Vai al contenuto

massimopud

Sostenitore
  • Numero contenuti

    1.275
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    3

Tutti i contenuti di massimopud

  1. Cosa inviare e soprattutto cosa non inviare a un piccolo editore

    I vostri like e dislike sono in gran parte condivisibili, però c'è almeno una eccezione rilevante (almeno per come la vedo io): a cui si aggiunge questa ulteriore indicazione: È ovvio che una scrittura chiara e lineare e che fa fare poca fatica sia gradita a molti lettori, ma una scrittura di questo tipo, una scrittura in cui "non si debba mai tornare due o più volte sulla stessa frase" (addirittura?) riesce davvero a esprimere concetti di una certa complessità? E soprattutto: se io capisco tutto di un libro senza mai rileggerne una frase, sto imparando qualcosa di nuovo? Se capisco il 100% "al primo colpo" non significa che sto leggendo qualcosa che rientra già nei miei schemi mentali e nel mio bagaglio di conoscenze e che pertanto sto rileggendo qualcosa, senza fare nessun tipo di progresso? Quando si apprende qualcosa di nuovo, ad esempio nel percorso scolastico e/o universitario, di solito si rilegge ciò che si studia anche più di una volta (e si fa fatica). D'accordo, pretendere altrettanto da un lettore di narrativa è esagerato, ma almeno un minimo di impegno, per il suo stesso bene? Un libro di cui capisco tutto immediatamente mi lascia sempre un po' sospettoso, mi insinua il dubbio della superficialità, e soprattutto, come dicevo prima, mi lascia la sensazione di non aver imparato nulla. Ovviamente in tutto questo conta il genere: in un libro che è di puro intrattenimento (d'avventura, d'azione, comico, etc.) la "facilità" va benissimo, ma un libro che ambisce a qualcosa di più non dovrebbe aver paura di contenere passaggi di non immediata comprensione, per timore di essere bollato come ermetico (qui nel WD diremmo criptico). Questo non vuol dire scadere nell'astruso o nella voluta ricerca dell'oscurità, ma semplicemente non ricercare scorciatoie troppo facili quando bisogna affrontare temi complessi. La difficoltà o la facilità di un testo non sono dei valori in sé, ma dipendono strettamente dagli argomenti trattati: una materia complessa può richiedere un linguaggio complesso anche in narrativa, non solo in filosofia o in fisica, matematica, etc., ed esempi di narrativa "difficile" che sono annoverati tra i capolavori assoluti della letteratura ce ne sono talmente tanti che è perfino inutile citarne alcuni. Insomma, per chiudere il pistolotto, ogni tanto un po' di difficoltà e di fatica secondo me non possono che fare del bene al pigro lettore del terzo millennio. Pax vobiscum, editores.
  2. [CP3] Ma forse eri stanco, forse troppo lontano

    commento Traccia n. 2 Ma forse eri stanco, forse troppo lontano C’è chi ha letto le favole e poi basta, chi ti ha ucciso una volta per tutte, chi ti ha implorato per l’intera vita, chi ti viene a mangiare nelle chiese, chi ti ha scorto negli occhi di una donna, chi tra i libri, nei figli, nel dolore. Anch’io ho girovagato nella nebbia, lanciando un grido a ogni ombra lontana. Non hai risposto, o io non ho sentito, forse non ho compreso la risposta, forse ti sei nascosto troppo bene, forse ci capiremo, prima o poi.
  3. Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Fan cazzista: ammiratore pigro e svogliato, che trasmette scarso entusiasmo. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  4. [CP3] Ma forse eri stanco, forse troppo lontano

    Ciao, @giuseppina.quitadamo, grazie per il tuo commento e benvenuta a bordo.
  5. Il Bar Da Gino: Quella volta che abbiamo ucciso Dio

