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Jair Ohmsford

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Tutti i contenuti di Jair Ohmsford

  1. Jair Ohmsford

    Siete disposti a (s)vendervi?

    Domanda: non può esserci qualcuno che scrive principalmente per mandare uno o più messaggi a un numero il più possibile alto di persone e senza essere mosso da un grande ego da soddisfare? Secondo me sì. Per me un autore può anche essere umile (non che gli altri siano tutti pazzi esaltati, eh!). Non parlo di libri autobiografici che elencano i propri valori da condividere con il mondo, ma di libri di un certo genere che l'autore vuole pubblicare perchè 1) ama quel genere 2) Vuole diffondere le proprie idee in forma di storia e con un contesto diverso, per diffondere un messaggio importante, fondendo la sua necessità con l'amore per i libri e la scrittura. Il tutto considerando la visibilità come un modo per diffondere quel messaggio, mettendo la fama personale in secondo piano. Io rifiuterei, ma non perchè voglio qualcosa di congeniale per me o perchè non voglio scendere a compromessi. Rifiuterei perchè non sarei in grado di scrivere in maniera decente un genere che non è mio: semplicemente, anche sforzandomi verrebbe fuori una schifezza. Chiaramente, se si passa dal fantasy epico al fantasy moderno e devo cambiare ambientazioni, scenari e inserire ad esempio la tecnologia, uno sforzo lo potrei fare e potrei farcela...
  2. Jair Ohmsford

    Giocare a scacchi

    L'arrocco si fa dentro l'ovile?
  3. Jair Ohmsford

    Giocare a scacchi

    Altra partita, rapidissima. E scopro che c'è chi sta peggio di me. Otto mosse e mangio la regina. Due secondi dopo, l'avversario si ritira. Poveraccio, un pò mi dispiace. Però i punti ottenuti (che vengono salvati) mi fanno comodo in classifica
  4. Jair Ohmsford

    Giocare a scacchi

    Ho appena perso una partita per un errore idiota che mi ha fatto perdere una torre!
  5. Jair Ohmsford

    Giocare a scacchi

    Be' allora io risponderò con la difesa siciliana Jack: la tua scacchiera è spettacolare!
  6. Jair Ohmsford

    Siete disposti a (s)vendervi?

    Dal mio punto di vista, il discorso è questo: se scrivo roba commerciale, è perchè mi piace scrivere libri definiti commerciali e quindi non posso scrivere altro, perchè non ci riuscirei. Se quello che riesco a scrivere bene (perchè mi piace) non è commerciale, allora probabilmente non pubblicherò mai nulla (a meno che non trovi un editore con una visione diversa dell'editoria). Ma mi andrebbe bene così a quel punto. Non sono io a decidere cosa è commerciale e cosa non lo è, quindi posso solo seguire le mie ispirazioni di scrittore. Per esempio, io non scriverei mai gialli polizeschi, non perchè secondo me fanno schifo, ma perchè come scrittore non è il mio genere e non ne sarei mai capace, neppure impegnandomi. Poco importa se sono commerciali o meno come genere...
  7. Jair Ohmsford

    Giocare a scacchi

    Grazie per le risposte! Ah tra l'altro su yahoo (il link che vi ho fornito), è possibile giocare in due modi diversi. Il primo è una partita classica in cui hai tot minuti di tempo per pensare per ogni mossa. Il secondo consiste in un tempo limitato per completare la partita. Mentre pensi il tempo scende. Se fai una mossa buona, a seconda della bontà della mossa ti viene elargito un piccolo bonus in secondi. Quando tocca all'avversario il tuo tempo si ferma finchè non tocca di nuovo a te. Appena uno dei due esaurisce il tempo, perde automaticamente, a prescindere dal numero di pezzi rimasti. All'inizio mi sembrava cervellotico e assurdo giocare così, invece è un ottimo stimolo a sviluppare velocità di ragionamento! Inoltre, mette il giocatore che è in inferiorità di pezzi in una condizione di doversi sbrigare...oppure in quella di poter sfruttare i secondi di vantaggio qualora ne avesse di più dell'avversario. Il proprietario del tavolo virtuale può decidere il numero dei secondi (illimitato, limitato), il numero di secondi massimo che si può guadagnare (se il tempo non è illimiatato) e il numero di minuti per pensare a ogni mossa. Chi entra in un tavolo non suo è obbligato a seguire le regole decise dal proprietario. Tra l'altro, sempre lì, è possibile scambiarsi messaggi instantanei tipo chat, mentre si gioca. Ogni tavolo virtuale può ospitare un numero illimitato di giocatori. Chi arriva primo gioca, gli altri guardano o esprimono commenti. Se un giocatore esce può subentrarne un altro tra gli spettatori. Mi stanno sulle scatole quelli che entrano e suggeriscono mosse, ma il proprietario del tavolo (chi si siede per primo) può cacciare chi vuole Io non sono bravo ma sto migliorando Nayan, pure io faccio mosse idiote a volte...e quando gioco a tempo ne faccio parecchie per ovvi motivi!
  8. Jair Ohmsford

