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    • Me stessa
      Editore non Presente sul WD: Le Mezzelane Casa Editrice Formato/i: Cartaceo, Ebook
      Un semplice aperitivo casalingo, una manciata di patatine sgranocchiate fin tanto che sia pronta la cena ed ecco che mi ritrovo a parlare con mio marito di noi e degli altri, di cosa accada là fuori; di come tanti uomini e tante donne si lascino vivere, in balia degli eventi, delle mode, imbeccati dai media, attanagliati da una costante ansia da prestazione. C'è chi non si rassegna al passare degli anni, chi trova sempre l'occasione per sciorinare una cultura vuota ed un finto impegno politico-sociale, quelli che in preda ad uno sfrenato shopping compulsivo si assicurano l'oggetto più trendy.
      Eppure è in questo tendere alla grandiosità fine a se stessa, alla perfezione, al successo che si cerca la propria realizzazione. L'importante è che ci vedano e ci si inventa quel non so che capace di fare la differenza perché è così che ci vogliono: particolari, bizzarri, divertenti, alternativi ad ogni costo. Legittimati a spiare la vita altrui attraverso i social network, ci si rifugia in quella realtà parallela per sentirsi meno soli ed emergere da un logorante anonimato.
      Sono dunque questi uomini e queste donne ad impersonare la nuova “banalità del male”, proprio per il loro non essere appassionati, brillanti, profondi, per l'assoluta normalità, per la stupida, inammissibile ingenuità di alcuni, il perbenismo e l'ipocrisia di altri. Nell'inconsapevole omologazione alla massa dalla quale sono convinti di prendere le distanze, essi si credono superuomini e donne straordinarie, eccezionalmente capaci, liberi da ogni convenzione, già abbastanza così come sono.
      Di certo non darò vita ad un nuovo Processo di Norimberga, nessuna atrocità eichmanniana a loro carico. Tuttavia, un'analisi scanzonata e semiseria di questa faccenda mi auguro possa comunque risvegliare qualche coscienza sopita.

    • Formato/i: Cartaceo, Ebook
      Giugno 1985. È un bellissimo pomeriggio d'estate quando la piccola Viviana e la madre escono per fare una passeggiata sul Monte Pedri, spinte dal desiderio di assaporare la bellezza delle luci, dei profumi, dei colori, dei silenzi di una natura incantevole. Eppure qualcosa di imprevedibile accade. Qualcosa dai contorni agghiaccianti. Così, quella che doveva essere una splendida camminata, si trasforma in un incubo per Rebecca, la madre, vissuto sotto gli occhi terrorizzati e inermi della figlia.Lo shock subito dalla bimba è devastante, tanto da ridurla a un vegetale e a cancellarle la memoria. Per dodici lunghi anni Viviana verrà curata nella clinica psichiatrica del professor Marcus, il quale, mosso da una forma di amore sincero per la piccola, la crescerà con passione e affetto, diventando un padre, un amico, un mentore, una figura di riferimento fondamentale nel suo percorso di crescita. Tutto questo però non sarà sufficiente a lenire le ossessioni e i turbamenti di Viviana, vittima di un passato insostenibile e di un'afflizione continua che la spinge a voler conoscere, ad ogni costo, quel vissuto così apparentemente inconoscibile che la tormenta ogni giorno, contrapponendo ad esso la consapevolezza che potrebbe rivelarsi ai suoi occhi una realtà insostenibile.Quando trentun anni dopo verrà ricoverato nell'ospedale in cui Viviana lavora come neurochirurgo, un anziano paziente vittima di un incidente che lo ha semiparalizzato, in lei si scatenerà un vero e proprio inferno da cui ne uscirà sconvolta. Alcuni particolari dell'uomo fungeranno da amplificatore delle ossessioni di Viviana e da detonatore del suo bisogno di andare oltre, obbligandola a trovare una risposta definitiva a quell'avvenimento del passato che non può più essere rimandata.Il processo si rivela inarrestabile e così Viviana conoscerà, mediante una regressione ipnotica, quanto accaduto in quel tragico 7 giugno 1985 e scoprirà che l'anziano che lei è chiamata a salvare con un delicatissimo intervento chirurgico (che è la sola in grado di fare), è l'unico che può darle le risposte cercate per tutto quel tempo.Ciò che vivrà è la continua, ossessiva, assillante spinta alla ricerca della verità oscillando dolorosamente tra paura, desiderio di vendetta e orrore per arrivare a un finale a sorpresa in cui tutte le tessere del mosaico nella mente di Viviana prenderanno il loro posto come fossero la manifestazione talentuosa di un'arte sconosciuta. Ed è questo continuo vagare nelle segrete della mente umana che rappresenta la fine di un'ossessione indicibile e la consapevolezza che il male non ha alcun limite.

    • Editore non Presente sul WD: Stampa Indipendente. Edizioni clandaestine MS Formato/i: Cartaceo
      La razza che non doveva essere conclude la trilogia Anshar's book.E tuttavia,sottolinea l'autore,nonostante questa saga sia giunta al termine,numerose e ignote vicende dovranno ancora accadere.Ed i nuovi protagonisti saremo solo noi!...Come può questa storia ritenuta di pura fantasia fantascientifica continuare nella realtà?...Secondo alcune recenti scoperte in campo astronomico  è stata annunciata e confermata l'esistenza di corpi celesti più o meno grandi nel sistema solare e di altri lontanissimi nel cosmo,ampliamente descritti nei miei romanzi anni prima della loro effettiva scoperta.Come può essere possibile?       Innanzi a questa strana combinazione l'autore è portato a credere di essere stato in qualche modo inspirato tanto da non  poter più credere che il suo romanzo sia frutto di semplice fantasia...  Del resto quando i fatti narrati e pubblicati prima della loro effettiva scoperta diventano realtà non dovrebbero essere considerati prove?    Non vi resta che leggere questa rivelatoria trilogia per scoprire come le descrizioni del cosmo siano incredibilmente pertinenti con le ultime scoperte scientifiche.

    • Editore non Presente sul WD: Autopubblicato Formato/i: Ebook
      Jonathan Livingston e Gesù.
      Che cosa hanno in comune questi due?
      Qualcuno potrebbe dire nulla. Io dico tutto.
      Molte potrebbero essere le obiezioni per quest’affermazione. Uno è un personaggio inventato, l’altro un personaggio storico. Uno fa parte di un romanzo di fantasia, l’altro di un testo sacro. Uno è un volatile, l’altro un essere umano e così via discorrendo.
      Apparenze differenti, ma la stessa sostanza.
      Entrambi volano alto, lontano dal solito modo di vivere e di pensare. Per entrambi la vita è una ricerca per trovare qualcosa di più, perché l’esistenza è più di lavorare, mangiare, dormire e accoppiarsi; è molto di più che far parte di una popolazione, di uno stormo. Entrambi hanno scoperto, e rivelato poi ad altri, che il tesoro più grande al mondo già si possiede: è l’interiorità, percepire la vita in ogni cosa, a partire da se stessi. Occorre solo accorgersi di come viverla.
      Il confronto tra questi due personaggi vuole mostrare come in modi differenti si può parlare dello stesso argomento. E non importa se uno è protagonista di un libro etichettato di fantasia e l’altro invece di uno strumento degli studi dei teologi: entrambi sono i personaggi principali di libri sacri, capaci d’insegnare e arricchire chi legge le pagine di cui sono protagonisti, facendo ritrovare se stessi e così essere liberi.

