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massimopud

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  1. massimopud

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Bastardo: 1000 bastoni KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  2. massimopud

    Purismo letterario...si o no?

    Se parliamo dei Grandi Temi (amore, morte, destino dell'uomo dopo la morte, etc.) è certamente vero. Se voliamo un po' meno alti non è vero: quale autore del XVII o del XIX secolo avrebbe potuto scrivere di Internet, delle missioni spaziali, dell'attentato alle Twin Towers? Secondo me non è esatto dire che: Un contenuto universale può essere declinato in maniera innovativa utilizzando contenuti gerarchicamente inferiori come quelli che ho citato sopra come esempi, e di fatto così avviene nella narrativa, nella poesia, nel cinema, nel teatro. Quanto poi a individuare forme narrative totalmente nuove e innovative, la vedo altrettanto dura, e probabilmente altrettanto illusoria, dell'inventarsi contenuti del tutto nuovi. Ogni narrativa di una determinata epoca combina temi universali con contenuti secondari (chiamiamoli così) almeno parzialmente nuovi che sono propri di quella data epoca, e li combina in forme quasi sempre già preesistenti (romanzo, racconto etc.), di cui aggiorna essenzialmente il linguaggio, anch'esso un prodotto di quella data epoca. L'originalità di un'opera può derivare solo dalla combinazione di questi "aggiornamenti", sia linguistici che di contenuto. P.S. Con questo intervento sono tecnicamente uno spergiuro. Mi sono dannato l'anima per un post, più fesso di così...
  3. massimopud

    Purismo letterario...si o no?

    50 e uno... 50 e due... 50 e tre! Aggiudicato a quel distinto signore con la barba! Solo un'ultima cosa e poi giuro che la pianto qui, ché fesserie ne ho già dette abbastanza. Non ci piove sull'importanza della tecnica, della forma, etc., però siate sinceri: quando voi iniziate a leggere un racconto, anche per motivi professionali (anche da editor, intendo), la prima domanda che vi ponete è: vediamo se questo str... di autore è riuscito a inventarsi qualcosa di sorprendente, interessante, emozionante, divertente, etc.; oppure vi chiedete: vediamo se il suddetto str... ha rispettato punteggiatura, grammatica e consecutio?
  4. massimopud

    Purismo letterario...si o no?

    Be', perdonami, ma sono basito. Non bisogna pronunciarsi sul merito di una storia? Non si legge per leggere il contenuto? Se le cose stanno così, bisognerebbe cambiare il regolamento, perché questo è l'estratto relativo ai commenti (il neretto in alcuni passaggi l'ho aggiunto io): "L’utente che desidera pubblicare un testo in OFFICINA è tenuto a commentarne un altro in maniera esaustiva e dettagliata, toccando molti o tutti i punti dello schema seguente: 2.4.1. Racconti: trama (intreccio, incipit, sviluppo e conclusione della storia, coerenza e originalità), personaggi (caratterizzazione, psicologia, incisività, originalità), contenuti (adeguatezza, plausibilità, messaggio trasmesso, empatia), stile (scorrevolezza, complessità, chiarezza, coerenza), grammatica e sintassi (refusi, errori grammaticali, frasi complesse, poco scorrevoli o sintatticamente errate), giudizio finale." Cosa sono trama (intreccio, incipit, sviluppo e conclusione della storia, coerenza e originalità), personaggi (caratterizzazione, psicologia, incisività, originalità), contenuti (adeguatezza, plausibilità, messaggio trasmesso, empatia), se non appunto i famosi contenuti di cui si sta parlando dall'inizio di questa discussione? Tra altro, il fatto che vengano citati in maggior numero e prima di quelli strettamente stilistici, grammaticali e sintattici sembra quasi suggerire che, dovendo proprio scegliere, dovrebbero costituire la parte più importante del commento.
  5. massimopud

    Purismo letterario...si o no?

    @flambar Nessun problema, dai, non c'è niente da perdonare, è stato solo un malinteso. Da parte mia ti riconfermo il mio apprezzamento e la mia simpatia.
  6. massimopud

    Purismo letterario...si o no?

    @flambar C'è un evidente equivoco: ho detto che eri estraneo a questa discussione, intendendo con ciò che non stavi partecipando a questa specifica discussione. Sono certo che la tua presenza nel WD sia gradita a tutti e che tu non sia di peso a nessuno, certamente non a me, che ho parlato di te in questi termini elogiativi:
  7. massimopud

    Purismo letterario...si o no?

