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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 28/04/2020 in tutte le aree

  1. 13 punti
    Esce oggi il mio romanzo e io sono felicissima. Niente complimenti, non facciamo arrabbiare lo staff , grazie. E' un buon lavoro di squadra, questo è il messaggio che mi sento di sottolineare, il romanzi si scrivono in solitaria ma poi le forze vanno unite in fase di pubblicazione e questo Maratta lo sa fare molto bene. E niente, comprateloci vorrà ancora qualche ora prima che Amazon lo carichi, poi avremo carteceo e digitale.
  2. 12 punti
    Scusate, ma mi sento in qualche modo tirata in causa, io del racconto in questione, o di altri racconti quali che siano, non ho mai parlato, né fatto riferimenti impliciti o espliciti. Penso che nella fiction si possa dire o far succedere qualunque cosa, anche la più orrenda, sublime, strana, magica o miracolosa, meravigliosa o inaccettabile. Le mie esternazioni, su cui non tornerò, perché mi è già costato abbastanza, emotivamente, decidermi a esprimerle una volta, erano unicamente su opinioni e affermazioni reali lette in commenti e post vari, in discussioni diverse non che vecchi MP. Ho detto quel che avevo da dire e ho, per mia parte, chiuso la questione. Ritirare un racconto perché andrebbe contro l’opinione di chicchessia o della famigerata « opinione comune » mi sembra non solo inutile ma anche fuori luogo. Spero che sia chiaro che io non ci ho mai nemmeno pensato a un’eventualità del genere. Chiudo la parentesi « seria », mi sforzerò di tornare a frequentare il forum solo in modalità leggera, faceta e « narrativofila ». Scusatemi ancora (con buona pace di chi dice che su questo forum ci si scusa troppo )
  3. 12 punti
    Gentile editore, le posso assicurare che conosco il significato del verbo consigliare, e conosco bene la lingua italiana, non fosse altro perchè la insegno da trent'anni. Detto questo, la sua frase di risposta alla mia mail: "Le consigliamo pertanto di sceglierne almeno uno (dei nostri libri), prima di tornare a interpellarci," significa, senza ombra di dubbio, che se non compro un vostro libro non posso tornare a interpellarvi. Per me, la cosa è finita qui. Lungi da me l'idea di iniziare una polemica sterile e improduttiva, per carità! Io scrivo semplicemente perché mi piace scrivere, è un passatempo e un piacere che mi rilassa e mi gratifica. Non cerco successi, guadagni o altro, non ne ho bisogno. La mia unica preoccupazione era quella di trovare un editore sincero e simpatico e, per questo, mi sono rivolto a lei, considerando i giudizi che ha ricevuto su questo sito. Sul primo aggettivo, nulla da dire, sul secondo... sono rimasto un po' interdetto: tutto qui. Le auguro di continuare a ricevere gli apprezzamenti che, sicuramente, merita, anche se, a mio modestissimo parere, per usare una sua frase su questo blog, le "manca tanto così! (dove quel "così" sta per pochissimo)". Un sincero e cordialissimo saluto.
  4. 11 punti
    @Befana Profana @Alberto Tosciri Vi chiedo la cortesia di chiarivi in privato, qualora abbiate ancora la necessità di farlo (anche se credo che vi siate già detti tutto). Ci vediamo domattina per la proclamazione dei vincitori. Vi ringrazio per la partecipazione e per come vi siete analizzati i racconti. Sapete già che per me del MI questo è l’unico aspetto che ha senso.
  5. 11 punti
    Coloro che sui social network ammettono di comportarsi in modo scorretto, andrebbero, nel possibile, segnalati allo staff di Ioscrittore.it a mezzo E-mail. Sono un cancro da estirpare. Gente del genere è lo specchio dei mali che affliggono questa brutta umanità d'oggi.
