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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 21/09/2017 in tutte le aree

  1. 37 punti
    Se stai leggendo questo post vuol dire che sono morto. No, scherzo, se stai leggendo questa cosa è perché ho ricevuto (qui ma non solo) molte domande riguardo quella che è stata e che sarà la mia esperienza con un grande editore, e le continuo a ricevere. Sono talmente simili che ho pensato di mettere nero su bianco le mie risposte, con un po' di ironia ma tanta serietà, senza peraltro costringere gli Admin a richiamarci sempre all'ordine nel non andare OT altrove. Non lo faccio per incensarmi - già la parola mi fa starnutire. Lo faccio solo perché, non ci crederai, ma vorrei che la mia esperienza non fosse unica. Questo mondo di merda ha un disperato bisogno di invertire la tendenza della speranza: quando le persone disperano la cattiveria vince, e a me dà fastidio quando vince. Nello stesso tempo ci sono un po' di equivoci da sfatare, non su di me, ma sullo scrivere in generale. Ed è bene che le cose comincino ad essere chiamate per nome: è un bene per tutti. - Come hai fatto? Non lo so, sul serio. Ho scritto e un libro e il resto è andato da sé. - Ma hai un agente? No. Gli agenti a cui mi sono rivolto non mi hanno convinto oppure mi hanno ignorato. Ma oggi posso dire meno male: avrei sbagliato la scelta e mi sarei affidato a persone non in grado di lavorare con me. - Sei serio o solo un coglione arrogante? Non lo so, fai tu. Sono serissimo. Non è che siccome non sono nessuno allora chiunque è meglio di me. Se avessi ragionato così non ce l'avrei fatta. - In che senso? Nel senso che se non ci credi tu in quello che fai allora non ci crederà mai nessuno. - Di la verità: hai conoscenze. No. Ognuno può pensare quello che vuole ma, benché svolga un lavoro di pubbliche relazioni, tra le mie conoscenze nessuno poteva spingermi. Oppure non avrei passato sei mesi a cercare agenti (sbagliati). - A quali editori ti sei rivolto? Quasi tutti i più grandi più qualche piccolo. Quasi tutti perché non tutti i grandi pubblicano il mio genere. Capire a chi inviare il manoscritto e a chi no è già il primo passo verso la pubblicazione. Non ci crederai ma quando scrivevo avevo in mente un solo nome. - Infatti non ci credo. In effetti avrei accettato anche Sperling e Kupfer. Perché leggo tantissimi libri editi da loro. Forse talmente tanti che accettare Feltrinelli o Giunti mi avrebbe fatto sentire un traditore. - Ora stai esagerando. Hai ragione. - Pensi che sia possibile farcela anche per me? Non lo so. Non so cosa scrivi, né come scrivi. Io non mi reputo il nuovo Joyce, anche se la mia immagine del profilo potrebbe suggerirlo, ma credo di aver fatto un buon lavoro di base. La storia soprattutto mi sembra avvincente. Non credo che chiunque possa scrivere, ma credo che chiunque abbia il diritto di sognare. L'importante è non perdere mai di vista l'obiettivo ed essere razionali. - Cioè? Se scrivi di merda in realtà non hai bisogno di qualcuno che te lo dica: lo sai da solo. A quel punto hai due strade. Mollare oppure migliorare. Stilisticamente si può migliorare con lo studio e la lettura (a proposito, leggi come se domani dovessi morire e non aver paura di imitare gli autori che ami: l'imitazione è la più sincera forma di adulazione), ma a livello di contenuti c'è solo una cosa che può farti crescere. - Sarebbe? Vivere una vita piena. Curiosare. Sbagliare. Ubriacarsi di tanto in tanto. Disprezzare qualcosa e qualcuno, amare alla follia. Viaggiare da viaggiatore, non da turista. Non avere pregiudizi. Osservare gli altri. Ascoltare le storie del mondo (ce ne sono miliardi in giro), accettare l'idea che possa esistere Dio, che bene e male non sono fiabe ma energie reali che influenzano la vita da sempre. Studiare. Leggere (l'ho già detto?). - Io sto cominciando a coltivare l'idea di smettere di scrivere. Ho ricevuto troppi rifiuti. Ma tu perché scrivi, amica/o? No, sul serio: perché lo fai? Lo fai per soldi? Perché vuoi cambiare la tua vita? perché non ti piace il tuo lavoro? Perché non puoi farne a meno? Perché qualcuno ti ha detto che potresti fare lo scrittore? Perché immagini il tuo volto in prima pagina su Vogue? Perché vuoi tenere un workshop con Ken Follet e Dan Brown? Vuoi diventare professore alla scuola Holden? No, aspetta, non voglio saperlo. Devi risponderti da sola/o, ma lo devi fare sinceramente perché la tua scelta finale dipenderà dalla risposta che ti darai. Io posso rispondere per ciò che mi riguarda. Scrivo perché senno impazzirei. Starei male. Quando ho smesso di scrivere stavo male. Ho passato anni bui, di profonda depressione. E non riuscivo a curarla in nessun modo. Avevo tanti amici, e qualche donna, interessi, sport, passioni... ma stavo male. Così male che avevo smesso pure di leggere. Entrare in libreria mi faceva quasi piangere dalla disperazione. Una volta sono entrato in una Feltrinelli e ho quasi avuto un attacco di panico. Sono dovuto uscire così in fretta che i tizi della cassa pensavano avessi rubato qualcosa. No, se non scrivessi starei troppo male. Ho una bella famigliola ma non basta. Forse sono un uomo orribile a dirlo, ma se non scrivessi non sarei del tutto felice. - Perché? Perché siamo spugne. - Ok. Stai delirando. No, dico sul serio. Siamo spugne. Assorbiamo tutto quello che abbiamo intorno, e siccome attorno a noi c'è un sacco di sofferenza, alla fine soffriamo pure noi. Anche se lo nascondiamo, anche se ci riempiamo di selfie e sorrisi. Io almeno ne assorbo una cifra. Se ogni tanto non aprissi il rubinetto impazzirei. Questo è il mio processo creativo: assorbo tanta oscurità da star male. Poi devo solo aprire il rubinetto. Non è esattamente una magia eh, c'è tanto altro. Ma alla base di tutto è questo. Se non scrivessi starei male. - Quindi? Quindi trova il motivo per cui vuoi scrivere. Se è un motivo venale datti un tempo ragionevole. Chessò, tre anni. Se entro tre anni non ce la fai smetti e prova con altri progetti. - E se non è venale? Allora non smetterai mai. - Ma starò male. Anzi, di merda. Probabilmente sì. Ti auguro di farcela, non immagini quanto mi piacerebbe poterti aiutare... - A proposito... no, non posso. Magari un giorno potrò (mi piacerebbe fare lo Scout nella vita), ma al momento ti assicuro che non posso. - Consiglio finale? Segui l'istinto. Ossessionati, ma non restare cieco ad altre opportunità. Nessun percorso è mai uguale.
  2. 31 punti
    Mi ero ripromesso di scrivere qualcosa riguardo alla mia esperienza con questa agenzia (che mi rappresenta da questa estate) se e quando la rappresentanza avesse portato alla firma di un contratto o, se questo non fosse avvenuto, alla fine del rapporto. Lo faccio ora, visto che si è da poco concretizzata la prima (senz'altro la più piacevole) delle ipotesi. Inviai un testo nell'autunno del 2016. Invio spontaneo alla sua mail, nulla di più, nulla di meno. Rita mi telefonò dopo un paio di giorni: aveva letto l'inizio, ne era rimasta colpita e voleva farmelo sapere, ripromettendosi di richiamarmi di lì a breve, una volta terminata la lettura. Dopo una decina di giorni mi richiamò, dicendomi che il testo doveva essere migliorato e che, laddove lo avessi fatto in modo opportuno, si poteva parlare di rappresentanza. Nei mesi successivi le mandai un altro testo (che mi bocciò) e poi mi dedicai alla revisione del primo, che le rimandai nell'estate del 2017. Questa volta il testo la convinse e mi propose la rappresentanza. C'è da dire che la rappresentanza è sull'autore, non sulla singola opera, e questo è un aspetto interessante, perché fa capire se e quanto e come un'agenzia sia interessata al percorso di crescita di quel singolo autore, laddove esordiente o sconosciuto. Nei mesi successivi ha inviato il romanzo a diverse CE e alla fine della fiera è riuscita a convincere una Big, la Rizzoli, a investire sul mio testo, un testo di un perfetto sconosciuto (un testo di fantascienza tra l'altro, quindi quasi "impiazzabile" per definizione). Questo la dice lunga, per come la vedo io, sulle sue capacità di sapersi muovere nell'ambiente. Il contratto è molto buono (c'è anche un anticipo... per carità, piccolo piccolo rispetto agli standard delle grandi CE, ma per quanto mi riguarda il fatto che ci sia è quasi commovente). Le mie considerazioni su Rita: chiaramente non posso che essere soddisfatto del lavoro che ha svolto. La mia impressione è che lei porti avanti una delle poche agenzie che oggi puntano ancora sugli esordienti. Cosa vuol dire questo? Non che ne prenda chissà quanti, anzi... credo ben pochi e solo se "vede" qualcosa nel testo e nell'autore (il che non vuol dire che ciò che vede sia sempre oro e che ciò che non vede sia sempre rame... è una questione di gusti, di attitudini e di tante altre cose. ogni agente ha i suoi parametri, presumo... ed è normale che sia così). Una volta che vede qualcosa, ci prova, sempre che veda qualcosa anche nell'autore, perché poi il discorso diventa quello di dover fare un percorso assieme. Il rapporto è importante: io l'ho toccato con mano il tempo che ha investito e sta investendo con me Rita: non parlo solo di riuscire a piazzare il primo romanzo, c'è anche l'aver letto per due volte due versioni del secondo che le ho inviato (ora le toccherà la terza), c'è anche aver letto il terzo (e le toccherà anche una seconda volta, visto che dovrò riscriverne una parte). Insomma: sono tante, tantissime ore lavoro che lei sta investendo su di me, proprio perchè lei investe sull'autore e cerca di farlo crescere con l'obiettivo di farlo diventare uno "Scrittore" (intendo uno che per mestiere scrive e basta). Tutto questo lavoro al momento lei lo sta facendo "in perdita", senza nessuna garanzia che le rientri nulla: quando uscirà il testo con la Rizzoli (tra un anno e più immaginiamo) nessuno sa se venderà o meno; nessuno sa se io riuscirò mai a diventare uno "Scrittore" vero. E se il libro non vende nulla, tanto da non arrivare all'anticipo datomi? E se nonostante tutto non riuscissi più a scrivere nient'altro di buono, di appetibile per una grossa CE? Queste ore lavoro a lei chi le ripaga? Insomma, investire su uno sconosciuto, per un'agenzia di un certo livello, è un rischio enorme. Vero è che puoi rifarti di tutto con gli interessi se lo scrittore "sfonda", ma in quanti "sfondano", in un mercato come quello italiano? Per un'agenzia prendere un esordiente significa lavorare in perdita, almeno per 2-3 anni con assoluta certezza, poi si vedrà. Chi si accolla questo rischio, oggi, tra le grandi agenzie? Pochi. Rita Vivian ha quindi tutto il mio rispetto per essere una di quei "pochi" che ancora "ci credono".
