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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 20/12/2019 in Commenti sul profilo

  1. 8 punti
    Linda e la montagna di fuoco è online, ha intrapreso un'avventura che ho deciso di affrontare nonostante tutto, perché il futuro è adesso e il cambiamento deve essere benvenuto. Lo condivido con voi perché tanti di voi hanno aiutato Linda a uscire dal suo guscio, commentando i primi abbozzi di storia e ragionando insieme a me e io ve ne sono grata
  2. 7 punti
    Vi auguro un Buon natale amici del Writer's Dream
  3. 5 punti
    Invito tutti a lasciare un commento e il proprio voto per l'edizione in corso del "Penna & Spada". La sfida è tra @Emy e @Vincenzo Iennaco ed è proprogata sino al 15 gennaio. Accorrete numerosi!
  4. 3 punti
    Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia: semplicemente perché quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei. (Paulo Coelho)
  5. 3 punti
    Uno scrittore argentino che ama molto la boxe mi diceva che in quella lotta che si instaura fra un testo appassionante e il suo lettore, il romanzo vince sempre ai punti, mentre il racconto deve vincere per knock out. Julio Cortázar
  6. 2 punti
    E ora, diamoci da fare per il poker! (Abbraccio grande a tutti quelli mi scrivono le loro emozioni, a te, a te, e a te e anche a te! Siete meravigliosi e indispensabili!)
  7. 2 punti
    Quello che mi ha spinto a leggere Diario di Etty Hillesum ( libro poderoso di 797 pagine) è stato venire a sapere che si trattava della storia di una giovane ebrea olandese che, pur potendo evitare la deportazione in un campo di sterminio nazista, non lo fece per seguire le sorti del suo popolo. Ero affascinata dall’idea di qualcuno che vive un ideale, un dovere morale, come qualcosa che va al di là del subire per essi grandissima sofferenza e la morte stessa. Ma man mano che leggevo questo libro mi sono accorta che per la maggior parte delle pagine “Diario” racconta una grande storia d’amore. Etty, giovane ventottenne dai molteplici interessi già vive con un uomo di sessant’anni e si innamora di uno di cinquantacinque. Cosa strana ma non troppo in fondo; credo infatti che negli anni ’40 come al giorno d’oggi, capiti che giovani donne si innamorino di uomini più grandi, in genere sedotte dal carisma che essi emanano. In questo caso l’amore di una vita da parte di Etty è per il suo “maestro”, Julius Spier, ebreo tedesco fuggito in Olanda, uno psicochirologo allievo di Jung. Egli capiva una persona attraverso l’analisi delle linee della mano. Etty ne era soggiogata, lo ammirava e soprattutto lo amava fino all’adorazione. Diventerà segretaria di Julius, e anche sua amante. Le prime pagine di “Diario” scorrono nel racconto della vita quotidiana di Etty, e questo nei più piccoli dettagli: l’alzarsi la mattina, leggere Rilke, dare lezioni di russo, andare a casa di Julius ad ascoltare le sue lezioni. Fino innamorarsi perdutamente di lui. Perdutamente è l’avverbio che fa al caso di Etty Hillesum. Quando infatti per gli ebrei cominciano le restrizioni imposte dagli occupanti nazisti, come non poter più percorrere certe strade, fare la spesa nei negozi, non andare più in bicicletta, fino all’imposizione della stella gialla, Etty non sembra preoccuparsene più di tanto. Il suo pensiero fisso, il suo cuore e il suo corpo sono tutti pretesi verso le problematiche relative alla sua relazione con Jiulius Spier. Lui infatti ha una fidanzata a Londra e la stessa Etty, come ho detto, convive con un altro uomo che non trascura in quanto ad attenzioni e rapporti sessuali. La passione per Julius è grande, ardente, inarrestabile, l’attrazione per il suo corpo è enorme; eppure per pagine e pagine di “Diario” Etty si riempie la testa di dubbi sul continuare la relazione e soprattutto sul come e quando avere rapporti sessuali completi con il suo amato. Si vedono quotidianamente, ma entrambi sopravvalutano il loro rapporto spirituale rispetto a quello fisico; stentano a lasciarsi andare se non quelle volte in cui uno dei due o entrambi sono sopraffatti dalla passione. Mi sono stupita ma anche rallegrata del fatto che Etty, almeno fino alla deportazione, grazie all’amore per Julius, sentisse in maniera meno angosciante di altri, l’occupazione tedesca. Come se entrambi vivessero in un mondo parallelo illuminato magicamente dal loro reciproco amore. Nell’ultima parte di “Diario” Etty Hillesum entra nel merito della persecuzione nazista, ma lo fa in modo lieve, come se davvero lei riuscisse a tenere a distanza disperazione e angoscia, cercando di vivere il più serenamente possibile giorno per giorno, attimo per attimo. Quando il cibo comincia a scarseggiare non se ne lamenta, dando la precedenza a quello di bello che ancora le rimane: incontrare gli amici, un concerto del fratello Misha in casa di uno di questi, gli incontri diventati rari con Julius per via che non potendo andare più in bicicletta la distanza tra le loro due abitazioni diventa un impedimento al vedersi tutti i giorni. Quando viene assunta al Consiglio Ebraico fa la spola tra l’edificio in cui si trova e il campo di Westerbock. Qui prima dell’occupazione tedesca erano dislocati gli ebrei che fuggivano dalla Germania, ora è un campo do transizione prima della vera e propria deportazione in Polonia. Agli altri ebrei che lavorano a Consiglio Ebraico la serenità di Etty è incomprensibile. L’ultima parte del “Diario” ci fa capire che essa è il frutto di un lungo allenamento interiore. Etty tramite gli insegnamenti di Julius Spier si è abituata ad indagare ogni emozione che prova, a guardarla ma senza farsene travolgere. Etty Hillesum non vorrà mai lasciare il campo di Westerbock. Ciò costerà a lei e alla sua famiglia la deportazione in Polonia e dopo poco la loro inevitabile morte.
