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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 25/08/2020 in tutte le aree

  1. 22 punti
    Dunque, in qualità di utente del WD dovrei aspettarmi un nuovo regolamento creato in collaborazione esclusiva con Aporema Edizioni? Sinceramente non capisco... Scusate, ma nel massimo rispetto di tutti, mi pare che questa discussione stia prendendo una piega come minimo O.T.: ossia valutare o meno la decadenza del WD, riscriverne il regolamento e simili... Non so, non mi sembra la sede adatta, sinceramente... Non sono d'accordo, trovo il forum ancora molto costruttivo e non vedo questa inarrestabile deriva... così, come se non ci sia rimasto più nulla di buono sul WD... lo trovo anche personalmente un po' offensivo, non che sia voluto, ma comunque io intervengo spesso e seguo questo forum da qualche anno ormai... Ma appunto, mi e vi chiedo: è di questo che dobbiamo discutere in questa sede? Tutto questo ricordando che non ho nulla contro @Aporema Edizioni, anzi, spesso anch'io sono intervenuto in vostro favore... Per quanto comprendo che la questione sia per voi importante e faccia parte anche della vostra comunicazione con il pubblico, come utente del forum trovo fuori luogo dover leggere interventi a carattere personale che lamentano l'andamento dello stesso nella pagina di una casa editrice. Se queste sono le vostre motivazioni per spiegare un vostro comportamento presente e futuro, da una parte è giusto dirle, dall'altra rischiate di risultare offensivi per molti utenti e frequentatori di questo forum, che non hanno doppi fini, credono nei principi del WD e non vedo perché dovrebbero non essere presi in considerazione se si tratta di riscrivere il regolamento o se si tratta di discuterne sopra o se si tratta di muovere critiche allo Staff (cosa che, da regolamento, non saprei neanche quanto sia consentita)... D'altronde state qui a parlare di haters, di regolamento, di staffer, di case editrici... ma mi pare non stiate prendendo in considerazione il fatto che questo forum, come tutto il mondo dell'editoria e della narrativa, si regge e si basa grazie agli utenti e ai lettori... non siamo numeri, non siamo anonime frecce: ma quando fate (non mi riferisco solo ad Aporema) interventi come questi o alcuni precedenti, mi mettete e ci mettete in mezzo a storie in cui non c'entriamo nulla... non mi sembra giusto, sinceramente. P.S.: io vi ho messo una freccetta rossa, come le metto agli interventi di cui non condivido il contenuto, così come ve ne ho messe tante altre verdi e come me ne sono prese e continuo a prendermene anch'io di tutti i colori... Non dico che questo sistema sia giusto, dico che non mi sembra il luogo per discuterne, perché se iniziamo a intervenire tutti su questo argomento... Come si dice e con il massimo rispetto, cordiali saluti a tutti!
  2. 20 punti
    Ri-ciao a tutti! Sono mancata per molto tempo dal forum, causa lavoro prima e causa disagi dovuti al Covid poi, ma ho pensato di aggiornarvi sulla mia esperienza con la CE, sperando che possa essere una testimonianza utile per chi cerca di capire meglio come lavora Newton o per avere info in generali. Dunque, la mia esperienza, dopo aver firmato, è andata davvero bene. Ho iniziato i lavori sul testo a ottobre dello scorso anno e il mio romanzo è stato lanciato nel periodo natalizio 2019. Le vendite mi hanno lasciata di sasso, perché dopo qualche giorno mi sono ritrovata al primo posto su iTunes, e quando l'editor mi ha telefonato per dirmelo, ho persino chiesto agli amici di controllare la classifica con i loro cellulari perché temevo fosse un errore. Il primo posto è durato qualche settimana, ma più in generale sono rimasta nelle top 100 dei vari store per un paio di mesi. Non riesco a crederci nemmeno ora che è passato tanto tempo, ogni tanto vado a riguardarmi le foto e gli screenshot per assicurarmi di non aver sognato tutto! La prima volta che sono entrata in una libreria e ho trovato il mio libro sugli scaffali è stata dopo le ferie natalizie... e ho pianto come una bambina piccola. Ma ciò che mi ha davvero emozionata è stato, qualche settimana dopo, vedere il libro presente negli ipermercati, anche quelli più piccoli, per finire all'Esselunga e alla Coop del mio paesino, dove abitualmente faccio la spesa. Purtroppo, il lockdown ha messo un freno a tutto il sogno, perché la zona in cui abito è stata tra le prime ad essere dichiarata "rossa", e il lockdown per noi è iniziato nei primissimi giorni di marzo. Nonostante questo, le vendite digitali hanno continuato a darmi soddisfazioni. Il romanzo è poi stato ristampato in aprile in un formato diverso, e ancora ristampato il mese scorso in edizione economica. Su questo fronte, non posso davvero lamentarmi: Newton lo mette spesso in offerta speciale, e non aspettandomi assolutamente nulla di tutto ciò che è capitato, sono