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Sono mostrati i contenuti con più punti reputazione dal 24/04/2018 in tutte le aree

  1. 11 punti
    Al salone del libro di Torino c'è anche il mio bellissimo... libro! Va' che volumetto.
  2. 8 punti
    Ti lascio anche il mio parere, che è opposto a quello di Niko. Personalmente penso che sia assolutamente legittimo inviare simultaneamente a più agenti. Considerando dei tempi medi di risposta che potrebbero anche essere di molti, moltissimi mesi, mandando a una sola agenzia per volta passerebbero anni (forse decenni) prima di avere una risposta da tutti. La agenzie serie sanno benissimo che l'invio è multiplo, le agenzie serie sanno benissimo che c'è l'eventualità di valutare qualcosa che stanno valutando altri. Fa parte del gioco, è il loro lavoro. Il consiglio è, semmai, quello di essere tu autore, nel caso dovessi firmare con un'agenzia, ad avvertire tutte le altre a cui hai inviato il tuo lavoro dicendo che hai, appunto, firmato con altri. Basta essere chiari e cordiali e non ci sarà nessun problema. E laddove ci dovesse essere un problema, vuol dire che l'interlocutore di turno non è un professionista (o quanto meno non rientra nel mio personalissimo concetto di professionismo, e non vorrei averci nulla a che fare). Aggiungo che agenti (editori o professionisti qualunque) laddove annusino odore di "qualcosa di buono" non staranno certo a farsi problemi perché l'autore ha inviato ad altri 100 oltre che a loro. Il mondo dell'editoria è fatto, fondamentalmente, di proposte multiple, di aste che sono proprio gli agenti i primi a fare con le CE: mica un agente manda a una CE per volta. Manda a tutte quelle che presume potrebbero essere interessate e, laddove ce ne fosse più di una interessata, valuta la proposta migliore. Questo per dire che è pacifico nell'ambito editoriale che ci siano "invii multipli" e che si giochi, tra le altre cose, anche sulla tempistica (quella che è ora la mia agente mi telefonò - lo ricordo bene - a 48h dall'invio del testo, dicendomi qualcosa del tipo: "ho letto le prime pagine, mi interessa, me lo voglio legggere tutto, so che lo avrai mandato ad altri 100, ci sto prima io e metti tutti in stand by se ti dovessero richiamare perché, appunto, ci sto prima io") Specifico che quanto scritto rappresenta solo la mia personalissima opinione, e quello che reputo "professionismo" è il mio (ripeto: mio) concetto di professionismo. Saluto
  3. 8 punti
    Intervengo qui nella mia veste di autore, perché ciò che sto per scrivere, lo scrivo a titolo personale e non a nome della casa editrice che rappresento. Oltretutto non mi pare il caso che alla mia CE vengano affibbiati punti di reputazione negativi, oltre quelli che a volte già ci affibbiano con sadico piacere, e non sempre a ragione, gli autori dei quali rifiutiamo i manoscritti... Quindi, per questa volta, se dovete sparare a qualcuno, mirate dritto al sottoscritto. L'intervento di @Miky, come quello di certi politici quando parlano in pubblico, contiene alcune verità indiscutibili, mescolate ad arte con opinioni del tutto opinabili. Oltretutto le prime, proprio come accade nella politica spicciola, hanno allo stesso tempo il pregio e il difetto dell'ovvietà, per non dire della banalità. A quale esordiente non piacerebbe infatti essere pubblicato da una grande casa editrice, invece che da una piccola? Sembra insomma di risentire i mitici ragionamenti di Catalano in "Quelli della notte", quando diceva frasi del tipo "meglio esser giovani e ricchi, che vecchi e poveri", oppure "meglio essere belli e intelligenti, che brutti e stupidi"... Grazie tante! Ma lasciando perdere l'ovvio, passiamo invece a esaminare ciò che ovvio non è affatto. La prima fondamentale distinzione da fare è quella sul perché le piccole CE non sempre sarebbero in grado di raggiungere alcuni obiettivi: un conto è la mancanza di strutture adeguate e di forti possibilità, in