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  2. Antares87

    Non-monogamia e amore

    Che ci vuoi fare, tutti proviamo sempre a dare consigli, magari sbagliati o inutili ma in buona fede. In quanto all'ultima notizia sono rimasta stupita nell'apprendere che esistono coach di questo tipo, e se per caso decidessi di mantenere il thread ti chiederei di aggiornarlo più avanti per sapere come va.
  3. Rhomer

    [FdI 2019-3] Premi il tasto Start

    @Marf Grazie per essere passato, e per la tua interpretazione (in parte corretta). Ho voluto evitare di spiegarla perché ne sarebbe uscito un pippone assurdo, ma sono davvero contento che sia "passato" il concetto di "suicidio simbolico". Grazie ancora!
  4. bwv582

    Cosa state scrivendo?

    Ovviamente ho cestinato la versione dell'anno scorso. Ma ho ricominciato da capo quest'anno, per la prima volta sono arrivato alla fine e mi sono detto, convinto, "non cestino più". Il seguito, comunque, non mi piace.
  5. Rhomer

    [FdI 2019-3] Premi il tasto Start

    @simone volponi @Edu @Talia Grazie per i vostri commenti, mi fa piacere che abbiate apprezzato questa storia. Eh, i videogiochi hanno fatto notevolissimi passi avanti da allora ma, in tutta onestà, e con la nostalgia dalla mia parte, ti posso dire che quel periodo lì rimarrà unico. dove l'autore mette un messaggio nostalgico sul come si stava meglio prima, ma è una facezia. Questo pezzo ha subito diverse modifiche (anche per via degli 8.000 caratteri, ma non solo). Considera che, inizialmente, l'idea era quello di un messaggio in codice... solo che poi mi resi conto che avreste potuto tirarmi i pomodori in faccia (meritatissimi), dunque ho evitato ( : Sì, concordo, infatti per me era fondamentale arrivasse questo messaggio, ma appunto, come dici dopo, meriterebbe di essere inserito meglio. Diciamo che ci sono più motivi dietro a questa scelta, ma in fin dei conti credo che il tutto possa essere spiegato considerando i tre soggetti: tre giocatori con dei Nickname. Penso che la "razza" dei videogiocatori sia, giocoforza, tra le più presuntuose che esistano ('sto pensiero è da prendere con le pinze eh ( : ), dunque mi figuravo 'sti pazzoidi accettare una missione simile con tutta l'arroganza possibile del caso (loro che uccidono Dio, e dunque si sostituiscono a esso) Di nuovo grazie a tutti per essere passati, alla prossima.
  6. Aliquis

    Un piccolo passo per l'uomo

    hai ragione! L'avevo anche letto... Grazie @bwv582
  7. Marf

    [FdI 2019-3] Premi il tasto Start

    @Rhomer , complimenti per il riuscitissimo racconto. Un videogioco in disfacimento visto dall'interno, reso in maniera molto credibile ("realistico" non credo possa essere appropriato), con un minimo di tecnicismi, la cui comprensione precisa non è comunque indispensabile per seguire il racconto (a parte forse "bug", ma quello dovrebbe avere ormai una certa diffusione nella cultura generale). Anche il ritmo è perfetto, ti fa procedere deciso dall'inizio alla fine. Una macchiolina: Qui non sarei andato a capo: ci vuole un attimo di riflessione per capire che è sempre O a parlare, se fosse scritto tutto di fila per me sarebbe meglio, anche per il ritmo. Per quanto riguarda la poesia, mi sfugge il significato della frase a cavallo del primo e secondo verso ma questo non è necessariamente un problema della poesia... I caratteri sballati $/0 danno l'idea dell'interferenza informatica, ma io avrei provato a vedere come stava il passaggio senza. E a mettere "infuocati" al posto di "che vanno a fuoco", per mantenere l'affollamento di parole e immagini che c'è nel resto del passaggio. Più una curiosità che un appunto. @Talia , grazie per l'osservazione (mi era sfuggito del tutto!): Grazie a questa, provo a dare un'interpretazione del racconto (sotto spoiler, così non disturbo chi si vuol divertire a fare altrettanto): in ogni caso, un discreto candidato al premio Criptico... Complimenti di nuovo, e alla prossima!
  8. bwv582

