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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 19/09/2019 in tutte le aree

  1. 31 punti
    Un saluto a tutti. È giunto il momento di raccontarvi la mia esperienza con questa agenzia. Premetto che sarà un’esposizione un po’ lunga, per quanto io possa cercare di sintetizzare, per cui abbiate pazienza e, solo se vi va, leggete sino in fondo. Come sempre cercherò di esporre i fatti nella maniera più oggettiva possibile, ma va da sé che è pur sempre il mio punto di vista, per cui, se Jacopo desidera, può intervenire per dire la sua com’è giusto che sia. Desidero anche anticipare che, essendo la mia un’esperienza personale, nulla toglie alla professionalità riscontrata da chi ha ottenuto esiti positivi nel rapporto con LIAE (al momento solo un’iscritta per ciò che riguarda questo forum, se non erro). Ma procediamo con ordine: partecipai agli invii spontanei di LIAE circa quattro anni fa, quando l’agenzia aveva aperto i battenti da poco e non esistevano ancora le varie promozioni. Lo feci con un romanzo che era stato finalista un paio d'anni prima in un noto concorso per letteratura di genere. Dopo circa otto mesi senza risposta, notando dal forum che altri l’avevano ottenuta pur rientrando negli invii dei mesi successivi, provai a scrivere una mail e mi venne detto che il romanzo era in lettura esterna. Dopo circa un altro anno senza comunicazioni di sorta, provai a riscrivere all’indirizzo email consigliato da Jacopo, ma riscontrai il problema di molti: nessuna risposta. Decisi quindi di contattarlo qui sul forum per MP e mi disse che il romanzo aveva convinto tutti, mi fece i complimenti e mi disse che mi avrebbe inviato il contratto «a breve». Be’, per fortuna lo avevo contattato, allora. Anche se… avendo convinto tutti, non avrebbe dovuto contattarmi l’agenzia stessa? Comunque sia attesi (im)pazientemente l’invio del contratto. Quel “a breve” durò altri 5 mesi circa, ma alla fine firmai e ricevetti una telefonata da Jacopo. Una bella chiacchierata confortante: sulla validità del romanzo, sul fatto che le risposte non sarebbero tardate ad arrivare («Anche più di una» si sbilanciò a dire) e che non era necessario un editing (al quale avevo già provveduto da me in precedenza, tramite un professionista), perché sarebbe stata questione di poche cose, disse, e «Perché tanto gli editor delle case editrici vogliono sempre dire la loro, per cui è meglio attendere» aggiunse. Da quel momento è passato oltre un anno, durante il quale gli aggiornamenti non sono mai avvenuti in modo spontaneo, ma sempre su mio sollecito e dopo varie richieste. Premetto che di solito sono una persona discreta e non insistente, piuttosto che telefonare (nonostante mi fosse consentito) preferivo mandare messaggi o email, ma puntualmente non ricevevo risposta («Usi mezzi che ormai utilizzano solo gli operatori telefonici per le promozioni», mi disse. Boh! ). Riuscivo a ottenerla solo se il mio tono era spazientito. Quando chiedevo dei report, tra l'altro, oltre a essere lesinati erano un po’ confusi e talvolta in contraddizione tra “in lettura” e “rifiutato” da una volta con l’altra; contraddizione riscontrata anche tra le CE alle quali il romanzo era stato sottoposto (che apparivano e scomparivano dalle rare liste comunicate, in prevalenza per messaggi e solo un paio di volte con allegati email). Una volta mi capitò anche di conoscere per puro caso una editor e autrice di Neri Pozza, CE dalla quale, secondo quanto detto da Jacopo, il romanzo era stato scartato, mentre lei qualche giorno dopo mi fece sapere (tramite chat) che era ancora in valutazione (mandai a Jacopo anche gli screenshot della conversazione). Dietro mia richiesta di verifica da parte dell’agenzia, ci fu un tergiversare per alcune settimane. Io non ricontattai più l’editor in questione, a dire il vero, perché non ero così in confidenza e non volevo insistere. Poi, dietro mio ennesimo sollecito, mi venne inviato da LIAE un report (il secondo e ultimo via email, ma non vorrei sbagliare), in cui risultava che tutte le CE, incluse quelle che dall’ultima comunicazione risultavano in sospeso, avevano rifiutato il romanzo. Mi venne anche offerto di pubblicare con una neonata casa editrice interessata, ma che non aveva ancora un catalogo. Sinceramente rifiutai, perché avrei potuto arrivarci anche in autonomia, senza necessità di un agente. Quando provai a chiedere i motivi del rifiuto, mi fu risposto che tutti gli editori avevano trovato la narrazione in prima persona non adatta al genere. Eppure nella tradizione gialla e noir le narrazioni in prima persona si sprecano. E sia… magari non era adatta alle attuali tendenze del mercato, ho accettato col beneficio del dubbio (poi smentito da un amico editor e scrittore, dal quale ho ricevuto conferma che negli stilemi di noir e giallo la narrazione in prima persona ci rientra ancora benissimo). Jacopo aggiunse inoltre che, secondo gli editor delle CE contattate (sempre tutti), il romanzo aveva bisogno di un leggero editing e nessuna di esse sarebbe stata disponibile a investirvi, volevano un romanzo pronto da pubblicare (cosa che andava in netta contraddizione con quanto lui stesso mi disse agli inizi). Glielo feci presente, arrabbiandomi per il fatto che all’arrivo di questi progressivi rifiuti (?) con motivazioni identiche (immagino fossero dilazionati in base ai tempi di ogni CE e non in blocco), prima di mandare il romanzo in lettura ad altri editori avrebbe potuto propormi subito le variazioni richieste e l’editing (che ad altri rappresentati con cui nel frattempo avevo avviato un confronto era stato proposto – gratuitamente, va detto – sin dall’inizio e per inciso anche gli altri lamentavano comportamenti analoghi da parte dell’agenzia: mancanza di contatti, solleciti continui, report contraddittori, appuntamenti “alla prossima settimana” puntualmente mancati, per ricevere risposte che non giungevano mai). Alla mia ennesima mail, il cui tono era ormai sempre meno rilassato e nella quale elencavo tutte le mancanze a parer mio poco professionali, Jacopo mi propose l’editing. Oggi penso che fosse una sorta di “compensazione” per gli "errori" fatti fino a quel momento. Dinanzi alla mia perplessità, poiché consideravo il romanzo ormai bruciato, mi disse: «Forse sì, forse no, vediamo… proprio in questi giorni un nostro autore sta firmando con una big dopo dei rifiuti e dopo un nuovo giro di editing» (guarda caso, aggiungerei). Non avevo nulla da perdere e accettai. Devo dire che il romanzo è stato affidato a una editor davvero brava, empatica, professionale, solerte e incoraggiante. Insieme a lei e seguendo i suoi suggerimenti ho lavorato davvero bene. Finito il lavoro, poi, lei stessa si premurò di “affidarmi” (per email in Cc) a Jacopo, il quale non rispose mai né a lei né a me, benché provai a ricontattarlo dopo oltre un mese di attesa. Confermo, perciò, quanto detto da chi ha riscontrato un progressivo spegnersi del rapporto in mancanza di interesse da parte dell’agenzia (se il romanzo viene piazzato subito bene, altrimenti ciao). Una sorta di lenta e snervante eutanasia decisa unilateralmente, in cui l’autore resta sospeso nel limbo a porsi domande nel silenzio più totale. Il mio contratto scadeva dopo due anni dalla stipula e ormai mancavano tre mesi; prevedeva anche un rinnovo tacito salvo rifiuto di una delle parti, per cui provvidi senza esitare a inoltrarlo (due mesi prima della scadenza come da clausola)… e per due volte, perché nel frattempo l’agenzia aveva cambiato indirizzo rispetto a quello indicato e senza comunicarlo, per cui la prima raccomandata mi tornò indietro. In conclusione, senza nulla togliere a chi è