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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 06/12/2018 in tutte le aree

  1. 22 punti
    Vorrei condividere con voi la mia disastrosa esperienza con quest'agenzia che mi ha prima illusa e poi bloccata per quasi due anni. Ufficialmente, sarei ancora in attesa di notizie sulle case editrici che avevano in lettura il mio manoscritto dal 2017. Purtroppo, il Sig. Viganò, dopo avermi mandato il contratto da lui firmato (solo in formato elettronico) ha sospeso le sporadiche comunicazioni con la sottoscritta già dallo scorso ottobre. Me ne sono fatta una ragione, pazienza. Eppure, due righe di congedo avrebbero risolto la nostra presunta collaborazione senza rancori né delusioni. Ignorare gli autori sembra essere il modus operandi di questa agenzia. Fate attenzione ai fuochi di paglia.
  2. 19 punti
    Dopo oltre due anni di WD rieccomi a presentarmi. Questa volta con qualche responsabilità in più. Visionario, sognatore (quanto mi piace quell'etichetta che compare in default!), spirito artistico, mescolatore di linguaggi, abile a far perdere gli sventurati lettori, o forse semplicemente confusionario? Sta di fatto che per trovarsi bisogna prima perdersi. Sono a disposizione come staff ma ho ancora la "P" di principiante. Quindi niente domande difficili, tipo: l'antenna del televisore non mi prende bene i canali RAI; o quale lavaggio devo fare con la lavatrice per i sintetici... Scherzi a parte sono qui con gli altri dello staff e tutti voi per rendere questa community una casa sempre più accogliente.
  3. 17 punti
    Ciao, sono Claudia, uno dei finalisti del DeA Planeta 2019. Ho già scritto nella mia presentazione al forum che ho 28 anni, che vivo in Australia, e che ho frequentato questo forum per diversi mesi nel 2018, utilizzando un altro nickname. Ho partecipato al premio sotto lo pseudonimo CP, con il primo romanzo che ho scritto a cavallo di 4/5 mesi, tra il giugno e l’ottobre scorsi. Mi fa piacere condividere con voi la mia esperienza perché in questo forum ho letto e scritto, e su questo forum ho trovato il beta reader che ha letto ogni capitolo del romanzo che è arrivato in finale, uno per uno - una persona squisita che se vorrà potrà palesarsi di sua iniziativa e che io ho tormentato con le mie paranoie Prima di oggi, dei miei racconti sono stati accettati dalle redazioni di alcune riviste indipendenti. Non ho frequentato corsi di scrittura. Non conosco nessuno dell’ambiente. Non sono nessuno io. Sono un’aspirante che viene anche da qui, da questo forum. Al di là di me, mi fa piacere pensare che il mio trovarmi in finale sia un messaggio positivo. Ringrazio pubblicamente @Cerusico per essere stato così gentile da sopportare le mie paturnie delle ultime ore e per la sua discrezione. Sto andando alla serata. Non so che succederà, vedremo, spero di divertirmi! Scusate per i refusi, il romanzo è scritto meglio (o almeno spero)
  4. 17 punti
    Lampi di Poesia 2 - Off Topic Cari poeti, eccoci di nuovo qui assieme. Ancora un grazie per l'attenzione che avete mostrato verso questo Contest. Per ora sappiamo che sabato 6 Aprile il meteo prevede lampi poetici sul WD. Ma via gli ombrelli e… tutti pronti a lanciare versi illuminanti come saette. A che ora si scatenerà il temporale? Restate sintonizzati. Intanto una riflessione che ci tornerà utile. Come? Chi può dirlo… Spesso cerchiamo la perfezione in noi stessi a volte crediamo di trovarla altre volte ci condanniamo per non averla trovata ma se alziamo lo sguardo vediamo che la bellezza è solo in rapporto al Tutto.
  5. 17 punti
    LINK AL PDF Link al gioco del Vocabolario Fantastico
  6. 16 punti
    È proprio vero quando dicono che le cose accadono quando meno te lo aspetti. Dopo mesi di silenzio, oggi mi ha scritto Newton Compton per sottopormi un contratto di pubblicazione. Intendono acquistare i diritti di uno dei miei ebook, e farne un nuovo ebook e un cartaceo. Non so se sto sognando.
