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Promise

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  1. Promise

    [MI68] Acluofobia

    Ciao! Mi è piaciuta davvero tantissima la tua storia, è stata facile da leggere e mi ha catturato ed interessato in modo sorprendente. Complimenti davvero! Ho solo qualcosina da segnalarti: E' l'uomo che la chiama e lui che, più avanti nella storia, le offre il passaggio, perché dovrebbe guardarla con diffidenza se le rivolge la parole e poi le da anche un passaggio? Forse diffidenza non è il termine più adatto. Qui due cose mi hanno fatto storcere un po' il naso: il "fece per dirigersi nuovamente nel villino". Non è stato specificato che venisse dal villino, quindi quel nuovamente non credo sia giusto. Poi, perché si blocca improvvisamente per dare un passaggio ad una sconosciuta che non si dimostrata particolarmente simpatica, soprattutto se prima l'osservava con diffidenza? E soprattutto lei riesce a fidarsi di uno sconosciuto che prima la guarda in quel modo e poi, improvvisamente, si offre di darle un passaggio? Non so, secondo me non hanno motivi abbastanza precisi per giustificare le loro azioni. Okay, passiamo al resoconto finale. Anche io nel mio MI ho fatto l'errore di non giustificare abbastanza le decisioni di Susanna ( ho scelto anche io quel prompt), e nella mia storia a capitoli a volte non faccio avere reazioni umane giuste, quindi- ammesso che questo non sia un tuo errore di distrazione- anche io ho questo problema. Questo non scredita la tua storia che mi è piaciuta davvero molto, e infatti la voterò senza il minimo dubbio. Complimenti, non vedo l'ora di leggere altro al prossimo MI
  2. Promise

    [MI 68] Napoleone da Salisburgo

    Ci sono scritti, come questo, dove è difficile commentare, sai? Perché per commentare si deve seguire un certo schema sintattico e poi considerare la trama, fornire la propria opinione che sarà sempre soggettiva visto il punto di vista. Ma ci sono alcuni testi che proprio è difficile commentare se non con un'esclamazione che per una volta voglio fare, e il mio commento, come vedi, gira solo intorno a questa esclamazione: CAPOLAVORO!
  3. Promise

    [MI 68] Canne, 216 a.C

    Premetto che le storie d'amore le trovo complicate da descrivere in modo semplice e lineare, perché in fondo l'ammmmore è un argomento delicato e dev'essere sempre presentato in modo verosimile. Il fatto che il soldato si sia innamorato viene giustificato dalla scelta della donna di salvargli la vita e mi piace come, verso la fine è lui che salva lei in un certo senso. Lo stile è chiaro anche se a volte ho storto un po' il naso perché avrei preferito forme diverse: tipo non mi è piaciuto "il sacco di cuoio che aveva quasi riempito di gioielli" Magari sono i miei gusti, ma mi sarebbe piaciuto reso diversamente. Per il resto davvero complimenti!
  4. Promise

    [MI 68] Caratteri in tasca

    Ciao punto! Bella storia, anche se personalmente l'ho trovata troppo pesante per tutta la trama che giustamente girava intorno al prologo Ma credo che dipenda dal limite degli ottomila caratteri, altrimenti l'avresti esposta con più facilità durante tutta la storia. Alcune volte hai usato troppe virgole, ma trovo che sia stata una tua scelta voluta. Non so se sbaglio ma a quanto ho capito la trama di azione è stata scelta spesso in questo MI, però tu hai dato comunque una luce diversa e singolare al tuo risvolto. Bel lavoro!
  5. Promise

    [MI 68] Un nuovo punto di vista

    Grazie a tutti, davvero. Io scrivo con amici da quando avevo 13 anni circa, ma l'ho sempre fatto per noi, senza pensare a miglioramenti e imparare nulla di particolare, ma solo per divertirmi. Col tempo mi sono appassionato sempre di più e sono arrivato, a 20 anni ( forse un po' tardi) al punto di voler fare della scrittura qualcosa di importante e presente nella mia vita.E sapete con chi ho iniziato ad intraprendere questa strada? Con voi. Quindi sì, è proprio una promessa, e vi ringrazio dell'aiuto che mi state dando. Spero che andrà tutto bene, perché poche cose ho portato a termine fino ad ora, e voglio che migliorare in scrittura sia una di queste cose.
  6. Promise

