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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 06/11/2011 in tutte le aree

  1. 35 punti
    Aggiunta dello Staff: Questo post è ironico, prendetelo come tale. Leggetelo attentamente, in ogni caso. Magari dopo aver letto il topic di Benvenuto. Caro nuovo utente, sei appena entrato nel forum e temi di fare errori. Il modo migliore per non farli è quello di leggerti attentamente il regolamento (sì, esiste un regolamento), ma in attesa che tu lo assimili, ecco 10 cose da non fare. Presentarti più o meno così: "Salve, sono io e questo è il mio bestseller: Cinquanta sfumature di spam." Presentarti con domande del tipo: "Ho inviato il mio manoscritto alla Mondadori circa 20 minuti fa, diciannove per l'esattezza. Non ho ancora avuto una risposta e quindi pensavo di rivolgermi a una EAP. Me ne potete consigliare una che sia solo moderatamente disonesta?" Moltiplicare i punti esclamativi sentendosi Gesù fuori Betsaida. Essere convinti che quattro punti di sospensione (o peggio, due) sia quello di cui ha bisogno la narrativa italiana per innovarsi e questo forum per essere più piacevole. Pubblicare un racconto senza avere prima commentato e riuscire a lamentarsi della mancanza di feedback prima che uno staffer blocchi il post. Non so se qualcuno ci sia già riuscito (gli staffer sono più veloci degli F35 e sanno fare più male), ma in molti ci hanno provato. Per cui non sareste neanche i primi. Ritenere ridicolo e inutile il commentare i testi altrui e ancora più assurdo che uno staffer vi richiami per questo. Ma chi si credono di essere? Non riuscire ad accettare che anche in questo forum non tutti la pensino come voi. E nonostante le offese e le minacce non cambino idea. Pazzi! Ritenersi personalmente offesi per un richiamo e pretendere di ricorrere al TAR o alla Corte Costituzionale o magari alla Corte Europea di Giustizia. Guarda, WD sta raccogliendo un fondo legale proprio per questo scopo, nel caso potresti farne richiesta. Discutere con uno staffer e pretendere di spiegargli come si applica il regolamento. E se questo si ostina a non capire, chiedere l'intervento di uno staffer. Credere che questo post sia una cosa seria e che possa sostituire un'attenta lettura del regolamento o del topic di Benvenuto.
  2. 34 punti
    Se stai leggendo questo post vuol dire che sono morto. No, scherzo, se stai leggendo questa cosa è perché ho ricevuto (qui ma non solo) molte domande riguardo quella che è stata e che sarà la mia esperienza con un grande editore, e le continuo a ricevere. Sono talmente simili che ho pensato di mettere nero su bianco le mie risposte, con un po' di ironia ma tanta serietà, senza peraltro costringere gli Admin a richiamarci sempre all'ordine nel non andare OT altrove. Non lo faccio per incensarmi - già la parola mi fa starnutire. Lo faccio solo perché, non ci crederai, ma vorrei che la mia esperienza non fosse unica. Questo mondo di merda ha un disperato bisogno di invertire la tendenza della speranza: quando le persone disperano la cattiveria vince, e a me dà fastidio quando vince. Nello stesso tempo ci sono un po' di equivoci da sfatare, non su di me, ma sullo scrivere in generale. Ed è bene che le cose comincino ad essere chiamate per nome: è un bene per tutti. - Come hai fatto? Non lo so, sul serio. Ho scritto e un libro e il resto è andato da sé. - Ma hai un agente? No. Gli agenti a cui mi sono rivolto non mi hanno convinto oppure mi hanno ignorato. Ma oggi posso dire meno male: avrei sbagliato la scelta e mi sarei affidato a persone non in grado di lavorare con me. - Sei serio o solo un coglione arrogante? Non lo so, fai tu. Sono serissimo. Non è che siccome non sono nessuno allora chiunque è meglio di me. Se avessi ragionato così non ce l'avrei fatta. - In che senso? Nel senso che se non ci credi tu in quello che fai allora non ci crederà mai nessuno. - Di la verità: hai conoscenze. No. Ognuno può pensare quello che vuole ma, benché svolga un lavoro di pubbliche relazioni, tra le mie conoscenze nessuno poteva spingermi. Oppure non avrei passato sei mesi a cercare agenti (sbagliati). - A quali editori ti sei rivolto? Quasi tutti i più grandi più qualche piccolo. Quasi tutti perché non tutti i grandi pubblicano il mio genere. Capire a chi inviare il manoscritto e a chi no è già il primo passo verso la pubblicazione. Non ci crederai ma quando scrivevo avevo in mente un solo nome. - Infatti non ci credo. In effetti avrei accettato anche Sperling e Kupfer. Perché leggo tantissimi libri editi da loro. Forse talmente tanti che accettare Feltrinelli o Giunti mi avrebbe fatto sentire un traditore. - Ora stai esagerando. Hai ragione. - Pensi che sia possibile farcela anche per me? Non lo so. Non so cosa scrivi, né come scrivi. Io non mi reputo il nuovo Joyce, anche se la mia immagine del profilo potrebbe suggerirlo, ma credo di aver fatto un buon lavoro di base. La storia soprattutto mi sembra avvincente. Non credo che chiunque possa scrivere, ma credo che chiunque abbia il diritto di sognare. L'importante è non perdere mai di vista l'obiettivo ed essere razionali. - Cioè? Se scrivi di merda in realtà non hai bisogno di qualcuno che te lo dica: lo sai da solo. A quel punto hai due strade. Mollare oppure migliorare. Stilisticamente si può migliorare con lo studio e la lettura (a proposito, leggi come se domani dovessi morire e non aver paura di imitare gli autori che ami: l'imitazione è la più sincera forma di adulazione), ma a livello di contenuti c'è solo una cosa che può farti crescere. - Sarebbe? Vivere una vita piena. Curiosare. Sbagliare. Ubriacarsi di tanto in tanto. Disprezzare qualcosa e qualcuno, amare alla follia. Viaggiare da viaggiatore, non da turista. Non avere pregiudizi. Osservare gli altri. Ascoltare le storie del mondo (ce ne sono miliardi in giro), accettare l'idea che possa esistere Dio, che bene e male non sono fiabe ma energie reali che influenzano la vita da sempre. Studiare. Leggere (l'ho già detto?). - Io sto cominciando a coltivare l'idea di smettere di scrivere. Ho ricevuto troppi rifiuti. Ma tu perché scrivi, amica/o? No, sul serio: perché lo fai? Lo fai per soldi? Perché vuoi cambiare la tua vita? perché non ti piace il tuo lavoro? Perché non puoi farne a meno? Perché qualcuno ti ha detto che potresti fare lo scrittore? Perché immagini il tuo volto in prima pagina su Vogue? Perché vuoi tenere un workshop con Ken Follet e Dan Brown? Vuoi diventare professore alla scuola Holden? No, aspetta, non voglio saperlo. Devi risponderti da sola/o, ma lo devi fare sinceramente perché la tua scelta finale dipenderà dalla risposta che ti darai. Io posso rispondere per ciò che mi riguarda. Scrivo perché senno impazzirei. Starei male. Quando ho smesso di scrivere stavo male. Ho passato anni bui, di profonda depressione. E non riuscivo a curarla in nessun modo. Avevo tanti amici, e qualche donna, interessi, sport, passioni... ma stavo male. Così male che avevo smesso pure di leggere. Entrare in libreria mi faceva quasi piangere dalla disperazione. Una volta sono entrato in una Feltrinelli e ho quasi avuto un attacco di panico. Sono dovuto uscire così in fretta che i tizi della cassa pensavano avessi rubato qualcosa. No, se non scrivessi starei troppo male. Ho una bella famigliola ma non basta. Forse sono un uomo orribile a dirlo, ma se non scrivessi non sarei del tutto felice. - Perché? Perché siamo spugne. - Ok. Stai delirando. No, dico sul serio. Siamo spugne. Assorbiamo tutto quello che abbiamo intorno, e siccome attorno a noi c'è un sacco di sofferenza, alla fine soffriamo pure noi. Anche se lo nascondiamo, anche se ci riempiamo di selfie e sorrisi. Io almeno ne assorbo una cifra. Se ogni tanto non aprissi il rubinetto impazzirei. Questo è il mio processo creativo: assorbo tanta oscurità da star male. Poi devo solo aprire il rubinetto. Non è esattamente una magia eh, c'è tanto altro. Ma alla base di tutto è questo. Se non scrivessi starei male. - Quindi? Quindi trova il motivo per cui vuoi scrivere. Se è un motivo venale datti un tempo ragionevole. Chessò, tre anni. Se entro tre anni non ce la fai smetti e prova con altri progetti. - E se non è venale? Allora non smetterai mai. - Ma starò male. Anzi, di merda. Probabilmente sì. Ti auguro di farcela, non immagini quanto mi piacerebbe poterti aiutare... - A proposito... no, non posso. Magari un giorno potrò (mi piacerebbe fare lo Scout nella vita), ma al momento ti assicuro che non posso. - Consiglio finale? Segui l'istinto. Ossessionati, ma non restare cieco ad altre opportunità. Nessun percorso è mai uguale.
  3. 32 punti
    Gennaio. Senza alcun tipo di aspettativa, faccio il mio tentativo con Mondadori. Lo faccio così, tanto per dire che ci ho provato. Inizio febbraio. Ricevo una mail "Da Mondadori". Nel senso che Da Mondadori era proprio l'oggetto. La persona che la scrive è Carlo Carabba, Responsabile editoriale per la narrativa italiana Mondadori. Una persona che si rivelerà di una cortesia e gentilezza d'altri tempi. Il succo della sua mail è: Il romanzo ci interessa ma i nostri tempi di valutazione sono lunghi, e ci vorrà un po' per arrivare a un giudizio definitivo. Bisogna avere pazienza. Attesta stimata 6-7 settimane. Durante questo periodo mi ritrovo, mio malgrado, a mettere in attesa un Agente che prima di mandarmi al diavolo ha profetizzato: "Guarda, in questo momento tra le mani non hai nient'altro che la vaga speranza di una risposta, e io non sono disposto ad aspettare. Senza un agente ti ritroverai con un pugno di mosche. Tanti auguri". Tant'è. Intanto cerco invano di continuare a tessere intrecci per il nuovo romanzo che sto scrivendo (mi sento un po' Brian, il cane dei Griffin). Inutile. La testa è troppo occupata, le dita pesano e i pulsanti della tastiera mordono. Arrivano altre proposte, da parte di altri Agenti. Per fortuna stavolta sono loro a mettermi in attesa. Iniziano ad arrivare anche i primi rifiuti (ne ho ricevuti diversi), ma non fanno male. 26 aprile. Ormai quasi certo che il loro silenzio rappresenti un tacito No mi faccio risentire, sempre via mail. Carabba risponde dopo neanche mezz'ora. Mi rassicura sul fatto che il romanzo non è stato affatto scartato in silenzio, e che la valutazione è ancora in corso perché - lo scrive di nuovo - gli interessa. Vengo comunque rimandato di altre due settimane. Circa. 6 giugno. Ho bisogno di sapere. Nuovo contatto e nuovo rinvio. Stavolta di una sola settimana. Ci sono novità e, a quanto pare, scottano. In otto giorni l'unica cosa che scotta è la certezza che comincia a maturare: farà male. Inizio a pensare che forse non mi riprenderò mai dalla batosta. Per fortuna c'è mia moglie. E per fortuna c'è mia figlia, pure se ha solo un anno e mezzo e (forse) non capisce: ogni volta che le chiedo se andrà bene, annuisce e mi sorride con quei due occhi abbaglianti. Ricomincio a crederci e faccio bene, perché il 14 giugno arriva la notizia definitiva, infiocchettata in una mail da parte dell'ufficio diritti: Mondadori pubblicherà il romanzo. Dopo una breve e per nulla difficile dialettica tra le parti oggi sono in procinto di firmare il contratto. Sta per iniziare la parte più affascinante di questo mestiere. Non so come andrà e cerco di non pensarci - anche perché sennò divorzio - ma sono soddisfatto. Perciò ecco, in bocca al lupo a me... ma anche a tutti voi. Perché questa breve storia possa ispirarvi coraggio, e fiducia nella possibilità di farcela. E ricordatevi una cosa che ho sempre sostenuto fin dall'inizio: il tempo, le energie, l'opera intellettuale, la fatica, la sfiducia, l'entusiasmo, la passione, le lacrime, le notti insonni... tutto questo è denaro. Forse non denaro che aiuta a comprare pane e vino, ma comunque una moneta di estremo valore. Almeno per noi. Almeno per me. Saremo pur sempre degli esordienti, e il mare sarà pure in tempesta e brulicante di capre anneganti, ma io ho sempre chiesto professionalità, lì dove professionalità avevo da offrire. Non c'entra con l'arroganza, non siate intimoriti: è una questione di rispetto per il lavoro. Questo non è un gioco. Per me non lo è mai stato. Volevo diventasse la mia professione, e lo voglio ancora oggi più che mai. Evidentemente ho fatto bene a crederci. Perché di solito credere in qualcosa, non lo dico io, "basta e avanza". ...ma che cosa significa "Just believing" ?
  4. 26 punti
    E' una porcata immonda, che spiega come l'unica cosa che conta sono i soldi e l'entità dei regali che il tuo uomo può permettersi di farti, che non è manco di striscio BDSM (due manette e un foulard sarebbero dominazione? Ma fanno cose più sconce gli hamish, santo Cthluhu ), con una caratterizzazione dei personaggi inesistente - e sto usando come parametro l'harmony medio, sia ben chiaro. Sospetto che i protagonisti siano clinicamente ritardati, perché sono incapaci di sostenere conversazioni più impegnative di "ti amo. Spogliati." O l'immortale "Io non faccio l'amore. Io fotto. Senza pietà." E lei va in brodo di giuggiole. La trama consiste in: lei dolce ingenua goffa ma tanto bella dentro si innamora di lui bello fascinoso tenebroso ricco sfondato (il suo conto in banca e il suo pene sovradimensionato sono praticamente le uniche due cose che si conoscono di lui). Fanno sesso. C'hanno le scalmane. Rifanno sesso. Fine della trama. Robaccia del genere può piacere solo a chi legge un libro ogni due anni, contando anche i libri di scuola Di solito non trancio giudizi così categorici perché penso sempre che i gusti sono gusti, se una persona non cerca letteratura magari può apprezzarlo, e cose del genere, ma stavolta, davvero, posso solo dire che si tratta di un ingiustificato eccidio di alberi.
  5. 25 punti
    Ciao, sognatori È passato un altro anno anche al Writer's Dream: per me, il secondo da Community Manager. Ci sono state molte novità (e ne arriveranno di grosse nel 2018), a volte è stata dura seguire alcune discussioni in Case Editrici ( ) ma conto di rimanere agguerrito al servizio dell'informazione trasparente e della professionalità anche l'anno prossimo. Per questo mando un abbraccio virtuale (e lo rinnoverò presto fisicamente!) a tutto il mio Staff, che insieme a me si è fatto in quattro per mantenere il WD quello che è ancora oggi: senza di loro niente di tutto questo sarebbe stato possibile. A marzo 2018 ricorrerà l'anniversario di un decennio targato WD e sarà tempo di tirare le fila: l'editoria si è evoluta e l'ha fatto insieme a questa piattaforma, che soprattutto ad oggi è considerata Leader in quanto a informazione editoriale italiana. Non possiamo non esserne orgogliosi, e non sto parlando solo di Boré, di me o dello Staff, ma di tutti i Sostenitori e Utenti che rendono vivo questo forum. Grazie a tutti voi! Vi auguro di passare un bel periodo di festa, e per dimostrarvi quanto vi voglio bene eviterò di chiedere cosa avete intenzione di fare a Capodanno Vi lascio al Contest natalizio per chi è iscritto (compreso me!), alle Case editrici, alle agenzie e a tutto quello che riguarda la scrittura a tutti gli altri. A proposito: buona scrittura, sognatori!