soddisfatto da questa agenzia e pur comprendendo gli impegni di Jacopo (aumentati da tutte le nuove promozioni di lettura e valutazione, corsi avviati, riviste online aperte nel frattempo, famiglia, eccetera…) a fronte di un numero piuttosto esiguo di collaboratori (a quanto mi sembra di aver capito), non posso certo dire che la mia esperienza sia stata positiva. Tranne che per l’editing, sul quale non ho il minimo da obiettare. Per tutto il resto ho trovato scarsa organizzazione e conseguente scarsa professionalità e me ne dispiace, perché le premesse di quest’agenzia sembravano buone. Per fortuna, però, questa storia ha per me un lieto fine. Attraverso il mio lavoro primario di sceneggiatura per fumetti (come ormai molti sanno), ho ricevuto un incarico da una casa editrice medio grande (di cui ho scritto nell’apposito topic e ne parlerò presto come testimonianza diretta). A novembre, infatti, mi venne richiesto di scrivere un romanzo per una loro collana per ragazzi e successivamente (alla scadenza del contratto con LIAE e previa ennesima prova d’appello senza risposta) ho presentato alla CE anche il romanzo sottoposto in precedenza a LIAE. L’attesa è stato un mio scrupolo dal punto di vista giuridico, oltre che una delicatezza in più forse non dovuta, ma la mia coscienza diceva di farlo. Sottolineo che si tratta di una CE non presente nelle liste di LIAE (anche perché si è aperta da poco alla narrativa, dopo una lunga esperienza di giochi e didattica), tanto più che, da contratto, per un anno non avrei potuto sottoporre il romanzo alle CE indicate nel report (pur non avendo la certezza di un riscontro effettivo, trattandosi di un mero elenco di nomi). Dopo valutazione da parte della CE in questione, quindi, ho da poco firmato con loro il secondo contratto, questa volta proprio per il romanzo oggetto di questa lunga testimonianza, dopo ben 11 anni di attesa (quasi quattro dei quali con LIAE) e traversie varie. Il romanzo uscirà tra circa un anno dopo un editing di adeguamento alla loro linea editoriale, in una collana di genere nella quale è in compagnia di nomi interessanti (autori già pubblicati da Einaudi, Bompiani, DeA Planeta, ecc…), qualcuno più conosciuto di altri. Come anticipato, sulla CE dirò più in là e nella sezione apposita, nel frattempo questo è tutto. Come sempre, la cosa più importante è perseverare!
  2. 29 punti
    Quando mi affacciai nel forum nel novembre del 2017, il titolo della discussione conteneva lo stesso numero di caratteri e meno consonanti ammassate a caso. Scrissi di essere un appassionato di narrativa e di non vedere l'ora di tuffarmi in una comunità piena di persone con interessi affini. Fui accolto con un calore tale da superare qualunque aspettativa, in qualunque sezione del forum, tanto da portarmi a instaurare diversi legami veri, personali. E adesso eccomi qui, con qualche responsabilità in più. Mi chiamo Adriano Strinati e devo tutto al Writer's Dream, per quanto riguarda la scrittura. Mi iscrissi al portale perché sentivo che con la musica ero arrivato al capolinea, ma non avevo intenzione di rinunciare al lato artistico della mia vita. Desideravo confrontarmi con autori e lettori, imparare, al massimo dare pareri, e invece... Ho esordito su questi lidi, proprio a Natale 2017. Fu un caso, e non scorderò mai l'impaccio ‒ anche emotivo ‒ nel produrre quel mio primo tentativo di racconto. Da allora sono andato avanti grazie al vostro incoraggiamento e ai vostri consigli. La strada che mi separa dalla qualità di scrittura a cui aspiro è impossibile da quantificare, tanto è lunga, e sono ancora qui a percorrerla con voi, adesso in questa veste "potenziata". Spero di rendere al WD almeno un decimo di quanto la community è stata fondamentale per me.
  3. 23 punti
    Ciao a tutti Bello e strano essere diventati rossi! Sono passati quasi due anni dal momento in cui sono entrata nel WD, è stato e rimane il primo e l'unico forum della mia vita Ci sono entrata in un momento turbolento e pieno di cambiamenti e ne ho avuto solo soddisfazioni, insegnamenti e anche affetto. Quindi grazie, spero di riuscire a restituire almeno una parte di tutto quello che ho ricevuto! Nella vita fuori forum scrivo e traduco, mi piacerebbe dire solo per bambini, ma devo ammettere che lo faccio anche per adulti. Chissà, magari un giorno Vivo su un'isola greca che mi piace definire deserta, ma che non lo è mai abbastanza per i miei gusti. Per andare in controtendenza mal sopporto l'estate e stravedo per le giornate di pioggia e tempesta! E basta, leggo troppo e scrivo molto e adesso vado a cercare di capire per bene cosa significa essere un moderatore
  4. 21 punti
    Farò arrabbiare qualcuno. Vado OT, ma poco, promesso. Io non c'ho (ancora) mai provato ma penso che il metodo della Meucci, seppur frustrante, sia onesto. Sia tra i migliori ormai rimasti, anzi. Le regole sono chiare e uguali per tutti. È così, vuoi provarci? È così. La capisco. È l'unico sistema che ha per arginare la marea di manoscritti che arriverebbero senza quel limite. È l'unico sistema che ha per garantire di poter davvero valutare quello che le arriva. Dobbiamo metterci in testa che siamo troppi, che un 90% di quello che scriviamo ha poca o nessuna dignità letteraria, non leggiamo ma scriviamo, intasiamo gli scarichi con la nostra velleità. Siamo noi la causa dei nostri problemi. Siamo come quella massa di mutanti infetti, quasi un unico corpo fluido, che su World War Z prende d'assalto le mura. I lavori buoni sono indistinguibili. Noi siamo indistinguibili. Alla Meucci dovremmo ringraziarla. Questa è ormai una delle pochissime agenzie che da ancora la, seppur remota, possibilità di inviare e far valutare un testo gratuitamente. La maggior parte delle Grandi Agenzie ormai non accetta più manoscritti in valutazione per una rappresentanza ma offre una cosa che loro chiamano servizio e che io chiamerei servizietto. Un servizietto che nessuno ha richiesto e che consiste in una scheda di lettura a diverse centinaia di euro ma, siccome sanno il fatto loro, laggiù, all'orizzonte di questo lavoretto coi fiocchi, mettono lo specchietto dell'eventuale rappresentanza nel caso che la lettura li abbia eccitati abbastanza. Come quelli che chiedono alla donna di mestiere (o uomo, o trans, o quel che vi pare) se le è piaciuto. Ti è piaciuto? Eccome tesoro, fanno 600 euro. Questo invece è più giusto? Le agenzie hanno finalmente capito come sfruttare davvero gli aspiranti. Non selezionandoli poi ingaggiandoli poi trovandogli una CE quindi incassare percentuale (oddio, che fatica solo scriverlo), ma prendendo direttamente i soldi da loro. Di meno, ma subito e facili. A me sembra geniale. Non li biasimo. Fanno bene. Se c'è qualcuno che, abbacinato dai riflessi dello specchietto di cui sopra, da 600 euro per avere una scheda di lettura su carta intestata che contiene la sinossi del proprio romanzo, allora fanno bene. "Le velleità aiutano a dormire, le velleità ti aiutano a campare, le velleità ti aiutano a scop*re" dicevano I Cani, ecco, sono d'accordo al 66,6% Io ti ho chiesto se vuoi valutare e rappresentare il mio manoscritto, perdio, non ti ho chiesto una scheda di valutazione. Se voglio contattare dieci agenzie quanto mi costa? 5000 euro? Ormai nasceranno agenzie che servono per mettersi in contatto con le Grandi Agenzie. L'editoria si poggia sui non pubblicati, cioè l'editoria si poggia sulla non editoria. Ecco perché la Meucci a me pare onesta. PS Scusate per l'OT e per le generalizzazioni. Avrete capito che parlando di "velleità che intasano le tubature" non mi riferivo ai vostri lavori nello specifico, mi riferivo ai manoscritti di tutti quelli che non leggeranno questo post. Maledetti!
