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  • Fragile al mondo


    Sinoe
    • Editore non Presente sul WD: Prospero Editore Formato/i: Cartaceo, Ebook

    L’introspezione e la proiezione, le dimensioni da cui deriva il titolo delle due sezioni in cui è divisa questa raccolta poetica di Antonella Sica, sono dimensioni che si riflettono a vicenda e si risolvono l’una nell'altra. La fragilità del diaframma corporeo e psichico che separa interno ed esterno, soggetto e mondo, permette, attraverso le ferite aperte che lo incidono, il mutuo scambio attraverso il passaggio della luce e della parola.

    Accade così che, al fondo di un percorso rigoroso di autoanalisi, uno sguardo acuto e accorato arrivi a ridefinire i contorni di un mondo infinitamente dolce e triste, nella sua dolorante, amputata umanità. Arrivando a concretizzare, al grado zero della retorica, una dimensione “sociale” della poesia ancora oggi praticabile. ( testo della quarta di copertina)

     

    book trailer:

     

     

     

     

     


    Isbn: 9788898419579
    Numero di Pagine: 104
    Storia Collegata:


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    Il quotidiano. Ciò che riveste le nostre esistenze, ogni fatto, piccolo, ogni azione, semplice. Una superficie invisibile su cui scorre la vita di tutti i giorni. Ogni gesto è carico di quel vissuto che distilliamo, goccia dopo goccia, giorno dopo giorno.

    Questa quotidianità, le parole che la dicono, entrano nell'orbita della poesia quando sono illuminate da uno sguardo che ne svela il vissuto. La densità delle parole è la cifra di questo poetare, saper fissare quell'elettricità che scorre giornalmente e preservarne il significato. Lo sguardo si mantiene su l'azione semplice, sugli affetti quotidiani, sull'essere al mondo, fragile. D'una fragilità che ha spessore, che ha il peso che l'esistenza condensa nelle cose, talmente intensa da non potersi nascondere allo sguardo che sa vedere.

    Questa densità mi ha accompagnato nella lettura, restituendomi immagini, luoghi, suggestioni e affetti. È fisicità fissata. Impressa nei versi.

    Una frammentazione emotiva di cui si impara a cogliere le linee di fuga, quel centro materializzato qui come negativo della parola. Come unità del sentire che si racchiude nella personalità di uno sguardo. 

    Eccola dunque quella fragilità, coperta con il deserto di dentro, esperienza del morire, ovvero materia viva rivelata.

    Spessore del vivere.

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