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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 13/01/2018 in tutte le aree

  1. 2 punti
    Ciao @Lemmy Caution. Come ti dicevo, quando avevo parlato di scrivener in uno dei miei aggiornamenti stato, uso lo scrivener 3 da qualche settimana (l'ho acquisto appena scaduta la versione di prova). Rispetto alla versione precedente, con cui mi ero impantanata quasi subito, ho trovato il programma migliorato. Ha un'interfaccia molto friendly e ti permette di lavorare senza distrazioni, una cosa importantissima per me. Per dire, prima creavo tanti documenti, faccio molta ricerca quando scrivo (mi sono occupata di giornalismo per anni). Ogni due su tre dovevo chiudere un doc per passare ad altro, perdevo un sacco di tempo per cercare nelle cartelle (da buon sagittario creativo sono anche piuttosto caotica ). Con scrivener ho tutto sottomano, in un'unica schermata, capitoli, documenti di ricerca, pagine web, fotografie: in una parola tutto quello che mi serve. Poi c'è la modalità typewriter, la mia preferita (avevo iniziato a scrivere il mio primo romanzo su una macchina da scrivere, bei tempi ) che ti isola da tutto e ti lascia scrivere in santa pace per ore senza accorgerti del tempo che passa. Con l'ultimo aggiornamento puoi addirittura impostare il limite di caratteri di un documento (Posto spesso in Officina e mi salva dallo sforamento). Poi c'è il focus linguistico, con cui puoi isolare dialoghi, come diceva @Black, e non solo. Mancano i possessivi che spero aggiungano presto. Dicono che li uso troppi, mi piacerebbe tenerli sotto controllo. In conclusione un bel programma utile, superiore a tanti wordprocessor come Pages, che era il mio preferito ma lo uso sempre meno. Con scrivener preparo persino le mail. Spero di esserti stata utile.
  2. 2 punti
    No. Tanto non la leggerebbe nessuno. Il personaggio deve emergere dal libro. L'abilità dello scrittore sta nel riuscirci senza essere troppo pesante.
  3. 1 punto
    Spero di aver postato la discussione nella sezione giusta, ma soprattutto spero che i moderatori non mi censurino il titolo: perdonatemi, ma la tentazione di una simile rima, per giunta tra due lingue così diverse, era troppo forte e troppo adatta all'argomento che intendo trattare, per provare a resisterle. Ho appena finito di guardare un video in cui Daniel Pennac, nel corso di una conferenza, difende a spada tratta la sua celebre frase "il verbo leggere non sopporta l'imperativo". Le sue argomentazioni sono logiche e difficilmente attaccabili, da ogni punto di vista; ma, chissà perché, alla fine del suo discorso, è rimasta in me una sgradevole sensazione di delusione, come quella che proviamo quando ci viene fatto un torto. Facile, mi son detto, pontificare sull'inutilità delle imposizioni culturali, quando vieni da una nazione dove tutti, ragazzi compresi, leggono in media quattro volte di più di quanto non si legga in Italia! Tornando al titolo, sia ben chiaro che non intendo invitare nessuno, tanto meno me stesso, a prenderlo alla lettera, a prescindere dai propri gusti o tendenze sessuali. Vi dirò di più: a me Pennac sta pure simpatico, umanamente, prima ancora che come scrittore. Volevo solo mandarlo a quel paese per quella sua specifica affermazione. Anzi, invece che mandarlo a quel paese, lo porterei nel nostro di Paese, ma non a un convegno di intellettuali, no... lo porterei in una qualsiasi classe di terza media (oggi si chiamano primarie di secondo grado), per fargli constatare di persona, senza bisogno di interpreti, che almeno il 70 per cento degli studenti non è in grado di leggere, non dico un brano di letteratura, ma qualsiasi frase con un minimo di scorrevolezza: sono a un livello inferiore di quello in cui si trovavano i loro nonni in terza elementare. Davvero per questi ragazzi noi non dobbiamo usare l'imperativo "leggi!"? Se fossi maligno, direi che la cosa di certo farebbe comodo ai francesi, che così, oltre che per spaghetti, pizza e mandolini, potrebbero tranquillamente, e non senza motivo, continuare a prenderci in giro per la nostra ignoranza. Ma non lo sono. Dico solo che un rimedio per questa situazione, che non sia quello di legarli tutti alla sedia come dei novelli Alfieri, e nemmeno quello di prenderli a calci nel sedere (perché così poi avrebbero uno scusa in più per non sedersi), alla fine dovremo pure trovarlo. L'alternativa sarà la scomparsa del nostro patrimonio culturale, prima, e della nostra stessa civiltà, poi, grazie alla supremazia intellettuale di popoli che Pennac magari manco lo conoscono. O se lo conoscono, di certo si guardano bene dal seguirne i dettami e ai figli ordinano senza tanti complimenti "Leggi! Studia! Impara!". E ora, se permettete, mi levo la benda dagli occhi e affronto, petto in fuori, la fucilazione delle vostre risposte.
