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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 20/12/2013 in tutte le aree

  1. 2 punti
    Ne aveva sentito parlare in giro. Frammenti raccolti durante i suoi viaggi in quel vasto mondo d’illusioni e dicerie dove ogni tanto amava addentrarsi quando gli impegni quotidiani gli lasciavano il tempo per farlo. Una locanda. Ci si recavano, a dare retta alle voci, per discutere d’inchiostro su carta, del fascino delle parole e della magia con cui s’intrecciavano per aprire squarci su altri mondi e cercare di fare luce sui sogni degli uomini o sulle loro immancabili debolezze. Lo facevano in tanti, aveva sentito dire in giro, al punto che s’era chiesto se la locanda fosse davvero così affollata o se si trattasse soltanto di una delle tante leggende che fiorivano in quel mondo e, passando di bocca in bocca, trasformavano un’innocua lucertola lesta a sgusciare sotto una pietra al sopraggiungere di un paio di scarpe in un drago capace di offuscare con la propria temibile ombra un intero villaggio. Aveva deciso di andare a vedere coi propri occhi. Da tempo anelava a un posto simile, un ritrovo dove la passione per la scrittura gli offrisse occasione di confrontarsi con altri capaci di comprenderla e entusiasti di parlarne. Trovare la locanda fu facile: chi c’era stato era prodigo di indicazioni su come arrivarci. Quando l’ebbe raggiunta, si fermò, la mano appoggiata a uno dei battenti dell'ingresso, indeciso. Fece qualche passo indietro, si portò sino alla finestra più vicina e rimase lì a lungo, a guardare oltre il vetro, chiedendosi se fosse davvero il caso di entrare. Si interrogò sulla ragione di tale improvviso timore. Gli occorsero diversi giorni per trovare la risposta. Il tempo speso lì, a decidersi, gli permise di osservare gli avventori, di seguirne le discussioni, di condividere tra sé e sé la posizione di qualcuno o dissentire da quella di qualcun altro, immaginando cosa avrebbe ribattuto lui o come avrebbe cercato di rendere più convincenti le proprie idee. Quando infine ritenne fosse giunto il momento di farlo davvero, varcò l’uscio. Sentì parecchi sguardi convergere su di sé ma lui non si voltò a restituire il proprio. Filò dritto sino al bancone. “Oste, da bere per tutti”. Gli sembrava il minimo che potesse fare per ricambiarli delle tante preziose informazioni di cui, inconsapevoli della sua presenza dietro la finestra, molti di loro gli avevano fatto dono. Per conoscerli meglio, discutere e condividere con gli altri avventori le proprie speranze di carta e inchiostro, ci sarebbe stato tempo. Tanto ormai il primo passo, il più difficile, l’aveva fatto. PS: grazie sin d'ora dell'ospitalità.
  2. 2 punti
    L'uomo non è che non deve rubare, uccidere il suo simile o andare con una donna al giorno (nel caso della donna il contrario) perchè "lo ha detto Dio" o perchè altrimenti "va all'inferno". Se anche Dio o chi per lui non esistesse, se anche l'eternità non esistesse, se anche non ci fossero Armageddon o inferni e paradisi, ed equivalenti, nessuno autorizza l'uomo a fare quello che vuole perchè gli va così alla faccia e a discapito dei suoi simili. Che gli piaccia o no l'uomo deve vivere secondo certe regole, se non le segue, se non si adegua, finisce male e fa finire male i suoi simili che hanno a che fare con lui. Nessun uomo ha il diritto di prevaricare su un altro, di fare del male o di fare i suoi comodi. Perciò, da Hammurabbi se non anche prima, si sono scritte delle leggi che punivano chi faceva del male, chi rubava eccetera, indipendentemente da qualunque Dio. Leggi e regole solamente umane. Ma l'uomo, poichè è un estremo miserabile, ha sempre trovato il modo di farla franca e di attuare i suoi comodi. Perciò è intervenuto qualcosa o qualcuno