Vai al contenuto

Leaderboard


Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 10/12/2015 in Risposte

  1. 3 punti
    Per me la figura dell'intellettuale per eccellenza è Alberto Angela. Non solo per la sua cultura sconfinata in ambito storico e letterario, ma sopratutto perchè dimostra di amare sinceramente quello che fa, ed a differenza di molte persone lo fa per genuina curiosità e con umiltà. L'ho incontrato alla presentazione del suo libro per caso, perchè prima di parlare al pubblico si era fermato nel bar della libreria per autografare i libri, e fatalità mi ero presa da bere in precedenza in un tavolo accanto al suo. Mentre firmava, scherzava e chiacchierava con i suoi collaboratori, e mi ha sorpreso come tirasse continuamente fuori aneddoti di storia con vivace entusiasmo, cercando un confronto genuino con le persone che aveva attorno. Da lì ho capito che il suo interesse era reale, e non televisivo. L'umiltà e la passione per me sono caratteristiche primarie, e scarto chiunque voglia semplicemente mettersi in mostra, facendosi scudo e vanto delle proprie conoscenze, come se sostasse su un piedistallo.
  2. 1 punto
    pezzo particolare. Le pulci te le hanno già fatte... ma amatriciana e tonno non sono proprio da pranzo di nozze! :) falle vomitare qualcosa di più consono! Il personaggio di lei è molto particolare, bello, dignitoso, ma poco realistico. Una donna in quella situazione: 1. non va al matrimonio 2. se ci va finisce più facilmente a piangere che a vomitare 3. prima di piangere distrugge o direttamente lo sposo o almeno un vaso, cocsì giusto per rovinargli un pò la festa
  3. 1 punto
    - Marcello - Nerio - massimopoud Maledetto Sioux! Ho letto fino a farmi male agli occhi
  4. 1 punto
    È arrivato il momento di conoscere il vincitore della Sfida 85. Non è stato semplice, anche a causa dell'esiguità dei commenti. Mi sono comunque rimboccato le maniche e finalmente sono pronto a darvi il responso. Partiamo dalle note positive: tutti i racconti hanno rispettato il genere e il tema proposto e il limite di 16000 caratteri è stato mantenuto. Qualche problema, però, è sorto con la boa, che vi ricordo essere la seguente: Tutti i partecipanti hanno omesso, totalmente o parzialmente, uno dei suddetti elementi. @Intro, nel tuo caso a mancare è la dentiera usata. Anzi, ed è ironico, nel tuo racconto viene esplicitamente detto che non ci sono più in città dentiere usate. Purtroppo, la boa consisteva nella presenza della dentiera, non è sufficiente nominarla. @Alb†raum, inizialmente nel tuo racconto non ho trovato l'oggetto sferico. A una seconda rilettura, penso tu l'abbia inserita in quella palla di congiunzione che si stacca dal braccio del primo prototipo, ma oltre ad essere poco chiaro manca di una delle caratteristiche essenziali dell'oggetto: non è solo sferico, è anche d'uso ignoto. La funzione di quella palla di congiunzione è invece abbastanza chiara. @Blame, stesso motivo. Per quanto la tua sfera sia ben inserita all'interno del contesto della storia, alla fine del racconto si capisce di cosa si tratta e l'uso è piuttosto palese. Poiché oggi sono buono e caro e si avvicina Natale ho deciso lo stesso di ammettervi tutti. In realtà ho preso in considerazione la possibilità che la boa fosse ambigua ( anche se è impossibile, l'ho scritta io ). Inoltre ho bisogno di un vincitore e non posso escludervi tutti. Quindi mi limito a prendere in considerazione i commenti ricevuti. E allora bando alle ciance, il vincitore è
  5. 1 punto
    Benvenuta! NaNoWriMo se non erro è una specie di maratona di scrittura Per i miei colleghi qua sopra: tipo il nostro MI formato romanzo
  6. 1 punto
    Profili scarni Sono alle prese, quale giurata , con i racconti di novembre. Molti degli autori sono nuovi e/o a me ignoti, per cui do un'occhiata ai profili, di solito dopo la lettura. La maggioranza ha lasciato in bianco tutte le voci, comprese l'età e il genere: lo trovo spiacevole. Un minimo di bio dopotutto è prevista nella 4.a di copertina e mi sembra utile per meglio rapportarsi con il testo. Se, tanto per dire, è opera di un giovanissimo della tale regione, alcune ingenuità, solecismi ecc. andranno considerati con maggior indulgenza. Sarebbe "sconveniente" prevedere che chi si iscrive per pubblicare fornisca almeno le indicazioni principali
  7. 1 punto
    Leggendo queste esperienze non pagherei mai un'agenzia per farmi leggere visto che si limitano a una lettura e poi ciao. Addirittura pago un servizio risultante scadente e il termine non è neanche rispettato. Già da questo dimostrano il rispetto verso gli autori che gli pagano lo stipendio perché senza di noi avrebbero già chiuso.