  3. 30 punti
    Buongiorno, sognatori! Questo mese è importante, per il Writer's Dream, molto importante. Marzo 2018 rappresenta infatti il decimo anniversario del portale: ebbene sì, sono passati quasi dieci anni dalla sua creazione! È doveroso partire con un po’ di storia, ma vi prometto di non annoiarvi troppo; d'altronde questa non è solo la storia di una piattaforma senz'anima, ma la storia di tante vite intrecciate. C'era una volta... la giungla dell'editoria Writer’s Dream nasce nella primavera del 2008 (il 21 marzo, appunto) come un piccolo forum per la condivisione di lavori scrittevoli e sulla scia dell’ambizione di Linda Rando, la fondatrice all’epoca sedicenne. In poco tempo, complice il fatto di raccogliere e diffondere informazioni sulle case editrici (allora non c’erano portali simili), Linda scopre e dà un nome al fenomeno dell’editoria a pagamento, dando anche il via alla campagna NO EAP, oggi famoso logo presente sul web e usato da molte Case Editrici. Il logo NOEAP è nato qui al Writer’s Dream. Il portale è cresciuto in fretta: dopo tre anni su uno spazio gratuito si è trasferito su un dominio proprietario, quello su cui ci troviamo ancora oggi. Nel 2015 il portale è stato acquisito da Borè (se volete saperne di più, leggete la pagina aggiornata “Chi siamo” del portale!). Da allora i numeri del forum sono raddoppiati e ad oggi abbiamo 20.000 utenti, più di 30.000 discussioni e mezzo milione di visite al mese; più di 120 Case Editrici iscritte al forum e moltissimi professionisti del settore; una pagina Facebook che conta quasi 10.000 mi piace e un coinvolgimento sempre maggiore della comunità Sono solo numeri, è vero. Numeri dietro cui si nascondono tante vite, tanti sogni. Perché il Writer's Dream ha così tanto successo? Aiutiamo gli autori a scegliere. Forniamo informazioni, discutiamo e condividiamo, senza filtri, ogni aspetto del mercato editoriale per permettere agli scrittori di compiere le scelte migliori per le loro opere. Così recita il nostro obiettivo; le nostre parole chiave: trasparenza e professionalità. Siamo una comunità – la più grande in Italia – che parla di editoria a tuttotondo. Raccogliamo informazioni, dati e testimonianze sulle case editrici, rendendole pubbliche in modo del tutto gratuito: l’iscrizione al nostro portale non costa nulla. Non ci fermiamo alle case editrici; discutiamo di ogni aspetto dell’editoria italiana, di scrittura e lettura in generale. Agenzie letterarie, piattaforme di Self publishing, librerie, professionisti del settore, segnalazioni di presentazioni, concorsi letterari e tanto altro. La ricchezza del Writer’s Dream è la conoscenza di ognuno degli Staffer, utenti e Case editrici che popola il forum. Conoscenza che è messa a disposizione di tutti, ogni giorno. Non è finita qui… come non citare l’Officina? Un grande laboratorio di scrittura e un nostro vanto. Possiamo dirlo senza peli sulla lingua, è uno dei migliori spazi di scrittura di tutto il web italiano (a proposito, non vi perdete l’iniziativa dedicata agli scrittori incalliti per il decimo anniversario!). Nell’Officina, dicevo, gli utenti possono pubblicare racconti e poesie, ricevere commenti approfonditi e accurati, utilissimi per migliorare. Al suo interno organizziamo molti Contest (gare di scrittura) che tengono impegnati decine di utenti ad ogni appuntamento e che ci rendono non solo una comunità accomunata da una passione, ma una grande famiglia. Una famiglia virtuale, che tuttavia racchiude in sé le stesse caratteristiche di qualsiasi gruppo di amici vero e proprio. Ogni tanto c’è qualche scossone, un litigio, una parola di troppo… erm, magari un ban Poi si torna al Mezzogiorno d’Inchiostro della domenica e si capisce che niente è più importante del condividere. Emozioni, amore, semplicità. Pareri, dibattiti, consigli. Sì, siamo una famiglia virtuale, ma non per questo meno vera. Per questo mi rivolgo non solo a chi ogni giorno ci accompagna nel forum e partecipa alla vita della comunità e la sostiene (sì, ce l’ho proprio con voi, Sostenitori ). Ringrazio anche chi si limita a leggere, forse perché un po’ timido o perché non ha mai trovato il tempo materiale di mettersi lì a scrivere insieme a noi. Grazie anche a voi, ragazzi: sarete sempre i benvenuti, non appena ve la sentirete o ne avrete voglia, anche solo per un “ciao”. Sarebbe un onore che anche uno solo di voi rispondesse qui sotto con un semplice: “ci sono anch'io!”. E che magari, subito dopo, venisse a parlarci di sé in Ingresso! In palio un benvenuto di quelli veramente pazzi, che dona spesso @Nerio! Dieci anni di Writer's Dream Be’, che altro dire? Personalmente sono fiero di far parte di questa comunità e di guidarla nello stesso spirito con cui è nata dieci anni fa. Tenete sempre d’occhio (e seguite) il Bollettino dei Naviganti, perché quest’anno sarà caldo come non mai, ve lo assicuro! Se volete conoscere meglio lo Staff, spulciate questa sezione, in cui ognuno di noi ha detto qualcosa su di sé. Siamo un gruppo eterogeneo, unito da una sola parola: passione. Passione per la lettura, la scrittura, l’editoria. Mi sento onorato di far parte di una squadra così, che mi ha insegnato tanto e continua a darmi ancor di più ogni giorno. Sì, mi sento fortunato di conoscerli, dal primo all'ultimo. E mi sento fortunato di far parte del Writer’s Dream: per me si è rivelata essere un’occasione di crescita personale, umana, professionale, che mi ha permesso di coltivare e far crescere tutte le passioni che mi accompagnano fin da quando ero un piccolo marmocchio accompagnato dai genitori in libreria. Non da meno, quando mi alzo al mattino lavoro con il sorriso sulle labbra. Buon anniversario, buon decimo anno al Writer’s Dream e buona scrittura a tutti voi! Non smettete mai di sognare, perché noi continueremo a farlo e, al contempo, a impegnarci al massimo per mettere le ali ai vostri sogni.
  4. 23 punti
    L'articolista magari potrebbe cercare anche di spiegare in quale modo si possa realizzare un progetto editoriale (senza rimetterci denaro, ovviamente), quando quattro o cinque dei primi dieci posti della classifica sono occupati stabilmente da libri demenziali di youtuber, quando i concorsi sono strutturati in maniera che i selezionati in un concorso saranno i selezionatori del successivo concorso (e selezioneranno quelli da cui sono stati selezionati, ovviamente), quando ogni legge favorisce la concentrazione delle librerie a scapito di quelle indipendenti (con il conseguente crollo delle figure professionali), quando... Perché se no rimane aria fritta e poco più.
  5. 22 punti
    Premetto che del mondo editoriale non c’ho capito nulla. Visto che in molti fate appelli ad intervenire volevo riportare la mia esperienza con la LI. Lo faccio perché leggendo la discussione ho timore che i vostri parametri del “ce l’ho fatta” e dello “svoltare” debbano esser registrati. Entrare in un’agenzia non è fare sesso. Voi credete di sì ma io vi dico che non soddisferà le vostre fregole, potrebbe anzi peggiorarle. Entrare in un’agenzia è fare preliminari, che vanno bene per un po' ma poi o si passa al sesso o ci si lascia. Certo i preliminari sono sempre meglio di prima, sempre meglio di quando vi chiudevate nel bagno con Corna Vissute, ma per il sesso dovrete attendere. L’Editore è il sesso... Gesù che tristezza di esempio, in pratica sto dicendo che JaV è come una palpata. Forse è per questo che non mi pubblicano. E infatti non mi pubblicano. Maledetti. L’ho già detto che del mondo editoriale non c’ho capito nulla? Il loro meccanismo è elementare ma inafferrabile; è un sistema binario dove tutto è 0 o è 1. Loro, gli Altri (ah! se mi manchi, Lost), sono così: o ti si cagano o non esisti. Cioè, non è che sei una cosa a metà, tipo ciao Kenzo, scrivi di merda ma sei simpatico; macché, mentre leggono un rigo, mentre ti ascoltano parlare, sorridenti, hanno il dito pronto sul bottone dell’espulsione da questo universo, la botola di Mr Burns. Non sei mai una persona con tutte le tue sfumature. O sei buono o sei asino. Ti fanno diventare come il Sindaco della città di Halloween di Nightmare Before Christmas, puoi avere solo due tipi di reazione: Quella sorridente/speranzosa o quella terrorizzata/preoccupata. Mi sto perdendo. Il mio rapporto con la LI è durato circa un anno e mezzo, fin dagli albori. Difficile dirvi qualcosa di davvero utile e credibile, onestamente: se faccio l'entusiasta ecco la groupie di JaV; se sono critico, ecco il rancore del frustrato. Ad esempio, sui metodi di reclutamento e sulle attese di risposta, che mi pare sia argomento principale qui, ecco, io non posso dare la mia opinione. Sono stato fortunato ed ho ottenuto la rappresentanza tramite rimbalzo da B&C, dove il nostro lavorava e dove il mio manoscritto è fluttuato per mesi circondato da un'aurea luminescente* prima di scomparire per sempre dentro ad un cassetto che aveva l'iperspazio come fondo. Non solo nessuno mi ha mai risposto, ma la B&C di lì a poco è stata vampirizzata dalla signora Sgarbi (a proposito, ho una teoria che ora non c’entra nulla: Elisabetta e Vittorio sono la stessa persona, come Michael e La Toya Jackson). La & di B&C è diventata un + (cioè B+C) ed io al mio libro non c’ho più (+) pensato per diverso tempo, fino ad un fatidico mezzogiorno e mezzo di fuoco (più Gene Wilder che Gary Cooper) in cui mi trovavo nel mio solito bar in pausa pranzo, quello in cui se ordino il solito non arriva un whisky ma un tramezzino al tonno (Don Draper scansate), ed ecco che dal nostro amico comune (da qui in avanti solo “Lui”, maiuscolo) mi arriva una mail che mi riempie di gioia. Lui mi spiega cosa sta per fare e mi chiede se voglio seguirlo lungo la strada di mattoni gialli. Tutto qui. Questa è la mia storia. Questo è l’inizio e pure il tutto. Purtroppo il mio manoscritto non ha avuto fortuna, sembra sia piaciuto solo a JaV. Se devo dirla pure mia moglie ho il sospetto che lo abbia mollato a metà. Alla fine abbiamo deciso di finirla dopo un petting estenuante, dico con JaV, non con mia moglie. Lui c’ha provato, ha mandato il mio manoscritto a tutto il suo portafoglio ed ha ricevuto solo no. Colpa della LI? Secondo voi questa è una domanda giusta da porsi? È una domanda che uno che non ha mai pubblicato un rigo può porsi? L'unica spiegazione, l'unica intellettualmente onesta e sana che uno come me si può davvero dare, è che il manoscritto non piace, non è giusto, che è mediocre. Forse è troppo incasinato, come questo post. Dobbiamo sempre prendere in considerazione l’eventualità di non aver scritto quel capolavoro che ci sembrava quando di notte venivamo premiati, quando ci intervistava Letterman e facevamo i firma copie pure a Tokyo. E se l’Agente avesse preso un granchio? in fondo siamo delle scommesse. L’unico appunto che mi sento di rivolgere all'Agenzia (e che ho già rivolto a Lui) è che mi sarebbe piaciuto avere più feedback, più comunicazione, sentirmi più partecipe, esser aggiornato dei rifiuti, dei contatti in corso. Magari la loro è una strategia, una precisa politica di difesa, siamo una materia così sensibile ed isterica. Però questo tipo di rapporto a me è mancato. Per carità, ci siamo sentiti diverse volte a telefono, anche ieri. Ci siamo scambiati mail e spesso gli ho inviato whatsapp vi giuro davvero imbarazzanti. Lui è sempre stato disponibile. Del curriculum di Lui non parlo, lo conoscete tutti, è a disposizione di tutti. A livello umano posso aggiungere che mi pare davvero un bravo ragazzo, inteso nel significato più puro e positivo dell’espressione (cioè non sto insinuando che è un sempliciotto ma proprio che è un bravo ragazzo). Di sicuro ha passione, si sbatte, ci crede, ti incoraggia e ti rincuora. Per dire, mi è successo di scrivergli che ero depresso e mi ha richiamato solo per tirarmi su. Sono stato lungo ma considerate che con questa non scriverò più su questa discussione, ad majora * spennellare la copertina con la vernice fluorescente può funzionare
  6. 22 punti
    Ciao, sognatori È passato un altro anno anche al Writer's Dream: per me, il secondo da Community Manager. Ci sono state molte novità (e ne arriveranno di grosse nel 2018), a volte è stata dura seguire alcune discussioni in Case Editrici ( ) ma conto di rimanere agguerrito al servizio dell'informazione trasparente e della professionalità anche l'anno prossimo. Per questo mando un abbraccio virtuale (e lo rinnoverò presto fisicamente!) a tutto il mio Staff, che insieme a me si è fatto in quattro per mantenere il WD quello che è ancora oggi: senza di loro niente di tutto questo sarebbe stato possibile. A marzo 2018 ricorrerà l'anniversario di un decennio targato WD e sarà tempo di tirare le fila: l'editoria si è evoluta e l'ha fatto insieme a questa piattaforma, che soprattutto ad oggi è considerata Leader in quanto a informazione editoriale italiana. Non possiamo non esserne orgogliosi, e non sto parlando solo di Boré, di me o dello Staff, ma di tutti i Sostenitori e Utenti che rendono vivo questo forum. Grazie a tutti voi! Vi auguro di passare un bel periodo di festa, e per dimostrarvi quanto vi voglio bene eviterò di chiedere cosa avete intenzione di fare a Capodanno Vi lascio al Contest natalizio per chi è iscritto (compreso me!), alle Case editrici, alle agenzie e a tutto quello che riguarda la scrittura a tutti gli altri. A proposito: buona scrittura, sognatori!