    Ma proprio in quel momento entrò un tale con una faccia stranissima: sembrava cambiare aspetto a seconda della distanza e dell'angolo visuale da cui la si osservava. - Signori - esordì, e anche la voce era come un coro di più voci fuse insieme - ho sentito parlare di leggi di Dio e di propositi di deicidio, a proposito, una sambuca. Dicevo, mi è sembrato che quel signore lì voglia ammazzare Dio il prossimo aprile. - E con questo? Ha qualcosa in contrario? - fece Bostik, con voce da baritono camorrista. - Mi scusi, brav'uomo, ma lei non sa che se a crepare di maggio ci vuole tanto troppo coraggio, chi ammazza ad aprile crepa in porcile e poi, ma non ultimo, che Dio è immortale? - Balle da preti! Dio è morto, lo dice pure la canzone! - Lei è di quelli che guardano i film a metà e ascoltano solo la prima strofa delle canzoni, se no saprebbe che sia Guccini che i Nomadi precisano che Dio è risorto. - Sono stati corrotti dalle case discografiche, dalle multinazionali, dalla CIA, per cambiare il testo! Me l'ha detto mio cugggino Elio, che le canzoni le sa tutte. - Dia retta, mi ascolti: non ci sono leggi, né di Dio, né degli uomini, né di nessuno; c'è il mondo, c'è la vita, ci siamo tutti noi che cerchiamo di fare quello che possiamo. Quando ognuno ha fatto il massimo di quel che poteva fare nelle condizioni in cui si è trovato a operare, in un certo senso si è comportato da Dio, per quanto era possibile farlo non essendolo. - E allora, per Dio, anch'io sono Dio! - Può essere, e allora mi raccomando, non si suicidi. Se vuole riparlarne da un punto di vista più professionale, mi ricontatti, tenga il mio biglietto da visita. L'uomo della sambuca uscì e Bostik lesse il biglietto: "Dott. Prof. Cav. Dio, specialista in tutto. Cell. ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ∞ ; e-mail: Dio.c'è@forse". Bostik lo gettò nella carta straccia bestemmiando in aramaico, lingua a lui ignota.
  6. Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Io n'esco: drammaturgo d'evasione. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  7. Lo stile, ovverosia che cosa resterà di questi anni duemila?

    Penso che alla fine dei conti non sarà molto diverso dai secoli passati. Resterà, come sempre, quella piccola percentuale di libri che valgono per davvero, o meglio i più fortunati tra questi, di dispersi meritevoli ce ne sono stati e ce ne saranno sempre, e coloro che questo tempo chiameranno antico li considereranno i classici del XXI secolo.
  8. Racconti brevi in 5 punti: Il ronzio

    E poi tutti i pezzi andranno al loro posto. Secondo non ricordo più chi (forse gli gnostici, o altre sette ereticali) la Creazione è tutt'ora in corso, Dio è al lavoro, tutto il gran casino che vediamo (l'evoluzione degli esseri viventi, la fuga delle galassie, le consultazioni al Quirinale, etc.) è solo la conseguenza della provvisorietà del work in progress divino. Perché il male del mondo? Perché tutto l'assurdo che ci circonda? Ma è semplice, perché il Vecchio non ha ancora finito, quando toglierà le impalcature tutto andrà al suo posto, tutto ci apparirà chiaro, luminoso, perfetto (forse). D'altra parte i Catari suggerivano un'altra interpretazione della faccenda: " Iste mundus est formatus et creatus a malo Deo", però loro erano un po' prevenuti, con qualche ragione: di solito li bruciavano vivi.
  9. La stirpe dei re