  7. 16 punti
    "Esercizi di scrittura creativa e ludolinguistica" Qualche tempo fa mi è capitato di leggere un articolo in cui si parlava di ludolinguistica (termine che non avevo mai sentito), mi sono incuriosita e ho approfondito. In senso stretto la ludolinguistica raggruppa i giochi di parole "in chiaro" e si contrappone all'enigmistica che comprende invece i giochi di parole da risolvere. Esempi: - le catene di parole fanno parte della ludolinguistica; - Il gioco delle consonanti del WD è un gioco di enigmistica (c'è da trovare una soluzione). Da quello che ho capito la ludolinguistica viene usata nell'insegnamento della lingua e anche come esercizio di scrittura creativa. Ho raccolto i topic su questo argomento che ho trovato sparsi per l'Agorà perché credo che siano thread molto utili in un forum di scrittori. Il problema è che ora non so bene cosa fare del lavoro svolto. Qualcuno ha un'idea? Inizialmente avevo pensato di proporre una nuova sottosezione, ma per vari motivi non sono più sicura che sia la scelta migliore; un'altra possibilità è lasciare tutto da qualche parte come semplice lista di link, ma non va tanto bene perché implica che bisogna aggiornare di continuo. Insomma a me non viene in mente nulla di buono, ma di buttare nel cestino quello che ho fatto senza neanche proporvelo non mi va, quindi lancio la palla a voi. Ovviamente si può anche non farne niente (è scontato), pazienza. Alla peggio spero che questo elenco venga apprezzato dagli utenti che amano questi passatempi, a dirla tutta, sarei contenta anche solo così. Esercizi di scrittura creativa e ludolinguistica (aggiornato al 19.04.2019, ordine sparso) Il gioco dei racconti minimi Il gioco del testo alfabetico Storie horror di due frasi Blackout Poetry Una frase a testa, una storia compiuta Il gioco del vocabolario fantastico Racconto monocromatico Tautogrammiamo insieme Lipogrammiamo insieme Il gioco dei dialoghi Esercizi di stile Il racconto perpetuo Prosegui il racconto: "il guardiano" Nani Catena di parole per significato Catena di parole per sillabe finali Descrizioni eversive Il gioco del cambia la frase Scala delle parole - word ladder Il gioco dei contrari Il gioco dei contrari - seconda fase: versi Racconti con i titoli Incipit o no Lo scaffale fantastico di saggistica e manualistica Il gioco dei titoli Ipse dixit L'origine delle parole Sono un... Il gioco del canovaccio teatrale Il gioco delle descrizioni Tentare traballanti tautogrammi Paronomasia Cinque parole e un filo Una risata vi seppellirà - epitaffi simpatici Ho lasciato fuori le proposte di scrittura collettiva di @Kotobi (Novel topic) e di @Eudes (Il treno dei personaggi perduti) perché mi sembrano dei veri progetti letterari piuttosto che degli esercizi o dei giochi. In caso, si fa presto ad aggiungerli, dato che si tratta di poche discussioni. Allo stesso modo, volendo è possibile ampliare la raccolta includendo anche i giochi enigmistici (Il gioco delle consonanti, Indovinelli) trasformandola quindi in una più generica "Esercizi di scrittura creativa e giochi di parole". A mio parere invece non è possibile scorporare la ludolinguistica dagli esercizi di scrittura creativa pura perché in molti casi è troppo sottile il confine tra semplice gioco ed esercitazione narrativa/linguistica. La mia proposta è di dare più visibilità agli esercizi di scrittura creativa o almeno di far sapere agli utenti che nel forum ce ne sono parecchi. Grazie a tutti per l'attenzione.
  8. 16 punti
    Letti tutti. Vado a votare! Ah, no! Non voto. Regalo. Bashir voleva proprio trovarla La strada per l'infinito e sapeva che Sulla strada un inciampo era normale. Ma Il Crepaccio non se lo aspettava. Gli ultimi gironi li aveva trascorsi in una Dolce attesa, sul tavolo era sempre pronto Il barattolo del caffè a portata di mano, e lui lì che aspettava passasse la giornata. Qual è il colore del nulla, si chiedeva. Poco dopo incontrò Gli occhi della strada. Aveva accettato Il passaggio da quella donna incontrata nel tratto Da via Bach alla curva del tornante. Lei aveva simulato un guasto, fingeva di non sapere come fare Per riscaldare il motore. Poi gli propose Una passeggiata in campagna. Lui si sentiva Il pellegrino di turno accanto a lei. Non poteva immaginare che quell' esperienza sarebbe diventata la Cronaca di un pomeriggio da panico, né che la donna vestisse i panni delLa criminale. In realtà il criminale era quell'uomo... L'altro. Le aveva portato via il figlio in un pomeriggio di Bambini contesi. Che fine ha fatto Giacomo? continuava a ripetere lei mentre cercava il suo bambino. Bashir la ascoltò gridare il nome del figlio mentre lui precipitava nel burrone, lei lo urlava mentre Raminga volgeva lo sguardo nel vuoto. Grazie ai prestatitoli: @Eudes @Shikana @Adelaide J. Pellitteri @Poeta Zaza @Ivana Librici @AnnaL. @Edu @Somniator @M.T. @Emy @Talia @mercy @Befana Profana @Vincenzo Iennaco @Alba360 @Macleo @mina99