felice di com'è andata e di come sta andando. Parlando, invece, del mio rapporto con lo staff, posso dire di aver avuto a che fare con persone molto professionali e attente. L'editing è stato impegnativo e scrupoloso, ma ho lavorato con una persona paziente e corretta, ed è nato un bel rapporto di stima reciproca e collaborazione. L'esperienza mi è stata utile soprattutto per apprendere un modo migliore e più produttivo di approcciarmi al testo. È stato quasi come imparare da zero. In questi mesi, ho approfondito la conoscenza della mia "persona di riferimento", se così si può dire, ovvero la persona che si occupa di coordinare i miei progetti, che mi informa sulle novità e così via. Proprio lei, infatti, mi contatta spesso per sapere cosa sto scrivendo e come procedono i lavori, e mi chiede di inviarle le trame che mi vengono in mente per i futuri romanzi, per darmi un parere professionale o anche solo dei consigli. È piuttosto severa, molto esigente, ma credo che sia giusto così. È capitato, infatti, che mi bocciasse una trama, esaltandone un'altra, consigliandomi quindi di concentrarmi su quelle migliori. Personalmente, ho apprezzato il suo intervento, per quanto duro, perché sono ancora inesperta in merito a cosa piace più o meno ai lettori. Avevo iniziato la stesura di un nuovo romanzo proprio seguendo un suo consiglio, ed ero arrivata a buon punto, quando, qualche mese fa, mi hanno telefonato dalla redazione per propormi un determinato progetto. Mi hanno parlato dei loro piani riguardo al prossimo anno, spiegandomi i temi sui quali intendono concentrarsi, e mi hanno chiesto se avessi, tra le mie trame, qualcuna che rientrasse in quei parametri. Non me lo sono fatta dire due volte, perché avevo proprio la sinossi giusta a portata di mano. All'editore è piaciuta, così come alla mia coordinatrice, e ho ricevuto una lettera d'incarico per questo nuovo romanzo. Ne sono talmente entusiasta che ho momentaneamente messo in pausa il vecchio progetto per concentrarmi sul nuovo. La stesura procede bene, e posso contare sui consigli dell'editor quando ne ho bisogno. Spero di completarlo quanto prima e ritrovare presto l'emozione della libreria Mi è capitato di leggerne di cotte e di crude su NC, e mi rendo conto che, dato che la collaborazione con loro durerà ancora per qualche anno, potrebbero capitare momenti meno belli, dissapori o screzi, e forse non sarò così entusiasta per sempre. Credo che siano rischi da tenere in considerazione, in generale, quando si lavora con gli altri e non più per se stessi. Spero, comunque, di poter trarre il meglio da questa esperienza, crescere e migliorare Un abbraccio a tutti
  3. 17 punti
    Credo profondamente che tutti noi autori dovremmo evitare quelle CE non paganti o che ti dicono che una pubblicazione "fa curriculum". Non esiste una gavetta in editoria, si possono pubblicare 10 romanzi con piccole CE e crearsi un seguito o un solo testo con una big e raggiungere una notorietà che manca nel primo caso. Sono esperienze valide entrambe, ma quella di affidare il nostro testo a una CE che non ti paga neanche la miseria guadagnata dalle percentuali, spesso irrisorie, no, non è un'esperienza, e non dovremmo nessuno di noi accettarla. Abbiamo rispetto per le nostre opere, altrimenti come possiamo sperare che qualcuno lo abbia?
  4. 15 punti
    Scusami, Alex, ma questa è davvero brutta e per un editore (non importa che commenti dal tuo profilo privato), abbassarsi a questi livelli (citando poi i comportamenti da social mi verrebbe da dire da che pulpito), è inaccettabile. Non è né professionale, né umano e risenta per me la buona educazione.
  5. 14 punti
    Non c’è nulla di tanto pericoloso quanto correre con le forbici in mano. Si stima che sia la terza causa di morte più comune in Europa, subito dopo le cardiopatie ischemiche e il soffocamento da prosciutto crudo. Il nostro team di laureati in Scienze dell’Apprensione ha preso molto a cuore il problema e lo ha studiato da una nuova angolazione. Un’angolazione arrotondata, ovviamente, per non rischiare di cavarsi gli occhi in caso di inciampi. “Gli utenti del forum che partecipano al comune Mezzogiorno d’Inchiostro corrono grandi rischi”, afferma il dott. Mario Paranocchio. “Bisogna correre per rispettare la scadenza e tagliare per non superare il limite di caratteri. Correre e tagliare, correre e tagliare. Due attività che non vanno affatto d’accordo. I dati ci insegnano che in Italia è più facile rimanere uccisi correndo con le forbici in mano che dilaniati da un orso polare. E gli orsi polari sono macchine di distruzione, quindi fatevi due calcoli.” La soluzione proposta è tanto semplice quanto efficace. “Basta raddoppiare il numero di caratteri a disposizione e dare più tempo per scrivere”, spiega Paranocchio “Gli utenti non avranno più nulla da temere. A parte gli orsi polari, ovviamente. Dio... che