    Racconto tra il mitologico, il futurista, l'apocalittico e altro ancora, a tratti Koyaanisqatsi a tratti Antico Testamento, con stile che ondeggia tra preziosità stilistiche e allitterazioni da rapper. Il tutto con l'ambizione di raccontare la storia del mondo in sedicimila caratteri o giù di lì, roba che Phileas Fogg ti fa una... e infatti si corre, si galoppa senza respiro, davvero quasi in apnea, però verso il baratro. In questa mitragliata, alcune raffiche mi piacciono, altre meno, ma ovviamente siamo nel gusto personale; due esempi che mi piacciono molto: Altri due che non mi convincono: Capisco il gusto di giocare con le parole, ma qui sa un po' di ostentazione facile, e poi sembra un po' troppo hip hop, sarà che si tratta di un genere musicale che a me non piace, ma insomma ci vedo una caduta di tono rispetto ai passaggi più efficaci. E veniamo al "messaggio" (parolaccia oscena, ma è solo per capirci). Io non sono sicuro di non aver frainteso, ma dalla quasi totalità dei passaggi che scandiscono la stirpe dei re, ad esempio da questi: la storia dell'uomo è letta essenzialmente come un'unica sequela di crimini e nefandezze. Citavo prima Koyaanisqatsi, la cui radice ideologica è simile: l'uomo è un criminale che violenta e distrugge da sempre questa natura e questo mondo, che invece sarebbero così benigni e materni/paterni, basterebbe lasciar fare a loro e tutto andrebbe bene. Se dunque non ho frainteso (in caso contrario, somministrami trenta frustate davanti a tutto l'equipaggio), io vedo le cose in maniera quasi diametralmente opposta: la storia dell'uomo, anche sommando tutti i crimini che può aver commesso, è una storia eroica. È la storia di una creatura nata nuda, senza difese, alla mercé di belve mostruose, di fame, malattie, calamità naturali di ogni tipo, che con l'ingegno e il sacrificio ha saputo in gran parte sconfiggerle. È la storia di un essere vivente che ha aggiunto bellezza al mondo: prima dell'Uomo esistevano meraviglie come il Gran Canyon, le barriere coralline e le vette himalayane. Dopo l'avvento dell'Uomo esistono il Gran Canyon, le barriere coralline, le vette himalayane, le piramidi egizie, la Divina Commedia, le sinfonie di Beethoven, etc... Abbiamo sparso molto sangue, è vero, ma la gran parte degli uomini ha costruito, non distrutto. Il nostro destino sarà tragico? Nessuno di noi lo sa, ma se per l'Uomo finirà male, non credo sarà per sua stessa mano. Comunque, caro Andrea, il racconto lo apprezzo sia per la sua sfrontatezza sia perché tocca temi che fanno riflettere e che mi appassionano da sempre. Ciao
  10. [CP3] Ma forse eri stanco, forse troppo lontano

    Ma no, anzi mi è piaciuto moltissimo il modo in cui hai lo trasformato completamente, e poi tra noi un po' "psyco" ci intendiamo... Grazie ancora, me lo riascolterò spesso (magari prima di dormire). Un caro saluto.
  11. [CP3] Ma forse eri stanco, forse troppo lontano

    Caro @Nerio, grazie di cuore! Le acrobazie di Paganini e della tua voce rendono il tutto un po' diabolico e insieme psichedelico, decisamente inquietante. Pensa che io lo vedevo come un lamento pacato, ma tu l'hai stravolto (in meglio) alla grande. P.S. Comunque tu hai fatto teatro, confessa, o quanto meno hai frequentato corsi di dizione e/o recitazione.
  12. Cosa state leggendo?

    Il quarto sono le Bonus Tracks Perdute di Dante, cercate per secoli. Le ha ritrovate Giacobbo a Stonehenge.
  13. Auguri Macleo

    Auguri dalla vecchia Sila
  14. Auguri Rica!

    Auguri anche da noi (mi sa che devo prendere un po' di sole)
  15. Preferite leggere in cartaceo o digitale?

    Il fatto è che secondo autorevoli intellettuali (v. Baricco, I Barbari) la nostra è l'epoca del sapere orizzontale, del surf wikipedico, o tutt'al più dell'ipertesto a matrioska, non più quello dei gomiti piantati sul tavolo a ruminarsi Dante, Kant o Schopenauer. È la rivincita in versione postmoderna degli enciclopedisti, quelli che sanno poco su molto, cioè al limite niente su tutto, rispetto agli specialisti, quelli che sanno molto su poco, cioè al limite tutto su niente.
  16. Chiarimento perfetto, Marcello, quindi diciamo che se tutte le condizioni abituali rimangono inalterate il passaggio passato remoto/presente non implica nessuna scorrettezza
  17. Sull'uso del presente "abituale" sono un po' in dubbio. Immaginiamo un dialogo tra Montalbano e un testimone: M. : la mattina di lunedì lei giunse in ufficio prima di Calogero? T. : sì, arrivai verso le nove. M. : fu un caso o succede spesso? T. : no, nessun caso, arrivo sempre prima io. L'alternativa sarebbe: M. : la mattina di lunedì lei giunse in ufficio prima di Calogero? T. : sì, arrivai verso le nove. M. : fu un caso o succedeva spesso? T. : no, nessun caso, arrivavo sempre prima io. A filo di consecutio forse è più corretta la seconda, però a me suona meglio la prima, che indica il perdurare di quell'abitudine anche nel momento in cui si svolge il dialogo.
  18. Preferite leggere in cartaceo o digitale?

