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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 12/09/2020 in tutte le aree

  1. 19 punti
    No, è una dimostrazione concreta che -detto papale, papale - non ne possiamo più del tuo modo di porti, del tuo monopolizzare la discussione con deliri complottistici e narcisistici, con punte di pietismo da libro cuore. Del tuo Gridare alla bassezza morale, alla vigliaccheria e insultare sul personale chi mette la famosa freccetta rossa, senza prendersi la briga nemmeno per un secondo di pensare "ma magari sono io che sto sbagliando i modi" visto che tante persone mi danno contro. Appunto, la freccetta rossa rappresenta questo: un feedback anonimo sull'apprezzamento dei nostri contenuti social. Il creatore vedendo che il proprio contenuto non piace potrà legittimamente decidere di fregarsene e andare avanti per la sua strada (assolutamente legittimo) o cambiare il proprio atteggiamento/contenuti - ma mai ho visto qualcuno con questa vemenza e pretesa di verità assoluta combattere il sistema, come l'ultimo dei rivoluzionari verso un internet migliore. Su internet bisogna saperci stare. Va ricordato infarti che la valutazione anonima sussiste in ogni piattaforma social del nuovo millennio (youtube, Amazon etc... A proposito di Amazon sarei curioso di vedere la tua reazione a una valutazione a una stella non motivata su un libro della CE che rappresenti). Ma se ci pensate anche nella vita reale esiste; per esempio i miei curriculum vengono rimbalzati costantemente da HR manager anonimi senza un minimo di spiegazione Ma a te evidentemente non interessa ricevere un feedback (negativo, perché quelli positivi vanno sempre bene, certo...) e preferisci sparare a 0 sul sistema e su utenti che nemmeno conosci, con minacce legali, gridando a presunti complotti (con una retorica degna di un terrapiattista) e aggredendo chiunque non la pensa come te. Detto questo mi fermo qua. Avrei anche altre cose da dire, ma credo che quelle che ho appena esposto siano sufficienti a spiegare le mie freccette passate, presenti e future. Inoltre, ritengo che tu abbia esposto la tua teoria, fin troppo esaustivamente, esaurendo la funzione di questo topic e che quindi si dovrebbe passare ad altro. Un saluto (mi scuso per eventuali errori ma sono dal cellulare e sono di fretta).
  2. 14 punti
    Usole frecce rosse da quando sono iscritto al forum, anche quando non erano anonime e mi è dispiaciuto quando lo sono diventate. Soprattutto all'inizio ne ho anche ricevute tantissime ma lungi da me prenderla sul personale o sentirmi diffamato, nemmeno quando il giudizio riguardava la casa editrice per cui lavoro. Secondo me, da molti, la freeccia rossa è decisamente male interpretata e mi trovo perfettamente d'accordo con le risposte che ho riportato qui sopra. Personalmente non sempre ho il tempo (o la voglia) di rispondere a opinioni che mi trovano in disaccordo e la freccia rossa è il modo più veloce di esprimere un proprio dissenso che, però, non vuole essere diffamante o insultante...
  3. 12 punti
    Piccolo intervento. Siamo su un forum e che gli utenti possano discutere tra loro mi sembra il minimo, altrimenti ci trasferiremmo su TikTok, qualunque cosa sia. Però cerchiamo di fare in modo che la discussione resti fruibile, senza andare troppo off topic e senza intasarla ripetendo più e più volte concetti già espressi. La proposta di togliere l'anonimato ai punti reputazione è stata ricevuta dallo staff, che ovviamente sta leggendo i pareri di tutti gli utenti che sono intervenuti in questa discussione negli ultimi giorni.
  4. 10 punti
    @Lizina Che sia inutile pagare una scheda di lettura a un agente letterario, lo avevamo già detto? Il cambiamento siamo noi, se ancora ci pieghiamo a questi sistemi, quando arriveremo davvero a collaborare con degli agenti letterari? I quali dovrebbero occuparsi della sola rappresentanza. Parliamo, invece, di questa "scheda di lettura"... Non serve prettamente all'autore, basti pensare che molti indicano che sia utile in fase di revisione, quindi, andrebbe sottoposta a un editor (questo nella logica che l'autore non può editarsi il testo in autonomia, ma occorre "un occhio esterno"). Un autore che si rivolge a un'agenzia letteraria ha solo bisogno di un "Sì" o un "No", per giudicare se il testo è rappresentabile. Un agente che vuole fare anche l'editor, magari a spese dell'autore, può lasciare delle perplessità, che ci devono far riflettere se proseguire o meno. Per questo io penso che le schede di lettura siano ancora compito degli editor, l'agente letterario deve solo valutare la commerciabilità di un'opera.