  4. 1 punto
  5. 1 punto
    Grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza! Io ho firmato il contratto lo scorso giugno...mi hanno detto che il mio romanzo e' in uscita nel 2018, senza specificare la data...di sicuro dovro' aspettare ancora un bel po' In bocca al lupo per l'uscita del tuo romanzo!
  6. 1 punto
    @AlleFra allora ciao, posso mettere il cuore in pace e aspettare! ho firmato il contratto solo lo scorso ottobre, speravo una pubblicazione in primavera o inizio estata ma temo che non sarà così
  7. 1 punto
    @Nik78 , sei entrato a gamba tesa nella discussione senza neanche esserti presentato prima in Ingresso. Non solo, ma hai anche mosso accuse con espressioni un po' pesanti nei confronti di questa e un'altra casa editrice che qui non c'entrava affatto, senza addurre tue esperienze dirette a supporto di quanto da te espresso. Per ora ho solo editato il tuo post e non ti ho assegnato un richiamo, visto che sei nuovo, ma ti esorto a presentarti nell'apposita sezione e dare una lettura approfondita al Regolamento, come segnalato da @Lemmy Caution , prima di postare ulteriormente, grazie!
  8. 1 punto
    @Eudes Credo sia inutile girarci intorno. Quel che serve ad un self come me sono libri degni di essere letti e ricordati, personaggi capaci di restare dentro ed emozionare. Serve qualcosa di nuovo e sorprendente. E questo mi è sempre stato chiaro, mai mi sono illuso che servisse qualcosa di meno. Ogni lettura deve essere ottimizzata e dovrebbe portare a qualcosa. Commento, voto, contatto e quant'altro: ci deve essere una reazione per ogni lettore preso. Ciò che posso controllare è lo stile, la tecnica e la lingua. Per il resto riempirò i miei libri con i mondi e i personaggi che ho dentro, esattamente come li vedo e li sento. E ti dirò, lo scoglio più grosso è stato iniziare, imparare a mostrare una storia su carta e dargli forma. Il resto è fuori dal mio controllo. Se il contenuto piacerà o meno è ricade nell'insindacabile giudizio del lettore.
