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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 06/11/2011 in Risposte

  1. 47 punti
    Aggiunta dello Staff: Questo post è ironico, prendetelo come tale. Leggetelo attentamente, in ogni caso. Magari dopo aver letto il topic di Benvenuto. Caro nuovo utente, sei appena entrato nel forum e temi di fare errori. Il modo migliore per non farli è quello di leggerti attentamente il regolamento (sì, esiste un regolamento), ma in attesa che tu lo assimili, ecco 10 cose da non fare. Presentarti più o meno così: "Salve, sono io e questo è il mio bestseller: Cinquanta sfumature di spam." Presentarti con domande del tipo: "Ho inviato il mio manoscritto alla Mondadori circa 20 minuti fa, diciannove per l'esattezza. Non ho ancora avuto una risposta e quindi pensavo di rivolgermi a una EAP. Me ne potete consigliare una che sia solo moderatamente disonesta?" Moltiplicare i punti esclamativi sentendosi Gesù fuori Betsaida. Essere convinti che quattro punti di sospensione (o peggio, due) sia quello di cui ha bisogno la narrativa italiana per innovarsi e questo forum per essere più piacevole. Pubblicare un racconto senza avere prima commentato e riuscire a lamentarsi della mancanza di feedback prima che uno staffer blocchi il post. Non so se qualcuno ci sia già riuscito (gli staffer sono più veloci degli F35 e sanno fare più male), ma in molti ci hanno provato. Per cui non sareste neanche i primi. Ritenere ridicolo e inutile il commentare i testi altrui e ancora più assurdo che uno staffer vi richiami per questo. Ma chi si credono di essere? Non riuscire ad accettare che anche in questo forum non tutti la pensino come voi. E nonostante le offese e le minacce non cambino idea. Pazzi! Ritenersi personalmente offesi per un richiamo e pretendere di ricorrere al TAR o alla Corte Costituzionale o magari alla Corte Europea di Giustizia. Guarda, WD sta raccogliendo un fondo legale proprio per questo scopo, nel caso potresti farne richiesta. Discutere con uno staffer e pretendere di spiegargli come si applica il regolamento. E se questo si ostina a non capire, chiedere l'intervento di uno staffer. Credere che questo post sia una cosa seria e che possa sostituire un'attenta lettura del regolamento o del topic di Benvenuto.
  2. 46 punti
    Il concetto alla base di questo post apparirà ad alcuni – ma, attenzione, non a molti – scontato. Non a molti. Questo “non a molti” è importante. Credetemi, fino a qualche mese fa immaginavo che fosse un concetto talmente scontato da non dover essere neanche trattato, se non superficialmente. Mi sbagliavo. Considero questo errore di valutazione come l’ennesima dimostrazione del fatto che per aiutare gli Aspiranti Scrittori a raggiungere un minimo di consapevolezza in merito a come convenga muoversi nel variegato panorama editoriale italiano sia necessario dedicarsi anche a ciò che apparentemente sembra “scontato”. Case Editrici. Stampano e vendono libri. Questo è il loro lavoro. A chi si rivolgono le Case Editrici, quindi? Ai lettori. Vi invito ad andare sulla home page della Rizzoli: novità, autori, eventi, percorsi, magazine, ragazzi; ora facciamo un giro da Einaudi: autori, approfondimenti, università, speciali, multimedia, appuntamenti, la casa editrice. E ancora novità, in arrivo, stile libero, ebook. I più venduti. Potete andare sui siti di altre CE importanti, la storia sarà sempre la stessa: cosa salta subito all’occhio del navigante? Che queste CE si rivolgono – ovviamente – ai lettori. E a chi altri si dovrebbero rivolgere? Voglio dire… se vado sul sito dell’Ikea perché voglio una libreria, troverò un indice che mi rimanda, tra gli altri articoli, alle librerie. E così via. Certo, ci sono CE che inseriscono il link “invia manoscritto”, link che di norma rimanda a una pagina in cui vengono spiegate o le specifiche per gli invii spontanei o il sistema in uso di quella CE per la selezione di nuovi manoscritti. Di norma è un link poco invasivo, seminascosto, equiparabile al “lavora con noi” presente sui siti delle grosse aziende come l’Ikea (cercatelo, sul loro sito… ci metterete un po’ a trovarlo). Ora, immaginate un universo diverso, una sorta di ucronia (o distopia se vogliamo) in cui andando sul sito dell’Ikea non trovereste in Home Page neanche un link o un menù per visualizzare gli articoli in vendita. Voi siete lì perché magari volete la vostra libreria, ma quello che leggete è: “Hai disegnato un mobile? Questo è il posto giusto per te!” “Mandaci i progetti dei tuoi lavori, diventerai famoso!” “Se lo hai disegnato, va prodotto” e così via. Foto e foto di mobili più o meno improbabili disegnati e costruiti con quattro chiodi, un giro di nastro adesivo e un po’ di sputo da un pasticcere di Strangolagalli o da un impiegato del catasto di Ventimiglia. Il primo piano del loro faccione sorridente, in posa accanto al loro mobile più o meno sbilenco, col sotto una grossa scritta colorata: “Loro ce l’hanno fatta! E tu che aspetti? Invia il tuo progetto!!!” E voi siete lì. Vi avevano detto che vendevano mobili… voi volete solo la vostra cazzo di libreria, magari economica, magari a misura… ma niente. Di librerie non ne vedete. E siccome non avete la velleità del “costruttore di mobili”, andate a cercare la vostra libreria su un altro sito. Ora la domanda è: a chi sarebbe dedicato questo immaginifico sito Ikea che ho descritto? Ai clienti, ovviamente. I siti sono sempre dedicati ai clienti. Ma i clienti chi sarebbero? Non quelli che vorrebbero acquistare mobili, no. Sono quelli che li vorrebbero disegnare, i mobili. Usciamo da questa improbabile metafora e rientriamo nella realtà. Tutte queste parole, Aspiranti Scrittori, sono per dirvi che i clienti delle Case Editrici sono i lettori, non gli autori. Quando vi imbattete nel sito di una CE che non si rivolge tanto ai lettori quanto agli autori, con enormi banner che li invitano a inviare loro il proprio manoscritto e l’immancabile dicitura “Vuoi pubblicare?”, sappiate che i clienti di quella CE sono gli autori. A pagamento, free, a doppio binario… non importa la formula, non importa la tipologia del contratto. Quello che conta è: il cliente = l’autore. E se anche non dovesse essere un contratto capestro (anche se spesso lo sarà, sappiatelo) ma un contratto vantaggioso e pulito, il concetto sarebbe sempre lo stesso: l’autore = il cliente. Perché, mi direte? Che senso ha, mi direte? Perché se io editore arrivo negli anni a mille autori che mi vendono 100 copie a testa tra parenti e amici, ho venduto centomila copie. Semplice semplice. Non è che su quei testi ci deve essere scritta chissà quale bella storia poi… ci fossero anche disegnate delle compilation di cazzi “Wall WC Autogrill Style” in fondo che mi frega? Posso sempre dire che sono un editore alternativo e giovane che vuole dare voce all’immaginifica e ribelle potenza iconografica delle nuove generazioni. In fondo a me basta che parenti e amici dell’autore comprino quel dannato libro. Il resto è silenzio, per rubare le parole a qualcuno che scriveva mille volte meglio di me. Quindi, ricordate sempre: più vi sembra che il sito di un editore sia rivolto “proprio a voi” in quanto scrittori, meno vuol dire che sarà rivolto ai lettori. Ma sono i lettori i clienti delle Case Editrici. Non siete voi autori. Riflettete su questo. Rifletteteci con tutta la calma del mondo, con i vostri tempi e con le vostre considerazioni, che saranno fisiologicamente diverse dalle mie, ma ve ne prego, fermatevi un attimo a riflettere su questo concetto. Namaste
  3. 40 punti
    Se stai leggendo questo post vuol dire che sono morto. No, scherzo, se stai leggendo questa cosa è perché ho ricevuto (qui ma non solo) molte domande riguardo quella che è stata e che sarà la mia esperienza con un grande editore, e le continuo a ricevere. Sono talmente simili che ho pensato di mettere nero su bianco le mie risposte, con un po' di ironia ma tanta serietà, senza peraltro costringere gli Admin a richiamarci sempre all'ordine nel non andare OT altrove. Non lo faccio per incensarmi - già la parola mi fa starnutire. Lo faccio solo perché, non ci crederai, ma vorrei che la mia esperienza non fosse unica. Questo mondo di merda ha un disperato bisogno di invertire la tendenza della speranza: quando le persone disperano la cattiveria vince, e a me dà fastidio quando vince. Nello stesso tempo ci sono un po' di equivoci da sfatare, non su di me, ma sullo scrivere in generale. Ed è bene che le cose comincino ad essere chiamate per nome: è un bene per tutti. - Come hai fatto? Non lo so, sul serio. Ho scritto e un libro e il resto è andato da sé. - Ma hai un agente? No. Gli agenti a cui mi sono rivolto non mi hanno convinto oppure mi hanno ignorato. Ma oggi posso dire meno male: avrei sbagliato la scelta e mi sarei affidato a persone non in grado di lavorare con me. - Sei serio o solo un coglione arrogante? Non lo so, fai tu. Sono serissimo. Non è che siccome non sono nessuno allora chiunque è meglio di me. Se avessi ragionato così non ce l'avrei fatta. - In che senso? Nel senso che se non ci credi tu in quello che fai allora non ci crederà mai nessuno. - Di la verità: hai conoscenze. No. Ognuno può pensare quello che vuole ma, benché svolga un lavoro di pubbliche relazioni, tra le mie conoscenze nessuno poteva spingermi. Oppure non avrei passato sei mesi a cercare agenti (sbagliati). - A quali editori ti sei rivolto? Quasi tutti i più grandi più qualche piccolo. Quasi tutti perché non tutti i grandi pubblicano il mio genere. Capire a chi inviare il manoscritto e a chi no è già il primo passo verso la pubblicazione. Non ci crederai ma quando scrivevo avevo in mente un solo nome. - Infatti non ci credo. In effetti avrei accettato anche Sperling e Kupfer. Perché leggo tantissimi libri editi da loro. Forse talmente tanti che accettare Feltrinelli o Giunti mi avrebbe fatto sentire un traditore. - Ora stai esagerando. Hai ragione. - Pensi che sia possibile farcela anche per me? Non lo so. Non so cosa scrivi, né come scrivi. Io non mi reputo il nuovo Joyce, anche se la mia immagine del profilo potrebbe suggerirlo, ma credo di aver fatto un buon lavoro di base. La storia soprattutto mi sembra avvincente. Non credo che chiunque possa scrivere, ma credo che chiunque abbia il diritto di sognare. L'importante è non perdere mai di vista l'obiettivo ed essere razionali. - Cioè? Se scrivi di merda in realtà non hai bisogno di qualcuno che te lo dica: lo sai da solo. A quel punto hai due strade. Mollare oppure migliorare. Stilisticamente si può migliorare con lo studio e la lettura (a proposito, leggi come se domani dovessi morire e non aver paura di imitare gli autori che ami: l'imitazione è la più sincera forma di adulazione), ma a livello di contenuti c'è solo una cosa che può farti crescere. - Sarebbe? Vivere una vita piena. Curiosare. Sbagliare. Ubriacarsi di tanto in tanto. Disprezzare qualcosa e qualcuno, amare alla follia. Viaggiare da viaggiatore, non da turista. Non avere pregiudizi. Osservare gli altri. Ascoltare le storie del mondo (ce ne sono miliardi in giro), accettare l'idea che possa esistere Dio, che bene e male non sono fiabe ma energie reali che influenzano la vita da sempre. Studiare. Leggere (l'ho già detto?). - Io sto cominciando a coltivare l'idea di smettere di scrivere. Ho ricevuto troppi rifiuti. Ma tu perché scrivi, amica/o? No, sul serio: perché lo fai? Lo fai per soldi? Perché vuoi cambiare la tua vita? perché non ti piace il tuo lavoro? Perché non puoi farne a meno? Perché qualcuno ti ha detto che potresti fare lo scrittore? Perché immagini il tuo volto in prima pagina su Vogue? Perché vuoi tenere un workshop con Ken Follet e Dan Brown? Vuoi diventare professore alla scuola Holden? No, aspetta, non voglio saperlo. Devi risponderti da sola/o, ma lo devi fare sinceramente perché la tua scelta finale dipenderà dalla risposta che ti darai. Io posso rispondere per ciò che mi riguarda. Scrivo perché senno impazzirei. Starei male. Quando ho smesso di scrivere stavo male. Ho passato anni bui, di profonda depressione. E non riuscivo a curarla in nessun modo. Avevo tanti amici, e qualche donna, interessi, sport, passioni... ma stavo male. Così male che avevo smesso pure di leggere. Entrare in libreria mi faceva quasi piangere dalla disperazione. Una volta sono entrato in una Feltrinelli e ho quasi avuto un attacco di panico. Sono dovuto uscire così in fretta che i tizi della cassa pensavano avessi rubato qualcosa. No, se non scrivessi starei troppo male. Ho una bella famigliola ma non basta. Forse sono un uomo orribile a dirlo, ma se non scrivessi non sarei del tutto felice. - Perché? Perché siamo spugne. - Ok. Stai delirando. No, dico sul serio. Siamo spugne. Assorbiamo tutto quello che abbiamo intorno, e siccome attorno a noi c'è un sacco di sofferenza, alla fine soffriamo pure noi. Anche se lo nascondiamo, anche se ci riempiamo di selfie e sorrisi. Io almeno ne assorbo una cifra. Se ogni tanto non aprissi il rubinetto impazzirei. Questo è il mio processo creativo: assorbo tanta oscurità da star male. Poi devo solo aprire il rubinetto. Non è esattamente una magia eh, c'è tanto altro. Ma alla base di tutto è questo. Se non scrivessi starei male. - Quindi? Quindi trova il motivo per cui vuoi scrivere. Se è un motivo venale datti un tempo ragionevole. Chessò, tre anni. Se entro tre anni non ce la fai smetti e prova con altri progetti. - E se non è venale? Allora non smetterai mai. - Ma starò male. Anzi, di merda. Probabilmente sì. Ti auguro di farcela, non immagini quanto mi piacerebbe poterti aiutare... - A proposito... no, non posso. Magari un giorno potrò (mi piacerebbe fare lo Scout nella vita), ma al momento ti assicuro che non posso. - Consiglio finale? Segui l'istinto. Ossessionati, ma non restare cieco ad altre opportunità. Nessun percorso è mai uguale.