    • Editore non Presente sul WD: Il Seme Bianco Formato/i: Cartaceo
      Nuovo lavoro per Antonello Torzillo che con Il Seme Bianco pubblica “La memoria della colpa, un thriller avvincente, ricco di mistero e colpe sepolte.
       
      La storia si snoda intorno alla perdita della memoria e al senso di colpa che questo provoca nel protagonista, verso la sua famiglia e i suoi amici. Le colpe sono difficili da dimenticare, soprattutto da chi agogna vendetta.
       
      Tutto ha inizio una mattina del 2012, quando Arthur Collins si sveglia in un presente che non riconosce. Il sonno di una notte ha spazzato via vent’anni della sua vita, compreso il ricordo della moglie Lory. Solo il fratello, la madre e pochi altri, vengono risparmiati dalla sua amnesia. I primi accertamenti medici rivelano che la memoria di Arthur si è arrestata in un momento preciso della sua vita: il 1992. In quell’anno, si era recato in vacanza con i suoi due migliori amici, Trevor e Tim, ma lui era stato l’unico a tornare a casa.
       
      “Stava scendendo per le scale in tutta fretta per dirigersi verso l’uscita, quando intravide la sua immagine riflessa nello specchio, posto a metà rampa. Si fermò di colpo, quello che gli era parso di intravedere con la coda dell’occhio era terribile e terribilmente reale: i capelli spruzzati di grigio, il volto maturo: era lui l’uomo delle
      fotografie. Si fissò per qualche secondo, spostò lo sguardo sulla donna, poi ancora allo specchio. Farfugliò qualcosa e, di peso, cadde a terra.
       
      Riaprì gli occhi. Si trovava ancora lì, sdraiato nella stessa camera. Il panico crebbe mischiandosi lentamente alla confusione. Si mise a sedere sul letto, la testa gli girava. Da dietro la porta sentiva arrivare il borbottio di due persone che, anche se tentavano in tutti i modi di non farsi sentire, non riuscivano a nascondere l’agitazione. Una
      delle due voci era femminile, probabilmente della stessa donna che aveva visto in casa. La seconda, certamente maschile, gli sembrava conosciuta. Si concentrò per capire chi fossero. Sentì distintamente un paio di volte l’uomo parlare di lui chiamandolo Arthy, e solo una persona lo chiamava così: Frank, suo fratello.”
       
      Antonello Torzillo è nato a Cantù. Vive e lavora a Como. Diplomato Maestro d’Arte Applicata, ha collaborato per anni come designer freelance specializzato nella comunicazione e nella promozione digitale, con diverse aziende italiane.
       
      LA MEMORIA DELLA COLPA, Antonello Torzillo, pp.159, euro 14,90.


    • Formato/i: Ebook
      Bianca parte per il suo viaggio verso Milano dopo che i suoi genitori l'hanno lasciata sola nel paesino dove abitava per raggiungere l'America.
      Ad aspettarla nella grande città vi è la zia Nervina che custodisce con se un grande segreto. Essa infatti si rivela una strega buona l'unica a non essere stata cacciata dal mondo ordinario. Nervina mantiene i contatti con un regno in cui tutti i maghi e le streghe hanno dovuto rifugiarsi dopo l'ultimo scontro con i non magici. Purtroppo però molti sono ancora i portali per raggiungere questo mondo che è destinato a mischiarsi nuovamente con l'ordinario. 

    • Formato/i: Cartaceo
      Uno dei maggiori drammi della storia di Roma antica – la battaglia di Teutoburgo – fa da sfondo e si intreccia con la vicenda personale di un giovane avvocato italico, inviato controvoglia a perfezionare la sua arte presso Publio Quintilio Varo. Questo è il tema che Massimo Drago affronta ne “Il gigante di gesso” edito da Il Seme Bianco.
       
      Publio Emilio Celso sarà chiamato a compiere un’investigazione per l’esercito sulla strana uccisione di un fornitore di derrate. Nel corso dell’indagine, perderà molte delle sue certezze, ma scoprirà il valore del mondo culturale in cui è nato: mondo minacciato dalla barbarie esterna, il cui simbolo iconico è proprio la terribile Foresta Nera, che permea di paura ogni recesso, inclusi quelli della mente.
       
      “La Germania fece la sua apparizione nella vita di Roma il 113 a. C., nelle voci inquietanti di mercanti italici che riferirono nel Foro che al di là delle Alpi una massa innumerevole di uomini, donne e bambini giungeva dalle terre dell’ignoto e si andava adunando per marciare sull’Italia.”
       
      “Da quell’estate dell’anno nove dell’era volgare, e per molti anni a seguire, quel bosco biancheggiò di ossa umane e di animali. Se ne avvistavano ogni dove, sotto le frasche, presso i ceppi, ai piedi degli alberi e persino sulle fronde. E dovevano essercene proprio molte, là dentro ne erano caduti ventimila. Lembi di tessuto, schegge lignee di armi, rari frammenti metallici, qualche ruota di carro, cesti e utensili rotti, persino il guscio di una “carruca dormitoria” completavano lo spettacolo dei resti di un esercito romano, penetrato nella Selva Nera, o Ercinia, per non uscirne più. Il nostro uomo guardava senza fermarsi. Riconosceva gli oggetti perché li aveva davvero visti – proprio quelli – qualche anno prima, quando viveva in mezzo a quella gente che ora decorava con le proprie ossa il fogliame.”
       
      Massimo Drago, nato nel 1966, è originario di Corbetta, in provincia di Milano. Cintura nera di karatè, laureato in giurisprudenza, ex aviere dell’Aeronautica Militare, lavora nell’editoria giuridica, con qualche appagante incursione nella narrativa e nella saggistica storica. Viaggia ovunque vi siano vestigia romane
      da visitare.
       

    • Editore non Presente sul WD: Il Seme Bianco Formato/i: Cartaceo
      Esce il nuovo romanzo di Alba Ligorio intitolato “Il sacro catino” (Il Seme Bianco) che ha per tema le allegre avventure di Umberto degli Omeri (già protagonista del precedente romanzo “L’immemore errante”) e del compagno Olfrenio che, in viaggio alla ricerca delle origini del Sacro Catino, in Terra Santa, avranno modo di imbattersi in stravaganti, eccentrici e spassosi personaggi con cui andranno alla scoperta dei luoghi da cui proviene l’antica reliquia.
       
      “Arrivammo in una località di mare sontuosa, spettacolare, con un anfiteatro meraviglioso. Camminai tra quelle pietre bianche insabbiate. Non molto distante c'era il mare e immaginai il tempo in cui Pietro, Paolo e i primi Cristiani erano passati da quell’incantevole sito portuale. Inspirai profondamente l’aria marina e mi feci sfiorare da quella dolce brezza calda. Da lì, dunque, proveniva la scoperta del piatto
      sacro!”
       
      Gli argomenti toccati nella narrazione sono molti tra cui la fede, trattata con toni umoristici, l’amicizia, messa alla prova ma sempre conservata e l’amore. Tutto viene raccontato con un tono sarcastico proprio per rendere divertenti i difetti umani.
       
      Alba Ligorio è nata a Torino, è stata corrispondente da Monaco di Baviera per la rivista Clic: donne del 2000. Ha pubblicato una raccolta di storie noir “Speranze e disinganno” e “L’immemore errante”. È autrice del romanzo investigativo “Coltre di fuoco”, della commedia teatrale “S’inciampa solo per ruzzolare”, e della storia fantascientifica “La rivelazione”.
       

    • Editore non Presente sul WD: Il Seme Bianco Formato/i: Cartaceo
      “Con gli occhi dell’amore” è un romanzo che narra la storia di Giacomo, un ragazzo cieco, nato con la rabbia e la solitudine nel cuore, la cui vita verrà stravolta da una donna sconosciuta che si trasferirà nel suo stesso condominio.
       