  7. 22 punti
    Caro @Il Trampolino, adesso state esagerando. Se uno ammette di non sapere come ci si muove in forum e come ci si rapporta in queste situazioni e che in questo mondo virtuale si sente come un pesce fuor d’acqua, poi non può venire a pontificare sul “metterci la faccia” o “nascondersi dietro un nick” o la presunta obsolescenza su chi quel mondo, nel bene e (purtroppo) nel male, sta contribuendo a creare. Qui nessuno si nasconde dietro un nick, è una cosa sparita anni fa: adesso basta una ricerca di cinque minuti per sapere chi è chi, soprattutto di persone molto presenti in rete come i membri dello staff o altri utenti. Qui il vero “anonimo sconosciuto” è lei, che rifiuta sistematicamente il confronto, tra l’altro con post così lunghi che farebbe prima a rispondere alle domande invece di giustificarsi perché non lo fa. Il vero sconosciuto è proprio il trampolino, che ha un sito di forse dieci pagine dove non dice nulla di nulla, ma di cui dovremmo fidarci perché... già, perché? Perché siccome siamo accaniti utenti Internet ipso facto siamo anche allocchi creduloni? Qui ci sono editori, case editrici, addetti a vario titolo che frequentano il forum in maniera attiva (anche in questa discussione), mettendosi alla pari degli autori e dei lettori, lavorando con disciplina e costanza anche nella loro identità digitale e che non negano le informazioni e non si rapportano agli altri da esseri superiori perché loro sono editori. E che l’innovazione in questo settore la stanno facendo sul serio. Sarebbe un insulto nei loro confronti credere al primo guru che passa, figuriamoci all’ennesimo, perché lei non è il primo neanche in questo. La sua impresa avrà successo? Me lo auguro, perché non c’è settore che ne avrebbe più bisogno. Vuole continuare a interagire con noi? Mi auguro anche questo perché c’è bisogno di tutti. Ma apra gli occhi e scenda dal suo piedistallo per favore.
  8. 21 punti
    Intervento Staff @Il Trampolino complimenti per il savoir-faire. Lascio il messaggio intatto senza editare il maiuscolo a futura memoria. @nimrud è stato sospeso per 30 giorni non per abuso di potere, ma perché lo staff ha avvisato innumerevoli volte di evitare messaggi che alimentassero un dibattito non costruttivo e la discussione lo testimonia. Non che debba giustificarmi. Il dott. Murgia viene bannato in maniera definitiva. Evitate di porgli domande in futuro, visto che non potrà rispondere. Limitatevi alle eventuali esperienze dirette.
  9. 19 punti
    Ciao Marco, allora... il discorso sulle agenzie è davvero complesso. In un certo senso rispecchia la complessità (e i fisiologici limiti) del mercato editoriale italiano (e non solo italiano). Il tuo discorso e le tue domande (presenti in diversi altri interventi qui sul forum, perché è un argomento che torna spesso) è diviso in "macroaree" di interesse. Partiamo dalla fine: ci sono tante agenzie, con i numeri del mercato non è possibile che vadano avanti tutte con le percentuali. Corretto. Difatti le agenzie che vanno avanti con il lavoro di agenzia "pura" non sono poi molte. 15-20 credo... Di queste parlo. Delle altre, moltissime tirano avanti vendendo servizi (e di fatto sono spesso agenzie di servizi letterari mascherate da agenzie di rappresentanza. Un buon modo per capire se si tratta delle une o delle altre è andare sul loro sito e vedere quali libri sono usciti tramite l'intermediazione dell'agenzia. In questo modo si vedono i contatti effettivi dell'agenzia con i vari editori.) Nota bene: di queste grandi agenzie, a oggi, moltissime (anche se non tutte) chiedono contributi di lettura agli aspiranti. Il perché lo fanno, il "se sia giusto o meno" che lo facciano ecc ecc, questo è un argomento su cui ci sarebbe molto da dire e che personalmente trovo indicativo di tante cose e di come stia vorticosamente cambiando il panorama editoriale: se ieri a un'agenzia arrivavano 100 inediti all'anno e di questi ne facevano uscire 10 che vendevano >1000 copie e oggi arrivano 1000 idediti di cui solo 1 è piazzabile e se arriva a 1000 copie è un miracolo, è pacifico che io agente, in quanto "imprenditore", vada a considerare il ramo "scouting" della mia azienda come "in perdita", non conveniente. Quindi o lo chiudo o mi faccio pagare. Giusto? Sbagliato? Non importa discutere di questo. Quello che è importante è capire meccanismi, motivazioni delle parti in causa, metodologie di lavoro ed effettive opportunità offerte. Mi spiego: se l'agenzia Pinco, famosissima in Italia, chiede agli esordienti 1000 euro di tassa lettura e si ha la certezza che nessuno di questi esordienti è stato mai preso in carico, è legittimo che prima di spendere quei soldi mi faccia non una, ma cento domande. Se l'agenzia Pallo chiede 100 e so che ogni tanto qualcuno lo prende in carico, magari posso chiedermi se in effetti giocarmi la chance valga quei 100. Se l'agenzia tizio non chiede nulla e so che ne prende 1 o 2 all'anno, perché non provarci? Se l'agenzia Caio prende in lettura gratuita solo quelli che riescono a mandare una mail alla mezzanotte del primo del mese, i più veloci, vale la pena provarci, me la sento o no? Insomma, io consiglio di analizzare, capire come funziona, poii comportarsi di conseguenza. Può piacere o meno, ma le cose oggi stanno così e molti si orientano in questo modo. Consideriamo anche che moltissime agenzie lavorano con i diritti di autori esteri: il loro lavoro insomma non è "scovare" l'esordiente italiano che venderà poco o nulla, ma (a grandi, grandissime linee) andare a pescare tra gli editi esteri che stanno vendendo benino, convincere l'autore a farsi rappresentare in Italia e poi andare a vendere i diritti di quell'autore, numeri in mano, alle grandi CE. Le agenzie (le grosse agenzie, dico) fatturano su questo, Domanda del titolo: le agenzie sono utili? Certo. A chi sono utili e per cosa? Qui entriamo in un campo vastissimo. Innanzi tutto il concetto "principe" (che a mio modestissimo avviso viene del tutto saltato dagli aspiranti scrittori) è che le agenzie sono innanzi tutto utili a chi fa lo scrittore di mestiere. Un po' come i procuratori, i "manager" nel mondo del calcio o dello sport in genere... Io ho un "talento", c'è chi è disposto a pagarmi per "avere" quel talento, in mezzo c'è "l'intermediario", quello a cui chi ha il talento si affida e che cerca, tra coloro che sono disposti a pagare per quel talento, l'offerta che ritiene migliore per le esigenze del suo cliente. Ogni scrittore famoso (così come ogni calciatore famoso, immagino) ha il suo agente. Quindi, evidentemente, l'agente non è solo utile, ma è "imprescindibile" per chi scrive di mestiere. Chiarito questo aspetto, la vera domanda per gli aspiranti è: quanto mi è utile un agente? La risposta è: tantissimo, visto che a volte è solo tramite agenzia che si può arrivare sulle scrivanie delle grandi CE ed esser letti. il problema è che per arrivare a questo livello si torna a quanto detto sopra. Insomma, quando dici: il punto è proprio quello di riuscire a capire, in anticipo, prima di spenderci soldi (ammesso ovviamente che non si sia interessati ai servizi di valutazione ecc ecc, per i quali a mio avviso è giustissimo pagare, anche se personalmente pagherei professionisti del settore, non agenti) se l'agenzia a cui ci si sta rivolgendo 1) piccola o media, prenderà i tuoi soldi e non ti rappresenterà mai 2) grande, prenderà i tuoi soldi e non ti rappresenterà mai 3) piccola o media, prenderà i tuoi soldi e (se crede nel tuo lavoro) proverà a rappresentarti solo presso editori piccoli 4) piccola o media, prenderà i tuoi soldi e (se crede nel tuo lavoro) proverà a rappresentarti presso editori grandi perchè lei per prima vuole diventare grande 5) grande, prenderà i tuoi soldi e (se crede nel tuo lavoro) proverà a rappresentarti presso editori grandi Come capire a quali agenzie ci si sta rivolgendo? Come capire quale dei 5 punti (e quelli che ho elencato non sono esaustivi) avrò di fronte? Tramite ricerche. Ragazzi, il mio consiglio è: investite il vostro tempo in ricerche e nelle informazioni preziose che sono in questo forum, nelle discussioni apposite, e sui siti delle agenzie. Fatevi delle liste, cercate di capire come funziona. Non fate l'errore di "etichettare" la realtà che vi circonda come nera o bianca, come buona o cattiva, come utile o inutile. Sospendete ogni giudizio generale, perché nelle realtà complesse e in continua evoluzione come quella editoriale ci sono migliaia di sfaccettature diverse. Agenzie utili, agenzie inutili, agenzie che puntano solo ai vostri soldi, agenzie che puntano a trovare davvero il nuovo fenomeno... c'è di tutto. Bisogna avere la pazienza di perdere del tempo in ricerche.
