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  • Libri

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    • simone volponi
      Editore Presente sul WD: Gruppo editoriale Borè Formato/i: Ebook
      La presente raccolta vuol racchiudere in sé liriche scritte nel corso degli anni, un'unica vena aperta sul mondo interiore del poeta, il suo racconto di amore, perdita, miseria, dolore.
      Sono versi scritti di getto, senza badare a forme e stile, quindi reali, senza camuffamenti. Molte riportano come titolo il primo verso, o una parola pescata dal componimento, perché è spesso difficile etichettare un sentimento.
      Si tratta di un'opera prima e, forse, irripetibile nella sua forma.

    • Formato/i: Cartaceo, Ebook
      Questo libro raccoglie gli sguardi dell’autore degli ultimi dieci anni. Le partenze, gli spostamenti, i ritorni che portano sguardi nuovi, le ripartenze. È come sfogliare un album fotografico dove mancano delle pagine, dove la storia è solo suggerita e mai raccontata. Dove le parole restano “alla finestra”, per lasciare che sia l'esperienza a raccontarsi. “Parole alla finestra” è l’amore per una storia di vita che abbraccia presente e passato. È una conciliazione matura, un grandangolo su una storia di essere umano, un abbraccio al presente e una dichiarazione di pace con l’uomo che l’autore è diventato.



       
      "Affascinante, la poesia di Francesco Navarrini. 
      Arguto osservatore, spoglio di bugia e vanagloria, viaggiatore narratore fedele di se stesso, figlio del suo tempo moderno che obbliga l’occhio e il passo in corsa all’ignoto che avanza, non perde il fascino acceso intorno e sveglia meraviglia. 
      Navarrini conserva intatto uno sguardo fanciullo, contemplative. Al potere del plauso preferisce lo stupore e se ne imbeve, per alimentarsi di nuova linfa. 
      Possiede l’Arte rara di passare dall’ombra al dolore, al dono della conoscenza che, pur ferendolo, lo innalza. 
      Un gradino sotto il cielo. 
      Ed é Poesia."

       
      Terry Ferrari Ampollini, una delle più premiate poetesse italiane viventi.



       
      "La propensione alle lingue di Francesco Navarrini gli permette di giungere alla radice della lingua italiana, arrivando a coglierne l’essenza, in tutta la sua essenzialità. Non usa frasi incomprensibili e contorte, aggrovigliate come fanno spesso i tanti falsi poeti che intasano l’editoria contemporanea. Scrive in maniera piana e sugosa, accessibile a tutti, per descrivere i profondi sentimenti che ci accomunano nel nostro essere umani. Più che alla tradizione italiana – a parte Giuseppe Ungaretti - il suo stile pare più prossimo alla grande tradizione anglosassone, quella di W.H. Auden e dell’amico Roy Kelly. Parole alla finestra è un concentrato di esperienze umane, che noi tutti veniamo chiamati a condividere con lui. Lui, il nostro sensibile interprete."

       
      Angelo Paratico è uno storico, giornalista e romanziere italiano residente a Hong Kong dal 1983, autore di “Reading First; Leonardo Da Vinci. A Chinese Scholar Lost in Renaissance Italy” (2015).



       
      "Tra le righe delle poesie di Francesco Navarrini si viaggia nel sentimento maturo dell'aspettativa e della speranza. Come in Neruda, quel sentimento che “Arriverà tanto travolgente, emozionante e tenero da ripagare la lunga attesa”. Cosí travolgente da scontrarsi con la carne, le ossa, la presenza corporea, che quasi disillude, annienta, converte l’attesa in uno stato terreno. C’è la passione cruda di Saba, l’innocenza e la memoria romantica di Ungaretti, la letteratura poetica italiana del Novecento, quella che descrive la vita di una provincia benestante. Il ritmo è un movimento circolare, tipico dei Sud del mondo, tra il passato non chiuso e un presente sospeso. Come in un villaggio di provincia alla domenica dopo pranzo: deserto, assolato, circoscritto in un tempo impossibile da cogliere. 
      Il mondo viene dipinto in parole e ne escono quadri minimalisti. Navarrini riempie di punti blu un cielo. Tratteggia le piazze rinascimentali, i tetti che sono confini, la stanza, unico luogo-non-luogo, porto franco di confessioni e debolezze."

       
      Chiara Puletti, specialista di comunicazione sociale e blogger, italiana a Bruxelles dal 2007.
       