primis economiche; un conto la mancanza di capacità tecniche o, peggio ancora, di buona volontà. Le due cose non possono essere messe sullo stesso piano, se permettete, a meno che non si voglia offendere l'impegno di chi ogni giorno sputa sangue per dare il meglio di sé nel lavoro. E per quanto riguarda certi consigli... sarebbe interessante sapere in quale modo metterli in pratica: se si tratta di autori che hanno pubblicato con una grande CE, siamo sicuri che saranno poi così disponibili? Per quanto concerne poi l'aspetto commerciale.. Un centinaio è un conto, qualche centinaio è un altro, e qui richiamo ancora l'esempio dei politici che sparano cifre e statistiche ad minchiam, omettendo i dati scomodi. Sarebbe ipocrita affermare che un piccolo editore non faccia affidamento anche sulla promozione che l'autore sarà in grado di farsi da solo, ma con un centinaio di copie si coprono a malapena i costi della tipografia e spedizione, lasciando scoperti tutti gli altri. Omettiamo per carità di patria di dissertare sul termine "genio", che ad altro non serve se non ad accrescere l'ego già fin troppo smisurato di alcuni autori; ma dire che un editore commercia "senza dare nulla", non solo è sbagliato, è anche diffamatorio per chi invece si prodiga ogni giorno per dare il meglio ai propri autori, a cominciare da un editing gratuito, che qualsiasi agenzia letteraria farebbe pagare in modo adeguato. E arriviamo al finale col botto, che poi è stato quello che mi ha convinto di non poter lasciar passare la cosa sotto silenzio: Non so sulla base di quali informazioni @Miky dica queste cose. La nostra è una CE nata da autori, proprio per evitare ad altri autori le stesse esperienze negative che abbiamo avuto noi, da esordienti. Da quando abbiamo cominciato a lavorarci, io e gli altri abbiamo praticamente lasciato da parte le cose che avevamo già cominciato a scrivere, per buttarci a capofitto in questa impresa. Personalmente, prima che cominciassi l'avventura di editore, mi era capitato di riuscire a scrivere in due mesi qualcosa come 250 cartelle. Indovinate quante ne ho scritte negli ultimi due anni? Neanche 20! E non perché io soffra della sindrome del foglio bianco: ho un romanzo che è già quasi a un terzo e saprei benissimo come continuarlo. Semplicemente prima vengono i nostri autori e le loro opere, e poi veniamo noi. Questa è la nostra filosofia. Lo stesso dicasi per promozioni e presentazioni. In questo forum ci sono persone che mi hanno visto e sentito parlare dei libri pubblicati dalla nostra CE e potranno testimoniare con quale entusiasmo e partecipazione io lo faccia: di certo ci metto molto, ma molto più impegno, di quando non parli del mio romanzo. In conclusione, ognuno scelga l'editore che gli pare (sempre che poi l'editore scelga lui...) sulla base delle proprie idee e delle proprie considerazioni; ma cerchiamo di non fare d'ogni erba un fascio, come si suol dire, paragonando chi lucra sui sogni altrui con chi invece prova a realizzarli.
  4. 8 punti
    INTERVENTO DI MODERAZIONE Cerchiamo di evitare polemiche sterili, accuse e controaccuse infantili, provocazioni. Ognuno tenga per sé le proprie deduzioni in merito a ciò che si pretende di aver letto fra le righe d'altri. Siamo lettori e scrittori: impariamo a spiegarci scrivendo e a capire leggendo. Evitiamo anche, per favore, di attaccare gli altri con accuse, addolcite da smiles, che rischiano oggettivamente di offendere, permettendo però, poi, di dire: «Ah, ma non avete capito che stavo scherzando? Ci ho messo pure la faccina » Per chiarezza mi riferisco a questo: Tornate a un tenore rispettoso del parere altrui, perché non accettiamo altro da chi interviene nelle discussioni in questo forum. Ricordo che questo è un intervento di moderazione al quale, da regolamento, non è permesso replicare pubblicamente. Né per polemizzare, né per giustificarsi. Chi ha qualcosa da dire o da ridire può scrivermi in MP.