    E io che pensavo di essere l'unico matto a mettere certi autori uno accanto all'altro, così parlano tra loro e sono contenti...
  19. Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Eh, ma i bookmakers sono scettici: ogni anno di questi tempi finisce col tradire le attese.
  20. Lo stile, ovverosia che cosa resterà di questi anni duemila?

    Alla fine a sfrondare mode, SMSismi, Pov, Povia (ma sì, già che ci siamo), a separare il grano dai youtuber, a scaraventare nella Geenna cuochi e influencer, sarà lui: il Robin Hood dei romanzieri, lo Zorro dei poeti, il Charles Bronson dei drammaturghi, il sommo VAR della letteratura, perché come ci insegna Einstein lo spazio-tempo è galantuomo.
  21. Se fossi un albero

    Il racconto ha una prima parte descrittiva che fa da introduzione alla seconda, in gran parte dialogata. La prima forse ha qualche indugio di troppo, ma ha bei colpi di pennello che rimangono impressi e alcune osservazioni interessanti sulla natura più o meno addomesticata dall'uomo, ad esempio questa: La seconda parte esplicita meglio lo scopo del racconto: la visione del rapporto tra uomo e natura nell'ambito più ampio della visione della vita. In generale i dialoghi sono efficaci, salvo qualche passaggio troppo didascalico che secondo me si potrebbe eliminare o almeno modificare, ad esempio questo: Detto che il racconto è scritto bene e mi è piaciuto, la penso in materia in maniera molto diversa da quella dei protagonisti. Io sono un appassionato di natura, di escursioni, etc., ne subisco il fascino, ma proprio perché la frequento molto non posso non vederne la sua durezza, la tragicità, la sua spietata indifferenza verso di noi e verso qualsiasi altro essere vivente e inanimato. Tutta la storia umana è un ininterrotto tentativo di uscire dallo stato di natura per vivere in un mondo artificiale che, per strano che possa suonare, è quello più a misura d'uomo, perché lo ha costruito lui . Del resto, provate ad abitare per un mese nel bosco più ameno di questo mondo, senz'acqua corrente e luce elettrica, nessun mezzo di comunicazione e dovendovi procurare il cibo. Dopo una cura del genere, quando rivedrete un semaforo correrete ad abbracciarlo piangendo di gioia. Riguardo agli alberi, non vorrei mai essere un albero. Un albero sta sempre fermo nello stesso posto dalla nascita alla morte e non vede niente perché non ha occhi per vedere. È solo un povero gigante cieco, muto e incatenato, una delle sorti più perfide che si possano immaginare per un essere vivente. Se esiste un inferno in cui dimorano le anime dannate, mi sa che è fatto di alberi. Scusa la tirata, dai, ma quando il tema mi appassiona m'accoro e m'accaloro. Ciao
  22. Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Bet Lemme: agenzia di scommesse un po' lenta, specializzata in eventi soprannaturali. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  23. Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Rio delle Amazon: immenso fiume infestato da alligatori, piranha e corrieri espresso. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  24. Dieci anni di Writer's Dream - Scrivi un frammento!

    Complimentoni ai vincitoroni @Miss Ribston @Luca Trifilio e a tutti quanti dominus vobiscum, pacem in terris, rerum novarum! (va be', in sostanza, ciao!)
  25. [10WD] La missione segreta

    @Federico72 @paolati @M.T. @luca c. Grazie mille anche a voi, un po' in ritardo, ma la connessione è esplosa per quattro giorni (diagnosi Telecom: guasto plurimo di zona, mah). Caro dottor, cioè, mi scusi, professor C.: da piccolo mi ha morso un guardiano e mi è rimasta questa sindrome, quando ne vedo uno mi ci devo accanire in qualche modo.
×