    Mezzogiorno d'Inchiostro n. 68

    Promise: prompt di mezzogiorno o di mezzanotte? è di mezzogiorno. Scusa il ritardo, comunque è la prima cosa che ho scritta nel post!
  7. Promise

    [MI 68] Un nuovo punto di vista

    Grazie per il commento! Questo è il mio primo MI, ma nella sezione racconti pubblico i capitoli di "Akai" che se tutto va bene un giorno molto lontano sarà un romanzo fantasy hehe. Mi sto approcciando seriamente alla scrittura da qualche settimana, quando mi sono iscritto qui, quindi come vedi ci sono ancora errori da pivello o da ignoranza. Sono contentissimo delle vostre correzioni perché mi aiutano a capire, quindi non potrei mai offendermi! Grazie di tutto, a presto!
  8. Promise

    Mezzogiorno d'Inchiostro n. 68

    Fading aiutami, ho paura!
  9. Promise

    Mezzogiorno d'Inchiostro n. 68

    Ho finito! Dovrei aver fatto tutto bene, speriamo. E' il mio primo MI, spero di non aver rovinato nulla http://www.writersdream.org/forum/topic/27345-mi-68-un-nuovo-punto-di-vista/
  10. Promise

    Piacere, ti presento il tuo fidanzato! (Parte 1)

    Ciao! Piacere di conoscerti, io sono Promise. Ora commenterò la tua storia, il mio commento sarà in grassetto per fartelo distinguere bene. Non sono un esperto, ma farò del mio meglio per aiutarti a farti capire eventuali errori e migliorare. Cominciamo! Okay, passiamo alle considerazioni! Ho avuto l'impressione che hai paura di usare i punti fermi per fermare la storia. Tranquilla che non lo fanno, danno un certo ritmo che non tira troppo alla lunga un periodo e lo enfatizzano anche a volte. Infatti trovo anche che usi troppe virgole che a volte proprio loro bloccano la lettura e il ritmo. Per il resto, la trama è carina e mi ha interessato, anche se forse hai scritto troppo poco per il primo capitolo, non trovi? Considera che hai a disposizione ben 8000 caratteri, fanne buon uso! A presto!
  11. Promise

    Akai (Parte 3/11)

    Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/27061-questioni-di-famiglia-110/ Link a tutte le parti: Note: Come avrete notato, la trama è molto lenta. E' così che voglio farla andare, visto che non sono un tipo che porta sempre avanti ciò che inizia. Con Akai voglio redimermi. Magari. chissà, sarà un'ottima lezione di vita portare a termine qualcosa di lungo! La giornata passò lentamente per un ansioso Gerwyn e velocemente per uno spensierato Akai. Il sole tramontò inesorabile, l'ora era ormai vicina. I sostenitori degli Impuri, ancora anonimi, avrebbero dovuto incontrarli per scortarli fino al rifugio più vicino. La notizia passò con facilità enorme ad Arrotern, da un Impuro all'altro, mutando di paese e paese, quasi come una leggenda. Gerwyn lo venne a sapere dall'unico elfo oscuro che conosceva: Terien, figlio adottato di una famiglia di contadini, proprio come Gerwyn e Akai. L'elfo scuro gli disse che in tutta Arrotern erano disseminati dei soldati sostenitori degli Impuri, e lui lo era venuto a sapere proprio da uno di loro, di cui conosceva poco e nulla. Terien era felice e spensierato per quelle notizie. Gerwyn lo considerava davvero un ingenuo, tutta quella storia non lo aveva mai rassicurato per nulla. Se era vero che giravano voci per tutta la nazione, allora chiunque poteva venirne a conoscenza, sopratutto i male intenzionati. Poco sarebbe bastato loro per disseminare false informazioni e condurre masse di Impuri diritti al massacro. Ma non avevano alternative. Non volevano nascondersi ancora, per aspettare soltanto la morte. Gli Impuri scappavano per tutta la vita, chi li voleva morti lo sapeva bene, e rendeva la loro stessa esistenza un inferno, la loro nascita una maledizione. Il continente di Ardisia li voleva estinti e questa guerra sarebbe stata lo strumento purificatore per l'intento. Ed eccoli lì: i due elfi scuri si allontanavano nella notte a passi veloci seppur incerti dal nido familiare che li aveva cresciuti e protetti fino a quel giorno. Gli occhi ancora umidi di lacrime del grande, il pianto puerile del piccolo che non aveva mai distolto gli occhi dalla casa che stavano lasciando. Gerwyn quasi lo invidiava: a lui era permesso soffrire liberamente, mentre gli adulti non potevano farlo: dovevano dimostrarsi forti e decisi. Gerwyn non poteva voltarsi indietro, altrimenti tutta la forza che aveva in quel momento sarebbe crollata rovinosamente, e non poteva permetterselo. Tuttavia continuava a versare lacrime calde che gli rigavano lentamente il viso, corrucciato in una smorfia di sofferenza nel vano tentativo di trattenerle. La presa salda sul braccio del ragazzino per continuare a trascinarlo con sé, e gli occhi fissati in direzione del pozzo lontano: è lì che si sarebbero riuniti con Terien. I due arrivarono a destinazione quasi nello stesso momento dell'elfo scuro. “Eccoti,” disse con voce triste, ma messo decisamente meglio di Gerwyn. “Sì...” rispose Gerwyn laconico e con voce rauca. Terien piegò leggermente la testa, vide Akai che piangeva ancora senza controllo contro la gamba del fratello. “Starà bene?” Gerwyn non rispose, si limitò a guardare Akai con tristezza e scuotere lentamente la testa verso Terien. Quest'ultimo sospirò piano e guardò un edificio in lontananza: la vecchia caserma abbandonata. “E' lì che dobbiamo incontrare quelli che ci dovranno scortare. Sei pronto?” Gerwyn annui lentamente e prese Akai per il polso, stavolta fu più facile farlo muovere. I tre si muovevano soli nell'oscurità, sapevano di essere molto in anticipo ma in quella situazione non potevano permettersi neanche un secondo di ritardo. Cercavano di essere silenziosi, ma il rumore dei loro zaini stracolmi echeggiava nel silenzio. Non che avessero poi molto se non viveri e medicinali. Gerwyn però aveva il pugnale rosso con sé, e questo lo preoccupava. Avere un'arma non lo rassicurava, sopratutto con una storia simile dietro. Il ragazzo era cresciuto come contadino, non come guerriero, e un'arma era più motivo di preoccupazione che di sicurezza per lui. In quel momento davvero non riusciva a capire perché Martha avesse scelto di donargli quell'arma e dirgli quella verità inutile. Non sarebbe stato meglio non saperlo? Ma poi la sua attenzione passò al piccolo Akai che aveva di fianco. Doveva essere difeso. Era per questo che Martha aveva preso quella scelta: lei aveva sopportato il peso di quella verità per molti anni, e ora toccava a Gerwyn. Era lui che doveva proteggere Akai, anche se questo voleva dire sopportare un peso simile. Con questa guerra e questa persecuzione, l'unico modo per proteggerlo è con un'arma. Non poteva negarlo, era così. Eppure solo l'idea di uccidere era qualcosa che lo spaventava a morte. Se si fosse presentato un pericolo, come avrebbe potuto diventare un assassino, pur se per salvare se stesso ed Akai? Mille pensieri si intricavano nella mente di Gerwyn durante il cammino. Ancora una volta invidiava chi gli stava intorno: sembrava fossero sempre più rilassati di lui. Akai aveva persino smesso di piangere e stava osservando il cielo stellato, rapito da quell'immagine su cui Gerwyn non avrebbe mai pensato di concentrarsi. In fondo il ragazzino non era mai uscito di notte, quindi la sua sorpresa era ben comprensibile. Quanto avrebbe voluto poter osservare le stelle anche lui nel modo in cui le osservava Akai. I tre arrivarono finalmente alla caserma abbandonata, luogo scelto per il famoso incontro. I due ragazzi si guardarono negli occhi e Terien aprì la porta d'entrata. Gerwyn teneva Akai nascosto dietro di sé. Il rumore della porta vecchia e scricchiolante squarciò il silenzio, facendo salire un senso d'ansia enorme ai tre. Una volta aperta rimasero quasi un minuto fermi prima di fare incerti il primo passo dentro. Entrò prima Terien, seguito poi dagli altri due. Camminarono lentamente fino in fondo al lungo corridoio. Se le notizie trapelate erano vere, tutte le porte sarebbero dovute essere sigillate eccetto una: quella sarebbe stata la stanza d'incontro. Così i ragazzi spinsero ogni porta fin quando Gerwyn non riuscì ad aprire una. Il suo petto si riempì di entusiasmo ed eccitazione che spazzarono via tutte le preoccupazioni in quel secondo. “Terien, Terien,” lo chiamò sussurrando. Il ragazzo accorse velocemente, con un sorriso lieto sul viso e aprì la porta. Quando la porta rivelò quello che si trovava dietro, tutti e tre fecero un grosso sospiro di sollievo. La notizia si preannunciava essere davvero vera: in quella stanza illuminata si trovavano altri Impuri. vai al capitolo 4
  12. Promise

