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Contenuti popolari

Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 21/07/2018 in tutte le aree

  1. 25 punti
    Per me sarebbe sufficiente che "noi autori" smettessimo di inviare opere inqualificabili a centinaia di editori indiscriminatamente. Perdonami, ma quando leggo il messaggio di un nuovo utente che si veste della targhetta di "scrittore" e sbaglia due congiuntivi in cinque righe di presentazione, non posso fare a meno di pensare che quello intaserà presto, o sta già intasando, la cartella di posta di una marea di editori con le sue "opere". Senza quel ciarpame gli editori non avrebbero più quantità spropositate di materiale da esaminare e avrebbero più tempo a disposizione per scovare testi buoni e per promuoverli in maniera efficace. Nel contempo l'editoria a pagamento riceverebbe un duro colpo e i librai potrebbero fidarsi maggiormente dei testi che vengono proposti loro dai promotori editoriali. Vogliamo continuare?
  2. 14 punti
    Molti editori e agenzie usano formule simili. Ce n'era una che scriveva come formula: "la scintilla non è scattata". Sarà un camuffare? A me quello di Lorem Ipsum sembra un modo gentile ed elegante per declinare la rappresentanza di un testo, facendo comprendere all'autore che il rifiuto è relativo a quel testo e non all'autore in sé o a tutta la sua produzione. Tant'è che altri utenti hanno scritto qui stesso raccontando di essere stati scartati al primo tentativo, per poi essere presi in valutazione in seguito. Con ciò non voglio entrare nel merito delle metodologie di valutazione, tempi d'attesa o altro. È solo per dire che qualsiasi "azienda" che dimostra un attenzione al "cliente" lo fa (anche nei colloqui di selezione aziendale vengono inviate lettere simili ai candidati scartati e nessuno ne fa un dramma) e dopo tutto un'agenzia, come pure una CE, è questo e come tale è normale che si comporti. Sotto questo aspetto, quindi, sinceramente non starei a puntualizzare; c'è chi preferisce la risposta secca, ma c'è chi ha una sensibilità diversa. Sotto altri aspetti ci sono delle pecché? Probabile. Io credo sia anche utile ricordare che quest'agenzia è nata a novembre 2016 (come testimonia l'apertura della discussione) quindi meno di due anni, per cui è piuttosto giovane e sta cercando di inserirsi in un campo difficile, con tutto ciò che ne deriva. Alcuni meccanismi potrebbero essere meglio gestiti? Forse sì e le critiche costruttive servono anche a prendere consapevolezza delle aree di migliorabilità di una struttura. Direi, quindi, di concentrarsi su questi aspetti e un po' meno sui contenuti delle risposte, preformulate o meno. Poiché la testimonianza più ricorrente riguarda le tempistiche lunghe, scrivere a tutti delle lettere di rifiuto personalizzate significherebbe dilatare ulteriormente tempi già non brevi. D'altra parte, una mail con solo "Testo rifiutato grazie", innescherebbe con molta probabilità altre reazioni polemiche, che non avrebbero grande utilità. Vi invito, quindi, a una maggiore concretezza nelle riflessioni derivanti dalle esperienze dirette e a proseguire con testimonianze effettive.
  3. 13 punti
    Scusami, ma non mi trovi sulla tua linea, scrivere all'agenzia è totalmente inutile, si riceve sempre (ho la collezione di mail) la risposta: Tra qualche giorno rispondiamo. Per quello che mi riguarda è dal febbraio 2017. E' poco costruttivo? E perchè mai non lo dovrebbe essere? Ognuno può farsi un'idea. Il tempo che passa senza risposta è una variabile non indifferente e un'informazione utile. Ovviamente l'agenzia è liberissima di mettere in atto la strategia che reputa più opportuna, ma il senso di questo forum è di passarci informazioni. E questa è un'informazione che personalmente vorrei leggere e che cerco costantemente negli altri post.