  5. 8 punti
    Intervento Staff Buonasera, Mario. Il "servilismo" ce l'abbiamo solo rispetto a una cosa: l'educazione. E tu sei stato più che maleducato. Sai quanti problemi legali ha avuto il Writer's Dream, e a volte anche il suo staff, per difendere gli autori dalle case editrici? No, non lo sai. Meglio, allora, non insinuare castronerie da leone da tastiera, per favore. Ti assegno un richiamo ufficiale; rimango disponibile a chiarimenti in privato, solo se tu lo reputassi opportuno, poiché da regolamento non è possibile rispondere a un intervento ufficiale di uno Staffer in pubblico. Buon proseguimento a tutti
  6. 7 punti
    Ed eccomi qui finalmente! Scusate il ritardo, ma ero impegnato a buttare giù qualche scartoffia burocratica con la mia vecchia casa editrice. Già, perchè oggi ho firmato con la Dark Zone il contratto per la cessione dei diritti non del mio inedito, ma del mio primo romanzo. Ho atteso tanto, ho rifiutato molte proposte, ma quando è arrivata l'e-mail della signora Pace non potevo dire ancora di no. E' la casa editrice che aspettavo e sono orgoglioso di poter lavorare con professionisti come loro. Per chi è in cerca di informazioni posso assicurare che il contratto è assolutamente free, preciso e dettagliato. La durata è di 5 (cinque) anni e ci sono importanti sconti per l'acquisto di copie da parte dell'autore senza alcun obbligo. Non vi svelo ulteriori dettagli nella speranza che un giorno anche voi potrete ricevere la stessa e-mail. Non vedo l'ora di iniziare. Mi hanno chiesto di apportare alcune modifiche e di cambiare il titolo del romanzo. Un pò mi dispiace, ma sono in buone mani e mi fido ciecamente del loro parere. Potrò lavorare con professionisti preparati, che lavorano con entusiasmo e che credono nel loro lavoro. A dire il vero sono stato anche ripreso dalla signora Pace: " le copie che ho venduto sinora sono solo il punto di partenza"... e mi piace la sua grinta. Voglio riprendermi il posto che merito e penso che con loro potrò portare in alto il mio romanzo. Ringrazio la Dark Zone per questa opportunità e per non essersi fermata la dove altre case editrici hanno esitato. Ho sempre pensato che una casa editrice seria e capace non si ferma davanti al preconcetto che un libro già edito non può vendere ancora. Ho conquistato un premio internazione di letteratura, il parere favorevole di importanti organizzazioni (UNICEF, WWF,...), articoli stampa e continuano e arrivarmi richieste da parte delle scuole. Sapevo che prima o poi sarebbe arrivata la casa editrice giusta, e che, contrariamente a quanto ho scritto nel mio post precedente, questo non è il lieto fine della storia, ma solo l'inizio. Voglio ringraziare i moderatori di questo forum e tutti gli utenti (anche quelli con cui mi sono scontrato) che mi hanno dato la forza di continuare a credere in questo mondo a me sconosciuto. Quando ho scoperto che la mia vecchia casa editrice "remava contro" la diffusione del mio libro ero stato preso dallo sconforto, avevo pensato di abbandonare l'idea di scrivere ancora. Grazie a voi ho ripreso fiducia e ho scoperto che nell'editoria ci sono persone speciali, capaci ancora di sognare e credere che le parole dei libri possano cambiare il Mondo. Se oggi ho firmato questo contratto è anche merito vostro. Grazie.
  7. 7 punti
    @Aporema Edizioni, ma qual è il problema? Siete selettivi, altre ce lo sono meno, probabilmente. Confesso di essermi un po' irritata con voi, leggendo il passo in cui rimarcate che alcuni libri da voi rifiutati sono stati poi pubblicati da altri, e pubblicati male. Ho pensato a quegli autori che, dopo molti sforzi, sono riusciti a coronare il loro piccolo sogno, e magari hanno condiviso il loro 'successo' con orgoglio, qui su questa piattaforma. Perché rigirare il coltello nella piaga, lasciando intendere che hanno messo sul mercato una ciofeca? Dovreste essere fieri di lavorare seriamente per ciò in cui credete, invece a volte 'perdete tempo' a criticare l'operato di altre ce. O almeno, questa è stata a volte la mia impressione.
  8. 7 punti
    Aggiorno la discussione con questa infografica molto recente:
  9. 7 punti
    Precisione per precisione, dà si scrive con l'accento. Casomai.
  10. 7 punti
    Noi leggiamo nell'ordine i primi due capitoli, a meno che già la prima pagina non ci spezzi le gambe (succede, ahimè!), poi la sinossi e da ultimo un'eventuale biografia: se le referenze contenute in quest'ultima stridono fortemente con il resto del materiale (e succede pure questo, doppio ahimè!), ci deprimiamo, facciamo le nostre tristi riflessioni sul panorama editoriale italiano (concorsi in primis), a volte anche su quello accademico, ma di certo non cambiamo idea. Se una cosa è scritta male, è scritta male. Eventuali "spiegazioni" del romanzo poi, specie se infilate maldestramente nella lettera di presentazione, proprio non le prendiamo in considerazione. Un artista non deve spiegare le proprie opere, né in letteratura né in altri campi: sono le sue opere che devono parlare per lui. Noi il curriculum in partenza non lo chiediamo affatto, se non quello sintetico, da inserire insieme alla foto nella terza di copertina, al momento della pubblicazione. Non ci interessa sapere chi sei o cosa hai fatto nella vita: non siamo un'azienda che deve assumerti, ma solo una casa editrice che deve pubblicare i tuoi libri. Ci interessa sapere cosa scrivi, ma soprattutto come lo scrivi. Puoi aver partorito dozzine di capolavori, ma alla fine, per qualche ignota ragione, hai fuso il cervello e ci spedisci una colossale schifezza: dovremmo pubblicarla solo perché prima eri un genio? No, lasciamo volentieri tale incombenza ai grandi editori, che possono permettersi di farlo. Ma vale anche il contrario. Hai imbrattato carta fino a tarda età, ma a un certo punto hai raggiunto l'illuminazione e partorisci il libro del secolo? E perché non dovremmo darlo alle stampe?
