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massimopud

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  1. massimopud

    Unpopular opinion

    Nel WD infatti va sostituita obbligatoriamente con "il destino porco".
  2. massimopud

    Notte Nero Inchiostro 2020 - Off Topic

    @Plata vincitore morale, se non gli arrubavano i voti in Ohio e Arizona la presidenza era sua.
  3. Eh, però ne manca uno, il più prestigioso: La caccia al Volponi
  4. massimopud

    Viaggi nel tempo:ipotesi realistiche

    E scienza, filosofia e religione forse almeno su una cosa convengono, ci spingono ad andare oltre le apparenze, perché:
  5. massimopud

    Viaggi nel tempo:ipotesi realistiche

    D'accordo, però è altrettanto teorica l'evoluzione, talmente lenta che di certo nessuno di noi riesce a osservare il passaggio evolutivo da una specie all'altra, e altrettanto lontani dalla nostra esperienza sono buchi neri, quasar, ma in fondo perfino Marte, Giove, Saturno. Eppure questioni apparentemente così distanti dalla vita pratica di quasi tutti noi sono entrate in profondità nella nostra cultura. Oggi la quasi totalità delle persone di media istruzione del mondo occidentale (e forse non solo di quello) "crede" nell'evoluzionismo e "crede" in un modello d'universo in cui la Terra non è più il centro, ma solo uno degli innumerevoli mondi esistenti. Tutto questo ha avuto conseguenze enormi nel rapporto con le religioni tradizionali, basti pensare al Cristianesimo, che si basa sull'incarnazione di Dio in un essere umano di questo pianeta. Questo avvenimento unico e straordinario era facilmente accettabile e lo è stato per secoli, finché la Terra era il centro dell'universo e finché l'uomo era un essere unico tra i viventi, separato da un abisso da tutte le altre forme di vita; nel momento in cui la Terra diventa un qualsiasi pianeta del cosmo e l'uomo è solo un anello di una catena evolutiva di esseri viventi, diventa estremamente più complicato da sostenere, per motivi evidenti che non vorrei esplicitare oltre perché non vorrei ferire la sensibilità di qualcuno. (Anzi, caro sor @queffe, se ritiene che sia già andato oltre in tal senso, non esiti a editare). L'esempio era solo per mostrare come idee in apparenza molto lontane sia dalla nostra percezione diretta che dai nostri interessi quotidiani ("io lavoro, sai che mi frega dell'evoluzione o degli ammassi stellari"), se hanno abbastanza tempo per agire non rimangono lontane e astratte teorie, ma vanno a incidere profondamente nelle nostre convinzioni e nei nostri comportamenti.
  6. massimopud

    Viaggi nel tempo:ipotesi realistiche

    Questa è proprio la questione da cui nasce tutta questa discussione e che va oltre quella del tempo, che ne è solo un aspetto: la frattura tra la rappresentazione del mondo tracciata dalla scienza contemporanea e la nostra percezione. Frattura non da poco, che ha effetti più profondi di quello che generalmente si pensa perché pian piano le idee, anche quelle che sembrano più lontane dalla quotidianità, penetrano in profondità. Fu così già con Copernico e Darwin, che non a caso la Chiesa cercò di combattere fin dall'inizio, sapeva che alla lunga avrebbero messo in crisi le religioni rivelate e così è stato, almeno in Occidente. Il principale obiettivo della fisica contemporanea è quello di trovare una sintesi tra le due grandi teorie della fisica, al momento inconciliabili: relatività e meccanica quantistica. L'obiettivo futuro forse sarà quello di riuscire a trovare una teoria che tenga insieme leggi fisiche e leggi degli uomini, trovare una base comune che giustifichi almeno i principi fondamentali irrinunciabili dell'etica umana, ad esempio quello per cui tagliare un braccio a qualcuno non significa soltanto separare un po' di atomi da altri atomi consimili a cui sono legati da forze per lo più di natura elettrica e trasferirli in un'altra regione dello spazio.
  7. massimopud