    Siete disposti a (s)vendervi?

    In questo siamo uguali. Non essendo la pubblicazione una cosa necessaria per campare, preferirei rimanere coerente al 100 % con il mio modo di essere e di vivere, nonchè con l'immagine di me che voglio avere e mostrare.
  9. Jair Ohmsford

    Leggergli i messaggi di nascosto

    Non l'ho mai fatto e mi manderebbe in bestia sapere di aver subito una cosa del genere, proprio perchè io non lo faccio e quindi voglio lo stesso trattamento. Se ho dubbi cerco di togliermeli in altri modi, ma spiare i messaggi, le telefonate o la corrispondenza è una cosa che non riuscirei mai a fare...
  10. Jair Ohmsford

    Come funziona il copyright?

    Questa cosa interessa anche me. Se io scrivo una frase di questo tipo sono a posto ? "Il poeta Pinco Pallino nella sua opera XXXX scrisse questo: (seguono una o due righe dell'opera, che per intero sarebbe lunga almeno 20 versi) (segue nome del libro da cui l'ho presa e dell'editore) (seguono riflessioni mie personali sull'opera) " Se inserisco in un libro varie citazioni di questo tipo (ogni volta di opere e autori diversi),come funziona la cosa?
  11. Prodigium - I figli degli Elementi Autore: Francesco Falconi Editore: Asengard ISBN: 978-88-95313-06-1 Leggi un estratto Trama presa dal libro e dal sito dell'editore Quattro ragazzi si aggirano tra i vicoli di Synapsis, antica metropoli dai mille misteri. Sono ragazzi dall’indole differente ma accomunati da due caratteristiche: la solitudine e la coscienza di sentirsi speciali e diversi dai loro coetanei. Alyssa sa muoversi a velocità straordinaria ed è capace di lanciare lingue di fuoco. Dafne riesce a spostare gli oggetti con la forza del pensiero. Ryan sa mutare in animale il proprio corpo. Kaleb infine conosce alla perfezione la magia. Per loro è giunto il momento di seguire il proprio destino e, assieme ad altri sessanta ragazzi, saranno chiamati a conoscere gli enigmi della lontana isola di Eterium, dove, all’interno della gigantesca Pagoda di Theorica, impareranno a conoscere loro stessi e i propri poteri sotto la guida della Conclave. Ma complotti e misteri si agitano nel cuore della Pagoda, nell’attesa che la Profezia della Laude Elementale si avveri. La Conclave si pone così una missione: fermare il male che dilaga per rispettare il patto con le Entità della Laude Elementale, mentre la Congrega dei Sommersi trama nelle tenebre dell’Acropoli delle Ombre, pronta a far risorgere gli Dèi sepolti, i Pilastri di Silicio. Synapsis sta per essere sconvolta dalla genesi di nuove creature. Le porte di una nuova era di terrore stanno per spalancarsi. Un’unica salvezza: i quattro ragazzi, i Prodigium. Considerazioni generali sulla trama Il libro presenta una trama forse non proprio originale, nel senso che si vedono molte analogie con la saga di Harry Potter. I quattro protagonisti studiano in una sorta di scuola in cui verranno seguiti per affinare le loro capacità e per studiare la magia. Ci sono poi personaggi e situazioni tipiche di HP (un rivale di uno dei protagonisti che è molto misterioso, un insegnante ambiguo e dallo strano comportamento, oscure macchinazioni esterne e possibili traditori all'interno della struttura). Rispetto all'opera della Rowling, i ragazzi non studiano solo la magia ma anche altre arti come quella del combattimento, il ballo, le capacità mentali e così via. Questo conferisce senz'altro un approfondimento dei personaggi, anche emotivo e psicologico, ben differente da HP, il che è un bene. Il tassello di eventi è ben costruito. Il lettore è invogliato a seguire i possibili risvolti della trama e da alcuni colpi di scena che rimettono tutto in discussione. Personaggi I quattro protagonisti