    Ma com'è possibile? Io lo Stregone l'ho sempre riempito di cuoricini! Però due in quasi quattro anni... va be', comunque ormai è fatta: Niko, fulminami!
  8. massimopud

    Purismo letterario...si o no?

    Sono del tutto d'accordo e avevo pensato di fare l'identico esempio, ma non volevo tirare in ballo l'utente in questione per non coinvolgere qualcuno che era estraneo a questa discussione. Comunque, visto che ora si sta alludendo a lui, non vedo motivi per non citarlo, tanto più che è l'occasione per dirgli che anch'io trovo molto interessanti e divertenti alcuni dei suoi racconti: si tratta di @flambar. Mai messo frecce rosse. Che gli staffer (che possono vedere dal cielo gli arcieri) mi fulminino se sto mentendo! E poi Freccia Rossa era il suocero di Tex, mi ricorda le allegre letture dell'infanzia.
  9. massimopud

    Purismo letterario...si o no?

    Dall'introduzione ai Promessi Sposi: "L’Historia si può veramente deffinire una guerra illustre contro il Tempo, perché togliendoli di mano gl’anni suoi prigionieri, anzi già fatti cadaueri, li richiama in vita, li passa in rassegna, e li schiera di nuovo in battaglia. [...] Per locché descriuendo questo Racconto auuenuto ne’ tempi di mia verde staggione, abbenché la più parte delle persone che vi rappresentano le loro parti, sijno sparite dalla Scena del Mondo, con rendersi tributarij delle Parche [...] Imperciocché, essendo cosa evidente, e da verun negata non essere i nomi se non puri purissimi accidenti..." «Ma, quando io avrò durata l’eroica fatica di trascriver questa storia da questo dilavato e graffiato autografo e l’avrò data, come si suol dire, alla luce, si troverà poi chi duri la fatica di leggerla?» Questa riflessione dubitativa, nata nel travaglio del decifrare uno scarabocchio che veniva dopo accidenti, mi fece sospender la copia, e pensar più seriamente a quello che convenisse di fare [...] lo stile [...] com’è dozzinale! com’è sguaiato! com’è scorretto! Ecco qui: declamazioni ampollose, composte a forza di solecismi pedestri, e da per tutto quella goffaggine ambiziosa... Meno male, che il buon pensiero m’è venuto sul principio di questo sciagurato lavoro: e me ne lavo le mani. Nell’atto però di chiudere lo scartafaccio, per riporlo, mi sapeva male che una storia così bella dovesse rimanersi tuttavia sconosciuta; perché, in quanto storia, può essere che al lettore ne paia altrimenti, ma a me era parsa bella, come dico; molto bella. «Perché non si potrebbe», pensai, «prender la serie de’ fatti da questo manoscritto, e rifarne la dicitura?» Ed ecco l’origine del presente libro, esposta con un’ingenuità pari all’importanza del libro medesimo. ******* Finzione, d'accordo, però il finto editor Manzoni dice in sostanza che una bella storia, seppure scritta un po' alla cdc, potrebbe anche meritare di essere scrostata, ripulita e fatta conoscere. In fondo non dovrebbe essere così? Non dovrebbe essere anche questo il compito, lo scopo, l'ambizione, di editor ed editori (ed editorii, ed edito... m'ero incantato, scusate)?
  10. Devo dire che il racconto può suscitare in qualche passaggio alcune perplessità: però questo colpo di scena finale, solo fittiziamente messo in appendice, ma che in realtà ne costituisce il'autentico messaggio e il vero insegnamento etico ed estetico: lo riscatta pienamente, incondizionatamente e molti altri avverbi in -mente Insomma, per il suo alto valore pedagogico, è una lettura che consigliamo alle nuove generazioni, soprattutto alle ragazze, ma ci sembra adatto alle signore/ine di ogni età, senza distinzioni politiche, religiose, di razza, di sess..., ah, no, va be', di sesso magari lasciamole.
  11. massimopud

    Purismo letterario...si o no?

