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  • Libri

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    • FabrizioSani
      Editore Presente sul WD: Edizioni SuiGeneris Formato/i: Cartaceo
      Questo libro è la parabola di un autunno, una stagione emotiva piuttosto che meteorologica che segna il lento abbandonarsi di una storia d'amore. Una fine cupa che porta alla consapevolezza dei propri errori e tende verso l'inverno. 
       
      Tu sei l’autunno che muore spogliato,
      violentata dal freddo che ti ha assuefatta.
      Ingoi le foglie che hai perso per strada
      e nel ventre tuo sorge di nuovo la vita.

    • Editore non Presente sul WD: Rupe Mutevole Formato/i: Cartaceo
      Nella Clessidra del cuore
      Collezionare emozioni come due voci pari, che seguono strade parallele e si arricchiscono di incontri lungo il cammino: questo il primo pensiero leggendo le pagine Nella Clessidra del Cuore.
      Sappiamo cogliere gli attimi nella giornata che ci regalano dettagli danzanti?
      L’autrice è riuscita a rappresentare questo segreto, svelando ogni mistero nei suoi racconti e nelle sue poesie: ha saputo cogliere l’essenza di ogni intuizione nella vita dei suoi personaggi, nei versi cadenzati delle sue liriche.
      Questo libro è un viaggio che ben vale la decisione della partenza.
      Fin dall’inizio si intuisce un’alchimia consapevole mescolata all’attenzione per ogni storia narrata con maestria, per lasciare traccia nei sentimenti.
      E questo cammino è scandito dai granelli magici nella clessidra, che protegge luci e ombre del nostro tempo. 
      Pensieri, frasi, simboli e memorie, in equilibrio sugli strati della vita, lasciano la loro essenza mentre il tempo muove le nostre intuizioni.
      La Bellezza poi farà il resto.
      “Solo adesso, dopo qualche minuto che la guardo mi rendo conto che è cieca. Rimane composta, silenziosa, sorride gentile a chi si complimenta per il suo cagnolino così carino ed educato.
      Ma non volge il capo, non alza lo sguardo e all’improvviso è una sottile membrana invisibile che mi separa da tutti gli altri e mi racchiude insieme a lei in uno spazio ovattato dove le chiacchiere piano piano non si odono più, i corpi diventano veli che vibrano di calore ed io solo percepisco una quiete senza confini, la pace del tutto racchiusa dentro il cuore.” (da In metropolitana)
      Un brano che Giovanna Fracassi chiude nella sua clessidra per renderlo trasparente e il nostro sguardo ci spinge a regalare un nuovo strato nella nostra clessidra di colori cangianti. 
      Regalo prezioso, da proteggere.

    • Editore non Presente sul WD: ADV Publishing House Formato/i: Cartaceo
      Le conferenze di Georg Groddeck sulle filastrocche di Heinrich Hoffmann
      Conosciuto al vasto pubblico come autore del Libro dell’Es, Georg Groddeck  (Bad Koesen 1866- Zurigo 1934) viene al più ricordato in ambito medico e psicoanalitico come l’analista selvaggio e il pioniere della medicina psicosomatica, colui dal quale Freud “prese a prestito” il celebre termine Es. Nemico di scienziati, moralisti, medici e psichiatri che amano un sapere ordinato e razionale, il “Kaiser Groddeck” (Ingeborg Bachman) “fanatico della medicina”  (Ernst Simmel), “eccentrico all’ennesima potenza” (Hermann Keyserling) sembra essere piuttosto un medico prestato alla letteratura. Saggista prolifico, scrisse sull’arte e il teatro, il romanzo psicoanalitico Lo scrutatore d’anime, intrattenne carteggi memorabili con Freud e con Ferenczi. Il suo linguaggio insaturo, paradossale, non definitorio, le sue idee ricche di illuminazioni folgoranti ma anche di suggestive contraddizioni, di “stupidaggini esatte” (J.B. Pontalis) hanno consentito di farci ammaliare dalla sua figura e di riconoscerci come “groddeckiani selvaggi” (Edoardo Sanguineti) ma nel contempo hanno forse lasciato in secondo piano aspetti fondamentali del suo percorso. Molte questioni oggetto di dibattito nell’attualità, quali l’evoluzione verso una partnership del rapporto medico-paziente, la mutualità, la soggettività e la self-disclosuredell’analista, la formazione in medicina e il potere del terapeuta “esperto delle paure altrui” sono ben rintracciabili. Echi e consonanze del pensiero di Groddeck e del suo approccio clinico, quasi sempre sottaciuti o solo timidamente citati, s’incontrano spesso nella letteratura più recente.
      Grazie all’approfondita biografia Georg Groddeck Una vita di W. Martynkewicz  e all’incessante lavoro della Groddeck Gesellschaft, coadiuvata dallo stesso biografo, di pubblicazione dell’opera completa, è possibile non solo accedere a numerosi inediti (tra cui alcune lettere a Freud e a Ferenczi, scritti autobiografici mai editati in vita) ma riscoprire “autentici gioielli”. Tra questi emergono senz’altro le conferenze, tenute da Groddeck  per oltre un decennio, su Pierino Porcospino, le cui illustrazioni troneggiano da sempre indisturbate in bella vista sulla copertina delle varie edizioni de Il libro e de Il linguaggio dell’Es, oltre che della prima biografia dell’”analista selvaggio”. Per ironia della sorte, o meglio per un abile scherzo dell’Es, nessuno dei libri sopracitati le contiene e il Nostro, che considerava il libro di filastrocche per bambini dello psichiatra H. Hoffmann “il Cantico dei Cantici dell’inconscio per adulti”, finché fu in vita non riuscì a pubblicarle. Esse vengono qui proposte insieme alla “Trentaquattresima lettera a un’amica”, già presentata in appendice all’edizione italiana della biografia di Martynkewicz, ma assente nel Libro dell’Es, ritenuta particolarmente significativa per comprendere i temi della rimozione e della guarigione, l’ ES groddeckiano rispetto a quello freudiano.
      I testi di Groddeck sono seguiti dalla splendida recensione al Libro dell’Es da parte della poetessa Ingeborg Bachmann, che più di altri sembra essere stata capace in poche pagine di fornire un ritratto appassionato dell’analista selvaggio senza tralasciarne le ombre. Anche questo scritto è una bozza che avrebbe dovuto uscire nel 1967 sul giornale “Der Spiegel” ma non fu mai pubblicato.
      Accanto a contributi di vari autori (psichiatri, psicoanalisti, poeti) che indagano secondo vari approcci il Pierino Porcospino, la figura di Groddeck e le sue relazioni con i primi psicoanalisti, il volume contiene le filastrocche di Hoffmann nella traduzione di Gaetano Negri e gli acquarelli di Gretchen Lange.

