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  3. Ma sì, chiaro, i gusti sono gusti ci mancherebbe, ed è legittimo che a te annoino le loro produzioni, però, obiettivamente, non può essere definita una Casa Editrice noiosa siccome ha in catalogo autori anche divertenti e romanzi di tutto rispetto. Dal tuo messaggio sembrava quasi si parlasse di una Casa Editrice che produce solo saggi a proposito del Nord Europa (e allora, sì, la definizione noiosa sarebbe legittima, anche se, pure in quel caso, esisterà sicuramente un appassionato che la troverà divertente) e non è così. Anche io mi annoio guardando Zelig (la trasmissione tv, ma pure il film) e non rido di fronte a nessuno dei loro comici, però se dovessi etichettare questo programma con degli aggettivi non userei "noioso". Anche io trovo folle dire che i giornalisti de linkiesta possano scrivere il c***o che vogliono solo perché solitamente usano un tono arrogante, infatti non l'ho mai detto (perdonami, non trovandone altri che dicessero qualcosa di simile m'è parso logico pensare ti riferissi a quanto scritto da me). Ho detto che il tono estremamente cinico e a volte un po' arrogante è il loro marchio e, che lo si può trovare assurdo e non apprezzarlo, ma è il tono con cui vengono scritti i loro articoli. Così come, ad esempio si può non apprezzare l'umorismo nero di Charlie Hebdo, ma è abbastanza assurdo guardare una loro vignetta e lamentarsi del fatto che sia umorismo nero. Quello fanno. Legittimo che non piaccia, ma quello fanno. Andando al di là della forma (che ripeto comprendo benissimo infastidisca) spesso i contenuti sono sensati e il messaggio di fondo è un altro, dunque, assolutamente, non che non importa cosa scrivono perché tanto sono arroganti, ma, piuttosto che non importa del modo in cui lo scrivono (arrogante o meno) SE il contenuto ha senso ed è coerente. In questo caso il giornalista è stato coerente con le sue premesse iniziali (spesso i giornalisti de linkiesta al fin di provocare e basta, a parer mio, non lo sono stati) che, di nuovo, possono non essere condivise e di conseguenza trovare assurdo tutto l'articolo.
  4. Un altro bel racconto, brava. L'esplorazione si dipana in due fronti: il viaggio in sé e quello interiore, entrambi ben delineati devo dire. L'unica parte che non mi ha convinto a pieno è stata giusto la prima in cui adotti un linguaggio lirico che, molto spesso, sfocia in pesantezze (ovviamente secondo il mio gusto personale). Per mia fortuna, però, la seconda parte risulta totalmente diversa, più genuina ecco, e da lì ho potuto solo apprezzare. Riflettendoci su, in effetti, sarà anche per il cambio di registro abbastanza evidente a farmi percepire come "forzato" il registro stilistico adottato all'inizio... ma va beh, non è nulla di grave visto che il racconto poi esplode e riesce a coinvolgere il lettore. Detto ciò ti saluto, e alla prossima @Alba360
  5. kjkj

    incipit secondo quale scegliere?

    ah ecco, avevo commentato di là che non capivo quale fosse il secondo incipit. Ora l'ho trovato Sì, decisamente più scorrevole questo. Attente che è class e non classe, e comfort e non confort, ma immagino siano errori di battitura già corretti nella versione definitiva. Una domanda, il fatto che scelga Serendipity ha qualche attinenza con la storia che verrà poi narrata (immagino una storia d'amore in un qualche modo simile, o che il film torni poi ad essere importante per la protagonista nel seguito della storia)? Perché, se così non fosse, leverei tranquillamente anche quella.
  6. kjkj

    incipit. Quale scegliere?

    ma quale sarebbe il secondo incipit? Non capisco se sia un tutt'uno o se il secondo è quello che parte da: "Cosa mi aspetterà"?
  7. simone volponi

    [FdI 2019-3] Terra di nessuno (A.D. 1956)

    Mi piace il tuo modo di raccontare, anche rustico in certi frangenti. Da piccolo puntavo sempre le più carine, e infatti... Piaciuto!
  8. Rhomer

    [FdI 2019-3] Premi il tasto Start

    @H3c70r @Lauram Grazie per essere passati e per i vostri apprezzamenti. ( :
  9. Rhomer