  4. 38 punti
    Il primo passo di chi ha finito di scrivere un romanzo si riassume nella domanda: "E ora che faccio?" Il mio scopo è aiutarvi a rispondere a questa domanda. Vi avviso: è una lettura abbastanza lunga; doveva esserlo per essere utile alla comunità. Visto la mia esperienza da utente, Community Manager del WD ed Editor professionista, ho pensato di cercare di aiutare gli aspiranti scrittori a darsi una risposta a molti quesiti che si incontrano durante il cammino alla pubblicazione. Nel titolo ho scritto "guida" perché in fondo è quello che vuole essere; tuttavia, tenete a mente che le mie non sono sacrosante verità e alcuni potrebbero pensarla diversamente, o in modo diametralmente opposto. Spero solo che possa esservi utile. Tengo a sottolineare anche che l'argomento è estremamente vasto e non potrò affrontare tutto in modo completo; mi limiterò a essere il più ordinato possibile e farò uso di collegamenti ad altre discussioni del forum per argomenti specifici. Muoversi in questo mondo, per chiunque e soprattutto per chi non ci abbia bazzicato almeno per un po', è difficile: è una vera e propria giungla. Lo è anche per i più esperti, così ho diviso la discussione in step da seguire per arrivare alla tanto agognata (e un po' sopravvalutata) pubblicazione. Mi concentrerò sulla pubblicazione tramite Casa Editrice; al Self Publishing farò brevi cenni perché meriterebbe una discussione a parte. Non è nemmeno questo il luogo in cui disquisire del perché scegliere uno piuttosto che l'altro (self o CE) poiché entrambi hanno dei pro e dei contro; dipende dagli obiettivi di ogni aspirante e dalle necessità dei singoli. Vorrei solo fare qualche precisazione al riguardo, prima di partire con gli step. Il Self ben organizzato può lanciarvi così lontano da raggiungere gli scaffali delle più grandi librerie d'Italia, ma ha anche tanti "contro". Bisogna saper usare programmi per produrre epub, mobi, kindle e similari; sapersi promuovere (questo vale anche per le CE, ma ancor più per il Self) e non si avrà nessun tipo di appoggio tecnico o logistico. Cliccate qui per la discussione sul Self, se volete approfondire la discussione con altri utenti. Partiamo con la guida vera e propria. 1) La prima stesura del romanzo è conclusa. Cosa faccio? Bisogna assicurarsi, prima di proporlo a chicchessia, di fare un buon lavoro di revisione. Ci sono diversi modi per farlo. A costo zero: Revisionatelo voi stessi almeno un paio di volte. Rileggete con cura, sistemate gli errori di battitura e tutti gli errori più grossolani che riuscite a trovare. Consiglierei anche di lasciar passare del tempo fra la prima e la seconda revisione; magari qualche mese. C'è chi riesce a rileggere con sufficiente distacco anche subito e chi non riesce a farlo nemmeno dopo sei mesi; c'è chi pensa che questa possa essere una grande perdita di tempo, ma vi assicuro che una revisione immediata, subito dopo aver completato la prima stesura, serve a poco. Per il semplice fatto che il romanzo è vostro, magari ci siete affezionati e non riuscirete a notare tutti gli errori presenti. Fatelo leggere a qualche amico di fiducia. I pro sono che un occhio esterno può aiutarvi sia riguardo alla forma che riguardo alla trama; i contro sono che l'aiuto degli amici può arrivare fino a un certo punto, perché potrebbero nascondervi i difetti maggiori del romanzo per non offendervi o non essere in grado di aiutarvi più di tanto sulla forma del testo perché non sono esperti del settore né di narrativa. In ogni caso, cercate di scegliere bene l'amico cui far leggere il vostro lavoro! Preparate una semplice lettera di presentazione. La lettera deve prendere in considerazione più il romanzo che voi stessi; o meglio, dovreste parlare di voi in funzione del romanzo e del tema che trattate. Rivolgetevi al vostro interlocutore per nome. Non usate sigle come "Egregio Editore", è da persone poco informate. Invece, cercate di conoscere il nome della persona che cura la collana del vostro genere, oppure del direttore editoriale. Rivolgetevi a lui, fate capire che conoscete la realtà cui mandate il vostro lavoro, che vi piace, e spiegate in poche parole chi siete. Non elogiatevi mai da soli, né riguardo la vostra persona né riguardo il romanzo. Siate umili, concisi, andate dritto al sodo e non raccontate la storia della vostra vita. A meno che non sia una storia eccezionale, all'Editore non interessa (non per cattiveria, ma per ragioni pratiche). A pagamento: Rivolgetevi a un Editor professionista. State attenti a chi vi rivolgete (Link sezione Freelance sul WD); informatevi sui prezzi e se esistono dei feedback ancora meglio. Per farvi un'idea, il prezzo medio di un editor professionista è di 3/4 euro a cartella (per cartella si intende una pagina da 1800 caratteri spazi inclusi). Chiedere meno quando il romanzo è già discreto dal punto di vista grammaticale e sintattico è cosa buona, chiedere più di 6 euro a cartella è... beh, dipende dal nome dell'Editor! Il massimo che ho visto nel mio lavoro è 18 euro, il minimo è 1,5 euro a cartella. Al vostro posto diffiderei di entrambi: il primo è un prezzo esorbitante, il secondo è davvero troppo poco e significa al 99% che l'Editor in questione lavora in nero. Per editare una cartella in modo accurato ci vogliono una media di venti minuti, quindi fate il calcolo orario e di conseguenza le vostre considerazioni. Scrivete una buona sinossi da affiancare al libro. La sinossi è il biglietto da visita del vostro romanzo ed è questa, in prima battuta, che gli Editori analizzeranno e giudicheranno. Scrivetela facendovi aiutare da qualcuno che sa cos'è e come va scritta; magari dall'Editor stesso, se vi rivolgerete a un professionista (Link discussione Sinossi sul WD). 2) Il romanzo è editato, impaginato e curato al massimo delle mie possibilità; la sinossi è pronta. Come mi muovo? A questo punto dovrete fare la famosa scelta: Self Publishing (Link sezione Piattaforme POD sul WD) oppure Case Editrici (Link sezione CE sul WD). Come ho già detto nella premessa, in questa sede ipotizziamo che abbiate scelto di puntare sulle CE. Potrete, facoltativamente, rivolgervi a un Agente o un'Agenzia letteraria che vi rappresenti (Link alla sezione Agenzie del WD). Attenzione, bisogna stare bene attenti a chi ci si rivolge, perché alcuni "agenti" lucrano sugli aspiranti scrittori; altri lo fanno per passione e potrete contare su di loro. Rivolgersi a un'agenzia implica, di solito, un pagamento: o per la valutazione del romanzo, o di % royalties ad avvenuta pubblicazione. Bisogna stare attenti, dicevo, perché tutti (o quasi) proveranno a chiedervi soldi a vario titolo per pubblicare. Non sto parlando solo di CE a pagamento che vogliono truffare gli autori, ma di servizi editoriali che a volte sono sacrosanti, a volte border line: un agente che chiede 300 euro per leggere il vostro romanzo non sta guadagnando rappresentandovi, guadagna con quei 300 euro. Difficile che sia un professionista. D'altro canto, un agente che non si fa pagare per valutare magari leggerà le prime 5 pagine dell'opera e se non è convinto passerà oltre. È legittimo: se ha 500 testi da leggere non può leggerli tutti gratis. Magari un piccolo contributo di lettura può essere normale (con la specifica che in quel caso dovrà leggere tutto). Stessa cosa per le schede di valutazione e valutazione dei manoscritti: sono servizi totalmente a discrezione dell'autore, non necessari, per i quali vi sconsiglio di pagare cifre esorbitanti. Ci sono persone, insomma, che offrono fior di servizi che a volte possono essere utili e possono farvi compiere grossi salti in avanti; a volte sono solo spillasoldi. In linea di massima: alcune cose devono essere pagate, perché sono servizi necessari e presuppongono un lavoro altrui che va remunerato, altre non dovrebbero essere pagate, altre ancora possono essere pagate se al giusto prezzo. Come ci si orienta? Con il buon senso. Fate molta attenzione, informatevi sulla persona o sull'Agenzia che volete contattare, controllatene i feedback della comunità (qualsiasi essa sia), il sito, la fama, e magari parlateci! Ora passiamo ai passaggi principali da seguire se non ci si rivolge a un'Agenzia e si preferisce fare da soli. Per prima cosa mandate la sinossi ed il vostro romanzo ai big che accettano invii per email. Uno su un milione ce la fa (abbiamo degli esempi proprio qui sul Writer's Dream); molto probabilmente non sarete voi, ma la speranza è l'ultima a morire. Spesso non riceverete nemmeno una risposta automatica, ma solo il silenzio assoluto. Questo è il primo passo proprio perché, se va in porto, è come vincere alla lotteria. Non sperateci più di tanto ma non ritenetelo impossibile. Ho specificato "per email" poiché non vale la pena spendere soldi per stampare un romanzo di centinaia di pagine, spedirlo a proprie spese magari in duplice/triplice copia e non ricevere nessun tipo di risposta. Almeno "non vale la pena" secondo il mio punto di vista; liberi di fare il contrario. Buttate giù una rosa di Editori da cui partire, che secondo il genere del vostro romanzo, per sentito dire o per gusto personale vi piacciono maggiormente; magari fatelo usando le nostre liste nella sezione CE. Studiate bene la linea editoriale, le collane della Casa in questione. Non mandate il romanzo a caso o a tappeto, in questa fase è inutile e deleterio. La prima rosa potrebbe aggirarsi su un numero compreso tra 5 e 10 al massimo. Fate questa scelta con calma, senza fretta; i tempi dell'editoria sono lunghi e perdere qualche altra settimana non cambierà il risultato. A questo punto, dopo aver mandato sinossi e romanzo a questi editori (alcuni chiedono solo la sinossi) aspettate almeno 2-3 mesi senza fare altro. Questo perché il tempo medio di risposta delle Case Editrici è di 3 mesi (vanno da 1 a 6, perlopiù) e aspettando preventivamente un po' di tempo potrete essere sicuri di ricevere le risposte dalle Case Editrici che più vi piacciono prima di quelle del prossimo passo. Mandate la sinossi e il romanzo alla seconda lista di Editori con cui vi piacerebbe pubblicare. Le vostre seconde scelte, per intenderci. Questa lista può essere più corposa, ma vi sconsiglio di superare le 10-15 Case Editrici. Mandate la vostra sinossi a tappeto. Questa è una politica grezza e non molto efficace; anzi, è controproducente e la sconsiglio a prescindere. Se non vi rimane altra scelta, magari è perché dovreste lavorare al vostro romanzo e migliorarlo. Non fatevi trascinare dall'ego di voler pubblicare, o peggio da Case Editrici che vi offrono la pubblicazione a pagamento. Lasciate perdere, tornate a migliorare come scrittori e riprovateci in un secondo momento. A questo punto forse è il caso di studiare la teoria della scrittura creativa, leggere manuali, seguire qualche corso, affidarsi a un editing e prenderlo come "laboratorio" di crescita e sviluppo personale. 3) Ho ricevuto una proposta di pubblicazione. Cosa faccio? La maggior parte delle persone alla prima pubblicazione si farebbe prendere dall'eccitazione del momento e firmerebbe senza pensarci un attimo, pensando che se una Casa Editrice ha detto il fatidico "sì", si è arrivati alla fine del sentiero. Purtroppo non è così, il sentiero si è appena rivelato. Non tutte le Case editrici sono serie o corrette; soprattutto nell'ambiente della piccola editoria, ci sono molte realtà improvvisate, poco professionali, che lucrano sugli autori o peggio che non sanno quello che stanno facendo. Quindi: Bisogna leggere attentamente, riga per riga, il contratto che vi è stato proposto. Magari date un'occhiata al Contratto standard (Fac-simile) redatto dallo Staff del Writer's Dream: otterrete parecchie informazioni. Fatevi anche delle domande: si tratta di un Editore a pagamento o no? Se vi chiede qualsiasi forma di contributo (rimborso spese nei confronti della CE, acquisto copie obbligatorio, contributo una tantum, eccetera) è a pagamento. Non createvi da soli delle giustificazioni mentali e non credete a quelle delle Case Editrici che sottolineano quanto è duro il mondo editoriale, quanto investiranno sul vostro lavoro eccetera. Pagare per pubblicare va contro la morale di un vero scrittore e va contro la morale delle grandi Case Editrici, che pagano gli scrittori per scrivere e non l'inverso. Attenzione alla lunghezza. Un contratto che superi le dieci pagine è, di solito, un contratto poco chiaro e inutilmente cavilloso. Se il contratto è molto lungo e spesso non capite cosa voglia dire, rivolgetevi a scrittori in causa per un consiglio (o alla nostra sezione Questioni legali) o a un legale di vostra fiducia. Prendetevi tutto il tempo necessario, non siate avventati! In futuro ve ne potreste pentire amaramente; ho letto contratti con penali esorbitanti per gli scrittori (clausole vessatorie), trappole nascoste dietro linguaggio tecnico, doveri e obblighi per gli autori senza senso. Ripeto, ancora una volta: non siate avventati! Soffermarsi su eventuali clausole o passaggi che vi sembrano poco chiari. Chiedete pareri in giro (magari a un legale professionista o un addetto ai lavori) e infine chiedete informazioni all'Editore stesso. Alcune Case Editrici sono disposte a modificare il contratto, e lo faranno se lo chiederete gentilmente. Anche questo è un argomento molto vasto e, per sapere se il contratto che vi è stato offerto è buono o no, bisogna soffermarsi su molti fattori. Quelli principali (e non sono assolutamente comprensivi di tutto quello che bisogna considerare) sono: Informazioni su eventuali contributi richiesti all'autore. Eventuale anticipo corrisposto a favore dell'autore. Percentuale di royalties sulle copie cartacee (non dovrebbe mai scendere sotto il 5% e dovrebbe aggirarsi intorno al 7-10%), digitali (in teoria più alte, diciamo tra il 20 e il 30%) e su diritti terzi (cinema, radio, tv, traduzioni e altro, che dovrebbe essere sempre al 50%). Durata del contratto (sconsiglio una durata superiore ai 5 anni; molti editori offrono di default la durata massima, e cioè 20 anni, ma sono disposti a scendere se lo si richiede). Promozione e distribuzione del libro (su questa faccenda mi dilungo poco più avanti; comunque qualche cosa nel contratto, riguardo alla promozione quantomeno online del libro, dovrebbe esserci). Tipo di pubblicazione prevista (cartacea e/o digitale). Alcuni preferiscono solo il formato ebook, altri sono amanti della carta stampata e vogliono vedere il proprio libro in forma cartacea. Questa è una questione di scelta personale, da analizzare nel momento in cui mandate le email alle singole Case Editrici. Non fermatevi a questi punti e spulciate attentamente il contratto in cerca di trabocchetti (alcune volte ce ne sono e anche di fantasiosi). Se avete dubbi, visitate questa discussione e chiedete pure quello che volete, senza citare la Casa Editrice e senza copiare e incollare tutto il contratto! 