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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 17/10/2019 in tutte le aree

  1. 27 punti
    Quando mi affacciai nel forum nel novembre del 2017, il titolo della discussione conteneva lo stesso numero di caratteri e meno consonanti ammassate a caso. Scrissi di essere un appassionato di narrativa e di non vedere l'ora di tuffarmi in una comunità piena di persone con interessi affini. Fui accolto con un calore tale da superare qualunque aspettativa, in qualunque sezione del forum, tanto da portarmi a instaurare diversi legami veri, personali. E adesso eccomi qui, con qualche responsabilità in più. Mi chiamo Adriano Strinati e devo tutto al Writer's Dream, per quanto riguarda la scrittura. Mi iscrissi al portale perché sentivo che con la musica ero arrivato al capolinea, ma non avevo intenzione di rinunciare al lato artistico della mia vita. Desideravo confrontarmi con autori e lettori, imparare, al massimo dare pareri, e invece... Ho esordito su questi lidi, proprio a Natale 2017. Fu un caso, e non scorderò mai l'impaccio ‒ anche emotivo ‒ nel produrre quel mio primo tentativo di racconto. Da allora sono andato avanti grazie al vostro incoraggiamento e ai vostri consigli. La strada che mi separa dalla qualità di scrittura a cui aspiro è impossibile da quantificare, tanto è lunga, e sono ancora qui a percorrerla con voi, adesso in questa veste "potenziata". Spero di rendere al WD almeno un decimo di quanto la community è stata fondamentale per me.
  2. 23 punti
    Ciao a tutti Bello e strano essere diventati rossi! Sono passati quasi due anni dal momento in cui sono entrata nel WD, è stato e rimane il primo e l'unico forum della mia vita Ci sono entrata in un momento turbolento e pieno di cambiamenti e ne ho avuto solo soddisfazioni, insegnamenti e anche affetto. Quindi grazie, spero di riuscire a restituire almeno una parte di tutto quello che ho ricevuto! Nella vita fuori forum scrivo e traduco, mi piacerebbe dire solo per bambini, ma devo ammettere che lo faccio anche per adulti. Chissà, magari un giorno Vivo su un'isola greca che mi piace definire deserta, ma che non lo è mai abbastanza per i miei gusti. Per andare in controtendenza mal sopporto l'estate e stravedo per le giornate di pioggia e tempesta! E basta, leggo troppo e scrivo molto e adesso vado a cercare di capire per bene cosa significa essere un moderatore
  3. 17 punti
    L'undici settembre è giornata di calamità. Infatti mi sono iscritta qui in data 11 settembre 2017. Non sapevo come presentarmi allora, e adesso mi si chiede di rifarlo. Ci provo, non sono brava, detesto le presentazioni Mi chiamo Beatrice, laureanda in Design della Comunicazione al Politecnico di Milano. Studio e mi occupo di editoria, progetto prodotti editoriali in tutto e per tutto. E scrivo. Amo scrivere, tantissimo. È questa mia passione ad avermi portata qui, prima come osservatore esterno, poi come utente attivo. Da questo forum ho avuto tantissimo: spunti per migliorare, occasioni di crescita e anche amicizie. Persone, dietro i bit virtuali, con cui ho avuto il piacere di legare. Per me è stato, ed è tuttora, molto importante essere qui. Ora per me si apre un nuovo capitolo nel forum e spero di essere all'altezza del ruolo che mi è stato offerto. Mi auguro che anche voi possiate avere dal Writer's Dream la bella esperienza che ne può venire
  4. 17 punti
    Aggiornamento Staff Buongiorno naviganti. Diamo il benvenuto a tre nuovi moderatori @Kikki, @AdStr e @Miss Ribston, che si sono insediati in questi giorni ed inietteranno nuova linfa vitale nello staff della nostra comunità. Un ringraziamento per il suo lavoro va anche a @wyjkz31 che ha lasciato lo staff. Tutto lo staff vi augura buon proseguimento nel forum!
