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Nunass

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    La scrittura creativa è la mia grande passione, ma adoro anche fotografare. Sono self publisher per scelta consapevole e sono convinta che: volere è potere! Se volete scoprire qualcosa di più, questo è il mio blog:https://negliocchienelcuore.wordpress.com/

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  1. Nunass

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    Bene! Vittoria meritatissitma, complimenti a Rox! E' stato divertente cimentarsi in questo genere... ma torno alla stesura del mio romanzo fantasy... più rassicurante. Alla prossima sfida!
  2. Nunass

    [Sfida 81] Pensionati in vacanza (3/3)

    ripetizione rimase Il detective per caso con la strampalata compagna di vita e avventura mi è piaciuto. Mi sembra che il giallo sia anche costruito bene con gli indizi disseminati e il caso che aiuta le menti pronte. Forse il lettore si sente troppo furbo e dovresti badare a fornirgli qualche difficoltà e frustrazione in più, a ingannarlo maggiormente insomma per farlo deragliare fuori strada. Qui da un cero punto in poi il mistero si chiarisce agevolmente e la conclusione è un po' sottotono. Per essere il primo giallo mi sembra un buon lavoro, è solo questione di smussare qualche incertezza. Quando si rielabora molto e si tagliano pezzi poi è facile che si vedano le saldature fatte in fretta. I punti forti per me sono i tuoi personaggi, vivi e verosimili, forse asciugando un po' le descrizioni e le precisazioni il testo sarebbe più vivace. La considero comunque una buona prova: complimenti! Grazie Violaliena... diciamo che il risultato poteva essere sicuramente migliore se avessi avuto più tempo e più caratteri a disposizione... però devo sottolineare che questi esercizi aiutano molto, ti costringono a condensare e a sintetizzare i contenuti... con il tempo forse potrei migliorare! Il finale per esempio, trovo che sia troppo sbrigativo, gli indizi fin troppo evidenti... sicuramente questo genere è per me ostico e conduce a dei ragionamenti molto razionali e molto precisi, una sorta di puzzle le cui tessere devono incastrarsi a perfezione! Io amo molto i generi in cui ci si può abbandonare alla fantasia sfrenata, ai voli pindarici, ai sogni e alle divazioni... però è utilissimo cimentarsi anche in cose diverse, mi piace sperimentare! Grazie del commento...
  3. Nunass

    [Sfida 81] Pensionati in vacanza (3/3)

    Gli avverbi sono la mia maledizione! Nel complesso essere riuscita a concludere la storia è già un successo... come ho già detto in precedenza il "giallo" è un genere in cui non mi sono mai cimentata... è davvero difficile riuscire a costruire la trama, disseminare indizi e creare personaggi credibili. Però mi sono divertita molto! Grazie per i commenti...
  4. Nunass

    [Sfida 81] Pensionati in vacanza (2/3)

    @wyjkz31 @sefora Avete ragione e concordo con quanto osservato! Il giallo è davvero un genere ostico, almeno per me...
  5. Nunass

    [Sfida 81] Pensionati in vacanza (1/3)

    Grazie Sefora, anche le tue sono osservazioni pertinenti... avrei dovuto dedicare più attenzione alla revisione!
  6. Nunass

    [Sfida 81] Pensionati in vacanza (1/3)

    Ciao wyjkz31, grazie di esserti soffermata ad analizzare analiticamente il mio racconto! Confesso di aver scritto di getto... di aver sforato di parecchio e di aver proceduto ai tagli lasciandomi dietro refusi e imprecisioni. Il tempo è uno degli elementi che gioca a sfavore nelle sfide di questo genere. Forse la bravura consiste proprio in questo... riuscire a confezionare un testo coerente, corretto e pure piacevole da leggere... evidentemente questa è una mia pecca, in genere ho bisogno di molte revisioni prima di raggiungere un risultato soddisfacente. Riguardo alle osservazioni le ho trovate pertinenti e mi accorgo di avere fatto errori anche grossolani e di non aver distribuito bene le virgole! Grazie per l'editing accurato... spero di fare meglio la prossima volta...
  7. Nunass