  5. 19 punti
    [Gruppo dedicato a servizi editoriali, NON forniamo rappresentanza] Sito web: https://www.agenziadedalo.it/ Descrizione: https://www.agenziadedalo.it/chi-siamo/ Costi: https://www.agenziadedalo.it/servizi/ Blog: https://www.agenziadedalo.it/blog/ Newsletter: https://www.agenziadedalo.it/newsletter/ Seminari: https://www.agenziadedalo.it/seminari/ Facebook: https://www.facebook.com/agenziadedalo/ Instagram: https://www.instagram.com/gruppodedalo/ A partire dall'anno nuovo il gruppo Dedalo offrirà servizi editoriali: alcuni nomi, oltre al mio, li conoscete già perché presenti sulla piattaforma da tempo. Sto parlando di Marcello, David e Beatrice. Stiamo organizzando poi un seminario sull'Editoria diverso dal solito: non si parlerà di scrittura creativa o di come diventare un addetto ai lavori; metteremo piuttosto le mani in pasta per fornire informazioni, consapevolezza e tanto buonsenso. Elementi essenziali in questo mare che è l'editoria italiana. Con l'anno nuovo partiremo anche con gli articoli sul Blog, Il Filo di Arianna. Vi terremo aggiornati su questa discussione riguardo alle novità o alle comunicazioni più importanti. Nel frattempo, buona scrittura a tutti!
  6. 19 punti
    Buongiorno, reclusi! Siamo tutti sulla stessa barca e non penso ci sia bisogno di spiegazioni, prologhi o incipit, quindi partiamo subito in medias res (per rimanere in tema scrittevole). Stare a casa è la prima regola, a prescindere. La domanda che dovete porvi NON è "Posso uscire per questo/quello?" La domanda che dovete porvi è "È strettamente necessario che io esca per questa cosa?". Se la risposta è no, state a casa. Vi assicuro che a parte motivi di lavoro e salute, niente è strettamente necessario. Se potete, fate la spesa da casa (usando i supermercati che offrono servizi a domicilio, oppure Amazon - sì, c'è anche cibo su Amazon). Le notizie più importanti relative alla situazione attuale sono sulla pagina qui sotto indicata: sarà sempre aggiornata sulle regole da seguire: Pagina sempre aggiornata del Ministero della Salute Situazione Coronavirus in Italia: pagina ufficiale del Ministero Situazione Coronavirus nel mondo: pagina ufficiale del Ministero e altra pagina Report giornaliero dell'OMS: clicca qui Per avere notizie e/o numeri regionali: Per informazioni si deve chiamare il 1500. Il 112 solo per coloro che pensano di avere già dei sintomi gravi. "In caso di sintomi o dubbi, rimani in casa, non recarti al pronto soccorso o presso gli studi medici ma chiama al telefono il tuo medico di famiglia, il tuo pediatra o la guardia medica. Oppure chiama il numero verde regionale." Basilicata: 800 99 66 88 Calabria: 800 76 76 76 Campania: 800 90 96 99 Emilia-Romagna: 800 033 033 Friuli Venezia Giulia: 800 500 300 Lazio: 800 11 88 00 Lombardia: 800 89 45 45 Marche: 800 93 66 77 Piemonte: 800 19 20 20 attivo 24 ore su 24; 800 333 444 attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 20 Provincia autonoma di Trento: 800 867 388 Provincia autonoma di Bolzano: 800 751 751 Puglia: 800 713 931 Sardegna: 800 311 377 Sicilia: 800 45 87 87 Toscana: 800 55 60 60 Umbria: 800 63 63 63 Val d’Aosta: 800 122 121 Veneto: 800 462 340 Fonte: pagina ufficiale del Ministero
  7. 19 punti
    Io invece non ricavo una buona impressione dal sito web di un'agente letteraria in cui è assente una lista degli autori che rappresenta, e in particolare, come le viene chiesto in una lettera da lei citata, de "gli esordienti che hanno trovato un editore di un certo peso sul mercato". Le argomentazioni con cui Cucinella cerca di giustificare questa scelta (l'articolo sulle vetrine addobbate), poi, le trovo molto retoriche e assai poco professionali. Ho lavorato anni come architetto, e immagino il sito web di un giovane progettista che invece di mostrare le opere progettate e realizzate (specie se per committenti importanti), si limitasse a scrivere invettive roboanti sulla società delle apparenze... Non il massimo della credibilità per un professionista! La lista degli autori rappresentati, e le rispettive pubblicazioni con la tal casa editrice non sono le "medaglie" di un agente: sono semplicemente il suo portfolio. Esporli nella presentazione aziendale non è esibizionismo o vanagloria, è l'unico modo in cui un autore ma anche una casa editrice può farsi un'idea del lavoro che fa, come rappresentanza e come scouting: a che livello, quali risultati ha raggiunto, che genere di testi o di autori tratta e con che esiti.
