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Promise

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  1. Promise

    Akai (Parte 3/11)

    . Li ho connessi perché volevo spiegare come erano venuti a conoscenza dell'esistenza stessa di quel rifugio. Questo è il legame di questi due periodi. Pensi sia sbagliata? In questo caso la ripetizione era proprio voluta, penso che abbia un bel significato questa ripetizione. "Osservare le stelle come le osserva un bambino": secondo me è molto bella come frase. E sì. Ho notato che in effetti non mi sono mai posto il dubbio:"Ma sto tenendo il lettore attaccato a quel che scrivo, lo sto interessando?" Credo di essere molto molto perso per quanto riguarda questo punto. Probabilmente solo leggere altre opere potrà aiutarmi davvero. Poi dovrò andarmi a vedere bene il Consecutio Temporum, dato che non mi ero mai posto il problema di rispettarlo. Grazie per il commento!
  2. Promise

    Ariel - Parte 1/3

    Ciao! Non preoccuparti che sono tutto tranne che un esperto, ma commenterò meglio che posso per cercare di aiutarti a migliorare e a trovare eventuali errori! Allora, iniziamo: Trovo che qui un punto darebbe più enfasi. Questi due aggettivi così vicini e forti mi han fatto storcere un po' il naso. Trovo che uno dei due andrebbe tolto o magari sostituito. "Grande" e "Pesante" sono abbastanza simili, mi dà anche la sensazione di ridondanza. Leggendo la riga dopo si capisce che i suoi pensieri vengono interrotti, ma sono dell'opinione che un punto fermo sia migliore dei puntini sospensivi in questo caso. Stessa cosa anche qui. Trovo che un punto fermo andrebbe meglio dei due punti. Ripeti il verbo ridere. Magari avresti potuto anche eliminare "ridendo" Avrei messo un punto fermo e una virgola piuttosto che due virgole qui. Interessante la scelta del verbo, eppure trovo che in questa frase sia fuori discorso. Magari sarebbe stata più di effetto dopo una frase pronunciata dal padre. E' Matilde che saluta e ringrazia la sorella? Perché la ringrazia? Questa è una cosa che non ho ben compreso. Okay, eccoci qui. Ti dico di non far oro colato dei miei commenti perché ho ancora molto molto da imparare, ma quel che ho scritto qui sopra è quello che mi sono sentito di sottolineare per i motivi che ho spiegato. La trama per ora è abbastanza banale, anche se il fatto di sapere che c'è un continuo lascia una bella curiosità nel lettore. Ti faccio i miei complimenti per la giusta scelta di vocaboli: hai davvero un'ottima conoscenza e puoi sicuramente sceglierne molti nel tuo bagaglio culturale! Non incappare nell'errore che faccio spesso io di usare le ripetizioni. Anche se da quel che ho letto non sembri essere tipo da farne troppi. Be' nulla, tutto qui. Ci leggiamo alla prossima!
  3. Promise

    Akai (Parte 1/11)

    Cavolo K! è un commento davvero completissimo! Grazie per averlo fatto: mi aiuterà davvero tantissimo. Senza togliere nulla a nessuno ma credo di aver capito un mucchio di cose. Me lo studierò per bene, sperando di poter dare il meglio al prossimo capitolo grazie per l'obiettività!
  4. Promise

    Akai (Parte 1/11)