  11. 7 punti
    I vostri like e dislike sono in gran parte condivisibili, però c'è almeno una eccezione rilevante (almeno per come la vedo io): a cui si aggiunge questa ulteriore indicazione: È ovvio che una scrittura chiara e lineare e che fa fare poca fatica sia gradita a molti lettori, ma una scrittura di questo tipo, una scrittura in cui "non si debba mai tornare due o più volte sulla stessa frase" (addirittura?) riesce davvero a esprimere concetti di una certa complessità? E soprattutto: se io capisco tutto di un libro senza mai rileggerne una frase, sto imparando qualcosa di nuovo? Se capisco il 100% "al primo colpo" non significa che sto leggendo qualcosa che rientra già nei miei schemi mentali e nel mio bagaglio di conoscenze e che pertanto sto rileggendo qualcosa, senza fare nessun tipo di progresso? Quando si apprende qualcosa di nuovo, ad esempio nel percorso scolastico e/o universitario, di solito si rilegge ciò che si studia anche più di una volta (e si fa fatica). D'accordo, pretendere altrettanto da un lettore di narrativa è esagerato, ma almeno un minimo di impegno, per il suo stesso bene? Un libro di cui capisco tutto immediatamente mi lascia sempre un po' sospettoso, mi insinua il dubbio della superficialità, e soprattutto, come dicevo prima, mi lascia la sensazione di non aver imparato nulla. Ovviamente in tutto questo conta il genere: in un libro che è di puro intrattenimento (d'avventura, d'azione, comico, etc.) la "facilità" va benissimo, ma un libro che ambisce a qualcosa di più non dovrebbe aver paura di contenere passaggi di non immediata comprensione, per timore di essere bollato come ermetico (qui nel WD diremmo criptico). Questo non vuol dire scadere nell'astruso o nella voluta ricerca dell'oscurità, ma semplicemente non ricercare scorciatoie troppo facili quando bisogna affrontare temi complessi. La difficoltà o la facilità di un testo non sono dei valori in sé, ma dipendono strettamente dagli argomenti trattati: una materia complessa può richiedere un linguaggio complesso anche in narrativa, non solo in filosofia o in fisica, matematica, etc., ed esempi di narrativa "difficile" che sono annoverati tra i capolavori assoluti della letteratura ce ne sono talmente tanti che è perfino inutile citarne alcuni. Insomma, per chiudere il pistolotto, ogni tanto un po' di difficoltà e di fatica secondo me non possono che fare del bene al pigro lettore del terzo millennio. Pax vobiscum, editores.
  12. 7 punti
    Quelli che tu chiami fondamentali variano da casa editrice a casa editrice. Alcune utilizzano il corsivo per dare un senso ironico, come dici tu; altre, come @Aporema Edizioni e persino Adelphi per citare una grande casa editrice, preferiscono usarlo per i pensieri. Per quanto riguarda apici e virgolette: con virgolette s'intendono almeno tre diversi segni di punteggiatura: [' '], [" "], e [« »]. Con apici s'intendono i primi due. In linea generale, per non creare confusione, si tende a definire apici i primi, virgolette i secondi (anche virgolette alte) e caporali i terzi. Tu cosa intendi? In ogni caso, ci sono case editrici che per i dialoghi usano le caporali, mentre altre usano le virgolette e altre ancora un semplice trattino. Non si tratta quindi di interpretazioni, ma di norme interne delle singole case editrici. L'obiettivo di @Aporema Edizioni, da quel che vedo, non è quello di deridere gli aspiranti autori (a che scopo farlo? È controproducente, soprattutto per una casa editrice!), bensì quello di spiegare come a una casa editrice (o alla loro, perlomeno) importi poco di concorsi o riviste sconosciute, anche perché è difficile attestarne l'attendibilità e i meccanismi di funzionamento (quanti partecipanti al concorso? Qual è la giuria? Come funziona la premiazione? Chi è il critico e che competenze possiede?). Sono consigli su cosa evitare d'inserire nell'email o nella lettera di presentazione all'editore, perché possono dare una pessima impressione dell'autore. Sei libero di seguire o meno i loro suggerimenti, ma pretendere delle scuse mi pare davvero eccessivo.
