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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 15/05/2019 in tutte le aree

  1. 2 punti
    In attesa di segni vitali da parte del Nerio nazionale, propongo il tema: la dipendenza. Parlo delle accezioni da vocabolario che ruotano attorno al bisogno (assuefazione) dal punto di vista chimico, psicologico, sociale. Non vorrei contemplare invece le accezioni di "lavoro dipendente" o di naturali condizioni di dipendenza dagli altri quali quella di un bimbo o di un anziano non più autosufficiente; neppure, per ragioni simili, quella di un malato che necessita di supporto per svolgere le attività quotidiane. Sempre guardando il vocabolario, terrei fuori anche la dipendenza dal punto di vista grammaticale. @ITG, pensi che sia abbastanza chiaro? Proviamo a dare una forma decente a questo schifo.
  2. 2 punti
    Spedirò stamattina. Cioè, ho lasciato il compito a mia moglie, come le altre volte. Ha preso il pesante pacco e mi ha chiesto se almeno valeva il sacrificio della betulla. Ho finito un po' troppo di fretta ma oh, tant'è. Per impietosirli l'ho fatto rilegare, sempre da mia moglie, col Cuki, lo spago per gli arrosti. Usato.
  3. 2 punti
    1022) Nostradamolo: nano di una certa età (non chiamatelo vecchio o verrete ricoperti di una serie di epiteti poco gradevoli anche per le orecchie dei nani!), che se la prende sempre comoda (specie nell'alzarsi dal letto... verso ora di pranzo) e il cui hobby è assistere al lavoro altrui (in particolar modo i cantieri per l'apertura di nuove gallerie) e commentare sarcasticamente quanto accade. Anche il giorno in cui ci fu il casting della Disney per il film di Biancaneve fece tutto con calma, così arrivò a mettersi in coda per attendere il suo turno a mattina inoltrata. Dopo un paio d'ore, sporse la testa fuori dalla fila: guardò avanti, guardò indietro e pronunciò seccato una frase terribile: «Mille e non più mille!» Fu lapidato sul posto. GUCROEZPBDQALIHVTMFN -> S
  4. 2 punti
    A questo grande ne contrappongo un altro: Bella lotta, eh?
  5. 2 punti
    E grazie anche da parte mia, @swetty. Molto interessante: non si finisce mai di imparare... e di riflettere!
  6. 2 punti
    Veramente è il contrario, è la pronuncia che determina la presenza dell'accento. La congiunzione "se", come molte altre congiunzioni e preposizioni, è proclitica, cioè non ha un accento proprio ma si appoggia alla parola successiva. Per questo quando si sceglie di distinguere graficamente tra una congiunzione/preposizione e qualcos'altro, l'accento lo si mette sul qualcos'altro, che più facilmente è una parola con un accento tutto suo: e-è, da-dà, se-sé, la-là (ok, la è un articolo ma è proclitico anche lui). La questione è più complicata di così. Prendiamo "me" e "te". Questi pronomi sono a volte proclitici/enclitici e a volte no: in espressioni del tipo lo vedo da me hanno un accento, in una del tipo me ne sono andato no. E "sé"? Lo vede da sé e se n'è andato. Perché? Perché nelle due forme i pronomi non sono uguali: nel secondo non sono proclitici perché sì, ma perché sono a un caso diverso, una traccia vestigiale delle declinazioni di papà latino. Solo che con "me" e "te" si scrivono allo stesso modo, mentre con "sé/se" no. Ora, è proclitica la forma "me" in "me stesso"? No.Se uno pronuncia "me medesimo" lo sente che non è proclitica, ma ha un accento tutto suo. Ma lo sembra, perché è seguita da "s" impura. Uno dei fenomeni strambi della fonetica dell'italiano è che la "s" impura, contrariamente a quanto ci insegnano a scuola, non può iniziare una sillaba: quando una parola inizia per "s" impura (stesso, per esempio), la "s" viene attaccata alla parola precedente: quindi non pronunciamo "se – stesso" ma "ses – tesso", e le due parole sembra che siano attaccate ma non lo sono. In realtà, proprio perché il "sé" in questo caso ha un accento suo, in realtà pronunciamo "sess – tesso" (con rafforzamento della "s"), mentre in "se stessi per andare" pronunciamo "ses – tessi". Pertanto dal punto di vista fonetico non c'è alcuna giustificazione a scrivere "se stesso", anzi, tecnicamente è un errore, perché anche gli altri pronomi "me" e "te" in quella posizione sono solo omografi di "me" e "te" proclitici, non coincidono né foneticamente né morfologicamente, quindi non si vede per quale motivo bisognerebbe scegliere la forma "se" per il pronome di terza persona che è l'unico che distingue le due forme anche graficamente. Per soqquadro e la sua strana grafia (che condivide con beqquadro), il problema è che il suono "q" in italiano non esiste, è solo un segno grafico in alternanza con "c" dura, e lì sì tocca imparare a memoria cosa si scrive con la q e cosa con la c e andare per fede. Ma del resto non è cosa su cui si possa fare confusione, non è che se scrivo "acqua" è una parola, mentre se scrivo "aqqua" è un'altra. Invece nel caso di "sé" e "se" sono due parole distinte. Di fatto, scrivere "lo ha visto da se stesso" è come scrivere "lo ho visto da io stesso".
