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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 23/10/2018 in tutte le aree

  1. 28 punti
    Mi auto-cito per raccontarvi qualcosa che spero dia un po' di speranza a tutti quelli che, come me, la speranza (editorialmente parlando) l'avevano persa. Premetto che non ho mai amato la formula di IoScrittore. Ho sempre pensato che fosse una guerra tra poveri, considerando che molti dei partecipanti affibbiano voti bassi sperando di affossare i possibili concorrenti. Tra i giudizi ho sempre letto molta acredine, a volte li ho trovati completamente fuori luogo, spesso anche offensivi. Ho comunque partecipato due volte (lo scorso anno e quest'anno) ed entrambe le volte, nonostante alcuni di questi giudizi negativi, sono passata tra i 300 semifinalisti. Lo scorso anno non ero arrivata tra i 10, e quest'anno pensavo fosse andata anche peggio, perché all'inizio di ottobre ho dovuto ritirarmi. Ero riuscita a leggere solo uno degli 11 romanzi che mi erano stati assegnati, e di certo non sarei riuscita a leggerne 10 nel mese scarso che rimaneva prima della fine del torneo. E poiché la mia filosofia di vita è "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te", non avevo intenzione di dare giudizi sommari, o peggio ancora, infondati, solo per avere la possibilità di andare avanti sperando di arrivare in finale. Non potete immaginare la mia sorpresa quando, il giorno dopo l'invio della mail in cui comunicavo la volontà di ritirarmi, ricevo la telefonata della responsabile di IoScrittore (perdonatemi ma non ricordo il nome) che prima mi chiede le motivazioni del ritiro, e poi mi dice che una delle case editrici di GeMS era interessata a pubblicare il mio romanzo, chiedendomi se potesse passare i miei contatti a questa CE. Incredula e spiazzata, naturalmente dico sì, e il giorno dopo vengo contattata dalla direttrice editoriale di questa CE (non ho ancora firmato il contratto, quindi per scaramanzia non dico quale...) che mi conferma la loro intenzione di pubblicarmi. Al rientro dalla fiera di Francoforte mi mandano la bozza di contratto, che accetto, e che ora sto aspettando mi arrivi in originale per apporre quella agognata firma. Questa esperienza mi ha portata a ricredermi su diverse cose. La prima è che quando le CE del gruppo GeMS agli invii spontanei rispondono "partecipate a Ioscrittore", non lo fanno solo per togliersi la rogna di leggere gli esordienti (forse anche per questo), ma perché davvero è uno degli strumenti che usano per capire chi e cosa pubblicare, e di certo non leggono solo i primi 10 come erroneamente pensavo. Più verosimilmente, leggono, o fanno leggere, i 300 che passano alla seconda fase. La seconda è relativa al fatto che ho sempre pensato che per pubblicare con una big servisse un agente ben introdotto, una raccomandazione o una conoscenza diretta. Io non sono nessuno, non conosco nessuno e non ho un agente, eppure sta succedendo anche a me. E in ultimo, la cosa più importante: ho sempre pensato che essere onesti e corretti, in fondo, non pagasse. Perché nel mondo vanno avanti solo i furbetti e i prepotenti. Non è vero nemmeno questo: a volte l'onestà e la correttezza, se supportate dalla tenacia, dalla volontà di mettesi in gioco e dall'umiltà di imparare anche da chi ne sa meno di noi, vengono premiate. Spero che questa mia esperienza possa infondervi un pizzico di fiducia. In bocca al lupo a tutti, N.
  2. 25 punti
    Io sono uno degli autori finiti nella rete del trampolino, per fortuna ora ne sono uscito. Ho perso un anno appresso a una casa editrice insistente, una casa editrice che ha cambiato sede tre volte nell'ultimo anno, una casa editrice che l'editing lo fa fare all'autore, una casa editrice che doveva organizzare incontri che non ci sono mai stati, una casa editrice che si diceva aperta allo scambio di pareri con gli autori attraverso workplace di facebook ma che in realtà usava per spargere proclami esagerati, una casa editrice che quando riceveva domande serie puntualmente si svincolava, una casa editrice con un direttore che sparì per mesi interi, una casa editrice che non aggiorna la pagina facebook... Potrei continuare per molto ancora, ma preferisco fermarmi qui. A chi si dovesse imbattere nel trampolino consiglio di passare oltre.
  3. 20 punti
    È probabile. Forse basterà migliorare l'ortografia, a iniziare dal titolo del topic (qual è si scrive senza apostrofo ).
  4. 19 punti
    Dopo oltre due anni di WD rieccomi a presentarmi. Questa volta con qualche responsabilità in più. Visionario, sognatore (quanto mi piace quell'etichetta che compare in default!), spirito artistico, mescolatore di linguaggi, abile a far perdere gli sventurati lettori, o forse semplicemente confusionario? Sta di fatto che per trovarsi bisogna prima perdersi. Sono a disposizione come staff ma ho ancora la "P" di principiante. Quindi niente domande difficili, tipo: l'antenna del televisore non mi prende bene i canali RAI; o quale lavaggio devo fare con la lavatrice per i sintetici... Scherzi a parte sono qui con gli altri dello staff e tutti voi per rendere questa community una casa sempre più accogliente.
