Vai al contenuto

Leaderboard


Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 23/05/2014 in tutte le aree

  1. 37 punti
    Se stai leggendo questo post vuol dire che sono morto. No, scherzo, se stai leggendo questa cosa è perché ho ricevuto (qui ma non solo) molte domande riguardo quella che è stata e che sarà la mia esperienza con un grande editore, e le continuo a ricevere. Sono talmente simili che ho pensato di mettere nero su bianco le mie risposte, con un po' di ironia ma tanta serietà, senza peraltro costringere gli Admin a richiamarci sempre all'ordine nel non andare OT altrove. Non lo faccio per incensarmi - già la parola mi fa starnutire. Lo faccio solo perché, non ci crederai, ma vorrei che la mia esperienza non fosse unica. Questo mondo di merda ha un disperato bisogno di invertire la tendenza della speranza: quando le persone disperano la cattiveria vince, e a me dà fastidio quando vince. Nello stesso tempo ci sono un po' di equivoci da sfatare, non su di me, ma sullo scrivere in generale. Ed è bene che le cose comincino ad essere chiamate per nome: è un bene per tutti. - Come hai fatto? Non lo so, sul serio. Ho scritto e un libro e il resto è andato da sé. - Ma hai un agente? No. Gli agenti a cui mi sono rivolto non mi hanno convinto oppure mi hanno ignorato. Ma oggi posso dire meno male: avrei sbagliato la scelta e mi sarei affidato a persone non in grado di lavorare con me. - Sei serio o solo un coglione arrogante? Non lo so, fai tu. Sono serissimo. Non è che siccome non sono nessuno allora chiunque è meglio di me. Se avessi ragionato così non ce l'avrei fatta. - In che senso? Nel senso che se non ci credi tu in quello che fai allora non ci crederà mai nessuno. - Di la verità: hai conoscenze. No. Ognuno può pensare quello che vuole ma, benché svolga un lavoro di pubbliche relazioni, tra le mie conoscenze nessuno poteva spingermi. Oppure non avrei passato sei mesi a cercare agenti (sbagliati). - A quali editori ti sei rivolto? Quasi tutti i più grandi più qualche piccolo. Quasi tutti perché non tutti i grandi pubblicano il mio genere. Capire a chi inviare il manoscritto e a chi no è già il primo passo verso la pubblicazione. Non ci crederai ma quando scrivevo avevo in mente un solo nome. - Infatti non ci credo. In effetti avrei accettato anche Sperling e Kupfer. Perché leggo tantissimi libri editi da loro. Forse talmente tanti che accettare Feltrinelli o Giunti mi avrebbe fatto sentire un traditore. - Ora stai esagerando. Hai ragione. - Pensi che sia possibile farcela anche per me? Non lo so. Non so cosa scrivi, né come scrivi. Io non mi reputo il nuovo Joyce, anche se la mia immagine del profilo potrebbe suggerirlo, ma credo di aver fatto un buon lavoro di base. La storia soprattutto mi sembra avvincente. Non credo che chiunque possa scrivere, ma credo che chiunque abbia il diritto di sognare. L'importante è non perdere mai di vista l'obiettivo ed essere razionali. - Cioè? Se scrivi di merda in realtà non hai bisogno di qualcuno che te lo dica: lo sai da solo. A quel punto hai due strade. Mollare oppure migliorare. Stilisticamente si può migliorare con lo studio e la lettura (a proposito, leggi come se domani dovessi morire e non aver paura di imitare gli autori che ami: l'imitazione è la più sincera forma di adulazione), ma a livello di contenuti c'è solo una cosa che può farti crescere. - Sarebbe? Vivere una vita piena. Curiosare. Sbagliare. Ubriacarsi di tanto in tanto. Disprezzare qualcosa e qualcuno, amare alla follia. Viaggiare da viaggiatore, non da turista. Non avere pregiudizi. Osservare gli altri. Ascoltare le storie del mondo (ce ne sono miliardi in giro), accettare l'idea che possa esistere Dio, che bene e male non sono fiabe ma energie reali che influenzano la vita da sempre. Studiare. Leggere (l'ho già detto?). - Io sto cominciando a coltivare l'idea di smettere di scrivere. Ho ricevuto troppi rifiuti. Ma tu perché scrivi, amica/o? No, sul serio: perché lo fai? Lo fai per soldi? Perché vuoi cambiare la tua vita? perché non ti piace il tuo lavoro? Perché non puoi farne a meno? Perché qualcuno ti ha detto che potresti fare lo scrittore? Perché immagini il tuo volto in prima pagina su Vogue? Perché vuoi tenere un workshop con Ken Follet e Dan Brown? Vuoi diventare professore alla scuola Holden? No, aspetta, non voglio saperlo. Devi risponderti da sola/o, ma lo devi fare sinceramente perché la tua scelta finale dipenderà dalla risposta che ti darai. Io posso rispondere per ciò che mi riguarda. Scrivo perché senno impazzirei. Starei male. Quando ho smesso di scrivere stavo male. Ho passato anni bui, di profonda depressione. E non riuscivo a curarla in nessun modo. Avevo tanti amici, e qualche donna, interessi, sport, passioni... ma stavo male. Così male che avevo smesso pure di leggere. Entrare in libreria mi faceva quasi piangere dalla disperazione. Una volta sono entrato in una Feltrinelli e ho quasi avuto un attacco di panico. Sono dovuto uscire così in fretta che i tizi della cassa pensavano avessi rubato qualcosa. No, se non scrivessi starei troppo male. Ho una bella famigliola ma non basta. Forse sono un uomo orribile a dirlo, ma se non scrivessi non sarei del tutto felice. - Perché? Perché siamo spugne. - Ok. Stai delirando. No, dico sul serio. Siamo spugne. Assorbiamo tutto quello che abbiamo intorno, e siccome attorno a noi c'è un sacco di sofferenza, alla fine soffriamo pure noi. Anche se lo nascondiamo, anche se ci riempiamo di selfie e sorrisi. Io almeno ne assorbo una cifra. Se ogni tanto non aprissi il rubinetto impazzirei. Questo è il mio processo creativo: assorbo tanta oscurità da star male. Poi devo solo aprire il rubinetto. Non è esattamente una magia eh, c'è tanto altro. Ma alla base di tutto è questo. Se non scrivessi starei male. - Quindi? Quindi trova il motivo per cui vuoi scrivere. Se è un motivo venale datti un tempo ragionevole. Chessò, tre anni. Se entro tre anni non ce la fai smetti e prova con altri progetti. - E se non è venale? Allora non smetterai mai. - Ma starò male. Anzi, di merda. Probabilmente sì. Ti auguro di farcela, non immagini quanto mi piacerebbe poterti aiutare... - A proposito... no, non posso. Magari un giorno potrò (mi piacerebbe fare lo Scout nella vita), ma al momento ti assicuro che non posso. - Consiglio finale? Segui l'istinto. Ossessionati, ma non restare cieco ad altre opportunità. Nessun percorso è mai uguale.
  2. 35 punti
    Aggiunta dello Staff: Questo post è ironico, prendetelo come tale. Leggetelo attentamente, in ogni caso. Magari dopo aver letto il topic di Benvenuto. Caro nuovo utente, sei appena entrato nel forum e temi di fare errori. Il modo migliore per non farli è quello di leggerti attentamente il regolamento (sì, esiste un regolamento), ma in attesa che tu lo assimili, ecco 10 cose da non fare. Presentarti più o meno così: "Salve, sono io e questo è il mio bestseller: Cinquanta sfumature di spam." Presentarti con domande del tipo: "Ho inviato il mio manoscritto alla Mondadori circa 20 minuti fa, diciannove per l'esattezza. Non ho ancora avuto una risposta e quindi pensavo di rivolgermi a una EAP. Me ne potete consigliare una che sia solo moderatamente disonesta?" Moltiplicare i punti esclamativi sentendosi Gesù fuori Betsaida. Essere convinti che quattro punti di sospensione (o peggio, due) sia quello di cui ha bisogno la narrativa italiana per innovarsi e questo forum per essere più piacevole. Pubblicare un racconto senza avere prima commentato e riuscire a lamentarsi della mancanza di feedback prima che uno staffer blocchi il post. Non so se qualcuno ci sia già riuscito (gli staffer sono più veloci degli F35 e sanno fare più male), ma in molti ci hanno provato. Per cui non sareste neanche i primi. Ritenere ridicolo e inutile il commentare i testi altrui e ancora più assurdo che uno staffer vi richiami per questo. Ma chi si credono di essere? Non riuscire ad accettare che anche in questo forum non tutti la pensino come voi. E nonostante le offese e le minacce non cambino idea. Pazzi! Ritenersi personalmente offesi per un richiamo e pretendere di ricorrere al TAR o alla Corte Costituzionale o magari alla Corte Europea di Giustizia. Guarda, WD sta raccogliendo un fondo legale proprio per questo scopo, nel caso potresti farne richiesta. Discutere con uno staffer e pretendere di spiegargli come si applica il regolamento. E se questo si ostina a non capire, chiedere l'intervento di uno staffer. Credere che questo post sia una cosa seria e che possa sostituire un'attenta lettura del regolamento o del topic di Benvenuto.
