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  • Il Fiume di Fuoco


    Ishramit
    • Editore non Presente sul WD: Schegge Riunite - The Sparklings Formato/i: Cartaceo, Ebook

    "Come fanno ad incontrarsi i sogni irrealizzabili di un ragazzino ed il dolore disperante di chi non trova riposo nemmeno nella morte? Lungo il corso del Fiume di Fuoco creature strane intrecciano gli sguardi: uomini e draghi, angeli e fate, vivi e defunti. Lungo i confini tra regni remoti di un'unica creazione un uomo cade morto in un'acqua che brucia, senza aspettarsi di uscirne vivo."

    "Il Fiume di Fuoco" è un romanzo didascalico che rimane in bilico tra la mistica e il fantasy. Racconta il Purgatorio intrecciandone le possibili dimensioni: spirituale, esistenziale, letteraria: il tutto attraverso una storia d'avventura ed amicizia avventurosa e coinvolgente.

    Trama: 

    Vittima di omicidio e poi di una maledizione, Ishramit, da bambino che era, si trova imprigionato in un corpo adulto e mostruoso, con il potere incontrollabile di dar fuoco agli altri con il semplice tocco. Franz è un orfano che si trova costretto a rubare per vivere, eppure spera segretamente di potersi riscattare da un destino fatto di delitti e malvagità. Ha sempre sognato di diventare un cavaliere, ma gli è difficile credere che sia possibile. Si incontrano con il favore di uno strano uomo bendato che li convince ad intraprendere un lungo viaggio; la sua promessa sembra quasi un ordine: Ishramit sarà libero se riuscirà a fare di Franz, da quel momento suo scudiero, un vero cavaliere. Nel percorso faranno incontri meravigliosi e spaventosi, saranno messi alla prova con il fuoco e con il gelo, combatteranno se stessi e scopriranno chi sono davvero. ...Nel frattempo, qualcuno si sveglia e si accorge di essere immerso in un liquido rosso che lo brucia fin nel midollo. Fuoco... o sangue? Una forza misteriosa lo conduce in superficie e lo spinge a risalire la corrente, mentre la strana sostanza sembra consumarlo e nutrirlo al tempo stesso.

     


    Isbn: 978-169076827
    Asin: B081K8NKT9
    Numero di Pagine: 458
    Storia Collegata:


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    Commenti raccomandati

    Prima recensione su Amazon: 

     

    "Quando l'autore mi ha proposto questo libro, non sapevo cosa aspettarmi. Avevo la sensazione che si trattasse di un viaggio, interiore e concreto insieme, ma mai mi sarei aspettato un libro più classico e tradizionale di quanto non sembri all'apparenza. Questo libro è una lunga serie di situazioni fiabesche: personaggi, caratteri e piani di realtà diversi si incrociano; nonostante il racconto sia presentato come una sorta di fiaba gotica, la narrazione non è lineare come il genere prescriverebbe: da una linea narrativa più diretta ne parte subito un'altra, onirica e atemporale, molto più bruscamente matura e intima, impregnata di tutta quella che l'anima e il pensiero dell'autore, come se alla storia dei suoi personaggi si aggiungesse anche la sua di storia, il suo viaggio interiore, che diventa anche quella del lettore, all'interno della comprensione del Purgatorio, non solo luogo fisico ma anche idea che plasma un particolare modo di vivere la vita. Ma il libro non custodisce solo il pensiero e la filosofia di vita, perifrasi abbastanza riduttiva in realtà, dell'autore, ma anche la sua memoria, le atmosfere delle fiabe e delle storie di altri tempi che lui stesso ha sentito nella sua infanzia. Questo libro è ottimo perchè riesce ad essere adatto veramente a tutto ciò che uno cerca in un romanzo di questo genere: è criptico, ma non esclude il lettore da interpretazioni; è concreto, ma anche complesso e stimolante. I personaggi rimangono nel cuore, e non possono non riportare alla mente tanti altri personaggi e situazioni di cui il lettore ha letto nella sua vita.
    Infine, il libro è accompagnato da prefazione e appendici che guidano il lettore ad una vera e propria esperienza unica nella comprensione del viaggio dei protagonisti, rendendo l'esperienza veramente degna dei più famosi romanzi d'avventura."