4) Ho analizzato il contratto. La Casa Editrice, che sia free o altro, è corretta e sulla base di quello che so, posso procedere. Accettate il contratto e preparatevi a una lunga attesa. Alcuni Editori faranno passare molti mesi prima di pubblicare il libro, ed è normale. Chiedete alla vostra CE il Calendario previsto delle pubblicazione. E ricordate di chiedere anche (se non c'è) che venga inserito, nel contratto, un limite massimo di tempo entro cui la CE si impegna a pubblicare il libro dalla data della firma del contratto stesso (il tempo più ragionevole è 6 mesi, non andate mai oltre 1 anno!). 5) Ho firmato il contratto. Cosa mi devo aspettare? Se è una CE seria e professionale, dovrete aspettarvi un'altra passata di editing. Per esperienza personale vi dico che l'editing della piccola editoria è superficiale e somiglia più a una correzione bozze che non a un editing vero e proprio. Case Editrici serie vi tengono aggiornati sullo stato del lavoro sul romanzo o, quantomeno, rispondono ai vostri solleciti o richiesta di informazioni. Ricordate, comunque, che ci sono anche persone professionali, disponibili e cordiali dall'altra parte e cercate di esserlo a vostra volta, sempre e comunque; non tutte le CE rappresentano lupi affamati e non tutte le persone cercheranno di prendervi per i fondelli (questo vale in questa sede come nella vita). Cercate, quindi, di essere sempre educati, di non rompere troppo le palle alla CE di turno e di portare rispetto fintanto che loro ne avranno per voi. 6) Il libro è uscito. E ora? Intanto, complimenti, ma non pensate sia chissà che. Non voglio distruggere i vostri sogni, ma se il libro è disponibile online e nessuno lo compra, è come se non l'aveste mai pubblicato. Che il vostro romanzo sia solo in versione digitale o disponibile anche in versione cartacea è indifferente, poiché dipende dalla vostra scelta di rivolgervi a Case Editrici che pubblichino solo una delle due o entrambe. Non vi aspettate di essere nelle librerie (fisiche) in giro per l'Italia o in vetrina, perché non accadrà quasi mai; quando si parla di distribuzione si parla quasi sempre di possibilità di ordinare il libro alla cassa, non di vederlo tra gli scaffali. In ogni caso è arrivato il momento della promozione. Anche a questo riguardo potremmo aprire un'intera discussione apposita, ma considerate che la media delle piccole CE fa promozione molto ridotta e limitata. Si parla di pubblicità sulla loro pagina facebook, sul loro sito e, se siete disponibili voi, pubblicità alle fiere presso il loro stand. Non aspettatevi la luna e non vi lamentate di promozione blanda, perché i piccoli editori non hanno altri mezzi! Cosa potete fare dal canto vostro? Coinvolgere amici e parenti. Questo è quello su cui puntano le piccole Case Editrici per avere un introito sicuro: quanto più la vostra sfera sociale è ampia, tanto più riuscirete a vendere un discreto numero di copie tramite amici, parenti e amici di amici. Questo però è il passo base su cui marciano le CE (che sia in buona o cattiva fede). Noi vogliamo di più, nevvero? Pubblicizzarsi con l'aiuto della propria Casa Editrice tramite presentazioni. Organizzate, se possibile, presentazioni del libro nella vostra città e regione; coinvolgete più persone possibili e cercate di allargare quella famosa sfera sociale includendo perfetti sconosciuti (nelle presentazioni, ovviamente!). Pubblicizzarsi in proprio sui social e online. Costruite un sito ad hoc, una pagina facebook, pubblicizzatevi su siti come il Writer's Dream (Link sezione Libri). Fatevi conoscere ovunque possiate farlo. Presenziate alle fiere più importanti d'Italia (o anche a quelle locali). Se la vostra CE è presente alla fiere, dovrete rimetterci "solo" le spese di viaggio e alloggio, utilizzando i loro stand. Se invece la vostra CE non è presente, la questione si fa molto più complicata e l'esborso monetario può diventare impegnativo. Considerate che ci saranno poche occasioni in cui ci sarà il primo caso e molte in cui dovrete vedervela col secondo. Diventare imprenditori di voi stessi. Può piacere o meno, ma è così che potrete arrivare da qualche parte. Focalizzatevi su strategie di marketing poco dispendiose, come sito personale, blog, Facebook ADS, Google AdWords, presentazioni, idee originali per attirare l'attenzione (non spogliatevi, per carità). Dovrete impegnarvi, essere attivi. Non scoraggiatevi e armatevi di volontà: ve ne servirà una di ferro. In più vi servirà del tempo, e un minimo di cifra da investire, se volete arrivare da qualche parte. Tengo a sottolineare che il vostro maggior investimento rimarrà sempre da pesarsi in termini di tempo. Ecco qua, è finita. Spero di esservi stato utile e, ovviamente, la discussione è aperta anche a domande e pareri. Cercate solo di non andare off-topic perché in futuro potrebbe essere interessante per un nuovo utente leggere tutta la discussione, piena di elementi utili che lo aiutino a destreggiarsi in questa famosa giungla fatta di pagine, libri, oscurità e pochi fari di luce. Quando avrete seguito questi passaggi, passato almeno un anno potrete fare la somma di quanto accaduto e ritenervi soddisfatti oppure no. Questo varia da persona a persona: qualcuno potrebbe essere già molto felice di avere tra le mani il proprio libro e di vederlo tra gli scaffali a casa di qualche amico; altri vorrebbero invece fare il salto della quaglia e arrivare a vivere di scrittura (possibile? Certo! Difficile? Molto!). Pubblicare è difficile, ma fare i conti con quello che c'è dopo lo è ancora di più. Impegnatevi, ma tenete i piedi sempre bene a terra; non vi illudete ma allo stesso tempo non smettete mai di sognare.
  5. 37 punti
    Mi ero ripromesso di scrivere qualcosa riguardo alla mia esperienza con questa agenzia (che mi rappresenta da questa estate) se e quando la rappresentanza avesse portato alla firma di un contratto o, se questo non fosse avvenuto, alla fine del rapporto. Lo faccio ora, visto che si è da poco concretizzata la prima (senz'altro la più piacevole) delle ipotesi. Inviai un testo nell'autunno del 2016. Invio spontaneo alla sua mail, nulla di più, nulla di meno. Rita mi telefonò dopo un paio di giorni: aveva letto l'inizio, ne era rimasta colpita e voleva farmelo sapere, ripromettendosi di richiamarmi di lì a breve, una volta terminata la lettura. Dopo una decina di giorni mi richiamò, dicendomi che il testo doveva essere migliorato e che, laddove lo avessi fatto in modo opportuno, si poteva parlare di rappresentanza. Nei mesi successivi le mandai un altro testo (che mi bocciò) e poi mi dedicai alla revisione del primo, che le rimandai nell'estate del 2017. Questa volta il testo la convinse e mi propose la rappresentanza. C'è da dire che la rappresentanza è sull'autore, non sulla singola opera, e questo è un aspetto interessante, perché fa capire se e quanto e come un'agenzia sia interessata al percorso di crescita di quel singolo autore, laddove esordiente o sconosciuto. Nei mesi successivi ha inviato il romanzo a diverse CE e alla fine della fiera è riuscita a convincere una Big, la Rizzoli, a investire sul mio testo, un testo di un perfetto sconosciuto (un testo di fantascienza tra l'altro, quindi quasi "impiazzabile" per definizione). Questo la dice lunga, per come la vedo io, sulle sue capacità di sapersi muovere nell'ambiente. Il contratto è molto buono (c'è anche un anticipo... per carità, piccolo piccolo rispetto agli standard delle grandi CE, ma per quanto mi riguarda il fatto che ci sia è quasi commovente). Le mie considerazioni su Rita: chiaramente non posso che essere soddisfatto del lavoro che ha svolto. La mia impressione è che lei porti avanti una delle poche agenzie che oggi puntano ancora sugli esordienti. Cosa vuol dire questo? Non che ne prenda chissà quanti, anzi... credo ben pochi e solo se "vede" qualcosa nel testo e nell'autore (il che non vuol dire che ciò che vede sia sempre oro e che ciò che non vede sia sempre rame... è una questione di gusti, di attitudini e di tante altre cose. ogni agente ha i suoi parametri, presumo... ed è normale che sia così). Una volta che vede qualcosa, ci prova, sempre che veda qualcosa anche nell'autore, perché poi il discorso diventa quello di dover fare un percorso assieme. Il rapporto è importante: io l'ho toccato con mano il tempo che ha investito e sta investendo con me Rita: non parlo solo di riuscire a piazzare il primo romanzo, c'è anche l'aver letto per due volte due versioni del secondo che le ho inviato (ora le toccherà la terza), c'è anche aver letto il terzo (e le toccherà anche una seconda volta, visto che dovrò riscriverne una parte). Insomma: sono tante, tantissime ore lavoro che lei sta investendo su di me, proprio perchè lei investe sull'autore e cerca di farlo crescere con l'obiettivo di farlo diventare uno "Scrittore" (intendo uno che per mestiere scrive e basta). Tutto questo lavoro al momento lei lo sta facendo "in perdita", senza nessuna garanzia che le rientri nulla: quando uscirà il testo con la Rizzoli (tra un anno e più immaginiamo) nessuno sa se venderà o meno; nessuno sa se io riuscirò mai a diventare uno "Scrittore" vero. E se il libro non vende nulla, tanto da non arrivare all'anticipo datomi? E se nonostante tutto non riuscissi più a scrivere nient'altro di buono, di appetibile per una grossa CE? Queste ore lavoro a lei chi le ripaga? Insomma, investire su uno sconosciuto, per un'agenzia di un certo livello, è un rischio enorme. Vero è che puoi rifarti di tutto con gli interessi se lo scrittore "sfonda", ma in quanti "sfondano", in un mercato come quello italiano? Per un'agenzia prendere un esordiente significa lavorare in perdita, almeno per 2-3 anni con assoluta certezza, poi si vedrà. Chi si accolla questo rischio, oggi, tra le grandi agenzie? Pochi. Rita Vivian ha quindi tutto il mio rispetto per essere una di quei "pochi" che ancora "ci credono".
  6. 31 punti
    Gennaio. Senza alcun tipo di aspettativa, faccio il mio tentativo con Mondadori. Lo faccio così, tanto per dire che ci ho provato. Inizio febbraio. Ricevo una mail "Da Mondadori". Nel senso che Da Mondadori era proprio l'oggetto. La persona che la scrive è Carlo Carabba, Responsabile editoriale per la narrativa italiana Mondadori. Una persona che si rivelerà di una cortesia e gentilezza d'altri tempi. Il succo della sua mail è: Il romanzo ci interessa ma i nostri tempi di valutazione sono lunghi, e ci vorrà un po' per arrivare a un giudizio definitivo. Bisogna avere pazienza. Attesta stimata 6-7 settimane. Durante questo periodo mi ritrovo, mio malgrado, a mettere in attesa un Agente che prima di mandarmi al diavolo ha profetizzato: "Guarda, in questo momento tra le mani non hai nient'altro che la vaga speranza di una risposta, e io non sono disposto ad aspettare. Senza un agente ti ritroverai con un pugno di mosche. Tanti auguri". Tant'è. Intanto cerco invano di continuare a tessere intrecci per il nuovo romanzo che sto scrivendo (mi sento un po' Brian, il cane dei Griffin). Inutile. La testa è troppo occupata, le dita pesano e i pulsanti della tastiera mordono. Arrivano altre proposte, da parte di altri Agenti. Per fortuna stavolta sono loro a mettermi in attesa. Iniziano ad arrivare anche i primi rifiuti (ne ho ricevuti diversi), ma non fanno male. 26 aprile. Ormai quasi certo che il loro silenzio rappresenti un tacito No mi faccio risentire, sempre via mail. Carabba risponde dopo neanche mezz'ora. Mi rassicura sul fatto che il romanzo non è stato affatto scartato in silenzio, e che la valutazione è ancora in corso perché - lo scrive di nuovo - gli interessa. Vengo comunque rimandato di altre due settimane. Circa. 6 giugno. Ho bisogno di sapere. Nuovo contatto e nuovo rinvio. Stavolta di una sola settimana. Ci sono novità e, a quanto pare, scottano. In otto giorni l'unica cosa che scotta è la certezza che comincia a maturare: farà male. Inizio a pensare che forse non mi riprenderò mai dalla batosta. Per fortuna c'è mia moglie. E per fortuna c'è mia figlia, pure se ha solo un anno e mezzo e (forse) non capisce: ogni volta che le chiedo se andrà bene, annuisce e mi sorride con quei due occhi abbaglianti. Ricomincio a crederci e faccio bene, perché il 14 giugno arriva la notizia definitiva, infiocchettata in una mail da parte dell'ufficio diritti: Mondadori pubblicherà il romanzo. Dopo una breve e per nulla difficile dialettica tra le parti oggi sono in procinto di firmare il contratto. Sta per iniziare la parte più affascinante di questo mestiere. Non so come andrà e cerco di non pensarci - anche perché sennò divorzio - ma sono soddisfatto. Perciò ecco, in bocca al lupo a me... ma anche a tutti voi. Perché questa breve storia possa ispirarvi coraggio, e fiducia nella possibilità di farcela. E ricordatevi una cosa che ho sempre sostenuto fin dall'inizio: il tempo, le energie, l'opera intellettuale, la fatica, la sfiducia, l'entusiasmo, la passione, le lacrime, le notti insonni... tutto questo è denaro. Forse non denaro che aiuta a comprare pane e vino, ma comunque una moneta di estremo valore. Almeno per noi. Almeno per me. Saremo pur sempre degli esordienti, e il mare sarà pure in tempesta e brulicante di capre anneganti, ma io ho sempre chiesto professionalità, lì dove professionalità avevo da offrire. Non c'entra con l'arroganza, non siate intimoriti: è una questione di rispetto per il lavoro. Questo non è un gioco. Per me non lo è mai stato. Volevo diventasse la mia professione, e lo voglio ancora oggi più che mai. Evidentemente ho fatto bene a crederci. Perché di solito credere in qualcosa, non lo dico io, "basta e avanza". ...ma che cosa significa "Just believing" ?