    • Editore non Presente sul WD: The writeredizioni Formato/i: Cartaceo
      Autore: Amoruso Raffaella 
      Titolo: INFINITA-MENTE MARLEN
      Formato: 15x21 
      Pagine: 120
      Anno di pubblicazione: 2014
      ISBN: 978-88-97341-758
      Può un corpo, nella sua prorompente femminilità, annullare completamente il pensiero della persona al quale appartiene? O può, viceversa, lo stesso pensiero condizionare lo stesso corpo nel suo agire fisico, fino a renderlo succube dell’elucubrazione mentale?
      In Infinita-mente Marlen, questa tesi sembra assumere consistenza nel momento in cui il lettore entra nel testo o, per meglio dire, lo avvinghia come fosse preda o visibilità di un’astrazione al limite dell’accadimento.
      In un verso, collocato nelle prime pagine del componimento, si legge:
      Perfettamente imperfetto.
      Infantile e provocante
      Nella sua semplicità.
      gioco di ossimori dove l’imperfezione fisica, reale o immaginata, trova respiro nella leggerezza della sua semplicità.
      A ritmi regolari
      Accarezzo
      La mia femminilità.
      Liberatoria
      Cascata di sale
      Tra le lacrime
      Si confonde.
      La stessa leggerezza si trasforma in estasi quando Marlen si fonde nel e con il suo corpo, miraggio o consapevolezza di un insostituibile godimento che appare, nel verso successivo dove:
      La voce
      Accarezza la mente
      Con sogni proibiti.
      Si concretizza, in questo caso, quella forza del pensiero, quella fantasia scudo/protettiva racchiusa in ogni manifestazione d’erotismo.
      Il lavoro della Amoruso prende forza e si accende dove, anche la parola, sembra assumere musicalità diversa. È quasi un grido quello che si percepisce tra lo
      Smalto rosso
      Effimero sogno di passione.
      Foga bruciante
      Sulla carne che grida.
      Bisbiglio lussurioso
      Di energica femmina avida.
      che sembra attenuarsi subito dopo nel:
      Soffocare il pianto nel tango
      Sfregamento di corpi storditi
      Due cuori immensi respirano
      Passi di danza


      Una straordinaria visualità poetica accompagna il lettore nella parte conclusiva del poemetto:
      Calmo e placido
      Il mare inghiotte
      I nudi corpi
      In un abbraccio caldo
      Dove il salato si mischia
      alla trappola amorosa
      Di linfa vitale.
      … e la luna sta a guardare …
      dove ancora una volta, la luna, nel suo tempo senza tempo, assume le sembianze riflettenti d’ un romantico voyeur.
       

    • Anime in transito

      By Sira, in Poesia,

      Editore Presente sul WD: Twins Edizioni Formato/i: Cartaceo
      Anime in transito
      E’ una silloge nella quale l’autrice, in una sorta di lirica evocazione, narra di sé e delle sue più profonde, intime sensazioni. Una narrazione le cui parole diventano armonia, ovvero, esaltazione del pensiero, senza il supporto di una metrica, spesso stantia, di marca crepuscolare.
      Brani che rifiutano la banale recitazione.
      Composizioni in cui l’espressione non limita il pensiero.
      Quelle “Anime in transito”, che la creatività poetica di Cesira Fonzi situa in un continuum condizionato, dalle esigenze esistenziali che accompagnano l’umanità, sembrano seguire un tracciato che svanisce, lentamente, nella caligine di orizzonti lontani.
       
      Titolo: Anime in transito
      Autore: Fonzi Sira
      Prezzo: 12,90
      Rilegatura: BROSSURA
      Pagine: 102
      Editore: Twins Edizioni
      Lingua: Italiana
      ISBN: 978-88-6984-033-3
       

    • Editore non Presente sul WD: Photocity Edizioni Formato/i: Cartaceo
      Esce il 14 dicembre 2016 l'Opera poetica LE MIE EMOZIONI  Riflessioni profonde sull`Animo umano di Alba D'Errico

      Sono pienamente convinta che ognuno di noi può migliorare solamente se la strada che scegliamo è illuminata dall’ Amore Puro. In assenza dell’Amore possiamo solo stravolgere le nostre vite togliendo loro il significato per il quale siamo nati, cresciuti su questa Terra.
       