    • Editore non Presente sul WD: Trading Library Formato/i: Cartaceo
      Come scegliere e acquistare opere d’arte in grado di far fruttare un investimento? Su quali artisti è meglio puntare? E con quale budget? A quali rischi può andare incontro l’investitore che ha impegnato un capitale in oggetti da collezione? Dove reperire informazioni attendibili sulle opere d’arte meritevoli di un investimento che lasci prevedere un buon ritorno dello stesso?
      Per sciogliere questi e altri dubbi e quesiti occorre a tutta prima che l’appassionato si rivolga a professionisti del settore seri e preparati, quali gli autori di questo libro.
      Certo è che per offrire una soddisfazione compiuta, a differenza di altre tipologie di investimento, quelli in arte coinvolgono una sfera dell’individuo che afferisce alla passione, all’amore e alla ricerca del bello. Se venissero meno questi stimoli si potrebbe ugualmente investire in arte. In tal caso, però, questo libro perderebbe parte della sua efficacia e del suo significato.

    • Editore Presente sul WD: Edizioni Leucotea Formato/i: Cartaceo
      In queste Feste Natalizie lasciate perdere la classica tombola e cimentatevi a scoprire il futuro con i Bastoncini Thailandesi: CHIAM-SI.
      Cosa vi riserva il domani? Una cena romantica o un bel viaggio?
      Scopritelo con i Bastoncini Thailandesi CHIAM-SI
      Questo manuale vi spiegherà come realizzare facilmente (ed economicamente) gli strumenti per le vostre divinazioni ed il modo per interpretarle.
      Un passatempo che affonda le sue radici nel Buddismo Theravada che potrete "testare" con amici e parenti, divertendoli e strabiliandoli a scoprire cosa il futuro riserva loro.

    • Editore non Presente sul WD: Edizioni VivereIn Formato/i: Cartaceo, Ebook
      "Pericolosamente sicuri, il volume pubblicato nel 2015 da Gianluca Giagni, ingegnere esperto in materia di sicurezza, si propone come una novità assoluta in materia di prevenzione sui luoghi di lavoro. Il libro, edito da Viverein, tratta il tema della sicurezza discostandosi dalla semplice retorica di un ‘manuale di cantiere’. Ciò su cui si vuole far riflettere non è solo la constatazione che si parli di sicurezza sul lavoro in occasione di tragedie ed eventi drammatici quanto che i mass media diventino dei luccicanti palcoscenici per la politica, per la rappresentanza sindacale e per tutti coloro che della propria opinione fanno un mestiere, sebbene conoscano poco o forse nulla dell’argomento.
      La tesi sostenuta da Giagni è invece decisamente differente: “È importante – scrive l’autore – lavorare molto sull’approccio che ogni individuo ha verso il rischio. Il rischio è un aspetto ineliminabile del vivere quotidiano e con esso è necessario imparare in qualche modo a convivere”.
      Sono moltissimi i particolari che si trascurano in tutte le azioni quotidiane e spesso migliorare il contesto lavorativo può significare garantire una soglia di sicurezza maggiore. Cosa significa prendere una decisione basata sul rischio ? Quali sono i fattori attenuanti e i fattori aggravanti ? Quali le valutazioni ? Come si identificano i pericoli e le fonti di rischio? È meglio prevenire oppure proteggere ? Quanto è importante la formazione ?
      Il testo, primo di una lunga collana di prossima pubblicazione, è una riflessione aperta su una tematica più complessa: quella della prevenzione filtrata attraverso la lente percettiva dell’individuo. Una lettura interessante e piacevole che apre scenari di riflessione su tematiche che ripropongono il tema della sicurezza con straordinaria originalità e lucida capacità di ragionamento.
      Corredato da un apparato di esempi e grafici, scritto in modo intelligente e con notevole piglio critico, frutto anche della decennale esperienza maturata nel settore “è un libro che non lascia tranquilli” ma che invita i lettori ad essere pericolosamente più sicuri.

    • Formato/i: Ebook
      Oggi abbiamo paura come italiani, di perdere il nostro futuro, ma anche i nostri diritti presenti. Crisi economica, immigrazione, crisi e crollo dei valori sociali, dubbi sul sistema capitalistico come sistema efficiente e moralmente sostenibile: abbiamo un difficile presente, che porta a delle sfide quasi impossibili nel futuro che ci attende.
      Essere italiano oggi vuol dire in particolare non avere più le certezze di venti anni fa: posto fisso, pensione, famiglia, matrimonio, titolo di studio, tutto è stato spazzato via come certezza e deve essere ridiscusso come identità e come progetto.
      In questo libro affronto proprio la crisi economica, di civiltà, del lavoro, sociale che mi fa dire sin dal titolo dell’opera “povera Italia”.
      Povera, perché le classi medie vanno scomparendo e si allarga la forbice tra le elites ricche e potenti e la gente che sta in basso, sempre più povera e precaria in tutto ciò che è materiale.
      Povera, perché affranta e addolorata da una crisi dei valori che sta facendo scomparire vecchi costumi e li sta sostituendo con un caos sociale che vede come unico baluardo di vita il sistema produttivo, capitalistico, consumistico e i suoi feticci di merci.
      L’unica cosa che unisce oggi sta sempre più diventando il sistema economico, il sistema delle merci, il consumismo, come anticipava il compianto Pier Paolo Pasolini. Diego Fusaro, il giovane filosofo, piemontese, parla di mercificazione della vita.
      In questa mercificazione, il ciclone dell’immigrazione selvaggia, senza regole, sta trasformando il profilo sociale delle città, creando molti problemi che la classe politica non sa o non vuole affrontare.
      La vita quotidiana dell’italiano è diventata più stressante, angosciosa, meno serena. Sono sicuro che è difficile essere sereni, con un sistema mondo che sembra andare verso le follie dei terrorismi e della globalizzazione incontrollata, guidata solo dal finanzcapitalismo di cui parla il Prof. Luciano Gallino.
      In questo libro parlo di vari aspetti del problema Italia, senza approfondirli tutti ma sicuramente seminando il giusto affinché possiate avere un quadro generale di quanto stia soffrendo il popolo che si informa liberamente, confronta, riflette, fa esperienza e comprende.
      Il libro è un affresco della situazione, un saggio, non un manifesto politico: offro un quadro dei fatti, ma non le soluzioni.
      Il problema politico di questi anni è che il neoliberalismo, la matrice ideologica che guida i programmi politici dei poteri forti, è una matrice ideologica che vuole proprio lo stato delle cose attuali, ed è calibrato per togliere a noi comuni cittadini le conquiste civili, del dopoguerra. Vi è una volontà, tutto non è casuale.
      E’ proprio questo il dramma: manca la possibilità di attuare riforme, di dare una svolta vera allo stato delle cose, perché chi pilota il sistema non ha nessuna intenzione di cambiare lo stato delle cose, anzi se possibile, è ancora più radicale nel spingere il mondo in certe direzioni, con certe correnti politiche.

