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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 26/05/2020 in tutte le aree

  1. 3 punti
    Caro @Edu, di cosa vogliamo discutere? Secondo me la poesia è anarchia pura. Seguire delle regole specifiche o solo la tirannia delle emozioni? Sì e no. Si può distinguere veramente fra prosa poetica e poesia narrativa? No e sì. Come anche altri casi, mi limito a dire: l'artista è un artigiano che raccoglie le perle migliori per trasformale in una splendida collana. Qualunque tecnica, filo conduttore, aggancio o intreccio sono validi, se il gioiello che ne risulta colpisce e vince il tuo cuore. Poi boh, non so cos'altro dire, davvero. Quando mi metto a scrivere poesia, sono me stesso meno del solito: le mani che battono i tasti saranno anche le mie, ma le parole che scrivo vengono da altrove...
  2. 3 punti
    Alla fine del suo ultimo romanzo, nei ringraziamenti, Andrea Oliverio ha voluto inserire anche la nostra CE e noi abbiamo pensato di creare un'immagine con la frase conclusiva delle sue riflessioni, che ci è parsa molto significativa. Qui invece riportiamo il resto delle sue considerazioni: "Ancora una volta, a costo di ripetermi, il primo ringraziamento va allo staff della casa editrice per l’instancabile lavoro fatto sull’editing del mio manoscritto. Con questo libro ho messo a dura prova la pazienza di Alessandro Cuccuru e di Terry Salvini, che hanno accettato la sfida con entusiasmo, perché hanno creduto in me e nel potenziale di ciò che avevo scritto. Dal confronto sono nate idee nuove e variazioni alla storia come l’avevo concepita. Non si tratta di grandi stravolgimenti, ma di dettagli, che hanno donato profondità alla vicenda e mi hanno permesso di esplorare meglio alcune zone d’ombra. Ho avuto l’ennesima conferma della prima lezione che ho imparato quando pochi anni fa mi sono cimentato con la scrittura: l’editing è uno straordinario viaggio, il più bello che uno scrittore possa fare tra le righe del proprio lavoro. Quando il peregrinare finisce ed è tempo di tornare a casa, solo allora comprendi davvero quanto il romanzo sia cambiato e maturato." Cogliamo l'occasione per ringraziare anche @scionscion per le sue belle parole nei nostri confronti e di scusarci con lui se qualche volta, nell'editing, ci siamo troppo infervorati nel giustificare alcune nostre scelte. Ormai l'avrà capito che tutto ciò che diciamo, facciamo e scriviamo è motivato solo dal nostro desiderio di pubblicare libri sempre migliori.
  3. 3 punti
    Vi ho letti tutti. Non vi ho commentato perché se sui racconti sono un c@ç@ç@$$0, sulla poesia sono proprio un nazista, ma è un problema mio e ve lo risparmio. Non sono mancate cose che mi siano piaciute, ma ho la sensazione generale che qui in officina, in poesia, ci sia molta più - come dire - "sovrastruttura", di quanto non avvenga nei racconti. Ci si sente in obbligo di rispondere a delle regole, di ossequiare un registro alto o una metrica, di usare figure retoriche. Secondo me non è questo il punto, magari il padroneggiare la metrica e tutto il resto aiuta, ma non è quello il cuore della poesia. Ho trovato di sostanza le poesie di @Nerio e di @Ippolita2018. Ma avendo avuto modo di leggere entrambi in altri contesti, non ho potuto fare a meno di notare come a questo giro li sentissi "imposturati", messi in un vestito in cui dovevano infilare quello che avevano da dire, l'uno un po' rap, l'altra un po' "sostenuta". Siccome spesso le cose funzionano al rovescio, siccome spesso rimprovero @Poeta Zaza di infilare versi nei racconti, peraltro in ritmo e in rima, dove la cosa mi sembra forzata, questa volta mi è piaciuta molto proprio la sua poesia, e proprio perché è esente dal vizio di cui vi rimprovero tutti (e ve lo detto, sono nazista e antipatico): non è sofisticata, ma diretta e comunicativa. E mi ha emozionato. Era una poesia brevissima, senza metro e senza artifici. Ecco, condivido con voi questa riflessione simpatica come una martellata nelle palMe: ma se non sono comunicativi ed emozionanti (e se usate bene lo sono, intendiamoci), a noi, degli stilemi, dei registri, delle figure retoriche ecc. che ce ne fotte?
