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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione il 04/08/2012 in tutte le aree

  1. 3 punti
    Probabilmente questo rischia di andare OT. Ma decisamente: paragonare il desiderio di fumare, incontestabile, sì, ma pur sempre si tratta di una scelta personale, con il desiderio di due persone che si amano e che vogliono sposarsi ma che non possono farlo in quanto esistono luoghi, come questo paese, dove i cittadini sono di serie A e di serie B in merito a diritti inalienabili, mi sembra fuori luogo. A me personalmente offende che si paragoni una scelta di fumare in libertà una sostanza psicotropa con il fatto che due persone possano suggellare un unione e che non scelgono di amarsi, lo fanno e basta. Sono due argomenti distinti che, per mio pensiero, non sono da mettere in alcun modo né in alcun livello sullo stesso piano. Uno decide di fumare, di sballarsi, o di non farlo. Io e il mio compagno abbiamo il diritto di sposarci e amarci, punto. E se devo andare all'estero per farlo, non consacro una mia scelta per vivere in libertà, sto semplicemente "esodando" in un altro paese dove i diritti che mi spettano non mi sono negati. E questo non è bello, non è naturale e non è felice. Ci tenevo a precisartelo. Vi invito, e lo dico da persona omosessuale, a fare sempre attenzione a come si toccano certi argomenti, perché quello che per sentire comune sembra normale, a volte sottende altro che normale non è, ma che implica odio, indifferenza e omofobia.
  2. 2 punti
    Per quanto riguarda il rigor, i muscoli iniziano a irrigidirsi da 1 a 3 ore dopo la morte a temperatura ambientale (vi sono tuttavia numerose variabili che possono influenzare questo fenomeno, rallentandolo o accelerandolo, come, per es., l'elevata temperatura ambientale, uno stato febbrile della vittima prima della morte, pregressa attività fisica intensa). Esso si diffonde lentamente. Di solito sono necessari almeno 12 ore affinché il rigor si diffonda per tutto il corpo. sempre a temperatura ambiente, il rigor si risolverà in almeno 24-36 ore. E' meno veloce a temperature più fredde e i suoi tempi di formazione sono accelerati a temperature più calde. Da un punto di vista criminalistico, è importante notare se il rigor è "conforme" alla posizione di rinvenimento della salma. Qualora il corpo, in pieno rigor, si trovi in posizione "anomala", significa che è stato spostato. Per esempio, se un corpo viene rinvenuto in pieno rigor supino, per terra, con un braccio sollevato e nulla che lo sostenga, ciò significa che questa non è la posizione in cui si è formato il rigor, in quanti l'ubicazione originale del corpo al momento della morte e della conseguente formazione di rigor doveva essere tale da giustificare la posizione elevata dell'arto superiore (per es., disteso su una poltrona con un braccio sollevato su un bracciolo).[...il livor] Nelle prime ore della sua formazione, questo fenomeno è mobile [...]. Inizia poi a fissarsi, di solito dopo circa sei ore. [... il frigor] Il corpo, a temperatura ambiente, perde calore con una velocità di circa 1 grado all'ora nella fase post-mortale iniziale (tuttavia, anche in questo caso, fenomeni quali esercizio fisico o febbre prima del decesso possono influenzare i risultati). [...] Esistono inoltre dei monogrammi che permettono, in base al peso della vittima, alla temperatura ambientale e rettale, al grado di copertura del cadavere da parte di indumenti, di calcolare un intervallo minimo o massimo dal decesso. Va tenuto presente che il range di errore minimo nel migliore dei casi è di almeno 3 ore (entro le prime 24-48 ore). La morale? Poni le circostanze a un anatomopatologo di professione: le variabili sono troppe per parlarne in generale e su internet non troverai nulla di preciso. E' un calcolo che va fatto di caso in caso. Anche il dissanguamento è una variabile che implica grosse conseguenze. (Vorrei almeno un punto in più di reputazione per aver trascritto tutto a mano. Che fatica!)
  3. 1 punto
    Vi pregherei di non diffondere "cavolate" prive di ogni fondamento. Fumare fa male. E questo non credo possa essere messo in discussione. Il tumore non si cura con le "canne". Và anche detto che fumare una canna non ha mai ucciso nessuno; l'eccesso però (come in tantissime altre cose) può causare danni anche gravi. Inoltre, non credo esista nemmeno la possibilità di provare che un uomo (o donna) vittima di tumore al polmone, non lo avrebbe avuto se non avesse fumato. Insomma, ogni pensiero e idea è lecita, ma non mi piace quando la si vuol far passare come verità assoluta.
