Vai al contenuto

massimopud

Sostenitore
  • Numero contenuti

    1.199
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    3

massimopud ha vinto il 15 giugno 2016

massimopud ha inserito il contenuto più apprezzato di quel giorno!

Reputazione Forum

1.266 Più unico che raro

Su massimopud

  • Rank
    Sognatore

Informazioni Profilo

  • Genere
    Non lo dice

Visite recenti

5.405 visite nel profilo
  1. Direste mai a un esordiente "Cambia mestiere"?

    Dire "cambia mestiere" a un esordiente è assurdo, perché in quanto esordiente non sta ancora esercitando alcun mestiere. È doppiamente assurdo perché un esordiente ha per definizione grandi margini di miglioramento. È triplamente assurdo perché in letteratura non ci sono metri di giudizio oggettivi: quello che a me fa schifo per altri può essere un capolavoro e viceversa. È quadruplamente assurdo perché si propone di stroncare un'illusione, ma noi viviamo al 90% di illusioni, senza illusioni (cioè senza speranze quasi tutte illusorie) non si vive. È quintuplamente assurdo perché è meglio fallire che non tentare affatto. È sestuplamente assurdo perché... boh, non lo so, peccato, volevo arrivare a dieci per fare un decalogo.
  2. Cosa state leggendo?

    Può essere, io mi sono deciso a leggerlo solo due anni fa e dopo tutto il mare di complottismo webbaiolo, dopo Dan Brown, dopo Kazzenger, probabilmente lo si apprezza di più, perché il libro è in gran parte una presa in giro di tutta la paccottiglia simile che ha poi trovato in internet il suo grande moltiplicatore. Nel finale però c'è anche spazio per una confessione molto personale di Eco sulla sua visione della vita, quasi una morale della favola, che si ritrova quasi uguale in una delle lezioni di "Sei passeggiate nei boschi narrativi", e che dà in qualche modo la chiave di lettura di tutto il libro.
  3. Della necessità o meno dell'editing

    Da profano totale: quel 55 del distributore, che a conti fatti è quello che fa lievitare molto il prezzo, non è un po' alto? Il distributore incassa quasi il triplo (55 contro 20) di autore ed editore messi insieme , cioè di quelli che il libro lo producono; visto da un non addetto ai lavori sembra un'assurdità, però immagino che ci saranno dei motivi.
  4. Jukebox

  5. Il flebile rivolo

    un rivolo flebile ma limpido letto ad alta voce non suona benissimo (quattro sillabe con la elle quasi consecutive), però pronunciato a mezza voce ha qualcosa di onomatopeicamente acquoso, come un sommesso gorgogliare (questi flebili rivoli sono complicati).
  6. Secondo me anche qui conta il criterio della notorietà: la rivoluzione francese non potresti spostarla di tre secoli, ma per una congiura di palazzo nota soltanto agli studiosi del settore non credo sia un grande problema. Ma posso sbagliare, eh, se poi vendi meno di un milione di copie non prendertela con me, urgono pareri più autorevoli del mio (cioè tutti).
  7. Jukebox

  8. Quattro apocalittiche chiacchiere

    Vai, Johnny, però mi raccomando, sempre temi alti: teorie cosmologiche, immortalità dell'anima, curling, festival di San Remo e roba simile, gli avventori del bar vogliono ragionare solo sui massimi sistemi (si parte da un minimo di tre triple e quattro doppie). Ti spetta un avello di fuoco tra Farinata degli Uberti e il fondatore di Scientology.
  9. Secondo me i due fattori principali da considerare sono: 1) il genere del romanzo che vuoi scrivere; 2) la notorietà del protagonista (o dei protagonisti). Riguardo al primo, se è un romanzo storico le regole sono abbastanza ben definite: i personaggi inventati (Lorenzo Tramaglino) possono fare quasi tutto, entro i limiti della verosimiglianza; quelli realmente esistiti (Ferrer) devono essere il più possibile fedeli alla verità storica, anche se qualche libertà è permessa; ad esempio Ferrer può dire Pedro, adelante con juicio, anche se magari non l'ha mai detto in vita sua, e nessuno l'ha mai rimproverato a Manzoni (almeno credo). Se invece è un romanzo fantastico, paradossalmente diventa più difficile proprio perché c'è più libertà per lo scrittore, che deve fare un po' l'equilibrista tra il verosimile e il soprannaturale, tra la cronaca del tempo e l'anacronismo. Insomma, ci si muove senza paracadute, ne può venir fuori un capolavoro come una ciofeca. Riguardo al secondo punto: se il protagonista è Napoleone, di cui sappiamo pressoché tutto, anche della vita privata, è difficile inventarsi cose strane se si vuole restare nel realistico; se invece è un oscuro nobile del '600, di cui si hanno scarne notizie, si può romanzare a piacimento, o quasi. Però, fatemi spendere un applauso virtuale (anzi, va', lo faccio reale, sto battendo le mani) per questa definizione del romanzo sfornata dal Camparino nazionale, degna di Borges (magari Borges dopo un paio di birre), di Von Clausewitz e di Boskov (hai mai pensato di scrivere un libro di aforismi?):
  10. Quattro apocalittiche chiacchiere