  9. 1 punto
    Rispondo al quesito in base alla mia esperienza personale. Sì, non esiste l'imperativo del verbo leggere, o per meglio dire, non dovrebbe esistere). Io ho la terza media (correvano gli anni 80) strappata a morsi con la sufficienza. Poi ho frequentato due anni le superiori (giusto per far contenti i miei), tutte e due le volte rimandato a settembre e poi bocciato. Mi pare superfluo sottolineare che, non aprendo i testi obbligati, non occupassi nemmeno il tempo libero con la lettura (giusto qualche fumetto, appunto, ma pure di rado), e badate, non c'erano ancora telefonini e playstation. Tra i testi di studio, alle superiori, c'era "I Promessi Sposi"; ovviamente non l'ho letto tutto, ma forse neanche un terzo. Ho fatto prima col Bignami (ve lo ricordate?). Invece, alle medie, come lettura per le vacanze, consigliarono "Demian" di Hermann Hesse. Mi è rimasto impresso (il titolo) perché mi ricordo che guardai più la figura in copertina, sperando di trovarvi la soluzione di tutta quella marea di frasi imperscrutabili. Naturalmente (e fisiologicamente) non terminai neppure quello. Conclusa la mia carriera scolastica andai a lavorare e dopo qualche anno, un bel giorno successe che mio padre si abbonò a un servizio editoriale per corrispondenza e l'iscrizione comprendeva l'acquisto di 3 libri. Gliene mancava uno per l'ordine e mi disse: "Scegliti un libro". Scelsi "Pet Sematary" di Stephen King, ovviamente non perché ne conoscessi l'autore, ma per il solo fatto che mi piaceva la copertina. Benedetto quel libro e Santo Stefano Re che mi ha fatto nascere la mia passione per la lettura e, grazie al suo evolversi, anche la passione per la poesia, la storia, la saggistica (financo!). Questo per dire che tutto è nato da un libro che ho scelto e deciso io di leggere, mentre testi ben più letterari ma imposti si son mostrati una vera tortura (motivo per cui, forse, abolirei proprio l'imperativo di leggere). PS: però non datemi da leggere istruzioni per l'uso e condizioni contrattuali.
  10. 1 punto
    Ma vedi, tu pensi che la Francia sia tutta uguale, ma io ti garantisco che non è così. Ha uno zoccolo duro d’intellettuali e i libri costano mediamente meno che da noi, per cui se ne comprano di più: mai dimenticarsi che certe statistiche si basano sui libri venduti, non sui libri letti. In più il francese ha un bacino lettori più ampio. Ma per il resto non è gente diversa da noi. Scolaresche, anche liceali, di gente che non legge neanche pagata è la norma. Tanto per fare un paragone, quando al liceo facemmo lo scambio culturale, la mia correspondent era una dei tre migliori della classe. Sai perché? Perché era una che quando arrivava a casa si metteva a studiare. Agli altri neanche veniva in mente che si potesse fare. Ed era un liceo A (l’equivalente del nostro liceo classico/scientifico/linguistico), non una scuola professionale.
  11. 1 punto
    Io insegno alla scuola dell'infanzia e ovviamente punto lo sguardo, nello specifico, sui genitori o sui colleghi. Spesso si sente un grosso sentore di ignoranza, dai discorsi, dalle posizioni che prendono nelle discussioni si evince anche troppo chiaramente che di libri se ne aprono pochi. Al di là del mero intrattenimento, leggere, é un luogo comune, ma al quale credo, apre la mente, fa volare, pensare, considerare idee e punti di vista e potrei continuare ancora. Tutto questo lo vedo sempre meno e poi mi arrivano bambini incapaci di ascoltare, di parlare, e genitori piccoli, piccoli, in ogni senso. La mancanza di lettura con il conseguente crollo del livello culturale non é la sola causa delle criticità con cui dobbiamo confrontarci, ma di certo é uno dei fattori.
  12. 1 punto
    @Rewind Ehilà, benvenuto nel club! Quando non sbracavano per troppa volgarità erano straordinari
  13. 1 punto
    Ciao a tutti. Sabato 13 gennaio uscirà il mio romanzo pubblicato da @Genesis Publishing che non finirò mai di ringraziare. L'editing è stato, a mio avviso, accurato ed è avvenuto in tre fasi (la quarta è quella di controllo prima dell'impaginazione definitiva) La prima fase è a cura dell'editor. Vengono corretti errori grammaticali, refusi, ripetizioni. Nella seconda fase l'editor segnala le modifiche che a suo parere si potrebbero attuare e,prima di procedere, chiede conferma all'autore. Nel mio caso c'è stata anche una terza fase perchè ho chiesto io di modificare alcune cose che non mi convincevano. Dopo la fase di editing tutto scorre veloce: copertina, video e inizio della promozione. Reputo la @Genesis Publishinguna CE attiva e ben disposta verso noi poveri esordienti. Vi terrò aggiornati sulla promozione.