  8. 1 punto
    io, come richiesto, ho spedito la sinossi e mi è stato risposto che "hanno letto il romanzo ma non è di loro interesse". Scusate la domanda: se ti ho spedito la sinossi, come puoi aver letto il romanzo?
  9. 1 punto
    Buona sera a tutti, riporto qui una mia esperienza con quest'agenzia, che mi ha lasciato molto perplesso. Ho aspettato un po' prima di esprimermi e postarla, poiché sono uno che cerca sempre di attendere e dare "prove d'appello" prima di esprimere giudizi affrettati. In ogni caso, la vicenda è questa: un po' di tempo fa (dopo un'esperienza negativa con altra agenzia, che ho già riportato) decisi di rivolgermi a questa. Chiesi informazioni via mail su modalità e costi e mi risposero esattamente come vedo testimoniato da altri, cioè 100 euro più iva per una valutazione. La cosa mi sembrava accettabile rispetto a molte altre agenzie, persino tra le più rinomate, e accettai. Attesi il tempo necessario per la valutazione (anzi, poco più di quanto previsto) e mi rispose un tale Valentini (se non ricordo male). Nella scheda, ben fatta a onor del vero, mi evidenziava tutti i punti di forza e di gradimento del mio manoscritto e alcune aree di miglioramento; elementi che non lo avevano convinto, motivo per cui non mi era stata proposta la rappreserntanza. Anche a me, come ad altri che leggo qui, venne detto che avrebbe riletto volentieri il testo se avessi deciso di correggerlo secondo sue indicazioni e non mi è stato proposto alcun editing a pagamento (tra l'altro le correzioni da apportare non erano neppure eccessive). Premetto che molte sue osservazioni le trovai giuste, mentre una (che in qualche modo permeava la struttura del romanzo) non mi sembrava valida, perché era stilistica più che tecnica e riguardava la scelta del punto di vista. In ogni caso, apportate le dovute correzioni, scrissi chiedendo cosa fare per rimandare il manoscritto e se, avendo seguito scrupolosamente le indicazioni, avrei avuto maggiore possibilità di rappresentanza. La risposta non mi giunse, per cui dopo un paio di mesi provai a riscrivere, ribadendo che il romanzo era stato modificato secondo le loro indicazioni e che desideravo sapere se le modalità del secondo invio (moduli da compilare, costi, tempi d'attesa) fossero le stesse della prima volta. Anche in questo caso è passato del tempo ma nessun riscontro, al contrario alla primissima richiesta furono molto veloci nel dare informazioni. Poiché ho letto di altri, qui nel thread, che hanno ricevuto la scheda di valutazione e hanno deciso di riprovarci dopo le correzioni, vorrei chiedere: a voi hanno risposto? Avete inviato il manoscritto corretto a prescindere, senza una presa di accordi preliminari, o avete dovuto riseguire tutto l'iter (schede, pagamenti, stessi tempi d'attesa)? Grazie.
