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acherusa

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  1. acherusa

    Triskell Edizioni

    Ho avuto una pessima esperienza con questa casa editrice, la peggiore possibile e l'unica negativa di tutte le mie esperienze di pubblicazioni (cinque, la sesta con loro). I problemi si sono visti già durante l'editing, l'editor ha corretto nel testo elementi corretti (come la coniugazione di un verbo, ripetuta in tutte le occorrenze; genere sbagliato su nomi storici, esclamazioni, onomatopee... ho conservato tutti gli interventi), di fatto inserendo più di una decina di errori (errori, ripeto, non alternative accettabili o di stile). Avendo lavorato con altre redazioni, avevo un po' di esperienza e non mi sono mai piaciuti gli autori che contestano gli editor, ma qui il caso era così evidente, così eclatante che non avrei mai potuto accettare di fare uscire sotto la mia firma un testo pieno di errori. Ho dovuto rispondere agli interventi con link diretti alla Crusca o alla Treccani. Da qui, i rapporti si sono incrinati. Nel loro gruppo Facebook, tutto amore e cuori all'apparenza, era stato lanciato il testo di un'autrice americana la cui cover era stata curata da una grafica piuttosto brava; considerando altri lavori con composizioni e soggetti brutti, specie applicati su autrici italiane, mi ero permessa di fare un commento puramente scherzoso dove sotto il post pregavo l'editrice di affidarmi a quella grafica... apriti cielo! Sono stata richiamata subito, e in malo modo, nel gruppo di autori privato, lontano dagli occhi delle lettrici. Ho scritto subito sottolineando che il mio era un commento scherzoso in un gruppo dove l'atmosfera sembrava amichevole, avanzavo la proposta che avrei potuto pagare di tasca mia la cover del romanzo per non pesare sulla casa editrice e ho allegato le prove grafiche di un altro grafico che avevo commissionato, quando volevo partecipare con il romanzo a un concorso che prevedeva l'autopubblicazione, prima che venisse accettato da Triskell... apriti cielo due volte. La risposta dell'editrice è stata tutto fuorché professionale (la conservo, ho le prove di tutta la conversazione), ha usato termini bassi, sgradevoli, ricordando il suo ruolo. Per carità, capisco il voler mettere i paletti, ma un autore non può accettare di vedere il suo testo sfasciato e, ripeto, ho lavorato e continuo a lavorare con altre redazioni, questi problemi li ho avuti solo con loro. A questo punto mi arrivano le due proposte di copertina... non mi vergogno a dire che mi sono messa a piangere. Tutto era così improvvisato, brutto, casereccio che non sarebbero state proposte accettabili nemmeno pubblicando in self, figuriamoci con una CE. A questo punto, mi sono sentita responsabile del destino della mia storia, e mi sono opposta a quelle due proposte. Tanto era chiaro che i rapporti si erano logorati al momento della battuta su quella grafica. Dopo discussioni, mi hanno messo davanti due link su stock fotografici e ho dovuto scegliere un' immagine. A quel punto, loro hanno inserito il nome, il titolo e il logo. Nessuna fotomanipolazione, nessun lavoro: una foto presa da uno stock e tre scritte applicate sopra. Stop. Fatta da loro stessi, non da un grafico. L'unico fattore positivo legato a questa esperienza è stata la rilettura della correttrice di bozze che ha scovato diversi errori, tra cui uno grave mio che non era stato visto dall'editor, come tutto il resto, perché il controllo fattuale non è stato fatto. A lei, alla correttrice di bozze, va tutta la mia riconoscenza. Fanno girare una bozza, non il testo con il visto si stampi, ai blog. Ho chiesto che venisse mandato un testo pulito, non una bozza. Inviano a tutti i blog che lo richiedono, anche a una blogger che aveva 16 follower... sedici. Nessun controllo, nessun filtro. Ho avuto la sensazione di una violazione. Un lavoro di anni preso e buttato nel web peggio che se lo avessi autopubblicato. Il romanzo esce. Tre giorni dopo finisce sui canali e siti piratati, probabilmente da qualcuno di quelle stesse blogger cui lo avevano mandato (non era la prima volta che succedeva e i loro romanzi si trovano in tutte le piattaforme piratate). Comunico all'editrice che sono stata avvisata con screenshot della cosa, ma che non sapevo nemmeno come entrare in quei siti. Lei dice di conoscere il problema, bon. A questo punto cerco di trovare quei siti, per uno non è stato difficile in quanto bastava digitare il titolo del mio romanzo per trovarlo in prima pagina su google: scrivo e scrivo mail per ottenere la rimozione, figuriamoci... non succede nulla, ma almeno ho provato a fare qualcosa. Altri canali, come Telegram, è un mondo a parte e ho lasciato perdere. A quel punto, mi trovavo con un testo bruciato a tre giorni dall'uscita. Mi sono sentita scollata dal romanzo, dalla mia stessa creazione, e contemporaneamente in colpa per non essere riuscita a difenderlo. Da qui, i rapporti si sono azzerati, ho incontrato editrice e staff in una fiera del settore a Roma, mi sono avvicinata per salutarle ma era chiaro che c'era una deriva, un burrone, tra noi. Poi, la pandemia... romanzo regalato. Ok... la solidarietà digitale l'avevano fatta in molti ed erano scelte editoriali; non mi piaceva, dal momento che si trattava di un testo con soli 3 mesi di vita, ma non ho detto nulla. Esce la notizia che aprono un'altra casa editrice, Nua. A settembre mi arriva una mail in cui mi dicono che la collana di narrativa di Triskell chiuderà e che tutti i romanzi presenti finiranno in fuori collana o riconvertiti nella collana romance, quelli con i requisiti adatti. Veniva specificato che non poteva essere considerato un passaggio a Nua. Sette mesi di vita per un testo e già un fuori collana? Questa non è una scelta editoriale, questa è una mannaia che un editore non deve fare. Significa non avere a cuore un testo. Significa lavorare col numero, con la massa, significa essere pronti a sacrificare un lavoro che per un autore a volte significa anni di studio, ricerca e scrittura. Per fortuna un cambiamento così lesivo mi permetteva di riprendere i diritti. E ho chiesto la fine contrattuale che mi è stata accettata, con una mail in cui mi si ricordava che l'immagine usata per la copertina era loro (bugia: è di uno stock fotografico, non avendo alcuna manipolazione non è loro) e quindi non utilizzabile in caso di ripubblicazione e, sempre in caso di ripubblicazione dover inserire nel colophon la prima pubblicazione con loro. Amen, ho accettato tutto pur di terminare un'esperienza penosa. Due ultime considerazioni: Nua ha la collana di narrativa. E ha pubblicazioni nuove. Quindi l'editrice ha chiuso la collana di narrativa su Triskell, lasciando al proprio destino molti testi, ma ha aperto una stessa collana su Nua, pubblicando anche italiani, non solo stranieri. La grafica per cui sono stata bistrattata nel gruppo privato e poi via mail ora collabora stabilmente con loro e le ultime pubblicazioni recano tutte cover sue. Io ho avuto due proposte per una riedizione... e sapete meglio di me quanto sia impossibile che accada. Ho deciso di rendere pubblica la mia testimonianza per aiutare gli autori a scegliere: se non scrivete MM, narrativa romance omosessuale, state attenti a firmare con loro. Sì, so bene quanto sia più semplice riportare esperienze positive, perché appena si raccontano i dietro le quinte spiacevoli di qualche realtà come minimo ci si espone alle valutazioni negative degli operatori, degli amici, degli amici degli amici e del codazzo. Ma sono sempre più convinta che se si raccontassero tutte le esperienze, positive e negative, gli autori incapperebbero meno in sorprese che rischiano di danneggiare il loro lavoro. Perché il lavoro di un autore vale. Vale. Anche se è hobby, anche se non lo è. Io non sono una professionista della scrittura, ma ho un approccio professionale perché ho avuto la fortuna di lavorare con diverse redazioni e con professionisti reali.
  2. acherusa