  3. 34 punti
    Il primo passo di chi ha finito di scrivere un romanzo si riassume nella domanda: "E ora che faccio?" Il mio scopo è aiutarvi a rispondere a questa domanda. Vi avviso: è una lettura abbastanza lunga; doveva esserlo per essere utile alla comunità. Visto la mia esperienza da utente, Community Manager del WD ed Editor professionista, ho pensato di cercare di aiutare gli aspiranti scrittori a darsi una risposta a molti quesiti che si incontrano durante il cammino alla pubblicazione. Nel titolo ho scritto "guida" perché in fondo è quello che vuole essere; tuttavia, tenete a mente che le mie non sono sacrosante verità e alcuni potrebbero pensarla diversamente, o in modo diametralmente opposto. Spero solo che possa esservi utile. Tengo a sottolineare anche che l'argomento è estremamente vasto e non potrò affrontare tutto in modo completo; mi limiterò a essere il più ordinato possibile e farò uso di collegamenti ad altre discussioni del forum per argomenti specifici. Muoversi in questo mondo, per chiunque e soprattutto per chi non ci abbia bazzicato almeno per un po', è difficile: è una vera e propria giungla. Lo è anche per i più esperti, così ho diviso la discussione in step da seguire per arrivare alla tanto agognata (e un po' sopravvalutata) pubblicazione. Mi concentrerò sulla pubblicazione tramite Casa Editrice; al Self Publishing farò brevi cenni perché meriterebbe una discussione a parte. Non è nemmeno questo il luogo in cui disquisire del perché scegliere uno piuttosto che l'altro (self o CE) poiché entrambi hanno dei pro e dei contro; dipende dagli obiettivi di ogni aspirante e dalle necessità dei singoli. Vorrei solo fare qualche precisazione al riguardo, prima di partire con gli step. Il Self ben organizzato può lanciarvi così lontano da raggiungere gli scaffali delle più grandi librerie d'Italia, ma ha anche tanti "contro". Bisogna saper usare programmi per produrre epub, mobi, kindle e similari; sapersi promuovere (questo vale anche per le CE, ma ancor più per il Self) e non si avrà nessun tipo di appoggio tecnico o logistico. Cliccate qui per la discussione sul Self, se volete approfondire la discussione con altri utenti. Partiamo con la guida vera e propria. 1) La prima stesura del romanzo è conclusa. Cosa faccio? Bisogna assicurarsi, prima di proporlo a chicchessia, di fare un buon lavoro di revisione. Ci sono diversi modi per farlo. A costo zero: Revisionatelo voi stessi almeno un paio di volte. Rileggete con cura, sistemate gli errori di battitura e tutti gli errori più grossolani che riuscite a trovare. Consiglierei anche di lasciar passare del tempo fra la prima e la seconda revisione; magari qualche mese. C'è chi riesce a rileggere con sufficiente distacco anche subito e chi non riesce a farlo nemmeno dopo sei mesi; c'è chi pensa che questa possa essere una grande perdita di tempo, ma vi assicuro che una revisione immediata, subito dopo aver completato la prima stesura, serve a poco. Per il semplice fatto che il romanzo è vostro, magari ci siete affezionati e non riuscirete a notare tutti gli errori presenti. Fatelo leggere a qualche amico di fiducia. I pro sono che un occhio esterno può aiutarvi sia riguardo alla forma che riguardo alla trama; i contro sono che l'aiuto degli amici può arrivare fino a un certo punto, perché potrebbero nascondervi i difetti maggiori del romanzo per non offendervi o non essere in grado di aiutarvi più di tanto sulla forma del testo perché non sono esperti del settore né di narrativa. In ogni caso, cercate di scegliere bene l'amico cui far leggere il vostro lavoro! Preparate una semplice lettera di presentazione. La lettera deve prendere in considerazione più il romanzo che voi stessi; o meglio, dovreste parlare di voi in funzione del romanzo e del tema che trattate. Rivolgetevi al vostro interlocutore per nome. Non usate sigle come "Egregio Editore", è da persone poco informate. Invece, cercate di conoscere il nome della persona che cura la collana del vostro genere, oppure del direttore editoriale. Rivolgetevi a lui, fate capire che conoscete la realtà cui mandate il vostro lavoro, che vi piace, e spiegate in poche parole chi siete. Non elogiatevi mai da soli, né riguardo la vostra persona né riguardo il romanzo. Siate umili, concisi, andate dritto al sodo e non raccontate la storia della vostra vita. A meno che non sia una storia eccezionale, all'Editore non interessa (non per cattiveria, ma per ragioni pratiche). A pagamento: Rivolgetevi a un Editor professionista. State attenti a chi vi rivolgete (Link sezione Freelance sul WD); informatevi sui prezzi e se esistono dei feedback ancora meglio. Per farvi un'idea, il prezzo medio di un editor professionista è di 3/4 euro a cartella (per cartella si intende una pagina da 1800 caratteri spazi inclusi). Chiedere meno quando il romanzo è già discreto dal punto di vista grammaticale e sintattico è cosa buona, chiedere più di 6 euro a cartella è... beh, dipende dal nome dell'Editor! Il massimo che ho visto nel mio lavoro è 18 euro, il minimo è 1,5 euro a cartella. Al vostro posto diffiderei di entrambi: il primo è un prezzo esorbitante, il secondo è davvero troppo poco e significa al 99% che l'Editor in questione lavora in nero. Per editare una cartella in modo accurato ci vogliono una media di venti minuti, quindi fate il calcolo orario e di conseguenza le vostre considerazioni. Scrivete una buona sinossi da affiancare al libro. La sinossi è il biglietto da visita del vostro romanzo ed è questa, in prima battuta, che gli Editori analizzeranno e giudicheranno. Scrivetela facendovi aiutare da qualcuno che sa cos'è e come va scritta; magari dall'Editor stesso, se vi rivolgerete a un professionista (Link discussione Sinossi sul WD). 2) Il romanzo è editato, impaginato e curato al massimo delle mie possibilità; la sinossi è pronta. Come mi muovo? A questo punto dovrete fare la famosa scelta: Self Publishing (Link sezione Piattaforme POD sul WD) oppure Case Editrici (Link sezione CE sul WD). Come ho già detto nella premessa, in questa sede ipotizziamo che abbiate scelto di puntare sulle CE. Potrete, facoltativamente, rivolgervi a un Agente o un'Agenzia letteraria che vi rappresenti (Link alla sezione Agenzie del WD). Attenzione, bisogna stare bene attenti a chi ci si rivolge, perché alcuni "agenti" lucrano sugli aspiranti scrittori; altri lo fanno per passione e potrete contare su di loro. Rivolgersi a un'agenzia implica, di solito, un pagamento: o per la valutazione del romanzo, o di % royalties ad avvenuta pubblicazione. Bisogna stare attenti, dicevo, perché tutti (o quasi) proveranno a chiedervi soldi a vario titolo per pubblicare. Non sto parlando solo di CE a pagamento che vogliono truffare gli autori, ma di servizi editoriali che a volte sono sacrosanti, a volte border line: un agente che chiede 300 euro per leggere il vostro romanzo non sta guadagnando rappresentandovi, guadagna con quei 300 euro. Difficile che sia un professionista. D'altro canto, un agente che non si fa pagare per valutare magari leggerà le prime 5 pagine dell'opera e se non è convinto passerà oltre. È legittimo: se ha 500 testi da leggere non può leggerli tutti gratis. Magari un piccolo contributo di lettura può essere normale (con la specifica che in quel caso dovrà leggere tutto). Stessa cosa per le schede di valutazione e valutazione dei manoscritti: sono servizi totalmente a discrezione dell'autore, non necessari, per i quali vi sconsiglio di pagare cifre esorbitanti. Ci sono persone, insomma, che offrono fior di servizi che a volte possono essere utili e possono farvi compiere grossi salti in avanti; a volte sono solo spillasoldi. In linea di massima: alcune cose devono essere pagate, perché sono servizi necessari e presuppongono un lavoro altrui che va remunerato, altre non dovrebbero essere pagate, altre ancora possono essere pagate se al giusto prezzo. Come ci si orienta? Con il buon senso. Fate molta attenzione, informatevi sulla persona o sull'Agenzia che volete contattare, controllatene i feedback della comunità (qualsiasi essa sia), il sito, la fama, e magari parlateci! Ora passiamo ai passaggi principali da seguire se non ci si rivolge a un'Agenzia e si preferisce fare da soli. Per prima cosa mandate la sinossi ed il vostro romanzo ai big che accettano invii per email. Uno su un milione ce la fa (abbiamo degli esempi proprio qui sul Writer's Dream); molto probabilmente non sarete voi, ma la speranza è l'ultima a morire. Spesso non riceverete nemmeno una risposta automatica, ma solo il silenzio assoluto. Questo è il primo passo proprio perché, se va in porto, è come vincere alla lotteria. Non sperateci più di tanto ma non ritenetelo impossibile. Ho specificato "per email" poiché non vale la pena spendere soldi per stampare un romanzo di centinaia di pagine, spedirlo a proprie spese magari in duplice/triplice copia e non ricevere nessun tipo di risposta. Almeno "non vale la pena" secondo il mio punto di vista; liberi di fare il contrario. Buttate giù una rosa di Editori da cui partire, che secondo il genere del vostro romanzo, per sentito dire o per gusto personale vi piacciono maggiormente; magari fatelo usando le nostre liste nella sezione CE. Studiate bene la linea editoriale, le collane della Casa in questione. Non mandate il romanzo a caso o a tappeto, in questa fase è inutile e deleterio. La prima rosa potrebbe aggirarsi su un numero compreso tra 5 e 10 al massimo. Fate questa scelta con calma, senza fretta; i tempi dell'editoria sono lunghi e perdere qualche altra settimana non cambierà il risultato. A questo punto, dopo aver mandato sinossi e romanzo a questi editori (alcuni chiedono solo la sinossi) aspettate almeno 2-3 mesi senza fare altro. Questo perché il tempo medio di risposta delle Case Editrici è di 3 mesi (vanno da 1 a 6, perlopiù) e aspettando preventivamente un po' di tempo potrete essere sicuri di ricevere le risposte dalle Case Editrici che più vi piacciono prima di quelle del prossimo passo. Mandate la sinossi e il romanzo alla seconda lista di Editori con cui vi piacerebbe pubblicare. Le vostre seconde scelte, per intenderci. Questa lista può essere più corposa, ma vi sconsiglio di superare le 10-15 Case Editrici. Mandate la vostra sinossi a tappeto. Questa è una politica grezza e non molto efficace; anzi, è controproducente e la sconsiglio a prescindere. Se non vi rimane altra scelta, magari è perché dovreste lavorare al vostro romanzo e migliorarlo. Non fatevi trascinare dall'ego di voler pubblicare, o peggio da Case Editrici che vi offrono la pubblicazione a pagamento. Lasciate perdere, tornate a migliorare come scrittori e riprovateci in un secondo momento. A questo punto forse è il caso di studiare la teoria della scrittura creativa, leggere manuali, seguire qualche corso, affidarsi a un editing e prenderlo come "laboratorio" di crescita e sviluppo personale. 