  7. 1 punto
    Apro questa discussione da utilizzare da tutti per gli auguri di compleanno (Siamo tanti e rischiamo di riempire il forum di discussioni). Inauguro questo spazio con gli auguri a @Sira Ovviamente convoco ufficialmente la quadriglia per i festeggiamenti: @Roberto Ballardini e @Rica Posto un video per Sira che immagino di suo gradimento:
  8. 1 punto
    Il primo passo di chi ha finito di scrivere un romanzo si riassume nella domanda: "E ora che faccio?" Il mio scopo è aiutarvi a rispondere a questa domanda. Vi avviso: è una lettura abbastanza lunga; doveva esserlo per essere utile alla comunità. Visto la mia esperienza da utente, Community Manager del WD ed Editor professionista, ho pensato di cercare di aiutare gli aspiranti scrittori a darsi una risposta a molti quesiti che si incontrano durante il cammino alla pubblicazione. Nel titolo ho scritto "guida" perché in fondo è quello che vuole essere; tuttavia, tenete a mente che le mie non sono sacrosante verità e alcuni potrebbero pensarla diversamente, o in modo diametralmente opposto. Spero solo che possa esservi utile. Tengo a sottolineare anche che l'argomento è estremamente vasto e non potrò affrontare tutto in modo completo; mi limiterò a essere il più ordinato possibile e farò uso di collegamenti ad altre discussioni del forum per argomenti specifici. Muoversi in questo mondo, per chiunque e soprattutto per chi non ci abbia bazzicato almeno per un po', è difficile: è una vera e propria giungla. Lo è anche per i più esperti, così ho diviso la discussione in step da seguire per arrivare alla tanto agognata (e un po' sopravvalutata) pubblicazione. Mi concentrerò sulla pubblicazione tramite Casa Editrice; al Self Publishing farò brevi cenni perché meriterebbe una discussione a parte. Non è nemmeno questo il luogo in cui disquisire del perché scegliere uno piuttosto che l'altro (self o CE) poiché entrambi hanno dei pro e dei contro; dipende dagli obiettivi di ogni aspirante e dalle necessità dei singoli. Vorrei solo fare qualche precisazione al riguardo, prima di partire con gli step. Il Self ben organizzato può lanciarvi così lontano da raggiungere gli scaffali delle più grandi librerie d'Italia, ma ha anche tanti "contro". Bisogna saper usare programmi per produrre epub, mobi, kindle e similari; sapersi promuovere (questo vale anche per le CE, ma ancor più per il Self) e non si avrà nessun tipo di appoggio tecnico o logistico. Cliccate qui per la discussione sul Self, se volete approfondire la discussione con altri utenti. Partiamo con la guida vera e propria. 1) La prima stesura del romanzo è conclusa. Cosa faccio? Bisogna assicurarsi, prima di proporlo a chicchessia, di fare un buon lavoro di revisione. Ci sono diversi modi per farlo. A costo zero: Revisionatelo voi stessi almeno un paio di volte. Rileggete con cura, sistemate gli errori di battitura e tutti gli errori più grossolani che riuscite a trovare. Consiglierei anche di lasciar passare del tempo fra la prima e la seconda revisione; magari qualche mese. C'è chi riesce a rileggere con sufficiente distacco anche subito e chi non riesce a farlo nemmeno dopo sei mesi; c'è chi pensa che questa possa essere una grande perdita di tempo, ma vi assicuro che una revisione immediata, subito dopo aver completato la prima stesura, serve a poco. Per il semplice fatto che il romanzo è vostro, magari ci siete affezionati e non riuscirete a notare tutti gli errori presenti. Fatelo leggere a qualche amico di fiducia. I pro sono che un occhio esterno può aiutarvi sia riguardo alla forma che riguardo alla trama; i contro sono che l'aiuto degli amici può arrivare fino a un certo punto, perché potrebbero nascondervi i difetti maggiori del romanzo per non offendervi o non essere in grado di aiutarvi più di tanto sulla forma del testo perché non sono esperti del settore né di narrativa. In ogni caso, cercate di scegliere bene l'amico cui far leggere il vostro lavoro! Preparate una semplice lettera di presentazione. La lettera deve prendere in considerazione più il romanzo che voi stessi; o meglio, dovreste parlare di voi in funzione del romanzo e del tema che trattate. Rivolgetevi al vostro interlocutore per nome. Non usate sigle come "Egregio Editore", è da persone poco informate. Invece, cercate di conoscere il nome della persona che cura la collana del vostro genere, oppure del direttore editoriale. Rivolgetevi a lui, fate capire che conoscete la realtà cui mandate il vostro lavoro, che vi piace, e spiegate in poche parole chi siete. Non elogiatevi mai da soli, né riguardo la vostra persona né riguardo il romanzo. Siate umili, concisi, andate dritto al sodo e non raccontate la storia della vostra vita. A meno che non sia una storia eccezionale, all'Editore non interessa (non per cattiveria, ma per ragioni pratiche). A pagamento: Rivolgetevi a un Editor professionista. State attenti a chi vi rivolgete (Link sezione Freelance sul WD); informatevi sui prezzi e se esistono dei feedback ancora meglio. Per farvi un'idea, il prezzo medio di un editor professionista è di 3/4 euro a cartella (per cartella si intende una pagina da 1800 caratteri spazi inclusi). Chiedere meno quando il romanzo è già discreto dal punto di vista grammaticale e sintattico è cosa buona, chiedere più di 6 euro a cartella è... beh, dipende dal nome dell'Editor! Il massimo che ho visto nel mio lavoro è 18 euro, il minimo è 1,5 euro a cartella. Al vostro posto diffiderei di entrambi: il primo è un prezzo esorbitante, il secondo è davvero troppo poco e significa al 99% che l'Editor in questione lavora in nero. Per editare una cartella in modo accurato ci vogliono una media di venti minuti, quindi fate il calcolo orario e di conseguenza le vostre considerazioni. Scrivete una buona sinossi da affiancare al libro. La sinossi è il biglietto da visita del vostro romanzo ed è questa, in prima battuta, che gli Editori analizzeranno e giudicheranno. Scrivetela facendovi aiutare da qualcuno che sa cos'è e come va scritta; magari dall'Editor stesso, se vi rivolgerete a un professionista (Link discussione Sinossi sul WD). 