  7. 30 punti
    Buongiorno, sognatori! Questo mese è importante, per il Writer's Dream, molto importante. Marzo 2018 rappresenta infatti il decimo anniversario del portale: ebbene sì, sono passati quasi dieci anni dalla sua creazione! È doveroso partire con un po’ di storia, ma vi prometto di non annoiarvi troppo; d'altronde questa non è solo la storia di una piattaforma senz'anima, ma la storia di tante vite intrecciate. C'era una volta... la giungla dell'editoria Writer’s Dream nasce nella primavera del 2008 (il 21 marzo, appunto) come un piccolo forum per la condivisione di lavori scrittevoli e sulla scia dell’ambizione di Linda Rando, la fondatrice all’epoca sedicenne. In poco tempo, complice il fatto di raccogliere e diffondere informazioni sulle case editrici (allora non c’erano portali simili), Linda scopre e dà un nome al fenomeno dell’editoria a pagamento, dando anche il via alla campagna NO EAP, oggi famoso logo presente sul web e usato da molte Case Editrici. Il logo NOEAP è nato qui al Writer’s Dream. Il portale è cresciuto in fretta: dopo tre anni su uno spazio gratuito si è trasferito su un dominio proprietario, quello su cui ci troviamo ancora oggi. Nel 2015 il portale è stato acquisito da Borè (se volete saperne di più, leggete la pagina aggiornata “Chi siamo” del portale!). Da allora i numeri del forum sono raddoppiati e ad oggi abbiamo 20.000 utenti, più di 30.000 discussioni e mezzo milione di visite al mese; più di 120 Case Editrici iscritte al forum e moltissimi professionisti del settore; una pagina Facebook che conta quasi 10.000 mi piace e un coinvolgimento sempre maggiore della comunità Sono solo numeri, è vero. Numeri dietro cui si nascondono tante vite, tanti sogni. Perché il Writer's Dream ha così tanto successo? Aiutiamo gli autori a scegliere. Forniamo informazioni, discutiamo e condividiamo, senza filtri, ogni aspetto del mercato editoriale per permettere agli scrittori di compiere le scelte migliori per le loro opere. Così recita il nostro obiettivo; le nostre parole chiave: trasparenza e professionalità. Siamo una comunità – la più grande in Italia – che parla di editoria a tuttotondo. Raccogliamo informazioni, dati e testimonianze sulle case editrici, rendendole pubbliche in modo del tutto gratuito: l’iscrizione al nostro portale non costa nulla. Non ci fermiamo alle case editrici; discutiamo di ogni aspetto dell’editoria italiana, di scrittura e lettura in generale. Agenzie letterarie, piattaforme di Self publishing, librerie, professionisti del settore, segnalazioni di presentazioni, concorsi letterari e tanto altro. La ricchezza del Writer’s Dream è la conoscenza di ognuno degli Staffer, utenti e Case editrici che popola il forum. Conoscenza che è messa a disposizione di tutti, ogni giorno. Non è finita qui… come non citare l’Officina? Un grande laboratorio di scrittura e un nostro vanto. Possiamo dirlo senza peli sulla lingua, è uno dei migliori spazi di scrittura di tutto il web italiano (a proposito, non vi perdete l’iniziativa dedicata agli scrittori incalliti per il decimo anniversario!). Nell’Officina, dicevo, gli utenti possono pubblicare racconti e poesie, ricevere commenti approfonditi e accurati, utilissimi per migliorare. Al suo interno organizziamo molti Contest (gare di scrittura) che tengono impegnati decine di utenti ad ogni appuntamento e che ci rendono non solo una comunità accomunata da una passione, ma una grande famiglia. Una famiglia virtuale, che tuttavia racchiude in sé le stesse caratteristiche di qualsiasi gruppo di amici vero e proprio. Ogni tanto c’è qualche scossone, un litigio, una parola di troppo… erm, magari un ban Poi si torna al Mezzogiorno d’Inchiostro della domenica e si capisce che niente è più importante del condividere. Emozioni, amore, semplicità. Pareri, dibattiti, consigli. Sì, siamo una famiglia virtuale, ma non per questo meno vera. Per questo mi rivolgo non solo a chi ogni giorno ci accompagna nel forum e partecipa alla vita della comunità e la sostiene (sì, ce l’ho proprio con voi, Sostenitori ). Ringrazio anche chi si limita a leggere, forse perché un po’ timido o perché non ha mai trovato il tempo materiale di mettersi lì a scrivere insieme a noi. Grazie anche a voi, ragazzi: sarete sempre i benvenuti, non appena ve la sentirete o ne avrete voglia, anche solo per un “ciao”. Sarebbe un onore che anche uno solo di voi rispondesse qui sotto con un semplice: “ci sono anch'io!”. E che magari, subito dopo, venisse a parlarci di sé in Ingresso! In palio un benvenuto di quelli veramente pazzi, che dona spesso @Nerio! Dieci anni di Writer's Dream Be’, che altro dire? Personalmente sono fiero di far parte di questa comunità e di guidarla nello stesso spirito con cui è nata dieci anni fa. Tenete sempre d’occhio (e seguite) il Bollettino dei Naviganti, perché quest’anno sarà caldo come non mai, ve lo assicuro! Se volete conoscere meglio lo Staff, spulciate questa sezione, in cui ognuno di noi ha detto qualcosa su di sé. Siamo un gruppo eterogeneo, unito da una sola parola: passione. Passione per la lettura, la scrittura, l’editoria. Mi sento onorato di far parte di una squadra così, che mi ha insegnato tanto e continua a darmi ancor di più ogni giorno. Sì, mi sento fortunato di conoscerli, dal primo all'ultimo. E mi sento fortunato di far parte del Writer’s Dream: per me si è rivelata essere un’occasione di crescita personale, umana, professionale, che mi ha permesso di coltivare e far crescere tutte le passioni che mi accompagnano fin da quando ero un piccolo marmocchio accompagnato dai genitori in libreria. Non da meno, quando mi alzo al mattino lavoro con il sorriso sulle labbra. Buon anniversario, buon decimo anno al Writer’s Dream e buona scrittura a tutti voi! Non smettete mai di sognare, perché noi continueremo a farlo e, al contempo, a impegnarci al massimo per mettere le ali ai vostri sogni.
  8. 26 punti
    Per me sarebbe sufficiente che "noi autori" smettessimo di inviare opere inqualificabili a centinaia di editori indiscriminatamente. Perdonami, ma quando leggo il messaggio di un nuovo utente che si veste della targhetta di "scrittore" e sbaglia due congiuntivi in cinque righe di presentazione, non posso fare a meno di pensare che quello intaserà presto, o sta già intasando, la cartella di posta di una marea di editori con le sue "opere". Senza quel ciarpame gli editori non avrebbero più quantità spropositate di materiale da esaminare e avrebbero più tempo a disposizione per scovare testi buoni e per promuoverli in maniera efficace. Nel contempo l'editoria a pagamento riceverebbe un duro colpo e i librai potrebbero fidarsi maggiormente dei testi che vengono proposti loro dai promotori editoriali. Vogliamo continuare?
  9. 26 punti
    E' una porcata immonda, che spiega come l'unica cosa che conta sono i soldi e l'entità dei regali che il tuo uomo può permettersi di farti, che non è manco di striscio BDSM (due manette e un foulard sarebbero dominazione? Ma fanno cose più sconce gli hamish, santo Cthluhu ), con una caratterizzazione dei personaggi inesistente - e sto usando come parametro l'harmony medio, sia ben chiaro. Sospetto che i protagonisti siano clinicamente ritardati, perché sono incapaci di sostenere conversazioni più impegnative di "ti amo. Spogliati." O l'immortale "Io non faccio l'amore. Io fotto. Senza pietà." E lei va in brodo di giuggiole. La trama consiste in: lei dolce ingenua goffa ma tanto bella dentro si innamora di lui bello fascinoso tenebroso ricco sfondato (il suo conto in banca e il suo pene sovradimensionato sono praticamente le uniche due cose che si conoscono di lui). Fanno sesso. C'hanno le scalmane. Rifanno sesso. Fine della trama. Robaccia del genere può piacere solo a chi legge un libro ogni due anni, contando anche i libri di scuola Di solito non trancio giudizi così categorici perché penso sempre che i gusti sono gusti, se una persona non cerca letteratura magari può apprezzarlo, e cose del genere, ma stavolta, davvero, posso solo dire che si tratta di un ingiustificato eccidio di alberi.
  10. 25 punti
    L’utente è tenuto a essere sincero quando commenta (nell'ottica, sempre e comunque, del rispetto reciproco): non si deve aver timore di offendere l’autore del testo con un commento negativo, la critica del lettore è l’unico modo per migliorarsi. I commenti sinceri, onesti e magari negativi sono fondamentali: l'importante è che siano motivati e le critiche approfondite. Ogni volta che non siete completamente sinceri fate un danno all'autore. Questo forum è nato per aiutare le persone a migliorarsi nella scrittura, e questo è possibile solo dopo essere passati sotto il fuoco incrociato di utenti, supercritici e lettori spietati. Non bisogna tradire lo spirito di questo forum. Non bisogna cadere in una spirale che in poco tempo potrebbe portare la comunità a scrivere commenti inutili, del tipo: "bellissimo, ti prego, scrivine ancora". Lo spirito del forum (per quanto concerne la narrativa e i Contest del forum) è quello di migliorarsi vicendevolmente. È questo che dobbiamo avere in mente se desideriamo crescere. Votare Pinco anziché Pallino per avere più speranze di vincere una targhetta in firma non serve allo scopo. Dire a Sempronio che il suo è buon lavoro per non offenderlo, quando pensiamo che abbia scritto una porcheria, non serve allo scopo. Al contrario, sforzarsi a tutti i costi di trovare un difetto in un racconto, anche se non ne vediamo, con la speranza di influenzare i giudizi che seguiranno sempre per vincere quella targhetta, non serve allo scopo. Non votare Caio perché tanto è il migliore e lo voteranno già in tanti, non serve allo scopo. Non votare Caio perché lui non mi ha votato l'altra volta, non serve allo scopo. Votare Caio perché è dello Staff, perché mi è simpatico o perché lui mi vota sempre, non serve allo scopo. Non votare Caio perché vince sempre lui e che palle, non serve allo scopo. Votare Caio perché si è appena iscritto e così lo incoraggio, non serve allo scopo. In sintesi, si dovrebbero votare sempre i racconti migliori (secondo il proprio parere) indipendentemente da chi la abbia scritti. Indossare una maschera per dare un voto o fare un commento non ci aiuta a sviluppare un giudizio critico ed è un peccato perché sviluppare un giudizio critico è una delle strade attraverso le quali miglioriamo noi stessi e il nostro modo di scrivere. La critica del lettore è l’unico modo per migliorarsi!