  4. 1 punto
    Sì, ho letto in giro dell'intervista completa al dottor Jeffrey Hergenrather. (il primo di questo video) Mi ha colpito molto in due passaggi: Il primo è quando dice che il suo studio si basa ESCLUSIVAMENTE su testimonianze dei pazienti, senza nessuna ricerca o riscontro scientifico. Il secondo è quando dice che i i suoi pazienti utilizzavano già cannabis per conto loro nel 99% dei casi. Molto interessante e molto attendibile, sì sì...
  5. 1 punto
    Non sopporto – mi sale proprio la stizza – i talebani, di entrambe le posizioni. Detesto i vegani che cominciano col darti dell'assassino e finiscono col pronosticarti un tumore al colon, almeno tanto quanto gli onnivori che danno di nascosto carne ai bambini vegetariani. Di vegetariani sani, attivi, e con prestazioni da guinness ce ne sono in abbondanza, sia nel campo sportivo che in quello intellettuale, quindi le dicerie sull'inadeguatezza della dieta sono PUTTANATE. Semmai si tratta di trovare il giusto bilanciamento. Idem per gli onnivori: mangiare carne in quantità moderata non porta problemi, né tanto meno uccide. Credo fermamente che si tratti di percorsi individuali: li intraprende chi si sente pronto, in base alla propria sensibilità. Lo vedo sullo stesso piano di una scelta religiosa, dell'impegno politico, dello sposare una causa o un'altra: decisioni che attengono strettamente alla sfera privata, e che andrebbero rispettate sempre e comunque. Quel che invece non merita rispetto, a mio parere, è l'intolleranza, in qualsiasi forma si presenti.
  6. 1 punto
    Onnivoro con sensi di colpa. Amo gli animali, eppure ne mangio alcuni. Cerco almeno di avere rispetto per quel che mi metto nel piatto. Non ne spreco, non ne abuso, cerco sempre carne certificata, di allevamento a terra, come per le uova. Sinceramente, detesto molto di più l'idea della crudeltà per gli animali in vita che il fatto in sé di ucciderli per nutrirsene. Non lo sopporto nemmeno nei miei gatti, che sono dei killer di tutto ciò che si muove nel prato. Ieri mi sono buscato un morso da un topino del grano ('fanculo che male) mentre tentavo di salvarlo da due delle mie belve. Tra i mille mestieri che ho fatto, per un periodo ho lavorato anche in un macello. Ho visto con i miei occhi cosa significhi abbattere un animale. Conosco anche la differenza sul come venga abbattuto: c'è modo e modo. Non entro nei particolari, che potete immaginare tutti, ma si può farlo con crudeltà o indifferenza (che si somigliano molto), oppure con rispetto. In questo mi sento molto vicino ai nativi americani, che chiedono perdono all'animale ucciso e pregano per il suo spirito. Non arrivo a questo, ma capisco l'intenzione. Per compensare, cerco di prendermi cura degli animali che mi stanno attorno. A partire dai miei gatti, ovvio, passando per i randagi che girano attorno a casa, alle civette che mi cascano in cortile, ai ricci feriti. Spero che questo in qualche modo compensi. O forse me la sto solo raccontando. Non si può uccidere di persona quel che poi si mangerà, in parte per motivi legali e igienici, in parte per praticità. È la stessa ragione per cui non ci costruiamo da soli un tavolo: l'essere umano tende a specializzarsi. Si può però stare attenti a quel che si compra. Se dovessimo arrivare un aut-aut – procurarsi da soli la carne oppure rinunciarvi –, credo che diventerei cacciatore.
  7. 1 punto
    La mitologia non è fantasy, al massimo lo è la mitopoiesi. Rega, ma secondo voi qualsiasi cosa contenga mostri e metafore è fantasy?
  8. 1 punto
    E' un paragone completamente sbagliato. Tu paragoni persone che per una dipendenza da una sostanza cambiano la loro vita, perché se una sostanza ti porta a trasferirti in un altro stato dipendi da quella sostanza, a persone che liberamente scelgono di sposarsi perché hanno creato una relazione tra esseri umani. Per il resto onestamente non ho capito lo scopo di questo topic se non quello di confrontarsi sul tema. Volevi che ti venissero raccontati le esperienze emotive dei fumatori?