  5. 10 punti
    Buongiorno a tutti, intervengo perché sono stata citata. La Maratta Edizioni non è una piccola casa editrice, ma una micro casa editrice. Un pesciolino che nuota in un oceano affollato di altrettanti pesciolini e che fatica a sopravvivere perché travolto sempre dai soliti noti. Premetto che chiunque apra una casa editrice in Italia, in questo periodo storico, è un eroe! Il rischio di fallimento è in agguato in partenza. Non mi interessa come lavorino le altre realtà, non sono nessuno per giudicare e puntare il dito, semplicemente nascendo come autrice di piccole ce, ho osservato il loro modus operandi, facendo tesoro di ciò che funzionava. Non si vendono molti libri perché non può bastare la pubblicità sui social e stare in vetrina negli store. Credo molto nel contatto umano, nel saper trasmettere entusiasmo per ciò che si fa, è stato in questo modo che alla fiera di Lucca ho provato la gioia di essere una micro editrice. Il 90% delle persone che si sono avvicinate allo stand hanno acquistato un libro. Oggi sarò ad Alvito, a sostenere una mia autrice durante la presentazione del suo saggio. A novembre saremo di nuovo in fiera, come una piccola famiglia. Non si pubblicano libri per venderli agli autori, non sono e non debbono essere loro i nostri clienti. La promozione è fondamentale e dato che arrivare in libreria, dove il monopolio è delle big, è molto difficile, bisogna alzare il sedere dalla scrivania e andare a zappare la terra insieme agli autori per raccogliere i frutti. Ciò che mi rammarica, però, è vedere che molti autori che si lamentano su Facebook, poi sono quelli che rispondono ai sondaggi sui libri in lettura, citando sempre, sempre gli autori famosi! Per quanto riguarda la selezione dei manoscritti, la Maratta Edizioni ha un piccolo comitato di lettura formato dalle stesse collaboratrici. Dopo aver letto almeno le prime quaranta pagine, ci riuniamo per esprimere la propria opinione. Sono d'accordo con gli editori che dicono che spesso non serve leggere tutto il manoscritto. Mi dispiace deludere alcuni, ma è così. Dato che sono un'autrice e so cosa significa, rispondo a tutti, anche in caso di esito negativo, ma non chiedetemi le motivazioni del rifiuto, non posso sottrarre il tempo a disposizione per fare questo. Qualcuno ha detto che le piccole case editrici che lavorano seriamente sono destinate a fallire. Forse fallirò, ma questo è il mio sogno e non ho intenzione di mollare. Nella vita ha vinto chi è stato perseverante e ha tratto insegnamento dalle sconfitte.
  6. 9 punti
    Quand’è che il ditino corre a selezionare la freccetta rossa? 1. Quando si ritiene – a torto o a ragione – che il contenuto espresso dal destinatario della freccetta sia inesatto, fallace, distorto, strumentale o introdotto a proprio esclusivo vantaggio. 2. Quando non si è d’accordo con i modi perché troppo accesi o denigratori dell’altrui punto di vista. 3. Quando si è stufi di un concetto esaurito perché già espresso più e più volte in più e più thread [leggi: quell’utente è un disco rotto]. 4. Quando per i motivi più disparati si è sviluppata una personale antipatia per un determinato utente: capita, ipocrita negarlo. 5. Quando la si pensa in maniera diametralmente opposta. 6. Quando un utente si rivela egocentrico e imbevuto di un proprio auto compiacente culto della personalità e utilizza il WD come un palcoscenico. 7. Quando stufi dell'utente prezzemolo, quello buono per tutte le stagioni, l'utente tuttologo che sul WD pare avere eletto la propria residenza, come se il forum fosse un cascinale . Immagino ci siano anche altre ragioni, che però al momento mi sfuggono. Adesso, le domande che mi pongo sono tre. – Sospendere l’anonimato dei punti reputazione avvierebbe un processo virtuoso? – Quali effetti collaterali produrrebbe? – Vivacizzerebbe le discussioni e le interazioni tra gli utenti o li indurrebbe a creare piccole e sciagurate comunità all'interno delle quali vige la regola non scritta del io do sempre un parere positivo a quanto dici e tu con me fai altrettanto, con un inevitabile appiattimento delle dinamiche da un lato e lo sgradito risultato di esasperare gli animi e accendere fazioni e ostilità dal lato restante?