  6. 25 punti
    Salve a tutti. Il primo passo di chi ha finito di scrivere un romanzo si riassume nella domanda: "E ora che faccio?" Vi avviso: è una lettura abbastanza lunga, ma doveva esserlo per diventare utile alla comunità. Visto la mia modesta e umile esperienza da utente, staffer del WD ed editor, ho pensato di dare il mio contributo personale alla comunità scrittevole del Writer's Dream e di cercare di aiutare gli aspiranti scrittori a darsi una risposta a molti quesiti che si incontrano durante il cammino alla pubblicazione. Ho scritto "guida" perché in fondo è quello che vuole essere; tuttavia, le mie non sono sacrosante verità e alcuni potrebbero pensarla diversamente, o in modo diametralmente opposto. Io spero solo che possa esservi utile; tutto qui. Ci tengo a sottolineare anche che l'argomento è estremamente vasto e non posso affrontare tutto in modo completo; mi limiterò a essere il più ordinato possibile sui primi passi e spesso farò uso di collegamenti ad altre discussioni del forum per argomenti specifici. Cominciamo. Muoversi in questo mondo, per chiunque e soprattutto per chi non ci abbia bazzicato almeno per un po', è difficile: è una vera e propria giungla. Lo è anche per i più esperti, ma ho pensato di racchiudere in questa discussione una raccolta di consigli utili e di step da seguire per essere in buone condizioni di arrivare alla tanto agognata (e un po' sopravvalutata) pubblicazione. In questo caso mi concentrerò sulla pubblicazione tramite Casa Editrice; al self-publishing farò pochi cenni e solo perché meriterebbe un'intera discussione a parte. Non è nemmeno questo il luogo in cui disquisire del perché scegliere uno piuttosto che l'altro (self o CE) poiché entrambi hanno dei pro e dei contro; dipende da quello a cui aspira l'aspirante scrittore e dalle necessità dei singoli. Tenete bene a mente che il selfpublishing ben fatto può lanciarvi così lontano da raggiungere gli scaffali della Feltrinelli o della Mondadori, ma ha anche tanti contro. Bisogna saper usare programmi per produrre epub, mobi, kindle e compagnia bella. Bisogna sapersi promuovere (questo vale anche per le CE, ma ancor più per il self) e non si avrà nessun tipo di appoggio tecnico o di promozione, seppur limitato, da nessuno. Cliccate qui per la discussione sul Self e non andate off topic in questa, di discussione. Detto questo, potrete dare tutti quanti il vostro apporto di esperienze e consigli riguardo pubblicazioni con CE, così che tutta la community ne giovi e i più spaesati riescano a trovare un sentiero da seguire. Io butterò le basi per un'analisi quanto più accurata possibile. 1) La prima stesura del romanzo è conclusa. Cosa faccio? A questo punto bisogna assicurarsi, prima di proporlo a chicchessia, di fare un buon lavoro di revisione. Ci sono diversi modi per farlo. A costo zero: Revisionatelo voi stessi almeno un paio di volte. Rileggete con cura, sistemate gli errori di battitura e quelli più grossolani che riuscite a vedere. Consiglierei anche di lasciar passare del tempo fra la prima e la seconda revisione; magari qualche mese. Capisco che non siamo tutti uguali (c'è chi sa rileggere con sufficiente distacco anche subito e chi nemmeno dopo sei mesi ci riesce) e che questa possa sembrare una perdita di tempo, ma una seconda revisione immediata serve a poco per il semplice fatto che il romanzo è vostro, magari ci siete affezionati e non riuscirete a notare subito gli errori presenti. Fatelo leggere a qualche amico di fiducia. I pro sono che un occhio esterno può aiutarvi sia riguardo alla forma che riguardo alla trama; i contro sono che l'aiuto degli amici può arrivare fino a un certo punto, perché potrebbe nascondervi i difetti maggiori del romanzo per non offendervi o non essere in grado di aiutarvi più di tanto sulla forma del testo. In ogni caso, cercate di scegliere bene! Preparate una semplice lettera di presentazione. La lettera deve prendere in considerazione più il romanzo che voi stessi; o meglio, dovreste parlare di voi in funzione del romanzo e del tema che trattate. Rivolgetevi al vostro interlocutore per nome. Non usate sigle come "Egregio Editore", è da persone poco informate. Invece, cercate di conoscere il nome della persona che cura la collana in cui volete entrare, oppure del direttore editoriale. Rivolgetevi a lui, fate capire che conoscete la realtà cui mandate il vostro lavoro, che vi piace, e spiegate in poche parole chi siete. Non elogiatevi mai da soli, né la vostra persona né il romanzo. Sarete scartati a prescindere, in quel caso. Siate umili, concisi, andrate dritto al sodo e non raccontate la storia della vostra vita. A meno che non sia una storia eccezionale, all'Editore non interessa (non per cattiveria, ma per ragioni pratiche). A pagamento: Rivolgetevi a un Editor professionista. Anche qui bisogna stare attenti a chi vi rivolgete (Link sezione Freelance sul WD); informatevi sui prezzi e se esistono dei feedback ancora meglio. Per farvi un'idea, il prezzo medio di un editor professionista è di 3/4 euro a cartella (per cartella si intende una pagina da 1800 caratteri spazi inclusi). Chiedere meno quando il romanzo è già discreto dal punto di vista grammaticale e sintattico è cosa buona, chiedere più di 6 euro a cartella è... beh, dipende dal nome dell'Editor! Il massimo che ho visto è 18 euro, il minimo è 1,5 euro a cartella. Al vostro posto diffiderei di entrambi: il primo è un prezzo esorbitante, il secondo è davvero troppo poco. Per editare una cartella in modo accurato ci vuole una media di venti minuti a essere ottimista, quindi fate voi il calcolo orario! Scrivete una buona sinossi da affiancare al libro. Vi ricordo che la sinossi è il biglietto da visita del vostro romanzo ed è questa, in prima battuta, che gli Editori analizzeranno e giudicheranno. Scrivetela facendovi aiutare da qualcuno che sa cos'è e come va scritta; magari dall'Editor stesso, se vi rivolgerete a un professionista (Link discussione Sinossi sul WD). 2) Il romanzo è editato, impaginato e curato al massimo delle mie possibilità; la sinossi è pronta. Come mi muovo? A questo punto dovrete fare la famosa scelta per andare di selfpublishing (Link sezione Piattaforme POD sul WD) oppure di puntare alle Case Editrici (Link sezione CE sul WD). Come ho già detto prima, in questa sede ipotizziamo che abbiate scelto di puntare sulle CE (non perché sia meglio o peggio; semplicemente è questo l'argomento della discussione, quindi diamolo per scontato). A questo punto potrete, facoltativamente, rivolgervi a un Agente o un'Agenzia letteraria che vi rappresenti (Link alla sezione Agenzie del WD). Attenzione, anche qui bisogna stare bene attenti a chi ci si rivolge, perché alcuni "agenti" lucrano sugli aspiranti scrittori; altri invece lo fanno per passione e potrete contare su di loro. Rivolgersi a un'agenzia implica, di solito, un pagamento (anche se ne esistono, di gratuite). Bisogna stare attenti arrivati a questo punto perché tutti, o quasi, proveranno a chiedervi soldi a vario titolo per pubblicare. Non sto parlando di CE a pagamento che vogliono truffare gli autori, ma di servizi editoriali che a volte sono sacrosanti, a volte border line: un agente che ti chiede 300 euro per leggere il tuo romanzo non sta guadagnando rappresentandoti, ma guadagna con quei 300 euro. Difficile che sia un professionista. D'altro canto un agente che non si fa pagare per valutarti magari leggerà le prime 5 pagine della tua opera e se non è convinto passerà oltre... ed è legittimo: se ha 500 testi da leggere non può leggerli tutti gratis. Magari un piccolo contributo di lettura può essere normale (con la specifica che in quel caso dovrà leggere tutto). Stessa cosa per le schede di valutazione e valutazione dei manoscritti; sono servizi totalmente a discrezione dell'autore, non necessari, per i quali vi sconsiglio di pagare cifre esorbitanti. Ci sono persone, insomma, che offrono fior di servizi che a volte possono essere utili e possono farvi compiere grossi salti in avanti; a volte sono solo spillasoldi. In linea di massima: alcune cose devono essere pagate, perché sono servizi necessari e presuppongono un lavoro altrui che va remunerato, altre non dovrebbero essere pagate, altre ancora possono essere pagate se al giusto prezzo. Come ci si orienta? Con il buon senso. Fate molta attenzione, informatevi sulla persona o sull'Agenzia che volete contattare, controllatene i feedback della comunità (qualsiasi essa sia), il sito, e parlateci. Ma passiamo ai passaggi principali da seguire se non ci si rivolge a un'Agenzia e si preferisce fare da soli. Per prima cosa mandate la sinossi ed il vostro romanzo ai big che accettano invii per email. Uno su un milione ce la fa; molto probabilmente non sarete voi, ma la speranza è l'ultima a morire. Spesso non riceverete nemmeno una risposta automatica, ma solo il silenzio assoluto. Questo è il primo passo proprio perché, se va in porto, è come vincere alla lotteria. Non sperateci più di tanto. Ho specificato "per email" poiché non vale la pena spendere soldi per stampare un romanzo di centinaia di pagine, spedirlo a proprie spese magari in duplice/triplice copia e non ricevere nessun tipo di risposta. Almeno, "non vale la pena" secondo il mio punto di vista; se siete disposti a spendere un po', fate anche questo. Buttate giù una rosa di piccoli Editori da cui partire, che secondo il genere del vostro romanzo, per sentito dire o per gusto personale vi piacciono maggiormente; magari fatelo usando le nostre liste nella sezione CE. Studiate bene la linea editoriale, le collane della Casa in questione. Non mandate a caso o a tappeto, in questa fase è inutile e deleterio. La prima rosa dovrebbe aggirarsi su pochissimi editori, anche solo 5. Fate questa scelta con calma, senza fretta; i tempi dell'editoria sono lunghi e perdere qualche altra settimana non cambierà niente. A questo punto, dopo aver mandato sinossi e romanzo a questi editori (alcuni chiedono solo la sinossi) aspettate almeno 2-3 mesi senza fare altro. Questo perché il tempo medio di risposta delle Case Editrici è di 3 mesi (vanno da 1 a 6, perlopiù) e aspettando preventivamente un po' di tempo potrete essere sicuri di ricevere le risposte dalle Case Editrici che più vi piacciono, prima di quelle del prossimo passo. Mandate la vostra sinossi alla seconda lista di Editori con cui vi piacerebbe pubblicare. Le seconde scelte, per intenderci. Questa lista può arrivare anche a 10-15 Case Editrici. Mandate la vostra sinossi a tappeto. Questa è una politica grezza e non molto efficace; anzi, è controproducente. Ma se non vi rimane altra scelta... lasciate perdere, o fate quest'ultimo tentativo. 3) Ho ricevuto una proposta di pubblicazione. Cosa faccio? La maggior parte delle persone alla prima pubblicazione si farebbe prendere dall'eccitazione del momento e firmerebbe senza pensarci un attimo, pensando che se una Casa Editrice gli ha detto il fatidico "sì", si è arrivati alla fine del sentiero. Purtroppo non è così. Non tutte le Case editrici sono serie o corrette, è ovvio. Quindi: Bisogna leggere attentamente, riga per riga, il contratto che vi è stato proposto. Magari date un'occhiata al Contratto standard (Fac-simile) redatto dallo Staff del Writer's Dream: otterrete parecchie informazioni. Fatevi anche delle domande: si tratta di un Editore a pagamento o no? Se vi chiede qualsiasi forma di contributo (rimborso spese nei confronti della CE, acquisto copie obbligatorio, contributo una tantum, eccetera) è a pagamento. Attenzione alla lunghezza. Un contratto che superi le dieci pagine è, di solito, un contratto poco chiaro e inutilmente cavilloso. Se il contratto è molto lungo e spesso non capite cosa voglia dire, rivolgetevi a scrittori in causa per un consiglio (o alla nostra sezione Questioni legali) o a un legale di vostra fiducia. Soffermarsi su eventuali clausole o passaggi che vi sembrano poco chiari. Chiedete pareri in giro (magari a un legale professionista o un addetto ai lavori) e infine chiedete informazioni all'Editore stesso. Alcune Case Editrici sono disposte a modificare il contratto, e lo faranno se lo chiederete gentilmente. Anche questo è un argomento molto vasto e, per sapere se il contratto che vi è stato offerto è buono o no, bisogna soffermarsi su molti fattori. Quelli principali (e non sono assolutamente comprensivi di tutto quello che bisogna considerare) sono: Informazioni su eventuali contributi richiesti all'autore. Eventuale anticipo corrisposto a favore dell'autore (un sogno, ormai, che si realizza solo con le big; non ve lo aspettate da una piccola). Percentuale di royalties sulle copie cartacee (non dovrebbe mai scendere sotto il 5% e dovrebbe aggirarsi intorno al 7-10%), digitali (in teoria più alte) e su diritti terzi (cinema, radio, tv, traduzioni in altre lingue eccetera, che dovrebbe essere sempre 50% a voi a 50% all'editore). Durata del contratto (sconsiglio una durata superiore ai 5 anni; molti editori offrono di default la durata massima, e cioè 20 anni, ma sono disposti a scendere se lo si richiede). Promozione e distribuzione del libro (su questa faccenda mi dilungo poco più avanti; comunque qualche cosa nel contratto, riguardo alla promozione quantomeno online del libro, dovrebbe esserci). Tipo di pubblicazione prevista (cartacea e/o digitale). Dipende da quello che volete; alcuni preferiscono solo il formato ebook, altri, come me, sono amanti della carta stampata e vogliono vedere il proprio libro in forma cartacea. Questa è una questione di scelta personale, da analizzare nel momento in cui mandate le email alle singole Case Editrici. Non fermatevi a questi e spulciate attentamente il contratto in cerca di trabocchetti (alcune volte ce ne sono e anche di fantasiosi). 4) Ho analizzato il contratto. La Casa Editrice è Free oppure è a pagamento ma non mi interessa, perché è corretta e sulla base di quello che so, posso procedere. Bene! Siete quasi arrivati in fondo. Accettate il contratto e preparatevi a una lunga attesa. Alcuni Editori fanno passare molti mesi prima di pubblicare il vostro libro; ricordatevi, già che ci siamo, di chiedere (se non c'è) che venga inserito, nel contratto, un limite massimo di tempo entro cui la CE si impegna a pubblicare il libro dalla data della firma del contratto stesso (il tempo più ragionevole è 6 mesi, non andate mai oltre 1 anno!). 5) Ho firmato il contratto. Cosa mi devo aspettare? Se è una CE seria e professionale, dovrete aspettarvi un'altra passata di editing. Per esperienza personale vi dico che l'editing delle piccole CE è comunque spesso superficiale (si limitano a impaginazione e correzione bozze, spesso), non approfondito e utile solo, appunto, come passaggio finale prima della pubblicazione. Case Editrici serie vi tengono aggiornati sullo stato di sviluppo del romanzo o, quantomeno, rispondono ai vostri solleciti o richiesta di informazioni. Ricordate, comunque, che ci sono anche persone professionali, disponibili e cordiali dall'altra parte e cercate di esserlo anche voi, sempre e comunque; non tutte le CE rappresentano lupi affamati e non tutte le persone cercheranno di prendervi per i fondelli (questo vale in questa sede come nella vita). Cercate, quindi, di essere sempre educati, di non rompere troppo le palle alla CE di turno e di portare rispetto fintanto che loro ne avranno per voi. 6) Il libro è uscito. E ora? Intanto, complimenti, ma non pensate sia chissà che. Non voglio distruggere i vostri sogni ma se il libro è disponibile online e nessuno lo compra, avete risolto poco. Che il vostro romanzo sia solo in versione digitale o disponibile anche in versione cartacea è indifferente, poiché dipende dalla vostra scelta di rivolgervi a Case Editrici che pubblichino solo una delle due o entrambe. Non vi aspettate di essere nelle librerie (fisiche) in giro per l'Italia, perché non accadrà quasi mai. In ogni caso è arrivato il momento della promozione. Anche a questo riguardo potremmo aprire un'intera discussione apposita, ma considerate che la media delle piccole CE fa promozione molto ridotta e limitata. Si parla di pubblicità sulla loro pagina facebook, sul loro sito e, se siete disponibili voi, pubblicità alle fiere presso il loro stand. Non aspettatevi la luna e non vi lamentate di promozione blanda, perché i piccoli editori non hanno altri mezzi! Cosa potete fare dal canto vostro? Coinvolgere amici e parenti. Questo è quello su cui puntano le piccole Case Editrici per avere un introito sicuro: quanto più la vostra sfera sociale è ampia, tanto più riuscirete a vendere un discreto numero di copie tramite amici, parenti e amici di amici. Questo però è il passo base su cui marciano le CE (che sia in buona o cattiva fede). Noi vogliamo di più, nevvero? Pubblicizzarsi con l'aiuto della propria Casa Editrice tramite presentazioni. Organizzate, se possibile, presentazioni del libro nella vostra città e regione; coinvolgete più persone possibili e cercate di allargare quella famosa sfera sociale includendo perfetti sconosciuti (nelle presentazioni, ovviamente!). Pubblicizzarsi in proprio sui social e online. Costruite un sito ad hoc, una pagina facebook, pubblicizzatevi su siti come il Writer's Dream (Link sezione Libri). Fatevi conoscere ovunque possiate farlo. Presenziate alle fiere più importanti d'Italia (o anche a quelle locali). C'è poco da dire, su questo. Se la vostra CE è presente, dovrete rimetterci "solo" le spese di viaggio e alloggio, utilizzando i loro stand. Se invece la vostra CE non è presente, la questione si fa molto più complicata e l'esborso monetario può diventare impegnativo. Considerate che ci saranno poche occasioni in cui ci sarà il primo caso e molte in cui dovrete vedervela col secondo. DIventare imprenditori di voi stessi. Dovete raggiungere il grande pubblico, e questo punto è fondamentale per farlo: può piacere o meno, ma è così che potrete arrivare da qualche parte. Focalizzatevi su strategie di marketing poco dispendiose, come facebook, social vari, presentazioni, idee originali per attirare l'attenzione (non spogliatevi, per carità). Dovrete impegnarvi, essere attivi. Non scoraggiatevi e armatevi di volontà: ve ne servirà una di ferro. In più vi servirà del tempo, e un minimo di cifra da investire, se volete arrivare da qualche parte (non parliamo di grandi cifre; il vostro maggior investimento rimarrà sempre da pesarsi in termini di tempo). Ecco qua, è finita. Spero di esservi stato utile e, ovviamente, la discussione è aperta anche a domande e pareri. Cercate solo di non andare off-topic perché in futuro potrebbe essere interessante per un nuovo utente leggere tutta la discussione, magari piena di elementi utili che lo aiutino a destreggiarsi in questa famosa giungla fatta di pagine, libri, oscurità e pochi fari di luce. A questo punto, quando avrete seguito questi passaggi, passato un anno potrete fare la somma di quanto accaduto e ritenervi soddisfatti oppure no. Questo varia da persona a persona: qualcuno potrebbe essere già molto felice di avere tra le mani il proprio libro e di vederlo tra gli scaffali a casa di qualche amico; altri vorrebbero invece fare il salto della quaglia, in cui riescono in pochi. Pubblicare è difficile, ma fare i conti con quello che c'è dopo lo è ancora di più. Impegnatevi, ma tenete i piedi sempre bene a terra; non vi illudete ma allo stesso tempo... non smettete mai di sognare.