  5. 13 punti
    E va bene, c*zzo! Almeno lo dicessero! Sono stufa di scrivere sinossi in cui una vita stare in duemila battute. Non è serio. Sei un esordiente: no, non conti niente, troppo investimento per promuoverti. Hai un lungo curriculum, ma non sei una star: no, sei un fallito. Sei una star: ti misuro col metro e col compasso, i tempi cambiano, chissà, in attesa: no. Hai più di trent'anni: sei vecchio. Hai meno di trent'anni: devi crescere. Hai cultura: troppo letterario. Sei un cafone ignorante: che scrivi a fare, qui ci occupiamo di letteratura. Non hai fatto fare l'editing: no, il manoscritto deve essere perfetto, con la concorrenza che c'è! L'hai fatto: ce ne fr*ghiamo, il talento non è una questione di grammatica: devi parlare al cuore della gente. Parli al cuore della gente: sei un dilettante sentimentale, la scrittura è tecnica e professionalità. Sei un prfessionista: sarai pure bravo, ma non basta per essere un artista. Paghi: prima l'editor free lance, poi l'editor di agenzia: 'sti c*zzi, non ascoltiamo nemmeno loro. Sei mio cugino: mica posso pubblicarti perché sei mio cugino! Sei un letterato che ne nasce uno ogni cento anni: non ci stai nelle nostre collane. Alla fine hai scritto una sinossi di 2000 battute, hai un curriculum di rispetto e sei una star, hai meno di trent'anni e ne dimostri quaranta, hai più di trent'anni e ne dimostri venti, hai cultura ma fingi di essere un cafon, hai fatto l'editing e non lo dici, non lo hai fatto e dici di averlo fatto, parli al cuore della gente, sei un professionista, hai pagato l'editor free lance, l'editor di agenzia. Sei il cugino de 'sto c*zzo! Letterati come te ne nascono ogni cento anni: no! Poi si lamentano se l'editoria è in crisi! Ma basta, licenziateli!
  6. 11 punti
    Bene, ci siamo. Lo Stregone mi ha scritto. Non una mail, ma una lettera vecchia maniera (non me l'ha portata il postino ma un avvoltoio... vabbè... ognuno c'ha i suoi vezzi). Nella busta c'era pure una foto... sapete di quelle scattate con la veccha Polaroid. Ho visto Kuno e queffe che... diciamo che sorridevano, ecco. Lo Stregone ha voluto specificare che stanno bene e tutto, sono solo un po' pallidi perché "al Maniero si vive di notte", dice. Veniamo a noi. Tralascio gli ins... gli insoliti epiteti graziosi che vi ha rivolto il Nostro e vado dritto dritto al punto, al sugo, al nocciolo. Al regolamento. Si ha tempo per postare i racconti fino al 31 ottobre a mezzanotte, che poi sarebbe Halloween, appunto. Attenzione, seguite le seguenti istruzioni: 1) Il vostro racconto dovrà presentare nel titolo la tag [H2019] ed essere pubblicato in questa sezione; 2) prima o dopo il testo dovrete specificare quale traccia avete scelto (numero o nome); 3) dopo aver pubblicato il racconto dovrete venire in questo topic e inserire il link al vostro testo indicando anche il tema (traccia) prescelto. 4) Valgono le regole della sezione Racconti dell'Officina. Chi non rispetta queste istruzioni potrebbe andare incontro alle penalità previste. Il limite dei caratteri, spazi inclusi, è 8000. Chi sfora sarà eliminato. Fa fede il nostro contatore ufficiale. I racconti dovranno essere a tema Horror. Che non vuol dire solo splatter, eh. Anche horror psicologico o quel che volete voi. Lo Stregone vuole che proviate a inquietarlo, a fargli paura insomma. Io e gli sfortunati ospiti del Maniero, kuno e queffe, valuteremo l'ammissibilità dei racconti e, dopo la chiusura del termine per pubblicare, annunceremo quali sono ammessi alla fase di votazione. Perché voi, vabbè, una volta che avete postato i racconti, dovrete leggerli tutti e votare quelli che preferite (fra gli ammessi). Sono previsti: Fino a 15 racconti: 3 voti entro domenica 10 novembre Da 16 a 20 racconti: 4 voti entro martedì 12 Da 21 a 25 racconti: 5 voti entro giovedì 14 Oltre i 25 racconti: 6 voti entro sabato 16 Come si vota? Per garantire il vostro anonimato e la vostra libertà di scelta (in pratica per proteggervi da pressioni e minacce dello Stregone, al quale cercheremo di impedire l'accesso alla Stanza delle votazioni) il sistema sarà il solito. Potete trovare le istruzioni di voto complete qui. Chi vince? Vince lo Stregone e basta. Vincono in tre. I due più votati e un terzo che sarà scelto dallo Stregone in persona. In caso di pari merito per i primi due posti, decideremo invece io, Kuno e queffe (che non votiamo). Per tutto il resto vale le regola del buon senso, qualunque cosa sia (lo so, è fumosa come regola, però mi sembrava figo scrivere sta cosa che fa tanto di persona matura e tutto e quindi ce l'ho voluta mettere e quindi niente). Che altro? Ah sì... le tracce. Ben nove, come le code del gatto a nove code, le mogli dello Stregone misteriosamente scomparse e tutte le altre cose che sono appunto, nove: Traccia n.1: Il vascello fantasma Traccia n.2: Il pozzo Traccia n.3: Veleno Traccia n.4: Turno di notte all'obitorio Traccia n.5: Una voce nel buio Traccia n.6: Blackout Traccia n.7: Incubi Traccia n.8: Sonnambulismo Traccia n.9: Reincarnazione C'è libertà di mash up, tuttavia dovrà essere scelta e dichiarata una sola traccia principale e a quella il vostro racconto dovrà attenersi rigorosamente. Lo Stregone mi raccomanda di augurarvi incubi orribili e, dal momento che ha scarsissima fiducia in voi, scrittura appena passabile.  ATTENZIONE: in questo topic sono ammesse solo domande concernenti regolamento e tracce, oltre che i link ai vostri racconti, come da punto 3) delle istruzioni sopra. Per tutto il resto c'è l'Off topic.