sono ben caratterizzati, squisitamente diversi e per nulla banali. Le vicende personali si alternano a quelle della struttura in cui studiano. La crescita personale dei personaggi principali è lenta e graduale e permette di sviluppare i personaggi su più livelli. Inoltre, ogni protagonista non perde quelli che sono i suoi "lati oscuri" e debolezze e questo rende tutto più realistico. Si nota un certo appiattimento degli altri personaggi, nel senso che alcuni sono funzionali alla storia e anche ben descritti, ma non c'è molto approfondimento in essi a livello personale e caratteriale, con un paio di eccezioni. Probabilmente questa è stata una scelta dell'autore per far risaltare i protagonisti, però avrei preferito trovare almeno uno dei malvagi descritto più a fondo e conoscerne più a fondo le origini e le vicende personali. Ambientazione L'ambientazione, a livello visivo, merita una nota di approfondimento. Rispetto ad altri libri dello stesso genere, è molto originale e ben descritta la località in cui si svolge tre quarti della storia. L'isola viene fatta esplorare su più livelli e ognuno ha qualcosa che lascia il segno. Tutto ciò dona all'opera un qualcosa in più e rende tutto più misterioso. Allo stesso modo, le parti in cui il tutto è ambientato in una città "normale", presentano descrizioni e un'ambientazione molto suggestive. La città nella nebbia, con tutti i suoi problemi, le sue solitudini e il senso di isolamento generale, è descritta molto bene. Stile, copertina e impaginazione Il libro presenta alcune sbavature in termini di piccoli errori (più che altro refusi, niente di grave). La copertina è nel classico stile Asengard, molto bella e suggestiva al punto da invitare subito alla lettura. Lo stile di Falconi non è eccessivamente sfarzoso ma neppure troppo semplice. E questo secondo me è un bene. E' molto scorrevole, non si perde in fronzoli ma sa anche descrivere bene i particolari. Conclusioni Il libro, nonostante le evidenti analogie con Harry Potter, ha una buona trama e dei bei protagonisti. Il finale lascia forse un pò di interrogativi e di cose a metà che il lettore potrebbe desiderare di conoscere subito, ma questo è sicuramente stato fatto nell'ottica di spiegare il tutto nel libro successivo. Chi ama i duelli di magia non resterà deluso, chi invece preferisce le battaglie classiche ed epiche, probabilmente sì. Ma d'altra parte, basta leggere la trama per capire che questo è un altro genere di fantasy. I punti di forza sono il modo in cui sono descritti la crescita e i cambiamenti dei personaggi (bellissima Alyssa!), le ambientazioni misteriose e ben pensate e l'idea di infondere in alcuni personaggi non solo magia ma anche altre caratteristiche tutte da scoprire e in alcuni casi, da temere per chi le detiene. Ottima poi l'idea di non creare le classiche due fazioni contrapposte (bene e male ben definiti). I difetti, come detto, stanno nelle analogie a HP (anche se personalmente non mi hanno disturbato) e nel poco approfondimento dei personaggi non protagonisti. In questo senso, qualcosa di più forse si poteva fare per spiegare meglio la psicologia di alcuni personaggi chiave. Nel complesso, un buon libro che cattura e offre anche atmosfere tipiche dell'urban fantasy, sfociando in alcuni punti in tinte dark. Voto: 7/10 Prodigium - I figli degli Elementi Autore: Francesco Falconi Editore: Asengard ISBN: 978-88-95313-06-1 Nota: sul sito dell'editore è possibile scaricare un estratto dell'opera.
  12. Jair Ohmsford

    L'imperatore del mondo

    Io, costume e renne a parte, opterei per una soluzione di questo tipo: http://ilguizzo.blog.lastampa.it/photos ... culo_1.jpg Che ne dici, Jack?
  13. Jair Ohmsford