  8. 2 punti
    "Noi siamo i giovani, i giovani, più giovani..."
  9. 2 punti
    Stasera fate i bravi, date un sorriso a chi soffre e dite una preghiera per una persona qualsiasi Buon 2020 a tutti
  10. 2 punti
    Oggi La Lettura, l'inserto culturale del Corriere della Sera, mi fa l'onore di parlare del mio romanzo, L'amore altrove. Grata io, acca incluse.
  11. 2 punti
    Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. Be the change you want to see in the word. (Mahatma Gandhi)
  12. 1 punto
    Ritenne utile attendere il prossimo contest di Natale
  13. 1 punto
    La luce è sempre accesa, la musica copre il silenzio e la festa non ha mai brillato tanto. Ma il fuoco ha quasi raggiunto le fondamenta...
  14. 1 punto
    Quella stretta allo stomaco che è poi il motivo principale per cui leggiamo. "Personalmente, credo che questo sia veramente un buon momento per un giovane che voglia cominciare a scrivere narrativa. Ho degli amici che non sono d'accordo. Al giorno d'oggi la narrativa di qualità e la poesia sono emarginate. È un errore in cui cadono parecchi dei miei amici, questa vecchia idea secondo cui «Il pubblico è stupido. Il pubblico vuole andare in profondità solo fino a un certo punto. Poveri noi, siamo emarginati perché la tv, la grande ipnotizzatrice... bla bla bla». Ci si può mettere seduti in un cantuccio e piangersi addosso quanto si vuole. Ma è una stronzata. Se una forma d'arte viene emarginata è perché non parla davvero alla gente. E un possibile motivo è che la gente a cui si rivolge sia diventata troppo stupida per apprezzarla. Ma a me sembra una spiegazione troppo semplice. Se uno scrittore si rassegna all'idea che il pubblico sia troppo stupido, ad aspettarlo ci sono due trappole. Una è la trappola dell'avanguardismo: si fa l'idea che sta scrivendo per altri scrittori, perciò non si preoccupa di rendersi accessibile o affrontare questioni di ampia rilevanza. Si preoccupa di far sì che ciò che scrive sia strutturalmente e tecnicamente all'avanguardia: involuto nei punti giusti, ricco di appropriati riferimenti intertestuali... L'opera deve sprizzare intelligenza. Ma all'autore non importa nulla se sta comunicando o meno con un lettore a cui freghi qualcosa di quella stretta allo stomaco che è poi il motivo principale per cui leggiamo. Sul fronte opposto ci sono opere volgari, ciniche, commerciali, realizzate secondo formule prestabilite -essenzialmente, il corrispondente letterario della tv- che manipolano il lettore, che presentano il materiale grottescamente semplificato con uno stile avvincente perché infantile. La cosa strana è che questi due fronti sono in lotta fra loro, ma hanno un'origine comune, che è il disprezzo per il lettore: l'idea che l'attuale emarginazione della letteratura sia colpa del lettore. Il progetto che vale la pena di portare avanti è invece quello di scrivere qualcosa che abbia in parte la ricchezza, la complessità, la difficoltà emotiva e intellettuale dell'avanguardia, qualcosa che spinga il lettore ad affrontare la realtà invece che a ignorarla, ma che nel fare questo provochi anche piacere nella lettura. Il lettore deve sentire che qualcuno sta parlando con lui, non assumendo una serie di pose. In parte, tutto questo ha a che fare col fatto che viviamo in un'epoca in cui abbiamo a disposizione una quantità enorme di puro intrattenimento, e bisogna capire come può la letteratura ricavarsi un suo spazio in un'epoca di questo tipo. Si può provare ad affrontare il problema di cosa sia a rendere magica la letteratura in maniera diversa dalle altre forme di arte e spettacolo. E a capire in che modo la narrativa possa ancora affascinare un lettore la cui sensibilità è stata in massima parte formata dalla cultura pop, senza diventare un'ulteriore palata di merda fra gli ingranaggi della cultura pop. È qualcosa di incredibilmente difficile, sconcertante e spaventoso, ma è un bel compito. C'è una quantità enorme di intrattenimento di massa ben realizzato e ben confezionato: credo che nessun'altra generazione prima di noi si sia trovata a fronteggiare una cosa del genere. Essere uno scrittore oggi significa questo. Credo che sia il momento migliore per essere al mondo e forse il miglior momento possibile per fare lo scrittore. Certo, dubito sia il più facile." (tratto da «An Interview with David Foster Wallace», Review of Contemporary Fiction, vol. XIII, n.2, estate 1993 - traduzione a cura di Martina Testa)