    • Editore non Presente sul WD: Book Sprint Edizioni Formato/i: Cartaceo
      Nella ricerca sociologica l’autore ha inteso approfondire il tema delle politiche di sicurezza relazionandole al fenomeno migratorio di Sezze Romano (LT) , una cittadina ai piedi dei monti Lepini che dal punto di vista demografico, presenta la peculiarità di avere il più alto tasso di presenza straniera (il 12,4%) rispetto agli altri paesi in provincia di Latina. Sul tema dell’immigrazione non vi è univocità di vedute e alla realtà sociale italiana sono applicabili teorie che rilevano incidenze criminali maggiori negli stranieri, rispetto agli autoctoni (Barbagli, 2008) e altre che le smentiscono (Melossi, 2002).  A partire dagli anni ’90, le politiche sull’immigrazione hanno assunto particolare rilevanza nelle campagne elettorali, sia a livello locale che a livello nazionale e si sono caratterizzate attraverso la promulgazione di tre principali provvedimenti legislativi: la legge Martelli del 1989, la legge Turco - Napolitano del 1998 e la legge Bossi – Fini del 2002. Le parole “emergenza” “integrazione” e “sicurezza” sintetizzano le tre leggi attribuendo loro un inquadramento all’interno delle differenti tematizzazioni sociali che il fenomeno migratorio ha assunto in Italia negli ultimi anni (Franceschetti, 2011). Per queste ragioni l’autore ha ritenuto importante approfondire il tema dell’immigrazione a Sezze, sia dal punto di vista meramente statistico, che sotto il profilo politico-amministrativo. Quest’ultimo aspetto è stato sicuramente influenzato dalla connotazione politica che ha caratterizzato le  giunte comunali setine nel corso degli anni, in relazione ai diversi approcci teorici, progressista o conservatore, con cui può essere affrontato e governato il tema della sicurezza urbana. La ricerca empirica è stata effettuata attraverso la realizzazione di una serie di interviste a dodici testimoni privilegiati, individuati nell’ambito del contesto politico, istituzionale, religioso e del mondo dell’associazionismo di Sezze. Le stesse sono poi state sottoposte ad un’interpretazione di tipo qualitativo/ermeneutico che nelle conclusioni, l’autore, pur astenendosi da espressioni critiche soggettive sulle problematiche emerse, ha interpretato secondo un criterio che ha inteso mettere in evidenza le diverse impostazioni e proposte di soluzione ai problemi, individuando il filo logico che, in maniera trasversale, accomuna e “svela” le problematiche sociali legate alla sicurezza urbana e all’immigrazione.

    • Editore non Presente sul WD: Fazi Editore Formato/i: Cartaceo, Ebook
      All'alba del 28 dicembre 1908 una violentissima scossa di terremoto rade al suolo la città di Messina, provocando ottantamila morti e cancellando dalle carte geografiche una delle più belle e prospere città del Regno d'Italia. "L'alba nera" è il romanzo che racconta i mesi immediatamente precedenti la catastrofe, a partire dal giorno di Ferragosto, in cui l'intera città si ferma per la festa della Vara. Mentre centinaia di messinesi trascinano per le strade la statua dell'Assunta, l'omicidio di una giovane cameriera macchia la sacralità della festa, come un funesto presagio che segna il primo passo della progressiva discesa agli inferi di una città solo apparentemente placida e sonnolenta. Il compito di indagare su questo e altri inspiegabili delitti che si susseguono in rapida sequenza spetta al tenente dei carabinieri Marco Valerio Sestili, la cui ricerca della verità s'intreccia alle vicende di numerosi personaggi, legati l'uno all'altro come in un frenetico carosello.

    • Editore non Presente sul WD: Casa Editrice Persiani, Bologna Formato/i: Cartaceo
      La guida storica, architettonica ed artistica della Bologna delle acque con prefazione di Mauro Felicori e con il patrocinio dell'Archivio Storico Comunale, Ascom, Associazione Amici delle vie d'acqua e dei sotterranei di Bologna e dei Consorzi dei Canali di Reno e Savena.
      Fin dal Medioevo, dai due canali e dal torrente che attraversano la città derivava una complessa rete labirintica di condotti sotterranei, che alimentava varie attività protoindustriali. In collina, in città e nelle vicinanze, sgorgavano inoltre alcune fonti sorgive di acqua buona, come quelle di Casaglia, Barbianello e Corticella, che vennero premiate più volte per le loro qualità.
      Oltre ai siti più comunemente celebrati, gli inediti itinerari riguardano elementi ormai quasi del tutto sconosciuti o dimenticati. Un catalogo con imprevedibili percorsi che evocano un mondo scomparso ma che in parte passa ancora sotto i nostri piedi.
      Questa guida, i cui testi sono integrati con notizie storiche, fotografie e mappe, accompagna tutti quelli che desiderano conoscere il sistema delle acque di Bologna lungo i tracciati seguiti dai canali. Nel corso di queste passeggiate i lettori potranno apprezzare la funzionalità dei manufatti idraulici costruiti grazie alle notevoli capacità tecniche dei nostri predecessori, giudicare progetti non attuati, “riscoprire” fuori porta le acque sorgive e i rii collinari meno conosciuti. Nel centro storico, inoltre, il libro accompagna il lettore in un’attenta ed originale ricognizione di fontane, targhe, decori, elementi tecnici, toponimi attuali o antichi di strade e di edifici, sia sacri sia civili, fontanelle, segni di vario genere che raccontano o fanno parte dei sistemi delle acque, antichi e moderni, nelle sue molteplici valenze.
      Di Angelo Zanotti e Francisco Giordano, foto di Massimo Brunelli.
       