  7. 11 punti
    Ars poetica laboratorio compositivo Come si scrive una poesia? Prossimamente partirà il laboratorio compositivo del WD, intanto...
  8. 9 punti
    Penso che il forum da oggi si sia arricchito molto quanto a cordialità, competenza e simpatia. Difficile pensare un posto come il WD migliore di quello che è, ma sono certo che i tre nuovi staffer, insieme agli altri, daranno tanto di quel "dream" che leggiamo nel titolo del forum. Prometto che cercherò di salutarvi individualmente e di rovinare le vostre splendide presentazioni, ma vi auguro tanta fortuna @AdStr, @Miss Ribston, @Kikki. In questa bella giornata spezzo una lancia a favore del reintegro di @simone volponi tra i sostenitori e la nomina a supercritico di @AndC.
  9. 9 punti
    Vi racconto la mia. Innanzitutto, chiedo perdono se non sarò precisa e non farò nomi: ci tengo all'anonimato nel forum, ma non perché sia una vip o chissà che altro, è solo una mia mania Bene... mi sembra ancora impossibile, ma alla fine è successo ciò che credevo non mi sarebbe mai toccato: la firma con un mega big, uno di quegli editori che non penseresti mai di poter raggiungere, un nome che mi fa tremare i polsi e che ancora adesso, dopo mesi dalla trattativa e dalla firma, mi fa svegliare la mattina chiedendomi se è successo per davvero. Come ci sono arrivata? Anni di gavetta. Nemmeno poi tanti, secondo alcuni, tanti secondo me, perché seppur in varie forme un po' diverse dalla narrativa la scrittura fa parte della mia vita da quasi due decenni e oltre. Questi anni di gavetta hanno portato conoscenze, pubblicazioni buone, buone critiche, ma quella firma sembrava non arrivare mai e tante volte mi sono detta che non ce l'avrei fatta a pubblicare a quei livelli, e pazienza, avrei continuato a scrivere e a lavorare con serietà. Andava bene lo stesso, no? E invece, dopo un sacco di invii spontanei sempre finiti nel vuoto (un paio persino cartacei... che spreco di soldi e pure di alberi ) contatti con agenti, self publishing di successo, pubblicazioni digitali di tutto rispetto, finalmente un' agenzia letteraria, anche quella tra le più importanti in Italia si è offerta di rappresentarmi. E anche qui, non è servito pagare schede di lettura costose e pressoché inutili, editing spesso superflui al solo fine di essere presi da una grossa ce e che comunque non mi sarei potuta permettere, invii di mezzanotte... nulla di tutto ciò. È servito invece aver lavorato con serietà, romanzo dopo romanzo, essermi mossa bene e fatta conoscere come professionista dell'editoria e non come una dilettante, diciamo. La conoscenza con l'agente mi ha portato a parlare di questo romanzo nel quale credevo particolarmente e proporlo a loro per la lettura, gratuita nel mio caso. Il romanzo è piaciuto molto e subito è stato visto come facilmente piazzabile, sebbene nulla mi sia stato promesso e io stessa abbia mantenuto i piedi saldamente ancorati a terra (sono così di carattere, diffidente, e oramai conosco l'editoria dove niente è certo). Bene, nel giro di pochissimo tempo è stato conteso da un paio di grosse ce e infine acquisito dal gruppo editoriale per eccellenza. Cosa succederà, lo vedremo: sono così attonita che in pratica non l'ho detto ancora neppure ai miei familiari , persino scriverlo qui mi fa strano... prenderò quello che viene cercando di vivere questa esperienza senza aspettarmi troppo, godendomela però per ciò che rappresenta per me. E quindi... sì, credo che tutto possa essere plausibile, che il fattore fortuna e momento facciano tanto e questo lo dirò sempre. Ma credo che ciò che paghi, davvero, sia scrivere, scrivere ancora, se un romanzo non ottiene il risultato sperato non rimuginarci troppo e sfruttare l'esperienza per scriverne uno ancora migliore. E nel frattempo farsi conoscere dai professionisti ponendosi con serietà e professionalità, se davvero vogliamo essere presi come professionali. Intanto spedire va bene e non costa nulla, in fondo la lotteria ha sempre un vincitore, no? Ma l'importante è non fossilizzarsi e non illudersi, percorrere più strade, leggere, informarsi (e in questo il wd è più che utile!) sapere dove ci muoviamo e dove vorremmo andare. A prescindere dai risultati, lavorare bene è una soddisfazione e qualcosa che non potrà che arricchirci come persone.
