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amleta

Scrittore
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6 Neutrale

Su amleta

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    Amleta Bloom
  • Compleanno 7 marzo

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  • Sito personale
    http://itesoridiamleta.wordpress.com

Informazioni Profilo

  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    veneto
  • Interessi
    cristalli di ghiaccio,menti umane, regni interiori, boschi intricati, gatti, natura, aerei, navi, mare in tempesta, tulipani e crisantemi, maschere di pelle, archi e frecce,...

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4.843 visite nel profilo
  1. amleta

    Beckett, Samuel

    Samuel bisogna vederlo a teatro, ascoltarlo in lingua originale, annusarlo e viverlo là dove nasce la sua assurdità. A me ha segnato l'adolescenza e da lì in poi non è esistito più nulla. All'esame di stato in inglese portai il monologo di Lucky ma ovviamente nessuno lo apprezzò.
  2. Io a volte leggo dei blog dove trovo degli scritti sublimi e glielo scrivo che sono sublimi. A volte mi è capitato di leggere degli autori e trovarli stupendi. Credo che ci sia spazio per tutti ma vedo che nella realtà ognuno tira acqua al suo mulino. Io sono troppo altruista. Ho aiutato persone a scrivere, letto e corretto cose illeggibili, incoraggiato geni incompresi. Ma si sa, il bene non paga. Ma non importa. Io continuo per la mia strada e quando posso farlo aiuto ancora chi mi chiede una mano.
  3. amleta

    Come si organizza la presentazione di un libro?

    La mia nuova casa editrice,che per adesso non citerò, ha detto che devo fare delle presentazioni. Ma loro sostengono che sono le librerue stesse a organizzare tutto e a fornire persino il relatore. Io ho i miei dubbi ma ovviamente non avendo esperienza di questi eventi, perchè finora nessuno mi aveva richiesto presentazioni, non so come si possano svolgere e dove. Leggendo qui ovviamente gli esiti di tali eventi son tutti deludenti. Allora mi chiedo: perchè la mia editrice mi chiede presebtazioni se poi sa che di solito sono un fiasco? Non capisco il motivo di farle.
  4. amleta

    Toc Toc... chi è? amici.

    Benvenuta e che la Fortuna sia con te 😊
  5. amleta

    Nuovi arrivi

    Benvenuta 😊 Dipingere rilassa molto ed è un bellissimo hobby. 😉
  6. amleta

    Un sindacato per gli autori

    Mi chiedo come mai non esiste un sindacato per gli autori. Molti editori si approfittano di persone senza esperienza che firmano contratti a occhi chiusi. Poi fanno la voce grossa e minacciano i poveri autori, spesso emergenti, e questi magari finoscono con l'acconsentire a tutto pur di evitare questioni legali. Mi chiedo come mai non è venuto in mente a nessuno di creare un sindacato per tutelare i diritti degli autori. Credo che la categoria degli autori abbia il diritto di avere qualcuno che possa difenderli e che sia da mediatore tra editori furbetti, e anche delinquenti, e autori che in buona fede credono che tutto quello che scrivono sia protetto. Per esempio spesso non si sa che nei siti di selfpublishing i testi possono venire rubati da terzi. infatti se notate le case editrici esigono testi che non siano mai comparsi in nessun tipo di sito, anche siti di selfpublishing. Questo molti autori non lo sanno e mettono tutto in quei siti. Allora ci vorrebbe un sindacato che poi tutelasse i diritti degli autori che vengono truffati da case editrici e siti vari. Che ne pensate voi autori? Come mai nessuno l'ha mai fatto? Molti editori guadagnano a vostre spese e a voi non arriva nulla eppure nessuno può far niente e non è giusto questo.
  7. La questione è un pò ingarbugliata. Tempo fa mi ero iscritta a StreetLib e avevo caricato due testi ma poi per fare la pubblicazione online c'era un modulo da riempire in cui bisognava mettere anche l'IBAN. Così non volendo mettere il mio conto corrente gli ho scritto e gli ho detto di cancellare tutto, cioè o testi caricati, e di cancellare anche il mio account. Ma a distanza di due anni per caso mi trovo su google play per cercare una cosa e mi trovo uno dei miei libri pubblicato e in vendita. Allora, mi avevano scritto dicendomi tempo fa che la cancellazione era stata effettuata e basta. Dunque cerco di entrare nel sito per vedere se posso fare qualcosa, almeno cancellare i testi o cancellare io stessa l'account ma non riesco a ricordarmi con che mail mi ero registrata. Allora scrivo a loro e dopo un mese finalmente una tipa con nome e cognome si degna di dirmi che c'è un account attivo e uno non più attivo. Che i testi sono online e pubblicati e che possono cancellare tutto o mantenere tutto così. Ma io le rispondo che nessuno mi aveva avvisato di aver messo i miei testi online, che loro non hanno il mio IBAN per il pagamento, e che quei testi io avevo detto di cancellarli. Adesso cosa dovrei fare?
  8. amleta

    Amande Edizioni

    Allora, a me è capitato di aver a che fare col il curatore della suddetta collana, ma credevo che fosse una nuova collana davvero e non che risalisse al 2011. Quindi ho ricevuto una proposto di contratto, che pare non includa nessun pagamento di copie e che non dice che devono esser vendute 1000 copie. Ma sono 4 pagine di contratto che non capisco molto bene. Finora ho avuto editori che arrivavano a massino 2 pagine di contratto, più chiare e con meno punti. Qualcuno di voi adesso ha dei riscontri recenti?
  9. amleta

    Il passaparola

    una personalità in campo letterario come Riccardo Cavallero (fino al gennaio 2015 direttore generale di Mondadori), parlando del destino dell’editoria, ha affermato in un’intervista pubblicata su La Stampa, il quotidiano nazionale di Torino: «L’editore “comanda” sempre di meno. Non si può più “spingere” un libro. La cosiddetta “dottrina Spagnol”, più pubblicità e più copie sugli scaffali uguale più vendite, era vincente trent’anni fa. Oggi non funziona più. Oggi per vendere un libro serve di più il passaparola, e soprattutto quei passaparola su Internet che sono le piattaforme dei lettori». Questa parole mi hanno riportato in mente qualche caso di alcuni scrittori asociali, che nascosti dentro le loro dimore, si sono sempre tenuti al di fuori di certi giri virtuali o televisivi eppure hanno venduto lo stesso. Quindi come si spiega un'affermazione del genere?
  10. amleta

    Perchè ti sei messo a fare l'editore?