  7. 22 punti
    Ciao gente, è un po' che non sono presente nel forum, ma oggi vi volevo parlare di una cosa che, negli ultimi anni di attività scrittevole, ho constatato essere comunissima: le lagne degli aspiranti esordienti. Mi è capitato per diversi motivi di essere a contatto virtualmente e nella realtà tridimensionale con altri aspiranti esordienti come me e mi sono resa conto di una cosa orribile: gli editori hanno, per buona parte, ragione. Sapete quando dicono che vogliamo la pappa pronta, che siamo egocentrici, che non ci rendiamo conto di come funziona la realtà editoriale? Ecco, hanno ragione. Mi sono capitate persone a cui ho detto: "Se vai lì quel giorno a quell'ora incontri degli agenti letterari, fra cui alcuni che lavorano con importanti case editrici. Andiamo?" e la risposta è stata: "Ma fino a lì? E se poi è inutile? E se poi dicono che il mio genere non lo trattano? E se poi ricevo un rifiuto? Ho sprecato soldi e tempo per andare lì per niente". Oppure: "Andiamo a quella fiera di libri?". Risposta: "No, quel giorno ho da fare. No, quel giorno ho preso appuntamento dal parrucchiere. No, il giorno dopo mi alzo presto per lavorare". Risultato: pacco. Ma la scrittura non era la cosa più importante della vostra vita? Mi è capitato di vedere esordienti ricevere critiche da agenti o editori e reagire come soubrette isteriche, dare la colpa al sistema, autocelebrarsi come artisti che non stanno alle regole del mercato. Perfetto, ma se non vuoi stare alle regole del mercato allora non pretendere che il mercato ti acquisti un milione di copie. Io ho ricevuto dei rifiuti e per quanto so, perché lo so, che ricevere una critica a qualcosa che ha richiesto anni della tua vita fa male, ho dovuto ringraziare perché le critiche venivano da chi era del settore e perché erano ben motivate. Mi hanno detto: "La struttura del tuo manoscritto è poco commerciabile, così com'è non verrà mai pubblicata da una grande casa edirice". Che faccio? Punto i piedini e pretendo che il mondo cambi? Direi di no. Prendo, ci ragioni e decido come reagire. Ci sono quelli a cui suggerisci di partecipare a concorsi nazionali ben conosciuti e ti rispondono: e no, se c'è la quota d'iscrizione no/e no, se non accettano il genere horror hard-core splatter no/ e no, se devo stampare due copie del manoscritto e mandarlo a una casella postale no, troppo sbatti, troppi soldi. Ci sono quelli a cui fai notare un errore di sintassi o di punteggiatura e si mettono a protestare che la scrittura è espressione del sé (verissimo, ma l'espressione del sé non trascende la grammatica) e quindi scrivono come vogliono perché loro non sono uguali a tutti questi scribacchini da best seller, ma sono intellettuali e quindi lasciano la frase così con una virgola tra soggetto e verbo. Ma esattamente cosa vorreste? Mi chiedo sempre. In un mercato che va sempre più a restringersi, voreste che la Mondadori vi mandasse un'e-mail: "Ti publicheremo perché abbiamo letto il tuo blog/il tuo stato su facebook, tu non fare niente, manda solo il manocritto col formato che preferisci e noi ci occupiamo del resto"? Perché se è questo che vi aspettate o che basti mandare un manoscritto via e-mail a due editori per avere un contratto pronto, probabilmente rimarrete delusi. Per carità, le eccezioni esistono, ma si chiamano eccezioni proprio perché non è la regola. La regola è sbattersi. Partecipare ai concorsi, andre agli eventi e alle fiere, scrivere a duemila editori e ricevere silenzi. Se credete in quello che fate, se volete davvero essere pubblicati, questo è quello che dovete fare: sbattervi. Sennò, per favore, non fate perdere tempo agli altri chiedendo suggerimenti e aiuti. PS: so che un forum di aspiranti esordienti non è il posto migliore dove inserire questo post e che riceverò risposte da soubrette isteriche (vedi sopra), ma un piccolo sfogo sull'argomento dovevo scriverlo e Writer's dream è l'unico posto dove ho qualche probabilità di essere capita.
  8. 22 punti
    Buongiorno a tutti, ragazzi. A partire da oggi sono il nuovo Community Manager del Writer’s Dream, da come potete vedere. Alessandro mi ha affidato questo incarico per continuare a migliorare questa splendida piattaforma, sulla base dello spirito originale del WD, senza trascurare le molte innovazioni e progetti futuri, su cui vi terrò aggiornati man mano. C’è tanto da fare, tanto da migliorare e tanto da conservare: il cuore del Writer’s Dream è il suo Staff, e soprattutto siete voi utenti. Il mio compito sarà di preservare quello che c’è di buono e progettare insieme il nostro futuro, innovando e facendo pian piano balzi di qualità nel mondo dell’informazione editoriale. Vedetela un po’ come una scala: pian piano, un gradino dopo l’altro, saliremo sempre di più. Ci vorrà del tempo e magari qualche volta potremo inciampare, ma l’importante è che saremo insieme. Vi invito subito a tenere d’occhio il Bollettino dei Naviganti, poiché ci sono state delle novità, in questi giorni, giusto per cominciare con il piede giusto (re-inserimento delle liste CE, lavoro sulla Homepage – ancora in corso - e Dashboard, con focus su Case Editrici e Racconti). Vi auguro una buona permanenza!
  9. 21 punti
    Intervento Staff @Il Trampolino complimenti per il savoir-faire. Lascio il messaggio intatto senza editare il maiuscolo a futura memoria. @nimrud è stato sospeso per 30 giorni non per abuso di potere, ma perché lo staff ha avvisato innumerevoli volte di evitare messaggi che alimentassero un dibattito non costruttivo e la discussione lo testimonia. Non che debba giustificarmi. Il dott. Murgia viene bannato in maniera definitiva. Evitate di porgli domande in futuro, visto che non potrà rispondere. Limitatevi alle eventuali esperienze dirette.
  10. 21 punti
    L’utente è tenuto a essere sincero quando commenta (nell'ottica, sempre e comunque, del rispetto reciproco): non si deve aver timore di offendere l’autore del testo con un commento negativo, la critica del lettore è l’unico modo per migliorarsi. I commenti sinceri, onesti e magari negativi sono fondamentali: l'importante è che siano motivati e le critiche approfondite. Ogni volta che non siete completamente sinceri fate un danno all'autore. Questo forum è nato per aiutare le persone a migliorarsi nella scrittura, e questo è possibile solo dopo essere passati sotto il fuoco incrociato di utenti, supercritici e lettori spietati. Non bisogna tradire lo spirito di questo forum. Non bisogna cadere in una spirale che in poco tempo potrebbe portare la comunità a scrivere commenti inutili, del tipo: "bellissimo, ti prego, scrivine ancora". Lo spirito del forum (per quanto concerne la narrativa e i Contest del forum) è quello di migliorarsi vicendevolmente. È questo che dobbiamo avere in mente se desideriamo crescere. Votare Pinco anziché Pallino per avere più speranze di vincere una targhetta in firma non serve allo scopo. Dire a Sempronio che il suo è buon lavoro per non offenderlo, quando pensiamo che abbia scritto una porcheria, non serve allo scopo. Al contrario, sforzarsi a tutti i costi di trovare un difetto in un racconto, anche se non ne vediamo, con la speranza di influenzare i giudizi che seguiranno sempre per vincere quella targhetta, ugualmente non serve allo scopo. Non votare Caio perché tanto è il migliore e lo voteranno già in tanti, non serve allo scopo. Non votare Caio perché lui non mi ha votato l'altra volta, non serve allo scopo. Votare Caio perché è dello Staff, perché mi è simpatico o perché lui mi vota sempre, non serve allo scopo. Non votare Caio perché vince sempre lui e che palle, non serve allo scopo. Votare Caio perché si è appena iscritto e così lo incoraggio, non serve allo scopo. In sintesi, si dovrebbero votare sempre i racconti migliori, indipendentemente da chi la ha scritti. Indossare una maschera per dare un voto o fare un commento non ci aiuta a sviluppare un giudizio critico ed è un peccato perché sviluppare un giudizio critico è una delle strade attraverso le quali miglioriamo noi stessi e il nostro modo di scrivere. La critica del lettore è l’unico modo per migliorarsi!
  11. 20 punti
    Memorandum: 2.13. L’utente che commenta è tenuto a farlo nella maniera più approfondita e dettagliata possibile. Per questo è stato creato uno schema che faciliterà l’utente inesperto e suggerisce tutti i punti da toccare: - Trama: l'intreccio, l'incipit, lo sviluppo della storia e la sua conclusione, ponendo l'attenzione sulla coerenza e l'originalità. - Contenuti: senza entrare nel merito dell'argomento trattato, valutare l'adeguatezza dei contenuti, la loro plausibilità e il messaggio che trasmette al lettore. La famosa empatia, può essere commentata anche qui. - Grammatica e sintassi: segnalare i refusi, gli errori grammaticali e le frasi complesse, poco scorrevoli o sintatticamente errate. Esattamente come i supercritici fanno ora. {facoltativo se non trovate refusi ecc} - Personaggi: porre l'attenzione sulla caratterizzazione del personaggio, la sua adeguatezza, plausibilità, psicologia e incisività, oltre che l'originalità. - Stile: scorrevole, fluido, lento, complesso, slegato, incoerente, assurdo, geniale, chiaro, energico, macchinoso. E via discorrendo. Ovviamente, va motivato. - Commento finale: Le classiche varie ed eventuali. Qui può andare inserito il notorio "sei stato bravissimo, sei un genio, mi è arrivato, l'ho trovato incredibilmente sensibile e profondo". Questa è la parte del nostro regolamento che prevede lo stile a cui occorre informarsi per avere un commento adeguato da accludere al pezzo che si intende inserire in una delle sezioni di narrativa. E' una falsariga, un modello dal quale ci si può discostare, ma che non si può disattendere nella sostanza. Non sono pedante di natura e non amo rompere le scatole per il gusto di farlo: se ho deciso di aprire questo thread è perché noto sempre più di frequente commenti del tipo: Bello il tuo racconto. A capo che si aggiunge una riga Mi è piaciuto come hai reso la trama. A riacapo Mi sembra corretto e scorre bene. idem A rileggerti. Commento di quattro righe che poteva occuparne una sola e che nella sostanza non dice assolutamente nulla. Vorrei ricordare ai nuovi (e a quelli meno nuovi che lo abbiano dimenticato) che il commento non è una noiosa pratica da espletare per potere finalmente postare il brano che brucia dentro di noi, per sentire cosa ne pensano gli altri... No, signori. Il commento è la vera anima della sezione di narrativa del forum. Attraverso un commento vero ci rendiamo conto dei pregi e dei difetti del nostro pezzo, comprendiamo l'impatto che ha avuto sui lettori, se ha suscitato empatia, fastidio, noia, emozione... I consigli di chi legge ci sono utili per capire dove e come il nostro pezzo può essere migliorato, se una struttura sintattica che nella nostra mente era chiarissima risulta invece troppo involuta e di difficile comprensione e via di seguito. Non c'è nulla di più fastidioso e irritante del ricevere un commento del tipo ipotizzato sopra: significa che chi ha letto non era minimamente interessato e lo ha fatto solo perchè costretto dal regolamento. Ma soprattutto non ci è di nessuna utilità: i dubbi che avevamo prima di postare il nostro lavoro rimangono tali e quali dopo un commento del genere. Se avrete tempo e voglia di rimanere nel WD vi accorgerete prestissimo che questa è la realtà; in attesa che ciò accada siete comunque tenuti a seguire questa prassi.
  12. 19 punti
    Trovo molto demoralizzante svegliarmi e trovare una raffica di punti reputazione negativi sui miei ultimi messaggi e su quello di presentazione dell'Agenzia. Magari su risposte di servizio date a altri utenti, solo per il gusto di screditarmi. Sono, per quanto possibile, sempre disponibile al dialogo e pronto a intervenire per spiegare il mio e il nostro operato. Questi attacchi personali (per giunta vili, anonimi, e senza possibilità di contraddittorio) danneggiano soltanto una realtà, l'Agenzia, che di reputazione vive. Davanti a comportamenti simili passa la voglia, sono sincero.
  13. 19 punti
    Caro @Il Trampolino, adesso state esagerando. Se uno ammette di non sapere come ci si muove in forum e come ci si rapporta in queste situazioni e che in questo mondo virtuale si sente come un pesce fuor d’acqua, poi non può venire a pontificare sul “metterci la faccia” o “nascondersi dietro un nick” o la presunta obsolescenza su chi quel mondo, nel bene e (purtroppo) nel male, sta contribuendo a creare. Qui nessuno si nasconde dietro un nick, è una cosa sparita anni fa: adesso basta una ricerca di cinque minuti per sapere chi è chi, soprattutto di persone molto presenti in rete come i membri dello staff o altri utenti. Qui il vero “anonimo sconosciuto” è lei, che rifiuta sistematicamente il confronto, tra l’altro con post così lunghi che farebbe prima a rispondere alle domande invece di giustificarsi perché non lo fa. Il vero sconosciuto è proprio il trampolino, che ha un sito di forse dieci pagine dove non dice nulla di nulla, ma di cui dovremmo fidarci perché... già, perché? Perché siccome siamo accaniti utenti Internet ipso facto siamo anche allocchi creduloni? Qui ci sono editori, case editrici, addetti a vario titolo che frequentano il forum in maniera attiva (anche in questa discussione), mettendosi alla pari degli autori e dei lettori, lavorando con disciplina e costanza anche nella loro identità digitale e che non negano le informazioni e non si rapportano agli altri da esseri superiori perché loro sono editori. E che l’innovazione in questo settore la stanno facendo sul serio. Sarebbe un insulto nei loro confronti credere al primo guru che passa, figuriamoci all’ennesimo, perché lei non è il primo neanche in questo. La sua impresa avrà successo? Me lo auguro, perché non c’è settore che ne avrebbe più bisogno. Vuole continuare a interagire con noi? Mi auguro anche questo perché c’è bisogno di tutti. Ma apra gli occhi e scenda dal suo piedistallo per favore.