  6. 11 punti
    @Obs Snow , l'argomento delle aspettative di vendita è già stato ampiamente trattato in altre discussioni e non ci pare il caso di riprenderlo in questa sede, anche perché ci porterebbe inevitabilmente o.t. Quindi, prima di rispondere alla tua domanda, a beneficio dei "comprenditori parziali", degli "estrapolatori" e più in generale dei "duri di comprendonio", è d'obbligo specificare che qui riportiamo solo ed esclusivamente la nostra personale esperienza di editori, che non può e non deve essere generalizzata o portata ad esempio, sia in positivo, sia in negativo. Pertanto, eventuali commenti del tipo "ma Tizio fa quello, ma Caio fa quell'altro, e io col self faccio quell'altro ancora" non sono pertinenti alla nostra CE e, caso mai, vanno riportati in quelle discussioni cui accennavamo prima. Chiaro? Oh, bene, adesso possiamo risponderti. Prima precisazione: parliamo di copie cartacee e lasciamo da parte, almeno all'inizio, gli ebook. Per comodità parliamo di libri che hanno una lunghezza compresa tra le 200 e le 300 pagine in A5, stampati su carta di buona qualità, con copertina con alette e che abbiano un prezzo tra compreso tra i 13 e i 14 euro. Vendendo 100 copie, si raggiunge la copertura delle spese vive, che potremmo anche chiamare "spese esterne", come la tipografia, la distribuzione e la spedizione. Non si raggiunge certo la copertura di altre spese, che potremmo chiamare "spese interne" come l'impaginazione, la grafica e soprattutto l'editing. L'ultima voce è quella più critica, perché difficilissima da quantificare: editare un romanzo breve, ma scritto in partenza con uno stile insicuro e con tanti "buchi" da rammendare, costa molto di più che non editare un romanzo lungo, il cui autore sia già in possesso di buone capacità tecnico narrative. Visto però che stiamo ragionando con molta approssimazione, potremmo dire che 200 copie vendute ci sono buone possibilità di ammortizzare, anche se con compensi risibili, le "spese interne". Per poter anche solo ipotizzare ulteriori spese esterne, che potremmo chiamare "spese esterne aggiuntive", relative a possibili investimenti promozionali e pubblicitari (che tanto stanno a cuore a molti autori), bisognerebbe raggiungere e superare il traguardo delle 300 copie. In tutto questo che ruolo giocano gli ebook, che avevamo momentaneamente lasciato da parte? Be', è presto detto: in teoria il prezzo di un ebook in partenza si aggira intorno a un terzo del cartaceo, quindi basterebbe moltiplicare per tre i sopracitati numeri di copie, per raggiungere gli stessi obiettivi. Oppure sommarli, ma non, come abbiamo visto fare in altre discussioni aritmeticamente, ovvero 100 copie cartacee = 100 copie ebook, ma applicando la formula 1c=3e , dove c sta per cartaceo ed e sta per ebook. Quindi tutto semplice? Se ho venduto 300 copie di ebook è come se avessi venduto 100 copie cartacee? Nient'affatto, perché gli ebook, tranne che nel periodo iniziale della vendita, di solito vengono venduti con sconti molto elevati, anche a meno di un euro, e quindi la suddetta formula diventa 1c=13e , il che sta a significare che per equiparare le vendite di 100 copie cartacee, dovrei vendere 1.300 copie di ebook! A onor del vero, bisogna dire che sulla vendita del formato digitale non gravano i costi della tipografia o del corriere, ma gravano comunque i costi della distribuzione, perché direttamente dal sito dell'editore i lettori non comprano nemmeno se li prendi a sberle, anche se gli fai lo sconto del 50%, e si rivolgono sempre ad Amazon & C. Il perché sarebbe argomento di ulteriori discussioni, da fare altrove. Oltretutto, sempre sulla base della nostra esperienza, gli ebook vendono bene solo per determinati generi: nel nostro caso la storia antica, che ci sta regalando davvero grandi soddisfazioni e qualche piccolo primato. Anche in questo caso, ce ne siamo chiesti la ragione, ma senza trovare una risposta univoca. L'unico comun denominatore al successo di questo genere sembra essere la capacità degli autori che lo trattano di essere costantemente attivi in ambito storico, non solo nei social, ma anche nel sociale (con la e finale). C'è poi il passaparola: più un libro vende, più continua a vendere. E, da ultimo ma non per ultimo, il "fattore anteprima": l'ebook regala a tutti la possibilità di leggersi prologo e primi capitoli; se l'incipit è ben curato e accattivante c'è la possibilità che divenga un richiamo irresistibile per il lettore. Ci scusiamo per la lunghezza del post, ma crediamo che fosse impossibile dire meno, per rispondere al quesito di @Obs Snow . Riguardo a @bwv582 , che ringraziamo per il suo intervento, ci teniamo a dirgli che, per quelli che come lui sono sempre molto attivi qui nel forum, possiamo benissimo fare un'eccezione alla regola di non fornire motivazioni per i nostri rifiuti. Puoi scriverci o, meglio ancora, telefonarci per discutere di quello che, a nostro avviso, funziona o non funziona nel tuo romanzo.