    http://www.writersdream.org/forum/topic/26944-aiutami-parte-12/?p=473837 Link a tutte le parti: Il sonno del bambino venne dolcemente scosso dalla luce che filtrava silenziosamente dalle finestre. Una voce calda e familiare, poi, lo acquietò, nonostante la luce che avanzava sulle sue palpebre. “Martha si è di nuovo dimenticata di chiudere le finestre,” sospirò il proprietario della voce, chiudendo le tende e voltandosi lentamente verso il letto nel quale riposava il suo fratellino. Camminò verso il suo giaciglio, sedendosi affianco al bambino e scostandogli gentilmente i capelli bianchi sulla sua fronte scura. Quei capelli sembravano quasi brillare, nonostante l'oscurità che ora invadeva pigramente la stanza. Osservarlo così sereno e tranquillo, dava un senso di pace enorme nel cuore del ragazzo. “Guarda che so che sei sveglio, fratellino, è inutile che fingi di dormire,” disse scompigliando i capelli al bambino e sorridendo felice. Un sorriso mai stato così difficile da mantenere. “Oggi è il grande giorno, sei pronto?” aggiunse con voce più seria e malinconica. Ci fu silenzio per una decina di secondi. Chiunque avrebbe detto che il ragazzino stesse dormendo, se non fosse che il suo fratellone, Gerwyn, sapeva bene quanto fosse leggero il suo sonno. “Non voglio andarmene” Questa frase, pronunciata con voce puerile e sommessa stracciò il silenzio, così come la serenità illusoria che stava provando Gerwyn guardando riposare il fratellino. Sapeva quanto dolore stesse provando nell'arrivo del “grande giorno” e condivideva appieno quella sensazione. Avevano coniato insieme il termine “Gran giorno”, per far sì che sembrasse qualcosa di entusiasmante, ma non lo era mai sembrato. Mai. E ora che era arrivato, si rendeva contro che non lo sarebbe neanche mai stato. Si sarebbero dovuti trasferire, avrebbero dovuto abbandonare la tranquilla cittadina di Grondern per andare a vivere in una città più grande, insieme a tantissime altre persone che condividevano il loro stesso colore di pelle, di capelli e con cui condivideranno persino lo stesso piccolo spazio vitale. Gerwyn non avrebbe mai potuto mentire al suo fratellino, sopratutto su qualcosa di così ovvio. Aveva semplicemente omesso qualche piccola verità, ma non gli aveva raccontato assolutamente una bugia. Non gli avrebbe mai potuto raccontare di come la nazione di Dimian aveva dichiarato guerra a quella di Arrotern, la loro terra natale, e che entrambe le nazioni pretendevano la scomparsa totale delle razze impure come: Elfi scuri, mezzelfi, mezzorchi, umani neri, nani sbarbati e qualsiasi altra variazione razziale che non fosse quella conforme a tutti gli standard morali di forza e purezza umana e non. L'unico modo di salvarsi per gli Impuri, così venivano chiamati, era quello di unirsi alle armate di terra del Nord Gerinder, fronte di guerra di importanza minima dove le battaglie combattute avevano importanza minima così come minima era l'importanza degli esiti. In pratica l'unico modo di sfuggire alla morte, per gli Impuri, era quello di andare a morire a Nord Gerinder. Non a caso venne presto paragonato ad un enorme cimitero dimenticato da tutto e tutti. L'esercito Dimiano si era avvicinato pericolosamente a Grondern, costringendo il governo Arroterniano a rifornire la città di numerose truppe. E l'arrivo della milizia vuol dire solo una cosa per gli Impuri: morte. La meta di Gerwyn e suo fratello quindi non era una grande città, bensì un grande rifugio di ribelli per ospitare gli Impuri. Certo non era sicuro e sarebbero potuti morire di fame, freddo o stesso in viaggio, ma avessero dovuto rischiare la vita lo avrebbero fatto nel tentativo di salvarsi. A lungo andare gli Impuri si sono aggrappati sempre di più alla vita, arrivando a compiere atti di vigliaccheria e disumanità peggiori persino di quelli Arroterniani pur di salvarsi la pelle. Ma Gerwyn non voleva essere vigliacco, voleva soltanto salvare suo fratello, ancora all'oscuro di tutto questo. E per farlo avrebbe rischiato il tutto per tutto. Sospirò dopo il lungo silenzio che si era creato dalla frase del ragazzino, e continuò ad accarezzargli i soffici capelli argentei. “Neanche io vorrei, ma stai crescendo, e in quanto “adulto” dovrai fare le tue prime esperienze: il combattimento, lo studio e-” “Non voglio crescere!” urlò il bambino, girandosi prono sul letto. “Perché devo essere l'unico che cresce e abbandona tutti? Non voglio andarmene dai miei amici, non voglio andare via da Martha, né da Grotterhn!” Gerwyn abbassò lo sguardo, non riuscendo a nascondere un sorrisetto triste ma leggermente divertito. “Ancora non hai imparato che si dice Grondern, e non Grotterhn,” disse il ragazzo, incrociando per la prima volta lo sguardo furtivo del bambino, che aveva ora tutti i capelli scompigliati davanti al volto. “Ascolta,” continuò Gerwyn stendendosi affianco al suo fratellino. “ti prometto che ritorneremo, e quando lo faremo, tu sarai in grado di battere Leonhard al gioco di spade!” “...davvero?” Gerwyn annui felice, mostrando il pugno chiuso al fratello:”E' una promessa, Akai.” vai al capitolo 2
  5. Promise

