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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 06/07/2015 in tutte le aree

  1. 4 punti
    Spero di aver postato la discussione nel posto giusto^^ Volevo chiedere a tutti voi, cosa ne pensate della recente situazione greca. Ieri sera dopo un referendum popolare, hanno vinto con il 61% i no, mantenendo Tsipras in carica come primo ministro, e chiedendo a gran voce una revisione da parte della commissione Europea e del Fondo Monetario Internazionale, del debito richiesto dai precedenti governi. Apro questa discussione perché ci si interessi di politica o meno, la situazione greca si ripercuote anche sulla nostra economia, e di conseguenza sulle nostre vite. L'Europa, sta passando un momento di crisi non indifferente, si rischia un default internazionale, che metterà in difficoltà la ripresa sociale dei paesi maggiormente toccati dalla crisi economica. La nascita dell'unione Europea, vedeva una ricerca di unione e di collaborazione tra stati vicini e culturalmente similari, per evitare guerre intestine, agevolazioni economiche, ripresa sociale nel post dopo guerra e collaborazione nella gestione delle crisi internazionali. Dal momento della sua nascita, si è stretto uno dei maggiori accordi di collaborazione tra nazioni, secondo solo all'istituzione dell'Onu, per vastità degli accordi tra stati. L'Italia, che tra tutte le nazioni è stata la maggiore responsabile della realizzazione di questo progetto ( pensiamo che il progetto di Unione Europea, era stato già redatto tempo addietro da Mazzini e Cavour), si trova oggi a sottostare a una ditkat Tedesca e Francese, senza possibilità di fuoriuscita. I termini degli accordi economici, stabiliti nel tempo dalla comunità hanno privilegiato questi paesi, mettendo in secondo piano non solo i problemi dei piccoli membri, ma rafforzando la loro indipendenza da essi. L'arrivo della moneta unica, ha causato una terribile ripercussioni sulle monete il cui potere d'acquisto era già deflazionato. In Italia, come anche in Grecia e in Spagna, le scorrette politiche economiche interne hanno causato un indescrivibile debito nei confronti delle altre nazioni, il cambio tra una moneta nazionale, già debole a una moneta europea ma decisamente più forte, ha causato negli anni, crisi economica, crisi del lavoro e successivamente dei principali diritti dell'uomo. Il nostro paese da anni è succube della politica tedesca dell'austerity, della difficoltà di ripresa e dal 2011 è governata da un susseguirsi di governi tecnici. Abbiamo così in questi anni, per colpa anche della nostra remissività, rinunciato al diritto del voto, a scegliere un rappresentante che ci governi, abbiamo abbassato la testa davanti alla corruzione, abbiamo accettato le condizioni umilianti dell'europa, che ci impongono tagli all'Istruzione, alle Forze armate, alla Pubblica Amministrazione, al taglio delle pensioni. I nostri politici( adesso non voglio entrare nel merito di una forza politica o di un altra), ci hanno costretto alla demagogia, noi tutti siamo rimasti impassibili, e stiamo rimanendo, a guardare il nostro paese schiacciato dalla crisi. Il problema dell'immigrazione, ci sta collassando, sta facendo morire gente innocente che scappa da guerre e carestie, impossibilitata a lasciare il nostro paese, da una legge Europea che impedisce a chi richiede asilo di superare i confini del paese a cui l'ha richiesto. La Francia ha chiuso le frontiere, la Germania pensa solo a riprendere i soldi dalla Grecia. Io non sono contro L'Europa, ma sono contro il potere creatosi in nazioni più forti a discapito di quelle più piccole. La Grecia, sta dando segnali di ribellione, forse i mercati adesso daranno segno di discesa, ma almeno il popolo greco ha avuto il coraggio di dire che è stanco, stanco della politica dell'austerità, stanco di sottostare al pagamento di debiti ( agli strozzini), che li stanno portando alla fame. Queste le parole di Tsipras: "Abbiamo