  9. 1 punto
    Sui tumori del polmone... ce ne sono diversi tipi, i più comuni bene o male sono tre, di cui due quasi sempre si riscontrano in fumatori di lunga data e si sono sviluppati grazie al danno cronico causato giorno dopo giorno dalle sigarette. Questo ovviamente non significa che tutti i fumatori avranno un tumore (esiste sempre il fattore sfiga), anzi, rispetto alla quota di persone che fumano non sembrerebbero poi così tanti... però tra tutti i malati di cancro al polmone (e non sono pochi, è tra le prime tre cause di morte per cancro sia per uomini che per donne) in Italia la maggior parte erano grandi amanti delle sigarette. E il consumo sta calando, ma solo tra i maschi, nelle donne aumenta. Comunque, non è solo il cancro al polmone il rischio di chi fuma... ci sono quelli alla vescica, al resto delle vie aeree, in generale aumenta in rischio di ammalarsi di tumori... ci sta la bronchite cronica, l'enfisema (malattia simpaticissima, avete presente quei tipi che devono vagare con le bombole di ossigeno perché altrimenti morirebbero asfissiati?), le malattie cardiovascolari. Davvero, chiedete a uno pneumologo con che tipo di pazienti ha a che fare: i giovani sono rarissimi, hai quasi sempre fumatori di lunga data. Questo in Italia. In paesi come Cina o India i tumori delle vie aeree saranno causati per lo più dall'inquinamento, ma per fortuna tali tassi di sporcizia nell'aria qui non li abbiamo (se non magari in aree ristrette). @Revi lo so che tanta gente usa questa e quella sostanza, anche abitualmente, senza fregarsi la salute, ma a me non è questo che mi rende contraria a una legalizzazione o regolamentazione a priori. Da quando frequento il web (e sono ormai un po' di anni) ogni volta che usciva l'argomento droghe leggere chi era a favore tirava fuori dal cappello sempre le stesse argomentazioni, e le stesse identiche le ho viste comparire anche in questo topic. Sono anni che ascolto sempre le stesse tesi, ma mai nessuno che alla domanda "ma nella pratica come pensi che si potrebbe, qui in Italia, regolamentare consumo&co senza far danni e finanziare la malavita" mi dia una risposta. Perché io non voglio sapere che ci possono essere anche dei lati positivi nelle droghe, anche perché lo so già. Quindi già che ci sono giro la domanda anche in questo topic: come si potrebbe fare a regolamentare?
  10. 1 punto
    Credo che bene o male potremmo stare tutta la vita qua a discuterne, il che sinceramente e me non dispiace, per quanto molte risposte ormai mi appaiano banali e scontate sia dai fumatori che dai contrari, è sempre bello leggere opinioni o sfumature nuove e quindi spero che tutti continueranno a dire la loro in assoluta libertà di pensiero, alla Voltaire per capissi ;-) Leggendo gli ultimi post mi sono sorpreso di quanti abbiano perso conoscenti per problemi legati al fumo in generale, trasversali o strettamente legati che fossero. Alla fine tutti compiamo delle scelte che nella vita da altri non potranno mai essere ne comprese ne "accettate" ma non per questo ce ne pentiamo. Per quanto riguardo il rapporto assiduo con l'erba io ho un paio di amici che vivono e lavorano ormai da anni ad Amsterdam e sono fumatori assidui ma non sono mai stati ne licenziati, ne un richiamo ne lamentele. Da quando vivono li hanno completamente smesso di fumare sigarette e fumano esclusivamente purini (canne fatte solo di marijuana senza tabacco). Vivono quella che è una normalissima vita che molti di voi già conducono essendo però liberi di fare una cosa banalissima. Loro hanno scelto