  5. 19 punti
    Mi spiace, il mio compito principale in questo forum è proprio usare la penna rossa. Non voleva essere burlesca, in realtà. Ci sono autori affermati che cinquantamila copie faticano a venderle in tutta la loro carriera, tu invece ti proponi di venderle "come media", auguri. Per ottenere certi risultati occorrono un talento eccezionale o una fortuna sfacciata, in genere. Oppure si può essere Totti (e in questo caso i libri te li scrivono altre persone). Non ricorrendo alcuna delle ipotesi di cui sopra, per avere qualche speranza di "arrivare" occorrono tanto impegno, abnegazione e spirito di sacrificio. Leggere, leggere e leggere. E poi scrivere, scrivere e scrivere, già sapendo che il novanta per cento di ciò che scrivi sarà da buttare. Impegnarsi a fondo, perché domani sia solo l'ottanta per cento e dopodomani il settantacinque. La famosa "gavetta", insomma, che vale in questa professione come in tutte le altre. Non intendevo deriderti, ma spronarti a lavorare duro se davvero questi sono i tuoi obiettivi.
  6. 17 punti
    Lampi di Poesia 2 - Off Topic Cari poeti, eccoci di nuovo qui assieme. Ancora un grazie per l'attenzione che avete mostrato verso questo Contest. Per ora sappiamo che sabato 6 Aprile il meteo prevede lampi poetici sul WD. Ma via gli ombrelli e… tutti pronti a lanciare versi illuminanti come saette. A che ora si scatenerà il temporale? Restate sintonizzati. Intanto una riflessione che ci tornerà utile. Come? Chi può dirlo… Spesso cerchiamo la perfezione in noi stessi a volte crediamo di trovarla altre volte ci condanniamo per non averla trovata ma se alziamo lo sguardo vediamo che la bellezza è solo in rapporto al Tutto.
  7. 17 punti
    Non pensiamo a come è scritto l'articolo, né a chi (non a caso non ho fatto nomi) se in modo secondario. Il mio intento era intavolare un dibattito partendo da quelle forti (e sì, troppo provocatorie e a volte superficiali) sentenze. A me non interessa molto di come sia scritto l'articolo, con che taglio e se costui sia un bravo giornalista o meno, sinceramente. Vorrei invece concentrarmi sui contenuti e su questo "sfogo" (io l'ho visto come tale) che, secondo me, un grande fondo di verità ce l'ha. In Italia ci sono migliaia e migliaia di Case Editrici piccole. Migliaia, ragazzi. Di queste io personalmente ne salverei al massimo un 10%. Il problema è questo. Perché? Tanto dilettantismo, troppo; la maggior parte di questi piccoli editori (non solo a causa loro, ma anche del sistema, ok; ebbene, tant'è) sono editori solo per hobby. Fanno tutto in casa, come i biscotti (i biscotti della nonna sono buoni, ma se aprisse una pasticceria...?). Non ci campano, non ci investono davvero, gli importa ancor meno di farsi un nome, girare per le fiere, proporre qualità, nuovi autori con del talento, nuove idee alternative, che vada a differenziarsi dal flusso delle big che si piegano ad esigenze di mercato (sbagliando, ma lo fanno). E così anche loro si piegano al sistema. "Eh, vorrei ma non posso... devo tirare avanti!". Vi dirò una cosa che nessuno sa (sono ironico): non è vero una cippa. Un piccolo editore non è "costretto" ad andare avanti. Se non ce la fa a far quello che vorrebbe, può chiudere, fare altro; non c'è bisogno che ci racconti la rava e la fava per tirare acqua al suo mulino. Il "vorrei ma non posso" non lo sopporto in nessun campo della vita, tanto meno questo. E ancora, ci sono le piccole realtà che tentano di infinocchiare gli aspiranti (pubblicando 100 libri al mese, un mucchio di roba indecente di "scrittori" altrettanto indecenti giusto per far cassa con le poche decine di copie vendute ai parenti; perché tanto l'autore è già contento di vedere il suo libro tra le mani col nome stampato in copertina, dei diritti d'autore che gli frega? Sì, funziona proprio così) o peggio ancora. E poi ci sono quei fari nella notte, le persone che investono, in termini di tempo, denaro (sì, non è una brutta parola: investire denaro, soldi, banconote) e soprattutto passione. Che curano allo sfinimento ogni libro, ne pubblicano pochi all'anno e ognuno di essi vale, perché è l'Editore che ci punta per primo. Che seleziona bene, che scova il talento e lo mette sul piedistallo. Di questo vorrei parlare, non di come l'ha messa Tizio nel dire questo o quello. Ha parlato troppo di impaginazione e non di contenuti, va bene. Parliamone noi, allora.