  11. 24 punti
    Un saluto a voi tutti. Vi comunico che lo Staff ha deciso di postare, a beneficio della comunità, un esempio di contratto editoriale standard, che possa fungere da modello. Si tratta di un contratto completo, commentato (parti in corsivo sotto spoiler) per quelle clausole che spesso risultano oggetto di dubbi e domande da parte degli utenti. Vogliamo ricordare che il contratto di edizione è flessibile e modificabile, negoziabile da ambo le parti; rammentiamo, inoltre, che è personalizzabile da parte delle case editrici, che spesso escludono alcune clausole di rilevanza minore e ne sintetizzano altre, inserendo rimandi agli articoli specifici della Legge sul diritto d'autore (L.d.A.). Quello che vi proproniamo è volutamente il più completo possibile. Premettiamo che l'uso che potete farne è di riscontro pratico per il chiarimento di possibili dubbi e mai questo potrà né dovrà essere usato come elemento o parametro per qualificare a livello qualitativo qualsivoglia editore! Per questo motivo invitiamo chi ne avesse bisogno a scrivere nella discussione Dubbi sui contratti editoriali già aperta: potrete citare anche parti del vostro contratto (attenzione: parti di contratto, non il contratto completo!) ma non dovranno contenere tag, nomi o riferimenti alla CE che lo ha stilato. Eventuali osservazioni dirette sul contratto di una specifica Casa Editrice andranno riportate nella discussione relativa a quella stessa CE, se presente sul forum. CONTRATTO DI EDIZIONE Tra ..............nato/a a .................il.....................C.F.............................residente in.....................alla Via........................N..........(di seguito denominato l'Autore) E ………………….. con sede in…………………… C.F. ……………………., in persona del suo legale rappresentante.......................(di seguito denominato Editore) Premesso: - che l’Autore garantisce di essere autore e l’unico titolare di ogni e qualsiasi diritto esclusivo di sfruttamento economico dell’opera dal titolo provvisorio “........”. (di seguito indicata come “Opera”), di averne la liberà disponibilità e di avere inoltre le facoltà e la capacità necessarie a stipulare il presente contratto, - che l’Autore intende far pubblicare per le stampe l’opera e che quindi s’impegna con l’Editore a non turbare in alcun modo il pieno e pacifico godimento dei diritti che intende cedere con il presente contratto, per tutta la durata del medesimo, - che inoltre l’Autore s’impegna a prestare la propria assistenza qualora i diritti medesimi venissero violati o contestati da terzi e a manlevare l’Editore dalle pretese o azioni di tali terzi, tenendolo inoltre indenne da danni e spese connessi con la pubblicazione dell’Opera, - che l’Editore intende acquistare dall’autore, che è disponibile a vendere in esclusiva, il complesso dei diritti d’Autore necessari per la stampa e la divulgazione dell’Opera, - che l’Editore s’impegna a pubblicare e porre in vendita l’Opera indicando nelle forme d’uso il nome dell’Autore, - che l’Editore s’impegna a riprodurre l’Opera in conformità dell’originale e secondo le buone norme della tecnica editoriale - che in caso di violazione dei diritti sull’Opera da parte di terzi l’Editore s’impegna a prestare la propria assistenza all’Autore perché tali violazioni siano fatte cessare e siano risarciti i danni già verificatisi, Si conviene e si stipula quanto segue: 1) Le premesse formano parte integrante e sostanziale del presente contratto, così come le pattuizioni che seguono, e ciascuna di esse costituisce presupposto essenziale, determinante per l’interpretazione della volontà delle parti come di seguito manifestata e le parti si obbligano al loro rispetto. Ai fini dell’interpretazione della volontà negoziale espressa nella presente scrittura non potranno essere utilizzate precedenti proposte o quanto ha formato oggetto di trattativa per addivenire alla conclusione di quest’atto. Le modifiche al presente atto potranno essere apportate solo con altro atto sottoscritto dalle parti. 2) L’Autore, agendo per sé, suoi eredi e aventi causa a qualsiasi titolo, cede in via esclusiva all’Editore, che accetta, il complesso dei diritti esclusivi occorrenti per poter procedere alla pubblicazione per le stampe in volume, per qualsiasi tipo di edizione e di messa in commercio, diretta o indiretta, dei volumi dell’opera in lingua italiana senza limitazione spaziale alcuna. In particolare, la cessione comprende anche la facoltà dell’Editore di pubblicare edizioni economiche, tascabili, a puntate o a dispense. 3) Il presente accordo costituisce contratto di edizione a termine. La cessione dei diritti elencati all’art. 1 ha la durata di … anni, decorrenti dalla data di firma del presente contratto. Il numero minimo di esemplari da stamparsi per ogni edizione non sarà inferiore a … L’Editore è libero di distribuire le edizioni nel numero di ristampe che stimi conveniente, comunicandolo preventivamente e per iscritto con raccomandata A/R all’Autore. 4) All’Editore spetta la determinazione e la modifica del prezzo di copertina, salvo il rispetto del disposto dell’art. 131 della L.22.04.1941, n. 663 (approvazione dell’Autore, che potrà opporsi a un prezzo di copertina inadeguato al punto tale da essere lesivo della sua opera; delle variazioni del prezzo di vendita al pubblico verrà data comunicazione all’Autore anche in sede di rendiconto annuale), la scelta del tipo di copertina, carta, caratteri, impaginazione e simili. Il titolo potrà essere modificato solo previo consenso dei contraenti. 5) L’Autore si impegna alla consegna della prima bozza dell'Opera in oggetto entro il ... (data). L’Editore si riserva la facoltà di apportare modifiche all’opera definitiva, che dovranno però essere concordate con l’Autore, senza il di cui consenso le modifiche stesse non potranno avere effetto. 6) Prima della consegna della copia definitiva dell’Opera, l’Editore s’impegna in un lavoro di editing della stessa. L’Autore verrà contattato dall’Editor che gli sottoporrà gli interventi di modifica che riterrà opportuni, l’Autore s’impegna ad applicare al testo le modifiche concordate tra Autore e Editor. L’Autore s’impegna a consegnare copia definitiva del dattiloscritto su supporto digitale, secondo le indicazioni ricevute dall’Editore e secondo i tempi dell’Autore, completo, corretto e pronto per la stampa, entro … (data) Per tale servizio ogni onere resta a carico dell’Editore, fermo restando quanto previsto di seguito sul rispetto dei tempi da parte dell’Autore. Qualora l’Autore non consegnasse il dattiloscritto entro i termini fissati, l’Editore ha la facoltà di risolvere con effetto immediato il presente contratto con dichiarazione, inviata a mezzo raccomandata A/R, che intende avvalersi della presente clausola risolutiva espressa; in questo caso l’Editore ha il diritto di recuperare tutte le somme eventualmente versate all’Autore come anticipo, salvo il riconoscimento dei danni. 6 bis) L’Autore ha diritto, a sua richiesta, a una seconda revisione delle bozze che dovrà restituire con il visto “si stampi” entro … giorni dalla ricezione dell’Opera da parte dell’Editore. Se l’Autore ometterà di restituire le prime o le seconde bozze entro i termini sopra indicati, l’Editore potrà pubblicare l’Opera nelle condizioni in cui è stata presentata dall’Autore e accettata dall’Editore, dovendosi in tal caso ritenere sufficienti l’ordinaria revisione e la normale correzione delle bozze effettuata a cura dell’Editore. 7) L’Autore autorizza l’Editore a pubblicare e distribuire al pubblico a scopo promozionale versioni parziali dell’opera, sia in forma cartacea sia elettronica. Potrà inoltre mettere a disposizione a titolo gratuito copie dell’Opera per i medesimi motivi, l’Autore non percepirà alcun diritto per tali copie diffuse. 8) L’Editore s’impegna a distribuire l’Opera in tutto il territorio in cui è presente la sua distribuzione, senza limitazione alcuna, fatti salvi tempi e modi stabiliti negli accordi e contratti con i distributori. 9) L’Editore s’impegna a pubblicare l’Opera entro il termine di … mesi dalla data della firma del presente contratto*, il termine potrà però essere prolungato in considerazione di ritardi derivati da forza maggiore, che l’editore è tenuto a documentare all’autore (in mancanza di tale documentazione l'editore sarà considerato inadempiente), o per omessa o ritardata restituzione delle bozze corrette da parte dell’Autore, facendo preventivo avviso all’Autore per mezzo di raccomandata A/R. In caso di ritardo della pubblicazione per motivi imputabili esclusivamente all’Editore, l’Autore avrà facoltà di risolvere il contratto e lo comunicherà all’Editore previa raccomandata A/R. Resta inteso che in questo caso l’eventuale anticipo previsto dal presente contratto verrà interamente corrisposto all’Autore anche in caso di cancellazione della pubblicazione dell’Opera. 10) L’Editore s’impegna a prestare la propria azione nel lavoro di promozione dell’Opera, attraverso un lavoro di capillare diffusione alla stampa cartacea, televisiva e radiofonica. In particolare, l’Editore s’impegna a produrre e diramare comunicati stampa e press-kit relativi all’Opera a tutte le redazioni compatibili con il genere dell’Opera, sfruttando le piene potenzialità del proprio Ufficio Stampa*, prima e dopo l’uscita dell’Opera. Se l’Autore lo desidera, potrà essere coinvolto interfacciandosi con l’Ufficio Stampa* e fornendo contatti, consigli e suggerimenti. L’Editore s’impegna a svolgere azioni pubblicitarie e promozionali anche tramite l’invio di copie “omaggio-stampa”, che saranno quindi prive di spettanza per l’Autore e i cui costi di produzione e spedizione saranno totalmente a carico dell’Editore. L’Editore ha facoltà di pubblicizzare, promuovere e distribuire l’Opera come riterrà più opportuno, tenendo sempre informato l’Autore di qualsivoglia iniziativa promozionale. Spetta all’Editore la scelta di quali canali distributivi privilegiare per l’Opera. L’Autore potrà porre il veto su iniziative promozionali o pubblicitarie che non siano di suo gradimento. L’Editore può pubblicare o permettere ad altri di pubblicare, senza dovere alcun compenso all’Autore, brani dell’Opera, ritenuti opportuni nell’interesse della promozione e della diffusione dell’Opera stessa. L’Editore provvederà al Deposito Legale del libro come previsto dalla Legge, inviando copie presso le biblioteche apposite. 11) A titolo di compenso l’Editore corrisponderà all’Autore dell’Opera la somma di … euro, al lordo della ritenuta d’acconto, dietro presentazione di regolare documento fiscale, che verrà versata entro … giorni dalla firma del presente accordo. 12) L’Editore s’impegna a pagare all’Autore dell’opera il compenso in percentuale nella misura del: …% sul prezzo di copertina defiscalizzato di ogni copia venduta fino alla… (n. specifico indicato) …% a partire dalla … copia venduta fino alla …; … % dalla … copia venduta in poi …% sul prezzo di copertina (sempre defiscalizzato) delle versioni elettroniche. In sede di rendiconto annuale, l’Editore è obbligato a giustificare all’Autore il numero di copie date in omaggio, quelle di scarto e/o quelle macerate. Per eventuali edizioni economiche o tascabili l’Editore corrisponderà all’Autore le seguenti percentuali calcolate sul prezzo di copertina al lordo dell’IVA sulle copie effettivamente vendute: … % sulle prime … copie … sulle copie da … a … … sulle copie da … a … … sulle copie da … in poi 13) L’Editore s’impegna a inviare all’Autore un rendiconto annuale delle vendite al … (data specificata), una volta trascorsi i primi 12 mesi di commercializzazione dell’opera e il pagamento delle rispettive spettanze entro il … (data) successivo. In caso di mancato invio dei rendiconti entro i termini stabiliti da questo accordo, o di ritardo sui pagamenti da parte dell’Editore, l'Autore ha facoltà di rescindere il contratto e lo comunicherà all’Editore previa raccomandata A/R. L’Editore è tenuto a inviare all’Autore copia dei rendiconti anche nell'eventualità in cui il saldo risulti negativo. I compensi spettanti all’Autore sulla base del presente contratto (compresi gli anticipi) sono da considerarsi a tutti i fini di legge, sia dal punto di vista fiscale che da quello sostanziale, quali corrispettivi di cessione di diritto d’autore. 14) A pubblicazione avvenuta, l’Autore riceverà gratuitamente dall’Editore n. … copie della prima edizione dell’Opera, n. … copie delle edizioni successive e n. … copie delle ristampe. L’Autore potrà inoltre usufruire dello sconto librario del …% sulle copie che intendesse eventualmente acquistare a uso non commerciale e indipendentemente dal numero di copie acquistate. Al momento dell’uscita dell’Opera, l’Editore comunicherà all’Autore il numero delle copie stampate nella prima edizione e il numero delle copie previste come omaggio. 15) In caso di nuove edizioni dell’Opera, l’Editore avviserà, tramite raccomandata A/R, l’Autore 3 mesi prima di procedere a una nuova edizione, per permettergli di apporre eventuali modifiche. L’Autore è tenuto a far conoscere nel termine di 30 (trenta) giorni dal ricevimento della dichiarazione se intende o no valersi della facoltà di apportare modifiche all’Opera ai sensi dell’art. 129 della legge 633/1941. La pubblicazione dell’Opera in edizione economica o tascabile potrà avvenire non prima di 12 (dodici) mesi dalla pubblicazione della prima edizione. Inoltre l’Autore s’impegna a prendere in considerazione eventuali richieste di modifica o aggiunte suggerite dall’Editore per le edizioni successive e, in caso decida di accogliere i suggerimenti dell'Editore, s’impegna ad apportare le modifiche senza diritto per tali aggiornamenti ad altro compenso oltre a quello fissato agli artt. 11 e 12, a meno che l’aggiornamento richiesto dall’Editore non sia tale (superiore al 5% della stesura) da richiedere un ulteriore eventuale e congruo compenso aggiuntivo da concordarsi e da corrispondere all'Autore. Al momento dell’uscita di edizioni successive alla prima, l’Editore comunicherà all’Autore il numero di copie stampate per ciascuna edizione e il numero delle copie previste come omaggio. Qualora l’Editore dichiarasse di non voler procedere a una nuova edizione o ristampa, l’Autore potrà, previa comunicazione con raccomandata A/R all’Editore, recedere dal presente contratto e rientrare nella piena e totale disponibilità dell’Opera, senza diritto a qualsivoglia risarcimento, indennizzo o compenso a qualsiasi titolo. 16) L’Editore avrà i diritti esclusivi qui sotto elencati nei riguardi dei quali egli soltanto potrà concludere i necessari accordi. L’Editore s’impegna a pagare all’Autore le seguenti percentuali sui ricavi netti percepiti dall’Editore per le licenze concesse a terzi e riguardanti: - i diritti cinematografici, teatrali, per l’esecuzione via radio e/o televisiva, per le riproduzioni sonore e discografiche, magnetiche e in genere per ogni applicazione dell’elettronica alla didattica e all’intrattenimento: …% - i diritti di traduzione dell’opera in lingua straniera: …% - i diritti di edizione all’estero (cioè ad altro editore appartenente a Paese diverso dall’Italia): …% - i diritti di edizione ad altro editore in Italia: …% - i diritti sul merchandising: …% - i diritti sul mass-market: …% - i diritti book club: …% - i diritti second serial …% - i diritti elettronici e web: …% 17) Qualora trascorsi 24 mesi dalla data di pubblicazione l’Editore giudichi l’opera difficilmente smerciabile potrà venderla sottoprezzo. In questo caso, all’Autore verranno corrisposte sul ricavo effettivo della vendita e non sul prezzo di copertina le percentuali spettanti ai sensi dell’articolo 9 (L.d.A.). 18) In caso d’incendio, inondazioni, allagamento o in ogni causa accidentale o di forza maggiore che causasse il deterioramento, la distruzione o il perimento di tutte o di parte delle copie in giacenza, l’Editore non sarà ritenuto responsabile delle copie deteriorate, distrutte o perite, e quindi egli non dovrà all’Autore alcun diritto né alcuna indennità relativa a tali copie. 19) Dopo la scadenza del contratto, e anche in caso di sua anticipata risoluzione, l’Editore avrà la facoltà di continuare a vendere l’Opera per 12 mesi (corrispondendo all’Autore il compenso nella misura convenuta). Qualora il contratto dovesse risolversi anticipatamente per cause imputabili esclusivamente all’Editore, questo perderà la facoltà di continuare a vendere l’Opera a partire dalla data di risoluzione anticipata. 20) Ove l’andamento delle vendite dell’Opera fosse tale da far ritenere all’Editore che le giacenze di magazzino eccedano il normale fabbisogno delle librerie, l’Editore potrà procedere all’invio al macero solo previa comunicazione all’Autore, che può scegliere di acquistare le copie a prezzo di macero, e cioè con uno sconto dell'80% sul prezzo di copertina. Prima di procedere alla pubblicazione di una nuova edizione dell’Opera, l’Editore potrà ritirare dal commercio la precedente edizione sempre previo avviso all’Autore tramite raccomandata A/R e inviarla al macero senza che ciò comporti l’estinzione del contratto ai sensi degli artt. 133 e 134 della legge 633/1941. Dell’avvenuto macero ai termini della clausola precedente verrà data comunicazione all’Autore nel relativo rendiconto annuale, allegando copia del documento che attesti il via al macero, indicante il numero delle copie distrutte. Nessun compenso è dovuto all’Autore per le copie inviate al macero ai sensi del presente articolo. 21) Qualora, trascorsi due anni dalla prima edizione l’Editore giudicasse l’Opera difficilmente commerciabile, egli potrà: a) vendere gli esemplari al pubblico a prezzo di rimanenza, cioè con lo sconto del 70% e più sul prezzo di copertina; in questo caso all’Autore verrà corrisposta, sul ricavo effettivo della vendita, la percentuale spettante relativa al tipo di edizione venduta; b) mandare gli esemplari al macero dopo aver chiesto all’Autore, mediante raccomandata A/R, di acquistarli a prezzo di macero e cioè con uno sconto dell'80% sul prezzo di copertina. L’Editore avrà diritto di provvedervi in caso di mancata risposta al riguardo da parte dell’Autore entro 30 (trenta) giorni decorrenti dalla data di ricevimento della comunicazione; in tal caso nulla è dovuto all’Autore. Nel caso in cui, dopo vendita sottoprezzo e/o invio al macero, l’Editore e l’Autore non procedano a una nuova soluzione editoriale, il contratto s’intende risolto e l’Autore ritorna nel pieno godimento dei suoi diritti. 22) Ogni eventuale modifica del contenuto del presente contratto sarà valida ed efficace solo se fatta in forma scritta. 23) In caso di scioglimento del presente contratto, per qualsiasi motivo esso avvenga, le cessioni a terzi di diritti secondari conservano piena efficacia. 24) Solo competente per ogni eventuale controversia derivante dal presente contratto sarà il foro di ... 25) L’Autore, con il presente contratto, autorizza l’Editore al trattamento dei dati personali in base al Decreto Legislativo n. 196 del 30/6/2003, nonché autorizza esplicitamente l’Editore all’utilizzo dei propri dati e della propria immagine al supporto di operazioni di propaganda e diffusione dell’opera. Osservazioni su Clausola di prelazione, Risoluzione e Nullità del contratto Per gli utenti che volessero approfondire l'argomento in maniera autonoma, consigliamo questo testo, un manuale d'uso pratico, scritto in maniera semplice e accessibile anche ai "non addetti".