  4. 2 punti
  5. 2 punti
    @Sjø Ho ricevuto una proposta anche oggi
  6. 2 punti
    Non siete molto zen, lasciatevelo dire. Non ha molto senso discutere su come ognuno ha deciso di dare i suoi voti, tanto ognuno li dà come vuole, è questa la regola di base del torneo, forse non l'avevate capito... Se il tuo giudice è folle e delira, tu non puoi farci proprio niente, ti devi adattare, vi sarà già successo di non poter controllare una situazione... arrendetevi e non ve la prendete. Se il vostro romanzo è bello, rimane bello al di là del giudizio del folle che vi ha scritto, che ne so, che avete messo troppi personaggi e siccome a lui piace l'io narrante che straborda, si è annoiato a morte a leggere degli altri personaggi e praticamente vi ha rovinato con con un 3, o con un due e mezzo. Capita! Il romanzo rimane bello, comunque, è lui il folle, non vi abbattete. Comprate un tappetino e un mattoncino da yoga. Om.
  7. 2 punti
    Questo non è editing, è una correzione bozze e adeguamento alle norme editoriali. Bisogna essere attenti a ciò che si scrive visto che sono post che servono agli altri utenti per orientarsi sulla casa editrice. Da contratto è chiaramente scritto che non fanno editing. Dire che un minimo di editing viene fatto crea confusione a mio avviso. Non è questione di librerie, è questione di presenza sul mercato: fiere, eventi, librerie, promozione, blogger, etc. Certo che un esordiente o emergente deve fare molto da solo è ovvio, che però debba fare tutto da solo è un'altra questione. Comunque se a un autore sta bene, ok. Sì, ma ti consiglio di riguardare tutto molto bene prima e solo quando sei sicura dare il "visto si stampi". No. Non fanno editing. Sì e infatti la maggiore difficoltà che ho avuto per la vendita è proprio il prezzo troppo alto: 14 euro per 87 pagine. La tua è una giusta considerazione. A oggi non ho ancora avuto il tempo di scrivere un post per riportare la mia esperienza con questa casa editrice, mi riservo di farlo non appena possibile. Buona scrittura.
  8. 2 punti
    Per la mia settimana ho scelto il racconto: Basterebbe non essere mai nati di @Leo74 Riflessioni di uno psicoanalista sul senso della vita. Punto di vista ben rappresentato e argomentato. La ricerca di una soluzione al problema esistenziale rende il racconto originale e piacevole da leggere.