  7. 9 punti
    Lista dei racconti in gara La sansa di @Edu: 8694 caratteri Riconoscere non è conoscere di @Poeta Zaza: 8832 caratteri Salad of people di @Lo scrittore incolore: 9828 caratteri L'odore della pioggia di @@Monica: 10617 caratteri La grande scoperta di @Alessandro1982: 10673 caratteri Hi... hi ha mah... ah moh he di @Ippolita2018: 10834 caratteri Civico 23 bis di @Ilaris: 11765 caratteri Spy Story di @Macleo: 12184 caratteri Werwolf di @Alberto Tosciri: 15263 caratteri L'uomo con la faccia a forma di una u rovesciata di @Emy: 15329 caratteri La nuova fidanzata di Attilio di @Befana Profana: 15527 caratteri Un insolito tanfo di @Solitèr: 15849 caratteri Punti penalità Tutti i racconti sono ammessi. Devo però assegnare un paio di penalità. @@Monica si è dimenticata di incollare, entro la mezzanotte, il link al suo racconto nel topic ufficiale. Solo un punto di penalità per lei, che ha comunque pubblicato il racconto in tempo e che partecipa per la prima volta. Se a dimenticare il link fosse stato un veterano dei contest, come per esempio @Edu, l’avrei squalificato. Be’, a dire il vero lo avrei fatto solo con lui, perché mi sta antipatico. Un punto di penalità anche a @Emy, perché il suo racconto rispetta solo in parte la traccia dello sconosciuto. Manca infatti il confronto tra i conoscenti, che in nessuna scena parlano tra loro dell’estraneo. Al limite il racconto il @Poeta Zaza. Qui il confronto tra gli amici è appena suggerito, minimo, ma è comunque intuibile. Per me è ok, quindi nessuna penalità per lei. Quindi: Emy e @Monica sono attualmente a -1. File utili Ho raccolto i vostri racconti in un file mobi, che ho messo sul kindle per leggere senza affaticare gli occhi. Se vi interessa potete scaricarlo qui: [scarica il mobi] Qua invece trovate la stessa raccolta ma in formato pdf: [scarica il pdf] Attenzione, nel copia e incolla si sono persi dei corsivi. Altri sono rimasti, non so perché. Quindi se usate questi file e qualcosa vi confonde, sappiate che probabilmente è colpa mia e passate a controllare la versione ufficiale del testo, che è quella pubblicata dagli autori qui sul forum. Ultima fase Avete fino alle 23:59 di domenica per leggere e votare, aprendo una discussione nella Stanza delle votazioni anonime [link]. Seguite le istruzioni che trovate sotto al nome della sezione. Commentare i racconti in gara invece non è obbligatorio. Buona lettura!
  8. 8 punti
    Intervengo nuovamente solo per rispondere a questa cosa. Purtroppo se una CE ci chiede, per un motivo o per un altro, di cancellare la discussione a essa dedicata, siamo costretti ad applicare un filtro che blocchi automaticamente i post degli utenti che citano la CE*. Questo perché, facendo cancellare la discussione, la CE ci chiede in pratica di non essere più menzionata sul forum. Non possiamo quindi aprire una discussione che punti i riflettori su queste realtà. EDIT: *Naturalmente poi contattiamo gli utenti per spiegare perché i loro post sono stati bloccati.
  9. 8 punti
    @Alexmusic, premesso che non sono d'accordo con alcune tue esternazioni sulle freccette rosse, e non ho avuto problemi di esprimermi a tal proposito con la solita sincerità e il dovuto rispetto, non penso affatto che tu debba andartene, né ho il motivo per augurartelo. Tuttavia, mi piacerebbe ritrovare la persona che ho conosciuto quando mi sono iscritta in questo forum 4 anni fa: colta, preparata, pronta a consigliare l'utente inesperto e alle prime armi con gentilezza. Ricordo con piacere lo scambio di commenti in Officina dove ci siamo incrociati spesso in quei tempi. Ultimamente, però, non trovo alcuna traccia di quell'Alexmusic. Al posto suo c'è un uomo amareggiato, provocatore, che usa un linguaggio non solo duro, ma anche inappropriato ed eccessivo. Sono rimasta male e allibita, e questo ricorderai sicuramente perché sono intervenuta subito, per le parole inaudite rivolte all'utente bannato. Ti reputo una persona intelligente, e forse a mente fredda capirai tu stesso che esistono altre strade da percorrere per ottenere qualcosa. Non serve aggredire e usare toni forti. Capisco che per te è diventata ormai una questione di principio e che ci tieni, ma andandotene per protesta non risolvi nulla. Continuo a essere dall'avviso che se fosse stato tecnicamente possibile le reazioni sarebbero ancora palesi, però come dice @Ace, forse si potrebbe arrivare a una mediazione o a una sorta di compromesso, anche se non so in che modo.
  10. 8 punti
    Una recensione [freccetta] negativa lascia il tempo che trova e male non può fare, né al singolo utente, né a qualsivoglia CE che operi con correttezza e amore per i buoni libri. L'importante è che se ne parli, diceva il sommo esteta. Detto questo, per quanto quasi mai io sia d'accordo con @Alexmusic, credo che Alex sia una risorsa importante di questo forum e mai vorrei vederlo andare via, il WD ne risulterebbe impoverito. Alex, se posso permettermi, ho l'impressione che la faccenda delle freccette e della reputazione sia stata da te un poco ingigantita e credo che, in fondo in fondo, da personaggio acuto e intelligente quale sei, lo sai anche tu. In ogni caso vorrei rincuorarti: la reputazione della tua CE è ottima. Non sono io a dirlo, beninteso, bensì gli autori che hanno pubblicato con voi [ne conosco qualcuno? Sì, più di uno], quelli sì che fanno testo, non quattro freccette rosse sfigate. Chiudo dicendoti che perlopiù le freccette rosse che ti becchi sono da imputarsi non tanto a ciò che scrivi, ma ai toni sanguigni e muscolari che utilizzi nell'esprimere il tuo pensiero. Limare gli scritti altrui è materia che conosci bene, dovresti, credo, limare di un poco anche i tuoi, dopodiché saresti quasi perfetto, pur sanguigno come sei. Detto questo ti abbraccio; per quanto le parole che impieghiamo a volte ci leghino, non permettendoci di fare marcia indietro, a volte per fare un passo avanti e uscire da un cul de sac è necessario riconoscere che anche noi possiamo avere sbagliato, almeno un pochino. Uno zinzerellino, va'.
