Vai al contenuto

Leaderboard


Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 25/08/2012 in tutte le aree

  1. 1 punto
    A me lei distrae proprio, sopratutto quando le partono gli occhi e incomincia a muoverli a destra e sinistra facendomi venire il mal di mare (se fossi l'attore che le recita davanti le urlerei "Oh, ma ce la fai a tenerli fermi due minuti o no?!"). Oppure quando storta la bocca al punto che a momenti le arriva all'orecchio. E poi appena la vedo nella mia testa parte la sigla di Dawson's Creek. Pallosa di una Joey Potter che non è altro... Io voto per Rachel McAdams <3 è stupenda e mi piace anche come attrice.
  2. 1 punto
    Ah, e giusto per non far passare messaggi sbagliati: Errato. I manga e i disegni "animati" sono molto più vecchi dei cartoni animati che conosciamo noi. Risalgono addirittura al '600. I rotoli venivano aperti e letti proprio come si fa oggi con i fumetti, c'erano trasposizioni pittoriche delle rappresentazioni kabuki, e il disegno è più vecchio della scrittura. L'animazione non si è integrata dopo, diventando elemento della cultura. Lo è sempre stata, e con il cinematografo e la televisione si è solo evoluta.
  3. 1 punto
    Di sicuro non mi mancherà Katie Holmes
  4. 1 punto
    No, non sbagli. L'inversione è molto ma molto lunga. Ma alla fine ne uscirò vincitore. Anche perché ho un sacco di gente che mi sta aiutando a prendere a calci quella criptonite P.S. Più che così mi sento così ma come lui, non mi arrendo mai
  5. 1 punto
    Io sono un ignorante, che si è avvicinata al Giappone per esigenze di documentazione (è il paese con cui va in fissa il mio personaggio) e nel farlo ho scoperto che ha una capacità di incuriosirmi molto forte. Per documentarmi e poi per diletto ho letto parecchi romanzi e le mie opinioni sono quelle della lettrice ignorante nessuna critica letteraria. I classici Mishima e kawabata che non c'è dubbio siano fra i miei scrittori preferiti e che consiglio a chiunque. I testi di Mishima anche così diversi tra di loro sono di un'intelligenza estrema, cosa che a me lascia sempre a bocca aperta, lo seguo anche nei suoi deliri più nazionalisti e mi viene voglia di mettermi una fascia in testa e gridare banzai alla finestra. E sa svelare l'animo umano (non solo giapponese) come pochi altri, senza censure. Kawabata dipinge invece, non scrive. Se piacciono le giapponeserie come i pannelli finamente decorati, Kawabata lo fa scrivendo, con una cura in quello che descrive da far vedere il mondo (quel mondo poi) come se anche noi possedessimo l'animo dell'artista. Ma non si ferma alla contemplazione che potrebbe essere noiosa (ma non lo è), seziona allo stesso modo i gesti, i rapporti, le persone. Tanizaki lo conosco meno, il periodo credo sia lo stesso, per il poco che ho letto mi è piaciuto e rispetto ai suddetti inserisce una tensione più sovrannaturale, invece che basata sui rapporti umani. Oe tratta temi che mi sono cari. La nascita di un figlio autistico ha cambiato la sua vita e la sua ricerca letteraria. Uno scrittore onesto soprattutto, mai retorico. Murakami sarà il solito ma è lo scrittore di cui sono innamorata, mi trasporta nel suo mondo e può farmi fare qualsiasi cosa vuole, io lo seguo a bocca aperta come se suonasse un piffero magico. La Yoshimoto scrive sempre lo stesso libro. A ripetizione. Alcuni sono carini, ma letti due o tre è come averli letti