2) Il romanzo è editato, impaginato e curato al massimo delle mie possibilità; la sinossi è pronta. Come mi muovo? A questo punto dovrete fare la famosa scelta: Self Publishing (Link sezione Piattaforme POD sul WD) oppure Case Editrici (Link sezione CE sul WD). Come ho già detto nella premessa, in questa sede ipotizziamo che abbiate scelto di puntare sulle CE. Potrete, facoltativamente, rivolgervi a un Agente o un'Agenzia letteraria che vi rappresenti (Link alla sezione Agenzie del WD). Attenzione, bisogna stare bene attenti a chi ci si rivolge, perché alcuni "agenti" lucrano sugli aspiranti scrittori; altri lo fanno per passione e potrete contare su di loro. Rivolgersi a un'agenzia implica, di solito, un pagamento: o per la valutazione del romanzo, o di % royalties ad avvenuta pubblicazione. Bisogna stare attenti, dicevo, perché tutti (o quasi) proveranno a chiedervi soldi a vario titolo per pubblicare. Non sto parlando solo di CE a pagamento che vogliono truffare gli autori, ma di servizi editoriali che a volte sono sacrosanti, a volte border line: un agente che chiede 300 euro per leggere il vostro romanzo non sta guadagnando rappresentandovi, guadagna con quei 300 euro. Difficile che sia un professionista. D'altro canto, un agente che non si fa pagare per valutare magari leggerà le prime 5 pagine dell'opera e se non è convinto passerà oltre. È legittimo: se ha 500 testi da leggere non può leggerli tutti gratis. Magari un piccolo contributo di lettura può essere normale (con la specifica che in quel caso dovrà leggere tutto). Stessa cosa per le schede di valutazione e valutazione dei manoscritti: sono servizi totalmente a discrezione dell'autore, non necessari, per i quali vi sconsiglio di pagare cifre esorbitanti. Ci sono persone, insomma, che offrono fior di servizi che a volte possono essere utili e possono farvi compiere grossi salti in avanti; a volte sono solo spillasoldi. In linea di massima: alcune cose devono essere pagate, perché sono servizi necessari e presuppongono un lavoro altrui che va remunerato, altre non dovrebbero essere pagate, altre ancora possono essere pagate se al giusto prezzo. Come ci si orienta? Con il buon senso. Fate molta attenzione, informatevi sulla persona o sull'Agenzia che volete contattare, controllatene i feedback della comunità (qualsiasi essa sia), il sito, la fama, e magari parlateci! Ora passiamo ai passaggi principali da seguire se non ci si rivolge a un'Agenzia e si preferisce fare da soli. Per prima cosa mandate la sinossi ed il vostro romanzo ai big che accettano invii per email. Uno su un milione ce la fa (abbiamo degli esempi proprio qui sul Writer's Dream); molto probabilmente non sarete voi, ma la speranza è l'ultima a morire. Spesso non riceverete nemmeno una risposta automatica, ma solo il silenzio assoluto. Questo è il primo passo proprio perché, se va in porto, è come vincere alla lotteria. Non sperateci più di tanto ma non ritenetelo impossibile. Ho specificato "per email" poiché non vale la pena spendere soldi per stampare un romanzo di centinaia di pagine, spedirlo a proprie spese magari in duplice/triplice copia e non ricevere nessun tipo di risposta. Almeno "non vale la pena" secondo il mio punto di vista; liberi di fare il contrario. Buttate giù una rosa di Editori da cui partire, che secondo il genere del vostro romanzo, per sentito dire o per gusto personale vi piacciono maggiormente; magari fatelo usando le nostre liste nella sezione CE. Studiate bene la linea editoriale, le collane della Casa in questione. Non mandate il romanzo a caso o a tappeto, in questa fase è inutile e deleterio. La prima rosa potrebbe aggirarsi su un numero compreso tra 5 e 10 al massimo. Fate questa scelta con calma, senza fretta; i tempi dell'editoria sono lunghi e perdere qualche altra settimana non cambierà il risultato. A questo punto, dopo aver mandato sinossi e romanzo a questi editori (alcuni chiedono solo la sinossi) aspettate almeno 2-3 mesi senza fare altro. Questo perché il tempo medio di risposta delle Case Editrici è di 3 mesi (vanno da 1 a 6, perlopiù) e aspettando preventivamente un po' di tempo potrete essere sicuri di ricevere le risposte dalle Case Editrici che più vi piacciono prima di quelle del prossimo passo. Mandate la sinossi e il romanzo alla seconda lista di Editori con cui vi piacerebbe pubblicare. Le vostre seconde scelte, per intenderci. Questa lista può essere più corposa, ma vi sconsiglio di superare le 10-15 Case Editrici. Mandate la vostra sinossi a tappeto. Questa è una politica grezza e non molto efficace; anzi, è controproducente e la sconsiglio a prescindere. Se non vi rimane altra scelta, magari è perché dovreste lavorare al vostro romanzo e migliorarlo. Non fatevi trascinare dall'ego di voler pubblicare, o peggio da Case Editrici che vi offrono la pubblicazione a pagamento. Lasciate perdere, tornate a migliorare come scrittori e riprovateci in un secondo momento. A questo punto forse è il caso di studiare la teoria della scrittura creativa, leggere manuali, seguire qualche corso, affidarsi a un editing e prenderlo come "laboratorio" di crescita e sviluppo personale. 