      Alba Rosa D’Errico nasce a Milano nel terzo mese dell’anno del Calendario di Romolo. Quando il Risveglio della Primavera incontra lo sbocciare dei fiori nei campi… quando le giornate si allungano cogliendo nuove luci tra i raggi di sole, Alba inizia a camminare su questa terra con il suo sorriso contagioso, con la sua fede incrollabile nel Cuore della Gente. Si ritroverà spesso abbracciata ad Anime di passaggio troppo fragili e molto dure, nelle quali lascerà un segno indelebile di rinnovata serenità. Fin da piccola ama scrivere per condividere le gioie e i dolori della Vita. Costruisce una “Nuvoletta Rosa”, un vero e proprio Pianeta che promette strade diverse senza odio né menzogna. I Sogni della Gente che incontra finiranno tutti lì, anche oggi! Passa il Tempo e le Parole continuano a danzare nella sua Mente per trovare poi uno Spazio immenso nel suo Cuore tra le braccia della Pura Condivisione. Nasce così un progetto libro ad Autori Vari nel mese di Novembre del 2013 con la Casa Editrice Pagine “Poeti Poesia”, diretta da Elio Pecora. “Al di la del Tempo”. Su  YouTube in data 24 Dicembre 2013 esce una sua video lettura. Ciò che conta per Alba è Annullare le distanze tra Cuore e Cuore. Nel mese di Marzo 2015 sempre con la Casa Editrice Pagine “Poeti Poesia”, collabora col suo testo nella  Collana “Impronte”. Nasce un altro Video su YouTube, pubblicato proprio nel giorno del Compleanno della sua Principessa Valentina, nel Maggio 2015. Donna, madre sempre più convinta che il suo Sogno Antico di scrivere per la Gente possa diventare realtà, si impegna continuando a crederci fermamente, coinvolgendo con le sue Poesie e con le sue riflessioni centinaia di Cuori anche sulla sua Pagina di Facebook. Esce così questo suo primo progetto editoriale “Le mie emozioni”, Riflessioni profonde sull’animo umano, con lo stesso Amore che riserva per le Persone.

    • Editore non Presente sul WD: Talos Edizioni Formato/i: Cartaceo
      SCHEDA “I GIARDINI INCANTATI” STEFANO LABBIA TALOS EDIZIONI (2017)
       
      Autore del libro - Stefano Labbia
       
      Titolo del libro - I Giardini Incantati
       
      Casa editrice - Talos Edizioni
       
      Luogo e data di pubblicazione - Cosenza, 2017
       
      Tematica - Vita, amore, satira politica
       
      Genere del libro - Raccolta poetica
       
      Trama
       
      Seconda silloge poetica del giovane autore romano Stefano Labbia: i versi di questa nuova raccolta, più maturi ed importanti, rispetto ai precedenti, ci trascinano in un giardino incantato fatto di sfumature vivaci e tinte forti: l'autore ci mette di fronte ad un afflato piuttosto originale, tanto che sembra coraggiosamente poco curarsi della lezione ermetica e avanguardista del Novecento rifacendosi forse ai crepuscolari (Corazzini, Gozzano, Govoni, ecc.) e recuperando l’intimismo e la “semplicità” a fronte del modernismo a tutti i costi. Versi, quelli presenti ne “I Giardini Incantati”, che sono il frutto di varie esperienze di vita e di rapporti umani contrastanti, fra sentimenti e risentimenti, amarezze e dolcezze, comuni a tutti noi esseri umani, figli dei tempi antichi e moderni. Per cui la poesia del Labbia è, come ella stessa dice della vita, “severa e ilare al tempo stesso”.
       
      Riflessioni personali
       
      L'autore si confida con noi, aprendo le porte del suo mondo, del suo vissuto: all'interno de “I Giardini Incantati” troviamo poesie centrate su una cifra stilistica originale e su una dimensione espressiva che si confronta con temi esistenziali, mantenendo la forza simbolica e la carica emotiva del testo. Sono testi efficaci, quelli del poeta romano, classe 1984, che, oltre a possedere una certa originalità di impostazione, elaborano un linguaggio vivo, moderno e coinvolgente, valorizzando efficacemente l'itinerario espressivo e i contenuti in una chiave personale e significativa, di grande essenzialità. Il Labbia insomma riesce a coniugare l'aspetto lirico (proprio della poesia) con quello di canto attuale, moderno in un volume davvero significativo nel panorama poetico letterario italiano. I suoi versi sono sottolineati da belle immagini, sono incisivi e tutto l'impianto d'insieme è bene architettato, composto con avvedutezza e curato stilisticamente tanto da sembrare anche di poter cogliere un accoramento esistenziale che è sicura prova di genuinità espressiva dell'autore.
       
