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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 07/06/2014 in tutte le aree

  1. 3 punti
    Scusate, intervengo perché avendo sentito parlare professori universitari di come funziona la pubblicazione di un classico penso che sia giusto chiarire: non si può accostare un'edizione con il testo nudo e crudo a un'edizione critica. Le edizioni che vengono messe in vendita dalle grandi case editrici, infatti, non sono prodotte a costo zero, ma al contrario c'è sempre uno studioso (di solito un professore) che inserisce le note al testo, scrive la prefazione o la postfazione, inserisce una biografia, ecc. Per non parlare di tutti i classici tradotti e con copertine commissionate a un illustratore professionista. Queste edizioni vanno pagate, perché è ovvio che queste persone non possono lavorare gratis. Al contrario, non capisco per quale motivo un lettore informato dovrebbe pagare per qualcosa che potrebbe avere gratuitamente, dove per di più si ritrova della pubblicità indesiderata. È una politica legale, d'accordo, ma non si può negare che sfrutti l'ignoranza. I promessi sposi a 49 cent con i link pubblicitari li compra chi non sa che si trovano gratis senza link pubblicitari. E questo, dal mio personalissimo punto di vista che uno è libero di non condividere, non lo trovo eticamente corretto.
  2. 1 punto
    Terrei conto anche di un altro elemento, che imho va un po' a invalidare il discorso che l'autore è solo il membro di un team: sulla copertina, alla fine, il nome che comparirà sarà il tuo. Non quello del team di editor. Il che vuol dire che, in caso di rogne legali, la denuncia te la becchi tu, non il team. Non sto dicendo che rischi una denuncia, eh Solo che, strano questo team dove tutta la responsabilità, legale ma anche morale, dell'opera, è di un unico membro, magari quello che non era neanche d'accordo ad apportare quelle modifiche e si è piegato al volere del resto del gruppo... strano forte
  3. 1 punto
    Cosa vorresti dire? Vuoi dire forse che l'Iliade aveva bisogno di editing?!? Solo perché un soldatino muore a pagina 7 e ricompare vivo e vegeto a pagina 234? Ok, mi autocensuro prima di andare oltre OT. No, perché è uno dei testi più editati e rimaneggiati della storia, la cui veste finale, scritta su commissione, è frutto del lavoro di parecchi editor, e di cui l'autore manco si sa se mai esistito. Non proprio così, eh, c'è una sezione trame, dove puoi mettere la sinossi, e una di narrativa dove puoi pubblicare stralci. Se poi qualcuno te lo chiede puoi mandargli il manoscritto, ma non puoi proporti tu, sarebbe spam.
  4. 1 punto
    Il fatto è che inserendo l'happy ending si rendono necessarie varie modifiche a ritroso a situazioni e personaggi per rendere coerente lo sviluppo della trama verso questa nuova destinazione e non verso la precedente. In alcune storie non è necessario, ma nella mia sì dato che gli eventi sono strettamente interconnessi. Che so, volendo anche Romeo e Giulietta potrebbe avere un lieto fine, però andrebbero rivisti molti altri dettagli oltre al finale per non dare l'impressione di una forzatura. Per il resto grazie delle varie risposte. In realtà continuo a pensarla come Gongola e probabilmente rifiuterò, anche perché come ho già detto la scrittura mi attrae come gesto di libertà totale e l'idea di dover "fare come dice il capo" come sul lavoro me la farebbe odiare. Anche la scrittura se affrontata con serietà e costanza è un lavoro, però non da impiegati (a mio modo di vedere). Tra l'altro sto scrivendo un altro romanzo e abbandonarlo per fare modifiche in cui non credo al precedente è l'ultima cosa che mi andrebbe di fare in questo periodo, quindi penso che aspetterò con calma una proposta più rispettosa della versione originale come la prima che mi era stata fatta dalla piccola casa editrice.