    Questioni di famiglia 1/10

    Ciao! Non sono un granché a recensire ma faccio del mio meglio per aiutarti a capire qualche errore magari Cominciamo Penso che la virgola non serva, frena troppo in questo caso Non le vedo collegate quindi metterei un punto fermo Non è troppo poco? A me sembra di sì, ma è una mia opinione. Modificherei in "Poco dopo..." Stai descrivendo in cosa si è presa cura la madre, no? Userei quindi i due punti invece del punto e virgola Non sarebbe meglio "Preso la briga"? Questa frase non mi convince, la renderei meglio. Userei i due punti. In piedi o curvo? uno dei due secondo me è di troppo Toglierei entrambe le virgole, trovo che stoppino troppo la lettura. Qui trovo che ci voglia una virgola dopo "scrivania" Metterei "senza riuscirci" alla fine: Come se avesse cercato di non essere immortalato, senza riuscirci. O meglio ancora: "Come se avesse cercato invano di non essere immortalato." Okay questo è ciò che ho individuato. Nulla di grave alla fine. La trama sembra intrigante e da molti spunti su continui altrettanto intriganti. L'unico consiglio che mi sento di darti è quello di rileggere lentamente quel che scrivi perché a volte la punteggiatura blocca o rende spiacevole una frase del brano. A presto!
  6. Promise

    Proposte & Idee (Varie)

    Salve, volevo proporre due idee che ho avuto guardando un profilo. La prima riguarda "Penna e Spada". Trovo che sarebbe davvero interessante avere un contatore di vittorie nei duelli, così che magari si possa essere più invogliati ad inviare sfide. Così che chi vince un duello possa guadagnare un punto, che inizia a sommarsi alle vittorie. Magari sarebbe anche carino aggiungere titoli in base alle vittorie, ad esempio: 10 punti-Rissaiolo. 100 punti- Gladiatore. E così via. La seconda idea invece è qualcosa di piuttosto giocoso e a mio avviso divertente. Sarebbe quello di iniziare un racconto e scrivere un periodo per volta, così che il racconto possa crearsi man mano in modo inaspettato. Sarebbe scritto da tanti utenti e trovo che sarebbe divertente scoprire un po' cosa ne potrebbe uscire. Tutto qui!
  7. Promise

    Akai (Parte 2/11)

    Grazie per il commento! Sì, il metallo rosso è qualcosa usata solo dagli Akyrien e non è esattamente un minerale. Per ora ha solo un colore rosso e stop. Ma già, la ripetizione non ci sta. Sai che non pensavo fosse inverosimile questa cosa? Avendo da poco fatto dei biscotti, davo per scontato che il fuoco fosse ancora caldo e pronto. Ripetizione di deliziosi, e inoltre mi sembra strano che un bambino tanto piccolo sia in grado di usare una parola del genere. Forse "buonissimi" sarebbe più coerente." Oddio, Akai non è proprio così piccolo eh. Però la ripetizione è un errore ben chiaro Bella domanda... Penso che doversi staccare da un luogo di pace per dover affrontare situazioni pericolose s ia una cosa molto importante. Direi che nel caso di Martha, una persona si chiederebbe se tenere un segreto così grande o meno a Gerwyn, che comunque è già grande. Secondo me quella di Martha è una scelta discutibile ma non impensabile. Tra l'altro, se i militari li trovano li fanno secchi, quindi avere il pugnale è più un aiuto che altro. Errore mio...Martha, prima che modificassi, diceva "Vi ho traditi" e prendeva il coltello. In pratica Gerwyn pensava che volesse fare chissà cosa con quel coltello. Per la questione di -mente- e gerundi...è un enorme problema, maledizione. Non riesco a staccarmene. Forse ho fatto troppi roleplay...
  8. Promise