3) Ho ricevuto una proposta di pubblicazione. Cosa faccio? La maggior parte delle persone alla prima pubblicazione si farebbe prendere dall'eccitazione del momento e firmerebbe senza pensarci un attimo, pensando che se una Casa Editrice ha detto il fatidico "sì", si è arrivati alla fine del sentiero. Purtroppo non è così, il sentiero si è appena rivelato. Non tutte le Case editrici sono serie o corrette; soprattutto nell'ambiente della piccola editoria, ci sono molte realtà improvvisate, poco professionali, che lucrano sugli autori o peggio che non sanno quello che stanno facendo. Quindi: Bisogna leggere attentamente, riga per riga, il contratto che vi è stato proposto. Magari date un'occhiata al Contratto standard (Fac-simile) redatto dallo Staff del Writer's Dream: otterrete parecchie informazioni. Fatevi anche delle domande: si tratta di un Editore a pagamento o no? Se vi chiede qualsiasi forma di contributo (rimborso spese nei confronti della CE, acquisto copie obbligatorio, contributo una tantum, eccetera) è a pagamento. Non createvi da soli delle giustificazioni mentali e non credete a quelle delle Case Editrici che sottolineano quanto è duro il mondo editoriale, quanto investiranno sul vostro lavoro eccetera. Pagare per pubblicare va contro la morale di un vero scrittore e va contro la morale delle grandi Case Editrici, che pagano gli scrittori per scrivere e non l'inverso. Attenzione alla lunghezza. Un contratto che superi le dieci pagine è, di solito, un contratto poco chiaro e inutilmente cavilloso. Se il contratto è molto lungo e spesso non capite cosa voglia dire, rivolgetevi a scrittori in causa per un consiglio (o alla nostra sezione Questioni legali) o a un legale di vostra fiducia. Prendetevi tutto il tempo necessario, non siate avventati! In futuro ve ne potreste pentire amaramente; ho letto contratti con penali esorbitanti per gli scrittori (clausole vessatorie), trappole nascoste dietro linguaggio tecnico, doveri e obblighi per gli autori senza senso. Ripeto, ancora una volta: non siate avventati! Soffermarsi su eventuali clausole o passaggi che vi sembrano poco chiari. Chiedete pareri in giro (magari a un legale professionista o un addetto ai lavori) e infine chiedete informazioni all'Editore stesso. Alcune Case Editrici sono disposte a modificare il contratto, e lo faranno se lo chiederete gentilmente. Anche questo è un argomento molto vasto e, per sapere se il contratto che vi è stato offerto è buono o no, bisogna soffermarsi su molti fattori. Quelli principali (e non sono assolutamente comprensivi di tutto quello che bisogna considerare) sono: Informazioni su eventuali contributi richiesti all'autore. Eventuale anticipo corrisposto a favore dell'autore. Percentuale di royalties sulle copie cartacee (non dovrebbe mai scendere sotto il 5% e dovrebbe aggirarsi intorno al 7-10%), digitali (in teoria più alte, diciamo tra il 20 e il 30%) e su diritti terzi (cinema, radio, tv, traduzioni e altro, che dovrebbe essere sempre al 50%). Durata del contratto (sconsiglio una durata superiore ai 5 anni; molti editori offrono di default la durata massima, e cioè 20 anni, ma sono disposti a scendere se lo si richiede). Promozione e distribuzione del libro (su questa faccenda mi dilungo poco più avanti; comunque qualche cosa nel contratto, riguardo alla promozione quantomeno online del libro, dovrebbe esserci). Tipo di pubblicazione prevista (cartacea e/o digitale). Alcuni preferiscono solo il formato ebook, altri sono amanti della carta stampata e vogliono vedere il proprio libro in forma cartacea. Questa è una questione di scelta personale, da analizzare nel momento in cui mandate le email alle singole Case Editrici. Non fermatevi a questi punti e spulciate attentamente il contratto in cerca di trabocchetti (alcune volte ce ne sono e anche di fantasiosi). Se avete dubbi, visitate questa discussione e chiedete pure quello che volete, senza citare la Casa Editrice e senza copiare e incollare tutto il contratto! 4) Ho analizzato il contratto. La Casa Editrice, che sia free o altro, è corretta e sulla base di quello che so, posso procedere. Accettate il contratto e preparatevi a una lunga attesa. Alcuni Editori faranno passare molti mesi prima di pubblicare il libro, ed è normale. Chiedete alla vostra CE il Calendario previsto delle pubblicazione. E ricordate di chiedere anche (se non c'è) che venga inserito, nel contratto, un limite massimo di tempo entro cui la CE si impegna a pubblicare il libro dalla data della firma del contratto stesso (il tempo più ragionevole è 6 mesi, non andate mai oltre 1 anno!). 5) Ho firmato il contratto. Cosa mi devo aspettare? Se è una CE seria e professionale, dovrete aspettarvi un'altra passata di editing. Per esperienza personale vi dico che l'editing della piccola editoria è superficiale e somiglia più a una correzione bozze che non a un editing vero e proprio. Case Editrici serie vi tengono aggiornati sullo stato del lavoro sul romanzo o, quantomeno, rispondono ai vostri solleciti o richiesta di informazioni. Ricordate, comunque, che ci sono anche persone professionali, disponibili e cordiali dall'altra parte e cercate di esserlo a vostra volta, sempre e comunque; non tutte le CE rappresentano lupi affamati e non tutte le persone cercheranno di prendervi per i fondelli (questo vale in questa sede come nella vita). Cercate, quindi, di essere sempre educati, di non rompere troppo le palle alla CE di turno e di portare rispetto fintanto che loro ne avranno per voi. 6) Il libro è uscito. E ora? Intanto, complimenti, ma non pensate sia chissà che. Non voglio distruggere i vostri sogni, ma se il libro è disponibile online e nessuno lo compra, è come se non l'aveste mai pubblicato. Che il vostro romanzo sia solo in versione digitale o disponibile anche in versione cartacea è indifferente, poiché dipende dalla vostra scelta di rivolgervi a Case Editrici che pubblichino solo una delle due o entrambe. Non vi aspettate di essere nelle librerie (fisiche) in giro per l'Italia o in vetrina, perché non accadrà quasi mai; quando si parla di distribuzione si parla quasi sempre di possibilità di ordinare il libro alla cassa, non di vederlo tra gli scaffali. In ogni caso è arrivato il momento della promozione. Anche a questo riguardo potremmo aprire un'intera discussione apposita, ma considerate che la media delle piccole CE fa promozione molto ridotta e limitata. Si parla di pubblicità sulla loro pagina facebook, sul loro sito e, se siete disponibili voi, pubblicità alle fiere presso il loro stand. Non aspettatevi la luna e non vi lamentate di promozione blanda, perché i piccoli editori non hanno altri mezzi! Cosa potete fare dal canto vostro? Coinvolgere amici e parenti. Questo è quello su cui puntano le piccole Case Editrici per avere un introito sicuro: quanto più la vostra sfera sociale è ampia, tanto più riuscirete a vendere un discreto numero di copie tramite amici, parenti e amici di amici. Questo però è il passo base su cui marciano le CE (che sia in buona o cattiva fede). Noi vogliamo di più, nevvero? Pubblicizzarsi con l'aiuto della propria Casa Editrice tramite presentazioni. Organizzate, se possibile, presentazioni del libro nella vostra città e regione; coinvolgete più persone possibili e cercate di allargare quella famosa sfera sociale includendo perfetti sconosciuti (nelle presentazioni, ovviamente!). Pubblicizzarsi in proprio sui social e online. Costruite un sito ad hoc, una pagina facebook, pubblicizzatevi su siti come il Writer's Dream (Link sezione Libri). Fatevi conoscere ovunque possiate farlo. Presenziate alle fiere più importanti d'Italia (o anche a quelle locali). Se la vostra CE è presente alla fiere, dovrete rimetterci "solo" le spese di viaggio e alloggio, utilizzando i loro stand. Se invece la vostra CE non è presente, la questione si fa molto più complicata e l'esborso monetario può diventare impegnativo. Considerate che ci saranno poche occasioni in cui ci sarà il primo caso e molte in cui dovrete vedervela col secondo. Diventare imprenditori di voi stessi. Può piacere o meno, ma è così che potrete arrivare da qualche parte. Focalizzatevi su strategie di marketing poco dispendiose, come sito personale, blog, Facebook ADS, Google AdWords, presentazioni, idee originali per attirare l'attenzione (non spogliatevi, per carità). Dovrete impegnarvi, essere attivi. Non scoraggiatevi e armatevi di volontà: ve ne servirà una di ferro. In più vi servirà del tempo, e un minimo di cifra da investire, se volete arrivare da qualche parte. Tengo a sottolineare che il vostro maggior investimento rimarrà sempre da pesarsi in termini di tempo. Ecco qua, è finita. Spero di esservi stato utile e, ovviamente, la discussione è aperta anche a domande e pareri. Cercate solo di non andare off-topic perché in futuro potrebbe essere interessante per un nuovo utente leggere tutta la discussione, piena di elementi utili che lo aiutino a destreggiarsi in questa famosa giungla fatta di pagine, libri, oscurità e pochi fari di luce. Quando avrete seguito questi passaggi, passato almeno un anno potrete fare la somma di quanto accaduto e ritenervi soddisfatti oppure no. Questo varia da persona a persona: qualcuno potrebbe essere già molto felice di avere tra le mani il proprio libro e di vederlo tra gli scaffali a casa di qualche amico; altri vorrebbero invece fare il salto della quaglia e arrivare a vivere di scrittura (possibile? Certo! Difficile? Molto!). Pubblicare è difficile, ma fare i conti con quello che c'è dopo lo è ancora di più. Impegnatevi, ma tenete i piedi sempre bene a terra; non vi illudete ma allo stesso tempo non smettete mai di sognare.
  4. 33 punti
    Gennaio. Senza alcun tipo di aspettativa, faccio il mio tentativo con Mondadori. Lo faccio così, tanto per dire che ci ho provato. Inizio febbraio. Ricevo una mail "Da Mondadori". Nel senso che Da Mondadori era proprio l'oggetto. La persona che la scrive è Carlo Carabba, Responsabile editoriale per la narrativa italiana Mondadori. Una persona che si rivelerà di una cortesia e gentilezza d'altri tempi. Il succo della sua mail è: Il romanzo ci interessa ma i nostri tempi di valutazione sono lunghi, e ci vorrà un po' per arrivare a un giudizio definitivo. Bisogna avere pazienza. Attesta stimata 6-7 settimane. Durante questo periodo mi ritrovo, mio malgrado, a mettere in attesa un Agente che prima di mandarmi al diavolo ha profetizzato: "Guarda, in questo momento tra le mani non hai nient'altro che la vaga speranza di una risposta, e io non sono disposto ad aspettare. Senza un agente ti ritroverai con un pugno di mosche. Tanti auguri". Tant'è. Intanto cerco invano di continuare a tessere intrecci per il nuovo romanzo che sto scrivendo (mi sento un po' Brian, il cane dei Griffin). Inutile. La testa è troppo occupata, le dita pesano e i pulsanti della tastiera mordono. Arrivano altre proposte, da parte di altri Agenti. Per fortuna stavolta sono loro a mettermi in attesa. Iniziano ad arrivare anche i primi rifiuti (ne ho ricevuti diversi), ma non fanno male. 26 aprile. Ormai quasi certo che il loro silenzio rappresenti un tacito No mi faccio risentire, sempre via mail. Carabba risponde dopo neanche mezz'ora. Mi rassicura sul fatto che il romanzo non è stato affatto scartato in silenzio, e che la valutazione è ancora in corso perché - lo scrive di nuovo - gli interessa. Vengo comunque rimandato di altre due settimane. Circa. 6 giugno. Ho bisogno di sapere. Nuovo contatto e nuovo rinvio. Stavolta di una sola settimana. Ci sono novità e, a quanto pare, scottano. In otto giorni l'unica cosa che scotta è la certezza che comincia a maturare: farà male. Inizio a pensare che forse non mi riprenderò mai dalla batosta. Per fortuna c'è mia moglie. E per fortuna c'è mia figlia, pure se ha solo un anno e mezzo e (forse) non capisce: ogni volta che le chiedo se andrà bene, annuisce e mi sorride con quei due occhi abbaglianti. Ricomincio a crederci e faccio bene, perché il 14 giugno arriva la notizia definitiva, infiocchettata in una mail da parte dell'ufficio diritti: Mondadori pubblicherà il romanzo. Dopo una breve e per nulla difficile dialettica tra le parti oggi sono in procinto di firmare il contratto. Sta per iniziare la parte più affascinante di questo mestiere. Non so come andrà e cerco di non pensarci - anche perché sennò divorzio - ma sono soddisfatto. Perciò ecco, in bocca al lupo a me... ma anche a tutti voi. Perché questa breve storia possa ispirarvi coraggio, e fiducia nella possibilità di farcela. E ricordatevi una cosa che ho sempre sostenuto fin dall'inizio: il tempo, le energie, l'opera intellettuale, la fatica, la sfiducia, l'entusiasmo, la passione, le lacrime, le notti insonni... tutto questo è denaro. Forse non denaro che aiuta a comprare pane e vino, ma comunque una moneta di estremo valore. Almeno per noi. Almeno per me. Saremo pur sempre degli esordienti, e il mare sarà pure in tempesta e brulicante di capre anneganti, ma io ho sempre chiesto professionalità, lì dove professionalità avevo da offrire. Non c'entra con l'arroganza, non siate intimoriti: è una questione di rispetto per il lavoro. Questo non è un gioco. Per me non lo è mai stato. Volevo diventasse la mia professione, e lo voglio ancora oggi più che mai. Evidentemente ho fatto bene a crederci. Perché di solito credere in qualcosa, non lo dico io, "basta e avanza". ...ma che cosa significa "Just believing" ?
