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gecosulmuro

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gecosulmuro ha vinto il 28 marzo 2016

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Reputazione Forum

257 Strepitoso

Su gecosulmuro

  • Rank
    Marco
  • Compleanno 27/06/1959

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo
  • Provenienza
    Roma
  • Interessi
    Science Fiction, Fantasy, Grande narrativa classica, Sperimentazione, Esordienti
    Scrittura racconti/romanzi

Visite recenti

2.100 visite nel profilo
  1. Dimenticare i nomi dei personaggi

    Vi è capitato di dimenticare i nomi dei personaggi del racconto che state scrivendo? A me è successo di dimenticare perfino il nome del protagonista! In genere mantengo un foglio elettronico con liste di luoghi e persone.
  2. Esilarante. Avrei detto diversamente qua e là, ma la trovata mi è piaciuta.
  3. Il giusto prezzo di un libro

    Una delle prime cose che insegnano ai corsi di economia è la curva del rapporto prezzo/vendite di un dato prodotto. La curva descrive la tendenza del mercato ad assorbire un dato volume di vendite al variare del prezzo, ed è in genere discendente (sottolineo "in genere": nel mercato azionario, ad esempio, l'aumento di prezzo di un titolo innesca anche un aumento di vendite). Il prezzo ottimale si trova nel punto della curva che ottimizza il guadagno, vale a dire che garantisce il massimo guadagno possibile dalle vendite di quel prodotto e che è rappresentato dal rettangolo di area massima tra quelli che è possibile delimitare dalla proiezione dei punti della curva sugli assi del diagramma. Si vede subito che un prezzo troppo basso non garantisce necessariamente il massimo guadagno e che neanche un prezzo troppo alto lo fa. Il prezzo ottimale si trova in un punto del mezzo. Un prezzo ottimale superiore alla media potrebbe riflettere una bassa propensione del mercato ad assorbire il prodotto, vale a dire, la presenza di un rischio. Dolente disilludere, ma in termini puramente imprenditoriali, al netto però di tante altre validissime considerazioni, non c'è affatto contraddizione tra un prezzo alto e una bassa stima della vendibilità di una proposta.
  4. Mi presento

    Benvenuto. Bruciando lo staff sul tempo, ti invito, come da prassi per i nuovi arrivati, a leggere il regolamento qui
  5. Mi presento

    Benvenuta. Sono sicuro che ti troverai bene. Le tue esperienze sono interessanti, sono molto curioso di quello che proporrai (nelle sezioni apposite) e che non vedo l'ora di leggere.
  6. L'angosciante autopromozione

    Sottoscrivo pienamente. Non è tanto l'auto promozione a essere il problema, quanto, appunto, il dilettantismo. Considero il rapporto con una CE imprescindibile, anche solo per farsi guidare, perciò ben vengano i "suggerimenti" di chi, con le pubblicazioni, ci mette il pane sulla tavola e sa come mettere in pratica la teoria. Starà all'autore, poi, indagare un po': vedere, ad esempio, quanti libri pubblica una data CE, di che tipo, se è conosciuta dalle librerie, cosa se ne dice nel forum, che è qui per questo, e infine scegliersela bene.
  7. Buongiorno a tutti :)

    Benvenuta. Ho letto delle tue esperienze. Qui, come forse immaginerai già, ci sono moltissimi partecipanti che sono passati attraverso vicende analoghe alle tue, dispostissimi a darti un parere, se vorrai. Si tratta di cose su cui c'è della sensibilità e ogni nuova esperienza, sia pure negativa, è un prezioso riferimento per chi si accinge a imprese editoriali. Nella sezione Officina, che bazzico ormai quasi solo da commentatore, c'è un validissimo modo di mettere a confronto la tua scrittura con una platea impietosa, che scaverà in ogni tua singola debolezza , a patto, però, che anche tu ti metta nei panni della rompiscatole ogni volta che proponi un pezzo.
  8. Dal barbiere

