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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 25/01/2020 in Commenti sul profilo

  1. 8 punti
    Ci sono volte in cui gli eventi prendono una piega inaspettata. Il mondo ha visto cadere potenze ritenute inarrestabili, ha assistito a rivoluzioni dal basso che hanno segnato svolte epocali, a cataclismi che hanno lasciato un segno indelebile nel corso degli eventi. Si issano al secondo posto gli Oniric Russian Rustelle! Mister Frank, Ghigo, AndC: secondi classificati! Una banda sgangherata data per spacciata prima della partenza, personaggi capaci di fare le domande più banali sul regolamento anche durante la finale, a rischio eliminazione per eccesso di penalità se non fosse stato per la pazienza del direttore d’orchestra livornese-siberiano. In barba a ogni pronostico, eccoli sul secondo gradino del podio. Congratulazioni! GRAZIE
  2. 4 punti
  3. 4 punti
    Il mio commento al Diario di Anne Frank. Un abbraccio a tutti i portatori di pace. Un po’ di tempo fa, a causa di alcuni lavori, ho dovuto mettere dei teli a tutte le finestre. Dopo un po’ che stavo in casa, ho cominciato a sentirmi depressa. Dapprima non ne comprendevo il motivo, poi ho capito. Non potevo vedere fuori: ero esclusa dal mondo. Così mi sono venuti in mente gli scuri. Quelli messi alle finestre di Anna Frank. Ad Amsterdam ci ero andata con mio figlio senza particolare entusiasmo. Avevamo scelto Amsterdam un po’ a caso, tanto per fare un viaggio. Lì ci siamo sciroppati il giro di routine sui canali Herengracht e Singel con una canicola che faceva rimpiangere Milano, poi il museo Van Gogh, il museo Rembrandt ed alcune chiese piuttosto anonime. Ho condotto allora il figliolo in luoghi più ameni, nel quartiere a luci rosse dove discinte escort ammiccavano da dietro le vetrine, e poi a visitare i negozi dove vendono l’hashish che rimbambish, come la chiamavamo ai miei tempi. Mio figlio, allora quindicenne, ogni tanto allungava il collo, incuriosito e nulla più. Non ci rimanevano da vedere molte cose: una di queste era la casa di Anna Frank. Quando siamo arrivati lì davanti, abbiamo trovato una coda terribile. Il caldo era da paese tropicale, con l’umidità al 90 per cento. Ho guardato il serpentone di gente che si liquefaceva sul cemento, ho guardato il sole impietoso, a picco sulle nostre teste e poi mio figlio. Ce ne andiamo, gli ho detto. Lui ha puntato i piedi: no, voglio vedere. Così ci siamo messi in coda. All’inizio ricordo la ressa. Un fiume di gente ammassata negli uffici che si ficcava reciprocamente i gomiti nelle reni, aliti, profumi di sudore estivo, chiacchiere improbabili. La ressa rumorosa è continuata nei locali del magazzino dove lavoravano gli impiegati di Otto Frank, padre di Anne, e poi su per le scale. Ci siamo zittiti solo davanti alla libreria girevole che nascondeva l’ingresso del “rifugio segreto”; siamo entrati. Le scale di legno scricchiolavano sotto i nostri piedi ad ogni minima pressione. Ho pensato a quante volte Anne e gli altri rifugiati avessero sceso o salito quegli scalini col cuore in tumulto, temendo che qualche impiegato negli uffici si fosse attardato, e avvertisse qualcosa. Finalmente siamo entrati nelle stanze; mi sembravano tutte strette e anguste, ma era per via della luce. Ecco, il problema è stato la luce. Le finestre erano sigillate con dei teli spessi e scuri, perché nessuno dalla strada potesse vedere che nei locali erano nascosti degli ebrei. Nella sua camera, Anne aveva incollato al muro immagini di vario tipo per renderla più accogliente: tra le altre, cartoline della famiglia reale olandese e delle principesse inglesi Elisabeth e Margaret. Nonostante questo, la stanza era terribilmente tetra, le pareti di un giallo scuro, malato. E’ stato allora che ho aspettato che la gente proseguisse, e uscisse da lì. Poi mi sono avvicinata agli scuri. Ho teso la mano per sollevarne un lembo. Ne solleverò solo