Vai al contenuto

Tutte le attività

Si aggiorna in automatico     

  1. Ultima ora
  2. elispy77

    Aforismi

    o forse non ho capito nulla del messaggio cristiano
  3. elispy77

    Aforismi

    già, ora mi tocca imparare a trattare bene pure chi mi ama però
  4. H3c70r

    [FdI 2019-2] Una bionda e il suo libro

    Buongiorno @simone volponi. Complimenti per il bel racconto, mi è piaciuto e, in un certo senso, mi ha pure sorpreso. Nulla da eccepire sulla trama, che scorre via liscia dall'inizio alla fine senza grandi sussulti (ho apprezzato il fatto che ad essere salvato sia stato un cagnolino: ha dato un pizzico di originalità in più). Il racconto è scritto davvero bene, non ho nulla da segnalare dal punto di vista ortografico. Ottimi i dialoghi, brevi e incisivi. Pure la poesia è ben giocata, con la sua brevità in linea con i dialoghi e posta al momento giusto, quello in qui gli occhi di Lisa riprendono colore. Qualche passaggio mi è piaciuto, come quello appena menzionato, ma non tanto da poter dire che mi ha particolarmente colpito (e in questo mi ha sorpreso, non so se nel bene o nel male...), mentre un paio non mi hanno affatto entusiasmato ("culo piatto come un vinile" non mi pare sia la... soluzione migliore e - soprattutto - quel "Lei riprese a fumare." non mi pare affatto corretto: in precedenza non è mai stato accennato al fatto che Lisa stesse fumando), ma parliamo di sottigliezze. Per quanto riguarda i personaggi, qui veniamo al punto - forse - per me più dolente: trovo Fabio ottimamente caratterizzato per essere il personaggio che, alla fine, affranca il riscatto di Lisa; pure i ragazzini sono resi bene per il ruolo che svolgono... invece Lisa - per assurdo - mi ha un po' deluso, perché dimostra una personalità troppo complessa per un racconto breve come questo: insomma, il mio "io lettore" con tutti questi accenni alla sua personalità, vorrebbe capire perché "bagnarsi l'anima per non pensare le serviva"! Una ragazza che riesce a rispondere con un "La conquista della posizione eretta è sopravvalutata" non mi pare abbia un passato da delinquente ignorante... ecco perché - tra l'altro - certi bei passaggi non mi hanno colpito più di tanto, anche quel suo "risultare infantile" alla fine fa trasparire che manca qualcosa (in questo racconto). Quindi, per tirare le somme, trovo il racconto davvero ben fatto e, in un certo senso, volutamente incompleto (quasi a verificare se è uno spunto interessante da poter sviluppare).
  5. Kikki

