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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 30/05/2018 in tutte le aree

  1. 3 punti
    Io feci uno speed date letterario con Giulio Mozzi un paio di anni fa. Fu abbastanza fantozziano per varie ragioni logistiche (preavviso minimo, due figli piccoli al seguito...), ma la cosa di cui rimasi davvero stupita è che io ero certa che conoscendo a menadito il mio romanzo sarei stata perfettamente in grado di presentarlo a dovere. Invece, complice la tensione e una preparazione approssimativa, così non fu. ( Mozzi comunque fu gentilissimo e quando in seguito gli scrissi mandandogli una sinossi dettagliata per rimediare alla presentazione scarsa, mi rispose con osservazioni e consigli.) Comunque il punto a cui voglio arrivare è: prepararsi scrupolosamente. Io mi preparerei una scaletta con gli snodi narrativi principali, provata a casa con cronometro alla mano. E la risposta alla domanda: di cosa parla il tuo romanzo? In una sola frase, il più possibile accattivante.
  2. 3 punti
    Torno a raccontarvi la mia esperienza: stamani ho avuto il contatto con l'editor, persona gentilissima e veramente squisita, che ti tratta con il massimo rispetto. Ha detto di aver incontrato i miei libri su Amazon, e di essersi incuriosito per *Editato dallo Staff*, il mio ultimo thriller. Voleva essere certo che non si trattasse di un horror, perché loro non trattano horror, e poi mi ha chiesto il file per la lettura. Ha detto che nel caso di una pubblicazione, la Newton vuole anche i diritti per il digitale, che rappresenta più della metà dei loro introiti, quindi ho contattato Delos (editore attuale) e ho chiesto se fosse possibile, e pare di sì. A questo punto devo aspettare un giudizio da parte di Newton. Speriamo bene...
  3. 2 punti
    Saluti a tutti, in particolar modo a @Depandance , @Sofia Marias , @Renzo , @Kenzo Kabuto . Per diversi giorni mi sono leccato le ferite, ma adesso mi sto riprendendo, e sto passando al contrattacco. In poche parole, ho inviato un paio di miei lavori ad agenzie ed editori. Spero di aver qualche possibilità e spero, soprattutto, di avere una segnalazione dal PIC, che potrebbe darmi una mano.
  4. 2 punti
    E che ne dite di quelli che inviano il loro manoscritto nonostante sul sito della casa editrice alla quale lo hanno inviato è specificato che non si accettano manoscritti o che le selezioni sono al momento sospese? E si arrabbiano pure se quelli non aprono nemmeno il file! (Se io fossi uno di questi editori in questione, mi segnerei il nominativo del mittente in una lista nera. Mai e poi mai potrei accettare di lavorare, o solo sentire parlare o solo avere a che fare, con chi si crede al di sopra di ogni regola!)
  5. 1 punto
    Il titolo è una frase di Dario Voltolini che, dopo aver letto 2666, la inviò all'amico Baricco. E allora vi chiedo: avete mai provato - o state provando - la stessa sensazione? E cioè leggere un autore e pensare "Non sarò mai al suo livello", " che scrivo a fare", "Ho davvero qualcosa da dire..." e via discorrendo.
  6. 1 punto
    Una grande notizia! Amazon ha selezionato Alter Ego tra milioni di titoli per metterlo gratuitamente a disposizione di tutti gli utenti Amazon Prime, grazie al nuovo servizio Prime Reading. È un inaspettato e immenso onore trovarmi accanto a mostri sacri come Harry Potter e Twilight! Lo trovate qui: https://amzn.to/2snLjes
  7. 1 punto
    Sì, Murakami è una specie di Lynch letterario e giapponese. Non tutti i suoi romanzi, però, sono lynchiani. Da questo punto di vista, ti consiglierei di iniziare con 'Dance Dance Dance', 'L'Uccello che Girava Le Viti del Mondo' e 'La Ragazza dello Sputnik'.
  8. 1 punto
    Bello, lunghetto. Ho letto che Murakami è un fan di Lynch e si nota: non spiega niente manco lui. A me Lynch piace molto, quindi... Ora tento Shining.
  9. 1 punto
    Sul gruppo è stata pubblicata una mail ufficiale mandata dell'agente di Sanderson, con spiegate le varie novità.