di trasferirsi proprio per questo motivo, era una cosa che gli piaceva fare e non gli aveva mai creato alcun tipo di problema e volevano essere liberi di poter fumare in libertà, alla fine è un po' quello che fanno le coppie gay per sposarsi. Quindi continuo a ripetere che il problema di base, di fondamento proprio, non è la droga e i suoi è effetti, ma l'uomo in se. Non capisco e non approvo il sistema di autodistruzione di cui molti giovani oggi giorno si vantano, se sono dei cretini e non sanno conoscersi e non riescono a capire quando è il momento di smettere per non collassare, non abbracciare il cesso vomitando l'anima, entrare in stati di agitazione o bad trip sinceramente un po' se lo meritano. Io prima di iniziare a fumare canne ho passato mesi leggendo di tutto informandomi su cosa poteva e non poteva fare, letto commenti di chi fumava, chiesto in giro ad amici, letto possibili "controindicazioni" eccetera. Insomma, mi sono prevenuto, prima di questo c'era già chi fumava ma passavo sempre. Lo stesso poi nel corso degli anni ho fatto anche per tutto le altre droghe cercando di rimanere sempre più o meno aggiornato. In uno dei viaggi ad Amsterdam, il più recente, ho assunto anche quelli che chiamano "magic mushroom", i funghetti insomma. Anche in questo caso mi ero già informato su eventuali controindicazioni ed ero preparato su come affrontarle. Prima di tutto eravamo in due il che è sempre meglio che da soli, la perfezione si raggiunge ovviamente in tre con un che si astiene e "supervisiona". Fatto sta che dopo aver acquistato in uno dei tanti head shop della città 20 grammi di funghetti a testa ci siamo recati a Vondelpark, uno delle immense zone verdi di Adam e ci siamo mangiati 10 grammi. Ammetto che il sapore è terribile e per questo non credo che li riprenderò mai più. Fatto sta che dopo circa 40 minuti, il tempo che iniziasse la digestione, e i primi effetti iniziano a farsi sentire. Posso dirvi con estrema sincerità che è stata una delle esperienze più belle delle mia vita. Sebbene fossi consapevole che era un'effetto indotto da una sostanza questo non mi ha permesso di goderne a pieno. I colori erano vivacissimi e brillanti ogni minimo dettaglio era perfettamente rifinito, il paesaggio sembrava essere un dipinto ad olio. I suoni erano ovattati, soffici, per niente invadenti e si fondevano tutti dolcemente assieme. Nessuna allucinazione, da una parte peccato. Entrambi ci siamo gustati l'altra porzione di schifo shrooms e abbiamo continuato a stare li a crogiolarci al sole godendoci il nostro momento. Dopo poco, ancora non mi spiego come, senza alcun motivo, intenzione o premeditazione ci siamo alzati in sincrono e abbiamo iniziato a camminare verso la stessa direzione. Ci siamo ritrovati in un'enorme spiazzo d'erba con in mezzo un'imponente statua di pietra. Ancora non ci eravamo rivolti la parola e guardando questa statua ci siamo girati e ci siamo abbracciati, felici di essere li, felici di essere insieme a goderci questo momento. Mi scuso per questo wall text, alla fine il topic era nato con l'idea di raccogliere sopratutto le esperienze dei fumatori. Il fatto che sia diventato poi di discussione generale è tutto di guadagnato. Questa è stata la mia prima esperienza con i funghetti e come avete potuto leggere è stata splendida e se qualcuno mi chiedesse se merita o no gli risponderei assolutamente si non senza ovviamente illustrargli tutto quello che deve sapere al riguardo. Alla fine non si leggono mai belle storie legate alla droga, ma non è tutta la realtà dei fatti.