  12. 24 punti
    ATTENZIONE! Leggere attentamente questa discussione prima di iniziare a postare nel forum Benvenut@! Questo è il punto di partenza del Writer's Dream (WD). Ti ricordo che hai ricevuto un Messaggio Privato alla tua iscrizione: clicca sul disegno della busta (lettera di posta) in alto a destra per leggerlo e cominciare ad ambientarti! Presentati alla comunità come meglio credi in questa sezione (cioè l'Ingresso): l'importante è non usare la presentazione come pretesto per promuovere le tue opere o per chiedere informazioni riguardo una Casa Editrice. Se rappresenti una Casa Editrice, una Piattaforma o un'Agenzia (o una qualsiasi attività editoriale) presenta la tua persona e non la tua attività: per quello esistono altre sezioni dedicate. C'è una sezione apposita per tutto: armati di pazienza e, prima di fare danni ed essere bacchettato da me o da qualche staffer, informati bene sul regolamento di ogni sezione! Il Regolamento è veramente lungo! Lo devo leggere tutto? Sì, proprio così. Tenere sotto mano il Regolamento fa sempre bene, perché è la causa dell'alta qualità del forum. L'ignoranza del regolamento non è una giustificazione! Sono venuto qui per saperne di più sulle Case Editrici. Clicca qui per andare alla sezione apposita. Ricorda, però, di dare un'occhiata al Regolamento per le Case Editrici prima di cominciare a spulciare. Vorrei condividere con voi una mia opera. Hai due modi per farlo. All'interno del forum, la sezione adatta è l'Officina (la puoi trovare anche nella barra in alto). Attenzione: devi commentare il testo di qualcun altro per poterlo fare; questo perché la sezione Officina è nata e cresciuta per scambiarsi pareri, aiutare gli altri a migliorare (anche a suon di educate critiche). Prima di postare, leggi il regolamento di ogni sezione! Se invece vuoi solo farti conoscere, la sezione adatta è Storie. Basta che tu clicchi su "Aggiungi Storia", che scelga una categoria, e che ti faccia guidare dal form di inserimento. Vorrei pubblicizzare il mio libro. La sezione adatta, nel forum, è I nostri libri, ma fai molta attenzione al regolamento della sezione. Puoi pubblicizzare il tuo libro anche nella sezione Libri, con più libertà. Chi sono i Sostenitori? Non appartengono allo Staff, ma sono utenti importanti per il forum. Qui e qui troverai tutte le informazioni al riguardo. Conosco da tempo il forum del Writer's Dream e vorrei aggiornarmi sulle novità più importanti. Bene! Dai un'occhiata al Bollettino dei Naviganti per rimanere sempre aggiornato! Sono confuso e vorrei contattare lo Staff. Qui troverai la lista dei nostri nomi. Siamo riconoscibili dalla targa rossa STAFF sotto al nostro nickname. Mandaci pure un messaggio privato, se hai bisogno di aiuto. Voglio ridere un po'. E vai al circo, no? Va bene, dai... corri a leggere "I 10 errori che il nuovo utente non deve fare". Utile... e divertente! Fatto tutto? Bene! E adesso leggi, scrivi, commenta. Sogna! Link utili: - FAQ - Riepilogo dei Contest targati Writer's Dream - Commenti e sincerità: lo spirito del Writer's Dream - Il Bollettino dei Naviganti
  13. 23 punti
    L'articolista magari potrebbe cercare anche di spiegare in quale modo si possa realizzare un progetto editoriale (senza rimetterci denaro, ovviamente), quando quattro o cinque dei primi dieci posti della classifica sono occupati stabilmente da libri demenziali di youtuber, quando i concorsi sono strutturati in maniera che i selezionati in un concorso saranno i selezionatori del successivo concorso (e selezioneranno quelli da cui sono stati selezionati, ovviamente), quando ogni legge favorisce la concentrazione delle librerie a scapito di quelle indipendenti (con il conseguente crollo delle figure professionali), quando... Perché se no rimane aria fritta e poco più.
  14. 22 punti
    Ciao Marco, allora... il discorso sulle agenzie è davvero complesso. In un certo senso rispecchia la complessità (e i fisiologici limiti) del mercato editoriale italiano (e non solo italiano). Il tuo discorso e le tue domande (presenti in diversi altri interventi qui sul forum, perché è un argomento che torna spesso) è diviso in "macroaree" di interesse. Partiamo dalla fine: ci sono tante agenzie, con i numeri del mercato non è possibile che vadano avanti tutte con le percentuali. Corretto. Difatti le agenzie che vanno avanti con il lavoro di agenzia "pura" non sono poi molte. 15-20 credo... Di queste parlo. Delle altre, moltissime tirano avanti vendendo servizi (e di fatto sono spesso agenzie di servizi letterari mascherate da agenzie di rappresentanza. Un buon modo per capire se si tratta delle une o delle altre è andare sul loro sito e vedere quali libri sono usciti tramite l'intermediazione dell'agenzia. In questo modo si vedono i contatti effettivi dell'agenzia con i vari editori.) Nota bene: di queste grandi agenzie, a oggi, moltissime (anche se non tutte) chiedono contributi di lettura agli aspiranti. Il perché lo fanno, il "se sia giusto o meno" che lo facciano ecc ecc, questo è un argomento su cui ci sarebbe molto da dire e che personalmente trovo indicativo di tante cose e di come stia vorticosamente cambiando il panorama editoriale: se ieri a un'agenzia arrivavano 100 inediti all'anno e di questi ne facevano uscire 10 che vendevano >1000 copie e oggi arrivano 1000 idediti di cui solo 1 è piazzabile e se arriva a 1000 copie è un miracolo, è pacifico che io agente, in quanto "imprenditore", vada a considerare il ramo "scouting" della mia azienda come "in perdita", non conveniente. Quindi o lo chiudo o mi faccio pagare. Giusto? Sbagliato? Non importa discutere di questo. Quello che è importante è capire meccanismi, motivazioni delle parti in causa, metodologie di lavoro ed effettive opportunità offerte. Mi spiego: se l'agenzia Pinco, famosissima in Italia, chiede agli esordienti 1000 euro di tassa lettura e si ha la certezza che nessuno di questi esordienti è stato mai preso in carico, è legittimo che prima di spendere quei soldi mi faccia non una, ma cento domande. Se l'agenzia Pallo chiede 100 e so che ogni tanto qualcuno lo prende in carico, magari posso chiedermi se in effetti giocarmi la chance valga quei 100. Se l'agenzia tizio non chiede nulla e so che ne prende 1 o 2 all'anno, perché non provarci? Se l'agenzia Caio prende in lettura gratuita solo quelli che riescono a mandare una mail alla mezzanotte del primo del mese, i più veloci, vale la pena provarci, me la sento o no? Insomma, io consiglio di analizzare, capire come funziona, poii comportarsi di conseguenza. Può piacere o meno, ma le cose oggi stanno così e molti si orientano in questo modo. Consideriamo anche che moltissime agenzie lavorano con i diritti di autori esteri: il loro lavoro insomma non è "scovare" l'esordiente italiano che venderà poco o nulla, ma (a grandi, grandissime linee) andare a pescare tra gli editi esteri che stanno vendendo benino, convincere l'autore a farsi rappresentare in Italia e poi andare a vendere i diritti di quell'autore, numeri in mano, alle grandi CE. Le agenzie (le grosse agenzie, dico) fatturano su questo, Domanda del titolo: le agenzie sono utili? Certo. A chi sono utili e per cosa? Qui entriamo in un campo vastissimo. Innanzi tutto il concetto "principe" (che a mio modestissimo avviso viene del tutto saltato dagli aspiranti scrittori) è che le agenzie sono innanzi tutto utili a chi fa lo scrittore di mestiere. Un po' come i procuratori, i "manager" nel mondo del calcio o dello sport in genere... Io ho un "talento", c'è chi è disposto a pagarmi per "avere" quel talento, in mezzo c'è "l'intermediario", quello a cui chi ha il talento si affida e che cerca, tra coloro che sono disposti a pagare per quel talento, l'offerta che ritiene migliore per le esigenze del suo cliente. Ogni scrittore famoso (così come ogni calciatore famoso, immagino) ha il suo agente. Quindi, evidentemente, l'agente non è solo utile, ma è "imprescindibile" per chi scrive di mestiere. Chiarito questo aspetto, la vera domanda per gli aspiranti è: quanto mi è utile un agente? La risposta è: tantissimo, visto che a volte è solo tramite agenzia che si può arrivare sulle scrivanie delle grandi CE ed esser letti. il problema è che per arrivare a questo livello si torna a quanto detto sopra. Insomma, quando dici: il punto è proprio quello di riuscire a capire, in anticipo, prima di spenderci soldi (ammesso ovviamente che non si sia interessati ai servizi di valutazione ecc ecc, per i quali a mio avviso è giustissimo pagare, anche se personalmente pagherei professionisti del settore, non agenti) se l'agenzia a cui ci si sta rivolgendo 1) piccola o media, prenderà i tuoi soldi e non ti rappresenterà mai 2) grande, prenderà i tuoi soldi e non ti rappresenterà mai 3) piccola o media, prenderà i tuoi soldi e (se crede nel tuo lavoro) proverà a rappresentarti solo presso editori piccoli 4) piccola o media, prenderà i tuoi soldi e (se crede nel tuo lavoro) proverà a rappresentarti presso editori grandi perchè lei per prima vuole diventare grande 5) grande, prenderà i tuoi soldi e (se crede nel tuo lavoro) proverà a rappresentarti presso editori grandi Come capire a quali agenzie ci si sta rivolgendo? Come capire quale dei 5 punti (e quelli che ho elencato non sono esaustivi) avrò di fronte? Tramite ricerche. Ragazzi, il mio consiglio è: investite il vostro tempo in ricerche e nelle informazioni preziose che sono in questo forum, nelle discussioni apposite, e sui siti delle agenzie. Fatevi delle liste, cercate di capire come funziona. Non fate l'errore di "etichettare" la realtà che vi circonda come nera o bianca, come buona o cattiva, come utile o inutile. Sospendete ogni giudizio generale, perché nelle realtà complesse e in continua evoluzione come quella editoriale ci sono migliaia di sfaccettature diverse. Agenzie utili, agenzie inutili, agenzie che puntano solo ai vostri soldi, agenzie che puntano a trovare davvero il nuovo fenomeno... c'è di tutto. Bisogna avere la pazienza di perdere del tempo in ricerche.
  15. 22 punti
    Buongiorno a tutti, ragazzi. A partire da oggi sono il nuovo Community Manager del Writer’s Dream, da come potete vedere. Alessandro mi ha affidato questo incarico per continuare a migliorare questa splendida piattaforma, sulla base dello spirito originale del WD, senza trascurare le molte innovazioni e progetti futuri, su cui vi terrò aggiornati man mano. C’è tanto da fare, tanto da migliorare e tanto da conservare: il cuore del Writer’s Dream è il suo Staff, e soprattutto siete voi utenti. Il mio compito sarà di preservare quello che c’è di buono e progettare insieme il nostro futuro, innovando e facendo pian piano balzi di qualità nel mondo dell’informazione editoriale. Vedetela un po’ come una scala: pian piano, un gradino dopo l’altro, saliremo sempre di più. Ci vorrà del tempo e magari qualche volta potremo inciampare, ma l’importante è che saremo insieme. Vi invito subito a tenere d’occhio il Bollettino dei Naviganti, poiché ci sono state delle novità, in questi giorni, giusto per cominciare con il piede giusto (re-inserimento delle liste CE, lavoro sulla Homepage – ancora in corso - e Dashboard, con focus su Case Editrici e Racconti). Vi auguro una buona permanenza!