un centimetro, mi dicevo, così sbircerò fuori. Guarderò solo per un attimo. Lo farò per Anne, mi dicevo. Chissà quante volte deve aver desiderato fare questo gesto, per non impazzire, per rendersi conto che la vita continuava, nonostante tutto. Due anni con quella luce malata. Due anni di scuri alle finestre. Non ci sono riuscita. Mi sembrava – non so per quale strano motivo - di tradirla. Lei aveva resistito per due anni, aveva vissuto in quella stanza cupa facendosi coraggio con i suoi sogni colorati, le sue allegrie, le sue speranze innocenti. Allora ho sfiorato la stoffa scura in una carezza. Sono uscita per raggiungere gli altri. Un altro ricordo è il water. Nel rifugio vivevano otto persone. Durante il giorno dovevano evitare il più possibile di usarlo, perché le tubature dell’acqua attraversavano una parete del magazzino dove lavoravano gli impiegati. Se veniva usato, non si poteva tirare lo sciacquone. Otto persone, maschi e femmine, e le donne, tutte, nel periodo fertile. Davanti alla scaletta che portava in soffitta, un ostacolo. Non si poteva salire. Dalla finestra della soffitta Anne vedeva il suo castagno. Lo vedeva riempirsi di foglie in primavera, ed era felice. A noi turisti frettolosi veniva precluso il suo angolo di paradiso. *** Leggo alcuni commenti in rete al “Diario” e rimango perplessa. Libro per adolescenti, nessun valore letterario… Ho deciso che non voglio farmi nessun’altra idea. Nessun’altra impressione. Non leggerò il diario. Mi tengo le mie scale il gabinetto e gli scuri nel cuore, e me li farò bastare. *** Fuori il sole ci ha stordito. Ho osservato mio figlio. Che ti è sembrato? gli ho chiesto. Ha alzato una spalla. Niente di particolare. Ha guardato in strada, dove stava passando una ragazzina in bicicletta. In quel momento lei si è voltata. Si sono guardati per un attimo. Lui mi sembrava stanco. Ma forse era a causa del sole. "Una singola Anne Frank desta più commozione delle miriadi che soffrirono come lei, ma la cui immagine è rimasta in ombra. Forse è necessario che sia così; se dovessimo e potessimo soffrire le sofferenze di tutti, non potremmo vivere." Primo Levi
  4. 2 punti
    Quattro anni fa moriva Umberto Eco, vi propongo un mio testo su di lui: http://lascrittura.altervista.org/avviene-nei-film-degli-indiani-umberto-eco-spiego-la-trama-gialla-de-nome-della-rosa-dei-quindicenni-dellistituto-tecnico-aldini-valeriani-bologna/
  5. 2 punti
    "Dov'è Anacleto?” chiese il bambino, allungando il collo come uno struzzo. “Aceto?” gli fece eco il mago, chinando il capo. (Mister Frank, La Ricerca dell'Alba)
  6. 1 punto
  7. 1 punto
  8. 1 punto
    Recensioni così, e la giornata sorride http://massimofusai.altervista.org/blog/amore-altrove/ L’amore altrove. L’amore è altrove se non lo si vive nella normalità della propria casa e della propria famiglia, in cui le persone care sono le prime che devono creare la condizione dell’amore . Licia, 17anni, un’adolescenza difficile in una famiglia difficile, che la conduce ad eccessi anche di carattere sessuale oltre che mentale. Amanda, la madre dal corpo enorme che odora di candeggina e il sorriso stanco, chiamata gatto Silvestro perché viene vista spesso a cercare dei tesori nella mondezza, cose da curare come delle bambole rotte. Il padre Luca, prepotente e incapace, dedito al bere che accentua il suo carattere violento, uno che sa sempre dove trovare una bottiglia di vino. La sorella minore, Giada, che come Licia vive la sommessa tragedia familiare e ne condivide la fine. Una storia che si sviluppa potente nella periferia milanese fatta di palazzi popolari, una storia che ha le radici anche nel passato, in una Sardegna rurale e patriarcale, che per certi versi può rammentare quella di Gavino Ledda anche se gli ambiti sono ben diversi. Il romanzo è tragico, diretto e devastante nel rappresentare l’assurda pseudo-normalità di una famiglia immersa nella solitudine di ogni componente, anzi feroce