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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 01/05/2019 in tutte le aree

  1. 3 punti
    rio delle amazzoni: cattivo soggetto che insidia donne sole a cavallo KGUCJ R OXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  2. 2 punti
    Le fiamme blu sono quelle dell'immaginazione. La normalità ha bisogno di una spiga d'oro.
  3. 2 punti
    Premesso che la notizia mi pare riportata dal giornale in maniera assai pedestre (l'appropriazione indebita non c'entra nulla con l'indebito sfruttamento dell'altrui immagine - quello che gli Americani chiamato 'right of publicity' - né, come sembra sia successo qui, con la violazione dell'immagine nel senso di reputazione, onore, decoro - che sono ciò che ne fanno parte - e quindi sostanzialmente una diffamazione) e premesso altresì che per commentare sensatamente una sentenza bisognerebbe basarsi su quella e non un articolo di giornale, se io scrivo una storia dove situazioni, personaggi e protagonista sono del tutto simili a quelli di una persona reale facilmente identificabile, non posso trincerarmi dietro il fatto che i miei fictional Peppo e Peppina che vivono a Peppolandia non sono Gino e Gina che vivono a Torino e quindi approfittare per dirne peste e corna. Si vede che qui la Johansson era facilmente identificabile. E' il problema che tormenta sempre, in special modo, biografie e memorie. Le tre pesti da evitare sono la diffamazione, la violazione della privacy, la violazione dell'altrui diritto d'autore (es riporto nel memoir, senza autorizzazione, la poesia che zio Gigetto scrisse quando aveva sei anni). Il caso di Orwell era diverso, non vi è diffamazione se il soggetto non è chiaramente identificabile, quindi il rifiuto a pubblicarlo fu semplicemente uno scrupolo (o chiamatela codardia, se preferite) degli editori preoccupati da eventuale pubblicità negativa e/o da perdita di appoggi in alto loco e/o ritorsioni di qualche tipo. Diverso ancora Il Codice da Vinci, che fu effettivamente oggetto di una causa, ma solo perché, secondo l'accusa, aveva ricalcato la ricostruzione della storia del Graal fatta in un saggio uscito anni prima (per i curiosi, questo). Il giudice però ha assolto Brown ritenendo che avesse utilizzato solo le idee e non la traccia della ricostruzione propugnata nel saggio che i saggisti avevano assimilato a una vera e propria trama, quindi la tesi era che loro avessero narrato una storia sotto forma di saggio e Brown avesse raccontato la stessa storia utilizzando però il format del romanzo). Ho letto solo il saggio, quando uscì, ma non ho mai letto Il Codice da Vinci, quindi non sono in grado di dire se l'accusa potesse essere fondata (fermo restando che il giudice ha ritenuto il contrario). Quindi questa era un vertenza sul diritto d'autore, quella della Johansson no, è una questione di reputazione. Chiudo dicendo che posso benissimo prendere un fatto realmente accaduto e farci un romanzo, se adopero le dovute cautele di cui sopra. Es: anni fa, in America, era venuto fuori che in una casa di riposo c'era un gatto che riusciva a identificare molte ore prima chi sarebbe deceduto e così gli si piazzava in stanza fino a quando il degente non moriva; da qui è stata tratta più di una storia per bambini. E no, non c'entra che fosse solo un gatto, perché attorno a lui ruotava comuqnue la clinica e le persone della clinica, ancorché inventate; ma nessuno ha diffamato la clinica o il personale o narrato la storia di un vero paziente della clinica).
  4. 2 punti
    Vorrei condividere con voi la mia disastrosa esperienza con quest'agenzia che mi ha prima illusa e poi bloccata per quasi due anni. Ufficialmente, sarei ancora in attesa di notizie sulle case editrici che avevano in lettura il mio manoscritto dal 2017. Purtroppo, il Sig. Viganò, dopo avermi mandato il contratto da lui firmato (solo in formato elettronico) ha sospeso le sporadiche comunicazioni con la sottoscritta già dallo scorso ottobre. Me ne sono fatta una ragione, pazienza. Eppure, due righe di congedo avrebbero risolto la nostra presunta collaborazione senza rancori né delusioni. Ignorare gli autori sembra essere il modus operandi di questa agenzia. Fate attenzione ai fuochi di paglia.
  5. 1 punto
    Se potessi fare un "ritocchino" il concerto del 1° maggio si trasformerebbe in un festival del blues. Se tu fossi uno strumento musicale?
