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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 09/03/2014 in tutte le aree

  1. 1 punto
    Ecco, queste due qualità mi mancano totalmente o quasi totalmente. Spesso mi ritrovo a considerare tutto quello che faccio una schifezza e sono pesantemente dipendente dalle opinioni degli altri. Cioè, io penso con la mia testa, ma ho l'autostima a zero e quindi basta poco a buttarmi giù. Ho tantissime passioni e se m'impegno posso portare avanti tutte quelle che ritengo più significative ma se la determinazione manca e se sono totalmente malleabile alle opinioni, assorbendo come un spugna, non andrò da nessuna parte. E questo discorso non riguarda solo la scrittura ma tutto ciò che faccio e farò. Sono spesso convinta di essere un'incapace, di non saper scrivere e che m'illudo e basta. Tendo a scrivere più per gli altri piuttosto che per me stessa. Dovrebbe essere prima di tutto una mia soddisfazione scrivere ma se non ho il consenso degli altri allora diventa una continua ricerca di ciò che agli altri piace, piuttosto a ciò che voglio io. Poi, al di fuori del mondo della scrittura, io ho penso sempre che gli altri abbiano cattive opinioni su di me. Che mi considerino una piagnona, una scema, un'ingenua, ecc. Quindi il problema riguarda prima di tutto me stessa. Mi faccio tutte pippe mentali, invece che pensare più a me stessa. E questo si riflette in quello che scrivo, oltre a credere di creare solo porcherie.
  2. 1 punto
    Ti ringrazio moltissimo per la tua risposta Ma quindi tu queste informazioni le vorresti nel curriculum o in una sorta di presentazione personale? Noi chiediamo di inviarci qualche riga di biografia alle proposte di pubblicazione, cosa che può scrivere chiunque. Parecchi autori, specie se hanno già pubblicato, hanno un "cv letterario"; se lo allegano lo leggiamo, ma difficilmente ha poi molto peso nel giudizio nell'opera.
  3. 1 punto
    Secondo me oltre alla qualità (che comunque difficilmente si può definire in modo oggettivo), è importante anche l'accostamento di senso tra i vari racconti per deciderne l'ordine. Però sì, sopratutto per un esordiente penso che sia giusto scegliere qualcosa di particolarmente accattivante come primo racconto.
  4. 1 punto
    Tranquilla, qui non mordono e aiutano anche Benvenuta
  5. 1 punto
    Benvenuta. Ti presto un po' di punteggiatura, se vuoi. Ok, scherzo. Di nuovo benvenuta.
  6. 1 punto
  7. 1 punto
    Un buon editing può essere fatto anche da esperti "colleghi" self-publisher, così come un buon beta-reading. Poi bisogna retribuire il lavoro, è ovvio, ma oltre al denaro ci sono anche altri modi, come un aiuto con la promozione oppure una copertina. L'importante è non avere paura di sottoporre il proprio lavoro ad altre persone (i giudizi non sono mai assoluti ma per una buona percentuale saranno migliori dei propri) e non avere la supponenza di credersi in grado di fare tutto da soli.
  8. 1 punto
    Punteggiatura anarchica... magari qualcuno conosce un editore di Lugano... Benvenuta!
  9. 1 punto
    Perché se tu avessi letto il regolamento, come ti è stato consigliato nella tua presentazione, avresti letto che non si può postare un racconto se non dopo averne commentato un altro...
  10. 1 punto
    Grazie No, quest'anno no In pratica, l'anno scorso ero la brutta versione di un'infermiera assassina Ho finito le scorte
  11. 1 punto
    Buon Giorno Gloria, Allora consigliano di mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno. L'indirizzo è via Siracusa.Indirizza il romanzo alla cortese attenzione del Signor Aiello. e' consigliabile mandare anche una sinossi e una breve nota biografica. Non mi hanno detto che c'erano preclusioni di genere. Nel mio caso si tratta di un romanzo autobiografico.Leggono tutto, ma ci vuole tempo. Va bene un un semplice word fronte retro
  12. 1 punto
    Eccomi in versione carnevalesca Bella lei! :cookie: Ok, credo di avertelo già scritto. Sgancia l'erbetta, su.