  4. 12 punti
    Io qui non sono d'accordo. Personalmente non mi interessa se una persona ha investito dieci anni della sua vita e tutto il suo tempo libero nella stesura di un romanzo: se quel testo è pessimo, tutto il tempo e la passione del mondo non lo faranno diventare niente di più e niente di meno di un testo pessimo. Se io dedicassi anni e anni della mia vita a costruire un robot, immagino che il risultato dei miei sforzi sarebbe catastrofico. Il mio tempo, la mia passione, le mie speranze... non c'entrano nulla con la qualità del prodotto finale. Vale in ogni ambito, immagino. Tutta la passione del mondo nel cucinare non rende Chef. Tutti i sacrifici del mondo nell'applicarsi in un determinato sport non rendono dei professionisti. Il problema - sempre a mio modestissimo avviso, s'intende - è a monte. Sono gli aspiranti scrittori stessi che spesso, almeno negli ultimi anni, sviliscono la propria aspirazione considerando la "capacità di scrivere" non come un qualcosa che va coltivata, allenata e sostenuta, ma quasi come un "diritto", inteso nel senso di "scrivo quindi sono autore, pretendo di essere letto e pubblicato". Non è così. Chi vuole fare un mestiere specifico spesso deve spendere anni e anni di studi, spendere decine di migliaia di euro per la sua formazione (perché tanto costa un percorso universitario in rapporto al tempo che ci si impiega a terminarlo). Chi vuole fare lo scrittore non può pensare che basti mettersi a scrivere per diventare tali e meritare il "rispetto" degli addetti ai lavori. Non vorrei essere frainteso con l'utilizzo del termine "rispettto", quindi mi spiego meglio. Il rispetto è dovuto sempre, fino a che si giudica lo sforzo di X o Y nel produrre qualcosa, qualunque cosa, mettendoci impegno e passione. Ma fino a che si rimane nell'ambito hobbystico. Passo 5 ore a cucinare per una cena e presento ai miei ospiti una schifezza? Passo il mio tempo libero a costruire una cuccia per il cane e dopo 3 mesi di durissimo lavoro la metto fuori nel giardino e al primo soffio di vento va in mille pezzi? Passo tutta l'estate a dipingere le pareti di casa pensando di avere la mano di Michelangelo mentre invece disegno scarabocchi degni di un ragazzino? Posso farlo... e certo, merito il rispetto dovuto a chi ci ha provato comunque... certo, magari non è "roba mia" fare queste cose, ma chi mi sta intorno è giusto che rispetti il mio "voglio provarci". Ma se io pretendo, con queste capacità, di presentarmi nei ristoranti per fare il cuoco, di andare dai produttori di articoli per animali per mettere in vendita la mia cuccia traballante, di andare dagli esperti d'arte dicendo che sono un pittore... ecco che il "rispetto" di quegli addetti ai lavori non lo posso pretendere. E non lo posso avere. Io credo che la scrittura dovrebbe essere trattata genericamente con più rispetto. Oggi tutti tendono a scrivere e a presentare a un editore. Come va va... magari va bene. Ecco, io invece credo che prima di presentare un testo a un editore si debba acquisire una consapevolezza che richiede anni e anni di studio e perfezionamento (fermo restando le debite eccezioni dovute a un talento fuori dall'ordinario; ma sono, appunto, eccezioni). Poi ci sta che ognuno la veda a modo suo... per alcuni il processo creativo di espressione artistica - qualunque espressione artistica - è sempre un qualcosa di presentabile e interessante. Punti di vista.