    Viaggi nel tempo:ipotesi realistiche

    Nella prima parte del libro di Rovelli si contrappongono appunto Aristotele e Newton. Rovelli è piuttosto critico nei confronti di Newton che sarebbe il vero "inventore" del Tempo universale - quello con la T maiuscola, la corrente eterna e universale che pervade e trascina tutto, - e rivaluta la visione aristotelica. Non so quanto sia fondata dal punto di vista storico questa paternità newtoniana del Tempo: l'espressione "tempus fugit" è già di Virgilio e anche da altri esempi sembrerebbe che l'idea di un tempo che ci trascina continuamente nella sua corrente sia molto più antica di Newton. Però impostare il problema sul "prima" e sul "poi" piuttosto che sul tempo sembra quasi più una questione terminologica che di sostanza, o al limite un ribaltamento di punto di vista che però non conduce a una concezione davvero atemporale del mondo; in una concezione rigorosamente atemporale non c'è né un prima né un poi, c'è solo un infinito "durante" in cui tutto coesiste. Sì, però quest'ordine è puramente soggettivo? Intendo dire, posso scegliermi l'ordine come voglio o la realtà a me esterna mi pone dei vincoli? Posso prima schiantarmi contro un platano e poi andare a comprarmi la macchina con cui mi sono schiantato o sono obbligato a seguire la procedura, diciamo così, più abituale? E dire che gli abitanti di Konigsberg regolavano gli orologi sulla passeggiata di Kant, poveri ingenui... ma anche lui, del resto: "Il cielo stellato sopra di me", se solo avesse saputo che era tutta un'illusione, una specie di mosaico fatto di frantumi di luce fuori sincrono, luce vecchia, a volte di milioni di anni, arrivata dal lontano passato di mondi ormai cambiati, alcuni già morti e seppelliti.
  8. massimopud

    Viaggi nel tempo:ipotesi realistiche

    Se non sbaglio è un modo di vedere le cose simile a quella che nel libro Rovelli chiama "eternalismo" (e che lui non condivide): "Questa idea viene anche chiamata l'universo-blocco: l'idea che sia necessario pensare all'intera storia dell'universo come a un unico blocco, tutto egualmente reale, e che il passaggio da un momento del tempo al successivo sia solo qualcosa di illusorio". In sostanza (almeno così mi pare di capire) tutto esiste simultaneamente, dunque il passaggio da qualcosa a qualcos'altro e da oggi a domani non è un movimento nel tempo ma nello spazio. Però evidentemente mi sfugge qualcosa. In questa visione delle cose esiste: Tutte le configurazioni quindi esistono realmente, sono lì in atto, non in potenza. Se è così, esiste una configurazione in cui domani sarò (sono, scusate, mi devo abituare all'eterno presente) a Roma, un'altra in cui domani sono a Milano, un'altra in cui domani sono a Bangkok, etc. Dunque in che consiste la mia libera scelta di andare a Roma e non a Milano? Voglio dire: se tutti gli stati possibili coesistono sembrerebbe che ogni nostra scelta non modifichi proprio niente, è solo una presa d'atto delle infinite realtà coesistenti: io scelgo di andare a Roma, ma so che un altro me stesso è a Milano, un altro ancora a Bangkok, etc. O forse quella scelta rende "speciale" quella particolare configurazione possibile in cui sono a Roma? E speciale in che senso? Il problema è proprio questo: la scissione tra la dimensione microscopica e macroscopica del mondo in cui il tempo non esiste e quella umana in cui invece esiste una dimensione temporale. Se la realtà autentica è quella atemporale, noi viviamo in una condizione illusoria e quindi in un certo senso tragica; ne dovrebbe derivare un certo senso di solitudine, se non di alienazione, di esclusione dalle leggi che regolano il mondo, saremmo una sorta di strana riserva indiana dell'universo. Rovelli sembra accettare il tutto serenamente, non mi ha convinto però ne sa più di me e va bene così.
  9. massimopud

    Cosa state leggendo?

    Barbour mi guarda male da uno scaffale da una decina d'anni; ora l'ho messo a frollare tra due Rovelli ma mi sembra ancora duretto. La vera difficoltà la vedo proprio qui. Se uno è profondamente convinto di qualcosa, non accettarne pienamente tutte le conseguenze è una rimozione, e le rimozioni prima o poi presentano il conto. A un certo punto del libro, ad esempio, Rovelli scrive: "non c'è nessuna contraddizione logica nell'esistenza di linee temporali chiuse o di viaggi nel passato; siamo noi che complichiamo le cose con le nostre confuse fantasie sulla libertà del futuro". Tradotto: se non esiste nessuna freccia del Tempo, è solo un'illusione che il passato sia già scritto e immodificabile e il futuro sia libero, una pagina bianca che sta a noi scrivere; sono solo "nostre confuse fantasie sulla libertà del futuro", il futuro ha la stessa natura del passato, è immodificabile come il passato. Non siamo nel più rigoroso fatalismo immaginabile? Dove vanno a finire libero arbitrio, impegno sociale, civile, politico, etc.? Non so se esista una sola religione tradizionale che arrivi a tanto. E poi non è solo la questione del tempo, è tutto il contrasto tra questo stranissimo mondo dei quanti - ma anche tra quello non meno incredibile dell'infinitamente grande - e mondo umano che crea una frattura, anzi un abisso; la descrizione scientifica contemporanea del mondo tende talmente a svuotare di senso tutti i comportamenti umani, che parlare di armonia tra Uomo e Natura (che ovviamente non esiste, è solo un altro concetto astratto come il tempo) suona quasi ridicolo. Se uno scienziato crede al 100% in quello che studia, forse a rigore dovrebbe riuscire a dissociarsi dal sé stesso umano per non impazzire, per non dire quando vede sua moglie o suo figlio: "Toh, quella schiuma quantica che fluttua in quella regione dello spazio mi pare di averla già vista", oppure per non pensare: "domani non mi alzo dal letto, tanto domani è già stato scritto".
  10. massimopud

    Cosa state leggendo?

