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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 05/10/2020 in tutte le aree

  1. 4 punti
    Ho mandato il mio romanzo il 5 luglio, il 15 ho ricevuto risposta di presa in carico e all'inizio di settembre ho avuto la risposta positiva con proposta di editing a pagamento. È cominciato uno scambio di mail con Valentina che è stata gentilissima e ha risposto a quasi tutti i miei dubbi e domande senza mai stancarsi e senza mai perdere l'entusiasmo. Nonostante a livello umano mi sia davvero piaciuta tantissimo e io condivida molte delle sue opinioni, ho rifiutato la sua proposta perché non ho avuto una risposta chiara quando ho chiesto a quali CE pensava di proporre il mio romanzo. Dopo una ricerca su internet sono riuscita a trovare alcune CE con cui collabora, ma niente di irraggiungibile da soli. Un altro fattore che mi ha fatto esitare e poi decidere è stato proprio quello dell'editing di cui ha dichiarato si sarebbe occupata di persona, mi ha obbligata a domandarmi chi si sarebbe occupato di rappresentare il mio libro se lei si fosse occupata dell'editing. Ci siamo salutate con parole di entusiasmo da parte sua per il mio romanzo e di dispiacere da parte mia. Mi è davvero piaciuta a livello umano. Peccato.
  2. 3 punti
    Non ne ho ancora fatte, ma sinceramente non mi creerebbe nessun problema, così come trovo normalissimo per l'essere umano interagire con le persone. Sono rimasto molto sorpreso dalle vostre risposte.
  3. 3 punti
    Sì, in genere mi vergogno (anche perché sono brutta e non vorrei essere molto "guardata"), ma credo che siano un bel momento di condivisione con i potenziali lettori e quindi sia bene farne, anche forzando un pochino i nostri limiti. Quelle on-line invece mi annoiano tantissimo e non sono mai riuscita a guardarne per intero. Secondo me molto dipende da come si organizzano: il moderatore deve aver letto il libro (cosa che dovrebbe essere scontata, ma capita di avere l'impressione che invece...) e deve quindi riuscire a trovare una chiave di interpretazione che oltrepassi le informazioni della quarta di copertina! Inoltre credo che la durata di questi incontri non debba mai superare i 45 minuti-ora.
  4. 3 punti
    Non ho mai provato ad inviare una silloge intera, ma ho mandato testi editi e inediti diverse volte e non mi hanno mai risposto. Mi occupo di poesia da diversi anni, non sono esordiente, e ho l'impressione che anche sul blog "Interno Poesia" si entri solo se si hanno particolari agganci con una certa nicchia di poeti che vanno di moda e/o hanno voce in questo momento. Non lo dico con tono polemico e spero che a nessuno sembri tale, ma l'ambiente della poesia contemporaneo, per mia esperienza, è comunque fatto di diverse realtà, alcune più grandi e affermate, ma poco aperte a voci esterne dai canoni; altre più piccole e accoglienti. Credo che Interno Poesia appartenga alla prima categoria, ma la mia è un'idea flessibile (non un giudizio) che spera di essere modellata o cambiata.
  5. 3 punti
    Sì, lo faccio volentieri nonostante sia di indole timida. Adoro parlare dei miei romanzi, soprattutto se sono gli altri a farmi domande. Mi aiuta ovviamente essere stato a contatto diretto con il pubblico per trentanove anni...
  6. 2 punti
    Ciao a tutti! Ho appena letto la loro mail di risposta al mio manoscritto, purtroppo non è stato accettato. Ma per quanto riguarda me, e a differenza delle altre case editrici, mi hanno spiegato dettagliatamente dove sbagliavo, illustrandomi come correggerlo (Cosa che le altre manco per finta!) Leggendo quella mail lunghissima ho capito che hanno veramente letto tutto il mio romanzo, non metto in dubbio che le altre CE non l'abbiano fatto, però loro mi sono piaciuti veramente tanto, spero un giorno di pubblicare con loro, nel frattempo farò tesoro di tutti quei consigli.
