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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 29/10/2018 in tutte le aree

  1. 3 punti
    Ciao MeStesso70 quella A stilizzata del tuo logo è inquietante Ti dirò non sono arrabbiata. Tendo a mettere i puntini sulle i e non ho un gran senso dell'umorismo. Una volta era diverso, vi erano poche editrici, sempre motivate anche quelle piccole. Ora non fanno altro che lamentarsi che ci sono tanti aspiranti scrittori che subissano i loro uffici, che il 99 per cento non vale niente, che prima di spedire bisogna farsi l'esame di coscienza (ho letto anche questa). Non capisco: se è quello il lavoro che si sceglie di fare, perché si lamentano? Più semplice cambiare lavoro no? Inoltre si può gentilmente rifiutare una proposta anche con risposte automatiche, non credo che qualcuno si suiciderebbe. Quindi non è necessario spararle tanto grosse. Si valuta, si legge o si scarta, si sceglie se si vuole e si cestina finché si vuole. Mica occorrono tante parole.
  2. 1 punto
    Lo Stregone è sempre stato un tipo strano. I maligni dicono sia pazzo, ma l’aggettivo con il quale viene definito qui in paese è “eccentrico” (forse perché è molto ricco, e dei ricchi nessuno dice mai che sono “pazzi”). In ogni caso, è arrivato da queste parti una decina d’anni fa, e si è comprato il vecchio maniero su in collina, quello che si diceva fosse maledetto, infestato dagli spettri. Il suo nome vero, poi, qui in paese non lo ha mai saputo nessuno. Negli ultimi anni si sono sentite tante voci sul conto dello Stregone. Chi dice che si dedichi a pratiche strane e proibite come la demonologia… chi dice che faccia anche di peggio. Vorrei tranquillizzarvi, su questo: sono solo voci senza fondamento. Comunque, un paio di anni or sono, questo strano personaggio ha aperto una Casa Editrice. Una Casa Editrice specializzata in narrativa Horror. Edizioni del Becchino, si chiama (non l'abbiamo mai censita qui sul WD perchè avevamo una paura fottut... ehm... perché non ne abbiamo mai avuto l'occasione, trattandosi di una CE di "nicchia"). Il problema è che, a quanto pare, quella dozzina di autori che aveva sotto contratto sono tutti spariti nel nulla. Ammetto che anche in merito a queste sparizioni girano voci strane… si mormora che siano scomparsi dopo aver passato un week end narrativo nel maniero dello Stregone. Qualcuno dice addirittura che siano stati… ma no, non voglio indulgere a pettegolezzi da bar. La verità è che nessuno sa cosa sia successo. E che Lo Stregone sia coinvolto in queste sparizioni misteriose è solo un’illazione, una diceria non provata. Veniamo a noi, dunque. Carissimi utenti, carissimi sognatori, carissimi aspiranti scrittori che frequentate il WD… perché vi ho fatto questa premessa? Perché Lo Stregone, la cui sinistra dimora purtropp... ehm, per mia grazia non si trova troppo distante da dove vivo, sapendo del mio ruolo da staffer nel WD ha pensato bene di contattarmi, chiedendomi se gentilmente potevo aiutarlo a trovare delle “nuove voci”(che lui ama definire “carne fresca”, ma come vi ho detto è un tipo bizzarro, eccentrico) per la sua Casa Editrice. Vorrebbe organizzare un Contest Horror, per questo Halloween. Mi ha confidato che gli piacerebbe pubblicare i migliori racconti in un prestigioso volume rilegato in pelle, targato Edizioni del Becchino, di cui potete ammirare la copertina in fondo a questo post. Naturalmente Lo Stregone intende offrire agli autori un regolare contratto (ha parlato di un “contratto scritto col sangue”, ma questi sono aspetti tecnici che chi vince definirà in seguito, io non ne voglio sapere nulla). L’altro giorno @queffe e @Kuno si sono recati al maniero dello Stregone per avere maggiori dettagli e magari anche le tracce, solo che… insomma, non sono più tornati. Lo Stregone mi ha detto che saranno suoi graditi ospiti fino al termine del Contest, ovvero fino a quando non avrà questi nuovi autori da contrattualizzare (gliene servono almeno tre per il suo “rito”… credo che chiami così la firma del contratto editoriale… ve l’ho già detto che è un tipo strano, no?). Non che Kuno e queffe siano trattenuti contro la loro volontà, sia chiaro… lo Stregone mi ha anzi assicurato che si stanno divertendo un mondo e che possono connettersi quando vogliono (il problema, mi ha detto, è che nel suo maniero di campo ce n'è davvero poco... quindi se si fanno sentire poco o niente non dobbiamo preoccuparci). Le tracce, comunque, me le farà avere il 31 sera, assieme al regolamento dettagliato. Non so a che ora, dopo il tramonto in ogni caso (vedete… Lo Stregone non ama troppo la luce del sole, e prima di una cert'ora non si alza...). E poi… e poi ci sarà tempo per scrivere i racconti fino a domenica 4 novembre, ore 20.00! Tutto chiaro? Ci aggiorniamo la sera del 31 per maggiori dettagli... PS Lo Stregone mi ha anche detto che vorrebbe farsi un giro qui sul WD per "controllare di persona" che il Contest si svolga in modo regolare e tutto... gli ho risposto che può farlo quando vuole, ci mancherebbe. Al limite se avete domande specifiche sul contratto editoriale riservato ai vincitori potrete chiedere a lui, io me ne lavo le mani...