    Le ragazze - Capitolo 3 - 3/4

    L'autista dell'altra macchina sembra pensarla come me perché tiene ben stretto il volante con entrambe le mani come se ci trovassimo al via di una gara. Riesco a vedere le sue nocche sbiancate dalla pressione. Guardo le mie e vedo la stessa sfumatura livida. Intanto, il tizio dal lato del passeggero chiede di Roberto. Con la coda dell'occhio, noto che Maddalena si è spostata lungo il marciapiede. Cosa sa? Si è messa al sicuro a distanza o sta solo garantendo un po' di privacy al suo capo? «Sono io Roberto. Tu chi sei?» «Tu sai chi sono». Lascia passare qualche secondo come se dovessimo sentirci impressionati dalla sua rivelazione. «Sono Kabim». In effetti, io sono abbastanza impressionata, sento il nervoso grattarmi la gola. Rischio di scoppiare a ridere. «Io so tutto di te. So che metti in giro brutte voci su di me. So che sei stato tu a far scappare Adriana e so che vuoi prenderti anche Kamelia e Maddalena. Ma Kamelia è la mia donna e anche Maddalena è mia». Sputa fuori dal finestrino per... sottolineare le sue parole? Quanto è duro? Quanto è cattivo? La risata nervosa mi risale lungo la trachea: non so per quanto riuscirò a contenerla. Questo tizio parla italiano meglio di me, è tutto vestito di pelle scura e tiene una mano in basso come se avesse una pistola. Ed è incazzato nero, non vedo cosa ci sia in questa situazione che mi faccia venire da ridere. «Andiamocene», sussurro a Roberto che non interrompe il monologo di Kabim. Con il palmo rivolto verso il basso mi fa segno di aspettare. «Cercati delle altre donne e togliti dai coglioni. Non voglio più vederti intorno alle mie ragazze, hai capito?» In un qualche modo sottolinea che la mano che non vediamo stringe qualcosa che non vorremmo vedere mai. «Posso diventare molto cattivo, ti assicuro». «Mi stai per caso minacciando?» Roberto ha un tono talmente tranquillo che mi chiedo se questa sia una situazione abituale. E se lo è, perché nessuno mi ha avvisato? «Ti sto avvertendo». Poi grida a Maddalena qualcosa in una lingua che non so riconoscere. Ci guarda con quei suoi occhietti piccoli e scuri e fa di nuovo segno con il braccio e con la mano, lasciandoci intendere che qualcosa impugna per davvero. «Ci siamo capiti, Roberto. Io so dove abiti». Detto questo la macchina parte sgommando e lasciando dei grossi segni neri sul cemento. «Cosa ti ha detto, Maddalena?» La ragazza si avvicina alla macchina e ci guarda senza sorridere. «Di non parlare mai più con voi, se no finisco male». «Lo sai che puoi andare via da qua, se vuoi». «Non lascio sola Kamelia con quello lì. Non durerà tanto», si interrompe un momento per prendere un respiro profondo. «Tu sai che cosa è successo con Adriana. Quando io vado via voglio che sono sicura. E voglio che anche Kamelia è sicura». Mi sento la testa leggera. Roberto mi lascia alla casa rifugio dove ho parcheggiato e va dai carabinieri. Aliona è uscita, forse è al lavoro, dentro non c'è nessuno. Dopo le minacce concitate di Kabim, il silenzio dell’appartamento sembra denso e fragile allo stesso tempo. Basta un attimo per infrangerlo, ma ci puoi annegare. Gli scatoloni e i gilet rossi appesi all'entrata hanno l'aria innocua. Sento ancora le mani sudate e la mente in subbuglio, così cerco di tranquillizzarmi lavando il thermos del tè e facendo gesti inutili e meccanici per riordinare preservativi e fazzoletti. Decisamente è una situazione più grande di me. Quasi non vedo l'ora che venga mattina per poter tornare al supermercato a riempire gli scaffali e a mettere ordine tra i prodotti che i clienti abbandonano qua e là. Trovo che ci sia qualcosa di rassicurante nel mettere degli oggetti in fila. C'è molta semplicità: se tutti i biscotti ripieni al cioccolato della marca X se ne stanno vicini vicini sulla stessa scansia, andrà tutto bene. “Forse dovrei andare da uno psicologo o mettermi a scrivere un diario!” rifletto mentre chiudo la porta sull’appartamento vuoto. Tornare a casa in motorino