       


    • Formato/i: Ebook
      Fine estate del 1943. L’Italia è stremata dall’incubo di una guerra ormai fratricida, che dilania il suo presente e uccide ogni speranza di futuro. Enea Crisafulli, marinaio sommergibilista di stanza a Pola, approfittando di una licenza, decide di recuperare il suo passato, di ritornare a Messina, già occupata dagli anglo americani, per raggiungere, trarre in salvo sua madre Gemma e portarla al Nord dove crede che starà più al sicuro. 
      Giunto a Faenza e ospitato a casa di Vittorio, suo commilitone e amico del cuore, Enea conosce Tilde di cui s’innamora perdutamente. Ma né Vittorio e tantomeno Tilde riescono a dissuaderlo dall’intraprendere quel viaggio così irto di pericoli qual è quello che lo attende.
      Per l’Italia sono giorni e settimane terribili, quelle che vanno dal 25 luglio (data della caduta di Mussolini) all’8 settembre.
      E’ in questo paese dilaniato dalla guerra e sfiancato dai continui bombardamenti che ne hanno cambiato la fisionomia, che inizia il ritorno a casa di Enea che poco per volta si trasformerà in una nekya, in una discesa agli Inferi non dissimile per certi versi dal viaggio ricco di incognite e di pericoli intrapreso da Ulisse per ritornare a Itaca dopo la guerra di Troia. 
      Partito da Faenza e superate Firenze, Chiusi, Roma e Napoli - luoghi in cui avrà parecchie avventure e incontrerà i personaggi più disparati che lo aiuteranno a proseguire il viaggio - Enea giunge a Cannitello, in Calabria, un paesino di pescatori affacciato sullo Stretto di Messina dove ha dei parenti che, grazie all’intervento decisivo del bosso mafioso locale, riusciranno a fargli attraversare quel braccio di mare sorvegliato dalle motovedette della marina statunitense.
      Dopo l’incontro con la madre, la fuga al Nord e in ricongiungimento con Tilde, Enea e Vittorio tornano al reparto nonostante da più parti ci siano segnali che tutto stia per crollare. Infatti, l’incalzare della storia, che ha il suo acme con l’armistizio, travolge Enea, Vittorio, altri seicentomila soldati e un intero paese facendolo sprofondare in un buco nero, un pozzo senza fine. E’ l’8 settembre ed Enea come tutti assiste impotente alla disgregazione morale e materiale dello Stato. Col passare dei giorni, però, il ragazzo, che non ha più intenzione di sparare un colpo, verrà risucchiato dagli avvenimenti che lo costringeranno suo malgrado a raggiungere qualche mese dopo in montagna il suo amico Vittorio. 
      La guerra partigiana e la morte violenta della madre per mano di un reparto di S.S. tedesche, lo trasformeranno in un freddo assassino che non farà sconti a nessuno e ci vorrà tempo e amore per ricostruire il tessuto della sua anima ormai a brandelli. Alla fine della guerra, quando crede di poter ricominciare nuovamente accanto a Tilde e alla figlia appena nata, un debito da saldare con chi nei burrascosi giorni seguiti alla catastrofe dell’8 settembre gli salvò la vita nascondendolo, lo porta ad imbracciare nuovamente le armi…
      La stagione dell’odio è un affresco a tinte fosche, rosse per via del molto sangue versato, e annerite dalla pece che la guerra ha versato sull’intera nazione, che non lascia respiro ad alcuno dei personaggi che abitano queste pagine, e costringe il lettore a una lettura serrata. Con uno stile secco e crudo, con descrizioni scorciate e dialoghi impastati di tanti dialetti quante sono le regioni attraversate da Enea, si dà corpo al triste sogno imperialista italiano, che si è rovesciato in un sonno senza pace, in una cruda lotta intestina che non ha risparmiato vecchi e giovani, nemici e amici.

    • Editore non Presente sul WD: Capponi Editore Formato/i: Cartaceo
      Come fiori tra le macerie” è il romanzo con cui esordisce, spinta dall’amore per la scrittura e dall’esigenza di raccontare un importante spaccato di vita reale, dolorosa, vissuta dalla sua nonna paterna e dagli abitanti del suo paese.
      Ecco allora che attraverso la storia di vita di una donna e della sua famiglia, l’autrice riesce con scrittura realistica a rintracciare e narrare le vicende storiche di un epoca e di un territorio.
      Un romanzo dal profumo dolce e amaro del passato, quando l’amore sapeva di zucchero e cannella, di fiele e polvere, in un’Italia semplice e genuina, in un paese sotterrato da un governo avventato e sprovveduto. In questo scenario Filomena conduce con forza e coraggio la sua vita, sorretta da un amore lontano, eppur, vicino. Un piccolo spaccato per non dimenticare ciò che siamo stati

    • Il cuore aspro del Sud

      By Isadora, in Storia,

      Editore non Presente sul WD: Butterfly edizioni Formato/i: Ebook
      Siamo nel 1861, a San Donato al Monte, un paesino ubicato nell'entroterra abruzzese.  In questi luoghi impervi le storie di tre donne sono destinate a incontrarsi sullo sfondo di un’Italia appena unificata. La contessa Lucretia, vedova, vive sola con la sua inserviente Imelda. Giovani briganti si nascondono tra i monti per impedire l’arrivo dei piemontesi e il loro capo è Nicola, promesso sposo di Ada, una giovane abitante di San Donato. Intanto il tenente Corrado, originario del Nord, si stabilisce al paese prendendo il posto del defunto marito di Lucretia. Le loro storie sono destinate a incrociarsi in seguito a un traumatico evento: il tentato omicidio ai danni di Imelda. Che cosa nasconde questa donna dall’apparenza così impeccabile?
      Tra amori indelebili e passioni inconfessabili, si delinea una storia nella Storia che porterà il lettore in un viaggio ai più sconosciuto e che, sono certa, non potrà lasciarli indifferenti.

