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puntoevirgola

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  • Compleanno 18/05/1973

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  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Romana d'origine, trasferita sul litorale per aver ceduto all'irresistibile richiamo del mare.
  • Interessi
    Lettura, scrittura, creatività intellettuale e manuale a go go... sono un vulcano in continua eruzione! Fisicamente pigra (la mia filosofia è risparmiare le energie per quando sono indispensabili) l'unico sport che amo è il nuoto (o va bene anche guidare?!) Mentalmente instancabile, mi diverto a compilare interminabili liste di progetti, bilanci e propositi, amo sfidare me stessa a fare sempre di più, mi rilasso con i puzzle, mi diverto a giocare con i miei figli, a leggere per loro, a pitturare. Innamorata del mare, adoro prendere il sole e raccogliere conchiglie. Anche se uso il computer, sono una grande fan della macchina da scrivere e non rinuncio a carta e penna per agenda e taccuino.

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  1. puntoevirgola

    Ferragosto d'Inchiostro 2018 - Off Topic

    ahimè, più che giusto! alla prossima tappa
  2. puntoevirgola

    Ferragosto d'Inchiostro 2018 - Off Topic

    grazie... sto davvero perdendo colpi
  3. puntoevirgola

    Ferragosto d'Inchiostro 2018 - Off Topic

    @Nico questo il commento ora le spiegazioni: ho scritto il commento sabato sera, undici e mezza circa, e credevo di averlo postato, poi ho preparato tutto per inserire il racconto e mi sono accorta che non mi aveva preso il commento, ho provato a rimetterlo e nulla, ho deciso di postare intanto il racconto e riscrivere il commento poi, ma nel frattempo è scattato da 23.59 a 00.00 e infatti credevo di non esserci riuscita. Avevo una rabbia assurda, perché ho fatto i salti mortali per scrivere questo racconto... ho sbattuto una porta svegliando tutti, poi ho provato a inserire un commento di spiegazione e non ci sono riuscita. Mi sono arresa... Ieri ho lavorato... ma ho visto la tua risposta e sono stata immensamente felice che qualcosa fosse arrivato, che un risultato da quella serata folle fosse emerso. Non so cosa sia successo, se problemi di connessione o altro, ma stamattina ho ritrovato il commento che avevo scritto sabato sera. Potendo, l'ho ampliato, ma non ho ancora compreso perché sabato non sia riuscita a postarlo e oggi sì. Misteri... Detto ciò, fai quello che ritieni giusto. Decidi liberamente se inserire o no il mio racconto. Volevo solo spiegare il perché del post alle 00.00 e senza commento, perché ce l'ho messa tutta per fare le cose per bene e la tecnologia mi ha tradito sullo scatto del secondo determinante.
  4. puntoevirgola

