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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 07/12/2012 in tutte le aree

  1. 2 punti
    Benvenuto! Beh, molti hanno iniziato con le fan fiction tra gli utenti di questo forum, sei in buona compagnia
  2. 2 punti
    Usando il metodo di Vale a me verrebbe fuori grey mouse Una figura si muove con agilità nei vicoli bui di Squit-land. Ha un lungo mantello grigio, la mascherina e indossa una pettorina con stampata l'immagine del gorgonzola. Con la sua fida mouse-car raggiunge facilmente gli angoli più nascosti della città e offre aiuto ai giovani topini, grazie alla sua destrezza e alla precisione, che gli permettono di lanciare fette di formaggio con precisione millimetrica in faccia ai nemici, i famigerati whitecat! Ok... La smetto
  3. 2 punti
    Spintronik. Il supereroe a cui quando girano gli elettroni...
  4. 2 punti
    beh, se come metro usiamo gli avatar, cosa devo pensare della ppdm che ha come rappresentante un personaggio che si chiama Kong L'Idiota XD? e cosa dovrebbero pensare di me XD
  5. 1 punto
    La ppdm è in realtà un agente segreto venuto qui per rapire Panzer e Shiki (lo so sto andando un pò fuori di testa ultimamente).
  6. 1 punto
    Ha qualità, se ha sapore.
  7. 1 punto
    Sì, se hai la passione per la catalogazione dei libri o se hai la mania di rinnovare periodicamente i tuoi scaffali personali cambiando l'ordine dei libri a seconda dei gusti del momento (come me). No, se di ste cose ti interessa poco e leggi quel che ti capita a istinto o scegliendo dai titoli o dalle copertine o avendo la fortuna di beccare per prima la trama (e sapere sin da subito se è qualcosa che potenzialmente può interessarti) e dopo tutto il resto. Sì, se hai una marcata vena social che ti porta a cercare gente che legge non soltanto il tuo stesso genere di libri ma proprio i libri che leggi tu (e di conseguenza tutti i micro-generi e le micro-classificazioni diventano utili a trovare le nicchie nelle varie comunità, dagli appassionati del Weird a quelli della narrativa distopica a quelli che cercano le storie d'amore ai tempi della fine del mondo) cercando una sintonia e sincronia di gusti che ha del compulsivo. No, se hai gusti abbastanza ampi da poter dire che genericamente "mi piace l'horror" o "mi piacciono i gialli" andando al di là degli elementi caratteristici dei vari sotto generi (giallo con investigatore, polizieschi, storie di fantasmi, apocalissi zombie... etc.). Sì, se ti diverte inventare un genere nuovo al giorno al punto che virtualmente ogni libro è un genere a sé (ci si potrebbe fare una storia distopica su sta cosa, con librerie piene di infiniti scaffali con sopra a ognuno un solo e singolo titolo, con un po' di bravura ci verrebbe qualcosa alla Borges). No, se trovi ridicola la frammentazione dei macro-generi più estesi, perché alla fin fine non te ne fai niente di sapere che quell'horror è anche weird, che quel fantasy è heroic fantasy, che quel giallo non è un poliziesco...etc. Insomma, è utile? Si e no allo stesso tempo, dipende da quello che ci devi fare e da quel che ti interessa o.o Io, che ho la passione della catalogazione, lo trovo utile ai miei scopi. Amando poi generi specifici di libri mi torna utile cercarmi le comunità di riferimento ai vari micro-cosmi sapendo che lì ci andrò a trovare quasi certamente (la possibilità di beccare un libro che non ti piaccia è sempre lì, in agguato) qualcosa che mi piacerà. L'utilità di un genere esiste finché qualcuno gliela applica, in caso contrario smette di funzionare e sparisce o.o
  8. 1 punto
  9. 1 punto
  10. 1 punto
    A me uscirebbe Grey modem, che in italiano si potrebbe modificare in Modem il grigio, l'amico nerd di Gandalf insomma
  11. 1 punto
    A me esce Telecomando Marrone...
  12. 1 punto
    Devo precisare che il mio libro non è stato ancora pubblicato, ma da contratto hanno tempo fino a luglio del 2013, quindi stanno rispettando tutti i parametri. Il manoscritto in formato word è stato sottoposto a due revisioni che, secondo me, ne hanno innalzato la qualità. Fra una revisione e l'altra, l'editor mi ha fatto notare alcuni punti che avevo lasciato troppo vaghi; ho lavorato sodo per aumentare l'intreccio e rendere più di spessore il carattere dei personaggi. Alla fine mi sono fatto l'idea che l'obiettivo di questa Casa Editrice sia quello di portare in libreria opere di una certa qualità anche a costo di perdere più tempo seguendo passo passo un esordiente come me nel suo cammino di crescit personale. Non credo che una EAP si comporterebbe in questo modo, anzi: probabilmente una EAP avrebbe pubblicato il mio romanzo così com'era in origine, con tutti gli errori e le contraddizioni della trama, rendendomi alla fine un cattivo servizio che mi avrebbe solo taglito le ali per il futuro.