  8. 18 punti
    L'undici settembre è giornata di calamità. Infatti mi sono iscritta qui in data 11 settembre 2017. Non sapevo come presentarmi allora, e adesso mi si chiede di rifarlo. Ci provo, non sono brava, detesto le presentazioni Mi chiamo Beatrice, laureanda in Design della Comunicazione al Politecnico di Milano. Studio e mi occupo di editoria, progetto prodotti editoriali in tutto e per tutto. E scrivo. Amo scrivere, tantissimo. È questa mia passione ad avermi portata qui, prima come osservatore esterno, poi come utente attivo. Da questo forum ho avuto tantissimo: spunti per migliorare, occasioni di crescita e anche amicizie. Persone, dietro i bit virtuali, con cui ho avuto il piacere di legare. Per me è stato, ed è tuttora, molto importante essere qui. Ora per me si apre un nuovo capitolo nel forum e spero di essere all'altezza del ruolo che mi è stato offerto. Mi auguro che anche voi possiate avere dal Writer's Dream la bella esperienza che ne può venire
  9. 18 punti
    Brrr, da queste parti si gela... Beh, beh, non aspettatevi che il mio commento migliorerà la situazione perché non sono esattamente un raggio di sole. Il verdetto è stato emesso e, come mi aspettavo, la tragedia greca continua... A tal proposito vorrei aggiungere un ultimo pensiero, personalissimo, che sicuramente verrà ignorato dai molti contestatori, e questo perché, in fin dei conti, la maggior parte penserà: ma Rhomer che ne vuole sapere? E' vero, sono uno dei nuovi, e da quello che traspare da tutto 'sto casino, questo non è altro che il risultato di un accumulo di rancori che esistono da chissà quanto. Però, ecco, in considerazione di ciò, il parere di un utente che non ama i cori da stadio e, soprattutto, si trovava in finale insieme ai due vincitori, dovrebbe avere un briciolo di considerazione, e spero che così sarà. Non voglio entrare nei dettagli, né voglio capirli a fondo, però so fare i conti; e allora, in questo caso, 2+2=Kuno non merita la vittoria - la giuria non rispetta il voto dei partecipanti. Ecco, se così fosse, in qualche modo e, in quanto finalista con sei punti, dovrei sentirmi anch'io oltraggiato da questa decisione... eppure non è così. Tra i miei voti figurava quello di Kuno, dunque non vedo come posso essere in disaccordo con la decisione della giuria, visto che anch'io ho contribuito a mandarlo in finale. Non vedo perché io, finalista ma soprattutto Partecipante, non sono infastidito da tutto questo, mentre noto altri esserlo... bah, proprio mi sfugge, però sì, mi sfuggono tutti i trascorsi, e quindi ricadiamo sempre lì: ma 'sto Rhomer che cavolo ne sa? Forse proprio perché ho la possibilità di esprimere un giudizio basato unicamente sul qui e ora, posso esimermi dal provare una qualsivoglia antipatia. Ora, lungi da me dire che tizio A sbaglia e che tizio B ha ragione, ma una cosa è certa: a me tutta 'sta situazione fa venire la nausea. I motivi sono semplici e sono i soliti: non c'è un premio in denaro, in fin dei conti si tratta di un gioco, o ancora meglio: da quando mi sono iscritto non faccio che leggere che l'officina serve a migliorarsi, a darsi pareri, che i contest sono solo una scusa per ricevere più commenti... Sì, certo, come no. Peccato, davvero peccato. Comunque, al netto di tutto, faccio i miei complimenti ai due vincitori: @AdStr e @kuno (che non mi fa taggare, va beh), e ringrazio tutti quelli che mi hanno letto e votato. Alla prossima (si spera con meno polemiche).
  10. 18 punti
    Signori colleghi, sperando di far cosa utile volevo condividere con voi la mia esperienza con le riviste durante quest'ultimo anno e mezzo. A inizio 2018 riuscii a parlare con Vanni Santoni che mi disse di non mandare in Casa Editrice. Che per pubblicare bisogna passare dalle riviste, farsi le ossa e farsi notare. Da quel giorno ho provato e conosciuto un mondo fatto perlopiù da appassionati, alcuni professionali, altri meno, redazioni spesso femminili, notturne, indaffarate, esauste. Però Vanni non s'è mica fatto sentire. Mi sa che era una ca**ata, Vanni. Allora: - Carie. Accettato. Ho inviato un racconto nel Febbraio del 2018. Me lo hanno preso ma, prima di vedere la luce, ho atteso 15 mesi circa. Rispondono di notte. Disponibili, indaffarati, un pochino in affanno. Rivista PDF davvero ben fatta. Una delle più quotate. Briciole di editing. - Colla. Rimbalzato. Ho inviato nel Febbraio 2018. Rifiuto dopo circa 5/6 mesi. Rivista tra le più belle. PDF. Selettiva, difficile. Rispondono diurni. I tempi di risposta credo si siano anche allungati e rasentano quello che Einstein chiamava l'orizzonte degli eventi. - Inutile. Accettato. Inviato a Maggio 2018, uscito nel Gennaio del 2019. Rivista solo on line (no PDF) ma che mi piace molto. Grafica minimalista. Buon livello. Disponibilissimi, notturni, entusiastici. Particolarità: fanno un podcast con il racconto. Briciole di editing. - 'tina. Rimbalzato due volte. La rivista onemanshow di Matteo Bianchi, fa e decide tutto lui. Qui siamo a livelli altissimi. Rivista anche cartacea, spettacolare. Selezione che neanche alla finale dei 100 metri quando tu sei un bianco palliduccio e magrolino. Risponde, un po' brusco, onesto. Porta in faccia. - Tre Racconti. Accettato. Inviato a Marzo 2018, accettato a Settembre uscito a Ottobre. Rivista PDF, ben fatta, di soli 3 racconti quindi selezione un po' dura. Ho subito un mese di sfiancante editing. Anche troppo invasivo secondo me. Ragazze disponibilissime e diurne. - Cattedrale. Ignorato. Non mi hanno mai risposto neanche per sbeffeggiarmi. - Effe rivista. Ignorato. La gatta persiana delle riviste, mai risposto. - Tuffi. Respinto. Redazione all femminile eppure mi hanno respinto il mio racconto più femminile tra i tanti femminili che scrivo. Quello di una revange contro marito stronzo. Motivazioni fumose. Non c'è mai stato feeling. Anzi. Credo abbia chiuso. Chissà perché. - L'indiscreto. Accettato. Francesco d'Isa un bravo ragazzo. Amico di merende di Vanni Santoni. Rivista un po' ambiziosa, di cultura alta, che pubblica racconti il giorno mai, solo articoli. Tranne che nel mese di Agosto. Infatti mi ha pubblicato ad Agosto 2018. Un racconto lungo e che in seguito ho molto modificato. Purtroppo non c'è editing. Quindi ho un racconto di cui mi vergogno un po' su una delle riviste che più apprezzo. Pubblicano on line. No PDF. Francesco gentilissimissimo. - Minima et moralia. Ignorato. Ma figuriamoci. - Verde. Accettato. I rivoluzionari della litweb italiana, punk, casinisti, provocatori, in guerra con tutti e con nessuno. Inviato a Luglio 2018 preso a Novembre, pubblicato a Gennaio. Sembrano totalmente fuori di testa ma poi sanno essere pure precisi e professionali. Mi hanno chiesto di autoeditarmi accorciandolo. Rispondono tutto il giorno perché sospetto non facciano un ca**o nella vita. Disponibilissimi, esilaranti unico difetto gravissimo: sono della Lazio. - Pastrengo. Accettato. Il loro spazio del martedì da un'opportunità a