    Beretta Mazzotta Agenzia Editoriale

    Provo a immaginare a chi sia stata affidata la scheda di lettura: Chiara Deiana. Mi sbaglio?
  3. acherusa

    Beretta Mazzotta Agenzia Editoriale

    No, sull'editing ottimale no, neanche accettabile. Esperienza personale.
  4. acherusa

    Libromania

    Ecco, quella di Rogas secondo me è un'ottima testimonianza. Considerato il contratto e il mancato pagamento delle royalties che già mi facevano mettere la CE tra quelle cui non inviare un manoscritto, l'esperienza di un editing mancante completa il quadro. Avevo posto questa domanda per questo motivo. Non amo pubblicare sapendo che la CE non mi corrisponda i miei diritti, ma potrei accettarlo solo a fronte di un lavoro con un editor illuminante, che mi permetta di apprendere sul campo, migliorare e usare un know how per un nuovo romanzo. Una correzione di bozze passata per editing light (non esiste un editing light) non è un editing. A mio avviso.
  5. acherusa

    Ugo Mursia Editore

    Quell'iniziativa, cui fate riferimento, è a costo zero per la casa editrice. Se avete letto bene la call, gli autori segnalati per la pubblicazione rinunciano alle royalties. Io non avrei accettato, ma pare che ci sia stato un grosso riscontro.
  6. acherusa

    Libromania

    A chi ha pubblicato con Libromania chiedo: com'è stata l'esperienza dell'editing? Hanno almeno lavorato bene? Gli autori hanno imparato qualcosa nella lavorazione?
  7. acherusa

    Libromania

    Credo profondamente che tutti noi autori dovremmo evitare quelle CE non paganti o che ti dicono che una pubblicazione "fa curriculum". Non esiste una gavetta in editoria, si possono pubblicare 10 romanzi con piccole CE e crearsi un seguito o un solo testo con una big e raggiungere una notorietà che manca nel primo caso. Sono esperienze valide entrambe, ma quella di affidare il nostro testo a una CE che non ti paga neanche la miseria guadagnata dalle percentuali, spesso irrisorie, no, non è un'esperienza, e non dovremmo nessuno di noi accettarla. Abbiamo rispetto per le nostre opere, altrimenti come possiamo sperare che qualcuno lo abbia?
  8. acherusa