    [Sfida 81] Pensionati in vacanza (3/3)

    Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/25910-mi65-con-questi-chiari-di-luna-prompt-di-mezzanotte/?p=466034 «Come va? Ti senti meglio? Vuoi tornare in albergo?» chiese dolcemente a sua moglie. Iside non rispose, ma scosse la testa in segno di diniego. Ma l’espressione del suo sguardo era per Nando abbastanza eloquente e pensò che doveva sbarazzarsi dei coniugi Ceccarelli al più presto. Fortunatamente dopo che il signor Angelo tornò con l’acqua i due decisero di ritornare in albergo. Rimasti soli Iside si sentì sollevata e iniziò il piagnisteo. «Nando, ma ti rendi conto! Quello, il fattorino, ora sa che abbiamo testimoniato contro di lui e sicuramente si vendica!» «Calmati» la esortò l’uomo «innanzitutto non abbiamo testimoniato contro nessuno, abbiamo solo raccontato della telefonata e basta, non abbiamo accusato né lui, ne nessun altro. Secondo, non è lui l’assassino» «Come fai a essere così sicuro!» «Ho riflettuto e sono giunto alla conclusione che non può essere stato il tizio tatuato a uccidere la povera Salvini» affermò Nando abbassando il tono della voce. «E chi è stato?» domandò ansiosa la donna. «Chi è l’assassino ancora non l’ho scoperto, ma sono sicuro che lui c’entra niente… e questo per diversi motivi» L’uomo avvicinò la sdraio a quella di sua moglie, per evitare che qualcuno lo ascoltasse. «Tu hai visto quanto è muscoloso il tizio, no?» «E certo che l’ho visto» rispose Iside «c’ha due braccia che me sembrano due canotti!» «… quindi, di conseguenza, come può essere che la Salvini non aveva sul corpo ferite mortali? Sul giornale c’era scritto che i colpi erano superficiali, ma dato che sono numerosi, si pensa che siano stati inferti durante un raptus e pensi che un uomo grosso e muscoloso come quello, se fosse stato in preda a un attacco d’ira avrebbe dato delle pugnalate non mortali? E poi.. ti pare che un tizio del genere se ne va in giro con un coltello da cucina? » Iside guardò pensierosa il marito e non trovò nulla da obiettare a quelle congetture, in effetti quelle ipotesi potevano avere un fondamento, forse il tizio tatutato non c’entrava nulla. Ma allora chi era l’assassino? E perché avrebbe ucciso quella povera ragazza? «Poi, secondo me c’è anche un’altra donna in questa storia» aggiunse Nando. «Quale altra donna?» chiese perplessa Iside. «Ti ricordi della donna di cui ci hanno parlato i Ceccarelli? Quella che hanno visto discutere con Rossi? La cuoca» «Ah sì, ora mi ricordo, ma cosa c’entra quella ragazza… magari discutevano per chissà quali motivi!» «Questo è quello che sarebbe importante scoprire… » disse Nando, mentre una nuova ipotesi si faceva largo nella sua mente. La sera dopo cena Nando disse a Iside che sarebbe andato a fare un giro, ma dato che faceva un po’ freddino non era il caso che uscisse anche lei e le propose di rimanere a guardare la tv nella sala comune. La donna accettò la proposta, non amava molto camminare, e data la sua imponente mole preferiva sicuramente sprofondare nel comodo divano dell’albergo. L’uomo uscì trafelato dall’edificio, attraversò la strada e si appostò in modo da poter sorvegliare l’entrata di servizio. L’orario di chiusura della cucina dell’hotel era previsto per le 23 circa, dato che la maggioranza dei clienti erano i pensionati e di solito alle 19.30 già erano pronti per la cena. Dopo pochi minuti gli inservienti iniziarono a uscire, Nando non sapeva quale fosse la donna in questione, avrebbe tentato di individuarla per esclusione, dato che sapeva che doveva essere abbastanza giovane. Dall’edificio uscirono due uomini e due donne, di cui una sicuramente sopra la cinquantina, quindi la persona che gli interessava doveva per forza essere l’altra. Il gruppetto si salutò e la ragazza prese la direzione opposta ai suoi colleghi. Nando