  16. 21 punti
    Buonasera a tutti, ci terrei a condividere con voi le mie recenti esperienze con il programma KDP Select di Amazon, nella speranza che possano tornare utili a qualcuno. Per il mio esordio (un romanzo storico/esoterico, poco meno di 300 cartelle, pubblicato in self a luglio) ho deciso di aderire a KDP Select e di affidarmi in esclusiva ad Amazon sia per il formato ebook sia per il cartaceo, con l'obiettivo principale di semplificarmi la vita. Forse non tutti sanno che attualmente si può gestire la versione cartacea direttamente all'interno di KDP e non più appoggiandosi a CreateSpace. Questo di fatto semplifica moltissimo le cose per chi desidera pubblicare in entrambi i formati. L'idea di fondo nel mio caso è stata quella di concentrare tutti gli sforzi di marketing su una sola piattaforma per essere meno dispersivo possibile. Un solo link, una sola pagina per Kindle e cartaceo (che funge da landing page per campagne FB, link nelle recensioni sui blog, comunicati stampa, ecc.)... insomma un unico punto di riferimento solido per i miei potenziali lettori e per i media (oltre al sito web del progetto che naturalmente a sua volta ha un solo link di acquisto che rimanda sempre lì). Il vincolo alla promo di KDP Select è limitato a 90 giorni, di conseguenza si può sempre cambiare idea in seguito (o rimuovere definitivamente l'opera dalla libreria e crearla nuovamente, ma tranne casi estremi questa procedura non ha molto senso secondo me). Da buon informatico, mi sono studiato il più possibile l'algoritmo di calcolo delle pagine lette con Kindle Unlimited per capire in modo concreto se si trattasse di un'opzione valida o meno per un esordiente nella mia posizione. Dopo mille elucubrazioni (che illustro di seguito) , ho deciso di rendere il mio romanzo disponibile anche agli utenti Unlimited per il primo trimestre, con un preciso piano d'azione in mente. Ho pubblicato il 10 luglio e nel primo mese (grazie anche a una robusta community di supporto su FB che ho creato con sudore nei due anni precedenti) ho avuto un buon riscontro in termini di vendite, inizialmente come prevedibile per un buon 80% in versione cartacea (i soliti parenti e amici che vogliono la dedica... «Si sa mai che poi mi diventi famoso» ). Finita la prima "ondata" di vendite, a cavallo di ferragosto ho attivato una promo di tre giorni (supportata da una campagna FB molto mirata) con la versione Kindle a € 0, che grazie a circa 250 download quotidiani mi ha proiettato al numero uno della classifica dei Bestseller (gratuiti) globale di Amazon A tal proposito, mi permetto di dare un consiglio a chi decidesse di sfruttare questo strumento promozionale (l'adesione a KDP Select consente di utilizzare 5 giorni di promo a € 0 per ciascun trimestre, splittati o accorpati a piacere): non fate promo a € 0 di una sola giornata, a mio avviso è uno spreco. In tre/quattro giorni, invece, la gente farà in tempo ad accorgersi della promozione e se grazie al passaparola (o altri espedienti) una piccola folla deciderà di scaricare il vostro ebook si innescherà un "positivo circolo vizioso" che con un po' di lavoro e fortuna potrebbe portarvi rapidamente in alto nelle classifiche gratuite, facendovi guadagnare molta visibilità e (anche qui con un po' di c..o ) un discreto numero di recensioni su Amazon. Nel mio caso, una volta conclusa la promo (e ripiombato nelle classifiche a pagamento), l'ascesa rapidissima dei giorni precedenti ha avuto una eco eccezionale che sta durando ancora oggi, a due settimane di distanza: il numero delle pagine lette con Unlimited si è decuplicato e anche le vendite (stavolta principalmente quelle della versione Kindle) sono ripartite con vigore, soprattutto nei primi giorni successivi alla promozione. Come previsto le vendite del cartaceo sono calate ma non si sono fermate del tutto, almeno per ora. Nelle ultime due settimane sto viaggiando sulle 1.500 pagine KENP (Kindle Edition Normalized Page, il parametro utilizzato dall'algoritmo di Unlimited per conteggiare la singola pagina) lette in media al giorno. Il mio romanzo, secondo i conteggi di Amazon, nella sua interezza equivale a 412 pagine KENP, indicazione utile per fare calcoli e stime. Il dato può essere trovato in fondo alla sezione raggiungibile col tasto "Promuovi e pubblicizza", che nella libreria di KDP è posizionato accanto alla versione Kindle del vostro libro. Vi ricordo che Amazon paga le royalty di Kindle Unlimited per ciascuna singola pagina letta la prima volta da un cliente, con un massimo di 3.000 pagine KENP per singola opera e singolo cliente (questo limite difficilmente metterà qualcuno in difficoltà, forse giusto Omero... ). Ho stimato che al momento per l'Italia (ogni paese ha il suo rateo) viaggiamo sugli 0,0038 €/pagina di royalty Unlimited (in base al calcolo di quello che ho realizzato nel mese di luglio. Il rateo varia ogni mese in base al fondo globale KDP Select, oggi pari a 16,1 milioni di Euro, e il numero totale di pagine KENP lette su tutti i portali Amazon del mondo). Rispetto alla vendita della versione Kindle (che ho impostato a € 4,99 e che mi frutta poco meno di € 3), la lettura completa del mio romanzo con Kindle Unlimited mi consente di intascare all'incirca la metà rispetto alla vendita diretta dell'ebook. Se a prima vista questa differenza di royalty può sembrare controproducente, devo invece dire che nel mio caso si sta rivelando un ottimo espediente promozionale. Innanzitutto, trattandosi di un romanzo d'esordio, la possibilità di scaricarlo e "dargli una chance" a costo zero (gli utenti possono fare un account Unlimited gratuito per 30 giorni durante i quali agli autori vengono comunque riconosciute le royalty in base alle pagine lette) è sicuramente una succulenta opportunità per chi capita sul libro incuriosito dalla pagina delle classifiche di Amazon o da una promo ben fatta su FB/AdWords (sulle quali personalmente sto investendo da prima della pubblicazione... non servono budget enormi se si sanno targettizzare bene le campagne). Inoltre, chi si affeziona particolarmente al romanzo sarà più propenso ad acquistare la copia cartacea, dal momento che quella Kindle in sostanza non l'ha pagata. Questo vale soprattutto per chi non possiede un lettore ebook dedicato ma legge sporadicamente su smartphone, tablet o il lettore Cloud per web browser di Amazon (mi hanno già scritto un paio di lettori sulla pagina FB dicendomi: l'ho iniziato con Unlimited sullo smartphone/tablet ma l'ho voluto rileggere da capo in cartaceo). Altro elemento molto importante è che quando un lettore Unlimited scarica una copia del vostro libro (anche se non la legge, come spiegato in questo articolo) influisce istantaneamente sulla vostra posizione nelle classifiche dei bestseller a pagamento. Il mio romanzo nelle ultime settimane sta gravitando nelle prime posizioni della categoria Fantascienza principalmente grazie a Unlimited. Come nota di fondo, vi informo che l'1 agosto Amazon ha rilasciato l'algoritmo KENPC v3.0 (in sostituzione della v2.0 che ormai era in vigore da parecchio tempo). A quanto ho capito spulciando un po' di articoli stranieri (tipo questo) non cambia radicalmente le cose in termini di royalty, ma dovrebbe risolvere un problema legato alla nuova funzionalità di page-flip introdotta di recente nei reader (come spiegato qui) e all'utilizzo illegale di Unlimited da parte di alcuni scammer (che, seppur non dichiarato apertamente da Amazon, finisce per danneggiare proprio gli autori generando un numero di pagine lette globali ben più alto della norma). Detto tutto ciò, ci tengo a sottolineare che nel mio caso ho optato per il self publishing solo ed esclusivamente perché sono una persona estremamente impaziente e non avrei mai retto psicologicamente la trafila di invio del manoscritto alle case editrici e relativa attesa di una risposta, che col mio pessimismo cosmico vedevo estremamente lontana Avendo un po' di competenze di web-marketing grazie alla mia "vera" professione ho pensato di provarci da solo, nella speranza di venire notato da qualche casa editrice per i risultati ottenuti in autonomia (tema molto dibattuto qui, lo so... non mi spingo oltre). Spero che tutta questa pappardella possa tornare utile a chi si sta per incamminare su questo arduo sentiero e ricordate: «Life is a journey, not a destination!»
  17. 21 punti
    Premetto che del mondo editoriale non c’ho capito nulla. Visto che in molti fate appelli ad intervenire volevo riportare la mia esperienza con la LI. Lo faccio perché leggendo la discussione ho timore che i vostri parametri del “ce l’ho fatta” e dello “svoltare” debbano esser registrati. Entrare in un’agenzia non è fare sesso. Voi credete di sì ma io vi dico che non soddisferà le vostre fregole, potrebbe anzi peggiorarle. Entrare in un’agenzia è fare preliminari, che vanno bene per un po' ma poi o si passa al sesso o ci si lascia. Certo i preliminari sono sempre meglio di prima, sempre meglio di quando vi chiudevate nel bagno con Corna Vissute, ma per il sesso dovrete attendere. L’Editore è il sesso... Gesù che tristezza di esempio, in pratica sto dicendo che JaV è come una palpata. Forse è per questo che non mi pubblicano. E infatti non mi pubblicano. Maledetti. L’ho già detto che del mondo editoriale non c’ho capito nulla? Il loro meccanismo è elementare ma inafferrabile; è un sistema binario dove tutto è 0 o è 1. Loro, gli Altri (ah! se mi manchi, Lost), sono così: o ti si cagano o non esisti. Cioè, non è che sei una cosa a metà, tipo ciao Kenzo, scrivi di merda ma sei simpatico; macché, mentre leggono un rigo, mentre ti ascoltano parlare, sorridenti, hanno il dito pronto sul bottone dell’espulsione da questo universo, la botola di Mr Burns. Non sei mai una persona con tutte le tue sfumature. O sei buono o sei asino. Ti fanno diventare come il Sindaco della città di Halloween di Nightmare Before Christmas, puoi avere solo due tipi di reazione: Quella sorridente/speranzosa o quella terrorizzata/preoccupata. Mi sto perdendo. Il mio rapporto con la LI è durato circa un anno e mezzo, fin dagli albori. Difficile dirvi qualcosa di davvero utile e credibile, onestamente: se faccio l'entusiasta ecco la groupie di JaV; se sono critico, ecco il rancore del frustrato. Ad esempio, sui metodi di reclutamento e sulle attese di risposta, che mi pare sia argomento principale qui, ecco, io non posso dare la mia opinione. Sono stato fortunato ed ho ottenuto la rappresentanza tramite rimbalzo da B&C, dove il nostro lavorava e dove il mio manoscritto è fluttuato per mesi circondato da un'aurea luminescente* prima di scomparire per sempre dentro ad un cassetto che aveva l'iperspazio come fondo. Non solo nessuno mi ha mai risposto, ma la B&C di lì a poco è stata vampirizzata dalla signora Sgarbi (a proposito, ho una teoria che ora non c’entra nulla: Elisabetta e Vittorio sono la stessa persona, come Michael e La Toya Jackson). La & di B&C è diventata un + (cioè B+C) ed io al mio libro non c’ho più (+) pensato per diverso tempo, fino ad un fatidico mezzogiorno e mezzo di fuoco (più Gene Wilder che Gary Cooper) in cui mi trovavo nel mio solito bar in pausa pranzo, quello in cui se ordino il solito non arriva un whisky ma un tramezzino al tonno (Don Draper scansate), ed ecco che dal nostro amico comune (da qui in avanti solo “Lui”, maiuscolo) mi arriva una mail che mi riempie di gioia. Lui mi spiega cosa sta per fare e mi chiede se voglio seguirlo lungo la strada di mattoni gialli. Tutto qui. Questa è la mia storia. Questo è l’inizio e pure il tutto. Purtroppo il mio manoscritto non ha avuto fortuna, sembra sia piaciuto solo a JaV. Se devo dirla pure mia moglie ho il sospetto che lo abbia mollato a metà. Alla fine abbiamo deciso di finirla dopo un petting estenuante, dico con JaV, non con mia moglie. Lui c’ha provato, ha mandato il mio manoscritto a tutto il suo portafoglio ed ha ricevuto solo no. Colpa della LI? Secondo voi questa è una domanda giusta da porsi? È una domanda che uno che non ha mai pubblicato un rigo può porsi? L'unica spiegazione, l'unica intellettualmente onesta e sana che uno come me si può davvero dare, è che il manoscritto non piace, non è giusto, che è mediocre. Forse è troppo incasinato, come questo post. Dobbiamo sempre prendere in considerazione l’eventualità di non aver scritto quel capolavoro che ci sembrava quando di notte venivamo premiati, quando ci intervistava Letterman e facevamo i firma copie pure a Tokyo. E se l’Agente avesse preso un granchio? in fondo siamo delle scommesse. L’unico appunto che mi sento di rivolgere all'Agenzia (e che ho già rivolto a Lui) è che mi sarebbe piaciuto avere più feedback, più comunicazione, sentirmi più partecipe, esser aggiornato dei rifiuti, dei contatti in corso. Magari la loro è una strategia, una precisa politica di difesa, siamo una materia così sensibile ed isterica. Però questo tipo di rapporto a me è mancato. Per carità, ci siamo sentiti diverse volte a telefono, anche ieri. Ci siamo scambiati mail e spesso gli ho inviato whatsapp vi giuro davvero imbarazzanti. Lui è sempre stato disponibile. Del curriculum di Lui non parlo, lo conoscete tutti, è a disposizione di tutti. A livello umano posso aggiungere che mi pare davvero un bravo ragazzo, inteso nel significato più puro e positivo dell’espressione (cioè non sto insinuando che è un sempliciotto ma proprio che è un bravo ragazzo). Di sicuro ha passione, si sbatte, ci crede, ti incoraggia e ti rincuora. Per dire, mi è successo di scrivergli che ero depresso e mi ha richiamato solo per tirarmi su. Sono stato lungo ma considerate che con questa non scriverò più su questa discussione, ad majora * spennellare la copertina con la vernice fluorescente può funzionare
  18. 21 punti
    Memorandum (dal regolamento): Questa è la parte del nostro regolamento che prevede lo stile a cui occorre informarsi per avere un commento adeguato da accludere al pezzo che si intende inserire in una delle sezioni di narrativa. È una falsariga, un modello dal quale ci si può discostare, ma che non si può disattendere nella sostanza. Non sono pedante di natura e non amo rompere le scatole per il gusto di farlo: se ho deciso di aprire questo thread è perché noto sempre più di frequente commenti del tipo: Bello il tuo racconto. (A capo che si aggiunge una riga) Mi è piaciuto come hai reso la trama. (A riaccapo) Mi sembra corretto e scorre bene. (idem) A rileggerti. Commento di quattro righe che poteva occuparne una sola e che nella sostanza non dice assolutamente nulla. Vorrei ricordare ai nuovi (e a quelli meno nuovi che lo abbiano dimenticato) che il commento non è una noiosa pratica da espletare per potere finalmente postare il brano che brucia dentro di noi, per sentire cosa ne pensano gli altri... No, signori. Il commento è la vera anima della sezione Officina del forum. Attraverso un commento vero ci rendiamo conto dei pregi e dei difetti del nostro pezzo, comprendiamo l'impatto che ha avuto sui lettori, se ha suscitato empatia, fastidio, noia, emozione... I consigli di chi legge ci sono utili per capire dove e come il nostro pezzo può essere migliorato, se una struttura sintattica che nella nostra mente era chiarissima risulta invece troppo involuta e di difficile comprensione e via di seguito. Non c'è nulla di più fastidioso e irritante del ricevere un commento del tipo ipotizzato sopra: significa che chi ha letto non era minimamente interessato e lo ha fatto solo perchè costretto dal regolamento. Ma soprattutto non ci è di nessuna utilità: i dubbi che avevamo prima di postare il nostro lavoro rimangono tali e quali dopo un commento del genere. Se avrete tempo e voglia di rimanere nel WD vi accorgerete prestissimo che questa è la realtà; in attesa che ciò accada siete comunque tenuti a seguire questa prassi.