  13. 1 punto
    Il mercato a mio parere non è creato dai lettori, non lettori forti almeno. Il mercato è creato dalle mode, che spesso sono figlie di campagne pubblicitarie forti e a tutto campo. Vale come per gli orologi di plastica. Non è che un giorno ci siamo svegliati e abbiamo deciso che gli orologi di plastica sono fighi. In realtà qualcuno ci ha detto che avere un orologio di plastica è figo e noi ci siamo adattati. Il mercato i bisogni non li soddisfa, li crea.
  14. 1 punto
    Credo di aver indovinato in che settimana sei adesso.
  15. 1 punto
    L'altro giorno ho incontrato un vecchietto che, dal fondo dell'autobus, gridava all'autista le manovre che doveva fare, quando fermarsi, far uscire la gente e quant'altro. Santo subito!
  16. 1 punto
    io distinguerei nettamente tra la figura artistica dello scrittore e chi lavora come editor/grafico/impaginatore/ revisore bozze eccetera nelle redazioni, dove gratis non presterei nemmeno un minuto del mio tempo, come in qualunque altro lavoro... la distinzione in realtà cade quando ci si trova davanti parecchi aspiranti scrittori prestati al lato tecnico dell'editoria. Ciò che accomuna il precario da redazione e lo scrittore che non riceve nessuna retribuzione per il frutto delle sue creazioni è proprio la convinzione, tipica di entrambi, che l'arte non debba essere "sporcata" dal denaro. Una convinzione su cui lucrano diversi approfittatori
  17. 1 punto
    La rivista "Mucchio Selvaggio" ha pubblicato una ricerca/inchiesta sul precariato (La Bolla Editoriale) nel mondo delle case editrici - ne emerge uno spaccato assai interessante perchè l'animus che permea molti dei perenni stagisti non pagati schiavizzati nelle redazioni delle case editrici (e spesso loro stessi scrittori) è proprio quello del prestare un necessitato servizio di crescita culturale. Non vengono pagati, cioè, ma si sentono gratificati perchè stanno "servendo" l'arte. Il non avere considerazione di ciò che si sta facendo, creare o editare o impaginare il testo, in termini di dignità retributiva porta ad una serie non secondaria di storture; da un lato promuove, e legittima, il precariato, dall'altro lato abbassa lo standard qualitativo artistico perchè le persone che curano il libro lo fanno da stremate, stressate e sfruttate (sempre più libri sono colmi di refusi, ripetizioni, strafalcioni veri e propri)
  18. 1 punto
    A me è capitato di correre come un forsennato fino all'agenzia interinale a cui ero iscritto per firmare un contratto di lavoro e scoprire, al contrario di quanto mi avevano appena detto al telefono, che in realtà l'annuncio non esisteva, perché il tutto serviva soltanto per "testare" la mia disponibilità dinanzi a un'offerta di lavoro. Ammetto che in quel momento avrei voluto bruciare l'ufficio...
  19. 1 punto
    Le ipotesi sono due: 1) il foglio è stato estratto in anticipo dalle rotative; 2) Randall Flag ha sabotato il romanzo.
  20. 1 punto
    Mi sento di postare una bellissima canzone di Caparezza in cui spiega quanto le scimmie riescano ad essere superiori agli uomini per certi versi: Cito: "Il Bonobo è una pericolosa alternativa sociale, dimostra che in natura esiste l'omosessualità e che l'uomo è aggressivo perché sessualmente represso e soprattutto che l'unico vero modo per vivere in pace è giocare, mangiare e accoppiarsi, alla faccia di religiosi, intellettuali e politici benpensanti!"