    Akai (Parte 2/11)

    Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/26947-aiutami-parte-22/ Link a tutte le parti: Ecco il secondo capitolo. Ho seguito il vostro consiglio e l'ho rivisto e modificato in base ai commenti che ho ricevuto, quindi i prossimi capitoli saranno sempre migliori grazie al vostro aiuto. Grazie in anticipo I due fratelli rimasero a letto a chiacchierare ancora per un po'. In realtà quello che parlava era Akai. Raccontava di tutto e di più al suo fratellone, che mai si annoiava di ascoltare quei discorsi pur se da bambini. Il viso di Akai era talmente concentrato e serio mentre raccontava di come aveva vinto alla sfida del “chi ha l'unghia dell'alluce più grosso” che Gerwyn non poteva fare a meno di ridacchiarsela. “Ecco perché ultimamente bucavi sempre tutti quei calzini, piccola peste,” lo ammonì il ragazzo con faccia improvvisamente seria. “e poi ho anche vin...ehm, ecco...io,” balbettò imbarazzato Akai, ricevendo l'ennesima scompigliata di capelli dalla manona del fratello. Quest'ultimo sorrise con sincera felicità e venne ricambiato da dal piccolo, che si allarmò per una frazione di secondo quando si sentì chiamare. “Martha ci sta chiamando,” disse Gerwyn, sorridendogli dolcemente e alzandosi piano dal letto. “E' ora di alzarsi.” Martha era un'umana. Non condivideva lo stesso colore di pelle di Gerwyn e di Akai, ma aveva il loro stesso colore di capelli, avendo raggiunto ormai un'età avanzata. Si era sempre presa cura di quei due, sin dalla notte in cui il piccolo Gerwyn si era presentato alla sua porta, con un piccolo elfo oscuro in fasce e senza nome, stretto tra le braccia. Gerwyn non ricordava nulla di quella notte, e ancora oggi non aveva la minima idea di chi fosse prima di entrare in quella casa. Ma Martha sì. Lei ancora conservava i ricordi e le prove del loro passato: un pugnale di un metallo interamente rosso, che Gerwyn portava con sé quella notte. Quel tipo di metallo era risaputo essere usato unicamente dalla gilda Akyrien, una gilda di assassini. Il rosso era diventato il loro simbolo ormai, e il loro nome continuava ad incutere timore a tutto il continente di Ardisia, sebbene di loro non si sentisse più parlare già da tempo. Non da quando il re di Arrotern, Varkyr, aveva imposto una taglia considerevole sulla testa di ogni singolo membro. Martha si ritrovò a casa due piccoli elfi oscuri che portavano con sé un pugnale rosso, eppure non fu spaventata ma impietosita dalla loro situazione. Ormai la gilda Akyrien poteva considerarsi estinta, e per questo la donna non ebbe problemi ad ospitare gli elfi scuri e crescerli come se fossero figli suoi. Avrebbe nascosto loro la verità. Se avessero davvero fatto parte di quella gilda, non avevano bisogno di scoprirlo. Aveva sempre pensato così, fino a quel giorno. “Eccoci Martha,” disse Gerwyn scendendo le scale, seguito dal piccolo Akai. “Finalmente! Ci avete messo un'eternità a scendere, volete che metta il latte a scaldare?” “Scusaci il ritardo, stavo raccontando al fratellone della storia sull'unghia dell'alluce!” “...Alluce?” “Lascia stare,” disse Gerwyn con un sorrisetto, sedendosi a tavola. ”Sarebbe capace di raccontarla a chiunque.” Akai si imbronciò, nonostante non se la fosse realmente presa, e fece ridere di cuore Martha. “Voi due non cambierete mai,” disse, per poi poggiare sul tavolo un piatto colmo di deliziosi