forze della natura gli orsi polari!” Nasce così la seconda edizione del Mezzogiorno d’Inchiostro EXTRA-LARGE, il contest per racconti curvy approvato dalle mamme iperprotettive italiane. Regolamento: Se avete presente la versione standard del Mezzogiorno d’Inchiostro, sappiate che questa non è altro che una variante con l’elastico delle mutande allentato. Avrete più caratteri a disposizione, più tempo per scrivere e più tempo per leggere. Come posso partecipare? Alle 12:00 di venerdì pubblicherò qui due tracce, una “di mezzogiorno” e una “di mezzanotte”. Dovrete scrivere un racconto seguendo una delle due tracce e l’eventuale boa. Il racconto dovrà misurare non meno di 8001 e non più di 16.000 caratteri. Per pubblicare dovrete commentare in maniera approfondita due testi brevi (<8000 caratteri) o un solo racconto lungo (>8000 caratteri). I commenti vanno fatti in giornata. Il racconto andrà pubblicato nella sezione Contest Aperti, entro le 23.59 di domenica. Il titolo dovrà contenere la sigla [MIXL2]. Esempio: [MIXL2] Il mio racconto. Nella discussione del vostro testo, dovrete indicare la traccia scelta. Dopo aver pubblicato, dovrete inserire il link al vostro racconto all’interno di questa discussione. E chi vince? Ogni partecipante avrà a disposizione tre voti, che assegnerà ai tre racconti che reputa migliori. Ogni voto vale un punto. Conclusa la fase di votazione, i due utenti che avranno ottenuto più voti saranno proclamati vincitori del contest. Il numero di giorni a disposizione per votare dipenderà dal numero di partecipanti. SI COMINCIA VENERDÌ 11 SETTEMBRE
  6. 14 punti
    @Alexmusic ti rispondo a titolo personale: non ti viene il sospetto che qualcuno non apprezzi la tua battaglia contro i punti reputazione, così come la stai conducendo? Per te la questione pare essere diventata che chiunque li usa è un frustrato o un perditempo. Io credo che la stragrande maggioranza degli utenti non metta in dubbio la serietà della CE dalla cui discussione è partito il tema e non comprenda (nonostamte articolatissime argomentazioni) il perché tu pensi che basti qualche freccina rossa anomima per comprometterne la reputazione...
  7. 14 punti
    Noto con enorme dispiacere che vi fregiate di istituti giuridici che in questa sede non troverebbero la minima applicazione per il semplice fatto che esprimere un’opinione, sebbene contraria o cafona, non basta a introdurre il sospetto (anzi, la certezza) che si voglia screditare l’operato di qualcuno e a tirare in ballo una denuncia per diffamazione. In ogni caso, penso che si debba essere liberi anche di dire che qualcosa non piace senza dover ricorrere ai discorsoni filosofici, spesso superflui, per giustificare ciò che si pensa o ricorrere a inutili eufemismi per far sì che questo venga recepito nel modo più “indolore” possibile. Per come sono fatta io, apprezzo di gran lunga la schiettezza e ben venga anche che mi si dica dove e se sbaglio. Se tutti mi dessero ragione a prescindere su quanto dico e penso o faccio non potrei mai riconoscere dove sono in errore o dove posso migliorare. Purtroppo, benché me ne vanti, non sono davvero un essere onnipotente . Ora non rivolgetevi alla Penitenzieria Apostolica e non cercate di riesumare la Santa Inquisizione per indire un processo per superbia dinanzi a Dio. Ovviamente non parlo dei commenti inutili che lasciano il tempo che trovano e che vengono scritti a caso con il vago intento di provocare, anche se c’è da dire che questo intento e il suo riconoscimento come tale sta all'interpretazione di chi legge. Abbiate un minimo di buon senso. A me verrebbe piuttosto da ridere, quindi li ringrazierei per avermi allietato la giornata. Non mi esprimo sulla questione “freccette rosse” perché è ancor più imbarazzante, non perché vengono lasciate come segno di non apprezzamento, ma perché mi pare vengano erroneamente interpretate come mezzo per compromettere la credibilità di un post, peggio che vengano utilizzate per arrecare offesa alla reputazione altrui. Per quel che mi riguarda, restano confinate nella semplice libertà di espressione, seppur in forma di tacito dissenso. Posso dire che trovo ridicola tutta questa retorica a sfavore delle freccette rosse? Mi pare che ne abbiate davvero tanto di tempo da perdere se date così tanto peso a un’anonima freccetta e dedicate ore a scrivere papiri di polemica e contestazioni sterili che si basano su argomentazioni futili. A proposito, nulla di quello che si scrive sul web avviene prettamente in forma anonima, anzi. Un nickname non basta a celare l’identità di una persona. Chiedere di rivedere il regolamento solo per limitare la critica e tutelare chi, anche a ragione, difende il proprio lavoro e pensiero mi pare un metodo bello e buono (si fa per dire) per far sì che venga riconosciuta solo la propria libertà di espressione interdicendo quella di una eventuale controparte.