cercò di seguirla discretamente, sperava in qualche incontro o telefonata per raccogliere indizi significativi. In effetti, dopo alcuni minuti la giovane donna prese il cellulare per chiamare. Rimane in attesa qualche secondo, poi iniziò a discutere animatamente con il suo interlocutore. Le parole non sempre erano chiare, ma Nando riuscì a cogliere più o meno il significato del discorso. Attese la fine della telefonata e rimase immobile finché la ragazza non fu abbastanza lontana. Poi tornò di corsa da sua moglie, per raccontarle ciò che aveva scoperto. Iside, sprofondata nella poltrona davanti alla tv, ronfava della grossa. Nando si avvicinò e con dolcezza le scosse lentamente il braccio, per non farla impaurire. La donna aprì gli occhi. Con lo sguardo assonnato guardò il marito e poi realizzò il fatto di non trovarsi nel suo letto. «Santa pupazza, ma mi sono addormentata!» «Forse il programma in tv era noioso…» commentò ironicamente Nando «Comunque sia ascolta… ho scoperto una cosa molto interessante, però andiamo in stanza». Quando furono lontani da orecchie indiscrete l’uomo raccontò a Iside ciò che aveva visto e udito. La donna ascoltò stupefatta il racconto. «…Capito?» disse infine Nando «Ora si inizia a sbrogliare la matassa! Quella donna è molto coinvolta in questa storia» «Quindi tu pensi che questa ragazza ha una relazione con il tizio tatuato?» «Certo, o almeno l’ha avuto fino a poco tempo fa. Lei al telefono gli stava rinfacciando proprio il fatto di averla abbandonata per tornare dalla Salvini» ribadì Nando. «… e quindi sta ragazza era gelosa della Salvini e l’ha fatta ammazzare da qualcuno per toglierla di mezzo nella speranza di rimettersi con il tatuato!» concluse soddisfatta Iside. «Beh, diciamo che, in linea di massima, l’intenzione di toglierla di mezzo sicuramente c’era ma… potrebbe averlo fatto lei personalmente» «Cioè dici che… la Salvini l’ha ammazzata lei, la ragazza?» «Potrebbe, anche perché l’omicidio è stato compiuto da una persona non tanto robusta e poi… ricordati che è stato usato un coltello da cucina, uno di quelli per tagliare la carne» osservò Nando, mentre passeggiava nervosamente avanti e indietro, per cercare di ricollegare tutti i pezzi del complicato puzzle. «Me sa che c’hai ragione!» esclamò Iside «Questo è il classico triangolo amoroso! Lui, lei e l’altra… ora quadra tutto» «Io credo che questa ragazza abbia ucciso la Salvini per un raptus di gelosia, perché lui le aveva confessato di voler tornare dalla sua ex e quindi… accecata dall’odio ha prima cercato di parlare al telefono con la Salvini, poi vista la sua reazione di rifiuto si è procurata il coltello e la mattina presto l’ha attesa nel corridoio. Magari voleva solo minacciarla… e poi la faccenda ha preso un’altra piega, lei non ha creduto alle parole della Salvini, anzi, ha pensato che tutti e due volevano fregarla e quindi ha aggredito la donna…» sentenziò Nando «Sarà il caso di tornare alla polizia…» aggiunse. Il torpedone era in attesa davanti all’hotel per riportare a casa i pensionati. La vacanza era giunta alla fine. Nando e Iside si accomodarono sui sedili nell’ultima fila, mentre fuori uno stuolo di giornalisti si accalcava all’entrata principale. La cuoca dell’albergo era stata lungamente interrogata e alla fine aveva ammesso di aver ucciso la Salvini per gelosia, scagionando definitivamente il tatuato, fra lo sconcerto di tutti i villeggianti. «L’avevo detto io, che c’entrava la ragazza!» diceva la signora Ceccarelli ai pensionati seduti alla fila davanti. «Sì, infatti…» confermava il marito «Non poteva essere stato lui… lo abbiamo subito sospettato!» Nando e Iside si guardarono increduli. «Sti Ceccarelli sono proprio due sagome!» disse Iside «l’anno prossimo se ce stanno pure loro rimango a casa, a costo di morire di caldo!»
  8. Nunass