  14. 1 punto
    aggiabalù fi ggiabbalì
  15. 1 punto
    Dopo un appassionante lavoro di editing, è arrivato il momento di pensare alla copertina... Ho appena ricevuto i bozzetti (in 3 differenti versioni)... Sono rimasto senza parole per la bellezza delle proposte... Che dire... Ringrazio @Argento Vivo Edizioni per l'incredibile emozione che ho provato visionando l'e-mail con gli allegati...
  16. 1 punto
    Ci son un'infinità di scrittori che hanno cominciato a vendere bene anche a 30/40/50 anni. E prima facevano altro per campare, e scrivevano per migliorarsi. Questa teoria del tutto e subito mi sembra faccia parecchi danni.
  17. 1 punto
    Io invece penso proprio di sì: come ho accennato in un intervento tempo fa, tendiamo a mettere gli animali su un piedistallo fin troppo alto. Conosco moltissime storie belle quanto questa in cui il ruolo del salvatore ce l'ha un altro essere umano. Non facciamo tutti schifo. Penso questo senza nulla togliere a Bob e alla storia di James, che è piaciuta anche a me
  18. 1 punto
    Mi sono arrivate le prime copie (che emozione!). Bella impaginazione, carattere né troppo grande né troppo piccolo, buona anche la carta. Insomma, nulla di cui lamentarmi
  19. 1 punto
    Dai venti dell'est giungo. Citando una delle mie serie tv preferite. Cioè parliamo di sherlock, sono riusciti davvero a renderlo più bello di quanto già non fosse. Mi piacciono molto le chiavi di lettura di questo genere. Ma è altro di cui dovevo parlare, qualcosa di più noioso. Me stesso. Mi chiamo Murasaki. Studio fisica. Ho una possessiva ossessione per il verde. Mi piace la matematica a livelli psicotici e l'obiettivo della mia vita è fare viaggi nel tempo. Per questo ho scritto la trilogia delle Cronache delle muse crudeli. Non è il titolo originale perché non spammo proprio nulla, anzi meno leggete meglio vivrete. Però l'ho chiamato anche così perché le mie muse sono terribilmente crudeli. Giungono una volta o due in un anno, giocano con le mie emozioni e vanno via. Sono un pittore, ho interpretato la mia visione dell'amore con la pietà di michelangelo dipinta e insanguinando le mani della povera Maria, tipo beatrice ma molto più Mirandolina, per intenderci. Ho circa 1760 libri, ne ho letti però solo la metà, o giù di li. Ho una laurea in Lingue Orientali però non ci ho mai fatto nulla, perché durante la crisi della mezza mezza età ho abbandonato la magistrale per dedicarmi al lavoro. Poi ho capito che l'università era meglio ed ora sono lì a fare la versione Parmigiana di Rick&morty. Ovviamente non sono parmigiano, sarebbe stato troppo semplice. Per complicare il tutto aggiungo che suono il violino, anche esso legato a una ossessione. Faccio parte di Associazioni ad alto QI tra cui Mensa, 4g, Le giovani marmotte... ho imparato l'ironia da 4,2 mesi e la metto ovunque, un po' come quando impari il termine "desueto" e inizi a dirlo sempre, in ogni circostanza. Non sono molto intelligente, perdete le speranze. Sono piuttosto matto, ma nel senso terribile del termine. Cioè considero Margutte il mio eroe. E manco tifo Juve. Ma sassuolo, perché è verde.