  10. 1 punto
    Salve@Thedreamer Se non lo hai già fatto, ti consiglio di leggere il Regolamento e anche le F.A.Q. Per qualsiasi problema puoi rivolgerti allo STAFF o ai sostenitori con un messaggio privato. E a me piace la fantascienza, ma scrivo storie sentimentali (non mi ritengo abbastanza addentrata nel campo per potermi cimentare in romanzi del genere). Buona permanenza.
  11. 1 punto
    Magari sta solo cambiando politica editoriale investendo più in manoscritti in lingua italiana. Comunque refusi e ripetizioni li ho trovati anche in Mondadori.
  12. 1 punto
    È molto bello che hai mantenuto questo rapporto così stretto con i tuoi "alunni". Ti auguro di trovarti bene qui.
  13. 1 punto
    @Ezbereth La sua politica è stata diverse volte criticata dai lettori, ma questo può essere un giudizio oggettivo. Ciò che non è oggettivo sono refusi spesso numerosi nei suoi libri, versioni cartacee non reperibili (vuoi perché esaurite perché si erano pubblicate poche copie o perché le ristampe tardavano a essere eseguite), prezzi alle volte alti dei volumi (Elantris, un romanzo di Sanderson, era venduto a 30 E ed era realizzato in versione economica) o perché l'inchiostro si scioglieva a contatto con le mani del lettore (mi sembra sia capitato con una versione dei volumi di Goodkind).
  14. 1 punto
    Sì vero... devo anche dire che dalle mie parti i proverbi, le storie paesane e familiari in genere, la Storia in generale, non hanno contribuito a creare molta allegria nella gente per quanto, a onor del vero, si cerchi di sdrammatizzare a modo nostro... Ma il massimo della mia allegria equivarrebbe a un mortorio pazzesco per i "continentali"... Dei turisti mi hanno gia chiesto, come altre volte, come faccio a vivere tutto l'anno in un posto che, per quanto bellissimo d'estate, non offra nulla, assolutamente nulla. Io non spiego nemmeno più che per me la vita non consiste solo nell'estate al mare, per me è bello ogni giorno, anche quando piove e soffia il maestrale; non spiego che per me, ogni passo che faccio ricalca l'orma dei miei antenati e delle loro storie; non spiego che le montagne che mi circondano per me parlano e mi guardano, come i fiumi e le foreste di leccio e ginepro, e le rovine dei nuraghi e delle domus de Janas e delle Tombe dei Giganti... e le fontane nascoste fra le rocce e salendo sulle montagne vedo il mare infinito che mi circonda, uguale a quello che vide Ulisse... non lo spiego più... Anzi no. Spiego. Sono venute diverse commissioni di uomini d'affari, volevano costruire, bontà loro, un centro commerciale. (Nella mia regione, chiamata Ogliastra, non ce n'è manco uno, mai stato...). Ci hanno rinunciato perchè c'era poca gente per fare gli acquisti e diverse di quelle persone, interrogate se avessero avuto piacere nell'avere un centro commerciale hanno sinceramente risposto che era un'ottima idea e sarebbero andati a darci un'occhiata. Per vedere la moltitudine di cose delle quali potevano fare a meno e che ancora non conoscevano... Del resto è anche il mio pensiero... Renditi conto che con selvaggi del genere , quando pure si mettono a scrivere o a dipingere, che kavoli di soggetti e di storie possono uscirne e che razza di proverbi possono avere... Non ne metto altri perchè mi pare che in Italia bastino e avanzino i problemi attuali...
  15. 1 punto
    Ciao gentilissimo @ElleryQ ho passato la vita con i bambini, miei e alunni di scuola elementare. Passioni: SCRIVERE,CANTARE. per la 2a, va da sola, nel senso che è poi divenuto anche un lavoro. la 1a è iniziata quando a scuola raccontavo ai miei alunni le storie che scrivevo e ora che quei bimbi hanno tutti tra i 30 e i 35 anni, mi consigliano spesso di provare a pubblicare e lo stesso fa mio nipote di 8 anni che è anche un mio caro lettore. scrivo racconti e solo racconti perché mi ci diverto di più o forse perché un romanzo mi sembra troppo impegnativo. tutti i miei racconti nascono da avventure vissute con i bambini o da storie che loro mi raccontavano. se non ho ancora postato nulla qui nel forum è solo perché sto cercando di capire come si fa a scrivere qualcosa online senza incorrere in qualche guaio.E' la prima volta che entro in questo mondo e ci sto studiando. però appena possibile arrivo. mi piace molto il modo in cui, tra di voi , vi leggete , commentate, correggete. sarebbe un onore! Ti ringrazio per le info e ritorno a studiare
  16. 1 punto
    Io li ho visti a scaffale soltanto nella Feltrinelli e nella Giunti di Lecce. So che si muovono molto con le presentazioni.