    La principessa Angelica

    Ciao @mercy, oltre che un infinito grazie - così - premetto che questa frase mi arriva dritta al cuore perché in questo racconto volevo, diciamo, ironizzare sulle classiche fiabe. Quindi ne sono particolarmente felice: potevi scrivermi che era una schifezza completa, ma se ti ho fatto tirare giù più di un sorriso, mi avresti comunque migliorato la giornata. Ok, smetto di perdermi in premesse lunghe come faccio di solito, arrivo al dunque. So dell'esistenza del presente "atemporale" (sapevo "storico", ma tanto può essere la stessa cosa chiamata con nomi diversi, chissene), è che mi prendono sempre tanti dubbi con i verbi e nel dubbio quando sono indeciso opto per la concordanza... L'eppure nella mia testa è riferito al fatto che le principesse nelle favole sono sempre "ambite" perché principesse. Mi resta difficile inserire questo pensiero, perciò credo che lo toglierò nella revisione. L'avevo scritto tutto al presente, poi quando ho deciso di cambiare... è venuto fuori questo... Credo che tolgo il "poi", questo passaggio è uno di quelli che mi fa ridere come un idiota... Volevo essere ironico e innamorato: partendo dal luogo comune che le donne ne sanno una più del diavolo per fregare gli uomini - ho inteso l'incantesimo come una cosa voluta per legarlo a questo concetto -, arrivo a dire che alla fine gli uomini ci cascano sempre perché non possono fare a meno di loro. Il tutto per non finire con un classico "e vissero tutti felici e contenti". Non ho risposto a tutto perché apprezzo ogni altra annotazione, devo giusto documentarmi sul "presente atemporale", ma questa è una cosa mia. Buona domenica e grazie ancora, @mercy.
  9. Provence

    Le schede di lettura del Premio Italo Calvino

    Mi sono arrivate le schede dei due libri, entrambe soddisfacenti. Una riguardava un giallo, i rilievi sono stati ampiamente positivi, il libro è stato definito piacevole e apprezzabile, costruito con astruzia e abilità, c'è solo qualche suggerimento sull'entrata in scena di un personaggio. Una paginetta. Il secondo giudizio è stato di due pagine fitte, il lettore è entrato nel dettaglio, commentando frasi e dialoghi. Lodata l'efficacia della scrittura e soprattutto dei dialoghi, definiti il banco di prova di un romanzo. Il libro è stato considerato buono, ma ci sono numerose critiche sul fatto che il romanzo è didascalico, vale a dire (questo lo spiego io) è edificante, consolatorio, a tratti retorico. Condivido in pieno questo appunto, purtroppo era proprio quello che io volevo: un romanzo in cui per una volta, almeno sulla carta, prevalga il bene, in cui il buono sia sostanzialmente un buono perchè di buoni sulla faccia della terra ce ne sono ancora un bel po', nonostante tutto. A parte questo, posso dire che il romanzo ha certo avuto più letture e tutte di lettori "forti". Il giudizio più esplicitamente positivo è quello sul giallo, ma è un romanzo di genere, che temo non rientri fra i gusti del Calvino. Che romanzi scelgono dunque per le segnalazioni e i finalisti? Suppongo letteratura "bianca", non di genere, soprattutto sperimentatrice a livello formale, per il resto come credo abbia detto Edgar ci saranno un 50 buoni romanzi e lì entrano in gioco i gusti dei lettori, com'è giusto che sia. Prima e ultima partecipazione al Calvino: il Premio dà quello che promette, è serio e i lettori sono molto competenti, ma ideologicamente ( a livello di concezione della letteratura) siamo su due sponde differenti. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla discussione, mettere in comune le proprie impressioni, oltre che essere consolatorio aiuta anche a comprendere i nostri errori.
  10. Bluesman

    [Gioco] Catena musicale

    Key to the highway - Eric Clapton
  11. Edu

    [FdI 2019-3] Il bambino

    Grazzissime Adelaide
  12. Anna Magic

    Non-monogamia e amore

    Appunto, ripeto che ho sbagliato contesto nel chiedere soluzioni pratiche. Rimango con voi certo, solo non in questa discussione.
  13. dyskolos

    Non-monogamia e amore

    Ah, ti capisco, ma è una cosa comune in "area relax", eh, e non solo: qualche OT ci sta (tu lo chiami "buttarla in caciara"). Anche gli esperimenti su animali, hippie e simili fanno parte del gioco e non vanno mica sottovalutati. Si impara molto da quelli esperimenti. Qui se ne discute (è un forum di discussione) e ognuno dice la sua. Purtroppo non si fa problem-solving. Per quello ci sono idraulici, elettricisti, tecnici della TV, life-coach, ecc... Qui si discute. Ed è giusto così. Dai, come sei drastica Rimani con noi, no?
  14. bwv582