    Libromania

    Non sono d'accordo. Chi paga i diritti dopo un tot di venduto (e in questo caso le 500 copie un numero elevato) rientra nelle spese sfruttando un autore, privandolo delle royalties. Quindi l'autore acconsentendo paga di tasca sua, con i suoi ricavati, la pubblicazione. Anche questa è una forma di editoria a pagamento. E tutte le CE che pagano oltre un tot di venduto non possono definirsi free al 100%.
  9. acherusa

    Libromania

    Effettivamente se i diritti d'autore vengono corrisposti dopo un tot di copie (e 500 per un esordiente/emergente sono numeri alti) la CE non dovrebbe essere considerata free, non è vero che non si spende un centesimo per pubblicare, ma al contrario la CE rientra nei guadagni proprio dalle vendite dell'autore.
  10. acherusa

    Ugo Mursia Editore

    Riportare ipotesi, Ops, non giova a nessuno. Chi ha notizie vere è giusto che le dica per dare una chiara prospettiva della situazione. Io mi limito a dirti quello che so per certo, il perché siano arrivati in due anni (la crisi è arrivata un anno prima del covid) a questa situazione lo ignoro quindi non voglio ipotizzare cose che restano nel campo del pensiero personale. Altro punto sicuro è che loro in catalogo hanno 4000 titoli molti ancora in cartaceo e in questi due anni stanno digitalizzando tutto, perché mancavano di ebook e sono arrivati tardi sul mercato digitale.
  11. acherusa

    Ugo Mursia Editore

    Sono un'autrice Mursia, confermo che la casa editrice è in concordato. Aveva problemi da almeno un paio di anni. Non hanno pagato i diritti a molti autori, vedremo se la situazione cambierà. Al momento è molto critica. Non è una questione di "puntare sui cavalli sbagliati", il mio primo libro con loro ha venduto bene e tra gli autori passati si conta la Diotallevi. Diciamo che vedere corrisposti gli utili, motiva gli autori; il contrario fa scadere la CE nella considerazione dell'autore più motivato.
  12. acherusa

    Dark Zone

    @ElleryQ ciao. Mi riferisco a concorsi per narrativa edita, i concorsi più importanti hanno quote in libri che di fatto vietano l'accesso a CE di piccola e media editoria. Anche CE più blasonate della DZ non possono affrontare quella richiesta a monte, perché sarebbe un investimento di migliaia di euro anche se in prodotti (libri). Oltre a quelli, di cui parlo per esperienza diretta, altri li ho esclusi per le quote: il premio Nabokov, un vecchio concorso della casa editrice Menna, il premio Zeno, il premio città di Como (per gli inediti è prevista la pubblicazione con una casa editrice, ma ha quota in tutte le sezioni, così come il premio Mario Luzi e il premio Il Borgo italiano; e così via... e sono solo quelli che mi ricordo sul momento. Il concorso della Dark Zone è alla prima edizione, non possiamo sapere se è una tantum o se sarà bandito ogni anno; sappiamo però che le valutazioni continueranno a essere aperte regolarmente nei tempi indetti dalla CE. Inoltre mi pare -ma questo deve essere chiesto all'organizzazione- che il concorso sia bandito dall'Associazione culturale Dark Zone; tuttavia il romanzo sarà pubblicato dalla casa editrice che è una società a tutti gli effetti, parallela ma non uguale all'associazione culturale. Scrivete all'editore, magari, e chiedete.
  13. acherusa

    Dark Zone

    Questo è un forum di aiuto nei confronti di autori che si approccino alle CE, per cui intervengo perché mi sembra reso un cattivo servizio qui. La Dark Zone non è né a pagamento né a doppio binario, poi gli admin possono categorizzarla in base ai loro parametri. Ma una cosa sono le selezioni, che non sono affatto chiuse da tempo immemori: l'ultima è stata a dicembre 2019. Un'altra è il concorso. Non si paga per essere valutati. Le valutazioni rimarranno sempre gratuite, come è normale che sia, nella finestra decisa dalla CE. Il concorso è un altro, il vincitore ottiene la pubblicazione. Come in altri concorsi. Tutti i concorsi più nomi hanno una quota, in denaro -e non dieci euro, che immagino siano per spese vive, di segreteria, e anche per un discrimine perché c'è gente che in un concorso di narrativa gratuito invia la sua raccolta di ricette di cucina, perché non legge neanche il bando-; o richiedono una quota in libri, e con altre CE ben più blasonate della DZ non ho potuto partecipare perché la richiesta era, in una prima fase, di 10, 20 copie e, in caso di selezione, 80/ 100/ 150... una spese folle che solo le big possono affrontare.
  14. acherusa

    Gilam Agency

    @Giovanni Lamanna Buongiorno, ho dato un'occhiata al sito della sua agenzia. Collabora solo con le case editrici lì presenti?
  15. acherusa

    Lorem Ipsum

    Qualcuno è stato rappresentato gratuitamente, senza pagare un editing con loro, e poi ottenuto un contratto?
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