      Sentendosi per tutta la vita respinto dagli altri e da suo padre, scappato di casa quando era solo un neonato, passa la maggior parte del tempo da solo, finché un giorno la madre lo costringe a far visita alla nuova vicina, Amelia. Inizialmente lui sarà schivo con lei, ma non appena la conoscerà meglio si ricrederà.
       
      Un incontro casuale si trasformerà in un rapporto indissolubile che porterà entrambi a conoscere meglio loro stessi e, anni dopo, alla rivelazione di un segreto che la madre di Giacomo ha cercato disperatamente di nascondere al figlio. Nel momento in cui la verità sarà svelata, il ragazzo, diventato uomo, dovrà fare i conti con il passato per affrontare nel presente la sua paura più grande: amare.
       
      “Mentre mia madre mi raccontava la sua giornata, la mia mente era altrove. Non facevo altro che pensare ad Amelia e al nostro incontro. Mi aveva turbato: ma per quale motivo? Forse perché nessuno mi aveva mai sfiorato, al di fuori di mia madre?
      «Mi ascolti?», mi chiese improvvisa per distogliermi dai miei pensieri.
      «Sì, certo! Continua», la sollecitai nella speranza di sembrare convincente.
      Era evidente che stessi mentendo. «Dai su! Dimmi che cosa succede», esclamò curiosa.
      «Niente mamma», feci un sospiro per prendere tempo, «Amelia è rimasta contenta della mia visita».
      In fondo non era una bugia.
      «Ne sono felice! Spero che tu sia stato gentile!», esclamò entusiasta.
      Mi limitai ad annuire.
      «Bene perché dovrai ritornare da lei!», appena me lo disse, dovetti appoggiarmi alla base del tavolo
      per non cadere.
      «Cosa? Perché?», chiesi con foga.
      «Ho cucinato i tuoi biscotti preferiti, quelli allo zenzero…».
      Zenzero, lo stesso profumo di Amelia.”
       
      Letizia Antinolfi, nata a Napoli, vive da anni a Monza. Ha iniziato a scrivere i suoi libri tra la fine del liceo e l’inizio dell’Università Statale di Milano. Attualmente è iscritta alla Scuola di scrittura Holden di Torino.
       

    • Formato/i: Cartaceo
      Esce il nuovo libro “Corti di mare”( Il Seme Bianco): una raccolta di racconti e autori che si ripropongono di sviscerare la relazione che avvinghia l’uomo al movimento esterno delle onde. Davide Apollonio, Graziella Atzori, Maria Teresa Atzori, Michele Bava, Roberto Coccolo,Liliana Grappasonni, Giorgio Micheli, Patrizia Pallotta, Lidia Pizzo, Cinzia Platania, Nunzio Platania, Paolo Radivo, Nadia Semeja: tredici scrittori che raccontano la metafora del mare, l’attraversata della vita, dalla nascita alla morte e oltre, fino all’eternità. Mare come infinito.
       
      “Il mare, questa distesa azzurra che affascina e rapisce, per i francesi è femminile, mer, madre di vita e nutrimento per l’immaginario. La vita, lo sappiamo, inizia nell’acqua. Il mare diventa dunque un grembo che genera e dalla cui spuma nasce l’incantevole dea Venere, presente tra l’altro in uno dei racconti di questo volumetto.
       
      Nella prima, “Cultura marina”, spiega Graziella Atzori, curatrice dell’opera, vengono rivisitate antiche leggende, come il naufragio di Ulisse, o simboli pregnanti, come il pesce, figura del Cristo. Ma il mare in apparenza senza sponde spinge anche a interrogarci su verità lontane e di vasta portata, e a mettere in discussione ideali e motivazioni.
       
      Diventa dunque un viaggio introspettivo e psicologico. Si naviga nel mare simbolico, nel mondo-mare delle idee (Platone), per giungere, oltre il visibile, al mare eterno dell’essere Io, l’uomo universale. Il mare in cui è dolce naufragare (Leopardi) è acqua salata amniotica, eterna speranza e fiducia nel bene. In questa sezione sono stati anche inseriti due omaggi ai grandi narratori del mare Emilio Salgari e Conrad.
       
      La seconda sezione comprende “I racconti”, capaci di catturare la fantasia, ma anche di farci riflettere. Il mare divide o unisce i popoli? L’amore è al centro di quasi tutti gli intrecci narrativi.
       
      C’è chi ricorda il primo amore incontrato sulla spiaggia, chi l’ha perduto negli abissi del mare e chi, dopo una cocente delusione, ritrova il senso della vita insieme al sapore del sale (salesapienza). Il mare è culla e tomba, fortuna e tragedia.
       
      Il mare è stato testimone di alcune delle più cruenti battaglie della Storia. Per questo, nella terza sezione “Nel mare della Storia”, abbiamo voluto rievocare il dramma quasi dimenticato di Vergarolla. Durante la Seconda Guerra Mondiale il rumore delle bombe accompagna il viaggio per mare di una bimbetta ormai ultranovantenne, che parla oggi con la saggezza dell’età di ciò di cui è stata testimone.”

    • Formato/i: Cartaceo
      “La Malarte”: una nuova parola per indicare il legame tra la malavita e l’arte. Gaia Mencaroni, già autrice di La Testa di Ale (Lampi di Stampa, 2008, 2009, 2014), un libro che ha suscitato scalpore, perché a suo modo ha svelato i meccanismi interni di un mondo corrotto e senza scrupoli come quello universitario, pubblica il suo nuovo romanzo con lo scopo di indagare i legami esistenti tra arte, riciclaggio e rapporti personali.
       
      “Cercavo un qualcosa che inquadrasse al meglio i temi presenti nella narrazione: l’arte, i soldi, il riciclaggio e dopo alcuni tentativi, “La cattiva arte”, “La mala e l’arte”, ecco l’idea: La Malarte”, spiega l’autrice.“Nel mio scritto c’è Maddalena Cantarelli e Marco Gatti che sono i protagonisti. Maddalena è una ragazza italiana molto giovane che per uno strano gioco del destino si ritrova a lavorare in una galleria d’arte contemporanea a Vaduz. Marco è un fiduciario originario di Vicenza che lavora nel Principato del Liechtenstein e risiede a Lugano e nasconde, dietro la sua aria malinconica, un gelo e un’indifferenza alla vita e ai valori. È una persona con una pacatezza da far paura, di poche parole, nessuna discussione, decisionismo irremovibile, non un solo minuto perso in chiacchiere.
       
      Tra i due nasce una storia d’amore e sembrano essere due persone tanto dissimili. Ecco credo che Maddalena e Marco siano diversi a vederli così, dall’esterno, in fondo cosa ci fa un fiduciario corrotto fino al midollo e impantanato in loschi affari con una ragazza nata Siena, laureata in storia dell‘arte, acquarellista e illustratrice di riviste? Eppure Marco e Maddalena, dissimili nella forma, sono simili nella loro essenza. E poi c’è Anna Moos. la regina dell’arte e la proprietaria della galleria, dove Maddalena lavora. Anna ha un ruolo chiave all’interno della narrazione.”
       