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    Franz non ha mai visto un vero cavaliere in vita sua, eppure il sogno che nasconde nel cuore è essere uno di loro.
    Figura suscitata dalla predicazione di San Paolo e dal progetto della Chiesa, e specialmente dal consiglio di alcuni santi monaci, di piegare le forze più distruttive dell'animo umano al perseguimento del bene, la parola "cavaliere" nel corso dei secoli ha rappresentato tutto e il suo contrario: la nobiltà di sangue come quella di spirito, il servizio offerto ad un uomo e quello offerto a Dio, una vocazione religiosa o un privilegio terreno.
    Divennero cavalieri San Giorgio e San Martino, scelti come esempio di ciò che un vero cavaliere avrebbe dovuto vivere. Cavaliere fu San Francesco, protagonista di un "romanzo cortese" al fianco di madonna povertà. Cavalieri erano i redentori mercedari che per voto si vendevano come prigionieri ai saraceni per liberarne gli schiavi.
    Franz tutte queste cose non le sapeva e probabilmente non gli sarebbero interessate. Quando ancora c'era la mamma, lei gli aveva raccontato dei cavalieri e del loro eroismo, della loro purezza nel cuore e nella vita. Di San Giorgio che uccide il Drago.
    Franz voleva essere un cavaliere come nelle fiabe, ma oltre a non averne il sangue era ormai povero e costretto a rubare per sopravvivere. Era tempo di gettare via quei sogni infantili per affrontare il suo ineluttabile destino sociale cercando almeno di non pervertirsi del tutto...
    ...ma c'era una volta un uomo mostruoso che viveva nel castello del Marchese. Franz lo incontrò dopo aver rubato del pane, e rimase vicino a lui perché quella mostruosità, che tutti temevano, lo proteggesse suo malgrado. Dovettero infine lasciare il castello e un uomo bendato li chiamò perché partissero.
    Franz avrebbe potuto accompagnare il mostro verso la libertà. Facendolo, questa era la promessa, sarebbe diventato cavaliere.
    Dove li porterà davvero il loro viaggio?

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    Nuova recensione su Amazon: 

    "La storia di Ishramit e Franz ha commosso profondamente me e la mia fidanzata.
    Un fantasy insolito, ma conquista sin dalle prime pagine per farti piangere, poi, le seguenti.
    Riscatto e redenzione. Buio e luce. Tristezza, gioia, commozione, esultanza.
    È il viaggio di una vita dall'abisso del raskol alla gioia della sobornost, dall'isolamento mortifero alla comunione, in poco meno di 500 pagine."

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    "C'era una volta un bambino dai capelli neri che viveva in una casa buia, costruita in un paese ancora più buio. La sua mamma era malata da quando l'aveva messo al mondo e le sue condizioni non facevano che peggiorare. La donna sapeva che avrebbe potuto salvarsi da quella temibile malattia soltanto se non avesse lasciato che suo figlio nascesse; tuttavia lo fece e non perse un'occasione, negli anni seguenti, di spiegare a chiunque che amava così tanto quel bambino che era ben felice di morire per lui, e al fanciullo ripeteva spesso che anche lui avrebbe fatto bene ad imparare come si ama fino in fondo.

    Il padre di questo bambino, però, amava moltissimo sua moglie e non sopportava di vederla soffrire in quel modo, né di sentirsi messo in secondo piano rispetto a quel figlio che gliela stava portando via. Segretamente sperava che ci fosse un modo per tornare indietro, un modo per far sparire quel faccino tanto innocente quanto odioso e restituire la salute alla donna che amava.

    Un giorno il segreto si ruppe e si rivolse alla Strega.

    «Così mi offri la vita del ragazzo... Per quella di una donna che ha sacrificato la sua per lui?»

    «Sì, non posso più sopportare di vederla così. Ogni giorno si fa più debole, più stanca, più brutta! E intanto quel coso cresce sempre di più ed è pieno di vita» disse l'uomo singhiozzando «con il latte le ha succhiato via tutta la sua vitalità, con le carezze e gli abbracci si è preso la dolcezza della sua pelle! Non riuscirò mai ad amare quel bambino, non se dovrò vedere mia moglie morire per causa sua. Tanto vale che muoia lui al suo posto, come doveva essere.»