  6. 1 punto
    Jpec: estensione per l'agenzia delle entrate. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  7. 1 punto
    Alla prima domanda hanno già risposto (sì, giuste le cifre), quindi rispondo a questa: puoi scriverlo in entrambi i modi (codice penale oppure Codice Penale); se usi le maiuscole lo farai risaltare di più. Evita invece di scrivere Codice penale (a meno che non sia all'inizio di una frase; in quel caso sei obbligato a iniziare con lettera maiuscola). In realtà è questo che dice l'articolo. Usare i numeri per indicare l'orario è accettabile solo quando il numero è complesso (per esempio: 15:42); dev'esserci un motivo specifico per farlo, però. Sono d'accordo con tutto il resto che hai scritto.
  8. 1 punto
    Mi spiace contraddirti, @dyskolos , ma sul mio portatile (Hp appena acquistato) il tuo sistema non funziona, né sul foglio di scrittura di Libre Office (aggiornato di recente), né tanto meno qui nel WD.
  9. 1 punto
    Il mio suggerimento, per altro non richiesto, è di caricare l'incipit e smettere di speculare su a che cosa servono tutti i campi da compilare, che tanto non abbiamo risposte. Suggerisco anche di mettere tutte le indicazioni richieste, se possibile, che se sono richieste ci sarà pure un motivo, anche se per noi imperscrutabile. Ma forse sarà che sono alla seconda birra e non vado mai oltre la prima. La seconda tende a tirare fuori l'aspetto più ringhio gattuso del mio carattere.
  10. 1 punto
    @Marcello, faccio outing. Non so a chi si rivolga @Alessandro Passeri, ma credo stia parlando di me, dato che ha solo sei messaggi all'attivo e i due prima di questo riguardano una conversazione tra noi (in un'altra discussione). @Alessandro Passeri, mi dispiace che la mia sia sembrata una risposta offesa. Volevo essere scherzosa, ma probabilmente sono risultata troppo piccata. Non c'è, da parte mia, nessun risentimento. Né di natura "scrittoria" né di natura personale. Scusami se ti ho dato quest'impressione. Spesso su questo forum si parla di argomenti seri in tono scherzoso, senza che nessuno si senta offeso.
  11. 1 punto
    Io scrivo in google docs, e ho impostato solo quanto strettamente richiesto in modo molto semplice: A4, times new roman 12, interlinea doppia, allineamento giustificato e tanti cari saluti.
  12. 1 punto
    Qualcuno ci sognò senza spiegarci, ormai da tanto tempo aspettiamo che torni per capire.
  13. 1 punto
    Quando entri in WD, e sei nella home del Forum, in alto a destra del telefono, dovrebbero uscirti tre pallini in verticale, cliccaci e scorri nella lista, ci sta scritto "aggiungi alla schermata home", e poi esegui il resto. Spero che ti sia un poco chiaro; non conosco la nomenclatura tecnica. 😅
  14. 1 punto
    Io preferisco quelli più strambi, perché i personaggi sono più interessanti. Quelli di Kafka per esempio secondo me gli sono venuri veramente bene, specialmente Nakata e Hoshino. Idem in Dance dance dance, Yuki e Gotanda sono scritti benissimo. Faccio però fatica a definire fantasy i suoi libri, sebbene kafka abbia vinto il world fantasy award. La sua è letteratura e basta, a mio parere.
  15. 1 punto
    Certo, @DarkDreamer . Quando ho inviato io (febbraio 2017), ancora non c'era la valutazione a pagamento. Ho inviato, gratuitamente, nella finestra temporale che si era aperta in quel mese.
  16. 1 punto
    Ah sì? Posto che la si potrebbe sostituire con "commessa" e il discorso non cambierebbe di una virgola, "casalinga" era una parola comunissima fino a qualche anno fa, ora non lo è più? Mi fai sentire decrepito . Mia madre, le mie zie e tante altre donne che ho conosciuto e che ancora conosco hanno scelto di passare la vita ad allevare i figli, badare alla casa, fare la spesa, cucinare, riordinare, stirare, rammendare... Mi risulta anche che esista una pensione sociale per le casalinghe ed esiste di certo il "Fondo casalinghe dell'INPS".
  17. 1 punto
    Ciao Lucia! Che bello ritrovarti qui ! In merito al fatto se i finalisti verranno avvisati, so quanto ho letto su questo forum da altri che stanno partecipando... sembra che saranno avvisati qualche giorno prima In bocca al lupo a te e anche agli altri partecipanti! Comunque vada, è sempre bello mettersi in gioco.