    Le meraviglie del possibile - AA.VV. Nero Wolfe e i ragni d'oro - R. Stout La rivoluzione napoletana del 1799 - A. Consiglio L'ordine del tempo - C. Rovelli Mi soffermo un po' sull'ultimo. Il libro affronta alcuni aspetti della meccanica quantistica che mettono in discussione la reale esistenza del tempo, o per lo meno la sua necessità per una spiegazione del mondo coerente con i modelli più avanzati della fisica teorica. La conclusione dell'autore - che ammette non sia condivisa da tutta la comunità scientifica - è che il tempo non esiste e che perfino le cose, esseri viventi compresi, in un certo senso non esistono, se non come "eventi", processi in continuo divenire, ma non come "esseri" individuali con una ben definita identità. La frontiera avanzata della ricerca tende continuamente a spiazzare ogni idea intuitiva e a smantellare ogni sistema precedente. Einstein lo fece con Newton, i fisici teorici di oggi la fanno con lui: la relatività è vista ormai come un bellissimo edificio, ma non più realistico di quello di Newton. Lo spazio e il tempo solenni e infiniti di Newton e lo spazio-tempo relativistico sarebbero in sostanza ingegnose invenzioni ma non più sostenibili, sostituite dallo strano mondo quantistico fatto di grani infinitesimali di spazio e di una "schiuma quantistica" che fluttua incessantemente in un mondo senza tempo. Questa visione un po' da incubo sembra non turbare l'autore, ma penso che crei un certo sgomento nel lettore comune, che assiste allo sfarinarsi progressivo (in questo il libro è efficace) di ogni impalcatura solida del mondo, trasformato in un'imperscrutabile danza che avviene su scala infinitesimale e che si traduce ai nostri occhi nel mondo macroscopico, da noi per lo più frainteso macroscopicamente. Tutto questo è molto affascinante e molto disturbante, ma ripropone un paio di grandi problemi irrisolti e forse irrisolvibili. 1) Io un minimo di basi scientifiche le ho, ma ho dovuto leggere due volte quella che è solo una trattazione ultradivulgativa dell'argomento per capirne al più il 70-80%. L'accesso alla scienza contemporanea, almeno a quella più avanzata, è di fatto precluso alla quasi totalità delle persone, cioè a chiunque non abbia dedicato molti anni della propria vita a impadronirsi della sofisticata ma ostica matematica indispensabile per addentrarsi davvero nel cuore delle questioni e per poterne avere un'opinione o un giudizio fondati. La conseguenza è che paradossalmente la scienza diventa a tutti gli effetti una nuova religione: i sacerdoti-scienziati ci dicono delle cose e noi possiamo solo crederci o non crederci, esattamente come avviene per le rappresentazione del mondo offerte dalle religioni tradizionali. 2) Il secondo problema è di tipo etico, della totale apparente inconciliabilità tra queste rappresentazioni del mondo e qualsiasi etica "umana", anche la più laica, tollerante, antidogmatica che si possa immaginare. Gli aspetti sono troppo complessi e numerosi anche solo per riassumerli, ma il fatto è che questa visione del mondo mina alla base la nostra stessa identità, il nostro percepirci come singole entità individuali e tutti i rapporti umani e sociali che ne derivano. Di fronte a questo l'atteggiamento prevalente degli scienziati è una sorta di generico invito a seguire il corso delle leggi della Natura e a vivere in armonia con essa, ma è davvero come dare a qualcuno una bussola per orientarsi in un pianeta senza poli magnetici: come si può vivere in armonia con qualcosa che appare assolutamente alieno e inconoscibile nella sua essenza? Mah (be', ammetto che non è una gran conclusione, ma rende l'idea).
  11. massimopud

    Notte Nero Inchiostro 2020 - Off Topic

    Ciao, Stregone, servo del padrone: Questo è un forum elegante, peccato che uno stregone cretino lo sta rovinando!
  12. massimopud

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Stansplash: rumore prodotto da uno stantuffo KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  13. massimopud

    Jukebox

  14. massimopud

    Libri Pessimi

    I libri pessimi prendono polvere da nove anni, questa meritoria discussione va aggiornata: Il teorema del pappagallo - D. Guedj - Giallo prolisso, goffo, professorale. L'uomo dei cerchi azzurri - F. Vargas - Uno dei dieci gialli più brutti mai letti: personaggi di rara antipatia e colpo di scena finale ridicolo. Piccolo mondo antico - D. Fogazzaro - Tra il patetico e il morbosetto, una fogazzarata mostruosa. Tito di Gormenghast - M. Peake - Noia mortale.
  15. massimopud

    Utente del Mese per Meriti NON Letterari - Stagione 2

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