  10. 9 punti
    Tutti gli autori con cui ho parlato io che hanno pubblicato con CE importanti, l'hanno fatto tramite agenzia o conoscenze, e non intendo chissà quali intrallazzi, un semplice passa parola: magari frequenti un corso, una conferenza, conosci qualcuno che conosce qualcuno, ecc... Oppure hanno avuto successo con l'autopubblicazione e sono stati notati. In tutti questi casi è chiaro che la bravura di base ci deve essere, ma se non ti dai da fare per altre vie o non hai un colpo di fortuna pazzesco non serve a niente. Io ad esempio sto per pubblicare con una grossa CE, ma solo perché ho vinto un concorso, sono sicura al 99,9% che se avessi mandato lo stesso romanzo per invio spontaneo non ne avrei più saputo niente. Qui sul WD mi pare che si citano sempre gli stessi casi, ma che siano 1, 2 o 3, su più di 20000 rimane comunque desolatamente bassa come statistica. Io non posso sapere se questa o quella CE legge gli invii spontanei, ma so per certo che alcune tra le big non lo fanno. Questo perché ho cominciato a tracciare le email (peccato che ci ho pensato tardi) e un paio risultano ancora da aprire, dopo più di due mesi. Le CE medie in genere le aprono, ma è comunque impossibile dire se poi leggano veramente il contenuto. Neanche l'avviso di avvenuta ricezione è una garanzia, perché parte in automatico, spesso quando l'email risulta ancora da aprire. Di recente ho scritto a una CE media, solo per chiedere informazioni sull'invio, ci hanno messo due settimane solo ad aprirla, ma non hanno risposto. Bisogna considerare che quelli che pubblicano 20 o 30 libri l'anno spesso hanno pochi posti liberi, e magari già un'idea chiara sul tipo di romanzo con cui riempirli, quindi hanno già in mente un romanzo d'attualità, o un thriller, o un rosa, ecc. Magari un paio di posti li tengono per eventuali proposte interessanti di agenti e addetti ai lavori di fiducia. Se arriva quello che gli interessa in quel momento ci danno un'occhiata, altrimenti no (e qui entra in gioco solo la fortuna). Paradossalmente, può darsi che sia più facile (per modo di dire) pubblicare con Mondadori, che fa uscire una marea di libri, che con e/o o Fazi. Questo non per criticare il modo di lavorare delle CE, che sono aziende e non talent-scout in cerca della nuova stella della narrativa, e quindi scelgono in base a calcoli di mercato. E' solo per dire che non bisogna scoraggiarsi. Se si invia a 15-20 CE e nessuna risponde, non vuol dire necessariamente che il libro non valga niente. Cinque probabilmente non leggeranno neanche l'email o la sinossi, altre cinque la leggeranno e vedranno subito che quella particolare storia al momento non interessa, due o tre magari leggeranno un paio di pagine per vedere come scrivi. Uno o due forse leggeranno i primi capitoli. In definitiva non è che il tuo libro non è piaciuto a 15 persone, ma alle uniche due che l'hanno effettivamente letto, e per motivi che magari esulano dal valore in sé.