  3. 1 punto
    Grazie infinite, inviato ora manoscritto.
  4. 1 punto
    Un'immagine molto graziosa. Benvenuta @blue_laoup, e auguri per i tuoi progetti!
  5. 1 punto
    Ho letto anche io il decalogo e mi sembra non solo spiritoso ma anche sacrosanto. Oltre che limitarci ai nostri panni di autori dovremmo metterci nei panni degli editori che ogni anno hanno a che fare con svariate centinaia (a volte migliaia) di autori convinti di aver scritto il capolavoro del secolo spesso senza nemmeno guardare se corrisponde ai generi di interesse dell editore. E se glielo si fa notare risponde "diamine ma il mio è un capolavoro l editore per me deve fare una eccezione nel suo interesse"...
  6. 1 punto
    Per il caso dei gadget, @Anna Magic, ho scritto proprio che il contratto è a royalties (tranne casi in cui l'autore, incautamente, preferisce il forfait pentendosene magari in seguito). Circa le illustrazioni, il caso cambia se parliamo solo di copertina o di illustrazioni interne. Lo dico con una certa cognizione di causa perché lavoro in quest'ambito e so che i copertinisti vengono di solito pagati con acquisto dell'immagine, non con royalties. Idem per chi lavora per riviste, o per albi con una elevata tiratura perché distribuiti in edicola (Tex, Dylan Dog, eccetera): in tal caso, oltre al copertinista anche il disegnatore percepisce una congrua somma forfaitaria (idem lo sceneggiatore), mantenendo gli originali da rivendere. Diverso è per le immagini interne di un libro illustrato, perché, in tal caso, l'illustratore ha un contratto editoriale da coautore dell'opera, come lo scrittore. Fanno eccezione le opere enciclopediche e didattiche, specie se illustrate da più autori, perché per questo tipo di opere il pagamento è in genere a forfait. Anche in questo posso affermare con una certa sicurezza che funzioni così, poiché diversi disegnatori con cui collaboro hanno illustrato una nota enciclopedia. Il link al momento non riesco a ritrovarlo, sono da smartphone, appena passerò al pc proverò a ritrovarlo.
  7. 1 punto
    Io ho superato i sessanta e non mi diverto più a giocare agli indiani con le frecce... Anche se so chi tira le frecce... In tutte le generazioni, anche nella mia, ci sono gli "eterni giovani". Vorrei dire loro che la guerra è finita da tempo e i baricaderos mi fanno ridere, ma va bene: hanno vinto loro. Per quello mi sono ritirato a vivere in campagna e in riva al mare, per non avere a che fare con baricaderos. Preferisco affrontare un dialogo su cosa mi piace e su cosa non condivido, non amo uso di freccette come mentine che si lanciano ragazzi e nuovi adolescemi... Però capisco chi sente l'impellente bisogno di questo "uso". Del resto, se hanno liberalizzato la droga, perché non liberalizzare le freccine? Anche questo fa parte di una società smart. Evidentemente vivono in una società smart. Che se la tengano pure.
  8. 1 punto
    Ciao Ambra! (Mi permetto di darti del tu perchè abbiamo la stessa età ). Ho letto la discussiobe e, incuriosita, sono andata sul tuo sito e mi sono immediatamente iscritta alla tua newsletter. È molto ammirevole ció che fai, davvero un bellissimo esempio di persona altruista (grazie anche a @dizigrino che mi ha fatto da beta (sant’uomo) e consigliato di affidarmi a te ). Spero di riuscire presto a rientrare tra i primi due del mese, appena avró ultimato il mio romanzo. Ancora complimenti, a presto!
  9. 1 punto
    Il nuovo presidente del Brasile
  10. 1 punto
    Benvenuto! Speriamo di leggerti presto allora
  11. 1 punto
    @Cane randagio benvenuto! spero tu un giorno ci possa far leggere le tue storie... buona scrittura!