  20. 1 punto
    Benvenuto @MurasakiHaiku, ti lascio questo link per orientarti meglio nel forum, anche se suppongo che tu abia già dimestichezza con gli ambienti "social" come questo. Ho letto da qualche altro utente che sei anche sceneggiatore (insieme a tante altre cose), per cui il mio benvenuto è duplice, collega (ma io sono ben più settoriale e limitato). Giusto, infatti io ho scelto di essere cacio cavallo! Perché non hai ancora conosciuto @Luna, @AryaSophia e @Erika1 (almeno credo... era Dark_Lady ma cambia nome molto spesso).
  21. 1 punto
    E' una pratica molto comune delle agenzie, ma sarei un attimo restio dal pagare se i loro contatti sono editori medio e medio-piccoli...
  22. 1 punto
    praticamente hai pagato 390 euro per essere presentato alle case editrici?
  23. 1 punto
    Avrei voluto mettere il passo di "Dell'amore e di altri demoni" in cui viene aperta la cripta che contiene la salma di Sierva Maria de todos los Angeles: quella chioma rossa incorrotta lunga ventidue metri è un trionfo di immagini non solo visibili, ma addirittura palpabili. Un esempio splendido di come le parole possano descrivere una scena in maniera da renderla viva come se l'avessimo davanti agli occhi e anche di più: un dono per cui Gabo non ha uguali nella storia della letteratura. Purtroppo non ho il libro sottomano e mi "accontenterò" dell'incipit di "Cent'anni di solitudine". Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Il mio ringraziamento speciale per un autore che ha saputo regalarmi emozioni uniche.
  24. 1 punto
    Io... ma perchè intervengo? La natura (naturalmente nata da nulla... , cioè dal nulla) ha stabilito una legge (anche questa nata dal nulla) per la riproduzione degli esseri umani (umani rigorosamente nati dal nulla, al limite discendenti da oranghi, così son tutti felici e giocondi...) I discendenti degli oranghi poi si sono evoluti e ora hanno il cellulare e hanno creato una "venticinquina" di generi sessuali, tutti molto gustosi e variegati e che si devono insegnare a scuola, anzi, fin dall'asilo, con tanto di fumetti per baby, illustrati da mammine entusiaste e sorridenti, convinte di essere all'apice di qualcosa e lo sono infatti. Chi è contro la multisessualità, cioè gli idioti che sono convinti di NON discendere dagli oranghi, e che sono convinti che l'uomo debba sempre cercare la sua costola mancante, cioè Eva, sono ormai una sparuta minoranza, esecrabile e denunciabile nei talk show, per il momento, in attesa di purghe. Si preparano tempi grami per questa minoranza, in tutti i sensi. Discorso molto vasto. Termino mestamente dicendo che io faccio parte di questa minoranza. Ebbene si, oibò, e sono in circolazione. Non sarei minoranza, ma taluni massimi esponenti delle mie idee e della mia fede vanno a braccetto con tutte le cose che ho citato sopra. Alla faccia delle odierne "libertà globalizzate" io, per quanto mi rimanga da vivere, non sono disposto a sottostare a nulla di cui sopra. Quando finisce la dialettica, occorre fare incetta di munizioni. Ma mica per fare danno, non sia mai. Giusto per allontanare i futuri venditori porta a porta di sesso alternativo obbligatorio. (Che bel testo para-demenzial-paranoico eh?)
  25. 0 punti
    Il discorso è ben diverso: 1) Contenuto e stile erano buoni; mancava, però, la grammatica. 2) Le abbiamo detto, in tutte le salse, che non era tenuta a far fare l’editing necessariamente da noi. 3) Kimerik, come quasi tutte le case editrici italiane, talvolta chiede un contributo e talaltra no: dipende dalla qualità di quello che le viene offerto. Un esempio: qualche mese fa abbiamo pubblicato un nostro “Manuale pratico di scrittura” (cfr.: www.bottegaeditoriale.it/bottega/manuale-pratico-di-scrittura.php) non solo non abbiamo pagato nulla ma stiamo anche incassando parecchio!
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