    [MI65] Con questi chiari di luna (prompt di mezzanotte)

    La prima cosa che mi ha colpito di questo racconto è il cognome del protagonista: Persichetti. Sarà una coincidenza, ma è anche il cognome di un mio personaggio! SI tratta di un racconto noir, scritto per un contest su Meetale. Mi ricordo di averlo scelto perchè a Roma è un cognome molto comune e la storia era infatti ambientata nella capitale. Ma a parte questa divagazione, vorrei esprimere un parere sul tuo racconto. Ho letto che è stato scritto in breve tempo, e già questo complica le cose... scrivere un testo coerente e autoclusivo in certe condizioni è veramente difficile, quindi complimenti per l'idea, che forse come trama non credo che intenda lanciare chissà quale messaggio recondito, ma riesce benissimo a divertire il lettore. Io amo i racconti humor, specialmente se venati da una sottile ironia... Lo stile è scorrevole e piacevole e sulla forma nulla da segnalare. Nel complesso credo sia perfetto! Complimenti, sicuramente tornerò a rileggerti.
  9. Nunass

    [Sfida 81] Pensionati in vacanza (2/3)

    Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/26481-la-morte-della-madre/?p=466018 Il giorno seguente Nando e Iside scesero per la colazione. Sul tavolino della hall c’era un giornale locale che attrasse la sua attenzione. A caratteri cubitali si leggeva in prima pagina: EFFERATO DELITTO ALL’HOTEL VICTORIA! L’uomo prese il giornale e lo portò con sé al tavolo. «Cosa prendi per colazione?» gli chiese Iside. «Fai tu» rispose Nando distrattamente. Sua moglie adocchiò il titolo del giornale. «Ancora co sto delitto? Basta, non se ne può più! E godiamoci sta vacanza!» «Guarda la foto della vittima» Nando passò il giornale a sua moglie, intenta a imburrare una fetta di pane. La donna prese il giornale e rimase a bocca aperta, con la fetta di pane sospesa a mezz’aria. «Ma questa è la signorina che abbiamo visto l’altra sera in spiaggia?» chiese incredula la donna. «Già» «Quella che urlava al cellulare!» «Proprio lei» «Santa pupazza!» Iside non credeva ai propri occhi. «Ma allora l’assassino è quello con cui ci stava…» «Non dire scemenze!». Nando, sfogliò il giornale per leggere l’articolo in cronaca. «Non tirare già le conclusioni… leggiamo cosa dice l’articolo». L’uomo inforcò gli occhiali e iniziò a leggere a voce alta: Dalla prima pagina: Ieri un orrendo delitto si è consumato nell’hotel Victoria. Lucia Salvini, una dipendente dell’albergo, è stata ritrovata priva di vita alle prime luci dell’alba. Il cadavere, era nascosto in un ripostiglio e solo al mattino è stato rinvenuto dalla donna delle pulizie. Il corpo presentava numerose ferite, non letali, presumibilmente inferte con un coltello da cucina quindi la morte sarebbe dovuta a una forte emorragia. Sul movente dell’omicidio non si è fatta ancora nessuna ipotesi. La donna conduceva una vita regolare, madre di una bambina di appena due anni, Lucia Salvini viveva lontana dalla famiglia di origine e pare che in città non avesse parenti stretti. La figlia pare sia nata da una relazione avuta con un collega, tutt’ora dipendente dell’albergo con il quale la Salvini non era in buoni rapporti. Gli inquirenti stanno procedendo agli interrogatori di tutto il personale dell’hotel Victoria. «Ma allora è stato proprio lui!» esclamò Iside. «Lui chi?» «Quello del cellulare no?» «Ma tu che ne sai con chi stava parlando la ragazza quella sera, mica è detto che fosse un uomo!» «Era sicuramente il padre della bambina. Quanti se ne sentono di femmiomicidi!» Nando spazientito posò il giornale. «Primo, si dice femminicidio…secondo, quella non era la moglie e non puoi dire cose del genere se non sei sicura!» «Sto solo facendo un’ipotesi, che secondo me è giusta, comunque non lo dico a nessuno. A proposito, ma che dobbiamo testimoniare sulla telefonata dell’altra sera?» chiese preoccupata Iside. «Questa è una domanda giusta. In teoria dovremmo presentare una dichiarazione spontanea». Era un problema molto delicato e Nando doveva risolverlo il più presto possibile. Se non si fosse presentato agli inquirenti probabilmente nessuno avrebbe potuto tirarli in causa, dato che solo loro due avevano assistito alla scena della telefonata. D’altro canto il suo dovere di cittadino andava ottemperato, specialmente da un uomo che per tutta la vita aveva avuto a che fare con giudici e tribunali, anche perché forse la loro testimonianza avrebbe potuto essere d’aiuto per risolvere il caso. I due anziani coniugi alla