    • L'amore è un cerchio

      By Isadora, in Storia,

      Editore Presente sul WD: Parallelo45 Formato/i: Cartaceo
      Le vicende di una famiglia alto borghese ripercorrono la storia d’Italia: il borgo gentilizio che era ai primi del Novecento Castellammare Adriatico e in cui tre cugine – Matilde, Nina e Maria – conducono una vita spensierata, fatta di frequentazioni a teatro, concerti, e sogni di un futuro roseo. L’allontanamento per molti anni che le vedrà cambiate, insieme ai vari mutamenti sociali dell’epoca: la nascita di Pescara nel ’27 che ingloberà Castellammare Adriatico, la loro adorata città, la metropoli culturale che era la Napoli degli anni Venti e Trenta e che Matilde sceglierà come città d’elezione, dove vivrà anche la sua tormentata storia d’amore con Emanuele. Ma anche l’avvento del Fascismo che porterà alla Seconda Guerra Mondiale.  Le tre donne si rincontreranno solo dopo molti anni ritrovandosi ormai adulte e disincantate dalla vita che ha spazzato via tutti i loro sogni facendone tre anime sofferenti, anche se ognuna a modo proprio. Un po’ di serenità in famiglia si riaffaccerà con l’entrata in scena di due uomini: Alfredo Gentili, un agiato scapolone di paese, e Giuseppe, amico di vecchia data di Matilde. Due personaggi che, in un modo o nell’altro, scombussoleranno la vita delle protagoniste. L’atmosfera tutto sommato leggera delle  prime pagine virerà bruscamente in tragedia con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Gli stenti che la famiglia si troverà a patire, la partenza per il fronte di Giuseppe e del giovane fidanzatino di Lia, nipote di Matilde, insieme ad altri tragici eventi getteranno di nuovo la famiglia nell’abisso. Ma proprio quando il destino sembra voglia accanirsi ancora con cinica crudeltà su queste donne, ecco che, dopo i tragici anni di guerra, la speranza di riaffaccerà non solo nei loro animi, ma anche in quelli di tanti italiani che hanno dovuto subire le brutture di un conflitto che li ha gettati dentro un meccanismo “che si è cibato di loro, stritolandoli, fagocitandoli e spargendo i loro resti per il mondo”. Perché, in sostanza, non si può scindere la storia del singolo individuo con la Storia che “è fatta di gente comune e di storie semplici, storie a cui nessuno dà importanza, ma che significano tutto per la vita di una piccola comunità”.
      https://www.ibs.it/amore-cerchio-libro-coralba-capuani/e/9788898440955

    • Editore non Presente sul WD: conti editore (morgex) Formato/i: Cartaceo
      Nella Trieste della primavera del 1944, occupata dai tedeschi, due capitani della Wehrmacht, Gustav Winkler e Hermann Zaider, si confrontano segretamente sul futuro della guerra. Nel frattempo, Mikhajlo Huseynzade, carismatico partigiano azero, che combatte sul Carso, vuole seminare il terrore nel cuore stesso dei territori occupati, preparando due attentati dinamitardi in luoghi frequentati dai militari tedeschi: un cinema della frazione di Opicina e la mensa di via Ghega, a due passi dal comando delle SS. Al suo fianco, Ivan Ruski, suo compagno fin da quando caddero entrambi prigionieri mentre combattevano con l’Armata Rossa. A cinquanta chilometri di distanza, a Lipa, un paesino nella regione Liburnica, ai confini con l’Istria, il giovane Dejan fugge di casa per unirsi alla compagnia di partigiani guidata dal comandante Viktor. A tormentarlo l’amore non corrisposto per Marina, amica d’infanzia che sogna un’altra vita in Italia. Ad unire tutte queste storie l’obiettivo di una macchina fotografica: la Leica del soldato tedesco Martin Halder che testimonierà le rappresaglie naziste a seguito degli attentati e la follia omicida che si abbatterà su Lipa, cancellando dalla faccia della terra l’intero paese con tutti i suoi abitanti.
      Primavera di sangue è un romanzo dalla narrazione corale dove l’autore, attraverso i suoi personaggi e alle vicende che si susseguono con un ritmo incalzante, pone il suo sguardo su quel controverso periodo storico macchiato dal sangue versato da tanti innocenti. info su http://www.giuseppevergara.com/primavera-di-sangue

    • Editore non Presente sul WD: StreetLib Formato/i: Ebook
      Il testo della "Carta dirigida a los españoles americanos por uno de sus compatriotas", scritta nel 1792 ma apparsa solo nel 1801 nella versione spagnola così come l’aveva diffusa il Precursore venezuelano dell’indipendenza americana Francisco de Miranda, è tradotto in italiano per consentire una lettura integrale di uno dei documenti più importanti che ha scritto la storia del popolo dell’America latina. La versione originale di Viscardo in lingua francese era stata ripresa e tradotta in inglese e in spagnolo da Miranda, il quale si assunse l’incarico di divulgarla in tutto il continente ispanoamericano con il compito di far conoscere i suoi piani di emancipazione al fine di guadagnare i consensi necessari alla causa liberatrice dell’America spagnola. 

      La "Carta" assume un’importanza direttamente politica con conseguenze di lunga durata. L’ora dello smembramento dell’impero era ormai ineluttabilmente segnata dal malessere e dallo scontento prevalente nelle colonie ispaniche dell’America, condizionata dalla forza travolgente che pian piano si stava sviluppando nelle viscere del corpo sociale americano. Una serie di movimenti e insurrezioni significative confermava che si stava sviluppando una coscienza autonomista.