      «Quando arrivai a Vaduz, avevo otto anni, era il 1937 e qui, dove oggi vi è la zona pedonale, vi era solo una strada polverosa. Dove oggi c’è il museo, c’era un campo pieno di mucche e pecore. Quando i miei genitori si trasferirono qui da Berlino, io non sapevo bene del perché stessimo lasciando la Germania, eravamo sì ebrei, ma non pregavamo, non andavamo mai in sinagoga e abbiamo pagato un prezzo molto alto per qualcosa che non eravamo. Siamo divenuti ebrei da quando siamo arrivati qui, sono stati gli altri a ricordarci il nostro status».
      Ridacchiava.
      «La prima volta che a scuola gli altri bambini mi chiesero se fossi ebrea, risposi convinta: “No”.».
      Girava lento il suo caffè.
      «Per mia madre è stato più difficile che per noi. Mi ricordo che quando io e mia sorella eravamo già a letto, la sentivo lamentarsi fino arrivare a imprecare contro la gente di Vaduz, contro l’arretratezza delle donne. Mio padre le ricordava la fortuna che aveva avuto e lei restava in silenzio, poi iniziava a piangere. Li sentivo
      abbracciarsi e baciarsi».
       
      “Non dobbiamo mai accontentarci,” conclude Gaia Mencaroni, “non si deve essere come Marco Gatti, che avrebbe potuto fare qualsiasi cosa, se un mostro invisibile non gli avesse mangiato l‘entusiasmo, se non si fosse accontentato di poco e nella pochezza avesse smesso di credere in un mondo migliore.”
       

    • Formato/i: Cartaceo
      Ma un cuoco non dovrebbe cucinare, invece di scrivere? Andrea Ferrari cucina nel suo ristorante e scrive la storia della sua vita ricca di dolore e riscatto. “Il Cuoco: la ricetta dell’amore”, edito da Il Seme Bianco, narra una vita d’amore vissuta nella malattia, dall’infanzia a oggi.
       
      Il lettore, quasi prendendolo per mano, accompagna il piccolo “Uccio” nel suo viaggio di crescita: dalle marachelle ai capricci, dalla malattia all’amore. Fino alla realizzazione professionale. Un libro che diverte emoziona e dà speranza.
       
      Lo stesso autore dichiara: “Questo è il mio romanzo di esordio, ho deciso di tuffarmi in questa avventura senza nessuna esperienza nel settore, solo ed esclusivamente con la forza e la disperazione di un pezzo di carta che decretava una brutta sentenza: il mio amico cancro non mollava anzi si faceva più forte.
       
      Io non dovevo cedere non dovevo alzare bandiera bianca, la mia forza, la mia rabbia è stata trasferita come per magia in questo scritto.”
       
      “Ti vedo soffrire, perché sei debole e attaccabile, la mia anima si chiede se io sarò in grado di esserti vicino, se sapranno le mie carezze e miei baci esserti di aiuto. Penso che non riuscirò a fare tutto ciò con la stessa intensità tua, perché tu sei sempre stata unica e immensa.”
       
      Andrea Ferrari, geometra e nipote dei fondatori dell’albergo Il Cuoco di Oleggio in provincia di Novara raccontato dallo scrittore Dante Graziosi nel suo libro La topolino amaranto. Il suo futuro era scritto: doveva indossare la giacca bianca e il grembiule, doveva far vivere quella tradizione che continuava da generazioni.

    • Editore non Presente sul WD: Il Seme Bianco Formato/i: Cartaceo
      Esce il nuovo romanzo di Michele Falzone “Un amore senza tempo” edito da Il Seme Bianco.
       
      Siamo a Parigi. Ferdinando, scrittore e filosofo di fama, ormai settantenne, vive un momento di profondo disagio esistenziale. Nel tentativo di addomesticare le angosce della vecchiaia e il pensiero ricorrente della morte, ricompone tutti i ritagli della sua esistenza: dalle inquietudini della sua infanzia contadina in una Sicilia luminosa e remissiva, al suo caparbio desiderio di libertà e di conoscenza, che lo indurrà ad abbandonare la sua terra e a portare a compimento quel riscatto sociale e personale così tenacemente perseguito. In filigrana per tutto il romanzo è presente l’amore. Amore per la conoscenza e per quei valori universali così spesso calpestati, ma anche amore per le sue donne: quello acerbo e innocente per Violetta, quello sensuale e passionale per Iris, quello maturo e dolce per Margherita.
       
      “C’erano già stati dei segnali che avrebbero meritato una maggiore attenzione. Ma, sul nascere, erano stati considerati fisiologici. Lo stesso don Ferdinando li aveva attribuiti a un sovraccarico di impegni e a una vita condotta in maniera intensa e smodata. Sta di fatto che, la mattina si alzava già stanco, privo di energie e di volontà. E nella sua biblioteca, piuttosto che sedersi al tavolo di lavoro, si abbandonava sulla poltrona, trascorrendovi gran parte della mattinata con gli occhi perduti nel vuoto e con una espressione del viso che lasciava trasparire solo oscuri presagi. Invano, Margherita, consigliera e fedele governante, cercava di scuoterlo.
       
      Inutilmente lo invitava a uscire, incontrare gli amici con i quali soleva spesso intrattenersi in lunghe dispute intellettuali; fermarsi un po’ sotto casa, in Place du Tertre, a curiosare tra i banchi di opere d’arte e a respirare un tantino quella suggestiva aria bohémien da cui era affascinato. Ebbene, quella sera, di ritorno a casa, don Ferdinando cominciò a riflettere sulla bontà di quei consigli, soprattutto sui modi caparbi e risoluti con i quali Margherita cercava di convincerlo.
      «In fondo ha ragione lei. Quell’angolo di casa, nel quale mi sono rinchiuso, non è il riparo sicuro dal mio male, ma il luogo stesso della mia malattia”
       
      Micchele Falzone è nato a Caltanissetta, vive e lavora da più di trent’anni a Roma. Giornalista, saggista e romanziere, ha collaborato con «L’Ora», «il Giornale di Sicilia», «Paese Sera». Ha pubblicato: Contadini a Enna (1979); La mafia dal feudo all’eccidio di via Carini (1983); La mia Sicilia (1995) (interviste a D. Maraini, T. Vasile, G. Ayala, E. Macaluso, P.Caruso, N. Colajanni, B. Caruso); Ladro di ricordi (1997); L’ultimo tramonto (2001), prefazione di Dacia Maraini; Larocca delle ginestre (2005), prefazione P. Baudo; Franco Battiato. La Sicilia che profuma d’oriente (2008), prefazione di M.Sgalambro.

    • Editore non Presente sul WD: Il Seme Bianco Formato/i: Cartaceo
      Musica rock e ricordi sono al centro dell’opera di Lidia Falzone. “Vita a caso” è un romanzo adatto per chi ha vissuto la propria adolescenza e giovinezza negli anni ‘80, o per chi ha cresciuto figli adolescenti negli anni ‘80.
       
      “Le decisioni che prendiamo, le strade che percorriamo che senso hanno?” Si interroga l’autrice. “C’è un disegno preciso o è tutto a caso? Possiamo davvero dirigere la nostra vita grazie alle nostre decisioni o interviene qualcos’altro? E cosa ne è stato delle promesse di un radioso futuro degli anni ‘80?”
       
       
      In occasione della mostra David Bowie is al MAMbo di Bologna, Sara, la protagonista del romanzo si trova davanti a un video anni ’80 e inizia un viaggio fatto di musica e ricordi, quasi un’Epiphany, forse un labirinto. La vita, a ogni età, non è mai semplice. La musica spesso ci viene in aiuto, specialmente quando ci si confronta con artisti ispirati e ispiratori.
       