    Akai (Parte 6/11)

    Avevo visto un altra persona commentare così e sinceramente non avevo capito un fico secco. Il fatto che hai messo le tue risposte in grassetto però ha cambiato tutto: è molto comodo così in effetti, e se è vero che riesci a correggere meglio, è tutto di guadagnato! Comunque in questo capitolo ho avuto timore di interrompere il ritmo e abusare della punteggiatura ( e ancora ho paura a farlo, non so che mi sia preso oggi) Per il resto hai ragione riguardo Akai e la pelle scura, non ci avevo neanche pensato. A volte do per scontato cose che non dovrei dare, essendo un mondo intero creato tutto da me. Grazie per i commenti, cercherò di fare del mio meglio al prossimo capitolo ( e affogare e libellule sono stati due errori stupidi ahah)
  13. Promise

    La Breve Storia sulla fine del mondo

    Quel "esser" è voluto o è un refuso? Sarà prematura come correzione ma avrei preferito "essere" Meglio andare a capo dopo la virgola Meglio renderla senza una ripetizione "I migranti restavano fermi, immobili" una cosa simile: fa più effetto Su, non Sul Questo a capo è un refuso o è voluto? Ancora consiglio di non usare una ripetizione ma un altro aggettivo, così da dare più effetto, anche se su questa si potrebbe anche chiudere un occhio perché è carina. Okay, passiamo alla trama. Mi è piaciuto davvero tantissimo! E' un testo che vuole esprimere un messaggio e una filosofia secondo me ben chiara, e mi ha davvero colpito come la fine del mondo non fosse qualcosa di pirotecnico e fantastico come se la si immagina, ma qualcosa di molto molto concreto e vicino a noi. Hai un'ottima immaginazione e la parte dei cuochi mi ha fatto anche ridere, devi solo far pratica anche con le maiuscole, o meglio, starci attento. Mi è piaciuto davvero molto!
  14. Promise

    L'umano dietro la luce

    O mamma, sembra delizioso :Q mi è tornata fame
  15. Promise

    Ciao a tutti! :)

    Fierissimo di avertelo consigliato! Questa ragazza è meravigliosa, gente trattatemela bene!
  16. Promise

    Akai (Parte 5/11)

    Ciao! Niente da ridire questa volta sui commenti, mi trovi d'accordo su tutti. Mi sento davvero lusingato dal fatto che paragoni il tuo romanzo ad Akai o i tuoi errori ai miei, mi fa sentire importante! Ti ringrazio per il modo in cui mi segui e per i consigli che mi dai, come vedi sto cercando con tutto me stesso di migliorare pian piano. Grazie di tutto
  17. Promise