  11. 7 punti
    Premetto: non sono la frecciatrice rossa del commento di @Alexmusic! Al di là degli scherzi e di tutto ciò che si ironico si possa trovare nella vicenda frecce, capisco l'amarezza per un giudizio che appare come lapidario, ma non capisco affatto l'accanimento. Le frecce rosse, come quelle basite (che basiscono molto anche chi le riceve, in un loop di basimenti e neologismi inarrestabile), sono fastidiose, soprattutto se non se ne comprende la ragione. Tuttavia sono anche un modo rapido di esprimere un dissenso, quando non si ha voglia di alimentare flame o comunque discussioni infinite. Non credo possano ledere la reputazione di nessuno, specie di una casa editrice ben presente sul forum e della quale tutti conosciamo la serietà. Anche per il semplice fatto che non sono pensate per ledere alcunché. Ci feriscono? Ci feriscono. Ma siamo adulti consapevoli delle opinioni che esprimiamo e dunque, stii delle freccette, a un certo punto.
  12. 7 punti
    @cheguevara ho visto e sono convinta che leggere le esperienze riportate in questo forum (non solo in questa discussione) permetta di risparmiare tempo, delusioni e vicoli ciechi.
  13. 7 punti
    Andrò certamente controcorrente (e probabilmente solo perché porto a esempio la mia personalissima esperienza), lo so. Il fatto è che non ritengo possa esserci una struttura biologica che va a influire sul prodotto finale, su un'opera, che più spesso è frutto di innumerevoli variabili. Queste ultime derivanti dal bagaglio culturale, dall'educazione, dall'esperienza, ma anche semplicemente dalla volontà intrinseca di ognuno di infondere parte di sé (o meno) nei testi. Nella mia intera esistenza ho tentato in ogni circostanza (e spesso anche irragionevolmente) di non conformarmi mai. Il solo atto di sembrare uguale a qualcun altro ha sempre smosso in me moti di profondo disagio. La ricerca dell'originalità in ogni ambito, fosse sociale, lavorativo, familiare, relazionale, mi ha spinto a fare ricerche, documentarmi e puntare ogni volta a un fatto imprescindibile: la diversità intellettuale. Ricordo che a vent'anni, durante alcune ricerche per un esame di biologia, una nozione appresa da uno dei libri di testo mi sconvolse al punto da spingermi a rivedere con occhio critico quanto fino ad allora avevo ritenuto valido, tangibile. A partire da quella stupefacente scoperta (tale ovviamente sol per me, che seguitavo a cercare risposte all'esistenza, alla vita, ai perché dell'essere) e certo "subendo" il condizionamento di ogni minimo evento accadutomi negli anni della crescita, ho di fatto preso a rivalutare qualunque cosa, accadimento, persona avessi intorno, tentando di scoprirne i motivi. Perché si è come si è? Cosa ci spinge a mostrar di noi una caratteristica piuttosto che un'altra? Per quale motivo portiamo a bandiera (o meno) la nostra "femminilità" o "mascolinità" a seconda dei casi e delle situazioni? E tutto il papiro per segnalare che, nella mia opinablissima visione del fatto, non basta una storia (che altro non è che il prodotto di vita per osservazione per immaginazione per desiderio per rivalsa per n altre variabili psico-fiosiologico-sociali) con la sua trama, il suo stile, il suo ordine, la sua correttezza formale e razionale, a definire la femminilità o la mascolinità dell'essere umano autore della stessa. E non basta perché ogni specifico essere vivente è un po' dell'uno e dell'altro insieme, a prescindere da ciò che biologicamente lo definisce tale. Anche l'uomo più virile conserverà almeno un ricordo, un gesto, un momento in cui è stato delicato, femmineo, bambino e smaliziato; così come la più splendida e delicata donna almeno una volta avrà dimostrato tecnicamente di avere due OO così. E solo formulare quest'ultima frase è stato così sbagliato nei termini, da dare una misura pressoché chiara dell'impossibilità di definire "maschilità" e "femminilità". Cosa sono, dopotutto? "Femminile" sta per delicato, dolce, assertivo? "Maschile" sta per coraggioso, forte, dominatore? Beh, è assolutamente plausibile incontrare, conoscere e apprezzare uomini e donne che posseggono un po' tutte queste caratteristiche a prescindere dal loro sesso. Perché non è il genere che fa la persona. Ma mi sto ripetendo! XD Ho già detto che non sono d'accordo? Ecco, in succo volevo dire solo questo!