  17. 1 punto
  18. 1 punto
    Sempre. Non tanto per stile e forma, quanto per l'invenzione: Calvino è inarrivabile perché ha inventato Qfwfq, perché "respirando" l'Orlando furioso ha saputo creare Agilulfo de' Guildiverni e gli ha costruito intorno un mondo facendolo raccontare da una suora, perché ha saputo concepire Le città invisibili e Se una notte d'inverno... Cose simili potrei citare di Borges, di Kafka e di innumerevoli altri grandi... Lo stile lo possiamo anche imparare, l'uso efficace della parola anche. L'invenzione no. (Ho un bel da "respirare" capolavori: io non ci arriverò mai)
  19. 1 punto
    Questo è esattamente ciò che mi trattiene dallo scrivere "in proprio": la certezza che il talento, quando non ce l'hai dentro (ma sarà vero?) te lo devi conquistare con tale sacrificio e fatica che o gli dedichi tutta la vita -sì, va bene, ma nel frattempo come campi?- sperando di raggiungere un livello commercialmente discreto, oppure in vita te ne freghi di tutto e di tutti e scrivi solo per te stesso, lasciando ai posteri il compito di mettere a posto le carte per la pubblicazione. Dicono che sia solo un difetto di autostima, una sorta di complesso di inferiorità verso chi la vetta l'ha scalata -e anche più volte. Sarà, ma cimentarsi con la scrittura vuol dire sempre fare i conti con il proprio caos interiore, con la mancanza di allenamento che l'età aggrava, con l'artrosi alle dita e la tastiera che ha sempre di più tasti privi di lettera. Ecco, ritorno alle mie lettere , quelle che scrivo agli amici, più spesso alle amiche, perché la lettera è misura a me più congeniale, non a capitoli, l'incipit è prestabilito e alla fine ci sono sempre i saluti. Però..., a pensarci bene potrei scrivere un epistolario: il maschile e il femminile ce l'ho, un sentimento valido si trova, il suo contrario pure, e per la trama basta attingere alla vita degli altri manipolando un poco la propria, che sarebbe la mia. Sì, potrei provarci... però non mi dite che è stato già fatto e pure meglio! Sì, lo so, nel Don Chisciotte c'è tutto, il resto è solo replica ma che importa, anche noi, in fondo in fondo, non siamo altro che replica di qualcun altro: ogni testo contiene una reincarnazione, solo che a noi piace chiamarla "novità". Non prometto nulla, butto giù qualche riga e poi vi farò sapere. Nel frattempo, leggiamoci Bolaño, pronipote, nipote e figliastro di Jorge Luis Borges, questo sì "l'inarrivabile"! Un saluto.
  20. 1 punto
    Aggiorno al discussione perché in molti mi hanno contattato per avere informazioni private. Le scrivo qui, così non mi ritroverò sommerso Delle tre Case Editrici con cui ho collaborato come lettore volontario tra il 2014 e 2015, solo una offre ancora (ad oggi, aprile 2018) questa possibilità, ed è la Panesi Edizioni, che cerca sempre lettori volontari (qui trovate i contatti). Quello che faranno è inviarvi di tanto in tanto (di solito ogni 15 giorni) un libro da leggere e per cui compilare una scheda di valutazione. Dovrete riempire campi standard come Titolo, Autore, Pagine e Genere, per poi approfondire Trama, Struttura e stile, Linguaggio e forma, Punti di forza e punti deboli e assegnare un voto. Per me è stata (ai tempi) un'esperienza molto formante e anche divertente, che però non ho potuto proseguire per troppo tempo perché lo si fa da volontari, a titolo gratuito; e le cose preferisco farle per bene o non farle affatto. Spero di esservi stato utile, buon proseguimento a tutti
  21. 1 punto
    Dopo circa 60 giorni, Rita Vivian mi ha risposto, più o meno così: "l'argomento è interessante, tuttavia la struttura data al racconto non l'ha convinta." Un vero peccato, per me. Lettura gratuita, feedback tempestivo. Professionalità, gentilezza ed educazione.