  14. 19 punti
    Carissimi, Sapete meglio di noi che il Mezzogiorno d'Inchiostro è una sfida dalle caratteristiche molto particolari, una delle quali prevede che a giudicare i racconti in gara siano gli autori stessi. Purtroppo da qualche tempo stiamo osservando il verificarsi di un fenomeno, spiacevole quanto imbarazzante: alcuni di voi votano senza aver letto tutti i racconti, a volte addirittura senza averne letto uno solo. La cosa ci rattrista, è innegabile. Succede di non avere il tempo di lasciare due righe di commento ai racconti e di non riuscire nemmeno a fornire una breve giustificazione dei propri voti. Lo capiamo, perché a volte le cose della vita sottraggono tempo vitale alle nostre passioni. Ma votare senza aver letto i racconti, no. E, badate, non è tanto per una questione di regolarità, ma di rispetto. Rispetto di chi partecipa come voi e magari impiega due ore per un solo commento, e stila una propria classifica di merito, e a volte si ritrova con tre racconti a pari merito e con pazienza certosina si mette a rileggerli per trovare quella virgola in più o in meno che lo aiuti a definire la graduatoria. Rispetto dei vostri due colleghi che hanno vinto il Mezzogiorno d'Inchiostro precedente e si sforzano di trovare una traccia in grado di aiutarvi a esprimere la vostra fantasia, e sacrificano un'intera domenica a rispondere alle domande su quelle tracce, a conteggiare i caratteri e a valutare l'attinenza ai temi proposti. E rispetto nei confronti dello Staff che s'impegna ogni volta a reperire al suo interno una persona disposta non solo a sacrificare un'intera giornata, ma anche a preparare l'evento e ad assumere a volte decisioni impegnative e impopolari. Per tutto questo, partecipare, essere commentati e letti e per finire votare senza leggere i compagni, è irrispettoso. Dopo aver discusso fra noi, abbiamo deciso di non adottare alcun tipo di sanzione disciplinare né di mettere alla gogna i diretti interessati. Come già in precedenti occasioni, è prevalso il concetto che il MI è il contest che maggiormente incarna lo spirito dell'Officina e, quindi, di tutta la sezione narrativa del forum. Da sempre, questa gara si è basata sulla leggerezza e il divertimento, così che la regolarità del gioco risulta affidata ai singoli partecipanti... e noi abbiamo inteso preservare ancora una volta questo concetto. Ci affidiamo dunque alla maturità e al senso di responsabilità di quei pochi tra voi che hanno sbagliato: facciamo tutti assieme che il Mezzogiorno d'Inchiostro rimanga il vanto del nostro forum.
  15. 18 punti
    Provo a mettere un po’ di chiarezza e un po’ di ordine. Continuiamo ad accettare manoscritti ogni mese perché non vogliamo precludere (e precluderci) questa possibilità; leggiamo tutto e i rifiuti, secchi, arrivano puntuali, entro un mese o poco più. Fanno più chiasso le attese roboanti, i 3 manoscritti al mese che passano in lettura esterna e che di conseguenza sono costretti a una lunga attesa (perché così è), che non i 65 rifiuti che ho dovuto scrivere di mio pugno a novembre perché il form era rimasto online più del dovuto. Capisco che nessuno ci elogi per avere ottenuto un rifiuto dopo poche settimane ma anche quello è una parte, gravosa, del nostro lavoro. I 3Mium a cui abbiamo chiesto l’intero manoscritto sono meno di un quarto del totale. Vale lo stesso discorso di cui sopra: in quanti hanno voglia di raccontare di essere stati rifiutati secchi, dopo una ventina di pagine? @konradin soddisfo io la tua morbosa curiosità: l’autrice in questione ha rifiutato la pubblicazione con un grande gruppo editoriale perché era digital only. Non vedo cosa ci sia da specularci su: scelte personali. Ci è stato chiesto un testo che avesse caratteristiche simili al suo, le abbiamo prospettato la cosa, ha detto di no, che aspirava a qualcosa in più. Stop. Credo in ogni caso di non dover continuamente intervenire per difendere il nostro operato, o per svelarne ogni segreto. Il nostro lavoro, quello pubblico, parla per noi. Abbiamo un anno di attività alle spalle (che per l’editoria è un battito di ciglia) e iniziamo ora a raccogliere frutti soddisfacenti, per favore aspettate qualche tempo prima di darci per imbolsiti.
  16. 17 punti
    Provo a chiarire: una volta che il testo è già sopravvissuto a una prima scrematura ed è stato anche affidato a un lettore esterno (che noi paghiamo) arriva il tempo dei responsi e delle decisioni: qualcuno verrà rifiutato senza appello, altri verranno passati nuovamente al vaglio per capire se possono essere di nostro interesse. Non perché ci piacciano (non è mai - o quasi mai - una questione di gusti) in modo particolare, ma per le eventuali possibilità di collocazione editoriale. A questo punto abbiamo in mano tutti gli elementi per decidere e per equità/pari opportunità/o come diavolo volete chiamare il concetto non posso togliere spazio a un altro aspirante per valutare una seconda stesura. @Spazzolina , qui rispondo anche a te: oggi in Agenzia abbiamo meno posto di un anno fa. Ci sono almeno dieci/dodici romanzi letti negli ultimi mesi a cui mi piacerebbe offrire un'opportunità ma i carichi di lavoro mi obbligano a procrastinare questa decisione, anche a rischio di sprecare delle opportunità. Perché prendere in carico un autore non significa solo farlo felice facendogli firmare un contratto con noi, ma implica anche occuparsene dalla sera alla mattina, 7 giorni su 7, per un lasso molto lungo di tempo. Significa essere editor, agente, fantasista, psicologo, socio sostenitore, grafico, barista, procacciatore di affari, amico, ufficio stampa, strillone. E tutto ciò noi possiamo esserlo per pochi autori alla volta, perché desideriamo farlo nel migliore dei modi possibile.
  17. 17 punti
    Salve. Grazie per esservi iscritti e aver partecipato alla discussione. La informo che questo è proprio il luogo adatto per spiegare il vostro modus operandi, visto che lo scopo del sito è mettere in relazione autori e addetti ai lavori come voi. La prego di non dire sciocchezze su questo sito, per favore. Ci sono molte altre realtà che includono editing nel contratto. Inoltre non accettiamo che si "speculi", l'obiettivo di questa piattaforma è di essere trasparente e mettere in chiaro quando una realtà è gratuita, a pagamento o altro. Quindi le assicuro che non si specula, o quantomeno cerchiamo di riportare sempre le informazioni giuste in modo che l'autore faccia le sue scelte in modo consapevole. Vorrei poi capire una cosa, la cito. Cosa intende? Non è stato detto nulla di negativo sulla sua realtà. Quali sono le affermazioni "simpatiche" di cui sta parlando? Un utente ha dato il suo parere spassionato, in attesa di riscontro. Che siete stati molto gentili ad offrire. Le abbiamo, infatti, mandato subito una mail per avere certezze. Tutte le Case editrici, appena inserite da un utente, vengono collocate in "Da testare": è la procedura standard, non siete un caso speciale. P.S. Ho modificato il suo nome utente perché preferiamo non usare il maiuscolo (da regolamento).
  18. 17 punti
    @Antonio_V io le rispondo in pubblico perché lei, sempre in pubblico, attacca la mia Agenzia, facendola passare per ciò che non è. E io alla mia creatura tengo moltissimo che nasce, soprattutto su alcuni temi come il rispetto verso l'aspirante autore, con una sensibilità diversa. Se lei avesse avuto la pazienza di leggere tutta la mia risposta avrebbe potuto notare come noi abbiamo risposto a tutte le sue richieste, compresa quella dei primi di giugno, domandandole l'intero testo. Che non ci è mai pervenuto. E quindi per noi la cosa finiva lì, non abbiamo di sicuro il tempo per correre dietro ai manoscritti. Sui tempi di risposta, in nome della massima trasparenza, vi racconto lo stato dell'arte. La maggior parte dei manoscritti vengono gestiti entro un mese, e ricevono un garbato rifiuto. Pochissimi (3, da quando esiste LIAE) hanno ricevuto altrettanto celermente una proposta di contratto. Gli altri passano al vaglio dei lettori esterni: basta questo perché i tempi si allungano di 60-90 giorni. Quando riceviamo i responsi a malincuore ci accomiatiamo da alcuni, ad altri formuliamo una proposta contrattuale. Altri ancora finiscono in una sorta di limbo, in attesa che nei piani editoriale si aprano delle possibilità per testi di quel particolare genere. Mi dispiace se questa attesa a volte si protrae tanto a lungo, ma non dipende (solo) da noi. Verso le persone in attesa da tanti mesi mi scuso, ovviamente, ma i nostri canali di comunicazione sono sempre aperti e nei limiti del possibile cerchiamo sempre di dare aggiornamenti sullo stato dell'arte. Se poi ci sono persone che attendono in silenzio da 6 mesi o più, magari è meglio se 2 righe a info ce le scrivono, perché anche nel più oliato dei meccanismi ogni tanto qualcosa si incetta e magari l'ansia di qualcuno è alimentata unicamente da una mail dimenticata o persa nello spam.
  19. 17 punti
    ovvero la mia lettera aperta agli aspiranti scrittori In uno dei miei libri più amati il protagonista, giovane editor di una casa editrice che pubblica manuali di self help, trascorre le sue giornate com il compito di metter mano nella pigna purulenta di manoscritti, spesso non richiesti e tanto meno desiderati; quelli che affluiscono ininterrottamente in tutte le case editrici. Nel romanzo accade che un mostruoso scritto di mille pagine diventi un vero bestseller, prometta di rendere ognuno felice, di curare tutti i mali del mondo e di far scoprire il segreto di una vita sessuale entusiasmante. Nella realtà accade che un manoscritto che hai bocciato finisca mesi dopo tra i finalisti del più prestigioso premio italiano per romanzi inediti (il Calvino), che uno che ti sei fatto sfuggire per qualche giorno entri nella Top 10 nazionale con un altro editore, che tanti finiscano (più o meno giustamente) nell'oblio e che altri invece trovino la loro strada verso destini editoriali più o meno nobili. Ho espresso il titolo di questo mio intervento in forma neutra, volutamente. Né esclamativo né interrogativo. Non invogliante ma neppure dissuasorio. Entrambe le cose, a essere sincero. Perché provarci sempre e comunque? Perché farlo, se ciò che mandate è palesemente inadeguato? Da dove nasce la necessità di pubblicare in chi spesso fatica a scrivere non solo una sinossi dignitosa, ma addirittura le poche righe di accompagnamento al manoscritto. Io adoro l'entusiasmo, anche quello che si trova tra queste pagine, ma ritengo anche che spesso vi sia, di fondo, una grande ignoranza di come funziona il mondo editoriale. La beatificazione dell'editoria Free, doverosa e necessaria, in realtà lascia spazio a fenomeni altrettanto pericolosi e nocivi, una pletora di piccole e piccolissime case editrici che vengono prese in considerazione acriticamente solo perché, in alcuni casi, offrono a chiunque la possibilità di pubblicare, con meccanismi autoprotettivi che non sono per forza migliori dell'EAP. E alimentando l'arroganza di chi si crede scrittore senza esserlo, di chi ha la convinzione che queste pubblicazioni facciano curriculum. Diciamo la verità, non lo fanno, anzi. "Sono Pinco Pallo, scrittore affermato. Ho al mio attivo 4 romanzi con Fermacampione Editore (se esistete davvero, perdonatemi) altri 3 con La Spillatrice Transpolesana (anche voi...), 2 sillogi poetiche e 147 premi e menzioni d'onore, alcune addirittura a livello comunale." Per la legge dei grandi numeri (e per svariate altre implicazioni psicologiche) tendi a escludere a priori che quello che stai per leggere sia il Grande Romanzo Italiano. Per scrivere ci vuole talento, è vero, ma è altrettanto vero che servono anche costanza e duro lavoro. Studio. Allenamento. Confronto. Non demonizzate a priori un editor freelance che vi chiede 50€ per una scheda di lettura, o meglio ancora per una chiacchierata sul vostro scritto. Piuttosto cercate (e gli strumenti oggi sono a disposizione di tutti) chi fa bene, con coscienza il proprio lavoro. Indignatevi per una revisione di bozze o per una bella formattazione spacciate per editing, non per una lettura professionale a pagamento, anche noi le paghiamo. Servirà a voi, al vostro percorso di crescita personale e professionale, alla vostra eventuale carriera nella scrittura; non sprecatela per troppa fretta, per il desiderio di arrivare a tutti i costi (e con chiunque) a pubblicazione. Abbiate il coraggio di aspettare, di buttare via un manoscritto, di riscriverlo da capo, di accettare uno, cinque, venti NO, non sfuggite il confronto ma cercatelo, costruitevi una consapevolezza piena rispetto a ciò che avete scritto e scriverete. Era lungi da me l'idea di scrivere un post critico, quindi ecco perché provarci sempre e comunque! In tanti ultimamente mi avete posto domande, chiedendomi se un drago di troppo o una mutanda in meno potessero compromettere la nostra eventuale valutazione. Avete mille dubbi, mille ansie, ed è giusto così. Ma nel momento in cui siete sicuri e consapevoli del vostro testo (vedi sopra) mandatelo, mandatelo comunque! Noi editor (ne faccio un discorso di categoria) siamo lettori onnivori, appassionati, sempre in cerca di nuove storie, nuove voci. E se ne incontriamo una, sebbene lontanissima da quelle che sono le nostre direttive professionali del momento, sappiamo riconoscerla (quanto meno abbiamo la presunzione di crederlo) e non lasciamo che cada nel vuoto. A settembre mi è capitato di leggere un bellissimo testo, tanto intelligente quanto imperfetto, e purtroppo impubblicabile, almeno per la casa editrice dove lavoro. Questo però non ha impedito che convocassimo l'autrice e la instradassimo verso un percorso differente, che lei non aveva immaginato, e che presto la porterà in libreria con un editore specializzato. Questo per dire che a prescindere dal genere, se un libro è buono la sua strada la troverà; magari potremmo essere noi ad agevolarlo, questo percorso, direttamente o indirettamente, o magari sarà qualcun altro che lo segnalerà a noi, ma in ogni caso non rinunciate al vostro sogno.
  20. 17 punti
    Dichiarazioni autentiche di alcuni utenti a proposito dell'imminente MI100.