  5. 31 punti
    Mi ero ripromesso di scrivere qualcosa riguardo alla mia esperienza con questa agenzia (che mi rappresenta da questa estate) se e quando la rappresentanza avesse portato alla firma di un contratto o, se questo non fosse avvenuto, alla fine del rapporto. Lo faccio ora, visto che si è da poco concretizzata la prima (senz'altro la più piacevole) delle ipotesi. Inviai un testo nell'autunno del 2016. Invio spontaneo alla sua mail, nulla di più, nulla di meno. Rita mi telefonò dopo un paio di giorni: aveva letto l'inizio, ne era rimasta colpita e voleva farmelo sapere, ripromettendosi di richiamarmi di lì a breve, una volta terminata la lettura. Dopo una decina di giorni mi richiamò, dicendomi che il testo doveva essere migliorato e che, laddove lo avessi fatto in modo opportuno, si poteva parlare di rappresentanza. Nei mesi successivi le mandai un altro testo (che mi bocciò) e poi mi dedicai alla revisione del primo, che le rimandai nell'estate del 2017. Questa volta il testo la convinse e mi propose la rappresentanza. C'è da dire che la rappresentanza è sull'autore, non sulla singola opera, e questo è un aspetto interessante, perché fa capire se e quanto e come un'agenzia sia interessata al percorso di crescita di quel singolo autore, laddove esordiente o sconosciuto. Nei mesi successivi ha inviato il romanzo a diverse CE e alla fine della fiera è riuscita a convincere una Big, la Rizzoli, a investire sul mio testo, un testo di un perfetto sconosciuto (un testo di fantascienza tra l'altro, quindi quasi "impiazzabile" per definizione). Questo la dice lunga, per come la vedo io, sulle sue capacità di sapersi muovere nell'ambiente. Il contratto è molto buono (c'è anche un anticipo... per carità, piccolo piccolo rispetto agli standard delle grandi CE, ma per quanto mi riguarda il fatto che ci sia è quasi commovente). Le mie considerazioni su Rita: chiaramente non posso che essere soddisfatto del lavoro che ha svolto. La mia impressione è che lei porti avanti una delle poche agenzie che oggi puntano ancora sugli esordienti. Cosa vuol dire questo? Non che ne prenda chissà quanti, anzi... credo ben pochi e solo se "vede" qualcosa nel testo e nell'autore (il che non vuol dire che ciò che vede sia sempre oro e che ciò che non vede sia sempre rame... è una questione di gusti, di attitudini e di tante altre cose. ogni agente ha i suoi parametri, presumo... ed è normale che sia così). Una volta che vede qualcosa, ci prova, sempre che veda qualcosa anche nell'autore, perché poi il discorso diventa quello di dover fare un percorso assieme. Il rapporto è importante: io l'ho toccato con mano il tempo che ha investito e sta investendo con me Rita: non parlo solo di riuscire a piazzare il primo romanzo, c'è anche l'aver letto per due volte due versioni del secondo che le ho inviato (ora le toccherà la terza), c'è anche aver letto il terzo (e le toccherà anche una seconda volta, visto che dovrò riscriverne una parte). Insomma: sono tante, tantissime ore lavoro che lei sta investendo su di me, proprio perchè lei investe sull'autore e cerca di farlo crescere con l'obiettivo di farlo diventare uno "Scrittore" (intendo uno che per mestiere scrive e basta). Tutto questo lavoro al momento lei lo sta facendo "in perdita", senza nessuna garanzia che le rientri nulla: quando uscirà il testo con la Rizzoli (tra un anno e più immaginiamo) nessuno sa se venderà o meno; nessuno sa se io riuscirò mai a diventare uno "Scrittore" vero. E se il libro non vende nulla, tanto da non arrivare all'anticipo datomi? E se nonostante tutto non riuscissi più a scrivere nient'altro di buono, di appetibile per una grossa CE? Queste ore lavoro a lei chi le ripaga? Insomma, investire su uno sconosciuto, per un'agenzia di un certo livello, è un rischio enorme. Vero è che puoi rifarti di tutto con gli interessi se lo scrittore "sfonda", ma in quanti "sfondano", in un mercato come quello italiano? Per un'agenzia prendere un esordiente significa lavorare in perdita, almeno per 2-3 anni con assoluta certezza, poi si vedrà. Chi si accolla questo rischio, oggi, tra le grandi agenzie? Pochi. Rita Vivian ha quindi tutto il mio rispetto per essere una di quei "pochi" che ancora "ci credono".
  6. 30 punti
    Buongiorno, sognatori! Questo mese è importante, per il Writer's Dream, molto importante. Marzo 2018 rappresenta infatti il decimo anniversario del portale: ebbene sì, sono passati quasi dieci anni dalla sua creazione! È doveroso partire con un po’ di storia, ma vi prometto di non annoiarvi troppo; d'altronde questa non è solo la storia di una piattaforma senz'anima, ma la storia di tante vite intrecciate. C'era una volta... la giungla dell'editoria Writer’s Dream nasce nella primavera del 2008 (il 21 marzo, appunto) come un piccolo forum per la condivisione di lavori scrittevoli e sulla scia dell’ambizione di Linda Rando, la fondatrice all’epoca sedicenne. In poco tempo, complice il fatto di raccogliere e diffondere informazioni sulle case editrici (allora non c’erano portali simili), Linda scopre e dà un nome al fenomeno dell’editoria a pagamento, dando anche il via alla campagna NO EAP, oggi famoso logo presente sul web e usato da molte Case Editrici. Il logo NOEAP è nato qui al Writer’s Dream. Il portale è cresciuto in fretta: dopo tre anni su uno spazio gratuito si è trasferito su un dominio proprietario, quello su cui ci troviamo ancora oggi. Nel 2015 il portale è stato acquisito da Borè (se volete saperne di più, leggete la pagina aggiornata “Chi siamo” del portale!). Da allora i numeri del forum sono raddoppiati e ad oggi abbiamo 20.000 utenti, più di 30.000 discussioni e mezzo milione di visite al mese; più di 120 Case Editrici iscritte al forum e moltissimi professionisti del settore; una pagina Facebook che conta quasi 10.000 mi piace e un coinvolgimento sempre maggiore della comunità Sono solo numeri, è vero. Numeri dietro cui si nascondono tante vite, tanti sogni. Perché il Writer's Dream ha così tanto successo? Aiutiamo gli autori a scegliere. Forniamo informazioni, discutiamo e condividiamo, senza filtri, ogni aspetto del mercato editoriale per permettere agli scrittori di compiere le scelte migliori per le loro opere. Così recita il nostro obiettivo; le nostre parole chiave: trasparenza e professionalità. Siamo una comunità – la più grande in Italia – che parla di editoria a tuttotondo. Raccogliamo informazioni, dati e testimonianze sulle case editrici, rendendole pubbliche in modo del tutto gratuito: l’iscrizione al nostro portale non costa nulla. Non ci fermiamo alle case editrici; discutiamo di ogni aspetto dell’editoria italiana, di scrittura e lettura in generale. Agenzie letterarie, piattaforme di Self publishing, librerie, professionisti del settore, segnalazioni di presentazioni, concorsi letterari e tanto altro. La ricchezza del Writer’s Dream è la conoscenza di ognuno degli Staffer, utenti e Case editrici che popola il forum. Conoscenza che è messa a disposizione di tutti, ogni giorno. Non è finita qui… come non citare l’Officina? Un grande laboratorio di scrittura e un nostro vanto. Possiamo dirlo senza peli sulla lingua, è uno dei migliori spazi di scrittura di tutto il web italiano (a proposito, non vi perdete l’iniziativa dedicata agli scrittori incalliti per il decimo anniversario!). Nell’Officina, dicevo, gli utenti possono pubblicare racconti e poesie, ricevere commenti approfonditi e accurati, utilissimi per migliorare. Al suo interno organizziamo molti Contest (gare di scrittura) che tengono impegnati decine di utenti ad ogni appuntamento e che ci rendono non solo una comunità accomunata da una passione, ma una grande famiglia. Una famiglia virtuale, che tuttavia racchiude in sé le stesse caratteristiche di qualsiasi gruppo di amici vero e proprio. Ogni tanto c’è qualche scossone, un litigio, una parola di troppo… erm, magari un ban Poi si torna al Mezzogiorno d’Inchiostro della domenica e si capisce che niente è più importante del condividere. Emozioni, amore, semplicità. Pareri, dibattiti, consigli. Sì, siamo una famiglia virtuale, ma non per questo meno vera. Per questo mi rivolgo non solo a chi ogni giorno ci accompagna nel forum e partecipa alla vita della comunità e la sostiene (sì, ce l’ho proprio con voi, Sostenitori ). Ringrazio anche chi si limita a leggere, forse perché un po’ timido o perché non ha mai trovato il tempo materiale di mettersi lì a scrivere insieme a noi. Grazie anche a voi, ragazzi: sarete sempre i benvenuti, non appena ve la sentirete o ne avrete voglia, anche solo per un “ciao”. Sarebbe un onore che anche uno solo di voi rispondesse qui sotto con un semplice: “ci sono anch'io!”. E che magari, subito dopo, venisse a parlarci di sé in Ingresso! In palio un benvenuto di quelli veramente pazzi, che dona spesso @Nerio! Dieci anni di Writer's Dream Be’, che altro dire? Personalmente sono fiero di far parte di questa comunità e di guidarla nello stesso spirito con cui è nata dieci anni fa. Tenete sempre d’occhio (e seguite) il Bollettino dei Naviganti, perché quest’anno sarà caldo come non mai, ve lo assicuro! Se volete conoscere meglio lo Staff, spulciate questa sezione, in cui ognuno di noi ha detto qualcosa su di sé. Siamo un gruppo eterogeneo, unito da una sola parola: passione. Passione per la lettura, la scrittura, l’editoria. Mi sento onorato di far parte di una squadra così, che mi ha insegnato tanto e continua a darmi ancor di più ogni giorno. Sì, mi sento fortunato di conoscerli, dal primo all'ultimo. E mi sento fortunato di far parte del Writer’s Dream: per me si è rivelata essere un’occasione di crescita personale, umana, professionale, che mi ha permesso di coltivare e far crescere tutte le passioni che mi accompagnano fin da quando ero un piccolo marmocchio accompagnato dai genitori in libreria. Non da meno, quando mi alzo al mattino lavoro con il sorriso sulle labbra. Buon anniversario, buon decimo anno al Writer’s Dream e buona scrittura a tutti voi! Non smettete mai di sognare, perché noi continueremo a farlo e, al contempo, a impegnarci al massimo per mettere le ali ai vostri sogni.
  7. 22 punti
    Ciao, sognatori È passato un altro anno anche al Writer's Dream: per me, il secondo da Community Manager. Ci sono state molte novità (e ne arriveranno di grosse nel 2018), a volte è stata dura seguire alcune discussioni in Case Editrici ( ) ma conto di rimanere agguerrito al servizio dell'informazione trasparente e della professionalità anche l'anno prossimo. Per questo mando un abbraccio virtuale (e lo rinnoverò presto fisicamente!) a tutto il mio Staff, che insieme a me si è fatto in quattro per mantenere il WD quello che è ancora oggi: senza di loro niente di tutto questo sarebbe stato possibile. A marzo 2018 ricorrerà l'anniversario di un decennio targato WD e sarà tempo di tirare le fila: l'editoria si è evoluta e l'ha fatto insieme a questa piattaforma, che soprattutto ad oggi è considerata Leader in quanto a informazione editoriale italiana. Non possiamo non esserne orgogliosi, e non sto parlando solo di Boré, di me o dello Staff, ma di tutti i Sostenitori e Utenti che rendono vivo questo forum. Grazie a tutti voi! Vi auguro di passare un bel periodo di festa, e per dimostrarvi quanto vi voglio bene eviterò di chiedere cosa avete intenzione di fare a Capodanno Vi lascio al Contest natalizio per chi è iscritto (compreso me!), alle Case editrici, alle agenzie e a tutto quello che riguarda la scrittura a tutti gli altri. A proposito: buona scrittura, sognatori!
  8. 22 punti
    Caro @Il Trampolino, adesso state esagerando. Se uno ammette di non sapere come ci si muove in forum e come ci si rapporta in queste situazioni e che in questo mondo virtuale si sente come un pesce fuor d’acqua, poi non può venire a pontificare sul “metterci la faccia” o “nascondersi dietro un nick” o la presunta obsolescenza su chi quel mondo, nel bene e (purtroppo) nel male, sta contribuendo a creare. Qui nessuno si nasconde dietro un nick, è una cosa sparita anni fa: adesso basta una ricerca di cinque minuti per sapere chi è chi, soprattutto di persone molto presenti in rete come i membri dello staff o altri utenti. Qui il vero “anonimo sconosciuto” è lei, che rifiuta sistematicamente il confronto, tra l’altro con post così lunghi che farebbe prima a rispondere alle domande invece di giustificarsi perché non lo fa. Il vero sconosciuto è proprio il trampolino, che ha un sito di forse dieci pagine dove non dice nulla di nulla, ma di cui dovremmo fidarci perché... già, perché? Perché siccome siamo accaniti utenti Internet ipso facto siamo anche allocchi creduloni? Qui ci sono editori, case editrici, addetti a vario titolo che frequentano il forum in maniera attiva (anche in questa discussione), mettendosi alla pari degli autori e dei lettori, lavorando con disciplina e costanza anche nella loro identità digitale e che non negano le informazioni e non si rapportano agli altri da esseri superiori perché loro sono editori. E che l’innovazione in questo settore la stanno facendo sul serio. Sarebbe un insulto nei loro confronti credere al primo guru che passa, figuriamoci all’ennesimo, perché lei non è il primo neanche in questo. La sua impresa avrà successo? Me lo auguro, perché non c’è settore che ne avrebbe più bisogno. Vuole continuare a interagire con noi? Mi auguro anche questo perché c’è bisogno di tutti. Ma apra gli occhi e scenda dal suo piedistallo per favore.