  7. 11 punti
    Mi permetto di non unirmi al coro degli elogi sperticati a questo editore. Sulla base degli ottimi feedback che sono stati espressi su questo sito al riguardo, ho inviato il mio lavoro, precisando che avrei anche cercato di leggere qualche loro opera. La risposta categorica dell’editore (“Le consigliamo pertanto di sceglierne almeno uno [dei loro libri], prima di tornare a interpellarci [!]”) mi è sembrata un tantino arrogante, come per dire “se non leggi qualche nostro libro non mi importa nulla del tuo lavoro”. E’ chiaro che se mando un mio lavoro a una casa editrice sono disposto ad accettare il suo modus operandi: è un atto di fiducia che dovrebbe essere apprezzato dall’editore, a prescindere. Poi, magari, ti potrà rispondere che il tuo lavoro non gli interessa, che devi pagare per pubblicare, che devi acquistare delle copie, ma subordinare il tuo lavoro all’acquisto di un loro libro mi sembra molto… riduttivo. Una formula tipo “ Valuteremo (o non valuteremo) il suo lavoro, nel frattempo le consigliamo di acquistare un nostro libro per avere un’idea del nostro particolare modus operandi…” sarebbe stata certamente più…simpatica.
  8. 10 punti
    Possiamo gentilmente tornare a parlare di esperienze dirette con questo editore e limitarci solo a quelle? I topic delle case editrici a questo servono. Grazie.
  9. 9 punti
    Scusate se mi dilungo un attimo sulla questione, ma sento il biosogno di chiarirla prima che passino concetti erronei: Il MP cui Iperione fa riferimento, è un messaggio che lui mi ha scritto in privato qualche giorno fa, per chiedemi spiegazioni (prolungate) sulla chiusura di un suo topic in seguito al meccanismo di moderazione automatica del forum. Spiegazioni che gli ho normalmente e pazientemente dato tutte le volte, a ogni sua obiezione. Quando mi ha detto, però, di essersi rivolto in contemporanea anche a un altro membro dello staff, gli ho fatto presente che il suo non era stato un agire corretto. L'ho scritto a lui come è capitato altre volte (a me o ad altri colleghi) di fare con chi si rivolge in contemporanea a più Staffer (e ad alcuni di voi è già accaduto). Gli ho ricordato, infatti, che gestire un forum così tanto "popolato" come WD non è semplice e quello che si vede all'esterno non è che la minima parte di ciò che noi facciamo "dietro le quinte", per cui se ci si rivolge a uno staffer esponendo un proprio problema o chiedendo dei chiarimenti, lo si fa distogliendo quella singola persona da altre attività, non tutti quanti. Il cercare di rivolgersi a più staffer per "scavalcare il turno" (perché ognuno di noi risponde a tutti i MP) e ricevere una risposta per il proprio caso prima possibile, è scorretto. Gli ho detto solo che mi meravigliava questo atteggiamento da una persona che appariva così corretta e scrupolosa come lui, per cui, essendosi rivolto a un altro collega (per sua ammissione), avrei lasciato la conversazione. Perché era inutile che fossimo in due a occuparci della stessa problematica. Questa è la "polemica" o "antipatia", cui Iperione si