molti. Io l'ho colta. Attenzione. Solo 2.500 caratteri. Sono pure, anzi, sono soprattutto un'agenzia editoriale. Quindi se scrivete un 2500 pazzesco c'è modo che vi chiedano se avete in canna un romanzo. Rispondo tutto il giorno. Professionali. Leggero ma preciso editing. - Nuovi Argomenti. Ignorato/respinto/risucchiato nello spazio tempo. Da qualche parte mi sono segnato che avevo inviato anche a loro. Non trovo traccia nelle mail. Non solo non mi hanno risposto, forse, ma hanno cancellato a risucchio le mie mail? Che tecnologia che devono avere! - Crack Rivista. Accettato. Accettato da poco. Apparentemente sembra una fanzine da centro sociale anni 90 ma in realtà è molto curata. Fanno cartaceo e distribuiscono in molte parti della penisola. Soprattutto Piemonte, in quanto Torinocentrici. Sono stati veloci (meno di due mesi) e sembrano simpatici. Faranno lieve editing. Dicono. - Lunario. In attesa. Bella grafica. Accettano anche cose già pubblicate. Ho spedito il 1-10-19. Non mi hanno ancora risposto. - Stanza 251. In attesa. Ho spedito il 1-10-19. Non mi hanno ancora risposto. Selezione con ispezione anale. - Il rifugio dell’Ircocervo. In attesa. Ho spedito il 2-10-19. Non mi hanno ancora risposto. Rivista molto attiva. Molto inserita nel "tessuto dei rivistaroli", nell'ambiente editoriale. Graficamente dimenticabile ma valida. Selezione duretta. - Ammatula. In attesa. Attendo dai primi di Ottobre. Non male. Buona cura e grafica. Anche cartacea, credo. - Risme. In attesa. Attendo dai primi di Ottobre. Non male. Mi piace. ragazze in gamba. Buona cura e grafica. Molto amore e cura. Anche cartacea, credo.
  11. 18 punti
    Nella vita ci sono persone diverse che hanno esperienze diverse, probabilmente chi si è trovato male con questa CE avrà avuto differenti aspettative, non credo si tratti di codardia sono solo esperienze diverse (e credo che ogni lettore sappia scindere abbastanza bene). Ad ogni modo non mi ero fatto un'impressione negativa sulla casa editrice fino ad ora: queste strenue difese, invece, mi fanno storcere il naso, personalmente faccio anche fatica a non credere che Diego e Tiziano siano la stessa persona e di conseguenza mi vien da dar poco credito a questi commenti.
  12. 17 punti
    Sono nato come autore abituato a pubblicare con piccoli editori, e quindi rassegnato ormai alla promozione "fai da te", ovvero: contattare siti, blog, giornali e quant'altro per proporre in lettura il mio libro, spesso "prostituendomi" senza remore. Indipendentemente da quello che si può pensare di Newton Compton, sono qui per elogiare il suo ufficio stampa: due donne cordiali che mi seguono, si occupano di inviare in piena autonomia il libro a blogger professionisti, siti e giornali, e ottenere recensioni. Si preoccupano di cercare le librerie in cui intendo tenere presentazioni o firmacopie, si preoccupano di contattare e/o inviare il libro alle persone da me segnalate. Qualche settimana fa mi hanno proposto di scrivere un articolo addirittura sul Corriere della sera, e così è stato. Ripeto, magari ero io abituato a vivere in una realtà diversa e povera di risorse, ma oggi non posso che dirmi soddisfatto del lavoro che Newton sta muovendo attorno alla mia prima pubblicazione.
  13. 17 punti
    Eccomi qui, dopo quasi sei anni, a presentarmi nuovamente. Mi chiamo Sira, ho 59 anni e vorrei averne 39. Scherzo, eh... ma non troppo: ho la fobia del tempo che passa, ma, soprattutto, sento una destabilizzante distanza tra i mie anni effettivi e quelli che percepisco come tali. Devo molto al WD, in modo particolare ad alcuni componenti dello staff e a diversi utenti. Il confronto mi ha reso più consapevole dei miei limiti e i tanti commenti mi hanno spronato e aiutato a migliorare. Amo scrivere “poesie” (rigorosamente tra virgolette per rispetto verso i veri poeti) e da quando sono qui ho iniziato ad appassionarmi alla prosa. Sognatrice, sentimentale, pigra e testarda. Mi piace viaggiare e adoro fotografare: la mia seconda passione dopo la lettura e la scrittura. Spero di poter contribuire nel mio piccolo all’attività di questo forum e a non fare troppe gaffe. Ah, dimenticavo... non ve l’ho detto, ma sono la mia specialità! Buon WD a tutti!
  14. 17 punti
    Era un esempio, tra l'altro secondo me pure condivisibile, di cosa c'era da fare sul testo per migliorarlo (non pertinente quindi norme redazionali, ma stile e sostanza). Poteva essere l'inizio di una collaborazione, tant'è che mi sono impegnato a sviluppare quell'intervento sull'intero primo capitolo lavorandoci per tutto il weekend successivo. Erano i primi d'agosto e le ferie del direttore editoriale erano prossime ma, prima di impegnarmi a consegnare tutto il romanzo finito per il 20 Agosto come mi veniva richiesto (quindi lavorando durante le mie ferie, per inteso), volevo esser sicuro che fossimo della stessa idea sul da farsi. Probabilmente ho equivocato qualcosa perché il primo capitolo non è stato guardato e mi è stato ripetuto di risentirci al 20, quando avrei terminato l'editing su tutto il romanzo. Così come per il contratto, potevo inviarlo indietro compilato da me e firmato, senza margine di trattativa, e per la controfirma se ne riparlava a fine mese. Intendiamoci. Non è che io non mi sia sentito tentato, lo devo ammettere: si tratta di una marchio del gruppo LIT, distribuito da Messaggerie e che nasce da una collana di Castelvecchi: per uno come me che si propone da solo da anni, sembra un'opportunità nonostante il capestro. Il ragionamento potrebbe essere: io quante copie vendo senza un distributore nazionale? 200? 300? L'editore potrebbe dire: ci piace molto il tuo libro, noi ci puntiamo molto e contiamo di arrivare almeno a 800 copie. A quel punto, per quanto la cessione di diritti gratuiti per 500 copie resti sbagliata, uno avrebbe comunque davanti una maggiore possibilità di diffusione del libro, che poi è quello che conta, che il libro venga letto. Ma se l'editore mi dice: queste sono le condizioni, se ti piacciono bene, se no pace... Se non ti parla del libro neanche per un minuto, se non c'è una prospettiva di promozione né tanto meno un periodo definito per l'uscita... Non interviene neanche la motivazione a rendere accettabile l'assurdo compromesso di cedere i diritti a niente per 500 copie. In ogni caso ho realizzato comunque gli interventi sul testo entro la data del 20 agosto per mia autodisciplina: avevo messo in conto di farli e quel primo feedback su una paginetta mi confermava l'idea che mi ero fatto per migliorarlo. Ma non ho inviato più niente, né l'editore mi ha richiamato. Per cui pace, nessun rancore, un po' di delusione. A qualcuno quelle condizioni contrattuali sembrano accettabili, è nei fatti. Per me non lo sono. Ma la condizione fondamentale per qualsiasi mia valutazione è che nel direttore editoriale ci sia interesse autentico per il romanzo: da lì si parte per una relazione che sia di contaminazione e crescita, per me e per lui. A.