  9. 22 punti
    Buongiorno a tutti, ragazzi. A partire da oggi sono il nuovo Community Manager del Writer’s Dream, da come potete vedere. Alessandro mi ha affidato questo incarico per continuare a migliorare questa splendida piattaforma, sulla base dello spirito originale del WD, senza trascurare le molte innovazioni e progetti futuri, su cui vi terrò aggiornati man mano. C’è tanto da fare, tanto da migliorare e tanto da conservare: il cuore del Writer’s Dream è il suo Staff, e soprattutto siete voi utenti. Il mio compito sarà di preservare quello che c’è di buono e progettare insieme il nostro futuro, innovando e facendo pian piano balzi di qualità nel mondo dell’informazione editoriale. Vedetela un po’ come una scala: pian piano, un gradino dopo l’altro, saliremo sempre di più. Ci vorrà del tempo e magari qualche volta potremo inciampare, ma l’importante è che saremo insieme. Vi invito subito a tenere d’occhio il Bollettino dei Naviganti, poiché ci sono state delle novità, in questi giorni, giusto per cominciare con il piede giusto (re-inserimento delle liste CE, lavoro sulla Homepage – ancora in corso - e Dashboard, con focus su Case Editrici e Racconti). Vi auguro una buona permanenza!
  10. 21 punti
    Intervento Staff @Il Trampolino complimenti per il savoir-faire. Lascio il messaggio intatto senza editare il maiuscolo a futura memoria. @nimrud è stato sospeso per 30 giorni non per abuso di potere, ma perché lo staff ha avvisato innumerevoli volte di evitare messaggi che alimentassero un dibattito non costruttivo e la discussione lo testimonia. Non che debba giustificarmi. Il dott. Murgia viene bannato in maniera definitiva. Evitate di porgli domande in futuro, visto che non potrà rispondere. Limitatevi alle eventuali esperienze dirette.
  11. 20 punti
    L’utente è tenuto a essere sincero quando commenta (nell'ottica, sempre e comunque, del rispetto reciproco): non si deve aver timore di offendere l’autore del testo con un commento negativo, la critica del lettore è l’unico modo per migliorarsi. I commenti sinceri, onesti e magari negativi sono fondamentali: l'importante è che siano motivati e le critiche approfondite. Ogni volta che non siete completamente sinceri fate un danno all'autore. Questo forum è nato per aiutare le persone a migliorarsi nella scrittura, e questo è possibile solo dopo essere passati sotto il fuoco incrociato di utenti, supercritici e lettori spietati. Non bisogna tradire lo spirito di questo forum. Non bisogna cadere in una spirale che in poco tempo potrebbe portare la comunità a scrivere commenti inutili, del tipo: "bellissimo, ti prego, scrivine ancora". Lo spirito del forum (per quanto concerne la narrativa e i Contest del forum) è quello di migliorarsi vicendevolmente. È questo che dobbiamo avere in mente se desideriamo crescere. Votare Pinco anziché Pallino per avere più speranze di vincere una targhetta in firma non serve allo scopo. Dire a Sempronio che il suo è buon lavoro per non offenderlo, quando pensiamo che abbia scritto una porcheria, non serve allo scopo. Al contrario, sforzarsi a tutti i costi di trovare un difetto in un racconto, anche se non ne vediamo, con la speranza di influenzare i giudizi che seguiranno sempre per vincere quella targhetta, non serve allo scopo. Non votare Caio perché tanto è il migliore e lo voteranno già in tanti, non serve allo scopo. Non votare Caio perché lui non mi ha votato l'altra volta, non serve allo scopo. Votare Caio perché è dello Staff, perché mi è simpatico o perché lui mi vota sempre, non serve allo scopo. Non votare Caio perché vince sempre lui e che palle, non serve allo scopo. Votare Caio perché si è appena iscritto e così lo incoraggio, non serve allo scopo. In sintesi, si dovrebbero votare sempre i racconti migliori (secondo il proprio parere) indipendentemente da chi la abbia scritti. Indossare una maschera per dare un voto o fare un commento non ci aiuta a sviluppare un giudizio critico ed è un peccato perché sviluppare un giudizio critico è una delle strade attraverso le quali miglioriamo noi stessi e il nostro modo di scrivere. La critica del lettore è l’unico modo per migliorarsi!
  12. 19 punti
    Ciao Marco, allora... il discorso sulle agenzie è davvero complesso. In un certo senso rispecchia la complessità (e i fisiologici limiti) del mercato editoriale italiano (e non solo italiano). Il tuo discorso e le tue domande (presenti in diversi altri interventi qui sul forum, perché è un argomento che torna spesso) è diviso in "macroaree" di interesse. Partiamo dalla fine: ci sono tante agenzie, con i numeri del mercato non è possibile che vadano avanti tutte con le percentuali. Corretto. Difatti le agenzie che vanno avanti con il lavoro di agenzia "pura" non sono poi molte. 15-20 credo... Di queste parlo. Delle altre, moltissime tirano avanti vendendo servizi (e di fatto sono spesso agenzie di servizi letterari mascherate da agenzie di rappresentanza. Un buon modo per capire se si tratta delle une o delle altre è andare sul loro sito e vedere quali libri sono usciti tramite l'intermediazione dell'agenzia. In questo modo si vedono i contatti effettivi dell'agenzia con i vari editori.) Nota bene: di queste grandi agenzie, a oggi, moltissime (anche se non tutte) chiedono contributi di lettura agli aspiranti. Il perché lo fanno, il "se sia giusto o meno" che lo facciano ecc ecc, questo è un argomento su cui ci sarebbe molto da dire e che personalmente trovo indicativo di tante cose e di come stia vorticosamente cambiando il panorama editoriale: se ieri a un'agenzia arrivavano 100 inediti all'anno e di questi ne facevano uscire 10 che vendevano >1000 copie e oggi arrivano 1000 idediti di cui solo 1 è piazzabile e se arriva a 1000 copie è un miracolo, è pacifico che io agente, in quanto "imprenditore", vada a considerare il ramo "scouting" della mia azienda come "in perdita", non conveniente. Quindi o lo chiudo o mi faccio pagare. Giusto? Sbagliato? Non importa discutere di questo. Quello che è importante è capire meccanismi, motivazioni delle parti in causa, metodologie di lavoro ed effettive opportunità offerte. Mi spiego: se l'agenzia Pinco, famosissima in Italia, chiede agli esordienti 1000 euro di tassa lettura e si ha la certezza che nessuno di questi esordienti è stato mai preso in carico, è legittimo che prima di spendere quei soldi mi faccia non una, ma cento domande. Se l'agenzia Pallo chiede 100 e so che ogni tanto qualcuno lo prende in carico, magari posso chiedermi se in effetti giocarmi la chance valga quei 100. Se l'agenzia tizio non chiede nulla e so che ne prende 1 o 2 all'anno, perché non provarci? Se l'agenzia Caio prende in lettura gratuita solo quelli che riescono a mandare una mail alla mezzanotte del primo del mese, i più veloci, vale la pena provarci, me la sento o no? Insomma, io consiglio di analizzare, capire come funziona, poii comportarsi di conseguenza. Può piacere o meno, ma le cose oggi stanno così e molti si orientano in questo modo. Consideriamo anche che moltissime agenzie lavorano con i diritti di autori esteri: il loro lavoro insomma non è "scovare" l'esordiente italiano che venderà poco o nulla, ma (a grandi, grandissime linee) andare a pescare tra gli editi esteri che stanno vendendo benino, convincere l'autore a farsi rappresentare in Italia e poi andare a vendere i diritti di quell'autore, numeri in mano, alle grandi CE. Le agenzie (le grosse agenzie, dico) fatturano su questo, Domanda del titolo: le agenzie sono utili? Certo. A chi sono utili e per cosa? Qui entriamo in un campo vastissimo. Innanzi tutto il concetto "principe" (che a mio modestissimo avviso viene del tutto saltato dagli aspiranti scrittori) è che le agenzie sono innanzi tutto utili a chi fa lo scrittore di mestiere. Un po' come i procuratori, i "manager" nel mondo del calcio o dello sport in genere... Io ho un "talento", c'è chi è disposto a pagarmi per "avere" quel talento, in mezzo c'è "l'intermediario", quello a cui chi ha il talento si affida e che cerca, tra coloro che sono disposti a pagare per quel talento, l'offerta che ritiene migliore per le esigenze del suo cliente. Ogni scrittore famoso (così come ogni calciatore famoso, immagino) ha il suo agente. Quindi, evidentemente, l'agente non è solo utile, ma è "imprescindibile" per chi scrive di mestiere. Chiarito questo aspetto, la vera domanda per gli aspiranti è: quanto mi è utile un agente? La risposta è: tantissimo, visto che a volte è solo tramite agenzia che si può arrivare sulle scrivanie delle grandi CE ed esser letti. il problema è che per arrivare a questo livello si torna a quanto detto sopra. Insomma, quando dici: il punto è proprio quello di riuscire a capire, in anticipo, prima di spenderci soldi (ammesso ovviamente che non si sia interessati ai servizi di valutazione ecc ecc, per i quali a mio avviso è giustissimo pagare, anche se personalmente pagherei professionisti del settore, non agenti) se l'agenzia a cui ci si sta rivolgendo 1) piccola o media, prenderà i tuoi soldi e non ti rappresenterà mai 2) grande, prenderà i tuoi soldi e non ti rappresenterà mai 3) piccola o media, prenderà i tuoi soldi e (se crede nel tuo lavoro) proverà a rappresentarti solo presso editori piccoli 4) piccola o media, prenderà i tuoi soldi e (se crede nel tuo lavoro) proverà a rappresentarti presso editori grandi perchè lei per prima vuole diventare grande 5) grande, prenderà i tuoi soldi e (se crede nel tuo lavoro) proverà a rappresentarti presso editori grandi Come capire a quali agenzie ci si sta rivolgendo? Come capire quale dei 5 punti (e quelli che ho elencato non sono esaustivi) avrò di fronte? Tramite ricerche. Ragazzi, il mio consiglio è: investite il vostro tempo in ricerche e nelle informazioni preziose che sono in questo forum, nelle discussioni apposite, e sui siti delle agenzie. Fatevi delle liste, cercate di capire come funziona. Non fate l'errore di "etichettare" la realtà che vi circonda come nera o bianca, come buona o cattiva, come utile o inutile. Sospendete ogni giudizio generale, perché nelle realtà complesse e in continua evoluzione come quella editoriale ci sono migliaia di sfaccettature diverse. Agenzie utili, agenzie inutili, agenzie che puntano solo ai vostri soldi, agenzie che puntano a trovare davvero il nuovo fenomeno... c'è di tutto. Bisogna avere la pazienza di perdere del tempo in ricerche.