  5. 1 punto
    Continuo a ribadirlo: posso essere d'accordo o meno con queste idee, ma vi invito a discuterne in un luogo più idoneo di questo, dove quello che conta sono le testimonianze, non le prese di posizione tanto per fare o per dire se siete d'accordo o meno. Quello che ci dovrebbe interessare è se da autori o lettori abbiamo avuto esperienze buone o cattive con Lettere Animate, il resto credo che ciascuno lo debba desumere senza per forza parlarne per pagine e pagine sul cosa sarebbe giusto o sbagliato, etico o non etico. Chi arriva qui merita di conoscere le esperienze, non l'idea o il disaccordo su qualcosa che non mi pare vi abbia direttamente coinvolto, a tale uso potete aprire un topic sui diritti e le pubblicazioni dei classici. Avete detto cosa fa coi classici? Ok, ora torniamo IT, grazie.
  6. 1 punto
    Brava Feleset. Siamo tutti d'accordo che, se si può, meglio fare il soldo senza fatica. Però non credo che gli autori cerchino questo tipo di furbizia in una casa editrice. Perciò meglio avvertirli. Se il "così fan tutti" è una giustificazione - nonostante, ripeto, Newton Compton e le altre big offrano in realtà un servizio diverso nei loro classici (introduzione, commento, eccetera) - allora inviate manoscritti a Lettere Animate.
  7. 1 punto
    Anche io. E condivido anche il fatto che su questo aspetto specifico si può fare come suggerito da Wonderland, aprire un topic apposito, concentrandoci qui sull'operato dell'editore e sulle proprie esperienze, da lettori come da autori. Il resto, in linee generali, mi sembra abbastanza fuori tema dalla funzione del topic a meno che non replichiamo lo stesso commento per tutti quelli che pubblicano classici.
  8. 1 punto
    Su questo sono d'accordo.
  9. 1 punto
    Giustissimo! Infatti non è un problema. Anzi ho spiegato nei dettagli il perché di questo tipo di iniziative. Senza problemi ho anche detto che non Walter effettivamente abbiamo avuto delle mancanze di gestione che stiamo cercando di migliorare. Ho solo detto che però la stessa teoria deve essere applicata a tutti quelli che fanno questo tipo di strategie (parlo dei classici).
  10. 1 punto
    Anche io l'ho trovato stupendo, me ne sono proprio innamorata! L'interpretazione di Angelina Jolie e la scenografia erano spettacolari, la rivisitazione molto interessante! Lo si apprezza di più, secondo me, accettando il fatto che si tratta pur sempre di una fiaba e quindi giustificando alcune illogicità tipicamente fiabesche; io l'ho fatto, e mi è piaciuto da morire.
  11. 1 punto
    Ho letto ora la discussione, mi sembra si stia solo discutendo, tutto qui. Alla fine se si deve prendere in considerazione una casa editrice si deve fare nel suo totale non solo per alcuni asapetti ed è giusto secondo me che se ne parli.
  12. 1 punto
    Newton Compton ti offre un servizio aggiuntivo. La loro versione è curata e commentata. C'è un'introduzione scritta da una persona competente. Non è la stessa cosa. Puoi comprare le versioni e fare i tuoi conti. La versione free è invece uguale a quella di Lettere Animate. L'unica differenza è che, cito Incagnoli: "Viene rifatto l'indice, vengono aggiunti link". Paghi 0.49€ per l'indice. Non male.
  13. 1 punto
    Ah, io non ho accusato di niente. Io ho detto che è una pratica che, a me, non piace. E come ho scritto io stessa nel post, è perfettamente legale e non c'è niente da eccepire. Anche l'Editoria a Pagamento è legale ma ad alcuni non piace (non sto paragonando la storia dei classici con l'editoria a pagamento, è per far capire che una cosa legale non è automaticamente una cosa che deve andare bene a tutti). Non c'è nessun polverone: io ho il mio pensiero, come avete visto (Tagliacarte, ad esempio) altri non lo condividono. Il problema dove sarebbe?