nel rappresentare l’io di ognuno dei protagonisti. Scritto sempre in prima persona, racconta l’intimo di tutti protagonisti con ondate di flussi di coscienza che rasentano la follia di cui noi diveniamo inermi spettatori. Una penna straordinaria: Cynthia Collu, una scrittrice di altissimo livello che non conoscevo e che ho scoperto con immenso piacere. Un’artista, una persona con cui ho avuto modo di scambiare alcune amabilissime parole anche se solo tramite social. Milanese, nata e cresciuta nell’importante capoluogo lombardo, è figlia dell’Italia con il padre sardo e la madre pugliese. Un’autrice forse ancora poco conosciuta ma con alle spalle altre due pubblicazioni importanti con Mondadori. Insomma non un’esordiente classica, come altri autori di cui ho parlato e che a me piace seguire e proporre, sicuramente un’autrice che merita di emergere in modo definitivo al pari di altri nomi famosi. Di Cynthia Collu sappiamo che coltiva la scrittura fin da piccola e, al pari delle vicende di molti narratori di casa nostra, negli anni ha ricevuto tanti rifiuti fino al momento magico, un incontro che le ha finalmente aperto una strada possibile (un incontro che, sinceramente, sogniamo tutti noi). Siamo contenti che questo incontro ci abbia regalato un’altra intensa voce narrante nel nostro vivace panorama letterario. Adesso però, non disseminate la strada di angeli… Poi capirete. Massimo Fusai
  9. 1 punto
    Buongiorno, questa è la mia newsletter letteraria di Gennaio 2020. Contiene una recensione del mio romanzo 1968 scritta da Massimo De Feo su Alias de Il Manifesto: http://lascrittura.altervista.org/la-recensione-di-massimo-de-feo-del-mio-romanzo-1968-su-il-manifesto-del-25-gennaio-2020/ Una poesia dal titolo "Adorare qualcuno è rapinarlo": https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/2020/01/20/adorare-qualcuno-e-rapinarlo/ e un testo in prosa dal titolo "La cappella Rothko", una costruzione che si trova a Huston e che è opera di questo grande artista https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/2020/01/14/la-cappella-rothko/ Infine una mia recensione sulla rivista Cronache letterarie del romanzo di Patrick Modiano, Nel caffè della gioventù perduta: https://www.cronacheletterarie.com/2019/12/22/nel-caffe-della-gioventu-perduta-modiano/ Buona lettura Dianella Bardelli https://it.linkedin.com/in/dianella-bardelli-58471b45 http://lascrittura.altervista.org/ https://poesiaprosaspontanea.wordpress.com/ http://solohaiku.altervista.org/
  10. 1 punto
    Il bello è che 'sta psicosi del Coronavirus sembra la trama spiccicata di un thriller sci-fi che avevo in mente un paio d'anni fa. Ora chiederò i danni al governo cinese per lesione del copyright ahahah!
  11. 1 punto
    Grazie per l'iscrizione.
  12. 1 punto
    Il quotidiano TPI ha ripreso il mio articolo su I diari di Etty Hillesum https://www.tpi.it/costume/diario-di-etty-hillesum-recensione-libro-20200127534658/
  13. 0 punti
    Abbiamo visto mille statistiche nei quali dicono che noi italiani leggiamo un libro l’anno, (purché sia piccolo), mentre invece gli spagnoli le leggono tre e i britannici le leggono diciotto. Recentemente è stato annunciato che ben 2.500 librerie in Italia hanno cessato attività, ci sono più persone che vogliono provare a diventare scrittori e purtroppo tante Case Editrici se ne approfittano per farti comprare un certo numero di copie solo al fine di mettere la copertina del tuo libro sul proprio catalogo e poi... il libro appare: - NON DISPONIBILE - online!
  14. 0 punti
    Ci tengo a precisare che non stalkerizzo nessuno, se non abita vicino a me... Baci come sai tu, Dall'alieno.
  15. -1 punti
    Il business della Giornata della memoria: oggi tutti ne parlano, le librerie si riforniscono di volumi in tema etc, e domani la memoria svanisce. Io se fossi nei panni di un discendente ebraico mi incaz***ei un tantino,eh.
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