riferisce nel suo post e non mi sembra possa essere tale da giustificare una mia eventuale "ritorsione", come lui ha tentato di far passare. A lavoro! Perché sì, noi staffer abbiamo anche un normale lavoro, con scadenze, necessità e priorità. E spesso lo svolgiamo anche di domenica! Se uno staffer è più presente in una sezione che in un'altra, non significa che quella sia di sua competenza e che se ne occupi in maniera esclusiva. Lo staff è formato da più persone e sebbene i "Supercritici" si occupino più spesso del settore narrativa rispetto ai "Moderatori", non vuol dire affatto che i due ruoli non siano intercambiabili. Lo Staff è trasversale e all'occorrenza tutti si occupano di tutto e nessuno ha un ruolo esclusivo, tranne il CM che è in teoria l'unico a svolgere un ruolo direttivo, di coordinamento e d'indirizzo generale del forum. Detto questo, è possibile tornare nuovamente all'argomento in oggetto ed esprimere le proprie idee sulle "Case editrici che pubblicano in crowdfunding... eccetera". Ricordando a tutti che confronto e polemica non sono la stessa cosa. Confronto è mettere le prorpie idee accanto a quelle di un altro e cercare di comprendere il senso di ognuna, benché a volte contrapposte. Confronto non vuol dire necessariamente scontro e arroganza, né voler cercare di sminuire le altrui idee (o deridere la "controparte") a proprio vantaggio, cercando di avere ragione a tutti i costi. Il confronto vero è quello costruttivo, in cui tutti i partecipanti dicono la propria e "vincono" insieme, risultano arricchiti dall'apporto altrui anche se diverso dal proprio. Magari non lo accettano, ma lo recepiscono e comprendono l'altrui punto di vista senza farlo proprio. Non è un gioco a somma zero dove uno vince e l'altro perde. Buon proseguimento!
  10. 9 punti
    Io non faccio mezze misure. Per me l'editore è un imprenditore che corre il rischio d'impresa investendo di tasca sua sul prodotto in cui crede. Quindi non considero davvero editori né quelli che i soldi li chiedono all'autore, né quelli che li chiedono alla fanbase dell'autore. Diverso ancora è il caso del selfpublishing, in cui l'autore diventa imprenditore di se stesso (rischiando e spendendo di tasca sua per investire sul prodotto di cui terrà il controllo degli incassi), quindi editore.
  11. 9 punti
    A tutti i vostri commenti circa troll, scorrettezze, sadici senza bandiera che si divertono a demolire gli autori, rispondo: Non ti curar di loro ma guarda e passa. Invito valido oggi come allora. Ragazzi noi su WD- lasciatemelo dire- siamo mediamente più corretti e provvisti di tatto di altri.( non entro nelle competenze in quanto aspiranti autori). Continuiamo ad essere così, senza aspettare che altri ricambino la correttezza. Poi, ve lo dico per esperienza, si troveranno nel percorso molti autori che si comportano bene quanto noi ( c'è un mio post precedente in cui parlo dell'utlità di molti commenti nella scorsa edizione). e pazienza se userò tatto con uno che invece di segnalare errori si diverte a demolire. Non è un problema mio, ma suo.