      La "Carta" si fa strumento di un’operazione di vasta portata civile, intesa a incidere sulla realtà contemporanea, giacché per la prima volta propone l’idea complessiva di una organizzazione sociale ed economica, dei rapporti politici e dei rapporti fra le classi. In altre parole questo documento, critico verso l’oppressione assolutistica, svolgerà un ruolo di primo piano nell’avvio del processo d’indipendenza dell’America meridionale.
      La biografia italiana di Viscardo è corredata da un apparato di note essenziali, imprescindibili anche per i lettori più dotti.

    • Editore non Presente sul WD: La Vita Felice Formato/i: Cartaceo
      In pieno Rinascimento si ripercorrono le vicende legate ai nomi della famiglia dei Borgia, alla conquista dei feudi dell’Italia Centrale, e a quella dei Montefeltro, duchi di Urbino, strenui oppositori alle mire di supremazia ordite dal papato. Ai continui giochi di potere, i contrasti, le strategie di espansione territoriale e i dettagliati resoconti dei fatti accaduti durante l’Italia di inizio Cinquecento, resiste l’ideale di giustizia e di un amor cortese che fa sperare in un futuro per cui valga la pena combattere. Circostanze, queste, che permettono a don Ferrante d’Aragona – figlio illegittimo di Alfonso I di Napoli e amico fidato di Guidobaldo da Montefeltro – e ad Aura Middelburg, giovane ceramista, di incontrarsi e innamorarsi. Una storia romantica nata dalla speranza di potersi ritrovare e che possa, questa, essere vissuta nonostante le circostanze sfavorevoli ai due. L’estrema attenzione alla verità storica e il frequente uso di aneddoti fanno de Il Duca e il Cortigiano un virtuoso esempio di romanzo storico che fotografa e restituisce al lettore un quadro fedele dell’Italia dell’epoca.

    • Formato/i: Cartaceo
      In pieno Rinascimento si ripercorrono le vicende legate ai nomi della famiglia dei Borgia, alla conquista dei feudi dell’Italia Centrale, e a quella dei Montefeltro, duchi di Urbino, strenui oppositori alle mire di supremazia ordite dal papato. Ai continui giochi di potere, i contrasti, le strategie di espansione territoriale e i dettagliati resoconti dei fatti accaduti durante l’Italia di inizio Cinquecento, resiste l’ideale di giustizia e di un amor cortese che fa sperare in un futuro per cui valga la pena combattere. Circostanze, queste, che permettono a don Ferrante d’Aragona – figlio illegittimo di Alfonso I di Napoli e amico fidato di Guidobaldo da Montefeltro – e ad Aura Middelburg, giovane ceramista, di incontrarsi e innamorarsi. Una storia romantica nata dalla speranza di potersi ritrovare e che possa, questa, essere vissuta nonostante le circostanze sfavorevoli ai due. L’estrema attenzione alla verità storica e il frequente uso di aneddoti fanno de Il Duca e il Cortigiano un virtuoso esempio di romanzo storico che fotografa e restituisce al lettore un quadro fedele dell’Italia dell’epoca.

    • Formato/i: Cartaceo
      In pieno Rinascimento si ripercorrono le vicende legate ai nomi della famiglia dei Borgia, alla conquista dei feudi dell’Italia Centrale, e a quella dei Montefeltro, duchi di Urbino, strenui oppositori alle mire di supremazia ordite dal papato. Ai continui giochi di potere, i contrasti, le strategie di espansione territoriale e i dettagliati resoconti dei fatti accaduti durante l’Italia di inizio Cinquecento, resiste l’ideale di giustizia e di un amor cortese che fa sperare in un futuro per cui valga la pena combattere. Circostanze, queste, che permettono a don Ferrante d’Aragona – figlio illegittimo di Alfonso I di Napoli e amico fidato di Guidobaldo da Montefeltro – e ad Aura Middelburg, giovane ceramista, di incontrarsi e innamorarsi. Una storia romantica nata dalla speranza di potersi ritrovare e che possa, questa, essere vissuta nonostante le circostanze sfavorevoli ai due. L’estrema attenzione alla verità storica e il frequente uso di aneddoti fanno de Il Duca e il Cortigiano un virtuoso esempio di romanzo storico che fotografa e restituisce al lettore un quadro fedele dell’Italia dell’epoca.

    • Formato/i: Cartaceo
      In pieno Rinascimento si ripercorrono le vicende legate ai nomi della famiglia dei Borgia, alla conquista dei feudi dell’Italia Centrale, e a quella dei Montefeltro, duchi di Urbino, strenui oppositori alle mire di supremazia ordite dal papato. Ai continui giochi di potere, i contrasti, le strategie di espansione territoriale e i dettagliati resoconti dei fatti accaduti durante l’Italia di inizio Cinquecento, resiste l’ideale di giustizia e di un amor cortese che fa sperare in un futuro per cui valga la pena combattere. Circostanze, queste, che permettono a don Ferrante d’Aragona – figlio illegittimo di Alfonso I di Napoli e amico fidato di Guidobaldo da Montefeltro – e ad Aura Middelburg, giovane ceramista, di incontrarsi e innamorarsi. Una storia romantica nata dalla speranza di potersi ritrovare e che possa, questa, essere vissuta nonostante le circostanze sfavorevoli ai due. L’estrema attenzione alla verità storica e il frequente uso di aneddoti fanno de Il Duca e il Cortigiano un virtuoso esempio di romanzo storico che fotografa e restituisce al lettore un quadro fedele dell’Italia dell’epoca.