  13. 6 punti
    Ci siamo! Mezzogiorno d'inchiostro n. 113 Come sempre vi lascio il riassunto delle informazioni utili per partecipare al contest. La durata sarà di 12 ore, iniziamo a mezzogiorno e avremo tempo fino a mezzanotte. Chi posta oltre il tempo concesso sarà escluso dal contest. Entro lo stesso orario (mezzanotte) dovrete commentare un altro racconto e inserire il link del vostro commento o all'inizio del topic (se l'avete commentato prima) o come messaggio (se avete commentato dopo aver postato) Ricordatevi che: 1) Il vostro racconto dovrà presentare nel titolo la tag [MI 113] ed essere postato in questa sezione 2) Prima o dopo il testo dovrete specificare quale prompt avete scelto. 3) Dopo aver postato il racconto dovrete venire in questo topic e inserire il link al vostro testo indicando anche il prompt prescelto. Chi non rispetta tali regole potrebbe andare incontro alle penalità previste. Il limite dei caratteri, spazi inclusi, è di 8000 caratteri. Chi sfora sarà eliminato. Valgono sempre le regole di Officina. Per conteggiare i caratteri usate il nostro contatore di fiducia e per qualsiasi dubbio date ancora un'occhiata al regolamento E ora arriviamo al dunque: @Nerio e @Vincenzo Iennaco Hanno partorito quest edue tracce: Traccia di mezzogiorno: SE IO FOSSI IL GIUDICE... Scrivete una storia dove il/un protagonista si trovi nella posizione di giudicare la vicenda (se questa posizione di giudice è stata assegnata in modo ufficiale o se è stata auto-attribuita, sta a voi deciderlo). Massima libertà per genere, ambientazione, POW o sul tipo di giudizio (tecnico, morale, personale ecc) , purché nella vostra storia sia chiaro chi detenga il ruolo di 'giudice'. BOA: nella storia deve comparire il simbolo "VIII" (ovvero il numero romano 8). Traccia di mezzanotte: Il fazzoletto “Anche in un fazzoletto da naso può esserci un firmamento, basta sapercelo vedere” ha scritto Aldo Palazzeschi. Sviluppate una storia partendo da un fazzoletto e dall'eventuale suo contenuto (nulla preclude ad esempio che esso possa avvolgere qualche oggetto). Avete una certa libertà riguardo a dimensioni e materiali dello stesso: potete partire da un antico fazzoletto ricamato a mano fino a un consumistico kleenex. L'importante è che si rimanga nel senso e nell'accezione comune di " fazzoletto" da naso, da collo, da testa...NON valgono fazzoletti di terra, vele da barca a vela, tendoni da finestra... Boa: deve comparire qualcuno che ride a crepapelle. Comunicazione ufficiale: @Vincenzo Iennaco a causa di un problema personale non potrà essere presente al 100%. Tuttavia io lui e @Nerio siamo in contatto e in perfetta sintonia, quindi non ci saranno modifiche né cambiamenti. Vi faccio questa comunicazione per trasparenza e chiarezza, in quanto sarà possibile che lo vediate meno presente.
  14. 6 punti
    Diciamoci la verità... siamo un po' stronzi. Siamo un po' stronzi perché... Scriviamo in italiano, ma la maggior parte delle letture - della maggior parte di noi - è in inglese. Siamo un po' stronzi perché... Un giorno vorremmo pubblicare la nostra opera, ma non compriamo nessun'opera - Classici esclusi - dei nostri connazionali. Siamo un po' stronzi perché... L'autore italiano più moderno che conosciamo è Calvino. Siamo un po' stronzi perché... Di autori come Gadda, Manganelli, Landolfi, Morselli, Tondelli conosciamo solo le citazioni e il fatto che - per alcuni - sono davvero illeggibili. Siamo un po' stronzi perché... Pretendiamo la Gloria in vita, sapendo bene che se fossimo altre persone non ci cagheremmo di striscio. Siamo un po' stronzi perché... Alcune delle cose sopra riportate sono false, ma le accettiamo per essere in bella compagnia. Siamo un po' stronzi perché... Perché... Ma 'sti anglosassoni sono davvero più bravi di noi?
  15. 6 punti
    Condivido, ognuno guardi il proprio. Di gente che parla male di altra gente ce ne è anche troppa. Perdonate... Sono stufa di leggere di editori piccoli o grandi o medio grandi o scrittori o dirsi tali che criticano perché si legge poco, perché si scrive tanto, perché c'è chi pubblica tutto, perché c'è chi non edita, perché c'è chi pensa? Impariamo a pensare alle nostre travi e pagliuzze e lasciamo stare gli altri. L' autocelebrazione mascherata con il di tutto un po', non fa bene a nessuno; neppure a chi si sente a posto. Naturalmente è un'opinione personale, e ringrazio chi ha rilanciato il post per avermi dato l'occasione di esprimerla.