    Akai (Parte 5/11)

    commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/27029-di-come-el-zerphen-ingann%C3%B2-ahriman-22/ Link a tutte le parti: Il mezzorco strinse i denti, borbottando parole incomprensibili. “Ah? Hai detto qualcosa, impuro merdoso?!” urlò il ragazzo esaltato, puntando senza esitazione la forca verso la gola del mezzorco, che rimase pietrificato. La situazione si fermò. Nessuno degli Impuri osava fare una mossa, a malapena respiravano. I tre umani invece sembravano quasi a loro agio: Eran, quello col forcone, aveva un sorriso soddisfatto mentre spingeva le punte dell'attrezzo sulla gola verdastra del vecchio, come a fargli capire che non aveva paura di ucciderlo, probabilmente non sarebbe stata la prima volta. L'adulto restava fermo con le spalle al muro, le braccia conserte e la presa stretta sul manico del coltello, mentre Faber, il biondino, continuava a frugare tra gli zaini, ridacchiando quando trovava qualcosa che gli andava a genio. Il tempo per gli Impuri scorreva lento, fin quando la voce del biondo ruppe quel silenzio opprimente. “Ehi, qui dentro c'è un cazzo di coltello!” “Uno di questi stronzi è armato?!” urlò Eran, distogliendo lo sguardo dal suo ostaggio, dandogli l'occasione agognata. Il mezzorco scattò in piedi, spalancò la sua mandibola e la richiuse sulla spalla sinistra del ragazzo, penetrandogli la carne con forza disumana. “AAAAAH!” l'urlo disperato di Eran risuonò in tutto l'edificio,e in un secondo tutto divenne un vero inferno: L'uomo corse con il coltello spianato verso il mezzorco, ma venne fermato da Terien che gli si lanciò addosso. Il biondo fece per estrarre il pugnale di Gerwyn, ma venne interrotto tempestivamente da quest'ultimo, che gli bloccò il polso contro il muro, facendo volare via il pugnale. “Lasciami andare, schifoso bastardo!” urlò il giovane Faber, visibilmente spaventato. Non osava guardare Gerwyn in viso, era forse terrorizzato dal suo aspetto? L'elfo scuro sorrise: “Hai paura di me, umano?” sussurrò con finto sadismo. Faber spalancò gli occhi e urlò disperato, questo sorprese persino Gerwyn. Non era possibile che si fosse spaventato per quella frase. L'elfo scuro notò che lo sguardo del biondo era indirizzato verso quello che succedeva alle proprie spalle. Quando Gerwyn si voltò, comprese da cosa aveva realmente terrorizzato il ragazzo. Il mezzorco aveva prevalso su Eran,gli aveva trafitto l'intero busto con il suo forcone, lasciandolo inchiodato a terra in una pozza di sangue. Gli occhi del ragazzo infilzato, che una volta erano minacciosi e agghiaccianti, ora erano vitrei e morenti; non aveva neanche la forza di emettere neanche un suono. Avevano tutti gli occhi spalancati, e la situazione si era fermata nuovamente. Gerwyn non riusciva a capire come quel vecchio potesse uccidere così un ragazzo, pur se pericoloso. Era pur sempre una vita. Il biondo approfittò della situazione per fuggire via, in preda al terrore più profondo. “C-come...” Gerwyn venne interrotto da un evento ancora peggiore: l'uomo riuscì a liberarsi da Terien e si precipitò con un urlò sul mezzorco, era un'esplosione di rabbia. Si avventò sul suo nemico e lo fece cadere sotto il suo peso, accoltellandolo ripetutamente con gemiti folli e rabbiosi. Perché? Perché non riesco a muovermi? Perché sta succedendo questo? Io...io. Gerwyn era solo un ragazzo, un contadino, non pensava si sarebbe mai trovato in una situazione simile. La paura e lo shock del momento gli avevano paralizzato totalmente il corpo. Era impotente. “Gerwyn, per gli dei, fermalo!” La voce di Terien lo riportò con i piedi per terra. Lo vide che saltava sull'assassino: riuscì a disarmarlo, ma non a prevalere su di lui. Tempo pochi secondi e anche la vita di Terien era in pericolo. Le mani dell'uomo premevano con forza sulla gola dell'elfo scuro. Le ginocchia schiacciavano senza pietà sulla sua pancia, facendogli perdere velocemente energie. Fu solo quando Terien perse i sensi, ormai vicino alla morte, che Gerwyn riprese del tutto il controllo del proprio corpo e disarcionò l'uomo con un calcio in piena faccia. L'uomo si sorprese della reazione di Gerwyn, fu fin troppo scosso dal calcio. Notò un rigolino di sangue sul labbro e guardò in cagnesco l'elfo scuro che era in piedi davanti a lui. “Una feccia come te che mi fa sanguinare” sibilò, rialzandosi e guardandolo negli occhi. “Te la farò pagare, maledetto bastardo!” l'uomo esplose ancora in uno scatto, sorprendendo Gerwyn e sbattendolo contro al muro. L'elfo scuro era già spaventato e respirava a fatica, non avrebbe mai potuto reggere un confronto simile. Provò a colpire le braccia dell'uomo, ma era troppo forte e Gerwyn non riuscì a smuoverlo. Sentiva la grave presa che gli si attanagliava sulla gola e che gli toglieva il fiato. “Muori spazzatura, prega il tuo dio qualunque esso sia, perché tra poco raggiungerai quel mezzorco merdoso!” urlava l'uomo, il suo viso una smorfia bestiale e rabbiosa mentre dava forti ginocchiate nello stomaco dell'elfo, per stroncare qualsiasi suo tentativo di liberarsi. Akai, Martha...mi dispiace. I sensi lo stavano abbandonando, eppure Gerwyn riuscì a sentire la presa allentarsi sulla sua gola, fino a lasciarlo libero. Il ragazzo aprì gli occhi più che poté, non riuscendo a distinguere nulla se non immagini sfocate. Perché ha smesso? Sono forse già morto? Gli occhi dell'uomo erano sorpresi, e velocemente si spensero. Cadde a terra senza vita. Dalla bassa schiena dell'uomo spuntava l'impugnatura e parte del metallo rosso. Dietro al corpo senza vita si trovava Akai, con le mani e il viso sporco di sangue, le lacrime agli occhi e ancora le mani tremanti. “G-gerwyn, s-stai...bene?” disse tremolante il bambino. Gerwyn perse completamente i sensi, e Akai urlò il suo nome. Tutto quello che venne dopo per l'elfo scuro fu il buio più assoluto. vai al capitolo 6
  18. Promise