  8. 17 punti
    LINK AL PDF Link al gioco del Vocabolario Fantastico
  9. 17 punti
    Ti dico la mia: l'essere o non essere scrittori non c'entra. I cuochi si aiutano tra loro o c'è competizione? I calciatori? I mimi? I programmatori? Insomma: non è la categoria a definire la "solidarietà". Le persone possono aiutarsi o possono ostacolarsi. Da cosa dipende? Da come sono fatte, dai rapporti che hanno. Ci sono scrittori invidiosi? Sicuramente sì. Ci sono scrittori diposti ad aiutare gli altri, per quanto possibile? Sicuramente sì. Il torneo Io Scrittore adotta una formula che fa dello scrittore anche un giudice. La formula è una buona formula? Ni. La parte del sì è dovuta al fatto che chiunque partecipa lo fa perché scrive e, quindi, dovrebbe avere un minimo di competenza nel saper giudicare uno scritto altrui. La parte del no è dovuta al fatto che gli scrittori sono anche concorrenti, quindi alcuni non saranno super partes. Ma questo nulla ha a che fare con "l'essere scrittori", sarebbe la stessa cosa in una gara di cucina o di origami. Il discorso dello scrittore famoso che conoscevi e di Eco è ancora diverso, a mio modesto avviso. Ci sono due "criticità" diverse. La prima inerente al concetto del: sono in grado / non sono in grado. Io potrei essere (A) un pessimo scrittore, ma con il dono di capire al volo se uno scritto altrui è buono o meno (fermo restando cosa si intenda per buono: scritto bene, appetebile dal mercato attuale ecc ecc). Oppure potrei essere (B) un grande scrittore, ma assolutamente incapace di giudicare gli scritti altrui. Potrei poi essere A e credermi B, o il contrario... e tante combinazioni ancora. Di norma non tutti gli scrittori sono in grado di capire la commerciabilità di un testo (altrimenti scriverebbero tutti best seller), cosa che invece sono in grado di fare gli agenti famosi o i direttori editoriali delle grandi CE (e questo indipendentemente dall'intrinseca qualità letteraria dell'opera, perché il loro lavoro è anche - non solo, ma anche - seguire l'andamento del mercato in tal senso). Tutti gli scrittori invece - almeno quelli professionisti - dovrebbero essere in grado di capire se un testo è scritto bene o no, se si lascia leggere o no. La seconda è di carattere universale e riguarda il discorso: voglio / non voglio. Secondo te Eco era "egoista"? Perché non passava il suo tempo a leggere gratuitamente testi di emeriti sconosciuti per dar loro un parere? Ecco, io davvero vorrei che tutti coloro che hanno a che fare - chi per mestiere, chi per inseguire i propri sogni - con il mondo dell'editoria si rendessero conto che questo approccio mentale è del tutto fuori luogo. Perché gli scrittori, o gli operatori del settore, devono essere visti come persone il cui tempo valga zero? Il tempo di uno come Eco, a mio aviso, valeva molto, molto più che zero. Se faccio un giro su Upwork e vedo i prezzi medi di un copywriter, si aggirano sui 40, 50 dollari ora. Quindi uno che scrive su commissione articoli sul gres porcellanato effetto legno (per dire) viene pagato quella cifra e un Eco dovrebbe leggere il mio testo gratis? Quanto ci avrebbe messo Eco a leggere un mio testo di diciamo... 300 pagine? 6 ore? Se il tempo di un copy vale 50, quello di un Eco quanto potrebbe valere? Andiamo bassi, facciamo un 200. Per sei, fanno 1200. Poi il tempo per rispondermi, fosse anche una mezza paginetta. Ammesso e non concesso che un Eco avesse voglia di investire il suo tempo leggendo romanzi altrui (cosa di cui dubito), mi aspetterei che mi chiedese non meno di un migliaio di euro per farlo, e sarebbe ancora un prezzo incredibilmente basso. Non è egoismo: è buon senso. Il disappunto di Eco è assolutamente giustificato. Perché se uno sottopone un manoscritto a un Eco, quella persona è una persona che non riesce a dare valore al tempo di un professionista come Eco. E se non riesci a dare valore a quel tempo, difficilmente riuscirai a dare valore a tante altre cose. Ritengo che la soliderietà - lasciando da parte i discorsi in cui c'entrino rapporti di amicizia - debba andare a braccetto con il criterio di reciprocità, che poi è quello su cui si basa la nostra sezione Officina: io metto un brano per farmi commentare, ma devo commentarne almeno un altro. Mia opinione, ovviamente.
  10. 17 punti
    Ciao a tutti, ho già riportato la mia esperienza nel topic di IoScrittore, omettendo di dire quale fosse l'editore che avrebbe pubblicato il mio romanzo per questioni scaramantiche, visto che non avevo ancora firmato il contratto. Ora che finalmente l'ho fatto, posso dire che l'editore sarà Corbaccio. Questo per dire che quando rispondono di passare tramite IoScrittore lo fanno perché davvero leggono i manoscritti che vi partecipano. Anche io pensavo erroneamente che il gruppo GeMS pubblicasse solo il vincitore e gli altri fossero destinati al digitale, invece non è così: io sono stata selezionata proprio tramite IoScrittore (ero passata tra i 300 semifinalisti), e non sono arrivata nemmeno a sapere se sarei passata nei 10 perché mi sono ritirata prima, eppure, nonostante questo, il mio romanzo a inizio ottobre (data in cui ho comunicato il ritiro) era stato già letto e apprezzato dalla direttrice editoriale di Corbaccio in carne e ossa... Onestamente non so se si appoggino a dei lettori esterni che si "smazzano" i 300 e portano all'attenzione delle CE solo quelli ritenuti migliori, resta il fatto che nonostante il mio enorme scetticismo nei confronti di questo torneo, per me è stato davvero un punto di svolta.