  5. 11 punti
    Be', mi tirerei fuori volentieri da questa discussione, davvero, ma per il bene di questo forum (che tante volte mi ha dato una mano a capirci qualcosina in più...) e per la simpatia e la stima che nutro nei confronti di @Niko & @Marcello eccomi qua. Da quando ho messo mezzo piede nell'editoria ne ho sentite di ogni. C'è un parla-parla terribile, dietro quella porta. C'è sempre l'amico dello zio di quel tale che ha pubblicato che può confermare qualcosa di (solitamente) osceno, impensabile, tremendo: grandi editori che rubano idee, grandi editori che si fanno pagare per pubblicarti ( il gruppo Mondadori fattura 1,263 miliardi di Euro, ragazzi) grandi editori che ti mangiano vivo e ti impongono editing vessanti e copertine prestabilite e titoli e chi più ne ha più ne metta... Ecco la cruda verità, dunque. Prima però una breve premessa. Per capirci di editoria non basta scrivere un libro. Non basta nemmeno scriverne dieci. Se scrivi libri sei un autore, non un editore e nemmeno un agente. Sei uno scrittore, quasi sempre sottopagato rispetto alla mole del suo lavoro e alle fatiche e i sacrifici che deve fare. Essere sottopagati (tranne i casi editoriali e i best seller) in Italia è normale. Purtroppo è normale. I motivi li conosciamo tutti. Nello stesso tempo, invece, in Italia c'è un sacco di gente che si sta letteralmente arricchendo a spese dell'ingenuità e dell'ambizione di tanti bravi ragazzi e ragazze colpevoli solo di aver poco amor proprio. Stampatori travestiti da editori, pseudoagenti senza scrupoli né reali e comprovate conoscenze che chiedono centinaia se non migliaia di euro per valutazioni fittizie o letture (discorso pericoloso, quest'ultimo, perché al contrario dell'editoria a pagamento reputo normale che alcune grandi agenzie chiedano un contributo di lettura) e non da ultimo, millantatori, truffatori, personaggi loschi che promettono grandi cose in cambio di "piccoli" contributi economici. Vade retro. Io a pagamento non pubblicherei mai (non pubblicherei mai nemmeno in self e forse nemmeno con editori troppo piccoli, a dire il vero, ma questo non c'entra nulla). Come ho sempre detto per fare gli scrittori ci vogliono un sacco di cose: talento, competenza, educazione al sacrificio, conoscenza della lingua, amore per la lettura, eccetera, ma soprattutto ci vuole amor proprio. Anzi. Professionalità. Leggasi voglia di andare a fondo. Di rispettare il proprio lavoro, i propri sacrifici e tutto il resto. Amico mio: vuoi fare lo scrittore? Ecco. Parti da questa cosa qua. Stampatela in testa, mettila sopra la tua scrivania con un post-it, tatuatela: "Io sarò professionale. Io pretenderò professionalità". Andrebbe messo come primo capitolo di un manuale di scrittura creativa. Fine premessa e risposta. Sarò sincero ragazzi, forse qualcuno si sorprenderà, non ci crederà, si strapperà i capelli dalla meraviglia, forse chiamerà tutti gli amici, parenti, conoscenti, colleghi di Tizio-che-una-volta-ha-parlato-con-Caio, ma il mio editore mi ha pagato in anticipo. Incredibile, vero? Già. Non solo. Pensa. Mi ha anche rimborsato le spese di viaggio per spostarmi in città che non fossero la mia a presentare il libro o partecipare a fiere ed eventi. Pazzesco. In una circostanza hanno addirittura offerto una cena. Assurdo. Ecco tutto. Ciao. Ah-ehy: Professionalità.
  6. 10 punti
    @NiP Se non riescono a rispondere per troppo lavoro, che lo dicano. Mica sarà difficile stabilire una regola, basta dire "se non avete una risposta entro sei mesi consideratevi scartati (non come regalo)". Ma così mi sembra menare per il naso le persone… o no?