    «Così sia, sai già cosa devi fare.» disse la strega, e lasciò nelle sue mani un minuscolo pugnale nero.

    L'uomo lo portò nella sua camera e per molte notti non dormì pur di sorvegliarlo. Guardandolo pensava a cosa ci avrebbe fatto e tremava: talvolta per l'angoscia, talaltra per la gioia. Non si decise ad usarlo finché la stanchezza non si fece così grande che non riuscì ad aspettare oltre.

    Fu così che una sera, durante uno di quegli scuri crepuscoli che ci sono in quella parte del mondo, prese per mano il suo bambino e lo portò a dare la buonanotte alla mamma. Questa era ormai costretta a letto e non riusciva più nemmeno a parlare, ma i loro sguardi si incrociarono e all'uomo uscì una lacrima.

    Lasciò che il fanciullo si chinasse per baciare un'ultima volta la madre, poi lo strinse forte a sé con il braccio destro mentre con il sinistro impugnò il pugnale. Gli occhi della donna erano ancora fissi sui suoi e lo condannavano, ma ormai non poteva più tornare indietro. Sollevò il pugnale e lo infilzò con forza nel petto della creatura, che subito divenne bianca come la carta e si accasciò senza emettere nemmeno un gemito, mentre il padre cadeva in ginocchio gridando tutto il suo dolore, senza più riuscire nemmeno ad alzare la testa per vedere se davvero la vita tolta al piccolo fosse stata restituita alla sua amata."

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    Nuova recensione:

    "Ottimo romanzo di formazione dove brillano i comprimari ed il setting affascinante. I colori della copertina non sono affatto casuali e restituiscono bene la vividezza del testo, specie di certe scene più avanti nella storia. Dal punto di vista della trama l'autore è largo di mano nel ritrarre l'emotività e l'intimità dei suoi protagonisti, perciò potete mettere la mano sul fuoco (del fiume...) che vi commuoverà. Forse troppo! Per quanto riguarda la prosa essa si è rivelata felicemente asciutta e stringata, tanto più che da un certo punto in poi non mi sono nemmeno reso conto di stare voltando la pagina. Sfortunatamente, però, il flusso non è omogeneo e alcune sezioni ben delimitate faticano vistosamente rispetto ad altre (O piuttosto: chi scrive ha avvertito questa differenza). Un'altra criticità del testo che mi sento di segnalare è sicuramente l'eccessiva presenza di didascalie in alcune sezioni.
    Come opera si tratta di un lavoro poco diplomatico o democratico, l'autore ha voluto mettere nero su bianco il suo immaginario e le sue convinzioni, per cui il dialogo col lettore è quanto mai litigioso. In altri termini: si finisce il libro con l'impressione di non averlo semplicemente letto, quanto piuttosto di essercisi "confrontati." Non è sempre un pregio, non è sempre un difetto, ma è innegabilmente una qualità di questo bel romanzo. Consigliato!"

    https://www.goodreads.com/book/show/49025151-il-fiume-di-fuoco

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    Nuova recensione di www.librierecensioni.com

    "(...) Spicca forte il senso dell'amicizia, momenti toccanti e scene anche cruenti, alternate a un mondo che richiama il fantastico, ma distorto e fuori dai soliti schemi, così si presenta "Il fiume di fuoco" in tutta la sua unicità.
    Un finale triste (preparate i fazzoletti) ma giusto, dove ognuno trova quel che cercava sebbene non esattamente nel modo in cui sperava, lasciando così un po' di amarezza in bocca ma con la consapevolezza di quel che vuole ricordare questa storia: cioè che la vita non è una favola, ma spesso è dura anche con chi non lo merita e l'amore e gli affetti non sono cosa scontata, vanno guadagnati e poi tenuti stretti.
    Più che un fantasy, un'esperienza letteraria da non perdere!"


    https://www.librierecensioni.com/recensione/il-fiume-di-fuoco-michele-silvi.html

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