  14. 1 punto
    Io la vedo esattament all'opposto di steam, soprattutto se fossi un autore. Sapere che il link relativo a un mio libro è finito all'interno di un classico mi offre una ulteriore opzione di visibilità. Poi, per quanto riguarda l'e.book del classico è assolutamente vero che si trovano edizioni in lingua originale a pagamento e, spesso, anche a prezzi relativamente alti (5 euro e via). Se escludo feedbooks e pochissimi altri, inoltre, la qualità degli ebook gratuiti di grandi classici è alquanto scarsa per cui se lettere animate prepara degli e.book validi ben venga (minimum fax, ad esempio, non la fa, almeno per quella che è stata la mia esperienza) Anche il discorso di affacciarsi sul mercato estero per far conoscere il nome dell'editore attraverso la messa a disposizione dei classici mi pare una cosa più che apprezzabile in termini marketing e senza nessuna ignominia dal punto di vista morale. Non è che comprando l'edizione cartacea di un classico da mondadori o da Netwon sia diverso, anzi lì c'è proprio lo sfruttamento comerciale dei diritti scaduti, lì l'autore lo fanno pagare e non si limitano di certo di rientrare solo dei costi. Con Newton poi è anche peggio visto che si limitano a pubblicare i classici esteri in italiano con le traduzioni coi diritti scaduti, per cui pure antiquati come linguaggio e tecnica di trafuzione. No, decisamente mi sembra corretto come approccio in vista di investimenti cospicui per sbarcare sul mercato internazionale qualsiasi modo per creare "awarness" deve essere perseguito e anche il prezzo, che è risibile, ci sta: a qualsiasi cosa si da valore solo se ha un prezzo, se viene regalato non lo si apprezza dovutamente.
  15. 1 punto
    Inizio premettendo che non ho nulla di personale verso la vostra casa editrice e che ognuno può assumere la politica di marketing che preferisce e che ritiene più promettente, ma se fossi una vostra autrice non sarei per niente contenta di sapere che questo è il vostro modo di pubblicizzarvi. Dirò di più: neanche da lettrice mi piace l'idea di essere presa all'amo attraverso autori che potete vendere solamente perché non hanno diritti e sono grandi classici, anziché puntare sui vostri effettivi autori. Mi rendo conto che non abbiano nomi del calibro degli scrittori dei secoli passati, ma non dovete crederci poi molto se avete bisogno di usare autori deceduti come testa d'ariete nel mercato. Il fatto che non siate la prima o l'ultima casa editriche che operi una simile strategia non la rende più accettabile. Se tutti fanno una cosa non è detto che allora si è giustificati a farla, ovviamente considerando che se è tutto legale rientra nei vostri diritti farlo. E rientra nei miei decidere sulla basa di una simile strategia di non acquistare i vostri libri, danneggiando di fatto anche gli autori che non hanno nessuna colpa se non quella di avvallare implicitamente le scelte del proprio editore. Avere un prezzo minore non cambia che comunque l'unica cosa che si paga è di fatto la pubblicità, perché il testo non viene editato, non viene tradotto, non c'è alcun genere di lavoro da parte vostra maggior rispetto alle versioni gratuite, solamente appunto le preview dei vostri romanzi. Non è una questione di dieci centesimi o di dieci euro, è il principio di cui si sta parlando, non le cifre. Un qualsiasi libro che compro e in cui ci sono "altri titoli del catalogo" è un libro che ho comprato e pagato finanziando il lavoro della casa editrice e il fatto che pubblichi autori con i propri diritti. È chiaro il motivo per cui mettiate pubblicità alla fine dei classici, ma il fatto che sia chiaro non significa di nuovo che risulti molto accettabile. Mi chiedo appunto quanto i vostri autori siano contenti di trovarsi alla fine de, esempio, I promessi sposi e quanti i lettori che vedono accostata un'opera all'altra possano rimanerne soddisfatti, perché mi riesce difficile pensare che uno dei vostri autori scriva qualcosa di simile