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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 28/04/2015 in tutte le aree

  1. 2 punti
    Buongiorno a tutti, questa la mia esperienza con l'agenzia. Risale a qualche anno fa, quindi non so se le cose siano cambiate. Ho inviato una sinossi del romanzo è un capitolo. Dopo un mese mi è stato chiesto il romanzo. Lettura del tutto gratuita. Dopo un mese telefonata del Sig. Trentin. Il romanzo ha ottime possibilità. Va però fatto un editing. E va fatto da loro, che conoscono ciò che vogliono le case editrici. Nel corso di varie telefonate ho esposto vari dubbi sul metodo, dubbi ai quali il signor Trentin ha dato puntuale rassicurazione. Ho pagato 900 euro per l'editing di un romanzo di 150 pagine. Subito dopo l'agenzia è partita con l'invio alle case letterarie. Tre aggiornamenti via mail sugli invii e sugli esiti, tutti negativi. Risoluzione del contratto dopo un anno. Rifarei questa, o simili esperienze? No. Perché? Per diversi motivi. Il primo, è perché a mio giudizio l'editor fa l'editor, e l'agente l'agente. Ho avuto modo di lavorare con un editor, ed è quanto di più distante da un mero correttore di bozze e stralciatore di frasi. Un editor serio lavora sui personaggi, sui dialoghi, sulla trama, svela incongruenze, pianifica cambiamenti, propone alternative, in un lavoro che coinvolge a fondo l'autore. Non ci si improvvisa, e chi ha lavorato in questo modo, lo sa. Un 'altra motivazione parte da alcune considerazioni sulla mia esperienza. Il neofita vuole essere considerato. Teme, ma ha bisogno del giudizio. Sapere se vale. I canali ufficiali non danno risposte, o, se le danno, dopo anni, con lettere prestampate di rifiuto. Ecco che però, all'improvviso, sbuca qualcuno che ti legge. Ti legge gratis! E poi ti dice che vali. E fa una selezione, quindi non lo dice a tutti. Poi ti ascolta, si rende disponibile. Cosa volere di più? Certo, ti chiede soldi. Ma a fronte di un servizio. Un editing. Quindi del tutto legittimo. Come rifiutare, e perché? Ognuno, chiaramente, trarrà le sue conclusioni. Io sono giunto a questa. Scriviamo in tanti. Troppi. Come in tante altre cose, milioni di persone diventano business. Quindi ci si fa pagare per leggere, correggere, editare, rappresentare, pubblicare. Questo è business. Lecito. Ma che gioca sulle illusioni. Quindi fate bene attenzione a come vi muovete. Cercate di capire prima voi, se avete talento. Piuttosto che dare soldi a un agente, fate un buon corso di scrittura creativa, che poi vi indichi con la giusta severità, le vostre lacune. Confrontatevi con altri. Mettete in rete la vostra capacità di scrittura. Ma cercate sempre di aver presente che tanti campano sui sogni. In modo legale e legittimo, per carità. Sta a voi capire se ne vale la pena.
  2. 1 punto
    PER FARSI UN'IDEA: – La fattoria degli animali, di George Orwell: 29.966 parole (il 75% dei libri contengono più parole) – Ethan Frome, di Wharton Edith: 30.191 parole (il 75% dei libri hanno un numero di parole superiore) – Il signore delle mosche, di William Golding: 62.481 parole (il 51% dei libri contengono più parole) – Il mondo nuovo, di Aldous Huxley: 64.531 parole (il 50% dei libri contiene più parole) – Le avventure di Tom Sawyer, di Mark Twain: 70.570 parole (il 45% dei libri contiene più parole) – Lolita, di Vladimir Nabokov: 112.473 parole (il 21% dei libri contiene un numero maggiore di parole) – Madame Bovary, di Gustave Flaubert: 117.963 parole (il 18% dei libri contiene più parole) – Mansfield Park, di Jane Austen: 159.344 parole (il 9% dei libri contiene un numero maggiore di parole) – Moby Dick, di Herman Melville: 209.117 parole (il 4% dei libri contiene più parole) – La valle dell’Eden, di John Ernst: 226.741 parole (il 3% dei libri contiene più parole) – Ulisse, di James Joyce: 262.869 parole (il 2% dei libri contiene più parole) – Middlemarch, di George Eliot: 310.593 parole (il 2% dei libri contiene un numero superiore di parole) – Guerra e pace, di Lev Tolstoj: 544.406 parole (secondo la ricerca potrebbe essere il libro che contiene più parole in assoluto) E poi, tanto per fare un po' di autoironia, ci sarebbe il mio primo e probabilmente ultimo romanzo: io sono arrivato a 160.558: ho superato Jane Austen, ma non il caro Melville. :-) Spero di esserti stato utile.