  9. 2 punti
    Io rientro tra quelli che hanno pubblicato con una cosiddetta big senza avere un agente alle spalle, o meglio, avendolo avuto per oltre un anno (anche un'agenzia piuttosto nota) senza riuscire a essere piazzata e avendo deciso anche io di recedere dal contratto e fare da sola. La casa editrice fa parte del gruppo GeMS nella costola Garzanti. A distanza di quasi un anno dall'uscita del romanzo, posso fare un piccolo bilancio della mia esperienza. Per rispondere alla domanda del topic, la risposta è "nì". Nel senso che un agente a mio parere non serve tout court, ma penso sia importante averlo soprattutto dopo la firma di un contratto importante. Dico questo perché le mie aspettative alla firma erano molto alte; mi aspettavo numeri da capogiro, presentazioni, eventi... insomma, diciamocela tutta: con queste premesse mi aspettavo di diventare un nome non dico famoso, ma almeno non più sconosciuto. Devo ammettere che la distribuzione è stata capillare: in tutte le librerie in cui sono stata ho sempre trovato il romanzo disponibile, le prime settimane era addirittura esposto in vetrine prestigiose come quelle Feltrinelli. Ma bazzicando il settore da qualche anno ho imparato che i romanzi non si vendono da soli: o hai già un nome importante, oppure in assenza di una politica promozionale aggressiva da parte dell'editore rimani un signor Nessuno. Nel piano che mi era stato prospettato si parlava di espositori, gigantografie, tour promozionale per l'Italia, ma tutto questo non c'è stato. In termini di notorietà e diffusione del romanzo, il mio bilancio ad oggi è, passatemi il termine, disastroso: trenta recensioni su Amazon (la metà fatte da chi conosco personalmente), meno di venti su IBS, il nulla altrove. Cinque presentazioni in un anno, di cui due organizzate dall'editore, due richieste espressamente dalle librerie, una organizzata da me con l'aiuto di un amico scrittore. Non pensate che basti aver pubblicato con un editore importante per essere considerati: io penso di aver contattato almeno trenta librerie, quelle che mi hanno risposto saranno state forse cinque, quelle che mi hanno accettata per presentare solo una. Nel rendiconto di stampa che ho ricevuto (sottolineo stampa, non vendita perché i dati di vendita non ce li ho ancora) si parla di numeri sovrapponibili a quelli di un qualunque editore medio/piccolo, non voglio scendere nei dettagli ma parliamo di molto meno di 10.000 copie stampate in un anno. Ora sono vincolata con l'editore in maniera pesante: 20 anni per questo romanzo e a vita per tutto ciò che deciderò di scrivere da ora in poi, nel senso che l'editore ha prelazionato tutti i miei scritti, e per pubblicare altrove devo comunque avere il loro benestare, incluse le partecipazioni a concorsi e simili. Ecco perché a mio parere serve un agente, qualcuno che faccia valere i diritti dell'autore sull'editore, spingendo per avere condizioni migliori sia in termini economici ma soprattutto in termini di visibilità, perché il successo in questo settore arriva solo con i grandi numeri. Quello che ho fin qui detto non intacca in alcun modo l'estrema professionalità dell'editore: è sempre stato puntuale, disponibile e gentile. Ma a me non basta. Purtroppo quando l'asticella si alza la soddisfazione di vedere il tuo nome in copertina non è più sufficiente a gratificarti. Tutto questo per dire che anche io ero tra quelli che sognavano di pubblicare con un editore importante, pensando fosse il punto di arrivo. In realtà non è nemmeno un punto di partenza, è solo una piccola, grande soddisfazione che però, passata l'euforia iniziale, lascia con l'amaro in bocca per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato.
  10. 1 punto
    A questo tuo quesito è possibile rispondere in altra sezione. Magari con una discussione nuova o analoga in "Varie ed eventuali", diversamente si è OT. A meno che non ci si attenga comunque alle sole esperienze con Capponi Editore. Su questo sì, è corretto discuterne qua, per cui attendiamo testimonianze che lo accertino. Non è detto, magari semplicemente non accede più da tempo, come molti altri editori che iniziano un dialogo costruttivo qui e poi non hanno più la possibilità (che sia voglia o tempo) di portarlo avanti.
  11. 1 punto
    Oh, chiedo perDono
  12. 1 punto
    Grazie mille! ("ho vinto quacchecosa?" diceva quello) :-)
  13. 1 punto
    veglio come un supereroecanerosajedi contro i possibili soprusi notturni della kastaff, mica cacchi! Altro che volontari del distanziamento sociale
  14. 1 punto
    @Edu a quest'ora non dormi nemmeno tu? Ho appena finito di commentare la poesia di @Poeta Zaza, è frutto di ispirazione e si sente. L'ho apprezzata tantissimo anch'io.
  15. 1 punto
    Se vi interessa il gel di titano (titan gel) allora è la casa editrice che fa per voi . Cliccate sul link del sito!
