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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 05/07/2020 in tutte le aree

  1. 20 punti
    Scusate se smorzo gli entusiasmi. Un elogio a Maratta per la sua puntualità (non così scontata nel mondo dell'editoria) nei pagamenti delle royalties, ma la cena (o la pizza) è offerta da voi stessi. È esattamente come se andaste a cena dopo aver ricevuto il vostro regolare stipendio e la consideraste offerta dal datore di lavoro. Le royalties sono la quota che spetta legalmente all'autore per aver ceduto lo sfruttamento economico del proprio diritto d'autore, non una donazione in denaro fatta dall'editore. Ciò detto rientriamo in topic, per favore, chi vuole rispondere a questo post può farlo in privato.
  2. 12 punti
    Buongiorno @LuciaG , di solito chiediamo ai nuovi iscritti di presentarsi in Ingresso (questo è il link) alla comunità, prima di interagire in altre sezioni. È inoltre utile dare un'occhiata al Regolamento e al funzionamento delle nostre sezioni. I criteri di catalogazione delle CE sono stati fromulati diverso tempo fa e prevedono che sia editore Free quello che non fa sborsare all'autore neanche un centesimo per la pubblicazione. Certamente i margini e le sfumature sono tante e altre ne sono sorte e ne sorgeranno negli anni (alcune delle quali rendono contraddittoria la presenza di determinate CE in una o in altra lista), ma al momento il criterio che è adottato dal WD è questo. È una strada finalizzata alla pubblicazione, se è alternativa rispetto alla regolare pubblicazione è da considerarsi (sempre per i criteri del WD) un doppio binario. Altre CE che organizzano concorsi come strada possibile per la pubblicazione sono in DB e non c'è alcun disonore in questo (né è in genere un parametro che inficia la qualità di alcune opere). Le associazioni, enti, ecc... che organizzano concorsi letterari, spesso non sono CE, benché alcuni si appoggino a un editore mettendo in palio la pubblicazione. Se è un editore a farlo, però, in genere consideriamo quella "corsia" un doppio binario per la pubblicazione.
  3. 12 punti
    Pienamente d'accordo. Personalmente, credo che i concorsi che prevedono una quota d'iscrizione abbiano senso solo se in palio c'è del denaro e la pubblicazione con una grande casa editrice. Non vedo perché pagare (anche solo 10 euro) per arrivare dove si può - e si dovrebbe - arrivare gratuitamente.
  4. 12 punti
    La differenza è che ora devi pagare per inviare un manoscritto in valutazione. Il cosiddetto concorso lascia il tempo che trova: è solo un trucco per continuare a qualificarsi "free", riuscendo ad incassare quanto e forse più di una EAP. Almeno lì paghi per essere pubblicato, mentre qui paghi per essere scartato. I dieci Euro, che sono pochi per chi li versa, moltiplicati per l'elevato numero di aspiranti che abitualmente inviano a Dark Zone, fanno cifre ragguardevoli: è la somma che fa il totale, diceva Totò. Non c'è niente da fare, l'aspirante va pelato in ogni modo, e la creatività di certe CE è sconfinata.
  5. 10 punti
    Per quegli utenti che si sono dichiarati delusi dal forum: io credo che se ci sono dei malintesi, siano stati provocati dalla stessa Dark Zone. Al di là della questione di lana caprina su quale società gestisce il concorso e quale sia invece la CE (sono problematiche di carattere contabile e/o fiscale che non mi appassionano), si tratta di capire: 1) le selezioni ordinarie sono chiuse, e vengono esaminati solo i manoscritti corredati di versamento di 10 Euro? In questo caso la CE, indipendentemente dai meriti passati, si è trasformata in qualcosa di peggio che una EAP perché la cifra, se pure modica, di dieci Euro, viene versata non per essere pubblicati, ma solamente per essere letti, e non è un servizio perché non viene emessa scheda di valutazione. 2) le selezioni ordinarie continuano? Significa che la CE ha organizzato un concorso il cui premio è la pubblicazione da parte della CE medesima. Ha senso, visto che fino ad oggi la CE ha pubblicato comunque in base a selezione, senza pagamento alcuno e visto che continua a pubblicare in base agli invii spontanei effettuati senza in versamento? Se il casino c'è, è generato dal tipo di iniziativa, e sospetto che, al di là della pronta, comprensibile e appassionata difesa di autori targati DZ, e comunque pubblicati prima di questo cambiamento di rotta, sia un sistema che consente alla CE da un lato di limitare le ricezioni di manoscritti, dall'altro di aumentare le entrate. E la cosa, più che non entusiasmarmi, non mi piace.