       

    • La memoria nel corpo

      By Sinoe, in Poesia,

      Editore non Presente sul WD: Rayuela Edizioni Formato/i: Cartaceo
      Silloge vincitrice del Premio Internazionale di Poesia "Città di Milano"
       
      "È una poesia che colpisce per la chiarezza della sua espressione e la profondità dei sentimenti, dove si rivela l’intreccio di voci che vengono da lontano, da altre vite e altri sforzi, voci che cominciano a prendere corpo, non soltanto nella poesia ma nell’essere e nel fare della poetessa, sorpresa dal ritrovamento di frammenti che trasmettono alle volte dei messaggi inattesi; così dirà: - Mi sono seduta/ invitata in silenzio/ dall’alto - e come sfiorata da un sortilegio, la sedia smette di essere quell’oggetto che abitualmente usa con indifferenza, per tramutarsi nel segno attraverso il quale riconosce, nei propri gesti, i tratti della sua discendenza e scopre che è nell’oscurità, nel silenzio, che ritorna ciò che il corpo serba tra le molteplici e cambianti forme della memoria e ci parla di noi."
      Dalla prefazione di María Lanese - Festival di Rosario - Argentina
      In copertina: illustrazione di Donatella D’Angelo “Sogno e realtà”, digital collage (2017)
       
      Antonella Sica
      Genovese dal cuore meridionale, ha lavorato come regista e organizzatrice di eventi culturali cinematografici. Ha diretto e realizzato cortometraggi di fiction e documentari selezionati e premiati in diversi festival. Dal 1998 al 2014 è stata codirettrice artistica del Genova Film Festival e ha ideato e organizzato diversi festival cinematografici tra cui X_Science: Cinema tra Scienza e Fantascienza, FIDRA, Ecuador Festival, curando la realizzazione di rassegne dedicate alla cinematografia di vari Paesi e regioni del mondo. Nel 2016 ha pubblicato la sua prima silloge poetica Fragile al mondo (Prospero editore).

    • Editore Presente sul WD: Il Trampolino Formato/i: Cartaceo
      Anima Gitana – appunti di viaggio è un suono; il suono di labbra che si baciano in vicolo degli Amanti, di spari di un plotone d’esecuzione. È il suono del gocciolare lento del tempo che scorre e si riavvolge, ciclico, portando alla luce vecchi e nuovi amori, emozioni perdute e mai dimenticate, la dolcezza del primo bacio e il dolore della perdita. È il suono di un’anima che cammina tra i versi a metrica libera, cercando e trovando se stessa nell’incanto delle parole, scivolando con grazia e fluidità tra le tenere poesie d’amore, l’indignazione sociale, i piccoli piaceri della vita e le parole nella lingua napoletana, atte a raccontare i momenti più privati e gli elementi del quotidiano.
      Sfruttando la forza evocativa delle parole e della semplicità che accompagna i componimenti, la poesia di Romano si spoglia di orpelli, di termini ricercati e pomposi, di facezie linguistiche, per parlare direttamente al cuore del lettore. Con i testi che spaziano da piccole raccolte disordinate di poesie ermetiche come: “Frammento”,  “Quadretto notturno” e “Amore”, a luoghi ricorrenti, ai fatti storici, ad argomenti di attualità, per concludersi con un saluto amichevole al lettore, dai toni familiari, casalinghi e l’invito un po’ malinconico a incontrarsi tra i cieli intermedi a parlare “del più e del meno”.

    • Editore Presente sul WD: Gruppo Editoriale Utterson Formato/i: Cartaceo
      Sinossi
       
      Per Alessandra Delle Fratte la fenice è l’animale mitologico simbolo del rinnovamento interiore, di una propria metamorfosi femminile legata al rapporto con gli altri e con il mondo. La figlia, la sorella, la madre, la compagna e la specialista nella cura del disagio interiore si alternano e si completano in liriche dense di esperienze e di pensieri, di ricordi d’infanzia, di storie d’amore filiale e romantico ma anche di storie dolorose: la separazione, la negazione e l’abbandono rivelano le ombre e le luci che da sempre convivono nell’animo umano.
      Come una fenice è un intreccio di versi poliedrici, uno specchio di vite vissute, un universo vibrante di emozioni in cui la parola insegue e abbraccia la verità taumaturgica dei sentimenti.
       
       
      Dalla prefazione di Vincenza Fava:
       
      L'autrice lascia intravedere nei suoi versi una sensibilità raffinata e una indiscutibile sincerità: il mettere a nudo ogni sfumatura emotiva di se stessa, in una sorta di confessione diaristica, è il tentativo poetico e umano, tra l'altro riuscito, di dar voce alle pieghe più nascoste della propria interiorità [...]
      E l'essere umano, nelle vesti di un anonimo lettore, è invitato a "sentire la vita" attraverso i versi che inneggiano a un sentimento poetico destinato a riscoprire un nuovo umanesimo, a volte dimenticato da una realtà opprimente...
       