    • Il segreto di Mirta

      By Silvia759, in Storia,

      Formato/i: Cartaceo
      LIBRO.  Roma 1751. Elena, Sacerdotessa dell’Ordine della Dea Demetra, sta per essere condotta in carcere per volere della Santa Inquisizione. La donna, conoscendo in anticipo l’amara sorte, scrive a sua figlia Mirta una lettera, testamento d’amore e di verità. La vita della piccola, ignara erede dei Misteri di Eleusi, viene così affidata ad Antonia. Nonna e nipote fuggono lontano dalla scure del Sant’Uffizio e arrivano a Napoli. Nel caos allegro della Napoli Settecentesca, trovano rifugio a San Biagio dei librai, presso un amico di famiglia, collezionista di volumi antichi e stampatore. La storia di Mirta, una bambina diversa da tutte le altre perché avvolta da poteri occulti, si intreccia con quella di Raimondo Di Sangro, Principe di San Severo. Epigono della tradizione alchemica, Gran Maestro della Massoneria Napoletana, il Principe si dedica alle più ardite sperimentazioni scientifiche e magiche, grazie anche alle reliquie esoteriche trafugate all’Odine con un inganno ordito alle spalle di Elena durante un suggestivo rito arcano celebrato in un’antica villa romana. In un vortice crescente di sospetti, di misteri e di emozioni arriva per Mirta il momento delicato del primo amore ma anche quello sconvolgente della rivelazione sulla sua nascita che porterà a delle conseguenze inimmaginabili. Si è trasportati in un’atmosfera millenaria, e sedotti dal potere femminile pagano, che emerge con tutta la sua forza misteriosa e perentoria. Il Segreto di Mirta è un romanzo avvincente e intrigante, che unisce il brio inventivo alla grande attenzione per la documentazione storica miscelati con rara maestria.

    • Editore non Presente sul WD: imprimatur Formato/i: Cartaceo
      Un romanzo surreale e iperrealista allo stesso tempo, una sorta di moderno 1984 i cui protagonisti sono costretti a operare come ingranaggi di una macchina burocratica che inghiottisce e divora denaro pubblico.Si parte dalle galassie di un mondo divenuto preda della globalizzazione sfrenata per passare attraverso una macchina del tempo che ci sta riportando indietro, ai tempi del baratto. Lo zoom restringe poi il suo campo fino a un microcosmo locale: un piccolo ufficio immerso nel ventre della pubblica amministrazione, in una zona periferica del Sud Italia, diventa il quartier generale dove si catturano tutte le informazioni di giornata e si organizza la resistenza contro il potere burocratico. Il subcomandante del piccolo esercito di liberazione burocratica è affiancato dal Cica, il genio dell'economia, e da Franziska, la volpe bionda. Nel loro tortuoso peregrinare i tre guerriglieri incontrano Pixon, da subito nominato generale che dal fortino della torre di Scilla sovrintende alla battaglia. I protagonisti scavano linee di fuga dalla rete fittissima di pubbliche relazioni, oleata da consulenti, funzionari, politici e dirigenti. Sul diario di bordo, con l'intento di produrre un sapere storico di lotta da consegnare alle future generazioni, annotano i disastri combinati negli ultimi vent'anni dai governi nazionali ed europei che si sono succeduti, artefici di quella miseria che i protagonisti vivono tutti i giorni e di quel sistema d'arroganza che vige negli enti regionali, provinciali e comunali.

    • Editore non Presente sul WD: La Vita Felice Formato/i: Cartaceo
      Dalla seconda/terza di copertina
      1380. Lo Stato visconteo, il più esteso dell’Italia settentrionale, è governato a ponente da Gian Galeazzo, mite figlio di Galeazzo II, e a levante dal suo crudele zio Bernabò il quale non perde occasione per intromettersi nella vita privata e politica del giovane nipote. I cinque anni durante i quali si svolge la vicenda narrano le numerose traversie affrontate da Gian Galeazzo: il matrimonio combinato con la cugina Caterina, figlia di Bernabò; la misteriosa morte di Azzone, figlio di Gian Galeazzo e suo unico erede; il suicidio di Maffiolo Mantegazza, fedele sostenitore della sua famiglia, e le odiose cacce al cinghiale. Unica nota positiva di questo cruento passatempo organizzato dallo zio, è l’incontro con Agnese dalle trecce nere, il vero amore della sua vita. Pur sopportando le angherie del temibile parente, Gian Galeazzo, in questi anni, medita vendetta aiutato anche dalla madre Bianca di Savoia e dall’amico Jacopo dal Verme fino a riuscire, nel 1385, a spodestare il perfido zio diventando così il primo, e amatissimo, duca di Milano.

       

    • Editore non Presente sul WD: Nulla Die Formato/i: Cartaceo
      Queste poesie, scritte dal 1990 in poi, sono dedicate a quelli che vivono a Milano o in qualsiasi altra grande città senza riuscire a mettervi radici, a quelli che vorrebbero amore e restano soli, ai tanti che cercano il senso dietro la comune fatica di vivere, a quelli che sognano di andare via e invece devono restare, e ai pochi che, per qualche raro momento fuggevole, riescono a trovare ciò che cercano, forse in sogno, forse per un'allucinazione, forse per un miracolo del tutto inatteso, e immeritato.

    • Editore non Presente sul WD: Ottolibri Formato/i: Cartaceo, Ebook
      "Con I poeti non servono a niente l’autrice usa la lucidità, a tratti ironica, per complicare le certezze, raschiare le convinzioni che accuratamente tutti fabbrichiamo; smantellare i principi che le liriche potrebbero concederci. Come in un gioco di contrasti, sostituisce l’apparente disfatta dei poeti con l’ostinazione della bellezza scritta. Facendo divenire la raccolta poetica l’ossimoro di un destino di sconfitte abusate che non cederà a se stesso." (dalla prefazione di Katia Colica)

    • Editore Presente sul WD: Gruppo editoriale Borè Formato/i: Ebook
      La presente raccolta vuol racchiudere in sé liriche scritte nel corso degli anni, un'unica vena aperta sul mondo interiore del poeta, il suo racconto di amore, perdita, miseria, dolore.
      Sono versi scritti di getto, senza badare a forme e stile, quindi reali, senza camuffamenti. Molte riportano come titolo il primo verso, o una parola pescata dal componimento, perché è spesso difficile etichettare un sentimento.
      Si tratta di un'opera prima e, forse, irripetibile nella sua forma.