  10. 1 punto
    Buongiorno a tutti, a me la signora Ceccacci aveva dato la risposta definitiva dopo un paio di mesi, con la mail standard di rifiuto. Quando l'avevo contattata per chiederle le modalità di invio, tuttavia, mi aveva risposto con grande cortesia quasi subito. Prima di lei avevo contattato altri 6 o 7 agenti, tra i più famosi, dai quali non ho mai ricevuto alcuna risposta. Prima ancora, circa un anno fa, avevo pagato la scuola Palomar per avere una scheda di valutazione che, in buona sostanza, su una scala da 1 a 10 mi attribuiva direi un bel 4. La scheda era scritta a mio avviso in modo molto maldestro ma conteneva due buoni consigli: uno sulla grafica dei dialoghi (andare a capo o no), e l'altro sullo stile, facendomi notare che molto spesso era appesantito dagli avverbi (vero). Ho accettato i due consigli sopra riportati respingendo tutto il resto del giudizio sullo stile, sui personaggi, sull'ironia dei dialoghi e sullo sviluppo della trama, e in ottobre 2014 mi sono autopubblicata. Fino a maggio 2015 ero disponibile soltanto in formato ebook, poi ho deciso di usufruire del servizio print on demand di youcanprint, a cui mi ero già rivolta per la formattazione e la distribuzione dell'epub. Beh, ragazzi, non ho idea di come sia successo ma, nonostante il mio cartaceo sia solo un print on demand, ad oggi sono fisicamente presente nelle librerie Mondadori, proprio accanto ai libri "tradizionali", qui a Brescia peraltro in bella mostra all'ingresso. Inoltre, da un'analisi delle recensioni, è emerso che l'ironia del testo, giudicata dalla scuola Palomar "non riuscita, anzi spesso forzata", e la caratterizzazione dei personaggi, giudicata dalla stessa scuola "non interessante, anzi a tratti noiosa", sono invece risultate essere le due carte vincenti del romanzo. Questo per dirvi che secondo me il mondo dell'editoria funziona in modo veramente misterioso, e che gli addetti ai lavori non sono necessariamente gli eletti depositari del gusto dei lettori. Il mio modesto consiglio è quello di curare al massimo i dettagli delle vostre opere e, se e quando ne sarete veramente convinti, di misurarvi direttamente con il pubblico. Non ne ricaverete dei soldi, questo è scontato, né potrete piacere a tutti, ma almeno avrete la soddisfazione di poter condividere il vostro lavoro con chi riterrà di darvi fiducia. Ho riportato la mia esperienza personale sperando di riuscire a risollevare il morale di chi, come me, non è riuscito a farsi apprezzare dai canali ufficiali. Ragazzi non molliamo, un abbraccio a tutti. Monica
  11. 1 punto
    Avevo contattato questa agenzia contemporaneamente a Trentin & Zantedeschi. Ho ricevuto risposta da parte dell'ufficio stampa: si dicevano interessati, ma mi chiedevano l'esclusiva in lettura per un paio di mesi circa. Ho risposto che avrei anche accordato l'esclusiva, ma non nascondevo loro che avevo proposto il testo a un altro agente che aveva richiesto il manoscritto intero. Apriti cielo! Ho ricevuto una risposta in maiuscolo integrale, al limite dell'insulto perché avevo proposto il romanzo a più personale. Avrei potuto rispondere che legalmente finché non una persona non firma un contratto di rappresentanza è libera di inviare un testo a chi vuole, agenti e case editrici. Non l'ho fatto. Mi sono limitata a spiegare, con calma e gentilezza, che non si trattava di un invio multiplo e random, ma solo a due agenti e che non stavo raggiungendo un accordo di rappresentanza con il suo collega. Ricevo risposta ancora più piccata sugli esordienti che si comportano sempre così, con toni lontani dalla compostezza che dovrebbe avere un'addetta di un ufficio stampa. Sono rimasta basita. Mi sono scusata per il mio comportamento che l'aveva infastidita e l'ho chiusa lì. Mi sono scusata, sì. Non avrei dovuto, perché non c'era dolo o scorrettezza da parte mia, e proprio per onestà ho ricevuto un rimbrotto del genere. Avrei potuto mentire, dando la finta esclusiva, ma non l'ho fatto. E preferisco porgere delle scuse che alimentare un alterco. Chiuderla lì. Allontanarmi da persone che, pure in un ipotetico giusto, si vestono di aggressività. La temperanza e la gentilezza sono delle cifre che cerco nelle persone. Sempre.
  12. 1 punto
    Esplorando il forum sull'editoria, mi son accorta che non c'è una sezione mirata sulle NOSTRE ESPERIENZE con le casa editrici. Sarebbe interessante capire cosa succede dopo aver stipulato un contratto editoriale....che ne dite?
  13. 1 punto
    Ciao a tutti! Io ho contattato telefonicamente il responsabile-manoscritti a gennaio. Ho spedito il cartaceo a febbraio e ieri ho ricevuto il mio manoscritto con una lettera cortese nella quale, pur dando un giudizio positivo sul lavoro inviato, mi hanno comunicato di non poter pubblicare il romanzo, specificando che l'attuale condizione del mercato editoriale "ci impone, nostro malgrado, scelte drastiche". Che dire? Intanto mi sono stupita d'aver ricevuto una risposta così rapidamente, certamente c'è un po' di delusione, ma nello stesso tempo è bello provarci, in ogni caso! Per me si tratta della prima esperienza di invio-manoscritto, ho puntato altissimo con la Sellerio, ma credo che sia bello sperare in qualcosa di buono quando si è soddisfatti del proprio lavoro. Ho considerato ache altre case editrici, ora attendo. Sarà quel che sarà! Buona fortuna a chi non perde la voglia di credere in quello che fa! Ale
×