       

    • Una rosa nera

      By Ginseng, in Poesia,

      Editore non Presente sul WD: Autopubblicato con Amazon Formato/i: Cartaceo, Ebook
      Cosa può vorticare nella mente fino a far sentire la morte come qualcosa di desiderabile.
      Che cos'è la rosa nera?
      Che cos'è morire se non,un viaggio,un sogno sulle nere ali del falco di Horus sopra il deserto scuro,e sotto il cielo stellato,volare nell'oscurità più assoluta,c'è forse un sogno più grande di libertà?
      Ma il succo della rosa nera è ambrosia per i beati oltre i cancelli del paradiso,e l'apocalisse sarà solo un fuggevole temporale in una sera di luglio per coglierla...
      fugace ombra desiderata nel più alto dei cieli,eppure trovabile dietro la magia di una sera d'estate.
      (...)
      una rosa nera
      scintilla elettrica di fulmini l'atmosfera
      i peli mi si drizzano lungo tutta la schiena
      il sangue del mondo ha bevuto astaroth
      in una rosa nera
      e da allora lo spazio immenso è diventato scuro
      il big bang è esploso invano
      il figlio dell'uomo negli ultimi tempi
      scenderà fra le nubi
      ma solo per un fugace attimo
      per permettere all'arcangelo Gabriele di coglierla
      e infondere il suo liquido nero nel suo sangue
      per concedere ai beati l'oblio dalla luce.
      tanto tuonò che alla fine non piovve
      una rosa nera non c'è più
      una rosa nera
      il tempo è compiuto
      il buio è orfano
      e invano gli occhi degli angeli
      scrutano tramite le stelle
      i giardini dimenticati
      nelle sere di luglio
      una rosa nera
      non c'è più.
       
      Nel libro il viaggio procede poi nel mondo metropolitano dove acciaio cemento,nafta e droghe si mescolano in uno strano lirirismo post-punk,tra atmosfere a metà tra il gusto retrò del poeta maledetto e quello della beat generation.
      Violento e delicato al tempo stesso. 
       

    • Il senso del nulla

      By Matteo Bona, in Poesia,

      Editore non Presente sul WD: Montedit Formato/i: Cartaceo
      «Il libro di Matteo Bona, dal titolo “Il senso del nulla”, comprende una silloge di poesie che si alternano con alcuni brevi racconti relativi a tematiche eterogenee e, proprio questa capacità di spaziare su vari orizzonti, denota anche una forte propensione alla narrativa, sempre giocata sulla linea di confine tra la cruda realtà e la visione creativa di Matteo Bona.
      La poetica dell’autore risulta avvolgente e pare inglobare nella sua fascinazione: pervasa di immagini che non lasciano spazio a fraintendimenti, generata da un profondo scandaglio interiore e alimentata da un lessico ricercato, mette in risalto la sua estrema originalità, per giungere, infine, ad atti lirici “purificatori".»
       
      Dalla prefazione di Massimo Barile
       
      « Sfida l’essere e l’apparenza dell’essere Matteo Bona, 21 anni, astigiano, studente universitario, autore di una prima silloge nel 2015 (pluripremiata). Lo fa con Il senso del nulla(editrice Montedit): poesie e racconti indagano lo scontro tra l’orgogliosa rivendicazione dell’Io e lo smarrimento in un ineluttabile vuoto. Bona canta l’angoscia: “Anima mia, perché sei tanto / Piccola? Perché m’appari / Un punticino nascosto da tutta questa / Carne?”. E insieme il riscatto: “Quest’anima rifiorita / S’appresta a giocar / Come bambini / Con le dita”.
      Alternata ai versi, la prosa racconta l’amore assurdo della bell’anima che si promette a un cuore bruto e autoreferenziale, pronto – per lasciarla prima dell’altare – a sceglier la via del nulla. Narra il dimenarsi d’un marito nell’odio senza ragione che ha posto quale unico fondamento del suo legame con la remissiva donna dolce tra i suoi fiori, fino al gesto che deve coronare e rendere concreto il niente di lui, ripiombando tutto nel buio.»
       
      Dalla recensione dello scrittore Marco Neirotti
      LINK: http://www.marconeirotti.it/2018/02/13/i-crisantemi-rossi-di-amleto/

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