  13. 1 punto
    Grazie Roberto . Bellissima come sempre Crazy ... Niente sangue che cola?
  14. 1 punto
    Ma i miei non sono consigli, è solo una considerazione. Vuoi un consiglio? Scrivi. Senza paranoie, senza pensare "oddio avrò letto abbastanza", "oddio non ne so abbastanza". Senza stare a fare i conti.
  15. 1 punto
    Scrivere non farebbe male anche se non avessi mai letto nulla in tutta la tua vita. E' convincersi di aver scritto un capolavoro senza avere alcuna conoscenza del genere il problema (fermo restando che tutto è possibile). Il mio consiglio è quindi quello di scrivere, non aspettare di ampliare le tue conoscenze per farlo. Usalo però come esercizio, mentre rimanda la stesura vera e propria di un romanzo a dopo la dovuta preparazione. Scrivere racconti può aiutarti tanto. Inoltre, leggi molto, tanto, troppo. Divora qualunque libro. Leggere romanzi pessimi non sarà il massimo, ma è comunque meglio di non leggere alcunché. Leggere ottimi romanzi è ancora meglio. Leggere sia i romanzi pessimi sia quelli eccellenti è la migliore delle scelte. Serve a imparare cosa va scritto (dai migliori) e cosa non va scritto (dai peggiori, ma a volte anche dai migliori).
  16. 1 punto
    Bella immagine. Mi fa visualizzare la mia che, a sua volta, appartiene a un altro film: Amélie. Il mio è un "favoloso mondo" e scrivere per me è prendere a braccetto il cieco che fa ogni giorno lo stesso percorso e sussurrargli all'orecchio tutto ciò che non vede e lo faccio perché lui mi ha insegnato invece a sentire gli odori, i rumori e i sapori. Lo faccio perché lo osservo e, non volendo, lo studio tanto che entra nella mia mente e si trasforma in un personaggio che non mi lascerà in pace se non lo farò nuotare in una storia.Lo faccio perché fa parte del mio lavoro reale avere a che fare con le disabilità. E ho imparato che se non uso il cuore per tradurre un colore a chi non l'ha mai visto, non posso rispondere alla sua domanda: com'è il rosso? Nel mio lavoro c'è uno scambio empatico e ciò che ricevo è pari, anzi superiore, a ciò che dò. Queste sono le cose che descrivo nei miei testi. Emozioni. Perché ne ho bisogno. Non sono immagini. Perciò, Nanni, non è così semplice la traduzione del mio incubo. E Luca, non è vero che non siamo unici. Lo siamo eccome. Intendo nella scrittura così come nella vita. Anche in tutto ciò che ci uniforma agli altri. Perché essere unici non vuol dire essere eccezionali. Basta essere. E quell'essere se traspare in ciò che si scrive, è voce. Se la voce è uguale a un'altra, non si è nulla. Non c'è personalità. Per dirla col tuo esempio: poniamo il caso che io abbia il naso storto. Bene. Lo so. Che me lo facciano notare non mi frega più di tanto. Se ce l'ho sarà un dato di fatto. E non mi offendo se qualcuno mi dice che ho naso brutto. Non faccio come Cyrano de Bergerac, suscettibile a ogni commento. Però... però... vorrei avere la sua stessa abilità linguistica nel mettere al muro chi lo dice. E nemmeno questa mi basta. Perché lui sapeva usare le parole tanto efficacemente da arrivare al cuore di Rossana. Questo è il punto. Arrivare al cuore con il proprio cuore non con la mente. La mente puoi esercitarla con la tecnica, il cuore è il tuo fuoco interno. Se non riesci a farlo percepire non hai