    L'imperatore del mondo

    Mah, non mi piacerebbe proprio...non sarebbe bello vivere così e non saprei cosa fare e come comportarmi per non commettere qualcosa di sbagliato. Perchè qualunque cosa decidessi di fare o non fare andrebbe a discapito di altre persone... Il potere non fa per me. Troppo stress, io passo.
  14. Jair Ohmsford

    Facebook e social network

    Infatti più che Faccialibro in sè, sono quei tentacoli che scassano l'anima! La situazione che hai raccontato è assurda ma non mi stupisce purtroppo. Per tante, troppe persone, faccialibro è una cosa da usare per forza, per moda e per omologazione, a prescindere dall'utilità che può avere... Normalmente potrei limitarmi a dire "Vabbè, peggio per loro se sono delle marionette manovrate", invece non è così semplice perchè poi mettono in atto quei tentacoli che vorrebbero per forza far omologare tutti alla massa. E così quei pochi che lo usano per cose utili si ritrovano a combattere spam, diffamazioni e altre porcate varie e quelli come me che non lo sopportano passano ore e ore a discutere con la gente che vuole a tutti i costi convincerti a entrarci! I metodi per convincere la gente stanno diventando sempre più patetici... "Non restare fuori dal giro, o te ne pentirai in futuro" No, te ne pentirai tu di avermi rotto le scatole per tutto questo tempo, se non la smetti!
  15. Jair Ohmsford

    Le risposte degli editori

    Sarà mica equivalente a un "No comment" ? Io spedii un'email a non ricordo più quale editore, chiedendo se potevo inviare il mio romanzo fantasy. Mi risposero, molto cordialmente, che accettavano di ricevere e valutare un estratto di non più di 30 pagine. Lo inviai per posta (lo accettavano solo così) e dopo 8 mesi mi risposero così: "...La ringraziamo per il materiale inviatoci ma il genere fantasy non rientra nei nostri piani editoriali". E allora perchè mi avevano detto di inviargli un estratto? Soldi e tempo per francobollo e spedizione sprecati!
  16. Jair Ohmsford

    Sto realizzando un cartone animato

    Attendo un paio di battute che mi devono spedire, poi faccio qualche ritocchino (roba di mezz'ora) e dopo è pronto. Nell'attesa, sto completando la sceneggiatura dell'episodio 2
  17. Jair Ohmsford

    Facebook e social network

    Ecco, hai centrato il punto. La questione dovrebbe essere semplice e cioè: Ti piace e lo ritieni utile? Allora lo usi. Non ti piace o lo reputi inutile? Non usarlo. Invece moltissime persone i social network li usano perchè "bisogna farlo" (?) e per non restare "tagliati fuori" (?)... A mio avviso esistono due tipi di dipendenze: quella che ti fa controllare ogni tre secondi la tua pagina per vedere cosa fanno gli "amici" (o per rimorchiare qualcuno/a) e quella che ti spinge a passarci ore e ore solo per promuovere un qualche tipo di sito o attività (azione che spesso viene svolta meccanicamente e senza piacere, al fine di ottenere popolarità). Ieri ho sentito una cosa assurda. Della serie che alcuni bar prendono ordinazioni da Faccialibro! E la gente si lamenta perchè tra la richiesta di amicizia e poi l'ordinazione passava troppo tempo prima di ricevere a casa i cornetti col caffè! Alcune persone folli poi se dici di non esserti iscritto non riescono a spedirti nessun file, perchè se non lo condividi su Faccialibro allora non ha senso spedirlo in altri modi! Tipica conversazione: Loro: Ma come ? Non ci sei su facebook? Io : No, non mi piace Loro: Ma come! Sei programmatore e non hai Facebook? Io: Appunto perchè sono programmatore non mi serve. E comunque non mi piace. Loro: E adesso come facciamo a spedirti le foto delle vacanze fatte? Io: Per email? Loro: Email? nooooooooooooooooo ma è antiquatissimo! Ed è troppo complicato poi! Dai iscriviti anche tu! Io: Attraverso flick, Tinypic o altri siti per condividere immagini? Loro: Noooo quei siti sono un casino da far funzionare! Meglio facebook! Della serie: come atrofizzare il proprio cervello! Eccone un'altra. Attenzione alla frasi che metto in grassetto! Lei: Ma tu come mai non ci sei su Fb? Io : Perchè non mi piace e non mi è utile Lei: Ma non lo sai che rischi di restare escluso da tutto così? Io: Escluso da cosa? Lei: Ormai tutto passa da lì, ci sono anche concorsi lavorativi che non li puoi fare se non hai Fb. Anche solo per non restare ai margini dovresti iscriverti Quel "restare ai margini" lo trovo molto inquietante...Vuol dire che non ci si iscrive perchè lo si ritiene utile o divertente, ma perchè è obbligatorio e dettato dalla massa. Con le dovute eccezioni naturalmente.
  18. Jair Ohmsford