  8. 13 punti
    @Alorigo Pur condividendo in gran parte il tuo ragionamento, ho l'impressione che tu stia solo "lievemente" esagerando il valore e il peso di un'anonima freccetta rossa. Non piacciono neppure a me (quando in passato ne ho messa una, non più di quattro o cinque volte in tre anni, ho sempre aggiunto una critica motivata), ma sono certo che non hanno le vaghe implicazioni legali che tu adombri. E aggiungo: spero proprio che @Aporema Edizioni non segua mai il tuo consiglio. [P.S. Ti ricordo che do si scrive senza accento]
  9. 13 punti
    Dopo tante avventure scrittevoli condivise dentro e fuori dalla nostra Officina, oggi @Silverwillow e io ci siamo finalmente incontrate nella nostra bella Trento. Uno scatto ricordo:
  10. 13 punti
    Bravo e invito anche gli altri a seguire il tuo esempio con questo Intervento di moderazione Lasciamo la politica fuori dal forum, il tema della discussione è: Editoria post-Covid: esordire sarà più difficile? Questo ci interessa; di cosa abbiano o non abbiano fatto o dovessero fare Conte, Trump & C. parlatene in casa, al bar o nelle pubbliche piazze se ne avete titolo, ma non qui. E a questo intervento di moderazione, come sempre, non è consentito rispondere in pubblico. Grazie.
  11. 12 punti
    Confermo le percentuali citate da @Aporema Edizioni riguardo le proposte che arrivano in redazione con qualche precisazione riguardo il nostro modo di vedere. Noi prima che alla forma scritta, alla sintassi ecc. guardiamo l'idea proposta e qui cadono le braccia. La maggior parte sono idee banali, ripetitive, noiose o poco interessanti oer cui, spesso, il rifiuto nasce già dalla lettura della sinossi. Per quanto riguarda il problema evidenziato da @Ilaris invece posso dire che all'inizio leggevo spesso le cose scritte nelle varie sezioni del forum ma, piano piano, ho praticamente smesso perché per leggere un pezzo interessante ci si imbatteva in troppi testi di scarso interesse e cura... Il problema grande è che oggi c'è troppo poco giudizio critico nei propri confronti, troppa presunzione e troppa voglia di pubblicare a ogni costo. Una delle dimostrazioni di questo è l'enorme quantità di case editrici nate per gli scrittori e non per i lettori.
  12. 11 punti
    Ma veramente c'è chi si preoccupa delle freccette? E il fatto che la rossa significhi "non sono d'accordo" e la verde "sono d'accordo" possa accendere discussioni, arruolare associazioni e scomodare avvocati e magistrati? No ma dai, fatevi un giro sui social e capirete cosa significa avere a che fare con gli haters e la diffamazione, le ingiurie e l'ignoranza. Quasi sempre impunita. Comunque confermo di essere disponibile (dietro compenso ovviamente) a vendere le mie freccette. E aggiungo che è una battuta per quelli che ci avessero creduto e avessero pensato di mettermi un'orrenda,inaccettabile,vergognosa e immeritata freccetta rossa.
  13. 10 punti
    Oh no, mi è successo di nuovo: mi sono irritato! Non sopporto il collega scrittore (o la collega) che si vanta e dice: Io pubblico da dieci anni, credo di essere la persona più adatta a bla bla bla Questa persona interviene in ogni occasione, ti corregge, ti rimprovera, perché sa tutto di tutto: sa di agenti, sa di editori, sa di scrittori, sa sempre più di te. Ma se pubblica con Microbino Editore, Piccoletto Edizioni e Nano Publishing cosa vuole insegnare ai novelli poveri scribacchini? Se propone i suoi manoscritti a ogni nuova casa editrice che nasce (ma poi quanti inediti ha nel cassetto?) e quelli gli (o le) pubblicano il libro perché hanno il catalogo troppo vuoto, cosa vuole dimostrare ai novelli poveri scribacchini? Secondo me, a volte, sarebbe meglio aspettare e non pubblicare piuttosto che accettare una minuscola proposta. Poi ci sono autori che invece pubblicano con una vera Big e sono umili e gentili. Qui nel forum ce n'è qualcuno. Quelli sì che sono adorabili.
  14. 10 punti
    Rispolvero questo topic, che io stesso ho creato (e dal quale ho aspettato invano di ricevere royalties - a proposito "quanto sono le royalties?" ), per una veloce opinione impopolare, che probabilmente non mi attirerà le simpatie dei più, ma me ne farò una ragione (dopo qualche settimana di terapia e notti insonni). Volevo giusto spendere due parole sul recente ban dell'utente Jinbe90 per farne un discorso più generale. Questo simpatico utente (con il quale condivido l'anno di nascita e la passione per il mondo di One Piece) ha osato intervenire nella sezione I miei libri (per altro rivitalizzandola, visto che per la maggior parte era tenuta in piedi da utenti che si auto-uppavano i loro stessi post, una cosa di una tristezza paragonabile solo alla mia attuale situazione sentimentale) muovendo delle critiche - concise, magari sarcastiche e leggermente provocatorie, per lo più condivisibili, comunque educate e senza offendere nessuno - alla grafica della copertina, alla trama postata o ad altre cosette. Alcuni utenti l'hanno presa bene (facendosi una risata e/o rispondendo adeguatamente e ricevendo anche riscontri cortesi dallo stesso Jinbe90), altri evidentemente male (visto il ban). Francamente trovo che il silenziare l'unica voce minimamente dissenziente non sia in primis un bel segnale per un forum e che, secondariamente, parlando degli autori, manifesti quell'atteggiamento autoreferenziale e improntato al "volemose bene e tutti belli e tutti bravi" che poi si tramuta nella pioggia di recensioni a 5 stelle su amazon a libri di qualità letteraria paragonabile ad un decreto ingiuntivo - per non parlare dei blogghettari prezzolati, delle corporazioni di selfisti anonimi e varie ed eventuali... Fenomeni questi che, inevitabilmente, vanno a nuocere sulla credibilità tutta del mondo del self e della piccola editoria agli occhi dei lettori più smaliziati (che poi vengono tacciati di snobismo in un circolo vizioso potenzialmente infinito). Da completo esterno (ergo perdonatemi eventuali stronzate o imprecisioni, ma il succo del discorso tale resta) invito un po' tutti a "non chiudersi a riccio" nel loro microcosmo paillettato e ad essere più aperti alla critiche, anche a quelle sarcastiche e poco argomentate, purché educate, sia chiaro. Anche a questa mia presente, naturalmente (oltretutto proprio perché è un punto di vista esterno, da lettore, dovrebbe interessarvi). Vi ricordo, infine, che c'è gente che sul "nel bene e nel male purché se ne parli" ci ha costruito sopra una carriera e una fortuna, quindi anche un po' di furbizia da questo punto di vista non guasterebbe. Detto questo, non discuto della scelta dei moderatori - probabilmente a livello puramente "formale" il ban può starci - sebbene invito un po' tutti, visto che siamo in periodo di referendum e ci piace tanto abbeverarci alla fonte della "sacra" costituzione - di ripassarsi l'articolo 21 della stessa. Un saluto e un abbraccio.