  9. 16 punti
    Sorpresi? Lo spero Il nostro @Anglares, new entry dello Staff, è entrato per la prima volta in sala riunioni con una piuma in testa (dipinta di azzurro) e tre revolver nelle mani (come, ha tre mani?). Ha detto che o cominciavamo a fare Contest di Poesia o ci uccideva tutti... la mia prima reazione è stata dare in sacrificio @Nerio (idea del tutto apprezzata dallo Staff), che non è più lo stesso da allora, perché ha ricevuto la piuma di Anglares e ora sta lì a sniffarla continuamente per trovare le parole giuste. Poetica, dice. Mah. Comunque abbiamo cominciato a lavorare al Contest Lampi di Poesia. Se vi piacerà (divento un attimino serio), c'è la possibilità che diventi periodico, come il MI. Ma non di domenica. Prima però vi anticipiamo qualcosa... l'introduzione è a cura del nuovo @Nerio Lampi di Poesia “Carpe diem, quam minimum credula postero” La poesia non esiste. La poesia è polvere di ricordi che si raccoglie nelle tasche, per poi essere spazzata via al primo soffio di vento. È la passione di un istante, condensato su carta, che per una piccola porzione di tempo si trattiene nei battiti del cuore, per poi perdersi. Come lacrime nella pioggia o come ingiurie in una strada. La poesia dura talmente poco da sembrare, appunto, inesistente. Eppure, in quell'istante, che fiamme e che fulmini. Che brutali passioni e indomabili desideri… E voi? Che cosa vi capita in quell'attimo? Di cosa si colora e brucia il vostro attimo? Questo Contest è dedicato a voi, alla vostra furiosa voglia di vivere e trattenere (per pochissimi secondi) la poesia dentro di voi. Il Contest è aperto a tutti e si articola in due fasi: Pubblicazione della poesia e successiva Votazione. Attenzione: la partecipazione al contest prevede entrambe queste fasi; chi salta la Votazione verrà automaticamente squalificato. Quando, vi starete chiedendo, vero? Per ora vi possiamo solo dire che sarà sabato 16 marzo. Ma si tratta di Lampi, ragazzi, attenzione... e ho detto tutto. Per ora. Per ora. Per ora...
  10. 16 punti
    Non sono d'accordo con quasi nulla di quanto hai scritto qui, @Roger75. Proverò a esporne le ragioni. Tu parti da questa tesi: Già qui mi trovo in disaccordo. A meno che non abbiamo frequentato due punti diametralmente opposti del WD, qui il confronto c'è a 360 gradi. Concordo con te che c'è quel commento più attento alla forma, ma ci sono anche quello che va a spremere il contenuto e quello che bilancia entrambi gli aspetti. Sta poi al diretto interessato raccogliere ciò che c'è da raccogliere e nella maniera che più gli è congeniale. Questa – in particolare l'Officina – è una piattaforma che funge da palestra per autori. Non ho mai visto un coach di qualsiasi tipo star lì a dire di fare un po' come cazzo pare, ma al contrario asfissia fino all'inverosimile nelle sessioni di allenamento. Nella scrittura ci sono aspetti che sono i "fondamentali", come nello sport e in qualsiasi altra disciplina che richiede studio e tanta pratica. Tutte queste correzioni che tu sminuisci sono volte ad affilare gli strumenti base grazie a cui si veicola il contenuto, che a te giustamente sta a cuore. Ha tutto il senso del mondo, nel momento in cui qui mettiamo a disposizione la nostra buona volontà per aiutarci, e non per mortificarci a vicenda. Quindi alla domanda "è meglio un testo scritto male ma denso di contenuto o un testo scritto bene ma povero di contenuto?", io ti rispondo che sono entrambi testi migliorabili, di certo poco appetibili al mondo del professionismo, che qui sul WD verrebbero segnalati come tali. Ciascuno per le sue ragioni. Il testo che preferisco io? Quello curato nella sua totalità per la miglior resa possibile dato il contesto scelto. Ecco perché sul WD vedi tenuto in considerazione il "purismo letterario", come lo hai definito tu, che io invece chiamo "semplice correttezza grammaticale, lessicale ed espositiva".