  11. 8 punti
    Comunque, basta tergicristallo! Qui di seguito trovate il mio testamento: lo sottoscritto Kuno Da Stiro dispongo della mia successione come segue. A @qfwfq, presidente dell’associazione OIA (Oggetti Inanimati per Avatar) di cui sono membro da anni, lascio nientepopodimeno che il mio ferro da stiro chiodato. A @bwv582, impronunciabile conterraneo, lascio le vocali del mio nick (u, o) A @wyjkz31, in condizioni ben più gravi, lascio invece la mia preziosa collezione di vocali straniere, composta da una manciata di ü, due ø (una norvegese e una danese) e una rarissima ę. Ricordo ancora quando le indossavo fiero e tutti in chat mi chiamavano Kęünøø. Ah, Bei tempi! Ad @AdStr, dato che ho finito le vocali, lascio un paio di anagrammi del suo nick, più facili da pronunciare: Darts, Strad, Trasd, Sdart. Vorrei che ci facesse la gentilezza di sostituire con uno di questi anagrammi il suo attuale nick. A @Poldo lascio un righello di legno pregiatissimo, con la speranza che in un futuro non troppo lontano possa usarlo per disegnare i tabelloni del MI come faceva in passato, nell’era pre-votosegreto. A @Cicciuzza lascio il permesso di usare il righello sopracitato per bacchettare le mani dei partecipanti al MI che non fanno i bravi. A @Marcello lascio un volante olandese (di un tir, molto grande) perché l’Olandese Volante l’avevano già venduto alla signora in fila davanti a me. E non conosco altre cose olandesi. A @Niko lascio il doppione delle chiavi della nikomobile (mi permettevi di farci un giro in chat per investire gli utenti rompiballe, ricordi?) e l’unica copia delle chiavi del mio cuore. A @Emy lascio grossa scatola degli articoli adesivi che potrà appiccicare dove le pare, quando le pare, se le pare. Viva la anarchia! A @Miss Ribston lascio il mio romanzo “Anoscritto Irritato”. In realtà si tratta di otto righe Word (ok, sette e tre quarti) ma già tradotte in tedesco (“Der Irritaten Kuloschritten”), francese (“Le Anoscrittè Irritè, perché non c’avem le bidet”) e Staffico Moderno (“*editato dallo staff*”). Lei che ha grosso modo la mia età, ma ha già scritto undici romanzi, due poemi epici cavallereschi e il nostro codice civile, saprà sicuramente portarlo a termine. A @Cerusico lascio un panetto di burro da usare come saponetta. A @camparino. Lascio. A @Black e @ElleryQ lascio il compito di spalmare vacche ovunque. Probabilmente il tempo non mi sarà bastato a sostituire l’attuale Regolamento con il Regolamunto, ma grazie a voi il sogno del Wacca’s Dream non morirà con il sottoscritto. A tutti gli altri lascerò qualcosa se farò in tempo a pensare altre battute cretine.
  12. 8 punti
    Sono costretto a ripetere che le mie affermazioni non sono mie opinabili opinioni, bensì dichiarazioni di addetti ai lavori. Poiché le illusioni sono dure a morire, rincaro la dose. Molti conosceranno il nome di Vanni Santoni, autore pubblicato da grandi case editrici e che si occupa appunto di scouting letterario. Poche settimane fa ha tenuto a Firenze un seminario su come un esordiente possa raggiungere la grande casa editrice. Sue testuali parole: inviare un manoscritto spontaneamente a una grande casa editrice è come mettersi la maglia del Milan e poi piazzarsi davanti a San Siro, sperando che ti facciano giocare. Adesso vogliamo dire che anche chi fa scouting per le grandi case editrici le spara grosse?
  13. 8 punti
    Solo una precisazione: non mi risulta di essere mai stata bannata. Tutto il resto è noia... buona fortuna per tutto.
  14. 8 punti
    E però mi scusi @diego77 : mi sembra che non abbiamo fatto passi avanti rispetto a questa mia esortazione del venti settembre. Ogni volta che qualche utente riporta una propria esperienza negativa lei arriva a dire che si è trovato benissimo, che è stato pagato, che l'editore è distribuito ovunque, che si danna per i propri autori ecc. ecc. Questo fa sì che chi ha avuto esperienze diverse si senta a sua volta autorizzato a dire la sua, che anche in quei casi è sempre la stessa tiritera: non sono stato pagato ecc. ecc. Allora forse non sono stato chiaro e cerco di estrapolare dal mio precedente intervento l'elemento fondamentale: non siamo qui per creare fazioni pro o contro un editore, ma per raccogliere esperienze aggiungo ora: non sempre le stesse esperienze. È più chiaro in questo modo? Spero di sì, perché se la discussione continua in questi termini saremo costretti a chiuderla e a prendere provvedimenti. E, nel caso non si fosse capito, questo è a tutti gli effetti un Intervento di moderazione al quale non è consentito rispondere pubblicamente. Ora, per cortesia, continuiamo la discussione con altre esperienze. Grazie a tutti.