  21. 17 punti
    I nostri auguri ufficiali Buongiorno, sognatori e sognatrici! Oggi è 23 e sotto l'albero ci sono già i regali, si spera (sotto al mio no... però, sopravvoliamo). Questo è stato un anno di grossi cambiamenti al Writer's Dream, inutile negarlo: sono convinto, però, che lo spirito della nostra splendida comunità sia rimasto intatto. Anzi, direi che è migliorato. Per tutte le novità, i cambiamenti e razzi e mazzi, date una bella occhiata al Bollettino dei naviganti, che qui vorrei parlare d'altro. Vi dico solo, con orgoglio, che grazie al lavoro combinato mio, di @ElleryQ e @Black le liste delle Case Editrici sono state quasi del tutto aggiornate. Finiremo presto... è stata dura e cruda, ma ce l'abbiamo quasi fatta Vorrei più di ogni altra cosa ringraziare lo Staff e la comunità di questo forum, utenti e sostenitori. Quando mi sono deciso a iscrivermi (eh sì... ho scrutato dall'ombra per 3 anni) mi sono sentito subito a casa. "Ma quanto sei banale", direte. Dico sul serio: la frase è banale, ma è proprio così. Ho conosciuto persone squisite, altre meno, ma queste ultime le ho bannate A parte gli scherzi, ho trovato persone con cui dividere risate, pensieri filosofici, pensieri sull'editoria, pensieri stupidi e... storie. Storie di tutti i tipi. Ed è stato (e continua a esserlo) bellissimo. Non posso non menzionare il nostro Staff. Molti di voi grattano solo sulla superfice della loro bellezza interiore, io che li ho conosciuti un po' meglio posso assicurarvi che non solo sono belli qui dentro, lo sono anche fuori ( @Nerio no, è pericoloso, ma lasciamo perdere). @Marcello e @queffe mi accolsero subito a braccia aperte (già come utente e per un brevissimo periodo sostenitore, non solo da staffer) come sanno fare solo loro. @Unius è una cordialità e gentilezza smisurate, e le sue esperienze mi affascinano ogni volta. E le donne... mamma mia, le donne dello Staff @wyjkz31, relativamente giovane in staff, ha dato l'apporto di una contraerea in situazione di crisi estrema. @Cicciuzza è un po' la "mamma" (permettimelo!) di tutti noi, con il suo calore, la sua protettività e la sua gentilezza. E poi c'è @swetty, che è praticamente uguale ad avere una tigre bianca vicino. Fino a che sta calma, la puoi coccolare (non troppo) quanto vuoi. Se c'è qualche problema, parte a razzo e ti risolve tutto Non dimentico affatto l'apporto che hanno dato @Francys, @Bango Skank e @Lo scrittore incolore nel periodo in cui hanno fatto parte della squadra. E vorrei citare uno a uno tutti i Sostenitori, ma sono troppi e rischio di dimenticare qualcuno. Da quelli storici al "nuovo" gruppo di pazzi in giro per la chat e il forum, l'energia è alle stelle. E niente, basta che altrimenti vi annoio e andate a vedervi la prova del cuoco. Passate un buon Natale; ricordate di dare importanza alle persone cui volete bene e di coltivare i vostri rapporti come fossero delle piante. Non trascuratele, non trascuratevi. Non dimenticate mai di dire alle persone cui volete bene che le volete bene. Senza imbarazzo, vergogna o disagio, perché alla fine dei conti l'amore è tutto quello che abbiamo. Vi ho voluto bene quest'anno e ve ne vorrò l'anno prossimo, sia come Community manager che come singolo. Non fate troppo tardi a capodanno. Ciao, Domenico
  22. 17 punti
    ATTENZIONE! Leggere attentamente questa discussione prima di iniziare a postare nel forum Benvenut@! Questo è il punto di partenza del Writer's Dream (WD). Ti ricordo che hai ricevuto un Messaggio Privato alla tua iscrizione: clicca sul disegno della busta (lettera di posta) in alto a destra per leggerlo e cominciare ad ambientarti! C'è una sezione apposita per tutto: armati di pazienza e, prima di fare danni ed essere bacchettato da me o da qualche staffer, informati bene sul regolamento di ogni sezione! Il Regolamento è veramente lungo! Lo devo leggere tutto? Sì, proprio così. Tenere sotto mano il Regolamento fa sempre bene, perché è la causa dell'alta qualità del forum. L'ignoranza del regolamento non è una giustificazione! Sono venuto qui per saperne di più sulla Case Editrici. Clicca qui per andare alla sezione apposita. Ricorda, però, di dare un'occhiata al Regolamento per le Case Editrici prima di cominciare a spulciare. Vorrei condividere con voi una mia opera. Hai due modi per farlo. All'interno del forum, la sezione adatta è l'Officina (la puoi trovare anche nella barra in alto). Attenzione: devi commentare il testo di qualcun'altro per poterlo fare; questo perché la sezione Officina è nata e cresciuta per scambiarsi pareri, aiutare gli altri a migliorare (anche a suon di educate critiche). Prima di postare, leggi il regolamento di ogni sezione! Se invece vuoi solo farti conoscere, la sezione adatta è Storie. Basta che tu clicchi su "Aggiungi Storia", che scelga una categoria, e che ti faccia guidare dal form di inserimento. Vorrei pubblicizzare il mio libro. La sezione adatta, nel forum, è I nostri libri, ma fai molta attenzione al regolamento della sezione. Puoi pubblicizzare il tuo libro anche nella sezione Libri, con più libertà. Chi sono i Sostenitori? Non appartengono allo Staff, ma sono utenti importanti per il forum. Qui troverai tutte le informazioni al riguardo. Conosco da tempo il forum del Writer's Dream e vorrei aggiornarmi sulle novità più importanti. Bene! Dai un'occhiata al Bollettino dei Naviganti per rimanere sempre aggiornato! Sono confuso e vorrei contattare lo Staff. Qui troverai la lista dei nostri nomi. Siamo riconoscibili dalla targa rossa STAFF sotto al nostro nickname. Mandaci pure un messaggio privato, se hai bisogno di aiuto. Voglio ridere un po'. E vai al circo, no? Va bene, dai... corri a leggere "I 10 errori che il nuovo utente non deve fare". Utile... e divertente! Fatto tutto? Bene! Ora presentati alla comunità come meglio credi in questa sezione (cioè l'Ingresso): l'importante è non usare la presentazione come pretesto per promuovere le tue opere o per chiedere informazioni riguardo una Casa Editrice. E adesso leggi, scrivi, commenta. Sogna! Link utili: - FAQ - Riepilogo dei Contest targati Writer's Dream - Commenti e sincerità: lo spirito del Writer's Dream - Il Bollettino dei Naviganti
  23. 16 punti
    Quando ho finito di scrivere (revisionare, leggere, far leggere, revisionare di nuovo, impacchettare ecc...) il mio libro, come molti colleghi, ho pensato di rivolgermi ad Agenzie letterarie. Ho selezionato le più famose tra quelle non a pagamento, più qualcuna minore. Nelle prime settimane ho subito ricevuto buoni riscontri - soprattutto dalle minori. La persona più gentile è stata senza dubbio Gianluigi Zecchin, di Factotum, che si è preso la briga di telefonarmi per dirmi che a suo avviso il lavoro era degno di nota, ma che non avrebbe potuto rappresentarmi per questione di carichi di lavoro. Da Rita Vivian e Vicky Satlow silenzio. Per tre volte non sono riuscito a rientrare tra le valutazioni gratuite della Ceccacci. Poi ho ricevuto un No (Meucci) e una proposta di rappresentanza (TZLA), declinata per incompatibilità. Nel frattempo il silenzio della Rita Vivian è diventato un "Ho letto. Non mi convince la scrittura. Buona fortuna". E infine Lorem Ipsum: Ci piace ma non del tutto. Le faremo sapere. Tirando le somme, se fosse per gli Agenti letterari probabilmente sarei ancora senza editore. Mentre ora, invece, discuto della copertina assieme a uno dei più grandi. Morale della storia: Il mio lavoro non era né eccellente né da buttare. Era un buon lavoro degno d'attenzione, ma che aveva importanti (e necessari) margini di miglioramento. Aveva bisogno di qualcuno che avesse voglia di leggerlo (è molto lungo) e di scommetterci. La qual cosa, soprattutto scommettere su un esordiente, non è affatto scontata, neanche davanti a un potenziale buon lavoro. Non è colpa degli Agenti né degli Editori. A voler per forza trovare un colpevole potrei dire che è colpa di chi scrive senza cognizione di causa, chi manda in giro roba oggettivamente impresentabile, chi crede che scrivere sia un metodo come un altro per fare i soldi o per diventare famosi. Ma preferisco dire che non è colpa di nessuno. Per inciso tutt'ora non ho un agente, né, per come stanno andando le cose, ci tengo ad averlo. Ciò non toglie che tra un po' di tempo, sulla scia del metodo inglese, forse l'unico modo in assoluto per entrare in contatto con le grandi e medie case editrici sarà l'Agente letterario, e allora cambierà completamente lo scenario. Non manca molto, credo, per alcune CE è già così. Vorrei solo dire a tutti quelli che si piantano nella ricerca di un'agenzia, o che si demoralizzano davanti ai loro silenzi e i loro rifiuti o alle loro interminabili liste d'attesa (a volte degne del maggior editore sul mercato) di non buttare il proprio tempo in questo modo. Mandate il vostro testo alla loro attenzione, ma poi dimenticatevelo. Se vi piace scrivere, scrivete. Non restate impantanati in un meccanismo colloso e antipatico. Andate avanti. Leggete, scrivete ancora. Riprovateci dopo un anno con un nuovo testo. Se siete scrittori non potrete fermarvi neanche davanti a mille rifiuti e centomila silenzi. In caso contrario abbandonate del tutto e non provateci più. Ma soprattutto ricordatevi che scrivere è arte. E l'arte merita rispetto. Da chi la fa, ma anche e soprattutto da chi intende guadagnarci. Perciò rispettatevi, rispettate e pretendete rispetto. Siate educati ma non succubi. Umili ma non dimessi. Sognate e pensate in grande. Se deve essere sarà.
  24. 16 punti
    Intervento Staff @Anna F. stai dimostrando forte immaturità mettendo -1 alla reputazione di molti partecipanti alla discussione. Hai dato -11 punti di reputazione al solo @JaV qualche giorno fa, disseminandoli tra i messaggi di questa discussione. Avevo soprasseduto, sperando fosse solo per la rabbia. Non contenta, in questi giorni hai continuato a dare -1 a tutti quelli che stanno scrivendo in questa discussione a favore di JaV o neutrali ( @Ratalos @Provence @AnarchAngel @Kenzo Kabuto ) , dando reputazione positiva solo a chi, pur essendo di diverso parere, lo ha espresso in toni civili e cordiali, in questo caso @Nuwanda. Inoltre, nello spirito di trasparenza e per spiegare alla comunità i provvedimenti presi, vorrei anche sottolineare gli attacchi personali a me e allo Staff che ha riportato Anna in privato (non oggi, ma alla data del primo richiamo), insinuando che il Writer's Dream è di parte. Affermazione evidentemente trasportata dalla rabbia, nel quale non ci rispecchiamo, e su cui (di nuovo) avevamo soprasseduto. Affermazioni e attacchi cui avevo risposto con quanta più cordialità possibile. Cito le testuali parole di Anna (gli errori grammaticali non sono miei), a beneficio di tutti e della trasparenza che contraddistingue il forum: "Trovo e ripeto la vostra reazione nei miei confronti esagerata e onestamente preferisco spazi di libertà. È evidente che gradite commenti poco generosi su quell'agenzia. Evidente agli occhi di tutti. Ci sono commenti di jav offerte Topic sparsi ovunque. Lui a che titolo parlava? Per l agenzia. E io ho risposto a lui come agenzia. Ma nessun problema. Ho capito ora che non condivido con voi dei principi basilari quali uguaglianza rispetto. Se create spazi o date sanzioni a tutti e soprattutto a tutti gli offre Topic oppure evviva la parzialità. Ti saluto e mi permettero di sconsigliare il sito perché un po troppo di parte. Peccato. Mi aspettavo di più da un sito come questo." In questo modo, chi si trova d'accordo con Anna potrà contattarmi privatamente senza problemi e senza paura (con toni civili discuto con chiunque, anche con chi ha idee diametralmente opposte. Agli insulti, invece, rispondo in altro modo). Anna viene allontanata dal forum non (solo) per i suoi attacchi ingiustificati, ma per la condotta inadeguata alle regole di questa comunità. Buon proseguimento, e invito tutti (nel tutti sono compresi proprio tutti, anche JaV, non è che siamo di parte) a cercare di non rendere questa discussione un campo di battaglia. Sottolineo, se non si fosse capito, che il nostro portale non ha nessuna "parte" ed io non porto nessuna bandiera. Lo staff, sotto la mia guida, non ha nessuna preferenza e non l'avremo mai.
  25. 16 punti
    Buongiorno a tutti. Non mi è piaciuto molto quello che ho letto, considerando che lo spirito dei contest non è questo. L'atmosfera però si è guastata comunque, quindi rispondo un po' per tutti. E sottolineo che chiunque voglia aggiungere qualcosa al riguardo può farlo senza problemi, ma in privato, mandandomi un messaggio. Risponderò a tutti senza problemi. Qui, però, chiudo il discorso e vi invito fare altrettanto. Per i meno intuitivi, ricordo anche che la regola del non rispondere a un intervento di moderazione di uno staffer (in questo caso di Marcello) non è scritta sul regolamento "tanto per". Vale per tutti. Confido nella vostra maturità per il futuro; soprattutto nei Sostenitori. Veniamo al dunque. Prendo in prestito le parole di una persona saggia: "Lo spirito dei nostri contest è quello del laboratorio di scrittura, cioè legato alla sperimentazione e non alla competizione, quindi conta "il provarci" al di là del risultato". Su questo punto, con grandissima soddisfazione dello Staff, credo che tutti i partecipanti "ci abbiano provato" con impegno. Se il grassetto non è abbastanza, lo ripeto: i contest sono legati alla sperimentazione e al divertimento. Questo non significa in alcun modo, badate bene, che il regolamento del contest stesso vada disatteso o interpretato come ci pare e piace. Aggiungo anche che non possiamo ammettere contestazioni ai voti degli altri utenti, proprio perché qui non vige la censura: la libertà di voto è uno dei principi cardine di questi contest; se per garantire la libertà di espressione di trenta partecipanti che scrivono, commentano e votano con passione dobbiamo riprenderne qualcuno che pensa di essere in grado di giudicare l'operato di tutti gli altri, lo facciamo. Nel caso specifico, io stesso ho suggerito che il racconto di camparino e rica non rientra pienamente nel genere, tirato via nel finale; ma questo non significa che debbano essere squalificati dal contest, nemmeno per sogno. Si sono impegnati per scrivere comunque come gli altri. Nemmeno nel regolamento è stata prevista l'esclusione dei racconti che non rispettassero il genere assegnato (né altri motivi di esclusione). La valutazione dell'attinenza al genere è comunque legato a molteplici fattori ed è solo uno dei parametri che dovrebbero idealmente essere presi in considerazione per esprimere il voto; perciò una debolezza nella corrispondenza al genere potrebbe essere compensata da un'ottima impostazione del brano, da particolare originalità eccetera. Viceversa, una perfetta aderenza al genere potrebbe essere penalizzata da una cattiva scrittura, una costruzione sbilenca o altro. Ma questo lo sappiamo tutti, no? Io non sono nessuno, sono un ragazzo qualsiasi come tutti voi, ma gestisco al comunità di questo forum e vi consiglio, spassionatamente, di prenderla in modo più leggero perché siamo qua per divertirci, fare amicizia, scrivere storie. E non perché siamo geni incompresi o esperti Scrittori.
  26. 16 punti
    DLIN DLON Inizio Locandina Pubblicitaria MI Fine Locandina Pubblicitaria MI DLIN DLON
  27. 15 punti
    Mi dicono spesso – ed è vero – che nei miei romanzi amo descrivere i luoghi dove si svolge l'azione con grande cura. Alcuni lo fanno in tono elogiativo (che spero sincero), altri accompagnando l'affermazione con smorfie più o meno ben mascherate. Mi rivolgo qui a chi, come me, ama "trovarsi in scena" e desidera ottenere descrizioni efficaci (chiedo scusa a chi invece le considera superflue o, peggio, "una perdita di tempo"; io le ritengo un requisito fondamentale della scrittura e non riesco a leggere libri in cui siano piatte o addirittura assenti). L'occasione di queste quattro righe nasce da una precisa domanda che mi è stata rivolta nell'ultima presentazione di ieri pomeriggio: "come si fa a descrivere un luogo in maniera che il lettore si senta dentro alla narrazione?". Ne è nato un mini-dibattito di cui volevo mettervi a parte, senza avere la pretesa di voler insegnare nulla a nessuno. La mia risposta è stata questa: come prima cosa occorre usare i cinque sensi. Può sembrare un concetto ovvio, ma spesso ce ne dimentichiamo. Leggo di frequente nei racconti qui sul forum – e ancora di più nei romanzi sui quali devo lavorare come editor – descrizioni esclusivamente "visive", come se possedessimo soltanto il senso della vista. C'è chi ritiene che una descrizione ottimale debba essere piena di colori e si fa un punto d'orgoglio di descrivere il colore di qualsiasi oggetto, anche quando è del tutto superfluo. Quelli che invece mancano fin troppo spesso sono i rumori e, ancor più di frequente, gli aromi. Se il vostro protagonista si addentra negli stretti vicoli di un borgo, non vedrà soltanto case antiche, terrazzi pericolanti, massaie affacciate alla finestra e osti in maniche di camicia sull'uscio di una birreria. Da quelle case usciranno grida di bambini, voci gonfie d'ira di un alterco, una persiana sbatterà al vento, un gatto randagio miagolerà... E sui balconi ci saranno vasi pieni di fiori che riempiranno l'aria di profumi, dalla porta della panetteria che si apre all'improvviso uscirà una vampata fragrante di dolciumi, dalle vecchie condutture fognarie si sprigionerà un fetore che ammorberà l'aria... Ecco allora che vista, udito e olfatto (e, perché no, tatto e gusto) si uniranno a formare un insieme di esperienze sensoriali che renderanno la pagina più viva e faranno credere al lettore di trovarsi davvero a camminare tra quei vicoli. Usare tutti i cinque sensi è un primo, ma fondamentale, passo per ottenere descrizioni efficaci. Poi si dovrà decidere il momento della narrazione in cui inserirle, che pure è di grande importanza (se un agente sta inseguendo un ladro tra quei vicoli, raccontare che dalla panetteria esce profumo di dolci non sarebbe il caso ), e la scelta dei vocaboli da usare per descriverle; ma qui si sconfina in un discorso stilistico, più tecnico e spesso molto soggettivo.
  28. 15 punti
    Frantoio, ti risponderò in modo franco. Questo tuo intervento, forse, meritava di essere sanzionato con un richiamo, o peggio. Mi limiterò invece a riprenderti e a farti notare che ciò che hai scritto è scortese, cattivo e assolutamente fuori luogo. Mi riferisco alla parte dove praticamente stai affermando che ci sono dei "malati di mente" a cui servono delle cure. Mi auguro che tu possa riflettere serenamente da te su quanto hai scritto, e renderti conto di quanto questo sia lontano dallo spirito di questo forum (e anche dallo spirito natalizio, dato il periodo). Detto questo, mi rendo conto che possa essere frustrante ricevere punti di reputazione negativa, ma è così che funziona il forum, ti piaccia o meno. Se intendi suggerire migliorie al sistema (come il mettere in chiaro chi da i punti ecc.), ci sono degli spazi appositi dove puoi farlo e, soprattutto, dei modi migliori e più cortesi di farlo. Ti invito, e concludo, a riflettere con calma prima di postare certi messaggi e di insultare gli altri utenti, perchè se dovessi leggere in futuro messaggi con questo tono, l'intervento di moderazione sarebbe assai più duro. Grazie a tutti per l'attenzione e perdonate "l'intrusione" nel discorso sulla CE. Ricordo che questo è un intervento di moderazione, ed è vietato rispondere a questo messaggio.