  12. 1 punto
  13. 1 punto
    @Francescam per curiosità sono andato sul sito delle Aliberti (riporto il link per essere sicuro che abbiamo letto entrambi le stesse cose https://www.aliberticompagniaeditoriale.it/invio-manoscritti) per leggere le regole che tanto ti hanno fatto arrabbiare ma più che il sarcasmo e l'intento di ridicolizzare i potenziali scrittori credo li animino una sana ironia e la voglia di ridere insieme ai potenziali scrittori. Almeno con me ha avuto quest'effetto.
  14. 1 punto
    Nome: Renato M. Bruno Attività: Editor Email: rbm4478@gmail.com Ringrazio l'Autore Alessandro Cortese per avermi tratteggiato, tempo fa e severamente, con queste sue parole: L'editor Avevo promesso alla splendida Anima di Carta un altro post, ma recentemente mi è capitato un incontro che, all'interno di un blog che tratta di editoria, credo giusto raccontare: l’incontro con l’editor. Risale a qualche giorno fa l’inizio della mia collaborazione con un professionista di quelli tostissimi, uno con trent'anni d’esperienza e, prima di scrivergli, penso: “Per Bacco! (credo che non mi lascino usare un lessico adeguato alla descrizione precisa dei miei pensieri) Finalmente lavoro con uno che sa il fatto suo, voglio stupirlo con il mio capolavoro!" Così butto giù un’email, azzardandomi a dire che il mio romanzo gli piacerà. Del resto, sono o no il più grande autore di narrativa vivente? A cosa volete che mi serva un editor?! Come se non sapessi scrivere quello che voglio scrivere! Gli mando il testo e, dopo un paio d’ore, risponde. Dice che è una merda (stavolta mi si perdonerà il lessico ma è necessario). Per essere precisi, non usa proprio la siffatta espressione, merda. Lo fa con l’eleganza e il mestiere di chi, dopo trent'anni, ha ucciso dentro di sé ogni sentimento che anche vagamente ricordi la pietà. In poche righe, l’editor, questo bastardo privo di cuore ed emozioni, mi dice che il tono è serioso, lo stile cervellotico e lambiccato, irritante, con evidenti errori di grammatica, un uso improprio del gerundio e un uso scorretto della consecutio temporum, solo per rimanere all'inizio della missiva. Mi viene da pensare che abbia sbagliato, che abbia letto un testo per un altro, che non è possibile che ce l’abbia con me, perché gli ho spedito un capolavoro. E poi vado ad aprire l’allegato. L’editor non ha sbagliato testo. Quello che vedo è il prologo, il primo ed il secondo capitolo del mio libro, il tutto più simile ad una scena del crimine. Non c’è una riga senza una barratura, una sottolineatura, una parola evidenziata. Sembra la prima versione che il professore mi fece tradurre dall'italiano al latino, il primo anno di liceo. Un’unica, interminabile linea rossa che sventra il mio masterpiece. Raccolgo la mascella ed esamino il cadavere. Leggo i commenti, studio le riflessioni, mi segno passaggi da rivedere ma, mentre mi chiedo che male ho fatto per meritarmi quest’apocalisse, questo castigo di Dio, questa pioggia di fuoco, questa resa dei conti da fine del mondo… succede. Succede che, a 32 anni ed in procinto d’uscire con un secondo romanzo, convinto davvero d’aver scritto un capolavoro, capisco. L’editor ha ragione. Su quasi tutto e non c’è giustificazione che tenga. Forse puoi piacere a chi legge per passatempo, ma non a quello che lo fa per dovere. Non a chi lo fa per mestiere. Non a chi lo fa da trent’anni. E poi, bruscamente, afferro altre cose. Che non ho mai usato i “due punti” perché non lo so fare, che certi modi che ho di usare i verbi sono dialettali e italianizzati, che certi miei passaggi mancano di ritmo e non respirano. In mezzo a quella sfilza di commenti, bocciature, cazziate… in mezzo a tutti quei “?!” e “???”