       
      “Gli occhi fissi su queste immagini, le persone intorno a me piano piano scompaiono. Le cuffie mi isolano dal resto del mondo. Solo io, solo io e Ashes to Ashes di David Bowie. Io e queste immagini anni ’80: volutamente sfocate, ma ipnotizzanti. Il fiato diventa sempre più corto, i battiti aumentano. Un caleidoscopio si impossessa della mia mente.”
       
      Ogni volta che pensiamo che la nostra vita sia “a caso” forse abbiamo ragione, ma è un “caso” che la rende ricca e speciale. E forse proprio tutto a caso non è. Ma forse Sara è di diverso avviso, in questo suo momento di forte criticità. La musica scatenerà tutto il suo potere evocativo quale veicolo di grandi emozioni.
       
      Lidia Falzone è nata e cresciuta in un paese delle colline comasche, ha girato il mondo per più di vent’anni, principalmente per lavoro nei settori della moda e del turismo, assimilando profumi, rumori e panorami di diverse parti del pianeta. “Vita a caso” è il suo primo romanzo.
       

    • Editore non Presente sul WD: Il Seme Bianco Formato/i: Cartaceo
      Fabio De Roberto scrive tre racconti surreali e li colleziona in un sola opera. Il titolo, “Come sparire completamente,”è, naturalmente, un omaggio a “How to Disappear Completely” dei Radiohead, dall'album “Kid A”.
       
      Nel primo racconto, “La strada più breve per andarsene via”, il protagonista-narratore è un investigatore alle prese con il pedinamento di uno strano personaggio, ma viene ostacolato da una serie di eccentriche figure.
       
      In “Ispirazione” è uno scrittore in crisi creativa che vede fuori dalla finestra una giovane donna. Rimane colpito e ne fa la protagonista di un suo racconto. Ma presto le sue certezze saranno sconvolte. I personaggi di De Roberto sono bizzarri alla continua ricerca di specchi in cui riflettersi per costruire la loro identità.
       
      In “Come sparire completamente”, l’io narrante ha dimenticato il proprio nome e trascorre la notte in giro per la città cercando qualcuno che possa aiutarlo. Si troverà coinvolto in una sorta di sciarada illusionistica, da cui cercherà disperatamente di fuggire.
       
      “Diventare invisibile, scomparire: ecco cosa mi piace veramente. È come se potessi permettere al mio corpo di svanire a poco a poco e, allo stesso tempo, assaporarne ogni istante. Non ho nessuna fretta, anzi. Ho imparato che è molto meglio essere pazienti, in questi casi. E anche se, di volta in volta, so già in anticipo come andranno le cose, l’emozione rimane invariata. La dinamica degli eventi si ripete sempre uguale a se stessa, non cambia mai. Ed è proprio questo il bello.
       
      Le cose vanno come devono andare. Non ci sono né sorprese, né delusioni, né tantomeno spasmodiche attese. Tutto ciò si rivela rassicurante, in qualche modo. Si parte sempre dal basso. I primi a scomparire sono i piedi, poi le gambe, il bacino e via via a risalire il resto del corpo. Fino alla testa, ovviamente. Questa è quella che definirei la struttura base, ovvero l’insieme degli elementi immutabili. Alla struttura base vanno successivamente ad aggiungersi gli elementi di contorno che, per quanto a prima vista paiano meno importanti, in effetti sono determinanti affinché la vicenda acquisti spessore e concretezza.”
       
      Fabio De Roberto è nato a Sassari nel 1980 e vive attualmente in Francia, dove è insegnante e traduttore. Si è laureato in Filosofia con una tesi sul cinema di Nanni Moretti e successivamente si è occupato del rapporto fra film e racconto, lavorando in particolare sulle opere di Eric Rohmer. “Come sparire completamente”, Il Seme Bianco”, è il suo debutto narrativo.
       

    • Editore non Presente sul WD: Il Seme Bianco Formato/i: Cartaceo
      Dopo “L’indiziato allo specchio” (Rusconi, 2012), e “Il terremoto particolare di Antonio M.” (Meligrana 2016), entrambi con lo pseudonimo di Giovanni Monte esce il nuovo romanzo di Pierfrancesco Mastroberti “Io sono il Presidente” edito da Il Seme Bianco.
       
      Il Presidente di una grande compagnia informatica scopre un mattino di essersi trasformato in un addetto alle pulizie della sua stessa azienda. Chi è adesso il Presidente? Un malato di schizofrenia? È la vittima di un complotto? Inizia un tortuoso percorso di conoscenza, del sé, nel quale, il Presidente, dovrà scendere a patti con una nuova identità, fino allo svelamento del suo incubo.
       
      Attorno al Presidente, convinto di essere stato trapiantato da una forza oscura nel corpo e nella vita di un altro uomo – tale Giacomo Romano, addetto alle pulizie della sua compagnia informatica – si muovono pochi personaggi, che interagiscono con Giacomo, perché da sempre parte della sua vita – un dottore/confessore, una fidanzata, il fratello, la madre. È da subito evidente lo stridio tra la vita del Presidente e un’esistenza che lui avverte come estranea e dalla quale cerca una via di scampo.
      “Malfoi allargò le braccia come a chiedersi chi, tra i suoi sottoposti, avesse avuto l’ardire di organizzargli uno scherzo simile, chi potesse ritenersi investito della licenza di prendersi gioco del fondatore della Peach: la grandiosa lungimirante Pesca Sbucciata, come la chiamava il volgo e che vantava tentativi di imitazione in tutto il mondo, da quando aveva soppiantato la Mela Morsicata.
       
      Provò ancora una volta ad aprire la porta come faceva da quindici anni, ma il marchingegno gli restituiva sempre il solito «bip».
      «E allora? Che storia è mai questa?», gridò, facendo un passo indietro. «Qualcuno ha il coraggio di presentarsi all’entrata e spiegarmi cosa sta succedendo».
      Fece qualche passo laterale, ma le pareti a specchio oscuravano gli interni.
      «Signorina, è pregata vivamente di rifarsi viva. Signorina De Cataldo. Se questa porta si riaprirà entro dieci secondi potrei fingere che non sia successo niente e dimenticare questo episodio increscioso, in caso contrario…»”.
       
      Abbiamo a che fare con l’alienazione individuale e collettiva. Il buio che si cela nel cuore degli uomini e infetta i rapporti umani. I misteri del quotidiano, spesso deformati dalla lente del surreale, e ribaltati dall’ironia.

       

    • Editore non Presente sul WD: Tempesta Editore Formato/i: Cartaceo
      In questo decennio si celebra il cinquantesimo delle tappe fondamentali della carriera dei Beatles: il mercato è invaso di materiale legato a loro come se fosse tornata la Beatlemania; escono i grandi box celebrativi del Sgt.Pepper e del White Album, mentre Yellow Submarine è di nuovo al cinema e Imagine viene ristampato in pompa magna. L’ultima celebrazione sarà quella di Let It Be, album finale della discografia ma inciso mesi prima di Abbey Road. La storia di questo disco è particolarmente movimentata, essendo legata al famoso concerto sul tetto della Apple, al film, al libro e, soprattutto, allo scioglimento del gruppo, l'unico anniversario da non festeggiare, di cui si cerca di analizzare le cause prescindendo dai soliti luoghi comuni. Ma prima ci fu un mese di incisioni movimentate, quelle del gennaio 1969, in cui i Beatles provarono oltre 400 canzoni tra litigi e screzi di varia natura, tutto documentato in diverse decine di ore di registrazioni audio e video. Tutto è raccolto in questo volume, per la prima volta nella bibliografia italiana, con la cronistoria dettagliata delle prove e la traduzione dei dialoghi, ma c'è anche la Apple, l'avvento di Allen Klein, la produzione che Phil Spector riservò alle canzoni del disco, il deteriorarsi dei rapporti interpersonali, l'inizio delle carriere soliste. Con le prefazioni di Riccardo Russino, Cristiano Cortellazzi e Rolando Giambelli, presidente e fondatore dei Beatlesiani d'Italia Associati.