o chissà cosa di superiore a lui, di indefinibile e indescrivibile, perchè l'uomo nella sua arroganza vuole catalogare e classificare tutto, per dire che poteva anche fare i suoi comodi su questa terra, poteva anche uccidere, andare con una donna diversa al giorno, (...ma per piacere...) rubare, far soffrire eccetera e scampare alla giustizia precaria e imperfetta dei suoi simili, che magari avrebbe comprato con il suo potere, ma non sarebbe potuto scampare alla Giustizia divina. Ebbene degli uomini amano credere alla Giustizia divina e si comportano come uomini retti e come credenti. Altri uomini non credono in Dio, ma si comportano rettamente. Altri che credono fanno del male, altri che non credono lo fanno ugualmente e così via in una infinita gamma comportamentale. E' un discorso molto semplice il mio, da che mondo è mondo c'è sempre stata gente alla quale ha dato fastidio chi credeva e altrettanto viceversa, in una sorta di gara a chi ha più ragione nel dimostrare le sue "giuste" ragioni. Qui la giustizia e la verità non stanno in mezzo e nemmeno dalla parte dei non credenti o dei credenti, come pure la verità assoluta su Dio nessun essere umano normale può dirla. In sintesi: l'uomo ama fare i suoi comodi e con la sua furbizia spera di scamparla. E ci riesce benissimo, basta guardare la miseria e l'orrore che abbiamo nel mondo. Ai dispensatori di odio da molto fastidio che le loro vittime vadano incontro alla morte cantando inni a un Dio che non possono spiegare e mostrare. E che farà pagare, sperabilmente, tutto il male che è stato fatto agli uomini buoni e giusti. Definizione di un uomo giusto? Non uno che sta a pregare tutto il giorno, quello non serve a niente. Un uomo giusto è chi aiuta il suo simile senza voltarsi dall'altra parte, senza pretendere nulla in cambio. Molto raro.
  3. 1 punto
    Contest 93: Storie di Natale Ogni anno, in questo periodo, nessuno è immune allo spirito natalizio che ci bombarda tra alberi, presepi, carte dorate e coccarde in ogni dove. Abbiamo pertanto pensato di proporre un contest che, sulla base delle tracce che abbiamo individuato per voi, ci parli del vostro natale o del modo con cui voi vedete queste festività. Obbiettivo: scegliere una delle tracce che vi proponiamo e svilupparla con un racconto, coerente con le indicazioni previste. Genere e forma: Libero e senza vincoli particolari, l'importante è che il Natale, in qualsiasi forma lo concepiate, sia presente. Formato e lunghezza: Nessun limite, ci affidiamo al vostro buon senso per non postare testi che superino abbondantemente il concetto di "racconto" puntando a quello di "saga in cinque volumi" (cit.) Scadenze: i racconti vanno postati qui entro il 04 gennaio 2013, data di chiusura del contest. Premi: troppo piccanti per parlarne in questa fase... più siete, più saranno Ed ora, ecco le tracce che abbiamo pensato per voi: Traccia 1: Natale al tempo della crisi E' Natale anche quest'anno, ma intorno a noi l'atmosfera è cambiata. Il consumismo cerca di farci dimenticare i problemi con luci e offerte, ma la sofferenza non si può nascondere. Scrivete un racconto dove la crisi sia l'elemento centrale, declinato in qualsiasi forma, che sia il cardine della storia, ma anche se lo desiderate, che sia il motore della speranza per un futuro che arriverà. Boa obbligatoria: nel racconto non ci devono essere avverbi in mente. Traccia 2: La casa del natale Avete deciso di trascorrere il Natale in una vecchia casa dove non vi recavate da anni. Scrivete un racconto dove raccontate come, perché, dov'è questa casa, con chi passerete il Natale, e...non mettete limiti alla fantasia, la casa può essere in Italia, su Marte, sotto al mmmmmare e gli amici...alieni o pesciolini rossi Boa obbligatoria: nel racconto deve comparire un