  19. 21 punti
    Intervento Staff @Il Trampolino complimenti per il savoir-faire. Lascio il messaggio intatto senza editare il maiuscolo a futura memoria. @nimrud è stato sospeso per 30 giorni non per abuso di potere, ma perché lo staff ha avvisato innumerevoli volte di evitare messaggi che alimentassero un dibattito non costruttivo e la discussione lo testimonia. Non che debba giustificarmi. Il dott. Murgia viene bannato in maniera definitiva. Evitate di porgli domande in futuro, visto che non potrà rispondere. Limitatevi alle eventuali esperienze dirette.
  20. 19 punti
    Carissimi, Sapete meglio di noi che il Mezzogiorno d'Inchiostro è una sfida dalle caratteristiche molto particolari, una delle quali prevede che a giudicare i racconti in gara siano gli autori stessi. Purtroppo da qualche tempo stiamo osservando il verificarsi di un fenomeno, spiacevole quanto imbarazzante: alcuni di voi votano senza aver letto tutti i racconti, a volte addirittura senza averne letto uno solo. La cosa ci rattrista, è innegabile. Succede di non avere il tempo di lasciare due righe di commento ai racconti e di non riuscire nemmeno a fornire una breve giustificazione dei propri voti. Lo capiamo, perché a volte le cose della vita sottraggono tempo vitale alle nostre passioni. Ma votare senza aver letto i racconti, no. E, badate, non è tanto per una questione di regolarità, ma di rispetto. Rispetto di chi partecipa come voi e magari impiega due ore per un solo commento, e stila una propria classifica di merito, e a volte si ritrova con tre racconti a pari merito e con pazienza certosina si mette a rileggerli per trovare quella virgola in più o in meno che lo aiuti a definire la graduatoria. Rispetto dei vostri due colleghi che hanno vinto il Mezzogiorno d'Inchiostro precedente e si sforzano di trovare una traccia in grado di aiutarvi a esprimere la vostra fantasia, e sacrificano un'intera domenica a rispondere alle domande su quelle tracce, a conteggiare i caratteri e a valutare l'attinenza ai temi proposti. E rispetto nei confronti dello Staff che s'impegna ogni volta a reperire al suo interno una persona disposta non solo a sacrificare un'intera giornata, ma anche a preparare l'evento e ad assumere a volte decisioni impegnative e impopolari. Per tutto questo, partecipare, essere commentati e letti e per finire votare senza leggere i compagni, è irrispettoso. Dopo aver discusso fra noi, abbiamo deciso di non adottare alcun tipo di sanzione disciplinare né di mettere alla gogna i diretti interessati. Come già in precedenti occasioni, è prevalso il concetto che il MI è il contest che maggiormente incarna lo spirito dell'Officina e, quindi, di tutta la sezione narrativa del forum. Da sempre, questa gara si è basata sulla leggerezza e il divertimento, così che la regolarità del gioco risulta affidata ai singoli partecipanti... e noi abbiamo inteso preservare ancora una volta questo concetto. Ci affidiamo dunque alla maturità e al senso di responsabilità di quei pochi tra voi che hanno sbagliato: facciamo tutti assieme che il Mezzogiorno d'Inchiostro rimanga il vanto del nostro forum.
  21. 18 punti
    Salve a tutti. Anch'io ho ricevuto la mail di proposta per la collaborazione alla nuova rivista, il 30 agosto mi pare. Ma mi sa di non averla proprio presa in considerazione per la delusione che non fosse invece una risposta o comunque qualche notizia riguardo l'invio del mio manoscritto nel lontano settembre 2017. Non ho chiesto alcuna delucidazione per email finora perché non mi piace pressare chi lavora, e ha in più molto lavoro arretrato, con inutili richieste. Però, in tutta sincerità, adesso sono un po' stanca di aspettare e vorrei tanto sapere quale sarà il destino del mio romanzo. Non so se considerarmi scartata o ancora una superstite, e stare "nel limbo" è molto più difficile che stare dall'una o dall'altra parte ovviamente. Il fatto di proporre una collaborazione a una rivista a qualcuno che, come me, aspetta da un anno e più mi sembra una trovata per niente intelligente. Perché sicuramente io penserò che un altro progetto non aiuterà l'agenzia a velocizzare il proprio lavoro e quindi ci penserò due volte prima di inviare un altro dei miei manoscritti alla LI.
  22. 18 punti
    Sarò brutale: l'approccio concettuale al panorama editoriale italiano da cui si parte in questa discussione è completamente sbagliato. E se è vero che un errore di valutazione non è poi tanto grave quando si parla tanto per parlare, è altrettanto vero - almeno per come la vedo io eh... questo intervento rappresenta il mio pensiero personale; si può essere d'accordo o no - che un errore del genere per chi vuole fare della scrittura un mestiere è un errore che, spesso, impedisce di default di "andare avanti". Punto 1: le CE non sono enti statali che hanno "l'obbligo" di far uscire testi "culturalmente elevati e/o ben scritti" (qualunque cosa voglia dire), sono aziende che devono vendere. Punto 2: il mercato non lo fanno le aziende, tranne quando non si è in regime di monopolio (cosa che da un punto di vista editoriale accade di norma quando c'è una dittatura che impone cosa si deve stampare e cosa no); questo vuol dire che ciò che vende è ciò che il pubblico vuole comprare. Semplice semplice. Io ho la certezza di non vivere in una "dittatura culturale" imposta dalle CE perchè ogni volta che entro in una libreria, accanto a testi del tenore di "Saluta Andonio", vedo i classici, vedo testi di grandissimi autori, vedo i testi dei premi Nobel. Se vendono i testi della prima tipologia l'editore - giustamente - punterà a organizzare una scaletta di uscite con molti di quei testi. Non perché sia "sporco brutto e cattivo" eh... ma perchè o fa così, o va fallito. Punto 3: se si vogliono trovare colpe o cause di tutto questo, bisogna forse guardare a un certo appiattimento culturale dovuto a diversi fattori. Non bisogna pensare che la colpa sia degli editori. Se io fossi un grandissimo editore tra l'altro, mi converrebbe che vendesse il romanzo di uno scrittore capace o le sgrammaticata fatica di un semianalfabeta diventato famoso su facebook, youtube o istagram? Nel primo caso dovrei metterci mano poco o nulla, nel secondo avrei bisogno di un paio di persone che riscrivano tutto in italiano ecc ecc. Pensare che la colpa sia degli editori che sono attaccati ai soldi è un ragionamento troppo semplicistico (parlo di grandi gruppi editoriali). Perchè le cose sono due: o si impone a tutti i grandi editori di non far uscire più monnezza (quella monnezza che, attenzione, il pubblico vuole leggere) oppure è inutile, perchè se tu singolo editore non fai uscire più monnezza, hai chiuso. Siccome non siamo in dittatura, nessuno può imporre nessun obbligo a nessuno. E quindi? E quindi la scommessa, sia per chi vende che per chi scrive, è quella di riuscire a offrire al pubblico narrativa di qualità che riesca anche a vendere bene, a catturare l'attenzione del pubblico. La mia personalissima opinione e il mio modestissimo consiglio agli autori è questo: non guardare a ciò che esce che non sia propriamente narrativa. Mai. Non stare a pensare neanche un secondo al fatto che Bello Figo è uscito con Rizzoli, che la youtuber è prima in classifica, che il tronista ha venduto decine di migliaia di copie. Quella non è narrativa, quello non è il tuo campo. Le CE utilizzano questi personaggi perché grazie a loro fanno cassa, e magari è proprio grazie a quella cassa che riescono a pagare un anticipo a qualche autore di narrativa "vera". Oggi le cose funzionano così, piaccia o meno. Le speculazioni su quanto questo sia un "male" e bla bla si possono fare, ci mancherebbe, ma non è facendole o piangendosi addosso che avanzerete di un solo millimetro verso la meta di "diventare Autori"... l'esatto contrario, semmai. Se volete giocare questa partita, dovete prima studiare le regole e il campo da gioco. Se regole e campo da gioco proprio non vi piacciono, proprio non le tollerate, lasciate perdere. Se invece volete andare avanti, concentratevi su ciò che vi interessa. Non focalizzatevi su ciò che narrativa non è, ma su ciò che è narrativa e che vende. Chiedetevi perchè vende, perchè piace. Lo spazio per gli esordienti, inutile negarlo, è poco, pochissimo. Entrare in quello spazio è difficilissimo, rimanerci quasi impossibile. Per riuscirci - oltre a saper scrivere bene e/o ad aver qualcosa di più o meno originale da dire - oggi più che mai è necessario capire quali meccanismi ci sono dietro alla complessa (e per molti versi fallimentare, non lo nego) macchina editoriale italiana. Non che ci siano dietro chissà quali "segreti", attenzione. In realtà è tutto abbastanza semplice: devi piacere al pubblico. Poi sta a te informarti, cercare di capire chi è questo pubblico, cosa legge, da cosa è attratto ecc ecc. Non è con il rancore verso le CE che andrete da nessuna parte. Questa, ribadisco, è una mia opinione personale: si può essere d'accordo oppure no.
  23. 17 punti
    Trovo molto demoralizzante svegliarmi e trovare una raffica di punti reputazione negativi sui miei ultimi messaggi e su quello di presentazione dell'Agenzia. Magari su risposte di servizio date a altri utenti, solo per il gusto di screditarmi. Sono, per quanto possibile, sempre disponibile al dialogo e pronto a intervenire per spiegare il mio e il nostro operato. Questi attacchi personali (per giunta vili, anonimi, e senza possibilità di contraddittorio) danneggiano soltanto una realtà, l'Agenzia, che di reputazione vive. Davanti a comportamenti simili passa la voglia, sono sincero.
  24. 17 punti
    Provo a mettere un po’ di chiarezza e un po’ di ordine. Continuiamo ad accettare manoscritti ogni mese perché non vogliamo precludere (e precluderci) questa possibilità; leggiamo tutto e i rifiuti, secchi, arrivano puntuali, entro un mese o poco più. Fanno più chiasso le attese roboanti, i 3 manoscritti al mese che passano in lettura esterna e che di conseguenza sono costretti a una lunga attesa (perché così è), che non i 65 rifiuti che ho dovuto scrivere di mio pugno a novembre perché il form era rimasto online più del dovuto. Capisco che nessuno ci elogi per avere ottenuto un rifiuto dopo poche settimane ma anche quello è una parte, gravosa, del nostro lavoro. I 3Mium a cui abbiamo chiesto l’intero manoscritto sono meno di un quarto del totale. Vale lo stesso discorso di cui sopra: in quanti hanno voglia di raccontare di essere stati rifiutati secchi, dopo una ventina di pagine? @konradin soddisfo io la tua morbosa curiosità: l’autrice in questione ha rifiutato la pubblicazione con un grande gruppo editoriale perché era digital only. Non vedo cosa ci sia da specularci su: scelte personali. Ci è stato chiesto un testo che avesse caratteristiche simili al suo, le abbiamo prospettato la cosa, ha detto di no, che aspirava a qualcosa in più. Stop. Credo in ogni caso di non dover continuamente intervenire per difendere il nostro operato, o per svelarne ogni segreto. Il nostro lavoro, quello pubblico, parla per noi. Abbiamo un anno di attività alle spalle (che per l’editoria è un battito di ciglia) e iniziamo ora a raccogliere frutti soddisfacenti, per favore aspettate qualche tempo prima di darci per imbolsiti.
  25. 17 punti
    Salve. Grazie per esservi iscritti e aver partecipato alla discussione. La informo che questo è proprio il luogo adatto per spiegare il vostro modus operandi, visto che lo scopo del sito è mettere in relazione autori e addetti ai lavori come voi. La prego di non dire sciocchezze su questo sito, per favore. Ci sono molte altre realtà che includono editing nel contratto. Inoltre non accettiamo che si "speculi", l'obiettivo di questa piattaforma è di essere trasparente e mettere in chiaro quando una realtà è gratuita, a pagamento o altro. Quindi le assicuro che non si specula, o quantomeno cerchiamo di riportare sempre le informazioni giuste in modo che l'autore faccia le sue scelte in modo consapevole. Vorrei poi capire una cosa, la cito. Cosa intende? Non è stato detto nulla di negativo sulla sua realtà. Quali sono le affermazioni "simpatiche" di cui sta parlando? Un utente ha dato il suo parere spassionato, in attesa di riscontro. Che siete stati molto gentili ad offrire. Le abbiamo, infatti, mandato subito una mail per avere certezze. Tutte le Case editrici, appena inserite da un utente, vengono collocate in "Da testare": è la procedura standard, non siete un caso speciale. P.S. Ho modificato il suo nome utente perché preferiamo non usare il maiuscolo (da regolamento).
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