  14. 7 punti
    [E anche in questo caso, la competenza del vostro editor di fiducia può venirvi in soccorso. Renato M. Bruno] https://bottegadinarrazione.com/2020/09/11/i-dieci-segreti-veramente-indispensabili-per-scrivere-unottima-sinossi-del-tuo-romanzo/ I dieci segreti veramente indispensabili per scrivere un’ottima sinossi del tuo romanzo By Giulio Mozzi in Teoria e pratica, 11 settembre 2020, direttore della Bottega di narrazione 1. Non chiamarla sinossi. Stando al dizionario (qui mi affido al Treccani) la sinossi è un “compendio, esposizione sintetica e schematica di una materia, di una disciplina, di una scienza, di un periodo storico o letterario, ecc., fatta in modo che i dati si possano facilmente e rapidamente trovare o confrontare tra loro (ricorrendo talora alla sistemazione in tavole sinottiche e alla disposizione in colonne parallele)”. Qui sotto, per esempio, puoi vedere una tavola sinottica dell’evoluzione della vita sulla terra: Oppure guarda su in alto, l’immagine in cima all’articolo: il Beato Angelico ci fornisce in primo piano la scena dell’Annunciazione e, sullo sfondo, a sinistra, la scena della Cacciata dal Paradiso terrestre; mentre nelle decorazione dell’edificio troviamo rappresentato il Cristo adulto. L’affresco forma così un’autentica sinossi della storia della caduta e salvezza dell’umanità. Se la cosa che tu chiami sinossi non somiglia, a vederla, a questa roba qui, probabilmente non è una sinossi. Ciò che finora hai chiamato sinossi puoi chiamarlo: riassunto della storia, soggetto (con parola rubata al cinema, che a me pare piuttosto pratica), sintesi, abstract (con parola rubata al gergo degli articoli scientifici: non bene, secondo me). (E lo so, lo so, che oggi le tavole sinottiche è di moda chiamarle infografiche; ma appunto, se ciò che chiami sinossi non somiglia a un’infografica, non è una sinossi). 2. Il soggetto – io lo chiamerò così – deve raccontare con chiarezza e brevità la storia. Ripeto: il soggetto deve raccontare la storia, non il romanzo. Se nel romanzo hai fatto ampio uso di montaggio, flashback, flashforward, eccetera, o se il tuo romanzo è scritto su una serie di schede da combinare liberamente, non ha importanza: tu, nel soggetto, racconterai la storia dal principio alla fine. Eventualmente, dopo che l’avrai raccontata lascerai una riga bianca, e aggiungerai un capoverso o due per spiegare il modo in cui, nel romanzo, l’hai raccontata. 3. Ho detto dal principio alla fine, e qui ripeto: dal principio alla fine. Un soggetto non è una quarta o un risvolto di copertina. Non ha lo scopo di stuzzicare la curiosità del possibile acquirente di una copia del libro. No. Non deve lasciare in sospeso, nascondere informazioni, e così via. Ha lo scopo di suscitare l’interesse di un editore che, eventualmente, sulla produzione e distribuzione e promozione del libro investirà alcune migliaia di euro. E ha quindi il diritto – visto che al momento deve decidere, in sostanza, se dedicare qualche ora della sua vita a leggere quello scartafaccio – di essere informato nel modo più puntuale possibile. Fa’ conto di essere davanti a un medico che ti fa l’anamnesi. 4. Scrivi il soggetto in modo piano. Se nel romanzo hai adottato una lingua scoppiettante, gaddiana, michelemariana, riverruniana, klingoniana, esperàntica, dialettale, miscugliata, taliàta e trasìta, fa niente: il soggetto dovrà essere scritto in italiano. Nel dubbio, puoi accompagnare al soggetto un estratto dal testo: breve, una cartella, non di più, tanto per dare un’idea. L’editore dovrà solo decidere, dalla lettura del soggetto (e dall'eventuale estratto), se leggere (o far leggere) il testo o se metterlo da parte. La decisione vera, se pubblicarlo, verrrà dopo la lettura integrale, spesso dopo più letture. 5. Il soggetto – ma mi pareva di averlo già detto – deve raccontare la storia. Non deve esporre i temi. Un soggetto che cominci con una frase del tipo: “Questo romanzo tratta dell’impossibilità del vero amore tra una persona molto alta e una persona molto bassa”, è sbagliato. Racconta la storia, insisto: e la storia mostrerà da sé il proprio tema. (In particolare, non usare mai la parola incomunicabilità: nell'editoria italiana è stata proscritta da almeno ventinove anni). 