3) Ho ricevuto una proposta di pubblicazione. Cosa faccio? La maggior parte delle persone alla prima pubblicazione si farebbe prendere dall'eccitazione del momento e firmerebbe senza pensarci un attimo, pensando che se una Casa Editrice ha detto il fatidico "sì", si è arrivati alla fine del sentiero. Purtroppo non è così, il sentiero si è appena rivelato. Non tutte le Case editrici sono serie o corrette; soprattutto nell'ambiente della piccola editoria, ci sono molte realtà improvvisate, poco professionali, che lucrano sugli autori o peggio che non sanno quello che stanno facendo. Quindi: Bisogna leggere attentamente, riga per riga, il contratto che vi è stato proposto. Magari date un'occhiata al Contratto standard (Fac-simile) redatto dallo Staff del Writer's Dream: otterrete parecchie informazioni. Fatevi anche delle domande: si tratta di un Editore a pagamento o no? Se vi chiede qualsiasi forma di contributo (rimborso spese nei confronti della CE, acquisto copie obbligatorio, contributo una tantum, eccetera) è a pagamento. Non createvi da soli delle giustificazioni mentali e non credete a quelle delle Case Editrici che sottolineano quanto è duro il mondo editoriale, quanto investiranno sul vostro lavoro eccetera. Pagare per pubblicare va contro la morale di un vero scrittore e va contro la morale delle grandi Case Editrici, che pagano gli scrittori per scrivere e non l'inverso. Attenzione alla lunghezza. Un contratto che superi le dieci pagine è, di solito, un contratto poco chiaro e inutilmente cavilloso. Se il contratto è molto lungo e spesso non capite cosa voglia dire, rivolgetevi a scrittori in causa per un consiglio (o alla nostra sezione Questioni legali) o a un legale di vostra fiducia. Prendetevi tutto il tempo necessario, non siate avventati! In futuro ve ne potreste pentire amaramente; ho letto contratti con penali esorbitanti per gli scrittori (clausole vessatorie), trappole nascoste dietro linguaggio tecnico, doveri e obblighi per gli autori senza senso. Ripeto, ancora una volta: non siate avventati! Soffermarsi su eventuali clausole o passaggi che vi sembrano poco chiari. Chiedete pareri in giro (magari a un legale professionista o un addetto ai lavori) e infine chiedete informazioni all'Editore stesso. Alcune Case Editrici sono disposte a modificare il contratto, e lo faranno se lo chiederete gentilmente. Anche questo è un argomento molto vasto e, per sapere se il contratto che vi è stato offerto è buono o no, bisogna soffermarsi su molti fattori. Quelli principali (e non sono assolutamente comprensivi di tutto quello che bisogna considerare) sono: Informazioni su eventuali contributi richiesti all'autore. Eventuale anticipo corrisposto a favore dell'autore. Percentuale di royalties sulle copie cartacee (non dovrebbe mai scendere sotto il 5% e dovrebbe aggirarsi intorno al 7-10%), digitali (in teoria più alte, diciamo tra il 20 e il 30%) e su diritti terzi (cinema, radio, tv, traduzioni e altro, che dovrebbe essere sempre al 50%). Durata del contratto (sconsiglio una durata superiore ai 5 anni; molti editori offrono di default la durata massima, e cioè 20 anni, ma sono disposti a scendere se lo si richiede). Promozione e distribuzione del libro (su questa faccenda mi dilungo poco più avanti; comunque qualche cosa nel contratto, riguardo alla promozione quantomeno online del libro, dovrebbe esserci). Tipo di pubblicazione prevista (cartacea e/o digitale). Alcuni preferiscono solo il formato ebook, altri sono amanti della carta stampata e vogliono vedere il proprio libro in forma cartacea. Questa è una questione di scelta personale, da analizzare nel momento in cui mandate le email alle singole Case Editrici. Non fermatevi a questi punti e spulciate attentamente il contratto in cerca di trabocchetti (alcune volte ce ne sono e anche di fantasiosi). Se avete dubbi, visitate questa discussione e chiedete pure quello che volete, senza citare la Casa Editrice e senza copiare e incollare tutto il contratto! 4) Ho analizzato il contratto. La Casa Editrice, che sia free o altro, è corretta e sulla base di quello che so, posso procedere. Accettate il contratto e preparatevi a una lunga attesa. Alcuni Editori faranno passare molti mesi prima di pubblicare il libro, ed è normale. Chiedete alla vostra CE il Calendario previsto delle pubblicazione. E ricordate di chiedere anche (se non c'è) che venga inserito, nel contratto, un limite massimo di tempo entro cui la CE si impegna a pubblicare il libro dalla data della firma del contratto stesso (il tempo più ragionevole è 6 mesi, non andate mai oltre 1 anno!). 5) Ho firmato il contratto. Cosa mi devo aspettare? Se è una CE seria e professionale, dovrete aspettarvi un'altra passata di editing. Per esperienza personale vi dico che l'editing della piccola editoria è superficiale e somiglia più a una correzione bozze che non a un editing vero e proprio. Case Editrici serie vi tengono aggiornati sullo stato del lavoro sul romanzo o, quantomeno, rispondono ai vostri solleciti o richiesta di informazioni. Ricordate, comunque, che ci sono anche persone professionali, disponibili e cordiali dall'altra parte e cercate di esserlo a vostra volta, sempre e comunque; non tutte le CE rappresentano lupi affamati e non tutte le persone cercheranno di prendervi per i fondelli (questo vale in questa sede come nella vita). Cercate, quindi, di essere sempre educati, di non rompere troppo le palle alla CE di turno e di portare rispetto fintanto che loro ne avranno per voi. 6) Il libro è uscito. E ora? Intanto, complimenti, ma non pensate sia chissà che. Non voglio distruggere i vostri sogni, ma se il libro è disponibile online e nessuno lo compra, è come se non l'aveste mai pubblicato. Che il vostro romanzo sia solo in versione digitale o disponibile anche in versione