  15. 16 punti
    Il resto non lo commento. Non è mio interesse giudicare chi è umile e chi no, non ne ho le capacità, ne mi frega qualcosa. Non mi interessa commentare Lorem Ipsum, non ho mai avuto a che fare con loro e per tanto non dico nulla su di loro. Gli auguro successo e tanti nuovi talenti. Detto ciò, vi chiederete perchè scrivo in questo topic. Per andare Off topic per la prima volta, ma la citazione qui sotto devo commentarla per forza. Hai ragione @Caty, alle volte credo che soffriamo della sindrome di Stoccolma. Buona parte di editori e compari perculano i nostri sogni con ogni genere di marchingegno letterario(crowdfounding, pagamenti vari, editing farlocchi et similia) e noi continuamo a sostenere teorie assurde, convincendoci sempre e comunque di essere inadatti. Io lo sono di sicuro (lo so perchè leggo le schifezze che scrivo), ma altri no, assolutamente no, ci sono ragazzi talentuosissimi. Ma credete davvero che i tanti bestseller che ci sono in giro siano tutti frutto di grande ingegno? Sveglia. Un qualsiasi romanziere mainstream ha dieci editor pagatissimi, in alcuni casi addirittura ghostwriter, copertura mediatica totale sin dall'esordio, leccate di fondo schiena dai critici. Poi, a noi, cestinano il manoscritto perchè il personaggio secondario non è ben sviluppato. Manca concretezza, manca questo, quello, su e giù. Ma perfavore. Anche io con dieci editor sono capace a scrivere Guerra e Pace. Anche io con tutta quella pubblicità vendo centomila copie. E poi, lasciatemelo dire, nonostante un esercito di editor e consulenti, spesso scrivono autentiche cagate da quattrocento pagine che potrebbero riassumersi in cinquanta, e farebbero schifo comunque. Sono esagerato? Andate in una libreria e aprite i libri leggendoli, ci sono ottimi testi e un mucchio di scemenze da liceali. Soluzione? Non pagate per servizi inutili. Non spendete cinquecento euro per letture inutili fatte spesso da editor freelance di vent'anni senza alcuna esperienza editoriale. Non spedite romanzi a chi storicamente non li ha mai letti, tanto è inutile. Non fatevi prendere in giro da editori che vi chiedono di fare il loro mestiere (tipo autoediting, testi pre edititati, autopresentazioni, auto auto), inutile, al massimo vendete venti copie. Non comprate autori stranieri, ma prediligete i nostrani, quello è utile. Avanti, su la testa. Fine off topic, non succederà più.
  16. 16 punti
    Mi avete fatto arrabbiare. Come ormai sanno anche i sassi, ho tenuto a battesimo MI: Come potete vedere dal numero di "ospiti", emoticons che non vanno e link a funghi, è un topic decisamente vecchio. Sono entrata nello staff un mese e mezzo più tardi e nel frattempo metà delle persone di quella discussione era stata bannata nella seconda guerra del WD. Poi venne la terza, poi altro e alla fine il cambio di proprietà. L'unica cosa che ha sempre funzionato era MI, l'isoletta felice di @Cicciuzza, che è un po' come lei, sapete: casa affollata, tortellini, pranzi infiniti, cani, gatti, mariti, figli, nipoti, gente che entra, esce, dimentica di mettere i link, fa casino, e vota in ritardo, e via così in una domenica che è un incrocio tra la famiglia del Mulino Bianco, i Ghostbusters e Salvate il soldato Ryan. Fino a venerdì. Venerdì sono entrata nel bunker dello staff dicendo che era ora di chiudere MI e che per quanto mi riguardava MI131 doveva essere l'ultimo. Quando ieri mattina ho visto il messaggio di @Rhomer pensavo "ecco, ci siamo". Ma poi l'ho letto il messaggio, e ho dovuto rileggerlo anche perché non volevo crederci. Cavoli, se c'era uno che doveva essere arrabbiato quello doveva essere proprio @Rhomer, che si è visto sfumare la vittoria che manco Dorando Pietri. E invece no, non lo era. Non per questo. E poi ci sono stati @Emy, @Alba360 , @Talia, @Edu, @Ghigo, @Vincenzo Iennaco. E non cito @AdStr , perché ormai è un kastaffer anche lui (e lo vedrete in Scrittopoli 2019). Come non cito @Kuno, che ho conosciuto nella sua prima e seconda incarnazione, da quando era un ragazzino. E neanche @Alberto Tosciri, che è invece quello che mi ha tenuto a battesimo qui nel WD, ex staffer più anziano (ma mica sono io adesso quella più anziana? ). E adesso mi dispiace di essermi arrabbiata e vi chiedo scusa. Vi chiedo scusa perché c'è ancora qualcuno per cui vale la pena di andare avanti e non avrei dovuto arrabbiarmi e pensare che non importasse più.
  17. 16 punti
    Aggiornamento Staff Buongiorno naviganti. Diamo il benvenuto a tre nuovi moderatori @Kikki, @AdStr e @Miss Ribston, che si sono insediati in questi giorni ed inietteranno nuova linfa vitale nello staff della nostra comunità. Un ringraziamento per il suo lavoro va anche a @wyjkz31 che ha lasciato lo staff. Tutto lo staff vi augura buon proseguimento nel forum!
  18. 16 punti
    E va bene, c*zzo! Almeno lo dicessero! Sono stufa di scrivere sinossi in cui una vita stare in duemila battute. Non è serio. Sei un esordiente: no, non conti niente, troppo investimento per promuoverti. Hai un lungo curriculum, ma non sei una star: no, sei un fallito. Sei una star: ti misuro col metro e col compasso, i tempi cambiano, chissà, in attesa: no. Hai più di trent'anni: sei vecchio. Hai meno di trent'anni: devi crescere. Hai cultura: troppo letterario. Sei un cafone ignorante: che scrivi a fare, qui ci occupiamo di letteratura. Non hai fatto fare l'editing: no, il manoscritto deve essere perfetto, con la concorrenza che c'è! L'hai fatto: ce ne fr*ghiamo, il talento non è una questione di grammatica: devi parlare al cuore della gente. Parli al cuore della gente: sei un dilettante sentimentale, la scrittura è tecnica e professionalità. Sei un prfessionista: sarai pure bravo, ma non basta per essere un artista. Paghi: prima l'editor free lance, poi l'editor di agenzia: 'sti c*zzi, non ascoltiamo nemmeno loro. Sei mio cugino: mica posso pubblicarti perché sei mio cugino! Sei un letterato che ne nasce uno ogni cento anni: non ci stai nelle nostre collane. Alla fine hai scritto una sinossi di 2000 battute, hai un curriculum di rispetto e sei una star, hai meno di trent'anni e ne dimostri quaranta, hai più di trent'anni e ne dimostri venti, hai cultura ma fingi di essere un cafon, hai fatto l'editing e non lo dici, non lo hai fatto e dici di averlo fatto, parli al cuore della gente, sei un professionista, hai pagato l'editor free lance, l'editor di agenzia. Sei il cugino de 'sto c*zzo! Letterati come te ne nascono ogni cento anni: no! Poi si lamentano se l'editoria è in crisi! Ma basta, licenziateli!