    Women VS Omen

    Non sono una ragazza ma provo a rispondere lo stesso: forse è per far credere che usando quei prodotti diventeranno belle, sensuali, avvenenti e irresistibili come la modella/attrice della foto o video?
  19. Jair Ohmsford

    La poesia è un oggetto di consumo?

    Grazie a te per l'interessante e importante spunto di riflessione. Io penso che un pò di individualismo ci voglia nella poesia, almeno in fase iniziale, se non altro per sperimentare e capirne meglio i meccanismi. Però poi, come dici tu, sarebbe opportuno dare a questa meravigliosa forma d'arte uno scopo, un motivo di esistere che non sia solo intrattenimento o voglia di sfogarsi. Non solo un modo per urlare al mondo al propria delusione d'amore o la rabbia verso chi non ci capisce... Riguardo ai concorsi letterari, come darti torto? Io ho creato un portale apposta per dare la possibilità alle persone di partecipare a concorsi gratuiti e senza che si guardi ai loro trascorsi letterari in fase di valutazione. Purtroppo non basta, ma ce la metto tutta. La poesia purtroppo, è stata relegata a scrittura di serie B, ingiustamente.
  20. Jair Ohmsford

    Comprare Libri Eterno Dilemma

    Stardust a mio avviso è meraviglioso: ti consiglio di prenderlo.
  21. Jair Ohmsford

    Sono qui.

    La poesia mi piace ed è gradevole. Ci sono delle piccole cose che avrei scritto diveramente. Ci sono delle coingiunzioni, dei "che" e delle virgole che spezzano troppo la poesia, a mio avviso. Questa l'avrei scritta così: Eccomi qui, ti attendo come un fiore assetato nell'afa di agosto, in attesa della cascata di vita. Questa invece, così: Avverto il tuo costante richiamo, il tuo bisogno di stringerti a me per avidamente succhiare la mia essenza. Sostituirei il "che dimora" con "rimasto" Mi permetto poi un piccolo consiglio. Prova a spostare le parole e a rileggere spesso le strofe ad alta voce per vedere come cambiano il ritmo e la musicalità dei versi: a me è utile. E' una bella poesia e mi piace come ti esprimi. Spero di leggerne altre.
  22. Jair Ohmsford

    La poesia è un oggetto di consumo?

    Rispondo così: http://giardinodeipoeti.altervista.org/ ... poesia.pdf Questo è secondo me il ruolo della poesia.
  23. Jair Ohmsford

    Sconforto.....non sarò mai uno scrittore.

    Il problema è che la scrittura viene vista dai più come un'attività esclusivamente tecnica-meccanica, un pò come fare l'idraulico... A forza di scrivere e studiare le "tecniche" prima o poi diventi bravo, ricco e famoso, esattamente come l'idraulico a forza di manovrare e sistemare tubi li conosce a memoria e sa sempre come aggiustarli... Altre volte invece si pensa che basti una smisurata fantasia (che a volte sconfina nell'assurdo)...
  24. Jair Ohmsford

    Sto realizzando un cartone animato

    Grazie per i consigli! Ho trovato due siti ottimi che offrono musiche e suoni liberi da diritti d'autore e liberamente utilizzabili. Per l'anteprima, più avanti sicuramente vi mosterò qualcosa, appena avrò iniziato le rifiniture finali a livello grafico.
  25. Jair Ohmsford

    Incontro con Virginia de Winter

    Scusate, io purtroppo devo lasciarvi. Ringrazio moltissimo Virginia per la gentilezza e per le cortesi risposte. Ti auguro grandi traguardi e successi. Buona serata e alla prossima!
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