    Appuunto a questo pensavo io e anche al fatto appunto che la questione non è solo pubblicare un libro ma anche avere il modo per venderlo! Purtroppo ci sono editori che pubblicano ma non tengono conto nè della distribuzione nè della promozione affidando tutto alle capacità di uno scrittore di avere un giro di amicizie o follower o fans a cui devono propinare il proprio libro e questo mi sebra poco serio, visto che uno scrittore non ha capacità da venditore altrimenti farebbe il venditore e non lo scrittore. Reputo poco seria la scelta di tante persone che aprono case editrici senza avere appunto la competenza giusta per pubblicare, promuovere e vendere. Se io non so cucinare e non ho fatto un corso di cucina non mi apro un ristorante ma pare che spesso funzioni così e poi si vedono i cocci di imprese che appunto erano basate sul nulla. Io personalmente ho 8 opere pubblicate da piccoli imprenditori e sono sempre quella che ha detto di NO a certi colossi dell'editoria però mi sono resa conto che nessuno di questi piccoli editori ha fatto niente per vendere le mie opere e quindi penso " ma non era anche interesse loro"? A me non cambia nulla se vendono o no perchè non ho bisogno di soldi e non scrivo per i soldi ma penso che un editore ci perda anche la faccia se non è in grado di gestire poi la vendita e la promozione di un prodotto. Come per la cucina esistono studi specifici anche per l'editoria e quindi è bene conoscere bene tutto l'iter di produzione, distribuzione e promozione prima di mettersi a pubblicare libri. Inoltre i metodi bisogna conoscerli bene e nei particolari e non improvvisare come se si vendessero fragole in spiaggia. Bisogna avere apppunto le giuste competenze e conoscere a fondo il mercato dell'editoria e sapere quali strategie usare. Se io continuo a dire di no ai grandi colossi e rimango sconosciuta, dopo anni vorrà ben dire che mi sarò scocciata e dovrò per forza di cose dirgli di sì come hanno fatto altri? Insomma, poi va a finire che anche se vuoi aiutare i piccoli editori questi non ti mettono nelle condizioni di sentirti valorizzata.
  11. Ho trovato per caso la risposta di un editore che finalmente parla chiaro di quello che vuole l'Industria del libro e di come gli editori scartano gli scrittori per delle ragioni di guadagni e marketing. Credo che tutti gli autori debbano leggerlo perchè è questo quello che un editore pensa di noi ed è importante aprire gli occhi:
  12. amleta

    love&sex teller è una nuova professione?

    Gribbio, stamattina leggo questa posizione professionale su un profilo di un sito professionale e mi chiedo, ma nascono da soli questo tipo di ruoli o se li inventano gli utenti? Capisco che bisogna distinguere tra i vari tipio di scrittori ma davvero sono rimasta a bocca aperta leggendo questa definizione. Invece che autrice, scrittrice o altro ecco un ruolo nuovo. Voi l'avevate mai trovato scritto da qualche parte?
  13. Penso che quelli che non hanno una stanza piena di centinaia di libri che hanno letto siano come un cuoco che fa il cuoco ma non ha mai visto una cucina di un ristorante. 

  14. Io mi sono sempre chiesta come fanno le persone a trovare tutto questo tempo per tutti questi contest, gare, concorsi e varie. Insomma, ma che vita fanno? Stanno al pc dalla mattina alla sera a cliccare scrivendo per ogni contest? Io proprio non ho tempo e se devo scrivere scrivo qualcosa per ispirazione e non a domando e con un termine fissato, sarebbe come avere uno che ti sta sulla schiena e ti conta le ore, ah ah ah
  15. amleta

    Perchè ti sei messo a fare l'editore?

    Mi sono accorta in alcuni programmi che riguardano la ristorazione ( che non amo affatto) che molti di coloro che gestiscono un ristorante non hanno la più pallida idea di cosa sia la gestione aziendale o commerciale. Non hanno nemmeno idea, molti di loro, di cosa sia cucinare seguendo alcune regole d'igiene e altro. Quindi vi chiedo, perchè vi siete messi a fare l'editore? Avevate fatto studi che portavano a questo sbocco oppure lo siete diventati solo perchè volevate una casa editrice tutta vostra che stampasse prima di tutto i vostri libri? O forse avevate l'idea che potevate entrare nell'Industria del libro per la porta di servizio e poi fare un'esploit ad effetto con la scoperta di qualche autore supremo? Almeno ogni tanto ve la fate questa domanda? Perchè vedo che ci sono editori che arrancano, che chiudono, che annaspano....ma forse il problema è a monte, cioè proprio su quel motivo per cui uno si mette a fare l'editore e poi non sa come gestire le difficoltà che incontra. Se non c'è strategia, se non c'è un team di persone che davvero ne capiscono allora poi chiaro che tutto finisce in cenere. Quindi per quale motivo rischiare in un settore di questo tipo se non si hanno le armi giuste in mano?
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