  15. 7 punti
    Ieri ho ricevuto le immagini della copertina del mio libro. Devo dire che è stranissimo vedere il proprio nome su una vera copertina. Una parte di me è entusiasta, perché è bella (temevo peggio...), ma una piccola parte critica si è subito messa al lavoro per capire come migliorarla (è ambientato durante la guerra, quindi per me qualcosina che la richiamasse ci andava). Purtroppo sembra non sia possibile, quindi la terrò com'è. Appena esce e posso metterla qui mi farà comunque piacere sapere le vostre impressioni. Purtroppo per i primi tre mesi sarà in esclusiva solo su Kobo, poi uscirà sulle altre piattaforme e in cartaceo nelle edicole (aprile 2020)
  16. 7 punti
    Ciao, @rapunzel. Non c'è niente di male nel rinunciare a percorrere una strada, nella vita. A me è capitato di farlo un paio d'anni fa, in tutt'altro ambito. Non sposo questo tuo discorso. Secondo me una persona dovrebbe avere sempre l'onestà intellettuale di domandarsi "ho fatto davvero tutto il possibile?". E con "tutto il possibile" intendo davvero tutto il possibile. Anni fa mi affacciai nel mondo della musica come un signor nessuno, io con altri cinque bischeri qualunque. Si andava alle serate underground a conoscere gente, a far girare demo registrati in garage, e pian piano sono arrivati i primi inviti da organizzatori vari (sempre di eventi underground). All'arrivo dei social network abbiamo iniziato ad affiancare il "martellamento" sul campo con una presenza in rete. Eravamo più curiosi di conoscere che di farci conoscere; la seconda conquista è stata un risultato della prima. Il giro di conoscenze si allargava, arrivava il disco d'esordio, i concerti, i primi tour italiani. Di recente i ragazzi hanno fatto il loro primo tour europeo (io ho lasciato il progetto, ma continuo a seguirli esternamente). Tutto questo dal niente, e le armi che abbiamo utilizzato sono state la presenza costante e la voglia di esplorare un ambiente al fine di inserirci. E chi ci doveva apprezzare per fortuna ci apprezzò. Prima di tutto come persone, eh, e solo successivamente la dimensione artistica è entrata nel perimetro dell'apprezzamento. Quello che dico è quindi che non c'è niente di male nel rinunciare a percorrere una strada, ma le condizioni che tu consideri sfavorevoli (che in realtà sono nella norma) sono solo il punto da cui si parte. È facile dire di essere arrivati in cima alla montagna se si abita in cima alla montagna. Non vorrei che nella community passasse questo messaggio, che attecchisse. La vita sa mostrarsi deprimente, e io, Adriano, voglio stare dalla parte di chi lotta e lo fa con le armi giuste, con le strategie sensate. Che, certo, varieranno dal punto di partenza e dai mezzi a disposizione. Anche qui, dipende da qual è l'obiettivo. Cristoforo Colombo voleva raggiungere le Indie e sapeva che fra la meta e il punto di partenza c'era di mezzo l'oceano. E che ha fatto? Si è armato di una flotta e di equipaggi. Questo per dire che il mondo è fatto in un certo modo: anche il fenomeno "editoria" segue le sue leggi e quelle sono (dato un momento storico e un luogo). Se l'obiettivo è il successo commerciale, per dirne uno, allora bisogna conoscere e abbracciare queste regole. Se l'obiettivo è aggredire una nicchia, bisogna allora trovare il modo di essere adeguati a quella nicchia — in termini qualitativi, di contenuti, di notorietà a priori, tutti i parametri che possono influire sulla riuscita di un prodotto. E certo, adeguarsi alla realtà, così come dici, può anche significare un'uscita di scena. Vende ciò che suscita interesse nelle persone. Non lo vedo come un limite, come un problema. Nei secoli passati è stata prodotta una quantità pressoché infinita di quadri raffiguranti Gesù e la Madonna, e la ragione è che il committente predominante era la Chiesa. Ora pochi si sognerebbero di fare lo stesso, e forse anche allora molti artisti spontaneamente avrebbero dipinto altro, ma accettando il contratto in diversi sono passati alla Storia. Il committente di oggi in ambito narrativo, ossia l'editore, non deve soddisfare Dio ma la platea di lettori, ed è inevitabile che si instaurino temi predominanti a seconda, ancora, del luogo e del momento. Ci sono anche storie senza tempo, ma sono una minoranza. E, secondo me, non bisognerebbe mai fare l'errore di ritenersi parte di una minoranza fortunata, specie a priori; semmai è un risultato, qualcosa che si capisce a posteriori. E prima bisogna arrivarci. Grazie di aver condiviso le tue riflessioni, @rapunzel, e ribadisco che so di cosa parli nel rendere pubblica questa rinuncia. Non sono d'accordo sulle motivazioni, ma sono del tutto legittime. Non vorrei però che passassero come messaggio universale, perché il tuo ragionamento presenta delle falle ed è mosso da una massiccia dose di frustrazione. Motivo per cui spero che non saranno molti a darti ragione, in questa community, laddove anche il nome ci ricorda di non smettere di credere nei sogni, negli obiettivi. Purché lo si faccia con cognizione di causa, chiaramente.
  17. 6 punti
    Avete già iniziato a pensare ai regali di Natale? I wdiani d.o.c. regalano libri per le feste, si sa, quindi ecco i miei suggerimenti, scelti a caso . Fino a esaurimento scorte ve li spedisco con segnalibro personalizzato, dedica (se vi fa piacere) e senza spese di spedizione. La carta da regalo e il nastrino glieli mettete voi, però .
  18. 6 punti
    Da quando ho iniziato a frequentare il WD in maniera più o meno stabile, Adriano è stato tra le persone con cui ho fin da subito legato. A furia di leggere reciproche deiezioni e di confrontarci, ho imparato ad apprezzarlo ben al di là della figura di aspirante scrittore. E oggi sono contentissimo di vederlo nello staff, perché se c'è una persona con l'equilibrio e l'attitudine adeguati al ruolo, be', credo che sia proprio Adriano. Ben fatto, quindi. E buone attività da utente potenziato.