  7. 10 punti
    Nel Giugno 2017 ho inviato il mio romanzo. A febbraio risultava "ancora" al vaglio della redazione editoriale. Lo scorso maggio, prendendo alla lettera l’invito di Jacopo a richiedere informazioni sui testi inviati prima del Luglio 2017, che non avevano avuto risposta, mi sono deciso a scrivere chiedendo se era possibile un rapido aggiornamento sullo stato della valutazione. Nella risposta Jacopo si scusava del “ritardo” promettendo una risposta entro la fine maggio. Che però non è arrivata. Ho aspettato un altro mese e ho riscritto a Jacopo in p.e. su questo forum, questa volta senza avere risposta. A quel punto mi sono deciso a scrivere direttamente a Liae, anche se una precedente mail era caduta nel vuoto. Invece questa volta la risposta è arrivata, direttamente da Jacopo, lo stesso giorno, forse aveva letto anche l’altra (quella in p.m) scrivendomi che avrebbe “verificato la situazione” promettendo di farmi sapere qualcosa “nel giro di qualche giorno”. Era l’inizio di luglio e sto ancora aspettando. Forse è successo un corto circuito, una voragine spazio temporale all’interno di qualche server, visto che divido questa situazione di “limbo”, come è stato definito da qualcuno, assieme ad altri, che non sono pochi. Non lo so e me ne dispiace, credo che in fondo ce la mettano tutta, ma evidentemente si è rotto qualcosa nel meccanismo. O forse siamo noi che ci siamo abituati male, ad avere sempre una risposta, un giudizio, una pacca sulla spalla. Forse è ora di rientrare nella “normalità”, di omologarsi alle altre agenzie.
  8. 9 punti
    Il concetto alla base di questo post apparirà ad alcuni – ma, attenzione, non a molti – scontato. Non a molti. Questo “non a molti” è importante. Credetemi, fino a qualche mese fa immaginavo che fosse un concetto talmente scontato da non dover essere neanche trattato, se non superficialmente. Mi sbagliavo. Considero questo errore di valutazione come l’ennesima dimostrazione del fatto che per aiutare gli Aspiranti Scrittori a raggiungere un minimo di consapevolezza in merito a come convenga muoversi nel variegato panorama editoriale italiano sia necessario dedicarsi anche a ciò che apparentemente sembra “scontato”. Case Editrici. Stampano e vendono libri. Questo è il loro lavoro. A chi si rivolgono le Case Editrici, quindi? Ai lettori. Vi invito ad andare sulla home page della Rizzoli: novità, autori, eventi, percorsi, magazine, ragazzi; ora facciamo un giro da Einaudi: autori, approfondimenti, università, speciali, multimedia, appuntamenti, la casa editrice. E ancora novità, in arrivo, stile libero, ebook. I più venduti. Potete andare sui siti di altre CE importanti, la storia sarà sempre la stessa: cosa salta subito all’occhio del navigante? Che queste CE si rivolgono – ovviamente – ai lettori. E a chi altri si dovrebbero rivolgere? Voglio dire… se vado sul sito dell’Ikea perché voglio una libreria, troverò un indice che mi rimanda, tra gli altri articoli, alle librerie. E così via. Certo, ci sono CE che inseriscono il link “invia manoscritto”, link che di norma rimanda a una pagina in cui vengono spiegate o le specifiche per gli invii spontanei o il sistema in uso di quella CE per la selezione di nuovi manoscritti. Di norma è un link poco invasivo, seminascosto, equiparabile al “lavora con noi” presente sui siti delle grosse aziende come l’Ikea (cercatelo, sul loro sito… ci metterete un po’ a trovarlo). Ora, immaginate un universo diverso, una sorta di ucronia (o distopia se vogliamo) in cui andando sul sito dell’Ikea non trovereste in Home Page neanche un link o un menù per visualizzare gli articoli in vendita. Voi siete lì perché magari volete la vostra libreria, ma quello che leggete è: “Hai disegnato un mobile? Questo è il posto giusto per te!” “Mandaci i