fine decisero di testimoniare e si recarono al commissariato di polizia per raccontare cosa avevano visto e udito quella sera. Il commissario Tanzi fu molto gentile e si limitò a raccogliere la testimonianza senza fare ulteriori domande e senza trattenerli più del necessario. Iside scese gli scalini ancora in preda all’agitazione. «Sei sicuro che abbiamo fatto bene? E se quello adesso se vendica?» «Vendicarsi? Ma di chi parli?» «L’uomo, quello della telefonata, il padre della bambina» Iside insisteva con le sue congetture. «Ti ho già detto che non devi dire una cosa del genere!» disse spazientito Nando. «Ma infatti chi ha parlato» si giustificò la donna «Io non l’ho detto al commissario» Il giorno seguente la notizia si era già sparsa, mentre tutto il gruppo degli anziani si trovava riunito per il pranzo, i signori Ceccarelli partirono all’attacco. «Signor Nando! ma non ci ha detto nulla? Come mai?» «Di cosa?» rispose l’uomo mostrando indifferenza. «Ma come sul giornale di stamattina c’erano i nomi di due testimoni… i coniugi Cesaroni non siete voi?» insistette la signora Ceccarelli. A quell’affermazione Nando dovette ammettere di essere stato al commissariato, ma di non poter rivelare il contenuto della testimonianza, in quanto c’era ancora il segreto istruttorio. «Che impiccioni sti Ceccarelli» commentò irritata Iside. «La gente è curiosa…» commentò laconicamente Nando. In serata, mentre Nando e Iside si trovavano nella sala comune, la speaker della tv locale annunciò una svolta decisiva nelle indagini del delitto Salvini: «Oggi ci sono state importanti novità riguardo al delitto Salvini. Un dipendente dell’hotel Victoria è in stato di fermo per accertamenti ulteriori dopo aver reso la sua versione dei fatti. Pare che l’uomo avesse intrattenuto una breve relazione sentimentale con la vittima, dalla quale è nata la bambina. Anche se l’uomo l’aveva riconosciuta ufficialmente i due non avevano mai convissuto e ultimamente, secondo la testimonianza di una persona vicina a Lucia, l’uomo avrebbe inutilmente tentato di riallacciare la relazione. Si aggiunge anche la dichiarazione di due testimoni oculari che avrebbero assistito telefonata, durante la quale, la Salvini avrebbe avuto una violenta discussione con un interlocutore ancora sconosciuto. Si stanno effettuando riscontri sui tabulati telefonici per verificare l’identità della persona». Sullo schermo campeggiava la fotografia a mezzo busto dell’uomo: un ragazzo muscoloso, con le braccia ricoperte di tatuaggi. «Ecco! Che t’avevo detto? Lo sapevo che era stato lui!» esclamò Iside ad alta voce, attirando l’attenzione dei presenti. «Abbassa il tono della voce!» la redarguì Nando «Ti ho detto che non devi lanciare sentenze. Andiamo via» così dicendo l’uomo tirò la moglie per un braccio. «Hai visto? Quello è il fattorino! l’avevo detto io, che non mi piaceva per niente! Era lui al telefono con quella poveretta. E’ lui l’assassino!» Iside non riusciva a contenersi, era agitata e impaurita «quando saprà che siamo stati noi a testimoniare ce fa a pezzettini!» insisteva la piagnucolando la donna. Il giorno seguente Nando e Iside si recarono in spiaggia in tarda mattinata e trovarono l’ombrellone e le sdraio già stati sistemati. I coniugi Ceccarelli erano intenti nella lettura ma appena li scorsero subito si alzarono per andare loro incontro. «Signora Iside! Non sa che sorpresa…» annunciò con aria soddisfatta la donna. «Buongiorno signora Ceccarelli, quale sorpresa?» chiese Iside preoccupata, un brutto presentimento le aleggiava nella testa. «Il fattorino tatuato, quello che avevano fermato, si ricorda?» «Certo che me lo ricordo» «Non ci crederà» intervenne il marito «ma stamattina stava in spiaggia, ad aprire gli ombrelloni, come se niente fosse!» Iside ebbe l’impressione di sprofondare nel vuoto, sentì le gambe cedere e tutto intorno iniziò a girare. «Iside, che c’hai?» chiese preoccupato Nando che la vide sbiancare all’improvviso. Prontamente la sorresse accompagnandola alla sdraio. «Niente, non è niente» la voce della donna era un flebile sussurro. «Angelo, corri, vai a prende un po’ d’acqua alla signora Iside!» disse la signora Ceccarelli rivolta al marito che immediatamente si diresse verso il chiosco del bar. «Mi dispiace» aggiunse la donna «forse ho detto qualcosa che l’ha fatta sentire male?» «No, non si preoccupi » intervenne Nando «sarà stato il caldo, un calo di pressione» così dicendo si sedette di fronte alla moglie prendendole una mano.
  10. Nunass