  16. 6 punti
    Gentile Autrice, siamo qui a rispondere pubblicamente alla sua disamina, nel tentativo di motivarla per quanto possibile. Purtroppo, si sono verificate una serie di vicessitudini che - mese dopo mese - ci hanno costretti ad una politica di "riparazione", sia dal punto di vista redazionale, sia dal punto di vista finanziario (che non stiamo qui a spiegare nei dettagli per ovvi motivi di privacy). Politica nata da aspettative che ci hanno portato a organizzare scadenze (che poi, non abbiamo potuto rispettare). Contavamo di ricontattarla non appena tutte queste difficoltà si sarebbero risolte, inviandole quanto le è dovuto e riprendendo a collaborare in un clima di tranquillità e fiducia. Tuttavia, a lei e agli altri la facoltà di crederci o meno, NON abbiamo ricevuto nessun messaggio, nessuna mail e nessuna raccomandata. Per quanto in ritardo con le attività, abbiamo sempre risposto con costanza e impegno a tutte le missive che ci sono giunte. Sempre. Questi sono i nostri recapiti (digitali e non), non sappiamo se ci sono stati errori nella compilazione dell'indirizzo, ma qui è dove quotidianamente riceviamo la corrispondenza. CASELLA POSTALE PER COMUNICAZIONI Direttore Editoriale Annarita Calaudi Soroni - 85101, Soroni - Rhodes (Greece) E-mail: genesispublishing@live.com PEC: annarita.calaudi@pec.net Sulla mail genesispublishing@live.com la corrispondenza con la sua persona non ha mai avuto intoppi, di conseguenza non sappiamo come le vostre missive (la sua e del suo avvocato) non siano effettivamente giunte. Semmai fossero arrivate a destinazione, avremmo di certo preso atto delle sue richieste e agito di conseguenza. Vogliamo ribadire un concetto importante, al di là delle problematiche che un'azienda (facente parte della piccola-media editoria così come di altri settori) si ritrova ad affrontare, NON abbiamo intenzione di "spremere" niente e nessuno, di vendere senza adempiere a quanto ci compete, così come abbiamo la piena intenzione di darle quanto le spetta. Siamo mortificati per quanto accaduto e non c'è nessuna volontà da parte nostra di esautorare gli Autori della loro fatica letteraria. Ripetiamo, non si è trattato di inadempienza premeditata, né c'è mai stata da parte nostra la volontà di ignorare qualsiasi tipo di comunicazione ci sia giunta. Quanto detto fin qui vuole essere una risposta sincera (per chi avrà la volontà di crederci) su come spesso gestire un'azienda non sia quasi mai semplice con la crisi in corso. Un risposta che vuole tranquillizzare TUTTI gli autori sulle nostre reali intenzioni (che non hanno nulla a che fare con il defraudare alcuno della propria fatica letteraria, né di raccontare volontariamente "scuse" per ingannare o ignorare nessuno). Il nostro sogno, fin dall'inizio, è sempre stato quello di creare qualcosa di unico (per rapporti, per cordialità, per precisione e qualità nei confronti degli Autori e dei prodotti che vendiamo), ma si sa, portare i sogni alla loro realizzazione non è mai cosa semplice. Ma non per questo abbiamo intenzione di mollare la presa. Stiamo cercando di affrontare ogni difficoltà con la precisa volontà di risolverla e migliorarci sempre di più. Anche se possiamo comprendere quanto queste difficoltà non siano affatto di competenza degli Autori, ma solo nostra. Per quanto riguarda il caso specifico della signora Caso, la contatteremo noi stessi affinché si possa svelare il mistero delle comunicazioni e riprendere il discorso da dove era stato interrotto, scusandoci ancora per questa serie di vicende susseguitesi senza nessun "scopo ingannevole". Chi le ha chiesto fiducia, non l'ha fatto per ingannarla, ma perché credeva a ciò che diceva... A questo punto, c'è poco altro da aggiungere. Grazie per averci "letti".