… viene fuori, chiaro come il sole, che l’editor non è un mio nemico. Non è lì per distruggermi. L’editor è un tecnico che fa il suo lavoro. Come è giusto che sia. Non devo darmi la croce addosso, per il semplicissimo, genuino ed unico motivo che un buon romanzo nasce dalla collaborazione di un creativo e di un esperto competente. Un narratore scriverà con la propria sensibilità, produrrà quanto prima il cuore e poi il cervello hanno suggerito, sceglierà le parole mettendole insieme con il ritmo che ritiene migliore. È complicato pensare alle regole, imbrigliarsi mentre si crea. E, se pure lo scrittore riuscisse, il suo occhio non sarà mai quello di un professionista con un ruolo preciso. Quello di demolire. Trovare qualcuno che ti mette spalle al muro e ti fucila, con commenti come quelli che ho ricevuto io, è una fortuna, perché di fronte c’è chi si è fatto un’idea precisa di cosa non vada nel testo, il vostro testo, proprio quello che pensavate fosse un capolavoro. Ogni correzione ha il solo scopo di migliorare il tutto agli occhi del purista, dell’addetto ai lavori, dell’editore ed infine del lettore. Non sarà l’opinione dell’amico o del conoscente, né quella positiva della casa editrice che investirà su di voi. Sarà l’impietosa e definitiva mannaia dell’editor, che taglia, sminuzza, sfiletta e trita. Sarà chi manda giù quello che avete scritto e lo riordina, lo alleggerisce, lo strizza e fa cantare. Sarà l’editor a farvi capire quanto valete. E se il giudizio non è dei migliori, se vi viene detto che è una merda, quando vi verrà voglia di prender tutto e buttarlo nell'immondizia, ricordate che l’editor è comparso dal nulla per tirarvi fuori da un mare che lui stesso ha contribuito ad agitare. Ma quando vi avrà riportato a riva, sparirà, d’improvviso com'è apparso, lasciandovi tranquilli perché dopo andrà tutto bene. Alessandro Cortese Non aggiungo altro, solo qualche link per chi volesse conoscermi meglio: Profilo Linkedin: https://it.linkedin.com/in/renato-bruno-9b693827 Pagine Facebook: https://www.facebook.com/groups/destinatialeggere https://www.facebook.com/renatobruno.editor Profilo personale: https://www.facebook.com/renatomartino.bruno Twitter: https://twitter.com/rbm58 [profilo trascurato, purtroppo!] Un cordiale saluto e un abbraccio a tutti i "pazienti" miei amici di WD.
  15. 1 punto
    Innanzitutto i miei complimenti per la tua iniziativa. Ho letto in giro i commenti che hai fatto su richiesta ad alcuni racconti e li ho trovati molto pertinenti. Vorrei offrire la mia esperienza in merito. Concordo che l'invio mail sia un metodo meno snervante per chi invia. Lo stesso metodo (non so se posso fare nomi quindi non li faccio) che usa da anni una famosa agente letteraria. Con i form spesso il computer si impalla nell'atto di aggiornarlo e per il bacino di utenza limitato dei server e troppi che cercano di mandare. Io per una volta ricevetti risposta (dall'agente di cui parlavo) che l'avevo mandata prima di mezzanotte (23.59 e 53 secondi, quindi è vero che si possono calcolare i secondi) e le altre volte non rientravo nei tre, ma ho sempre ricevuto risposta. Questo per dire che secondo me è un metodo molto affidabile quanto il form. Ho dato un'occhiata al tuo sito e l'ho trovato interessante. Grazie per i tuoi servizi (gratuiti e non) e penso che in futuro ci sentiremo. Benvenuta e buon proseguimento
  16. 1 punto
    Ciao @Anna Magic , a me sembra che tu stia parlando di due situazioni distinte. Non mi risulta sia così: l'utilizzo di una singola illustrazione come copertina non è trattata come un manoscritto. L'illustrazione viene acquistata e l'illustratore percepisce una somma (non soggetta a i.v.a. ma a ritenuta d'acconto) e non vi sono generalmente royalties sulla vendita del volume, perché l'acquisto è a titolo forfaitario. L'editore non acquisisce temporaneamente i diritti di sfruttamento economico dell'illustrazione, ma in via definitiva. L'autore può a limite rivendere l'originale a un collezionista (se l'originale non è stato acquistato dall'editore, ma solo il file digitale), che però può tenerlo per sé e non divulgarlo o disporne a fini commerciali. Questo caso, invece, è differente. Se tu proponi un design (intendi character design?) o un progetto editoriale (il personaggio di una storia a fumetti o in animazione), in tal caso vieni sottoposto a un contratto con royalties (a meno che tu non sia solo il concept artist di un personaggio ideato da un terzo). Idem se il personaggio da te inventato è un gadget o mascotte aziendale, per cui in questi casi puoi percepire delle royalties sulle vendite. Ma può anche accadere che l'azienda ti compri il concept a titolo forfaitario (cosa per te meno conveniente). In tutti questi casi, il prodotto dell'ingegno in sé non è sottoposto a i.v.a. Qualche informazione in più qui.