  11. 1 punto
    Ho fatto un po' di fatica a leggere il topic in tutte le sue sfaccettature. Io francamente, forse per impostazione mia, tendo a essere fatalista da un lato, e non oppressore dall'altro. Ma sul fatto che i danni, anche una droga leggera, li provochi, è indubbio. Ma come dicevo, ognuno deve scegliere con coscienza come ammazzarsi, fintanto che ammazza sé stesso. Lo dico da fumatore che attualmente non ci pensa nemmeno a smettere, lo dico da uno che a suo tempo ha fumato le canne con gli amici. Sì, marijuana, hashish, in compagnia. Il motivo che mi ha fatto smettere di farlo è semplice: ho toccato con mano che tipo di dipendenza fisica e psicologica quelle sostanze creavano. Nel mio gruppo di amici di allora, le canne cominciavano a essere tre, quattro, poi sei, poi nove al giorno, e l'idea guida era che per uscire bisognava fumare la canna, senza la quale non si usciva, e non ci si divertiva. Allora avevo 17 anni, e ho fatto una sola riflessione: io la mia adrenalina ce l'ho anche senza. E da quel gruppo mi ci sono separato. Non vi dico nemmeno la fine che ha fatto qualcuno di loro, per puro caso mi sono imbattuto in uno che ancora oggi, dopo quasi 15 anni, esce ed entra dalle comunità di recupero. Perché alla fine, oltre alla dipendenza fisica, anche la dipendenza psicologica prende piede. Non ne puoi fare a meno. E col tempo non ti basta più. Vuoi altro. Raramente sono stato bacchettone: Ho provato la coca (per quanto con l'inganno, ero scemo, che devo dire?). E' vero, ti senti un Dio, ma non è la stessa cosa quando stai bene senza l'additivo. Ho provato il popper, ho provato anche la pasticca e l'acido. Non è cambiato nulla, ti senti solo una merda l'indomani. Ma il principio è sempre lo stesso: per quanto lo neghi, se cadi nella rete, non ne puoi fare a meno. Ho conosciuto gente che da una canna è arrivata all'acido, e ora ha la testa squagliata. Sì, sono liberale, ammazzati come vuoi, ma lo sono un po' meno quando per, le tue idiozie, ammazzi gli altri. E mi spiace dirlo, ma proprio come la sigaretta che sto fumando ora, quella roba crea dipendenza, e non ne puoi fare a meno. E ne vuoi di più. Ne desideri ancora di più, diverse magari, e con un effetto più bello sul momento, e più devastante dopo, anche nel lungo periodo. Sull'uso terapeutico, francamente ancora un'idea non me la sono fatta.
  12. 1 punto
    Visto che parliamo di sigarette, io non ne ho mai fumata una nè mai lo farò. Però quello che so degli effetti che fa non l'ho letto sui libri. Mia madre stava sui due pacchetti al giorno, era una donna brillante, con un ruolo di grande responsabilità che immagino fosse molto stressante. Sui libri non c'è scritto che effetto fa quando hai quindici anni e devi mettere la padella sotto il sedere di tua madre, ex donna brillante con un ruolo di grande responsabilità, ridotta a una larva calva, delirante, che ti riconosce a tratti e non può più parlare per via dei sondini nell'esofago. Sui libri non c'è scritto che il corpo umano può resistere mesi e mesi oltre la prognosi, in quelle condizioni, finché le morfina non fa più effetto e l'infermiere ti impedisce di entrare in stanza perché certe scene sono troppo brutte, per una ragazzina. Non c'è scritto nemmeno cosa ne è dopo di chi rimane e deve mettere insieme i cocci. No tranquilli, sono tutte esagerazioni. E' solo una sigaretta, right? Per tornare all'argomento trattato, dico solo che se mai beccherò uno dei miei figli con una canna in mano, gliela faccio ingoiare accesa. Ho avuto amiche che si facevano la canna, oh gente, che figosità camminare barcollando con le pupille dilatate, dire fesserie incomprensibili, e finire la serata a farsi sostenere la fronte mentre vomitano. Come rinunciare a un simile piacere! E, naturalmente, le canne se le erano procurate dalle orsoline. Sì lo so che l'idea legalizzando il commercio è quello di toglierlo alla malavita, ma il dato di fatto è che, oggi come oggi, chi si fa una canna ha finanziato la criminalità organizzata. Però la colpa è degli altri, beninteso.
  13. 1 punto
    Fermamente contraria alla legalizzazione di qualunque sostanza il cui unico scopo sia nuocere all'organismo. A differenza del caffé e delle schifezze di mcdonald che sono comunque alimenti quindi si assumono per uno scopo (il cibo è il nostro combustibile) fumare una canna o una sigaretta non serve assolutamente a nulla se non appunto assumere sostanze nocive, ed è una cosa che proprio non riesco a concepire (sarebbe come entrare in un edificio in fiamme e respirare a pieni polmoni, una cosa geniale insomma. Chissà perché nessuno va a fare le petizioni per liberalizzare l'amianto... forse perché non fa fighi e non ti fa sentire "adulto" come invece fumarsi un cannone). Sapere che ragazzini di 14 anni hanno accesso a queste sostanze e lo considerano una cosa normale mi mette addosso un'angoscia che non avete idea. E io non ho mai fumato una sigaretta, né una canna, né assunto sostanze di altro gente, il caffè non mi piace e non mi sono mai ubriacata in vita mia, e non mi sento un essere umano inferiore o menomato per questo né sento il bisogno di ricorrere a certe sostanze, perché lo trovo inutile e stupido.
