Vai al contenuto

Leaderboard


Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 09/04/2014 in tutte le aree

  1. 2 punti
    Ne avevo sentito parlare in televisione e sono andata a cercarlo su internet. Io purtroppo non posso partecipare per limiti di età, ma mi sembra molto interessante. Vi lascio il link. http://www.premioletterariolagiara.it/
  2. 1 punto
    prompt di mezzanotte “Oh, già le otto. Cosa c'è da assumere per cena, mamma?” “Sformato di plastilina con purea di MR, tesoro” “Ancora materiale refrattario? Ma che palle!” “ Smettila di lamentarti, Settimo! Pensa ai tuoi amici meno fortunati, piuttosto. Se potessero sentirti direbbero che sei un ingrato. Su, vai a chiamare i tuoi fratelli, che fra poco ci mettiamo a tavola.” Il bimbo obbedì e scomparve nella camerata. Pochi minuti dopo uno sciame urlante di quindici mocciosi si riversò in cucina, dove papà Orion e mamma Aristea stavano finendo di apparecchiare il vasto piano elicoidale. “Dov'è Terzo?”, chiese la donna, constatando che uno mancava all'appello. “Quarta, gli hai detto che è pronto?”. “Sì, mamma. Mi ha risposto che non ha fame. Prova a immaginare cosa sta facendo...”. “Sarà davanti all'oblò, come al solito.” “Ora vado io a chiamarlo, cara”, disse Orion, alzandosi. “Tu metti pure nei piatti, che i ragazzi avranno fame”. Terzo era lì a guardare nel vuoto, come previsto. In quel periodo dell'anno la Terra era così vicina, che si riuscivano a distinguere con chiarezza le principali catene montuose e le masse oceaniche. Pareva così a portata di mano e invece... Orion sospirò, osservando quel figlio ribelle incapace di staccarsi dall'oblò. Eppure Quarta, Quinto e Sesto, i suoi gemelli, non avevano sviluppato quell'identica morbosa attrazione verso il pianeta di origine della loro razza. “Su, Terzo, vieni a tavola che la cena è pronta.” “Che cazzo c'è da mangiare?”, rispose il ragazzo senza nemmeno voltarsi. Orion sentì la rabbia montare. Lo afferrò per le spalle, costringendolo a girarsi. “Che hai da guardarmi così? Cosa c'è che non va?”, gridò quello. Il ceffone del padre lo centrò in pieno volto. Terzo scoppiò a piangere, mentre cinque strisce rosse si disegnavano sulla sua guancia. “Razza di maleducato!”, gridò Orion, inviperito. “Quale colpa abbiamo commesso tua madre e io, per meritare un figlio così insolente? Quante volte devo ancora ripeterti che certi vocaboli non sono tollerati?” “Ma che ho detto di male?” “Sai bene che il Comitato linguistico ha cancellato da tempo quelle parole. Cerca di non prendermi in giro, figliuolo: a scuola ti fanno una testa così con “assumere” e “suggere”! La prossima volta che ti sento pronunciare quel termine ti proibisco l'accesso all'oblò per una settimana. E adesso fila a tavola con gli altri!”. La cena si svolse in silenzio. Orion non perdeva facilmente la pazienza, ma tutti in famiglia sapevano che non era il caso di contrariarlo quelle rare volte che capitava. Perfino Sedicesima, la più piccolina, quella sera non chiese deroghe. Finito di cenare attese il suo turno per attaccarsi al beccuccio dell'acqua e succhiò per i quindici secondi che le erano concessi, non uno di più. Solo un'ora più tardi, quando i ragazzi erano già spariti da un pezzo per assistere alla puntata finale del talent intergalattico “The brightest star”, Aristea osò rivolgersi al marito. “Caro, ci sono notizie?” “Eh, sì... ci sono, purtroppo. Vieni, sediamoci”. “Scusami se te lo chiedo, Orion. So che non dovresti farne parola nemmeno con me, ma...”