labrador. Traccia 3: Il Natale delle larghe intese Le larghe intese ci stanno tormentando in politica, ma come potrebbero trasformare la nostra vita quotidiana? Scrivete un racconto in cui i protagonisti debbano passare un Natale di larghe intese non importa dove come quando, l'importante è che sia chiara una motivazione conflittuale forte e un'altrettanto forte motivazione a tenerli uniti. Boa obbligatoria due dei protagonisti devono chiamarsi Angelino ed Enrico. Traccia 4: Magia del Natale Il Natale è una festa meravigliosa. Canti, neve, regali e tanta armonia. Il protagonista si trova anche quest'anno ad una cena natalizia con i parenti e tra regali e panettoni tutto procede come sempre, fino a quando... Boa obbligatoria: Deve esserci un finale triste. Traccia 5: Rudolph, la renna dal naso rosso Non sempre il Natale è sinonimo di felicità e compagnia. Il vostro personaggio infatti possiede una caratteristica tale che lo rende "diverso" dagli altri e, per questo, emarginato. Vostro compito sarà narrare il suo Natale. Tutto chiaro? Partecipate numerosi
  4. 1 punto
    Oh, finalmente un contest semplice! Quasi quasi ci provo e vinco! *ride sgangheratamente" P.S. Avevo acceso il pc inforcando gli occhiali sbagliati e mi ero innamorato della traccia numero 2 perché avevo letto (male) Avete deciso di trascorrere il Natale in una vecchia casa dove non recavate danni.
  5. 1 punto
    Interessante e sicuramente stimolante. Chissà se riesco a scrivere qualcosa, sono un po' troppo impegnata ultimamente ma... vedremo!
  6. 1 punto
  7. 1 punto
    Sembra interessante! Forse ho un'ideuzza, devo solo capire se rientra nei paletti del concorso
  8. 1 punto
    Ammetto che ho molti progetti in testa (la cosa è sia un bene che un male xD)
  9. 1 punto
    devo retrocedere per tornare simpatico (posto che mai lo sia stato)? Io volevo fare l'arbitro, ma non me lo lasciano mai fare (per fortuna...) e comunque se vuoi togliermi almeno il cinquanta per cento delle possibilità devi partecipare e non ritirarti a vita contemplativa
  10. 1 punto
    Ammetto che difficilmente riuscirò a connettermi durante le vacanze di Natale e allora ecco a voi i miei auguri. http://1.bp.blogspot.com/-watm8JrB5kM/TvYbgj7RabI/AAAAAAAAETc/yQemwEakwwg/s1600/natale_renne.gif
  11. 1 punto
    Intendevo "dormire", cosa avevi capito, che me ne vado in giro con la barba finta a scalare camini al contrario portando pacchi?
  12. 1 punto
    Caro Francesco. A) Non c'è critica senza provocazione. Una critica serve a provocare una reazione. B) Cerco sempre di essere il più schietto possibile sia nel bene che nel male. c) Non ti ho insultato. Questa è la tua visione distorta dei fatti. Semplicemente ti sei sentito pungolato ( e credimi ne avevo tutte le intenzioni.) Forse non ti aspettavi che qualcuno potesse anche usare dei modi non all'acqua di rose per esprimere un parere. D) Ricorda: a volte è più utile un cazzotto sincero, che una carezza falsa. ( concetto molto banale, ma che in questo caso potrebbe essere utile.) Niente di personale. Saluti VelvetA
  13. 1 punto
    Lo Hobbit - La desolazione di Smaug. Vorrei prendere Peter Jackson e dargli un enorme abbraccio per quello che sta facendo con l'universo di Tolkien!
  14. 1 punto
    Di solito si è portati a credere che la conversione sia la conseguenza di una tragedia o di qualcosa di simile. A volte questo è vero, in molti altri casi non lo è: ci sono persone che apparentemente avevano tutto, che alla vita non potevano chiedere di più...e che poi si sono convertite.
  15. 1 punto
    Sì, il protagonista finisce con l'essere soffocato dai suoi segreti, non sa proprio più come nasconderli... poi ovvimante ognuno può interpretare come vuole! Grazie per il commento!
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