  29. 15 punti
    PASSATO MEZZI DI TRASPORTO ↗ Calendari antichi (terrestri per ispirazione fantasy) ↗ Calendario germanico ↗ Tempo ciclico e tempo lineare ↗ Nevicava quel giorno? - Scoprire condizioni atmosferiche del passato ↗ Se le nuvole coprissero il cielo per mesi ↗ Pioggia incessante LIBRI & GENERI LETTERARI Lingue vive ↗ Dialetto siciliano ↗ Insulti e parolacce in bulgaro ↗ Informazioni riguardo al vocabolo “Genesi” ↗ Inventarsi lingue e idiomi ↗ Scrivere a mo' di chat ↗ Richiesta su lingua giapponese ↗ Richiesta di un termine esatto ↗ Traslitterazioni arabo-italiano Lingue morte ↗ Citazione dal latino ↗ Traduzioni in latino ↗ Traduzione latina di una frase ↗ Traduzione da italiano a latino di una frase ATTUALITA' INDAGINI POLIZIESCHE, CRIMINI E ILLEGALITA' Ferite ↗ Ferita al collo che non sia mortale ↗ Ferita alla gola ↗ Ferite da artigli ↗ Ferite non mortali ↗ Ferita: conseguenza di un'arma da taglio ↗ Suturare una ferita ↗ Medicare una ferita infetta Problemi psichici e psicologici ↗ Antidepressivi e stupefacenti ↗ Cliniche psichiatriche per bambini ↗ Condannato al carcere con problemi psichici gravi ↗ Conversazione tra psicologo e paziente ↗ Demenza senile ↗ Disturbo psichiatrico ↗ Medicinali che provocano allucinazioni ↗ Perversione intellettuale e morale ↗ Percorsi di psicoterapia individuale – appunti dello psicologo ↗ Resoconto di uno psicologo ↗ Schizofrenia ↗ Stato di trance ↗ Trattamento in stato di shock Altre questioni mediche ↗ Le allergie in epoche passate ↗ Bulimia, eating disorder ↗ Carenza di cortisolo ↗ Cicatrice da morso di cane ↗ Cavie da laboratorio, vivisezione e sperimentazione sugli uomini ↗ Citare medicinali in un romanzo ↗ Consulenza medica per analisi post mortem ↗ Conseguenze di una fucilata ↗ Conseguenze dell'assenza del senso del tatto ↗ Danni provocati da colpi di martello in testa ad una vittima ↗ Dottore di un pronto soccorso ↗ Effetto di un sonnifero ↗ Malattie (sessuali) in Giappone ↗ Ipopituitarismo: disturbo della crescita ↗ Informazioni su coma farmacologico ↗ Lesioni midollari ↗ Leucemia e chemioterapia ↗ Libri utili sulla Medicina ↗ Malattia che non fa sentire dolore ↗ Malattie cardiache infantili ↗ Malattie dolorose ↗ Medicinali scaduti ↗ Oncologia – conseguenze di un cancro cerebrale ↗ Possibili malattie legate al cuore di un ragazzino ↗ Risveglio da un lungo coma ↗ Saggi sulla Medicina ↗ Sfracellamento del cranio ↗ Ustioni non gravi: pronto soccorso ↗ Trauma cranico ↗ Trattamento contro il cancro negli anni '90 ↗ Trattamento di Primo Soccorso in Corsica ↗ Trattamenti sanitari e interventi d'urgenza ↗ Tubercolosi Morte e cadaveri ↗ Autopsie in caso di suicidio ↗ Cadavere carbonizzato ↗ Medicina legale e autopsia ↗ DNA e succhi gastrici dopo la morte ↗ Funerale a un tizio smembrato ↗ Funerali militari e la “suonata” ↗ Morte per annegamento ↗ Procedura mortuaria negli USA ↗ Riesumazione di cadaveri e conservazione delle salme ↗ Restituzione corpi ai funerali ↗ Rigor mortis ↗ Sepoltura (dei cinesi) ↗ Scheletri per uso didattico ↗ Scheletri e conservazione dei corpi ↗ Domande su scheletri, cadaveri e riconoscibilità della data di morte Sostanze tossiche ↗ Cianuro ↗ Droghe e veleni ↗ Acidi che corrodono con l'aria ↗ Gas nocivi dal sottosuolo e metodi antigas di inizio '900 ↗ Etere dietilico per narcotizzare Sangue e Splatter ↗ Asportazione delle palpebre ↗ Dissanguare una persona nel modo più doloroso possibile ↗ Prodotti casalinghi sul sangue ↗ Galleggiare nel sangue ↗ Quanto tempo impiega il sangue ad essicarsi ↗ Ricavare una maschera dal teschio di una vittima FOLKLORE, MITI & LEGGENDE ALTRO (fantastico e mondi inventati) ↗ Catastrofi e post apocalisse ↗ Costruzione di una fortezza fantasy ↗ Disegnare cartine (per creare i propri mondi) ↗ Edilizia post-apocalisse ↗ Effetti di un'apocalisse zombie ↗ Giustificazione plausibile di un incantesimo ↗ Informazioni per fantasy medievaleggiante ↗ Poteri in base alla personalità ↗ Reazione della società del XIX alla scoperta di una civiltà non umana ↗ La terra tra 200 anni ↗ Magia nera ↗ Scenario post apocalittico plausibile? ↗ Un mondo senza sole ↗ Un futuro dove l'essere umano è privo di sessualità ↗ personaggio senza testa ↗ Domande per un romanzo fantascientifico (effetto di bombardamento, ricerca di armi, programmazione) ↗ Società razionalista ↗ Il personaggio femminile nel fantasy ↗ Il razzismo nel fantasy Qualche tempo fa, ormai sono passati mesi, io e Nicolaj ci siamo presi l'incarico di radunare i tanti topic presenti in questa sezione in maniera che la consultazione fosse più agevole. Eccoci qui dunque oggi a raccogliere i vostri applausi, siamo stati bravi, vero? Ecco, non è esattamente così... Noi eravamo ancora a un quarto (siamo buoni? siamolo...) del lavoro, quando qualche giorno fa un paio di amici si sono offerti di darci una mano. Io e Nico ci siamo detti: ben vengano, ma non sanno a cosa vanno incontro, poveracci! Infatti dopo tre o quattro giorni ci hanno presentato il lavoro finito. Occorre dire che ci siamo un po' vergognati? Non diciamolo e continuiamo a essere buoni, finché dura l'effetto delle feste... Allora dite grazie a Eudes e a Rox027, che hanno fatto in tre giorni quello che noi non eravamo riusciti a fare in tre mesi. All'interno delle macro sezioni trovate tutti i topic relativi agli argomenti della sezione stessa. Ora aiutateci, sforzandovi di consultare gli indici prima di aprire nuove discussioni identiche ad altre già esistenti. Consigli, suggerimenti e proposte di modifiche sono sempre bene accette.
  30. 15 punti
    Buonasera, come ho scritto presentandomi, non sono un autore di testi ma di immagini. Lavoro come illustratore freelance dal '92 e da oltre 15 anni mi dedico soprattutto all'illustrazione di libri per l'infanzia. Sono capitato qui cercando info su questo editore e vorrei aggiungere la mia esperienza. Un paio di giorni fa la casa editrice mi ha contattato via e-mail, nella persona del Sig. Caccamo, proponendomi la "cessione gratuita" di alcune mie immagini per le copertine dei libri in pubblicazione. Per un illustratore professionista una richiesta simile da parte di un editore è semplicemente aberrante, in tanti anni di attività non mi era mai successo. Ho ritenuto di dover divulgare pubblicamente la mia reazione, pensando soprattutto ai colleghi più giovani che spesso cadono nel tranello di chi promette mari e monti di visibilità. Ho pensato che la mia opinione potesse essere utile anche a voi per avere un quadro più completo di questo strano "editore". Vi riporto quindi la mia risposta in forma di lettera aperta e la replica del Sig. Caccamo che mi sembra non aggiungere nulla. Grazie per l'attenzione. Illustre direttore della casa editrice “non a pagamento” Il Seme Bianco, partner di Castelvecchi Editore. La ringrazio per gli apprezzamenti. Devo purtroppo comunicarle che non ho nessuna intenzione di cederle “a titolo gratuito” nessuna delle mie opere per le copertine dei vostri libri. Con questo rinuncio anche ad accedere al “bacino di giovani talenti” che voi intendete sostenere con un’ampia divulgazione delle opere, anche perché, prescindendo dall’eventuale talento, quello che è certo è che non sono più giovane. Rinuncerò anche al “nome dell’artista” in quarta di copertina, posso assicurarle che in 15 anni di pubblicazioni editoriali non è mai mancato, eppure sono sempre stato pagato. Evidentemente le due cose non si escludono. So benissimo che la “visibilità” vera o presunta viene sempre più spesso citata come valore di scambio, a danno soprattutto dei giovani autori. Contrastare per quanto possibile questa deriva è parte integrante della mia etica professionale. Lei afferma di essere un editore, non una ONLUS o ente caritatevole o associazione culturale. Non credo che sia un momento facile per gli editori italiani ma se esistono ancora libri di qualità non è certo per merito di chi pretende di stare sul mercato senza corrispondere il giusto compenso ai creatori di contenuti. Io, come parte di una filiera che vorrebbe mantenersi sana, non posso che stigmatizzare questo genere di comportamenti e sarà mia cura rendere pubblica questa mia posizione nei vostri confronti. Cordialità, Paolo Domeniconi
  31. 15 punti
    Una curiosità: Stai aspettando da un anno l'eventuale proposta di rappresentanza o sei rappresentata da LI da un anno e stai aspettando da loro proposte editoriali di CE? Se è la prima opzione secondo me hai diritto a mandare anche altrove, non sei legata da vincoli e un anno è pur sempre un anno; anche per il mondo editoriale, dove al Tempo avviene quello che accade su Interstellar, il film di Nolan, presente? Noi orbitiamo intorno ad un buco nero, cioè l'editoria, inviamo il manoscritto lì dentro e aspettiamo in orbita. Quando il manoscritto torna indietro per lui sono passate un paio d'ore, per noi tipo ventitré anni. È una cosa piuttosto grave da sopportare, infatti si dice che è una questione di gravità. ;-)
  32. 15 punti
    Quel sabato il pastore protestante si era concesso un'insolita variante alla consueta battuta di pesca. Il giorno prima aveva scambiato con un baratto il suo stetoscopio per un aquilone, e si era deciso a provarlo sul prato di fronte la Chiesa. Mentre rincorreva il nuovo gingillo, però, dal cielo scese un Angelo. Il messaggero di Dio, avvicinatosi al pastore,gli diede un forte manrovescio. - Asino di un bue - disse l'Angelo sventagliando un foglio. - Questa è la lettera che inviasti l'altro dì a nostro Signore. Il suo puzzo ha infestato il Paradiso tutto! Non ti sei accorto che nel calamaio non vi era inchiostro, ma lucido da scarpe?
  33. 15 punti
    Dopo essere stata stuprata (nonostante le mise non proprio arrapanti), per anni non sono uscita di casa, perché avevo paura che potesse succedere ancora, paura che qualcuno mi vedesse camminare per strada o seduta a bere un caffè al bar. Ero talmente terrorizzata che non rispondevo nemmeno più al telefono. Ancora oggi ho un pessimo rapporto con i telefoni cellulari. Un giorno mi sono detta: ma perché in galera ci devo stare io? E sapete cosa? Mi sono anche comprata una minigonna, e l'ho messa pure! Mi sono resa conto che non ero io a dover scontare, che non era stata colpa mia se un diversamente legittimo, una sera, quando pensavo di essere al sicuro e tra amici, ha valutato che non fossi altro che un pezzetto di carne. Ma dimmi tu se devo leggere cose come "suggerire prudenza nel vestire"! Sono cresciuta in una famiglia cattolica, con una nonna che era stata tra le Figlie di Maria, che sin da bambina mi aveva ficcato in testa questa storia che se la donna viene stuprata è colpa sua, perché una vera cristiana, piuttosto si fa ammazzare. Immaginate un po, quindi, con quest'educazione, in che stato mi sono trovata, "permettendo" ad un energumeno schifoso di fare quello che voleva. Qui non è questione di femminismo (che poi, da quando è una parolaccia? Ah, vero! Da quando certi maschietti hanno pensato che fosse bene insegnare alle signorine che lottare per i propri diritti non è bene, è da ragazze cattive. Sì sì). Se qualcuno mi fa del male, non esiste, NO ESISTE che accetti di sentirmi dire ancora che è stata colpa mia, che sono stata imprudente, che avrei potuto impedirglielo, ecc. NO. E se uno non capisce per quale ragione simili discorsi fanno alterare la gente, magari dovrebbe cominciare a farsi delle domande. Scusatemi lo sbrocco ma, per quanto sia una delle fortunate che, alla fine, sono riuscite a superare la cosa (tante non ci riescono e sono rovinate fino alla morte), certi atteggiamenti da maestrini non li tollero. È proprio per una mentalità simile che ancora fino a qualche anno fa le vittime non denunciavano i loro stupratori, e colpevolizzavano se stesse, convinte di essere delle puttane per non aver saputo opporre resistenza o aver in qualche modo provocato il loro aguzzino.