voce. Non è il commento di "un" lettore che mi fa male. È il commento di una persona che stimo molto. Perciò, adesso, come dicevo ieri sera a un amico, mi sento come se avessi la febbre. Uno spiffero di aria, mi fa rabbrividire e salire la febbre. Ho la febbre per un virus che causa bassa autostima e annientamento di fiducia per ciò che scrivo. Al momento mi sento così insicura che mi vengono i dubbi persino di aver compreso per bene i vostri interventi. Quello di Sabry l'ho capito, però. Perché lei ha sempre una parola gentile per tutti e mi ha scaldato appena l'ho letto. È la mia copertina calda. Così come il post di Shiki che è ancora giovane ma che dimostra la grinta di una guerriera, diversa e più consapevole dalla Shiki che scriveva il primo messaggio. Passerà, mi ha detto il mio amico. Non lo so, dico ancora io. Dopotutto non crolla il mondo se il mio sogno si é ammalato. Sono sempre una lettrice e il piacere di leggere non può essere intaccato dal piacere di scrivere che non c'é più. E ritorno a Sabry e a come percepisco ciò che scrive: per me è un parlare col sorriso il suo. Nel post, sopra, ha iniziato con amarezza ma è stato solo lo sbocciare di un dolce sorriso che mi ha scaldato. È naturalmente la mia impressione da lettrice. Ma se la sua migliore amica, quella che la conosce fin dentro ai calzini le dicesse: sai, ho trovato una tua poesia, sono certa che sia tua... E le presentasse una poesia tecnicamente perfetta ma senza calore? E non so come reagirebbe Sabry (con cui mi scuso per averla portata a esempio ). A me il paragone ha fatto male. Molto. E mi ha reso insicura.
  17. 1 punto
    È arrivato! Quel fatidico momento è arrivato proprio oggi spronata in qualche modo dalle belle parole di Marcello una scintilla si è mossa in me. Ho trovato quello che stavo cercando per TUTTI i miei romanzi rimasti incompiuti. Una sorta di magnifico filo conduttore. Un progetto che mi ha fatta innamorare e ricominciare a scrivere con vera passione. Questa volta pianificherò meno e scriverò di più. Quando sarà il momento, sono certa che saprò scrivere la parola fine e vedrò cosa fare. Cosa sto scrivendo? Qualcosa che al momento si chiama: I fantastici viaggi di Mr Rigby. Chi me lo fa un in bocca al lupo?
  18. 1 punto
    Mary Poppins e Misery non deve morire. Uno dietro l'altro, la scorsa notte. Forse c'è qualcosa di sbagliato in me...
  19. 1 punto
    Gli ho contatti tre settimane fa. Ho parlato con il cortese responsabile. Vogliono il cartaceo. I tempi per una risposta vanno dal minimo di un anno al max di 2 anni. Spediamo e facciamo altro amici.
  20. 1 punto
    Ah, per me che sono un analfabeta digitale la faccina sarebbe stata rivelatrice! Sinceramente avevo inteso che tu non conoscessi la produzione dell'editore, se non non mi sarei dilungato in spiegazioni. E, certo, comunicare le proprie esperienze con un editore è esattamente lo scopo di questa sezione, bene così!
  21. 1 punto
    Quella di Moirin è molto interessante per l'ambientazione pseudo-cinese del secondo libro e Moirin è sicuramente meglio di Imriel (che pugno sui denti, quel ragazzo...), ma la mia preferita resta quella di Phèdre, anche perché io amo il suo rapporto con Mélisande, che è una delle migliori antagoniste di cui io abbia mai letto.