dopo il 2000. Di solito, quando compro un libro alla fine trovo altri libri della Casa Editrice che abbiano affinità con quel libro, stesso genere, stessa tipologia e quant'altro. Cosa si può accosta a I promessi sposi? Personalmente, l'idea che chi acquista Moby Dick si ritrovi una newsletter (spero scegliendo la cosa) rimane sempre nello sfruttare l'immagine e la fama di un autore su cui è possibile "sciacallare". Non inteso come termine offensivo, ma di fatto chiunque può sfruttarlo. E non dubito che ci sia chi paga questi quarantanove centesimi rispetto al gratuito perché, di fatto, si tratta di una cifra irrisoria, ma mi chiedo come mai un lettore straniero dovrebbe comprarlo proprio da Lettere Animate. Ammetto di non sapere come funzioni Amazon, ma mi viene da pensare che in questo modo potreste anche farne a meno dei vostri autori, o sbaglio? Ripubblicare i classici magari non rende quanto vendere un libro nuovo, ma costa meno e comunque a quanto pare raggiunge una platea più ampia. Concludendo, è una vostra scelta e non siamo costretti né a inviarvi manoscritti né a comprare i vostri libri, ma il mio parere personale, che tale rimane, è che una politica del genere non sono incline ad appoggiarla.
  16. 1 punto
    Quindi, fatemi capire bene: non solo fate pagare libri liberi dal diritto d'autore che si possono trovare gratuitamente altrove, ma in più fate pagare per la vostra pubblicità? Ho riletto più volte la frase e il senso sembra proprio questo, ma spero di sbagliarmi perché mi sembra davvero una logica assurda quella di far pagare la propria pubblicità. Mi spiace, ma non ho capito. Voi pubblicate libri liberi dal diritto d'autore in lingua originale, quindi quelli in lingua inglese rimangono inglese mentre quelli in lingua italiani rimangono in italiano, e con questo sperate di testare il mercato estero? Ma come funziona? Perché qualcuno che compra, libro a caso, "Moby Dick" dovrebbe essere un indice del gradimento estero dei vostri libri attuali? Dato che non credo abbiate scrittori della fama di Hemingway, non capisco che genere di operazione sia. A meno che, e spero di nuovo di sbagliarmi, non si stia parlando di tradurre Manzoni privo di diritti e venderlo agli americani. Non è così vero? Ciao, ti spiego più che volentieri quello che forse non ho saputo spiegare bene prima. Per i classici in italiano non è che siamo la prima casa editrice che lo fa,praticamente siamo gli ultimi, basta che cerchi su Amazon per dire i promessi sposi e vedi che ci sono sia versioni free che versioni a pagamento (anche 1,99 euro mentre le nostre sono a 49 cent) stiamo cercando di sfruttare ovviamente il connubio grande classico con la possibilità di inserire pubblicità...Non ci facciamo pagare la pubblicità semplicemente all'interno del libro ci sono anche i link al nostro catalogo come un qualsiasi libro che compri e trovi "altri titoli del catalogo". Li mettiamo a pagamento solo per sfruttare l'effetto classifica, se e quando vengono acquistati, perché siti come Amazon pubblicizzano più quelli a pagamento che quelli free. Per quelli in lingua originale il meccanismo è molto semplice e più d'immagine. Come hai detto giustamente tu non abbiamo autori famosi, ma siccome stiamo facendo tradurre o cercando di far tradurre i nostri libri è ovvio che se arrivi nel mercato estero con un nome x la considerazione può essere nulla, mentre sfruttiamo l'idea che chi si avvicina a Moby Dick (per dire) possa poi essere inserito nella newsletter ed essere informato dell'uscita di altri titoli di autori sconosciuti (nostri) o semplicemente aiutare ad associare il classico (che ovviamente ha più diffusione) con un libro sconosciuto ed aiutarlo a pubblicizzarlo. Tutto questo giro non è che ce lo siamo inventati noi, lo fanno molte realtà in giro per il mondo è proprio una questione di marketing. Non è detto che sia una cosa mostruosamente produttiva, è un modo per provare a fare qualcosa di nuovo. Tutto qui.