. “Tu vuoi sapere della bonifica, vero cara?” “Sì, certo. Dammi qualche speranza, ti prego. La vita qui su Seconda Luna si fa sempre più difficile, sono così preoccupata per i ragazzi...” Orion si alzò e le fece segno di attendere. Ritornò pochi istanti più tardi con un cimelio che era appartenuto al suo trisavolo, un atlante geografico vecchio di duecentoventi anni. Le pagine si erano scollate dalla rilegatura ma erano ancora integre, benché i caratteri fossero alquanto sbiaditi. Orion lo depose con estrema cura sul tavolo e lo spalancò. “Vedi questo continente, cara? Si chiamava Europa. Ebbene, oggi il processore centrale ha comunicato che la sua bonifica è stata ultimata.” “Ma è una notizia splendida, amore!” “In sé lo sarebbe, tesoro. Purtroppo secondo gli ultimi calcoli è l'unica area della terra dove la vita può tornare per i prossimi trecentododici anni.” “Come sarebbe a dire? Perché solo lì?” “Pare fosse la zona più lontana dalla catastrofe nucleare.” “Be', sempre meglio di niente. Si inizierà da quella, no?” “Aristea, quel continente è in grado di ospitare solo un terzo dell'attuale popolazione della nostra stazione orbitante.” Sua moglie lo fissava con la fronte aggrottata, quasi volesse rifiutarsi di comprendere le conseguenze della notizia. “E dunque...” “Dal momento che il processore ha calcolato che al ritmo di crescita attuale giungeremo al punto di saturazione fra undici anni, tre mesi e ventuno giorni...” “Che significa punto di saturazione?” “Quello oltre il quale le risorse di cibo e di acqua si estingueranno.” “Vuoi dire che dovremo tagliare drasticamente la natalità?” “Magari fosse così semplice... Significa che dobbiamo ridurre la popolazione, cara, in modo che quelli che restano possano trasferirsi in Europa.” Solo allora lei parve afferrare la portata delle implicazioni. Si rizzò in piedi, con gli occhi che sembravano voler uscire dalle orbite. “Ma cosa stai dicendo, Orion? I parti quadrigemini, il Teorema della Fertilità... tutte le nostre conquiste scientifiche dove vanno a finire? Cosa ci hanno raccontato in questi anni?” “Un drammatico errore del processore arcaico, Aristea. Eravamo così calati di numero che ci hanno imposto di moltiplicare le nascite, ma purtroppo i calcoli erano sbagliati. Avremmo dovuto fermarci molto prima...” “È inconcepibile! Come possiamo ridurre la popolazione, ora? Non vorrai dire che...” “Purtroppo non c'è altra soluzione, Aristea. Niente più parti gemellari e dal primo del prossimo mese ogni famiglia non potrà avere più di dieci figli. Si ricomincerà a dare loro un nome, come per quelli della nostra generazione. Niente più numero d'ordine.” “Dieci? Ma noi come faremo?” “Si è discusso a lungo oggi in assemblea, se lasciare la scelta ai genitori oppure procedere secondo un criterio anagrafico. Alla fine è prevalsa la seconda soluzione, che da domani sarà legge. Purtroppo Decimo è l'ultimo che potremo tenere...” Aristea crollò a sedere. La verità iniziò a farsi strada in lei. Nascose il volto fra le mani e prese dapprima a singhiozzare in maniera sommessa. Poi scoppiò in un pianto disperato. Undicesimo e Dodicesimo, con quel loro ciuffetto ribelle, così simili che solo lei sapeva distinguerli... e Tredicesima, che aveva lo stesso sguardo vispo dei due gemelli, ma i capelli biondo oro a differenza di quelli castani dei fratelli... e gli altri due... e la piccolina ancora, un parto singolo, ormai una rarità... In quel momento la porta si spalancò e la truppa fece il suo ingresso festoso, capitanata da Sedicesima, che saltava e ballava in preda a una gioia incontenibile. “Mamma, che fai, piagni? Sei triste?” le chiese perplessa la bimba, frenando per un attimo la sua allegria. “No, piccola, che dici? Piango dal ridere: papà mi ha raccontato una barzelletta, cose da grandi. E voi, vi siete divertiti?” “Tanto tanto, mamma! Ha vinto una ragazza di Vega 3, che cantava, ballava e faceva le capiriole. Era brava, bravissima! Quando ho quattordici anni mi fai partecipare, mamma? Voglio fare anch'io le capiriole come lei!”.