  10. 18 punti
    Per "pura sfortuna" a me sembra una presa in giro e, a giudicare dalle 46 pagine di thread, anche quel "1%". Facciamo un 20-25%?
  11. 18 punti
    Trovo molto demoralizzante svegliarmi e trovare una raffica di punti reputazione negativi sui miei ultimi messaggi e su quello di presentazione dell'Agenzia. Magari su risposte di servizio date a altri utenti, solo per il gusto di screditarmi. Sono, per quanto possibile, sempre disponibile al dialogo e pronto a intervenire per spiegare il mio e il nostro operato. Questi attacchi personali (per giunta vili, anonimi, e senza possibilità di contraddittorio) danneggiano soltanto una realtà, l'Agenzia, che di reputazione vive. Davanti a comportamenti simili passa la voglia, sono sincero.
  12. 18 punti
    Provo a mettere un po’ di chiarezza e un po’ di ordine. Continuiamo ad accettare manoscritti ogni mese perché non vogliamo precludere (e precluderci) questa possibilità; leggiamo tutto e i rifiuti, secchi, arrivano puntuali, entro un mese o poco più. Fanno più chiasso le attese roboanti, i 3 manoscritti al mese che passano in lettura esterna e che di conseguenza sono costretti a una lunga attesa (perché così è), che non i 65 rifiuti che ho dovuto scrivere di mio pugno a novembre perché il form era rimasto online più del dovuto. Capisco che nessuno ci elogi per avere ottenuto un rifiuto dopo poche settimane ma anche quello è una parte, gravosa, del nostro lavoro. I 3Mium a cui abbiamo chiesto l’intero manoscritto sono meno di un quarto del totale. Vale lo stesso discorso di cui sopra: in quanti hanno voglia di raccontare di essere stati rifiutati secchi, dopo una ventina di pagine? @konradin soddisfo io la tua morbosa curiosità: l’autrice in questione ha rifiutato la pubblicazione con un grande gruppo editoriale perché era digital only. Non vedo cosa ci sia da specularci su: scelte personali. Ci è stato chiesto un testo che avesse caratteristiche simili al suo, le abbiamo prospettato la cosa, ha detto di no, che aspirava a qualcosa in più. Stop. Credo in ogni caso di non dover continuamente intervenire per difendere il nostro operato, o per svelarne ogni segreto. Il nostro lavoro, quello pubblico, parla per noi. Abbiamo un anno di attività alle spalle (che per l’editoria è un battito di ciglia) e iniziamo ora a raccogliere frutti soddisfacenti, per favore aspettate qualche tempo prima di darci per imbolsiti.
  13. 17 punti
    @gierre13 Prova a farti convocare per i mondiali senza aver mai visto una partita di calcio in vita tua, semplicemente calciando quattro rigori durante l’ora di ginnastica e sfogliando distrattamente la gazzetta mentre aspetti il caffè al bar. Nessuno dice che se leggi imparerai a scrivere, ma che di sicuro non imparerai a scrivere se non leggi. Poi quasi tutti i buoni lettori non sono buoni scrittori, è naturale: non possiamo essere tutti fuoriclasse. Fabio Caressa non è Messi. E fanno bene. Se il mio mestiere fosse valutare i provini dei ragazzini che vogliono entrare nelle giovanili del Barcellona, non avrei tanta voglia di perdere tempo con bambini che non sanno manco cos’è il fuorigioco. L’aspirante scrittore non è sempre una vittima, un genio incompreso, un talento non valorizzato. L’aspirante scrittore spesso è un rompicoglioni come tanti convintissimo di essere speciale, di non avere niente da imparare, di essere scartato perché... perché è tutto un complotto.
  14. 17 punti
    Sbagli completamente approccio. Il punto è: per diventare un grande sportivo, devo anche (ripeto anche) conoscere bene quello sport? Certo che sì. La differenza è che la condizione è necessaria (altrimenti, come hai detto tu, ogni appassionato di sport sarebbe un grande atleta... è ovvio che così non è) ma non certo sufficiente. Nelle biografie dei grandi sportivi c'è sempre una passione che "divora" quei ragazzini, che prima di diventare grandi atleti sono stati grandi, grandissimi "tifosi" di questo o di quello. Per la scrittura è la stessa cosa. Vuoi scrivere? Devi leggere. E tanto, anche. Certo, potrebbe non bastarti... quello dipende dal talento che hai e da come quel talento lo alleni e lo coltivi. Senza basi, però, non c'è talento che tenga: non sarai mai uno scrittore. Non ho capito. Secondo te io aspirante non invio un manoscritto perché l'editore mi dice che devo "leggere di più?" Quale legame c'è tra le due cose? L'editore potrà semmai dirmi, sottilmente, una cosa del genere: inviami il manoscritto solo se quanto meno è scritto in italiano... quindi se il tuo testo è infarcito di errori perché vuoi fare lo scrittore quando sai a malapena leggere e scrivere be'... forse è il caso che ci ripensi un attimo. e ha ragione, l'editore. E, ti assicuro, se chi sa a malapena leggere la smettesse di scrivere, il mercato sarebbe molto meno "gonfio" di migliaia e migliaia di manoscritti inutili e terribili che ingolfano la filiera e fanno perdere tempo a tutti, agenti, editori e lettori. Di norma chi dice "leggi di più" si riferisce ai classici. Mai sentito di qualcuno che abbia detto "leggi di più. i miei libri!". E poi è proprio il modo in cui esprimi il concetto che trovo terrorizzante, sai? Quel "continuo a lucrare sulle passioni della gente" riferito all'editore, con tutta quella negatività che l'espressione racchiude, neanche l'editore fosse uno spacciatore di eroina che vende droga... voglio dire: vende libri. Libri. Altro che lucrare... se ne vendessero 10, 100, 1000 volte tanti. Altro concetto che non condivido affatto. Nessuno punta una pistola alla testa di nessuno. Sei tu aspirante scrittore che decidi se pagare per avere un servizio. Vuoi che il tuo testo sia editato? Paghi (giustamente) un editor. Altrimenti non lo paghi... chi ti costringe? Promesse false? Ma quando mai? Ma se tutti i professionisti dicono il contrario (ripeto: tutti i professionisti, se poi tu aspirante scrittore non sai riconoscere un professionista da un non professionista piuttosto che da un truffatore sei tu che hai un grande, grandissimo problema, problema spesso direttamente proporzionale al tuo ego che vuole sentirsi dire che sì, sei bravo, che sì, diventarai famoso e bla bla). Tutti i professionisti oggi dicono la stessa identica cosa all'aspirante scrittore: l'editoria è in crisi, emergere è molto difficile. Girano tanti servizi intorno all'editoria, oggi, è vero. Ma è la domanda che fa l'offerta. Se in questo momento storico in Italia ci si ritrova con decine di migliaia di aspiranti scrittori (più o meno talentuosi), è fisiologico che ci siano tantissime agenzie che offrono loro i servizi più disparati. Dai corsi a quant'altro. Sta a te aspirante scrittore la scelta finale. Se pubblichi a pagamento, non ti stanno spolpando o truffando: è una tua scelta (spesso dovuta dal voler pubblicare a tutti i costi). Se ti rivolgi a un editor professionista o a una scuola di scrittura, non ti stanno "spolpando", non stanno "lucrando su di te", stanno facendo il loro lavoro, presumibilmente aiutandoti a migliorare il tuo, di lavoro. Se faccio un corso di cucina per migliorarmi, penso "che bello, ora imparerò qualcosa. E, giustamente, pago per il servizio." Non è che penso: "ah, questo chef mi vuole spolpare. Vuole lucrare su di me!" Altrimenti, semplicemente, quel corso non lo faccio.
  15. 17 punti
    Mi dicono spesso – ed è vero – che nei miei romanzi amo descrivere i luoghi dove si svolge l'azione con grande cura. Alcuni lo fanno in tono elogiativo (che spero sincero), altri accompagnando l'affermazione con smorfie più o meno ben mascherate. Mi rivolgo qui a chi, come me, ama "trovarsi in scena" e desidera ottenere descrizioni efficaci (chiedo scusa a chi invece le considera superflue o, peggio, "una perdita di tempo"; io le ritengo un requisito fondamentale della scrittura e non riesco a leggere libri in cui siano piatte o addirittura assenti). L'occasione di queste quattro righe nasce da una precisa domanda che mi è stata rivolta nell'ultima presentazione di ieri pomeriggio: "come si fa a descrivere un luogo in maniera che il lettore si senta dentro alla narrazione?". Ne è nato un mini-dibattito di cui volevo mettervi a parte, senza avere la pretesa di voler insegnare nulla a nessuno. La mia risposta è stata questa: come prima cosa occorre usare i cinque sensi. Può sembrare un concetto ovvio, ma spesso ce ne dimentichiamo. Leggo di frequente nei racconti qui sul forum – e ancora di più nei romanzi sui quali devo lavorare come editor – descrizioni esclusivamente "visive", come se possedessimo soltanto il senso della vista. C'è chi ritiene che una descrizione ottimale debba essere piena di colori e si fa un punto d'orgoglio di descrivere il colore di qualsiasi oggetto, anche quando è del tutto superfluo. Quelli che invece mancano fin troppo spesso sono i rumori e, ancor più di frequente, gli aromi. Se il vostro protagonista si addentra negli stretti vicoli di un borgo, non vedrà soltanto case antiche, terrazzi pericolanti, massaie affacciate alla finestra e osti in maniche di camicia sull'uscio di una birreria. Da quelle case usciranno grida di bambini, voci gonfie d'ira di un alterco, una persiana sbatterà al vento, un gatto randagio miagolerà... E sui balconi ci saranno vasi pieni di fiori che riempiranno l'aria di profumi, dalla porta della panetteria che si apre all'improvviso uscirà una vampata fragrante di dolciumi, dalle vecchie condutture fognarie si sprigionerà un fetore che ammorberà l'aria... Ecco allora che vista, udito e olfatto (e, perché no, tatto e gusto) si uniranno a formare un insieme di esperienze sensoriali che renderanno la pagina più viva e faranno credere al lettore di trovarsi davvero a camminare tra quei vicoli. Usare tutti i cinque sensi è un primo, ma fondamentale, passo per ottenere descrizioni efficaci. Poi si dovrà decidere il momento della narrazione in cui inserirle, che pure è di grande importanza (se un agente sta inseguendo un ladro tra quei vicoli, raccontare che dalla panetteria esce profumo di dolci non sarebbe il caso ), e la scelta dei vocaboli da usare per descriverle; ma qui si sconfina in un discorso stilistico, più tecnico e spesso molto soggettivo.