  11. 16 punti
    Ho scoperto un programma online davvero simpatico. Si chiama Voyant, basta inserire la parola su un motore di ricerca e cliccare poi su Voyant Tools. Nella pagina che si apre si va a caricare il file del proprio romanzo in formato docx e poi appare la schermata che ti "dice cose" sul tuo romanzo. Ho riflettuto se fosse il caso di inserire questa discussione nell'area dedicata ai Software; alla fine ho pensato che il posto migliore è questo. Spiego il motivo. Più che un software "per scrivere" questo è un software che serve per analizzare il testo. Può essere interessante confrontarsi su determinati risultati. Tra le funzioni che ho trovato più utili (compaiono subito in prima schermata in basso a sinistra) quelle che ti dicono il numero di "termini unici" e l'"average word per sentence". Ho inserito il parziale del romanzo che sto editando, fin dove siamo arrivati: 70mila parole e 10mila "uniche" (densità di 0.146, molto molto alta) e un average di 9.5, molto molto basso. In effetti, rispecchia il mio stile: secco ma con un vocabolario ricco. Mi dice poi i termini più usati nel romanzo: 246 poi e 174 cosa ai primi due posti. Vero: utilizzo moltissimo "poi" per legare le frasi. Forse anche troppi... ci devo riflettere. Ho inserito un altro romanzo, appena terminato. 60mila parole, 9mila termini unici, 10.6 di average. In linea: questo può definire, in un certo senso, il mio stile. Vado a vedere le parole più usate, voglio controllare i miei buoni "poi" e "cosa" come si collocano. secondo e terzo, con 207 poi e 175 cosa (primo è un nome che torna spesso). Ora, i due romanzi sono di generi completamente diversi. Sinceramente, non mi sarei mai aspettato di avere una simile "linearità"; pensavo di aver usato nel secondo molti meno termini, invece in proporzione ne ho usati di più, con una densità di 0.158; pensavo che lo stile dei romanzi fosse assolutamente diverso, e in parte lo è... ma se le parole che uso, le formule che uso sono "sempre quelle", vuol dire che la mia scrittura è riconoscibile dalla scienza molto più di quanto lo sia dalla mia autoanalisi. Ci sono molte altre funzioni che devo ancora scoprire, ma già queste mi hanno fatto riflettere. Ve lo consiglio... ci vuole un minuto a caricare il file e a vedere i risultati (anche meno). Se vi va, scrivete qui quello che "scoprite".
  12. 16 punti
    Non pensiamo a come è scritto l'articolo, né a chi (non a caso non ho fatto nomi) se in modo secondario. Il mio intento era intavolare un dibattito partendo da quelle forti (e sì, troppo provocatorie e a volte superficiali) sentenze. A me non interessa molto di come sia scritto l'articolo, con che taglio e se costui sia un bravo giornalista o meno, sinceramente. Vorrei invece concentrarmi sui contenuti e su questo "sfogo" (io l'ho visto come tale) che, secondo me, un grande fondo di verità ce l'ha. In Italia ci sono migliaia e migliaia di Case Editrici piccole. Migliaia, ragazzi. Di queste io personalmente ne salverei al massimo un 10%. Il problema è questo. Perché? Tanto dilettantismo, troppo; la maggior parte di questi piccoli editori (non solo a causa loro, ma anche del sistema, ok; ebbene, tant'è) sono editori solo per hobby. Fanno tutto in casa, come i biscotti (i biscotti della nonna sono buoni, ma se aprisse una pasticceria...?). Non ci campano, non ci investono davvero, gli importa ancor meno di farsi un nome, girare per le fiere, proporre qualità, nuovi autori con del talento, nuove idee alternative, che vada a differenziarsi dal flusso delle big che si piegano ad esigenze di mercato (sbagliando, ma lo fanno). E così anche loro si piegano al sistema. "Eh, vorrei ma non posso... devo tirare avanti!". Vi dirò una cosa che nessuno sa (sono ironico): non è vero una cippa. Un piccolo editore non è "costretto" ad andare avanti. Se non ce la fa a far quello che vorrebbe, può chiudere, fare altro; non c'è bisogno che ci racconti la rava e la fava per tirare acqua al suo mulino. Il "vorrei ma non posso" non lo sopporto in nessun campo della vita, tanto meno questo. E ancora, ci sono le piccole realtà che tentano di infinocchiare gli aspiranti (pubblicando 100 libri al mese, un mucchio di roba indecente di "scrittori" altrettanto indecenti giusto per far cassa con le poche decine di copie vendute ai parenti; perché tanto l'autore è già contento di vedere il suo libro tra le mani col nome stampato in copertina, dei diritti d'autore che gli frega? Sì, funziona proprio così) o peggio ancora. E poi ci sono quei fari nella notte, le persone che investono, in termini di tempo, denaro (sì, non è una brutta parola: investire denaro, soldi, banconote) e soprattutto passione. Che curano allo sfinimento ogni libro, ne pubblicano pochi all'anno e ognuno di essi vale, perché è l'Editore che ci punta per primo. Che seleziona bene, che scova il talento e lo mette sul piedistallo. Di questo vorrei parlare, non di come l'ha messa Tizio nel dire questo o quello. Ha parlato troppo di impaginazione e non di contenuti, va bene. Parliamone noi, allora.