    La morte della madre

    Certo esprimere un giudizio su un frammento di romanzo è molto difficile... anche perchè non abbiamo la descrizione completa dei fatti e dei personaggi, quindi ci si può soffermare sullo stile e sulla forma. Riguardo al primo aspetto ritengo che il tuo stile sia molto diretto, senza fronzoli, un pò sincopato, tipo immagini sport, ma credo si addica al contesto della storia, sicuramente tragica, da quel che mi pare di capire. La forma invece, come già notato da Ginevra, è un pò appesantita dalle ridondanze... succede anche me di scrivere più volte lo stesso termine all'interno di una frase... ma poi in fase di editing, tutte queste piccole imperfezioni vengono a galla! Certo che questa donna deve essere una madre terribile! chissà quale altre nefandezze verranno descritte nel romanzo! quando l'avrai pubblicato fammi sapere... che sono curiosa! :-)
  11. Nunass

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    Dopo aver finalmente compreso bene il regolamento... ho postato la prima parte... scusate se vi ho disturbato... colpa del caldo! A Roma non si respira! ;-)
  12. Nunass

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    Usa questo Contatore 8.000 caratteri? allora non ho capito nulla, andando a rileggere i messaggi mi era parso di capire che potevo raggiungere i 23.000 carattari, ma quindi bisogna dividere il racconto? scusate, non ci sto capendo nulla! Si, devi postare il tuo racconto diviso per parti se supera gli 8000 caratteri (hai visto come ha fatto sefora?). E' la vostra sfida che prevede la soglia di 23000 caratteri! E devi commentare un altro brano per ogni parte che posti. Hai letto il regolamento della sezione Penna e spada e quello generale? ... evidentemente avevo interpretato male... sto caldo allucinante mi annebbia la mente! :-(
  13. Nunass

    [Sfida 81] Pensionati in vacanza (1/3)

    Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/26460-è-che-la-gina-ha-il-balcone-pieno-di-gerani/?p=466005 Il torpedone si accostò al piazzale antistante l’hotel. L’accompagnatrice del folto gruppo di anziani provenienti dalla capitale, aiutava a scendere uno a uno gli occupanti. «Nando te dai na mossa!» spazientita la signora Iside si rivolse al marito, rimasto seduto nell’ultima fila. «Te pare facile! Mi si è bloccato il ginocchio! Sono quattro ore che sto seduto!» Nando era un omino dalla corporatura molto esile ed era talmente magro da far quasi impressione, specialmente messo a confronto con la grassa consorte. «Non si preoccupi Iside, ora ci penso io al signor Nando» la rassicurò sorridendo l’accompagnatrice. «Grazie Maria, pensa tu a quel rammollito!» disse Iside, schioccando un ultima occhiata furente al marito, rimasto incollato al sedile. L’allegra compagnia invase la hall dell’albergo, trascinandosi dietro ogni sorta di bagaglio, le valige più pesanti venivano trasportate da un fattorino, che i villeggianti guardavano in cagnesco, dato che esibiva enormi tatuaggi lungo le braccia muscolose. Furono assegnate le stanze e tutti si ritirano per un riposarsi dopo il lungo viaggio. Nella grande sala da pranzo una cacofonia di voci e rumori accompagnava il pasto serale dei pensionati. «Ma questa è la seconda porzione di peperoni! Lo sai che poi non li digerisci» commentava una donna vestita in modo eccentrico al marito, che con voracità addentava l’ennesima fetta di pane intinta nell’olio di cottura. «Hai visto il signor Ceccarelli quanto mangia!» commentò Iside. «Ma scusa, perché non deve mangiare quello che vuole!» le rispose Nando, pensando con rammarico che anche lui avrebbe preso volentieri un’altra porzione di pollo fritto. Lo sguardo torvo della moglie lo distolse subito da quel pensiero e tornò a concentrarsi sull’insalata quasi scondita che gli riempiva il piatto. Il medico gli aveva tassativamente vietato di mangiare cibi fritti e troppo saporiti, Iside controllava meticolosamente qualsiasi cosa gli venisse in mente di ingerire. La sua vita da pensionato si era rivelata una vera condanna, dopo lunghi e faticosi anni di lavoro, trascorsi nel polveroso archivio del tribunale di Roma, si era finalmente congedato con il proposito di godersi un’esistenza finalmente tranquilla, ma Iside pareva facesse del tutto per vanificare i suoi tentativi. Dopo cena uscirono in gruppo per una passeggiata sul lungomare. Nando camminava lentamente, le ginocchia ancora gli dolevano e ben presto rimasero in coda. «Iside, aspetta, mettiamoci seduti» disse l’uomo indicando una panchina. «Sei proprio un mollaccione!» lo apostrofò sua moglie, lasciandosi cadere pesantemente sulle assi di legno, che scricchiolarono sotto l’imponente mole. Nando stava per rispondere a tono all’insulto della donna quando udirono una voce stridula provenire dalla spiaggia poco distante. «Ma chi è che urla a sta maniera?» chiese Iside «qualcuno sta litigando, sicuramente al cellulare! Non se ne può più co sti benedetti cellulari… e vai al mercato e parlano da soli, come i matti, vai dal dottore e succede la stessa cosa e vai dal…» «Zitta! Famme sentire un attimo… ». le intimò Nando. La voce femminile ora aveva alzato ancora di più il tono. «Ti ho detto che mi devi lasciare in pace, hai capito? A me non interessa più nulla di quella storia, non è con me che te la devi prendere e stammi alla larga!» la donna urlava, ma la sua figura continuava a rimanere nell’oscurità della spiaggia, Nando non riusciva a distinguere la sua fisionomia. «Facciamoci gli affari nostri… alzati e andiamo via!» Così dicendo Iside si sollevò con fatica dalla panchina. Poco dopo le urla cessarono e la figura indistinta emerse dal buio della spiaggia. Una giovane donna, dall’espressione stravolta passò frettolosamente davanti ai due, infilandosi in un’entrata laterale dell’hotel. «Hai visto? La signorina è entrata dentro nell’albergo nostro!» commentò Iside avviandosi verso il gruppo che nel frattempo si era fermato ad aspettarli. Il giorno seguente l’allegra compagnia si presentò in spiaggia per l’assegnazione degli ombrelloni e alla coppia venne assegnato quello