  34. 14 punti
    Buonasera a tutti, ci terrei a condividere con voi le mie recenti esperienze con il programma KDP Select di Amazon, nella speranza che possano tornare utili a qualcuno. Per il mio esordio (un romanzo storico/esoterico, poco meno di 300 cartelle, pubblicato in self a luglio) ho deciso di aderire a KDP Select e di affidarmi in esclusiva ad Amazon sia per il formato ebook sia per il cartaceo, con l'obiettivo principale di semplificarmi la vita. Forse non tutti sanno che attualmente si può gestire la versione cartacea direttamente all'interno di KDP e non più appoggiandosi a CreateSpace. Questo di fatto semplifica moltissimo le cose per chi desidera pubblicare in entrambi i formati. L'idea di fondo nel mio caso è stata quella di concentrare tutti gli sforzi di marketing su una sola piattaforma per essere meno dispersivo possibile. Un solo link, una sola pagina per Kindle e cartaceo (che funge da landing page per campagne FB, link nelle recensioni sui blog, comunicati stampa, ecc.)... insomma un unico punto di riferimento solido per i miei potenziali lettori e per i media (oltre al sito web del progetto che naturalmente a sua volta ha un solo link di acquisto che rimanda sempre lì). Il vincolo alla promo di KDP Select è limitato a 90 giorni, di conseguenza si può sempre cambiare idea in seguito (o rimuovere definitivamente l'opera dalla libreria e crearla nuovamente, ma tranne casi estremi questa procedura non ha molto senso secondo me). Da buon informatico, mi sono studiato il più possibile l'algoritmo di calcolo delle pagine lette con Kindle Unlimited per capire in modo concreto se si trattasse di un'opzione valida o meno per un esordiente nella mia posizione. Dopo mille elucubrazioni (che illustro di seguito) , ho deciso di rendere il mio romanzo disponibile anche agli utenti Unlimited per il primo trimestre, con un preciso piano d'azione in mente. Ho pubblicato il 10 luglio e nel primo mese (grazie anche a una robusta community di supporto su FB che ho creato con sudore nei due anni precedenti) ho avuto un buon riscontro in termini di vendite, inizialmente come prevedibile per un buon 80% in versione cartacea (i soliti parenti e amici che vogliono la dedica... «Si sa mai che poi mi diventi famoso» ). Finita la prima "ondata" di vendite, a cavallo di ferragosto ho attivato una promo di tre giorni (supportata da una campagna FB molto mirata) con la versione Kindle a € 0, che grazie a circa 250 download quotidiani mi ha proiettato al numero uno della classifica dei Bestseller (gratuiti) globale di Amazon A tal proposito, mi permetto di dare un consiglio a chi decidesse di sfruttare questo strumento promozionale (l'adesione a KDP Select consente di utilizzare 5 giorni di promo a € 0 per ciascun trimestre, splittati o accorpati a piacere): non fate promo a € 0 di una sola giornata, a mio avviso è uno spreco. In tre/quattro giorni, invece, la gente farà in tempo ad accorgersi della promozione e se grazie al passaparola (o altri espedienti) una piccola folla deciderà di scaricare il vostro ebook si innescherà un "positivo circolo vizioso" che con un po' di lavoro e fortuna potrebbe portarvi rapidamente in alto nelle classifiche gratuite, facendovi guadagnare molta visibilità e (anche qui con un po' di c..o ) un discreto numero di recensioni su Amazon. Nel mio caso, una volta conclusa la promo (e ripiombato nelle classifiche a pagamento), l'ascesa rapidissima dei giorni precedenti ha avuto una eco eccezionale che sta durando ancora oggi, a due settimane di distanza: il numero delle pagine lette con Unlimited si è decuplicato e anche le vendite (stavolta principalmente quelle della versione Kindle) sono ripartite con vigore, soprattutto nei primi giorni successivi alla promozione. Come previsto le vendite del cartaceo sono calate ma non si sono fermate del tutto, almeno per ora. Nelle ultime due settimane sto viaggiando sulle 1.500 pagine KENP (Kindle Edition Normalized Page, il parametro utilizzato dall'algoritmo di Unlimited per conteggiare la singola pagina) lette in media al giorno. Il mio romanzo, secondo i conteggi di Amazon, nella sua interezza equivale a 412 pagine KENP, indicazione utile per fare calcoli e stime. Il dato può essere trovato in fondo alla sezione raggiungibile col tasto "Promuovi e pubblicizza", che nella libreria di KDP è posizionato accanto alla versione Kindle del vostro libro. Vi ricordo che Amazon paga le royalty di Kindle Unlimited per ciascuna singola pagina letta la prima volta da un cliente, con un massimo di 3.000 pagine KENP per singola opera e singolo cliente (questo limite difficilmente metterà qualcuno in difficoltà, forse giusto Omero... ). Ho stimato che al momento per l'Italia (ogni paese ha il suo rateo) viaggiamo sugli 0,0038 €/pagina di royalty Unlimited (in base al calcolo di quello che ho realizzato nel mese di luglio. Il rateo varia ogni mese in base al fondo globale KDP Select, oggi pari a 16,1 milioni di Euro, e il numero totale di pagine KENP lette su tutti i portali Amazon del mondo). Rispetto alla vendita della versione Kindle (che ho impostato a € 4,99 e che mi frutta poco meno di € 3), la lettura completa del mio romanzo con Kindle Unlimited mi consente di intascare all'incirca la metà rispetto alla vendita diretta dell'ebook. Se a prima vista questa differenza di royalty può sembrare controproducente, devo invece dire che nel mio caso si sta rivelando un ottimo espediente promozionale. Innanzitutto, trattandosi di un romanzo d'esordio, la possibilità di scaricarlo e "dargli una chance" a costo zero (gli utenti possono fare un account Unlimited gratuito per 30 giorni durante i quali agli autori vengono comunque riconosciute le royalty in base alle pagine lette) è sicuramente una succulenta opportunità per chi capita sul libro incuriosito dalla pagina delle classifiche di Amazon o da una promo ben fatta su FB/AdWords (sulle quali personalmente sto investendo da prima della pubblicazione... non servono budget enormi se si sanno targettizzare bene le campagne). Inoltre, chi si affeziona particolarmente al romanzo sarà più propenso ad acquistare la copia cartacea, dal momento che quella Kindle in sostanza non l'ha pagata. Questo vale soprattutto per chi non possiede un lettore ebook dedicato ma legge sporadicamente su smartphone, tablet o il lettore Cloud per web browser di Amazon (mi hanno già scritto un paio di lettori sulla pagina FB dicendomi: l'ho iniziato con Unlimited sullo smartphone/tablet ma l'ho voluto rileggere da capo in cartaceo). Altro elemento molto importante è che quando un lettore Unlimited scarica una copia del vostro libro (anche se non la legge, come spiegato in questo articolo) influisce istantaneamente sulla vostra posizione nelle classifiche dei bestseller a pagamento. Il mio romanzo nelle ultime settimane sta gravitando nelle prime posizioni della categoria Fantascienza principalmente grazie a Unlimited. Come nota di fondo, vi informo che l'1 agosto Amazon ha rilasciato l'algoritmo KENPC v3.0 (in sostituzione della v2.0 che ormai era in vigore da parecchio tempo). A quanto ho capito spulciando un po' di articoli stranieri (tipo questo) non cambia radicalmente le cose in termini di royalty, ma dovrebbe risolvere un problema legato alla nuova funzionalità di page-flip introdotta di recente nei reader (come spiegato qui) e all'utilizzo illegale di Unlimited da parte di alcuni scammer (che, seppur non dichiarato apertamente da Amazon, finisce per danneggiare proprio gli autori generando un numero di pagine lette globali ben più alto della norma). Detto tutto ciò, ci tengo a sottolineare che nel mio caso ho optato per il self publishing solo ed esclusivamente perché sono una persona estremamente impaziente e non avrei mai retto psicologicamente la trafila di invio del manoscritto alle case editrici e relativa attesa di una risposta, che col mio pessimismo cosmico vedevo estremamente lontana Avendo un po' di competenze di web-marketing grazie alla mia "vera" professione ho pensato di provarci da solo, nella speranza di venire notato da qualche casa editrice per i risultati ottenuti in autonomia (tema molto dibattuto qui, lo so... non mi spingo oltre). Spero che tutta questa pappardella possa tornare utile a chi si sta per incamminare su questo arduo sentiero e ricordate: «Life is a journey, not a destination!»
  35. 14 punti
    Lo so e capisco il tuo punto di vista. Ma qui sul WD la definizione di CE free (e che io approvo al 100%) prevede: selezione, valutazione, approvazione, firma del contratto, editing approfondito gratuito sempre e infine promozione. Se manca uno di questi componenti la CE rimane free, ma è scarsa. Non esiste, per me, il concetto di "lavoro già pronto per la pubblicazione così come ci è stato inviato", pure Umberto Eco veniva editato prima di pubblicare. Se uno dei passi sopra citati, come appunto l'editing, pur rimanendo facoltativo viene fatto solo a pagamento, la CE è a doppio binario. Se nel contratto è previsto obbligatoriamente il pagamento dell'editing o l'acquisto di copie allora la CE è a pagamento. E' solo questione di definizioni e qui le definizioni sono quelle. Il fatto che la maggior parte dei vostri autori pubblichi assolutamente gratis perché sceglie di non pagare l'editing, non rientra nella definizione di CE free. I servizi editoriali a pagamento sono una bella attività (io stesso li fornisco), ma sono un'altra cosa (per chi si autopubblica, per chi vuole avere un lavoro "pulito" già prima di inviarlo alle CE, per chi lo fornisce come servizio alle CE stesse eccetera). Una CE li deve fornire agli autori che intende pubblicare sempre e gratuitamente, per essere free. Se per farli chiede un pagamento, nessuno scandalo e nessun reato, ma rientra nella categoria "doppio binario". E' chiaro che siamo nell'ambito delle opinioni personali, quindi credo che non sia più molto utile prolungare il discorso. Ognuno di noi ha ampiamente spiegato il proprio legittimo punto di vista
  36. 14 punti
    Intervento di moderazione Gentile editore @Il Trampolino, questa sezione del forum è stata aperta per permettere agli utenti di scambiarsi opinioni sulle case editrici, dalle strategie di selezione dei manoscritti fino alle liquidazioni delle royalties e gli editori sono sempre i benvenuti. A tutti indistintamente è richiesto di attenersi al Regolamento, come chiaramente espresso nella prima riga dello stesso: Con la registrazione l’utente accetta espressamente questo regolamento e si impegna a rispettarlo in ogni sua parte. Lei dunque non può sostenere, come ha fatto sin dal primo intervento, che certi interventi andrebbero moderati per non lasciare trasparire opinioni negative sulla sua realtà editoriale. Nel caso dovesse riscontrare violazioni al regolamento lei può segnalarlo allo staff come prescritto nell'articolo 1.2.2. Qualora l’utente ritenga che un messaggio o un utente violino il regolamento o adottino un linguaggio, una condotta o un atteggiamento sconveniente, è fatto obbligo all’utente di segnalare allo staff il messaggio in questione, utilizzando il pulsante preposto di fianco all'orario in cui è stato inviato, sopra al messaggio stesso. Ma soprattutto lei non può affermare che – cito le sue parole – non è questa la sede per quanto ci riguarda, per dare informazioni sul nostro modus operandi, perché proprio questa è la ragione vitale dell'esistenza della sezione. E – cosa decisamente più grave – non può permettersi di rispondere all'intervento del Community Manager che le precisava la stessa informazione con – ancora una volta cito le sue parole – Preferisco non commentare parole dettate dall’ignoranza. A questo proposito le ricordo l'articolo 1.2 del suddetto Regolamento che afferma testualmente: "... non è tollerato un atteggiamento polemico, offensivo, ostile, denigratorio, provocatorio, petulante o sprezzante nei confronti degli utenti o dello Staff e del suo operato." Per questo motivo le assegno un richiamo ufficiale e ricordo a lei e a tutti gli utenti del forum che: 1.2.1 Non è consentito all’utente richiamato replicare e polemizzare pubblicamente. È possibile continuare la discussione o chiedere spiegazioni solo ed esclusivamente in via privata, tramite messaggio privato agli Staffer. E ora potete riprendere la discussione, attenendovi sempre al regolamento. Grazie.
  37. 14 punti
    Intervento di moderazione @Cannonball hai la pessima abitudine di intervenire nelle discussioni e cercare di trasportarle in altro luogo per affermare quanto ti sta a cuore, indipendentemente dalla volontà dell'autore della discussione. @acherusa ti ha detto e ripetuto più volte di avere aperto questa discussione perché si aspettava un certo tipo di contributo, ma tu hai fatto orecchie da mercante. Le hai attribuito anche la volontà di creare un flame, che invece eri tu solo intenzionato ad accendere. È intervenuto due volte uno staffer per riportarti in topic e ancora hai proseguito nel tuo atteggiamento. Trovo poi particolarmente irritante il tuo commento sugli staffer non retribuiti, accompagnato da emoticon derisorio. Il fatto che svolgiamo il nostro compito in maniera del tutto volontaria non autorizza te e nessun altro a prenderci per i fondelli. Per tutti questi motivi ti assegno un richiamo, che unito ai due già ricevuti in precedenza comporta una sospensione dalle attività del forum di un mese. Speriamo di rivederti in questo luogo con uno spirito più collaborativo, altrimenti puoi anche astenerti dal ritornare. Grazie. E ORA SIETE PREGATI DI RITORNARE TUTTI ALL'ARGOMENTO DELLA DISCUSSIONE
  38. 13 punti
    Nome squadra: D Euforiche Componenti: @queffe @Marcello @Kuno Ed anched lo stemma:
  39. 13 punti
    Peccato. La minaccia di querela è sempre la pietra tombale di qualsiasi confronto. Cade la maschera, si chiude il sipario e finisce qui.
  40. 13 punti
    Considerata la ormai sempre crescente fama del prestigioso Premio @Criptico, e le sempre più frequenti richieste di spiegazioni in merito, mi sembra giunta l'ora di aprire una discussione per dare tutte le informazioni in merito e per raccoglierne i vincitori in un albo d'oro. Innanzitutto, cos'è il Premio Criptico? Il Premio Criptico nasce nel Mezzogiorno d'Inchiostro numero 77 (non per nulla, edizione in cui per oscure congiunture astrali i due giudici e l'arbitro erano tre folli come @Nerio, @Plata, @simone volponi) da questa dichiarazione: In sintesi, è uno dei più prestigiosi riconoscimenti ai quali uno scrittore del WD possa ambire. È un "memorial", in onore di un utente tanto criptico in vita quanto e tragico nella fine, procurata dalla scure bannevole del duce Niko. Viene assegnato ad ogni MI, talvolta anche in altri contest, dall'edizione 77, sulla base della nomina insindacabile ad opera del giudizioso e rispettato @simone volponi , che sceglie il premiato sulla base di molteplici criteri artistico/stilistici, frutto di algoritmi complessi e arcani, di tormentate e imperscrutabili valutazioni. Insomma, come cavolo gli girano. Talvolta, il sommo giudice può avvalersi nella scelta dei consigli di utenti stimati e che si sono distinti nel tempo per la spiccata propensione al cazzeggio, oppure farsi sostituire protempore da essi. Da qualche tempo, senza soluzione di continuità, all'assegnazione del premio si associa la consegna di una speciale elaborazione grafica dall'inestimabile valore artistico (quando c'ho tempo, sennò pazienza). Si narra che al fortunato che raggiungerà le dieci vittorie verrà proposto un contratto milionario direttamente dalla Criptico Edizioni. E ora, un riepilogo dei vincitori, aggiornato all'edizione MI95, con relative motivazioni, e classifica generale. Le grafiche (se presenti), in una discussione a parte: - MI 77: @Intro "per la soverchia qualità del suo testo". - MI 78: @simone volponi "in quanto Lord delle menzioni". - MI 79: @acronimo4 "per aver fatto finire in lieto fine un racconto "stile Poe". - MI 80: non attribuito. Perché? Boh, forse il Volpone stava scazzato. - MI 81: @mina99 "per...per!" (N.d.r. il racconto era stato escluso dal MI per aver violato un centinaio di articoli del codice penale...). - Contest "scrivere al buio": @simone volponi "per il mega tonfo". - MI 82: @Talete "per il racconto antijuventino". - MI 83: @skorpio "ad memoriam". (No, tranquilli, è ancora tra noi...) - MI 84: @Komorebi "che ha scritto una prima parte accattivante, sprecando tutto con un meta racconto che gli tirerei sulla natica destra". - Ferragosto d'Inchiostro: @Emy "per la nitidezza del suo racconto". - MI 85: @sioux "per il ritorno e per l'idea più matta". - MI 86: @Niko "in quanto assassino mediatico del nostro baby fenomeno, e per una volta che scende in campo che fai, non glielo dai?" - MI 87: @acronimo4 "per il -2 come risultato finale". - MI 88: @Unius "lui sai perché!" - MI 89: @camparino "In quanto Messere della sintesi, un pazzo, ma un pazzo che sa lasciare in testa delle immagini nette con poche parole". - MI 90: @mina99 "per i capelli viola e blu, l'introspezione ardua e il nipponico inside". - MI 91: @Lizz - MI 92: @wivern "per il finale mooooolto criptico". - MI 93: @camparino - MI 94: @Emy "in quanto drama queen". - MI 95: @Macleo "sotto suggerimento di mina99, perché divertente e con un Silvio mirabolante". Classifica generale (aggiornata a MI95) 2 punti : Emy, camparino, mina99, simone volponi. 1 punto: Macleo, wivern, lizz, Unius, acronimo4, Niko, sioux, komorebi, skorpio, Talete, intro.