6. Se pensi che la tua storia abbia degli interessanti “agganci” con l’attualità, non dirlo. Non dirlo, perché (a) se gli “agganci” ci sono, se ne accorgerà anche l’editore leggendo il soggetto, e (b) ciò che è attuale oggi potrebbe non essere più tanto attuale, anzi essere ormai una roba che non se ne può più, nel momento in cui il tuo romanzo effettivamente sarà, se sarà, pubblicato (un editore serio difficilmente pubblica prima di un anno ciò che decide oggi di pubblicare: c’è da fare il collocamento nel piano editoriale, l’editing, la promozione in libreria, eccetera eccetera). 7. Se la tua storia è molto complessa può aver senso fare due soggetti: uno piuttosto breve, diciamo da mezza cartella a una cartella, in cui la faccenda sia raccontata per sommi capi, e uno adeguatamente lungo in cui sia raccontata più per esteso. Se la tua storia prevede dei séguiti, dopo il soggetto del volume che presenti aggiungi un capoverso per ciascuno dei previsti volumi successivi. 8. A prescindere dalla persona che hai adottata nel tuo romanzo, il tuo soggetto sia scritto in terza persona – con un narratore onnisciente. 9. Impagina chiaramente il tuo soggetto. Lascia ampi margini. Usa un carattere dei più usati, un Garamond, un Calibri, un Times, un Cambria; niente caratteri sciccosi, niente svolazzi. Se lo stampi, stampa in inchiostro nero. Se spedisci il tuo romanzo per posta elettronica (nella riga dell’oggetto puoi scrivere semplicemente il titolo), metti il soggetto in un documento allegato (riassumendo nel corpo dell’email proprio l’essenzialissimo essenziale). Ricorda di mettere nei fogli che compongono il soggetto il tuo nome e i tuoi recapiti (idem nella prima pagina del documento che contiene il romanzo). 10. Non esprimere giudizi sul tuo romanzo. Non descriverlo come “un romanzo avvincente nel quale il protagonista affronta avversità di ogni tipo pur di difendere la propria libertà e realizzare i propri sogni”: scrivi che cosa effettivamente fa, questo benedetto protagonista. E non descriverlo nemmeno con un gergo da critica letteraria: che tu sappia a memoria Genette e Skovskij è certamente una buona cosa, ma mai nessun romanzo è stato pubblicato perché l’autore sapeva a memoria Genette e Sklovskij. Analogamente, non lanciarti in considerazioni commerciali: se il tuo romanzo sarà facile o difficile da vendere l’editore lo sa assai meglio di te. E tocca a lui decidere se arrischiarsi o no.
  15. 6 punti
    Non mi dire. Da quello che ho letto in questa discussione può capitarti di peggio: per esempio, pagare un loro editing, venire rappresentato e poi restare anni in attesa di un contratto con una CE importante, che non arriverà mai.
  16. 6 punti
    E perché, invece, non chiedere gentilmente di restare in tema, come tra individui di una specie senziente? Penso a una redazione fatta di volontari che non vengono pagati e che devono star lì a spulciare tutti i nostri sproloqui o, al contrario, alla facile inclinazione umana alla censura. È un attimo e cominciamo a cancellarci l'un l'altro per ben altri motivi che l'andare fuori tema. L'occasione fa l'uomo ladro. Meglio poter leggere tutto, anche se non piace, ed eventualmente mettere una freccina rossa. Riassunto: non sono d'accordo (scusa la prosopopea). Temo, comunque, @Renato Bruno, che la domanda iniziale sia rimasta senza risposta perché lasci un po' il tempo che trovi. Leggo che in Italia ci sono all'incirca 4.000 case editrici. Pur scartandone una buona parte e giungendo a quelle che operano seriamente, ognuna con la propria visione, il proprio mercato di riferimento, con un'apertura mentale che va dalla piena accettazione del commerciale a l'aborrirlo, i molti generi, sottogeneri, le commistioni, eccetera… come si fa a definire l'indefinibile? La lista di ciò che tu ritieni fondamentale perché un'opera letteraria sia pubblicabile probabilmente non corrisponde alla mia. E siamo soltanto in due… Forse volevi giungere a dei comuni denominatori, ma immagino quelli siano triti e ritriti. E, comunque, tutt'altro che rispettati. Quindi? Personalmente accetto che a molte domande, nella vita, una risposta precisa non esista, perché l'essere umano non è (soltanto) matematica. E temo, come suddetto, che la tua domanda ne abbia molte, di risposte.