  14. 1 punto
    Io opinioni in merito ne ho poche e confuse, ma posso parlare per esperienza personale, quello si. Sono fumatrice (tabacco) da 15 anni ormai, sono stata quasi alcolista per quasi un anno e ho fumato canne per un decennio. Ora, le sigarette mi hanno devastato: polmoni da buttare, memoria che si perde di giorno in giorno, circolazione sanguigna a campi, portafogli svuotato eccetera (lunghissima lista). L'alcool mi ha spappolato il fegato e mi ha fatto fare due incidenti non gravi in macchina. Fortunatamente la macchina si ripara, il fegato pure, basta smettere. La marjuana, picchiatemi pure, non mi ha mai fatto niente. Nulla di fisico, nulla di conseguente al suo uso, nulla di psicologico (che è poi l'unica forma di assuefazione associabile alla cannabis, quella "mentale", perchè dipendenza fisica non ne dà). Non ho speso follie perchè ce la coltivavamo - vorrei precisare che non è per niente una fatica tale da impedire ai giovani di farsela in casa o nell'orto, che costringe quindi a comprarla da spacciatori sconosciuti che la tagliano con chissà cosa. Anzi è stata e sarà sempre l'unica "debolezza" di cui non mi vergogno e di cui non si vergogna nessuna delle persone che conosco (facendo due rapidi calcoli circa l'80% delle persone che conosco fuma o ha fumato canne, anche se ho frequentato persone diversissime tra loro). Quando fumiamo troppe sigarette ci diamo dei cretini, quando qualcuno beve troppo lo si tiene lontano dai bar, ma se capita la cannetta siamo tutti rilassati e felici, come fosse un bel ricordo dei vecchi tempi. E se capita di parlare dei veri vecchi tempi, quando le cannette erano qualcosa come dieci al giorno tutti i giorni, lo si fa con vena nostalgica, mai colpevole o imbarazzata. E forse, dico forse, se in tabaccheria avessero venduto pacchetti da dieci canne, levandoci il gusto di coltivarla, pulirla, separarla, seccarla, nasconderla, portarla in giro, nasconderla, farla vedere agli altri, nasconderla, fumarla di nascosto, nasconderne gli effetti ai genitori eeeecccetera... magari sarebbe stato come le sigarette, quindi peggio. Non la legalizzerei solo per questo: se la rendi accessibile, i ragazzini non è che smettono di fare cose strane, solo cercano cose ancora più strane. Magari cocaina, o peggio, roba chimica che mi fa ribrezzo solo a pensarci. Meglio l'erba, che non fa danni. Lo so, che non fa danni, perchè se li facesse non sarei qui, non saprei usare i congiuntivi, non avrei una laurea, non avrei la patente, non sarei una persona normalissima perfettamente integrata nel mondo. E invece lo sono, anche se ho fumato come una disperata per un sacco di tempo. Anzi le canne oggi sono mie amiche. Non solo perchè anche grazie a loro ho avuto un'adolescenza spettacolare, ma perchè sono l'unica cosa che al giorno d'oggi fa passare il male alle mani a mia mamma. E finchè nei nostri ospedali le terapie con THC rimangono un'utopia, la pianta in balcone rimane l'unica soluzione. Per me, ben venga.
  15. 1 punto
    Non so se riuscirò a esser diplomatica e poco volgare, ci proverò. Prima voglio aggiungere qualcosa alla risposta di Midnight, qualora qualcuno, e sono sicura che succederà, risponda che "anche le sigarette eccetera causano dipendenza". Di sicuro non è una dipendenza uguale alle altre, quella dalla droga, leggera e non. Legalizzare le droghe leggere, come qualunque altra droga, è una colossale stronzata. Di proporzioni epiche.