  18. 1 punto
    I partecipanti saranno almeno 1000 - 1500. È gratuito e basta mandarne una ventina di pagine tramite il sito. Quindi i partecipanti sono davvero tanti. Io ho partecipato l'anno scorso. Devo dire che non mi è dispiaciuto. Su 10 giudizi ne ho ricevuti sette o otto (non ricordo bene) perché qualcuno s'era ritirato. Di questi, uno mi ha stroncato dicendo di fare dell'altro ma di non scrivere per favore, uno mi ha elogiato che sembrava avesse in mano un capolavoro e gli altri erano medi (a chi è piaciuto, a chi meno, hanno individuato difetti nel testo, a volte anche contrastanti tra loro - l'incipit aveva quattro punti di vista diversi alternati e a qualcuno era piaciuto per questo e a altri no). Ebbene io parteciperò di nuovo, intanto perché è divertente e poi perché, pur con tutti i difetti che può avere, è un modo per vedere quali reazioni può suscitare il proprio testo su una decina di lettori a caso. Sta poi all'autore trarne le proprie considerazioni.
  19. 1 punto
    Bentornata, @nerinacodamozza Discussione molto interessante Io penso che non solo scrivere di se stessi sia accettabile, normale, logico: penso sia necessario. In fondo, tutti gli scrittori lasciano qualcosa di sé nelle parole che mettono una dietro l'altra. Certo, lo fanno in diverse misure, ma si può evitare di farlo al cento per cento? Be', secondo me se si è "scrittori" no. Se si è novellini sì. "Un libro deve essere un’ascia per rompere il mare di ghiaccio che è dentro di noi" (mi pare sia di Kafka), e secondo me vale non solo per il lettore, ma per lo stesso scrittore! Se uno scrittore non si scava dentro (e scrive di se stesso in varie forme) sarà tutto vano, inutile, vuoto. L'arte (cantare, suonare, dipingere... e anche scrivere) è fatta di tecnica, teoria e talento, va bene. Ma anche di emozioni: e dove le prendiamo, se non dentro noi stessi? Scrivere di se stessi è il primo passo per scrivere bene; scrivere di se stessi insegna a scrivere di se stessi anche senza farlo davvero. Ok, ora sembro un po' Recalcati, ma è quello che penso
  20. 1 punto
    Penso che sia inevitabile scrivere anche di se stessi, ma quel che può fare la differenza è scrivere a partire da se stessi: non dobbiamo essere il fine, ma la nostra esperienza può diventare uno strumento per contattare l'altro. Quando scrivo ogni tanto mi fermo e mi chiedo: questo mio sentire può essere condiviso? Può parlare a qualcun altro di se stesso e aiutarlo a dar forma a qualcosa che sa, ma non sa di sapere? Credo che chi scrive abbia una responsabilità nei confronti di ogni potenziale lettore, perché può avvicinarlo oppure allontanarlo dalla propria verità (la verità del suo sentire, intendo) e le parole possono essere usate per vedere meglio o più a fondo la realtà, ma anche per accecarsi o deviare da essa.
  21. 1 punto
    Mi auto-cito per raccontarvi qualcosa che spero dia un po' di speranza a tutti quelli che, come me, la speranza (editorialmente parlando) l'avevano persa. Premetto che non ho mai amato la formula di IoScrittore. Ho sempre pensato che fosse una guerra tra poveri, considerando che molti dei partecipanti affibbiano voti bassi sperando di affossare i possibili concorrenti. Tra i giudizi ho sempre letto molta acredine, a volte li ho trovati completamente fuori luogo, spesso anche offensivi. Ho comunque partecipato due volte (lo scorso anno e quest'anno) ed entrambe le volte, nonostante alcuni di questi giudizi negativi, sono passata tra i 300 semifinalisti. Lo scorso anno non ero arrivata tra i 10, e quest'anno pensavo fosse andata anche peggio, perché all'inizio di ottobre ho dovuto ritirarmi. Ero riuscita a leggere solo uno degli 11 romanzi che mi erano stati assegnati, e di certo non sarei riuscita a leggerne 10 nel mese scarso che rimaneva prima della fine del torneo. E poiché la mia filosofia di vita è "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te", non avevo intenzione di dare giudizi sommari, o peggio ancora, infondati, solo per avere la possibilità di andare avanti sperando di arrivare in finale. Non potete immaginare la mia sorpresa quando, il giorno dopo l'invio della mail in cui comunicavo la volontà di ritirarmi, ricevo la telefonata della responsabile di IoScrittore (perdonatemi ma non ricordo il nome) che prima mi chiede le motivazioni del ritiro, e poi mi dice che una delle case editrici di GeMS era interessata a pubblicare il mio romanzo, chiedendomi se potesse passare i miei contatti a questa CE. Incredula e spiazzata, naturalmente dico sì, e il giorno dopo vengo contattata dalla direttrice editoriale di questa CE (non ho ancora firmato il