dimostrato che la democrazia non può essere ricattata - ha esultato stasera al termine di una giornata considerata già storica da molti greci -. Il 'No' non è una rottura con l'Unione Europea. I greci hanno fatto una scelta coraggiosa, che cambierà il dibattito in Europa". Noi invece pieghiamo ancora la testa a chi ci sta tenendo un coltello alla gola, il nostro governo giudica i greci, fa finta che il debito non esiste, ci riempe la testa di parole vuote affermando che l' Italia è in ripresa, ma fra un anno la nostra fragile economia, crollerà e noi saremmo lì per raccogliere i pochi cocci rimasti. Domani ci sarà il vertice dell'Eurogruppo, stasera la Merkel e Hollande s'incontreranno per elaborare una strategia per risolvere la situazione greca. «Negoziare subito per evitare la tragedia» sono le parole di Roberto Gualtieri, presidente della Commissione Economia del parlamento europeo. Il mio pensiero credo sia risultato chiaro dalle mie parole, non voglio dilungarmi troppo, voglio solo dire che il coraggio del No greco, a mio parere va rispettato e che vorrei che anche l'Italia iniziasse a far sentire la sua voce in un Europa che crea figli di serie A e figli di serie B, come una madre egoista e crudele. Il cambiamento siamo noi, la nostra intelligenza la nostra opinione conta, non siamo macchine, non siamo solo individui, facciamo parte di una società, in cui l'egoismo dilagante ci porterà solo all'autodistruzione. Commentate pure con in vostri pareri che siano concordi o meno, la discussione e l'anima della democrazia. Scusate lo sfogo^^.....Silvia.
  2. 3 punti
    Voglio smontarvi un attimo. A prescindere dall'essere per il sì o per il no, l'idea del referendum è concettualmente errata per discutere di soluzioni economiche. Per un solo motivo: i "comuni" cittadini non sono degli economisti, sanno poco o nulla a riguardo (nel peggiore dei casi quello che passa soltanto in televisione o leggono su internet), non hanno le conoscenze per poter decidere in maniera lucida e utile. Le diatribe internazionali, in particolare quelle economiche, sono complicate. Non credo che questa sia la vittoria della democrazia, ma solo del populismo. E son due cose ben diverse. Ritornando alla discussione del topic, io penso che la Grecia sia fregata a priori da Tspiras, dal referendum, dai creditori, dalla posizione dei pianeti durante le rinegoziazioni, dal piede con cui si alza Merkel la mattina... Insomma, servirà un miracolo nel vero senso della parola. Per il resto non mi esprimo.
  3. 3 punti
    La questione è complicata. Non mi piace l'usanza tutta italiana di trattare temi politici e sociali alla stessa maniera in cui si fa il tifo per la propria squadra di calcio. Parto dal caso specifico. Votare sì avrebbe significato accettare la proposta europea (ammesso e non concesso che fosse ancora valida). Per ristrutturare il debito la Grecia avrebbe dovuto passare attraverso anni di recessione e, probabilmente, sarebbe stata costretta a vendere buona parte del proprio patrimonio di stato. In cambio avrebbe continuato a ricevere aiuto dalla banca centrale e forse in futuro il debito sarebbe stato cancellato, anche solo parzialmente. Con il no la strada è più complicata, perché difficilmente si riuscirà a trovare un accordo che possa definirsi vantaggioso. In assenza di tale accordo la banca centrale smetterà di prestare denaro e la Grecia dovrà cavarsela da sola. Questo non significa non pagare gli stati creditori, ma non riuscire a pagare pensioni, stipendi, debiti della pubblica amministrazione, ecc. Di contro, però, i greci saranno finalmente liberi di adottare una propria politica economica senza essere soggetti a controlli esterni. Non pensate che esistano una risposta corretta e una sbagliata. Entrambe le strade sono molto dure da percorrere. Riguardo la questione euro/europa io distinguerei bene le due cose, perché non tutta l'Europa ha adottato l'euro. Partiamo dalla moneta unica. I tassi di cambio tra le monete dei