progetti dei tuoi lavori, diventerai famoso!” “Se lo hai disegnato, va prodotto” e così via. Foto e foto di mobili più o meno improbabili disegnati e costruiti con quattro chiodi, un giro di nastro adesivo e un po’ di sputo da un pasticcere di Strangolagalli o da un impiegato del catasto di Ventimiglia. Il primo piano del loro faccione sorridente, in posa accanto al loro mobile più o meno sbilenco, col sotto una grossa scritta colorata: “Loro ce l’hanno fatta! E tu che aspetti? Invia il tuo progetto!!!” E voi siete lì. Vi avevano detto che vendevano mobili… voi volete solo la vostra cazzo di libreria, magari economica, magari a misura… ma niente. Di librerie non ne vedete. E siccome non avete la velleità del “costruttore di mobili”, andate a cercare la vostra libreria su un altro sito. Ora la domanda è: a chi sarebbe dedicato questo immaginifico sito Ikea che ho descritto? Ai clienti, ovviamente. I siti sono sempre dedicati ai clienti. Ma i clienti chi sarebbero? Non quelli che vorrebbero acquistare mobili, no. Sono quelli che li vorrebbero disegnare, i mobili. Usciamo da questa improbabile metafora e rientriamo nella realtà. Tutte queste parole, Aspiranti Scrittori, sono per dirvi che i clienti delle Case Editrici sono i lettori, non gli autori. Quando vi imbattete nel sito di una CE che non si rivolge tanto ai lettori quanto agli autori, con enormi banner che li invitano a inviare loro il proprio manoscritto e l’immancabile dicitura “Vuoi pubblicare?”, sappiate che i clienti di quella CE sono gli autori. A pagamento, free, a doppio binario… non importa la formula, non importa la tipologia del contratto. Quello che conta è: il cliente = l’autore. E se anche non dovesse essere un contratto capestro (anche se spesso lo sarà, sappiatelo) ma un contratto vantaggioso e pulito, il concetto sarebbe sempre lo stesso: l’autore = il cliente. Perché, mi direte? Che senso ha, mi direte? Perché se io editore arrivo negli anni a mille autori che mi vendono 100 copie a testa tra parenti e amici, ho venduto centomila copie. Semplice semplice. Non è che su quei testi ci deve essere scritta chissà quale bella storia poi… ci fossero anche disegnate delle compilation di cazzi “Wall WC Autogrill Style” in fondo che mi frega? Posso sempre dire che sono un editore alternativo e giovane che vuole dare voce all’immaginifica e ribelle potenza iconografica delle nuove generazioni. In fondo a me basta che parenti e amici dell’autore comprino quel dannato libro. Il resto è silenzio, per rubare le parole a qualcuno che scriveva mille volte meglio di me. Quindi, ricordate sempre: più vi sembra che il sito di un editore sia rivolto “proprio a voi” in quanto scrittori, meno vuol dire che sarà rivolto ai lettori. Ma sono i lettori i clienti delle Case Editrici. Non siete voi autori. Riflettete su questo. Rifletteteci con tutta la calma del mondo, con i vostri tempi e con le vostre considerazioni, che saranno fisiologicamente diverse dalle mie, ma ve ne prego, fermatevi un attimo a riflettere su questo concetto. Namaste
  9. 9 punti
    Quindi l'agenzia che dovrebbe fare? Personalizzare nel dettaglio ogni mail di rifiuto? Ma non scherziamo. Non sono di certo questi i problemi.
  10. 9 punti
    Carissimi compagni di penna trovo giusto condividere con tutti l'emozione del momento, per chi attende risposta e per chi non ha ancora avuto modo di conoscere questa casa editrice. Ho recentemente ricevuto la prima lettura da parte del curatore dell'editing per Genesis, ed è stato estremamente emozionante, quasi un balsamo da spalmare, parola per parola, sopra le pagine del romanzo. Ad ogni riga corretta, ad ogni spunto di rilettura la conferma inequivocabile d'avere a che fare con dei professonisti. Per me è senz'altro un piacere e un onore collaborare con loro.