    • Editore non Presente sul WD: Il Seme Bianco Formato/i: Cartaceo
      Dopo anni di separazione madre e figlia, finalmente, si ritrovano. Una cena insieme potrebbe essere un buon inizio per intrecciare un vecchio legame, oppure potrebbe essere l’addio definitivo che liberebbe due persone che non hanno mai potuto convivere senza ferirsi. Questo è l’inizio de “Una cena”, il romanzo d’esordio della giovane scrittrice Claudia Delicato.
       
      “Personalmente” spiega l’autrice, “ritengo il momento del pasto il più intimo della quotidianità famigliare: è il connubio dell’appagamento di un bisogno primario, quello del nutrirsi, con la condivisione di spazi e tempi con persone con cui non è detto si abbiano relazioni piacevoli, sebbene in caso di una famiglia queste siano imprescindibili.”
       
      La notizia di questo appuntamento agita la giovane Elettra: “Vibra il marmo, la pelle, vibra il cellulare, la mia mano lo afferra da una tasca di seta all’interno della mia borsa. Mi paralizzo. Sembra il display di quattro anni fa. Di quando il suo nome mi compariva con cadenza giornaliera davanti agli occhi. Credevo di esserne pronta, e invece no, sono nervosa, incerta. In che anno siamo? Chi mi ha riportato indietro nel tempo?”
       
      In questo romanzo il rapporto tra le due donne viene eviscerato con parole semplici ma accurate. È difficile essere genitori ai nostri giorni e lo è ancora di più se i propri figli vivono lontani dai nostri occhi e consigli. C’è tanto dolore in questo incontro, tanta tensione e le parole e i ricordi non sanno starsene buone al loro posto.
       
      Gli sforzi di fingere che il passato non abbia lasciato traccia si infrangono contro il muro di dolore e di silenzio che permane tra loro. L’appuntamento le renderà consapevoli che l’inconscio non dimentica mai ciò che la mente tenta di nascondere.
       
      Claudia Delicato nasce a Roma nel 1993 e vive ora in Belgio. Appassionata di scrittura condivide poesie e racconti brevi nel suo blog “Hungerness”, dove pubblica in italiano, spagnolo e inglese.
       

    • Editore non Presente sul WD: Il Seme Bianco Formato/i: Cartaceo
      Dino Cencio, scrittore anconetano, dopo “La Libertà dentro” che ha per tema la guerra dei Balcani, pubblica una nuova opera che riguarda le rappresaglie naziste avvenute nella zona del Fabrianese nel giugno e luglio del 1944.
       
      “Come spighe di grano”, edito da Il Seme Bianco, è una storia di odio da parte dei nazisti contro il popolo italiano, reo di tradimento con l’armistizio dell’8 settembre 1943. Odio che si sprigiona come vendetta su civili innocenti, sui contadini, pretestuosamente accusati di aver ucciso un soldato tedesco.
      È la narrazione dello stato d’animo della gente, in continua apprensione per la loro sorte. Vi si legge la paura di rimanere vittime dell’ira e della crudeltà dei nazisti; ma anche il desiderio di pace, di libertà, di una vita normale. Nel Fabrianese, dove sono presenti formazioni partigiane, moltissimi civili innocenti, per lo più contadini, perdono la vita trucidati dalla furia nazista.
       
      L’eccidio della famiglia Baldini, di cui tratta questo racconto, si è perpetrato di fronte alla capanna degli attrezzi della loro casa di campagna. Furono uccisi sei uomini, di cui quattro appartenenti a quella famiglia. Due riuscirono miracolosamente a salvarsi. La storia di questi eccidi si basa sulla testimonianza diretta dei sopravvissuti.
       
      “Avevo circa nove anni eravamo tutti a tavola, i discorsi tornavano spesso a una casa di campagna, durante il periodo della guerra. Vi abitavano i miei e dovettero abbandonarla subito dopo per una qualche disgrazia. In mia presenza ne parlavano per accenni, per sottintesi, forse per non rivelarmi qualcosa che non dovevo sapere. Tutte le volte che facevo domande o mi azzittivano, o cambiavano discorso.”
       
      Una storia intrisa di ricordi e dolori per un passato che ha segnato l’io narrante di queste vicende spezzando la sua famiglia.
       
      Dino Cencio è nato nel 1945 ad Ancona, dove vive. Laureato in Lettere Moderne all’Università Carlo Bo di Urbino ha pubblicato un romanzo sulla guerra nei Balcani, La libertà dentro (2014), Albatros.
       

    • Formato/i: Cartaceo
      Esce il libro autobiografico di Lucia Besana sul tema disintossicazione dalla dipendenza dall’alcol.L'autrice tratta l'argomento dell'etilismo rimuovendo con ironia ogni tabù, soffermandosi sui meccanismi psicologici e sociali che possono causare la dipendenza e l'ossessione per l'alcol e fornendo una serie di indicazioni pratiche al problema.
       
      Dall'utilizzo di un farmaco di nome Antabuse, del quale offre un'analisi medico-clinica circostanziata, riguardo a modalità d'uso, benefici ed effetti collaterali, a un repertorio di ricette "sobrie", che appagano il palato senza tuttavia alimentare la dipendenza dall'alcol. Il libro si presenta come un utile strumento operativo, grazie al quale ogni caregiver familiare potrà trovare suggerimenti e strategie concrete di supporto all'alcolista nel suo percorso riabilitativo.
       
      “Vi racconto una storia, una di vita vera, non "liberamente tratta" ma vera dall'inizio alla fine...la mia storia...essendo stata un’alcolista per 4 anni, vi racconto in modo ironico e genuino ma con riferimenti scientifici e sociali che spingono all’alcol, sia quel è l’unica terapia davvero efficace, non priva di effetti collaterali, e tutte le strategie per guarire definitivamente da questa terribile dipendenza.”
       
      Lucia Besana, laureata in Scienze della Comunicazione ha sempre affiancato agli impegni professionali la passione per la scrittura. Da ex alcolista, pienamente riabilitata ha deciso di condividere la propria esperienze e le sue conoscenze in questo libro.

    • Editore non Presente sul WD: Il Seme Bianco Formato/i: Cartaceo
      Esce il nuovo libro di Chiara Alaia per tutti gli appassionati del genere noir. La protagonista dell’opera è Anita Cortese, giovane giornalista italiana, si trova in Portogallo per rintracciare la madre naturale, che non ha mai conosciuto.
       
      In una taverna di Porto la donna incontra Manuel Ferreira Arrìaga, un marinaio lisboeta in pensione, che ha perso sua figlia Paula in circostanze poco chiare. Manuel si propone di aiutare Anita nella sua ricerca e le offre ospitalità nella capitale. Nel frattempo Julio Fernandes, il detective incaricato del caso Arrìaga, sta indagando ostinatamente sulla morte di Paula, che è convinto non sia stata accidentale.
       
      Sospettando di Manuel, Julio avvicina Anita e stringe amicizia con lei. Mentre il destino intreccia storie e personaggi sullo sfondo suggestivo delle strade di Lisbona, Julio e Anita si avvicinano un passo per volta alla verità. Questo romanzo, avvincente e convincente, vi trasporterà in una terra sconosciuta tra conflitti e passioni celate.
       