questa sera non mi dà alcun piacere, mi sento di nuovo nuda ed esposta. Cerco di consolarmi pensando che Kabim e il suo compare non possono avermi visto bene, in fondo io ero dall'altra parte dell'auto, nascosta da Roberto. Respiro ed espiro con la bocca nascosta dalla sciarpa fino a sentirmi più tranquilla. Ovviamente arrivo a casa senza alcun incidente e mi do della scema. Ma rimane il nervosismo lungo la scala impervia e in penombra che porta in piccionaia. Sforzo i muscoli e divoro gli scalini due a due. Mi chiudo dentro l'appartamento e, con un ultimo sospiro, dichiaro conclusa la mia giornata. Mi sono davvero spaventata. Non riesco a prendere sonno. Mi sono sentita come in un film ed ero completamente in balia degli eventi: non avevo alcun controllo su niente, solo sul mezzo. Mai avrei pensato di trovarmi in una macchina, nel cuore della notte ad avere paura che qualcuno mi spari. Come non mi ero mai soffermata a pensare se sarei capace o meno di guidare una macchina scappando da gente che vuole farmi del male. Io non conosco queste regole. Non so come comportarmi e mi sento davvero combattuta. Mi dico che questa è semplicemente la realtà dei fatti, le cose stanno così: in strada si vive di violenza e la vita non vale niente, o comunque molto poco. Perché sto correndo questo rischio? Vale la pena? Mi era più comodo sentirmi dispiaciuta e orripilata per quello che vivono le ragazze e vedere il tutto da una certa distanza di sicurezza. Ma quello che ho vissuto in macchina con Roberto... la realtà è che avrebbe potuto finire male. Non è successo perché..., non lo so perché. Solo perché ci è andata bene, credo. È passata quasi una settimana dalla sera di Kabim e Maddalena e non sono più tornata in associazione. Ho chiamato e ho detto che non me la sento per il momento di uscire in strada. Non ho nemmeno chiesto come sia finita e se i carabinieri siano riusciti a concludere qualcosa. Credo che me ne starò tranquilla per un po', il supermercato mi dovrà bastare e forse andrò a trovare i miei, è un po’ che non mi faccio vedere. Ho mandato alcuni articoli che ho scritto sulle ragazze che ho incontrato e su quello che ho imparato da quando ho conosciuto questa associazione. Un giornale me li ha pubblicati. L’ultimo uscito è stato apprezzato. Al caporedattore è piaciuto perché con la sparatoria di novembre, in cui una prostituta ha perso la vita, sono riusciti a ricollegarsi all'attualità, cosa che accade di rado con gli articoli un po' di nicchia che pubblicano. Mi ha chiesto di scrivere della mia esperienza della notte di Maddalena, come ho cominciato a chiamarla. Credo che sia la cosa migliore rivedere i fatti, sentire le parti e cercare di buttare giù una storia il più lucida e razionale possibile. Comincio a pensare di essermi spaventata per niente. Non sono nuova a situazioni di tensione o che coinvolgono le armi da fuoco. Quando vivevo in Russia, giovane e un po’ incosciente, avevo voluto accertarmi che la guerra in Cecenia fosse davvero finita e che gli articoli che scriveva Anna Politkovskaja riportassero il vero. E allora perché questa reazione spropositata di fronte a un’arma che è rimasta del tutto ipotetica? Forse perché mi trovo a Bologna e non nel Caucaso del Nord? Forse perché la gente intorno a me parla la mia lingua? Al supermercato è una noia mortale in questi giorni, ma come mi è venuto in mente di cercarmi un lavoro del genere? Volevo stabilità e una routine da seguire. Questo è il risultato. La gente è matta: compra, compra e compra. La scusa è il Natale che si avvicina, cenoni e regali. I primi tempi le corsie piene di prodotti a cui non ero più abituata mi creavano bisogni che non avevo mai avuto e che non sapevo nemmeno esistessero. Mi sorprendevo a pensare a quanto avessi bisogna della nuova padella super anti aderente della linea super padelle e quasi mi convincevo che era vero! Ora sono passata all'altro estremo e non vorrei la super padella nemmeno se me la regalassero.
  6. Poeta Zaza