  17. 6 punti
    Zoticon: preparato farmaceutico che cura ignoranza e volgarità. Il sovradosaggio può causare crisi d'identità e commozione cronica. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  18. 6 punti
    In risposta a coloro che avevano dei dubbi. Facciamo un po' di chiarezza. Per contratto, i 6/10 mesi per la pubblicazione partono dalla consegna della bozza definitiva (cit. testualmente) del manoscritto. Solitamente questa bozza definitiva coincide con il testo che gli Autori inviano per la valutazione. Tuttavia, alcune volte, gli Autori possono decidere di rimaneggiare il loro manoscritto nel corso dei mesi (che sia una semplice correzione o una modifica più profonda), il risultante testo che ci arriva è la nuova bozza definitiva. Teoricamente (per contratto) i 6/10 mesi dovrebbero ripartire da lì come conteggio, ma nella pratica non accade mai in quanto la casa editrice ha comunque inserito il romanzo in una scaletta di massima. In conclusione, se inviate una bozza definitiva mesi dopo aver firmato il contratto, allora può verificarsi un piccolo slittamento... Ma nella pratica, non riparte mai il conteggio dei 6/10 mesi per un semplice motivo: la scaletta di massima viene fatta seguendo la data della firma del contratto (poiché consideriamo come bozza definitiva proprio la versione che avete mandato per la valutazione). Spero di essere stata chiara, in caso contrario fate tutte le domande che desiderate. Ps. Mi preme specificare che alcune pubblicazioni risultano essere un po' in ritardo rispetto alla scadenza a causa delle problematiche che ci hanno investito nei mesi scorsi. Ma ogni informazione viene sempre e comunque notificata per e-mail all'interessato. State tranquilli Arriviamo da tutti.
  19. 6 punti
    In uscita a fine maggio/inizio giugno la mia prima antologia di racconti Vi farò ballare...
  20. 6 punti
    Homelette: costruzione antisismica la cui tenuta è data dall'elasticità dell'uovo cotto, materiale base in questo tipo di edilizia. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  21. 6 punti
    Istrioniko: di staffer che ammonisce, banna, chiude discussioni con fare teatrale, per attirare l’attenzione. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  22. 6 punti
    Comunico a tutti ufficialmente che il curatore dell'opera, dopo aver letto le vostre osservazioni, ci ha dato il benestare per una nuova copertina, alla quale penseremo già dalla prossima ristampa. Grazie a tutti per il vostro contributo alla discussione.
  23. 6 punti
    Più che di infodump mi sembra che negli esempi proposti si ravvisino due tecniche di scrittura diverse – opposte, se vogliamo – ma usate consapevolmente da gente che "sa scrivere". Si parla di uno stile descrittivo da una parte e di uno stile icastico dall'altra: non credo ci sia il "giusto" e lo "sbagliato", si tratta di tecniche espressive diverse e ognuno di noi può sentirsi più o meno attratto dall'una o dall'altra. Bufalino diceva: "Scrivo solo i libri che sono curioso di leggere". L'infodump per me si configura invece come un vero e proprio errore tecnico: l'immissione di notizie (che riguardano quasi sempre un personaggio e/o gli accadimenti che ne contrassegnano la sua storia) in modi e luoghi del romanzo dove spezzano il ritmo narrativo e nulla hanno a che fare con la vicenda in corso. Esempio (rimaneggiato, per renderlo irriconoscibile) da un testo che mi è capitato di editare qualche tempo fa: Mario vide l'uomo avanzare nella sua direzione con un passo claudicante. Lui infatti aveva avuto un incidente sul lavoro tre anni prima: la gru del cantiere in cui lavorava in quel periodo aveva scaricato del pietrisco che lo aveva colpito alla gamba sinistra... La spiegazione del perché l'uomo zoppica – anche se fosse d'importanza fondamentale per lo sviluppo della trama – non può essere fornita al lettore in quel modo, e in quel punto. L'autore deve trovare il modo d'inserirla in un altro contesto in maniera che il lettore possa godersi l'incontro tra i due senza essere distratto da vicende che nulla hanno a che fare con il "momento narrativo". Questo per me è l'infodump. Sapere che il granito è lucido e rosa è un'informazione che aiuta a visualizzare la scena: piace al lettore che ama essere immerso nei dettagli della narrazione e risulta noiosa per chi invece si concentra soltanto sull'azione, ma non è un errore. Fa parte dello stile dell'autore, che possiamo amare perché ci fornisce quei dettagli e – viceversa – possiamo trovare insopportabile perché quei dettagli non ci interessano.