    [FdI 2018-1] L’attico allo Zen

    Personaggi: Bel racconto, mi è piaciuta molto la scelta dei nomi, il rimando ai protagonisti del romanzo di Hesse, ma non ho ritrovato in loro gli stessi caratteri. Inoltre sono appena accennati, e alcuni troppo stereotipati. L'accenno sarebbe stato perfetto se ci fosse stata una corrispondenza tra i personaggi del romanzo di Hesse e i tuoi, ma nel momento in cui tenti una bellissima operazione di usare gli stessi nomi per protagonisti del tutto diversi, dovresti descrivere di più i personaggi per mostrare in modo netto le differenze. Ambientazione: realistica e accurata, ma forse poco adeguata rispetto al rimando all'opera (stesso discorso dei personaggi). Come ti ha già scritto qualcun altro lo ZEN è una cosa del tutto diversa. Straordinario, originale e suggestivo, però, lo scioglimento del tuo acronimo. Mi è piaciuto moltissimo. Ritmo: scorrevole e incalzante. Forse anche troppo. Rispetto al testo di partenza, la mia idea è di uno scorrere più lento, ma questo è soggettivo e comprendo il dramma del numero di caratteri. Sul personaggio di Kamala, indiscussa protagonista del testo, c'è un vuoto che dispiace. Abbandona tutte le sue vite precedenti, ma perché? Forse amante di un boss, forse assassina, di certo determinata a costruirsi un futuro. A prezzo delle scelte più crude. Per quale motivo? Perché si è sentita tradita dall'inganno del padre, che voleva fare uno scatto di carriere a si trova ai domiciliari in un posto squallido, trascinandosi dietro tutta la famiglia? Perché non le sono stati insegnati valori positivi? Perché? A mio avviso i personaggi possono compiere qualsiasi cosa, se si riesce a dare al lettore l'idea del loro carattere, della storia che incide sui comportamenti, del modo (reale o patologico) che hanno di interpretare qualcosa. Invece la tua Kamala agisce in un certo modo (poco carino) ma non si sa perché. Di nuovo, comprendo il limite dei caratteri... ma a volte bastano poche parole. E poi si lima da un'altra parte. Ancora: da dove nasce il suo amore per Govinda? dal fatto che lui l'ha difesa e basta? è poco credibile. Ma non si evince altro dal racconto. E i genitori: a parte l'errore (o è voluto?) del padre, quale colpa hanno commesso per essere estromessi dalla vita della figlia? In sintesi: hai creato quello che potrebbe essere un bellissimo personaggio, che agisce spinta da sofferenze, vita dura, disillusioni... ma non dici nulla di tutto ciò e l'impressione è di una donna fredda e un po' crudele, fondamentalmente un po' egoista, non di una combattente, che affronta come può le difficoltà che il destino le riserva. Insomma, capace di suscitare empatia nel lettore. Linguaggio e stile invece sono davvero ottimi. I miei sinceri complimenti.
  5. puntoevirgola