  17. 1 punto
    Ciao Lidiadel e benvenuta. Ti lascio il link al nostro regolamento che ti invito a leggere con attenzione. Per qualsiasi dubbio puoi anche consultare la sezione FAQ o rivolgerti a qualsiasi componente dello Staff. Per quanto riguarda la tua passione per i vincoli ti posso consigliare di seguire, se già non lo hai fatto da... "esterna", il nostro contest quindicinale "Mezzogionro d'inchiostro" dove paletti e vincoli non mancano mai: una palestra davvero interessante, aperta a tutti gli utenti di Writer's Dream quindi, da adesso, anche a te! Buona permanenza fra noi!
  18. 1 punto
    Questione interessante Kindred quella che poni. Premetto che "l'autore è soltanto il membro di un team" è un'espressione che (eufemismo) mi fa storcere il naso: l'autore è il dio che permette alla letteratura di esistere. Parafrasando un motto famoso, "c'erano autori prima degli editori". Omero non aveva editori: questo la dice lunga su chi è cosa. Premesso questo (e non avendo personalmente visionato il tuo manoscritto), le possibilità che mi vengono in mente sono due: 1) c'era qualcosa nella seconda parte e nel finale del tuo romanzo che, oggettivamente, non andava bene e andava cambiato; 2) il tuo romanzo va benissimo così, ma è all'editore che, per soggettive logiche di mercato, non piace. Nel primo caso, la risposta è ovvia: accorgiti dell'eventuale errore e cambia. Nel secondo caso, la risposta è meno ovvia, o meglio, si traduce in una scelta difficile che già gli altri ti hanno esposto: pubblico il romanzo che dico io, che è veramente mio e prodotto di me, della mia mente e dell'istinto del mio demone interiore, oppure pubblico il romanzo che dicono loro e, ma anche questo è da vedere, porto a casa la pagnotta? Come diceva anche Pippowood sopra, l'editore ti parla da commerciante secondo i suoi interessi (e su quanto mi dia fastidio il pensiero da commerciante applicato alla cultura, sorvolo prima di cominciare a sputacchiare termini in russo): devi solo decidere quali sono i tuoi interessi e se, nel caso in cui siano contrastanti con quelli dell'editore, ti senti di accettare un compromesso oppure no. C'ha ragione gogol: una scelta troppo personale, dipende solo da te.