  15. 10 punti
  16. 10 punti
    Sono reduce da un ricovero di tredici giorni nell'ospedale di Parma, per una peritonite che mi hanno curato con successo senza bisogno di intervento. Mi hanno fatto due tamponi, uno prima del ricovero (in attesa del responso, mi hanno messo in una stanza apposita), un altro dopo una settimana. L'osservanza delle norme anti-covid è scrupolosa come l'assistenza ai pazienti, precisa e puntuale. Non altrettanto si può dire delle migliaia di giovani incoscienti e incoraggiati dai libertari negazionisti che (loro sì, fuori di ogni dubbio, hanno fatto schizzare verso l'alto la curva dei contagi) hanno portato l'età media dei contagiati ad abbassarsi da oltre 50 anni agli attuali ventinove. Ma sicuramente, secondo te, anche queste sono notizie addomesticate. La tela del ragno, al confronto, è poca cosa. E scusatemi per l'OT, ma non ho introdotto io l'argomento.
  17. 9 punti
    Ma infatti, @dyskolos, una parte viene scartata così. Come scritto, ve ne sono altri di cui devi leggere "le prime pagine", senza specificare quante. Dipende. E poi ci sono quelli che meglio rispettano i criteri di selezione che raggiungono il lettore esperto pagato dalla CE, che lavora a stretto contatto con l'editor e gli consiglia cosa ha valore e cosa no – e poi l'ultima decisione spetta all'editor stesso. Quello che ti sorprenderebbe, temo, è la percentuale di manoscritti scartati alla prima pagina, perché immagino siano parecchi (Aporema conferma più sopra). E, ripeto, non è soltanto una questione di grammatica e sintassi. Sono davvero molte le cose che possono affossare un testo e credere che in una prima pagina si possa valutare soltanto quelle è un'illusione, forse dettata dall'inesperienza; non lo so, non ti conosco e non ho alcuna intenzione di offenderti. Un editore serio investe il suo denaro e il suo tempo. Se riesci a calarti nei panni della CE e fingi di dover scegliere un titolo da pubblicare, ti renderai presto conto che di cose che non vanno ce ne sono parecchie – secondo i tuoi personali criteri, perché le CE non sono composte da Intelligenze Artificiali infallibili. Allora, parto da quanto dice alla fine @Aporema Edizioni. Conosco un autore tedesco che pubblica da anni in self-publishing: vive dei suoi romanzi, quindi non è uno che parla tanto per parlare (tipo me, che sono ancora qui sulla scrivania a mettermi le dita nel naso). È un autore che ha venduto in Germania 200.000 copie fino a oggi e che nel genere "thriller" è piuttosto conosciuto – René Junge (adesso ha deciso che si dà all'erotico, LOL!). Anche lui scrive su Medium e ne abbiamo parlato più di una volta. Un giorno scrisse un articolo in cui diceva a chiare lettere proprio ciò che dice Aporema: i romanzi sono cambiati, perché sono cambiati i lettori. Il concetto di "preambolo" è meglio scordarselo, ad esempio. Il ritmo dev'essere elevato, si deve andare dritti al punto e continuare così fino alla fine. Nel momento stesso in cui ti concedi una digressione, che sia breve e brillante, altrimenti tagliala. E così via… Ovvero, un romanzo ha oggi ritmi diversi, come detto da chi ne sa più di noi. Se la si pensa in modo diverso, lo capisco, ma poi non si deve star tanto lì a sindacare quando il proprio romanzo, pur se scritto in un buon italiano e forte di una buona idea, non passa alcuna selezione editoriale. Questa è la realtà. Può non piacere, ma pensare di piegare la curva spazio-tempo e infilarcisi per pubblicare oggi con le logiche di ieri è fantascienza, non pragmatismo. E, in tutta sincerità, quando cominci ad avere una famiglia e 48 anni come ne ho io, e il tuo tempo per scrivere non è la metà, è un quarto di quello che avevi, be'… Forse un pensierino a strutturare i miei romanzi affinché abbiano una possibilità di piacere oggi mi sembra intelligente, più che una marchetta. Il segreto è continuare a scrivere ciò che si vuole, ma farlo aggiornando i propri criteri. E per farlo bisogna leggere con attenzione ciò che viene pubblicato e vende. Non per imitare, ma per imparare. (Altrove ho già detto che non amo Dan Brown e, infatti, non sto parlando dei Dan Brown contemporanei: nemmeno fossero gli unici che vendono. Ci sono brillanti esempi di scrittura che vendono tanto. Cercate quelli che a voi piacciono e convincono.) Ciò detto, e lo credo davvero, ognuno ha la propria opinione ed è padrone del proprio tempo. Se mi chiedevi anni fa cosa ne pensavo, ti mandavo a quel paese. Infatti sono ancora un professionista IT a cui tocca sorbirsi le logiche delle multinazionali dalle 9 alle 5, cinque giorni la settimana. La mia idea è che cambierò questa realtà molto presto, ma non potrei mai sperare di riuscirci se pensassi di scrivere un romanzo come "Il Signore degli Anelli" oggi. Non si discute la grandezza di un classico, se ne discute l'attualità. Poi, certo, se si crede di essere un novello Bulgakov e si vuol partire con un incipit come quello de "Il maestro e Margherita", si proceda. Parlo per me: non sono Bulgakov e dubito la mia narrativa raggiungerà mai i livelli dei Classici – nonostante abbia una buona opinione di quello che scrivo, credimi. La mia domanda per gli aspiranti scrittori, qui, è la seguente: se il vostro sogno è "diventare" scrittori – scrittori si è, a prescindere dal mercato – siete disposti a studiare la materia? Siete disposti ad apprendere e cambiare il modo in cui scrivete? Nessuno vi dice di cambiare cosa scrivere e di modificare la vostra voce narrante: sarebbe un errore. Il succo è essere gli strateghi del vostro racconto e non farvi usare dalla storia. Dovete piegarla alle vostre esigenze. Saper raccontare è questo: considerare chi ascolterà il racconto. Altrimenti, a mio avviso, è un esercizio dell'ego.
  18. 9 punti
    Quoto soltanto le ultime due righe per risparmiare spazio in una discussione che è già andata OT. Le mie informazioni, che provengono soltanto dalla stampa e dai media, non sono dettagliate e approfondite come le tue, quindi non sono in grado di valutare o confutare la tua visione. Della politica me ne frego, come ho già detto non amo Conte, ma non amo anche una pletora di politici nei cui confronti quelli della vituperata prima repubblica erano dei giganti. Ma continuo, da uomo della strada, a non condividere i complottismi: siamo stati colpiti come il resto del mondo e il paragone con la gestione della pandemia fatta dagli altri paesi non ci trova tra i peggiori. Sul futuro che si presenta a fosche tinte, neanche io ho dubbi ma penso che l'alternativa sarebbe stata fregarsene di tutto e guardare solo all'economia. E penso anche che diffondere l'idea che le precauzioni del tipo mascherina e distanziamento non servano a nulla vada a corroborare gli irresponsabili ammucchiamenti da movida che, indiscutibilmente, stanno facendo risalire la curva dei contagi. Questo è quanto.
  19. 9 punti
    Ragazzi sono ancora emozionata! Ho inviato a marzo un romanzo giallo e stasera ho ricevuto proposta di edizione! Ho sempre stimato il lavoro di questa casa editrice e poterne fare parte sarebbe estremamente formativo. Per correttezza aspetterò la valutazione di un'altra casa editrice con cui ero già in contatto ma il mio cuore propende per La Ruota... Vedremo! Vi terrò aggiornati!
  20. 8 punti
    Il Premio Eccolo, in tutta la sua eleganza, il Premio "La Navicella" dato al mio romanzo "L'amore altrove ", premio ricevuto nella bellissima cornice di Portorotondo. Questo Premio, nato nel 2002 sotto il patrocinio del Presidente del Consiglio Regionale, ha lo scopo di promuovere la Sardegna e la sua cultura nel mondo. Il premio è divenuto il più prestigioso riconoscimento assegnato in Sardegna a personalità che abbiano dato lustro alla bella Ichnusa a livello nazionale e internazionale. Tra i colleghi premiati, Salvatore Niffoi, Bianca Pitzorno, Marcello Fois, Michela Murgia, Cristina Caboni... Inoltre Paolo Fresu, musicista, Anna Tifu, violinista, Giovanni Floris, giornalista, Francesco Cossiga, presidente della Repubblica, Bianca Berlinguer, giornalista, Daria Bignardi, giornalista, Salvatore Mereu, regista, e tanti, tanti altri, Che dire? Onorata e confusa. E sempre grata davvero grata di cuore ai voi lettori che mi apprezzate. Questo premio arriva soprattutto per merito vostro! Un abbraccio.