    [FdI 2018-1 - Fuori concorso] Movimento infinito

    commento Titolo Libro - 4: Hermann Hesse, Siddhartha Temi: ricerca Si era svegliato senza sapere più chi fosse. Aveva aperto gli occhi, si era guardato intorno. Una stanza di ospedale, medicinali e disinfettanti, che impregnavano l’aria di un odore inconfondibile, il suo braccio fasciato e dolorante. Aveva suonato il campanello. Quando aveva detto all’infermiera di essere confuso, di non avere idea della propria identità, aveva fissato il suo viso molto magro, in cui spiccavano due grandi occhi, che lo stupore aveva dilatato ulteriormente. Quello che l’infermiera aveva definito un incidente, per la polizia era stato un tentato omicidio, ad opera di ignoti, per la sua fidanzata un imprevisto sfortunato che non doveva ostacolare i preparativi per il matrimonio, per il suo amico un mistero su cui avrebbe dovuto fare chiarezza prima di prendere qualsiasi decisione. Si riferiva al matrimonio? O a qualcos’altro? L’amico gli aveva risposto in modo sibillino “forse la tua perdita di memoria non è poi un male assoluto.” La sua vita si era sgretolata, come un paese distrutto dal terremoto. Tutto quello che ne restava erano informazioni, sterili, vuote, rimbombanti di non senso. Non ricordava assolutamente niente. C’era da impazzire. Le prime terapie non erano servite. Avevano solo inasprito il senso di perdita e incrementato quello di spaesamento. Si sentiva estraneo a se stesso. “Forse dovrà convivere con la sua perdita di memoria”gli aveva detto il medico. In pratica ricominciare da zero. Che opzioni aveva? Riprendere la quotidianità di prima facendosi aiutare dagli altri, non era in discussione: sarebbe stato frustrante e non avrebbe saputo di chi potersi fidare. Imparare la sua vita ex novo? Sarebbe stato comunque dipendente da ciò che gli altri gli avrebbero detto. E non era questo che voleva. Lasciar fare al caso? Forse, oppure no. Ci fu un attimo di titubanza, di panico quasi, che aveva sentito anche nella carne. Un pensiero di annientamento. Poi era arrivato quel poliziotto a dire cose che nessuno vorrebbe ascoltare. Si era sentito male, aveva perso i sensi. Al risveglio, però, i ricordi c’erano. Pochi, confusi, ma presenti. Anche se forse sarebbe stato meglio che non fossero tornati. Non li voleva. Poi, uno scatto interiore. Una sorta di illuminazione. Da qualche parte della sua memoria dilaniata era riaffiorata una massima, di Socrate se non ricordava male: “Conosci te stesso”. Una vera epifania. Quello di cui aveva bisogno era solo comprendere chi fosse. Oggi, ora. Sarebbe ripartito da zero, d’accordo, ma sarebbe ripartito da sé. Uscì di casa, si mise a camminare, senza meta. La città era allegra, colorata, profumata… un invito alla vita. Eppure sentiva che mancava qualcosa. Attraversò strade e piazze, arrivò ad un bivio. Una discesa a sinistra, la strada che proseguiva in piano avanti a sé. Istintivamente imboccò la discesa. Mentre la percorreva si chiese il perché di quella scelta. Forse era una kenosis, una catarsi e anche il corpo rispondeva scendendo. Continuò a camminare. Verso cosa andava? Non lo sapeva. Ma sentiva di essere alla ricerca di qualcosa. O di qualcuno. Girò un angolo e gli si aprì un orizzonte. Il mare, immenso, sublime, vigoroso. Davanti a lui una distesa spumeggiante, increspata dalla brezza, scintillante di riflessi dorati. Il sole era ancora alto. Ebbe l’impressione di ritrovare un amico. Il profumo dell’aria salmastra, il dolce sottofondo ritmato del moto delle onde, le gradazioni scintillanti di blu. Si sentiva avvolto da quel cielo, parte dell’immensità salata. Rimase fermo, in piedi, ad ammirare lo spettacolo che aveva davanti. Inspirò pace ed espirò pienezza. Rimase immobile, fissando il rincorrersi delle onde, la loro fantasia nell’incresparsi, innalzarsi, aprirsi e distendersi in un andirivieni continuo eppure sempre nuovo, originale e creativo. Non ce n’era una uguale all’altra eppure tutte erano parte di un disegno da cui non potevano discostarsi. Ma non ne erano prigioniere, pensò. Il loro esistere era in quell’appartenenza, così integrata da sembrare consapevole. Esattamente ciò che lui stava cercando per il suo esistere. I colori intorno a sé continuavano a cambiare, il tramonto che si avvicinava dipingeva il cielo di sfumature mozzafiato. Si sentiva parte di quel quadro vivente. Istintivamente si spogliò e si tuffò. Un pensiero squarciò la sua serenità: e se non avesse saputo nuotare? Ma già il suo corpo aveva risposto con dei movimenti precisi. Fu pervaso da una gioia allegra e iniziò, una bracciata dopo l’altra, a scaricare la tensione. Quando uscì dall’acqua si sentì osservato. Alzò lo sguardo. Un pescatore aggiustava le reti, ma ogni tanto lo fissava e sorrideva. “Buonasera – gli disse. – Bentornato.” “Grazie, lei è…?” “Si sente meglio? Ho saputo dell’incidente, della perdita di memoria. Ha fatto bene a venire qui. Da dove ripartire, se non dal mare?” “Scusi, ma lei chi è?” “Un pescatore” rispose con il tono accondiscendente di chi deve esplicare un’evidenza. “E lei?” “Non lo so. Forse non lo saprò mai.” Non aveva detto di sapere che aveva perso la memoria? Perché allora gli poneva quella domanda? “Non lo sa ora, piuttosto, ma lo saprà presto.” “Mi hanno detto che forse non recupererò la memoria.” “Chi ha parlato di memoria? Io parlo di conoscenza di sé.” Sorrise e tornò alle sue reti, silente. Ma lui aveva bisogno di altro. “Cosa intende dire?” Il pescatore rispose con una domanda. “Cosa le ha detto il mare?” “Il mare non parla. Ma forse ha lei le risposte che cerco.” Il vecchio scosse la testa. “Io non rispondo. Riparo reti e aiuto quelli come te a trovare le proprie risposte. Ma il mare risponde sempre. E lo ha già fatto con te.” Cosa poteva dire quella infinita distesa di acqua? Restò immobile per quasi un’ora, ad osservare onda dopo onda formarsi, crescere, esplodere e distendersi. Una dopo l’altra, sempre con lo stesso ritmo, mai con la medesima forma. Non era facile capire. Lui non ci riusciva, comunque. Il cielo si era fatto infuocato. Il pescatore cercava qualcosa. Lo raggiunse. “Cosa cerca?” gli chiese. Il vecchio lo fissò. “Stavo per rivolgerle esattamente la stessa domanda.” “Sto cercando me stesso. E lei?” Si chinò in automatico accanto al pescatore. Ma quello si tirò su, lo guardò. “Sto cercando il modo di farti trovare te stesso, senza raccontarti ciò che la tua mente non ha ancora il coraggio di ricordare.” “Magari non voglio, il passato non mi interessa.” “Il passato è alle spalle, ma dobbiamo essere in pace con quel tempo se vogliamo vivere il presente e costruire il futuro. Devi accettare ciò che ti è accaduto per superarlo. I ricordi ci sono, intatti, ma la tua mente li rifiuta e non li lascia affiorare. Però questo ti blocca.” “E sappiamo per certo che è un male?” “È solo la paura a farti parlare così. Avevi trovato il coraggio di cambiare… e ora sei punto e a capo” sospirò il vecchio. Rimase fermo davanti al mare. Poi gli mise un braccio sulla spalla. Un deja vu. E tutto tornò, come un fiume in piena. Il dolore, la delusione: era stata lei, che diceva di amarlo, lei che non voleva credere nel suo sogno, ancorata a conti correnti e certezze, avida e violenta. Gli altri lo avevano preso in giro. Lasciare la ditta e girare per il mondo a fare foto? Solo il suo amico lo aveva appoggiato. Lui e il pescatore, che lo aveva aiutato a trovare se stesso. Una volta, e ora un’altra. Sempre senza dare risposte, sempre davanti al mare, a quel movimento infinito che lui voleva immortalare in uno scatto. Sentì tornare in sé stesso una tranquillità che era stata dispersa, rapita, strappata, la consapevolezza che avrebbe potuto affrontare ogni cosa, ogni sfida, ogni difficoltà. Da quel punto della realtà, la vita non faceva paura.
  6. puntoevirgola