    Akai (Parte 4/11)

    Ehilà! Come al solito puntualizzo su quello che devo puntualizzare, mentre lascio stare le correzioni su cui non ho nulla da ridire. Non voleva essere cristiana ma religiosa, più in avanti si farà riferimento a dei, solo che ora come ora non sentivo il bisogno di inserire ancora alcuna spiegazione, essendo una trama lunga. P Solitamente sarebbe come dici tu, ma Gerwyn è un ingenuo, e quelli che sono venuti lì prima si fidavano, perché in fondo si tratta di due elfe oscure, una bambina e un vecchio. ( anche se il vecchio non è da sottovalutare eheh) Spiegava cos'aveva il vecchio e giustificava il suo comportamento sgorbutico, no? Aiuto, ora ho paura dei gerundi! Ho usato l'aggettivo "innocuo" perché comunque dovevano valutare se una persona era pericolosa o meno in quell'occasione Refuso Non saprei dirti nemmeno io in effetti. Pensa che prima che correggessi, invece di "circo" avevo messo "parco giochi" ahaha Riguardo le descrizioni, è una cosa che devo implementare nel mio modo di scrivere. Spesso le salto completamente o descrivo troppo poco, è che non sono minimamente abituato a farlo. Grazie per gli aiuti e i complimenti, sono sempre sempre sempre apprezzati!
  19. Promise

    Akai (Parte 4/11)

    Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/27028-di-come-el-zerphen-ingann%C3%B2-ahriman-12/ Link a tutte le parti: Un mezzorco anziano e due elfe scure balzarono al sentire la porta aprirsi, l'unica bambina presente, anche lei elfa scura, aveva invece un'espressione entusiasta per l'arrivo di nuove persone che sarebbero andate a giocare con lei al circo, così erano riuscite a convincerla le donne. “Oh, per grazia divina siete degli elfi scuri” disse la più anziana delle due, che sospirò portandosi una mano al petto. “Grazia divina un corno! Gli unici che verranno qui saranno Impuri! Aspetteremo all'infinito!” urlò un vecchio mezzorco, visibilmente stizzito e con un tono di triste disillusione. “Mi dispiace...” rispose sincero Gerwyn. Lasciò la mano di Akai e si scostò lo zaino pesante dalle spalle per raggrupparlo insieme a tutti quelli del gruppo. Akai andò a sedersi vicino alla piccola elfa scura, che prontamente iniziò a tempestarlo di domande al quale lui rispose volentieri. Terien invece fu abbastanza disturbato dal comportamento del mezzorco, ma non lo diede a vedere, e si sedette accanto ad Akai. Si formò quindi una netta divisione tra quelli che erano lì da prima e i nuovi arrivati. Se non fosse stato per i due bambini, ci sarebbe stato un silenzio opprimente. Gerwyn fu lieto che Akai riusciva a distrarsi da tutto quello che stava accadendo, a differenza sua l'elfo oscuro non riusciva a scacciare il pensiero di quel pugnale dal metallo rosso. I suoi pensieri vennero tuttavia interrotti da una forte tosse rauca. “E' malato” giustificò la vecchia elfa scura con un tono compassionevole; Gerwyn ebbe la sensazione che la donna cercasse di giustificare anche il comportamento del mezzorco con quella frase. “Non voglio carità!” riuscì a dire il vecchio, tra un colpo di tosse e l'altra. Pareva che avrebbe sputato sangue da un momento all'altro. Gerwyn si sentì il petto stringere, pensava a quel che gli raccontò una volta Martha: di come suo marito morì di febbre alta e tosse forte. “Lo avreste amato, era scorbutico e lamentoso, ma in cuor suo era dolce come un bambino” diceva sempre, e Gerwyn col tempo si era fatto una chiara idea di che tipo di uomo fosse stato, e di quanto amore avesse dato a Martha. Certo, era difficile immaginare dolcezza dietro i modi intimidatori che aveva quel mezzorco, eppure l'elfo si sentiva in dovere di aiutarlo. Incrociò lo sguardo con quello di Terien, come a cercare una conferma silenziosa, ma l'altro era ancora infastidito dal carattere del vecchio mezzorco, e non aveva compreso la muta richiesta di Gerwyn, così il ragazzo prese da solo la decisione: aprì il proprio zaino, prese una delle poche sacche di medicine che aveva e si avvicinò all'anziano mezzorco. In quel momento malediceva la sua ingenuità, ed era sicuro che anche Terien lo avrebbe maledetto. “Se non ci sosteniamo a vicenda, chi lo farà?” giustificò la sua azione allo sguardo di tutti. L'anziano mezzorco lo guardò sorpreso. La voglia di rifiutare fu forte, il suo orgoglio spingeva forte contro la gola per fargli urlare di no, ma l'espressione dell'elfo scuro che aveva di fronte era sincera, spontanea, innocua. L'anziano mezzorco sorrise, un sorriso estraneo persino alle elfe scure che stavano con lui da prima. Allungò la mano verso la sacca, con gli occhi pieni di gratitudine, fu in quel momento che la porta della stanza venne aperta bruscamente con un calcio, facendo balzare tutti, la sacca finì a terra, le pillole si sparsero ovunque. “Mezzosangue di merda, siete qui?!” urlò una voce minacciosa pur se giovane. I presenti provarono ad indietreggiare, scoprendo di trovarsi già con le spalle contro al muro. “Allora quella voce che abbiamo sentito non era falsa!” esordì il giovane umano appena entrato. La sua voce non ingannava, era davvero giovane, ma nel suo sguardo c'era qualcosa di spaventoso: erano vibranti di eccitazione, si potevano capire le sue intenzioni con una sola occhiata. Si poggiò sulle spalle il grosso forcone arrugginito, probabilmente recuperato in strada, e fece un lungo fischio. Dietro di lui avanzarono altri due umani, uno biondo che sembrava avere la stessa età del primo, ma uno sguardo meno terrificante; l'altro era uomo che poteva anche essere loro padre per quanti anni mostrava. Gerwyn ebbe l'impressione che fossero una famiglia. Quando si trattava di odio razziale, le famiglie comuni si distinguevano difficilmente dai criminali e dai razziatori. “Guarda quanta feccia tutta in un posto solo, Eran” disse l'uomo, la sua voce era profonda e sicura. Impugnava un coltello da cucina che puntò contro gli Impuri davanti a lui. “Già padre, puzzano così tanto che a malapena riesco a starci qui dentro” rispose il ragazzo col forcone. “Faber, muoviti e controlla se questi parassiti hanno qualcosa di utile nei loro zaini.” il biondino annuì e si apprestò a frugare senza esitazioni nell'equipaggiamento di Gerwyn. “Che cosa significa tutto questo, chi vi credete di essere?!” urlò il vecchio mezzorco. Era spaventato, ma non tanto da restare immobile come stavano facendo tutti gli altri. “Oh, adesso parlate anche?” disse Eran, spostandosi la forca dalle spalle e impugnandola con due mani. vai al capitolo 5
  20. Promise