  13. 15 punti
    Ciao @ElleryQ. Con "ha sospeso le comunicazioni" intendo dire che: in un primo momento (e cioè dalla ricezione del contratto fino al trascorrere del primo anno) ci sono stati degli aggiornamenti da parte dell'agenzia (arrivati sempre via email, in seguito a mie richieste). Dopo il primo anno e mezzo (e nessun risultato ottenuto, ovvero nessuna proposta di pubblicazione del mio manoscritto), ho ricominciato a inviare email alle quali l'agenzia rispondeva dopo molto tempo e non prima di aver ricevuta anche una mia seconda mail, dove dichiaravo di non aver avuto alcuna risposta da parte loro. Siamo andati avanti così finché le loro risposte non sono più arrivate (né con una, né con due mie email) e io, che non sono una rompiballe per natura, ho troncato i contatti che erano, ormai, a senso unico. Sono basita del fatto che, dopo oltre due anni, non ho ricevuto né un confronto sull'attività di ricerca editori effettuata (se mai effettuata, a questo punto lasciatemi dubitare anche di questo), né un rifiuto ufficiale, né una pernacchia (che sarebbe stata più gradita del totale silenzio). Mi hanno fatto perdere un sacco di tempo ed è meglio che io chiuda qui questo mio feedback perché non voglio riversare sulla discussione altro se non la mia esperienza. Un caro saluto.
  14. 15 punti
    Ciao @Depandance. Non credo, ovviamente, d'essere astro nascente di alcunché. Anzi: vivo con la paranoia di rovinare la bella reputazione di NN, avendo scritto un romanzo piuttosto "di nicchia" (I suppose), incentrato com'è su certe ricerche linguistiche e arrovellato su un impianto narrativo non sempre liscio e contingente come ci si potrebbe aspettare. A ogni modo, ti ringrazio sul serio per l'interessamento e, sì, ho sottoscritto il contratto - un buon contratto, per me. Procede bene, si uscirà dopo l'estate (fine settembre/primi di ottobre). Ci sono due cose che, finora, mi hanno colpito fortemente: il ruolo davvero centrale dell'ufficio stampa (grosso freelance di conclamata esperienza: non dipendente fisso, ma nemmeno mutuato a smozzichi da altri editori) e l'attenzione (innamorata e maniacale) a ogni dettaglio della storia da parte degli editor. Il secondo aspetto, come si potrà immaginare, mi lusinga e mi fa sentire parte di una sorta di famiglia - e questo va ad aggiungersi all'intreccio suggestivo (magico) dato dal modo di porsi come una piccola Mondadori, ma al contempo come una realtà intima pronta a farti dormire sul divano della loro redazione. Come forse ho già detto, posso sottolineare che valutano veramente il materiale che ricevono. E vorrebbero poter rispondere a tutti, anche a quelli rifiutati, ma non ce la fanno proprio - la direttrice è sempre stata molto genuina nel dirmi di questo suo rammarico. Poi, i discorsi sono i soliti: italiani ne pubblicano pochi, quindi si crea una sorta di gerarchia nelle priorità di valutazione - un autore finalista allo Strega e proposto da agente (il caso di Chiara Marchelli, da poco uscita con loro) è ovvio che salirà nelle preferenze di lettura; uno che invia per mail "normale" viene sì letto, ma con molta più lentezza. Spero di esservi, in qualche modo, utile.
  15. 14 punti
    Eccomi qua: disagiato quattrocchi abbruzzese al salone del libro.
  16. 14 punti
    Torno sempre più sporadicamente in questa discussione, ma vedo che più o meno siamo sempre lì. Vi aggiorno sulla mia posizione che, come altre, ebbe inizio un paio di anni fa: ho sempre avuto risposte alle mie richieste di aggiornamento, ma hanno sempre teso a lasciare in sospeso la sentenza finale. Dall'ultima volta, ormai circa sei mesi fa, non me ne sono più interessato. A quanto ne so il mio romanzo se ne sta su un comodino virtuale in attesa di essere rispolverato dal caso o dal destino o da un miracolo, essendo io totalmente miscredente ho deciso di non preoccuparmene più. Peccato, mi ero molto entusiasmato per la nascita di questa agenzia che sembrava volere veleggiare a tutta, ma pare che il mare editoriale l'abbia ingoiata.