  17. 1 punto
    La mia esperienza risale all'anno scorso. Grandi e associati è una delle migliori agenzie italiane, ma è pressoché impossibile farsi rappresentare da loro. Mi rendo conto che non vorrai ascoltare, capisco che c'è la tendenza a criticare, perché valutati male e credi che, invece, potresti fare di meglio. Anch 'io la pensavo così e ho speso una barca di soldi e, credimi avrei voluto dare speranza a quanti come noi vivono solo di questo...ma, purtroppo, loro non fanno scouting, non propongono editing, nemmeno a pagamento, per gli esordienti e le loro schede non valgono i soldi spesi. Il consiglio è di non provarci nemmeno, per evitare di perdere soldi, tempo e subire inutili mortificazioni. Io non ho ascoltato e ci ho provato, inutilmente. Ciò che posso dirti è che sono molto accoglienti, curano molto le p. r., quindi rispondono sempre alle email, ti chiamano al telefono, ti coccolano... Ma non ti rappresentano 🙂
  18. 1 punto
    @Kateuan annaspadolini@gmail.com
  19. 1 punto
    Alessandro, sono impressionato da come svolgi il tuo lavoro: sei un editore che stimo. Se fossi in te punterei sempre verso l'alto.
  20. 1 punto
    Caro @Gervas , l'autore di cui parli era perfettamente consapevole di non poter essere inserito nel catalogo principale. Si tratta di una persona che nella sua vita professionale ha raggiunto traguardi elevati e che non aspirava certo a grandi soddisfazioni in campo letterario; ha scritto un libro così, per diletto, per comunicare certe sue convinzioni e narrare in forma romanzata alcune sue esperienze. I parenti che hanno letto il manoscritto lo hanno convinto a pubblicarlo; noi l'abbiamo esaminato e l'abbiamo trovato "accettabile", se opportunamente rivisto. Tutto qui: nessun inganno, nessun sotterfugio, nessuna promessa non mantenuta o modificata. Se c'è una cosa di cui andiamo davvero fieri, nella nostra attività di editori, è la trasparenza. Comunque, se ti pare "umiliante" finire in serie B, sappi che il 90% dei manoscritti che esaminiamo non potrebbe entrare neanche in quella. A conti fatti, le opere che possono aspirare al catalogo principale, vanno dal 2 al 3%. Quelle che, a certe condizioni, potrebbero far parte della linea Elafros, si aggirano dunque tra l'8 e il 7%. Sta a ciascun autore giudicare se far parte della seconda categoria sia per lui una fortuna o una iattura: la storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, insomma.
  21. 1 punto
    Le amo dal tempo delle scuole superiori (il che è abbastanza incredibile, dato che nessuno studente ama la letteratura "subita" a scuola ).
  22. 1 punto
    Operette morali - G. Leopardi C'è da rodersi il fegato - F. Dard
  23. 1 punto
    Ho usufruito della valutazione a pagamento e sconsiglio vivamente di affidarsi a questo tizio. Dopo tre mesi mi è arrivato una specie di riassunto del libro con qualche annotazione moralistica sul fatto che nel testo non c'era "barlume di tenerezza". Non si arrivava neanche ad una pagina. L'unico suggerimento era: "andrebbe inserito qualche episodio che sia in grado di offrire maggiore respiro alla drammaticità del racconto". Per 250 euro pensavo di meritare qualcosa di meno sciatto (soprattutto per l'attesa di tre mesi). Molto meglio e più strutturata, ad esempio, la scheda di valutazione del premio Calvino, dove erano messi in risalto veramente i punti di forza e di debolezza del testo.
  24. 1 punto
    Insomma, il loro modus operandi (lecito e stra-lecito, sia chiaro) è più simile a un'agenzia di servizi che non una letteraria. Mi hanno detto che il mio romanzo è pieno di buone idee, ma va migliorato, pertanto mi hanno proposto la loro scheda di valutazione (di euro 250 nel mio caso). Peccato che il mio romanzo sia già stato editato da un editor di professione e che comunque l'usufruire della loro scheda non mi garantisce in alcun modo una loro possibile rappresentanza. Della serie "pagaci, se vuoi, poi si vede". Non voglio fare alcuna polemica, semplicemente non condivido perché non è in linea con la mia idea di agenzia letteraria. Saluti, Ivan.
  25. 1 punto
    Per me sono passati i fatidici 6 mesi. Nessuna risposta. Peccato. La reputo la miglior casa editrice nell'ambito della ricezione e risposta all'invio di un manoscritto. Di sicuro è una persona che invia le email in quanto spesso le risposte arrivano il sabato o la domenica sera, in orari differenti.
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