tutti. Natsuo Kirino è grandiosa, moderna, inquietante, con trame intriganti e personaggi mai banali. Ishiguro che è da considerarsi sia giapponese che inglese ha scritto splendidi romanzi che anche qui, mi ripeto lo so, riescono a tratteggiare l'animo umano in maniera delicata e precisa. Taichi Yamada, di suo ho letto una ghost story forse non il massimo dell'originalità ma molto piacevole. Non è un premio nobel ma sa mantenere l'interesse. Yoko Ogawa anche è interessante,ha un particolare interesse per particolari un po' malati e strambi che mi incuriosisce. Di Inoue Yasushi ho letto solo una brevissima raccolta di racconti "Amore" molto bella e per nulla retorica anche qua. Il figlio della fortuna di Yuko Tsushima, altro libro molto incentrato sul personaggio molto interessante di una donna solitaria, che agli occhi del mondo e della sua famiglia non è vincente, probabilmente neanche ai suoi, ma le riflessioni nel corso della trama mi hanno permesso anche di riconoscermi. Un po' stramba ma io la capivo. Alcuni libri tradotti per le alte vendite in patria o per il nostro presunto morboso gusto, credo si possono lasciare perdere: Il drago nel cuore di Shoko Tendo una testimonianza di una ragazza che non ha avuto una bella vita, pubblicizzato come libro sulla yakuza, ma invece incentrato su una che sta con uomini violenti e non ce la fa molto. Magari interessante se interessano le storie un po' tragiche di vita vissuta e rinascita, ma scritto in maniera atroce. Platonic sex di Ai Iijima. Imbarazzante per quanto non dica niente. L'ho un po' rimosso. Credo sia una ex pornostar, poi star della tv, ma davvero non ricordo niente se non che faceva pena. Serpenti e piercing segue un po' a ruota. L'autrice è Hitomi Kanehara. Anche qui tradotto forse perché dal Giappone ci si aspettano storie di gente un po' fuori di testa. Una trama c'è almeno. Ragazzini disturbati come si trovano anche a Mirafiori senza andare in Giappone. Già migliore Solo con gli occhi di Wataya Risa, giovanissima, almeno quando scrisse quel libro. Un po' vacuo come la Yoshimoto, ma una Yoshimoto ben poco presa bene, anzi un po' inquietante. Non mi è dispiaciuto, protagonisti ragazzini, ma lei non era molto più grande. Migliore sicuramente "Oro rapace" di Yu Miri, coreana giapponese. Sempre violenza e ragazzini che sbiellano. L'altro Murakami. Ho letto solo Blu quasi trasparente. Atmosfere un po' da gioventù persa che esagera con sesso e droghe. Non male nel suo genere, ma il genere è quello. Lui è il regista di Tokyo decadence, siamo lì come temi un po' perversi. Però non è un idiota, ha uno sguardo in tutto questo. Un po' sballato ma ce l'ha. Poi mi vengono in mente gli orrorifici. Suzuki l'autore della trilogia di The ring (bella), non troppe qualità letterarie ma come scrittore horror bravo. Takami di Battle Royale, splendida idea, bellissimo film, ma due palle di libro. Un po' prolisso e annacquato per un'idea che meritava più giustizia e ritmo. Boh non mi viene in mente altro. Credo però che la triade è Mishima, Kawabata, Murakami. Di loro adoro praticamente tutto. Natsuo Kirino si difende bene ed è forse la più narrativa fra questi, e che non viene tradotta perché fa scandalo, ma perché è una scrittrice bravissima. E Ishiguro, anche lui è un piacere leggerlo. Ho poi letto cose sul giappone di non giapponesi, alcune molto carine, ma devo lavorare e mi fermo qua.