    [FdI 2019-3] NEL CUORE DI GIUDA

    Una storia molto macabra sia nel suo svolgimento che nel finale. Purtroppo ho un po' di critiche da fare al netto dell'ottima scrittura: in primis dico fin da subito che, per mio gusto personale, ho trovato la storia troppo "raccontata" e dunque poco dinamica, ma comprendo bene che è uno stile adottato in funzione del plot twist finale. Ecco, a tal proposito (qui la mia seconda critica) devo ammettere che un po' mi aspettavo un finale macabro, non so bene perché... forse lo attendevo per via del modo di raccontare del protagonista (in cui si percepiscono molto bene uno stato mentale non del tutto equilibrato e un'indole possessiva, in tal senso sei stata brava a farli trasparire). Ultima critica che voglio muovere riguarda la traccia; onestamente non la percepisco a pieno, o potrei averla smarrita... e non credo basti la parte in cui lui racconta di aver preso la villetta in affitto per esplorare le loro persone, ma ripeto... potrei davvero non averla afferrata io, poi mi dirai tu. Comunque, tralasciando le critiche penso che l'idea di fondo sia buona, sono convinto che con un'impostazione diversa e una maggior enfasi sul lato esplorativo (questo anche riservato all'esplorazione di un rapporto), ne può uscire una storia più "completa". Bene, penso di aver detto tutto, alla prossima @Adelaide J. Pellitteri .
  10. simone volponi

    [FdI 2019-3] " A b i s s o "

    Io qua me so ammazzato dalle risate! Grazie capitano
  11. Silverwillow

    [FdI 2019-3] I monatti

    Il punto forte del racconto è la scrittura: decisa, calibrata, evocativa ma senza perdersi in fronzoli, perfetta per il tipo di storia. Il racconto mi è piaciuto molto, dall'incipit, che cattura l'attenzione, fino alla riflessione finale. L'assassino-filosofo ha un suo fascino, e ci sta, io avrei solo aggiunto un aggancio concreto da cui far partire la riflessione sull'oscurità (tipo che escono, è buio, e il protagonista sembra preoccupato di aggirarsi di notte in questa città piena di morti e moribondi, l'altro se ne accorge e parte con la riflessione). Solo un'idea comunque, il racconto è già ottimo così
  12. Rhomer

    [FdI 2019 - 3] Il Lato Oscuro

    A me questa storia ha incantato dall'inizio alla fine; evocativa, onirica... è stato come leggere di un sogno (e non solo alla fine, nel lato oscuro). Il viaggio dei protagonisti risulta claustrofobico in quel mare che sembra infinito, una volta compresa la meta quasi si ha paura di vederli approdare in quella tenebra eterna. Alla fine tutto diventa sogno, e la bellissima poesia chiude il cerchio con un messaggio di speranza e unione per un mondo ormai diviso in due. Forse l'unica cosa che avrei desiderato sarebbe stata una maggior rappresentazione simbolica dei nomi dei personaggi nei loro dialoghi (rifacendomi alla mitologia); dunque, essendo i loro nomi quelli di due divinità che rappresentano la paura (tanto per riassumere proprio alla buona), avrei voluto che si percepisse meglio dai loro discorsi, ma è davvero un mio capriccio e comunque i dialoghi non mi sono dispiaciuti affatto così come sono. Comunque, in definitiva un ottimo racconto (in questa tappa sarà davvero dura scegliere), il mio preferito dei tre tuoi di questo contest. Ciao @ivalibri , e alla prossima.
  13. INTES MK-69

    [Fdl 2019-3] L'incredibile viaggio di una bolla di sapone

    Grazie @flambar, @simone volponi, @Alba360, @Poeta Zaza per avermi commentato. Grazie x gli apprezzamenti e anche x le critiche. @Poeta Zaza al riguardo dell'età dei nonni devi sapere che Andrea è il minore di tre fratelli. Lucia, la maggiore ne ha 14. Ecco, tutto spiegato 😂😂😂
  14. Francesco121