  15. 1 punto
    Quindi, vorrei capire. È stato tolto il battimani del pubblico alla marcia di Radetzky nel concerto di Capodanno a Vienna, perché si sono accorti, dopo 75 anni, che i nazisti usavano battere le mani e i piedi durante l'esecuzione della marcia. È giusto. Alla stupidità umana non si possono mettere limiti. Cosa faranno alla cavalcata delle Valchirie di Wagner? Piaceva ai nazisti. E che fine farà il quadro del pittore svizzero Arnold Böcklin, Die Toteninsel? Hitler lo teneva nel suo studio... Potremo ancora bere acqua naturale? La beveva anche Hitler...
  16. 1 punto
    Diamo soffio e direzione ai nostri “venti venti” ))))))) 2020
  17. 1 punto
    Frammenti di stelle (racconti): Camminando ad occhi chiusi sta arrivando! “Camminando ad occhi chiusi”, la prima raccolta di racconti edita dalla nostra casa editrice, sbarcherà nei prossimi giorni sui principali ebook store! Parte del ricavato della raccolta, che presto sarà disponibile anche in inglese e francese, per espresso desiderio dell'autrice sarà devoluto all'Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro). Ventiquattro racconti, ventiquattro perle che non aspettano altro che di farsi scoprire, stanno per sbocciare nel nostro giardino, pronti a farvi emozionare e a farvi volare con la fantasia... Questo libro sostiene http://www.airc.it/ https://www.facebook.com/editriceilgiardinodellacultura/photos/a.106099854193415/128437201959680/?type=3&theater
  18. 1 punto
    Pensierino di fine anno Anche l'aquila più maestosa una volta a terra sembra un pollo. Cynthia Collu
  19. 1 punto
    Buongiorno a tutti, scrivo poesie da sempre ma solo recentemente ho provato a partecipare a qualche concorso letterario. Mi fa piacere essere in questo gruppo per condividere esperienze, leggere belle storie, e anche per imparare e chiedere consigli. Grazie di avermi accettata.
  20. 1 punto
    Penso a quanto sia difficile e antipatico compilare il profilo soprattutto quando mi tocca scrivere la descrizione di me stessa... descrizione di me stessa come mi vedo io? come mi vedono e quindi descriverebbero gli altri? come vorrei essere vista dagli altri? come vorrei vedermi io? E poi chi sono "gli altri"? Sono troppi per definirli...Poi lascio perdere e scrivo le prime cose che mi vengono in mente.
  21. 1 punto
    Buon Natale, a chi ci crede e a chi no, a chi non vede l'ora che passi e a chi non vede l'ora che venga, a chi vuole stare in famiglia e a chi scappare miglia lontano, a chi ha rimorsi e a chi ha solo rimpianti, a chi ha fallito e non si è mai rialzato, a chi si è rialzato concedendosi di fallire ancora. Buon Natale a chi mi conosce senza conoscermi e a chi mi vorrà conoscere di persona. Buon Natale a tutti i lettori, a quelli che lo sono e a quelli che lo diverranno, a quelli che non leggeranno mai un libro: non sanno che i libri possono attendere anche una vita. Buon Natale a chi non c'è più, e ci manca, ci manca da morire. Buon Natale soprattutto a chi è solo, a chi gira per le strade guardando le luci delle vetrine sentendo la propria luce spegnersi dentro. A loro il mio pensiero più grande. Per me Natale è ancora calore. Auguri a tutti
  22. 1 punto
  23. 1 punto
    Il writer's dream non è lo stesso senza di te...
  24. 0 punti
    A studiare questi due manuali statunitensi di scrittura creativa direi che ho imparato moltissimo. Sì, sì.
  25. 0 punti
    Fioccano richieste abilitazione narrativa VM 18... Mi sento un po' Tinto Brass
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