  16. 1 punto
    Ho letto tutto i pezzi e come Midnight ho difficoltà, devi pensare come un uomo medievale: Unità di misura: non metri e chilogrammi ma spanne e consimili Nomi: i nomi cambiano nel tempo, cambia la grafia, se fossi al tuo posto userei i nomi dei protagonisti del Decamerone o di personaggi storici Niente cognomi, che si affermano solo nel 1700, non Antonio Ungaro, ma Antonio degli Ungari I minoriti si rivolgevano allo strato più povero della popolazione, immagino che i notabili andassero nella chiesa di San Filippo in macerie Niente sesso preconiugale
  17. 1 punto
    Lette le 3 parti, passo a commentare. Non sarò super-approfondito, quindi scusa se tra le altre cose non mi occupo dei refusi. Impressione generale: come per il prologo che avevo già commentato, anche qui mi trovo un po' in difficoltà. Il brano mi pare abbastanza ben strutturato e coeso, e si fa leggere tranquillamente. Ci sono però alcuni problemi stilistici e concettuali. E a causa di questi il mio giudizio resta sospeso. Primo punto: è necessaria una revisione generale, periodo per periodo. Frasi come vanno sistemate, eliminando il superfluo. In questo caso per esempio potresti scrivere "si accomiatò lasciandolo sull'uscio della bottega": nel brano è chiaro che si saluta con Gerardo, ed è superfluo dire che sta "ritto". Altro esempio: Perché non una frase più semplice tipo "rivolgendo un saluto alle guardie sugli spalti"? Sembra poca roba, ma se lasci tutto così com'è appesantisci la narrazione. Il capitolo è pieno di periodi da sfrondare un po'.Un'ultima nota: occhio all'uso di certi sostantivi. "Mastro" si usa, da secoli, come apposizione e non come sostantivo a sé stante - mastro Gerardo, il libro mastro, eccetera. L'uso che a volte fai tu, proprio come nell'esempio precedente "si accomiatò dal mastro", sebbene non scorretto dal punto di vista grammaticale, non sta bene. In tutti quei casi sarebbe meglio usare il termine associato tipico dell'uso isolato, ovvero "maestro". Punto secondo: lo stile del brano e la caratterizzazione generale mi suonano troppo "moderni". Poi forse sbaglierò, sei tu ad esserti documentato più di recente quindi potrei anche aver toppato. Ti porto alcuni esempi. Il termine "approcciare", col senso di "provarci con una ragazza" è decisamente fuori luogo nel contesto di un'estrazione media o medio-bassa del '200. Allo stesso modo, la timidezza e le ritrosie di Marco, in un epoca in cui la donna era considerata poco più di un "animale da figli" e la galanteria dello Stilnovo riservata solo alle corti, risultano anacronistiche. Poi ovviamente ogni uomo ha il suo carattere ed è possibile che Marco fosse timido. Ma forse sarebbe stato preso in giro in modo molto pesante dai suoi colleghi. Discorso analogo per Roberta. Lasciando perdere il fatto che guidasse il carro per portare il legname (perfino oggi le donne autotrasportatrici sono rare), il suo comportamento da "ragazza audace", e a quanto pare anche di costumi non proprio morigerati, andrebbe giustificato. Specie in rapporto al contesto e all'epoca, in cui la contraccezione era rara e una gravidanza fuori dal matrimonio poteva condurre ai margini della società. Ultimo punto: racconti troppo, mostri poco. Secondo me. Il contesto sociale, lavorativo, ecc. del protagonista è ancora una volta spiegato "dall'alto", come accadeva per il prologo riguardo l'ambientazione storica. Il problema qui è meno importante che nel prologo, ma è ancora presente. Invece di raccontare dei due figli di mastro Gerardo, perché non far emergere quella storia da un dialogo in osteria tra Marco e i suoi colleghi? E così anche per tutte le parentesi "spiegate" del brano. Detto questo, vanno sottolineate anche le note positive: il capitolo è organico, coeso, e nonostante i problemi stilistici si fa leggere. Ho trovato qualche imprecisione in più rispetto al prologo, ma è tutta roba che si lima tranquillamente. Sono riuscito anche a immedesimarmi in Marco, al contrario di quanto accaduto con i personaggi del prologo. È caratterizzato in maniera credibile. In conclusione penso che anche questo capitolo vada revisionato, anche se si tratta di un lavoro diverso da quello necessario per il brano precedente. Ma ribadisco quanto già detto nel primo commento: secondo me hai della stoffa. E anche pazienza, perché serve tanta documentazione per un lavoro del genere. Spero di esserti stato utile. A rileggerti.
  18. 1 punto
    Letto anni fa, moooolto bello!