  22. 1 punto
    Partiamo dal presupposto che il self-publishing è una realtà con cui bisogna fare i conti. Il mercato, volenti o nolenti, si sta man mano spostando verso il digitale, dove il self-publishing trova il suo bacino ideale. In Italia, dove ancora c'è chi ha paura a farsi un account su Amazon perché "se dai il numero della postepay poi te la clonano ti rubano i soldi ecc", frasi dette da ventenni non da novantenni, la situazione procede molto a rilento, ma il percorso è comunque quello. Fare una "guerra" tra self-publishing o pubblicati da CE è abbastanza senza senso. Vero è che su Amazon si può autopubblicare chiunque, ma c'è la simpatica opzione del "scarica un estratto gratuito" con cui hai modo di vedere l'impaginazione, lo stile dell'autore, la fluidità della scrittura, la struttura ecc. Non capisco perché sia così faticoso farlo. Risparmierebbe molte delusioni. E' vero che molti utilizzano gabole e recensioni pilotate, ma è anche vero che, in media, lo fanno in maniera così stupida da farsi sgamare al volo. Vedere un romanzo uscito da una settimana, che magari vende modestamente, con già venti e passa recensioni che gridano al miracolo... beh, non ci vuole un genio per capire di cosa si tratta. E comunque si tratta di trucchi utilizzati, spesso, anche dalle CE. Niente di nuovo sotto il sole, quindi. Per la mia personale esperienza, il self-publishing è lo strumento che più si adatta alla mia natura: massima libertà di pubblicare quando voglio, cosa voglio, in quanti volumi voglio e al prezzo che voglio. Cose che, con una CE, non potrei fare. Anch'io ho pagato lo scotto dell'inesperienza: la mia prima opera non era stata editata a dovere e conteneva un certo numero di refusi. Alcuni si sono risentiti. Io ero un totale niubbo del mondo editoriale... cosa ho fatto? Ho incassato, ho revisionato il file e ho continuato. E ho fatto bene, visto che le vendite mi hanno premiato. Evidentemente la polpa c'era. Infine, è totalmente falso che le CE storcono il naso se uno viene dal self-publishing. Anzi, ultimamente c'è una corsa all'aggancio del self-publisher da parte delle grosse CE... e ve lo posso dire con cognizione di causa, visto che si è interessato a me un grosso gruppo editoriale a cui fanno capo molte big. Adesso vedremo come procede, se mi proporranno qualcosa e cosa mi proporranno (non credo si finalizzerà, la fantascienza di italiani non viene pubblicata dalle BIG, e a me non piacerebbe cedere tutti i diritti) ma non sarà questo fattore a dare il bollino "approved" al mio romanzo. La CE non valuterà la bellezza, valuterà la vendibilità in base al suo mercato e ai suoi parametri.
  23. 1 punto
    Secondo me il problema dell'autopubblicazione è che non ha filtro. è vero, come hanno scritto altri, che è possibile trovare prodotti autopubbicati di qualità, con editing, copertina e impaginazione professionale, ma quanti sono? quanti di coloro che si autopubblicano spendono tempo e denaro per farsi fare l'editing da un professionista, la copertina da un grafico e via dicendo? La stragrande maggioranza delle volte il libro viene autopubblicato dopo una o due riletture fatte dall'autore stesso e il risultato finale è quello di un lavoro poco curato, da dilettante. Personalmente io non ho il desiderio di autopubblicarmi, per un motivo molto semplice: il fatto che una casa editrice abbia letto il mio manoscritto e abbia deciso di pubblicarlo è un giudizio di merito che mi gratifica in sé per sé, l'autopubblicazione questa soddisfazione non me la dà.
  24. 1 punto
    La famiglia Punto-e-virgola C’era una volta un punto e c’era anche una virgola: erano tanto amici, si sposarono e furono felici. Di notte e di giorno andavano intorno sempre a braccetto: “Che coppia modello – la gente diceva - che vera meraviglia la famiglia Punto-e-virgola”. Al loro passaggio in segno di omaggio perfino le maiuscole diventavano minuscole: e se qualcuna, poi, a inchinarsi non è lesta la matita del maestro le taglia la testa. Gianni Rodari
  25. -1 punti
    Messaggio automatico. Questo topic è stato chiuso dallo staff di Writer's Dream. Motivazione: Commento mancante..
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