  6. 10 punti
    Il sistema è uguale per tutti e non c'è alcun errore. Non puoi continuare a scaricare la responsabilità delle tue disattenzioni su altro: e una volta lo staff che non ti ha avvertito, e un'altra le notifiche che non ti sono arrivate. Ora anche l'errore nel sistema. Ma non ti viene proprio il dubbio che sia tu a sbagliare? Impara a fare le cose come si deve. Anche per rispetto dei tuoi avversari nei contest, che invece si impegnano e rispettano regole valide per tutti e note fin dal momento in cui si decide di partecipare.
  7. 9 punti
    Ti ricordo che per altre CE era stato scritto questo: Naturalmente, lo staff del WD valuterà il caso, noi ci limitiamo solo a segnalarlo. Grazie e buona giornata.
  8. 8 punti
    Sono un autore e ho pubblicato 3 romanzi con la Dark Zone e un altro con una diversa CE. Sono contrario all'editoria a pagamento e non amo le CE doppio binario in quanto sono eticamente discutibili. Detto questo, devo ammettere che le regole sono belle, ma devono essere ben chiare. Se la Dark Zone Associazione Culturale indice un concorso mettendo in palio la pubblicazione gratuita con la Dark Zone Edizioni (soggetto giuridico distinto), non si può affermare che la Dark Zone Edizioni sia una CE che chiede contributi. Se invece la stessa cosa viene fatta dallo stesso soggetto giuridico, si afferma che questo è una CE in odore di EAP. Personalmente non credo che questo sia un ragionamento coerente! Aggiungo che, come si comprende leggendo il bando di gara, il contributo di 10 euro non viene richiesto ai fini della pubblicazione (ciò che accade con CE EAP), ma per spese connesse alla gestione tecnica e materiale del premio. Per una volta devo, quindi, dichiararmi deluso da questo forum, e, a vantaggio dei colleghi autori che sono alla ricerca di Case Editrici non EAP, affermo con decisione che la Dark Zone Edizioni rientra in questa tipologia.
  9. 8 punti
    Va be', non credo che sia questo il momento giusto per fare dei bilanci: è un periodo particolare (si spera) e quindi i dati sono in qualche modo falsati per l'impossibilità di organizzare qualsiasi tipo di evento dal vivo. Io, che pure non avevo un romanzo nuovo da proporre, già a marzo avevo in programma quattro presentazioni in riviera, che sono saltate ovviamente. Se capita a Veronesi, tanto per fare il nome dell'ultimo "Strega", uno dice: «Oh, che disdetta: è saltata la presentazione di Veronesi! Mi tocca comprare il romanzo in libreria (o su IBS & Co.) e rinunciare all'autografo sul libro...». Se capita a Marcello & C. il tipo in questione nemmeno viene a sapere chi sono e che avrei dovuto fare una presentazione nella piazza del suo paese... Perché è questo in fondo il valore delle presentazioni per noi esordienti/emergenti/debuttanti o come vogliamo farci chiamare: raggiungere persone che non sanno della nostra esistenza e aumentare il nostro bacino d'utenza, per quanto infimo sia. A volte basta anche una sola persona... Mi è capitato di fare una presentazione in libreria davanti a tre persone, due delle quali non hanno acquistato il libro. Quello che doveva essere un disastro totale si è trasformato in un piccolo successo: l'unica copia venduta andò a una signora che si innamorò del libro e lo fece leggere ad amici e parenti... Per farla breve, so che quando esce un mio nuovo romanzo vendo una decina di copie in quella zona, grazie alla signora in questione. Se tutto questo però ci è precluso causa Covid, le aspettative di vendita, per tornare al quesito che mi avevi posto con la preghiera di perdonare la lunga digressione, calano drasticamente e si riducono alla clientela "affezionata" che già ti conosce. Io preferisco parlare di tempi "normali", dove l'aspettativa di vendita in media oscilla tra le cento e le duecento copie, a seconda del proprio piccolo bacino d'utenza. Se poi scriviamo bene e sappiamo proporre storie interessanti e personaggi di un certo spessore, abbiamo la concreta speranza che quel bacino si possa ampliare in futuro; se viceversa le nostre storie sono banali e i personaggi figurine bidimensionali che non rimarranno mai nella mente del lettore, è molto probabile che l'amico che ha comprato il romanzo precedente abbia un impegno assolutamente improrogabile quando presenteremo il nuovo...