  19. 15 punti
    @Obs Snow , l'argomento delle aspettative di vendita è già stato ampiamente trattato in altre discussioni e non ci pare il caso di riprenderlo in questa sede, anche perché ci porterebbe inevitabilmente o.t. Quindi, prima di rispondere alla tua domanda, a beneficio dei "comprenditori parziali", degli "estrapolatori" e più in generale dei "duri di comprendonio", è d'obbligo specificare che qui riportiamo solo ed esclusivamente la nostra personale esperienza di editori, che non può e non deve essere generalizzata o portata ad esempio, sia in positivo, sia in negativo. Pertanto, eventuali commenti del tipo "ma Tizio fa quello, ma Caio fa quell'altro, e io col self faccio quell'altro ancora" non sono pertinenti alla nostra CE e, caso mai, vanno riportati in quelle discussioni cui accennavamo prima. Chiaro? Oh, bene, adesso possiamo risponderti. Prima precisazione: parliamo di copie cartacee e lasciamo da parte, almeno all'inizio, gli ebook. Per comodità parliamo di libri che hanno una lunghezza compresa tra le 200 e le 300 pagine in A5, stampati su carta di buona qualità, con copertina con alette e che abbiano un prezzo tra compreso tra i 13 e i 14 euro. Vendendo 100 copie, si raggiunge la copertura delle spese vive, che potremmo anche chiamare "spese esterne", come la tipografia, la distribuzione e la spedizione. Non si raggiunge certo la copertura di altre spese, che potremmo chiamare "spese interne" come l'impaginazione, la grafica e soprattutto l'editing. L'ultima voce è quella più critica, perché difficilissima da quantificare: editare un romanzo breve, ma scritto in partenza con uno stile insicuro e con tanti "buchi" da rammendare, costa molto di più che non editare un romanzo lungo, il cui autore sia già in possesso di buone capacità tecnico narrative. Visto però che stiamo ragionando con molta approssimazione, potremmo dire che 200 copie vendute ci sono buone possibilità di ammortizzare, anche se con compensi risibili, le "spese interne". Per poter anche solo ipotizzare ulteriori spese esterne, che potremmo chiamare "spese esterne aggiuntive", relative a possibili investimenti promozionali e pubblicitari (che tanto stanno a cuore a molti autori), bisognerebbe raggiungere e superare il traguardo delle 300 copie. In tutto questo che ruolo giocano gli ebook, che avevamo momentaneamente lasciato da parte? Be', è presto detto: in teoria il prezzo di un ebook in partenza si aggira intorno a un terzo del cartaceo, quindi basterebbe moltiplicare per tre i sopracitati numeri di copie, per raggiungere gli stessi obiettivi. Oppure sommarli, ma non, come abbiamo visto fare in altre discussioni aritmeticamente, ovvero 100 copie cartacee = 100 copie ebook, ma applicando la formula 1c=3e , dove c sta per cartaceo ed e sta per ebook. Quindi tutto semplice? Se ho venduto 300 copie di ebook è come se avessi venduto 100 copie cartacee? Nient'affatto, perché gli ebook, tranne che nel periodo iniziale della vendita, di solito vengono venduti con sconti molto elevati, anche a meno di un euro, e quindi la suddetta formula diventa 1c=13e , il che sta a significare che per equiparare le vendite di 100 copie cartacee, dovrei vendere 1.300 copie di ebook! A onor del vero, bisogna dire che sulla vendita del formato digitale non gravano i costi della tipografia o del corriere, ma gravano comunque i costi della distribuzione, perché direttamente dal sito dell'editore i lettori non comprano nemmeno se li prendi a sberle, anche se gli fai lo sconto del 50%, e si rivolgono sempre ad Amazon & C. Il perché sarebbe argomento di ulteriori discussioni, da fare altrove. Oltretutto, sempre sulla base della nostra esperienza, gli ebook vendono bene solo per determinati generi: nel nostro caso la storia antica, che ci sta regalando davvero grandi soddisfazioni e qualche piccolo primato. Anche in questo caso, ce ne siamo chiesti la ragione, ma senza trovare una risposta univoca. L'unico comun denominatore al successo di questo genere sembra essere la capacità degli autori che lo trattano di essere costantemente attivi in ambito storico, non solo nei social, ma anche nel sociale (con la e finale). C'è poi il passaparola: più un libro vende, più continua a vendere. E, da ultimo ma non per ultimo, il "fattore anteprima": l'ebook regala a tutti la possibilità di leggersi prologo e primi capitoli; se l'incipit è ben curato e accattivante c'è la possibilità che divenga un richiamo irresistibile per il lettore. Ci scusiamo per la lunghezza del post, ma crediamo che fosse impossibile dire meno, per rispondere al quesito di @Obs Snow . Riguardo a @bwv582 , che ringraziamo per il suo intervento, ci teniamo a dirgli che, per quelli che come lui sono sempre molto attivi qui nel forum, possiamo benissimo fare un'eccezione alla regola di non fornire motivazioni per i nostri rifiuti. Puoi scriverci o, meglio ancora, telefonarci per discutere di quello che, a nostro avviso, funziona o non funziona nel tuo romanzo.