  21. 8 punti
    Intervengo per dire la mia, da un punto di vista "aziendale". Una casa editrice è una società che nasce a scopo di lucro, non è un ente benefico: come tale, deve gestire il suo business sulla base delle risorse a disposizione e del rapporto costi-benefici di ogni scelta, decisione o azione. In campo aziendale, le risorse non sono intese soltanto come persone che ci lavorano e nemmeno solo come economiche: sono invece l'insieme di tutto ciò che occorre a un'organizzazione per rimanere viva, pagare i debiti (tasse, fornitori, banche, commercialisti, dipendenti, ecc.) e trovare anche il modo di guadagnarci qualcosa (ahimé essendo per qualcuno un lavoro, questo sig. qualcuno vorrà pur comprarsi da mangiare con quello che fa nella vita). Tra queste risorse possiamo senza ombra di dubbio inserire il tempo a disposizione, forse la risorsa più preziosa, seppur non l'unica. Sempre in ambito aziendale, esistono modelli di gestione nati all'estero già nella prima metà del '900, che mirano a combattere gli sprechi. Anche in questo caso, per sprechi non si intendono solo di natura economica, ma di varia natura: di stoccaggio di materiale, di spostamento, di tempo (e anche altri). Ora contestualizziamo la nostra organizzazione a una casa editrice, magari piccola. Io non so come immaginiate voi una casa editrice. Probabilmente, da quel che si legge in giro, tale CE dovrebbe essere situata ai piani molto alti di un grande palazzo di cristallo tutto lucente, nel centro di milano, dove signori in doppio petto muniti di monocolo osservano altezzosi poche righe di un manoscritto e lo gettano nel cestino con sdegno al primo errore. Ebbene, vi svelerò un segreto: non è così! Una piccola CE potrebbe infatti essere composta di poche (pochissime!!) persone che sgobbano tutto il giorno per portare a termine tutte le incombenze che un lavoro come questo richiede, tra le quali la lettura delle proposte editoriale non è che una parte (e nemmeno troppo grande). Ora, se tali persone devono dividersi tra tutte queste cose, devono fare delle scelte, anche in termini di tempo (questa parola che sta diventando il nocciolo della questione). Queste scelte diventano necessariamente dei criteri da seguire. Uno di questi è sicuramente il criterio con cui selezionare i manoscritti. Dato l'esiguo numero di persone e di tempo a disposizione, una CE non può leggere tutti i manoscritti per intero di tutte le proposte editoriali che arrivano, altrimenti non avrebbe tempo (Ricordate? Risorse, incombenze, remunerazione, sopravvivenza... cose così) per fare il resto e probabilmente dovrebbe chiudere, e aggiungo io, anche molto più velocemente di quello che possiate immaginare. Quindi ha poco senso leggere rimostranze di chi si mostra indignato con un tale criterio di selezione, in quanto questa non è altro che una scelta di conduzione di una organizzazione che deve sopravvivere, condivisibile o meno dal mercato, il quale mercato offre comunque alternative a chi non è in linea con tale scelta. Quale potrebbe essere il rischio? Che alla prima rigra si trova un errore e che il testo venga scartato senza rendersi conto che avrebbe potuto essere un capolavoro. Ebbene può succedere, succederà, forse è già successo. Questo però fa parte della valutazione dei rischi che un imprenditore (eh già, perchè un editore è un imprenditore e non campa della sola bravura di un aspirante autore, ma campa anche della vendita dei suoi libri) svolge ogni giorno nell'esercizio della sua professione. Sicuramente, tale imprenditore avrà calcolato che, a fronte del rischio di perdere un capolavoro, avrà però scremato novecentonovantanove testi la cui lettura sarebbe stata una perdita di tempo. Ecco il punto! Occorre infatti darsi delle priorità. Tra le priorità di una piccola CE può esserci quella di ottimizzare il rapporto tra tempo speso a leggere, selezione di testi validi e resto delle incombenze per arrivare a pubblicare tenendo in piedi la società. In conclusione, il mio consiglio è solo quello di provare a comprendere che lo sforzo da parte di un editore c'è sempre, ma non sempre tale sforzo può essere indirizzato esclusivamente alla lettura delle proposte editoriali e pertanto deve sottostare a delle regole di priorità ed economiche.
  22. 8 punti
    Giudicare un libro dalle prime cinque righe è come giudicare una persona dopo cinque minuti, si rischiano cantonate mostruose. Non capita tante volte nella vita di farci una prima impressione negativa di una persona, magari perché si presenta male o veste male o commette delle gaffes, e poi di rivederla radicalmente quando la si conosce più in profondità? E viceversa quante volte ci succede di capire solo in un secondo momento la vacuità, mediocrità o disonestà di qualcuno che a prima vista sembrava una persona eccellente? Non si giudica mai in maniera corriva e superficiale, in qualunque campo si operi. Io, da semplice lettore, non mi permetto di giudicare un libro da cinque righe, mi sembrerebbe una grave mancanza di rispetto per il lavoro e per la passione altrui. Lo considero un comportamento ancora più grave, non professionale e presuntuoso per un editor o per una CE.