biscotti fatti in casa. “Woah! Sembrano deliziosi!” urlò Akai e si lanciò a mangiarli, senza porsi neanche il pensiero di apparire decente. Martha guardava Gerwyn con occhi preoccupati, e quest'ultimo se ne accorse. L'elfo oscuro chiuse gli occhi e annuì. Aveva già capito che Martha aveva bisogno di parlargli. Consumarono la loro colazione e decisero di parlare dopo che Akai fosse uscito fuori a giocare. Gerwyn e Martha si trovavano nella stanza da letto della donna. Lei seduta sulla poltrona e lui sul letto, con lo sguardo distratto verso la finestra. “Oggi è il grande giorno,” ripeté tristemente il ragazzo, abbassando poi lo sguardo e permettendosi finalmente di liberare tutta la tristezza che aveva trattenuto con Akai. Qualche lacrima calda gli rigò le guance, ma il ragazzo non si scompose: doveva essere forte. Martha strinse le mani sulle proprie gambe, tenendo stretta fra le dita la stoffa della lunga gonna. Parlò lentamente:“Vorrei che tu mi ascoltassi senza interrompermi, perché quel che ho da dirti è molto difficile, Gerwyn, e speravo di non dovertelo mai dire. Ma non trovo giusto e anzi, trovo pericoloso che tu ora debba andartene senza sapere questa verità.” La donna si alzò lentamente e si avvicinò al guardaroba. Lo aprì e scavò negli abiti del vecchio marito, defunto prima che arrivassero i due elfi. “Ti ricordi quella notte in cui tu arrivasti qui a casa mia, con Akai tra le braccia e le lacrime agli occhi? Vi ho accuditi e cresciuti come se foste stati miei figli. Ma vi ho mentito...” Le orecchie di Gerwyn si drizzarono leggermente a quell'affermazione. Iniziò a guardarla con stupore, sentendosi il petto stringere in una morsa ansiosa. La donna tirò fuori un pugnale da dentro una fodera, e nell'animo di Gerwyn balenarono le idee più folli e una grossa paura. Non sapeva ancora cosa significasse quel “tradimento”. Martha non osò estrarre il pugnale. Non perché aveva intuito la paura di Gerwyn, ma perché se lo avesse fatto, si sarebbe sentita in qualche modo colpevole di un crimine che neanche lei riusciva a comprendere. “Avevi con te questo pugnale quel giorno,” disse posandolo dolcemente e con lentezza nelle mani dell'elfo. “Il suo acciaio è rosso,” continuò la donna, mentre l'elfo estraeva curiosamente l'arma. “Le uniche armi di colore rosso sono state usate da una gilda di assassini estinta da tempo: gli Akyrien,” concluse la donna. Inizialmente schiuse di nuovo le labbra, come per voler dire altro, ma soffocò subito la frase e restò in silenzio. Quel silenzio venne interrotto prima di diventare troppo spiacevole. “Ti ringrazio di aver sopportato questo peso per me, Martha,” disse Gerwyn, abbracciandola improvvisamente e restando in silenzio. “Ora non dovrai più preoccuparti per noi, te lo prometto.” “Stupido,” rispose la donna, con già la voce smorzata da un pianto silenzioso. “Io sono vostra madre, non smetterò mai di stare in pensiero.” Dopo quell'abbraccio i due si sedettero sul letto, uno di fianco all'altro, e parlarono dei ricordi più vaghi. Erano consapevoli che quella sarebbe stata l'ultima volta che ne avrebbero avuto la possibilità. Ogni uccello prima o poi doveva lasciare il nido. Loro lo stavano facendo, ed era con questo pensiero che Martha provava continuamente a consolarsi. Ormai era impossibile non pensare a tutte le conseguenze che questa guerra avrebbe portato. vai al capitolo 3
  9. Promise