  12. 9 punti
    Siamo all'atto finale, ecco il vostro verdetto: Proclamo vincitrice della nona edizione di Lampi di Poesia con 8 voti @Ippolita2018. Complimenti! Segue con 6 voti @Sira Con 5 voti @Talia e @novemai 4 voti a @Alberto Tosciri 2 voti a @Francesca_N e @INTES MK-69 1 voto a @Poeta Zaza @Spidocchiatore @Mario74 e @Eudes 0 voti a @Ton Un grazie a tutti i partecipanti, a chi lo ha fatto per la prima volta in questo appuntamento poetico. In particolar modo un utente storico del WD, @Alberto Tosciri che ha ottenuto dei meritati apprezzamenti anche facendosi leggere in versi . Alla nostra vincitrice, che oltre a proporci sempre testi pregevoli, è ogni volta attenta a ricordare a tutti gli appuntamenti dell'Officina. Mando un saluto ai partecipanti abituali del contest che questa volta non sono stati presenti, tra questi: @Emy e @Elisa Audino. Quest'ultima si è sdebitata regalandoci comunque una poesia di grande intensità. Infine un saluto a una nostra compagna di poesia che ci segue sempre, anche se spesso silenziosa @(Irene). E tanti che ho dimenticato di citare. Grazie a tutti. Vi aspetto alla prossima edizione.
  13. 8 punti
    Finalmente tutte le mie "creature" hanno trovato casa! Ora mi tocca darmi da fare a sfornarne altre Nel frattempo è arrivato anche il primo incasso da scrittrice. L'importo è... ehm... quel che è, ma è una grande soddisfazione!
  14. 8 punti
    Esattamente. Io ho chiesto esplicitamente, in caso di editing, di essere seguita personalmente dalla signora Beretta e non da una sua collaboratrice. Sono stata rassicurata in tal senso. Ho proceduto con l'editing (su romanzo già accettato da casa editrice), ma questo è stato curato da una sua collaboratrice che ha ravvisato prevalentemente le frasi fatte, trascurando dei problemi seri che sono stati poi riscontrati in fase di editing finale con la casa editrice. Conseguenze? Lavoro slittato, quattro giri di editing per sistemare il testo e, sebbene abbia ricevuto un rimborso parziale da questa agenzia, ho speso alla fine 400 euro per alcune note che potevano essere fatte in una scheda di valutazione. Ma non era la scheda il servizio da me richiesto e per cui avevo pagato. La signora Beretta non c'entra, il lavoro è stato passato ad altri, tuttavia se avessi saputo -quando l'ho richiesto- che sarebbe stata un'altra persona ad occuparsi del mio editing avrei rifiutato, perché io volevo lavorare con lei. In più, si trattava di un romanzo che "sentivo" molto, avevo bisogno di un aiuto vero, concreto, e mi sono sentita ancora più esposta.
  15. 8 punti
    Ho appena scoperto l'esistenza di un festival di poesia a Bologna che ovviamente si sta tenenedo online, forse lo conoscete già, ma vi lascio ugualmente il link e vi taggo Bologna in Lettere festival online @Anglares @Sira @Ippolita2018 @Poeta Zaza @Emy @Roberto Ballardini @Elisa Audino @(Irene) @Mathiel
  16. 8 punti
    Napoleone Bonaparte moriva il 5 maggio in un isolamento totale, chiuso in una cella su un’isola lontana da tutto. Non siamo tutti tanti piccoli Napoleoni, in questo periodo? Ma noi potremo uscire di casa dal 4 maggio, dicono, e per un giorno l’avremmo scampata. E c’è di più: domenica 3 maggio abbiamo la possibilità di ammorbarci a vicenda con le nostre produzioni narrative stremate dalla quarantena, in occasione del Mezzogiorno d’inchiostro n. 137. Quanti di voi ne avranno il coraggio? Ci vediamo domenica a mezzogiorno, amici.