    L' accessorio parte 1

    PENSIERO MANCINO Milano, 20 maggio 2010, h 22:15. - Vedi, tutto è cominciato ieri... E più precisamente in metropolitana, tra le fermate di Palestro e Porta Venezia. “La patologia dell’IPP è inoltre caratterizzata da una sintomatologia clinica di un intenso dolore al pene , placche alla tunica albuginea e curvatura di esso. Tale patologia è accompagnata spesso da disfunzione erettile. L’indicazione al trat...” Ho chiuso il libro di Patologia così, improvvisamente. Il gesto è stato sicuramente rumoroso, visto il sussulto della vecchiettina alla mia sinistra. Rapido ed improvviso. Non che sia un “argomento” al quale sono molto interessato eh…! Detto tra noi, in quel momento, davvero non avevo testa. Pensavo solo ad una cosa. Al fatto che non poteva essere vera. Non doveva esserlo! Non credevo di arrivare a questo punto.Porca miseria. Tutto nel cesso! Due anni presi e buttati nel cesso! Allora sono davvero uno sfigato... La metropolitana, nel tardo pomeriggio, offre quasi il meglio di sé. Niente in confronto al delirio della mattina. Ma davvero, non si scherza. Io lo definisco uno stato di “brulicante e frenetica eccitazione oppiacea”. E’ sotto gli occhi di tutti che, tra le cinque e le sei di sera, comincia una specie di rito. Una sorta di danza tribale alla quale tutti, davvero tutti, sembrano partecipare in maniera propiziatoria. Da questa danza nessuno viene escluso. Genitori che, dopo aver lavorato nella speranza di scalare il sociale, tornano in tutta fretta da nonni-baby sitter, e quelli più fortunati agli asili per riprendere gli eredi dei loro debiti; pensionati che ritornano ai loro bilocali in affitto dopo l’ennesima visita in ospedale; manager, un po’ più intelligenti di altri, che hanno rinunciato ai loro fuoristrada; studentesse strizzate nelle loro t-shirt di marca, più piccole di due taglie; un numero imprecisato di variopinti musicisti diplomati in “bicchiere cartonato di Coca”, perché, come diceva mia nonna, “un pezzo di carta serve sempre”; bancari ed assicuratori che, per non perdere la coincidenza con il Malpensa Express, si allargano il nodo della cravatta correndo. Questa danza tutti i giorni la ballo anche io. Normalmente studio in quel quarto d’ora; altrimenti mi sono inventato una specie di gioco. Secondo me in quel via vai isterico i pensieri della gente sono sempre gli stessi. Mi diverto ad identificare un soggetto in maniera random per poi attribuirgli una o più frasi. Provo ad immaginarle come scritte al neon sopra la testa. Mi basta solo un pizzico di immaginazione per interpretarli e leggerli. “No, oggi il prof. non doveva chiamarmi fuori! Il Fossati è prima di me, lui è uscito a febbraio!” Oppure. “Oggi Luca non ha messaggiato… Forse non ha potuto, magari non ha avuto tempo o era senza credito... Non può essere per la storia di sabato! Chissà cosa gli ha detto quella stronza!”. “Cazzo la pratica del Lanzi! E ora chi glielo dice domani a quel rompiballe che mi sono dimenticato? E’ un mese che me la chiede!”.E via così. Il gioco è semplice. Basta osservare il soggetto, la sua espressione, un particolare, una minigonna intraprendente, uno zaino, una 24 ore, et voilà, il mio personalissimo “fumetto vivente” è pronto E’ solo uno stupido passatempo, ma ieri pomeriggio comunque non avrei potuto farlo. Semplicemente perchè non riuscivo a pensare ad altro. Per paura. Per paura che stavolta fossimo davvero a l'ultimo capitolo. Anche se non ero riuscito nè a studiare nè a giocare, il mio iPod continuava a suonare ottima musica e ringrazio Hendrix per avermi tirato su il morale: “Excuse me, while I kiss the sky’’. Nessuna frase entrava meglio in testa ora. Ed è stata davvero troppa la smania con cui ho preso il cellulare, appena la canzone è terminata. Menù; messaggi; ricevuti; 1 messaggio; rispondi. Il dito impazziva sulla tastiera: 7347656 862 7876692. Il t9 avrebbe fatto il resto. Mancava solo l’invio. Ci ho pensato un secondo di più, quello contenente un grande attimo. La mia svolta. La metropolitana, inoltre, al solo prezzo di un euro e cinquanta a corsa, offre soggetti di svariati mondi che consideriamo paralleli ma che non lo sono affatto: zingari, ubriaconi, clochard, punkabbestia, o presunti tali. Appunto, manco a dirlo… DREAD Lima - Ce l’hai una moneta? Ecco, ci mancava solo il punkabbestia in questa giornata di merda. - Per un caffè! Mangiamo qualcosa, dai! Mi riposo un attimo così ci pensi. E’ libero, no? Non mi era mai successo! Stare in metropolitana a quell’ ora, con un posto libero proprio di fianco al mio, non era mai successo! Incredibile! Ho iniziato a pensare che c’erano tutti i presupposti perchè la giornata finisse totalmente in vacca. - Poggio il culo 5 minuti va… Sputnik vieni qui, dai, stai giù. SENSEI Mai visto un cane così sporco. I peli appiccicati peggio dei dread del suo padrone. Ma ubbidì subito! E dire che al Garibaldi ne avevo visti più di uno, ovviamente. Avevo zero voglia di parlare e ancora meno di ascoltare le minchiate di uno sconosciuto, fosse stato anche il sindaco; figuriamoci di un profumatissimo punk! Fantastico! Ma visto che non ho avuto neanche la forza di mandarlo a cagare, o quantomeno di dirgli che avevo altro a cui pensare, ho subito passivamente questa situazione mio malgrado. E pensare che avrei potuto aprire il libro per dirgli “Scusa devo studiare. Guarda, ho proprio un esame del cazzo domani”. La mia sarebbe stata una scusa plausibile per scoraggiare l’ipotesi di un dialogo. - No no, fai pure. Un tono visibilmente contrariato, il mio. Come quello di chi vorrebbe aggiungere: “Basta che non rompi i coglioni!”. “Chanel” ovviamente aveva capito, ma il suo target era la moneta e non di certo la delicatezza! Troppo tardi. Il puzzone si era seduto e aveva cominciato a vomitarmi addosso fiumi di parole. Mentalmente, ed è un esercizio che pratico con molto successo, ne selezionavo solo qualcuna qua e là. Giusto il minimo sindacale. “Minchia… Mondo... Nessuno... Aiuto... Merda… Fine... Schifo… Loro”. Quanto bastava per poter annuire rispondendo a monosillabi, o quasi. “Sì… Già... Va be’… No... Cioè... Infatti”. Improvvisamente una parola è passata per quel mio filtro in maniera diversa, aprendo tutti i canali di ascolto. “Fretta”. - Come hai detto, scusa? Ho capito dal suo sguardo che ero riuscito a stupirlo. - Dicevo, facciamo tutto troppo di fretta. Ci buttiamo sulle cose senza pensare, senza riflettere sul fatto che, se decidiamo in quel modo, poi basta. Chiuso. Finito. Quel momento è passato. Hai girato lo switch. Ma siccome la direzione non si può invertire, prendendo quella scelta, come dicono gli inglesi, improvvisamente tutto il resto possibile è nullo. Non esiste più, e le migliaia di combinazioni…
  15. Francesco121