singoli stati e l'euro sono stati stabiliti dal consiglio europeo basandosi sul valore di mercato che dette monete avevano in quel momento. L'aumento dei prezzi è la conseguenza del fatto che l'euro è una moneta più forte della lira, quindi è un po come se la nostra moneta fosse stata rivalutata. Questo ha effetti positivi ed effetti negativi, proprio come la svalutazione. A chi sostiene che senza euro si avrebbe più sovranità monetaria ricordo che l'Italia, come molti altri paesi, questa sovranità non la aveva neanche prima. I cambi venivano stabiliti secondo meccanismi di mercato, perché in un'economia globalizzata la cara vecchia svalutazione competitiva non è più una soluzione, almeno non a lungo termine. Uscire ora dall'euro sarebbe un suicidio e lo sanno anche i più convinti antieuropeisti. Non m imetto a spiegare le ragioni perché sono abbastanza ovvie. Sull'UE purtroppo devo concordare sul fatto che non è un'istituzione molto democratica e che gli interessi dei singoli paesi prevalgono di gran lunga su quelli comuni, ma ricordo anche che alcune delle direttive europee che l'Italia ha recepito hanno costretto un paese immobile a fare qualcosa per portarsi al passo coi tempi (solo un esempio: le unioni civili). TL;DR: nulla è bianco o nero, bisogna analizzare i pro e i contro di ogni cosa. Scusate per il textwall.
  4. 3 punti
    Non mi dilungherò, dico soltanto che vorrei non essere mai essere entrata in Europa perché il cambio di valuta è stato gestito malissimo e ciò che prima costava mille lire è diventato automaticamente 1 euro. L'Europa dei troppi obblighi, l'Europa dei grandi interessi, delle banche; questa non è un Europa che unisce, piuttosto amplifica le differenze e le disuguaglianze sociali. Il voto della Grecia è il risultato di un Europa rigorosa e sorda, ripiegata su sé stessa e come tutte le cose che mancano di elasticità, non funziona.
  5. 2 punti
    Un doveroso tributo a un membro dello staff e uno scrittore del WD, che con la sua ironia e arguzia ci ha deliziato più di una volta. Ecco a voi: In medio stat Virtus di QF Un abbraccio a tutti e in particolar modo a QF
  6. 2 punti
    Dissento anch'io con Lynnet: la maggior parte della popolazione non ha conoscenze adeguate d'economia, ma se è per questo neppure tanti economisti, visti i danni che hanno perpetrato in questi anni. A peggiorare le cose, tali economisti, a cui vanno ad aggiungersi politici ed imprenditori, oltre a non essere capaci, hanno tirato l'acqua al loro mulino sulle spalle di milioni di persone causando i danni che sono sotto gli occhi di tutti. Cosa ancora peggiore, in certi casi hanno voluto creare la crisi, così da poter specularci sopra e guadagnarci. La Grecia, che sia fregata o no, ha dato un segnale, ha detto basta a un sistema che sa solo stritolare, limitare la libertà, imporre regole e avere come unica regola l'efficienza, il guadagno, il profitto. Ha avuto un moto di ribellione, di coraggio, che può anche fallire, ma tenta almeno di contrapporsi a qualcosa d'ingiusto. Questo in Italia non avviene: infatti ci portiamo avanti una classe politica che non ha mezzi, qualità, capacità, che è capace di stare solo sui media, d'insultare, di fare proclami, di essere corrotta, a cui interessa solo avere il potere e i benefici che ne conseguono, fregandosene della popolazione e facendo sempre leggi a favore di pochi (a esempio a favore loro, dei loro amici, parenti e di quanti li appoggiano).
  7. 2 punti
    non la nazionale, ma la volontà di un popolo, che è giusto festeggiare ancora di più della nazionale... La vittoria della volontà del popolo è implicita in un referendum. Se avesse vinto il sì sarebbe stato lo stesso. Magari questa volta è andata bene, ma non diamo per scontato che la volontà della popolazione coincida sempre con ciò che è meglio per il Paese. Proviamo a fare un referendum per introdurrre un assegno mensile di 2000 euro a ogni cittadino italiano senza bisogno di lavorare e vediamo come finisce.