    Aforismi

    Non per niente, il suo massimo insegnamento è: Ama il prossimo tuo come te stesso.
  7. elispy77

    Aforismi

    Il cristianesimo mi ha insegnato a trattare male chi mi ama e ad amare chi mi tratta male. (elispy77 :)))
  8. Ernest

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Ciao @Cerusico ho letto il tuo racconto, mi è piaciuto. Ho visto che prima lo avevi avevi pubblicato anche qui. Mi pare che i tempi sono stati abbastanza veloci. Se non ho capito male, invii il tuo racconto a uno dei collaboratori di Nazione Indiana e poi se sei fortunato che lo legga, tra i numerosi invii, e gli piaccia, ti viene pubblicato. Complimenti ancora.
  9. elispy77

    Aforismi

    pensa...io ho questa citazione (screen) salvata sul cellulare, foto fatta da me ad una pagina del libro "FAQ Domande e risposte sulla narrazione" (edito scuola Holden) e mi risulta essere di Shirley Jackson, non di King...
  10. Poeta Zaza

    Introduzione cortometraggio distopico

    forse meglio i "Risolutori"? un rivisitato esperimento di psicologia sociale di Milgram (così il lettore sarebbe già edotto). qui ci vuole il congiuntivo: che questa fosse, oppure che questa fosse stata @deephell ciao spero di esserti stata utile. L'incipit non è male. Il problema è fare un seguito alla sua altezza, vero?
  11. Stefano Coppi

    Sanctum

    Ti ringrazio prima di tutto per aver dedicato del tempo a leggere il mio racconto. Ho scelto la declinazione Sanctum-i, perché faccio riferimento al luogo sacro e non all’uomo. Il luogo in cui ha la sensazione quest’uomo di incontrare Dio. Sulla forma, scelgo spesso questo stile più vicino ad una sceneggiatura che ad un racconto, per dare più rapidità alla sequenza degli eventi ma magari sfrutterò i tuoi consigli per rendere la narrazione più fluida e meno spigolosa. Sulla caratterizzazione dei personaggi, non sono riuscito a dargli ulteriore spessore in quanto questo racconto nasce con il limite dei 9000 caratteri. Sono storie brevi che scrivo per il piacere di inseguire un’idea. Magari un giorno la svilupperò. Grazie mille, sei stato prezioso.
  12. Kikki