  3. 1 punto
    Non commento tutto quello che leggo perché i commenti (mi) richiedono molto tempo e il tempo libero a disposizione non è tantissimo. Questa è la ragione principale; poi evito di commentare generi o argomenti o tipi di scrittura che proprio non mi piacciono (nel senso di gusto personale) perché non sarei in grado di dare un parere obiettivo (per quanto si riesca a dare pareri obiettivi in questo campo). Cerco di commentare più racconti di quelli che scrivo per un semplice ragionamento matematico: se tutti quelli che postano un racconto commentassero un racconto ogni racconto avrebbe un solo commento e sarebbe una tristezza...
  4. 1 punto
    Da quando sono tornato su WD (con il nickname Napo), non leggo i racconti. Lo facevo nella mia "vita" passata, ma le linee guida di WD per i commenti - per quanto sacrosante - rendevano impegnativo lo sviluppo di un giudizio ben calibrato. Ci vuole tempo per fare un'analisi approfondita della trama, dei contenuti, della grammatica e della sintassi, dei personaggi e dello stile. Considerato che, a mio avviso, non tutti i racconti meritavano un tale impegno, ho deciso tout court di non leggere più i racconti. Credo invece che per i più ci possa essere una sorta di ritrosia a commentare perché si sentono inadeguati a... entrare in circolo. I commentatori (nonché gli autori dei racconti) sono più o meno gli stessi che in genere animano WD e vengono recepiti come un èlite poco incline all'ascolto di voci nuove. Questa è una critica che ho raccolto fuori da WD e sulla quale bisognerebbe riflettere. In troppi si limitano a usare il sito solo per consultazione delle liste nelle sezioni Concorsi ed Eventi, Case Editrici ed Editoria.
  5. 1 punto
    Chiara ha ragione, ho appena controllato: compare la canzone dei Queen, Innuendo Ma come? Io ti ho votato per la profondità delle note d'altri tempi e la grande somiglianza con la voce di Mercury! Ora ritiro il voto
  6. 1 punto
    Quindi tu non hai partecipato all'editing del romanzo? Lo hanno fatto loro?
  7. 1 punto
    beh, per 400 euro la voglia deve farsela venire (nel mio caso invece erano quasi giustificati... anche se non ci hanno fatto una bella figura). Hai il diritto di prendere provvedimenti, a mio avviso.
  8. 1 punto
    Si aggiunga... (scusate, ho avuto una giovinezza problematica, mai superata... poi smetto, giuro)
  9. 1 punto
    Ehh... la lingua batte sempre dove il dente duole... però magnifica canzone...
  10. 0 punti
    Manca la risposta che sento più mia: "Non ne ha voglia". Essendo fondamentalmente pigro e indolente, per me è normale leggere un racconto e poi non commentarlo: non perché non mi sia piaciuto, non sappia come commentare, non abbia niente da dire, o altro. Il motivo è proprio che sono pigro e commentare è un lavoro extra che, in quel momento (ma anche in molti altri momenti), non ho voglia di fare. Perché fare domani quello che puoi rimandare a dopodomani? E perché fare dopodomani quello che puoi semplicemente non fare? Siccome commentare è un'attività che posso procrastinare all'infinito (proinfinitare, dunque?) senza conseguenze negative, la mia pigrizia innata trionfa.
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