    Se non fosse un’espressione un po’ suggestiva, qualificherei il testo come “narrativa militante”, che vuol dire narrativa di denuncia, di protesta, d’impegno civile. In generale, l’intento di prove come questa è far conoscere una data realtà all’opinione pubblica o, meglio, come s’addice a uno scrittore, farla emergere come genere e come stile per elevarla nei ranghi dell’estetica fino trasformarla, in un secondo tempo, in insegnamento o in ammonimento. Peccato che dell’omertà, cioè di ciò di cui qui parli, si dica già da più di centocinquant’anni e che ciò che denunci sia, purtroppo, già noto, raccontato, denunciato a sua volta, emerso in innumerevoli processi e indagini, segnato da tragici avvenimenti. Manca, insomma, la freschezza della cosa, la sua novità. Manca, anche, una certa capacità – qui necessaria – di far riferimento alle cause del fenomeno, insieme culturali e identitarie, vale a dire che manca a quella che potrebbe essere chiamata “originarietà” del contenuto. Nulla da ridire sulla vivida ricostruzione, immaginaria ma verosimile, della vicenda, né sulla dinamica “ambientale” che fa seguito alla stessa e alla triste connotazione del comportamento dei personaggi, ma, detto questo, ed espressa così la mia conclusione sul contenuto, debbo infine parlare del lato oscuro faccenda: la scrittura, che è anche ciò che qui ci interessa. La scrittura, dunque. Detta in breve, sebbene la sintassi (concordanze, consecutio) mi sembri per lo più a posto, trovo ci siano troppe frasi fatte, troppe metafore fuori posto e troppe enfasi. Anche la punteggiatura andrebbe un po’ rivista (virgole al posto dei punti, punti al posto delle virgole, punteggiatura insufficiente altrove, ecc.). «… tutto è un classico…» (?) intuisco che si sia voluto dire qualcosa come: «… tutto appare come un cliché da barberia di paese…» «… sembra sempre lo stesso di quarant’anni fa…» (?) forse: «… da quarant’anni, è sempre lo stesso…» «… capaci di trasformare il vociare a sproposito nella loro ragione di vita…» (?) credo: «… inclini a vociare a sproposito fino a farne una ragione di vita…» in ogni caso “fino a farne una ragione di vita” è eccessivamente enfatico. «… l’ora presta del dopopranzo…» (?) «… Subito dopo il dopopranzo…» «… abbandonare i loro cantucci all’ombra per elemosinare un po' di cibo…» Qui, come altrove, la metafora (elemosinare) appare eccessiva, non sembra cioè omogenea allo stile generale, inoltre, tutta la frase è appesantita da inutili enfasi (“osare”, “di conseguenza”, “scacciati a pedate”). «… Anche se gli anni passano e i nomi cambiano…» stantia, abusata, sentita troppe volte, in ogni caso «… Anche se gli anni passano e anche se i nomi cambiano…». «… sempre che a berlo ti resta dell’amaro in bocca…» qui credo sia una svista («… così che a berlo…»), in ogni caso i due punti che precedono non vanno. «… Si potrebbe improvvisare qualcosa di diverso, penso io, mentre ascolto Massimo…», messa così sembra suggerire che il personaggio “pensa mentre ascolta”, mentre sarebbe più logico separare bene le due cose “mentre ascolta, pensa” o, ancora, “pensa, e nel mentre ascolta” che è (credo) un modo di esprimersi caduto in disuso. «… E mentre sono lì a fare l’introverso spremendomi le meningi per farci uscire l’aranciata…» l’aranciata dalle meningi spremute… insomma… «… Per strada si è già iniziata a radunare una folla di gente tipo zombie vaganti dopo un bombardamento. «… Sono fantasmi che trascinano i piedi, le braccia tese avanti a loro, gli occhi assenti…» Ancora l’enfasi. Che il fatto di assistere a un incidente trasformi tutti in zombi… insomma… «… siamo già in prima linea…» addirittura! Con elmetto e fucile… «… o un cazzotto per smetterla di ribadire le stesse interiezioni…» corretto, anche se più che dal barbiere sembra appena uscito dall’accademia della crusca… C’è da rivedere un po’ tutto, ma quello che fa danno in generale, in questo testo, è l’eccessiva ricercatezza. il continuo affidarsi a suggestioni, a effetti, a parole inutilmente ricercate, a enfasi, a metafore, il voler sottolineare, cioè e a tutti i costi, ogni singola frase, quasi che con uno stile più diretto non ci fosse aria da respirare.
  9. Mi presento

    Benvenuta. Credo proprio che tu sia arrivata nel posto giusto. Quanto a esplorare il forum... Sono "qui" da quasi tre anni e non ho nemmeno scalfito la superfice. Il più delle volte, il problema non è avere la risposta giusta, ma trovarla!
  10. Il giusto prezzo di un libro

    Non l'ho letto, ma sono sicuro che valga qualcosa, altrimenti l'editore non si arrischierebbe. Comunque, parlandone in generale e senza sapere, direi che i discorsi di facciata vadano messi in conto in questo come in qualunque altro campo.
  11. Infodump e Spiegone

    Se cominci a parlare in generale di un luogo, di una categoria, di un argomento o di quant'altro di reale e riconoscibile che non sia direttamente funzionale alla trama, troverai sempre qualcuno che si sentirà punto sul vivo perché non ne hai detto abbastanza.
  12. Il giusto prezzo di un libro

    Temo di non saperne abbastanza... Nel forum, però, ci sono molti operatori professionisti, rappresentanti di case editrici e membri "anziani" con una considerevole esperienza.
  13. Infallibile (Racconti brevi in “5 punti”)

    Racconto... numerologico perfettamente sintonizzato con la categoria.
  14. Il giusto prezzo di un libro

    Per più di 1000 pagine, semmai, l'autore dovrebbe pagare per farsi leggere
  15. Infodump e Spiegone

    Apro e chiudo parentesi: ho citato a casaccio un periodo che mi ha colpito, ma a cercar bene vi sono esemplari notevoli anche in libri più recenti e celebratissimi: Il Castello, La Montagna Incantata... Qui riflettono, probabilmente, una tensione diversa, forse più introspettiva, ma sempre spiegoni sono
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