      “Con una mano si teneva fermo il cappello a tesa larga, che le riparava il viso dal sole, già alto nel cielo. Piccole onde si infrangevano sulle sue caviglie, terminando sulla riva in schiuma frizzante. Le guardava le spalle la scogliera puntellata di verde e di grotte, là dove la terra finisce e il mare comincia.”
       
      Napoletana di origine, Chiara Alaia vive a Bologna, dove lavora per un’azienda di e-commerce nell’ambito della moda. Appassionata di scrittura e musica, collabora alla webzine SulPalco.com. Dove la terra finisce e il mare comincia è il suo romanzo d’esordio.

    • Editore Presente sul WD: Antipodes Casa Editrice Formato/i: Cartaceo
      Un diario dura da anni e rispunta in modo imprevedibile raccontando le cose più intime. Vita dalle mille sorprese di una donna che, cominciando ad essere perseguitata da un uomo in preda a una passione angosciante e molesta per lei, viene travolta dagli eventi. Nei rapporti con sconosciuti scoprirà lati di sé oscuri e imprevedibili. Tutto la porterà vicino al baratro ma anche alla possibilità di una vita nuova e di nuovi orizzonti.

    • Editore non Presente sul WD: Il Seme Bianco Formato/i: Cartaceo
      “Il tango è la colonna sonora e che conduce la storia, ma nello stesso tempo una vera e propria struttura di sostegno al testo, perché attraverso questa danza la “verità” riuscirà ad esprimersi e ad arrivare laddove le parole non possono.” Maria Grazia Adamo racconta così la scelta del titolo del suo romanzo “La verità del tango”, edito da Il Seme Bianco.
       
      “L’idea è nata per caso.” continua l’autrice. “Un viaggio a Madrid. Una cena in un ristorante argentino e l’incontro casuale con l’avvocato che curò il processo in Italia contro cinque generali argentini, voluto dai familiari di desaparecidos italiani emigrati nella “terra d’Argento”.
       
      Infatti, i personaggi narrati sono proprio Lola, ex ballerina di tango, e Isabella, una giovane donna oppressa da fantasmi del suo passato. Al loro fianco troviamo anche le “nonne di plaza de mayo” e tutte le donne vittime di sopraffazioni e violenze.
       
      “Lola passò dalla veglia al sonno senza accorgersene. Si risvegliò a notte fonda, a causa del solito maledetto sogno: la ragazza dai capelli lunghi in fuga nella notte inseguita da una Ford Falcon. Cadeva, sull’asfalto bagnato, si rialzava e continuava a correre, senza mai voltarsi indietro. La cosa che causava sofferenza maggiore in Lola, in quel sogno, erano le sbarre che la rendevano impotente. Il fatto di non poter aiutare la fuggiasca. Si svegliava di soprassalto, in uno stato di frustrazione profonda. Il sogno era bianco, era nero, una fusione cromatica di angoscia. La scena si svolgeva di notte e la drammaticità degli eventi non lasciava spazio ai colori. Grigio la declinazione della tristezza, nera quella della rabbia; bianca era la resa. Per poter vivere il presente, a volte, occorre dimenticare il passato.”
       
      “Conoscevamo il destino delle donne che durante la detenzione partorivano i loro figli, ma decidemmo di non credere alla sua morte fino a quando non avessimo ritrovato il suo corpo. Fu una scelta razionale o forse dettata dalla disperazione. Da quel giorno, la ricerca del corpo di Inés e di mia nipote Mireya, divenne l’unico scopo della mia vita.”
       
      “I nodi irrisolti della storia prima o poi ci presentano il conto” conclude Adamo, “ perché ciò che è accaduto in passato può ripetersi, magari in forme diverse… e questo vale sia a livello individuale che collettivo. Un paese, come una persona, che non sa da dove viene, non può sapere dove andrà”.
       
      LA VERITÀ DEL TANGO, Maria Grazia Adamo, pp.143, euro 13,90.

    • Editore non Presente sul WD: CTL Editore Formato/i: Cartaceo
      "L'origine del male" nasce dall'irresistibile impulso di  "urlare" la mia indignazione per quello che riguarda le violenze sulle donne e l'incredibile passività con cui lo Stato affronta questo tema. Non è stato facile immedesimarsi nelle vittime di violenze sessuali né in quelle sottoposte alle attenzione di uno stalker, condividendone la paura, la vergogna e l'angoscia.   
      In questa breve sinossi è racchiuso, forse, il pensiero di centinaia di donne sottoposte a violenze fisiche e psicologiche.
       
      Qual è l’origine del male?
      Una domanda alla quale il magistrato Elena Banti non sa dare una risposta. Conosce però le sensazioni provate dalle vittime di Stalking e di violenze: la paura che la luce del mondo si possa spegnere in un istante; la vergogna del proprio corpo; l’angoscia di non doversi trovare mai da sola; la consapevolezza della fine.
      È passato molto tempo ormai da quando Elena si è costruita una vita lontana da Sant’Andrea, l’isola della Toscana dalla quale era fuggita tanti anni prima. Ma qualcuno la costringerà a tornare. Qualcuno che minaccia la stabilità centenaria di quell’isola immersa nel verde; qualcuno che uccide senza pietà e che conosce un segreto innominabile ed è pronto a usarlo contro di lei, pur di assaporare nuovamente il piacere della sfida e la violenza feroce della vendetta.  
       
       
      Il maggiore alleato di uno stalker, spesso, è proprio la sua vittima. In lei si nasconde quell’istintiva paura che assume diverse sfumature in relazione all’intensità con cui si manifesta e che si trasforma in incubo quando la spirale di violenza la inghiotte e l’impulso di denunciare l’orrore è forte almeno quanto l’incapacità della mente a eseguirlo.
      Ma nessun segreto può restare tale per sempre.

    • Editore non Presente sul WD: Independetly published Formato/i: Cartaceo, Ebook
      Il Romanzo dei Celti continua con il secondo volume della serie:
      CELTIC SAGA LIBRO II LA PROFEZIA DEI CAVALIERI AQUILA
      la guerra civile non è solo a Roma, in Irlanda molti aspirano al trono supremo, mentre in Britannia i Lupi del Nord sono alle porte. I Luminosi hanno avvisato che Balor l'Oscuro, il dio-demone bandito da questo piano dell'esistenza, si sta risvegliando.
      5 Re si affronteranno nella lotta terrena che rispecchia quella eterna tra il bene e il male, tra gli dèi dei Celti e l'oscurità.
      4 Amori nasceranno nel turbinio degli eventi che coinvolgono i Cavalieri Aquila della tribù del Bianco Cavallo e vari personaggi storici e leggendari.
      3 Battaglie saranno combattute nelle sfide degli arcani segreti del potere, in cui i troni di Parisia, dell'Isola di Árainn, e quello del Re Supremo d'Irlanda, saranno messi in gioco.
      2 Alleanze si scontreranno sullo sfondo dell'antica Britannia, i Regni d'Irlanda, le terre dei Lochlann nei Mari del Nord, e le Gallie sotto il giogo di Roma.
      1 Profezia sarà annunciata dalla Morrigan, la Signora delle Battaglie, ai Druidi e all'erede del Clan dell'Aquila
      I Cavalieri Aquila riusciranno ad affrontare tutto ciò e a salvare il mondo dal Caos?
      Prosegue la saga, da dove l'avevamo lasciata nel primo libro CELTIC SAGA LIBRO I GWENVAEL IL PRINCIPE LUMINOSO.
      Dopo le nozze di Gwenvael e Ailìs, in un clima che sembra irradiare serenità per il futuro, molti nemici invece si stanno aggregando all'orizzonte. Ma questo non sarà solo uno scontro tra mortali, una guerra terrena, sarà il riflesso di quello che si sta preparando, un risveglio dell'eterna lotta tra il bene ed il male. In questa prospettiva, rispetto al primo libro, sono coinvolte delle figure emblematiche del ciclo mitologico dei Celti d'Irlanda, dando più spazio ad una narrazione fantastica, che però continua ad intrecciarsi con le vicende storiche della seconda metà del I sec. a.C. .
      Ci saranno la Regina Medb del Connachta, e il suo consorte Ailill Mac Màta, distruttore di Tara, e Conaire Mor il Re Supremo. Lugaidh Riab nDerg, predestinato da una profezia dei druidi, e molti altri personaggi, fino addirittura a sfiorare le saghe Norrene, con Re Frödhi dei Daner e Re Fjölnir degli Svear, con vicende trattate, prendendo spunto dai loro miti.
      Ma anche lo sfondo storico della guerra civile di Roma, con lo scontro tra i due preminenti triumviri, Ottaviano e Marco Antonio, che saranno dietro le quinte delle vicende dei nostri Celti. I principali protagonisti, Gwenvael e la sua sposa Ailìs, si troveranno di fronte a nuove avventure e arcani simboli, con i druidi e l'ordine dei Cavalieri Aquila a sostenerli in nuove sfide, in cui la magia e il mistero daranno vita a momenti unici, in un Romanzo con un impronta fortemente storica e avvincenti innesti fantasy.