  19. 1 punto
    Titolo: Nazi looting Sottotitolo: The plunder of dutch jewry during the second world war Autore: Gerad Aalders Editore: Berg Pagine: 318 Anno di pubblicazione: 2004 Traduzione inglese dall'olandese di Arnold e Erica Pomerans Prezzo: 23,59 euro Usato: sì, io l'ho trovato in perfetto stato su Deastore al 50% +3,75 di spese di spedizione Dalla quarta di copertina: Aalders' great achievement is his detailed reconstruction and, wherever possible, quantification of all those discreet and less-discreet regulations and actions aimed at separating Jews from their property. The book is the result of impressive national and international research. Part 1 Looting in the Netherlands during the second world war 1. The many forms of looting 2. The looting of cultural property 3. The Allies and the Loot 4. The destination of the Loot Part 2 The looting of Jewish Property 5. The looting of Jewish property 6. The Robber Bank in Sarphatistraat, Amsterdam: Lippmann, Rosenthal & Co. (Liro) 7. The First Liro Decree in practice 8. The Second Liro Decree in practice 9. The Looting of culturale property from Jews 10. The Looting of Household effects: The M-Aktion 11. Sperrstempel, emigration and tax Conclusion Scritto da uno storico e docente universitario (con cui ho avuto la fortuna di scambiare un paio di mail) è la vera summa della materia. L'argomento è simile a quello di Pack of Thieves, ma qui si parla solo dell'Olanda. C'è davvero tutto: quantità e valore stimato degli oggetti rubati (con tanto di conversione per rapportarlo al valore odierno), ma anche gli stratagemmi più subdoli per derubare la popolazione ebrea di ogni avere. Ampio spazio è dedicato alla Liro Bank, uno degli inganni più subdoli. La Liro era una banca conosciuta e molto stimata dalla popolazione ebraica; chiusa e confiscata venne poi riaperta con lo stesso nome perché gli ebrei fossero più inclini a depositare il loro denaro. In realtà era gestita direttamente dal Commissario del Reich e serviva solo per ammassare il denaro da trasferire in Germania. Non funzionò mai come una vera banca, anche se all'inizio emetteva dei resoconti delle cifre versate e ogni famiglia poteva prelevare qualche centinaio di fiorini ogni mese. Poi ovviamente anche quella finta facciata venne a cadere. Nel libro c'è veramente di tutto, dalle confische di intere collezioni d'arte ai nomi dei gerarchi che ne beneficiarono con anche il testo dei decreti. Argomento di nicchia, ma chi fosse interessato qui trova veramente le risposte a ogni domanda.
  20. 1 punto
    La cosa che mi fa più rabbia è che questa moda sta prendendo piede: ho letto che diventerà un 'romanzo' anche una fan-fiction sugli One Direction ispirata sia a Twilight che alle sfumature. Possibile che la gente non sappia più distinguere tra ciò che viene scritto per placare gli ormoni impazziti dei fan e ciò che viene scritto per lanciare qualcosa di nuovo nel panorama letterario?
  21. 1 punto
    Ciao Walter dispiace che tu non ti sia trovato bene o ci siano stati dei problemi, del resto si può sbagliare. Ho già spiegato tante volte il discorso della velocità, dei tempi e di tutto il resto. Quindi non lo spiegherò nuovamente. Ho ricevuto questa notifica nella mail per cui rispondo al discorso dei classici. Perché abbiamo pubblicato i grandi classici in lingua originale? Attenzione non li facciamo tradurre li mettiamo in lingua originale (Italiano o Inglese che sia i diritti sono liberi dopo 70 anni dalla morte dell'autore). Quelli italiani li mettiamo per una questione di marketing nel senso che all'interno del testo classico (che viene scaricato tante volte solo i promessi sposi sono stati scaricati 2300 volte a 49 cent) ci sono i link al nostro catalogo, le anteprime di alcuni libri, ad alcune parole chiave viene associato un libro con un link che riporta all'acquisto e altro, sono piccoli siti di ecommerce. Ovviamente questo è marketing perché chi legge, per dire i promessi sposi, si ritrova la pubblicità di un nostro libro e "magari" lo compra, cosa che è puntualmente avvenuta. Perché fare le versioni in lingua originale tipo l'inglese? Non certo perché non sappiamo cosa fare... ma per testare il mercato estero, per capire come funziona, che mercato esiste e per pianificare le traduzioni dei nostri libri. Le traduzioni costano come dici tu. Noi attualmente stiamo testando anche il sito babelcube.com dove è possibile proporre i propri libri per le traduzioni estere, un sito dove i traduttori leggono il libro in italiano e propongono la loro candidatura per la traduzione, e così abbiamo chiuso i primi contratti per le traduzioni in spagnolo dei nostri titoli. Ma se prima di fare queste cose non si testa un mercato, non si crea un business plan è difficile farlo così... random. Non appiccichiamo il logo su qualcosa tanto per farlo... Poi che tu ti sia trovato male con noi, ci può stare, nessun problema o meglio ci dispiace, che altri si possano trovare male è plausibile, da evitare se possibile, ma gli errori li commettiamo tutti. Noi, voi, e altri... Come si dice sbagliando si impara. Però limitati a giudicare la tua esperienza e non altro. Grazie.