  8. 2 punti
    non la nazionale, ma la volontà di un popolo, che è giusto festeggiare ancora di più della nazionale...
  9. 2 punti
    Non mi sta bene il rigore a tutti i costi, perché chiunque abbia studiato un po' di economia sa benissimo che alla fine non è vantaggioso per nessuno, sia per i debitori, sia per i creditori: anche il contadino è consapevole che non può spremere la mucca più del dovuto, perché altrimenti addio mucca e addio latte. Ma non mi sta neppure bene che chi ha contratto un debito di punto in bianco dica "non ti restituisco un bel nulla", perché ciò, oltre che ingiusto, offende tutti coloro che i debiti, a suon di sacrifici, a costo di lacrime e sangue, li hanno sempre pagati e continuano a pagarli. Lo spettacolo squisitamente italico di tutti quelli che in questo momento, da destra e da sinistra, saltano sul carro del "vincitore" (virgolette obbligate, dato che qui, credetemi, non c'è proprio nessun vincitore) mi fa venire il voltastomaco e mi fa quasi vergognare di vivere in questo terra meravigliosa. ... Questo è quanto ho pubblicato su facebook esattamente cinque minuti fa. Non ho cambiato idea da allora.
  10. 2 punti
    Concordo con Cheza e Joy. Continuando così andiamo a sbattere. Ricopio sotto il pensiero di un amico di FB che condivido pienamente. "La Grecia ha vinto la sua battaglia di libertà e dignità. In Europa Junker e gli altri politici che si sono impegnati in prima persona nel referendum greco a favore del sì violando il loro ruolo istituzionale di garanti dell’intera Europa hanno dimostrato di essere al servizio del club dei creditori e non dell’Europa e dovrebbero essere sostituiti. In Italia i giornalisti che in questi giorni si sono scatenati diffondendo notizie false e attaccando in ogni modo la Grecia per disonorevoli motivi di adulazione del governo nostrano andrebbero rimossi dal servizio pubblico. Ma la cosa importante è che la vicenda greca ha oggi una ripartenza su base diversa. I burocrati e i governanti che siedono nelle segrete stanze devono imparare che non esistono solo i giochi della finanza, ma la volontà dei popoli. Se non lo impareranno in fretta e non cambieranno rapidamente rotta l’Unione Europea correrà il rischio di una rapida dissoluzione."
  11. 1 punto
    Se c'è una cosa che ho imparato riguardo al proprio esordio è che "sempre meglio una domanda inopportuna in più che un rimpianto irreversibile poi" È il tuo romanzo, vuoi che sia perfetto, no? Beh, allora rompere le scatole sui dettagli è d'obbligo! ahahaha il mio editore penso mi odi da quanto lo tartasso ahahah
  12. 1 punto
    Anche io penso che il referendum in questo caso sia stato necessario, perché il principio ispiratore era la ricerca di una conferma popolare del voler mantenere Tsipras come primo ministro e valide le sue idee, inoltre era un si o no se piegare la testa al volere europeo ( che vorrebbe Tsipras fuori dal governo), o mantenere il risultato di una forte decisione politica quale affermata nel voto delle elezioni. Non è indifferente il fatto che il ministro dell'economia Varoufakis si sia dimesso, se avesse vinto il si anche Tsipras si sarebbe dimesso annullando dunque il voto elettivo del popolo greco. Visto che non siamo più sotto dittature e imperialismi, per una volta mi sento di dire che ha vinto la democrazia contro la guerra demagogica e mediatica dei leader europei contro il liberalismo greco. W il no Ps: rispondo sempre secondo il mio personalissimo punto di vista.
  13. 1 punto
    scusa Lynn ma dissento: ovvio che un referendum su questioni economiche (magari meglio finanziarie) sarebbe scontato e prevedibile nei suoi risultati. L'esito di questo referendum ha profonde implicazioni, e conseguenze pure, finanziarie ed economiche ma è, in primis, l'espressione del pensiero della maggioranza di un popolo sulle politiche economiche e finanziarie dell'Unione Europea. Può essere che la Grecia sarà "fregata", a mio avviso non avrebbe avuto comunque alcun futuro se avesse vinto l'acquiescenza ai voleri autoritari della troika. Parere mio, ovvio.