    Ariel - Parte 1/3

    Sì, ma adesso voglio la parte 2! Susu!
  21. Promise

    Il viaggio della Beccaccia - Capitolo 1

    Premetto che sono piuttosto un pivello, quindi il mio commento non sarà dei migliori, ma proverò a darti le mie impressioni e considerazioni. E' stata certamente una scelta personale, ma trovo che sarebbe più delizioso inventare una data piuttosto che censurarla in questo modo. Ho dovuto rileggere perché avevo avuto l'impressione che fosse una macchina ahah. Comunque toglierei "a U" e lascerei solo "eccellente nell'inversione" o magari la modificherei con "eccellente nella manovra d'inversione". Sei proprio sicuro di voler usare il gerundio? Trovo che un passato remoto sarebbe più adatto qui. Per quanto riguarda lo stile non ho molto da dire: mi è parso per lo più corretto. Hai un vocabolario davvero molto ampio, tanto che quel che scrivi è un po' difficile da seguire ad un certo punto. Sono rimasto perplesso su come il capitano e l'equipaggio fossero andati nel panico nel vedere il bel tempo, c'è qualcosa che mi sfugge? Forse dovresti rendere meglio il perché il bel tempo ha creato questa tragedia. Ho notato che l'equipaggio impazzisce per la mancanza di avversità e situazioni comunemente spiacevoli. Il perché, tuttavia, mi sfugge. Vuoi tenerlo nascosto? Se no, allora dovresti renderlo meglio, in modo da far capire al letto il perché. Ancora una volta ti esorterei ad inserire una data, perché inizialmente ho pensato che fosse ambientato nel 600 o giù di lì, poi ho letto del lanciafiamme, dell'arma e delle bambole gonfiabili e ho capito che era dopo il '900. Hai voluto rendere la data un mistero, e farla scoprire solo leggendo tutto il brano? Per il resto, apparte la forse voluta complessità, ti faccio i miei complimenti, ne sai davvero tanto Mi ha ricordato un po' lovecraft per la complessità e un po' Hemingway, per quanto riguarda i termini precisi sull'attrezzatura di cui parla ne "Il vecchio e il mare".
  22. Promise

    Salve

    10 anni? caspita! Benvenuta!
  23. Promise

    Presentazione

    Benvenuta Johanna! Tranquilla che qui i commenti non lasciano quasi mai l'amaro in bocca. Sono già curioso di conoscere la tua mente scommetto che scriverai un po' di cose interessanti. Non deludermi eh! ( nah scherzo, non ti do responsabilità già da ora )
  24. Promise

    Ciao a tutti ^^

    Se sei alle prese con la scrittura di un libro allora questo posto ti aiuterà ancor di più. Qui ci sono molte persone che stanno vivendo o hanno già vissuto quest'esperienza, quindi fai un salto quando puoi che non te ne pentirai! Benvenuta!
  25. Promise

    Salve a tutti

    Ciao Pedigree, benvenuto nel forum! Ti troverai benissimo. Io sono qui da una settimana e ho ben chiara la strada per migliorare. Questo è un ottimo luogo per divertirsi, capire i propri errori e quelli altrui. Leggi le regole per non venir bacchettato, e inizia fatti conoscere con i tuoi brani!
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