  6. 1 punto
    Questa è una semplificazione, le cose sono molto più complicate. Prendiamo proprio le giraffe. Nello stesso ambiente in cui vivono ci sono anche antilopi che trarrebbero, a loro volta, enorme vantaggio dal poter raggiungere i rami superiori degli alberi; ma non hanno mai sviluppato un collo lungo. Come mai? Alcune, pittosto grosse, arrivano ad appoggiarsi si tronchi in posizione pressocché verticale. A segno che anche loro trovano appetitose le foglie più alte e che avrebbero un gran vantaggio a riuscire a raggiungerle. Eppure il loro collo è normale. La risposta al problema, o meglio, una possibile risposta, viene dall'okapi, un animale scoperto da relativamente poco tempo. L'okapi assomiglia moltissimo a una giraffa dal collo corto, vive nelle foreste pluviali molto fitte, dove la vegetazione è facilmente raggiungibile rendendo un collo lungo non necessario se non controproducente. Questo animale, esattamente come il suo cugino della savana, procede all'ambio. Un tipo di andatura che minimizza le ripercussioni del moto sulle spalle e sull'attaccatura del collo. Ecco perché la giraffa ha il collo lungo: può permettersi di averlo. Un'antilope che proceda con un'andatura divesa - come normalmente accade - ha dei limiti nella lunghezza del collo che non può superare. Perché la testa ondeggerebbe a destra e a sinistra finendo per danneggiarlo. Si tratta di un preadattamento - in inglese mi pare si dica exaptation - cioè di un carattere nato per altri scopi, o magari per scelte del tutto casuali, e poi rivelatosi utile per uno scopo diverso. Un'altra exaptation è quella delle piume e delle penne, nate su animali non volatori e poi decisive nello sviluppo del volo. L'evoluzione non è un processo lineare, non procede verso uno scopo, nemmeno quello della sopravvivenza del più adatto. Solo a posteriori è possibile costruirne un racconto che ci spieghi quello che è successo, ma non dobbiamo lasciarci ingannare: giraffe e antilopi sono entrambe perfettamente adattate al loro ambiente, ma la loro storia evolutiva le ha rese diverse. Così noi non sappiamo cosa renda l'uomo particolarmente adatto al suo ambiente. Per questo non si deve buttar via niente: qualsiasi mutazione può rivelarsi utile in futuro. La vera ricchezza di una specie è la sua variabilità, non il suo grado di addattamento. Anche a livello sociale la presenza di soluzioni alternative può rivelarsi decisiva in futuro, non sapppiamo come, non sappiamo quando. Tutto quello che sappiamo è che le società che permettono la presenza di alternative a quelle dominanti - di solito chiamate democrazie - alla lunga vincono, perché riescono a trovare tra le proprie minoranze soluzioni che le società monolitiche non sono in grado di trovare. Il vero pericolo è il pensiero unico, al quale purtroppo in questa fase storica stiamo tutti inesorabilmente tendendo. Quello è in grado di distruggerci. Qualunque soluzione che debba necessariamente coinvolgere l'intera umanità è pericolosa. Anche nel caso che ci appaia come un'ottima soluzione per i problemi presenti. A lungo andare è perdente.
  7. 1 punto
    Ho sempre trovato quest'atteggiamento una posizione di comodo. La Bibbia è un testo molto retrogrado, pieno di nefandezze e atteggiamenti discriminatori versi chi non si conforma al volere di Dio. Che poi anche chi lo fa non è che viva splendidamente, ma almeno si adegua ed è "buono e giusto". In confronto alla Bibbia il Corano è un esempio di tolleranza e pensiero illuminato. Quindi il pensiero religioso è così dalle origini, non viene travisato: per dire, le donne sono esseri inferiori punto e basta, non è che la Bibbia dice che uomini e donne sono uguali, ma poi è la Chiesa che interpreta male. Quelli che interpretano male sono i fedeli, quando vogliono essere cattolici e per la parità tra i sessi.
  8. 1 punto
    Io conosco la mia polla, ho acquisito il settimo senso e riesco a percepire un disastro in procinto di scoppiare a due rampe di scale di distanza Anzi, appena torno dalle ferie (parto domani, finalmente ) apro un bel post dedicato ai genitori del WD, che ho visto ce ne sono un bel po' basta OT se no devo farmi un richiamo da sola
  9. 1 punto
    Cosa aspettarsi da un Panzer Mi è venuta in mente una figura che però (per una volta) non ho fatto io, bensì una ragazza che stavamo valutando come baby sitter. Già a pelle non mi piaceva, ma comunque qualificata, propositiva, tutto quello che volete... a un certo punto il cane le ha portato un pezzo di legno, lei lo ha preso e lo ha lanciato, con precisione millimetrica, sulla nuca della mia bambina Scuse, pianti, disinfezione, e torniamo dentro. Incidente dimenticato? Dalla ragazza forse, di certo non da mia figlia, che con rapida mossa ha preso il suo Iphone e in un attimo le ha cancellato tutti i file di giochi, canzoni, fotografie, TUTTO. Tengo a precisare che mia figlia ha 4 anni. La ragazza non l'abbiamo più chiamata, e non credo che le dispiaccia troppo
×