  13. 19 punti
    Carissimi, Sapete meglio di noi che il Mezzogiorno d'Inchiostro è una sfida dalle caratteristiche molto particolari, una delle quali prevede che a giudicare i racconti in gara siano gli autori stessi. Purtroppo da qualche tempo stiamo osservando il verificarsi di un fenomeno, spiacevole quanto imbarazzante: alcuni di voi votano senza aver letto tutti i racconti, a volte addirittura senza averne letto uno solo. La cosa ci rattrista, è innegabile. Succede di non avere il tempo di lasciare due righe di commento ai racconti e di non riuscire nemmeno a fornire una breve giustificazione dei propri voti. Lo capiamo, perché a volte le cose della vita sottraggono tempo vitale alle nostre passioni. Ma votare senza aver letto i racconti, no. E, badate, non è tanto per una questione di regolarità, ma di rispetto. Rispetto di chi partecipa come voi e magari impiega due ore per un solo commento, e stila una propria classifica di merito, e a volte si ritrova con tre racconti a pari merito e con pazienza certosina si mette a rileggerli per trovare quella virgola in più o in meno che lo aiuti a definire la graduatoria. Rispetto dei vostri due colleghi che hanno vinto il Mezzogiorno d'Inchiostro precedente e si sforzano di trovare una traccia in grado di aiutarvi a esprimere la vostra fantasia, e sacrificano un'intera domenica a rispondere alle domande su quelle tracce, a conteggiare i caratteri e a valutare l'attinenza ai temi proposti. E rispetto nei confronti dello Staff che s'impegna ogni volta a reperire al suo interno una persona disposta non solo a sacrificare un'intera giornata, ma anche a preparare l'evento e ad assumere a volte decisioni impegnative e impopolari. Per tutto questo, partecipare, essere commentati e letti e per finire votare senza leggere i compagni, è irrispettoso. Dopo aver discusso fra noi, abbiamo deciso di non adottare alcun tipo di sanzione disciplinare né di mettere alla gogna i diretti interessati. Come già in precedenti occasioni, è prevalso il concetto che il MI è il contest che maggiormente incarna lo spirito dell'Officina e, quindi, di tutta la sezione narrativa del forum. Da sempre, questa gara si è basata sulla leggerezza e il divertimento, così che la regolarità del gioco risulta affidata ai singoli partecipanti... e noi abbiamo inteso preservare ancora una volta questo concetto. Ci affidiamo dunque alla maturità e al senso di responsabilità di quei pochi tra voi che hanno sbagliato: facciamo tutti assieme che il Mezzogiorno d'Inchiostro rimanga il vanto del nostro forum.
  14. 19 punti
    ATTENZIONE! Leggere attentamente questa discussione prima di iniziare a postare nel forum Benvenut@! Questo è il punto di partenza del Writer's Dream (WD). Ti ricordo che hai ricevuto un Messaggio Privato alla tua iscrizione: clicca sul disegno della busta (lettera di posta) in alto a destra per leggerlo e cominciare ad ambientarti! C'è una sezione apposita per tutto: armati di pazienza e, prima di fare danni ed essere bacchettato da me o da qualche staffer, informati bene sul regolamento di ogni sezione! Il Regolamento è veramente lungo! Lo devo leggere tutto? Sì, proprio così. Tenere sotto mano il Regolamento fa sempre bene, perché è la causa dell'alta qualità del forum. L'ignoranza del regolamento non è una giustificazione! Sono venuto qui per saperne di più sulla Case Editrici. Clicca qui per andare alla sezione apposita. Ricorda, però, di dare un'occhiata al Regolamento per le Case Editrici prima di cominciare a spulciare. Vorrei condividere con voi una mia opera. Hai due modi per farlo. All'interno del forum, la sezione adatta è l'Officina (la puoi trovare anche nella barra in alto). Attenzione: devi commentare il testo di qualcun altro per poterlo fare; questo perché la sezione Officina è nata e cresciuta per scambiarsi pareri, aiutare gli altri a migliorare (anche a suon di educate critiche). Prima di postare, leggi il regolamento di ogni sezione! Se invece vuoi solo farti conoscere, la sezione adatta è Storie. Basta che tu clicchi su "Aggiungi Storia", che scelga una categoria, e che ti faccia guidare dal form di inserimento. Vorrei pubblicizzare il mio libro. La sezione adatta, nel forum, è I nostri libri, ma fai molta attenzione al regolamento della sezione. Puoi pubblicizzare il tuo libro anche nella sezione Libri, con più libertà. Chi sono i Sostenitori? Non appartengono allo Staff, ma sono utenti importanti per il forum. Qui troverai tutte le informazioni al riguardo. Conosco da tempo il forum del Writer's Dream e vorrei aggiornarmi sulle novità più importanti. Bene! Dai un'occhiata al Bollettino dei Naviganti per rimanere sempre aggiornato! Sono confuso e vorrei contattare lo Staff. Qui troverai la lista dei nostri nomi. Siamo riconoscibili dalla targa rossa STAFF sotto al nostro nickname. Mandaci pure un messaggio privato, se hai bisogno di aiuto. Voglio ridere un po'. E vai al circo, no? Va bene, dai... corri a leggere "I 10 errori che il nuovo utente non deve fare". Utile... e divertente! Fatto tutto? Bene! Ora presentati alla comunità come meglio credi in questa sezione (cioè l'Ingresso): l'importante è non usare la presentazione come pretesto per promuovere le tue opere o per chiedere informazioni riguardo una Casa Editrice. E adesso leggi, scrivi, commenta. Sogna! Link utili: - FAQ - Riepilogo dei Contest targati Writer's Dream - Commenti e sincerità: lo spirito del Writer's Dream - Il Bollettino dei Naviganti
  15. 18 punti
    Trovo molto demoralizzante svegliarmi e trovare una raffica di punti reputazione negativi sui miei ultimi messaggi e su quello di presentazione dell'Agenzia. Magari su risposte di servizio date a altri utenti, solo per il gusto di screditarmi. Sono, per quanto possibile, sempre disponibile al dialogo e pronto a intervenire per spiegare il mio e il nostro operato. Questi attacchi personali (per giunta vili, anonimi, e senza possibilità di contraddittorio) danneggiano soltanto una realtà, l'Agenzia, che di reputazione vive. Davanti a comportamenti simili passa la voglia, sono sincero.
  16. 18 punti
    Provo a mettere un po’ di chiarezza e un po’ di ordine. Continuiamo ad accettare manoscritti ogni mese perché non vogliamo precludere (e precluderci) questa possibilità; leggiamo tutto e i rifiuti, secchi, arrivano puntuali, entro un mese o poco più. Fanno più chiasso le attese roboanti, i 3 manoscritti al mese che passano in lettura esterna e che di conseguenza sono costretti a una lunga attesa (perché così è), che non i 65 rifiuti che ho dovuto scrivere di mio pugno a novembre perché il form era rimasto online più del dovuto. Capisco che nessuno ci elogi per avere ottenuto un rifiuto dopo poche settimane ma anche quello è una parte, gravosa, del nostro lavoro. I 3Mium a cui abbiamo chiesto l’intero manoscritto sono meno di un quarto del totale. Vale lo stesso discorso di cui sopra: in quanti hanno voglia di raccontare di essere stati rifiutati secchi, dopo una ventina di pagine? @konradin soddisfo io la tua morbosa curiosità: l’autrice in questione ha rifiutato la pubblicazione con un grande gruppo editoriale perché era digital only. Non vedo cosa ci sia da specularci su: scelte personali. Ci è stato chiesto un testo che avesse caratteristiche simili al suo, le abbiamo prospettato la cosa, ha detto di no, che aspirava a qualcosa in più. Stop. Credo in ogni caso di non dover continuamente intervenire per difendere il nostro operato, o per svelarne ogni segreto. Il nostro lavoro, quello pubblico, parla per noi. Abbiamo un anno di attività alle spalle (che per l’editoria è un battito di ciglia) e iniziamo ora a raccogliere frutti soddisfacenti, per favore aspettate qualche tempo prima di darci per imbolsiti.
  17. 17 punti
    Buonasera a tutti, ci terrei a condividere con voi le mie recenti esperienze con il programma KDP Select di Amazon, nella speranza che possano tornare utili a qualcuno. Per il mio esordio (un romanzo storico/esoterico, poco meno di 300 cartelle, pubblicato in self a luglio) ho deciso di aderire a KDP Select e di affidarmi in esclusiva ad Amazon sia per il formato ebook sia per il cartaceo, con l'obiettivo principale di semplificarmi la vita. Forse non tutti sanno che attualmente si può gestire la versione cartacea direttamente all'interno di KDP e non più appoggiandosi a CreateSpace. Questo di fatto semplifica moltissimo le cose per chi desidera pubblicare in entrambi i formati. L'idea di fondo nel mio caso è stata quella di concentrare tutti gli sforzi di marketing su una sola piattaforma per essere meno dispersivo possibile. Un solo link, una sola pagina per Kindle e cartaceo (che funge da landing page per campagne FB, link nelle recensioni sui blog, comunicati stampa, ecc.)... insomma un unico punto di riferimento solido per i miei potenziali lettori e per i media (oltre al sito web del progetto che naturalmente a sua volta ha un solo link di acquisto che rimanda sempre lì). Il vincolo alla promo di KDP Select è limitato a 90 giorni, di conseguenza si può sempre cambiare idea in seguito (o rimuovere definitivamente l'opera dalla libreria e crearla nuovamente, ma tranne casi estremi questa procedura non ha molto senso secondo me). Da buon informatico, mi sono studiato il più possibile l'algoritmo di calcolo delle pagine lette con Kindle Unlimited per capire in modo concreto se si trattasse di un'opzione valida o meno per un esordiente nella mia posizione. Dopo mille elucubrazioni (che illustro di seguito) , ho deciso di rendere il mio romanzo disponibile anche agli utenti Unlimited per il primo trimestre, con un preciso piano d'azione in mente. Ho pubblicato il 10 luglio e nel primo mese (grazie anche a una robusta community di supporto su FB che ho creato con sudore nei due anni precedenti) ho avuto un buon riscontro in termini di vendite, inizialmente come prevedibile per un buon 80% in versione cartacea (i soliti parenti e amici che vogliono la dedica... «Si sa mai che poi mi diventi famoso» ). Finita la prima "ondata" di vendite, a cavallo di ferragosto ho attivato una promo di tre giorni (supportata da una campagna FB molto mirata) con la versione Kindle a € 0, che grazie a circa 250 download quotidiani mi ha proiettato al numero uno della classifica dei Bestseller (gratuiti) globale di Amazon A tal proposito, mi permetto di dare un consiglio a chi decidesse di sfruttare questo strumento promozionale (l'adesione a KDP Select consente di utilizzare 5 giorni di promo a € 0 per ciascun trimestre, splittati o accorpati a piacere): non fate promo a € 0 di una sola giornata, a mio avviso è uno spreco. In tre/quattro giorni, invece, la gente farà in tempo ad accorgersi della promozione e se grazie al passaparola (o altri espedienti) una piccola folla deciderà di scaricare il vostro ebook si innescherà un "positivo circolo vizioso" che con un po' di lavoro e fortuna potrebbe portarvi rapidamente in alto nelle classifiche gratuite, facendovi guadagnare molta visibilità e (anche qui con un po' di c..o ) un discreto numero di recensioni su Amazon. Nel mio caso, una volta conclusa la promo (e ripiombato nelle classifiche a pagamento), l'ascesa rapidissima dei giorni precedenti ha avuto una eco eccezionale che sta durando ancora oggi, a due settimane di distanza: il numero delle pagine lette con Unlimited si è decuplicato e anche le vendite (stavolta principalmente quelle della versione Kindle) sono ripartite con vigore, soprattutto nei primi giorni successivi alla promozione. Come previsto le vendite del cartaceo sono calate ma non si sono fermate del tutto, almeno per ora. Nelle ultime due settimane sto viaggiando sulle 1.500 pagine KENP (Kindle Edition Normalized Page, il parametro utilizzato dall'algoritmo di Unlimited per conteggiare la singola pagina) lette in media al giorno. Il mio romanzo, secondo i conteggi di Amazon, nella sua interezza equivale a 412 pagine KENP, indicazione utile per fare calcoli e stime. Il dato può essere trovato in fondo alla sezione raggiungibile col tasto "Promuovi e pubblicizza", che nella libreria di KDP è posizionato accanto alla versione Kindle del vostro libro. Vi ricordo che Amazon paga le royalty di Kindle Unlimited per ciascuna singola pagina letta la prima volta da un cliente, con un massimo di 3.000 pagine KENP per singola opera e singolo cliente (questo limite difficilmente metterà qualcuno in difficoltà, forse giusto Omero... ). Ho stimato che al momento per l'Italia (ogni paese ha il suo rateo) viaggiamo sugli 0,0038 €/pagina di royalty Unlimited (in base al calcolo di quello che ho realizzato nel mese di luglio. Il rateo varia ogni mese in base al fondo globale KDP Select, oggi pari a 16,1 milioni di Euro, e il numero totale di pagine KENP lette su tutti i portali Amazon del mondo). Rispetto alla vendita della versione Kindle (che ho impostato a € 4,99 e che mi frutta poco meno di € 3), la lettura completa del mio romanzo con Kindle Unlimited mi consente di intascare all'incirca la metà rispetto alla vendita diretta dell'ebook. Se a prima vista questa differenza di royalty può sembrare controproducente, devo invece dire che nel mio caso si sta rivelando un ottimo espediente promozionale. Innanzitutto, trattandosi di un romanzo d'esordio, la possibilità di scaricarlo e "dargli una chance" a costo zero (gli utenti possono fare un account Unlimited gratuito per 30 giorni durante i quali agli autori vengono comunque riconosciute le royalty in base alle pagine lette) è sicuramente una succulenta opportunità per chi capita sul libro incuriosito dalla pagina delle classifiche di Amazon o da una promo ben fatta su FB/AdWords (sulle quali personalmente sto investendo da prima della pubblicazione... non servono budget enormi se si sanno targettizzare bene le campagne). Inoltre, chi si affeziona particolarmente al romanzo sarà più propenso ad acquistare la copia cartacea, dal momento che quella Kindle in sostanza non l'ha pagata. Questo vale soprattutto per chi non possiede un lettore ebook dedicato ma legge sporadicamente su smartphone, tablet o il lettore Cloud per web browser di Amazon (mi hanno già scritto un paio di lettori sulla pagina FB dicendomi: l'ho iniziato con Unlimited sullo smartphone/tablet ma l'ho voluto rileggere da capo in cartaceo). Altro elemento molto importante è che quando un lettore Unlimited scarica una copia del vostro libro (anche se non la legge, come spiegato in questo articolo) influisce istantaneamente sulla vostra posizione nelle classifiche dei bestseller a pagamento. Il mio romanzo nelle ultime settimane sta gravitando nelle prime posizioni della categoria Fantascienza principalmente grazie a Unlimited. Come nota di fondo, vi informo che l'1 agosto Amazon ha rilasciato l'algoritmo KENPC v3.0 (in sostituzione della v2.0 che ormai era in vigore da parecchio tempo). A quanto ho capito spulciando un po' di articoli stranieri (tipo questo) non cambia radicalmente le cose in termini di royalty, ma dovrebbe risolvere un problema legato alla nuova funzionalità di page-flip introdotta di recente nei reader (come spiegato qui) e all'utilizzo illegale di Unlimited da parte di alcuni scammer (che, seppur non dichiarato apertamente da Amazon, finisce per danneggiare proprio gli autori generando un numero di pagine lette globali ben più alto della norma). Detto tutto ciò, ci tengo a sottolineare che nel mio caso ho optato per il self publishing solo ed esclusivamente perché sono una persona estremamente impaziente e non avrei mai retto psicologicamente la trafila di invio del manoscritto alle case editrici e relativa attesa di una risposta, che col mio pessimismo cosmico vedevo estremamente lontana Avendo un po' di competenze di web-marketing grazie alla mia "vera" professione ho pensato di provarci da solo, nella speranza di venire notato da qualche casa editrice per i risultati ottenuti in autonomia (tema molto dibattuto qui, lo so... non mi spingo oltre). Spero che tutta questa pappardella possa tornare utile a chi si sta per incamminare su questo arduo sentiero e ricordate: «Life is a journey, not a destination!»