  17. 8 punti
    @Spidocchiatore, non preoccuparti, il mio allievo non avrà di che ridire per essere stato "spubblicato", perché a) gli ho chiesto il consenso di giocare con i suoi refusi, b) è molto autoioronico, c) a parte questo, sa (perché gliel'ho detto elogiandolo) di aver scritto un bel progetto, con una regia pari a pochi suoi giovani compagni di corso e dialoghi molto credibili (cosa di cui sono capaci pochi principianti, ma anche pochi miei colleghi più affermati). In compenso, io mi indigno abbastanza nel leggere materiale che mi viene sottoposto pullulante di errori e non vedo perché non dovrei sebbene lo faccia con ironia. E non per l'errore o il refuso in sé, capita a tutti, ma perché quando un testo pullula vuol dire che qualcosa non funziona a monte. Perché se un ragazzo di vent'anni scrive come un bambino di dieci (e parlo in genere tra i tanti che leggo) dipende dal fatto che l'odierna comunicazione (attraverso cui viene veicolata anche la "cultura") tende a privilegiare la diffusione di testi semplicistici, spesso non verificati nella forma e nei contenuti, e divulgati su social e web, fonte di informazione ritenuta primaria da molti. E m'indigno anche perché lo stesso sistema ha fatto sì che molti (e purtroppo soprattutto ragazzi) tendano a privilegiare la visione e l'ascolto di tutorial (talvolta pubblicati da smanettoni amatoriali) piuttosto che la lettura di testi, di qualsiasi genere. Bene adeguarsi alle tecnologie che le nuove generazioni prediligono, ma facciamolo in modo mirato, non superficiale. La responsabilità di formare nuove generazioni acculturate sta a noi in generale e a chi è preposto alla loro istruzione nello specifico. Se questo passaggio manca, permettimi di indignarmi e il fatto di usare l'ironia non toglie valore alla motivazione.
  18. 8 punti
    Foto fatte un anno fa alle Necropoli di Cerveteri.
  19. 7 punti
    @NicoLeoNon farti traviare dagli adepti del minimalismo letterario (Carver, oh my God!) che, a quanto pare, imperversano anche in questo forum e non solo nelle case editrici. Cosa facciamo con Proust, Fitzgerald, Pynchon, Donna Tartt... : li bruciamo in un rogo purificatore? E con Foster Wallace che impiega venti pagine per descrivere un tizio che si taglia le unghie dei piedi: lo gettiamo nella spazzatura. Io posso capire lo stile di scrittura minimalista, asciutto se non scarnificato come in Ellroy, ma qualcuno se la sente di affermare che Hemingway o Easton Ellis (maestri del genere) non facciano descrizioni minuziose? Suvvia: è come se dicessi che l'arte contemporanea raggiunge il suo culmine con i tagli di Lucio Fontana!
  20. 7 punti
    Avremmo dovuto aprire il topic "come sono triste per la morte di Sepulveda?" Non capisco. Potevi farlo tu. Io sinceramente vivo a Milano, sono in cassa integrazione pienamente immersa nel dramma contingente e provo a mettere almeno la testa fuori stando qui a chiacchierare su WD, che per molti aspetti è stato anche molto utile. Poi il topic è "Cosa vi irrita ecc" se non ti irrita nulla, fantastico. Non sto giocando al tiro a segno, sto rispondendo a una domanda.
  21. 7 punti
    Buongiorno a tutti! Lo staff ha deciso che in seguito ai chiarimenti dati da Aporema e alla modifica del processo di valutazione delle proposte editoriali, non c'è motivo di spostare di lista la CE e pertanto rimarrà in Free. Il link al form di invio manoscritti è stato aggiunto al post d'apertura. Buon proseguimento!