  11. 16 punti
    Ciao, sono Claudia, uno dei finalisti del DeA Planeta 2019. Ho già scritto nella mia presentazione al forum che ho 28 anni, che vivo in Australia, e che ho frequentato questo forum per diversi mesi nel 2018, utilizzando un altro nickname. Ho partecipato al premio sotto lo pseudonimo CP, con il primo romanzo che ho scritto a cavallo di 4/5 mesi, tra il giugno e l’ottobre scorsi. Mi fa piacere condividere con voi la mia esperienza perché in questo forum ho letto e scritto, e su questo forum ho trovato il beta reader che ha letto ogni capitolo del romanzo che è arrivato in finale, uno per uno - una persona squisita che se vorrà potrà palesarsi di sua iniziativa e che io ho tormentato con le mie paranoie Prima di oggi, dei miei racconti sono stati accettati dalle redazioni di alcune riviste indipendenti. Non ho frequentato corsi di scrittura. Non conosco nessuno dell’ambiente. Non sono nessuno io. Sono un’aspirante che viene anche da qui, da questo forum. Al di là di me, mi fa piacere pensare che il mio trovarmi in finale sia un messaggio positivo. Ringrazio pubblicamente @Cerusico per essere stato così gentile da sopportare le mie paturnie delle ultime ore e per la sua discrezione. Sto andando alla serata. Non so che succederà, vedremo, spero di divertirmi! Scusate per i refusi, il romanzo è scritto meglio (o almeno spero)
  12. 16 punti
    Letti tutti. Vado a votare! Ah, no! Non voto. Regalo. Bashir voleva proprio trovarla La strada per l'infinito e sapeva che Sulla strada un inciampo era normale. Ma Il Crepaccio non se lo aspettava. Gli ultimi gironi li aveva trascorsi in una Dolce attesa, sul tavolo era sempre pronto Il barattolo del caffè a portata di mano, e lui lì che aspettava passasse la giornata. Qual è il colore del nulla, si chiedeva. Poco dopo incontrò Gli occhi della strada. Aveva accettato Il passaggio da quella donna incontrata nel tratto Da via Bach alla curva del tornante. Lei aveva simulato un guasto, fingeva di non sapere come fare Per riscaldare il motore. Poi gli propose Una passeggiata in campagna. Lui si sentiva Il pellegrino di turno accanto a lei. Non poteva immaginare che quell' esperienza sarebbe diventata la Cronaca di un pomeriggio da panico, né che la donna vestisse i panni delLa criminale. In realtà il criminale era quell'uomo... L'altro. Le aveva portato via il figlio in un pomeriggio di Bambini contesi. Che fine ha fatto Giacomo? continuava a ripetere lei mentre cercava il suo bambino. Bashir la ascoltò gridare il nome del figlio mentre lui precipitava nel burrone, lei lo urlava mentre Raminga volgeva lo sguardo nel vuoto. Grazie ai prestatitoli: @Eudes @Shikana @Adelaide J. Pellitteri @Poeta Zaza @Ivana Librici @AnnaL. @Edu @Somniator @M.T. @Emy @Talia @mercy @Befana Profana @Vincenzo Iennaco @Alba360 @Macleo @mina99
  13. 16 punti
    Sorpresi? Lo spero Il nostro @Anglares, new entry dello Staff, è entrato per la prima volta in sala riunioni con una piuma in testa (dipinta di azzurro) e tre revolver nelle mani (come, ha tre mani?). Ha detto che o cominciavamo a fare Contest di Poesia o ci uccideva tutti... la mia prima reazione è stata dare in sacrificio @Nerio (idea del tutto apprezzata dallo Staff), che non è più lo stesso da allora, perché ha ricevuto la piuma di Anglares e ora sta lì a sniffarla continuamente per trovare le parole giuste. Poetica, dice. Mah. Comunque abbiamo cominciato a lavorare al Contest Lampi di Poesia. Se vi piacerà (divento un attimino serio), c'è la possibilità che diventi periodico, come il MI. Ma non di domenica. Prima però vi anticipiamo qualcosa... l'introduzione è a cura del nuovo @Nerio Lampi di Poesia “Carpe diem, quam minimum credula postero” La poesia non esiste. La poesia è polvere di ricordi che si raccoglie nelle tasche, per poi essere spazzata via al primo soffio di vento. È la passione di un istante, condensato su carta, che per una piccola porzione di tempo si trattiene nei battiti del cuore, per poi perdersi. Come lacrime nella pioggia o come ingiurie in una strada. La poesia dura talmente poco da sembrare, appunto, inesistente. Eppure, in quell'istante, che fiamme e che fulmini. Che brutali passioni e indomabili desideri… E voi? Che cosa vi capita in quell'attimo? Di cosa si colora e brucia il vostro attimo? Questo Contest è dedicato a voi, alla vostra furiosa voglia di vivere e trattenere (per pochissimi secondi) la poesia dentro di voi. Il Contest è aperto a tutti e si articola in due fasi: Pubblicazione della poesia e successiva Votazione. Attenzione: la partecipazione al contest prevede entrambe queste fasi; chi salta la Votazione verrà automaticamente squalificato. Quando, vi starete chiedendo, vero? Per ora vi possiamo solo dire che sarà sabato 16 marzo. Ma si tratta di Lampi, ragazzi, attenzione... e ho detto tutto. Per ora. Per ora. Per ora...
  14. 16 punti
    Non sono d'accordo con quasi nulla di quanto hai scritto qui, @Roger75. Proverò a esporne le ragioni. Tu parti da questa tesi: Già qui mi trovo in disaccordo. A meno che non abbiamo frequentato due punti diametralmente opposti del WD, qui il confronto c'è a 360 gradi. Concordo con te che c'è quel commento più attento alla forma, ma ci sono anche quello che va a spremere il contenuto e quello che bilancia entrambi gli aspetti. Sta poi al diretto interessato raccogliere ciò che c'è da raccogliere e nella maniera che più gli è congeniale. Questa – in particolare l'Officina – è una piattaforma che funge da palestra per autori. Non ho mai visto un coach di qualsiasi tipo star lì a dire di fare un po' come cazzo pare, ma al contrario asfissia fino all'inverosimile nelle sessioni di allenamento. Nella scrittura ci sono aspetti che sono i "fondamentali", come nello sport e in qualsiasi altra disciplina che richiede studio e tanta pratica. Tutte queste correzioni che tu sminuisci sono volte ad affilare gli strumenti base grazie a cui si veicola il contenuto, che a te giustamente sta a cuore. Ha tutto il senso del mondo, nel momento in cui qui mettiamo a disposizione la nostra buona volontà per aiutarci, e non per mortificarci a vicenda. Quindi alla domanda "è meglio un testo scritto male ma denso di contenuto o un testo scritto bene ma povero di contenuto?", io ti rispondo che sono entrambi testi migliorabili, di certo poco appetibili al mondo del professionismo, che qui sul WD verrebbero segnalati come tali. Ciascuno per le sue ragioni. Il testo che preferisco io? Quello curato nella sua totalità per la miglior resa possibile dato il contesto scelto. Ecco perché sul WD vedi tenuto in considerazione il "purismo letterario", come lo hai definito tu, che io invece chiamo "semplice correttezza grammaticale, lessicale ed espositiva".