    Ferragosto d'Inchiostro 2018 - Off Topic

    ragazzi questa volta spero di farcela anche io... mi mancate!
  7. puntoevirgola

    Contest di Poesia - 8 Volte Donna

    grazie e scusate per l'errore di topic (il venerdì sera la stanchezza gioca brutti scherzi)
  8. puntoevirgola

    [CP3] - La rotta

    una domanda: c'è un limite minimo/massimo di caratteri o parole?
  9. puntoevirgola

    Contest di Poesia - Off Topic

    ragazzi non so se ce la farò... ma la voglia è tanta
  10. puntoevirgola

    Mezzogiorno d'Inchiostro n. 103 Off Topic

    salve ragazzi, bentrovati... per il MI di domani spero di esserci anche io
  11. puntoevirgola

    Il gioco del Testo Alfabetico

  12. puntoevirgola

    Due linee

    wow sei l'unico ad aver notato il dettaglio (nonostante il neretto). Hai una vista da aquila. Quanto ai lego... sono una che i consigli li prende in seria considerazione, se sono consigli intelligenti. Quindi grazie della dritta.
  13. puntoevirgola

    Mezzogiorno d'Inchiostro n.83 - Off Topic

    buon per voi che non sia così: vinceremmo noi ragazze a tavolino! Invece ho scoperto che ci saranno le olimpiadi... mi piace l'idea! State già risollevando il mio spirito!
  14. puntoevirgola

    Mezzogiorno d'Inchiostro n.83 - Off Topic

    salve a tutti ragazzi, sono passata per caso e ho scoperto che domani c'è il MI... mi piacerebbe partecipare, sono in un periodo nero e stressante, quindi mi aiuterebbe parecchio, ma non ho idea di come procederanno le cose. Che dire? Ci provo! In ogni caso, se non ce la dovessi fare, un saluto a tutti. E vi prego, ditemi che durante l'estate organizzerete tante belle cose... ne ho davvero bisogno!
  15. puntoevirgola

    Mezzogiorno d'Inchiostro N.81 - Topic Ufficiale

    giornata che più delirante non si può! Mi spiace ma non ce la faccio nemmeno oggi. Speriamo al prossimo MI. Buona scrittura a tutti
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