  16. 1 punto
    Grazie della tua lettura e del commento @Superfrancy mi è molto utile. Non troverai mai Baumurtas perché esiste più che altro nella mia mente o meglio: ho idealizzato il vero paese della mia famiglia in base a ricordi di come poteva essere tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, modificando una parte della vera radice iniziale del nome, risalente a tempi preistorici... Fa parte di un romanzo che sto faticosamente portando avanti, tra altri impegni, capitolo dopo capitolo. Sono lento perché tendendo all'armonia e comprensibilità praticamente faccio quotidianamente l'editing del capitolo e sottocapitoli scritti il giorno prima, aggiungendo, togliendo, limando... Il brano che hai letto era una prova, già abbondantemente modificata in base ai consigli ricevuti e al quale darò un'ulteriore occhiata anche in base ai tuoi consigli. Rifuggire il contatto dell'acqua di mare, del mare in genere, ha tradizioni storiche da noi in Sardegna, lo intendevo in senso metafisico, in quanto dal mare non è mai venuto nulla di buono fin da sempre, a cominciare da invasioni, pirati, guerre e quant'altro... Si preferisce la vita dei campi, che posso essere anche in riva al mare. Il mare lo si guarda con attonito stupore, ammirazione, spavento. Si sa che oltre quella linea piatta c'è un altro mondo, non sempre benevolo. L'attribuzione di poeti anche qui va intesa in senso molto largo, poi nel seguito del testo farò esempi specifici, nulla di particolare; ho visto davvero da bambino simpatiche persone di tutte le età e sessi creare vere e proprie scene quando volevano raccontare episodi particolari, imitando le persone che descrivevano e facendo divertire moltissimo i presenti. Una capacità non comune, qualcuno la coltiva ancora, suo malgrado. È nella sua natura. Concordo con le ripetizioni che hai notato, ho già "tagliato". In quanto alla natura mite e pacifica della gente in effetti ci sono antichi paesi sardi, il mio è fra questi, dove a memoria d'uomo, in senso lato, non si ricordano fatti di sangue, vendette, furti, rapimenti eccetera. Piccola grande vita di contadini e pastori, con i loro piccoli grandi eventi quotidiani, sconosciuti al mondo ma che avvengono in un luogo che per loro è il mondo. In questa atmosfera immobile, eterna, farò irrompere un fatto esterno, un evento dovuto alla prima Guerra Mondiale, anche qui fatti reali che ho romanzato. Hai ragione sul fatto che la storia sia in salita, in tutti i sensi. Ti ringrazio ancora.
  17. 1 punto
    Sognatori, suvvia! un po'di leggerezza! Non facciamone una questione di pelo caprino, proviamo a riderci sopra. Lo sopo del torneo, a mio avviso, è quello di tastare il polso al famigerato lettore medio, pletora che comprende autori e/o lettori raffinatissimi e altri...imbarazzanti? Ed è vero che il voto dell'uno vale quanto quello dell'altro. Però, dal momento che si sceglie di partecipare, non è forse meglio abbandonare il filone dietrologista/complottista e abbracciare, con travolgente innocenza, la visione ludica, che comprende anche l'eventuale botta di c... per cui, diamo per scontato ed amen che incipit splendidi vengano segati e altri piuttosto scarsi passino tra i 300: guardate che a volte ci sono belle sorprese, giudici seri e davvero utili per le indicazioni che danno. Il mio invito a tutti, in particolare nel tostissimo momento planetario, è di tuffarci con allegria in questo gioco riservato a noi.