  18. 17 punti
    Mi dicono spesso – ed è vero – che nei miei romanzi amo descrivere i luoghi dove si svolge l'azione con grande cura. Alcuni lo fanno in tono elogiativo (che spero sincero), altri accompagnando l'affermazione con smorfie più o meno ben mascherate. Mi rivolgo qui a chi, come me, ama "trovarsi in scena" e desidera ottenere descrizioni efficaci (chiedo scusa a chi invece le considera superflue o, peggio, "una perdita di tempo"; io le ritengo un requisito fondamentale della scrittura e non riesco a leggere libri in cui siano piatte o addirittura assenti). L'occasione di queste quattro righe nasce da una precisa domanda che mi è stata rivolta nell'ultima presentazione di ieri pomeriggio: "come si fa a descrivere un luogo in maniera che il lettore si senta dentro alla narrazione?". Ne è nato un mini-dibattito di cui volevo mettervi a parte, senza avere la pretesa di voler insegnare nulla a nessuno. La mia risposta è stata questa: come prima cosa occorre usare i cinque sensi. Può sembrare un concetto ovvio, ma spesso ce ne dimentichiamo. Leggo di frequente nei racconti qui sul forum – e ancora di più nei romanzi sui quali devo lavorare come editor – descrizioni esclusivamente "visive", come se possedessimo soltanto il senso della vista. C'è chi ritiene che una descrizione ottimale debba essere piena di colori e si fa un punto d'orgoglio di descrivere il colore di qualsiasi oggetto, anche quando è del tutto superfluo. Quelli che invece mancano fin troppo spesso sono i rumori e, ancor più di frequente, gli aromi. Se il vostro protagonista si addentra negli stretti vicoli di un borgo, non vedrà soltanto case antiche, terrazzi pericolanti, massaie affacciate alla finestra e osti in maniche di camicia sull'uscio di una birreria. Da quelle case usciranno grida di bambini, voci gonfie d'ira di un alterco, una persiana sbatterà al vento, un gatto randagio miagolerà... E sui balconi ci saranno vasi pieni di fiori che riempiranno l'aria di profumi, dalla porta della panetteria che si apre all'improvviso uscirà una vampata fragrante di dolciumi, dalle vecchie condutture fognarie si sprigionerà un fetore che ammorberà l'aria... Ecco allora che vista, udito e olfatto (e, perché no, tatto e gusto) si uniranno a formare un insieme di esperienze sensoriali che renderanno la pagina più viva e faranno credere al lettore di trovarsi davvero a camminare tra quei vicoli. Usare tutti i cinque sensi è un primo, ma fondamentale, passo per ottenere descrizioni efficaci. Poi si dovrà decidere il momento della narrazione in cui inserirle, che pure è di grande importanza (se un agente sta inseguendo un ladro tra quei vicoli, raccontare che dalla panetteria esce profumo di dolci non sarebbe il caso ), e la scelta dei vocaboli da usare per descriverle; ma qui si sconfina in un discorso stilistico, più tecnico e spesso molto soggettivo.
  19. 17 punti
    Per quella che è al momento la mia esperienza personale (ma vedo anche quella di altri), credo che la Lorem Ipsum debba puntare a migliorare la comunicazione coi propri potenziali autori. E non parlo del singolo caso, ma proprio del loro sistema di risposta per come è al momento strutturato. Per assurdo, la Lorem Ipsum comunica meglio con gli autori che intende scartare piuttosto che con quelli che potrebbe rappresentare. Davvero fatico a capire questa scelta di contattare entro 30 giorni chi viene respinto e lasciare invece nel completo silenzio, per mesi, chi supera una prima scrematura. Potrà sembrare sciocco, ma, nel silenzio assordante del mondo editoriale, ricevere un'email con scritto "Il tuo testo ha superato la prima selezione. Ti ricontatteremo non appena avremo un nuovo riscontro dal secondo gruppo di lettura" sarebbe come trovare una bottiglietta d'acqua minerale ghiacciata in mezzo al deserto dopo giorni di camminata. Nel mio caso specifico, ho inviato un testo in valutazione a settembre scorso e non ho ancora ricevuto alcun cenno da parte dell'agenzia (conferma di ricezione a parte). Ho provato, considerato che sono passati quasi sei mesi, a chiedere informazioni riguardo allo stato di lettura del mio manoscritto, prima tramite l'indirizzo email ufficiale dell'agenzia (due settimane fa) e poi tramite messaggio privato qui sul forum a @JaV (una settimana fa). Ancora nessuna risposta. Ora mi trovo nella situazione, scrivendo questo post, di sentirmi quasi io in torto. Di sentirmi io troppo insistente. Però, davvero, con tutto il rispetto possibile per il lavoro altrui e tutta la comprensione di questo mondo, credo non sia una pretesa esagerata quella di mantenere attiva la comunicazione fra un'agenzia letteraria e i suoi potenziali autori, soprattutto quando si parla di una quarantina di autori, che potrebbero essere aggiornati sullo stato di lettura dei loro lavori in meno di un quarto d'ora. Spero che questo mio intervento risulti costruttivo e che venga letto come un consiglio (il punto di vista di chi sta da quest'altra parte della barricata) piuttosto che come una sterile lamentela.
  20. 17 punti
    Intervento di moderazione Gentile editore @Il Trampolino, questa sezione del forum è stata aperta per permettere agli utenti di scambiarsi opinioni sulle case editrici, dalle strategie di selezione dei manoscritti fino alle liquidazioni delle royalties e gli editori sono sempre i benvenuti. A tutti indistintamente è richiesto di attenersi al Regolamento, come chiaramente espresso nella prima riga dello stesso: Con la registrazione l’utente accetta espressamente questo regolamento e si impegna a rispettarlo in ogni sua parte. Lei dunque non può sostenere, come ha fatto sin dal primo intervento, che certi interventi andrebbero moderati per non lasciare trasparire opinioni negative sulla sua realtà editoriale. Nel caso dovesse riscontrare violazioni al regolamento lei può segnalarlo allo staff come prescritto nell'articolo 1.2.2. Qualora l’utente ritenga che un messaggio o un utente violino il regolamento o adottino un linguaggio, una condotta o un atteggiamento sconveniente, è fatto obbligo all’utente di segnalare allo staff il messaggio in questione, utilizzando il pulsante preposto di fianco all'orario in cui è stato inviato, sopra al messaggio stesso. Ma soprattutto lei non può affermare che – cito le sue parole – non è questa la sede per quanto ci riguarda, per dare informazioni sul nostro modus operandi, perché proprio questa è la ragione vitale dell'esistenza della sezione. E – cosa decisamente più grave – non può permettersi di rispondere all'intervento del Community Manager che le precisava la stessa informazione con – ancora una volta cito le sue parole – Preferisco non commentare parole dettate dall’ignoranza. A questo proposito le ricordo l'articolo 1.2 del suddetto Regolamento che afferma testualmente: "... non è tollerato un atteggiamento polemico, offensivo, ostile, denigratorio, provocatorio, petulante o sprezzante nei confronti degli utenti o dello Staff e del suo operato." Per questo motivo le assegno un richiamo ufficiale e ricordo a lei e a tutti gli utenti del forum che: 1.2.1 Non è consentito all’utente richiamato replicare e polemizzare pubblicamente. È possibile continuare la discussione o chiedere spiegazioni solo ed esclusivamente in via privata, tramite messaggio privato agli Staffer. E ora potete riprendere la discussione, attenendovi sempre al regolamento. Grazie.
  21. 17 punti
    Salve. Grazie per esservi iscritti e aver partecipato alla discussione. La informo che questo è proprio il luogo adatto per spiegare il vostro modus operandi, visto che lo scopo del sito è mettere in relazione autori e addetti ai lavori come voi. La prego di non dire sciocchezze su questo sito, per favore. Ci sono molte altre realtà che includono editing nel contratto. Inoltre non accettiamo che si "speculi", l'obiettivo di questa piattaforma è di essere trasparente e mettere in chiaro quando una realtà è gratuita, a pagamento o altro. Quindi le assicuro che non si specula, o quantomeno cerchiamo di riportare sempre le informazioni giuste in modo che l'autore faccia le sue scelte in modo consapevole. Vorrei poi capire una cosa, la cito. Cosa intende? Non è stato detto nulla di negativo sulla sua realtà. Quali sono le affermazioni "simpatiche" di cui sta parlando? Un utente ha dato il suo parere spassionato, in attesa di riscontro. Che siete stati molto gentili ad offrire. Le abbiamo, infatti, mandato subito una mail per avere certezze. Tutte le Case editrici, appena inserite da un utente, vengono collocate in "Da testare": è la procedura standard, non siete un caso speciale. P.S. Ho modificato il suo nome utente perché preferiamo non usare il maiuscolo (da regolamento).