  15. 16 punti
    Ho scoperto un programma online davvero simpatico. Si chiama Voyant, basta inserire la parola su un motore di ricerca e cliccare poi su Voyant Tools. Nella pagina che si apre si va a caricare il file del proprio romanzo in formato docx e poi appare la schermata che ti "dice cose" sul tuo romanzo. Ho riflettuto se fosse il caso di inserire questa discussione nell'area dedicata ai Software; alla fine ho pensato che il posto migliore è questo. Spiego il motivo. Più che un software "per scrivere" questo è un software che serve per analizzare il testo. Può essere interessante confrontarsi su determinati risultati. Tra le funzioni che ho trovato più utili (compaiono subito in prima schermata in basso a sinistra) quelle che ti dicono il numero di "termini unici" e l'"average word per sentence". Ho inserito il parziale del romanzo che sto editando, fin dove siamo arrivati: 70mila parole e 10mila "uniche" (densità di 0.146, molto molto alta) e un average di 9.5, molto molto basso. In effetti, rispecchia il mio stile: secco ma con un vocabolario ricco. Mi dice poi i termini più usati nel romanzo: 246 poi e 174 cosa ai primi due posti. Vero: utilizzo moltissimo "poi" per legare le frasi. Forse anche troppi... ci devo riflettere. Ho inserito un altro romanzo, appena terminato. 60mila parole, 9mila termini unici, 10.6 di average. In linea: questo può definire, in un certo senso, il mio stile. Vado a vedere le parole più usate, voglio controllare i miei buoni "poi" e "cosa" come si collocano. secondo e terzo, con 207 poi e 175 cosa (primo è un nome che torna spesso). Ora, i due romanzi sono di generi completamente diversi. Sinceramente, non mi sarei mai aspettato di avere una simile "linearità"; pensavo di aver usato nel secondo molti meno termini, invece in proporzione ne ho usati di più, con una densità di 0.158; pensavo che lo stile dei romanzi fosse assolutamente diverso, e in parte lo è... ma se le parole che uso, le formule che uso sono "sempre quelle", vuol dire che la mia scrittura è riconoscibile dalla scienza molto più di quanto lo sia dalla mia autoanalisi. Ci sono molte altre funzioni che devo ancora scoprire, ma già queste mi hanno fatto riflettere. Ve lo consiglio... ci vuole un minuto a caricare il file e a vedere i risultati (anche meno). Se vi va, scrivete qui quello che "scoprite".
  16. 16 punti
    Buongiorno In occasione del recente evento Bookcity a Milano, sono andata a un incontro con alcuni editori del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol (GeMS). C’erano: Stefano Mauri (presidente e amministratore delegato GeMS), Mariagrazia Mazzitelli (direttrice editoriale Salani), Giuseppe Strazzeri (direttore editoriale Longanesi), Paolo Zaninoni (Direttore editoriale Garzanti), Luigi Brioschi (Presidente e direttore editoriale Guanda), Tiberio Sarti (Amministratore delegato UBIK), Eugenio Trombetta Panigadi (Amministratore delegato Ibs.it), Laura Pezzino (Book Editor di Vanity Fair Italia), Helena Janeczek (vincitrice Premio Strega 2018) Scrivo qui alcune note (bel lungi dall’essere un rapporto esaustivo) M. Mazzitelli - Salani (romanzi e saggi) Cosa cercate nei nuovi testi? Originalità Trama forte Una buona struttura Nel caso di libri per ragazzi bisogna fare lo sforzo di mettersi all’altezza di ragazzo/a (è più difficile) Nella narrativa di genere è tutto meno esigente ma persistono i canoni di piacevolezza Consigli per gli scrittori, visto il momento editoriale Mandare la versione ottimale all’editore. Tutto deve essere curato al massimo, inclusa la nota di accompagnamento. Temi ricorrenti nei manoscritti Troppe storie d’amore, troppi libri di fantasy per ragazzi. I manoscritti più originali sono legati al cinema, romanzi partiti da sceneggiature. L. Brioschi - Guanda Cosa cercate nei nuovi testi? Un editore è innanzitutto un lettore ed è importante essere sorpresi. Nel leggere Ogni cosa è illuminata aveva deciso di prenderlo nelle prime 40 pagine. Consigli per gli scrittori, visto il momento editoriale Non avere fretta di pubblicare. Lavorare e leggere molto a lungo. Scrivere richiede lavoro. Temi ricorrenti nei manoscritti Cresce la narrativa dal vero (Sercas). Negli ultimi anni si pubblica anche molta narrativa italiana. G. Strazzeri - Longanesi Cosa cercate nei nuovi testi? Autenticità Originalità Ogni marchio ha una sua missione, una sua identità per cui quello che è originale per una CE magari lo è meno per un’altra Consigli per gli scrittori, visto il momento editoriale Leggere. Non mandare tutto a tutti gli editori, selezionare. Temi ricorrenti nei manoscritti C’è molta autofiction, molto noir italiano e pochi libri thriller e d’avventura. A volte capita di avere uno scrittore che non individua la propria voce e loro finiscono col buttare via il 70% del testo e tenere il 30% indicando la via per dare forza alla propria voce. P. Zaninoni - Garzanti (saggistica) Cosa cercate nei nuovi testi? Spesso gli autori spendono un sacco di tempo a decidere l’argomento del saggio, ma alla fine questo per noi è secondario. Quello che conta è essere catturato dalla voce anche se non sei interessato all’argomento. Anche noto come “Effetto Piero Angela”. Consigli per gli