  10. 8 punti
    Salve a tutti, dopo mesi passati a spulciare il sito, fonte inestimabile di consigli e soprattutto contatti utili, mi presento e porto la mia testimonianza per quanto riguarda Riccarda Gavazzi: ho mandato una breve sinossi del mio manoscritto alla sua mail la prima settimana di giugno, mi ha cortesemente risposto di inviare il manoscritto a fine giugno. L'attesa è stata lunga ma alla data stabilita ho inviato il manoscritto ed è ricominciata un'altra attesa. A un certo punto mi ero anche arreso all'idea che il romanzo forse non l'avesse convinta finché una domenica mi sveglio e trovo il responso, sorprendentemente positivo. Per farla breve, ho firmato per essere rappresentato dalla Gavazzi, che mi ha proposto anche un paio di case editrici tra le quali alcune big, il che mi ha lasciato nuovamente sorpreso. In sostanza, passati questi step valutativi, posso dire di aver trovato una persona davvero interessata al manoscritto, che lo ha letto e valutato con professionalità e che si è subito mossa per trovare un buon editore. Non so come andrà, ma ci tengo a ringraziare questo forum per l'opportunità che mi è capitata. Vi terrò aggiornato.
  11. 8 punti
    Scusate, ma non sono per niente d'accordo. Innanzitutto da un punto di vista logistico: contattare solo 3-4 CE e aspettare sei mesi ogni volta, soprattutto se non piccole, significa possibilità di pubblicare rasente lo 0%, per chi non ha conoscenze di rilievo. È oggettivamente così. Se per onore dell'ordine si sceglie questa strada, va bene, io rispetto le decisioni altrui; ma non illudiamoci che così facendo si abbiano molte possibilità di ottenere risultati concreti, perché non è così. Secondo, non sono d'accordo da un punto di vista formale/di rispetto. È ovvio che un autore contatta più case editrici contemporaneamente, una CE che non lo sa è una CE che dorme. E oltre a essere ovvio è legittimo: finché non firmo sono libero di fare del mio testo ciò che voglio. Dal punto di vista del rispetto, poi, ribadisco che io non ci vedo niente di male nelle cose che ho scritto sopra: nella lista delle case editrici che contattiamo, le CE ci piacciono tutte allo stesso identico modo? Molto, molto improbabile. Perciò è ovvio che ti può rispondere positivamente quella che ti fa saltare sulla sedia così come quella che ti fa dire semplicemente "che bello, dai". Così è nel mio caso: sono contento di essere stato contattato da loro, mica no. Il problema nasce dal fatto semplice di dover accettare in così poco tempo e cioè non a cuor leggero, pensando che potrei ricevere anche altre proposte. Ripeto: è possibile che io aspetti ma poi scelga comunque loro; ma sfido chiunque a dirmi che una risposta positiva tramite lettura attenta (vi assicuro che lo è stata) in una settimana è alquanto inusuale. Avrò sbagliato a calcolare io i tempi? Può darsi. Ma può darsi anche no, e cioè che sono stati effettivamente molto veloci loro. In ultimo sottolineo ancora un concetto per me fondamentale: che l'editore è alla pari con l'autore. Io non mi inginocchio per nessun editore. Porto rispetto, sempre, ma esigo anche che lo si porti a me. E quindi dico: dovrei contattare 4 case editrici all'anno e preoccuparmi se chiedo più tempo per pensare a una CE quando il 90% delle CE neanche mi risponde? Come funziona, cortesia e rispetto solo da parte dell'autore? No, non ci sto. Fare molti invii - che non significa farli a casaccio - è legittimo. Ponderare, proposte sul tavolo, la scelta migliore per me, pure. Non mi stanno facendo un regalo, è uno scambio di competenze. Una che CE si offende perché preferisco pubblicare con altri è una CE non rispettosa verso il mio diritto di scelta.