  22. 17 punti
    I nostri auguri ufficiali Buongiorno, sognatori e sognatrici! Oggi è 23 e sotto l'albero ci sono già i regali, si spera (sotto al mio no... però, sopravvoliamo). Questo è stato un anno di grossi cambiamenti al Writer's Dream, inutile negarlo: sono convinto, però, che lo spirito della nostra splendida comunità sia rimasto intatto. Anzi, direi che è migliorato. Per tutte le novità, i cambiamenti e razzi e mazzi, date una bella occhiata al Bollettino dei naviganti, che qui vorrei parlare d'altro. Vi dico solo, con orgoglio, che grazie al lavoro combinato mio, di @ElleryQ e @Black le liste delle Case Editrici sono state quasi del tutto aggiornate. Finiremo presto... è stata dura e cruda, ma ce l'abbiamo quasi fatta Vorrei più di ogni altra cosa ringraziare lo Staff e la comunità di questo forum, utenti e sostenitori. Quando mi sono deciso a iscrivermi (eh sì... ho scrutato dall'ombra per 3 anni) mi sono sentito subito a casa. "Ma quanto sei banale", direte. Dico sul serio: la frase è banale, ma è proprio così. Ho conosciuto persone squisite, altre meno, ma queste ultime le ho bannate A parte gli scherzi, ho trovato persone con cui dividere risate, pensieri filosofici, pensieri sull'editoria, pensieri stupidi e... storie. Storie di tutti i tipi. Ed è stato (e continua a esserlo) bellissimo. Non posso non menzionare il nostro Staff. Molti di voi grattano solo sulla superfice della loro bellezza interiore, io che li ho conosciuti un po' meglio posso assicurarvi che non solo sono belli qui dentro, lo sono anche fuori ( @Nerio no, è pericoloso, ma lasciamo perdere). @Marcello e @queffe mi accolsero subito a braccia aperte (già come utente e per un brevissimo periodo sostenitore, non solo da staffer) come sanno fare solo loro. @Unius è una cordialità e gentilezza smisurate, e le sue esperienze mi affascinano ogni volta. E le donne... mamma mia, le donne dello Staff @wyjkz31, relativamente giovane in staff, ha dato l'apporto di una contraerea in situazione di crisi estrema. @Cicciuzza è un po' la "mamma" (permettimelo!) di tutti noi, con il suo calore, la sua protettività e la sua gentilezza. E poi c'è @swetty, che è praticamente uguale ad avere una tigre bianca vicino. Fino a che sta calma, la puoi coccolare (non troppo) quanto vuoi. Se c'è qualche problema, parte a razzo e ti risolve tutto Non dimentico affatto l'apporto che hanno dato @Francys, @Bango Skank e @Lo scrittore incolore nel periodo in cui hanno fatto parte della squadra. E vorrei citare uno a uno tutti i Sostenitori, ma sono troppi e rischio di dimenticare qualcuno. Da quelli storici al "nuovo" gruppo di pazzi in giro per la chat e il forum, l'energia è alle stelle. E niente, basta che altrimenti vi annoio e andate a vedervi la prova del cuoco. Passate un buon Natale; ricordate di dare importanza alle persone cui volete bene e di coltivare i vostri rapporti come fossero delle piante. Non trascuratele, non trascuratevi. Non dimenticate mai di dire alle persone cui volete bene che le volete bene. Senza imbarazzo, vergogna o disagio, perché alla fine dei conti l'amore è tutto quello che abbiamo. Vi ho voluto bene quest'anno e ve ne vorrò l'anno prossimo, sia come Community manager che come singolo. Non fate troppo tardi a capodanno. Ciao, Domenico
  23. 16 punti
    ovvero la mia lettera aperta agli aspiranti scrittori In uno dei miei libri più amati il protagonista, giovane editor di una casa editrice che pubblica manuali di self help, trascorre le sue giornate com il compito di metter mano nella pigna purulenta di manoscritti, spesso non richiesti e tanto meno desiderati; quelli che affluiscono ininterrottamente in tutte le case editrici. Nel romanzo accade che un mostruoso scritto di mille pagine diventi un vero bestseller, prometta di rendere ognuno felice, di curare tutti i mali del mondo e di far scoprire il segreto di una vita sessuale entusiasmante. Nella realtà accade che un manoscritto che hai bocciato finisca mesi dopo tra i finalisti del più prestigioso premio italiano per romanzi inediti (il Calvino), che uno che ti sei fatto sfuggire per qualche giorno entri nella Top 10 nazionale con un altro editore, che tanti finiscano (più o meno giustamente) nell'oblio e che altri invece trovino la loro strada verso destini editoriali più o meno nobili. Ho espresso il titolo di questo mio intervento in forma neutra, volutamente. Né esclamativo né interrogativo. Non invogliante ma neppure dissuasorio. Entrambe le cose, a essere sincero. Perché provarci sempre e comunque? Perché farlo, se ciò che mandate è palesemente inadeguato? Da dove nasce la necessità di pubblicare in chi spesso fatica a scrivere non solo una sinossi dignitosa, ma addirittura le poche righe di accompagnamento al manoscritto. Io adoro l'entusiasmo, anche quello che si trova tra queste pagine, ma ritengo anche che spesso vi sia, di fondo, una grande ignoranza di come funziona il mondo editoriale. La beatificazione dell'editoria Free, doverosa e necessaria, in realtà lascia spazio a fenomeni altrettanto pericolosi e nocivi, una pletora di piccole e piccolissime case editrici che vengono prese in considerazione acriticamente solo perché, in alcuni casi, offrono a chiunque la possibilità di pubblicare, con meccanismi autoprotettivi che non sono per forza migliori dell'EAP. E alimentando l'arroganza di chi si crede scrittore senza esserlo, di chi ha la convinzione che queste pubblicazioni facciano curriculum. Diciamo la verità, non lo fanno, anzi. "Sono Pinco Pallo, scrittore affermato. Ho al mio attivo 4 romanzi con Fermacampione Editore (se esistete davvero, perdonatemi) altri 3 con La Spillatrice Transpolesana (anche voi...), 2 sillogi poetiche e 147 premi e menzioni d'onore, alcune addirittura a livello comunale." Per la legge dei grandi numeri (e per svariate altre implicazioni psicologiche) tendi a escludere a priori che quello che stai per leggere sia il Grande Romanzo Italiano. Per scrivere ci vuole talento, è vero, ma è altrettanto vero che servono anche costanza e duro lavoro. Studio. Allenamento. Confronto. Non demonizzate a priori un editor freelance che vi chiede 50€ per una scheda di lettura, o meglio ancora per una chiacchierata sul vostro scritto. Piuttosto cercate (e gli strumenti oggi sono a disposizione di tutti) chi fa bene, con coscienza il proprio lavoro. Indignatevi per una revisione di bozze o per una bella formattazione spacciate per editing, non per una lettura professionale a pagamento, anche noi le paghiamo. Servirà a voi, al vostro percorso di crescita personale e professionale, alla vostra eventuale carriera nella scrittura; non sprecatela per troppa fretta, per il desiderio di arrivare a tutti i costi (e con chiunque) a pubblicazione. Abbiate il coraggio di aspettare, di buttare via un manoscritto, di riscriverlo da capo, di accettare uno, cinque, venti NO, non sfuggite il confronto ma cercatelo, costruitevi una consapevolezza piena rispetto a ciò che avete scritto e scriverete. Era lungi da me l'idea di scrivere un post critico, quindi ecco perché provarci sempre e comunque! In tanti ultimamente mi avete posto domande, chiedendomi se un drago di troppo o una mutanda in meno potessero compromettere la nostra eventuale valutazione. Avete mille dubbi, mille ansie, ed è giusto così. Ma nel momento in cui siete sicuri e consapevoli del vostro testo (vedi sopra) mandatelo, mandatelo comunque! Noi editor (ne faccio un discorso di categoria) siamo lettori onnivori, appassionati, sempre in cerca di nuove storie, nuove voci. E se ne incontriamo una, sebbene lontanissima da quelle che sono le nostre direttive professionali del momento, sappiamo riconoscerla (quanto meno abbiamo la presunzione di crederlo) e non lasciamo che cada nel vuoto. A settembre mi è capitato di leggere un bellissimo testo, tanto intelligente quanto imperfetto, e purtroppo impubblicabile, almeno per la casa editrice dove lavoro. Questo però non ha impedito che convocassimo l'autrice e la instradassimo verso un percorso differente, che lei non aveva immaginato, e che presto la porterà in libreria con un editore specializzato. Questo per dire che a prescindere dal genere, se un libro è buono la sua strada la troverà; magari potremmo essere noi ad agevolarlo, questo percorso, direttamente o indirettamente, o magari sarà qualcun altro che lo segnalerà a noi, ma in ogni caso non rinunciate al vostro sogno.
  24. 16 punti
    Dichiarazioni autentiche di alcuni utenti a proposito dell'imminente MI100.
  25. 16 punti
    Buongiorno a tutti. Non mi è piaciuto molto quello che ho letto, considerando che lo spirito dei contest non è questo. L'atmosfera però si è guastata comunque, quindi rispondo un po' per tutti. E sottolineo che chiunque voglia aggiungere qualcosa al riguardo può farlo senza problemi, ma in privato, mandandomi un messaggio. Risponderò a tutti senza problemi. Qui, però, chiudo il discorso e vi invito fare altrettanto. Per i meno intuitivi, ricordo anche che la regola del non rispondere a un intervento di moderazione di uno staffer (in questo caso di Marcello) non è scritta sul regolamento "tanto per". Vale per tutti. Confido nella vostra maturità per il futuro; soprattutto nei Sostenitori. Veniamo al dunque. Prendo in prestito le parole di una persona saggia: "Lo spirito dei nostri contest è quello del laboratorio di scrittura, cioè legato alla sperimentazione e non alla competizione, quindi conta "il provarci" al di là del risultato". Su questo punto, con grandissima soddisfazione dello Staff, credo che tutti i partecipanti "ci abbiano provato" con impegno. Se il grassetto non è abbastanza, lo ripeto: i contest sono legati alla sperimentazione e al divertimento. Questo non significa in alcun modo, badate bene, che il regolamento del contest stesso vada disatteso o interpretato come ci pare e piace. Aggiungo anche che non possiamo ammettere contestazioni ai voti degli altri utenti, proprio perché qui non vige la censura: la libertà di voto è uno dei principi cardine di questi contest; se per garantire la libertà di espressione di trenta partecipanti che scrivono, commentano e votano con passione dobbiamo riprenderne qualcuno che pensa di essere in grado di giudicare l'operato di tutti gli altri, lo facciamo. Nel caso specifico, io stesso ho suggerito che il racconto di camparino e rica non rientra pienamente nel genere, tirato via nel finale; ma questo non significa che debbano essere squalificati dal contest, nemmeno per sogno. Si sono impegnati per scrivere comunque come gli altri. Nemmeno nel regolamento è stata prevista l'esclusione dei racconti che non rispettassero il genere assegnato (né altri motivi di esclusione). La valutazione dell'attinenza al genere è comunque legato a molteplici fattori ed è solo uno dei parametri che dovrebbero idealmente essere presi in considerazione per esprimere il voto; perciò una debolezza nella corrispondenza al genere potrebbe essere compensata da un'ottima impostazione del brano, da particolare originalità eccetera. Viceversa, una perfetta aderenza al genere potrebbe essere penalizzata da una cattiva scrittura, una costruzione sbilenca o altro. Ma questo lo sappiamo tutti, no? Io non sono nessuno, sono un ragazzo qualsiasi come tutti voi, ma gestisco al comunità di questo forum e vi consiglio, spassionatamente, di prenderla in modo più leggero perché siamo qua per divertirci, fare amicizia, scrivere storie. E non perché siamo geni incompresi o esperti Scrittori.
×