  3. 1 punto
    Potrei ma...solo come assagiatrice! Ora che i cuochi sono stati sdoganati come categoria di "aspiranti chef", potrebbero essere a tutti gli effetti inclusi nella citazione di "paese di santi, poeti, navigatori e...artisti della quadratura dell'uovo. In me suscitano lo stesso effetto dei narratori compulsivi di relazioni sentimentali mediocri: incredulità, noia, fastidio. Specialmente coloro che assommanno in sé entrambe le caratteristiche/talenti Volevo consigliarti il mio editore, ma è un ottimo cuoco. Dando per scontato che tu scriva benissimo, dovrai affidarmi l'editing dei tuoi piatti. Oddio, no! Non mi hai fatto niente, mai potrei essere così cattiva gratuitamente. Sarebbe come ridurre allo stato manicomiale una buon'anima ignara. Ho giusto da buttare una disgustosa torta di riso al cioccolato: è venuta così stucchevole che anche un minuscolo boccone viene immediatamente seguito da acqua con abbondante bicarbonato. Pensavo che prendesse la via del cassonetto spontaneamente, ma è ancora in forno. Vado io...
  4. 1 punto
    Potresti puntare a farli inserire in qualche antologia. Per quanto riguarda la pubblicazione in digitale, se fatta da te, dovrebbe essere supportata da una buona campagna mediatica fra forum e social network e siti di cui ti dovrai occupare; inserire scritti già tradotti inoltre può essere una bella mossa e a maggior ragione ci deve essere un po' di pubblicità che dia risalto all'opera. Comunque, potresti anche renderli gratuiti questi racconti. Perché secondo me fra una cifra simbolica (40 centesimi, per esempio) e il prezzo zero c'è una bella differenza: 30-40 centesimi non sono nulla ma c'è gente che ricarica le carte prepagate solo quando deve fare acquisti e poi è comunque una rogna effettuare pagamenti online per un sacco di altra gente (ipotizzo), quindi dover fare determinate pratiche per pagare 40 centesimi per un racconto di 5 pagine (ora non so quante siano in effetti) potrebbe far passare la voglia. Queste sono mie congetture.
  5. 1 punto
    Dimmi, Agnese: basta ossequiare giornalisti esibendo libelli untuosi? In ricordo nitrirò uno zuccherino pericoloso che ha veramente oltrepassato moltissime acque quiete. Ecco: fingere solidarietà ipocrita testimonia debole assuefazione, benché ogni giovane eclettico langua urinando imperterrito. Ricordo, nevicava: una zoccola UZPCHVOMAQEFSITDABOGELUIRN
  6. 1 punto
    http://www.legiopraetoria.it/Archivio/2006/04_Aprile/07_storia_del_fumo.htm http://www1.inea.it/ist/tab7pdf/Storia.pdf http://www.cittadeltabacco.it/storia-del-tabacco/
  7. 1 punto
    Io ho pubblicato una raccolta di racconti su amazon/createspace, avevo una sorta di esclusi da un precedente volume che ho poi mandato alle case editrici, mi sono accorto che una parte di loro erano adattabili per un concept umoristico e ho optato per l'autopubblicazione a prezzi proprio all'osso. Il motivo di questa scelta era molteplice. Innanzitutto la sfida. Perché se sai che non hai altri filtri oltre te stesso, ti imponi un regime di disciplina ferreo per tutta la fase di editing, l'impaginazione poi è una fase mefistotelica che può portati via del tempo, tra set up, sistemazione righe, pensi tutto vada finalmente bene, poi vai all'anteprima e sembra che abbiano "spettinato" le lettere su un foglio e giù a risistemare, argggh. Poi il lavoro sulla copertina, tra mille layout io avevo già una commissionata da amici, quindi tutto ok, no? Ecco appunto, no. anche qua la via crucis, copertina/back cover/millimetri di spessore e "the best soul of your dead relatives" (detto per i romanacci anglofoni) , lo spazio del codice, la tipologia di carta, vai a districarti