  19. 1 punto
    Userei "annunciare" invece di "preannunciare". Preannunciare mi dà l'idea di qualcosa che viene fatto prima che gli ambasciatori entrino nella sala. Ma ormai sono entrati, quindi tutt'al più possono essere annunciati. Non è una critica, ma questa mi ha ricordato tantissimo Stannis Baratheon, un personaggio delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin, non so se lo conosci Ah, aggiungerei l'articolo prima di "sguardo". Non dovresti usare il passato remoto?Sebbene questa seconda parte sia più scorrevole, ti confermo che anche secondo me il prologo, impostato in questo modo, non funziona bene, rischia di farti perdere l'attenzione del lettore. Secondo me però potresti valutare la possibilità di tenerlo, pur modificandolo. Dipende: quanta importanza avrà il personaggio di Carlo nel prosieguo della narrazione? E gli altri? Se i personaggi di questo prologo sono sostanzialmente comparse (almeno nel senso della narrazione, è ovvio che Carlo d'Angiò non è una comparsa, storicamente), allora puoi cancellare il prologo e magari utilizzare una piccola introduzione storica, diciamo un riassunto sugli avvenimenti storici, con poche parole, giusto per dare un'inquadramento storico prima d'iniziare la narrazione. Come si vede in alcuni film d'ambientazione storica. Se invece il prologo ha anche una sua importanza narrativa, be', ovviamente dovresti tenerlo e lavorare per rendere la scena meno didascalica, come ti è già stato suggerito. Per il resto, cercherò di continuare a leggere, se posterai altri capitoli, perché m'interessa l'ambientazione storica che hai scelto (qualche anno fa feci anche io mezzi progetti per scrivere un romanzo incentrato sul Regno di Napoli, anche se io avevo scelto il periodo della caduta della monarchia aragonese, con le guerre d'Italia).
  20. 1 punto
    Io sono giunta alla banale ma terribile conclusione che scrivere qualsiasi romanzo è difficile. Punto.
  21. 1 punto
    Se mai in vita tua hai usato la salsa Worchester lo hai già fatto o quasi. Veramente la rende solo più appetibile, non più sana, ed è una tradizione tutta europea. Ormai tra l'altro non si fa più imputridire la carne, bensì la si fa soggiornare in frigo a basse o bassissime temperature. Per la cacciagione o i volatili ruspanti, che uno compra freschi, il modo migliore è ripulire e congelare l'animale. Frollatura sana e accelerata (un paio di giorni contro due-tre settimane). Palle. Prima provare a essere carenti di B12 (o altre vitamine) e poi parlare: la carenza di vitamina B12 crea una miriade di problemi, altro che essere solo un sintomo. Comunque non è che uno deve smettere di essere vegetariano per questo: male che vada esistono gli integratori. L'essere umano non è né carnivori né vegetariano: è onnivoro, mangia da onnivoro, e ha una dentatura e un apparato digerente da onnivoro. Come tutte le cose multifunzione in realtà fa un po' di tutto, ma niente bene: non ha un bel secondo stomaco da ruminante, non ha un intestino veloce da carnivoro, deve accontentarsi di solo dodici molari come si deve e di una miseria di canini. In compenso, può mangiare cose tossiche come l'alcol, sopravvive a quasi tutti i microrganismi patogeni che ingoia e può prendere sostanze da quasi tutto quello che mangia. Il che significa che può mangiare carne, ma può anche non farlo. È una questione di scelte.
  22. -1 punti
    Inoltre tendo a precisare che gli effetti del principio attivo della cannabis conosciuto con la sigla di THC agisce esclusivamente sulla corteccia cerebrale rendendola più "molle", questo ovviamente in persone che ne fanno un uso quotidiano e massiccio della sostanza. L'ammorbidimento della corteccia non è irreversibile, in circa un mese di astinenza e tutto torna come era prima senza danni, e comunque porta solamente a una semplice smemorataggine. Il fatto che non esistano casi di morte a causa di marijuana, fa pensare... oppure no?
  23. -1 punti
    Lem perdonami, capisco il tuo discorso e anche la rabbia e il dolore che ti portano a farlo, ma le canne non fanno venire il cancro! E non fanno nemmeno venire il vomito. La nicotina è ormai provato che fa ammalare. La THC è provato cosa? Che ti fa perdere memoria, come ho letto qualche pagina fa? Dimmi "sono contro le canne", e ti dirò "ok, ognuno la sua idea, libertà innanzitutto", ma non dirmi "siccome ho visto una ammalarsi perchè aspirava merda allora tutto ciò che si aspira è merda", altrimenti bandiamo l'aerosol, l'incenso e pure i fumogeni dei poliziotti...
  24. -1 punti
  25. -2 punti
    va a finire che le canne mi hanno salvato dal danno permanente che mi sta facendo la nicotina
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