scrittori, visto il momento editoriale Non impazzire per la scelta dell’argomento del saggio (in base al mercato, alle ultime uscite, ecc). Scegliere quello che piace e dargli una voce. Leggere i migliori del campo. Temi ricorrenti nei manoscritti C’è una piacevole confusione dei generi, saggi che sprigionano una voce narrativa (Claudio Magris, Danubio) S. Mauri - GeMS Ha ribadito che loro non sono chiusi agli esordienti ma molto selettivi per il bene del lettore. Il Torneo Letterario IoScrittore (gratuito) è nato anche per amplificare il canale di comunicazione con gli scrittori esordienti. Suggerisce caldamente di partecipare perché non si migliora solo leggendo i capolavori ma anche leggendo scrittori dello stesso livello per vederne i difetti (che sono spesso anche i propri). Consiglio per i titoli: colpire largo per coinvolgere più persone possibili al primo colpo. Helena Janeczek - Autrice Ci sono tanti scrittori e tanti editori; riuscire a trovarsi e incastrarsi con l’editore giusto non è facile. La cosa importante è conoscere se stessi, mettere nelle proprie parole qualcosa di profondamente personale; trovare la propria voce. Può anche avere difetti ma se la voce si fa sentire l’editor la coglie e ci può lavorare. Questo è secondo lei più importante di qualsiasi corso di scrittura creativa. Quanto esordisci sei un adolescente sempre e comunque (a ogni età). Si tende a nascondersi dietro un travestimento protettivo sotto il quale l’editore cerca la fisionomia, la voce. Tiberio Sarti – UBIK Fatevi un amico libraio, è un aiuto prezioso Eugenio Trombetta Panigadi – Ibs.it Un aspirante scrittore dovrebbe leggere 35/40 libri l’anno
  17. 15 punti
    Ciao @Depandance. Non credo, ovviamente, d'essere astro nascente di alcunché. Anzi: vivo con la paranoia di rovinare la bella reputazione di NN, avendo scritto un romanzo piuttosto "di nicchia" (I suppose), incentrato com'è su certe ricerche linguistiche e arrovellato su un impianto narrativo non sempre liscio e contingente come ci si potrebbe aspettare. A ogni modo, ti ringrazio sul serio per l'interessamento e, sì, ho sottoscritto il contratto - un buon contratto, per me. Procede bene, si uscirà dopo l'estate (fine settembre/primi di ottobre). Ci sono due cose che, finora, mi hanno colpito fortemente: il ruolo davvero centrale dell'ufficio stampa (grosso freelance di conclamata esperienza: non dipendente fisso, ma nemmeno mutuato a smozzichi da altri editori) e l'attenzione (innamorata e maniacale) a ogni dettaglio della storia da parte degli editor. Il secondo aspetto, come si potrà immaginare, mi lusinga e mi fa sentire parte di una sorta di famiglia - e questo va ad aggiungersi all'intreccio suggestivo (magico) dato dal modo di porsi come una piccola Mondadori, ma al contempo come una realtà intima pronta a farti dormire sul divano della loro redazione. Come forse ho già detto, posso sottolineare che valutano veramente il materiale che ricevono. E vorrebbero poter rispondere a tutti, anche a quelli rifiutati, ma non ce la fanno proprio - la direttrice è sempre stata molto genuina nel dirmi di questo suo rammarico. Poi, i discorsi sono i soliti: italiani ne pubblicano pochi, quindi si crea una sorta di gerarchia nelle priorità di valutazione - un autore finalista allo Strega e proposto da agente (il caso di Chiara Marchelli, da poco uscita con loro) è ovvio che salirà nelle preferenze di lettura; uno che invia per mail "normale" viene sì letto, ma con molta più lentezza. Spero di esservi, in qualche modo, utile.
  18. 14 punti
    Nonna mi ha sempre raccontato di quando dichiararono Roma città aperta. All'inizio era contenta, alla fine però ripeteva solo: "Padre, aspettami". Sentiva di scivolare Giù nel profondo. A molti non rimase che scrivere, le parole parlate non venivano ascoltate. Una donna scrisse del Sehnsucht, un'altra del bombardamento di Dresda, un uomo scrisse un Sonetto della polvere e dei gradini, ma nonna non ne capiva il senso. Era una donna dei campi, mia nonna. Mi disse: "Per favore, Trovami l'incanto in queste parole". Ma le sue, di parole, erano Come sassi lanciati sulla mia fronte. Aveva ragione, l'incanto non c'era. C'erano solo Macerie e Macerie. E uomini e donne Toccarsi a morsi. Poi venne il giorno in cui lessi il suo Testamento. Era il Primo aprile 1999. Sentii un Amalgama di Risonanze, e rividi un Fuoco Smeraldo, verde come i suoi occhi verdi. Allora le parlai di nuovo e sentii Traiettorie ininterrotte. All'orizzonte, Solo aurore boreali. Ricordava tutti i suoi morti, nonna, ma diceva a noi nipoti di andare avanti. Non era un testamento il suo, era un inno alla Resilienza. Fu allora che mi ricordai di Quel bacio che mi desti prima di andartene, nonna, un bacio sbiadito. Presi la tua bocca, prima che giungesse la loro definitiva Clausura. Grazie a: @Ippolita2018 @dirk @Poldo @Marta96 @mina99 @Shikana @Mathiel @Joyopi @Lauram @Arianna Sofia Ferrari @Alba360 @Edu @Talia @Komorebi @millika @Emy @Amara @Poeta Zaza @Elisa Audino @Sira @ire70 @Mario74 @Max91 @mercy Grazie anche e soprattutto ad @Anglares e ai suoi lampi passionali che diventano poesie altrui. Vado a rileggere qualcosa. Poi voto. Poi passo ai FC. Grazie a tutti.