    Quasi tutto quanto detto in questa discussione è condivisibile: non c'è dubbio, anzi è un'ovvietà, che il derby Dinamo Forma - Lokomotiv Contenuti sia un pareggio annunciato. Però la questione posta all'inizio faceva riferimento soprattutto al fatto (vero o presunto) che nei commenti del forum ci sia uno sbilanciamento nell'analisi formale e tecnica del testo rispetto a quella sui contenuti. Io trovo che a volte questo sbilanciamento ci sia, con una minuziosa e apprezzabile analisi di grammatica, sintassi e punteggiatura, a cui fa seguito uno sbrigativo giudizio finale sul contenuto e, soprattutto, su quello che il racconto ha trasmesso al lettore. Io non ho affatto una visione naif della scrittura, anzi sono proprio convinto del contrario: al novanta per cento è studio e fatica; però la prima domanda che mi pongo al termine di una lettura non è se tutte le virgole siano al posto giusto, ma se quella lettura mi ha lasciato qualcosa, se mi ha emozionato, mi ha divertito, mi ha insegnato o fatto riflettere su qualcosa, etc. Dunque, la domanda la vorrei riproporre: è solo una sensazione di una minoranza di utenti, oppure in alcuni casi è così? P.S. a volte e in alcuni casi sono sottolineati perché in un intervento precedente avevo scritto: non che l'Officina ne sia piena, mi pare ci corra una bella differenza.
  12. massimopud

    Purismo letterario...si o no?

    Ed è su questo che io (e forse anche qualcun altro) non sono del tutto d'accordo, sul fatto che siano del tutto equiparabili: forse lo sono in atto, ma non in potenza, nel senso che il primo (quello scritto male ma con una bella storia) è emendabile, il secondo è un guscio vuoto e tale resterà.
  13. massimopud

    Purismo letterario...si o no?