    La Formula Magica - Cap. 8

    Ah, bene, eccoti qua @DSGU Sono molto contenta che tu abbia postato un altro capitolo! comincio a subito a scocciarti con le ripetizioni. Oltre alle feste festeggiate, siamo in Ecuador o in Italia? Immagino in Ecuador visto che la famiglia non si è trasferita, però non è chiaro subito. Magari, nell'ottica di un romanzo, puoi pensare di suddividere i capitoli in macrocapitoli definiti dalla posizione geografica, giusto per comodità del lettore. Per quanto riguarda le ripetizioni potresti usare compleanno al posto della prima festa, nate al posto di festeggiate, celebrazione/ricorrenza al posto dell'ultima festa ci troviamo a casa delle cugine? Io specificherei dove siamo e anche di quanta gente parliamo: è una casa minuscola e piena di tantissima gente? O di famiglia e invitati ce ne sono tanti? Sono venuti anche i vicini? O magari lo zio Ramiro si è portato dietro pure la sua nuova compagna che sta antipatica a tutti perché è stata la causa del divorzio con la zia Gabriela che sta rintanata in una angolo per tutta la festa e fuma dalla rabbia? Scusa l'ingerenza nella storia, volevo solo fare un esempio. anche questa frase dà apertura per raccontare altro. Per esempio che la casa era in un altro paese e allora ci si fermava a dormire tutti insieme e per questo il pavimento era stato coperto con dei materassi su cui tutti i cugini si accampavano. Magari le due cugine festeggiate non volevano condividere il letto con nessuno proprio perché era la loro festa quindi si sentivano un po' reginette. Ma poi quanti anni compiono queste cugine? Sono gemelle? O forse non sono sorelle? toglierei la virgola oppure la terrei ed eliminerei e che sai che qui mi cogli alla sprovvista? Questo fratello c'era anche nei capitoli precedenti e io l'ho scordato? Mi risulta proprio nuovo In ogni caso direi perché si trovava bene con loro e perché il protagonista non si trovava bene. capisco il concetto e l'intento, ma trovo che la tua frase abbia bisogno di essere curata, anche perché quanti anni ha il narratore in questo pezzo? Faccio una prova: benché avessimo quasi tutti la stessa età mi sentivo come un adulto a una festa infantile. Aggiungerei anche il perché di questo sentire. a questo punto mi chiedo se forse questo non sia un ricordo che risale all'Ecuador prima di trasferirsi in Italia. Insomma, farei un po' di chiarezza sulla cronologia degli eventi, età e posizione geografica. ne parlerei di più; è una cosa che si è portato dietro fino all'età adulta? L'ha superata? Il fatto che scompare nella sua mente è da argomentare, vuoi dire che sta sempre da solo? Solo in Ecuador o anche in Italia? Oltre il fratello mi ero persa anche la questione del peso. Certo se stessi leggendo la storia intera senza interruzioni forse mi ricorderei di averlo già letto, ma nel dubbio ti suggerisco di specificarlo meglio prima. Forse compare nel capitoletto sulla scuola? Non ricordo bene, ma visto che è un fattore legato a un cambiamento psicologico tanto forte credo che tu possa dargli più peso. via la virgola e con va sostituito con in non serve la virgola toglierei nel futuro. In fondo, dire cosa sarebbe diventata è come dire nel futuro attenzione che hai cambiato tempo verbale e sei passato al presente Oltre al fatto che toglierei la virgola, questa frase non la capisco, non capisco a cosa serva in questa posizione e non capisco i riferimenti. Dove si trova la lezione nascosta? Nel ritardo? Nella ragazza? Credo che se non dai qualche dettaglio in più valga la pena di toglierla. anche la frase precedente ha due volte il verbo spostare In questo pezzo ho sentito più fretta, c'è meno colore e anche il dolore della ferita perché lo chiamano gordo non lo vedo e non lo sento, è appena accennato e scappa via subito dalla mente. Attenzione alle ripetizioni, cerca sinonimi, pensa alle immagini che vedi e traducile in parole. Un'altra domanda che mi viene arrivata fino qui e vedendo che hai voglia di proseguire, è che non so se hai ben chiaro cosa stai scrivendo. Tu conosci lo scopo del tuo scritto? A chi ti rivolgi? E sai dove vuoi arrivare? Alla prossima lettura, buona giornata
  13. Ippolita2018

    Ciao, mi chiamo Lisa e scrivo storie di vampiri da quando avevo 14 anni

    @Lisa Lambertini, benvenuta! Se scrivi romanzi vampireschi devi conoscere assolutamente il nostro @simone volponi!
  14. Rhomer

    [FdI 2019-2] Sarcodina

    Della serie: di cosa potrei parlare pur di risultare originale? ( : Ecco, a questa domanda le risposte sarebbero state molte.....ma un'ameba.....UN'AMEBA. Che dire, semplicemente folle, e mi piace molto. Non avrei mai immaginato di empatizzare con un'ameba, eppure ho davvero tifato per lei! Merito della tua scrittura efficiente e mai banale (anche se stavolta, secondo me, hai un po' esagerato con certi termini un po' troppo ricercati...ma va beh, lo stampo "scientifico" del testo non li rende, di sicuro, fuori contesto). Divertente e interessante anche la visione Kantiana del tutto, dove non si fa che elaborare un vero e proprio universo attorno a quell'ameba ( in fondo tutto il racconto lo si può percepire come una grande metafora del "nostro" di universo e che, alla fine, è solo una questione di "percezioni"). Carina la poesia, anche se non l'ho davvero sentita in questo contesto, come un po' la traccia, che c'è ed è netta ma, secondo il mio personalissimo parere, si percepisce forzata...non saprei. Bene, credo di aver detto tutto, hai scritto un racconto "difficile" e brillante, e anche per questi motivi di difficile valutazione (infatti potrei non averi capito davvero nulla...non lo escluderei). Ciao @Edu , e alla prossima!
  15. camparino

    Ciao, mi chiamo Lisa e scrivo storie di vampiri da quando avevo 14 anni

    Finalmente i vampiri! Classici e rassicuranti. Dracula torna in sella. Brava. Ti aspettiamo
  16. Oggi
  17. CorvoRosso