  20. 15 punti
    Io rientro tra quelli che hanno pubblicato con una cosiddetta big senza avere un agente alle spalle, o meglio, avendolo avuto per oltre un anno (anche un'agenzia piuttosto nota) senza riuscire a essere piazzata e avendo deciso anche io di recedere dal contratto e fare da sola. La casa editrice fa parte del gruppo GeMS nella costola Garzanti. A distanza di quasi un anno dall'uscita del romanzo, posso fare un piccolo bilancio della mia esperienza. Per rispondere alla domanda del topic, la risposta è "nì". Nel senso che un agente a mio parere non serve tout court, ma penso sia importante averlo soprattutto dopo la firma di un contratto importante. Dico questo perché le mie aspettative alla firma erano molto alte; mi aspettavo numeri da capogiro, presentazioni, eventi... insomma, diciamocela tutta: con queste premesse mi aspettavo di diventare un nome non dico famoso, ma almeno non più sconosciuto. Devo ammettere che la distribuzione è stata capillare: in tutte le librerie in cui sono stata ho sempre trovato il romanzo disponibile, le prime settimane era addirittura esposto in vetrine prestigiose come quelle Feltrinelli. Ma bazzicando il settore da qualche anno ho imparato che i romanzi non si vendono da soli: o hai già un nome importante, oppure in assenza di una politica promozionale aggressiva da parte dell'editore rimani un signor Nessuno. Nel piano che mi era stato prospettato si parlava di espositori, gigantografie, tour promozionale per l'Italia, ma tutto questo non c'è stato. In termini di notorietà e diffusione del romanzo, il mio bilancio ad oggi è, passatemi il termine, disastroso: trenta recensioni su Amazon (la metà fatte da chi conosco personalmente), meno di venti su IBS, il nulla altrove. Cinque presentazioni in un anno, di cui due organizzate dall'editore, due richieste espressamente dalle librerie, una organizzata da me con l'aiuto di un amico scrittore. Non pensate che basti aver pubblicato con un editore importante per essere considerati: io penso di aver contattato almeno trenta librerie, quelle che mi hanno risposto saranno state forse cinque, quelle che mi hanno accettata per presentare solo una. Nel rendiconto di stampa che ho ricevuto (sottolineo stampa, non vendita perché i dati di vendita non ce li ho ancora) si parla di numeri sovrapponibili a quelli di un qualunque editore medio/piccolo, non voglio scendere nei dettagli ma parliamo di molto meno di 10.000 copie stampate in un anno. Ora sono vincolata con l'editore in maniera pesante: 20 anni per questo romanzo e a vita per tutto ciò che deciderò di scrivere da ora in poi, nel senso che l'editore ha prelazionato tutti i miei scritti, e per pubblicare altrove devo comunque avere il loro benestare, incluse le partecipazioni a concorsi e simili. Ecco perché a mio parere serve un agente, qualcuno che faccia valere i diritti dell'autore sull'editore, spingendo per avere condizioni migliori sia in termini economici ma soprattutto in termini di visibilità, perché il successo in questo settore arriva solo con i grandi numeri. Quello che ho fin qui detto non intacca in alcun modo l'estrema professionalità dell'editore: è sempre stato puntuale, disponibile e gentile. Ma a me non basta. Purtroppo quando l'asticella si alza la soddisfazione di vedere il tuo nome in copertina non è più sufficiente a gratificarti. Tutto questo per dire che anche io ero tra quelli che sognavano di pubblicare con un editore importante, pensando fosse il punto di arrivo. In realtà non è nemmeno un punto di partenza, è solo una piccola, grande soddisfazione che però, passata l'euforia iniziale, lascia con l'amaro in bocca per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato.
  21. 15 punti
    Presento questo progetto con gioia ed emozione. Sono felicissimo di questa cosa, sia perché sono da sempre un appassionato di fumetti, sia perché vedere tanto entusiasmo per il mio romanzo da parte di ragazzi così in gamba è, per me, qualcosa di davvero straordinario. E questa illustrazione poi la adoro: rappresenta in pieno lo spirito di Hunter!
  22. 15 punti
    Ok, tutti vogliono diventarlo, ma in sostanza, che significa essere un sostenitore? Ebbene, il quesito più oscuro del WD, degno di un mistery d'alta scuola, ha finalmente una risposta! Cosa fa un sostenitore? Dà il buon esempio: ignora le provocazioni, spenge sul nascere le polemiche. Ma soprattutto, accetta sempre le critiche, anche quelle che gli sembrano troppo dure, che lo feriscono e demoliscono il suo lavoro. Uno dei vantaggi della comunicazione scritta è che possiamo prenderci del tempo per rispondere: un buon sostenitore sa quando è il momento di alzarsi e andare a prendere una camomilla. È onesto. Siamo qui per migliorare: un sostenitore commenta sottolineando i veri pregi e i veri difetti di un testo, vota nei contest e nelle selezioni per il racconto che ritiene migliore ignorando simpatie e antipatie personali, riporta informazioni verificate e verificabili e si comporta con sincerità con gli altri. Aiuta gli altri, in particolare i nuovi iscritti. Un sostenitore se vede un utente spaesato si offre di aiutarlo, gli spiega errori e regole, e lo aiuta a inserirsi nella comunità. Allevia anche il lavoro dello staff segnalando irregolarità e problemi. Partecipa e si diverte. Un sostenitore scrive racconti, partecipa ai contest, gioca e chiacchiera con gli altri, promuove sul forum libri ed eventi, legge i racconti e i libri degli altri: rende la comunità un posto vivo, piacevole e stimolante in cui stare.
  23. 15 punti
    Dopo anni che bazzico su questo forum, approfitto di questa occasione per annunciare che sto per pubblicare con Elliot il mio romanzo d'esordio. Il romanzo è stato proposto tramite agenzia. Al momento ho avuto contatti prevalentemente con la direttrice editoriale, e finora mi sono trovata molto bene; in generale questa CE mi ha dato l'impressione di una realtà molto professionale e allo stesso tempo appassionata. Già li leggevo prima di iniziare a scrivere io stessa, e sono contentissima di esordire con loro. (Vorrei ringraziare admin e frequentatori di Writer's Dream, un luogo che mi ha aiutato a saperne di più del mondo editoriale e a trovare conforto nei tanti mesi di silenzio e di dubbio, di speranze e incertezza che fanno parte dell'esperienza di quasi tutti noi aspiranti ).
  24. 14 punti
    Gentile editore, le posso assicurare che conosco il significato del verbo consigliare, e conosco bene la lingua italiana, non fosse altro perchè la insegno da trent'anni. Detto questo, la sua frase di risposta alla mia mail: "Le consigliamo pertanto di sceglierne almeno uno (dei nostri libri), prima di tornare a interpellarci," significa, senza ombra di dubbio, che se non compro un vostro libro non posso tornare a interpellarvi. Per me, la cosa è finita qui. Lungi da me l'idea di iniziare una polemica sterile e improduttiva, per carità! Io scrivo semplicemente perché mi piace scrivere, è un passatempo e un piacere che mi rilassa e mi gratifica. Non cerco successi, guadagni o altro, non ne ho bisogno. La mia unica preoccupazione era quella di trovare un editore sincero e simpatico e, per questo, mi sono rivolto a lei, considerando i giudizi che ha ricevuto su questo sito. Sul primo aggettivo, nulla da dire, sul secondo... sono rimasto un po' interdetto: tutto qui. Le auguro di continuare a ricevere gli apprezzamenti che, sicuramente, merita, anche se, a mio modestissimo parere, per usare una sua frase su questo blog, le "manca tanto così! (dove quel "così" sta per pochissimo)". Un sincero e cordialissimo saluto.
  25. 14 punti
    Dopo un paio di anticipazioni che hanno suscitato l'interesse di nessuno, arriva il momento dell'ufficialità. Dagli abissi del male di vivere, del rifiuto della vita in ogni sua forma, con una punta di cinismo e di lezzo mortifero a nascondere un animo sentimentale e poetico, sono qui per presentarvi GLI UNTORI La squadra degli untori è composta da @Cerusico, @Thea e l'attualmente bannato @Plata. Do il via alla faida interna ricordando a @Thea che noi abbiamo una emoticon ( e ) e lei no. Per chiudere, una versione preliminare del nostro stemma, che molto probabilmente sarà anche quella definitiva.
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