contratto, quindi per scaramanzia non dico quale...) che mi conferma la loro intenzione di pubblicarmi. Al rientro dalla fiera di Francoforte mi mandano la bozza di contratto, che accetto, e che ora sto aspettando mi arrivi in originale per apporre quella agognata firma. Questa esperienza mi ha portata a ricredermi su diverse cose. La prima è che quando le CE del gruppo GeMS agli invii spontanei rispondono "partecipate a Ioscrittore", non lo fanno solo per togliersi la rogna di leggere gli esordienti (forse anche per questo), ma perché davvero è uno degli strumenti che usano per capire chi e cosa pubblicare, e di certo non leggono solo i primi 10 come erroneamente pensavo. Più verosimilmente, leggono, o fanno leggere, i 300 che passano alla seconda fase. La seconda è relativa al fatto che ho sempre pensato che per pubblicare con una big servisse un agente ben introdotto, una raccomandazione o una conoscenza diretta. Io non sono nessuno, non conosco nessuno e non ho un agente, eppure sta succedendo anche a me. E in ultimo, la cosa più importante: ho sempre pensato che essere onesti e corretti, in fondo, non pagasse. Perché nel mondo vanno avanti solo i furbetti e i prepotenti. Non è vero nemmeno questo: a volte l'onestà e la correttezza, se supportate dalla tenacia, dalla volontà di mettesi in gioco e dall'umiltà di imparare anche da chi ne sa meno di noi, vengono premiate. Spero che questa mia esperienza possa infondervi un pizzico di fiducia. In bocca al lupo a tutti, N.
  22. 1 punto
    Premetto che sono anch'io un'adolescente che scrive su Wattpad, ma penso di aver aperto un po' gli occhi. Su Wattpad ci sono solo le solite fanfiction (tutte uguali). Mancano originalità e ispirazione in quella enorme community. Fai migliaia di visualizzazioni solo se scrivi una fanfiction. Ho scritto pure io una fanfiction copiando la massa, ottenendo un numero notevole di visualizzazioni e di voti. Ma l'unico mio obiettivo erano le visualizzazioni, proprio perché ero vittima di bullismo e volevo farmi valere e sentirmi "popolare" come tutti erano. Un po' Wattpad mi ha valorizzata, ma anche sopravvalutata. Questa fanfiction non dice proprio niente, è stata scritta in fretta e furia, un po' come la maggior parte delle fanfiction. Ora per me visualizzazioni e voti non valgono nulla, ma vale l'originalità e la correttezza del libro. Wattpad mi ha dato occasione di appassionarmi della scrittura e di crescere. Anche se penso che non scriverò più su Wattpad, preferisco scrivere solo per passione e da sola, perché ora mi sento particolarmente distinta dalla massa
  23. 1 punto
    @Renato Bruno Carissimo, grazie per l'interessamento e il sostegno. già fatto. Considerando che un testo è sempre migliorabile (tranne il mio adorato Italo Calvino), bisogna anche aver coraggio di mettere il punto e pibblicare Premetto che volevo pubblicare il libro a Firenze. Angelo Pontecorboli non mi ha preso un soldo e mi ha proposto ottime condizioni. E' un editore piccolo ma di vecchia data, con una clientela consolidata. Specializzato in saggistica, è vero, ma questo non mi dispiace: dà un tono di serietà al libro, documentatissimo. Non potevo desiderare di meglio. Eh già... Hai qualche suggerimento da darmi?
  24. 1 punto
    @Mirtillasmile oddio, "tutelato" è una parola grossa! Tu considera che quando pubblichi una storia su EFP o Wattpad le uniche cose che hai a disposizione sono: 1) il testo (che si può sempre modificare e da cui si possono rubare le idee, e diventa praticamente impossibile dimostrare se la storia sia stata copiata); 2) la data di pubblicazione. Poi Wattpad si prende responsabilità fino a un certo punto. Diciamo che è tutta nelle mani di chi pubblica, quindi se hai paura del plagio conviene proprio ripensarci. Però è anche vero che una volta la mia editor disse "Non ha senso comprare un bell'abito e poi non indossarlo mai perché hai paura che si rovini, Beatrice-chan". Quindi se uno ci tiene a farlo non dovrebbe farsi tutti questi problemi, perché si possono avere anche belle esperienze. Bisogna solo mettere in conto che certe cose potrebbero potenzialmente capitare e valutare cosa sia meglio.
  25. 1 punto
    Ci hanno risposto immediatamente e riassumo: Accettano manoscritti di esordienti e non chiedono contributi, lavorano con l'autore sul testo, formando un team editoriale a seconda delle caratteristiche del libro. Sono distribuiti da Messaggerie e sono promossi da PDE; hanno un ufficio stampa dedicato alla promozione, fanno campagna sui social e sul sito, presentazioni in librerie e festival. Sposto in Free.
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