  12. 8 punti
    @Irata Sembra proprio di leggere il sottotesto "ho mandato il manoscritto anche a voi ma la vostra CE non mi convince, speravo mi rispondesse qualcuno di meglio, vi spiace aspettare i miei comodi e rimanere in panchina intanto che aspetto le altre case editrici che preferisco? Se poi vedo che nessun altro mi considera, casomai, mi accontenterò di voi." Cioè, è chiaro a tutti, ovviamente anche a loro che ti hanno fatto la proposta, che una CE più prestigiosa è più appetibile della loro che è micro, appena nata ecc e se uno potesse sceglierebbe quella più prestigiosa; ma sei tu che gli hai mandato il manoscritto: loro hanno speso tempo per valutarlo, ti hanno fatto una proposta tempestiva, e ora gli dici - fate finta che non ve l'ho mandato? Non dico che non dovresti chiedere più tempo per pensarci, anzi, ma ti consiglio di essere più diplomatica (non è che gli devi spiegare per filo e per segno, puoi far intendere che stai già valutando altre proposte...), e di proporre tu un nuovo termine che ritieni adeguato entro cui dare una risposta, dopo di che gli dai la risposta, e liberi tutti. Oppure, puoi rifiutare con franchezza, e senza chiedere nulla a loro: a malincuore al momento vi dico di no perché voglio capire meglio quali potrebbero essere le potenzialità e le opportunità per il mio testo, e non ho ancora avuto il tempo di farlo. E magari potrebbero essere loro a dire: se ci ripensi, fatti sentire.
  13. 8 punti
    Cinque anni fa, terminato il mio primo romanzo dopo due anni di gestazione, prima di iniziare a proporlo ai vari editori ho pensato bene di spendere tempo e denaro registrandolo alla SIAE. Credo di poter essere perdonato dell'ingenuità derivante da totale inesperienza: oggi non penserei mai di rifarlo. Non credo che la tua repulsione per la tentata vendita faccia di te una brutta persona, ma se è così propongo di aggiungere anche il mio nome alla lista. E' uno dei motivi per cui mi fanno incazzare quegli editori che contano sulle vendite autoprodotte dall'autore, costretto a fare il venditore porta a porta senza averne i requisiti. Quelli che scrivono, sul loro sito o anche qui nel WD, che per prenderti in considerazione come autore da pubblicare, non è sufficiente che la tua sia un'opera ben scritta, ben articolata, interessante e coinvolgente, nossignori: devi assicurare anche, preventivamente, il tuo totale impegno nell'azione di vendita. Cioè, devi impegnarti a rompere i gabbasisi a tutti: amici, parenti, conoscenti, clienti (se per caso hai un'attività che ne comporti l'esistenza), e chi più ne ha, più ne metta. Ecco: sono queste, assieme a tante altre, le cose che mi irritano.
  14. 8 punti
    Interessante questa discussione, dieci pagine di biasimo su atteggiamenti di scrittori che irritano altri scrittori. Per la categoria non è un bel vedere. Personalmente a me non irrita niente. La natura umana è quella che è. Palloni gonfiati, persone umili, narcisi nati, maleducati, arroganti, generosi ce ne sono in ogni campo. Non mi irrita chi ha scritto una robetta misera e ne va orgoglioso come fosse Guerra e Pace, semmai mi fa tenerezza. Non mi irrita chi è spocchioso, ne conosco a schiere che fanno altri mestieri. Non mi irritano nemmeno quelli che ti promettono mari e monti per darti una mano e si guardano bene dal farlo: anche questo l'ho visto e rivisto troppe volte. Che sia ormai diventata vecchia? A dire il vero non mi irritano nemmeno le dieci pagine di critiche verso altri colleghi, prendo le persone così come sono, con le loro debolezze, le fragilità e a volte anche la loro alterigia. Piuttosto temo gli atteggiamenti di alcuni lettori, ma qui andrei OT e perciò chiudo. A me gli scrittori piacciono comunque siano.