    Un piccolo passo per l'uomo

    Prego, non c'è di che! Giusto un'ultima cosa: immagino che mi hai messo una freccina verde - noi non possiamo vedere in generale chi lo fa, ma ci sei tu ora in officina, quindi posso dedurlo... Ti ringrazio molto per l'apprezzamento se sei tu, ma aggiungo che l'officina è l'unico posto dove non possono essere inserite delle reazioni, quindi dovresti toglierla (anche a Laura). È scritto in alto in ogni sezione dell'officina (c'è un riassunto del regolamento), anche qui su "frammenti" (il punto 7).
  15. Anna Magic

    Richiesta atipica: cancellazione discussione

    Salve, chiedo cortesemente se poteste rimuovere la mia discussione "Non-monogamia e amore", che si trova nella sezione Agorà. Faccio questa richiesta eccezionale perché più utenti mi hanno fatto notare che la trovavano inappropriata a questo forum, persino nella sezione off-topic. Insomma, sia per l'argomento potenzialmente sconfinante nel 18+, sia per il mio modo di porre la questione, la mia presenza con quella discussione è risultata oggetto di scherno o fastidio. Dunque, non avendo intenzione di portare avanti il dibattito né di dare noia ad alcun utente, mi farebbe molto piacere se tale mio thread potesse essere eliminato. Grazie mille
  16. Aliquis

    Un piccolo passo per l'uomo

    Adesso sono io che concordo con te @bwv582 Sia per questa frase che per la Buona Domenica Grazie!
  17. Matitina

    Le schede di lettura del Premio Italo Calvino

    La risposta è semplice: il libro è piaciuto ma non quanto sono piaciuti i finalisti o segnalati...
  18. bwv582

    Un piccolo passo per l'uomo

    Posso andare oltre e dire una cosa leggermente diversa: dopo il verbo potresti sostantivare i mestieri Sono andato per un periodo in città e ho fatto di tutto. Imbianchino, fornaio, venditore di arance, riproduzioni di dipinti d'autore, volantinaggio, compravendita, marketing... Ho anche lavorato per un mese e mezzo in azienda: non mi hanno mai pagato. Per il resto concordo con @Lauram - a prescindere da questo tag, ho citato il suo intervento quindi se vede la notifica e passa qui la saluto - l'elenco è lungo, potresti citarne giusto tre per poi lasciare i tre puntini di sospensione. Il consiglio è di citare quelli "semplici" a lettura: imbianchino, fornaio, venditore di arance... Poi separi il periodo in azienda come ho fatto io, che ne dici? Comunque non ho molto da dire e mi ripeterei con la citata Laura. Posso aggiungere che come incipit è interessante perché comunque il "cambio vita (dopo una vita di sacrifici) e vado via" per poi fare fortuna trova sempre l'attenzione dei lettori: forse perché siamo tutti delle semplici pedine nello scacchiere produttivo invece che tizi con i conti a tanti zeri. Buona domenica, @Aliquis.
  19. Aliquis

    Un piccolo passo per l'uomo

    Grazie @Lauram dei tuoi consigli. In effetti hai ragione su tutto, la velocità con cui ho esposto le vicende confonde un pò. La verità è che scrissi questo pezzettino un mesetto fa, ora sono al sesto capitolo e il protagonista nel frattempo è cresciuto, pensa che si trova su di un pianeta extrasolare. Il "Credetemi" devo necessariamente eliminarlo, è la conseguenza logica dello scrivere di getto. Insomma questa è l'idea di una storiella ai confini dell'universo Grazie infinite dei consigli ne farò tesoro. Ps. il tizio lavorò per un mese e mezzo in azienda, e non fù pagato. Sai com'è quando si è ancora giovani, entusiasti per le novità e illusi dalle aspettative, no?
  20. Bruno Simini

    Agenzia Letteraria VS Presentazione diretta

    Salve a tutti! Presto comincerá la fase di invio del mio manoscritto, e propendo sempre di piú verso l'opzione 'agenzia letteraria'. La prima domanda é proprio cosa ne pensate delle agenzie letterarie: quando sono affidabili, valgono davvero il loro prezzo? Aumentano la probabilitá di essere notati (dando per scontato di aver scritto qualcosa di veramente interessante)? Inoltre vorrei sapere se c'é qualcuno tra di voi che ha prensentato di persona il proprio manoscritto ad una casa editrice, insomma, una soluzione 'vecchio stile' , ma che potrebbe funzionare... Grazie in anticipo a tutti!
  21. Oggi
  22. lovigius