  17. 5 punti
    C'erano tempi in cui si pensava a scrivere, un tempo in cui si pensava a commentare e migliorarsi, si guidavano i nuovi arrivati verso una pacifica condivisione e conoscenza. Ora vedo sostenitori anziani (non di servizio) che passano il tempo sui topic dei giochini, scambiando il WD per una bocciofila, oppure a condurre polemiche disastrose con contenuti disastrosi (ricordo di essere stato tolto dai sostenitori per molto meno... tempi duri, quelli). Le uniche notifiche che mi arrivano sono dei giochini e delle cancellazioni di account. O freccette messe così a caso da gente che, troppo cresciuta, torna indietro con l'età. Ecco, oggi mi pare che un altro utente storico abbia abbandonato la nave, ed è passato inosservato perché, più che scrivere e condividere e sostenere, si polemizza e si gioca come ai cruciverba, cosa che potete fare anche a casa vostra nelle serate tristi.
  18. 5 punti
    Penso che dipenda da ciascuno di noi, da come ci sentiamo in merito a impegni di lunga durata per me non è un problema consentire a una casa editrice di vendere il mio romanzo per dieci o vent'anni, dopotutto cos'altro dovrei farmene io, se non tenerlo nel cassetto come manoscritto o pubblicarlo in self? È difficilissimo che una casa editrice ripubblichi un romanzo che è già stato pubblicato da una CE concorrente, questo è chiaro, mentre un romanzo pubblicato in self ha vita brevissima, nel giro di pochi mesi le vendite muoiono. Una CE dovrebbe continuare a darmi il corrispettivo per tutti quegli anni, d'altronde, senza alcun dovere da parte mia. D'altronde - ma parlo per me, personalmente - non mi fiderei mai di un editore che vuole restituirmi manoscritto, baracca e burattini dopo 3 anni: significa che per lui non vale più niente oltre quella data, e che se avrà fatto danni di qualsiasi tipo all'immagine del romanzo o alla mia di autore, se ne laverà prestissimo le mani. Non firmerei mai un contratto con la scadenza di una scatoletta di tonno, e poi chi s'è visto s'è visto. Dopotutto, un contratto non è un patto di sangue: se sorgono problemi e incomprensioni, si possono trovare accordi e compromessi per rescindere, e in ultimissima ipotesi avvalersi di un legale, o se sorgono inadempienze gravi procedere con normale diffida ad adempiere prevista dall'articolo 1454 del CC. Conosco molte persone che hanno rescisso di comune accordo, senza penali, senza avvocati, contratti con Newton, Piemme, Rizzoli. Mentre, invece, non conosco case editrici "big", quelle da libreria, che acquistino i diritti di un'opera inedita per meno di dieci anni, se non venti. Poi è ovvio che ognuno deve decidere per sé, e se non se la sente di rinunciare ai diritti sul proprio manoscritto per molto tempo, è giusto che non lo faccia e cerchi una soluzione adeguata al caso, magari con editori medio-piccoli o comunque disposti a restituire i diritti in tempi brevi ci dovranno pur essere.
  19. 5 punti
    Io l'ho scritto più volte, in varie discussioni. Esattamente il mio pensiero. Esatto. Soprattutto quando l'agente fa il furbo, proponendo un editing a pagamento come passaggio necessario per una "eventuale" offerta di rappresentanza, che ovviamente non arriverà mai. Perché un agente letterario degno di questo nome sa benissimo se desidera rappresentare un testo o un autore, a prescindere dall'editing.
  20. 5 punti
    Bene, abbiamo dodici partecipanti cicciotti, compresi alcuni brontosauri da contest, come @Lo scrittore incolore e @Alberto Tosciri, e un paio di faccioni tondi nuovi, @@Monica e @Alessandro1982, a cui do il benvenuto. Avrò bisogno di qualche ora di tempo per leggere e assegnare eventuali penalità, ma intanto potete cominciare a leggere i racconti degli altri partecipanti, se volete. Avrete comunque tutta la settimana per leggere e votare i vostri tre racconti preferiti, creando una nuova discussione nella Stanza delle votazioni anonime (link). In cima alla sezione trovate poche semplici indicazioni per fare tutto nel modo giusto. A dopo.