  19. 6 punti
    A me partecipare al Calvino è piaciuto, non mi sono pentito dei soldi che ho speso e al contrario mi dispiace non partecipare anche quest'anno (se non lo faccio è solo perchè non ho nulla di nuovo da proporgli). Ora c'è da capire perchè mi sia piaciuto. Ho l'impressione che molto dipenda dal fatto che mi ha tenuto vivo per circa nove mesi, tra l'attesa di vedere se rientravo tra i finalisti e poi tra i segnalati. Non ho portato a casa niente, solo una scheda che dice che ho una bella penna ma che ancora non l'ho usata al meglio. Molti potranno pensare che sia stato questo ad appagarmi, la consolazione di vedermi riconosciuta la possibilità di essere uno scrittore, una sorta di credibilità letteraria, ma vi assicuro che non è così. Non mi basta questa credibilità, voglio incontrare le persone in metropolitana che leggono un libro che ho scritto io e voglio scorgere sui loro visi l'espressione di chi è talmente coinvolto in quello che sta leggendo che rischia di non accorgersi di essere arrivato e che è il momento di scendere dal treno. La certezza di essere letto e quella di ricevere un feedback che ritengo tutto sommato qualificato è sicuramente l'appeal di questo Premio. I costi che si devono sostenere sono a mio avviso accettabili, anche se mi rendo conto che la cosa può essere molto soggettiva (la mia è la valutazione di uno che lavora stabilmente da vent'anni e non può essere identica a quella di uno studente o di un precario). La tempistica e le modalità con cui il tutto si sviluppa ho già avuto modo di definirle un tantinello sadiche, ma ne comprendo le ragioni (servono ad alimentare l'attesa lungo tutto il ciclo di vita del concorso). Quello su cui invece vi invito a riflettere è la presa che il Premio ha sull'editoria. La mia impressione è che stia un po' scemando, almeno a giudicare dalle case editrici con cui hanno pubblicato o si apprestano a pubblicare i finalisti. Tranne pochissime eccezioni, si stratta di CE medio piccole, non particolarmente blasonate. Sì lo so, magari molti di noi si farebbero comunque tagliare un braccio pur di pubblicare con queste CE, ma rispetto al passato mi sembra non si possa negare che ci sia stato un netto peggioramento. Come si può spiegare questa cosa? Forse i manoscritti arrivati in finale la scorsa edizione non erano poi così belli (livello non particolarmente eccelso dell'edizione? Comitato di lettura che ha selezionato male?); forse il premio Calvino non ha più quella forza di muovere i big; o forse questa è solo un'altra di quelle cose che si spiega con la più generale crisi dell'editoria. La risposta non la conosco. Mi scuso per essermi dilungato troppo e spero comunque di essere stato di aiuto a qualcuno. In bocca al lupo a chi parteciperà.
  20. 6 punti
    Provo a risponderti io. Quello che hai descritto non c'entra nulla con il concetto cardine che sta dietro a ciò che io definisco "espressione artistica dell'orrore", che sia narrativa o film. Tu hai descritto una struttura che appartiene più a determinate favole classiche. Ciò che sta dietro alla struttura dell'arte dell'orrore non è il costrutto... poco importa se ci sono morti ammazzati e sangue o se non succede praticamente nulla per tutto l'arco narrativo. Ciò che conta davvero per la riuscita di qualcosa che sia "horror" è lasciare a chi sta dall'altra parte (lettore o spettatore che sia) un forte, persistente, fastidioso senso di inquietudine. Più questo senso persiste... più è feroce, pìù si è fatto centro. Non a caso si associa il capolavoro horror alle classiche battute: ho dormito con la luce accesa. O: non ho proprio dormito. O: ho dormito, ma ho fatto incubi terribili. A mio avviso, non si deve fare mai il grossolano errore di ritenere che un racconto horror sia tanto più riuscito quanto più sangue viene versato... o che sia tanto più riuscito quanto più sono drammatiche le vicende che vi sono narrate. Sangue e drammi sono elementi che appartengono, quasi paradossalmente, ad altri generi. L'horror non si nutre di queste cose, ma si nutre di angoscia. Se poi X riesce a procurare questa angoscia con sangue e drammi (irrisolti) buon per lui... ma non è questa la strada principale dell'horror. Non è un caso che i maestri dell'horror abbiano sempre puntato sul soprannaturale: cosa provoca più angoscia di qualcosa che non si può capire? Pensate all'esorcista (il film), ai racconti di fantasmi della narrativa ottocentesca, allo stesso King con i suoi personaggi alla IT. Quindi, in definitiva: se scrivi una storia con un lieto fine rassicurante, dubito che riuscirai a lasciare nel lettore un senso di angoscia... poi fai tu, ovvio.