    Stanotte scrivi per me

    La sveglia suona caina dal comodino sulla tua destra. Ti butta giù dal letto a calci, senza romanticismi, sei a suo libero uso e la cosa ti pesa. Ti alzi sfatta, la notte non la sopporti più; il letto grande, vuoto, le assenze gelide pure in piena estate. Con gli occhi ammaccati dal sonno infili le ciabatte al contrario e ti trascini verso il bagno, cerchi a tastoni la luce, procedi a memoria chiedendoti quand'è che questa casa sarà casa tua e ci potrai camminare senza guardare. Trovi la luce, lo specchio e una faccia che non riconosci, è la tua? Ogni santa mattina la stessa domanda a cui non rispondi, non lo fai mai. Ti siedi sul cesso, stanca, come se fosse una vita che rimani all'impiedi; ti svuoti di urina e pensieri, i gomiti sulle cosce e le mani sul viso a coprirti gli occhi. Sbadigli, inspiri forte, il cervello inizia a fare i suoi giri e sei già un'altra, meno morta, già più viva. L'acqua ci mette il suo, lava via la notte e la stanchezza, i pensieri restano. "Che ora ho fatto ieri? Lui mi ha scritto stanotte?", esci dal bagno e controlli il cellulare, vuoto come sempre, e come sempre ti incazzi e ti rassegni; "di notte non mi scrive mai, ma almeno mi pensa?". Il cuore riversa domande alla testa alla stessa maniera di te che riempi la tazza di latte e biscotti, da trent'anni sempre gli stessi. Una volta finito lasci tutto in cucina, la montagna dei piatti di ieri è quasi più alta di te. Torni in camera, apri l'armadio e resti a guardarci dentro come fosse un film, come i rebus che non hai mai saputo fare e ti sforzi ancora una volta di capirci qualcosa. Il bip di un messaggio ti arriva dalla cucina, corri con una scarpa al piede ed un calzino ancora da mettere, accendi il display, -Luca ti ha scritto un messaggio-, sblocchi con il pollice, il testo si apre, la pagina è piena, ti si stende un sorriso lunghissimo, lasci cadere la scarpa che ancora tenevi in una mano, cominci a leggere e diventi più bella che mai. Riprendi la scarpa caduta, la indossi, ti sembra più comoda dell’altra. Eh già, che droga strana sono le sue parole, altro se sa scrivere. Non gli rispondi, non subito almeno, lui ti ha cambiato la giornata e lo ammetti, ma il tuo orgoglio non si scioglie, “posso mica fargli credere che aspettavo un suo messaggio?”. Te ne stai lì con la scarpa infilata e lo sguardo malizioso: “che stronza che sono”. Esci di casa più sicura di te, ce l’hai in pugno, tu lo ami e lui ti ama, però lo tieni lì a bisticciare tra le tue spine, “poverino”, rendergli la vita facile pensi lo appiattisca. Ne sei convinta. Tu non lo vuoi uno come gli altri, non lo vuoi uno che una volta raggiunta la preda smette di inseguirla. Non sei come le altre e tu lo sai. Poi arrivano i rimorsi, la coscienza ti prende a parlare: “giochi col fuoco piccola mia” che strano, ha la voce di tuo padre questa coscienza, “fino a che punto puoi tirare la corda? Fino a che punto sei convinta possa spingersi il suo amore?”. Ti dici “E se lo perdo pazienza!”, ma la tua coscienza ne sa una più di te: ”certo, se lo perdi pazienza, ma se poi te ne penti? Dagli legna da ardere, dammi retta, mostragli nudi i tuoi pensieri, non ci giocare con le cose che non conosci”. Poi puff, la voce che stranamente oggi somigliava a quella di tuo padre sparisce, il motore dell’auto ti accorgi che è spento, e sì, è come pensi, sei già a lavoro. Non scendi, non sei ancora pronta ad uscire dal tuo spazio mentale, vorresti ancora combatterci un po’ con quello che hai dentro, però non lo fai, pensi che possa bastare. Smetti di far fare scintille ai pensieri, prendi il cellulare e smetti pure di fare la stronza, "che diamine, non riesco mai ad esserlo fino alla fine". La chat è aperta, il cursore lampeggia, i pollici assaporano la stasi prima della frenesia meccanica e lo sguardo cerca oltre il parabrezza la frase giusta da scrivergli. -Mi sei mancato stanotte- la tempesta non è arrivata, capisci che infondo quell’uomo non se lo merita. Scendi, ti dirigi in ufficio più leggera di come