  18. 1 punto
    @Keysersoze Non faccio conti quando giudico e l'ho ribadito più volte anche su fb (che frequento di più perchè è più facile interagire e rispondere ai commenti) Ma so che la stragrande maggiornaza li fa, basta leggervi qui... e, per par condicio, di là. Alla prima partecipazione mi sono iscritta perchè ci credevo, alle altre solo per avere dei giudizi e vedere se tra i consigli rievuti ce n'era qualcuno di utile. Ci risentiremo il 18 giugno e mi saprai dire quanta gente si sarà impegnata a darti un giudizio serio e argomentato. Faccio una previsione. 2 giudizi seri (forse, e lo spero, 3), che magari mi avranno dato una sufficienza stiracchata, ma che si riveleranno utili. Gli altri? Giudizio scarno, al limite delle battute minime per spedirlo, voto medio basso perché la stragrande maggioranza degli autori non ha lo spirito giusto per concorrere a un torneo di questo tipo e fa i conti in tasca agli altri... come state ampiamente dimostrando. Ricordo ancora il primo torneo, quando mi era capitato uno storico (genere che non amo) scritto divinamente e molto interessante. L'unico che avrei voluto leggere per intero e a cui mi pare di ricordare ho assegnato un 10 pieno o forse poco ci mancava. Pensi che sia passato tra i 300? Finché c'è gente che guarda l'erba del vicino... i più meritevoli non passeranno mai. Passeranno i mediocri/discreti/ qualche molto buono e ottimo che ha avuto un gran fattore C di essere capitato in un girone di giudici che non si lasciano corrodere dall'invidia. Queste sono le regole del gioco, nel bene e nel male
  19. 1 punto
    Scusate ma cosa intendete totalmente Free? Perchè a me hanno proposto oltre le copie citate di acquisto telefonicamente al 40 50% di sconto e sul contratto magicamente al 30. Ma oltre questo c'era le Royalty pagate dopo la vendita di 100 copie e il pagamento dopo aver superato le 100 euro di Royalty, la possibilità della casa editrice di recedere al contratto unilateralmente con 30 giorni di anticipo e la possibilità di cedere i diritti a terzi senza nessun corrispettivo all'autore. Francamente queste sono cose poco corrette per la mia piccola esperienza, tralasciando le quisquilie dei libri venduti nelle ferie che non farebbero parte delle vendite pagate all'autore.... Scusate ma letto il contratto ho davvero davvero avuto un disgusto profondo..
  20. 1 punto
    @ElleryQ dico per come hanno fatto con me: mi hanno telefonicamente proposto l'acquisto di 30 copie, cioè mi hanno chiesto se ero disposto ad acquistare 30 copie e al mio rifiuto hanno risposto che non c'era nessun problema, tant'è che dopo una settimana circa mi hanno inviato una bozza di contratto totalmente free.
  21. 1 punto
    Matemagica: passaggio algebrico incomprensibile ai più KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  22. 1 punto
    Lo dico da autrice soddisfatta di Maratta ma anche da lettrice forte e abbastanza consapevole dell'editoria, visto che pubblico da 10 anni: Maratta dovrebbe investire in un ottimo Social Media Manager per gestire meglio i social. Credo che potrebbe procurare sbocchi importanti in visibilità e quindi vendite, perchè i libri sono davvero buoni, nei contenuti e anche nella forma, solo che nella marea di pubblicazioni rischiano di perdersi.
  23. 1 punto
    Al di là della domanda del post, che difficilmente potrà trovare una risposta univoca e buona per tutti, mi ha molto colpito questo passaggio della tua testimonianza. Spero che serva da monito a tanti autori, soprattutto esordienti, che magari si illudono che la mitica figura dell'agente li condurrà inevitabilmente verso la gloria imperitura, e sono per questo disposti a spendere fior di quattrini per "schede di valutazione" tanto inutili quanto costose.
  24. 1 punto
    No, mi aveva cercato un loro editor quasi un anno fa, interessato un mio thriller uscito in ebook. Aveva chiesto di poterlo leggere, e poi silenzio per tutti questi mesi. Nel frattempo l'editor era migrato altrove (in Rai) e non avevo avuto più notizie, al punto che temevo tutto fosse caduto nel dimenticatoio. Invece oggi... la sorpresa.
  25. 1 punto
    Ricevuta oggi risposta alla mia richiesta di informazioni: "Buonasera Sara. Sì, la Nova Delphi Libri accetta manoscritti ma solo se in linea con il nostro catalogo. In questo caso l'opera può essere inviata a informazioni@novadelphi.com corredata da un breve profilo biografico. Solo se interessati provvediamo poi noi a contattare l'autore. Non prima però di 3/4 mesi. Un caro saluto".
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