  17. 14 punti
    Di solito non intervengo mai in questo genere di dibattiti, ma visto questo MI particolarmente acceso, mi sento in dovere di dire (almeno) una cosa: è un gioco. Su un forum. Tra sconosciuti. In cui non si vince niente. Sarò ingenuo, ma ritengo che nessuno ce l’abbia con nessuno, che non abbia senso “voler vincere” in un contest il cui scopo è migliorarsi e basta. Per come la vedo io, il MI serve a mettersi alla prova e a ottenere più commenti. Questi ultimi, a loro volta, sono utili se sinceri: si può dire (e si deve dire) che un racconto non sia bello purché si motivi il giudizio. Lo scopo resta infatti sempre quello: migliorarsi mettendosi in gioco. Da semplice sostenitore posso dire di aver visto numerose diatribe nate attorno al MI: il voto deve essere segreto, vincono sempre i soliti, il tempo è troppo poco, ecc... Quello su cui si dovrebbe riflettere è che l’unico premio del MI è essere giudice del prossimo MI: è un premio per incentivare la partecipazione, non la competizione. Nel MI si gareggia contro se stessi, per migliorarsi e basta. Concludo con un’ultima cosa, e premetto che ovviamente questo intervento non vuole essere rivolto contro a nessuno personalmente ma sia considerato un’osservazione soggettiva. Ho vinto (credo) in tutto 3 o 4 MI e ho partecipato almeno al quintuplo dei contest. A volte ho vinto con un racconto che io stesso ritenevo bello e ben scritto, a volte ho vinto con sorpresa con un racconto che consideravo ancora migliorabile. Viceversa, non ho vinto con racconti che consideravo perfetti e che comunque non sono stati votati. Non si tratta di errori di giudizio nè miei nè degli altri. Semplicemente, ci sono cose che a me scrittore sfuggono sui miei racconti e vengono viste dal lettore. Viceversa, esistono anche dettagli che io noto e che il lettore non considera importanti per un giudizio sul testo. Conclusione (vera): siamo sinceri nei commenti ai testi. È ciò che serve davvero al MI.
  18. 14 punti
    Nonna mi ha sempre raccontato di quando dichiararono Roma città aperta. All'inizio era contenta, alla fine però ripeteva solo: "Padre, aspettami". Sentiva di scivolare Giù nel profondo. A molti non rimase che scrivere, le parole parlate non venivano ascoltate. Una donna scrisse del Sehnsucht, un'altra del bombardamento di Dresda, un uomo scrisse un Sonetto della polvere e dei gradini, ma nonna non ne capiva il senso. Era una donna dei campi, mia nonna. Mi disse: "Per favore, Trovami l'incanto in queste parole". Ma le sue, di parole, erano Come sassi lanciati sulla mia fronte. Aveva ragione, l'incanto non c'era. C'erano solo Macerie e Macerie. E uomini e donne Toccarsi a morsi. Poi venne il giorno in cui lessi il suo Testamento. Era il Primo aprile 1999. Sentii un Amalgama di Risonanze, e rividi un Fuoco Smeraldo, verde come i suoi occhi verdi. Allora le parlai di nuovo e sentii Traiettorie ininterrotte. All'orizzonte, Solo aurore boreali. Ricordava tutti i suoi morti, nonna, ma diceva a noi nipoti di andare avanti. Non era un testamento il suo, era un inno alla Resilienza. Fu allora che mi ricordai di Quel bacio che mi desti prima di andartene, nonna, un bacio sbiadito. Presi la tua bocca, prima che giungesse la loro definitiva Clausura. Grazie a: @Ippolita2018 @dirk @Poldo @Marta96 @mina99 @Shikana @Mathiel @Joyopi @Lauram @Arianna Sofia Ferrari @Alba360 @Edu @Talia @Komorebi @millika @Emy @Amara @Poeta Zaza @Elisa Audino @Sira @ire70 @Mario74 @Max91 @mercy Grazie anche e soprattutto ad @Anglares e ai suoi lampi passionali che diventano poesie altrui. Vado a rileggere qualcosa. Poi voto. Poi passo ai FC. Grazie a tutti.
  19. 14 punti
    È il sogno di un albero spezzato senza foglie nè rami. La nostalgia di fiorire quando fuori è inverno.
  20. 14 punti
    Eccomi per l’intervento definitivo (purtroppo). Qualcuno si ricorderà della mia storia, per gli altri riassumo brevemente: ho avuto un romanzo rappresentato dall’agenzia che poi è stato pubblicato in una collana digitale di una casa editrice big (argomento tra l’altro controverso che aveva aperto degli spunti di riflessione). Fin dall’inizio non era un mistero che ci fosse da lavorare sul testo e anche sul mio stile, ma l’agenzia credeva così tanto in me che sono stata per mesi molto ottimista. Per superare le mie lacune, e rendendomi conto di non poterlo fare su una storia per me già esaurita, ho scritto un nuovo romanzo. Inizialmente l’agenzia sembrava molto entusiasta, perché ero migliorata molto, si trattava di riprendere in mano il testo e approfondire, perché purtroppo non avevo risolto i miei problemi al 100%. E si sa che gli editori sono esigenti. Così, su mia esplicita richiesta, sono stata indirizzata a una editor che collabora o collaborava con l’agenzia per sistemarlo a pagamento (ripeto, su mia richiesta). Qui sono iniziate le mie perplessità. Premetto che tirava già una strana aria da quasi un anno, nessuno mi rispondeva più ai messaggi ecc...quindi avevo la netta sensazione, a priori, di essere scesa dalla giostra. La editor che mi ha aiutato a migliorare il testo è stata eccellente, ma non ha fatto mistero del fatto che secondo lei, allo stato delle mie capacità attuali, non posso aspirare alla grande editoria...ok, ma allora, perché con il precedente, si? La faccenda aveva un sapore strano, visto nell’ottica globale della mia avventura all’interno dell’agenzia. Infatti, la rappresentanza per il mio nuovo romanzo, non c’è stata. Capita, per carità, però mi ha lasciata perplessa questa virata improvvisa, in particolare perché mi sono ritrovata con in mano un lavoro molto migliore del precedente (non perfetto, ovviamente) ma con un feedback sulle mie capacità inferiore a quando tutto è iniziato. Tutto questo mi ha fatto perdere l’entusiasmo, ora mi sento completamente impotente. Volevo condividere la mia storia perché forse mi può aiutare a sentirmi meno fallita, adesso procedere è più difficile di prima. Un saluto a tutti.