l’hai lasciato ieri, ti senti una persona buona, sei una persona buona. Saluti i colleghi che ti guardano danzare tra le scrivanie, sei una persona felice. Qualcuna t’invidia, tu non gli fai caso. Inspiri, espiri, ti concedi un ultimo pensiero al tuo lui, al momento in cui, stasera dopo il lavoro, tornerai a casa e lo troverai lì ad aspettarti, e poi riponi tutta te stessa nei documenti che hai davanti agli occhi, ti ci immergi, li studi attentamente e ne prendi quello che ti serve, i dati che nel tuo articolo non possono mancare. Sei metodica. La voce dentro di te si risveglia, ora è uguale e spiaccicata alla tua, ti dice che per quanto tu possa impegnarti non scriverai mai come lui. Capisci che è vero, e nel momento in cui lo capisci ti assale il dubbio di esserti innamorata delle pagine che ti ha scritto e non abbastanza della persona che c’è dietro. Cos’è questo? Amore oppure soltanto ammirazione? Ti sei lasciata abbindolare dalle parole, senza innamorarti prima della persona che te le dice. Che sciocca che sei. L’insicurezza ricomincia a fare breccia, ma questa volta tu non ci stai. Pensi meglio e più intensamente, comprendi che se tra le milioni di combinazioni di parole possibili lui sceglie sempre quelle migliori vorrà pur dire qualcosa su che tipo di persona è. Le sue frasi devono pur nascere da qualcosa, alla bellezza ci si arriva solo e soltanto attingendo da altra bellezza. Sì, dev’essere così. "E poi chi se ne frega se scrive meglio di me", non sei l’ultima ma non sarai mai nemmeno la prima e la più brava, se così fosse stato magari ora non ti toccava farti il culo e annaspare tra le mille firme autorevoli del tuo giornale. Rileggi il tuo articolo per la cinquantesima volta, l’hai fatto riposare nel cassetto giusto il tempo di un caffè, lo sai che è poco ma i tempi sono quelli che sono. L’hai riletto al contrario, l’hai spezzato, l’hai rovesciato in tutti i modi che conosci per poterlo leggere come se non fosse il tuo. Sembra andare bene. Lo stampi, ti alzi e muovi i passi verso l’ufficio del direttore. La porta è socchiusa, non bussi, entri e con tutta la sicurezza che riesci a raccogliere lì in giro, appoggi i fogli sulla sua scrivania. Lui ti guarda, ormai non si sorprende più di questo teatrino che hai deciso di fare ogni volta nel suo ufficio. Prende i fogli, li studia con calma lasciandoti lì impalata, poi alza lo sguardo, tu lo sostieni, lui si prende del tempo, tu lo lasci fare. –Credo di doverti dare un po’ di spazio in più- sorride. Tu trattieni il sorriso per non farlo troppo ampio, giri sulle scarpe e te ne torni alla tua scrivania senza dire nulla, come se lì dentro le parole fossero la cosa più cara del mondo. Sei libera, la scadenza è rispettata, per il prossimo articolo c’è tempo, ora puoi crogiolarti nelle tue fantasie mentali, nel sogno della tua vita perfetta che a farci caso somiglia tanto a questa giornata. Il tempo passa, il sole che non vedi compie il suo giro, a te tocca fare a ritroso il tuo, però non ti pesa, anzi ci fremi a pensarci. Sei in auto, in radio passano i Queen, Too much love will kill you canta Freddy e tu non ci credi, l’amore non ti uccide, non ora, non oggi. A casa trovi lui così come te l’eri immaginato e ti stupisci di come a volte la realtà possa essere proprio uguale ai sogni. Lui è lì e tu imbambolata ancora sull’uscio che pensi che la sua penna scriverà ancora per te, che forse forse dovresti dirglielo che dovrebbe farlo per mestiere, che quello che scrive a te dovrebbe condividerlo col mondo intero. Sei egoista però, hai paura che poi non avrà più parole da regalarti. Che sciocca che sei, non sarai mai la donna fredda e distaccata che vuoi far credere di essere. Lasci la borsa all’ingresso, lo raggiungi, gli metti le braccia intorno ai fianchi, lui chiude gli occhi perché si aspetta un bacio che non arriva, tu superi la bocca e ti fermi appena sotto il suo orecchio destro, sei tu a chiudere gli occhi, a misurare il fiato per dirgli con un filo di voce:<< stanotte scrivi per me>>.
  23. Anna Magic