  16. 17 punti
    Per quella che è al momento la mia esperienza personale (ma vedo anche quella di altri), credo che la Lorem Ipsum debba puntare a migliorare la comunicazione coi propri potenziali autori. E non parlo del singolo caso, ma proprio del loro sistema di risposta per come è al momento strutturato. Per assurdo, la Lorem Ipsum comunica meglio con gli autori che intende scartare piuttosto che con quelli che potrebbe rappresentare. Davvero fatico a capire questa scelta di contattare entro 30 giorni chi viene respinto e lasciare invece nel completo silenzio, per mesi, chi supera una prima scrematura. Potrà sembrare sciocco, ma, nel silenzio assordante del mondo editoriale, ricevere un'email con scritto "Il tuo testo ha superato la prima selezione. Ti ricontatteremo non appena avremo un nuovo riscontro dal secondo gruppo di lettura" sarebbe come trovare una bottiglietta d'acqua minerale ghiacciata in mezzo al deserto dopo giorni di camminata. Nel mio caso specifico, ho inviato un testo in valutazione a settembre scorso e non ho ancora ricevuto alcun cenno da parte dell'agenzia (conferma di ricezione a parte). Ho provato, considerato che sono passati quasi sei mesi, a chiedere informazioni riguardo allo stato di lettura del mio manoscritto, prima tramite l'indirizzo email ufficiale dell'agenzia (due settimane fa) e poi tramite messaggio privato qui sul forum a @JaV (una settimana fa). Ancora nessuna risposta. Ora mi trovo nella situazione, scrivendo questo post, di sentirmi quasi io in torto. Di sentirmi io troppo insistente. Però, davvero, con tutto il rispetto possibile per il lavoro altrui e tutta la comprensione di questo mondo, credo non sia una pretesa esagerata quella di mantenere attiva la comunicazione fra un'agenzia letteraria e i suoi potenziali autori, soprattutto quando si parla di una quarantina di autori, che potrebbero essere aggiornati sullo stato di lettura dei loro lavori in meno di un quarto d'ora. Spero che questo mio intervento risulti costruttivo e che venga letto come un consiglio (il punto di vista di chi sta da quest'altra parte della barricata) piuttosto che come una sterile lamentela.
  17. 17 punti
    Intervento di moderazione Gentile editore @Il Trampolino, questa sezione del forum è stata aperta per permettere agli utenti di scambiarsi opinioni sulle case editrici, dalle strategie di selezione dei manoscritti fino alle liquidazioni delle royalties e gli editori sono sempre i benvenuti. A tutti indistintamente è richiesto di attenersi al Regolamento, come chiaramente espresso nella prima riga dello stesso: Con la registrazione l’utente accetta espressamente questo regolamento e si impegna a rispettarlo in ogni sua parte. Lei dunque non può sostenere, come ha fatto sin dal primo intervento, che certi interventi andrebbero moderati per non lasciare trasparire opinioni negative sulla sua realtà editoriale. Nel caso dovesse riscontrare violazioni al regolamento lei può segnalarlo allo staff come prescritto nell'articolo 1.2.2. Qualora l’utente ritenga che un messaggio o un utente violino il regolamento o adottino un linguaggio, una condotta o un atteggiamento sconveniente, è fatto obbligo all’utente di segnalare allo staff il messaggio in questione, utilizzando il pulsante preposto di fianco all'orario in cui è stato inviato, sopra al messaggio stesso. Ma soprattutto lei non può affermare che – cito le sue parole – non è questa la sede per quanto ci riguarda, per dare informazioni sul nostro modus operandi, perché proprio questa è la ragione vitale dell'esistenza della sezione. E – cosa decisamente più grave – non può permettersi di rispondere all'intervento del Community Manager che le precisava la stessa informazione con – ancora una volta cito le sue parole – Preferisco non commentare parole dettate dall’ignoranza. A questo proposito le ricordo l'articolo 1.2 del suddetto Regolamento che afferma testualmente: "... non è tollerato un atteggiamento polemico, offensivo, ostile, denigratorio, provocatorio, petulante o sprezzante nei confronti degli utenti o dello Staff e del suo operato." Per questo motivo le assegno un richiamo ufficiale e ricordo a lei e a tutti gli utenti del forum che: 1.2.1 Non è consentito all’utente richiamato replicare e polemizzare pubblicamente. È possibile continuare la discussione o chiedere spiegazioni solo ed esclusivamente in via privata, tramite messaggio privato agli Staffer. E ora potete riprendere la discussione, attenendovi sempre al regolamento. Grazie.
  18. 17 punti
    Salve. Grazie per esservi iscritti e aver partecipato alla discussione. La informo che questo è proprio il luogo adatto per spiegare il vostro modus operandi, visto che lo scopo del sito è mettere in relazione autori e addetti ai lavori come voi. La prego di non dire sciocchezze su questo sito, per favore. Ci sono molte altre realtà che includono editing nel contratto. Inoltre non accettiamo che si "speculi", l'obiettivo di questa piattaforma è di essere trasparente e mettere in chiaro quando una realtà è gratuita, a pagamento o altro. Quindi le assicuro che non si specula, o quantomeno cerchiamo di riportare sempre le informazioni giuste in modo che l'autore faccia le sue scelte in modo consapevole. Vorrei poi capire una cosa, la cito. Cosa intende? Non è stato detto nulla di negativo sulla sua realtà. Quali sono le affermazioni "simpatiche" di cui sta parlando? Un utente ha dato il suo parere spassionato, in attesa di riscontro. Che siete stati molto gentili ad offrire. Le abbiamo, infatti, mandato subito una mail per avere certezze. Tutte le Case editrici, appena inserite da un utente, vengono collocate in "Da testare": è la procedura standard, non siete un caso speciale. P.S. Ho modificato il suo nome utente perché preferiamo non usare il maiuscolo (da regolamento).
  19. 16 punti
    La questione è tanto semplice, quanto banale, e mi pare di essermi già espresso sull'argomento mesi addietro. Gli autori (pochi) che mettiamo sotto contratto iniziano un percorso con l'Agenzia che li porta a lavorare con noi sul loro romanzo e sulla sua proposta alle case editrici. Lavoriamo sul testo, sulla sinossi, su degli studi di copertina, sulla scheda di presentazione. Tutto questo lavoro confluisce in cataloghi che prepariamo regolarmente per presentare gli inediti agli editori. Gli autori che rappresentiamo vengono proposti, a seconda di cosa cercando i vari editor (mai tutto a tutti), alle principali case. Dal gruppo Mondadori a Giunti, dai vari marchi GeMs a NewtonCompton, dalla grande editoria a un selezionato elenco di case editrici indipendenti (penso a NN, E/O, Fazi, Teseo) che fanno un lavoro tanto identitario quanto di qualità. Sono usciti libri nostri per Codice (è una colpa avere buoni rapporti con un editore?), DeAPlaneta, Editrice Bibliografica, Marsilio, altri usciranno nei prossimi mesi per ExOrma, HarperCollins, Baldini+Castoldi (e non perché io ci ho lavorato, ma perché l'editore ha creduto più di altri in un progetto e si è aggiudicato l'asta che coinvolgeva altri 3 grandi editori), Nutrimenti, Sperling&Kupfer. Diverso è il discorso che riguarda Libromania o casi simili: riceviamo decine di proposte ogni mese, gratuite o tramite i servizi a pagamento. Capita che tra queste ci siano proposte eccellenti (e quando è accaduto ci siamo mossi molto rapidamente), alcune ottime (che richiedono riflessioni molto attente), alcune perfettibili (e in questo caso invitiamo l'autore a lavorare sul testo e a sottoporcene una seconda stesura), moltissime del tutto improponibili, a cui non facciamo mai perdere tempo. Ci sono poi alcuni testi che riteniamo per differenti ragioni ancora acerbi, non sufficientemente maturi per affrontare il grande mercato editoriale, ma nei quali intravediamo un potenziale e ai quali, in un certo modo, ci affezioniamo. Fortunatamente accade anche che siano gli editori a farci richieste specifiche, così capita anche di indirizzare (magari sbagliando) alcuni di quei testi verso la pubblicazione digitale o con piccoli editori, con la speranza che possa rappresentare solo un primo passo verso successi maggiori. Ad esempio, una delle autrici Libromania, dopo aver passato settimane ai primissimi posti delle classifiche di Amazon, pubblicherà nei prossimi mesi per NewtonCompton.