    Infiniti mondi

    E siamo giunti alla Disfida nr. 100: https://www.scrittorindipendenti.com/2019/07/disfida-nr-100-notturno-di-pietro.html
  18. Kikki

    Le ragazze - Capitolo 3 - 2/4

    Non so cosa dirti, potresti risolvere con un "come il motore che resta sempre acceso" o una cosa simile nel secondo inciso. ti ho lasciato senza parole! no, ti prego continua! ? (se sei tu, prima Maddalena ti ha chiamato "Erika") mi è scappato pure questo in revisione insieme a tutti gli altri refusi... All'inizio doveva essere un racconto in terza persona di questa fantomatica Caterina, poi abbiamo optato per una prima persona più o meno reale, ma in qualche punto Caterina mi è scappata. Scusa @bwv582 non mi ero davvero resa conto di aver lasciato tanti errori, porta pazienza. ecco, questo è bene e ne sono contenta! Grazie mille caro @bwv582
  19. Kikki

    Le ragazze - Capitolo 3 - 1/4

    Non avevo un'idea così chiara, quello che vorrei, che volevo quando ho cominciato a scrivere le storie delle ragazze, era raccontare le loro storie e che le protagoniste fossero loro, poi è entrata la figura del narratore che doveva avere una storia pure lui, cioé lei, cioé io. Una cosa che mi "spaventa" un po' e per cui ho chiesto aiuto a Ambra è il fatto che non volevo essere smielata e moralista perché sento questo tema troppo vicino e personale. Il risultato è un testo impersonale e didascalico! Non è mia intenzione essere impersonale e cercherò di curare di più la parte di pensieri e della narratrice, è che di base questa narratrice è nata venti giorni fa, mentre le storie delle ragazze hanno almeno un paio d'anni, altre addirittura di più. Spero di prenderci la mano entro il prossimo decennio! di sicuro le revisioni saranno tante, ma non è una cosa pianificata quella di procedere a strati narrativi, a questo punto credo che sia un problema mio di identificazione con la narratrice, per quanto possa suonare assurdo dal momento che sono io Voglio che le protagoniste siano le ragazze, a me piacerebbe non esserci nemmeno, ma per questioni narrative ci sono. Insomma, spero di trovare la misura giusta. Non voglio una cosa impersonale, vorrei solo che la narratrice non rubasse la scena alle protagoniste che sono le ragazze, ne parlerò anche con Ambra, magari lei ha delle idee per far funzionare meglio questo aspetto. che rompipalle, scusami però è proprio vero ed è poi anche per questo che ci facciamo leggere da altri. Comunque, cercherò di fare più attenzione, promesso! il piacere è tutto mio e anche se ti sei preso una pausa io sono pronta a ricominciare con Arcadia quando vuoi pensa che io invece ne sono felice! Considerando però che siamo al terzo capitolo forse l'azione comincia troppo tardi. Non riesco a capire se è una questione di frammentazione della storia e della lettura dovuta al limite dei caratteri e al fatto che non stiamo leggendo un libro intero, ma i suoi pezzi, o se è davvero troppo dilatato e ritardato. In ogni caso sono contenta che ora ti piaccia e abbia un po' ingranato meglio. Forse sarà una cosa che riuscirò a rimettere a posta quando il testo sarà tutto completo. Mi sembra molto interessante anche il tuo commento riguardo all'incipit, non ci avevo proprio fatto caso! Grazie cara @Adelaide J. Pellitteri
  20. Kikki

    Simonalin

    Benvenuta @Simonalin Oltre a trovare indicazioni e regolette in ogni sezione, per qualsiasi dubbio puoi chiedere ai sostenitori e allo staff. Non preoccuparti! Buona permanenza e buon divertimento!
  21. Benvenuta @Lisa Lambertini e benvenuti anche i vampiri che brillano
  22. Adelaide J. Pellitteri

