in cui si ritrovano sacchi delle sedute spiritiche. È alla fine che le cose possono sembrare o no irrealistiche, ma nel mondo che uno ha costruito, non nel mondo in generale. Se alla fine del Signore degli Anelli qualcuno prendesse appunti con una penna biro sarebbe più irrealistico che veder apparire un drago. Anche le ambientazioni “nel mondo di tutti i giorni” vanno definite e costruite, è per quello che, in parte, sono più difficili: il lettore finisce col metterci del suo e lo scrittore col confondere reale con realistico, senza preoccuparsi di giustificare eventuali scorciatoie. Se un autore fantasy alla fine ha bisogno che il protagonista venga salvato da un’aquila, costruirà un mondo in cui questo sia possibile. Se un autore mainstream deve far evadere dal carcere qualcuno con le lenzuola annodate, lo farà e basta, e ci sarà puzza di deus ex-machina anche se è successo davvero solo qualche giorno fa. La coerenza è tutto.
  6. Io inizierei la storia col ritrovamento del sacco. E poi, molto poi, quando il lettore ormai avrà perso le speranze di sapere perché diavolo gli hai parlato di un sacco all’inizio, lo farei entrare a completare il puzzle. O varianti. Insomma, la storia diventerà “come un sacco trovato sulla spiaggia ha risolto un delitto” e a quel punto non sarà più un escamotage.
  7. @dyskolos non andava bene per il pubblico di Verga. Ci dimentichiamo sempre che non si scrive per sé stessi, ma per un pubblico e che le sensibilità e i gusti cambiano nel tempo.
  8. A scanso di equivoci, stavo citando Verga.
  9. Questo non è vero: non solo non è vero che la sua arte non fu riconosciuta, ma anzi ancora in vita partecipò a diverse mostre e fu appoggiato da colleghi e critici, nonostante la chiara malattia che rendeva le sue relazioni molto difficili. Ma soprattutto non è vero che fosse povero: proveniva da una famiglia benestante e per quasi tutta la vita poté permettersi di non lavorare. Il motivo del successo solo postumo è che, purtroppo, morì a soli trentasette anni, proprio alla soglia del successo, successo che fu rallentato dalla sua morte e soprattutto da quella poco successiva del fratello Théo, che era gallerista e lo aveva supportato per tutta la vita (e non da solo come spesso si tende a credere). Il problema dei "poveri che non scrivono" è che spesso sono impegnati nel cercare di sopravvivere e anche che altrettanto spesso non hanno gli strumenti adeguati e neppure le velleità artistico-letterarie che possono avere altri, con più istruzione e tempo libero, nonché un ambiente favorevole: è decisamente più facile che a scrivere un libro sia un benestante istruito con una rendita (le famose 500 sterline di Virginia Wolf) che frequenta circoli letterari, che non uno/a senza cultura letteraria che lavora dieci ore al giorno più almeno due di pendolarismo e che l'ultimo libro nel suo entourage è entrato quando l'amica della cugina di sua moglie ha comprato 50 sfumature (e non stiamo ancora parlando di veri "poveri analfabeti" stile Dickens, eh, ma di una dignitosissima "classe media"). E anche ciò è inesatto. Dire che gli "autori borghesi" descrivono male i poveri perché non li conoscono è come dire che Salgari descrive male la pirateria perché non la conosce. Il che è vero, intendiamoci: Salgari non ha la più pallida idea di cosa fosse davvero un pirata, esattamente come Verga non ha la più pallida idea di come fosse fatto un contadino siciliano. È vero, ma non centra il punto. Spesso il motivo per cui si usa un'ambientazione esotica è che non si possono raccontare certe storie nel proprio ambiente: se devo parlare di due che si accoltellano perché il secondo ha sposato la ex ragazza del primo, che per di più per ripicca si è preso un'amante ragazzina, mica posso usare i miei amici del club letterario come personaggi. Molto meglio se l'ambiento nella rude e primitiva Sicilia tra buzzurri sanguinari. Con l'indubbio vantaggio aggiuntivo che, se la descrizione che do non corrisponde alla realtà è più difficile che mi scoprano (insomma, tanto è fantasy in salsa sicula ). Il punto è che un autore parla a un pubblico in un modo che il pubblico possa capire e condividere, non in un modo che rispecchia la realtà.
  10. swetty

    Ballerino di flamenco

    @flambar, forse non ti sei accorto che avevi già commentato il brano Il corvo il mese scorso, quindi non possiamo darti buono questo commento, dovresti farne un altro. Chiudo. Manda MP quando hai fatto per riaprire.
  11. swetty

    incipit. Quale scegliere?

    @solidea, non funziona in questo modo. Se vuoi postare due incipit, devi metterli in due discussioni separate e fare un commento per ciascuno. Volendo puoi aggiungere una nota in ognuno dei due che rimanda all’altro. Chiudo.
  12. Più o meno ti costerebbe sui 100-200 € al giorno più IVA, quindi diciamo sui 30-40000 € l'anno. Ogni anno. Contando che se ti va di lusso prendi un euro a copia lordi e che anche tu dovresti mangiare ogni tanto, vuol dire che dovresti vendere almeno 80-100000 copie. Ogni anno. In questa metafora però gli scrittori sono i sarti, non i disegnatori di modelli (quelli si chiamano soggettisti). L'editor, se vuoi, è quello che alla fine stira il vestito e lo mette nel cellophane. Logico che se le cuciture non tengono o sono storte per quanto lo stiri non verrà mai bene, ma se il vestito c'è la stiratura finale farà la differenza. Ad esempio se si usano i caporali o i trattini, se i punti vanno fuori o dentro i caporali, ecc. ecc.
  13. swetty

    I corvi neri

    @Milamorrison27 il commento che hai usato per postare è insufficiente. Chiudo il topic. Quando avrai regolarizzato manda il link del nuovo commento a un qualsiasi membro dello staff.
  14. Posso fare qualche domanda provocatoria? 1) Qual è secondo voi lo scopo dell’editing? Non come andrebbe fatto, ma a che serve? Perché esiste questo passaggio nella filiera editoriale? 2) Perché è così difficile pubblicare? E perché l’asticella dei requisiti si alza sempre di più? 3) Perché è più facile vendere un libro che capiscono più o meno tutti, che uno per cui bisogna viaggiare col dizionario appresso? Credete sul serio che la colpa stia nell’appiattimento culturale? 4) Perché nell’editing sono così importanti le norme editoriali sulla punteggiatura?
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