  11. 8 punti
    Condomglianze: partecipazione al dolore per un'ipotetica vita, già stroncata a monte, perduta nel fondo di un involucro in lattice. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  12. 8 punti
    @Redman forse non mi sono spiegata bene o forse non hai letto con attenzione il mio post: io mi riferisco a coloro che hanno spedito prima di luglio 2017, JaV aveva promesso una risposta entro maggio 2017 poiché pensava che tutti gli invii precedenti a questa data fossero stati evasi ( la storia è lunga e dettagliante spiegata nei post precedenti). Quello che chiedo: è un crimine spingere per un feedback che ci è stato promosso? non dico una risposta personalizzata, ma un post generico ‘spiacenti siete stati scartati’ oppure ‘siete ancora in attesa’ ce lo meritiamo o no? E’ una domanda retorica. Dati alla mano io mi sono autoesclusa perché sono stanca di aspettare. Da questa esperienza ho compreso il modus operandi dell’azienda e in futuro ci penserò bene prima di spedire. Non è una critica all’agenzia, assolutamente. Hanno dei tempi, che se uno reputa tollerabili, accede di buon grado ai loro servizi, altrimenti opta per un’altra agenzia.
  13. 8 punti
    Quello che lascia perplessi del modus operandi dell’agenzia è la loro politica di avvisare i rifiutati e non i potenziali clienti. Io sono in attesa da 14 mesi, secondo quanto scritto da @JaV nei post precedenti, un aspirante non è scartato fino a che non riceve un email di rifiuto, ma io mi domando, dopo 14 mesi, (a noi che aspettiamo da prima di luglio 2017, JaV si era impegnato a darci una risposta entro il 31 di maggio 2018) sono ancora dentro? Si sono persi il manoscritto? Sono stata scartata? Non dico molto ma basterebbe anche un post generico qui nel topic, in cui si dice ‘ gli aspiranti che attendo da prima di giugno 2017 se non hanno ricevuto comunicazione, vuol dire che sono ancora al vaglio’.
  14. 8 punti
    Immaginavo che sarei stato frainteso e me ne dispiace, però a volte è necessario definire le cose con il proprio nome. Il tuo atteggiamento è comprensibile, pienamente giustificabile sul piano umano e arrivo a dire anche che ti fa onore. Solo che è controproducente. Credimi, sono qui da anni e ho letto centinaia di interventi su questa falsariga. Ma ho letto anche tanti messaggi di utenti incapaci di distinguere un congiuntivo da un condizionale o che non hanno idea di cosa sia un periodo ipotetico o una consecutio temporum. Va bene: ci sta, si può migliorare. Quando però leggo in un'altra discussione che la stessa persona è già al suo terzo romanzo io rabbrividisco. Perché non si può scrivere un romanzo intero senza avere le conoscenze di base della lingua in cui lo scrivi. Non importa se ci ha investito tempo, passione e speranze: me ne dispiace sul piano umano, ma quei due romanzi che ha già scritto e quello che sta scrivendo non possono essere pubblicati da un editore serio, grande o piccolo che sia. Non esiste editing in grado di rimettere in sesto l'opera di chi sbaglia due congiuntivi in cinque righe di presentazione, fidati (faccio l'editor, tra l'altro). Quindi, dove finiscono quei due romanzi che "non possono essere pubblicati"? Nella migliore delle ipotesi sui tavoli di qualche decina di editori seri, che dovranno scaricarli dalla mail, leggerne qualche pagina per poi verificare che sono impubblicabili. Tu poi vorresti magari anche che si prendessero la briga di rispondere e di spiegare all'autore che c'è ancora del lavoro da fare... Tempo, ore di lavoro buttate, senso di frustrazione di chi è lì per cercare un bel testo, che con qualche consiglio e un editing non troppo invasivo potrebbe figurare nel catalogo della casa editrice, e si trova invece di fronte il ventesimo manoscritto improponibile della giornata: ciarpame, appunto, con tutto il rispetto umano per chi ci ha messo del tempo per produrlo, ma ciarpame resta. Nella peggiore delle ipotesi finirà invece sul tavolo di un editore che dopo una