  15. 8 punti
    Visto che l'intervento sarà a fine mese e il periodo di convalescenza che ne seguirà, mi sa che quest'anno il contest estivo, per la prima volta in 4 anni, me lo perdo. La seconda tappa inizia proprio alla vigilia del mio ricovero e non sapendo ancora i tempi di convalescenza sarà, temo, difficile impegnarmi per la tappa finale. Pazienza. Proverò a leggervi o almeno istigare Siri a farlo per me. Mi mancherete!
  16. 8 punti
    Ma di quale atteggiamento andate discettando? Non ho posto in discussione la qualità di Psocoidea come erogatore di servizi, gratuiti o a pagamento che siano. Mancandone ogni notizia, ho chiesto se qualcuno potesse testimoniare di essere stato rappresentato presso CE di livello "non infimo". Forse l'aggettivo non è stato felice, perché si presta ad essere frainteso, ma riguardava non la qualità, ma le dimensioni delle ipotetiche CE. Soltanto dopo siete intervenuti, ritenendo non si sa a che titolo di essere chiamati in causa, voi, che non siete un autore, ma una casa editrice, a rappresentare un sodalizio tra due aziende di qualità eccelsa unita a grande passione: non era la risposta al mio quesito, ma l'ennesima autocelebrazione che, per quanto mi riguarda, lascia il tempo che trova, oltre a comprovare che, almeno fino a tre anni fa, Psocoidea non disponesse di contatti con case editrici di pregio. Che poi siate cresciuti, probabilmente insieme, mi fa piacere per voi, ma lascia la mia domanda senza risposta. E, se posso permettermi un consiglio, cercate di essere meno suscettibili e di evitare di reagire a critiche che nemmeno vi sono state rivolte.
  17. 7 punti
    Be', allora è il momento giusto per riproporre le parole di un grande linguista contemporaneo (cosa che faccio almeno una volta all'anno): "...Pareva un pregio, in realtà quel passo macchinoso (Manzoni lo sapeva bene) era uno degli inciampi maggiori soprattutto per una prosa moderna. Questa nobile, meravigliosa ma eccessiva preoccupazione per la forma faceva da freno a un periodare più svelto, analitico, icastico e incalzante, a quel parlato scritto più agile che s'è nelle nostre lettere aperto col passare degli anni varchi sempre più larghi. Il modello giornalistico (e non solo) ha influito in modo poderoso. Ma ora si è passati al telegrafismo. Gran parte della nostra narrativa usa oggi periodi strabrevi, a singhiozzo, una sola proposizione, non s'è ancora cominciato a parlare e già c'è il punto. Appunti o narrazione?" parte conclusiva dell'articolo: "La lingua, da filo d'oro ad appunti" di Gianluigi Beccaria, da Tuttolibri del 25/2/2012.
  18. 6 punti
    Penso che se la dark zone venisse inserita nella lista a doppio binario si fornirebbe di fatto un'informazione sbagliata agli utenti. Primo perché il concorso è un'iniziativa che al momento è unica per cui non si può considerare una strada per la pubblicazione, perché di fatto l'anno prossimo potrebbe non essere indetto o avere altre regole. A quel punto la strada per pubblicare resterebbe quella adottata dalla casa editrice fino ad ora, quindi senza contributo. Inoltre non tutti leggono l'intera discussione o questa parte dove si parla del concorso, e quindi potrebbero perdere l'opportunità di pubblicare in maniera del tutto gratuita e soprattutto con un servizio di qualità.
  19. 6 punti
    @Anglares grazie Alle critiche costruttive sono abituata, in realtà. Dopotutto ciò che ho imparato l'ho imparato principalmente qui, negli anni, proprio grazie alle critiche degli altri utenti. Non miro di certo a vincere, non era mio interesse e so bene che non è lo scopo del contest. Lo scopo è migliorarsi e divertirsi. In generale tendo io a scoraggiarmi (bassa autostima) e continuare il racconto di un altro è difficile perché ho anche paura di "sporcarlo", diciamo? Non lo so. Mi faccio troppi pensieri. Ora sto finendo di leggerli - ho avuto poco tempo e poca concentrazione in questi giorni -, ma forse ho già individuato il possibile candidato. Ho tempo, quindi vedrò cosa riesco a fare. Ma devo superare questo blocco mentale.