    Non-monogamia e amore

    Ho detto alcuni, senza far nomi. E' vero, inizialmente si è parlato di cose interessanti, ma io chiedevo anche input pratici. L'unico consiglio davvero applicabile che io abbia ricevuto è di starmene alla larga dagli uomini italiani, con cui concordo in massima parte. E di rivolgermi alla comunità italiana del poliamore, ma quella ha praticamente chiuso i battenti, dopo che ha pubblicato la traduzione illegale di un libro americano. Per il resto è stato tutto un rimpallo di opinioni e battutine su "sii te stessa e non farti programmi", "è solo la tua vita privata nessuno può aiutarti", "fai bene, lasciati andare, buona fortuna", i comportamenti del regno animale, gli esperimenti hippie e simili, senza alcuna conclusione fattiva. Ognuno dice quello che gli pare e ringrazio chi ha sinceramente provato ad aiutarmi, ma non si è rivelato essere un vero problem-solving. S'è un po' buttata in caciara, ecco. Però ripeto che mi assumo anche la mia responsabilità per aver erroneamente scritto in questo contesto. Ecco, questa però è l'ultima volta che mi metto in croce da sola. Ora mi rivolgo allo staff sperando di poter togliere il disturbo.
  24. bwv582

    Toc toc

    "La porta è aperta". Rispose un timido sostenitore, facendo eco agli altri. Benvenuto al forum, buona permanenza e... buona domenica!
  25. Riformulo meglio il quesito: la poesia può essere detta da qualcuno all'inizio dell'esplorazione o durante l'esplorazione? Tipo un vaticinio o un oracolo alla partenza del protagonista? Grazie a chi vorrà rispondere.
  26. lovigius

    Bocciofila

    Ciao @Domenico Santoro, Ritrovo nel tuo racconto tratti onirici. Leggendo la tua risposta ad un commento ho poi avuto la conferma che si trattasse di un sogno. Come un sogno del resto inizia senza nessun motivo preciso sebbene tu abbia cercato di dare al racconto un tratto più tangibile, dando una motivazione al tuo trovarti proprio lì. Per questo motivo io avrei iniziato da: Per poi aggiungere: Ma non so se è più un gusto personale oppure un mio modo di raccontare, qundi prendi il consiglio con le dovute precuazioni. In questa prima parte comunque mi è risultato difficile comprendere il motivo della frase: Sembra lanciata lì senza alcun tipo di continuità con la parte sopra. Poi leggendo più avanti si capisce che il protagonista è uno studente fuori sede e "rientrare in famiglia" significa proprio tornare a casa. Quindi io avrei già specificato al lettore il luogo in cui si trova il protagonista. Mi piace l'indizio che hai lasciato sugli specchi del bar che poi ritorneranno quando la ragazza dice: C'è un passaggio che più di tutti mi ha portato a credere a qualcosa di onirico. Quando dici: Il desiderio dell'altro diventa il tuo desiderio. Fin qui nulla di male, solo che lei non ti ha fornito nessun tipo di indizio sulle sue abitudini oppure i suoi gusti. Eppure alla fine, anche questa cosa ritorna. Conoscendo il sogno sapevi già come sarebbe andato a finire: l'incontro, il bar, lei che ordina latte. Hai cercato di creare un legame, un filo magico che unisce i due dall'inizio alla fine. La parte finale mi ha suscitato l'immagine che io ho come stereotipo sulle ragazze cinesi. Quasi vittime del corso della vita, che accettano così come vengono gli eventi, senza pretese, prendendo quello che possono, comunque consapevoli che tutto è destinato a finire. Insomma, il racconto è lineare, e refusi particolari non ne ho trovati. Mi è sembrato, ti ripeto, un sogno. Bello e malinconico.
  27. Riprendo il quesito del Volpe nazionale per dettagliarlo: l'esplorazione deve essere la conseguenza di un motu proprio del protagonista o del gruppo di protagonisti, o può anche essere la conseguenza di un accordo preso con altri (es. un contratto)?
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