  20. 16 punti
    Questa la mia esperienza con Lorem Ipsum. Invio il romanzo gli ultimi giorni di novembre 2016. Il 12 gennaio 2017 ricevo un messaggio che dice che alcuni aspetti del mio lavoro sono di sicuro interesse, ma mi viene chiesta qualche altra settimana per la valutazione. Rispondo pochi minuti dopo: “Se volete posso inviarvi il file aggiornato, su cui ho rimesso mano. Vi chiedo gentilmente la possibilità di conferire telefonicamente per chiarire alcuni aspetti della vostra mail”. Non ricevo risposta. Il 6 febbraio scrivo un messaggio privato a JaV qua su Writer’s Dream: “In data 12-01-17 ho ricevuto una mail in cui mi dicevate che il mio romanzo avrebbe avuto bisogno di qualche altra settimana per la valutazione, perché certe cose vi piacevano, altre meno, anche se vi avevate scorto tematiche di sicuro interesse. Posso chiedervi gentilmente se vi sono stati progressi nella valutazione? Un cordiale saluto a tutto il team” Non ricevo risposta. Il 4 aprile invio questa mail: “...sono uno degli autori che ha inviato il manoscritto a dicembre. Vorrei proporvi questo: siccome ho continuato a lavorare al romanzo, in caso il manoscritto non sia ancora stato considerato dai lettori esterni, perché non gli diamo il file aggiornato? Se non è possibile o troppo tardi, vi ringrazio comunque per l'attenzione e resto in attesa”. Non ricevo risposta. Il 10 aprile formulo la stessa richiesta qua in bacheca su Writer’s dream, e JaV mi scrive: “ovviamente il testo è già stato a questo punto letto e valutato e siamo solo noi che dobbiamo fare le nostre considerazioni”. Nonostante io sia consapevole che le dinamiche interne di un’agenzia non potranno essere esplicitate nel dettaglio su di un forum, a questo punto ho qualche domanda da rivolgere a JaV perché rimangono comunque dei passaggi che mi sono incomprensibili. Rileggo alcuni tuoi post, Jav, uno del 9 marzo: "Purtroppo ci sono ancora una dozzina di testi 2016 in lettura esterna; i tempi, per N ragioni indipendenti dalla nostra volontà, si sono allungati, ma speriamo di metterci in pari con tutti". E mi vien da pensare che "N ragioni indipendenti dalla nostra volontà" significhi che i lettori esterni dovevano ancora terminare la lettura del manoscritto. Posso chiederti quali sono le considerazioni di cui parlavi nella tua risposta del 10 aprile? Perché mi sono scervellato senza a venirne a capo, probabilmente per la mia limitata conoscenza delle dinamiche editoriali. Questo è quanto ho pensato: se non si tratta di un ritardo dovuto a qualche lettore esterno molto indaffarato, quali altri ragioni possono esserci? Le considerazioni che hai citato nei tuoi post del 26 febbraio (“idea, trama, stile, chiarezza di intenti, potenziale, storia editoriale e identità artistica, possibilità al mercato editoriale e equilibrio rispetto alla nostra proposta di agenzia”) mi sembrano considerazioni che possono essere sbrogliate abbastanza rapidamente, ad esempio dando un'occhiata alla nota biografica da noi inviatavi, o con una ricerca sul web riguardante l'autore, il suo curriculum e le sue eventuali pubblicazioni, o interloquendo direttamente con le case editrici. Se invece si tratta di altre considerazioni, potresti spiegarle meglio? Ti chiedo questo chiarimento proprio perché mi pare che la trasparenza sia uno dei cardini della L.I. Sono rimasto in attesa fino al 1 settembre 2017, quando ho ricevuto una mail dall’agenzia che diceva: “… abbiamo il piacere di comunicarle che un editore ha manifestato interesse per il suo romanzo. Oggi pomeriggio la chiamerà A.S. per parlarne”. Il pomeriggio mi contatta A.S. per propormi una pubblicazione in digitale, legata anche al print-on-demand. Rifiuto la proposta e le dico che nel frattempo ho continuato a lavorare al romanzo, e che eventualmente potrei inviare loro la versione aggiornata, molto diversa. Mi dice che va bene. Le chiedo se può dirmi indicativamente quanto tempo ci vorrà per una nuova valutazione, e lei mi risponde circa un mese, ma mi suggerisce di continuare a sollecitare (sic). Dopo un mese la richiamo. Mi dice che è in riunione e che mi richiamerà nel pomeriggio. Ma non mi richiama. La richiamo il giorno successivo. Mi dice che sta per andare a un’importante fiera, se posso richiamarla dopo 15 giorni. La richiamo dopo quindici giorni, mi dice che non ha letto la nuova versione del romanzo e che non può leggerla perché porterebbe via tempo agli altri autori. A che pro, allora, mi chiedo, dirmi un mese e mezzo prima che potevo inviargliela? Nel frattempo ero stato contattato da una casa editrice cui avevo spedito il romanzo autonomamente e che mi aveva proposto di pubblicarlo con condizioni per me inaccettabili: un’opzione di altri due romanzi, senza anticipo, e una percentuale sulle royalties del 5% (dalla piccola casa editrice con cui avevo pubblicato il mio primo romanzo avevo avuto l’8%). Inoltre mi era giunta voce che i pagamenti da parte della suddetta casa editrice potessero tardare - per autori e traduttori - per anni. Così chiedo ad A.S. un’opinione sul da farsi, e lei mi risponde che avrei fatto meglio ad accettare - era disposta a rappresentarmi presso la casa editrice - perché difficilmente sarei riuscito ad avere altre possibilità (il romanzo uscirà nel 2019 per una casa editrice cui non avrei mai pensato di poter arrivare). Qualche considerazione sparsa: Jav, credo che continuare a sottolineare le difficoltà del lavoro di agente letterario (i ritmi serrati e massacranti, il sonno perso, i sacrifici, “richieste continue, assillanti, invii multipli, varianti del testo, aggiornamenti sulla vita privata, insomma, chi più ne ha ne metta”, possa essere un argomentazione non solo debole (questa è la normalità per chi si occupa di scouting, editoria, pubblicazioni) ma anche controproducente, nel senso che potrebbe lasciare intendere una scarsa disponibilità a metterti nei panni dei tuoi interlocutori; come qualcuno ti ha fatto notare sopra, cosa dovrebbero dire gli aspiranti scrittori sballottati tra diversi lavori, appesi, dovendo trovare il tempo per guadagnarsi la pagnotta, accudire la famiglia e gli affetti, e in più tentare di scrivere e mettere insieme qualcosa di degno che possa far breccia? Solo chi si è dedicato completamente alla scrittura sa cosa significa, conosce la sensazione di soffocamento, la paura di fare tutto invano, la stanchezza, e mi fermo qua. Forse una maggiore chiarezza fin da subito poteva essere più funzionale, per tutti. Anch’io ritengo che se l’agenzia non riesce a dedicarsi pienamente alla presa in carico dei romanzi, dovrebbe specificarlo sul sito, come accade in altre realtà. Poi, ognuno è libero di fare come vuole, e se gli aspiranti scrittori comunque decidono di usufruire del servizio di lettura a pagamento sono liberissimi di farlo. Continuo a leggere elogi alla tua disponibilità a rispondere. Sì, avere una voce che si degna di relazionarsi agli autori in una desolazione di silenzi può davvero essere prezioso ed encomiabile, ma bisogna anche vedere il contenuto e la chiarezza e la precisione delle risposte. Ti parlo in tutta sincerità: qualcuno potrebbe pensare che molte pagine nel thread dell’agenzia qua su Writer’s dream possano giovarvi, nel senso che un aspirante scrittore che sa poco del mondo dell’editoria si iscrive al forum, cerca tra le agenzie, e bam, accanto alle più grandi agenzie italiane che hanno 10/15 pagine di discussione, spicca L.I. che ne ha quasi 40, e sceglie voi. Mi auguro che la tua disponibilità a rispondere continui anche quando l’agenzia si sarà affermata pienamente. Davvero me lo auguro, perché vi farebbe onore. Il vostro portfolio: tra gli autori citati ce ne sono diversi che hanno pubblicato con la casa editrice per cui lavoravi prima di fondare l’agenzia. Le informazioni sugli altri e sulle case editrici con cui pubblicheranno mi sembrano scarne e sfuggenti, comunque quelle citate non sono case editrici che "giocano in serie A", per dirla con parole tue. Secondo me queste info andrebbero definite meglio. Saluti, S.R. P.S: Un' ultima cosa: in uno dei post, senz'altro giocosamente, raccomandavi a una delle persone che vi hanno inviato il manoscritto in lettura di "non perdere il sonno" nell'attesa della risposta. Ecco, secondo me questo sarebbe da evitare, perché c'è chi il sonno ce lo perde davvero, e magari non per le ragioni insipide e narcisistiche di chi pretende di diventare un big nel giro di qualche mese. E, lavorando da tempo nei contesti editoriali, son certo che questo lo sai anche tu.
  21. 16 punti
    Quando ho finito di scrivere (revisionare, leggere, far leggere, revisionare di nuovo, impacchettare ecc...) il mio libro, come molti colleghi, ho pensato di rivolgermi ad Agenzie letterarie. Ho selezionato le più famose tra quelle non a pagamento, più qualcuna minore. Nelle prime settimane ho subito ricevuto buoni riscontri - soprattutto dalle minori. La persona più gentile è stata senza dubbio Gianluigi Zecchin, di Factotum, che si è preso la briga di telefonarmi per dirmi che a suo avviso il lavoro era degno di nota, ma che non avrebbe potuto rappresentarmi per questione di carichi di lavoro. Da Rita Vivian e Vicky Satlow silenzio. Per tre volte non sono riuscito a rientrare tra le valutazioni gratuite della Ceccacci. Poi ho ricevuto un No (Meucci) e una proposta di rappresentanza (TZLA), declinata per incompatibilità. Nel frattempo il silenzio della Rita Vivian è diventato un "Ho letto. Non mi convince la scrittura. Buona fortuna". E infine Lorem Ipsum: Ci piace ma non del tutto. Le faremo sapere. Tirando le somme, se fosse per gli Agenti letterari probabilmente sarei ancora senza editore. Mentre ora, invece, discuto della copertina assieme a uno dei più grandi. Morale della storia: Il mio lavoro non era né eccellente né da buttare. Era un buon lavoro degno d'attenzione, ma che aveva importanti (e necessari) margini di miglioramento. Aveva bisogno di qualcuno che avesse voglia di leggerlo (è molto lungo) e di scommetterci. La qual cosa, soprattutto scommettere su un esordiente, non è affatto scontata, neanche davanti a un potenziale buon lavoro. Non è colpa degli Agenti né degli Editori. A voler per forza trovare un colpevole potrei dire che è colpa di chi scrive senza cognizione di causa, chi manda in giro roba oggettivamente impresentabile, chi crede che scrivere sia un metodo come un altro per fare i soldi o per diventare famosi. Ma preferisco dire che non è colpa di nessuno. Per inciso tutt'ora non ho un agente, né, per come stanno andando le cose, ci tengo ad averlo. Ciò non toglie che tra un po' di tempo, sulla scia del metodo inglese, forse l'unico modo in assoluto per entrare in contatto con le grandi e medie case editrici sarà l'Agente letterario, e allora cambierà completamente lo scenario. Non manca molto, credo, per alcune CE è già così. Vorrei solo dire a tutti quelli che si piantano nella ricerca di un'agenzia, o che si demoralizzano davanti ai loro silenzi e i loro rifiuti o alle loro interminabili liste d'attesa (a volte degne del maggior editore sul mercato) di non buttare il proprio tempo in questo modo. Mandate il vostro testo alla loro attenzione, ma poi dimenticatevelo. Se vi piace scrivere, scrivete. Non restate impantanati in un meccanismo colloso e antipatico. Andate avanti. Leggete, scrivete ancora. Riprovateci dopo un anno con un nuovo testo. Se siete scrittori non potrete fermarvi neanche davanti a mille rifiuti e centomila silenzi. In caso contrario abbandonate del tutto e non provateci più. Ma soprattutto ricordatevi che scrivere è arte. E l'arte merita rispetto. Da chi la fa, ma anche e soprattutto da chi intende guadagnarci. Perciò rispettatevi, rispettate e pretendete rispetto. Siate educati ma non succubi. Umili ma non dimessi. Sognate e pensate in grande. Se deve essere sarà.
  22. 16 punti
    @Antonio_V io le rispondo in pubblico perché lei, sempre in pubblico, attacca la mia Agenzia, facendola passare per ciò che non è. E io alla mia creatura tengo moltissimo che nasce, soprattutto su alcuni temi come il rispetto verso l'aspirante autore, con una sensibilità diversa. Se lei avesse avuto la pazienza di leggere tutta la mia risposta avrebbe potuto notare come noi abbiamo risposto a tutte le sue richieste, compresa quella dei primi di giugno, domandandole l'intero testo. Che non ci è mai pervenuto. E quindi per noi la cosa finiva lì, non abbiamo di sicuro il tempo per correre dietro ai manoscritti. Sui tempi di risposta, in nome della massima trasparenza, vi racconto lo stato dell'arte. La maggior parte dei manoscritti vengono gestiti entro un mese, e ricevono un garbato rifiuto. Pochissimi (3, da quando esiste LIAE) hanno ricevuto altrettanto celermente una proposta di contratto. Gli altri passano al vaglio dei lettori esterni: basta questo perché i tempi si allungano di 60-90 giorni. Quando riceviamo i responsi a malincuore ci accomiatiamo da alcuni, ad altri formuliamo una proposta contrattuale. Altri ancora finiscono in una sorta di limbo, in attesa che nei piani editoriale si aprano delle possibilità per testi di quel particolare genere. Mi dispiace se questa attesa a volte si protrae tanto a lungo, ma non dipende (solo) da noi. Verso le persone in attesa da tanti mesi mi scuso, ovviamente, ma i nostri canali di comunicazione sono sempre aperti e nei limiti del possibile cerchiamo sempre di dare aggiornamenti sullo stato dell'arte. Se poi ci sono persone che attendono in silenzio da 6 mesi o più, magari è meglio se 2 righe a info ce le scrivono, perché anche nel più oliato dei meccanismi ogni tanto qualcosa si incetta e magari l'ansia di qualcuno è alimentata unicamente da una mail dimenticata o persa nello spam.