settimana chiamerà l'autore per dirgli "... che storia commovente ha scritto, caro autore: guardi sento ancora i brividi sotto pelle che mi ha lasciato la lettura del suo romanzo... certo che intendiamo pubblicarlo, solo che capirà... le spese di tipografia, la carta che è aumentata dieci volte nell'ultimo mese, il personale di redazione, i tre editor che l'assisteranno, quel cattivone del distributore che si porta via tutti i nostri guadagni... ma non si preoccupi: con solo duemila euro risolviamo tutto...". E ci sono molte situazioni intermedie, che non sto qui a elencare ma che, nella sostanza, assomigliano a quest'ultima. Spedire opere scritte malissimo a centinaia di editori, come purtroppo fa tanta gente pensando "se va, va" (e può andare solo in un modo, in realtà) si ritorce contro tutto il movimento che ruota attorno all'editoria e favorisce soltanto i "furboni". Si può dire in tanti modi, ma la sostanza non cambia. Quando leggo che piccoli e piccolissimi editori, seri, sono costretti a combattere quotidianamente con questa realtà e il novanta per cento delle centinaia di manoscritti che ricevono in un solo mese è impubblicabile, penso alle risorse che vanno sprecate per nulla e mi passa la voglia di "essere buono" a tutti i costi, che sarebbe la mia natura. Quindi chiamo le cose con il loro nome e pazienza se qualcuno si offende. Scusami, se puoi.
  15. 7 punti
    Ossimorto: figura retorica non più utilizzata KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  16. 7 punti
    QualKuno: quando si generalizza in maniera tendenziosa sul colpevole di una malefatta ( qualKuno non ha tirato l'acqua; qualKuno ha rotto un vaso di fiori; qualKuno ha rubato le monete in chiesa per mezzo di un anello calamita e via dicendo...) lasciando intendere che è stato lui, @Kuno. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  17. 7 punti
    Uscirò con Rizzoli, credo nei primi mesi del 2019 e sì, certo che mi hanno dato un anticipo, ci mancherebbe. Signori, come ha detto giustamente @Niko, non creiamo confusione. ma davvero qualcuno crede che una Mondadori, una Rizzoli, una Einaudi, il gruppo GeMS o chi per loro si mettano a perdere tempo per ravanare 1000 euro di qua, 1000 euro di là con l'editoria a pagamento? Non esiste.
  18. 7 punti
    Oggi sono l'umano che legge sotto la luce O l'umano sotto la luce e basta (con l'abbigliamento alla Edgar Allan Poe, per completare l'arredamento di @simone volponi )
  19. 7 punti
    Io credo che il bagno di umiltà servirebbe agli scrittori, prima di tutto. E se ragionassero... ...se ragionassero un attimo di più prima di inviare il proprio capolavoro, magari la pila di posta virtuale che arriva alle CE sarebbe un filino più snella. Perché sì, pare che le CE ricevano qualche miliardo di manoscritti al millisecondo, tutti capolavori scritti da emergenti che aspettano solo la medaglietta del Nobel. E dubito che gli editori non rispondano perché non si rendono conto della fortuna che hanno a ricevere tali splendide opere d’arte; magari non rispondono perché proprio... ...perché proprio manca il tempo materiale per scrivere “Complimenti, lei è un genio! ” a tutti quelli che inviano. Ecco, magari. Magari potrebbero dedicarsi a questo processo di miglioramento prima di inviare la propria roba. Scusa se sono un po’ sarcastico, eh. In realtà a me frega poco se gli scrittori mandano robaccia che, naturalmente, loro credono capolavori (avessi mai letto di un apirante che scrive “il mio libro fa cagare”). Non ho assolutamente niente contro gli scrittori che non si rendono conto di aver scritto una cacata, anzi: li invidio. Dico sul serio, ora non sono sarcastico: ognuno invia quello che vuole. Dovrebbe essere scritto nella costituzione: Ogni aspirante scrittore ha il diritto di intasare la posta delle CE come meglio crede. Però da qui a dire che gli editori sono tutti bastardoni che ignorano gli scrittori solo per dispetto, per invidia o per maleducazione... mmm.