  22. 1 punto
    @Miky Questo mi sembra in linea di massima un ottimo consiglio. Per quanto mi riguarda non ne faccio un discorso tanto di piccolo editore, quanto di serietà e competenza. Si può essere piccoli, ma organizzati e volenterosi. Il problema è che molti aspiranti scrittori hanno il mito dell'editore visto come una sorta di benefattore (alcuni si accontentano della gentilezza o di un saluto nella mail) e, sfiniti dalle lunghe attese e dai silenzi, finiscono con l'accettare con entusiasmo una serie incredibile di compromessi che già in partenza vanno a inficiare la pubblicazione. Se ci fate caso, leggendo i thread, al momento della firma sono tutti entusiasti, dopo alcuni mesi arrivano le inevitabili critiche e il pentimento. Come diceva il buon Rino Gaetano "Partono tutti incendiari e fieri, ma quando arrivano sono tutti pompieri". E per esperienza personale ho imparato anch'io che bisogna evitare lo scrittore/editore, il quale utilizza la casa editrice per autopubblicarsi e autoincensarsi non curandosi del lavoro degli altri. Un altro tipo di editore che evito è il factotum/tuttofare, ossia colui che fa tutto da solo perchè non può permettersi collaboratori. Non è possibile che una sola persona abbia le competenze per essere editor, grafico, ufficio stampa, ecc. A un certo punto si arriva alla consapevolezza che è meglio non pubblicare, piuttosto che farsi prendere in giro o veder svilito il proprio lavoro.
  23. 1 punto
    Salve a tutti. Sto studiando Filosofia all'università e mi piacerebbe fare la magistrale a Roma, alla Sapienza. Ho visto che c'è un corso di Editoria e Scrittura che mi interessa molto. Qualcuno lo conosce, lo frequenta o conosce qualcuno che lo frequenta/l'ha frequentato? Mi piacerebbe saperne di più, anche per quanto riguarda poi gli effettivi sbocchi lavorativi. Grazie!
  24. 1 punto
    Salve, vorrei mettervi a parte della mia recente esperienza con L'Erudita. Una settimana dopo l'invio di un paio di capitoli del mio libro vengo contattato da L'Erudita con la richiesta di inviare l'opera completa. La settimana successiva mi scrivono dicendo di avere trovato interessante il mio testo e di fare loro visita nella sede di Roma per "parlare del progetto". Io sono di Catania. Concordiamo una data. Ci vado in motocicletta, tanto per unire l'utile al dilettevole. Sono 10 ore. Ma a me piace così. Soffrire per espiare la colpa (fate voi quale). Mi accoglie un ragazzo che cerca il mio nome in una lista di appuntamenti del giorno. Alla fine lo trova, non si ricorda nemmeno il nome del mio libro ma non importa. Mi accomodo in un sedia con un pc davanti, in 4e4otto siamo uno di fronte all'altro e inizia a chiarirmi cosa fa e non fa L'Erudita. Pubblica 150 copie, inizialmente, per un contratto di un anno. Poi liberi tutti. Te ne regala 2. Ti chiede di impegnarti a organizzare 5 eventi a tue spese (il primo non in una libreria) dove presentare e vendere il tuo libro con la collaborazione di qualche amico (che magari deve pure fare da relatore). Se vuoi mandare una copia stampa per una recensione o altro devi pagarla (ma c'è uno sconto). Pubblicizza gli eventi sui suoi social. Non chiede danaro. Distribuisce su Amazon e IBS e su un network di librerie indipendenti. Punto. Non abbiamo parlato di null'altro. In venti minuti ero fuori, di nuovo in sella alla moto e onestamente piuttosto dispiaciuto. Non mi aspettavo le fanfare, no. Giusto un minimo di empatia, seppure non dovuta. La mia soggettiva impressione è che sia una CE che punta alla pubblicazione di quanti più autori possibili per lucrare poco ma su un'ampia base. Il ragionamento sotteso alla loro proposta credo sia che qualsiasi autore può vendere 30 copie a presentazione (organizzata a sue proprie spese) presso amici e parenti. Loro ci guadagnano e all'autore rimane la soddisfazione di essere, per 5 ore, chiamato scrittore. Credo che contattino moltissimi autori, i tempi di lettura delle opere del resto mi sembrano da record. Dispiace molto, invece che non si facciano scrupolo di comunicare queste poche condizioni via mail ed evitare agli_illusi_ autori trasferte quantomeno scomode. Potrei aggiungere altro ma penso di essere stato chiaro. Ovviamente ho cortesemente declinato la loro proposta (però mi sarebbe piaciuto molto leggere il contratto, peccato).