cartacea è indifferente, poiché dipende dalla vostra scelta di rivolgervi a Case Editrici che pubblichino solo una delle due o entrambe. Non vi aspettate di essere nelle librerie (fisiche) in giro per l'Italia o in vetrina, perché non accadrà quasi mai; quando si parla di distribuzione si parla quasi sempre di possibilità di ordinare il libro alla cassa, non di vederlo tra gli scaffali. In ogni caso è arrivato il momento della promozione. Anche a questo riguardo potremmo aprire un'intera discussione apposita, ma considerate che la media delle piccole CE fa promozione molto ridotta e limitata. Si parla di pubblicità sulla loro pagina facebook, sul loro sito e, se siete disponibili voi, pubblicità alle fiere presso il loro stand. Non aspettatevi la luna e non vi lamentate di promozione blanda, perché i piccoli editori non hanno altri mezzi! Cosa potete fare dal canto vostro? Coinvolgere amici e parenti. Questo è quello su cui puntano le piccole Case Editrici per avere un introito sicuro: quanto più la vostra sfera sociale è ampia, tanto più riuscirete a vendere un discreto numero di copie tramite amici, parenti e amici di amici. Questo però è il passo base su cui marciano le CE (che sia in buona o cattiva fede). Noi vogliamo di più, nevvero? Pubblicizzarsi con l'aiuto della propria Casa Editrice tramite presentazioni. Organizzate, se possibile, presentazioni del libro nella vostra città e regione; coinvolgete più persone possibili e cercate di allargare quella famosa sfera sociale includendo perfetti sconosciuti (nelle presentazioni, ovviamente!). Pubblicizzarsi in proprio sui social e online. Costruite un sito ad hoc, una pagina facebook, pubblicizzatevi su siti come il Writer's Dream (Link sezione Libri). Fatevi conoscere ovunque possiate farlo. Presenziate alle fiere più importanti d'Italia (o anche a quelle locali). Se la vostra CE è presente alla fiere, dovrete rimetterci "solo" le spese di viaggio e alloggio, utilizzando i loro stand. Se invece la vostra CE non è presente, la questione si fa molto più complicata e l'esborso monetario può diventare impegnativo. Considerate che ci saranno poche occasioni in cui ci sarà il primo caso e molte in cui dovrete vedervela col secondo. Diventare imprenditori di voi stessi. Può piacere o meno, ma è così che potrete arrivare da qualche parte. Focalizzatevi su strategie di marketing poco dispendiose, come sito personale, blog, Facebook ADS, Google AdWords, presentazioni, idee originali per attirare l'attenzione (non spogliatevi, per carità). Dovrete impegnarvi, essere attivi. Non scoraggiatevi e armatevi di volontà: ve ne servirà una di ferro. In più vi servirà del tempo, e un minimo di cifra da investire, se volete arrivare da qualche parte. Tengo a sottolineare che il vostro maggior investimento rimarrà sempre da pesarsi in termini di tempo. Ecco qua, è finita. Spero di esservi stato utile e, ovviamente, la discussione è aperta anche a domande e pareri. Cercate solo di non andare off-topic perché in futuro potrebbe essere interessante per un nuovo utente leggere tutta la discussione, piena di elementi utili che lo aiutino a destreggiarsi in questa famosa giungla fatta di pagine, libri, oscurità e pochi fari di luce. Quando avrete seguito questi passaggi, passato almeno un anno potrete fare la somma di quanto accaduto e ritenervi soddisfatti oppure no. Questo varia da persona a persona: qualcuno potrebbe essere già molto felice di avere tra le mani il proprio libro e di vederlo tra gli scaffali a casa di qualche amico; altri vorrebbero invece fare il salto della quaglia e arrivare a vivere di scrittura (possibile? Certo! Difficile? Molto!). Pubblicare è difficile, ma fare i conti con quello che c'è dopo lo è ancora di più. Impegnatevi, ma tenete i piedi sempre bene a terra; non vi illudete ma allo stesso tempo non smettete mai di sognare.
  9. 1 punto
    Benvenuto @Marcus Broad Bean e buon divertimento!
  10. 1 punto
    Ciao @luca c., grazie! Intanto cerco qualcosa di tuo e comincio a leggerti io!
  11. 1 punto
    "Per quanto riguarda il lavoro edidoriale invece sicuramente sarai a conoscenza delle spese vive che l'editore deve sostenere per la pubblicazione di un singolo libro (pagare l'editor per la correzione delle bozze, l'editing e l'impaginazione, poi il grafico per la copertina e la tipografia per la prima edizione, aggiungi la promozione con copie gratis a blog, riviste, ecc.), insomma anche lui ha un gran bel lavoro da fare". Certamente, se parliamo di una casa editrice medio grossa, e quando è davvero così non ho niente da obiettare. Il problema è che molti piccoli editori (ho trovato parecchie testimonianze su questo sito)l'editing non lo fanno, la correzione di bozze talvolta consiste in una rilettura alla buona. Molti piccoli editori si limitano a fare poco più dell'impaginazione e della copertina e approdare ai medio grandi non è facile. Il dubbio di molti autori (mi ci metto anch'io fra questi) è quindi: vale la pena affidarsi a un piccolo o micro editore? La mia critica non è rivolta all'editoria che descrivi tu.
  12. 1 punto
    L'ultima volta che ho partecipato, mi pare due anni fa, trovai 3 romanzi da pubblicazione nella seconda fase... tipo da media sopra il 9. Mai più capitato, neanche uno ahah
  13. 1 punto
    Gli stessi amici milanesi (e non solo) che mi danno appuntamento dicendo «ci vediamo settimana prossima» invece di «ci vediamo la settimana prossima», che è un bel (si fa per dire!) calco dall'inglese (da see you next week, che in inglese va senza articolo). Dicono che l'inglese fa più figo. Ah, sì, domani faccio il brunch e poi vado a briffare gli impiegati Anche articoli e verbi sono in declino.