    Aiutami! (Parte 2/2)

    Togli quel "tutto", che secondo me imbruttisce. Non che abbia proprio qualcosa di concreto da dire, però penso che quel "ma..." possa avere altre valide alternative. Mi ha fatto storcere un po' il naso! Mi ha dato tanto l'impressione che il coltello sia cresciuto man mano tra le mani di David. Volevi intendere questo? Oppure era comparso improvvisamente? Leggendo la storia si capisce che viene controllato telepaticamente, ma avresti potuto descrivere meglio la scena, così che questo controllo sarebbe risultato più intrigante. Okay penso che basti così, anche perché penso che quel che ti abbia scritto sia anche molto personale. Ma questo è quel che ho provato quando ho letto! Tra l'altro ti faccio i complimenti perché c'è davvero un ottimo miglioramento dal capitolo precedente: corri di meno, descrivi meglio e rendi già qualcosa di più rispetto alle reazioni umane. Cerca di migliorare anche quelle, a volte il protagonista è troppo calmo. O anche gli altri lo sono, quando il protagonista si suicida. Andando avanti di questo passo, però, migliorerai un sacco. Continua ad esercitarti ! A presto
  10. Promise

    Akai (Parte 1/11)

    Ops...! Chiedo venia hehe. Vado a rileggermelo per bene nel regolamento
  11. Promise

    Akai (Parte 1/11)

    Grazie tantissimo per il commento, Fading. Penso che tu abbia ragione! Mi rileggerò per bene i successivi capitoli per migliorarli in base a quel che imparo grazie a voi. E quasi quasi mi scrivo anche qualcosina su un quadernetto, così imparo per bene Grazie ad entrambi. A breve posterò il secondo capitolo, dopo averlo corretto.
  12. Promise

    Ciao!

    Salve a tutti! Mi presento: mi chiamo Carlo, ho 20 anni e sono di Napoli. Mi piace molto scrivere e lo faccio da quando ho circa 13 anni. Non scrivo spesso, ma quando sono ispirato. E non ho spesso modo di confrontarmi con gli altri riguardo quel che scrivo: questo è il perché ho pensato di iscrivermi qui. Spero di divertirmi tanto e imparare altrettanto!
  13. Promise

    Akai (Parte 1/11)

    Ora come ora non ricordo il nome, ma non esiste una tecnica narrativa che permette di usare termini come :"la calda luce, il freddo buio, il vento iroso, l'odore pungente"? L'anno scorso lessi Shining e mi colpì molto il fatto che a fine frase ci fosse una virgola. La frase era tipo "Mio padre è qui," disse il ragazzino. Se noti è la stessa cosa che ho fatto io. "...chiudere le finestre," sospirò il proprietario... Qui mi sa che ho proprio dimenticato di aggiungere il "se", ma comunque non avrei tolto "ma", quindi è un commento validissimo. Grazie. Tutto il resto che hai commentato mi sembra valido. Correggimi se pensi che non siano giuste le mie considerazioni qui sopra! Grazie per aver letto e soprattutto per aver commentato. A presto!
  14. Promise

    Aiutami! (Parte 1/2)

    Ciao! Premetto che sono nuovo e che magari il mio commento possa non essere esaustivo, ma cercherò di renderlo il più completo possibile, anche perché mi rendo conto di quanto possa aiutare l'opinione altrui. Innanzitutto, ho avuto per tutto questo capitolo l'impressione che tu abbia corso come un matto per completarlo. Magari non è così, tuttavia la trama corre troppo in fretta secondo me, e non mi sono sentito abbastanza immerso nella storia come avrei voluto. Sopratutto verso la fine poi, credo che tu abbia corso troppo e non mi sono goduto per niente quello che volevi trasmettere, e mi dispiace. Per quanto riguarda lo stile e la grammatica non ho nulla da dire, anche perché io sono il primo che è pieno di dubbi e perplessità hehe. Comunque basta far tesoro dei commenti ricevuti e credimi che si potrà migliorare enormemente! A presto!
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