  20. 6 punti
    Chi vi ha accolto quando per la prima volta vi affacciaste nel forum, e timidissimi vi siete presentati? Io mi ricordo benissimo: @bwv582, @AndreaSilver, @Marcello e @Kurìa, che non riesco mai a taggare. E sempre, se mi imbatto nelle loro faccine, sorrido di simpatia. Non ha importanza se non ci sono stati scambi ulteriori: è la potenza dell'imprinting. Un pensiero però mi turba: e se chi ha accolto voi, veterani del WD, fosse ora uno di quei tristi fantasmi la cui data dell'ultimo accesso sembra quella della dipartita?
  21. 6 punti
    Io ho avuto un benvenuto strano. Nessuno mi diede i link per il regolamento, nella mia presentazione, solo un mucchio di messaggi che sbeffeggiava il mio nick – a ragion veduta. Poi sono stato intercettato da @Kyría, non ricordo neppure in quale occasione. Nella chat, comunque. Come lettore beta ho fatto subito conoscenza con @AlexComan. Ricordo che @AndreaSilver mi chiese un parere sui suoi racconti, un invito che mi ha dato una bella scossa positiva, tanto che conservo in mente il momento preciso (). E Kyrìa stessa che mi ha spinto a partecipare al contest natalizio di Scrittopoli. @Eudes e @Cerusico i miei primi critici più "ficcanti" e consiglieri, assieme a diversi membri dello staff che non sto chiamare in causa. Macleo anche è stato uno dei primi a darmi un bello sprone nella scrittura. Bello è stato anche l'incontro di persona con Bango. Tutto questo nei primi 2-3 mesi di militanza timida. Diciamo che la partenza "lenta" è stata ampiamente ripagata dall'affetto che ho ricevuto poi da tutto il WD, e che non sarò mai stanco di ricambiare.
  22. 6 punti
    ti leggo e ti immagino così: @camparino murales in Collegon de Hamel @Kikki di Kevin Carden @Kuno di Robert e Shana Parkeharrison @luca c. di Vincent Bourilhon @Vincenzo Iennaco @AndreaSilver di Maleonn
  23. 6 punti
    ti leggo e ti immagino così: @Black di Robert e Shana Parkeharrison @ElleryQ di Christan Schloe @Rica di Christan Schloe @Nerio di Logan Zillmer
  24. 6 punti
    @Renzo allora: non me lo aspettavo per niente, davvero. Scrivo da circa 10 anni. prima volta in assoluto che partecipo a un premio. Nessuna scuola o corso di scrittura. sono stato contattato il 26 aprile. Ho fatto leggere il romanzo per evidenziare i punti deboli. Centocinqianta cartelle Impiegato Devo ancora realizzare di aver vinto. 😂
  25. 6 punti
    Buongiorno! Venerdì scorso ho ricevuto un riscontro positivo dalla Fanucci: il mio romanzo fantasy è piaciuto molto! Ora sono in attesa del passo successivo. Lo 'speed date letterario' è stato davvero un evento piacevole (e dire che non volevo neppure andarci!) Condivido con voi la mia esperienza perché in questi mesi vi ho letto molto e, nei miei momenti di sfiducia totale, mi siete stati di notevole conforto. Questa per me è una vera e propria novità. Spero che questo cammino inizi e prosegua sotto i migliori auspici.
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