  14. 1 punto
    Bravi ragazzi, sono sicura che vi farete onore ! Come l'anno scorso sono in un luogo mal collegato e ho evitato di iscrivermi senza poi riuscire a inviare il pezzo. Peccato, l'incipit mi piaceva molto.
  15. 1 punto
    OT Grazie skorpio^^ ahah, e che oggi mi sto facendo prendere dalla foga in realtà, non ho guardato nemmeno una volta come stavo scrivendo.. * chiede perdono in ginocchio*
  16. 1 punto
    L'UE si prefigge lo scopo di promuovere il benessere dei suoi popoli. La Grecia vive un momento di difficoltà; principalmente a causa dei suoi governi e del suo popolo, del modus operandi avuto nel corso degli anni e dalla sua incapacità di produrre. Un loro grosso problema è che esportano poco; sono privi di industrie di qualsivoglia tipo, dall'alimentare al meccanico, dall'elettronico all'automobilistico. Questa brutta situazione non va comunque a pesare radicalmente sull'Italia, ma va naturalmente a fare somma. Non è irragionevole chiedere alla Grecia di pagare il suo debito, ma lo è moralmente perché ne va dei principi della UE. Aiutarla per permetterle di ripianare questo debito. Il no dovrebbe portare a un accordo coi creditori un po' piú vantaggioso. In alternativa porterà all'uscita della Grecia, con tutte le sue conseguenze e responsabilità affibbiate all'UE.
  17. 1 punto
    scusata, ma devo confessarti che scrivi meglio i post dei racconti
  18. 1 punto
    * scusate il modo in cui ho scritto il post sopra, ho scritto di fretta
  19. 1 punto
    Anche io sarei scesa in piazza comunque volevo sottolineare che i greci non è che non hanno intenzione di ripagare i loro debiti hanno chiesto una dilazione dei pagamenti e un rifinanziamento delle banche elleniche per permettere un più ampio respiro al governo che deve attuare delle riforme in grado di risollevare le sorti del paese. Inoltre vorrei ricordare che la Germania dopo la seconda guerra mondiale aveva debiti incredibilmente esosi, è che con l'aiuto degli stati uniti, soprattutto la Germania dell'ovest prima, e con la caduta del muro di Berlino con la Germania unità ha avuto lo stralcio del debito che ha permesso la loro ripresa. Dunque prima di affondare la Grecia anche il governo Merkel dovrebbe farsi un esame di Coscienza. Preciso che non ho nulla contro i tedeschi ( anzi il mio compagno è tedesco e ammiro molte loro leggi) ma non sono d'accordo di come si stanno comportando in questo momento di difficoltà internazionale.
  20. 1 punto
  21. 1 punto
  22. 1 punto
    Tutti di Roma oggi Benvenuta nel WD Silvia, bella Roma eh? forse troppo calda questi giorni
  23. 1 punto
    Un paio di giorni fa la Meucci mi ha scritto per chiedermi notizie del manoscritto, dato che non l'ha ancora ricevuto. Credo ci siano stati problemi alle poste (che novità!) e grazie alla sua segnalazione sono andata a chiedere all'ufficio postale per capire dove fosse finito. Questa cosa mi ha colpita positivamente, per la serie "Ok, allora leggono sul serio ciò che ricevono!", eheh. Comunque era rimasto bloccato all'ufficio postale per un disguido ed è finalmente stato spedito oggi. Tra qualche mese spero di potervi aggiornare.
  24. 1 punto
    T hanno chiesto 840 euro per 100 copie del tuo libro, quindi 8.40 euro a copia, certo puoi fidarti che ti stamperanno le tue copie, su questo non c'è da discutere, il punto è che stai pagando per farti pubblicare. Questa proposta si colloca come editoria a pagamento, pratica perfettamente legittima.
  25. 0 punti
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