  23. 8 punti
    Vi dico quello che so e sicuramente mancherà dettaglio e precisione. Un editor d'esperienza, ovvero uno di quelli che lavorano in case editrici medio/grandi, è in grado di scartare un romanzo leggendo la sola prima pagina. Ve lo dico senza voler risultare arrogante: anche io lo posso fare con un margine d'errore assai basso. E, credetemi, non è questione di presunzione, piuttosto che se sei medio/grande gli standard sono alti e la maggior parte di quanto si riceve non li raggiunge in tutta evidenza. Ovvero, punto uno: è possibile che un manoscritto non venga letto, ma spesso è perché non ha le carte in regola sin dal principio. Se l'autore è ancora alle prese con grammatica e sintassi, consecutio temporum e punto di vista, insomma… Non fa per loro. Sì? Ed è soltanto per nominare alcune banalità, ma ci sono molte cose che possono andare storte in una prima pagina e parecchie sono dirimenti. Se invece la lettura procede per qualche pagina in più, l'esame non è ancora finito. L'editing strutturale, come viene chiamato, è qualcosa che nessuno ha voglia di fare, a meno che chi valuta sia un libero professionista e guadagni aiutando gli aspiranti scrittori, cioè qualcuno che viene pagato per effettuarlo. Le CE medio/grandi non hanno il tempo d'insegnare agli aspiranti scrittori a raccontare, a meno che l'autore non sia già conosciuto e garantisca di base un certo numero di copie vendute – vedi il buon vecchio Wilbur Smith, i cui ultimi manoscritti denunciano la sua età a detta degli addetti ai lavori e vengono rimaneggiati in modo pesante. Nel suo caso il gioco vale la candela. Poi, se il rapido esame viene superato, non è l'editor che si legge il manoscritto. Le case editrici medio/grandi hanno i loro lettori fidati. E quelli leggono i romanzi. Danno un parere importante, perché sono esperti. Quindi, punto due, non immaginatevi l'editor che legge il vostro romanzo. Non ne ha il tempo. Quelli che ho conosciuto io sono sommersi da tanto è fitta la loro agenda. Un filtro multiplo per loro è imprescindibile. Poi, certo, in tutto questo filtrare qualcosa può andare storto, non v'è dubbio. Nessuno è perfetto. Quanto voglio dire è che credo esistano CE medio/grandi che valutano seriamente gli invii ricevuti – e non per questo li leggono tutti: follia! – e altre che invece avranno un atteggiamento più elitario. L'elitismo, specie nell'editoria, è un male originario. Una postilla su "gli autori sotto contratto": mi risulta che gli autori siano sotto contratto "a romanzo". Esisteranno le eccezioni illustri, ma non ho mai sentito in Italia di scrittori messi sotto contratto per più romanzi, come accade nel mondo anglosassone (ad esempio, Steven Erikson venne messo sotto contratto per l'intera decalogia de "Malazan Book of the Fallen" quando la sua casa editrice britannica decise di pubblicargli il secondo tomo; gli diedero abbastanza denaro per scrivere i successivi otto anni senza dover campare d'altro, a patto che ne sfornasse uno all'anno. E quasi ce la fece!). Se esistono scrittori che hanno simili contratti in Italia, saranno quelli di maggior fama. Tutti gli altri hanno una "clausola d'esclusività" – l'avevo pure io, che non ero nessuno – per cui i tuoi nuovi manoscritti devi presentarli all'editore che ti pubblica. Poi, se lui decide che non vuole pubblicare la tua nuova creatura, sei libero di presentarla ad altri. Come sempre, my two cents.
  24. 8 punti
    La chiusura della terza tappa ci mette nelle condizioni di avere subito la classifica finale del contest. Eccoci dunque alla linea di traguardo e i partecipanti ci dicono che i conducenti più apprezzati sono: Primi a pari punti vincono TW: @Macleo e @Rhomer con 5 punti. @caipiroska @Ilaris @Mafra con 4 punti occupano il secondo gradino del podio. @Almissima con 3,5 punti chiude il podio. Complimenti ai vincitori e ai componenti di questo affollato podio. Il resto della classifica finale: @Ippolita2018 @RobinK 3 punti. @Alba360 @Befana Profana @H3c70r con 2 punti. @Alessandroperbellini @bwv582 con 1 punto. @Shiki Ryougi 0,5 punti. @Poeta Zaza @Talia @AnnaL. @mina99 @Mara Sverdrup 0 punti. @EssereUmanoUsaeGetta -0,5 punti. @Silverwillow -2 punti. Un grazie a tutti i partecipanti e... visto che l'estate volge al termine e le prove costume sono ormai passate riprenderemo i contest tradizionali con un'edizione particolare del MI. Seguite il calendario per le date dei prossimi contest.
  25. 8 punti
    La tua analisi mi sembra corretta, ma non condivido l'ultimo rigo. Il Covid ha colto tutti alla sprovvista, anche se qualcuno, ad esempio Obama dal 2014, aveva paventato l'esplosione di una pandemia, esortando i governi a prepararsi. La gestione del Covid, da parte del nostro governo, è stata tra le migliori (basti pensare a quanto accaduto in USA e in Inghilterra) malgrado i tagli alla sanità praticati da tutti i governi precedenti, di qualsiasi colore fossero. Buttare la croce addosso al povero Conte (che non amo, ma bisogna essere obiettivi) è uno sport praticato dalle destre all'opposizione che, secondo loro, avrebbero saputo fare di meglio: forse fregarsene dei morti e tenere tutto aperto in nome dell'economia di mercato.
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