  21. 5 punti
    Non credo d’aver mai usato le freccette rosse, ma posso ipotizzare una risposta a questa tua domanda: credo che molte di quelle frecce rosse siano dovute ai toni con cui esponi le tue proposte, recriminazioni, opinioni. Negli ultimi giorni ti ho letto accusare il forum, lo staff, i suoi utilizzatori, di azioni e intenti poco chiari e sicuramente riprovevoli; tacciare di infame, vile e altri epiteti chi usa le reazioni ai post (quelle negative, perché a quanto pare le reazioni positive, invece, non pongono problemi), trattare da imbecille o amante della polemica o da persona in malafede chi contestava il tuo punto di vista. Credo che se i tuoi post fossero meno aggressivi e bellicosi, forse, riceverebbero meno frecce rosse. Detto questo, esprimo un parere sulla questione: le freccette rosse sono un modo rapido di dire «non sono affatto d’accordo» o «trovo pessimo quello che è scritto in questo post». Si può essere delusi o contrariati nel ricevere frecce rosse che si giudicano immotivate? Certamente, è più che comprensibile. Esistono tizi che mettono frecce rosse a caso o per antipatia dichiarata verso altri utenti? Certamente: il mondo è pieno di imbecilli, e il forum non è fuori dal mondo. Ma le freccette hanno un vero valore, qui o fuori da qui? Non mi pare proprio. Le freccette rosse a singoli post nella discussione di una CE nuocciono alla reputazione della CE e di chi ci lavora? Non vedo in che modo. La reputazione della CE si fa, qui e fuori di qui, attraverso le testimonianze di chi vi ha interagito, come autore o come acquirente e utilizzatore dei suoi libri. Reagire, ribellarsi e chiedere sanzioni verso dei post diffamatori, in cui si attribuiscano a una CE, o a chiunque altro, colpe e comportamenti inesistenti, è sacrosanto. Paragonare le frecce rosse a insulti e diffamazione è, a mio umile avviso, spropositato; accusare di chissà cosa e inveire contro chi mette quelle frecce e contro chiunque non ritenga importanti le frecce, poi, ancora di più. Mi scuso per la verbosità e le eventuali ripetizioni. (Mi scuso anche per l’eventuale OT, ma sono giorni che mi trattengo e non sapevo dove altro esternare).
  22. 4 punti
    La risposta breve è: no, non ha motivo di esserci. Tant'è che leggendo autori/ici che hanno o usano nomi unisex, spesso è difficile notare la differenza. Ho risposto a una discussione molto simile altrove, dove il problema era scrivere in prima persona da un punto di vista di genere diverso. Il mio pensiero resta uguale: molti personaggi femminili memorabili (per citarne solo uno Madame Bovary) sono stati scritti da uomini. Uno scrittore osserva la vita in tutti i suoi aspetti, quindi si presume che conosca bene sia gli uomini che le donne, indipendentemente dal genere in cui è nato. Ho letto libri dove si capiva al volo che l'autore era uomo o donna solo dal modo di descrivere l'altro sesso. Un uomo di rado descrive un altro uomo come bello, così come una donna di rado si sofferma sulla taglia di reggiseno dei suoi personaggi. Questo però non ha a che fare con le capacità di scrivere, ma solo con un modo inconscio di vedere i personaggi. Io uso spesso portavoce maschili, che difficilmente si soffermano su cose considerate tipiche, come la tendenza a guardare le belle donne o lo sport. Questo perché di solito hanno cose più importanti di cui preoccuparsi: omicidi, guerre, disagi esistenziali, ecc. Non significa però che ne risultino personaggi meno credibili sul piano psicologico. I cliché possono andar bene per dare coloritura a personaggi minori, ma quelli principali devono essere unici, quindi non definiti dal loro essere uomini o donne, ma dalle loro esperienze e decisioni Se però guardiamo solo lo stile di scrittura o la capacità (senza storie d'amore tra le scatole) allora sfido chiunque a cogliere la differenza. Secondo i cliché le donne dovrebbero essere più sensibili, ma molti dei miei miti letterari sono uomini che hanno una sensibilità e capacità di cogliere le sfumature che invidio. Tempo fa ho pubblicato un racconto in un'antologia di racconti gialli/horror, le cui organizzatrici lottano contro i pregiudizi incontrati tra gli editori che vogliono le donne in secondo piano nello scrivere storie "cattive" Può essere un trucco della natura per assicurarsi che la specie sopravviva Pensa affidare la nascita e crescita di un bambino a qualche esemplare dei picchi più bassi... Eccomi
  23. 4 punti
    sono assolutamente d'accordo con te Vi lascio due link di articoli che ho trovato interessanti sull'argomento: Esiste una scrittura femminile? Esiste una scrittura maschile? Vorrei anche sottolineare che scrittura femminile non è sinonimo di scrittura femminista
  24. 4 punti
    Buongiorno, eccovi la mia esperienza con la casa editrice Aporema: Ho ricevuto una loro risposta in tempi molto brevi (forse uno o due mesi, non ricordo bene). Ad ogni modo, nonostante trovassero molto interessante la trama del romanzo e avessero visto delle buone doti narrative leggendo l'incipit, hanno avuto la sincerità e la professionalità di rifiutare la pubblicazione per il fatto che io vivo in Svizzera, poiché essendo una CE piccola, non sentivano di avere le risorse necessarie per un'adeguata promozione (l'avevano già sperimentato in passato). Nonostante il grande dispiacere, ho apprezzato molto la schiettezza ed essendo stati i primi a darmi un responso positivo, mi hanno dato tanta speranza e fiducia sul fatto che un giorno riuscirò a vedere il mio romanzo pubblicato. Grazie
  25. 4 punti
    Erano diversi giorni che non entravo sul forum. Quando ho visto tutti questi tag, ho pensato: "ahhh, hanno letto il mio romanzo, bellini!". Invece nulla, solo anonimato e freccette, freccette e anonimato. Che vita grama.
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