    Fermo restando che la forma è sostanza, che ogni consiglio al riguardo è comunque un contributo apprezzabile al miglioramento del testo e che quindi condivido gran parte degli interventi precedenti, una piccola lancia per @Roger75 vorrei spezzarla: nei commenti capita a volte di leggere soltanto annotazioni formali, con un breve e frettoloso accenno (o neanche quello) sul contenuto. Sì, è vero che ci sono tremila anni e passa di letteratura alle nostre spalle, ma non è vero che non si possa scrivere niente di nuovo; ad esempio si può scrivere sul mondo di Internet, che esiste da poco più di vent'anni, sulle missioni spaziali, che esistono da poco più di cinquanta, etc. Se davvero non ci fosse più niente di nuovo da scrivere, tutti i nostri testi sarebbero degli inutili e ridicoli esercizi di stile, un puro assemblaggio ornamentale di parole. Ecco, se posso fare una critica a una parte dei testi che mi capita di leggere sul forum, qualche volta sembra di leggere dei puri esercizi di stile, senza che ci sia dietro una vera storia con un capo e una coda. È ovvio che forma e sostanza sono entrambe importanti, però una storia grezza (grezza, non disastrosa) dal punto di vista della forma, ma che abbia dentro un po' di sostanza può essere migliorata e trasformata in un buon racconto, al contrario di un testo stilisticamente ineccepibile con un contenuto banale, che resterà in ogni caso banale.
  14. "Tu non pensavi ch'io loico fossi", dice il diavolo a Guido di Montefeltro, dopo che gli ha appena spiegato perché se lo porterà all'inferno. Il finale del dialogo lo ricorda: l'opera incompiuta si rivela più loica del Tempo, smascherandolo e sprofondandolo nell'inferno della non esistenza. Il tema è sterminato: coinvolge fisica e metafisica, religione e cosmologia, e il problema del tempo è tra i più dibattuti anche oggi, anzi forse oggi più che mai. Ho appena iniziato a leggere il libro di Carlo Rovelli, L'ordine del tempo, in cui l'autore si propone allegramente di farlo a pezzi. Un libro di Barbour, La fine del tempo , lo comprai quattro o cinque anni fa e lo sfogliai soltanto, rimandandone la lettura (ogni tanto, quando passo sotto il suo scaffale, posso sentirne il muto rimprovero). Come si vede, le basi le ho scarsine; ma siccome è un tema che mi ha sempre ossessionato e sono il tipico autodidatta megalomane, mi lancio a dire qualcosa sull'argomento. Ho sempre pensato che il tempo, al contrario dello spazio, non sia un’idea innata, ma qualcosa d'inventato per analogia con lo spazio. L’idea di spazio è innata: noi ci muoviamo, cioè cambiamo la nostra posizione, in qualcosa; questo qualcosa lo chiamiamo spazio. Lo sconosciuto inventore del tempo potrebbe aver ragionato così: oltre a cambiare posizione, noi cambiamo anche in altri modi: si modifica il nostro corpo, il nostro pensiero, le nostre relazioni con gli altri, etc. Tutto questo è un movimento che avviene a prescindere dalla nostra posizione nello spazio (o almeno non è determinato soltanto da essa), quindi è un movimento che avviene in qualcos’altro, questo qualcos’altro chiamiamolo Tempo. L’invenzione ha funzionato bene, almeno fino all’avvento della fisica contemporanea, ma da questo non consegue che il tempo sia davvero reale. Per fare un esempio analogo, anche gli epicicli funzionarono bene fino alle scoperte di Galileo e Copernico, perché “spiegavano le apparenze”, ma poi finirono in soffitta. Insomma il nostro Compare Tempo è un individuo molto sospetto,alimentato da una misteriosa sorgente inesauribile e con quel suo eterno fluire grazie a un meraviglioso meccanismo privo di attriti, così tipico delle cose che non esistono. Nel dialogo si ragiona molto sulle isole di perfezione (di ordine) temporanee destinate a finire nella neutralità finale. È curioso (e significativo) che questo stato finale sia comune alla fisica e alla cosmologia contemporanee (l'entropia andrà sempre ad aumentare, distruggendo tutte le roccaforti sia dell'ordine che del caos fino alla muta desolazione finale), ad alcune religioni orientali, in cui tutto si dissolverà nel gran Mare dell'Essere (la Mahapralaya, la Grande Dissoluzione induista), e anche al pensiero di alcuni filosofi occidentali, tra tutti Schopenhauer (questo passaggio lo ricorda molto): La dimostrazione della non necessità del tempo è ostica (confesso che in qualche passaggio mi hai un po' seminato), ma tutto sommato si riesce a seguirne bene lo sviluppo, quasi da sequenza scacchistica, con cui man mano la perfida Opera Incompiuta stringe nell'angolo il Tempo: Tornando alla destinazione finale: la neutralità, la morte termica dell'universo, il gran Mare dell'Essere, la Mahapralaya: non so, forse sono troppo occidentale e antropomorfo, ma speriamo davvero che le cose stiano in altro modo. La mia vera convinzione è che i nostri sensi e la nostra mente siano troppo limitati per poter davvero cavare un ragno dal buco su argomenti di questa portata, troppo al di là dei nostri poveri mezzi. E però ogni tanto si dovrebbe pensare un po’ a queste cose perché, be’, il perché lo dicono molto meglio di me queste parole di Thomas Burnet, messe da Coleridge in epigrafe al Vecchio Marinaio, forse il più bell’invito in materia che abbia mai letto, che nella sua apparente ingenuità condensa in poche righe la suggestione e il mistero di altre realtà inimmaginabili, l’invito a volare alto, almeno ogni tanto, e l’avvertimento finale a vigilare, perché è facile perdersi negli abissi. Facile credo, plures esse Naturas invisibiles quam visibiles in rerum universitate. Sed horum omnium familiam quis nobis enarrabit ? Et gradus et cognationes et discrimina et singulorum munera ? Quid agunt ? quae loca habitant ? Harum rerum notitiam semper ambivit ingenium humanum, nunquam attigit. Juvat, interea, non diffiteor, quandoque in animo, tanquam in tabula, majoris et melioris mundi imaginem contemplari: ne mens assuefacta hodiernae vitae minutiis se contrahat nimis, et tota subsidat in pusillas cogitationes. Sed veritati interea invigilandum est, modusque servandus, ut certa ab incertis, diem a nocte, distinguamus. È agevole pensare che nell’Universo le creature invisibili siano più numerose di quelle visibili. Ma chi ce ne descriverà il genere e la famiglia? E i gradi, le parentele, le differenze e le mansioni di ognuna di esse? Che cosa fanno? Quali luoghi abitano? La mente umana ha sempre aspirato ad avere notizia di tali cose, senza mai conseguirla. Giova comunque, non ne dubito, contemplare nella mente, di tanto in tanto, come in un quadro, l’immagine di un Mondo più grande e migliore, di modo che la mente stessa, assuefatta alle piccole cose della vita quotidiana, non si immiserisca troppo e non resti tutta assorbita nei piccoli pensieri. Tuttavia bisogna anche vigilare e saper conservare l’equilibrio necessario a distinguere il certo dall’incerto, il giorno dalla notte. Dunque, caro Luca, grazie per aver condiviso questa tua fatica e di averci fatto non immiserire in piccoli pensieri almeno per un po' (sempre vigilando, s'intende).
  15. massimopud

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Yacht di Noè: arca di lusso che salvò dal diluvio tutte le coppie di miliardari (ritrovata da Giacobbo in cima a un attico di Montecarlo) KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
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