  14. 1 punto
    Buongiorno a tutti, sono un nuovo utente del forum Ho già pubblicato questo post sul gruppo del cazzeggio, ma ci tenevo a ripubblicarlo qui su WD perché ho notato che anche su questo forum c'è stata una discussione sul tema della sinossi. Alcuni di voi fanno giustamente notare come tante sinossi allegate all'incipit non seguano effettivamente il modello della sinossi, quanto piuttosto della quarta di copertina. Altri partecipanti hanno raccontato di aver seguito il modello della sinossi editoriale (quindi descrizione completa correlata di finale de libro) e di essersi visti assegnare voti bassissimi al romanzo perché "si sapeva già come andava a finire". Personalmente io avevo già una sinossi editoriale scritta per il mio romanzo, ma prima di pubblicarla mi è venuto un dubbio e ho scritto una mail agli organizzatori, che mi hanno comunicato che la sinossi dovrebbe seguire il modello della quarta di copertina (non chiamatela sinossi allora, direi io). In definitiva, per favore, siccome la colpa non è di nessuno (se non al limite degli organizzatori poco chiari), vi inviterei, se avete scritto una quarta di copertina, a non penalizzare chi ha scritto una sinossi completa, e, se avete scritto una sinossi completa, a non penalizzare chi ha scritto una quarta di copertina, proprio perché non era chiarissimo cosa fare. In ogni caso, buona fortuna a tutti i partecipanti
  15. 1 punto
    Approfitto di questa discussione: La voce @Amara dell'Agorà. Hic @Edu Ho conosciuto stasera un tipo folkloristico, al pub dell'Agorà, che era giù di spassetta. Si è presentato come Errico, ma ho sgamato che fosse il tuo Errichetto, @Edu . Mi voleva vendere delle erbette del suo orto nonsocosa, ma gli ho detto che sono già autofornita. (Sarò vecchia, ma prudenziale). Abbiamo poi riso insieme della mia frangetta vintage, e lui ha cominciato ad aprirsi con me: è arrabbiato con te per via di quel nome del cazzo che gli hai dato. Perché non Errico? si chiedeva. Non avrebbe sfondato abbastanza come titolo? Non potevi farne uno, di titolo, senza quel diminutivo sbattuto in prima pagina? Anche perché quelli dell'orto sinergico, che hanno captato qualcosa del vostro incontro e dei tuoi saluti, adesso lo chiamano Er Richetto. Perché? Gli ho chiesto. Mi ha detto del Mago Zurlì, il vecchio conduttore dello Zecchino d'oro, che aveva come co-conduttore tale Richetto... (vedi qui se non sai: https://www.raiplay.it/video/2013/10/Richetto-e-Mago-Zurli-2aeec732-fafe-4fc3-b00b-dfa3da7c9be3.html). Io stavo per scoppiare a ridere ma mi sono trattenuta per non deprimerlo maggiormente. Insomma, tutta la fatica che ha fatto per costruire la sua immagine punkesca di successo, col suo impegno, tu gliela hai vanificata chiamandolo Errichetto. Abbiamo bevuto un paio di birre grandi insieme, hic hic pensando alla punizione giusta per te @Edu . Lo demolirò, gli ho promesso. Non si fa così, con i personaggi di una certa levatura, no no
  16. 1 punto
    Da giovane e semplice utente del forum, mi rivolgo a te @ElleryQ in quanto moderatore per una questione forse non ancora trattata. Provo a spiegarmi. Noi utenti adoriamo questo forum, è ovvio. Ci leggiamo vicendevolmente e rispettiamo moltissimo i moderatori o quelli che ce l'hanno fatta e ci danno consigli. È però scontato che la maggior parte di noi è ancora sospesa nel limbo degli aspiranti scrittori, in attesa della luce verde divina proveniente da una CE o un'agenzia. Giustamente voi moderatori tenete in riga le nostre critiche e le nostre frustazioni quando passano la linea della civiltà e, a volta, anche della legalità. Non sarebbe male però che si diventi anche un pò più cinici e schietti verso le CE o le agenzie. Nel senso che se parlarne male è sbagliato, controproducente o a volte illegale, farebbe comodo però avere una specie di classifica. Mi spiego meglio. Io per farmi un'idea di quale casa editrice è seria o meno (intendo nella ricezione e nella lettura di manoscritti inediti, non nel valore storico o commerciale), mi sono letto ogni forum dedicato a queste CE, compresi ogni piccolo messaggio individuale e relative risposte. Per le agenzie stesso sistema. E ancora non sono riuscito a dirmi chiaramente: meglio mandare il mio romanzo a lorem ipsum (tanto per rimanere in questo topic) o ad altre agenzie? Io credo che non sia corretto stilare una classifica delle CE e delle agenzie, ma farebbe comodo magari che ogni utente possa dare un voto positivo, neutro o negativo sulle CE e sulle agenzie. In questo modo, all'inizio dei vari topic, si avrebbe una visione generale se, per esempio, lorem ipsum è consigliata o no a noi utenti... dagli altri utenti. Esempio: 165 voti positivi, 25 neutri, 23 negativi. --> Ok, io manderei il mio manoscritto. Se i voti positivi sono davvero tanti allora sarei disposto a pagare. Se è negativo magari nemmeno perdo tempo a provarci. Per tornare al tuo commento che hai fatto a @Charles1, è raro che ci sia un gentile rappresentante di una agenzia come @JaV, ma leggendo i commenti qua sopra non mi pare che abbia convinto noi utenti ad inviare il materiale o a fidarsi della sua agenzia. O almeno è quello che mi sembra trasparire dei commenti... Ciao.
  17. 1 punto
    Ciao @ElleryQ, come tutti gli anni faccio voto di castità alcolica ma sono un "grande peccatore" e ci casco sempre . L'unica cosa che non capisco è perché quando clicco sul link qua dal forum mi dà l'avviso che riporta la data del primo gennaio 2018 come data utile per gli invii; quando vado direttamente sul loro sito e clicco su "invio manoscritti" trovo un altro messaggio. "La minestra è sempre la stessa", nel senso che anche questo messaggio riferisce che per il momento le valutazioni sono sospese ma non parla di date. Ti indico il link: https://www.triskelledizioni.it/invio-manoscritti/ Spero che tu non mi risponda questa notte (31/12), perché non credo che riuscirò a rispettare il voto neppure quest'anno!