  21. 14 punti
    @Aporema Edizioni, io però vorrei capire un certo meccanismo mentale. Faccio un paragone. Appartenendo io a una categoria professionale molto tecnica, l'accusa che ci viene fatta come categoria è "non vi si capisce quando parlate". Al che di solito mi viene da rispondere una cosa del tipo: "So che molti colleghi neanche fanno lo sforzo, ma io personalmente cerco di parlare in modo comprensibile, anche se è difficile e le persone non si rendono conto di quanto lo sia." Quindi, di fronte a considerazioni come quelle che facciamo qui, io mi aspetterei una risposta del tipo: "So che molte CE neanche sanno che esistono in congiuntivi e stampano libri brutti, ma noi personalmente curiamo molto la grafica e l'impaginazione, nonché l'editing, anche se è difficile e le persone non si rendono conto di quanto lo sia." Invece ogni volta c'è un'alzata di scudi a difesa della categoria in blocco, indicazione di capri espiatori vari e sempre, anche quando si parla di cose elementari come giustificare il testo o scegliere un font, bisogna finire a parlare del bilancio di una CE e di quanto siano risicati i guadagni, poveri gli editori e perfida tutta la filiera. Un po' come se io rispondessi che l'italiano è una lingua insidiosa, ci vogliono anni per padroneggiare la materia, il sistema scolastico fa schifo perché non si dedica all'italiano settoriale e in fin dei conti la gente dovrebbe anche studiare un po' prima di parlare con gli altri e poi, soprattutto, non guadagno abbastanza per stare anche a spiegarmi in modo comprensibile, visto che comunque tra bollette, cibo, mutuo, vestiario, trasporti e tasse non è che a fine mese mi resta granché in tasca.
  22. 14 punti
    In primis desidero complimentarmi con tutti, vincitori e vinti, per aver dato vita ad un contest molto avvincente con letture davvero interessanti. A chi è salito sul podio, oltre a rinnovare i complimenti, lascio una brevissima battuta: - @Joyopi & @Plata avete dimostrato di essere bravissimi e... non mi fregate, per me siete dei professionisti; - @ITG e @Vincenzo Iennaco mi avete stupito per la creatività nello svolgere le diverse prove, chapeau; - @_Mari_ e @lean brave, siete state spassosissime! A @Kikki e @AnnaL. ricordo che ho pronti i 15€ per il loro libro tratto da questi racconti, mentre a @Edu e @Lauram, @Nerioe @Snowfall , @Emy e @Ippolita2018 , @Ezbereth e @Pulsar , @Poeta Zaza e @Intro, @Macleo e @Befana Profana dico semplicemente che non vedo l'ora di rileggervi! Infine - se permettete - voglio pubblicamente ringraziare @Talia per il coraggio di aver scelto e sopportato il sottoscritto come compagno di squadra (privandosi così di un risultato più soddisfacente): grazie mille, per me è stato un grande onore!
  23. 13 punti
    Abbiamo appreso con grande dolore che il 22 dicembre Nanni Malpica ci ha lasciati. Era un utente storico del Writer’s Dream, un amico burbero ma sincero, un bravo e serio scrittore, autore teatrale, poeta. Oltre a diversi libri pubblicati presso svariati editori (rigorosamente free), ci lascia in officina moltissimi suoi racconti e poesie. Talvolta si tratta di lavori grezzi, di primissime stesure, perché Nanni non aveva mai paura di misurarsi con il giudizio di noi lettori. Aveva tante cose da raccontare e, a mio personale parere, le sapeva raccontare bene. Invito chi passerà di qua a cercare i suoi lavori in officina e ad apprezzarli. Io adoravo i suoi personaggi tristi e disincantati, nei quali spesso si poteva ravvisare una vena profondamente autobiografica. Ci mancherà molto.