esterno della terza fila. Il muscoloso fattorino tatuato, che evidentemente fungeva da tuttofare, aprì l’ombrellone e piazzò le sdraio. Iside guardò disgustata. I coniugi Ceccarelli, vicini di ombrellone, erano terribilmente loquaci. La moglie iniziò a far commenti sul giovane tatutato. «Signora Cesaroni, ma l’ha visto bene quel tizio? A me non piace per niente! Stamattina stava davanti alla porta di servizio, discuteva con una ragazza, penso la cuoca, perché era vestita di bianco e aveva in testa uno di quei cappelli bianchi a retina. Mamma mia come l’ha trattata! Deve essere un violento.» sentenziò la donna «Angelo, racconta pure tu come parlava quel tipaccio alla signorina!» continuò interpellando il marito. «Sì, sì, proprio un tipaccio, un carattere violento!» confermò il signor Ceccarelli. La noiosa conversazione andò avanti finché Nando annunciò che sarebbe andato in edicola a comprarsi il giornale, lasciando la povera moglie in pasto alle chiacchiere insulse dei due coniugi. I giorni trascorsero tranquillamente finché una mattina, al rientro in albergo, furono accolti da una gran confusione. Nel piazzale antistante l’edificio stazionavano tre volanti della polizia e un’ambulanza. «Ma cosa è tutto sto macello?» chiese Iside al marito. L’intero gruppo fu fatto attendere almeno dieci minuti davanti all’entrata principale, poi il direttore dell’hotel uscì fuori per spiegare la situazione. Una dipendente, quella mattina, era stata ritrovata priva di vita e dato che ora la polizia stava procedendo ai rilievi era necessario non intralciare le indagini, quindi i clienti erano pregati di stare nella sala comune, nella sala da pranzo o nelle proprie stanze, inoltre l’uomo avvertì che tutto il secondo piano era stato isolato e che alcune persone erano state spostate al terzo. «Ha detto morta? » chiese Iside era incredula alla signora che aveva di fianco. «Boh! Poveretta, pace all’anima sua!» rispose la donna facendo spallucce. I pensionati iniziarono a far congetture di ogni genere, chiedendosi chi potesse essere la vittima. Qualcuno si lamentava per il cambio della stanza. Mentre il gruppo discuteva arrivò trafelato il signor Ceccarelli. «So andato a raccoglie informazioni de prima mano» rispose l’uomo concitato. «Ho parlato con un poliziotto… la donna morta era una cameriera. Dice che è stata trovata accoltellata nello sgabuzzino del secondo piano!» «Oh santa pupazza!» esclamò Iside. «Andiamo prendere le chiavi della stanza nuova» propose Nando, dirigendosi verso la reception dell’hotel. «Il secondo piano è completamente isolato, devono fare le indagini e non possono rimuovere il cadavere prima dell’arrivo della scientifica» annunciò Nando al gruppo dei pensionati in attesa. «Ma suo marito è stato un giudice o un poliziotto?» chiese la signora Ceccarelli rivolgendosi a Iside. «No, ma ha lavorato quaranta anni nei tribunali!» rispose con orgoglio la donna. «Conosce un sacco de giudici importanti» Nando diede un’occhiataccia alla moglie e la sospinse verso l’ascensore. «Ma che te stai a inventare?» chiese l’uomo, visibilmente irritato. «Ma scusa, tu non lavoravi in tribunale?» «Io lavoravo nell’archivio del tribunale! E non conoscevo nessun giudice di persona!» «E vabbè, mo questi so particolari…» replicò imperterrita Iside. A cena non si parlò d’altro. I pensionati confinati nella sala comune provavano a fare congetture o ipotesi sulle motivazioni del delitto, il sig. Ceccarelli aveva cercato di ottenere qualche informazione, ma stavolta senza successo.
  14. Nunass

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    Usa questo Contatore 8.000 caratteri? allora non ho capito nulla, andando a rileggere i messaggi mi era parso di capire che potevo raggiungere i 23.000 carattari, ma quindi bisogna dividere il racconto? scusate, non ci sto capendo nulla!
  15. Nunass

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    Allora... non so che sta venendo fuori... forse non proprio un giallo... un coloro ibrido direi. Ma un dubbio mi assale! 24.000 carattari si intendono con o senza spazi? scusate, perchè se sono con... devo procedere a pesanti tagli! :-(
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