  7. 2 punti
    Mi sono sempre trovato malissimo. A parte che mi stanco facilmente quando parlo (perché non ho interesse a parlare con gli altri) e quindi mi cadono gli occhi dopo quaranta minuti, proprio non m'interessa raccontare il romanzo al pubblico. Romanzo/romanzi che tra parentesi non ricordo dopo un anno/due anni e che quindi non so più descrivere. Inoltre mi sono fatto male e non vado dal logopedista, quindi una volta su tre mi s'incastra la mascella.
  8. 2 punti
    Ne devono essere arrivate parecchie di critiche per far uscire un nota del genere... Comunque conferma quello che pensavo tempo addietro, ovvero che i finalisti vengono definiti già a febbraio. Rimango invece perplesso sul fatto che a marzo le schede siano già rifinite, ma che ci vogliano altri 4 mesi per editarle e inviarle. Per il resto mi ha convinto riguardo agli esordienti e alla linea letteraria. Ho notato anche una critica velata all'editoria a pagamento.
  9. 1 punto
    Figurati. Pensavo ti riferissi al presente. Comunque non mi pare che il codice di procedura penale sia cambiato molto dagli anni 60. Le parti essenziali sono rimaste quasi uguali (le cose che dicevo prima non sono cambiate, o almeno non mi risulta). Però nei 60 il Gip non c'era, c'era invece il giudice istruttore, il quale aveva poteri diversi dal Gip, ma Gip a parte, il resto lo puoi considerare attuale, a meno che non vada a toccare proprio quei leggeri cambiamenti. Esempio: nei 60 non erano previste le indagini difensive (quella fatte "privatamente" dall'avvocato dell'imputato), oggi sì. Altro esempio: nel 2014 sono cambiate lievemente le competenze di PG della polizia municipale. Sui Carabinieri non credo sia cambiato nulla.
  10. 1 punto
    Io per ora ne ho fatte solo due e devo dire che è stato bello. Ero in ansia prima ma poi, durante la presentazione, ero sciolta e vedevo che il pubblico sembrava sveglio e mi fa piacere parlare del mio romanzo...alla fine entrambe le presentazioni mi sembrano venute bene. Alcuni amici si sono anche complimentati per come avevo 'tenuto banco'!
  11. 1 punto
    Questa è una delle cose che mi spaventa di più, in caso di pubblicazione. Magari sembra stupido ma non mi piace proprio essere al centro dell'attenzione. Sono una persona timida e se mi sento eccessivamente osservata comincio a dare il peggio di me con balbettii e cose simili. Purtroppo però pubblicando con una piccola CE è impensabile non farle. Mi consola un po' il fatto di non essere l'unica a quanto pare
  12. 1 punto
    Robusti netturbini e pettoruti lavavetri honduregni amoreggiavano mirabilmente in videoconferenza. Banalmente, uno zoticone ottuso guardava una soap erotica, quando arrivarono trafelati, imprecando focosi, otto camerieri: dovevano rigovernare, nientepopodimeno, e pulire l'hotel. Agitato, minacciò i valletti bercianti:  «Uscite, zelanti onicofori, gentaglia uniforme! Sparite! È quasi alba!» Tutti insieme fecero obiezione contro detta ramanzina: «No! Espleteremo, puntigliosamente, lucidature. Hai alterato, meschino, il vorticoso brulichio urlandoci zozzerie. Ora gentilmente, uroborizziamoci semanticamente e, quantunque andandotene, tu inficerai frattanto ogni conclusione diversa RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD
  13. 1 punto
    Aggiungerei anche che, nell'ipotesi in cui trova orrori ed errori, la responsabilità (giustamente) ricade sull'editore, ovvero di chi ha il compito di realizzare il prodotto finito, non sull'autore. Mentre nel Self ogni responsabilità di orrori ed errori (giustamente) ricade sull'autore, ovvero di chi si assume ogni onere, quindi è soltanto l'autore ad essere penalizzato. Questo dovrebbe indurre gli autori Self ad avere una cura maniacale delle loro opere... ma sappiamo che nel 90% dei casi (e forse di più) è l'esatto contrario.