    La Formula Magica - Cap. 1

    Mi piace E' uno stile non stile. Nella mia testa è una affermazione positiva. Non ti soffermi su una narrazione canonica. Mi è sembrato di stare in treno con uno sconosciuto che incomincia a raccontarti cose sue senza che tu glielo abbia chiesto ma che, incuriosito, continuerai ad ascoltare. Non ho letto le solite tortuose metafore in cui di solito gli scrittori amano specchiarsi.( autocritica )Vedo solo fatti. Piccoli forse. Piccoli si ma diversi. Ho letto dei fatti. Presto per dare un giudizio finale ovviamente ma... aspetto di leggere il resto. Personalmente non direi mai un " qui ci va la maiuscola" o " qui la virgola" . La forma è importante ma.. vi prego.. non è tutto.. scusatemi è un problema mio. Già non ho il tempo per scrivere figuriamoci di correggere. Se posso... Non vedo le persone: la mamma ? è grassa ? magra ? alta ? E il fratello ? magari me le farai 'vedere' più avanti nel racconto. E come al solito ho parlato troppo presto. Anche se capisco benissimo che se di questi due parli solo ora non occorre raccontare troppe cose di loro. bravo!
  16. Fraudolente

    Chi pretendo di essere

    Bella presentazione! Benvenuto. Meglio tardi che mai...
  17. Poeta Zaza

    Il gioco delle Consonanti

    Preferirei davvero facessi tu, anche per il piacere di giocare a indovinare, per favore @H3c70r
  18. H3c70r

    Il gioco delle Consonanti

    No, no. Io ho sparato a caso, cedo il posto a @Poeta Zaza che ha fatto meglio di me.
  19. Poeta Zaza

    Il gioco delle Consonanti

    l'ho letta @Alba360 . Ho capito. Io mi ero limitata a svolgere la seconda parte, ignorando la prima, che lasciavo a Riccardo. Per quello non mi suonava - ai fianchi - perché pensavo non fosse dipendente la seconda frase dalla prima.
  20. Alba360

    Il gioco delle Consonanti

    Lho data! leggi sopra
  21. Poeta Zaza

    Il gioco delle Consonanti

    se lo desideri, sottinteso @H3c70r
  22. Lauram

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Sanbutter: analcolico calorico KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  23. Acc... si è vero la conoscevo, ma adesso devo andare a cercarla perché non mi ricordo la melodia. Grazie per avermi risposto.
  24. Poeta Zaza

    Il gioco delle Consonanti

    sì, @Alba360 dai la soluzione e l'autore, per favore, e poi per me continui @H3c70r
  25. Alba360

    Il gioco delle Consonanti

    E lo stupore nei tuoi occhi salì dalle tue mani che vuote intorno alle sue spalle, si colmarono ai fianchi della forma precisa d'una vita recente, di quel segreto che si svela quando lievita il ventre. eccola qua @ poetaza La donna incinta è Maria leggi il contenuto nascosto.
  26. Alba360

    Il gioco delle Consonanti

    Vista la mia inettidudine in questo gioco potrei darvi la soluzione. E poi ptreste mettrevi d'accordo per chi deve andare avanti. sono le mani che dalle spalle si colmano sui finachi
  27. @Alba360 , ne conosco un po' di quelle più datate ma questa non mi sovviene. Mi puoi dire il titolo? "Amici mai": il testo incriminato recita:"certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano"
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