  19. 14 punti
    È il sogno di un albero spezzato senza foglie nè rami. La nostalgia di fiorire quando fuori è inverno.
  20. 14 punti
    Eccomi per l’intervento definitivo (purtroppo). Qualcuno si ricorderà della mia storia, per gli altri riassumo brevemente: ho avuto un romanzo rappresentato dall’agenzia che poi è stato pubblicato in una collana digitale di una casa editrice big (argomento tra l’altro controverso che aveva aperto degli spunti di riflessione). Fin dall’inizio non era un mistero che ci fosse da lavorare sul testo e anche sul mio stile, ma l’agenzia credeva così tanto in me che sono stata per mesi molto ottimista. Per superare le mie lacune, e rendendomi conto di non poterlo fare su una storia per me già esaurita, ho scritto un nuovo romanzo. Inizialmente l’agenzia sembrava molto entusiasta, perché ero migliorata molto, si trattava di riprendere in mano il testo e approfondire, perché purtroppo non avevo risolto i miei problemi al 100%. E si sa che gli editori sono esigenti. Così, su mia esplicita richiesta, sono stata indirizzata a una editor che collabora o collaborava con l’agenzia per sistemarlo a pagamento (ripeto, su mia richiesta). Qui sono iniziate le mie perplessità. Premetto che tirava già una strana aria da quasi un anno, nessuno mi rispondeva più ai messaggi ecc...quindi avevo la netta sensazione, a priori, di essere scesa dalla giostra. La editor che mi ha aiutato a migliorare il testo è stata eccellente, ma non ha fatto mistero del fatto che secondo lei, allo stato delle mie capacità attuali, non posso aspirare alla grande editoria...ok, ma allora, perché con il precedente, si? La faccenda aveva un sapore strano, visto nell’ottica globale della mia avventura all’interno dell’agenzia. Infatti, la rappresentanza per il mio nuovo romanzo, non c’è stata. Capita, per carità, però mi ha lasciata perplessa questa virata improvvisa, in particolare perché mi sono ritrovata con in mano un lavoro molto migliore del precedente (non perfetto, ovviamente) ma con un feedback sulle mie capacità inferiore a quando tutto è iniziato. Tutto questo mi ha fatto perdere l’entusiasmo, ora mi sento completamente impotente. Volevo condividere la mia storia perché forse mi può aiutare a sentirmi meno fallita, adesso procedere è più difficile di prima. Un saluto a tutti.
  21. 14 punti
    @Aporema Edizioni, io però vorrei capire un certo meccanismo mentale. Faccio un paragone. Appartenendo io a una categoria professionale molto tecnica, l'accusa che ci viene fatta come categoria è "non vi si capisce quando parlate". Al che di solito mi viene da rispondere una cosa del tipo: "So che molti colleghi neanche fanno lo sforzo, ma io personalmente cerco di parlare in modo comprensibile, anche se è difficile e le persone non si rendono conto di quanto lo sia." Quindi, di fronte a considerazioni come quelle che facciamo qui, io mi aspetterei una risposta del tipo: "So che molte CE neanche sanno che esistono in congiuntivi e stampano libri brutti, ma noi personalmente curiamo molto la grafica e l'impaginazione, nonché l'editing, anche se è difficile e le persone non si rendono conto di quanto lo sia." Invece ogni volta c'è un'alzata di scudi a difesa della categoria in blocco, indicazione di capri espiatori vari e sempre, anche quando si parla di cose elementari come giustificare il testo o scegliere un font, bisogna finire a parlare del bilancio di una CE e di quanto siano risicati i guadagni, poveri gli editori e perfida tutta la filiera. Un po' come se io rispondessi che l'italiano è una lingua insidiosa, ci vogliono anni per padroneggiare la materia, il sistema scolastico fa schifo perché non si dedica all'italiano settoriale e in fin dei conti la gente dovrebbe anche studiare un po' prima di parlare con gli altri e poi, soprattutto, non guadagno abbastanza per stare anche a spiegarmi in modo comprensibile, visto che comunque tra bollette, cibo, mutuo, vestiario, trasporti e tasse non è che a fine mese mi resta granché in tasca.
  22. 14 punti
    In primis desidero complimentarmi con tutti, vincitori e vinti, per aver dato vita ad un contest molto avvincente con letture davvero interessanti. A chi è salito sul podio, oltre a rinnovare i complimenti, lascio una brevissima battuta: - @Joyopi & @Plata avete dimostrato di essere bravissimi e... non mi fregate, per me siete dei professionisti; - @ITG e @Vincenzo Iennaco mi avete stupito per la creatività nello svolgere le diverse prove, chapeau; - @_Mari_ e @lean brave, siete state spassosissime! A @Kikki e @AnnaL. ricordo che ho pronti i 15€ per il loro libro tratto da questi racconti, mentre a @Edu e @Lauram, @Nerioe @Snowfall , @Emy e @Ippolita2018 , @Ezbereth e @Pulsar , @Poeta Zaza e @Intro, @Macleo e @Befana Profana dico semplicemente che non vedo l'ora di rileggervi! Infine - se permettete - voglio pubblicamente ringraziare @Talia per il coraggio di aver scelto e sopportato il sottoscritto come compagno di squadra (privandosi così di un risultato più soddisfacente): grazie mille, per me è stato un grande onore!