  21. 6 punti
    Quando parliamo di scrittore in erba parliamo di uno stile e una scrittura non ancora maturi. Mossi solo dalla passione, il fuoco sacro che ognuno di noi sente dentro, sperimentiamo a piccoli passi le nostre narrazioni. Solo con il tempo capiremo cosa siamo in grado di "de"scrivere meglio (possiamo sperimentare qualsiasi genere ma alla fine sarà solo uno il filone che sapremo gestire con risultati apprezzabili). Per portare l'esempio di @Kikki, anch'io faccio riferimento alla mia esperienza; gli autori che mi hanno accompagnato nel percorso sono stati Verga e Fallaci, quindi il verismo. Mi sento più portata a descrivere il quotidiano con le sue tragedie e vittorie, raccontando storie delle quali ho personalmente sperimentato, se non gli eventi, almeno i sentimenti. Il mio pubblico quindi sarà gente adulta con un certo vissuto e un certo baglio emozionale. Eppure non tutti tra questi apprezzeranno ugualmente. La fascia a cui si è destinati non la si sceglie (a meno di non fare scrittura a tavolino come per le fiction), nasce spontanea. Faccio riferimento anche a @mercy che apprezza giustamente gli esercizi di stile (che comprendono il genere) utilissimi per comprendere proprio in cosa siamo più capaci. Anche un negozio di abbigliamento ha un suo "pubblico" ben definito, a meno di un megastore, nel negozio qualificato troverai tutto il meglio del genere, elegante, sportivo, da lavoro, alta moda e via di questo passo. Occasionali saranno quei lettori che pur non amando il genere che scriviamo noi incapperanno nel nostro libro per puro caso e diranno "non è il mio genere eppure l'ho apprezzato". Ecco questa è una grande conquista per un autore, l'eccezione che conferma il calore, avere un pubblico ben definito non è limitante, tutt'altro: è avere uno stile ben definito e valido. Attenzione: anche quelle sono lettrici e, che ci piaccia o no, anche gli autori di quei libri sono scrittori. In ogni commento c'è una parte si verità come @AdStr quando dice "sai che noia fossero tutti Permi nobel..." Il mercato è vasto, noi occupiamoci di ciò che ci riesce meglio e una fettina della torta sarà nostra. Per me anche un solo lettore che apprezzi il tempo trascorso sui miei scritti corrisponde all'intensità.
  22. 6 punti
    @Mister Frank Io mi riferivo a case editrici che vanno a scaffale in tutte le librerie d'Italia. Di quelle che hai citato forse solo NN ce la fa. Forse.
  23. 6 punti
    Ho pubblicato con loro anni fa. Molto veloci e disponibili. La cura del manufatto però è altra cosa: ho più volte ripreso il grafico per disallineamenti all'interno del testo, incoerenze nella strutturazione dei capitoli e approssimazione nel retro-copertina (cosa che ho corretto io stesso). Molto entusiasmo all'uscita del libro, ma nessun appoggio concreto per le presentazioni: o sei nelle vicinanze di Napoli o fai da solo. Sono poi emerse incoerenze anche in fase di rendicontazione: il totale venduto non collimava con la notizia di ristampa che mi era stata data mesi prima (per intenderci: o hai venduto più copie o non hai ristampato). Comunque non ho mai ricevuto un centesimo. In passato sono stato invitato a uno degli eventi a cui la casa editrice partecipa; quando ho accettato, mi hanno chiesto soldi per presenziare (fino a poco tempo fa era così che acquistavano lo spazio per lo stand in certe fiere).
  24. 6 punti
    @lucamenca da lettore trovo le note assolutamente necessarie. Trovo anche preferibile trovarle a pie' di pagina per non dovere ogni volta lasciare il segno e andarle a cercare a fine capitolo o a fine testo. Da operatore del settore penso che dipenda dallo stile editoriale della casa editrice: c'è chi le vuole e chi no. Quelle a pie' di pagina complicano sicuramente l'impaginazione ma la ce dove lavoro le preferisce. Certo se le singole note sono molto lunghe optiamo per fine capitolo.
  25. 5 punti
    Per quanto mi riguarda, i rappresentanti di CE a pagamento e a doppio binario che, a fronte di un tuo rifiuto a sborsare quattrini, insistono, motivando l'insistenza con le spese cui vanno incontro e i rischi che corrono. Come se glielo avessi detto io di fare impresa! A ruota, le CE che richiedono gli invii spontanei e poi si lamentano della mole e della scarsa qualità degli scritti ricevuti. In terza battuta, i difensori d'ufficio delle predette categorie.
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