    [FdI 2019-2] Sarcodina

    @Edu ho percepito il tuo divertimento nel comporre un pezzo "sfirniciusu" (che nel mio dialetto significa architettato)come questo, complesso più nel lessico che nella trama. Uno sfoggio di eloquenza che ben contrasta con la bassezza dello scarafaggio. Diciamo che ne hai nobilito l'esistenza anche con quel Una domanda che ci si pone spesso davanti a certe affermazioni. Come dice Camparino, pezzo talentuoso e bizzarro fatto da chi queste cose le sa fare.
  23. camparino

    [FdI 2019-2] L'isola

    @Talia Cara Talia Un "caldo" ringraziamento
  24. DragonAether

    Introduzione cortometraggio distopico

    Certamente, però se vuoi trasmettere più emozione, terrore e realismo non so quanto lo stile saggistico sia adatto, tende a piallare le emozioni o talvolta ad eliminarle per rendere il tutto il più oggettivo possibile, al contrario del racconto che punta alla soggettività.
  25. camparino

    [FdI 2019-2] Sarcodina

    @Edu Ciao Edu E' un racconto di talentuoso talento. Delle sarcodine non me ne può importar di meno, eppure lo ho letto di un fiato. Bravo
  26. Talia

    [FdI 2019-2] Il prezzo dello sguardo

    Ciao @Rhomer, davvero un racconto ben scritto e gestito. Lo stile mi è piaciuto e il puzzle che componi piano piano afferra il lettore. All'inizio vediamo un protagonista rabbioso con qualcosa da nascondere alla compagna, poi scopriamo che è un puttaniere che vuole redimersi, poi che si è accompagnato con una ragazza del mestiere e solo alla fine si capisce che la sua voglia di smettere nasce dal fatuo che diventerà padre. La paternità è certamente una spinta alla crescita e al miglioramento, vista la responsabilità di una giovane vita. A me è piaciuto molto! Talia
  27. Per aspera ad astra

    Romani, accorrete!

    Buongiorno a tutti! Questo off topic totalmente slegato dal mondo letterario, per chiedere qualche consiglio in particolare a chi abita o ha abitato a Roma (io non l'ho mai vista prima, non insultatemi troppo ). A partire da gennaio 2020 (quindi la prendo con largo anticipo), dovrò andare nella Capitale circa un weekend lungo (da giovedì a domenica o da venerdì a domenica) ogni mese per frequentare un Master, il quale si svolgerà nel Polo Didattico in Piazza Oderico da Pordenone. Sto svolgendo ricerche online per farmi delle idee, ma credo che i consigli di chi ci abita siano preziosi. In particolare, avrei bisogno di consigli sugli argomenti seguenti: - Dato che abito all'estero, verrei ogni volta in aereo (Ryanair o Wizzair), non so se sia meglio Fiumicino o Ciampino, Google Maps mi dice Ciampino in linea di massima, ma devo capire se i mezzi da lì sono affidabili o meno; - Con che mezzi raggiungere la zona dall'aeroporto, calcolando che troverò un B&B lì vicino, se inoltre vale la pena di considerare Taxi e/o NCC, il mio budget non è molto alto considerando le spese del Master che si abbatteranno su di me come un tornado ; - Se Roma a giugno è vivibile oppure il caldo è eccessivo (io considero caldo poco tollerabile oltre i 20 gradi, eheh); - Consigli su B&B? Io ne ho trovato in rete uno in via Costatino a 700 metri dal Polo Didattico, camera singola 37€ a notte colazione inclusa (le foto promettono bene ma sono solo foto, non so se posso fidarmi), mentre non ho ancora guardato Airbnb; - Consigli vari, anche su cosa potrei riuscire a vedere, considerando che potrei avere mezza giornata libera o poco più ogni volta. Credo di avervi tediato a sufficienza, grazie in anticipo e non lanciate troppi pomodori marci!
  1. Carica di più
×