  22. 7 punti
    Forse ripeterò cose già dette, quindi scusatemi. Prima di tutto c'è il mercato, animale vivo che segue tendenze a volte particolari (che non hanno per niente a che fare con l'editoria). Secondo, le CE hanno un catalogo definito e credetemi se dico che non tutti gli scrittori riescono a comprenderne la tipologia; tra l'altro quelle generaliste cercano prodotti più commerciali mentre le piccole/medie, di un certo spessore, cose molto precise. La confusione è lecita quando si vedono bravi scrittori pubblicati insieme a youtubers, ma ricordiamo che esistono le collane. Terzo, cosa è buono e cosa non lo è. Dipende. Molti scrittori hanno storie forti, ma avere la storia forte non basta. La lingua può fare la differenza. Il mondo dell'autore ancora di più. Mi spiego: oggi le CE tendono a investire sugli autori, non sul singolo testo. Investimento a lungo termine. Se hai un mondo definito, una visione che sai padroneggiare le grandi CE vogliono te perché sanno che difficilmente farai solo un (in senso numerico) libro che venderà. Questa è la differenza tra autore e scrittore. Ed è il caso di Genovesi. Poi c'è anche l'estremo opposto: personaggi che vengono contattati dalle CE big per creare un libro a tavolino (personaggi in qualche modo conosciuti, che hanno molto seguito, famosi, o solo fenomeni del web passeggeri ecc.). In tutto questo vorrei anche ricordare che il proprio gusto personale può essere fallace. Proprio perché ci piacciono cose diverse o perché non conosciamo bene certi generi o meccanismi non riusciamo ad apprezzare veramente cosa sia buono o cosa no. Non entrano in gioco solo fattori di gusto. E le CE lo sanno e cercano di accontentare tutti. E cmq, parere personale, ok le grandi CE ma ci sono piccole realtà veramente di pregio, che cercano di fare ottima letteratura. Se non si riesce ad arrivare neanche a quelle bisogna chiedersi cosa c'è di sbagliato nel proprio testo e fare di tutto per migliorare, dopo pensare al resto Il mercato estero è un discorso a parte, so per certo di un libro Rizzoli che ha spopolato in Germania e qui ha venduto pochissimo, nonostante l'autore sia bravo (parere tecnico). Mentre per i diritti cinematografici dipende dalle storie. Banalità, quelle in costume costano un occhio della testa e se non ci sono altre ragioni che aiutino a spingere (il libro è di culto o ha venduto tantissimo) qui in Italia vengono scartati.
  23. 6 punti
    Ho avuto modo di constatare la rabbia con cui molti si fiondano sugli scritti esaminati. Fioccano medie voti allucinanti, dell'ordine del due o tre. Avevo letto in giro che il modus operandi di molti candidati fosse questo, ma verificarlo mi ha spiazzato. Non voglio entrare nel merito delle opere nelle quali codesti elementi si siano imbattuti, sicuramente avranno i loro metri di giudizio che appaiono avulsi dai miei principi. Resto, tuttavia, allibito da cotanta acredine e spocchia. Riuscirei ad affossare un concorrente(appioppandogli un due o un tre) soltanto se mi sentissi preso in giro, se quel che leggo risultasse, con evidenza, una stupida caricatura(caricata solo per il gusto di far leggere idiozie). Scusate per la riflessione ma avevo voglia di esprimere il mio punto di vista che avalla le ombre da molti ampiamente manifestate illo tempore.
  24. 6 punti
    Non credo che ci sia qualcuno in WD ad avere dei dubbi se io sia uno scrittore o meno. Si lo ammetto grazie alla vostra pazienza e anche passione ho molto migliorato il mio andazzo, tuttavia rimango sempre un rozzo marinaio un po meno rozzo ma il marinaio rimane. Il motivo per la quale sono rimasto e rimarrò in questa piattaforma è stato che per imparare a zoppicare è necessario farsela con gli zoppi, Quindi per imparare a scrivere bene siamo obbligati a farcela con gli scrittori. Comunque man mano che passava il tempo prendevo consapevolezza che certamente sono persona di svariate culture e professioni, oltretutto svolte con grande diligenza e professionalità ma prive di quel ritocco necessario a farle apparire ancor più valide e più raffinate un grande grazie va ai commenti di @Ippolita2018, @bwv582, @Kikki, @Adelaide J. Pellitteri, @Talia, @albertoT, ecc..
  25. 6 punti
    I grandi non se la tirano perché sono grandi, come dice quel detto: da ciò che ostentano capirai di cosa sono privi.
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