  14. 1 punto
    Come ho detto, non è stata una scelta, ma un insieme di circostanze che si sono sovrapposte. Quando ho avuto notizia della pubblicazione con la big avevo già altri due romanzi in valutazione e una firma in ballo. Avrei dovuto dire a quelle CE: "Scusate ma non mi interessa più pubblicare con voialtri"?. Sarebbe stato antipatico (da stronza, più che altro). Tanto più che aver pubblicato con una big non significa che ogni cosa che scrivi sia oro. I miei primi due romanzi avevano dei limiti oggettivi (di cui sono consapevole) e averli pubblicati con piccole CE non la vedo come una discesa, anzi sono orgogliosa perché hanno scelto i miei libri quando ancora non ero nessuno (neanche adesso, ma insomma, hai capito). Ora ho firmato con una CE media (secondo alcuni standard), ma ti dirò che preferisco loro a certe big che sfornano libri ogni giorno senza badare alla qualità (per fare un esempio Newton, che pur essendo big pubblica cose ai limiti della decenza, e con cui non vorrei mai pubblicare). Quanto allo sfruttare la pubblicazione, eh, magari... Purtroppo le agenzie me l'ero già tutte bruciate prima, e alcuni editori a cui ho inviato in seguito non hanno nemmeno aperto la mail o mi hanno ignorata. Pubblicare con le big non dà nessun vantaggio concreto per il futuro (a meno che grazie a ciò non si arrivi a conoscere qualcuno di importante nel settore) E' vero, infatti quando il mio attuale editore ha saputo della pubblicazione con altri tre ha storto il naso, mi è sembrato quasi seccato. Loro puntano molto sul lanciare esordienti, quindi ho pensato dipendesse da questo: non potevano più dire di avermi "scoperta". Ma poi ho intuito che c'era altro, hanno insistito per sapere le date di uscita degli altri libri, per evitare che fossero troppo vicine. Mi sono sentita quasi una donna di malaffare per aver nel frattempo pubblicato con altri editori, ma che ci posso fare? Qui non sono del tutto d'accordo, perché molti autori oggi famosi hanno pubblicato i primi lavori con piccole CE. Magari non fa chissà che impressione, ma sapere che hai già pubblicato dei libri con editori seri (per quanto piccoli) può creare almeno un minimo di curiosità che induca a leggere ciò che hai mandato anziché ignorarlo. Avere un curriculum vuoto è senz'altro peggio Detto ciò, la quantità troppo spesso è sinonimo di poca cura. Gli autori in gamba magari riescono a scrivere due-tre libri in un anno, ma frequentando il mondo del romance vedo gente pubblicare un libro ogni tre mesi. E mi spiace dirlo, ma no, non possono aver avuto il tempo di rivederlo come dovrebbe. Diverso però è il caso di libri scritti in momenti diversi e pubblicati nello stesso anno, credo che una distanza di due-tre mesi tra uno e l'altro sia il minimo per poter seguire ognuno, ma (specie se sono di generi diversi) non mi farei troppi problemi
  15. 1 punto
    Pure a me, a settembre 2017 (per curiosità sono andata a controllare), rifiutarono con risposta standard, senza alcun incoraggiamento o osservazione personalizzata. Qualche mese dopo, firmai con un'altra agenzia; da marzo il mio romanzo è in libreria. Quindi anch'io sottoscrivo le parole di @Silverwillow Il mio consiglio è (a meno che non si percepisca un reale interesse dall'altra parte) di non fissarsi su un unico responso, ma di cercarne diversi, senza neanche aspettare il primo, dato che i tempi sono spesso lunghissimi.