  18. 1 punto
    Ho inviato una mail per chiedere informazioni ma non ho ricevuto nessuna risposta. Comprendo il loro essere una grande agenzia, ma mi domando a cosa mai gli serva un indirizzo info se poi non viene dato alcun riscontro. @Kateuan, tu che hai inviato un manoscritto hai avuto qualche cenno da parte loro?
  19. 1 punto
    *Editato dallo Staff* Mi spiego. Qualche mese fa in una Mondadori vedo una decina di titoli della Leone: la cosa mi incuriosisce. Premetto che sapevo sin dall'inizio che fosse una C,.E. a pagamento, ma la curiosità prende il sopravento. Mando una mail chiedendo se accettano manoscritti. Mi rispondono dopo un paio di ore. - Si però dobbiamo prima sentirci telefonicamente.- Accetto. A pomeriggio mi telefona un tizio che non ricordo il nome, e mi illustra bene il tutto senza troppi fronzoli e molto esplicito. Mi parla prima di 3'500 Euro, ma dopo una decina di minuti diventano 5'000. Mi racconta che i soldi non vanno alla Leone, eccetto qualcosina di editing, ma servono per il marketing: ovvero, al rappresentante che spenderà il suo tempo a illustrare e magnificare questo autore emergente, e a convincere il libraio a prenotare e poi esporre il romanzo. Dopo una ventina di minuti si congeda chiedendomi il file senza assicurarmi la pubblicazione, perché ci deve essere un merito. Avendo perso l'interesse, e non volendo anche far perdere tempo a questa C.E., spedisco comunque il file. Volevo sapere bene il tutto, e quello che ho saputo mi ha lasciato veramente perplesso. Ero incuriosito dal fatto che contattando tempo prima 2 loro autori, mi risposero freddi " che queste informazioni non le danno". La domanda era "come ti trovi con la Leone?" *Editato dallo Staff* Dopo una decina di giorni il tizio mi contatta, e mi informa che l'esame è superato, il testo va solo un pochino sfoltito. Arrivano le risposte che mi hanno lasciato sbigottito, la faccio breve così concludo. 1) L'autore deve firmare un contratto di 10 anni con la Leone, quindi non può pubblicare per nessun'altra C.E. In ogni pubblicazione successiva deve sempre pagare l'editing; il costo non è dato a sapere. Se la Leone non fosse più interessata al nuovo testo di questo autore, darebbe una liberatoria e quindi il congedo, non so se riguarderebbe il file in oggetto o anche i successivi. 2) L'autore riceve paio di copie in omaggio, non può e non deve vendere i suoi romanzi ad amici, parenti ecc. quindi non ha sconti di nessun tipo. Li deve mandare tutti quanti in libreria. Premetto che non tutte hanno materiale Leone. *Editato dallo Staff* Il tutto è stato a voce, quindi non so cosa altro il contratto possa prevedere. Io non giudico mai le C. E. ognuna di loro è un'azienda è ha diritto di fare ciò che vuole. Ma un autore oltre a pagare un salasso, deve anche determinare il suo futuro per 10 anni successivi. Per chi ne ha tanti, I soldi sono solo carta colorata, la vita diventa colorata quando è libera.
  20. 1 punto
    *Editato dallo Staff* Dopo quattro mesi di attesa del risultato di un concorso letterario da loro indetto che doveva invece durare un mese, sono stato “premiato” con una “menzione speciale”, che mi dava diritto alla possibilità di pubblicare con loro A PAGAMENTO (acquisto 80 copie per 1280€), non diversamente da un qualunque privato che si fosse rivolto a loro direttamente, o in alternativa gratuitamente su e-book, senza però ricevere alcun editing. Tutto questo per poi ricevere nelle primissime fase dell'editing a caparra pagata un recesso unilaterale, senza preavviso e senza possibilità di dialogo o mediazione. Nella lettera ricevuta, il direttore ha tentato in tutti i modi di addossarmi la colpa del recesso per sopperire alla chiara inadeguatezza dell'editor *Editato dallo Staff* È giusto spendere qualche parola in più sull'editor, che magari (mi permetterei anche un “forse”, visto ciò che ho vissuto) era competente nel mero ambito letterario, ma decisamente non in quello della tematica del racconto. La sua opera di correzione infatti è stata assolutamente inadeguata, profondamente invasiva e senza margine di replica. Nella prima fase della revisione, aveva riscritto di sana pianta quasi un 30% del racconto, intimandomi/imponendomi di eliminare qualunque parola in inglese o cinese (quali ad esempio parole comunissime come “meeting” e “sales manager”), rendendo assolutamente irrealistico e superficiale un racconto che era ambientato nientemeno che in un'azienda multinazionale che produceva in Cina. Tutto questo in nome di una fruibilità finalizzata a vendere qualche copia in più a qualche lettore che non avrebbe avuto né le competenze né quasi sicuramente l'interesse di affrontare un racconto del genere, castrandone in questo modo il realismo ed il contenuto tecnico. Nel fare questo, aveva inoltre inserito pesanti errori tecnici che avrebbero fatto saltare sulla sedia un lettore minimamente competente, come riscrivere un'intera frase definendo la ISO 9001 una certificazione di sicurezza (che invece riguarda i sistemi di controllo qualità). Faccio presente che questo comportamento è avvenuto nonostante il fatto che la Casa Editrice aveva più volte ribadito in sede di firma del contratto che “mi garantivano la totale paternità del racconto e l'ultima parola su ciascuna modifica”, cosa che non pretendevo di avere, ma mi aspettavo quantomeno un minimo di apertura al confronto con persone più competenti di me in campo letterario. Infine, ho trovato profondamente irrispettoso il fatto che l'editor mi ha inviato via mail il primo centinaio di pagine editate senza evidenziare in alcun modo le modifiche, liquidandomi