  23. 15 punti
    Frantoio, ti risponderò in modo franco. Questo tuo intervento, forse, meritava di essere sanzionato con un richiamo, o peggio. Mi limiterò invece a riprenderti e a farti notare che ciò che hai scritto è scortese, cattivo e assolutamente fuori luogo. Mi riferisco alla parte dove praticamente stai affermando che ci sono dei "malati di mente" a cui servono delle cure. Mi auguro che tu possa riflettere serenamente da te su quanto hai scritto, e renderti conto di quanto questo sia lontano dallo spirito di questo forum (e anche dallo spirito natalizio, dato il periodo). Detto questo, mi rendo conto che possa essere frustrante ricevere punti di reputazione negativa, ma è così che funziona il forum, ti piaccia o meno. Se intendi suggerire migliorie al sistema (come il mettere in chiaro chi da i punti ecc.), ci sono degli spazi appositi dove puoi farlo e, soprattutto, dei modi migliori e più cortesi di farlo. Ti invito, e concludo, a riflettere con calma prima di postare certi messaggi e di insultare gli altri utenti, perchè se dovessi leggere in futuro messaggi con questo tono, l'intervento di moderazione sarebbe assai più duro. Grazie a tutti per l'attenzione e perdonate "l'intrusione" nel discorso sulla CE. Ricordo che questo è un intervento di moderazione, ed è vietato rispondere a questo messaggio.
  24. 15 punti
    Un saluto a voi tutti. Vi comunico che lo Staff ha deciso di postare, a beneficio della comunità, un esempio di contratto editoriale standard, che possa fungere da modello. Si tratta di un contratto completo, commentato (parti in corsivo sotto spoiler) per quelle clausole che spesso risultano oggetto di dubbi e domande da parte degli utenti. Vogliamo ricordare che il contratto di edizione è flessibile e modificabile, negoziabile da ambo le parti; rammentiamo, inoltre, che è personalizzabile da parte delle case editrici, che spesso escludono alcune clausole di rilevanza minore e ne sintetizzano altre, inserendo rimandi agli articoli specifici della Legge sul diritto d'autore (L.d.A.). Quello che vi proproniamo è volutamente il più completo possibile. Premettiamo che l'uso che potete farne è di riscontro pratico per il chiarimento di possibili dubbi e mai questo potrà né dovrà essere usato come elemento o parametro per qualificare a livello qualitativo qualsivoglia editore! Per questo motivo invitiamo chi ne avesse bisogno a scrivere nella discussione Dubbi sui contratti editoriali già aperta: potrete citare anche parti del vostro contratto (attenzione: parti di contratto, non il contratto completo!) ma non dovranno contenere tag, nomi o riferimenti alla CE che lo ha stilato. Eventuali osservazioni dirette sul contratto di una specifica Casa Editrice andranno riportate nella discussione relativa a quella stessa CE, se presente sul forum. CONTRATTO DI EDIZIONE Tra ..............nato/a a .................il.....................C.F.............................residente in.....................alla Via........................N..........(di seguito denominato l'Autore) E ………………….. con sede in…………………… C.F. ……………………., in persona del suo legale rappresentante.......................(di seguito denominato Editore) Premesso: - che l’Autore garantisce di essere autore e l’unico titolare di ogni e qualsiasi diritto esclusivo di sfruttamento economico dell’opera dal titolo provvisorio “........”. (di seguito indicata come “Opera”), di averne la liberà disponibilità e di avere inoltre le facoltà e la capacità necessarie a stipulare il presente contratto, - che l’Autore intende far pubblicare per le stampe l’opera e che quindi s’impegna con l’Editore a non turbare in alcun modo il pieno e pacifico godimento dei diritti che intende cedere con il presente contratto, per tutta la durata del medesimo, - che inoltre l’Autore s’impegna a prestare la propria assistenza qualora i diritti medesimi venissero violati o contestati da terzi e a manlevare l’Editore dalle pretese o azioni di tali terzi, tenendolo inoltre indenne da danni e spese connessi con la pubblicazione dell’Opera, - che l’Editore intende acquistare dall’autore, che è disponibile a vendere in esclusiva, il complesso dei diritti d’Autore necessari per la stampa e la divulgazione dell’Opera, - che l’Editore s’impegna a pubblicare e porre in vendita l’Opera indicando nelle forme d’uso il nome dell’Autore, - che l’Editore s’impegna a riprodurre l’Opera in conformità dell’originale e secondo le buone norme della tecnica editoriale - che in caso di violazione dei diritti sull’Opera da parte di terzi l’Editore s’impegna a prestare la propria assistenza all’Autore perché tali violazioni siano fatte cessare e siano risarciti i danni già verificatisi, Si conviene e si stipula quanto segue: 1) Le premesse formano parte integrante e sostanziale del presente contratto, così come le pattuizioni che seguono, e ciascuna di esse costituisce presupposto essenziale, determinante per l’interpretazione della volontà delle parti come di seguito manifestata e le parti si obbligano al loro rispetto. Ai fini dell’interpretazione della volontà negoziale espressa nella presente scrittura non potranno essere utilizzate precedenti proposte o quanto ha formato oggetto di trattativa per addivenire alla conclusione di quest’atto. Le modifiche al presente atto potranno essere apportate solo con altro atto sottoscritto dalle parti. 2) L’Autore, agendo per sé, suoi eredi e aventi causa a qualsiasi titolo, cede in via esclusiva all’Editore, che accetta, il complesso dei diritti esclusivi occorrenti per poter procedere alla pubblicazione per le stampe in volume, per qualsiasi tipo di edizione e di messa in commercio, diretta o indiretta, dei volumi dell’opera in lingua italiana senza limitazione spaziale alcuna. In particolare, la cessione comprende anche la facoltà dell’Editore di pubblicare edizioni economiche, tascabili, a puntate o a dispense. 3) Il presente accordo costituisce contratto di edizione a termine. La cessione dei diritti elencati all’art. 1 ha la durata di … anni, decorrenti dalla data di firma del presente contratto. Il numero minimo di esemplari da stamparsi per ogni edizione non sarà inferiore a … L’Editore è libero di distribuire le edizioni nel numero di ristampe che stimi conveniente, comunicandolo preventivamente e per iscritto con raccomandata A/R all’Autore. 4) All’Editore spetta la determinazione e la modifica del prezzo di copertina, salvo il rispetto del disposto dell’art. 131 della L.22.04.1941, n. 663 (approvazione dell’Autore, che potrà opporsi a un prezzo di copertina inadeguato al punto tale da essere lesivo della sua opera; delle variazioni del prezzo di vendita al pubblico verrà data comunicazione all’Autore anche in sede di rendiconto annuale), la scelta del tipo di copertina, carta, caratteri, impaginazione e simili. Il titolo potrà essere modificato solo previo consenso dei contraenti. 5) L’Autore si impegna alla consegna della prima bozza dell'Opera in oggetto entro il ... (data). L’Editore si riserva la facoltà di apportare modifiche all’opera definitiva, che dovranno però essere concordate con l’Autore, senza il di cui consenso le modifiche stesse non potranno avere effetto. 6) Prima della consegna della copia definitiva dell’Opera, l’Editore s’impegna in un lavoro di editing della stessa. L’Autore verrà contattato dall’Editor che gli sottoporrà gli interventi di modifica che riterrà opportuni, l’Autore s’impegna ad applicare al testo le modifiche concordate tra Autore e Editor. L’Autore s’impegna a consegnare copia definitiva del dattiloscritto su supporto digitale, secondo le indicazioni ricevute dall’Editore e secondo i tempi dell’Autore, completo, corretto e pronto per la stampa, entro … (data) Per tale servizio ogni onere resta a carico dell’Editore, fermo restando quanto previsto di seguito sul rispetto dei tempi da parte dell’Autore. Qualora l’Autore non consegnasse il dattiloscritto entro i termini fissati, l’Editore ha la facoltà di risolvere con effetto immediato il presente contratto con dichiarazione, inviata a mezzo raccomandata A/R, che intende avvalersi della presente clausola risolutiva espressa; in questo caso l’Editore ha il diritto di recuperare tutte le somme eventualmente versate all’Autore come anticipo, salvo il riconoscimento dei danni. 6 bis) L’Autore ha diritto, a sua richiesta, a una seconda revisione delle bozze che dovrà restituire con il visto “si stampi” entro … giorni dalla ricezione dell’Opera da parte dell’Editore. Se l’Autore ometterà di restituire le prime o le seconde bozze entro i termini sopra indicati, l’Editore potrà pubblicare l’Opera nelle condizioni in cui è stata presentata dall’Autore e accettata dall’Editore, dovendosi in tal caso ritenere sufficienti l’ordinaria revisione e la normale correzione delle bozze effettuata a cura dell’Editore. 7) L’Autore autorizza l’Editore a pubblicare e distribuire al pubblico a scopo promozionale versioni parziali dell’opera, sia in forma cartacea sia elettronica. Potrà inoltre mettere a disposizione a titolo gratuito copie dell’Opera per i medesimi motivi, l’Autore non percepirà alcun diritto per tali copie diffuse. 8) L’Editore s’impegna a distribuire l’Opera in tutto il territorio in cui è presente la sua distribuzione, senza limitazione alcuna, fatti salvi tempi e modi stabiliti negli accordi e contratti con i distributori. 9) L’Editore s’impegna a pubblicare l’Opera entro il termine di … mesi dalla data della firma del presente contratto*, il termine potrà però essere prolungato in considerazione di ritardi derivati da forza maggiore, che l’editore è tenuto a documentare all’autore (in mancanza di tale documentazione l'editore sarà considerato inadempiente), o per omessa o ritardata restituzione delle bozze corrette da parte dell’Autore, facendo preventivo avviso all’Autore per mezzo di raccomandata A/R. In caso di ritardo della pubblicazione per motivi imputabili esclusivamente all’Editore, l’Autore avrà facoltà di risolvere il contratto e lo comunicherà all’Editore previa raccomandata A/R. Resta inteso che in questo caso l’eventuale anticipo previsto dal presente contratto verrà interamente corrisposto all’Autore anche in caso di cancellazione della pubblicazione dell’Opera. 10) L’Editore s’impegna a prestare la propria azione nel lavoro di promozione dell’Opera, attraverso un lavoro di capillare diffusione alla stampa cartacea, televisiva e radiofonica. In particolare, l’Editore s’impegna a produrre e diramare comunicati stampa e press-kit relativi all’Opera a tutte le redazioni compatibili con il genere dell’Opera, sfruttando le piene potenzialità del proprio Ufficio Stampa*, prima e dopo l’uscita dell’Opera. Se l’Autore lo desidera, potrà essere coinvolto interfacciandosi con l’Ufficio Stampa* e fornendo contatti, consigli e suggerimenti. L’Editore s’impegna a svolgere azioni pubblicitarie e promozionali anche tramite l’invio di copie “omaggio-stampa”, che saranno quindi prive di spettanza per l’Autore e i cui costi di produzione e spedizione saranno totalmente a carico dell’Editore. L’Editore ha facoltà di pubblicizzare, promuovere e distribuire l’Opera come riterrà più opportuno, tenendo sempre informato l’Autore di qualsivoglia iniziativa promozionale. Spetta all’Editore la scelta di quali canali distributivi privilegiare per l’Opera. L’Autore potrà porre il veto su iniziative promozionali o pubblicitarie che non siano di suo gradimento. L’Editore può pubblicare o permettere ad altri di pubblicare, senza dovere alcun compenso all’Autore, brani dell’Opera, ritenuti opportuni nell’interesse della promozione e della diffusione dell’Opera stessa. L’Editore provvederà al Deposito Legale del libro come previsto dalla Legge, inviando copie presso le biblioteche apposite. 