    I due assunti non sono peculiari della nostra epoca; le apparenze un certo peso lo hanno sempre avuto, oggi le hanno soltanto in forme diverse; e in ogni epoca la "persona comune" è sempre stata un'ombra sfuggente di cui nessuno o quasi si accorge al di fuori della sua cerchia di conoscenze personali. Del resto, anche ai livelli più alti della piramide sociale nessuno è mai stato insostituibile o indispensabile (fortunatamente): espressioni come "morto un Papa se ne fa un altro" oppure "il Re è morto, viva il Re!" risalgono a secoli fa. Noi pensiamo sempre alla nostra epoca come a qualcosa di totalmente diverso da quelle precedenti, ma in realtà l'uomo continua a fare quello che ha sempre fatto: sostituisce il mondo della natura con un mondo artificiale. Questa è la sua attività principale dalla notte dei tempi: ha iniziato scheggiando le pietre e ristrutturando caverne per farne villette a schiera e continua oggi, scheggiando gli atomi, ristrutturando i cromosomi e creandosi un habitat sempre più lontano da quello originario (ma in fondo è sbagliato definirlo artificiale, perché l'uomo fa parte della natura, tutto quello che fa è naturale). Di questo mondo ovviamente fa parte anche tutta la letteratura, la musica, la pittura, internet, il campionato di calcio, il processo di Biscardi, etc., insomma tutte quelle attività intellettuali che ci distinguono dalle altre belve di questo pianeta. Insomma, la verità è che all'uomo il mondo così com'è non è mai piaciuto e non ha fatto altro che cambiarlo, da sempre. Ci sono i pro e i contro e fare un bilancio complessivo è difficile: si stava meglio quando si stava peggio o si stava peggio quando si stava peggio? Con questo domandone amleticone, caro Johnny, concludo il mio intervento qui al bar e ti do licenza di insultarmi tutti i parenti fino ai nostri più lontani e comuni antenati: nonno Adamo e nonna Eva che, come ci insegna Darwin, cucinarono il brodo primordiale da cui tutti discendiamo, lì nel'Antica Trattoria Eden (5 forchette secondo la guida Michelin).
  11. Jukebox

  12. Cosa state scrivendo?

    Qualche anno fa mi è capitato di leggere questo, era molto interessante:
  13. Diventare lettore per case editrici

    Una sporca domanda, ma qualcuno la deve pur fare: se uno fa il lettore gratis per una CE, poi avrà una corsia preferenziale per il proprio manoscritto? Se non altro, avrà almeno la certezza di essere letto e valutato seriamente (e magari in tempi rapidi)?
  14. Racconti brevi in "5 punti" - Dies Irae

    @RicMan @camparino @AdStr Grazie dei commenti, amici teologi, ehm, cioè, lettori, in particolare ad Adstr per la sua bella interpretazione. Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere, diceva un tale (e non era Lapalisse, né suo cugino). Perciò la migliore approssimazione è parlarne poco, e qui ci aiuta il 5 punti inventato dal Padre fondatore Fra' @Joyopi di Loyola (sempre sia lodato!). Scherzi a parte, c’è del vero: quello che è talmente al di sopra della nostra ragione da non poter avere risposte forse è davvero meglio affrontarlo col massimo della brevità, se non altro si rischia meno il ridicolo. Qui si è un po’ rovesciato il giorno del giudizio, non per gusto di irriverenza, ma per toccare di sfuggita un tema affascinante: la solitudine di Dio, almeno del Dio trascendente e unico delle religioni monoteiste. Comunque, nell’impossibilità di avere certezze (poi se uno ce le ha, tanto meglio), il miglior argomento in materia di aldilà e divinità a me è sempre sembrato quello di Pascal, la cosiddetta scommessa, che ridotta all'osso è: a sperare (lui dice: a credere) non abbiamo proprio niente da perderci e dunque perché vivere da disperati?
  15. Racconti brevi in "5 punti" - Dies Irae

    commento: Dies Irae La pianura è sterminata, non si arriva a vederne i confini, e trabocca di folla fino all’estremo orizzonte. Il clamore è assordante, sembra di sentir tuonare da tutte le parti e il cielo è strano, bianco, senza nuvole, senza sole, senza niente. A un certo punto i tuoni esplodono tutti insieme: arriva! Arriva Lui! È arrivato da solo in silenzio, senza nessuno ad accompagnarlo, ci guarda a lungo, uno per uno: è il momento supremo, l’ora delle sentenze, quella in cui ognuno avrà la sua eternità di luce o di buio. Tutti attendono, nessuno sa esattamente cosa avverrà ed ecco che Lui alza le mani, ci siamo: - Perdonatemi, vi prego, perdonatemi per tutto quello che vi ho fatto.
×