  22. 1 punto
    Possiamo certamente andare ad analizzare le 50 sfumature alla loro origine, quella di fanfiction erotica pubblicata su fanfiction.net. Da fanfiction.net 'Masters of the Universe' non è stata tolta per essere pubblicata, bensì è stata cancellata, perché considerata di qualità troppo scadente anche per quel sito (e fanfiction.net è un calderone dove c'è davvero di tutto). In altre parole, faceva schifo anche come fanfiction, violava le regole del sito, e considerando che i personaggi originariamente erano Edward e Bella, li snaturava completamente, violando la prima regola dei fanwriter, che appunto richiede di rimanere rispettosi dell'opera originale. Io posso anche valutarla nel contesto in cui è nata, il problema è che è una porcheria anche come fanfiction.
  23. 1 punto
    Vi racconto la mia esperienza. I direttori di Aphorism a inizio 2013 mi hanno chiesto se avevo un romanzo nel cassetto. Avevano appena stretto una partnership con una casa editrice e selezionavano autori in gamba da pubblicare. La casa editrice era Lettere Animate e a me sembrava una realtà troppo piccola, perciò ho temporeggiato. Poi a settembre mi sono deciso e ho inviato il romanzo ai direttori. A loro è piaciuto: mi hanno messo in contatto con Incagnoli e il 21 novembre ho ricevuto da lui una copia del contratto. Un contratto buono - senza spese a carico dell'autore - che obbligava l'editore alla pubblicazione sia cartacea che digitale. Ho stampato due copie del contratto, le ho firmate e le ho spedite. Nel frattempo ho chiesto a Incagnoli se era possibile far uscire il libro entro Natale. Lui ha risposto che ci si poteva provare, ma molto dipendeva dalla stamperia. Non ho mai ricevuto una copia controfirmata del contratto e non ho avuto più avute notizie da lui fino al 28 febbraio 2014, quando mi ha avvertito che il romanzo sarebbe uscito entro metà marzo. Perfetto, ho risposto. Ho ringraziato e atteso. Ho atteso. E atteso. Il 15 maggio ho scritto ai direttori chiedendo se potevo rescindere il contratto. Loro non si sono stupiti della richiesta e anzi mi hanno domandato mille volte scusa. Non ero il primo autore che Incagnoli dimenticava. Per quello loro hanno deciso di interrompere la partnership con lui. Qui in WD ho scoperto che però con chi deve essere pubblicato solo in ebook (sono tantissimi) Incagnoli è sempre abbastanza veloce. Ho anche scoperto che Lettere animate mette negli store digitali, a pagamento, grandi classici che si trovano gratis negli stessi store. Quelli stranieri non li traduce - A journey to the centre of the earth, The jungle book, Hard times, eccetera - perché si limita a scaricarli e ad appiccicarci il marchio sopra. In lingua originale sono testi ormai senza diritti d'autore. Le traduzioni costano. State attenti se volete che il vostro nome sia accostato a una simile realtà.
  24. 1 punto
    Come afferma sovente un amico, mi astengo dall'intervenire in molte discussioni perchè non capisco quali sia il punto su cui discutere. Ma talvolta non riesco a frenarmi: io in questa frase vedo i Bücherverbrennungen. Buon per l'editore che abbia trovato tanti acquirenti.
  25. 0 punti
    Scusate però resta il fatto che avete alzato un polverone su una cosa che fanno in molti (perfettamente legale), "accusando" noi di Lettere Animate senza un reale motivo. In maniera abbastanza gratuita.
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