  20. 6 punti
    Devi sapere di esistere a prescindere, perché è così. Non sei gentile con te stesso se dai a una risposta automatica la possibilità di determinare la tua consistenza personale e letteraria. E' un mondo difficile e lo è anche per chi pubblica, a qualunque livello. Fatto salvo per chi diventa padrone di se stesso vendendo milioni di copie, ogni autore è fragile e dimenticabile. E comunque, anche nel caso di un grande successo, esempi eclatanti ci dicono che ciò non determina il valore di un autore. Su su...
  21. 6 punti
    A tutti: non occorre rispondere a questo messaggio di gusto più che pessimo, l'utente è stato bannato.
  22. 6 punti
    Hai ragione, ma che senso ha mandare a tutti e poi lamentarsi che la CE piccina ha risposto positivamente prima delle altre? Non si può chiederle di aspettare, tanto per vedere se si riesce a fare poker con qualche big. Non sarebbe professionale e onestamente sarebbe umiliante per la CE, che capirebbe di essere una seconda o addirittura terza scelta. Se l'obiettivo sono le big, prima bisogna inviare a loro e aspettare. In alternativa si può inviare il testo a quelle agenzie che hanno a che fare con le CE di fascia alta, ma non tutti sono disposti o hanno le possibilità economiche per farlo. Trascorsi almeno sei mesi senza aver avuto notizie si può procedere agli altri invii. La cosa importante però è che siano sempre CE con cui si ha voglia di pubblicare. Se, per mille ragioni, non si è convinti meglio lasciar perdere e aspettare ancora oppure pubblicare in self.
  23. 6 punti
    Esiste anche il sottolineato, per rimarcare un'emozione, o il grassetto, per dare veemenza ed enfasi a una sensazione particolarmene intensa (maiuscola, di una sensazione, mi pare termine anche poco appropriato, se vogliamo dirla tutta ). La seconda che ha detto, esimio. Nessuna vendetta e nessun giorno del giudizio, solo una penalità ufficiale in caso di reiterata violazione del regolamento. Nulla di grave... almeno finché non se ne accumulano tre, poi arriva il ban temporaneo e alla quarta il permanente. Ma non voglio svelarle troppo, le toglierei il gusto di leggere il Regolamento. Assolutamente a nessuno, credo possa interessare di più sapere se scrive, che genere scrive, se legge, quali sono le letture che predilige. Cose più attinenti alle tematiche del forum, insomma.
  24. 6 punti
    Questo accadeva in date non sospette. Al momento stiamo ri-arrangiando tutto per dare lo stesso risultato in appuntamenti online. Ci saranno presto nuove informazioni sul sito del gruppo Dedalo. Per il resto, rimango sempre disponibile nei canali indicati. Buona scrittura a tutti
  25. 6 punti
    Siamo alle solite: a Roma si direbbe che pijate d'aceto con estrema facilità. Il primo post da te menzionato è antecedente alle tue lodi nei confronti dell'agenzia. Il secondo conferma la richiesta, finora inevasa, finalizzata ad accertare se, al di là della grande abilità valutativa ed alla professionalità nei servizi di editing e affini, Psocoidea abbia effettivamente rappresentato qualcuno, procurando la pubblicazione da parte di case editrici di un certo rilievo, perché per arrivare ad essere pubblicati da parte di un piccolo editore, anche se serio ed in crescita, non è affatto necessario dividere le magre royalties attese con un agente che ti rappresenti. Oltre tutto il tuo intervento, avente l'obiettivo evidente di esaltare l'operato dell'agenzia, presta il fianco ad una considerazione di segno opposto: se l'agenzia, agli inizi della vostra attività, (anno 2017, dal vostro sito) in cui eravate semisconosciuti e non disponevate ancora di un efficace canale distributivo, vi ha appoggiato un cliente (ma loro si sono registrati nel WD nel 2015), vuol dire che, serietà indiscussa a parte, non disponeva di contatti validi presso case editrici di rilievo. Non sta a me, e non ne ho mai avuto intenzione, contestare la serietà di entrambe le realtà. Molto semplicemente, mi sono limitato a porre dei quesiti che, allo stato attuale, sono ancora senza risposta.
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