  25. 1 punto
    Alcuni mesi dopo aver inviato alcuni racconti a Giulio Perrone editore, ricevo risposta via mail da L'erudita che manifesta vivo interesse per l'intera raccolta e mi chiede un incontro presso la loro sede a Roma. Rispondo che vivendo a Torino, che non è dietro l'angolo, preferirei che mi venisse accennata la loro proposta mia mail o per telefono, mostrandomi stupita del fatto che fosse un altro marchio editoriale a contattarmi. Mi spiegano che è la stessa cosa, cioè L'edurita è un marchio di Giulio Perrone, che pubblica un certo tipo di narrativa. Allora chiedo per sicurezza se pubblicano a pagamento e mi precisano che assolutamente non pubblicano a pagamento. Comunque io rispondo che visto che non intendono accennare alla loro proposta, andrò a Roma quando riesco a far combaciare un altro impegno. Dopo due mesi li ricontatto dicendo che sarò a Roma (dicembre 2016) in occasione di un piccolo premio letterario e quindi chiedo di essere ricevuta in un giorno preciso. All'incontro presso la sede appare tutto molto free, disinvolto, stile giovane. Chi mi riceve non è la persona che mi ha scritto ma un collega che mi porta in un bar. La loro sede è un piccolo negozio e le riunioni le gestiscono al bar. In maniera amicale mi chiede del mio lavoro, io gli spiego che è nell'ambito editoriale ma relativo alla scolastica, quindi sul fronte della narrativa sono interessata a trovare un buon editore che abbia una distribuzione in libreria. Lui sorvola, chiacchiera, la prende alla larga, mi spiega che loro lavorano in maniera alternativa. Mi precisa che Giulio Perrone è in difficoltà e pubblica massimo 5 libri all'anno. Il marchio L'erudita, invece, ne pubblica 7-8 al mese, ma per non scontrarsi con le logiche librarie cerca di organizzare presentazioni in luoghi alternativi (bar, sedi di associazioni, centri sportivi e altri luoghi suggeriti dall'autore). Continua a ribadirmi che non sono editori a pagamento, perché forse inizia a captare le mie perplessità, e afferma pure che loro scoraggiano il fatto che l'autore compri direttamente dei libri da regalare agli amici. Mi dice: - Noi regaliamo due copie all'autore. Gli altri libri si devono vendere. Nel contratto che potrà firmare oggi stesso lei si impegna solo a organizzare 5 presentazioni nella sua città. Allora gli chiedo chi organizzerà le presentazioni a Roma e mi risponde che, non avendo un ufficio stampa, loro non possono organizzare niente ma lo devo fare sempre io, magari poi loro condividono l'evento su FB. Quello che mi ha colpito era la manifesta intenzione di voler evitare le librerie per le presentazioni. Naturalmente non ho firmato quel contratto e poi, riflettendo, ho capito perché vogliono le presentazioni in luoghi alternativi e perché non vogliono vendere libri all'autore. Perché a qualunque libraio o nella vendita all'autore si fa uno sconto minimo del 30%. Invece nei luoghi alternativi di cui mi ha parlato, mi ha precisato che l'autore presenta il libro e un incaricato (amico dell'autore) raccoglie i soldi delle vendite e l'indomani effettua il bonifico a L'erudita! A me questo sistema sembra altamente poco professionale, in primis perché l'autore diventa una sorta di venditore di pentole, deve radunare amici e conoscenti implorandoli di acquistare il libro per non fare brutta figura con l'editore. Poi trincerandosi dietro il fatto "Non siamo a pagamento" in realtà hanno trovato un escamotage che li rende sleali. Inoltre i loro libri hanno un prezzo di copertina molto alto. Prezzano 16 euro un libro che altri editori metterebbero a 8 euro, e pretendono di venderli senza sconti. Anche con una bassa tiratura di 300 copie, loro ci guadagnano discretamente, mentre l'editore si deve umiliare per andare a organizzare vendite in stile Avon. La mia domanda è "Basta dichiarare di non essere a pagamento per essere considerati tali?" Se un editore ci dice in maniera implicita "Ti pubblico gratis ma devi impegnarti tu a vendere i tuoi libri, a prezzi più alti del mercato" viene considerato comunque un editore non a pagamento?
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