  41. 13 punti
    Gentilissimo signor Murgia, prendendo spunto da queste sue parole le dico con tutta la serenità del mondo perché, da scrittore, anche se ne avessi l'opportunità non pubblicherei mai con la vostra CE. A me è arrivato il messaggio che pubblicate tutto ciò che vi arriva (o quasi). Non facendo selezione, azzardo l'ipotesi che il vostro catalogo sarà qualitativamente povero. Il che ovviamente non c'entra nulla con la vostra capacità di inseririvi nel mercato grazie alla vostra App rivoluzionaria e di diventare una CE di tutto rispetto, dando magari risalto e lustro a qualcuno dei vostri autori. Non c'è nulla di male in questo, nel senso che, paradossalmente ma neanche troppo, sarebbe assai più renumerativo andare a cercare il nuovo Volo piuttosto che il nuovo Eco. Il problema è che lei non può pretendere che su questo Forum tutti le dicano che il vostro modo di operare e di vedere le cose è quello "giusto". Nessuno, e ripeto nessuno, si sta azzardando a dire che è "sbagliato" o vi sta dando addosso... semplicemente alcuni vi dicono che hanno una visione "diversa". Ad esempio dalla mia esperienza, maturata da una parte come "lettore" di manoscritti di esordienti, dall'altra leggendo (e in alcune occasioni ascoltando direttamente) le testimonianze di agenti letterari di livello e addetti ai lavori di CE medio grandi, posso affermare che, mediamente, il 90% delle opere degli aspiranti scrittori sono delle grandissime schifezze. Quello che, credo, le sia sfuggito nel rapportarsi con questo forum, è la presa di posizione da parte di Staff e utenti storici (quelli che magari hanno maturato una certa esperienza di "come funziona il panorama editoriale", indipendentemente dal fatto che siano o meno scrittori) nel confronto del mondo dell'editoria. Una posizione chiara, trasparente e limpidamente orientata a un concetto che oggi va poco di moda: dire ciò che più si può accostare a una Verità oggettiva, quella con la V grande, senza peli sulla lingua e senza "buonismi" di sorta. Immagino che lei, dottor Murgia, si stia chiedendo come sia possibile che il più grande Forum italiano dedicato agli aspiranti scrittori sia quello che, di fatto, è anche il più "critico" nei confronti degli stessi (critico, non distaccato e arrogante). Proprio qui sta il nocciolo della questione. Proprio qui sta il problema maggiore che si ha nell'approccio al WD, per alcuni almeno. La risposta si può trovare, per fare un esempio banale, nella sezione Officina. Provi a farsi un giro nelle tante, tantissime comunità virtuali popolate da aspiranti scrittori. Troverà un sistema in cui lo "Scrittore" sarà sempre e comunque messo su un piedistallo, e ciò che scrive - schifezza o meno - sarà sempre e comunque considerato valido, perché, come lei sostiene, tutti hanno il diritto di essere letti. E di ricevere dei complimenti, aggiungo. Qui no. Qui si dice "la Verità", o quantomeno si cerca di farlo. Sempre con garbo e con il massimo rispetto della persona che c'è dietro il testo, s'intende. Ecco, per molti (me compreso) la Verità è che no, non tutti gli scrittori meritano di essere letti e di essere pubblicati. Anzi, in un periodo storico in cui tutti si sentono "scrittori", anche quando mancano loro le basi più ovvie per scrivere, sarebbe forse opportuno da parte di tutti gli addetti ai lavori un grande sforzo volto a "disilludere" chi vorrebbe fare questo di mestiere e non ha le basi (fermo restando che è legittimo e sacrosanto per tutti, anche per i peggiori, poter e voler coltivare l'hobby della scrittura). Il fatto è che, paradossalmente, è proprio questo atteggiamento che fa crescere molti utenti del Forum. La consapevolezza che dietro alla scrittura c'è e ci deve essere studio, allenamento, sacrificio. Che bisogna leggere, prima di scrivere. Che bisogna essere disposti ad ammettere che ciò che si scrive possa essere da buttare, prima di migliorare. Questo essere "critici" nei confronti degli scrittori e dei loro testi (ripeto e ribadisco: critici, non distaccati e arroganti) è il più bel regalo che si possa fare loro. Molto, molto più bello e utile di un "lo hai scritto, quindi hai il diritto di essere pubblicato e letto!". Perché col primo regalo si può, forse, un giorno aspirare a diventare Scrittori con la S grande. Col secondo regalo si può, forse, avere una pubblicazione con una "spinta marketing" fenomenale, dovuta a nuove tecnologie, nuove App e nuove qualunque cosa siano... ma difficilmente si smetterà di essere scrittori con la s piccola. Questo, si intende, è solo il mio parere personale. Un saluto.
  42. 13 punti
    Il discorso è surreale di default. Questo perché ci si ostina a parlare in termini X (grande, piccolo) di qualcosa Y (le CE) avendo dei parametri completamente sballati. Prima decidiamo il linguaggio comune da adottare e i parametri di riferimento, poi si può discutere. Altrimenti si rischia di affrontare - a mio avviso - un discorso con lo stesso piglio di due spadaccini che combattono al buio e bendati all'interno di un campo di calcio. Ed è uno spettacolo che, ne converrete, più che emozionare o interessare un eventuale spettatore gli strapperebbe qualche risata. Quindi. Discorso imprenditoriale. Una CE che tira fuori 3 milioni di euro di venduto in un anno si definisce piccola, microscopica, perché lo è. Chiunque non venda almeno almeno 1 milione di euro di libri in un anno, non è neanche da considerarsi una CE, esattamente come - da un punto di vista imprenditoriale e socio-economico - chi non vive scrivendo non è uno scrittore, ma uno che scrive per hobby. Tutti, e ripeto tutti gli addetti ai lavori (intendo professionisti che lavorano nei grandi gruppi editoriali, agenti ecc.) con cui ho avuto modo di scambiare qualche impressione non hanno mai, e ripeto mai, considerato una delle migliaia e migliaia di CE "fatte in casa" o a conduzione familiare o amicale (il 95% e più delle CE presenti sulla lista delle CE su questo forum, per intenderci) come tali. Per costoro, per gli addetti ai lavori, queste realtà sono talmente marginali da non essere considerate CE. E i loro autori non sono considerati scrittori. Stop. Fine dei giochi. Piaccia o meno, se si affronta il discorso da un punto di vista imprenditoriale le cose stanno così. Applichiamo l'ottica imprenditoriale al calcio. Il Real Madrid è una squadra di calcio grande, giusto? Così come la Juve, o il Barcellona, o il Manchester ecc ecc. Una squadra di calcio piccola sarà... che ne so... il Frosinone? La squadra dell'oratorio di don Michele, che gioca il campionato UISP facendosi i completi con le collette dei fedeli e gli sponsor di quartiere, è una piccola squadra di calcio? I suoi giocatori, che se tutto va bene alla fine del campionato guadagnano una pizza offerta da don Michele, sono dei calciatori? Ma non scherziamo. Non prendiamoci in giro. La squadra di don Michele non è - nell'ottica imprenditoriale - una "piccola squadra di calcio". Semplicemente, non è una squadra di calcio, e i suoi giocatori non sono calciatori. Perché non c'è professionismo, ma tutto viene fatto per hobby (e se poi ci esce una pizza tanto di guadagnato). Ecco, le piccole CE sono le squadre come quella di don Michele, non sono il Frosinone. La Marcos y Marcos è il Frosinone. Poi si può parlare di start up, di piccole realtà che vogliono emergere ecc ecc, ma tenendo sempre a mente che per entrare nel mercato dei "professionisti" devi investire. In questo caso si parla, credo, di investimenti da milioni di euro (centinaia di migliaia se si è molto bravi e/o molto fortunati). Ecco, se vogliamo parlare di editoria, autori ed editori in termini professionali, allora partiamo da qui. E allora sì... sì che io, autore, nanzi Autore, devo avere un anticipo per il mio lavoro (lavoro, non esternazione creativa del mio estro narrativo hobbystico). Sì che devo aspettarmi investimenti da parte della CE e tutto quanto. Ma qui nessuno è un Autore, e nessuno è un Editore, non almeno da un punto di vista professionistico, imprenditoriale e quant'altro, come sopra scritto. Dobbiamo quindi spostarci su un altro piano, affrontare un discorso diverso. Discorso "allargato". Tutte le CE che pubblicano libri sono CE a tutti gli effetti. Anche se vendono 200 libri all'anno. Chiunque scrive un libro è uno scrittore, anche se lo leggono in 13 (7 amici, 4 parenti e 2 tizi che, ubriachi, hanno acquistato il libro alla sagra delle pappardelle al sugo di lepre, dove il nostro autore aveva un banchetto abusivo). Il 95% delle CE presenti sul WD sono "piccole CE", mentre realtà come la Marcos y Marcos sono "grandi realtà, grandi CE... fatturano milioni, cazzo!". E per una Mondadori o una Feltrinelli o un gruppo Gems tiriamo fuori un aggettivo diverso. CE mastodontiche, CE enormi, spaziali, stratosferiche o quel che volete voi. Basta che superino quel "grande" che a questo punto dobbiamo assegnare a quelle che, imprenditorialmente, sono considerate (e si considerano) piccole. Nel discorso allargato, naturalmente, vale dire tutto e il contrario di tutto. Autori che - a mio avviso - non sono autori si interfacciano a CE che - a mio avviso - non sono CE, pretendendo di essere trattati come gli Autori veri delle CE vere (naturalmente c'è anche il fenomeno contrario, in un incastro di possibilità assai variegato). Insomma, nel discorso allargato c'è un fight club perenne, generato da una distorsione profonda dei ruoli (reali e percepiti) degli attori sul palco e dal significato delle terminologie che vengono utilizzate. Tutto ciò che ho scritto, naturalmente, è solo la mia modestissima opionione in merito.
  43. 13 punti
    ...Dopo il grande insuccesso di "Star Writers: mezzogiorno d'inchiostro numero ottantatre" starring @Plata, @Kuno and l'infoiante principessa @Niko (vincitrice dell'oscar alla Miglior Attrice Madòchejefareinista)... ...preparatevi alla nuova avventura targata Wacca's Dream... ...Un film nato dalla collaborazione tra un uomo incappucciato che non spegnerà i termosifoni prima di agosto e un ferro da stiro chiodato il cui unico contributo al forum nel corso di quattro lunghi anni è stato far aggiungere l'insensata emoticon-mucca che usa soltanto lui...
  44. 13 punti
    Io leggo il tuo romanzo, non mi piace, può accadere. Io leggo anche i tuoi racconti, e non mi piacciono nemmeno questi. Continuo a pensare che ci sia un errore di fondo nel tuo approccio verso la scrittura, che il talento sia innegabile ma che sia mal indirizzato. Per questo leggo volentieri anche un altro romanzo, e mi tornano in mente sempre gli stessi pensieri. Le stesse sensazioni. A me piace grattare oltre la superficie delle cose, e il dubbio che possa essere io ad avere, ormai, una forma di preconcetto nei tuoi confronti mi tormenta; non vorrei sprecare un talento, quindi chiedo un secondo parere. Pagando il mio bisogno di chiarezza. Lo considero un atto di responsabilità, verso l'autore e verso la mia agenzia. E poi scopro che mi sarei tranquillamente potuto tenere in tasca i miei soldi, perché secondo l'autore ciò che conta è che il testo venga letto direttamente, e non affidato a lettori esterni. La prossima volta metterò a tacere i miei scrupoli. Bah.
  45. 13 punti
    Salve a tutti! Riporto in vita la discussione per raccontarvi la mia esperienza con Plesio Editore, che culminerà tra pochi giorni con l'uscita del mio romanzo Spedii il mio manoscritto il primo giorno di selezioni, nel novembre 2015, ricevendo via libera nonostante si trattasse di un file di molto inferiore al limite minimo richiesto. Per fortuna, la collana di fantascienza si rivelò più "flessibile" di quella fantasy... Ricevetti così il contratto il giorno di San Valentino (awwww) e lo firmai prontamente. Pochi giorni dopo cominciai il lavoro con l'editor. Ora, l'editing è il processo più delicato. Il mio testo ne è uscito definitivamente solo a settembre, più che raddoppiato, e non basterebbero tutte le statue del mondo per rendere lode alla pazienza di quel pover'uomo che si è ritrovato tra le mani il mio manoscritto. Innanzitutto, il primo step è stato consegnare una scheda dettagliata circa il background, i personaggi e la linea temporale; con l'editor, abbiamo limato queste schede fino a chiarirne ogni aspetto, anche il più piccolo, quindi siamo intervenuti sul testo per ampliarlo, colmarne le lacune e renderlo congruente sotto ogni punto di vista. Abbiamo ritenuto necessario apportare alcune modifiche piuttosto importanti alla trama per renderla più solida, ma non mi è mai stato imposto nulla: ciascuna possibilità è stata discussa, vagliata e applicata secondo le soluzioni che ho proposto io ai dubbi sollevati dall'editor. Gli scambi di mail sono avvenuti a qualsiasi ora del giorno e della notte, le idee fulminanti sono state spedite anche via chat. Si è trattato di un lavoro lungo, per via degli impegni personali sia dell'editor che miei, ma non per questo ha perso di precisione e accuratezza. Non metto in dubbio che il romanzo sia pieno di difetti, che solo i lettori sapranno giudicare, ma abbiamo messo davvero l'anima in questo processo. Il passo successivo è stata una seconda revisione, a caccia di refusi e incongruenze superstiti. A seguire, la scelta dell'immagine di copertina su Shutterstock e l'ultimo sforzo per la temutissima quarta. Confermo che Plesio è un editore free, con un contratto chiaro e molto valido. Li conobbi al Salone del Libro, nel maggio del 2015, da semplice lettrice che rimase subito affascinata dalle storie pubblicate. Ora sono fiera di essere entrata a far parte di questa realtà e ho voluto contribuirvi al meglio delle mie possibilità. Ai posteri l'ardua sentenza
  46. 13 punti
    @Laura Capone Editore Ma dai. Se ci fosse stato un minimo di rapporto non preconfezionato, hai ragione. Se no, mi sentirei un po' ridicolo a mandare una mail di questo tenore: "Cara Mondadori, ti ricordi il romanzo "Il Bambino e il suo pidocchio da compagnia" che ti ho inviato in valutazione sei mesi fa'? Beh, mi spiace dirti che ho firmato un contratto di edizione con "Parassiti e dintorni Editore". Ti ringrazio comunque per l'attenzione e non mancherò di inviarti il mio secondo romanzo "La solitudine della zecca" in formazione. Ti auguro come sempre fortuna e successo per la tua attività".
  47. 13 punti
    Bene, eccoci qua. Cercherò di essere meno prolisso del solito, voi sforzatevi di non addormentarvi, eh? Volevo innanzitutto ringraziarvi tutti per la grande partecipazione e per la qualità dei racconti che avete proposto nelle due tappe. Questo era un contest che avevo proposto in staff quando c'era ancora la vecchia proprietà: rimandato per il cambio al vertice, riproposto per il contest estivo, spostato a Natale... Insomma era tanto che stavo dietro a questa idea e devo dire grazie proprio a tutti per avermi dato la possibilità di vederla realizzata. Ma grazie soprattutto a @wyjkz31 che mi ha aiutato a rimaneggiare l'idea originale per adattarla a tempi più brevi e che ha condotto l'intero contest con il mio "appoggio esterno". Purtroppo non ho più a disposizione il tempo che avevo quando lanciai l'idea, quindi avrei dovuto rinunciare senza di lei. Perciò rivolgetele tutti un plauso, perché lo merita più di ogni altro. Se fossi capace di ballare la inviterei a un . Bene, veniamo dunque ai premi, riconoscimenti, cotillons e anche al carbone per chi è stato cattivo Il vincitore del contest di Natale 2016 è: massimopud che con il suo Sognare, forse si aggiudica il primo premio e la medaglia d'oro che porterà per un anno. Posti d'onore per: Nerio con L'uomo del 42 medaglia d'argento per tre mesi e Monsieur Cigale con Shoeshine medaglia di bronzo per due mesi In più la giuria ha deciso di assegnare un premio anche alla copia sioux-Lizz che era risultata la più virtuosa nella prima tappa; si fregeranno entrambi per un mese di una meritata medaglia di bronzo. Chi volesse controllare votazioni e classifiche, trova qui il tabellone preparato dalla mia insostituibile compagna di avventura. E siccome siamo buonissimi, lei più di me, le penalità sono state ridotte al minimo sindacale: @Lo scrittore incolore e @Kuno che hanno disertato la prima tappa si vedranno penalizzati di 1 punto nel primo contest del 2017 a cui prenderanno parte. Credo infine che dobbiamo tutti un grazie speciale a @Bango Skank che ci ha aiutato a completare il tabellone in corso d'opera offrendo compagnia e supporto a Emy, che si era trovata priva del suo principe azzurro incolore. Ho dimenticato qualcosa? Spero di no... Ah, sì: fate casino, come direbbe @Nerio
  48. 13 punti
    Come ho già scritto una volta, e parlo per esperienza personale, noi autori che non siamo figli di nessuno, dobbiamo: Sbatterci per scrivere decentemente Sbatterci per trovare un editorie serio che non chieda soldi Sbatterci per far vendere il libro. Altro? Resto dell'idea che una CE deve sì, puntare sugli autori che sostiene ma non basta solo stampare il libro, bisogna anche saperlo vendere e quello resta parte integrante del SUO lavoro. L'autore può contribuire (e deve farlo) nella sua minima parte ma non possono pretendere che svolga il grosso del lavoro, altrimenti siamo al pari di una tipografia. Commissiono 100 copie e me le vendo, punto e basta. Facile e veloce e dove sta allora il merito della CE? Per quel che mi riguarda, chi si comporta così, anche se dichiara di essere FREE, in realtà non svolge affatto il suo lavoro.
  49. 13 punti
    Salve, sono Lem. Scrivo fantastico in generale, fantasy per amore. Editori che scappano urlando appena sentono nominare la parolina malefica ne ho visti tanti. Editori che 'sei brava, devi lasciar perdere quelle cose lì e dedicarti ad altro', anche. Da quelli sono scappata io Poi chiedi a qualcuno di loro "ma se va così male e il mercato è così saturo, com'è che i più grandi successi letterari mondiali degli ultimi decenni sono tutti di roba fantastica?", e non sanno che risponderti
  50. 13 punti
    La famiglia Punto-e-virgola C’era una volta un punto e c’era anche una virgola: erano tanto amici, si sposarono e furono felici. Di notte e di giorno andavano intorno sempre a braccetto: “Che coppia modello – la gente diceva - che vera meraviglia la famiglia Punto-e-virgola”. Al loro passaggio in segno di omaggio perfino le maiuscole diventavano minuscole: e se qualcuna, poi, a inchinarsi non è lesta la matita del maestro le taglia la testa. Gianni Rodari
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