  16. 1 punto
    per scrupolo rileggiamo le regole del PIC con attenzione, benché chi partecipa generalmente è la prima cosa che fa... e comunque restano sempre gli stessi dubbi: 1) basta vedere le bio dei selezionati degli ultimi anni per capire che la stragrande maggioranza sono addetti ai lavori (beninteso, niente di male) e non esordienti nb: che poi la redazione stessa ci dica che oggi la categoria degli esordienti è un animale rarissimo dovrebbe farli riflettere che continuarlo a chiamare così suona davvero strano. 2) che i segnalati lo meritino in pieno, nessuno lo ha mai messo in dubbio, che la redazione ne faccia cenno (come se le obiezioni fossero solo la conseguenza del disappunto) è solo una caduta di stile. 3)che non sia possibile partecipare in anonimo è un vulnus che il PIC prima o poi dovrà spiegare. 4) che la giuria si esprima mesi prima della compilazione delle schede la dice lunga su cosa è realmente letto e cosa viene automaticamente cestinato. 5) che si dia la precedenza ai giovani e ai profili graditi alle Ce è una scelta di mercato che va compresa e non può essere contestata, ma che non funziona quando la partecipazione è a pagamento. Quantomeno bisognerebbe specificarlo. 6) che a Italo Calvino verrebbero i mal di pancia, questo va messo in conto. 7) che la valutazione delle opere sia la controparte, come si lascia intendere (e lasciamo da parte il come... ) è scorretto perchè ciò che si sta comprando è la partecipazione a un libero concorso e non l'editing Certo sarebbe difficile mantenere in piedi l'organizzazione, che comunque garantisce lavoro a tanti seri professionisti, ma perché dobbiamo pagarlo noi? Fatevi sovvenzionare dalle CE! cordiali saluti, ci rivedremo a regole cambiate
  17. 1 punto
    La mia è una settimana magra di numero, ma ricca di sostanza: Lassù, all'anagrafe, nessuno mi ama. di @Macleo Mondi diversi di @Pincopalla
  18. 1 punto
    Orjcugk (ORJCUGK) : risalire la una maggior corrente KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  19. 1 punto
    Intanto complimenti! Che via Crucis però...
  20. 1 punto
    Complimenti! Io riesco a scriverne uno ogni anno e mezzo... In quei sei mesi è compreso anche l'editing? Direi proprio di sì. Buona pubblicazione
  21. 1 punto
    Non mi ero assolutamente dimenticata, chi oserebbe affermarlo? Manche di ridotta ma eccellentissima partecipazione: la mia preferenza va a @Pincopalla segue a ruota @Poeta Zaza Sig. notaio-giudice-ideatore, @Galvan: a lei la parola (quella importante).
  22. 1 punto
    Concordo con quanto scritto da Marcello. Pubblicare e lanciare un libro richiede tempo e il pubblico che può avere un singolo autore (al di là di parenti e amici) è, grosso modo, lo stesso per cui troppe uscite in un anno potrebbero sovrapporsi. Difficilmente una stessa persona compra due libri dello stesso autore a meno che non sia piaciuto particolarmente. Certo che uscire con editori diversi che non hanno problemi della contemporaneità delle uscite potrebbe ridurre il rischio della sovrapposizione perché probabilmente si rivolgeranno a pubblici diversi... Penso però che a questo punto sia difficile per te rinunciare pertanto la tua "strategia di uscite" sia abbastanza buona.
  23. 1 punto
    Direi proprio di sì. Non è soltanto questione di presentazioni: chi compra quattro libri di un autore nello stesso anno, a meno che non sia un classico da scoprire o riscoprire, o che il lettore non sia un fan più che sfegatato dell'autore? Non solo: sei convinto che una casa editrice farà salti di gioia quando scoprirà che l'autore che intende pubblicare sta per uscire con altri tre editori nello stesso anno? Dubito alquanto, da parte mia. Se proprio due sono irrinunciabili limitati a quelli, che sono già tanti. Agli altri due editori spiega la situazione e chiedi se è possibile posporre le uscite nel 2021 e 2022.
  24. 1 punto
    A mio avviso, l’editor in questione estremizza troppo. Su alcuni concetti che esprime, al link evidenziato, mi trovo d’accordo, ma su altri proprio no. Con gli estremi assoluti non mi ritrovo. Oltretutto, in certi passaggi, cerca di sponsorizzare i suoi corsi e basta. Diciamo che le informazioni che dà sono da scremare per bene: si può prendere l’utile, che c’è, mentre c’è da lasciar perdere estremizzazioni assurde che trovano il tempo che trovano. Sembrano più sue preferenze e convinzioni (assurde) che altro.
  25. 1 punto
    Scusate se smorzo gli entusiasmi. Un elogio a Maratta per la sua puntualità (non così scontata nel mondo dell'editoria) nei pagamenti delle royalties, ma la cena (o la pizza) è offerta da voi stessi. È esattamente come se andaste a cena dopo aver ricevuto il vostro regolare stipendio e la consideraste offerta dal datore di lavoro. Le royalties sono la quota che spetta legalmente all'autore per aver ceduto lo sfruttamento economico del proprio diritto d'autore, non una donazione in denaro fatta dall'editore. Ciò detto rientriamo in topic, per favore, chi vuole rispondere a questo post può farlo in privato.
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