  21. 1 punto
    Sottoscrivo in pieno a quanto detto da In_mezzo_alla_segale. E vorrei spezzare una lancia a favore dei poveri lettori... Personalmente ho partecipato a diverse presentazioni indette da piccole case editrici. E siamo sinceri, in Italia si legge POCO, la gente è poco interessata ai libri di Eco, figuriamoci a quelli degli esordienti. Così la media è: 7 presentazioni su 10 erano di una tristezza infinita. Con presenti parenti e amici e giusto alcune persone estranee o amici di amici. E 7 volte su dieci veniva voglia di cavarsi gli occhi dalla noia... e io mi sentivo in imbarazzo per il povero autore. Le rare presentazioni che invece hanno saputo interessarmi e di cui ho un bel ricordo erano quelle organizzate sensatamente dalle case editrici. Per sempio una volta sono andata ad una presentazione come pubblicista per il giornale per cui ogni tanto scrivo. Ovviamente la redazione era stata contatta dall'ufficio della case editrice tramite una telefonata. Le mail non vengono prese in considerazione talvolta. La presentazione si è svolta durante l'incontro tra il Cor di Pavia, studenti, genitori e gente incuriosita. La c.e. aveva concepito una presentazione a tema, ovvero il fantasy ai giorni d'oggi e portato tre suoi autori della propria collana, i quali avevano scritto un fantasy classico, un urban e un horror-fantasy. In questo modo era nato proprio un dibattito che affrontava il problema e l'evoluzione del genere, facendo interessare le persone (parlando anche di nomi importanti come Tolkien) per poi entrare nello specifico dei tre libri in questione. I risultati sono stati tre: il pubblico è stato invogliato a parlare e a fare domande sentendosi partecipe ed esprimendo la propria opinione, gli autori non sono rimasti bloccati da un comizio tipo terzo grado ma hanno potuto scioglersi prendendo l'argomento in generale per poi parlare del proprio lavoro, io ho avuto la possibilità di scrivere un buon articolo. OT _____Molte volte gli esordienti pensano di fare bingo con un articolo di giornale ma non è così. Le redazioni spesso fanno sondaggi fra i loro lettori per comprendere quali articoli vengono letti e quali no. Così si può decidere a quali rubriche concedere più spazio. E purtroppo dai dati emersi gli articoli sugli esordienti attirano pochissima attenzione. Ad esempio se scriviamo un trafiletto su "Pinco Palla: Il mare e il vento" (per esempio) in pochi lo leggeranno e quasi tutti comunque lo dimenticheranno senza comprare il suddetto libro. Invece se scrivi "Il Fantasy è davvero morto? Chi sono al giorno d'oggi i nuovi autori che raccoglieranno l'eredità di Tolkien?", attiri più lettori e talvolta, miracolo!, qualche mail in cui ci forniscono la loro opinione sull'argomento trattato o fanno domande. __________ Per questo una buona presentazione non parte solo dal libro, ma dall'idea alla base della sua promozione. Un po' come la copertina che molte volte, purtroppo, fa l'abito... Finisco sentendomi di dare un consiglio a chi invierà un manoscritto per pubblicarlo: selezionate la case editrice in base a tre criteri, 1) se è free, 2) se viene svolto l'editing e come viene curato il libro (impaginazione, grafica, che si è importantissima, eccetera) 3) su cosa si basa la loro promozione dei libri pubblicati. Anzi proprio prima di firmare discutete con l'editore su quali tappe sono previste dopo la pubblicazione del libro, perché molte volte un esordiente pensa sia quello il trampolino di lancio. Invece è solo la punta dell'iceberg. Inoltre è un problema anche se si pubblica per le case editrici Big. Un esordiente che conosco ha pubblicato per la Piemme, ma senza campagna pubblicitaria e il suo libro era dietro tutti gli altri negli scaffali più angusti. Morale: vendite bassissime, la casa editrice non gli ha più richiesto un secondo libro, autore bruciato. Per questo a volte si ha addirittura più visibilità con una casa editrice medio-piccola ma che segue i propri autori, ne pubblica pochi e si ritaglia un budget per pubblicizzare il libro. Inoltre se è davvero un professionista avrà più conoscenza e praticità di un autore esordiente, sapendolo valorizzare e guidare... Ps. A chi ha prima commentato che avrebbe paura di non fare una bella impressione mi sento di dire che personalmente in quel famoso articolo ho dato più rilevanza ha una giovane autrice timida, meno loquace degli altri due, ma che si vedeva che amava il suo lavoro. Uno dei tre era talmente preso di sè che bisognava sparargli per fargli mollare il microfono! Anche per questo una buona presentazione deve essere curata dall'editore, nei tempi, negli orgomenti e soprattutto strutturata in modo che l'autore si sciogla e possa trovare lo slancio per parlare.
  22. 1 punto
    Dell'ultima puntata, queste sono le migliori: Soprattutto quella su "Carlo Moccia" ! Oltre a voler chiedere aiuto a lui (tramite google?) non sa neppure come si chiama! Poesie deprimenti è geniale! "vorrei leggere poesie d'amore per cortesia" denota un grande rispetto verso la persona di google, infatti chiede al motore di ricerca "per cortesia"
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