  24. 13 punti
    Io, da utente non amante delle regole (anarchico mi pareva troppo) davvero non capisco. Questo a cui stiamo partecipando è un contest. Vado su google traduttore e mi conferma che la traduzione di contest è gara, concorso. La gara, o concorso, ha bisogno di regole per poter essere svolto. O no? Abbiamo voglia di scrivere altro per diletto? Avanti coi fuori concorso... se no, perché lamentarsi? Se accettiamo il fatto che stiamo partecipando a un contest/gara/concorso, no. Non vuole dire nulla. Io sono stufo dei personaggi a cui vado dietro da settimane, li odio (chiedete a @Joyopi quanto li ho insultati ). Ma c'è un regolamento, nessuno mi obbliga a continuare e nessuno mi ha obbligato a partecipare, fermo restando che spero vivamente che nessuno si ritiri. Scrivere per divertimento è troppo semplice per chi ama scrivere come noi; scrivere mettendosi alla prova, misurandosi con delle difficoltà che dovremmo ingegnarci per superare, e non contestare, dovrebbe essere uno stimolo. P.s. degli staffer paraculi e disinteressati a cui non interessava per niente complicarsi le feste ci avrebbero dato carta bianca. Qualcuno può negare questa cosa?
  25. 13 punti
    Allora, vorrei chiarire un paio di punti (ok, forse più di un paio) a beneficio di tutti. Scrivere un dopo o un prima di un racconto è uno degli esercizi più importanti che uno scrittore - o aspirante tale - deve riuscire a svolgere. Un racconto è uscito male? Bene, perché quel racconto è uscito male? Posso provare, analizzando le cause, a far meglio con lo stesso personaggio? La domanda è retorica: certo che sì. E ci devo provare. Un racconto è uscito bene? E allora devo chiedermi se è stato un caso, o se riesco a tenere il ritmo vivo. L'esercizio di scrittura e riscrittura è un esercizio comune a tutti quelli che si approcciano al mondo del professionismo, o del semiprofessionismo. L'avere le tasche piene del personaggio o della storia, a forza di scriverla, riscriverla, migliorarla, a seconda dei consigli di agenti, editor o editori, fa parte del gioco. Per questo Contest lo Staff, dopo "i divertimenti" di quello per Halloween, ha deciso di provare a riportare la dimensione del "gioco" su un piano più orientato allo spirito originale dell'Officina del WD: scrittura come fatica, impegno, crescita (non a caso è stato inserito il "gioco degli animali" dei commenti degli Staffer). E il divertimento? Quello ci può e ci deve essere, ma non deve essere "la norma". Mi spiego meglio, onde evitare fraintendimenti: non è che non ci debba divertire a scrivere (e ci mancherebbe), ma lo spirito dei Contest del WD deve essere prima di tutto quello di confrontarsi, migliorarsi, crescere. Personalmente (parlo per me, ovviamente) se sono qui a impiegare il mio tempo (che reputo prezioso) durante le feste natalizie nel leggere, a volte valutare e a volte commentare ciò che scrivete, è perché credo fermamente nel concetto di "crescita autoriale". Questo forum mi ha dato tanto, mi ha aiutato a raggiungere traguardi che quando mi sono iscritto erano miraggi, e ora cerco, per quel che posso, di restituire quanto preso. Ma non con l'idea di "andare a fare divertire gli utenti". Proprio no. In questo caso l'idea è stata quella di proporre un Contest che costringesse gli autori a lavorare in modo quasi professionistico, strutturando, destrutturando e ristrutturando una storia. Personalmente, da autore, vedrei questo Contest e il lavoro che "mi costringe a fare" come una grande opportunità di crescita e una grande possibilità di mettermi in gioco. Non ci riesco? Va bene. Posso però chiedermi "perché non ci riesco"? E provare a migliorare questo aspetto del mio approccio alla scrittura. Posso quindi passare a domandarmi: ma se proprio non mi va di fare una cosa del genere, cosa succederebbe un domani se un agente o un editor mi dovessero dire di riscrivere completamente le prime 100 pagine del mio romanzo, o le ultime? E se mi chiedessero di aggiungere un capitolo, prima o dopo quello che ho scritto? Sarei in grado di farlo, o no? Ecco, vorrei che il vostro spirito nell'affrontare questo Contest e queste prove fosse questo. E gradirei non leggere più, in questo topic o oltrove, proposte di regolamenti alternativi. Dovete scrivere un prequel del primo racconto. Tutto qui. E vi assicuro che, se volete diventare degli scrittori, questo è "il minimo sindacale" che vi verrà chiesto di fare nel momento stesso in cui vi approccerete al professionismo, o al semiprofessionismo. E a domanda: "E se non voglio fare lo scrittore, se voglio solo divertirmi?" rispondo: Questa è l'Officina del WD, signori. Per tutto il resto c'è Wattpad. Namaste
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