  24. 6 punti
    a @Melanie & @Andrea28, e tutti coloro che vorranno unirsi. Riporto il mio metodo per dare un'idea di quello che bisogna fare. Nulla vi vieta di trovare strade a voi più comode, in ogni caso. a) si stabilisce quali pagine volete catalogare. Io mi sono preso le ultime, dedicate ai thread più vecchi. Quelli inserite da pag. 53 a pagina 41. La Lady preferisce quelle più recenti, e sta catalogando quelle che vanno da pagina 1 a pagina 10, per ora. Tutte le altre (da pagina 11 a pagina 40) sono al momento libere. b) ogni pagina raggruppa venti discussioni circa, quindi catalogare 10 pagine della sezione, vuol dire cercarsi i link di 200 discussioni e raggrupparli per aree tematiche. c) Questo lavoro di raggruppamento lo faccio su Open Office. Ma va bene anche word o qualunque programma di scrittura usiate. Ma evito di formattare per bene la pagina, con grassetto, titoli, suddivisioni in paragrafi varie. Il motivo è semplice: nel momento in cui faresti il copia e incolla sul wd, il sito sformatta tutto e rende inutile il lavoro fatto. d) quando raggruppo i link, aggiungo il tema là dove non è chiaramente intuibile dal titolo. Per esempio, se il titolo del thread è "amletici dubbi" e leggendo la discussione si intuisce che i dubbi riguardano un'ambientazione efficace, io accanto al link aggiungo il tema vero: (come impostare un'ambientazione efficace) e) non deciso a priori le categorie, ma le aggiungo man mano che scopro gli argomenti trattati. Nelle pagine che ho catalogato finora ho trovati discussioni inerenti a una corretta impaginazione, ai dubbi relativi la stesura dei propri manoscritti, e quelli da affrontare, prima, durante e dopo la ricerca dell'editore. f) insomma per ora è venuto fuori qualcosa del genere Che sì, è un Chàos! Ma non potendo formattare su word, era impossibile fare altrimenti. f) A questo punto però la formattazione va eseguita, e io la imposto direttamento sul wd (in genere tramite messaggio privato al povero malcapitato a cui tocca aiutarmi. g) Verrà fuori qualcosa del genere: Più o meno ho catalogato le pag. 51, 52 e 53 e ci ho messo poco più di un'oretta a catalogare i link e il doppio a sistemarli come nell'ultimo spoiler. Ma già arrivare al punto f sarebbe di aiuto.
  25. 6 punti
    Beh, che qualcuno scambiasse l'ironia per sarcasmo poteva anche accadere ed è per questo che, seguendo il motto latino absit iniuria verbis, all'inizio della discussione avevamo ritenuto opportuno aggiungere la frase "nella speranza di non offendere nessuno". Evidentemente non è bastato. Qualcuno si è offeso, e anche di brutto, a quanto pare. Ci spiace, anche se, frequentando questo forum e altri social network, ci siamo resi conto che esistono individui con una sorta di predisposizione genetica all'incazzatura facile e all'offesa ancor più facile. Certo, sarebbe interessante scoprire, soprattutto da un punto di vista tecnico sperimentale, se tali individui sarebbero in grado di mantenere il medesimo atteggiamento ferino, anche qualora si scontrassero faccia a faccia con i loro interlocutori... ma lasciamo questa ricerca alla sociologia, alla psicologia, alla psichiatria e alla scienza in generale. In questa sede ci preme solo chiarire alcuni punti; non certo a beneficio di @Mario Messina , il quale all'originalissimo grido di "non siete voi che mi cacciate, sono io che me ne vado" (già udito più volte in questa e in altre sedi) sembra stia facendo l'impossibile per farsi bannare e crediamo prima o poi ci riuscirà... No, lo facciamo per coloro i quali, leggendo certe frasi, potrebbero essere indotti a pensare che contengano un briciolo di verità. Lo ripetiamo ancora una volta: non intendevamo offendere nessuno, ma solo fornire consigli, che ciascuno sarà libero di seguire o ignorare. Sì, di libri ne abbiamo scritti. Sarebbe bastato leggere la discussione a noi dedicata in questo forum, per sapere che la nostra è una cooperativa formata in prevalenza da autori: lo sono tre dei quattro soci fondatori, la quarta è un ex giornalista e il prossimo a essere ammesso sarà un editor. In virtù di quanto scritto al punto 2, sappiamo benissimo quale fatica si faccia a scrivere, anche perché, soffermandosi anche solo al lato "quantitativo", la maggior parte dei nostri testi sono anche piuttosto lunghi. Per questo rispettiamo tutti, anche coloro che non scrivono in modo eccelso, e soprattutto non deridiamo nessuno. La nostra scarsa propensione ad accettare come referenze valide le vittorie o i piazzamenti ai concorsi è semplicemente frutto dell'esperienza: buona parte dei romanzi che si fregiavano di simili titoli erano davvero impossibili da leggere, prima ancora che da pubblicare, e di certo non erano mai stati editati da nessuno. Quanto detto al punto 4, vale anche per gli autori che portavano come referenza l'approvazione da parte di sedicenti critici letterari. Noi siamo dei perfetti sconosciuti in libreria (non in tutte, forse, ma nella maggior parte sì): siamo i primi a dirlo e a esserne consapevoli; ma questo non ci ha impedito di raggiungere discreti risultati di vendita e di continuare, con estrema umiltà, a promuovere le nostre opere. Pensare che qualcuno sia servile nei confronti di una piccola casa editrice come la nostra, più che assurdo ci pare ridicolo.
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