con le percentuali e il programma adatto di amazon, scegli i 5 giorni free ogni 90 e pianifica come promuovere un po'. Non è solo questione di farti conoscere, ma di conoscere. Tutto, anche la cosa più insignificante che può farti fare le ossa e maturare. Avere l'esperienza di un gradino superiore che magari tornerà utile al momento in cui tra sei mesi forse una delle cinquanta case editrici contattate deciderà di darmi attenzione. Un articolo dell'anno scorso su IlFatto quotidiano paventava che non servissero più a nulla le cads editrici, tanto fai tutto te! E quell'articolo, pur facendo bene dal punto di vista dell'editoria a pagamento, fece più danni della grandine sia sullo screditare un mondo dell'editoria che non è tutto così, ma anche dal punto di vista di mostrare tutti i "deux ex machina" come fossero tutti con quell'imprinting la, del "tanto c'è l'americana che da amazon ha venduto milioni di copie e poi ha firmato con una major, fatece largo che passiamo noi". No, fortunatamente le storie sono le più varie e sono contento di averne lette di diverse in questo topic. Per me questo passo rappresenta un gradino di crescita personale dal punto di vista umano, poi è anche una possibilità. Ma innanzitutto è capire.
  8. 1 punto
    Se devo essere sincera non sono tanto entusiasta neanche io di questa pellicola. Anche se vorrei con tutto il cuore ritornare nel mondo della Magia descritto dalla Rowling, mi riesce molto difficile accettare questa sorta di Spin off che in realtà pare solo una manovra commerciale. Non me lo sarei aspettata da lei. Ma poi prima di giudicarla, sia la pellicola che l'autrice, aspetto di vedere e saperne di più, magari dietro ci sono motivi molto lontani dalla ricerca di denaro, anche se attualmente il mondo del cinema è legato solo a quello, e se non solo... per la maggior parte. : Question : Staremo a vedere! anche se ciò non cambia che devo tanto alla Rowling!
  9. 1 punto
    le è andata bene... sono proprio analfabeta
  10. 1 punto
    A me ha chiesto 500 euro...
  11. 1 punto
    Ho letto spesso i tuoi scritti, ma è la prima volta che commento. Il tuo racconto è meraviglioso, complimenti! Di solito non amo molto la fantascienza, ma in questo caso mi hai conquistata. Scritto benissimo, scorrevole, si legge che è un piacere. In poche righe si riesce ad immedesimarsi benissimo all'interno della famiglia e nel dolore di una madre. Il finale è una stretta al cuore. Potrebbe essere un interessante prologo per un romanzo.
  12. 1 punto
    Ok, condivido la mia esperienza anche io. L'editore è nato da appena un anno, ma fin da subito mi aveva attirato il suo modo di muoversi nella promozione con la partecipazione a eventi e fiere letterarie per tutta Italia. Dopo diversi contatti ho appurato che l'intento maggiore della redazione non è solo quello di sfornare libri, ma di farlo nel miglior modo possibile cercando di privilegiare la qualità. Poi, i risultati possono essere apprezzabili o meno, come lettore ho avuto modo di fare delle belle letture. E' una piccola realtà, ma nel suo piccolo fa e produce delle belle cose. La mia esperienza di editing (perché sì, Runa fa editing ai testi, e questo è già una bella cosa) è positiva, sulla distribuzione si lavora, anche perché questo è un editore che privilegia sia il cartaceo che il digitale, venendo incontro a tutte le tipologie di lettori. Di norma tra autori facciamo segnalazioni solo di pessime esperienze, però, di fronte a realtà di questo tipo (e non lo faccio solo perché sono un loro autore) ho voluto rovesciare la tendenza e dire che mi sono trovato bene e che piccole realtà di questo tipo vadano tenute d'occhio e valorizzate
×