testualmente con un “potrai rilevare le modifiche confrontandole con la tua stesura, metterle in rosso sarebbe stato piuttosto problematico”. Ovviamente, rileggermi un terzo del libro su due schermi confrontando le versioni mi ha costretto a tre nottate di intenso e snervante lavoro, per poi venire subito ripagato con la recessione del contratto quando ho espresso, in maniera cordiale e più che legittima, la mia frustrazione. Sottolineo che ho anche elementi esterni per sostenere la validità del racconto in quanto, oltre alla “menzione speciale” nel loro concorso, il libro aveva raccolto opinioni entusiaste di vari colleghi che avevano lavorato in Cina, anche non direttamente conoscenti, che l'hanno divorato in pochi giorni. Inoltre, la tematica del racconto stesso mi ha dato possibilità di fare la conoscenza di un professore universitario di lingua cinese, che si è offerto gratuitamente di assistermi nell'editing perché credeva nell'opera. In aggiunta, il libro poteva anche vantare la prefazione di un autore che aveva già pubblicato con una casa editrice italiana di primissimo piano, sempre conosciuto mentre pubblicizzavo il racconto. Nel restituirmi la caparra di 450€ quasi un mese dopo il recesso, l'editore inoltre decide di soprassedere sul fatto che l'art. 1385 del codice civile imporrebbe chiaramente di rimborsarmi un importo doppio rispetto a quanto già versato. E dire che il loro editor aveva studiato legge... Concludo dicendo che non auguro a nessuno un'esperienza come la mia, con un editore che vi fa sentire pesati non sulla base della validità del vostro lavoro, ma su quella del numero di follower che avete su Instagram e del mero numero di copie che sarete in grado di vendere. Sperando di avervi evitato un inciampo, auguro buona fortuna a tutti gli scrittori P.s.: Ovviamente ho elementi per supportare tutto ciò che ho affermato
  21. 1 punto
    Sono stati molto gentili e hanno risposto in maniera esaustiva. Riassumo. La casa editrice New-Book Edizioni accetta manoscritti di autori esordienti e non. In ogni caso, la valutazione degli inediti, abbastanza severa, viene curata da due editor professionisti, con esperienza di oltre trent'anni. Cercano di pubblicare solo testi di indubbio valore. Le spese di editing, impaginazione, stampa e promozione del libro sono unicamente a carico della casa editrice. Per mantenere questa linea editoriale chiedono l'acquisto di 90-100 copie dell'Opera, da parte dell'Autore. L'editing dell'Opera è molto accurato. I loro editor non snaturano il testo, ma cercano di massimizzarne i pregi e di minimizzarne i difetti. Consigliano gli autori, avanzano proposte che, naturalmente, devono essere accettate dagli scrittori in una stretta collaborazione. Credono che l'Autore debba essere al centro di tutto il progetto editoriale. Cercano di offrire un editing il più possibile attento e professionale, in quanto secondo loro è ciò che distingue (o dovrebbe distinguere) ogni casa editrice, dall'auto-pubblicazione. La new-book lavora con una fitta rete di librerie di fiducia, sparse un po' su tutto il territorio nazionale. Inoltre si stanno informando, proprio ora, della possibilità di firmare un contratto con un distributore. I libri, oltre a queste librerie, sono acquistabili su Amazon, Ibs, Libreria Universitaria, sul sito web dell'editore e su tutti i suoi canali Social. Oltre a ciò viene realizzata la versione e-book, acquistabile direttamente dal Kindle Store. Ad ogni nuova pubblicazione omaggiano delle copie ad alcune testate giornalistiche e collaborano con DESTINAZIONE CINEMA, che offre la possibilità di creare il book-trailer delle loro opere. Il loro punto di forza è il rapporto con l'autore, che continuano a seguire nel tempo, in un rapporto di amicizia. Lo aiutiano ad organizzare le presentazioni della sua Opera, in casi particolarmente meritevoli fanno partecipare i loro volumi a vari concorso letterari. Credono che in un mercato difficile come questo sia importantissima una stretta collaborazione fra casa editrice e autore. Sposto in a pagamento.
  22. 1 punto
    Buongiorno, poco fa ho ricevuto la proposta di pubblicazione con LFA Publisher e sono combattuta in quanto ne ricevetti un'altra poco tempo fa (non so se posso scrivere il nome, ma chi mi ha letta forse lo ricorda.) Non ho ancora firmato nulla con nessuno. Sapete quanto tempo da la LFA per rifletterci sopra?
  23. 1 punto
    Caro dfens sognatore, ho da qualche mese pubblicato con questa CE e ti posso dire che sono completamente free e fanno tantissime iniziative atte a sostenere lo scrittore e libri davvero di pregio... pensa che quest'anno come l'anno scorso saranno alla Buchemesse di Francoforte e a aprile saranno al Comicon... Credo ti convenga provare se ti hanno fatto una proposta... il contratto me l'hanno inviato subito e danno il 10%. Saluti.
  24. 1 punto
    Ancora non so però vi aggiorno, intanto firmo con loro ho deciso, dell editing se ne occupano loro, nell e-mail ricevuta col contratto hanno specificato che si occupano loro della correzione
  25. 1 punto
    Ho ricevuto la mail di avvenuta ricezione. Sono molto veloci e questo al momento depone in loro favore. Valutano in una quarantina di giorni e in ogni caso danno una risposta. Non richiedono alcun contributo agli autori, né tanto meno acquisto di copie obbligatorie da parte degli stessi. Per informazioni, come distribuzione e post-uscita libro, l'invito è ad andare sui siti www.lfapublisher.com e www.lfaeditorenapoli.it oppure sulle pagine facebook, twitter e instagram.
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