11) A titolo di compenso l’Editore corrisponderà all’Autore dell’Opera la somma di … euro, al lordo della ritenuta d’acconto, dietro presentazione di regolare documento fiscale, che verrà versata entro … giorni dalla firma del presente accordo. 12) L’Editore s’impegna a pagare all’Autore dell’opera il compenso in percentuale nella misura del: …% sul prezzo di copertina defiscalizzato di ogni copia venduta fino alla… (n. specifico indicato) …% a partire dalla … copia venduta fino alla …; … % dalla … copia venduta in poi …% sul prezzo di copertina (sempre defiscalizzato) delle versioni elettroniche. In sede di rendiconto annuale, l’Editore è obbligato a giustificare all’Autore il numero di copie date in omaggio, quelle di scarto e/o quelle macerate. Per eventuali edizioni economiche o tascabili l’Editore corrisponderà all’Autore le seguenti percentuali calcolate sul prezzo di copertina al lordo dell’IVA sulle copie effettivamente vendute: … % sulle prime … copie … sulle copie da … a … … sulle copie da … a … … sulle copie da … in poi 13) L’Editore s’impegna a inviare all’Autore un rendiconto annuale delle vendite al … (data specificata), una volta trascorsi i primi 12 mesi di commercializzazione dell’opera e il pagamento delle rispettive spettanze entro il … (data) successivo. In caso di mancato invio dei rendiconti entro i termini stabiliti da questo accordo, o di ritardo sui pagamenti da parte dell’Editore, l'Autore ha facoltà di rescindere il contratto e lo comunicherà all’Editore previa raccomandata A/R. L’Editore è tenuto a inviare all’Autore copia dei rendiconti anche nell'eventualità in cui il saldo risulti negativo. I compensi spettanti all’Autore sulla base del presente contratto (compresi gli anticipi) sono da considerarsi a tutti i fini di legge, sia dal punto di vista fiscale che da quello sostanziale, quali corrispettivi di cessione di diritto d’autore. 14) A pubblicazione avvenuta, l’Autore riceverà gratuitamente dall’Editore n. … copie della prima edizione dell’Opera, n. … copie delle edizioni successive e n. … copie delle ristampe. L’Autore potrà inoltre usufruire dello sconto librario del …% sulle copie che intendesse eventualmente acquistare a uso non commerciale e indipendentemente dal numero di copie acquistate. Al momento dell’uscita dell’Opera, l’Editore comunicherà all’Autore il numero delle copie stampate nella prima edizione e il numero delle copie previste come omaggio. 15) In caso di nuove edizioni dell’Opera, l’Editore avviserà, tramite raccomandata A/R, l’Autore 3 mesi prima di procedere a una nuova edizione, per permettergli di apporre eventuali modifiche. L’Autore è tenuto a far conoscere nel termine di 30 (trenta) giorni dal ricevimento della dichiarazione se intende o no valersi della facoltà di apportare modifiche all’Opera ai sensi dell’art. 129 della legge 633/1941. La pubblicazione dell’Opera in edizione economica o tascabile potrà avvenire non prima di 12 (dodici) mesi dalla pubblicazione della prima edizione. Inoltre l’Autore s’impegna a prendere in considerazione eventuali richieste di modifica o aggiunte suggerite dall’Editore per le edizioni successive e, in caso decida di accogliere i suggerimenti dell'Editore, s’impegna ad apportare le modifiche senza diritto per tali aggiornamenti ad altro compenso oltre a quello fissato agli artt. 11 e 12, a meno che l’aggiornamento richiesto dall’Editore non sia tale (superiore al 5% della stesura) da richiedere un ulteriore eventuale e congruo compenso aggiuntivo da concordarsi e da corrispondere all'Autore. Al momento dell’uscita di edizioni successive alla prima, l’Editore comunicherà all’Autore il numero di copie stampate per ciascuna edizione e il numero delle copie previste come omaggio. Qualora l’Editore dichiarasse di non voler procedere a una nuova edizione o ristampa, l’Autore potrà, previa comunicazione con raccomandata A/R all’Editore, recedere dal presente contratto e rientrare nella piena e totale disponibilità dell’Opera, senza diritto a qualsivoglia risarcimento, indennizzo o compenso a qualsiasi titolo. 16) L’Editore avrà i diritti esclusivi qui sotto elencati nei riguardi dei quali egli soltanto potrà concludere i necessari accordi. L’Editore s’impegna a pagare all’Autore le seguenti percentuali sui ricavi netti percepiti dall’Editore per le licenze concesse a terzi e riguardanti: - i diritti cinematografici, teatrali, per l’esecuzione via radio e/o televisiva, per le riproduzioni sonore e discografiche, magnetiche e in genere per ogni applicazione dell’elettronica alla didattica e all’intrattenimento: …% - i diritti di traduzione dell’opera in lingua straniera: …% - i diritti di edizione all’estero (cioè ad altro editore appartenente a Paese diverso dall’Italia): …% - i diritti di edizione ad altro editore in Italia: …% - i diritti sul merchandising: …% - i diritti sul mass-market: …% - i diritti book club: …% - i diritti second serial …% - i diritti elettronici e web: …% 17) Qualora trascorsi 24 mesi dalla data di pubblicazione l’Editore giudichi l’opera difficilmente smerciabile potrà venderla sottoprezzo. In questo caso, all’Autore verranno corrisposte sul ricavo effettivo della vendita e non sul prezzo di copertina le percentuali spettanti ai sensi dell’articolo 9 (L.d.A.). 18) In caso d’incendio, inondazioni, allagamento o in ogni causa accidentale o di forza maggiore che causasse il deterioramento, la distruzione o il perimento di tutte o di parte delle copie in giacenza, l’Editore non sarà ritenuto responsabile delle copie deteriorate, distrutte o perite, e quindi egli non dovrà all’Autore alcun diritto né alcuna indennità relativa a tali copie. 19) Dopo la scadenza del contratto, e anche in caso di sua anticipata risoluzione, l’Editore avrà la facoltà di continuare a vendere l’Opera per 12 mesi (corrispondendo all’Autore il compenso nella misura convenuta). Qualora il contratto dovesse risolversi anticipatamente per cause imputabili esclusivamente all’Editore, questo perderà la facoltà di continuare a vendere l’Opera a partire dalla data di risoluzione anticipata. 20) Ove l’andamento delle vendite dell’Opera fosse tale da far ritenere all’Editore che le giacenze di magazzino eccedano il normale fabbisogno delle librerie, l’Editore potrà procedere all’invio al macero solo previa comunicazione all’Autore, che può scegliere di acquistare le copie a prezzo di macero, e cioè con uno sconto dell'80% sul prezzo di copertina. Prima di procedere alla pubblicazione di una nuova edizione dell’Opera, l’Editore potrà ritirare dal commercio la precedente edizione sempre previo avviso all’Autore tramite raccomandata A/R e inviarla al macero senza che ciò comporti l’estinzione del contratto ai sensi degli artt. 133 e 134 della legge 633/1941. Dell’avvenuto macero ai termini della clausola precedente verrà data comunicazione all’Autore nel relativo rendiconto annuale, allegando copia del documento che attesti il via al macero, indicante il numero delle copie distrutte. Nessun compenso è dovuto all’Autore per le copie inviate al macero ai sensi del presente articolo. 21) Qualora, trascorsi due anni dalla prima edizione l’Editore giudicasse l’Opera difficilmente commerciabile, egli potrà: a) vendere gli esemplari al pubblico a prezzo di rimanenza, cioè con lo sconto del 70% e più sul prezzo di copertina; in questo caso all’Autore verrà corrisposta, sul ricavo effettivo della vendita, la percentuale spettante relativa al tipo di edizione venduta; b) mandare gli esemplari al macero dopo aver chiesto all’Autore, mediante raccomandata A/R, di acquistarli a prezzo di macero e cioè con uno sconto dell'80% sul prezzo di copertina. L’Editore avrà diritto di provvedervi in caso di mancata risposta al riguardo da parte dell’Autore entro 30 (trenta) giorni decorrenti dalla data di ricevimento della comunicazione; in tal caso nulla è dovuto all’Autore. Nel caso in cui, dopo vendita sottoprezzo e/o invio al macero, l’Editore e l’Autore non procedano a una nuova soluzione editoriale, il contratto s’intende risolto e l’Autore ritorna nel pieno godimento dei suoi diritti. 22) Ogni eventuale modifica del contenuto del presente contratto sarà valida ed efficace solo se fatta in forma scritta. 23) In caso di scioglimento del presente contratto, per qualsiasi motivo esso avvenga, le cessioni a terzi di diritti secondari conservano piena efficacia. 24) Solo competente per ogni eventuale controversia derivante dal presente contratto sarà il foro di ... 25) L’Autore, con il presente contratto, autorizza l’Editore al trattamento dei dati personali in base al Decreto Legislativo n. 196 del 30/6/2003, nonché autorizza esplicitamente l’Editore all’utilizzo dei propri dati e della propria immagine al supporto di operazioni di propaganda e diffusione dell’opera. Osservazioni su Clausola di prelazione, Risoluzione e Nullità del contratto Per gli utenti che volessero approfondire l'argomento in maniera autonoma, consigliamo questo testo, un manuale d'uso pratico, scritto in maniera semplice e accessibile anche ai "non addetti".
  25. 15 punti
    Provo a chiarire: una volta che il testo è già sopravvissuto a una prima scrematura ed è stato anche affidato a un lettore esterno (che noi paghiamo) arriva il tempo dei responsi e delle decisioni: qualcuno verrà rifiutato senza appello, altri verranno passati nuovamente al vaglio per capire se possono essere di nostro interesse. Non perché ci piacciano (non è mai - o quasi mai - una questione di gusti) in modo particolare, ma per le eventuali possibilità di collocazione editoriale. A questo punto abbiamo in mano tutti gli elementi per decidere e per equità/pari opportunità/o come diavolo volete chiamare il concetto non posso togliere spazio a un altro aspirante per valutare una seconda stesura. @Spazzolina , qui rispondo anche a te: oggi in Agenzia abbiamo meno posto di un anno fa. Ci sono almeno dieci/dodici romanzi letti negli ultimi mesi a cui mi piacerebbe offrire un'opportunità ma i carichi di lavoro mi obbligano a procrastinare questa decisione, anche a rischio di sprecare delle opportunità. Perché prendere in carico un autore non significa solo farlo felice facendogli firmare un contratto con noi, ma implica anche occuparsene dalla sera alla mattina, 7 giorni su 7, per un lasso molto lungo di tempo. Significa essere editor, agente, fantasista, psicologo, socio sostenitore, grafico, barista, procacciatore di affari, amico, ufficio stampa, strillone. E tutto ciò noi possiamo esserlo per pochi autori alla volta, perché desideriamo farlo nel migliore dei modi possibile.
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