    • Formato/i: Cartaceo, Ebook
      Questo libro raccoglie gli sguardi dell’autore degli ultimi dieci anni. Le partenze, gli spostamenti, i ritorni che portano sguardi nuovi, le ripartenze. È come sfogliare un album fotografico dove mancano delle pagine, dove la storia è solo suggerita e mai raccontata. Dove le parole restano “alla finestra”, per lasciare che sia l'esperienza a raccontarsi. “Parole alla finestra” è l’amore per una storia di vita che abbraccia presente e passato. È una conciliazione matura, un grandangolo su una storia di essere umano, un abbraccio al presente e una dichiarazione di pace con l’uomo che l’autore è diventato.



       
      "Affascinante, la poesia di Francesco Navarrini. 
      Arguto osservatore, spoglio di bugia e vanagloria, viaggiatore narratore fedele di se stesso, figlio del suo tempo moderno che obbliga l’occhio e il passo in corsa all’ignoto che avanza, non perde il fascino acceso intorno e sveglia meraviglia. 
      Navarrini conserva intatto uno sguardo fanciullo, contemplative. Al potere del plauso preferisce lo stupore e se ne imbeve, per alimentarsi di nuova linfa. 
      Possiede l’Arte rara di passare dall’ombra al dolore, al dono della conoscenza che, pur ferendolo, lo innalza. 
      Un gradino sotto il cielo. 
      Ed é Poesia."

       
      Terry Ferrari Ampollini, una delle più premiate poetesse italiane viventi.



       
      "La propensione alle lingue di Francesco Navarrini gli permette di giungere alla radice della lingua italiana, arrivando a coglierne l’essenza, in tutta la sua essenzialità. Non usa frasi incomprensibili e contorte, aggrovigliate come fanno spesso i tanti falsi poeti che intasano l’editoria contemporanea. Scrive in maniera piana e sugosa, accessibile a tutti, per descrivere i profondi sentimenti che ci accomunano nel nostro essere umani. Più che alla tradizione italiana – a parte Giuseppe Ungaretti - il suo stile pare più prossimo alla grande tradizione anglosassone, quella di W.H. Auden e dell’amico Roy Kelly. Parole alla finestra è un concentrato di esperienze umane, che noi tutti veniamo chiamati a condividere con lui. Lui, il nostro sensibile interprete."

       
      Angelo Paratico è uno storico, giornalista e romanziere italiano residente a Hong Kong dal 1983, autore di “Reading First; Leonardo Da Vinci. A Chinese Scholar Lost in Renaissance Italy” (2015).



       
      "Tra le righe delle poesie di Francesco Navarrini si viaggia nel sentimento maturo dell'aspettativa e della speranza. Come in Neruda, quel sentimento che “Arriverà tanto travolgente, emozionante e tenero da ripagare la lunga attesa”. Cosí travolgente da scontrarsi con la carne, le ossa, la presenza corporea, che quasi disillude, annienta, converte l’attesa in uno stato terreno. C’è la passione cruda di Saba, l’innocenza e la memoria romantica di Ungaretti, la letteratura poetica italiana del Novecento, quella che descrive la vita di una provincia benestante. Il ritmo è un movimento circolare, tipico dei Sud del mondo, tra il passato non chiuso e un presente sospeso. Come in un villaggio di provincia alla domenica dopo pranzo: deserto, assolato, circoscritto in un tempo impossibile da cogliere. 
      Il mondo viene dipinto in parole e ne escono quadri minimalisti. Navarrini riempie di punti blu un cielo. Tratteggia le piazze rinascimentali, i tetti che sono confini, la stanza, unico luogo-non-luogo, porto franco di confessioni e debolezze."

       
      Chiara Puletti, specialista di comunicazione sociale e blogger, italiana a Bruxelles dal 2007.
       

    • Editore non Presente sul WD: The writeredizioni Formato/i: Cartaceo
      Autore: Amoruso Raffaella 
      Titolo: INFINITA-MENTE MARLEN
      Formato: 15x21 
      Pagine: 120
      Anno di pubblicazione: 2014
      ISBN: 978-88-97341-758
      Può un corpo, nella sua prorompente femminilità, annullare completamente il pensiero della persona al quale appartiene? O può, viceversa, lo stesso pensiero condizionare lo stesso corpo nel suo agire fisico, fino a renderlo succube dell’elucubrazione mentale?
      In Infinita-mente Marlen, questa tesi sembra assumere consistenza nel momento in cui il lettore entra nel testo o, per meglio dire, lo avvinghia come fosse preda o visibilità di un’astrazione al limite dell’accadimento.
      In un verso, collocato nelle prime pagine del componimento, si legge:
      Perfettamente imperfetto.
      Infantile e provocante
      Nella sua semplicità.
      gioco di ossimori dove l’imperfezione fisica, reale o immaginata, trova respiro nella leggerezza della sua semplicità.
      A ritmi regolari
      Accarezzo
      La mia femminilità.
      Liberatoria
      Cascata di sale
      Tra le lacrime
      Si confonde.
      La stessa leggerezza si trasforma in estasi quando Marlen si fonde nel e con il suo corpo, miraggio o consapevolezza di un insostituibile godimento che appare, nel verso successivo dove:
      La voce
      Accarezza la mente
      Con sogni proibiti.
      Si concretizza, in questo caso, quella forza del pensiero, quella fantasia scudo/protettiva racchiusa in ogni manifestazione d’erotismo.
      Il lavoro della Amoruso prende forza e si accende dove, anche la parola, sembra assumere musicalità diversa. È quasi un grido quello che si percepisce tra lo
      Smalto rosso
      Effimero sogno di passione.
      Foga bruciante
      Sulla carne che grida.
      Bisbiglio lussurioso
      Di energica femmina avida.
      che sembra attenuarsi subito dopo nel:
      Soffocare il pianto nel tango
      Sfregamento di corpi storditi
      Due cuori immensi respirano
      Passi di danza


      Una straordinaria visualità poetica accompagna il lettore nella parte conclusiva del poemetto:
      Calmo e placido
      Il mare inghiotte
      I nudi corpi
      In un abbraccio caldo
      Dove il salato si mischia
      alla trappola amorosa
      Di linfa vitale.
      … e la luna sta a guardare …
      dove ancora una volta, la luna, nel suo tempo senza tempo, assume le sembianze riflettenti d’ un romantico voyeur.
       

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