  23. 13 punti
    Abbiamo appreso con grande dolore che il 22 dicembre Nanni Malpica ci ha lasciati. Era un utente storico del Writer’s Dream, un amico burbero ma sincero, un bravo e serio scrittore, autore teatrale, poeta. Oltre a diversi libri pubblicati presso svariati editori (rigorosamente free), ci lascia in officina moltissimi suoi racconti e poesie. Talvolta si tratta di lavori grezzi, di primissime stesure, perché Nanni non aveva mai paura di misurarsi con il giudizio di noi lettori. Aveva tante cose da raccontare e, a mio personale parere, le sapeva raccontare bene. Invito chi passerà di qua a cercare i suoi lavori in officina e ad apprezzarli. Io adoravo i suoi personaggi tristi e disincantati, nei quali spesso si poteva ravvisare una vena profondamente autobiografica. Ci mancherà molto.
  24. 13 punti
    Io, da utente non amante delle regole (anarchico mi pareva troppo) davvero non capisco. Questo a cui stiamo partecipando è un contest. Vado su google traduttore e mi conferma che la traduzione di contest è gara, concorso. La gara, o concorso, ha bisogno di regole per poter essere svolto. O no? Abbiamo voglia di scrivere altro per diletto? Avanti coi fuori concorso... se no, perché lamentarsi? Se accettiamo il fatto che stiamo partecipando a un contest/gara/concorso, no. Non vuole dire nulla. Io sono stufo dei personaggi a cui vado dietro da settimane, li odio (chiedete a @Joyopi quanto li ho insultati ). Ma c'è un regolamento, nessuno mi obbliga a continuare e nessuno mi ha obbligato a partecipare, fermo restando che spero vivamente che nessuno si ritiri. Scrivere per divertimento è troppo semplice per chi ama scrivere come noi; scrivere mettendosi alla prova, misurandosi con delle difficoltà che dovremmo ingegnarci per superare, e non contestare, dovrebbe essere uno stimolo. P.s. degli staffer paraculi e disinteressati a cui non interessava per niente complicarsi le feste ci avrebbero dato carta bianca. Qualcuno può negare questa cosa?
  25. 13 punti
    Allora, vorrei chiarire un paio di punti (ok, forse più di un paio) a beneficio di tutti. Scrivere un dopo o un prima di un racconto è uno degli esercizi più importanti che uno scrittore - o aspirante tale - deve riuscire a svolgere. Un racconto è uscito male? Bene, perché quel racconto è uscito male? Posso provare, analizzando le cause, a far meglio con lo stesso personaggio? La domanda è retorica: certo che sì. E ci devo provare. Un racconto è uscito bene? E allora devo chiedermi se è stato un caso, o se riesco a tenere il ritmo vivo. L'esercizio di scrittura e riscrittura è un esercizio comune a tutti quelli che si approcciano al mondo del professionismo, o del semiprofessionismo. L'avere le tasche piene del personaggio o della storia, a forza di scriverla, riscriverla, migliorarla, a seconda dei consigli di agenti, editor o editori, fa parte del gioco. Per questo Contest lo Staff, dopo "i divertimenti" di quello per Halloween, ha deciso di provare a riportare la dimensione del "gioco" su un piano più orientato allo spirito originale dell'Officina del WD: scrittura come fatica, impegno, crescita (non a caso è stato inserito il "gioco degli animali" dei commenti degli Staffer). E il divertimento? Quello ci può e ci deve essere, ma non deve essere "la norma". Mi spiego meglio, onde evitare fraintendimenti: non è che non ci debba divertire a scrivere (e ci mancherebbe), ma lo spirito dei Contest del WD deve essere prima di tutto quello di confrontarsi, migliorarsi, crescere. Personalmente (parlo per me, ovviamente) se sono qui a impiegare il mio tempo (che reputo prezioso) durante le feste natalizie nel leggere, a volte valutare e a volte commentare ciò che scrivete, è perché credo fermamente nel concetto di "crescita autoriale". Questo forum mi ha dato tanto, mi ha aiutato a raggiungere traguardi che quando mi sono iscritto erano miraggi, e ora cerco, per quel che posso, di restituire quanto preso. Ma non con l'idea di "andare a fare divertire gli utenti". Proprio no. In questo caso l'idea è stata quella di proporre un Contest che costringesse gli autori a lavorare in modo quasi professionistico, strutturando, destrutturando e ristrutturando una storia. Personalmente, da autore, vedrei questo Contest e il lavoro che "mi costringe a fare" come una grande opportunità di crescita e una grande possibilità di mettermi in gioco. Non ci riesco? Va bene. Posso però chiedermi "perché non ci riesco"? E provare a migliorare questo aspetto del mio approccio alla scrittura. Posso quindi passare a domandarmi: ma se proprio non mi va di fare una cosa del genere, cosa succederebbe un domani se un agente o un editor mi dovessero dire di riscrivere completamente le prime 100 pagine del mio romanzo, o le ultime? E se mi chiedessero di aggiungere un capitolo, prima o dopo quello che ho scritto? Sarei in grado di farlo, o no? Ecco, vorrei che il vostro spirito nell'affrontare questo Contest e queste prove fosse questo. E gradirei non leggere più, in questo topic o oltrove, proposte di regolamenti alternativi. Dovete scrivere un prequel del primo racconto. Tutto qui. E vi assicuro che, se volete diventare degli scrittori, questo è "il minimo sindacale" che vi verrà chiesto di fare nel momento stesso in cui vi approccerete al professionismo, o al semiprofessionismo. E a domanda: "E se non voglio fare lo scrittore, se voglio solo divertirmi?" rispondo: Questa è l'Officina del WD, signori. Per tutto il resto c'è Wattpad. Namaste
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