    • Editore Presente sul WD: oèdipus edizioni Formato/i: Cartaceo
      In tasca la paura di volare è una raccolta di poesie divise in tre sezioni: Donne sparse, I lampioni e nessun altro e In tasca la paura di volare. Nella prima sezione, composta essenzialmente da liriche amorose, il senhal, elemento classico della poesia d’amore fin dai provenzali, perde il suo ruolo di richiamo all’unicità della donna e cambia, si maschera sotto altre forme. Ne derivano le immagini del teatro e dell’affabulazione. La figura della donna è quella dell’attrice che assume ruoli e caratteristiche diversi in base al personaggio da interpretare. La prima sezione è, quindi, finzione, manierismo e si conclude con la presa di coscienza della distanza incolmabile tra la io lirico e tu, tra chi guarda e chi è guardato. I testi poetici diventano reperti consacrati a un’istanza museale. La lirica d’amore, intesa come dialogo io-tu, binomio poeta-musa, è considerata come Storia che deve essere musealizzata. Al fallimento del rapporto io-tu ne consegue quello della poesia tout-court. Il poeta è costretto a uscire dal museo, dal teatro, dalla biblioteca in cui si rifugiava, a confrontarsi con la ripetitività e l’apparente facilità di vicende terrene che sconfinano spesso nella dimensione usuale e mondana e a tornare a casa prendendo atto che tutto ciò che ha scritto/vissuto è stato pura illusione. Alla staticità della prima sezione si oppone il dinamismo della terza, segnata dal viaggio, dalla migrazione, dalla mescolanza linguistica, dal lavoro. L’io poetico in fuga dalla finzione di Donne sparse e dalla realtà evocata in I lampioni e nessun altro, si trova disorbitato tra lo slancio spaziale verso il futuro e la gravità temporale che lo riporta verso il passato.
       
      Dalla prefazione di Dario Pisano:
       
      Un sonetto può esprimere una modernità artistica più profonda di un testo scritto in un metro desueto e/o secondo stimoli espressivi di gusto avanguardistico. Il libro di Lorenzo Foltran è l’ulteriore dimostrazione di questo teorema che ci si scorda troppo spesso. La sua musa abita le rive dell’antica tradizione poetica italiana, e riscrive, con una dose di umorismo e ironia, celebri pagine della tradizione stilnovistica e petrarchesca. Questo massivo recupero della tradizione poetica antica posiziona la raccolta su un binario molto preciso della poesia moderna e contemporanea, che ha nella produzione di Giovanni Giudici (si pensi a Salutz) una delle principali stazioni di sosta; un binario orientato verso la reimissione, nel tessuto espressivo e culturale moderno, di stilemi e temi ispirativi tipici delle origini della lirica d’arte europea.
       
       
       
       

    • Editore non Presente sul WD: Autopubblicato Formato/i: Ebook
      Si prenda l’ambientazione postapocalittica (e la pazzia che la imperversa) di Interceptor, Il guerriero della strada di George Miller, la ferocia e la brutalità di Devilman di Go Nagai nel mostrare la realtà umana, la lucida e profonda consapevolezza che nasce dal viaggio all’Inferno nella Divina Commedia di Dante Alighieri nel mostrare la natura dei vizi e del lato oscuro dell’animo umano, si aggiungano le teorie di Cesare Lombroso, il romanzo Orizzonte Perduto di James Hilton e l’idea che dietro ai culti e alle religioni ci siano entità che non hanno nulla di salvifico per l’umanità, e ci si ritroverà dinanzi a L’Ultimo Potere, primo romanzo del ciclo I Tempi della Caduta.
       
      L’umanità è caduta. La civiltà è andata in frantumi. O meglio, quella che si credeva civiltà: quanto realizzato dall’uomo è stato invece il mezzo che ha fatto precipitare il mondo in un abisso di desolazione. Tra i suoi ruderi, creature figlie di esperimenti scorrazzano impazzite seguendo la legge del più forte. Demoni e Posseduti la fanno da padroni, imponendo il loro giogo spietato su quanti sono caduti sotto il loro dominio.
      In uno scenario apocalittico dove ogni equilibrio è perduto, un uomo, un guerriero della strada, viaggia da una città all’altra, covando la speranza di trovare un modo per fuggire all’inferno che è divenuto la Terra. In lui è forte la convinzione che Luna Azzurra sia da qualche parte, in attesa di essere trovata per dare rifugio a chi ha ancora un’anima non corrotta dai vizi. Come è forte la consapevolezza che non è facile sopravvivere a schiere di mutantropi e chimere, tanto meno pianificando d’abbattere l’egemonia demoniaca.

    • Editore Presente sul WD: Tuga Edizioni Formato/i: Cartaceo
      Basta l’ipotesi del karma per allontanare da noi, e per sempre, il carico di responsabilità veicolato dal concetto di libero arbitrio, inesorabile condanna per ogni errore commesso, imprevedibile o evidente?
      Può un paio di scarpe condizionare e decidere in maniera determinante lo sviluppo di vita di un bambino e quindi il suo conseguente futuro?
      Per quanto la cosa sembri inverosimile, è proprio quanto succede ad Antonio Nocera, costretto dall’indigenza della propria famiglia a presentarsi a scuola con delle calzature prese in prestito dal padre (ed evidentemente ben più grandi del suo numero), che lo trasformano immediatamente in oggetto delle odiose prese in giro da parte dei suoi compagni di classe.
      Da quel momento in poi, la sua vita comincia a prendere un altro corso, portandolo progressivamente a conoscere i nuclei giovanili della criminalità organizzata, i boss territoriali, i vertici della Camorra nel pieno della guerra fratricida degli Anni ’80, gran parte degli Istituti di massima sicurezza del Paese, personalità di spicco della cronaca nera e malavita nazionale, fino al pentimento e alla collaborazione con le Autorità giudiziarie.
      Una vita vissuta interamente alla massima velocità e con la consapevolezza del rischio sempre al proprio fianco, fino a che Antonio non sente la necessità di decelerare e fermarsi per trovare finalmente quanto non avuto prima.
      E tutto a causa di un paio di scarpe…

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